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Mollata dopo trent’anni di matrimonio

di babette

Riferimento alla lettera: Forse per alcuni sarà una storia banale ma a me è crollato il mondo addosso. Pensavo che fossimo una famiglia felice, due figli meravigliosi una bella casa lavoro insomma tutto perfetto, invece mio marito alla soglia dei sessant’anni si invaghisce di una ventottenne e se ne va di casa per...
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Data di pubblicazione: 10 Febbraio 2009

L'autore, babette, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore - Famiglia

278 commenti

  • 176
    Golem -

    Markus, io non so se mia moglie è un caso psicologico particolare, può essere, anche se una “pazza” del genere la consiglierei a tutti, io so solo che è uscita da un loop mentale che le impediva un certo sviluppo emotivo.
    Potrei dirti con un po’ di presunzione che non tutti i mariti si prendono la briga di aprire la via che ho iniziato io ma che abbiamo percorso insieme, e la prova che tutto è stato fatto bene e che anche il rapporto erotico ne ha tratto giovamento. E questo dimostra che il problema stava in quell’ambito, dovuto ad un’educazione “punitiva” degli impulsi sessuali. Da questo dovresti immaginare quale conflitto può nascere in una donna pudica quando certi desideri, esplosivi dai 20 ai 30 anni, si scontrano con quella morale sessuofobica, e quale sia l’unica soluzione per soddisfarli: dirsi “Innamorate”.
    Io ho riconosciuto di aver “sbagliato” nel non aver capito subito che quell’atteggiamento derivava da quello che poi ho scoperto, e il timore di ferirne la sensibilità mi impediva di “chiedere” di più. Anche perché quelle cose devono essere “desiderate” da entrambi. Ma è un fatto che una volta capita la recita che era costretta a “farsi” ha liberato una sessualità serena e allegra, che produce il piacere che dovrebbe produrre ma che prima era rarissimo. Se mi permetti, a me non frega niente se la mia donna ne ha avuti venti o trenta prima di me, mi interessa sapere se mi ama o meno nel momento in cui la amo e voglio essere non il primo, ma l’ultimo uomo della sua vita, per i suddetti motivi. Sono stato “sverginatore” anch’io ma non credo che quelle ragazze mi ricordino come il primo amore, lo spero almeno, in quanto non c’era nessun amore, solo una gran voglia di sco.... con piacere e simpatia. Ma se un imprinting del genere ti deve condizionare il resto della vita perché qualcuno da piccola ti dice che la prima volta devi darla solo a chi…ami, ma vaffanculo.
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  • 177
    Golem -

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    Ecco, a un certo punto, dopo quasi tre anni (non tutti i giorni, non prenderlo alla lettera come fa qualcuno) di discorsi pacati, questo ha detto lei a quella “figura” che idealizzava per colpa di quella c.... di educazione: un bel vaffanculo. E sapessi come è più sicura di sé, persino più giovane e bella, come oggi, in questo momento. Vaffanculo a quella schiavitù da femmina medievale, voluta in tempi remoti da uomini medievali che continuano ad esserlo anche nel 2016.
    Vuoi un esempio? Ero a Salerno a casa di un amico, architetto, e c’era con noi quella collega basco-galiziana, che ha passato un paio di settimane a casa mia in Puglia. Una femmina più alta di me che sono 1 e 78. 50 anni, una personalitá affascinante, intelligente, brillante, colta e già consulente del governo Zapatero, e ovviamente single.
    Questo mio collega ha un amico, Carmine, vedovo da tre anni, tipico meridionale, 1 e 70, scuro come un arabo, simpatico, disponibile come tutti gli “amici” del sud, e ovviamente… “macho”. Ha cominciato a “tastare” il terreno con la spagnola con complimenti al fisico statuario, che non hanno smosso di un centimetro l’interesse della donna. Poi se n’arriva con una Mercedes presidenziale per portarci in città. Non sua, è un perito assicurativo. Niente. Il giorno dopo viene con un pantaloncino aderente modello anni ’70 con il “pacco” ben in vista, oltre ad una camicia altrettanto aderente con i bottoni che tiravano sull’addome, che ormai denuncia i suoi 56 anni. Peggio che andar di notte. Stereotipi a iosa. Io sprofondavo per lui, in quanto italiano e del sud.
    A Milano, mentre chiacchieravo con lei delle vacanze appena trascorse le dico: “Allora Carmine ci ha provato eh? Bè che mi dici?”, “Che mi ha fatto pena, che devo dirti. Ma ci sono ancora uomini che pensano far colpo su una donna in quella maniera? Di cosa potrei mai parlare con uno così?”; “e il pacco? Non l’hai notato?” dico io. “Quale pacco?”
    Ciao.

  • 178
    Markus -

    Ecco Golem, se consideriamo che tua moglie possa essere un “caso psicologico particolare” allora ci siamo, mi sta bene il discorso.
    Ma non che sul caso di Sally possa essere avanzata una teoria di base per tutte le donne, o anche parecchie di esse. Poi che tu sia stato bravo a iniziare e terminare un percorso che l’abbia aiutata, nulla da eccepire.
    Ma ripeto, trattasi di un caso particolare il tuo. Perché nessuna donna nel mezzo di un matrimonio con l’uomo che ama si mette a pensare e a ricordare per venti anni un amore, o presunto tale che possa in qualche modo deteriorare il rapporto esistente per i motivi che hai sempre sostenuto.
    Quindi se il problema era dovuto ad una “educazione punitiva degli istinti sessuali” lasciamo il “caso Sally” nell’ambito di situazioni “psicologiche soggettive rare e particolari” senza andare a smuovere teorie universalmente valide per tutte le donne, che non c’entrano assolutamente nulla.
    E, onestamente, non ritengo nemmeno che tu abbia sbagliato a non capire questa “anomalia”, poiché non é che si può stare nella testa di altre persone. E probabilmente se non avessi scoperto i diari stavi ancora a “carissimo amico”.
    La storia del tuo amico un po’ “coatto” é comune. Ne esistono tanti così, ma difficilmente fanno colpo su persone di una certa personalità e intelligenza. Ma é una cosa che vale per entrambi i sessi. Niente di trascendentale, solo un personaggio un po’ coatto che spera di far colpo.

  • 179
    Golem -

    “Perché nessuna donna nel mezzo di un matrimonio con l’uomo che ama si mette a pensare e a ricordare per venti anni un amore”

    Nessuna donna Markus. Assolutamente

    Per una strana associazione di idee, questa discussione e per l’interpretazione che gli è stata data, mi ha ricordato un simpatico episodio accaduto molti anni fa, mentre frequentavo il corso serale da Geometri.
    Compito in classe di italiano. L’insegnante scrive il tema sulla lavagna: “Ogni uomo aspetta un lavoro, ogni lavoro aspetta un uomo”. Iniziamo.
    Arriva Oldani, in ritardo come al solito. Tipo chiuso, scontroso, lavora in una legatoria con alcune persone che oggi definiremmo diversamente abili.
    Legge il titolo del tema e comincia a scrivere.

    Una settimana dopo l’insegnante riporta i temi corretti, distribuendoli in ordine alfabetico, mettiamo:
    “Brontolo, 6; Cucciolo, 6+; Dotto, 7 1/2; (bravo Dotto); Eolo, 6; Gongolo, 6-; Mammolo, 6 1/2; Pisolo, 5 (Pisolo si svegli); Oldani…ma lei che tema ha fatto scusi?”; “perche? “Come perche? Cosa significa : I NANI sono persone come tutti ed è giusto che devono avere un lavoro come quelli alti, non che devono lavorare al circo per far ridere la gente e che non devono avere le cose grandi che non ci arrivano…” E via su questo tema sociale così importante per il buon Oldani, che lavorava evidentemente con qualcuno di questi minuscoli colleghi senza altri contatti col mondo esterno.
    Cercai di impossessarmi inutilmente di quel tema che mi avrebbe fornito una miniera di “diamanti” e di gioie.
    Chiuso di mente e di carattere aveva letto la N invece che la U con questo risultato: “Ogni nano aspetta un lavoro, ogni lavoro aspetta un nano”. I NANI!!!
    Fu un momento di irripetibile divertimento per il bastardo che ho dentro, e di consapevolezza degli effetti di certe strutture mentali.

    Allora, se ti sta bene che quello che ho scritto sia un caso isolato, sì, lasciamolo come piace a te Markus.

  • 180
    Markus -

    Golem

    “…Allora, se ti sta bene che quello che ho scritto sia un caso isolato, sì, lasciamolo come piace a te Markus….”

    Non è perché sta bene a me Golem, ma perché non può essere altrimenti dalla risultanza di tutto ciò che ci siamo scritti in questi lunghissimi post, da scritti e da esperienze reali altrui e di almeno tre decenni di vita personale.

    Nessuno, non solo io, ha mai abbracciato la tua tesi. Un motivo ci sarà. Probabilmente perché non è dimostrabile se non nella tua singola esperienza. Che fa storia a sé.

  • 181
    Golem -

    Ah, certo, è importante che ci sia un consenso popolare riguardo le proprie idee, rassicura. Invece è proprio quello il primo errore che si commette: attaccarsi agli stereotipi.
    Farà pure storia a sè, per noi però ha fatto anche la…geografia. Infatti abbiamo trovato la strada proprio perché non abbiamo “pensato” come fanno tutti. Infatti gli altri lo sognano, noi lo viviamo l’amore. Obiettivo raggiunto perché la teoria era giusta. Questo è quello che conta, e nessuno di quei tanti potrà contestarlo.
    Certe cose non arrivano per colpi di “fortuna”. Quello succede nei sogni.
    Bye.

  • 182
    Markus -

    Golem,

    “…Farà pure storia a sè, per noi però ha fatto anche la…geografia. Infatti abbiamo trovato la strada proprio perché non abbiamo “pensato” come fanno tutti…”

    Ma noi siamo tutti contenti che voi abbiate trovato la strada giusta!
    Io personalmente quante volte te l’ho detto?
    Ma é comunque storia a se’, basata su un particolare caso psicologico, non una teoria universale! Per il resto siamo tutti d’accordo: siete stati bravissimi a superare una crisi matrimoniale che spesso sfocia in separazione.
    Un plauso a Golem e Sally per questo. In questo caso avete si il consenso popolare!

  • 183
    maria grazia -

    “abbiamo trovato la strada proprio perché non abbiamo “pensato” come fanno tutti”

    sacrosanta verità! e non solo in amore.

  • 184
    Markus -

    Maria Grazia

    Tanta gente trova la strada perché non pensa come pensano tutti.

    E questo é valido in tutte le questioni terrene. Ciò che va bene per me non va bene per te ne per un altro.

    Ma da ciò a farne teorie universali ce ne corre!

  • 185
    Suzanne -

    Accidenti e chi sarebbero questi “tutti”? Questi “tutti” cercano di concretizzare un amore nato da un’idea,una sensazione che a poco a poco prende piede. Esattamente come ha fatto lei. Non ci vedo questa gran diversità. Tutti cerchiamo consensi, anche Lei signor Golem, altrimenti non parlerebbe della sua storia personale.

  • 186
    Golem -

    Ti sbagli Suzanne, non ho bisogno di nessun consenso, ho solo parlato con “passione” e intensità di qualcosa che ho scoperto grazie ad un’analisi che ho condotto sulla mia vicenda, utilizzando intuizioni, studi scientifici sulla psicologia umana e rilessioni filosofiche che non sono campate per aria, nonché il carattere del soggetto del quale volevo comprenderne il comportamento.
    Il fatto che “tutti” vedano certi fenomeni illusori come “normali”, o come “acqua calda”, trascurando il peso di alcuni importanti passaggi consequenziali di natura psicologica e culturale, che richiederebbero almeno la conoscenza dell’esistenza degli stessi, spiega il perchè quei “tutti” non potranno mai afferrare il peso di quanto sostengo.
    Se avessi letto sin dall’inizio tutti i miei interventi avresti riconosciuto in essi la sequenza filologica di cui parlo.
    Affrontare il mondo dell’immaginazione umana e dei “mondi” che ognuno di noi si “crea” per sopravvivere all’angoscia della vita, che non è diverso da quello religioso, che ha lo stesso scopo per chi vorrebbe trovarne una migliore dopo la morte, fa capire come questi siano mezzi per dare “senso” a situazioni che senso non ne hanno, se non quelli essenziali di origine naturale, biologiche: nascere, riprodurci, morire. È l’intelligenza che ha scompigliato le carte a queste “logiche”, e la coscienza che ad essa a collegata, che cerca ragioni trascendentali in fenomeni che sono spiegabili solo con quel bisogno di “senso” che la coscienza ci chiede, e che spesso non troviamo se NON con un ATTO DI FEDE. Per la religione come per l’amore.
    Alla “mia” (nostra) storia abbiamo tolto semplicemente la necessità di certe “trascendenze” prima di tutto “retroattive”, e questa consapevolezza ci dà ora serenità e piacere oggettivi. Come solo vivere la realtà può dare.
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    .

  • 187
    Golem -

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    Suzanne, per me, accettare che la vita inizia e finisce qui, su questa Terra, e capire che per noi, essere senzienti, il nostro passaggio è solo la continua strenua ricerca di un senso trascendente che non c’è, è più duro che per chi ha la famosa Fede o di chi fa funzionare la fantasia, anche in amore per vederci quello che si “vorrebbe” vedere, ma una voltá accettata, non c’è consenso popolare che serva. Si nasce e si muore soli e nell’intervallo è bello avere la compagnia giusta, che credo di aver trovato. Anche grazie a quelle riflessioni che “tutti” non capiscono e che proprio per questo mi confortano sulla bontà della mia visione delle cose.

  • 188
    Markus -

    Golem, non mi pare ci sia tutto questo “peso” in quanto sostieni.
    Le “illusioni” come continui a chiamarle tu, sono fenomeni comuni e banali che fanno parte della vita di tutti i giorni.
    Chiunque ha avuto “illusioni” e continua ad averne. Nel campo del lavoro, dello studio, dello sport, dell’amore, dell’amicizia.
    Solo tu stai dando loro questo peso abnorme. Ma ovviamente perché ti sei trovato a dover fronteggiare una crisi matrimoniale andando a scovare una giustificazione che facesse al caso vostro al fine di evitare una separazione, secondo me pesantissima.
    L’hai trovata o sei convinto di averla trovata. Tutto ok se ti ha dato i risultati che speravi.
    Però ecco visto che trattasi di un caso particolare psicologico, così come hai anche ipotizzato tu, lasciamolo confinato alla situazione singola. Senza andare a tirare fuori il senso della vita, la religione, la morte è quant’altro.
    Un episodio, un caso singolo, un ricordo di un amore, una nostalgia, una crisi matrimoniale…..non c’entra nulla con tutto il resto.
    E non pensare che tutti gli altri siano “deficienti” e non capiscano certe “riflessioni”. Solo che da riflessioni adatte ad un particolare caso non si può tirare fuori una teoria universale adatta per tutte le altre ‘riflessioni” che invece fanno parte di tanti altri casi diversi dal tuo.

  • 189
    Robert -

    patetico il richiamo ad autorevoli conferme scientifiche postate in precedenza!

    sono anni che ogni palla viene parata con contorsioni degne di miglior causa, allo scopo di magnificare grandezze del c...., alla portata di tutti dall’inizio di una relazione e non dopo decenni di adattamenti reciproci!

    nient’altro che fuffa e noia!

  • 190
    Golem -

    “Le “illusioni” come continui a chiamarle tu, sono fenomeni comuni e banali”

    Comuni sicuramente, banali non credo se c’è chi impronta la vita o una parte di questa su un’illusione. Specie se in mezzo c’è la realtà che si vive con una terza persona. E non sono casi isolati solo perché non se ne parla.
    Certe “riflessioni” sottintendono la conoscenza di fenomeni “locali” che noi diamo per scontati, ma che non lo sarebbero se se ne conoscessero le origini profonde, e quanto non siano invece – quelle sì – universali. Di universale c’è solo il desiderio, il resto è “costruito”. E ho spiegato cento volte perché, con gran piacere di alcune utenti come H2O, anche grazie ai Pigmei e ai Boscimani. E se attaccassi con gli Yanomami o gli Inuit lo sarebbe stata anche di più. Ma non giudico “deficiente” chi non le considera nei termini che anch’io ignoravo prima di interessarmi. Ma nello stesso tempo, per considerarle p”non così importanti” basta spiegarne il perché, come io faccio per il motivo contrario. Si prende l’argomento e lo si smonta. Dire che “non sono cosí importanti” suona come una “sensazione” soggettiva. La mia non lo è. È argomentata con riferimenti discutibili come tutto ma mai discussi però. E come ripeto solo quel Livio ha abbozzato una replica più mirata.
    Certamente che la teoria vale solo per me, per me e per lei. Ma proprio in quanto tale mi risulta “universale”, senza per questo che nessuno debba sentirsi oggetto di giudizio sulla base di quanto sostengo sull’argomento. Suzanne ritiene che io mi “immoli” (Tuseitu dicet. sì: dicet) come riferimento assoluto del “Giusto Amore”, ma è una sua sensazione, gratuita peraltro, che chi segue il dibattito da tempo sa non essere nuova, e curiosamente “percepita” in quei termini da persone dall’atteggiamento sempre molto “formale”.
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  • 191
    Golem -

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    Aggiungerei “non a caso” quando di mezzo c’è una “recita” nei rapporti interpersonali, sia pure “inconscia”. Quindi non considero deficiente nessuno. Caso mai non informato. Ma è un’altra cosa.

  • 192
    Markus -

    Golem, comuni e banali si confermo. Perché non c’e’ nulla di più comune e banale di un amore adolescenziale.
    Poi se una persona su questo amore ci impronta una vita allora, probabilmente, é qualcosa di più di un semplice e banale amore adolescenziale.
    Figuriamoci se questa impronta viene riportata nel mezzo di un matrimonio.
    Finora siamo arrivati alla conclusione che nella tua situazione si é trattato di un caso particolare psicologico. Come ne possono succedere in tanti ambiti e ci sta.
    Lascia perdere pigmei, H20 i Boscimani e gli Yanomami perché rischi di continuare ad incartarti, su questioni differenti come hai fatto finora.
    Hai detto bene, la teoria, se esiste, vale solo per te. Ciò che ti si contesta, e lo fanno davvero tutti ormai, é che tu voglia farla passare come teoria universale.
    Per quanto riguarda le “recite” , purtroppo ne esistono tante nei rapporti interpersonali. E, a volte é difficile distinguerle. In fondo anche tu hai fatto fatica a capire quella che potrebbe essere stata una “recita”. Venti anni mi sembrano un bel po’ no?

  • 193
    Golem -

    Ok, Markus, non riesco a spiegare che gli amori adolescenzial, come pure tanti amori in età adulta, sono condizionati da una certa visione che NON è “innata” se non come desiderio sessuale, ma condizionata dalle culture “locali”. Ieri ho fatto un parallelo tra amore e religione come entrambi necessitanti di una Fede che faccia credere a quello che si desidera facendo di tutto per trovarne i “segni”. Non è un caso che proprio Freud parli della religione come “avvenire di un’illusione”, e come risultato dell’ottimismo fideistico infuso dal cristianesimo occidentale. che non faccio fatica a riconoscere con lo stesso “credo” in tante storie d’amore illusorie. Ma quando le illusioni cadono, come diceva Nietzsche, giunge il momento in cui bisogna fare i conti con la verità che l’illusione ha mascherato. Gli amorucci adolescenziali protratti all’infinito sono poca cosa rispetto alle grandi illusioni dell’umanità, figuriamoci, ma sono comunque figli della stessa cultura.
    Comunque Mark, “parliamo” due lingue diverse, da tempo. Non ci capiremo mai. Tu mi parli dell’hardware di un fenomeno mentre io cerco di parlarti del software. Siamo agli antipodi.

    P.S. Sei tu che vuoi essere convinto che sia un “caso” psicologico singolare, e io ti accontento, perché non mi interessa che lo capisca il resto del mondo, e non perché quello di Sally debba definirsi un caso isolato. Per quelle che sono le MIE valutazioni del fenomeno è comunissimo. Qui ne ho intravisti decine di “casi psicologici singolari” che riguardano l’illusione, tra i quali l’ultimo é quello di H2O. Stessa identica dinamica, con “emozioni” innescate da soggetti e condizioni contingenti pregresse diverse, ma entrambi gestite dall’immaginazione. Stesso software in hardware differenti.

  • 194
    Markus -

    Golem, parliamo due lingue diverse semplicemente perché tu continui a voler cercare una spiegazione che metta il tuo cuore in pace in relazione alla tua questione con Sally.
    Forse non te ne rendi neanche conto, ma nel corso degli anni te lo hanno fatto notare tutti.
    E continui a voler vedere con i tuoi occhi le situazioni degli altri come paragonabili alla tua, nonostante questi altri abbiano cercato di farti capire a più riprese che non é così: H20 é l’ennesimo esempio.
    Sembri come immerso nella nebbia, e quando vedi delle ombre sei convinto di riuscire a distinguere anche i dettagli.
    Io capisco invece la tua estrema sofferenza per la situazione che hai vissuto. E capisco anche che i tre anni successivi sono stati per te ancora più drammatici e nei quali hai dato tutto te stesso per risolvere la questione.
    Non mi devi convincere di nulla Golem. Lo hai ipotizzato anche tu che tua moglie sia un “caso psicologico singolare”. Altrimenti se non é così le ipotesi sono le altre due. Se l’amoruccio é poca cosa non te lo porti dietro per venti anni. Lascia perdere queste condizioni delle culture locali, quelle si che ti stanno “illudendo” caro amico.

  • 195
    Golem -

    Ma quale sofferenza Markus, io sto come un Pasciá.
    Tu ti fai delle strane idee su di me. Io ho studiato un fenomeno molto frequente e non solo nel settore che sappiamo, presente nella vita di tutti, compreso in questo scambio epistolare dove ti immagini cose di me che non ci sono. Io ho fatto una ricerca sulle ragioni di certi comportamenti umani che non hanno una logica apparente e strada facendo sono arrivato alle illusioni. Ti ripeto ancora che se fosse emerso che quella “roba” era vera, ammesso che lui fosse stato vivo, la accompagnavo io la Sally a Lisbona e magari cenavamo tutt’e tre all’Alfama. Tu non mi conosci, ma nel momento in cui mi accorgo che una storia è stata una recita, quello che è stato non ha più valore per me. Ho sempre guardato avanti. Certo i primi tempi sarebbero stati duri, le abitudini sono difficili da perdere, ma ce l’avrei fatta, e per il sesso “affettuoso” non credo che con le conoscenze che ho avrei problemi. No anzi, non ne avrei, sinceramente. So cucinare (bene) rifaccio il letto che sembra la pista di un aeroporto, so stirare (tranne le camicie), ho la lavapavimenti, la lavatrice e la lavastoviglie, so fare un’impianto idraulico, in parte elettrico, so saldare, faccio piccole opere murarie, sono un discreto intrattenitore, dicono che canti bene anche se ballo male, ho una moto d’epoca meravigliosa, non sono ancora da buttar via e so pure guidare un piccolo aereo, e secondo te mi struggerei dal dolore? Sono stato male quando ho scoperto che c’è gente che si sposa ma può convivere con le “bambole” dell’infanzia sino alla mezza età, ma non significa che tutte le relazioni siano un’illusione. Quella lo era, come lo è quella di H2O ovviamente, che ripeto È IDENTICA come genesi a quella che mi interessa.
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  • 196
    Golem -

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    H2O lo ha capito presto, Sally più tardi, ma quello non è né amore nè innamoramento, né teneri ricordi di emozioni, che se ci sono erano frutto delle “bucce di patate”, divorate dall’affamata e del tremendo bisogno di sognare di molte donne. Le migliori tra l’altro, stop. Tutto chiaro, compreso dall’interessata e superato serenamente da entrambi. Quindi ci sono un sacco di belle storie d’amore che funzionano benissimo, ma se le osservi con attenzione noterai che prevedono TUTTE di essere vissute nella REALTÀ. Come e perché si crea il mondo fantastico in una certa psicologia formata in un certo modo l’ho spiegato meglio che potevo, e se qualcuno l’ha capita chissà che non potrebbe tornargli utile. Chi non la condivide, o addirittura si sente offesa, come Suzanne, lo faccia pure. Non sto parlando PER loro, sto esponendo una tesi e un’esperienza che l’ha confermata.
    Non soffro Markus. Perché non mi illudo di niente. E sono sereno. Perché questo deve dare un rapporto. Queste sono le emozioni vere.

  • 197
    Markus -

    Golem, io non mi faccio nessuna strana idea. Leggo solo quello che scrivi ed evinco quello che hanno evinto tutti.
    Tu stai come un pascia’ oggi? Lo spero per te. Ma hai sofferto come un cane e si vede lontano un miglio.
    Non poteva emergere nulla Golem, perché il benigno era passato a miglior vita ormai, per cui dove avresti dovuto accompagnarla?
    Golem lascia stare, non parlare di cose che non hai provato. Lascia perdere il sesso facile, quello lo trovano tutti. Se tua moglie fosse tornata col Benigno stavi sotto un treno credi a me. Lascia perdere lo stirare, cucinare e lavare i panni. Puoi essere chiunque e saper fare qualunque cosa. Se perdevi l’amore non é che sopperivi stirando camicie. Non te ne uscire con frasi senza senso Golem.
    E lascia stare H20 che con la questione Sally c’entra come il due di coppe quando regna bastoni.
    E lascia stare le bucce di patate. Sono sempre bucce anche quando hai fame. E non te le ricordi per venti anni scrivendo anche le ricette. Evidentemente non erano bucce ma qualcosa di più buono.
    Nessuno credo si senta offeso Golem, neanche Suzanne, solo che anche lei come tutti non può avallare la tua tesi.

  • 198
    Golem -

    “Se tua moglie fosse tornata col Benigno stavi sotto un treno credi a me.”

    Magari mi schiantavo con l’aereo, non sotto un treno. Sarebbe stato squalificante per un aviatore.

    Vedi Markus che tu proietti le reazioni di chiunque sulle tue esperienze? Si capisce.
    Scusa se cito l’ennesimo luogo comune, ma forse è più comprensibile, ma io non amo la donna perché ho bisogno di lei. Io sto bene con me stesso, anche da solo. Non mi annoio, ma sono pragmatico, si dovrebbe capire che non ho bisogno del prossimo, e comunque NON lo uso a mio favore, e non ho una visione stoico- tragica della vita, come spesso osservo nella quotidianità come in molti su LaD.
    Quando è morta Carmen non mi sono buttato dall’aereo, e per certi versi è persino più “incomprensibile” da accettare che la scoperta del Benigno. Certo che si sta male, che ragionamenti, ma non mi crogiolo nella sofferenza in eterno, infatti il destino è stato “benigno” (scusa il calembour) nei miei confronti e mi ha cambiato l’oggetto dell’amore, non l’amore. Succedesse quello che dici, anche oggi, mi trasferisco subito in Salento, buon clima, ottimo cibo e costi della vita dimezzati, e con Rosa, la mia vicina di casa zitella, che fa dei piatti della tradizione che ogni volta mi porta da assaggiare, e mi nutrirei di sapori meravigliosi della mia infanzia, e dal punto di vista del sesso, ho diverse amiche separate e non a cui sono simpatico. Una ha 36 anni pensa. Altro che Pascià. Mi darei all’epicureismo, prendendo quello che offre il “giardino”. So accontentarmi. Potrebbe nascere l’amour? Non credo, trovare la testa di una Sally è difficile. Diciamo che a tavola mangerei da gourmet. A letto le “bucce di patate”. Ma basta saperlo. Questo è quello che conta nella vita. ESSERE PRESENTI A QUELLO CHE CI SUCCEDE. Quindi non illudersi. So che è difficile da quello che vedo, ma io so come fare.

  • 199
    Markus -

    Golem, già te l’ho scritto prima, se ami davvero tua moglie, e succedesse qualcosa che non ti auguro con lei, non ti servirebbe ne il sesso, ne la tua amica Rosa, ne il Salento, ne la cucina della tua infanzia, ne tantoneno la tua amica separata credi a me.
    E non ti ho detto che staresti sotto un treno in eterno. Ma staresti sotto un treno. Poi in genere dalle delusioni ci si dovrebbe riprendere. Ma lascia stare i discorsi dell’amica zitella e quant’altro hai citato.
    La morte é una cosa bruttissima ma é l’unica cosa certa della vita. E credo che per te sia stata più “incomprensibile” la questione del Benigno.
    Non parlare al condizionale Golem. Sei pragmatico si forse a parole. Anche io lo sono. Poi quando si tratta di sentimento i discorsi cambiano. D’altronde se eri così pragmatico non stavi tre anni a studiarti le teorie dell’universo per cercare di salvare il tuo matrimonio, ma lasciavi andare la vita come veniva. In fondo se Sally non ti voleva non ti meritava. E allora perché convincerla?

  • 200
    Golem -

    Ammazza Markus, ma mi conosci meglio di quanto immaginassi. Rosa cucina benissimo (un po’ troppo olio) e non vedrebbe l’ora di accudirmi. Le mie amiche giá mi “conoscono”, e forse qualcuna mi ha pure in memoria “benignamente”.
    Markus, mi dispiace, non posso confortarti su quegli aspetti che mi paventi, sono cinico, se non ti piace il termine pragmatico. Non sarebbe la prima la prima volta che ricomincio da zero.
    Ovviamente credo che con lei tutto andrà come ora, ma se non accadesse non mi perderei credimi. Il piano B è quello che ti ho prospettato, la casa laggiù è mia e di mia sorella che é un’altra accuditrice. Per certi versi starei persino meglio, pensa.
    Vedi Markus, é banale, ma sapendo quello che ho fatto per lei e per la famiglia, mi sento sereno, non mi aspetto che si stia con me per forza. Non è lei che mi priverebbe del suo amore, ma lei che si priva del mio. Sono strano è? Ma so anche cosa voglio

    Te l’ho detto, sono un “antillusione” in tutto quello che faccio, non potrei mai vivere non pensando ad un’evenienza imprevista di quel genere. Due, tre mesi e cambierei città e vita. Tanto dura il “lutto”. Avendolo giá provato farei finta che fosse morta. Non dimenticando certo quello che fu, ma neppure piangendo per il resto della vita. Pensa che quando morì Carmen, data l’età avevo giá pensato alla stessa cosa, salvo il trasferimento perchè allora ero dipendente.
    Quando si “vola” si deve avere sempre una soluzione per un atterragio di fortuna se ti “pianta” il motore. È una forma mentale che aiuta a vivere.
    Io ce l’ho. Ma il motore non mi pianterà. È stato messo a punto come si deve, e non batte più in “testa”.
    Ciavo.

    P.S. Vorrei chiarire che il matrimonio l’ho salvato per me, perchè ero io che me ne andavo. A lei andava bene così, manco si rendeva conto, davvero. E non sai quante ce ne sono in quello stato di “schizofrenia” amorosa mentre amano il marito. Se facessero outing sai quante sorprese avremmo?

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