Mollata dopo trent’anni di matrimonio
Riferimento alla lettera:
Forse per alcuni sarà una storia banale ma a me è crollato il mondo addosso. Pensavo che fossimo una famiglia felice, due figli meravigliosi una bella casa lavoro insomma tutto perfetto, invece mio marito alla soglia dei sessant’anni si invaghisce di una ventottenne e se ne va di casa per...
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Data di pubblicazione: 10 Febbraio 2009
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Bellissimo l’esempio con l’asintoto, e sull’affinità tra Matematica e Filosofia non ci sarebbe neppure da discuterne per quanto è reale. Il parallelismo con l’asintoto è corretto perchè anche la tendenza “al meglio” è un richiesta “naturale” al miglioramento della specie che è connaturato con le nostre scelte, e non ho bisogno di spiegare il perché.
Ma è quel “meglio” che é “variabile” perché dipende da quella “formazione” culturale di cui ho più volte accennato, che non sará mai identica nelle diverse culture, ma che attraverso queste dá corpo ANCHE ai sentimenti che ne sanzionano l’appartenenza all’ambito dell’amore. a volte SBAGLIANDO, per le “aberrazioni” dovute ad alcuni aspetti “mitologici” di quella cultura.
Un partner che mi “soddisfa” contiene quelle “dotazioni” lette attraverso l’alfabeto culturale appreso durante la maturazione, che se fosse diverso perchè maturato in un ambiente culturalmente diverso NON darebbe quei risultati. Come dicevo ieri, i parametri immaginifici ai quali molte donne si rifanno sono lontani dalla realtà, sempre piú lontani dalla NOSTRA realtá, proprio perche mutuati, sia ad alto che a basso livello di comunicazione,da un concetto di “perfezione divina” estrapolato dall’ambito religioso e trasposto in ambiti secolarizzati più correnti. Ma tuttavia irraggiungibiile, come per Dio, se non in una dimensione “trascendente”, come in fondo è il sogno. Non a caso si usa il termine “Divo” e “Diva” di estrazione conematografica per indicare un modello “ideale” di riferimento. E altrettanto non a caso il cinema viene chiamato la “Fabbrica dei sogni”.
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Era a questo tipo di messaggi a cui mi riferivo quando parlavo stamattina con H2O del condizionamento subliminale di un certo tipo di cultura (e sottocultura) massmediologica in questo caso, che crea parametri di riferimento sessual/sentimentale ai quali molto spesso inconsapevolmente ci rifacciamo.
Torno a ricordare che la “fiaba” di Francesca e Robert si rifá anche nei nickname utilizzati su queste pagine al film i “Ponti di Madison County”, i cui protagonisti si chiamavano allo stesso modo. Si vuole vivere “l’epica ” di un rapporto più che un rapporto. L’altro “serve” per questo e non perché È. Perchè “SEMBRA”.
I due vivevano una realtá diversa con parnter reali e una filmografica con altri partner. Ma non si sa quanto “reali” pur nella loro esistenza fisica. Si può parlare di “veri” sentimenti in una situazione di autosuggestione e per di più onirica? Si, ma non con me. I sentimenti sono una cosa estremamente seria per gli esiti che danno, non saperli riconoscere ad una certa età, non ha nessuna giustificazione se non quella di non voler crescere. E questa mi sembra una condizione universale che non sottintende la presunzione di sapere tutto di sé e degli altri. É solo logica. Elementare per giunta.
Tornare alla realtà?
“per fare questo sforzo in un rapporto reale bisogna essere in due e trovare il punto di intersezione”. Dice H2O.
Ecco, quello è lo sforzo che abbiamo fatto. Con successo.
Concordo con quanto esposto da Rossana, soprattutto sulla conlcusione: “la vera illusione è credere di sapere tutto di sé e del prossimo”, che e’ anche il motivo per cui sono molto scettica sul successo del lavoro dello “psicologo” o “psicoanalista” che dovrebbe saper individuare una spiegazione scientico -razionale per ogni tipologia di “deviazione” , variabile da persona a persona. Tra l’altro non capisco perche’ si sia creato questo astio tra Golem e Rossana. E’ inultile che l’uno voglia convincere l’altra della correttezza della propria tesi e viceversa perche’ mentre Golem ha una visione scientifico-deterministica pura, Rossana ha una visione piu’ di tipo animistico-tracendentale, sulla quale, sinceramente, io mi sento sono piu’ allineata, senza tuttavia voler negare gli aspetti oggettivi legati alla corporeita’. Insomma , io non credo che siamo solo un ammasso di cellule che producono stimoli elettrici ed ormoni, destinato ad easurirsi con la morte, ma che ci sia una dimensione piu’ profonda dell’Anima che presenta molti lati ignoti, che ritengo non siano inquadrabili dalla nostra razionalita’. Mi piace molto l’immagine proposta da Suzanne sullo sbirciare dall’uscio alla ricerca di una luce che potrebbe essere o non essere un semplice riflesso.
H2O.
” Io non credo che siamo solo un ammasso di cellule che producono stimoli elettrici ed ormoni destinato ad easurirsi con la morte, ma che ci sia una dimensione piu’ profonda dell’Anima che presenta molti lati ignoti”
H2O, se ricordi ebbi modo di dire che quello dell’anima immortale era il limite di questa discussione. Parlare con chi non crede alla sopravvivenza dell’anima quando ci si crede, non é possibile. Personalmente io credo che quei lati ignoti che ti appaiono un sintomo di trascendenza aspettano solo di essere svelati. Com’è successo per tutti gli altri misteri che hanno caratterizzato le conquiste di “Conoscenza” della specie umana, che finché non svelati sono sempre stati considerati manifestazioni trascendentali.
Concordo che sarebbe un dibattito sterile. Vorrei però’ allora capire meglio cosa intendi per “veri sentimenti”: puoi dare una definizione piu’chiara? Come definiresti il vero sentimento di amore?
“La capacità di donarsi totalmente ad un unico altro/a rinunciando ad ogni impulso egoistico, ma solo allo scopo di rendere felice l’altro/a “…sapendo tuttavia che la Natura ci sta imbrogliando e se ne frega altamente di questo fine nobile, in quanto in il suo target è’ il mantenimento e l’evoluzione della specie fino a quando il sole non si spegnerà?
Oppure la capacità di ricomporre il nucleo originario maschio femmina per ristabilire un’armonia naturale?
Tu ritieni che quei lati oscuri, siano oscuri per tutti e che la conoscenza umana presto o tardi li potrà’ svelare o pensi che siano già noti ad alcuni (ad esempio a te) e che, se qualcuno non arriva a comprenderli, sia solo questione di ignoranza e incapacità’ di accrescere le proprie conoscenze e/ o di rifiuto di liberarsi dalla condizione di inconsapevolezza e creatività’ spontanea tipica dell’infanzia?
Può’ essere…
Perché’ ritieni negativa l’attitudine di alcune persone di affiancare alla realtà sensoriale una o più realtà di tipo filmografico?Cosa c’è di male se si trova il giusto equilibrio? Noi siamo quel che siamo anche perché ci siamo “formati” in un contesto socio culturale specifico e siamo inevitabilmente ” condizionati” da questo, non dobbiamo per forza liberarci ed emanciparci da tutto.
A mio parere e’ comunque possibile mantenere vivo un rapporto tra una sognatrice ed un razionale e viceversa, a patto che la prima sappia gestire con consapevolezza la sua attitudine e il secondo comprenda che tale propensione innata non necessita di cure e spiegazioni, ma di serena accettazione.
Golem, ti avevo risposto , ma non vedo più il mi commento…vediamo se ricompare domani…
H20
Ma se si ama il proprio compagno, perché lo si é scelto in base al nostro ideale di perfezione (anche se la perfezione non esiste) per quale motivo devo andarmi a cercare un altro ideale di perfezione?
I conti non tornano H20. Oppure colui che abbiamo scelto come persona ideale non rispecchia questa catatteristica.
La matematica é semplice non é complicata. E il mio discorso di cui sopra, piuttosto semplice, é matematica.
Suzanne
Amare una persona per quello che é non mi sembra uno schema rigido.
Quando amavo la mia compagna il mondo non spariva mica. E sapevo quello che c’era. Sapevo anche che era normale che se spiavo dall’uscio di una porta avrei trovato qualcosa di diverso e che probabilmente mi piaceva.
Ma io amavo la mia compagna, per cui cosa mi importava del fatto che ci fosse altro da scoprire ?
Io credo che bisogna prima di tutto imparare a conoscere se stessi. E soprattutto capire cosa si vuole dalla vita. In questo caso dalle relazioni con le persone che vogliamo avere a nostro fianco.
E su questo punti, è l’ho ripetuto diverse volte anche a Golem, le donne (di oggi in particolare) non hanno le idee molto chiare.
Markus,
– “Io credo che bisogna prima di tutto imparare a conoscere se stessi. E soprattutto capire cosa si vuole dalla vita. In questo caso dalle relazioni con le persone che vogliamo avere a nostro fianco.” — regola aurea, valida in tutti i contesti della vita, di cui l’unione di coppia rappresenta FORSE il culmine.
– “E su questo punti, è l’ho ripetuto diverse volte anche a Golem, le donne (di oggi in particolare) non hanno le idee molto chiare.” — qui si dovrebbe aprire un discorso molto ampio, che esula dal tema Golem/Sally.
secondo me, in linea generale sia le donne che gli uomini oggi hanno idee poco chiare su chi sono e su cosa vorrebbero dalla vita. le troppe opportunitò di tutti i tipi li disorientano, fermo restando che gli uomini hanno perso gran parte del potere economico precedente, che consentiva loro di scegliere e di acquisire, mentre questa facoltà è passata alle donne, sulla base dei soli “doni” di natura.
se queste fossero più unite (non casalinghe/donne inclini alla maternità contro carrieriste/donne desiderose di propria affermazione sociale, e viceversa), a mio avviso avrebbero già potuto da tempo ottenere criteri economici di parità nei salari con quelli degli uomini e asili accoglienti, a prezzi calmierati, per tutti i loro bimbi, evitando, però, di ambire a inesistenti uguaglianze di genere.
viva, sempre, la diversità fra i due sessi! se questa va perduta, è possibile che la fine del mondo si avvicini, non per cataclismi esterni alla natura umana, ma per la perdita della differenziazione, che ne è sia gioia che sofferenza.
Markus, e’ vero noi non abbiamo le idee molto chiare. Io e Suzanne lo abbiamo gia’ ammesso che riconosciamo degli aspetti contradditori e dei lati piu’ o meno oscuri che ci spingono spesso a desiderare contemporamentamente due caratteristiche a volte inconcilaibili o addirittura opposte:
un compagno forte e determinato, ma dolce e comprensivo; affettuoso e presente, ma non invadente; intraprendente, ma non troppo indipendente; che si interessi a noi , ma che non sia critico nei nostri confronti; misterioso, ma non bugiardo; protettivo ma non geloso; colto ma non saccente; sportivo ma non fanatico; eccetera eccetera.
Oltretutto, col passare del tempo, noi stesse cambiamo e quindi anche queste caratteristiche desiderate variano nella nostra scala priorita’. A seconda delle esperienze di vita che stiamo vivendo in qual momento, di come evolviamo “intellettualmente” e degli incontri che facciamo cambiamo anche noi, per cui capirai bene che non e’ semplice adattarsi a tutto questo cambiamento. Fossimo solo acqua (calda o fredda) sarebbe facile scorrere e prendere la forma del recipiente in cui ci veniamo a trovare. E’ come essere un pezzo di un puzzle che cambia continuamente forma cercando il suo “incastro” .
Nella realta’ e’ neessario accettare che non si puo’ avere tutto e subito, tuttavia si fa fatica ad “accontentarsi” e a rinunciare totalmente a dei desideri (come richiederebbe uan vera scelta di amore). Succede cosi’ che, razionalmente, si decide di rinunciare a realizzare, nella vita reale, parte dei propri desideri innati , per concentrarci sulle doti che la persona che abbiamo scelto possiede davvero. Ma l’inconscio a dispetto di questa scelta conserva segretamente questi desideri e li fa riemergere nel sogno o nella suggestione.
H20 rispondo al 230. Non so sè quello che non vedi, ma a me pare quello giusto.
Non so se farò in tempo ad essere sufficientemente esaustivo, perchè mi aspetta il tecnico della caldaia a casa di mia figlia alla quale devo anche sgorgare la doccia. A proposito di realtà ontologiche.
H20, in questa discussione teniamo sempre presente che è la soggettiva predisposizione “a credere” la discriminante tra dare un senso a quello che si dice, perchè tu in questo senso avresti due possibilità di afferrare il mio discorso e io una sola. Spero di essere stato chiaro. E’ anche chiaro che ho una visuale non trascendentale della vita. Ci sono arrivato per gradi e ne sono (purtroppo) convinto.Pertanto per me TUTTO si può spiegare e tutto si spiegherà prima o poi. Ci stiamo ragionando dall’Illuminismo in avanti, la secolarizzazione è inevitabile da quando la Ragione è diventata la linea guida di tutta la nostra cultura occidentale.
Stiamo parlando di sentimenti legati all’amore, bene, per il sottoscritto lo sono proporzionalmente alla realtà ontologica che si vive. I sentimenti che ha per me mia moglie che vive la nostra realtà sono veri in quanto “cresciuti” all’interno di una situazione tangibile, sperimentale, ontologica appunto. Frutto di una conoscenza REALE che definisce gli aspetti dell’altro nella sua verità OGGETTIVA, persino scatologica se mi permetti. Le mie mutande sporche sono verità oggettive sulle quali si “fa” persino un sentimento d’amore, consentimi un paradosso sgradevole. Quello che nasce da un’immaginazione idealizzata, non avrei neppure bisogno di dire che sono della stessa natura di quell’immaginazione. Ciò non toglie che creino quelle emozioni SURROGATE di cui spesso si necessita.Ma anche la droga lo fa, e la natura degli effetti E’ LA STESSA. Ma non sono VITA.
Non mi resta molto spazio, ma continuerò poi. Tieni presente che le “fughe” ONIRICHE hanno un’altra ragione: LA PAURA . Della REALTA’
A dopo
H20, rispondo al tuo post n. 235.
Leggendo ciò che hai scritto, mi chiedo è ti chiedo, come può un uomo che sia uomo e non un pupazzo adattarsi a questi continui “cambi di marcia” femminili? Che poi in sostanza trattasi di “reteomarce” ?
Io per carattere credo di essere piuttosto sognatore, sono anche segno zodiacale cancro, per cui é tutto dire.
Ma nel momento che avevo scelto la mia donna, quella che avrei voluto mi accompagnasse per tutta la vita, l’ho presa ed accettata così come era, con tutti i suoi pregi e con tutti i suoi difetti. Ben sapendo che nel corso della mia vita avrei incontrato donne diverse da lei, che non avevano i suoi difetti e non avevano i suoi pregi o viceversa. Che potevano far l’amore in modo diverso e che potevano prenderti in modo diverso.
A Golem feci il discorso delle automobili : se acquisti una berlina sai per certo che esiste anche una Ferrari o un fuoristrada. Ma che cambia? Io ho scelto la mia BMW perché a me piaceva quel modello e di quel colore. Ed é troppo facile dire “mi stancherò prima o poi vorro’ una Ferrari”
Se decidi di essere vegetariano rinunci alla carne. Ma lo sai.
Tutti noi abbiamo dei desideri inconsci, chi non li ha? A quel punto che facciamo? Cambiamo direzione a seconda di come cambia il vento? E che senso ha?
In tutta onesta cara H20 tu di un uomo che sai che può continuamente cambiare direzione che cosa te ne fai?
Io di una donna così non saprei cosa farmene, non so tu di un uomo del genere.
Una donna che non sa mai cosa vuole e totalmente umorale la vedo incompleta, molto incompleta. Soprattutto perché non conosce se stessa. Per cui quando mi dice una cosa non saprei cosa pensare.
Allora a quel punto la prendo “a tempo”, a scadenza. Come il latte : da consumarsi preferibilmente entro il…..
Ma é un discorso consumistico. E io, perdonami, ma i sentimenti li concepisco in maniera diversa e non “a tempo determinato”
markus, io ho sempre saputo chiaramente che tipo di uomo voglio al mio fianco ( intelligente, emotivamente forte, ironico e aperto di vedute ) ma non riesco a trovare queste caratteristiche in uomini di età adeguata alla mia e liberi da impegni sentimentali. Sarà un caso che la fascia maschile della mia generazione ( 40/50enni ) sembra non corrispondere minimamente alle esigenze femminili ( che – ricordiamolo – NON sono cambiate rispetto a prima, sono solo EMERSE ALLA LUCE ) o piuttosto è invece il risultato di un’ influenza culturale retrograda che gli uomini miei coetanei hanno assorbito nel loro ambiente sociale e familiare, a dispetto della donna che invece si è “modernizzata” ( che per me equivale all’ essersi EVOLUTA )? Forse è anche per questo che oggi tanti matrimoni apparentemente collaudati all’ improvviso terminano ?…
Maria Grazia, anche io ho sempre saputo che tipo di donna volevo al mio fianco. Ma diciamo che forse, semplicemente, non sono mai riuscito a far collimare il binomio attrazione fisica + condivisione di idee e interessi in comune, nonché ovviamente carattere.
Che te ne fai di una donna che ti attrae sessualmente ma con la quale sei distante anni luce per il modo di vedere la vita? Puoi solo scendere e salire dal letto….stop.
Paradossalmente ho trovato invece donne che non mi attraevano per nulla ma con le quali avevo un mare di affinità caratteriali e di idee.
Detto ciò, più che modernizzate ed evolute, il grosso delle donne mi sembra un tantinello “schizzato”. Vanno un po’ troppo di corsa secondo me, spesso mischiano un sacco di cose e come dicevo anche ad H20 capita di sovente che non sanno ciò che vogliono cambiando spesso e troppo repentinamente.
E’ snervante credimi!
Markus, cosa posso dirti? A mio parere gli uomini non cambiano quasi mai direzione, per cui per una donna non sussiste il problema di inseguire il vento. Hai perfettamente ragione e io sono molto forte nella “teoria”: e’ nella “pratica” che sono carente. Non posso che concordare totalmente con te e con Golem sul fatto che una scelta si dovrebbe fare consapevolmente e che implica inevitabilmente rinunce e forza di volonta’.
Non mi ritengo pero’ assolutamente umorale, visto che questi ragionamenti li faccio proprio perche’ conosco me stessa e le mie debolezze e razionalmente so quale sarebbe la solzuione. Il mio problema e’ che non riesco ad applicarla nella pratica.
Forse per pigrizia egoismo o capriccio.
Probabilmente quando ho fatto la mia prima scelta non ero poi cosi’ matura e quindi mi sono illusa che col tempo avrei saputo raggiungere l’armonia desiderata (con elevatissime aspettative) e cio’ nonostante ho deciso di insistere. Purtroppo anche per gravi torti subiti durante la mia storia, permangono alcuni punti di scontro con la persona che ho scelto e non sono ancora riuscita ad accettare alcuni lati del suo carattere , anche se cerco di trovare un punto di incontro e mi impegno per farlo. Non tutti sono cosi’ forti , decisi , sicuri di se’. Non tutti sono in grado di mantenere sempre a bada con la razionalita’ e i propri impulsi irrazionali o egoistici.
Golem non ha ancora illustrato la modalita’ con cui ha affrontato la questione con Sally e perche’ ci sono voluti ben tre anni per farle superare questa situazione. Ha parlato genericamente di “dialogo” senza pero’ spiegare bene come Sally ne e’ uscita. Da quello che ho capito n’e’ uscita spontaneamente non appena ha capito e riconosciuto che si trattava di un’illusione. Allora io sono proprio messa male… perche’ pur essendo consapevole dell’illusione non riesco spontaneamente a rinunciarvi?
Maria Grazia quello che descrivi “intelligente, emotivamente forte, ironico e aperto di vedute” e’ l’uomo perfetto che tutte vorrebbero. Anch’io ho una mia idea (o ideale) di quello che vorrei in un uomo, ma non credo che esista. Tu dici che nella generazione piu’ giovane invece si trovano queste caratteristiche? La tua spiegazione relativa ai 40/50 enni potrebbe essere esatta: forse questa “evoluzione” ed “emancipazione totale” della donna sta diventando eccessiva e gli uomini sono rimasti indietro ?
Come Rossana sono comunque convinta che essendo uomini e donne oggettivamente diversi, anche dal punto di vista emotive, sia giusto rispettare queste differenze, pur contrastando le ingistizie sociali e pregiudizi ancora presenti.
H2O, mi è piaciuto molto il paragone con i pezzi di un puzzle che mutano continuamente forma e cercano di incastrarsi. E’ esattamente questo il problema nel viversi una storia duratura mantenendola sempre al livello dei nostri bisogni più profondi ( con nostri mi riferisco ad entrambi i partner). Spesso semplicemente si continua per abitudine, o al primo alito di vento si cambia rotta seguendo le inclinazioni del momento. Ritornando alla metafora della casa, è come costruire una casa avendo materiali sempre diversi a disposizione e magari cambiando anche il progetto iniziale ( doveva essere una villetta a schiera ma poi diventa un palazzo o una casa in campagna). Difficile lavorare insieme avendo sempre ben chiaro entrambi cosa si sta facendo, giorno dopo giorno.
Credo sia ovvio che io e H2O riteniamo fondamentale lottare affinché la costruzione non crolli e magari ci seppellisca pure, ma siamo oneste nel riconoscere l’inevitabile “perdita di bussola” in alcune fasi della vita. Insomma, non credo si debba addirittura arrivare alla censura del pensiero!
Sinceramente non credo che le donne un tempo fossero immuni da queste forme illusorie, semplicemente non le riconoscevano o non ne parlavano perché probabilmente sarebbero state etichettate come “pessime mogli” e “pessime madri”. L’accettazione delle proprie contraddizioni e delle proprie fragilità credo sia una delle poche ma grandi conquiste di questo mondo caotico in cui viviamo. Tutto è più complesso, è vero, ma credo sia anche più autentico. Se hai solo pane da mangiare e nella tua vita non hai avuto modo di avvicinarti a nessun altro cibo, non penserai nemmeno a che sapore potrebbe avere la cioccolata ( anche se alla fine probabilmente saresti solo sazia ma non appagata).
Suzanne, ti ringrazio perché, come sempre , con il tuo linguaggio poetico, leggero ed immediato, riesci ad esprimere molto meglio di me gli stessi concetti arricchendoli di nuovi spunti e dettagli. Sento che noi due ci capiamo fino in fondo.
In particolare il fulcro del discorso che tu hai giustamente definito “conquista del mondo” e che sembra scatenare invece il “meccanismo di censura” , è’ proprio la nostra ammissione e riconoscimento di avere delle contraddizioni e fragilità’.Condizioni che molti utenti di questo forum valutano ( o meglio giudicano) come deplorevoli, infantili, paranoiche e via dicendo. Cosa ci vuoi fare? Si vede che noi siamo nate “peggiori” o “sbagliate” e che il fatto di avere delle debolezze e dei dubbi su noi stesse è visto da molti utenti come ” malattia” “deficienza” e “incapacità di crescere” “grave problematica di autostima ed orgoglio” ” paura della vita”e “immaturita’”. Perfino Markus, che nonostante maschio, appare a tratti allineato alla nostra sensibilità, ci accusa ora con tono severo di ” “incompletezza”.
Una delle mie “doti”e’ la sincerita’ con me stessa’ e non ho nessun problema a dichiarare che io ho dei limiti . Però sono in grado di riconoscere dei limiti, magari diversi dai miei, anche in TUTTE le altre persone che ho incontrato. Un ‘altra dote,infatti, che ritengo (e mi vanto) di avere è’ l’intuizione. Paradossalmente quando incontro delle persone che appaiono molto sicure di se’, forti e convinte delle proprie opinioni ed idee, determinate e di successo, io intuisco immediatamente dei segni fragilità e questo mi fa sentire più’ forte(se devo per qualche motivo affrontarle). Tra l’altro molti di questi personaggi che ho incontrato e con i quali ho dovuto interagire occupavano posizioni apicali o di dirigenza e mi sono spesso stupita di come avessero raggiunto tali livelli visto che talune ” debolezze “erano
ai miei occhi palesi. Forse sto peccando di presunzione…Comunque vorrei dire a tutti i “FORTI” che per quanto vi autoconvincete di essere completi e di aver superato con successo i vostri limiti, le vostre (inevitabili) fragilità sono comunque percepite dagli noi deboli ma intuitivi.
Chi è’ veramente Autentico sa che la sfida reale non è’ la totale comprensione di noi stessi e del mondo, ma la capacità di coglierne le sfumature e la complessità senza voler a tutti i costi “superare noi stessi” e trovare spiegazioni logiche. Chi crede di aver risolto tutti i suoii dubbi e di aver superato con successo i propri limiti unicamente grazie alla sua forza di volontà’ ,sarà’ anche una persona felice e “realizzata” (beato lui o lei), ma non sarà autentico. È’ infatti ,anche questa , un altro tipo di illusione, una violenta forzatura su se stessi che viene notata dagli altri (però solo da quelli dotati di un po’ di di intuizione ) .Tuttavia, come sappiamo bene, l’illusione permette uno stato di felicità per cui …lasciamoli sognare! Concludendo, si può’ scegliere se essere degli “autentici” inquieti e deficienti sognatori oppure dei “finti” felici completi illusi.
H2O, e chi ci dice che uomini e donne siano effettivamente “diversi” da un punto di vista emotivo o piuttosto che questo non sia, sostanzialmente, l’ imprinting dato da una “cultura” plurisecolare di assoggettazione della donna ? Pensaci bene.. ci hanno CONVINTE per secoli che fossimo esseri deboli, strutturalmente fragili, incapaci e poco brillanti nella maggior parte delle attività pratiche, troppo emotivi e irrazionali. E questo, è stato fatto perchè il maschio esercitasse su di noi la sua supremazia. Un’operazione di controllo mentale ideata ad arte. Ma poi NEI FATTI noi donne siamo proprio così ? IO NON CREDO, così come non credo che in qualsiasi incontro sessuale che sperimenta, una donna sia istintivamente portata a vederci il “vero amore”, ma lo è solo verso determinati soggetti maschili. In altre parole, voglio dire che la donna può essere portata quanto l’ uomo a vivere il sesso libero da implicazioni, ma per noi, per la nostra società, questo aspetto resta ancora un tabù.
Ecco perchè molte, moltissime, arrivano a confondere per AMORE una semplice attrazione sessuale.
Credo inoltre che molte persone ( donne comprese ) siano pressocchè confuse su ciò che VOGLIONO VERAMENTE. Il tipo di uomo che ho descritto, per quanto strano possa sembrare, non è poi così desiderato e cercato dalla maggior parte delle donne, specie quelle in giovane età, le quali tendono invece generalmente verso partner maschili irruenti, rigidi e dominanti. In questo sì, ci vedo maggiormente un’ influenza dei nostri moti istintuali più che un imprinting culturale, ma si tratta sempre e comunque di “scelte” dettate da decisioni non consapevoli. Razionalmente sappiamo infatti che tale genere di uomo non potrà garantirci un rapporto armonioso e sereno, tutt’ altro. Ma quando siamo coinvolte emozionalmente in rapporti con soggetti di questo tipo, se ci fai caso, può risultare molto difficile svincolarsene. A meno che non subentri un altro soggetto maschile che cattura il…
…che cattura il nostro interesse e metta in ombra l’ immagine del tizio precedente.
“perche’ pur essendo consapevole dell’illusione non riesco spontaneamente a rinunciarvi?”
proprio per quegli aspetti che ho appena spiegato, H2O.
Io credo che nel corso dei secoli la VERA natura della donna ( quella di Amazzone e di combattente “solitaria” della “foresta”, sperimentatrice al pari dell’ uomo di ogni sorta di esperienza ) sia stata in qualche modo “violentata”, messa in ombra, “zittita” e mortificata nel nome di una cultura e di una religione che dovevano promuovere e diffondere un solo credo: la supremazia assoluta del maschio in tutti i comparti dell’ esistenza.
Le donne odierne, quelle del 2000, si ritrovano smarrite e confuse, combattute tra la voglia di RITROVARE SE STESSE e la necessità di rispettare le convenzioni per quieto vivere.
Personalmente, ho scelto la prima.
Chiaramente, gli uomini 40/50enni di oggi, avendo ricevuto un imprinting di stampo fondamentalmente fallocratico e patriarcale ( che voleva la donna come essere obbediente, mite e passivo ) fanno molta fatica a confrontarsi con questa nuova esigenza della donna di oggi di esprimere se stessa a 360 gradi. La testimonianza di markus su come vive le sue relazioni e su come percepisce le donne di oggi, ne è una chiara dimostrazione.
Diverso è il discorso per i giovani uomini che oggi hanno 20/30 anni, i quali sembrano maggiormente disposti ad accogliere i mutamenti ( anche nei rapporti interpersonali ) che inevitabilmente comporta qualsiasi moto epocale. Ho notato che in questa fascia di età – diversamente dalla precedente – gli episodi legati al maschilismo e alla violenza sulla donna si verificano non tanto per un imprinting culturale assorbito nel proprio ambiente, quanto per un disagio emotivo o psicologico presente nella persona.
ciao a tutti, mi intrometto solo nel discorso per dire che io penso che ci sia anche da tenere in conto la situazione geografica e culturale dell’uomo. l’uomo italiano è per sua storia ed essenza un uomo estremamente mammone… attaccato alla famiglia e soprattutto alla figura materna, e questo è abbastanza risaputo. loro proiettano le loro aspettative su noi donne, ci confondono con le loro mamme e questa mentalità cosi radicata in loro fa si che sorgano i primi problemi. io stessa, senza andare troppo lontano, ho avuto a che fare con un fidanzato ed ex convivente proprio fatto di questa pasta… la figura onnipresente della mamma era diventata un tormento per me. si impicciava in ogni cosa e lui aveva costantemente bisogno dell’approvazione di sua madre per fare ogni cosa. siamo troppo legati alla famiglia, ed è vero la donna si è emancipata e non è più propensa a ricoprere quel ruolo di figura materna e di chioccia nei confronti dell’uomo… boh scusate l’intromissione ma io credo sia anche proprio un discorso di educazione e mentalità oltre che di emancipazione femminile. buona giornata a tutti
H20
Non volevo accusare nessuno di nulla. Però a me l’idea di “cambiare continuamente bandiera ” mi da un senso di incompletezza, come di mancanza di stabilità. Io credo, e correggimi se sbaglio, che tu, come Suzanne, se cercate un uomo che vi accompagni nella vita lo desideriate stabile e che vi dia almeno alcune certezze. Domando: che senso ha avere accanto una persona, uomo o donna che sia, per la quale oggi avete un valore 10 e domani valore zero? Ecco in questo senso parlavo di incompletezza, non avere accanto una persona su cui fare affidamento nel tempo in relazione ai sentimenti. Fermo restando che dall’altra parte c’e’ invece una persona stabile. Posso anche dirti di esserci passato, avendo avuto accanto una persona così, e ti assicuro che é una delle cose più terribili che possa capitarti nella vita.
Maria Grazia
Ci avrei messo la mano sul fuoco che anche nei miei confronti avresti tirato fuori il discorso dell’imprinting patriarcale e fallocratico
Perché io vedrei le donne di oggi in che modo?
Perché ho scritto che vanno troppo di corsa, che mischiano un sacco di cose e che cambiano spesso e repentinamente non sapendo anche molte volte ciò che vogliono?
Ma questi sono dati di fatto che riscontro quotidianamente cosa c’entra il patriarcato?
Spesso faccio discorsi nel reale con diverse conoscenze femminili nell’ambito lavorativo e quant’altro che mi confermano nella generalità che la realtà femminile di oggi é spesso questa.
Ma non mi accusano di avere l’imprinting patriarcale e fallocratico. Se un uomo, in questo caso io, ama avere accanto una persona meno frenetica, più stabile e che faccia una cosa alla volta é un fallocratico?
Scusa ma non ti comprendo in questo caso.
La diversa emotività tra uomo donna non ha origine da un imprinting culturale, ma da evidenti differenze fisiologiche, pertanto ha una base soprattutto scientifica piuttosto che culturale. È’ giusto che la donna nel corso dei secoli abbia combattuto per far valere i propri diritti, in una società patriarcale e maschilista.Ma io trovo che, invece, sia una vera e propria violenza il volere parificarsi all’uomo sotto tutti gli aspetti, essendo un ‘ambizione che vs , palesemente, contro Natura (e non solo contro i condizionamenti culturali). La donna è’ diversa , produce ormoni diversi, (se vuoi che rimaniamo strettamente sul piano scientific), il suo corpo è’ diverso, la sua muscolatura è’ meno strutturata . È’ per questo che nelle competizioni sportive, ad esempio, non ci sarà’ mai una condizione di parità’. Lo stesso vale in altre situazioni.Ciò non significa affermare che la donna è’ inferiore all’uomo , ma che i due generi sono DIVERSI e questo è’ un dogma assoluto sul quale si basa la sussistenza della specie ( umana e animale).E’ giusto che la donna si esprima a 360 gradi ma nei limiti che la sua femminilità le consente, sia dal punto di vista fisico che emotivo. La donna è’ fatta fisicamente per accogliere, l’uomo per dare. Ritengo che nel percorso di emancipazione siamo già a buon punto, ora occorre rallentare e trovare il giusto equilibrio per non creare un crepaccio tra quello che siamo, con i nostri limiti, e quello a cui aspiriamo che potrebbe ingannarci e renderci invece infelici.
L’uomo mammone’ disorientato perché nella sua compagna non trova, come vorrebbe, accoglienza, ma competizione.
“io credo sia anche proprio un discorso di educazione e mentalità oltre che di emancipazione femminile. buona giornata a tutti”
Esatto. E vale per entrambi i sessi, compresa la visione che sia ha di come dovrebbero essere i rapporti amoroso tra i sessi. Quindi se educazione e mentalità SONO diverse, diversi saranno anche gli atteggiamenti con i quali ci approcciamo a una situazione, e cosa aspettarsi da questa. A meno che anche questa non sia la solita ovvietà che non contiene nessuna novità sostanziale che mostri le ragioni di certi comportamenti piuttosto che altri.
Luna e dito. È a solita storia.