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Mollata dopo trent’anni di matrimonio

di babette

Riferimento alla lettera: Forse per alcuni sarà una storia banale ma a me è crollato il mondo addosso. Pensavo che fossimo una famiglia felice, due figli meravigliosi una bella casa lavoro insomma tutto perfetto, invece mio marito alla soglia dei sessant’anni si invaghisce di una ventottenne e se ne va di casa per...
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Data di pubblicazione: 10 Febbraio 2009

L'autore, babette, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore - Famiglia

278 commenti

  • 201
    Yog -

    Letto nuziale.
    Molleggiato dopo 30 anni di matrimonio.

    Un piccolo miracolo dell’artigianato italiano.

  • 202
    Markus -

    Si sei strano Golem e molto!
    Ma forse mi sbaglio anche qui. Credo invece che ostenti una “finta ” sicurezza. Troppa per essere vera!

    Tu te ne andavi? No non credo Golem, penso che il rischio fosse il contrario.

    Due tre mesi dura il lutto? Troppo matematico Golem, non regge! Hai la soluzione a questo e a quello.
    A Golem, bisogna provarle le cose, non dare retta alle teorie dei libri. Oggi non tengono nemmeno le previsioni del tempo a cinque ore!
    Il motore non ti pianterà? Lo spero per te! Sappi che se anche lo metti a punto può rompersi la cinghia di distribuzione, che é un pezzo di gomma, e inchiodi le valvole.
    Rosa più le tue amiche quanto fanno? Le “dieci ragazze per me” di Battisti? Bella canzone no? Significativa. Spiega tutto meglio di me.
    Comunque no non ti conosco Golem, ma se non stai giocando e credi a quello che scrivi non é così difficile capire alcune cose di te.

  • 203
    H2O -

    Bisognerebbe interrogarsi sul fatto che se ,in un certo momento, la fantasia prevale sullla realtà, è perché la realtà’ non basta a colmare un’ aspettativa non soddisfatta che si alimenta sempre più col trascorrere del tempo. Sarebbe più semplice e immediato che la realtà si conformasse al bisogno, a volte esplicitamente manifestato, e che, a legittima domanda, corrispondesse un’ adeguata risposta … Gridare al sordo o abbagliare il cieco e’ un’ardua impresa , perciò a volte è’preferibile sorvolare alleggerendo la mente con evanescenti suggestioni che donano sollievo allo spirito e lo rinvigoriscono preparandolo per nuove battaglie.

    Chiudo gli occhi. Non sei reale, ma i tuoi occhi sono neri e profondi e mi sembra di precipitarci dentro e di invadere i tuoi pensieri. Vedo il tuo sorriso ironico, appena accennato. Poi diventi improvvisamente serio. Forse mi stai dicendo qualcosa. Si, sono solo poche parole spezzate e domande confuse, ma esattamente quelle che desideravo pronunciassi. O forse non stai parlando affatto, ma hai solo afferrato le mie mani per fermarle. Non puoi resistere a lungo. Siamo molto vicini e uno sguardo potente ci collega . Vorrei solo, avvicinarmi ancora un po’ , solo per un attimo, per toccarti con la bocca e vedere se questa forza esiste davvero, capire come funziona, lasciarla scorrere per il tempo che basta, ma solo in superficie…Come prendere la scossa, ma senza rimanere fulminati.

  • 204
    rossana -

    Markus,
    complimenti! hai saputo far emergere l’amore di sé rispetto all’amore per il partner! l’altruismo e l’egoismo di fondo che regolano i rapporti fra le persone in qualsiasi contesto. questa sì che è un’interessante riflessione sul carattere, ammesso che sia gradita a chi la desidera ed è in grado di concretizzarla!

    lutti che durano POCHI mesi, come quelli nel passato di una nipote, che, avendo convissuto, più o meno a lungo, con più uomini, mi ha di recente confessato di non averne mai amato nessuno prima dell’attuale compagno, con cui convive da più di quindici anni, ammettendo d’intrattenere una relazione di coppia basata su interessi in comune, rispetto, stima e amicizia.

    tutto il polverone che si è sollevato intorno all’inimitabile Vero Amore di Golem per Sally potrebbe ora facilmente dissolversi nella bolla di sapone di una matura scelta razionale, a suo preminente favore, uso e consumo.

    da qualche giorno ho in mente di ribadire la consapevolezza che il modo di amare, nei suoi aspetti più elevati o più utilitaristici, fa capo essenzialmente al temperamento delle persone che lo sperimentano, fermo restando che esistono infinite versioni dell’essere umano, tutte ugualmente rispettabili, anche quando non condivisibili.

    la donna può essere maggiormente portata all’immaginazione come retaggio culturale derivante da millenni di segregazione, fisica e mentale, in cui le è stata consentita soltanto la fantasia ma è assolutamente certo che, soprattutto nella nostra epoca e in Occidente, questa sia lasciata ricadere nel passato delle precedenti sperimentazioni quando i sogni si concretizzano in realtà amorose pari o superiori alle migliori aspettative. non si continua a sognare a occhi aperti il bene di cui già si gode nella quotidianità!

    un caro saluto.

  • 205
    Golem -

    Non replico più a chi se la vuole “dipingere” con i colori che preferisce vedere. Markus, può essere che non siano tutti come te? Pensi che non l’abbia mai fatto? Dovresti essere meno categorico. Io non so niente delle “mazzate” che hai preso, ma temo che questa “fondamentalismo” del genere “no è come dico io” (ma non si sa il perchè) possa aver avuto un suo peso. Me ne andavo io, ci puoi scommettere. Tu restavi con una che un giorno scopri che non ti ha mai voluto? Io no.
    Rossana poi che trae conclusioni sull’amore di sè rispetto all’amore per il partner, forte di una collaudata esperienza in materia, e che da qualche giorno ha in mente una nuova, ennesima, soluzione al perchè dell’ammore, in questo più monotona di me che dico sempre le stesse cose. Come dire, “vediamo se sto altro pezzo mi fa completare il puzzle, che è una vita che cerco di capire cosa mi rappresenta”. Il tutto mentre spera che la mia storia, che non corrisponde al puzzle che ha in mente, si dissolva in una bolla di sapone, ma che invece inopinatamente veleggia sferica e multicolore nell’aria, mentre lei ipotizza amori ideali e idealizzati irrealizzabili.

    La fantasia è una dotazione sviluppatasi durante l’evoluzione per ragioni di sopravvivenza, che oggi, non più di stretta attualità, si manifesta in altre direzioni. Non è improbabile che la scintilla dell’intelligenza, di cui l’immaginazione è frutto, sia scoccata per la prima volta in un primate femmina e da questa diffusasi come sappiamo. Non a caso noi, tutti noi (pure Diego purtroppo) ci portiamo dentro il DNA i mitocondri di quella Madre primordiale. https://it.wikipedia.org/wiki/Eva_mitocondriale

    Forse se leggessimo un pò di più qualche testo scientifico e meno “sfumature di Grigio”, ci capiremmo meglio su cosa rappresentano certe scalmane che il “cor fan vibrar”, e non finire a acqua e pezze calde.
    >>>

  • 206
    Golem -

    >>>
    Più interessante l’intervento di H2O, che con la sua sensuale descrizione dimostra che questa necessità di sognare è in piena attività dentro di lei, e che le sue cellule bramano sesso animale mentre fremono squassate dal desiderio di emozioni indicibili.
    Il corrispettivo femminile di certe fantasie pornografiche maschili, molto meno raffinate delle prime, ma figlie della stessa natura.

    Cara H2O, neppure la migliore delle realtà potrà mai vincere la fantasia di chi ne fa l’uso che mi sembra ne faccia tu, è una battaglia persa in partenza. Non fosse altro che alla lunga ti annoierebbe anche nel momento in cui “the dream come true”.
    Perchè non è la prima ad essere insoddisfacente, ma la seconda a prospettare troppe possibilità.

    “Siamo molto vicini e uno sguardo potente ci collega. Vorrei solo, avvicinarmi ancora un po’, solo per un attimo, per toccarti con la bocca e vedere se… se…Cristo, ma hai mangiato un topo morto?”

    Questa è la vita che interrompe il sogno. Meglio tenersi lontani dalla vita se non se ne sopporta la “puzza”, meglio sognarla. LaD per questo va benissimo.

  • 207
    rossana -

    H2O,
    sperando che non mi volino addosso le solite aquile del forum e che mi sia ancora consentito dire la mia, giusta o sbagliata che sia, mi sembra di capire che, sia pure molto diverse fra loro, le “illusioni” tue e di Francesca abbiano in comune alcuni punti fermi: avete fatto scelte di coppia in giovane età; siete in compagnia di uomini che non vi hanno mai arrecato gran male, pur perdendo nel tempo lo smalto degli inizi; godete della presenza gratificante di figli, a cui non vorreste mai arrecare sofferenze e, in ultimo, non siete afflitte da condizioni economiche che potrebbero spingere a cambiamenti. come si fa, in queste condizioni, a fare capricci, come se ancora foste ragazzine?

    pur essendo scontato che è sempre difficile affrontare l’incertezza di lasciare la vecchia strada per una nuova, sconosciuta, secondo me Francesca resta legata al sogno, che in buona parte ha ben sperimentato nella realtà e che è perdurato in incognito per più di sei anni, per amore dei suoi figli, così come tu, forse essenzialmente per lo stesso tipo d’amore, preferisci far riferimento al sogno, mai sperimentato, senza per ora aver deciso di espletare ulteriori passi per approfondirne la conoscenza. per entrambe l’evasione a tratti della sola mente nelle fantasie, mantenute tali per scelta, è di consistente aiuto per sostenere con maggior leggerezza e armonia una realtà di coppia che si è impoverita nella ripetitività quotidiana, come quasi sempre accade, per ragioni e per colpe che voi sole potete conoscere.

    per me siete entrambe due ottime persone, che riflettono sulle brutte conseguenze che le loro scelte migliorative potrebbero arrecare ad altri e che si sforzano di far comunque quadrare i loro equilibri interiori, oscillanti fra un desiderio di rinnovamento e le possibilità di realizzarlo senza ferire.

    ogni scelta dà e toglie: è impossibile intuire cosa sia più importante per te, quanto e come tu sia disposta a pagarne il relativo prezzo.

    un abbraccio.

  • 208
    Suzanne -

    H2O, goditi le tue fantasie senza sensi di colpa… Per scendere a terra c’é sempre tempo. E sono sicura che hai l’intelligenza emotiva di non volare via come un palloncino destinato a scoppiare e scendere sconfitto a terra.

  • 209
    H2O -

    Rossana, la tua analisi e’ sostanzialmente corretta. Il sogno funge da strumento di evasione e permette di “assaggiare” una realta’ alternativa che in effetti non si vuole scegliere, ne’ sperimentare, forse perche’ manca una forte motivazione di cambiamento. E’ un vero e proprio capriccio che diventa rischioso solo se l’istinto si spinge oltre la ragione non analizzando le conseguenze di potenziali scelte impulsive. Per quanto mi riguarda, non appena mi si e’ parata davanti la prima (e unica) occasione, io di impulso ho cercato di “espletare ulteriori passi per approfondirne la conoscenza”, senza voler valutare sul momento, le potenziali conseguenze delle mie azioni, spinta, onestamente, piu’ dal desiderio di provare un nuovo gioco (piu’ mentale che fisico),pericoloso ma divertente, che non da un “puro” sentimento.
    Probabilmente se questa opportunita’ si fosse concretizzata non sarebbe successo nulla di particolare in quanto sarebbe intervenuta la mia parte razionale e la voce della coscienza mi avrebbe riportato sulla retta via. Il mio oggetto del desiderio, comunque, non mi ha dato la possibilita’ di verificare quanto sopra, preferendo evitare una situazione che a suo parere avrebbe solo amplificato le mie fantasie e non destato alcuna particolare reazione da parte sua. Se ci fossimo incontrati io avrei visto in lui quello che volevo vedere ovvero la falsa proiezione idealizzata che ho di lui.
    Detto questo come giustamente hai sottolineato, e’ importante far quadrare il proprio equilibrio interiore evitando situazioni che potrebbero creare sbilanciamenti e provocare danni a noi stessi e alle persone che amiamo. Percio’ d’ora in poi staro’ piu’ attenta a mantenere entro i giusti confini questa fantasia, anche se e’ ormai diventanta innocua avendo avuto chiara conferma dell’impossibilita’ di realizzarla.

  • 210
    Golem -

    “… io avrei visto in lui quello che volevo vedere ovvero la falsa proiezione idealizzata che ho di lui.”

    A me basta questo per avere una ulteriore verifica di quello che penso.

    E se posso permettermi, H2O, con quella carica emotiva che era così cresciuta dentro di te, non sono così sicuro che quel “sarebbe intervenuta la mia parte razionale” era così certo. Non è difficile ipotizzarlo adesso. Più difficile se lui avesse assecondato la tua “curiosità”. Ci troviamo sempre la giustificazione adatta alle circostanze.
    A meno che tu escludi a priori che si trattasse di istinto sessuale. In quel caso, cos’altro poteva essere?
    Comunque credo che ti abbia giovato questa chiacchierata.

  • 211
    H2O -

    Non posso essere sicura che la mia parte razionale sarebbe intervenuta in caso di segnale di apertura da parte sua. Era proprio questo che avrei voluto testare su me stessa incontrandolo. Ovvero capire quale forza sarebbe prevalsa. A posteriori, penso , tuttavia , che mi sarei limitata a fare quello che ho descritto ieri : ovvero a guardarlo negli occhi e al limite a baciarlo forse con trasporto, ma senza ulteriori sviluppi. Posso escludere che si trattasse di solo istinto sessuale per due ragioni. La prima è’ perché le mie fantasie vecchie e nuove su di lui non sono di tipo sessuale. Comportano un certa dose di contatto fisico, ma solo “superficiale”: l’interazione immaginaria con lui su sviluppa molto più’ sul piano romantico-cerebrale che non su quello erotico. Inoltre le mie fantasie sessuali , almeno quelle elaborate a livello conscio, sono di tutt’altro genere e lui non ne è’ protagonista (su quelle inconscie della fase REM non posso esprimermi perché spesso dimentico i particolari appena sveglia).
    La seconda ragione è perché, se fosse un istinto di tipo sessuale, durante gli ultimi venti anni si sarebbe dovuto manifestare con la stessa genesi ed evoluzione anche nei confronti di altri uomini reali e non essere focalizzato su un unico individuo praticamente sconosciuto e visto pochissime volte.. Mi è’ gia’ capitato , anche se poche volte, di provare una forma di attrazione sessuale per altri uomini, diversi da mio marito, ma si è’ trattato di sensazioni immediatamente riconoscibili come tali e di durata relativamente breve che sono passate senza lasciare traccia, ne’ creare fantasie di lunga durata o desideri ricorrenti. In questo caso, a mio parere , si tratta più’ probabilmente e come ha ipotizzato Suzanne, di un desiderio d “vivere “un episodio non realmente vissuto ma che ,in diverse circostanze, sarebbe potuto accadere. Dal momento che di vita c’è n’è’ una sola e che bisogna scegliere un’unica realtà…

  • 212
    H2O -

    …la suggestione rimane l’unico strumento, “indolore” se usato bene , per sperimentare le altre”potenziali” realtà’ che, a differenza della VERA realtà spesso non all’altezza delle nostre aspettative, risultano totalmente appaganti poiche’ corrispondenti alla nostra idea originaria (e probabilmente infantile ) di “storia di amore travolgente e tenebrosa”.Con questo non si vuole sminuire il rapporto reale che dovrebbe essere custodito, arricchito e vissuto come dono reciproco, dedicandovi impegno ed energie, ma solo affermare che non tutti sono in grado di rinunciare in modo così’ razionale e determinato a questa forma di “debolezza”, soprattutto nei momenti di stanchezza . Questa chiacchierata mi ha fatto bene perché’ , come avete detto anche tu e Suzanne , c’è’ una bella differenza tra bersi un buon bicchiere di vino ogni tanto e sbronzarsi tutte le sere e quindi non penso che dovrei avere dei sensi di colpa per le mie degustazioni occasionali.

  • 213
    rossana -

    HO2,
    grazie per il riscontro.

    i tuoi post 211 e 212 sono quanto di meglio ho letto qui sui pensieri e sulle scelte d’amore inconsce “al femminile”.

    a mio avviso, hai un ottimo equilibrio e grande capacità d’introspezione. viviti la vita come preferisci, consapevole che non sempre si può avere “per sempre” tutto quello che si vorrebbe, nell’attuale realtà di lunga vita. niente è perfetto!

    invecchiando e constatando come i giovani vivono le relazioni di coppia nel terzo millennio, mi convinco sempre di più che l’Amore appartiene a una stagione della vita. in alcuni casi, ora, ha anche la possibilità di ripetersi una seconda e, forse, pure una terza volta. tutto il resto non è che affetto parentale, magari pure più gratificante di intrecci imbastiti sulla base della sola passione ma che di questa conserva soltanto l’eco e il ricordo.

    un caro saluto e un in bocca al lupo per il futuro!

  • 214
    Golem -

    Affatto H20, nessun senso di colpa, sei solo “vittima” della tua femminilità, dell’istinto vitale, e hai fatto benissimo a berti questo “glass of wine” della Riserva Speciale di LaD (l’inglese lo “spicco” per Ross. Le piace correggere l’idioma di… Scespir)
    Avremmo risparmiato un sacco di tempo io e lei se io avessi immaginato l’esistenza di questi mondi paralleli nella mente femminile, e lei avesse avuto la consapevolezza di distinguerli come hai fatto tu. Ma tutto è bene…

  • 215
    suzanne -

    H2O, ti sento molto simile a me. Anch’io ho vissuto simili trasporti immaginari, ma per seguire la mia parte istintiva ho sempre voluto scontrarmi con la realtà.Questo significa che , come te, ho sempre cercato il confronto con l’oggetto della mia fantasia. Per fortuna ho avuto sempre modo di ridimensionare le mie fantasie prima di farmi troppo male. A volte davvero basta poco per smontare castelli rimasti in piedi per anni. Soprattutto se hai al tuo fianco persone che meritano la tua stima e il tuo rispetto ( come credo sia tuo marito).

  • 216
    Markus -

    Suzanne, H20
    Mi chiedo e vi chiedo: a chi non capita di avere fantasie e/o istinti sessuali verso determinate persone nell’arco della vita?
    Io non ci vedo nulla di strano. E neanche vedo questa “illusione”.
    Per quanto mi riguarda, l’ho già scritto diversi post fa per rispondere a Golem quando ho vissuto la mia più lunga e vera storia d’amore, mi capitava eccome di avere istinti sessuali verso alcune donne in particolare. Pulsioni forti, non semplice desiderio di fare sesso. É normale, il mondo é vasto e ci sarà sempre più di qualcuno che scatenerà impulsi e passioni anche violenti.
    Ma io amavo la mia donna. E anche nel pieno della mia passione per lei sapevo che esistevano altre donne capaci di scatenare desiderio estremo.
    Per cui stop! Non barattavo il sesso (che pure avevo con lei) con il sentimento che per le altre donne non provavo.
    Diverso sarebbe stato se con la mia donna ci fosse stata carenza di attrazione sessuale. Quello si che é in problema. Quasi al pare di divergenze caratteriali.

  • 217
    H2O -

    Suzanne, anch’io mi sento sulla tua stessa lunghezza d’onda e sono d’accordo su tutto quello che hai scritto fino ad ora e sulle utili riflessioni che mi hai suggerito: probabilmente abbiamo vissuto esperienze emozionali molto simili.
    Markus, come ho chiarito nel post di ieri, io (e Suzanne) pensiamo che l’illusione da noi “vissuta” sia qualcosa di diverso dal semplice impulso/fantasia sessuale (nell’accezione Golemiana) che, come sostieni tu e’ “normale” e facilmente riconoscibile e sperimentabile vs terzi/terze, anche in presenza di un rapporto sentimentale consolidato e soddisfacente.
    Noi definiamo questa sensazione “illusione” perche’ ,a nostro parere, va molto al di la’ dell’istinto animale, coinvolgendo anche l’intelligenza “superiore” pur non configurandosi come “vero sentimento” . E’ una sorta di attrazione mentale che non si fonda su basi razionali, ma viene autocreata dalla nostra anima (e/o cervello). E’ parte integrante della nostra natura, del nostro “essere”, per cui concordo assolutamente con Suzanne sul fatto che, molto difficilmente, chi possiede “strutturalmente” questa propensione (come la moglie di Golem) riesca a liberarsene del tutto. Probabilmente riuscira’ ad aumentare il suo livello di consapevolezza e di autocontrollo, ma essendo una caratteristica intrinseca non potra’mai eliminarla. E’ come voler cambiare colore ai propri occhi: se nasci con gli occhi neri, puoi trasformarli indossando delle lenti a contatto verdi, ma le tue iridi sono e rimaranno sempre del loro colore originario (a meno di trapianti oculari, o, nel caso della propensione all’illusione, di trapianto di cervello).

  • 218
    Suzanne -

    Markus, quello che dici è vero, ma credo che io e H2O ( correggimi se sbaglio) volevamo fare una distinzione tra il semplice desiderio sessuale nudo e crudo ( per questo assolutamente riconoscibile) e un’attrazione che nasce su altre basi, principalmente su idealizzazioni del soggetto in questione. A me è capitato proprio mentre ero innamoratissima del mio ragazzo e non mi mancava assolutamente nulla, se non quella dimensione del “sogno” e dell’indefinito che necessariamente in una relazione concreta scompare. Avevo anche affrontato il problema col mio compagno, in quanto è sempre stato ( ed è ancora) anche il mio migliore amico. Paradossalmente lui comprendeva anche questa mia “sbandata”, che poi si è dissolta nel nulla quando ho avuto la possibilità di conoscere un pochino di più il soggetto in questione. Per questo continuo a sostenere che non sempre avere pensieri verso un’altra persona significhi che il nostro rapporto di coppia non funziona; semplicemente siamo umani, e spesso preferiamo il sogno alla realtà ( mi spiace Golem ma è così). Ovviamente questo non significa che si agisca solo sulla base di “voli pindarici”; basta solo darsi del tempo…

    “Il sognatore non è un uomo ma una specie di essere neutro. Si stabilisce prevalentemente in un angolino inaccessibile, come se volesse nascondersi perfino dalla luce del giorno, e ogni volta che si addentra nel suo angolino, vi aderisce come la chiocciola al guscio, e diventa simile a quell’animale divertente chiamato tartaruga, che è nello stesso tempo un animale e una casa.”
    Le notti bianche, F. Dostoewskij

  • 219
    Markus -

    Suzanne, H20, la vita si spera sia lunga, e durante la stessa di situazioni ne capitano a bizzeffe.
    Noi maschi, a ragione credo, riteniamo che l’unico vero amore mai sostituibile sia quello per la propria squadra di calcio. Può capitare di tutto, routine, squadre che vincono, la tua squadra che ogni anno ti delude. Addirittura fallisce. Ma un tifoso del Catania non potrà mai innamorarsi del Barcellona. Seppur il Barcellona può farti innamorare per come gioca e per quanto vince.
    Il paradosso regge! E vale il discorso che facevo prima. Se io amo davvero la mia compagna, le altre manco le vedo. Certo l’occhio vuole la sua parte. E il sesso bene o male la fa quasi sempre da padrone.
    Puoi sognare : se stessi con lui (o con lei). Ma cosa cerco davvero? Cosa voglio da me e da chi sta con me?
    L’altro/a cosa mi può dare di diverso di ciò che non mi da la mia donna (uomo)?
    Cosa é che si vuole sognare? La realtà è sempre una, da qualunque parte si voglia vedere.
    Per me é assurdo sognare quando ciò che voglio ce l’ho. La perfezione non esiste e mai esisterà. La quotidianità altresi stanca. In qualunque situazione ci si trovi. Pure da single.
    Certo poi se strutturalmente siamo portati a sognare ad occhi aperti lasciamo stare. Il sole sorge sempre la mattina. Poi se nella nostra mente vogliamo sognare che domattina invece del sole sorgerà l’ultima stella del sistema solare forse dobbiamo fare un reset su noi stessi.
    Io vivo in Italia ma sogno sempre di vivere all’estero. Però questo sogno di vivere all’estero nasce dal fatto che l’Italia per molti versi mi ha rotto le scatole. Particolarmente le istituzioni e la gente. Per cui ritengo che, sotto questo aspetto all’estero si vive meglio. É un’illusione? Non lo so perché all’estero non ci ho mai vissuto.
    E’ un po’ il discorso Golem, Sally, H20, Suzanne. Cose diverse.
    Sally all’estero ha vissuto seppur per poco. Suzanne e H20 assolutamente no.
    Suzanne e H20 alla fine non sanno se all’estero si…

  • 220
    Markus -

    ..vive bene. Sally invece per quel poco che ci ha vissuto ancora se lo ricorda. E non sono bastati venti anni di vita in Italia per scordare il suo vissuto all’estero.
    Non so se i paradossi vi fanno capire il problema.
    Il sogno esisterà sempre. Io interista mai mi innamorero’ della Juventus. Manco se vince 100 scudetti. A me basta vedere le maglie nerazzurre per cancellare il bianco e nero.
    Non so se mi capite ragazze. L’ amore é amore il sogno è sogno. Si sognerà sempre ad occhi aperti. Anche quel moro dagli occhi verdi che mi fa battere il cuore. Ma a casa chi mi aspetta? Uno qualsiasi o uno che quando lo vedo é capace sempre di accendermi pur se spesso ci mandiamo affanculo?
    Se io mi trovo nel mezzo di una festa vedrò dieci venti ragazze belle agghindate. Molto appetibili indubbiamente. Ma a fianco chi ho? Una con la quale ho problemi o una con la quale voglio continuare il resto della mia vita. Ma cosa mi interessa delle altre se ciò che ho scelto e che voglio ce l’ho a fianco? Cosa devo sognare? La luna? E cosa c’e’ sulla luna se non crateri e mancanza di ossigeno? A meno che i crateri non li ho anche a fianco. Ma allora il problema è la luna o sono io?

  • 221
    Golem -

    “spesso preferiamo il sogno alla realtà ( mi spiace Golem ma è così).”

    Non ti dispiacere, lo so da un pezzo Suzanne. È per quello che ho voluto intervenire per capire dove stava l’intoppo, e sapere cosa era VERO e cosa NO. E si è saputo. Sfortunatamente il matrimonio, i figli, la casa non vanno avanti coi sogni. Basta saperlo e adeguarsi. E neanche l’amore arriva coi sogni, questo invece non basta: è bene saperlo.
    Si arriva dappertutto con la fantasia, anche in luoghi che non esistono, come certi amori.

    Sono d’accordo con H2O sulla predisposizione al sogno. Ma a quel punto tutte le sognatrici e i sognatori sono implicitamente “predisposti”. Non é una malattia che guarisce e lascia vaccinati. Ma come l’occhio NON vede se stesso e il COLORE CHE HA, lo stesso vale per quella caratteristica. BASTA FARLA “VEDERE” A CHI CE L’HA perché si regoli su cosa significa il ricorso al sogno nel momento in cui si dovesse ri- presentare Questa cosa credo di averla fatto bene. E mi è stata confermata dall’interessata.

  • 222
    rossana -

    Markus,
    sulla base degli ultimi post di HO2 e di Suzanne, come in precedenza evidenziato più volte, anche secondo me la tendenza al sogno è una connotazione del temperamento, più facilmente riscontrabile “al femminile”, e prevalentemente innocua.

    pensieri e sensazioni comunque mai in fotocopia. ricordi e/o rimpianti di vissuti poco hanno a che fare con improvvise tentazioni, che possono evolvere o meno nella realtà, in diverse progressioni, come nel caso di Francesca, per anni pienamente ricambiata. la via di mezzo dell’immaginazione non trasponibile su soggetti in carne ed ossa, utile a compensare difficoltà o carenze amorose della quotidianità, è forse quella più comune e di più agevole controllo mentale. basta che non sfoci nella patologia, cioè che non finisca con l’usurpare del tutto lo spazio della realtà.

    l’inclinazione (che non definirei fenomeno) è la stessa ma sono i modi, i tempi, la frequenza e l’intensità con cui la si vive, sospesa sul nulla o adagiata su un volto, a renderla sempre diversa. il denominatore comune dell’origine non basta a farne un’espressione unica, priva di sue specificità. può essere sia illusione che sentimento.

    è probabile che il futuro di coppia torni gradatamente a spogliarsi della parte culturale sovrapposta a fini sociali ed economici sui naturali aspetti amorosi (sesso e sentimento), questa sì molto diversa a seconda dell’epoca e della latitudine. forse il genere umano non è monogamo… magari è il restar fedeli allo stesso partner, mente e corpo, per l’intera vita la vera eccezione, basata sia su scelte affettive che su utilitarismi vari.

    la percentuale di persone che facendo sesso con il partner pensa a un altro uomo o a un’altra donna (molto più alta di quanto si possa supporre) ha caratteristiche ben peggiori e non viene mai svelata. non è una ben più concreta fuga dall’amore magari espresso a parole?

    PER ME la vera illusione è credere di sapere tutto di sé e del prossimo.

  • 223
    H2O -

    Markus la tua affermazione “Se io amo davvero la mia compagna, le altre manco le vedo” e’ senz’altro vera. Il punto e’ che per me e Suzanne non sono le generiche “altre” che ci attirano, l'”Altra” ( nel nostro caso l'”Altro” ) con la “A” maiuscola. Un Altro perfetto, e per questo inesistente e “fisicizzato” all’occorrenza in un altro (con la “a” minuscola) esistente (che per motivi ignoti abbiamo eletto come incarnazione del nostro Altro) . Questo perche’ “tendiamo” alla perfezione consapevoli di non poterla mai raggiungere.

    Comincio ad intuire le molte affinita’ tra la filosofia e la matematica. C
    onsideriamo ad esempio il concetto matematico di “ASINTOTO”.
    In internet trovo la seguente definizione:

    ASINTOTO parola che deriva dal Greco a privativo che significa no e sympìptein che significa congiungere cioe’ significa che non tocca, in pratica si tratta di una retta che si avvicina alla funzione senza mai toccarla, per questo si dice anche che l’asintoto e’ la tangente all’infinito della funzione. Quindi se non sappiamo come si comporta una funzione all’infinito sappiamo pero’ come all’infinito si comporta una retta e se troviamo l’equazione della retta che accompagna la funzione all’infinito (asintoto) potremo tracciare il grafico della funzione che tende all’infinito con buona approssimazione.

    Nonso perche’ ma questa definizione apparentemente tecnica a mio parere calza a pennello con la nostra discussione.

    Sul fatto che questa tendenza al sogno si accentui quando c’e’ qualcosa di insoddisfacente nella vita reale e che bisognerebbe quindi invece di partire per la “tangente” ritornare all'”origine” sono d’accordo. E’ che per fare questo sforzo in un rapporto reale bisogna essere in due e trovare il punto di intersezione.
    Ho esagarato in termini di incomprensibilita’ con questa mia ultima teoria?
    In effetti la matematica e’ un po’ complicata…

  • 224
    suzanne -

    Markus il tuo ragionamento è perfettamente razionale, pertanto non fa una piega. Ma non siamo solo questo; c’è sempre una componente della nostra anima non richiudibile in rigidischemi di causa/effetto o meglio/peggio. A volte ci si lascia trasportare dall’immaginazione ma, bada bene,non si tratta del ragazzo carino con cui vorremmo incontri più ravvicinati. Il discorso è un pochino più complesso; si tratta di mondi misteriosi che ci affascinano, magari perché abbiamo spiato dall’uscio della porta e abbiamo visto trapelare una strana luce. Magari aprendo anche solo un poco di più lo spiraglio ci accorgiamo che quella era solo la luce riflessa della nostra candela, e così finalmente ci tranquillizziamo. Anche quando amiamo, il mondo attorno non scompare, e il nostro desiderio di scoprire altro non si può affievolire del tutto. Sta a noi capire di volta in volta quando sia il caso di fermarsi.

  • 225
    rossana -

    HO2, Suzanne,
    è un piacere leggervi, affine a quello che spesso provo leggendo i post di Rossella.

    spero che restiate a lungo o che, per lo meno, torniate di tanto in tanto qui…

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