Mia figlia ha scelto il ragazzo sbagliato
Ciao a tutti, sono una madre e un. padre, molto preoccupatiii
… nostra unica figlia di 23 anni, studentessa universitaria di ingegneria, si frequenta da 4 mesi con un ragazzo sudamericano, e venuto qui in Italia da un anno e mezzo, con asilo politico, ha un figlio di 2 anni, che vive con la mamma in Ecuador, lo ha avuto a 21 anni, dice che non voleva averlo e la compagna l’ha ingannato, non prendendo più la pillola, insomma loro si erano già lasciati perché non andavano più d’accordo, ora lui da 1 anno e mezzo è venuto via dall’Ecuador, dove abitava ultimamente, ha conosciuto mia figlia online su un sito per imparare la lingua, dal mese di dicembre che hanno iniziato a chattare.
Io l’ho scoperto, leggendo sul suo cellulare questo nome spagnolo Pedro, da lì abbiamo iniziato a chiedere a mia figlia chi fosse e tutto quanto, ci ha spiegato un attimo, ci ha fatto prendere delle arrabbiature pazzesche sia a me e sia a mio marito… poi sembrava che avesse smesso di scriverle, ma dal mese di febbraio, quando ha riiniziato l’università, si sono incontrati e messi insieme, noi non viviamo più, essendo l’unica figlia, (e anche alla sua prima esperienza )speravamo di darle un futuro tranquillo, ma con questo ragazzo sarà costretta a fare la fame, e chissa cos’altro, lui deve dare il mantenimento al figlio, ha trovato un lavoro partime come cameriere, deve pagarsi l’affitto della stanza e tutto il resto… situazione catastrofica. Mi chiedo come fa mia figlia a non capire che se continua andrà incontro al disastro totale.. poi si distrae continuamente con messaggi su wattsapp, che si scambiano ogni tot minuti, invece di concentrare e portare a termine i suoi studi, non sappiamo come farle capire questa assurda storia, eppure gliel’abbiamo spiegata in tutti i modi, ma niente, non c’è verso che capisca,, ha detto che è la sua vita e vuole scegliere lei, premetto che gli abbiamo sempre dato di tutto e di piu, mio marito sempre al lavoro per metterla discretamente ed ecco come ci calcola. Qualcuno può darci qualche consiglio su come fare per farla ragionare? Siamo disperati.. Grazie a chi ci aiuterà 🙏🙏
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Categorie: - Famiglia
209 commenti
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Capisco le vostre preoccupazioni ma vostra figlia é maggiorenne e quindi poco potete farci…dategli un minimo di fiducia e vedete come si evolve la situazione stando vigili ma non troppo invadenti, altrimenti peggiorerete solo le cose.
“Vostra figlia è maggiorenne”, MisterT io ti rispondo un “grandissimo corno è maggiorenne”. I genitori hanno ragione, e lo dico da giovane adulto, avendo solo pochi anni in più di questa ragazza, 28, hanno ragione a preoccuparsi, di quello che evidentemente è uno spiantato, con tanto di figlio a carico, che pure se sta in Ecuador, giustamente dovrà mantenere. Poi i due ragazzi sono evidentemente di mondi estremamente differenti, con tutto il rispetto, @patpac, vostra figlia a torto o a ragione ha vissuto in quella che si potrebbe considerare una realtà estremamente “ovattata”, e nella “bambagia”, ed ora si trova come ragazzo uno che invece altrettanta “bambagia” non l’ha avuta o vissuta, tanto da aver avuto un figlio a 21 anni, e tra la l’altro, trovo al quanto sospetto che sia scappato dall’altra parte del mondo, per sfuggire ad una responsabilità? A prescindere dal fatto che che sia vostra figlia, già questo elemento dovrebbe dirla lunga sul tipo di persona
…Non dovete cadere nel facile tranello, di ingaggiarla, nelle proibizioni o dire ciò che pensate di questo ragazzo, fate in modo di creare le condizioni affinchè, questo ramoscello si possa seccare da sè.
Fate quadrato, e fate in modo di avere le amiche storiche dalla vostra e specialmente trovatele da fare, se è una Futura Ingegneressa o Ingegnera deve avere una intelligenza affilita, e magari ha una formazione tecnica, può cominciare a lavorare e a fare consulenze, se vuole un pò di varietà nella sua vita, può andare in vacanze con le amiche storiche, cose che vadano a togliere tempo a questa pseudo relazione.
Vostra figlia ha 23 anni, e non è autonoma ergo non è che possa fare come le pare, facile dire “è maggiorenne” se è maggiorenne può votare, e concludere un contratto di lavoro, così avendo un anteprima di ciò che sarà la sua vita professionale, difficilmente troverà una compatibilità di pensiero o di altro, con un cameriere, con un figlio a 23 anni…
Grazie,il fatto che lei ora sta studiando in una stanza in affitto a Roma,noi abitiamo a 120 km di distanza…vorremmo tanto che riuscisse a capire possibile non c’è modo di farla ragionare?
Confermo quanto detto da Mister T, aggiungendo che l’amore non è un fatto meramente razionale. Uno si innamora di una persona anche se questa, a guardare soltanto agli elementi oggettivi, sarebbe per lui la meno adatta. L’amore non è una cosa che si può organizzare a tavolino, per cui ci si innamora solo delle persone ricche, sane, con un buon lavoro e senza grilli per la testa. Ci si innamora anche dei poveri, di coloro che hanno avuto un passato travagliato e che, magari, sono anche stronzi. Perché nella persona di cui ci innamoriamo spesso cerchiamo qualcosa di diverso da noi e dalla nostra quotidianità, qualcosa che in qualche modo ce ne faccia fuggire. Qualcosa che stimoli, appunto, la nostra parte meno razionale e con la quale, solitamente, siamo meno in contatto. Qalcosa che tocchi corde del nostro intimo molto sensibili e che son rimaste a lungo ferme. Ebbene: vostra figlia è maggiorenne e, presumo, è in grado di fare le proprie scelte, quali che siano. E ne ha il diritto.
Voi le avete detto come la pensate su questa vicenda. Non potete far altro e dovete accettare ciò che lei ha deciso e deciderà di fare. Se il rapporto con questo ragazzo si concluderà da solo, la cosa si risolverà alla radice. Se invece continuerà: 1. Se saranno poveri ma felici e lui si dimostrerà una persona onesta e con la testa sulle spalle, dovrete accettare che vostra figlia sia soddisfatta del proprio futuro, anche se diverso da quello che avevate pensato per lei. Invece: 2. Se lei sarà infelice potrete cercare di starle a fianco e magari intervenire, ma il vostro intervento sarà giustificato solo se ravviserete situazioni rilevanti dal punto di vista penale (ad esempio se lui dovesse usarle violenza o qualche altro sopruso). Purtroppo, o forse per fortuna, la vita di ciascuno di noi non può essere prevista e incasellata in ordine perfetto, ma in essa può sempre trovar posto l’elemento sconosciuto, l’elemento del brivido che, se va a buon fine, può portare tanta felicità.
Vabbè, un’altra che si sveglierà dal sogno romantico quando sarà ormai troppo tardi.
Come si dice, ci si innamora sempre della persona sbagliata, mentre quella giusta è impegnata con un’altra sbagliata.
Amen
Noi non vi abbiamo chiesto di metterci al mondo. Almeno lasciateci vivere come vogliamo!
Gabriele, sul giudizio da dare su questa relazione io posso darti ragione e se una delle mie figlie finisse coinvolta in un rapporto di tal fatta io non ne sarei per niente contento. Il problema è: una volta stabilito questo, che fare? Si può in qualche modo ostacolarla oppure no? E soprattutto: è giusto farlo, oppure no? Ebbene: a entrambe le domande io mi permetto di rispondere: no. Perché, come ho già scritto, anzitutto l’amore ha le sue leggi, le sue caratteristiche che sfuggono a qualsiasi considerazione razionale e a qualsiasi ammonimento da parte delle persone care, che potrebbero anche essere più sagge di noi ma che non stanno vivendo la nostra situazione. Inoltre lo stato di maggiore età, che piaccia o no, rende la volontà di una persona non coercibile e secondo legge, purché sia in grado di sostentarsi e non chiedere nulla a nessuno, ha il diritto di fare ciò che vuole. I genitori potranno rifiutarsi di agevolare questa situazione che non condividono, ma nulla più.
Sinceramente sono basito dai commenti che ho letto, io rileggendo i miei sono stato un pò duro, lo riconosco, ma altri mi sembrano davvero indifferenti alla situazione, ragazzi, ma se si trattasse di vostra figlia, sareste così ampi nella vostra mentalità? Tenuto conto che questo ragazzo non lo conoscete, perchè non si conosce…
“il vostro intervento sarà giustificato solo se ravviserete situazioni rilevanti dal punto di vista penale” che cavolo stai dicendo???
La famiglia allora a cosa serve? Le amicizie storiche? Questa ragazza se è così estroversa da conoscere tizi su app per imparare le lingue, parimenti sarà naturalmente predisposta a fare amicizie anche solide, in quanto soggetta al “riflesso della figlia unica”, penso debba avere almeno un cugino o cugina della stessa età, se così fosse, dovrebbero avere un rapporto molto stretto, chiedere aiuto agli zii, cugini?
In ogni caso sono giustificati se non ci pensano a loro alla propria figlia di certo non ci pensano gli altri
Infatti,ma come fa a non capire.Vi ringrazio immensamente a tutti voi,che state dandomi i vostri preziosi consigli, e vedo che dovremmo rassegnarci.
Purtroppo,non abbiamo facoltà di fare nulla,solo di rompere anche con lei,ma questo non è possibile, moriremmo di crepacuore.
Non avete parenti a Roma o migliori amici o migliori amiche che frequentano la città?
Le scuse per frequentarsi ci sono, anche per presentare valide alternative, di certo fare il discorsetto fatto da brand “l’amore è cieco”, funziona fino ad un certo punto: Cenerentola, nonostante fosse relegata a fare pressochè la schiava per la matrigna e le sorellastre, ereditò comunque il titolo nobiliare del padre, ecco perchè il principe ha potuto farne la propria regina, aveva i presupposti sociali per l’accoglienza. Qui invece c’è una ragazza che ancora non sa cosa le riserva la vita, che si sta andando a cacciare in una situazione più grande di lei, e tra l’altro mentre sta studiando Ingegneria a Roma, Corso fra i più difficili, a prescindere dall’Ateneo di frequentazione.
Cercate di dare risposte più sensate, pechè leggere roba senza senso dell'”amore è cieco”, non se ne può più, specialmente in una società ipocrita come la nostra che solo in apparenza rifiuta la stratificazione in ceti
Grazie a tutti,purtroppo ha solo una cugina di 10 anni di meno,e sinceramente non ha un carattere che esterna i problemi che ha,non vuole parlarne ,ecco perché siamo così preoccupati…aiutateci perfavore a farla ragionare,ma come?
C’é una cosa da precisare, che in queste situazioni la discriminante è il rapporto che la falling in love ha con i genitori, anche se fosse “seguita”. Forse non è una regola assoluta, ma a certi innamoramenti “speciali”, diciamo, sembrano più portati i ragazzi che non hanno molta “confidenza” con i genitori, e che si immaginano il loro futuro attraverso la fantasia. Questo li porta a non avere chiara nè la loro posizione, nè quella dell’oggetto del loro innamoramento (faccio sempre la distinzione tra amore e innamoramento). Spesso è proprio l’esempio della relazione genitoriale che li porta a fantasticare e a fare scelte impulsive, oltre quello che è tipico della sindrome ormonale che vivono.
Capitasse a mia figlia ovviamente la lasceremmo libera, ma malvolentieri, ma sono certo che ci penserebbe e ci chiederebbe le ragioni. Solo se lui fosse arabo mi farei avanti più concretamente. Ma perchè ho visto come finiscono per vivere le donne non musulmane una volta accasate. Però questa è un’ipotesi impossibile a verificarsi, perchè è troppo magra per loro.
@Senti, Max, un genitore o anche un fratello ha il dovere di agire secondo gli interessi del proprio figlio o figlia, della propria sorella o fratello, tutti i consigli che ho dato, alla signora di allertare i cugini e fare quadrato non li ho dati a caso, li ho dati perchè il il cugino coetaneo che ha aiutato la cugina a rendersi conto della relazione sbagliata ero io, quindi non sto campando idee e ragionamenti per aria, ovvio, che l’unica cosa da non fare è fare obblighi eccetera, ma come i miei zii mi hanno chiesto di darle un occhio più da vicino a questa mia cugina, perchè non si può fare altrettanto con questa ragazza?
Ho letto la manfrina che hai fatto sull’altra lettera sull’amore e via discorrendo, sono tutte baggianate, campate per aria, secondo me, che leggi ci sono? Ma sul serio?
Ovvio che ci si innamora, coi colpi di fulmine annessi, io mi sono innamorato della mia ragazza appena l’ho vista, ma la “cecità” dell’amore c’è fino ad un certo punto.
Se è maggiorenne…
Io non so se l’amore sia cieco o se abbia la vista acuta e, come già ho specificato, se una delle mie figlie si trovasse coinvolta in una relazione come questa ne sarei massimamente scontento. Ma più che cercare di persuaderla e di farla ragionare, non si può. Perché uno può proporle tutte le valide alternative che vuole, ma se lei ha deciso che questa è la strada che vuole percorrere, quale che essa sia, non c’è santo che tenga: la percorrerà e basta, a meno che non si faccia ricorso a iniziative coercitive che però, essendo lei maggiorenne, non sono permesse. Peraltro, per quanto noi si voglia bene ai nostri figli, dobbiamo metterci in testa che non sono nostri, non sono di nostra proprietà. Noi cerchiamo di crescerli e di educarli per il meglio, ma poi la vita diventa la loro e debbono giocarsela come meglio credono, facendo giusto oppure sbagliando. Mi permetto un po’ di storia personale mia, per far capire su cosa si fondano le mie affermazioni. Io sono una persona cieca
…deve parimenti accettare che può lavorare e studiare, una strategia che ha funzionato con mia cugina è stata quella di organizzarle non solo una vacanze con le sue amiche, rigorosamente senza ragazzi storici al seguito, e il suo appena conosciuto, ma anche di aver dato fondo a tutti i contatti possibili immaginabili, e trovandole un lavoro, che ops, era proprio adatto a lei. Non bisogna per forza scatenare una battaglia per ottenere un risultato, che richiede impegno, altro che rassegnazione.
P.s. Torno a ripetere che “le figlie uniche”, spesso sono circondate da moltissime amiche, o fanno amicizia con facilità, e poi hanno rapporti stretti coi cugini, siete a 120 km da Roma, possibile che nessun parente si sia spostato per lavoro o per studio verso questa splendida città?
Si,ha ragione Gabriele,condivido in pieno,ovviamente,studia alla Sapienza ingegneria aerospaziale, purtroppo non posso azzardarmi a dirlo a qualche sua amicizia,si arrabbierebbe ancora di più, ci atterra proprio questa situazione …non se ne esce,almeno per ora non vedo la luce,non si sa come agire,avrei tanta voglia di farlo rimpatriare da dove è venuto…ah,mi ero dimenticata di scrivere che ha lo stato di rifugiato politico essendo il suo paese(Venezuela)pericoloso,non so di preciso.
Oltre che essere cieco io, lo era anche mio padre. I miei genitori si son separati quando io avevo poco meno di due anni e mio padre ha conosciuto una collega con la quale è sorta una relazione d’amore. La madre di colei che sarebbe diventata la sua seconda moglie era contrarissima a questo rapporto, perché sosteneva – e a buon titolo – che era folle che sua figlia si mettesse con una persona cieca che aveva un figlio anch’egli cieco e con la ex moglie – nonché madre di quel figlio – ancora in circolazione e mezzo matta. Ebbene, la mia matrigna non ha sentito ragione, ha comunque sposato mio padre e insieme hanno vissuto un’unione con alti e bassi, come tutte, ma complessivamente di felicità, amore e dedizione reciproca. Unione che è durata per 43 anni, fino allo scorso settembre quando mio padre, purtroppo, ci ha lasciati all’età di 81 anni. Meditiamo, gente, meditiamo. Non sempre le scelte che ci sembrano assurde lo sono poi davvero. A volte possono dare la felicità. Quella vera.
Gabriele, nei limiti in cui hai meglio delineato il tuo ragionamento esso può trovarmi d’accordo. È ovviamente opportuno cercare di aprire, per quanto possibile, gli occhi a questa ragazza in merito all’assurdità della scelta che sta compiendo e è ottima cosa cercare di creare le condizioni migliori perché lei intraveda una possibile alternativa a questa storia che sta vivendo, ma se questi tentativi non sortiscono effetto, bisogna rassegnarsi a quella che, nel bene o nel male, è la sua volontà. Se, invece, ci sono estremi legali per aggredire questa situazione, nulla di male a percorrerli, soprattutto se si ha il sospetto che il signorino, come dire, ci marci sopra. Ottima idea, ad esempio, quella di provare a farlo rimpatriare, atteso che si può essere tolleranti su scelte magari non condivisibili, ma con la legalità e soprattutto, con l’onestà di sicuro non si può scherzare.
Non immischiarti negli affari di tua figlia.
Lascia che le cose scemino da se.
Mia madre invece di immischiarsi nella relazione con il mio ex ucraino che non dava futuro per motivi che non posso spiegare, ha lasciato che le cose finissero da sole: ha trovato lavoro in un’altra città, poi io volevo andare in Scozia a lavorare (con o senza lui) e appena ho avuto i soldi sono partita ed é terminata. Proponi a tua figlia qualche bando di mobilità internazionale invece di immischiarti, sennò peggiori le cose.
Gabriele, in merito al mio caso personale che ti ho narrato posso darti atto del fatto che fra questo e il caso della ragazzina di cui parliamo, vi era la sostanziale differenza che mio padre, pur se con problemi, era una persona onesta, che aveva studiato e che aveva un lavoro, senza grilli per la testa. La separazione fra i miei era avvenuta non per sua scelta, ma per volontà di mia madre che ci piantò in asso e noi dovenno essere accolti da mia nonna paterna. La seconda moglie di mio padre, quindi, sapeva di poter contare su una persona responsabile e con la testa sulle spalle, mentre l’amichetto della nostra ragazzina si presenta in modo tutt’altro che limpido. Ma la scelta che la mia matrigna si trovò a fare era comunque difficile e le controindicazioni al riguardo erano tante. Ma le è andata – e ci è andata – bene. Quindi, più che sulle difficoltà, nel dissuadere la ragazzina da quella relazione io punterei sulla scarsa trasparenza manifestata da quel ragazzo.
Forse qualcuno non ha ancora capito che i figli non sono di nostra proprietà, non abbiamo potere decisionale sulle loro vite e trovo aberrante immaginare quale sia la felicità per la vita di un’altra persona. Detto ciò, nel caso specifico non capisco davvero quale sia il problema; ma a vent’anni non si possono nemmeno fare le proprie esperienze senza essere perseguitati dalla famigghia? Ma che siamo dei talebani? Non stiamo parlando di un tossico violento pluriomicida, ma semplicemente di un ragazzo straniero squattrinato. Nel 2023. Ma veramente? Quando i genitori smetteranno di incasellare la vita dei propri figli secondo i loro rigidi schemi mentali forse che forse i figli riusciranno ad ascoltare un po’ di piú anche i buoni consigli per evitare guai.
Patpac,
a 21 anni mi sono trovata in una situazione molto simile a quella che hai descritto per tua figlia.
I miei genitori hanno avuto la correttezza di voler conoscere l’uomo che frequentavo prima di esprimermi il loro dissenso. Blando ma pressoché costante…
Il mio “fidanzato”, dopo aver appreso che i miei genitori erano contrari alla relazione, prese a tirare sempre più la corda verso di lui.
Anche a causa del mio stupido orgoglio giovanile (“sono maggiorenne e faccio come voglio”) ho finito con lo sposare, a tempi brevi, un uomo che quasi certamente non avrei sposato se i miei genitori non si fossero intromessi.
Attenzione a opporsi nei sentimenti/interessi dei propri figli! A maggior ragione senza nemmeno conoscere la persona e valutandola sulla base di vissuti passati e di future risorse economiche incerte.
Ok,grazie mille a tutti,per i vostri suggerimenti preziosi.
Suzy, ricordo vagamente la storia di una giornalista inglese, che, inviata in Africa per fare un servizio su una comunità di Masai, si innamorò perdutamente di un bellissimo e scultoreo guerriero, che ricambio il suo “sentimento” con la stessa passione.
Tornata in Europa non riusciva a dimenticarlo, anzi, in lei la lontananza non faceva altro che aumentarne il desiderio, al punto che decise di tornare in Africa per ritrovarlo, e lo fece.
Tutto le sembrava bellissimo, e anche quella vita “vera”, selvaggia e essenziale, nella quale lui era così “perfetto”, le dava una gioia mai provata prima di allora. “Sentiva” che quella vita l’avrebbe fatta felice.
Decisero di sposarsi con il rito Masai, e non volle sentire ragioni da parte di nessuno. Si adattò alla vita locale, accolta bene dalla comunità, e un bel giorno decise di portare il suo guerriero in Inghilterra.
Vestito con gli abiti tradizionali, nella sua spettacolare avvenenza di ebano sbarcò nella fredda Londra per conoscere la benestante famiglia di lei, e l’ambiente in cui era cresciuta》
》Bè, lui era talmente “fuori” posto lontano dal suo ambiente e dalla sua cultura, che le apparve in una luce completamente diversa, e tutto l’amore e l’attrazione che l’aveva portata a sposarlo si dissolse con un un duro risveglio nella realtà. Puoi immaginare l’esito di quella “felicità”.
Una storia simile mi fu raccontata da mia moglie, che avendo viaggiato per il mondo assieme ad altre avvenenti ballerine, capitava di vedere (o prendersi) cotte con i ragazzi locali.
Carola, la sua migliore amica, con una casa vittoriana nella campagna del Sussex, con un sentiero di 300 metri prima di arrivare all’ingresso, si prese una forte sbandata per un ragazzo arabo, col quale rimase in contatto per mesi, sino a quando lui non andò a trovarla. Successe la stess cosa che alla giornalista. Una volta sul posto lui le apparve per quello che era: un povero bel ragazzo che non aveva più nessun fascino nè attrattiva.
È vero, bisogna fare esperienza, ma cosa ci vuole per capire che a volte i sogni non possono funzionare nella realtà? Forse la voce di un genitore può servire?
Golem, hai ragione, spesso questi amori così eterogenei rispetto al proprio contesto sono dei sogni dai quali poi ci si risveglia con durezza e con amarezza. E sarebbe forse più saggio, questi sogni, non assecondarli e restare con i piedi per terra. Ma in amore, cosa vuol dire restare con i piedi per terra? Un amore scelto in base a criteri troppo razionali non rischia di essere depotenziato e di trasformarsi in qualcosa di simil-aziendale? Inoltre nell’altra persona noi cerchiamo ciò che è uguale a noi oppure qualcosa di diverso, che in qualche modo ci completa e ci fa uscire da noi stessi? E questi amori-sogno, non possono magari essere dovuti all’insoddisfazione per una realtà che in qualche modo ci sta stretta e nella quale non ci riconosciamo? Si parla, giustamente, di questi amori-sogno dai quali ci si risveglia amaramente, ma io posso testimoniare di numerosi amori-realtà che sono finiti altrettanto male. Mi spiego meglio nel prossimo scritto.
Ebbene qui a Monza ho avuto occasione di frequentare una compagnia piuttosto chiusa (peraltro un po’ tutta Monza era caratterizzata da questo, fino a un passato recente). Si incontravano sempre le stesse persone, che frequentavano lo stesso oratorio da anni, le cui famiglie si conoscevano fra di loro e nessun particolare dell’uno era estraneo agli altri. I fidanzamenti, e poi i matrimoni, nascevano tutti all’interno di questi gruppi: mai che qualcuno una sera si presentasse con uno sconosciuto dicendo Signori, questo è il mio fidanzato, ve lo presento. Ebbene, quasi tutti questi matrimoni all’apparenza così ben assortiti e senza colpi di testa, si son conclusi con separazioni o divorzi e magari con ri-matrimoni (alla faccia della dottrina anti-divorzista della Chiesa). Dunque siamo sicuri che l’omogeneità delle unioni sia una miglior garanzia di riuscita? Io non ne sono così certo. Credo che la differenza la facciano l’apertura a conoscersi, l’onestà e il reciproco rispetto.
Sì Max, sono d’accordo che l’amore non si sceglie con “metodi razionali”, ma nemmeno con quelli irrazionali. Il cuore non deve volare sopra la testa, perchè quando succede il risultato è scontato.
Certo, a chi non piace sentirsi innamorato, vivere di quelle sensazioni che ti fanno battere il cuore, contare le ore per rivedere il tuo amore. È una sensazione totalizzante, di più: schiavizzante. Ma si può pensare che basti questo per decidere di costruirci una vita intorno e che sarà sempre così? Non credo, e neppure tu ritengo lo creda. Eppure c’è chi lo fa, e lo fa nella massima buonafede, convinti che quelle sensazioni non solo bastino, ma dureranno nel tempo.
Guarda, io mi sono innamorato in quattro ore di mia moglie, e lo stesso lei di me, e dopo quattro giorni le ho chiesto se avrebbe voluto vivere con me da subito, e ha accettato.
Lei 27 anni e io 36, e una certa esperienza alle spalle, con un recente lutto per la morte in un incidente di una ragazza che amavo, che è stata la prima a farmi conoscere quel sentimento, dopo una vita di “consumo”, spesso triste》
》Oggi, dopo oltre 30 anni da quei momenti, e dopo aver superato una crisi matrimoniale una dozzina di anni fa, sono più innamorato che mai di lei, anzi siamo innamorati più che mai di noi.
Ma come ho detto più volte, QUESTO “innamoramento” è in realtà l’amore, perchè è il frutto di una lunga, paziente e voluta cura del rapporto, anche quando ci siamo accorti che si stava guastando. Amore che è partito sì dal “cuore”, seppure ormai adulto, ma non ha mai trascurato la parte razionale, che a sua volta ha sempre dialogato con quella sentimentale.
Detto ciò, non potendo prolungarmi su dettagli che confermerebbero il valore di quello che dico per via dei caratteri a disposizione, mi chiedo perchè un genitore che “sa” per esperienza diretta, non dovrebbe consigliare una figlia se questa sta per intraprendere una storia ad alto rischio? È naturale.
Io forse da ragazzo avrò preso cotte più forti dell’innamoramento che ho avuto per mia moglie, ma per nessun motivo le cambierei con quello che OGGI ho per lei. E sono certo che questo, OGGI, valga anche per lei.
Golem ma il punto non è capire se il ragazzo sia o non l’amore della sua vita. A vent’anni, salvo intromissioni genitoriali, siamo tutti squattrinati e in larga misura colmi di ideali e illusioni. Onestamente un ventenne che si fa il calcolo di costi/benefici nell’iniziare una relazione mi suscita orrore. Poi, non sta fuggendo a Las Vegas per sposarsi, non vuole trasferirsi in Sud America e non sta progettando di avere un figlio. Ma quali pericoli devono sventare questi genitori?? Vivere la vita significa essere liberi di fare le proprie esperienze, non vederle selezionate da altri in base a criteri che non sono nostri.
Ma lasciamo liberi questi figli! Se li abbiamo cresciuti bene, sapranno loro stessi togliersi dai guai prima che diventino troppo grandi, senza l’intervento di cugini, zii e tutto il parentame per salvare l’incolumità della pischella. Eddai, su, mi viene proprio da ridere. Ma poi, siamo seri, ma chi se li caga i genitori a vent’anni?
Golem, hai ragione. Da una parte, è vero che la figlia non è più un’adolescente, ma questo non significa che un genitore debba a cuor leggero lasciarla che si metta nei guai senza nemmeno darle qualche consiglio.
Comunque sia, non possiamo farci un’idea precisa della situazione, perché non conosciamo nulla di Rapunzel, la figlia, il tipo. Se li conoscessimo, potremmo dire, per esempio, che il tipo ci sembra un bravo ragazzo, oppure, a vederlo, sembra che sia violento; che siete dei genitori troppo apprensivi, autoritari, oppure che avete ragione a preoccuparvi. La descrizione della madre non è rassicurante. I paesi sudamericani sono poveri. I Sudamericani non hanno una vita facile e di conseguenza sono abituati a sopravvivere. Insomma, ci mangiano. Ho visto le risse che fanno fuori dai loro locali in Italia. Una volta hanno aggredito la polizia locale intervenuta per chiudere un locale frequentato da Colombiani che facevano una festa durante il lockdown.
Golem, il problema non è consigliare un figlio, indurlo a riflettere sul valore della scelta che sta compiendo e, eventualmente, fargli capire che su tale scelta non si è d’accordo. Io stesso, come genitore, queste cose riterrei un mio sacrosanto diritto e dovere di farle. Il fatto è che: 1. Sarebbe bene mettere in guardia il figlio non da chi è quel fidanzato,, ma da ciò che fa. Nella fattispecie, il problema non è il fatto che quel fidanzato sia sudamericano, qui col permesso di soggiorno e povero in canna. Il problema è che costui ha avuto una fidanzata o moglie nella sua patria, che con essa ha fatto un figlio e che ripudia fidanzata e figlio perché si ritiene vittima di una frode. Inoltre, ha voglia di lavorare, di darsi da fare, di costruirsi un futuro, di comportarsi in modo responsabile? Questi sono i problemi da porsi. Inoltre: 2. Io come genitore consiglierei mio figlio e lo indurrei a riflettere, ma non metterei in campo una task-force familiare
come dicevo: non metterei in campo un dispiegamento di forze composto da cugini e parenti vari che prendessero in consegna il figlio stesso mettendolo sotto tutela e dicendogli, in modo più o meno esplicito: Adesso fai quello che diciamo noi. Dopo il dialogo e la persuasione il mio compito di genitore, benché a malincuore, si fermerebbe lì, appunto perché, come giustamente rileva Suzie, i figli non sono nostri, noi li alleviamo e li cresciamo come meglio crediamo, sperando che traggano buon frutto dai nostri insegnamenti ma sapendo anche che non potremo teleguidarli in eterno e che dovremo accettare anche scelte che non condividiamo. Ovviamente loro e chi sta al loro fianco devono soddisfare i “fondamentali”: non commettere reati, lavorare, non campare alle spalle del prossimo e comportarsi col rispetto e la buona educazione che a tutti si richiedono. Ma poi, basta: il resto sta al loro discernimento. Preciso che ho parlato di figlio in generale; chi legge interpreti: figlio/a.
Suzy, nove volte su dieci il figliolo consigliato in “ammore” dal genitore se ne frega di quel consiglio. Specie in ambito femminile, i casi di innamoramenti “folli” hanno dato spunto a decine di romanzi e ad altrettanti casi di cronaca, con esiti non raramente tragici spesso “annunciati”. Non ho bisogno di ricordartelo.
Ma qui siamo nei casi limite, che tuttavia ci danno un’indicazione sommaria di quanto la spinta “passionale”, pur apparendo emotivamente attraente, è in realtà più foriera di finali quanto meno deludenti, che non del genere vissero felici e contenti.
I figli devono sperimentare, su questo siamo d’accordo, ma devono anche tenere conto delle indicazioni che provengono dalla famiglia, sempre che queste restino nell’ambito delle “raccomandazioni”, e siano autorevoli, cioè “guadagnate” nel tempo con la coerenza e gli esempi. Poi è chiaro che un o una giovane di 23 anni sceglierà di fare quello che gli pare della propria vita. Ma non si può contestare tout court un gesto che proviene da un amore dimostrato per un amore ancora da dimostrare.
Trad, io sono l’esempio di quanto donne e buoi dei paesi tuoi non sia un dogma, ma non possiamo ignorare che i principi acquisiti nella propria cultura di origine siano causa di tanti problemi di coppia, che in genere vedono nella parte femminile avere la peggio, anche con esiti fatali. Certo ha un suo peso anche la soggettiva cultura personale dei protagonisti, per cui mi immagino che se mia figlia si innamorasse di un Luis Borges in miniatura, o di un Tahar Ben Jellum in nuce, forse non mi porrei tanti dubbi sul futuro di quel connubio, al di là del conto in banca dei due.
Al contrario, me ne farei eccome se fosse un normale Gonzalo o, soprattutto, un Mohammed.
Parlo da padre di una figlia, perchè so a cosa andrebbe incontro al 90% se decidesse di sposare un musulmano. Lo so per conoscenza diretta e per quello che mi ha raccontato mia moglie del destino di sue colleghe “passate” sotto l’egida di Allah. Al quale invierei serenamente un ipotetico marito di mia figlia se mai questo osasse maltrattarla.
Insomma meglio prevenire, no?
A 16 anni durante la lezione di storia dell’arte, dovetti aiutare la professoressa a spiegare la Moschea. Scherzando mi disse dai Anna, se ti sposi un musulmano veniamo tutte al tuo matrimonio in moschea. Io sbianco e dico “sinceramente non ho interesse negli uomini islamici, vorrei un irlandese” e tutte le compagne a urlarmi addosso e ad accusarmi di razzismo e di essere alcolista (avevo bevuto birra e grappa alle feste e ai campiscuola) e che un irlandese alcolizzato di Whisky e Guinness non mi fa schifo perche’ mio padre polentone triestino fa colazione con la grappa (cosa non vera) e mi ha educata all’alcolismo. A momenti mi viene a casa l’assistente sociale. Ora sono felicemente sposata con un British Magyar e non mi servono islamici o latino americani. Una cugina di mio marito si era sposata con un egiziano, Mohamed, e lui non la voleva far uscire, la picchiava, sono dovuti intervenire polizia e servizi sociali.
Buongiorno Max. A proposito dei tuoi ultimi interventi, credo che i miei post 36 e 37 siano utili come replica per chiarire il mio punto di vista al riguardo.
Gentili Sig.ra e Sig. Rapunzel, riporto qui di seguito la parte del mio commento spostato in Chat pertinente a questo thread, che è di vostro interesse:
“non considero sana né innocua una relazione con un asilante che invece di pensare al figlio dall’altra parte dell’Oceano, cerca prede su internet con la scusa di imparare la lingua.”
Signora e signore estensori di questa lettera, ci sono novità riguardo il rapporto tra vostra figlia e quel barabba?
Buonasera Trader,no purtroppo nessuna novità, continuano a vedersi quando hanno qualche ora di tempo libero,mia figlia aveva un esame tosto il 13 ,e non l’ha superato purtroppo,ora lo sta ristudiando per il mese prossimo, speriamo bene,almeno l’esame.Io e mio marito sempre piu afflitti,possibile non c’è una soluzione per stroncare questa enorme sofferenza?Ci aiuti qualcuno,ci consigli come possiamo fare,vi prego.Grazie a chi ci aiuterà…un abbraccio a tutti.
Gentilissima Rapunzel, già mi sono espresso in precedenza su questa storia ma ribadisco alcuni concetti che ritengo fondamentali. Vostra figlia è maggiorenne, quindi non potete proibirle di frequentare chi vuole. Potete però cercare di persuaderla e di farle notare il male che questa relazione, a vostro avviso, le sta facendo. E, eventualmente, potete tagliarle i viveri (nel senso che se continua a non superare esami all’università e a non combinare nulla nella vita, potete rifiutarvi di continuare a mantenerla e dirle: O studi, o lavori e comunque, i tuoi lussi e i tuoi piaceri te li procuri con le tue forze e te li paghi da sola). Certo, questo potrebbe voler dire che non avrete una figlia laureata e con un risultato di vita brillante come vi aspettavate, ma lei sa molto bene che voi a questo ci tenete e per questo vi tiene in pugno (nel senso di dire: Io faccio quel che mi pare, tanto lo so che i miei non mi abbandoneranno mai perché tengono troppo alla mia realizzazione).
Ebbene, sempre secondo me, voi dovreste insegnarle a non far leva su questo vostro punto debole. Dovreste mostrarvi più forti di lei, far vedere che non siete ricattabili, che ammirerete se riuscirà bene nella vita ma che questo non è un punto che lei può usare per manipolarvi e asservirvi. Fate in modo che si giochi la propria vita e che se la cavi con le proprie forze. Se riuscirà a essere felice, magari in un modo diverso da come voi vi sareste aspettati, tanto meglio per lei, potrà dire che è merito proprio. Se invece fallirà, si assumerà le proprie responsabilità e pagherà il prezzo dei propri errori. Ma non potete pensare di dirigere eternamente la sua vita, anche se dall’esterno posso dire che sul merito della questione, cioè sul rapporto con questo bellimbusto, avete ragione voi: è una rovina e un disastro. Ma, come ho già detto, la vita è la sua e deve viversela, giocarsela, nel bene e nel male. Ovviamente, pagando il prezzo delle sue scelte, in prima persona.
Avete ragione cari signori,il punto che mi chiedo..
.perché non riesce a capire questo eppure è sempre stata bravissima,da piccola ragionava come una persona matura,e adesso?Non ci capacitivo,siamo letteralmente distrutti.
Purtroppo manca la massima esperta nel settore che riguarda tua figlia. Di più non ti si può consigliare. Che Mama Quilla, antica divinità Inca, ti assista.
Gentile Rapunzel, secondo me tua figlia non capisce il male che fa a sé stessa perché avverte il bisogno di qualcosa di diverso, che rompa le regole e che le faccia provare il brivido del nuovo e della trasgressione. E quel ragazzo la affascina proprio perché, essendo senza né arte né parte e magari non del tutto raccomandabile, rappresenta la fuga da una vita molto ordinata e ben incasellata qual è quella che ha condotto fino ad ora. Purtroppo per questa fase di ribellione e rottura verso le cose solite ci passiamo più o meno tutti. Come ho già detto, cercare di persuaderla può avere un senso, ma credo che lei tutto sommato sappia già come stanno le cose. Una svegliata gliela può dare soltanto un: Arrangiati, vuoi fare quel che ti pare, ebbene fallo ma a tuo rischio e pericolo e a tue spese. Vedrai che che l’impatto con la dura realtà le farà passare i grilli dalla testa e la farà rinsavire.
Il fatto che a lasciarla andare dicendole arrangiati come ti pare a tue spese,non c’è la facciamo ad abbandonarla così…ma abbiamo una rabbia dentro al cuore che ci fa stare male malissimo e senza una soluzione ,chi ne avesse qualcuna ci faccia sapere, grazie a tutti.
Rapunzel il problema è proprio questo: voi a lasciarla andare e ad abbandonarla al proprio destino non ce la fate e lei questo lo sa benissimo e, forse inconsapevolmente, su questo fa leva. Lei sa che questo è un vostro punto debole perché: 1. Le siete affezionati e 2. Se nella vita si realizza, questa è una soddisfazione anche per voi, poiché nella sua realizzazione vedete rispecchiata anche la realizzazione vostra, in quanto genitori e in quanto persone. Le soluzioni sono due. 1. Come vi ho suggerito, non farvi vedere deboli o ricattabili e farle capire che deve assumersi le proprie responsabilità. Oppure: 2. Una soluzione che non posso scrivere qui, dato che non voglio beccarmi una denuncia (tale soluzione, ovviamente, ai danni non di vostra figlia bensì di quell’individuo senza né arte, né parte né volontà). Se vogliamo restare nella legge e soprattutto, mantenere pulite le nostre mani e le nostre coscienze, non resta che dare una bella svegliata alla vostra ragazzina.
Max ma mi spiegheresti precisamente perché questa frequentazione sarebbe “una rovina e un disatro?” Io mi domando quale ragazza al mondo a vent’anni non si sia infatuata del tipo “sbagliato”,ma non mi pare che tutte siano finite in disgrazia. Fa parte della crescita anche fare le scelte sbagliate, rendersene conto per tempo e cambiare idea, propendendo per ciò che ci fa stare meglio. Sicuramente non saranno le pressioni catastrofistiche dei genitori a farle cambiare fidanzato, se ha un minimo di personalità. Comunque su questo mi spiace usare un luogo comune, ma i genitori italiani, specie le mamme, sono veramente la rovina dei figli! Staccatevi e lasciateli liberi, non appropriatevi delle vite altrui!