Mia figlia ha scelto il ragazzo sbagliato
di
Rapunzel
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti, sono una madre e un. padre, molto preoccupatiii ... nostra unica figlia di 23 anni, studentessa universitaria di ingegneria, si frequenta da 4 mesi con un ragazzo sudamericano, e venuto qui in Italia da un anno e mezzo, con asilo politico, ha un figlio di 2 anni,...
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Data di pubblicazione: 27 Maggio 2023.
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Categorie: - Famiglia
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Bè, se “Lucia” non ci sente, non vi resta che intervenire su “Renzo”.
Andate da lui vestiti come i Bravi di don Rodrigo, e con fare mafioso e i pollici spinti nel panciotto gli intimate che “questa storia non ha da continuare, né ora, nè mai”.
Cara Rapunzel, non è che ci siano chissà quali soluzioni, d’altra parte vostra figlia è in piena tempesta ormonale, e l’accoppiamento istintuale con l’esotico è un’istanza fortemente gradita dalla Natura, che però la ragazza traduce come ammore, quindi non si può usare il raziocinio per disinnescarla, non so se mi sono spiegato.
D’altra parte la Natura se ne frega degli aspetti pratici che voi giustamente prevedete come ostativi di una vita serena, ma nei fatti non più certa di quella con un autoctono “dei paesi suoi”.
Io, come genitore, mi opporrei in maniera “vivace” ad una relazione eteroculturale solo se “Renzo” fosse musulmano, e soprattutto se scoprissi che la maltrattasse. Cosa che se avvenisse porterebbe a breve giro il Mohamed del caso ad incontrare prematuramente Allah il Grande.
Allah akbhar insomma.
Suzie, in realtà sono molto più d’accordo con te di quanto non paia a prima vista. Sono anch’io dell’idea che la ragazza debba fare le proprie esperienze e i propri errori e, con un certo tatto, ho cercato di farlo presente ai genitori. Il fatto è che: 1. Tali esperienze e tali errori debbono essere fatti a spese proprie e non degli altri; 2. Le conseguenze di questi errori devono essere rimediabili (se mandi a culo la laurea e tutto il resto, a 30 o 40 anni è più difficile rimettere insieme i pezzi che non a 20); 3. Il ragazzo non sembra essere semplicemente “quello sbagliato”, ma uno che non ha combinato niente e per giunta si porta dietro un passato sul quale sembrano esserci non pochi dubbi. Per cui che un genitore che vuol bene a sua figlia si preoccupi, la cosa ci sta tutta. Il problema, infine, è capire se ci si preoccupa per il bene della figlia o se non si accetta di vederla crescere e realizzarsi in modo diverso da come si aveva previsto e sperato fin dalla sua nascita.
Grazie signor Golem ,quindi cosa bisogna fare,come comportarsi con mia figlia?Non la riconosco più, vorrei solo morire subito.
@Suzanne, per capire dovresti leggere i commenti delle pagine precedenti, dove tra l’altro, non ho fatto mancare il mio personalissimo punto di vista. La ragazza è giovanissima, figlia unica, con scarsi appoggi, se non quelli dei genitori, ho proposto di fare quadrato con le amicizie storiche, ma dicono che si arrabbierebbe con loro, se venissero coinvolte le amicizie storiche. Poi, studentessa, ingegneria a Roma, facoltà come già puntualizzato fra le più difficili, tanto si cappello ai genitori, per il sostegno che hanno dato alla figlia, e che ancora le stanno dando, notevole.
Hanno ragione Suzanne, perché il ragazzo è un rifugiato dal Venezuela, con figlio da mantenere in Venezuela, si sono conosciuti qui in Italia tramite un app per imparare le lingue, e da cosa nasce cosa si sono messi “insieme”. Chiedo scusa, se ho fatto il riassunto, troppo sintetico a Rampunzel, ma sinceramente mi dà un pò fastidio questo ragionare un pò troppo in piccolo, qui non si sta parlando di
Di una quasi suocera, che detesta il quasi genero, qui si sta parlando di una ragazza che fra tutti i ragazzi è andata a prendere uno senza radici, che ha il dovere a poco di vent’anni di mantenere un figlio. Domanda: se in questo peerseverare, in questa che è una “distrazione”, la ragazza in questione dovesse rimanere incinta? Tu o qualcun altro, visto il precedente, pensa che il baldo giovane adempirà al proprio dovere? Io credo di no. Sono cinico, ma i genitori hanno il diritto di dire la propria e fare qualcosa a riguardo, anche perché se la situazione fosse normale, del tipo che la ragazza si innamora di un coetaneo studente pure lui, penso che non sarebbe poi un problema, ma vista la situazione di quest’altro ragazzo, Venezuelano, rifugiato politico, figlio a carico, direi proprio di no, e quoto Golem, oltre ad aggiungere, che possono eventualmente considerare un trasferimento a Roma, per un periodo, forse anche così sentendo la presenza, la storia si chiude.
E comunque ricordiamoci l’adafio, prima di rispondere o scrivere commenti “e se fosse mia figlia?” Oppure per chi non avesse figli ” e se fossi un amico di questa ragazza, cosa le direi? Anche a costo di farla inca***re?”
Io ho sempre sostenuto che non bisogna né ostacolare i rapporti amorosi dei propri figli né, tantomeno, operare queste azioni di ostruzionismo in base a criteri quali la povertà economica o la provenienza da un Paese estero. Ma tutto ciò può avere senso se alla base di tutto l’altra persona mostra onestà, buona volontà e disponibilità a darsi da fare. Temo che nel caso di cui si sta discutendo questi requisiti non ci siano. Il ragazzo ha avuto un figlio da una donna che ha sostanzialmente ripudiato, se n’è scappato all’estero e credo che qui non lavori o poco ci manchi. La ragazza in questione non rischia, semplicemente, di fare “i suoi errori”, come tutti nella vita, ma rischia di rovinare irrimediabilmente il proprio futuro. Per cui, che i genitori a tutto questo siano contrari, è più che legittimo. Resta da vedere cosa è giusto fare, fin dove è giusto spingersi nel voler determinare la sua vita e dove, invece, è bene fermarsi. Non dimentichiamoci che la ragazza è maggiorenne.
Cara signora, posso dirle cosa farei io se fosse mia figlia a ficcarsi in una situazione come quella che ha descritto, perchè la conosco e so quali tasti toccare per farla riflettere, che però non ci ha mai creato situazioni al limite come la sua. Come ho detto, cercando di essere inutilmente spiritoso per alleggerire i toni, io come padre, e come Golem, trovandomi nelle vostre condizioni affronterei lui, e con le buone gli spiegherei che è meglio per tutti se quel rapporto diventi un ricordo romantico. Se lo capisce con le buone -ma è difficile dato il soggetto- bene, sennò interverrei con mezzi più “concreti”, e con quelli che conosco le assicuro che sarebbe felice di sparire. Ma ripeto, io sono un caso limite a mia volta.
Il fatto è, cara signora, che sua figlia è “innamorata”, quindi oggi NON avete a che fare…con lei, ma con i suoi ormoni, perchè non è per caso che in quelle circostanze si parla di aver “perso la testa”.
Cioè sua figlia è come se si fosse ammalata, e in quei casi non resta che aspettare che guarisca. Sperando che ne esca senza danni.
E siccome è maggiorenne, non si può sottoporla a atti coercitivi (e la legge che lo sancisce, non me lo invento io). Come ho già detto in più occasioni, si può cercare in tutti i modi di persuaderla, di farla ragionare. E si può cercare di indurla a responsabilizzarsi, facendole capire che i risultati prefissati lei li deve conseguire e magari, a spese proprie, così capisce cosa vuol dire sudarsi i traguardi che si raggiungono e che la libertà, tanto rivendicata, ha i suoi prezzi, a volte anche molto alti. Se il loro è un amore vero, riuscirà a sopravvivere e a maturare in qualcosa di produttivo. Altrimenti, si scioglierà come neve al sole e il vedere il gonzo che, nelle ristrettezze, mostra il suo lato peggiore, aprirà gli occhi della ragazzina e le farà capire l’errore madornale in cui era incorsa: glielo farà capire assai più e meglio di qualsiasi predica o di qualsiasi azione coercitiva dall’esterno.
Magari signor Gabriele fosse possibile trasferirsi a Roma,qui
..ho anche mia suocera con alzimer da assistere,ci è praticamente impossibile…purtroppo, vi prego, chiunque abbia qualche idea da aggiungere,ce le dia,grazie infinite a chiunque ci desse qualche indicazione ancora.
Sí Gabriele, ho letto i tuoi commenti e mi sembravi Michael Corleone ne “Il padrino” quando vuole gestire la vita della sorella. Una ragazza di vent’anni, nel 2023, non è in grado di frequentare un suo coetaneo senza rimanere incinta e senza rovinarsi la vita?? Ma di cosa stiamo parlando?? Concordo con Max sul fatto che si deve assumere lei la responsabilità della propria vita, cosí come sarebbe preferibile non mantenere a oltranza questi figli per poi pretendere di avere potere decisionale sulle loro vite. Poi ci lamentiamo che i giovani rimangono bambocci immaturi fino a cinquant’anni, facciamoci due domande in merito. A vent’anni io mi pagavo l’università facendo mille lavori e se mio padre avesse messo becco sui miei fidanzati l’avrei mandato a stendere in tempo zero.
Suzie, indirettamente al tuo ultimo messaggio ho già risposto in quello che avevo inviato prima di cena, ma mi permetto di focalizzare meglio i punti fondamentali del mio pensiero in proposito. Sicuramente tu avrai avuto le tue esperienze, le tue storie e avrai commesso i tuoi errori. Ma: 1. Immagino che i ragazzi che hai incontrato in gioventù fossero, sostanzialmente, dei bravi ragazzi, non degli scappati da casa. Poi non ci sarai andata d’accordo, si saranno rivelati quelli sbagliati per te, ma i fondamentali di una situazione accettabile immagino ci fossero tutti. Inoltre: 2. Qualunque tipo di storia tu abbia avuto, immagino che le cose che dovevi fare tu abbia continuato a farle: i tuoi studi (con relativi esami), i tuoi lavoretti per sostentarti e così via. Immagino che tu abbia sempre tenuto la situazione sotto controllo e il volante della tua vita ben saldo nelle tue mani. Mi pare che nella storia che ci viene sottoposta tutti questi elementi rassicuranti non ci siano.
Grazie mille,mia figlia mi dice che sono razzista,che penso ai soldi e che sono cattiva,perché le spiego le nostre motivazioni…per ora non ne vuole sentire
Penso che il problema per questi genitori non sia il fatto che il ragazzo sia straniero e povero in canna. Perché se mostrasse di avere la testa sulle spalle e la voglia di costruirsi un futuro, credo che non avrebbero nulla da dire. Così come non avrebbero nulla da dire se la figlia continuasse a dirigere nel modo opportuno la propria vita, dandosi da fare con gli impegni che si è assunta. Ma se questi elementi non ci sono, né da parte di lui né da parte di lei, allora la preoccupazione ci sta tutta! Poi, essendo lei una persona maggiorenne e non interdetta, non è consentito un intervento a gamba tesa ma l’insoddisfazione per quanto sta avvenendo e il dissociarsene in tutti i modi possibili mi sembra sacrosanto! E a queste condizioni, i rubinetti di mantenimento credo vadano chiusi all’istante. Io durante l’università non ho lavorato, ma gli esami li davo a ritmo battente e mi facevo un punto d’onore di mantenere i tempi e la media necessari per ottenere i sussidi allo studio.
Capisco, Suzy, ma allora qual’è il ruolo di un genitore? Deve assecondare sempre i voleri di un figlio anche quando questi sono chiaramente indirizzati verso il fallimento? Nel caso in questione le premesse non sono incoraggianti, e una figlia deve saperlo, e tenere conto che l’esperienza di un adulto non è acqua fresca.
Tu sai il problema che ho vissuto con mia moglie per certi “sogni” pregressi che la inchiodavano a vivere una dicotomia tragica, dove l’età anagrafica era una e quella sentimentale era ferma ai 20 anni, momento fortunatamente superato. Eppure durante le lunghe discussioni saltò fuori che pensando lucidamente al suo eventuale futuro con quello scioperato di cui era invaghita, si immaginava curva e con la busta della spesa come certe vecchie che vivevano nella periferia di Lisbona. Insomma, vedeva il mondo sciatto e morboso che gli prometteva quell’ammore bussare alla porta del suo castello ordinato, candido e ricco di poesia che si era costruita.
Abbiamo impiegato tre anni perchè se ne convincesse. Forse ho fatto il padrino? No, era solo amore il mio.
Quindi,non abbiamo scelte a quanto pare,ma solo accettare e vederla rovinata…a vita
?
Signora Rapunzel, a un certo punto della vita, se si è fatto il possibile per quello che si ritiene giusto, bisogna avere anche il coraggio di rassegnarsi al destino.
Se sua figlia vi ha risposto in quel modo è evidente che deve necessariamente sbattere la testa per capire che la vita vera non è i due cuori una capanna della tradizione romantica. Ma ripeto, lei non si deve meravigliare e paradossalmente neppure preoccupare, perchè, per quanto le parrà strano, sua figlia è del tutto normale. È che sotto l’effetto delle seducenti droghe che autoproduce da innamorata, tutto le appare bello, facile e desiderabile. Ed è logico che sia così se, come dicevo, l’obiettivo finale di quel “trip” è la “riproduzione”.
Come le ho detto, io, oggi, agirei cercando di parlare con Pedrito El Drito, e se non afferra l’antifona, due cose restano da fare, completamente opposte tra loro: o “si fa in modo” che l’afferri per forza, o dovete lasciare che vostra figlia si rompa le corna come preferisce.
Non restano altre alternative per questa classica vicenda d’ammmore. Con tre emme.
No aspetta Golem, il ruolo dei genitori è fondamentale fino alla maggiore età per porre le basi di un’indipendenza e di una capacità di gestirsi nel migliore dei modi in base alle situazioni della vita. Poi sono indispensabili anche in seguito per appoggio, supporto, affetto e aiuto se necessario. Ma non ci si può sostituire ai figli e non si può pretendere di indirizzare la loro vita per sempre, anche perché dal mio punto di vista si contribuirà semplicemente a renderli immaturi e irresponsabili, eterni bambinoni mai volati via dal nido.
Max, a quattordici anni tornavo alle cinque del mattino, frequentavo tossici e gente violenta, nessuno mi ha mai controllato. Ho ponderato le mie scelte e, vuoi per fortuna, vuoi per maturità mia, ho sempre evitato di cacciarmi in guai seri, guardandoli di lato. Ho frequentato chi pareva a me senza rendere conto a zii, nonni e cuggini. Sono viva e vegeta. A volte troppa apprensione crea solo l’effetto opposto…
Suzi, la “maggiore età” è una convenzione, non ho bisogno di dirtelo io. Questa ragazza è al primo ammore mi sembra di capire, e chi ha provato certe sensazioni sa quanto “sembrino” convincenti. In questo senso tu sei tu, anche perchè sai con quali difficoltà hai dovuto affrontare la tua adolescenza, ma non è così per tutti.
Se penso a mia moglie, che pur molto intelligente, istruita e assennata, che ha vissuto in una specie di limbo vittoriano asessuato fino a 19 anni, ma si è presa una sbandata per un drogato, fannullone, “busciardo”, ladro e inaffidabile, solo perché è stato il primo, e ne ha mantenuto le fasulle “emozioni” sino ai 50, posso pensare che quella dell’ “età adulta” sia davvero una convenzione estremamente relativa, con tutte le conseguenze che possono derivarne.
A questo punto, sentite le varie opinioni sulla vicenda, in tutta sincerità, cosa faresti tu al posto di quei genitori? Come vivresti la situazione e come ti comporteresti con la ragazza riguardo le onerose responsabilità che ha assunto?
Forse Suzanne, due occhi in più avresti avuto averli, perché a prescindere da tutto, sono fondamentali nella vita. Qui non si tratta di far volar via dal nido, o immaturità vera o presunta, si tratta di essere famiglia, e la famiglia o c’è o non c’è, specialmente nei momenti critici, come questo, dove c’è da concretizzare un progetto, che rischia di naufragare, con un ragazzo, che per carità sta anche un bravo ragazzo, ma che ha un figlio da mantenere, a poco più di venti anni, e che guarda caso, è partito per vivere dalla a
Tra parte del mondo, . Queste sono le premesse. ora dimmi onestamente, se tu o qualcun altro, possa avere un animo sereno, sapendo questa cosa, e che questo ragazzo frequenti, una tua amica, cugina, o figlia. È un sentimento naturale, quello di volere il meglio per i propri figli, quindi piantavamo la, con le frasi fatte, del tipo è maggiorenne e può fare quello che le pare perché se uno sbaglia, lo si aiuta, anche quando non lo sa ancora.
Per Golem, hai espresso un pregiudizio, sul fatto che fregatura, o impediscano alle mogli di vivere, o che debbano essere necessariamente maltrattate. quali sono le tue fonti” l’essere musulmano, non significa essere fissati con certe regole del Corano, esistono le confessioni , esattamente come nel Ccristianesimo. Quello a cui tu fai riferimento è il fanatismo religioso, tipico di una confessione musulmana, ma ti posso assicurare, che esistono diversi matrimoni Felicei, anche misti, fra italiani e musulmane, e Italiani e musulmane, che non hanno nessun tipo di fanatismo, poiché seguono i dettami del musulmano moderato, quindi, la moglie, fa quello che ha sempre fatto, senza sottomettersi al marito esattamente come in un matrimonio cristiano, o se vogliamo occidentale, quindi la donna coniugat ad un musulmano, moderato, lavora, e professa la propria religione, senza che questo sia un demerito. quello a cui tu accennavi e fanatismo religioso, che può esserci.
Si Gabriele, esistono anche i diamanti, ma sono rari e quindi preziosi. Tra conoscenze dirette e indirette e con una sorella che vive in Tunisia per sei mesi l’anno, io ti posso assicurare il contrario. E te lo posso assicurare ancora di più per la qualità delle donne di questa generazione. Fintanto sei amica tutto magnifico, appena diventi moglie -e per esserlo devi diventare musulmana- allora cambia tutto. E quello è già il primo “abuso”, e poi arriva quello di dimenticare tutte le abitudini occidentali.
È chiaro che se una donna è felice di diventare una Fatima va tutto bene, ma se pensa che sia Mohamed a occidentalizzarsi, starà fresca sotto il chador.
Comunque con mia figlia non c’è pericolo, con o senza i miei pre e post giudizi, coi muslim non lega.
Comunque, in merito al fatto che i genitori debbono influenzare le scelte sentimentali e di vita dei figli, invito a rileggere quanto ho scritto nel commento 19 di questa stessa discussione. È un aspetto della mia vita personale e familiare che secondo me, parla chiaro. Riassumendo: io sono una persona cieca, mio padre era anch’egli cieco e quando avevo poco meno di 2 anni mia madre ci lasciò entrambi. Dovemmo andare a Bressanone, da mia nonna, ma qualche anno dopo mio padre incontrò una sua collega di lavoro con cui iniziò una relazione d’amore che è convolata in un matrimonio durato felicemente per 43 anni. La madre della seconda moglie di mio padre era contrarissima, ma lei non ha sentito ragione e, alla fine, aveva visto giusto. Certo, la situazione era assai difficile ma mio padre era una persona onesta e impegnata, desiderosa di costruire un futuro serio e affidabile. Che avrebbe dovuto fare la sua seconda moglie, dar retta ai saggi consigli della madre, oppure perseverare?
Perfavore,ricordatevi il mio problema e datemi consigli se vi è possibile…grazie.
Nel resto del mondo i genitori sani di mente cacciano i figli fuori di casa a 18 anni, in Italia chiocciano ancora quando questi sono prossimi alla pensione.
Fatele un favore, legatevi dagli zebedei. Sbagliatissimo fare un solo figlio, quel figlio vive di oppressione e di ansie causate dalle aspettative dei genitori.
Ricordate: i figli vengono da noi ma non sono nostri. Saggissime parole di Khalil Gibran.