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Mia figlia ha scelto il ragazzo sbagliato

di Rapunzel

Riferimento alla lettera: Ciao a tutti, sono una madre e un. padre, molto preoccupatiii ... nostra unica figlia di 23 anni, studentessa universitaria di ingegneria, si frequenta da 4 mesi con un ragazzo sudamericano, e venuto qui in Italia da un anno e mezzo, con asilo politico, ha un figlio di 2 anni,...
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Data di pubblicazione: 27 Maggio 2023.

L'autore, Rapunzel, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Famiglia

209 commenti

  • 26
    Golem -

    Suzy, ricordo vagamente la storia di una giornalista inglese, che, inviata in Africa per fare un servizio su una comunità di Masai, si innamorò perdutamente di un bellissimo e scultoreo guerriero, che ricambio il suo “sentimento” con la stessa passione.
    Tornata in Europa non riusciva a dimenticarlo, anzi, in lei la lontananza non faceva altro che aumentarne il desiderio, al punto che decise di tornare in Africa per ritrovarlo, e lo fece.
    Tutto le sembrava bellissimo, e anche quella vita “vera”, selvaggia e essenziale, nella quale lui era così “perfetto”, le dava una gioia mai provata prima di allora. “Sentiva” che quella vita l’avrebbe fatta felice.
    Decisero di sposarsi con il rito Masai, e non volle sentire ragioni da parte di nessuno. Si adattò alla vita locale, accolta bene dalla comunità, e un bel giorno decise di portare il suo guerriero in Inghilterra.
    Vestito con gli abiti tradizionali, nella sua spettacolare avvenenza di ebano sbarcò nella fredda Londra per conoscere la benestante famiglia di lei, e l’ambiente in cui era cresciuta》

  • 27
    Golem -

    》Bè, lui era talmente “fuori” posto lontano dal suo ambiente e dalla sua cultura, che le apparve in una luce completamente diversa, e tutto l’amore e l’attrazione che l’aveva portata a sposarlo si dissolse con un un duro risveglio nella realtà. Puoi immaginare l’esito di quella “felicità”.
    Una storia simile mi fu raccontata da mia moglie, che avendo viaggiato per il mondo assieme ad altre avvenenti ballerine, capitava di vedere (o prendersi) cotte con i ragazzi locali.
    Carola, la sua migliore amica, con una casa vittoriana nella campagna del Sussex, con un sentiero di 300 metri prima di arrivare all’ingresso, si prese una forte sbandata per un ragazzo arabo, col quale rimase in contatto per mesi, sino a quando lui non andò a trovarla. Successe la stess cosa che alla giornalista. Una volta sul posto lui le apparve per quello che era: un povero bel ragazzo che non aveva più nessun fascino nè attrattiva.
    È vero, bisogna fare esperienza, ma cosa ci vuole per capire che a volte i sogni non possono funzionare nella realtà? Forse la voce di un genitore può servire?

  • 28
    Max -

    Golem, hai ragione, spesso questi amori così eterogenei rispetto al proprio contesto sono dei sogni dai quali poi ci si risveglia con durezza e con amarezza. E sarebbe forse più saggio, questi sogni, non assecondarli e restare con i piedi per terra. Ma in amore, cosa vuol dire restare con i piedi per terra? Un amore scelto in base a criteri troppo razionali non rischia di essere depotenziato e di trasformarsi in qualcosa di simil-aziendale? Inoltre nell’altra persona noi cerchiamo ciò che è uguale a noi oppure qualcosa di diverso, che in qualche modo ci completa e ci fa uscire da noi stessi? E questi amori-sogno, non possono magari essere dovuti all’insoddisfazione per una realtà che in qualche modo ci sta stretta e nella quale non ci riconosciamo? Si parla, giustamente, di questi amori-sogno dai quali ci si risveglia amaramente, ma io posso testimoniare di numerosi amori-realtà che sono finiti altrettanto male. Mi spiego meglio nel prossimo scritto.

  • 29
    Max -

    Ebbene qui a Monza ho avuto occasione di frequentare una compagnia piuttosto chiusa (peraltro un po’ tutta Monza era caratterizzata da questo, fino a un passato recente). Si incontravano sempre le stesse persone, che frequentavano lo stesso oratorio da anni, le cui famiglie si conoscevano fra di loro e nessun particolare dell’uno era estraneo agli altri. I fidanzamenti, e poi i matrimoni, nascevano tutti all’interno di questi gruppi: mai che qualcuno una sera si presentasse con uno sconosciuto dicendo Signori, questo è il mio fidanzato, ve lo presento. Ebbene, quasi tutti questi matrimoni all’apparenza così ben assortiti e senza colpi di testa, si son conclusi con separazioni o divorzi e magari con ri-matrimoni (alla faccia della dottrina anti-divorzista della Chiesa). Dunque siamo sicuri che l’omogeneità delle unioni sia una miglior garanzia di riuscita? Io non ne sono così certo. Credo che la differenza la facciano l’apertura a conoscersi, l’onestà e il reciproco rispetto.

  • 30
    Golem -

    Sì Max, sono d’accordo che l’amore non si sceglie con “metodi razionali”, ma nemmeno con quelli irrazionali. Il cuore non deve volare sopra la testa, perchè quando succede il risultato è scontato.
    Certo, a chi non piace sentirsi innamorato, vivere di quelle sensazioni che ti fanno battere il cuore, contare le ore per rivedere il tuo amore. È una sensazione totalizzante, di più: schiavizzante. Ma si può pensare che basti questo per decidere di costruirci una vita intorno e che sarà sempre così? Non credo, e neppure tu ritengo lo creda. Eppure c’è chi lo fa, e lo fa nella massima buonafede, convinti che quelle sensazioni non solo bastino, ma dureranno nel tempo.
    Guarda, io mi sono innamorato in quattro ore di mia moglie, e lo stesso lei di me, e dopo quattro giorni le ho chiesto se avrebbe voluto vivere con me da subito, e ha accettato.
    Lei 27 anni e io 36, e una certa esperienza alle spalle, con un recente lutto per la morte in un incidente di una ragazza che amavo, che è stata la prima a farmi conoscere quel sentimento, dopo una vita di “consumo”, spesso triste》

  • 31
    Golem -

    》Oggi, dopo oltre 30 anni da quei momenti, e dopo aver superato una crisi matrimoniale una dozzina di anni fa, sono più innamorato che mai di lei, anzi siamo innamorati più che mai di noi.
    Ma come ho detto più volte, QUESTO “innamoramento” è in realtà l’amore, perchè è il frutto di una lunga, paziente e voluta cura del rapporto, anche quando ci siamo accorti che si stava guastando. Amore che è partito sì dal “cuore”, seppure ormai adulto, ma non ha mai trascurato la parte razionale, che a sua volta ha sempre dialogato con quella sentimentale.
    Detto ciò, non potendo prolungarmi su dettagli che confermerebbero il valore di quello che dico per via dei caratteri a disposizione, mi chiedo perchè un genitore che “sa” per esperienza diretta, non dovrebbe consigliare una figlia se questa sta per intraprendere una storia ad alto rischio? È naturale.
    Io forse da ragazzo avrò preso cotte più forti dell’innamoramento che ho avuto per mia moglie, ma per nessun motivo le cambierei con quello che OGGI ho per lei. E sono certo che questo, OGGI, valga anche per lei.

  • 32
    Suzanne -

    Golem ma il punto non è capire se il ragazzo sia o non l’amore della sua vita. A vent’anni, salvo intromissioni genitoriali, siamo tutti squattrinati e in larga misura colmi di ideali e illusioni. Onestamente un ventenne che si fa il calcolo di costi/benefici nell’iniziare una relazione mi suscita orrore. Poi, non sta fuggendo a Las Vegas per sposarsi, non vuole trasferirsi in Sud America e non sta progettando di avere un figlio. Ma quali pericoli devono sventare questi genitori?? Vivere la vita significa essere liberi di fare le proprie esperienze, non vederle selezionate da altri in base a criteri che non sono nostri.
    Ma lasciamo liberi questi figli! Se li abbiamo cresciuti bene, sapranno loro stessi togliersi dai guai prima che diventino troppo grandi, senza l’intervento di cugini, zii e tutto il parentame per salvare l’incolumità della pischella. Eddai, su, mi viene proprio da ridere. Ma poi, siamo seri, ma chi se li caga i genitori a vent’anni?

  • 33
    Trader -

    Golem, hai ragione. Da una parte, è vero che la figlia non è più un’adolescente, ma questo non significa che un genitore debba a cuor leggero lasciarla che si metta nei guai senza nemmeno darle qualche consiglio.
    Comunque sia, non possiamo farci un’idea precisa della situazione, perché non conosciamo nulla di Rapunzel, la figlia, il tipo. Se li conoscessimo, potremmo dire, per esempio, che il tipo ci sembra un bravo ragazzo, oppure, a vederlo, sembra che sia violento; che siete dei genitori troppo apprensivi, autoritari, oppure che avete ragione a preoccuparvi. La descrizione della madre non è rassicurante. I paesi sudamericani sono poveri. I Sudamericani non hanno una vita facile e di conseguenza sono abituati a sopravvivere. Insomma, ci mangiano. Ho visto le risse che fanno fuori dai loro locali in Italia. Una volta hanno aggredito la polizia locale intervenuta per chiudere un locale frequentato da Colombiani che facevano una festa durante il lockdown.

  • 34
    Max -

    Golem, il problema non è consigliare un figlio, indurlo a riflettere sul valore della scelta che sta compiendo e, eventualmente, fargli capire che su tale scelta non si è d’accordo. Io stesso, come genitore, queste cose riterrei un mio sacrosanto diritto e dovere di farle. Il fatto è che: 1. Sarebbe bene mettere in guardia il figlio non da chi è quel fidanzato,, ma da ciò che fa. Nella fattispecie, il problema non è il fatto che quel fidanzato sia sudamericano, qui col permesso di soggiorno e povero in canna. Il problema è che costui ha avuto una fidanzata o moglie nella sua patria, che con essa ha fatto un figlio e che ripudia fidanzata e figlio perché si ritiene vittima di una frode. Inoltre, ha voglia di lavorare, di darsi da fare, di costruirsi un futuro, di comportarsi in modo responsabile? Questi sono i problemi da porsi. Inoltre: 2. Io come genitore consiglierei mio figlio e lo indurrei a riflettere, ma non metterei in campo una task-force familiare

  • 35
    Max -

    come dicevo: non metterei in campo un dispiegamento di forze composto da cugini e parenti vari che prendessero in consegna il figlio stesso mettendolo sotto tutela e dicendogli, in modo più o meno esplicito: Adesso fai quello che diciamo noi. Dopo il dialogo e la persuasione il mio compito di genitore, benché a malincuore, si fermerebbe lì, appunto perché, come giustamente rileva Suzie, i figli non sono nostri, noi li alleviamo e li cresciamo come meglio crediamo, sperando che traggano buon frutto dai nostri insegnamenti ma sapendo anche che non potremo teleguidarli in eterno e che dovremo accettare anche scelte che non condividiamo. Ovviamente loro e chi sta al loro fianco devono soddisfare i “fondamentali”: non commettere reati, lavorare, non campare alle spalle del prossimo e comportarsi col rispetto e la buona educazione che a tutti si richiedono. Ma poi, basta: il resto sta al loro discernimento. Preciso che ho parlato di figlio in generale; chi legge interpreti: figlio/a.

  • 36
    Golem -

    Suzy, nove volte su dieci il figliolo consigliato in “ammore” dal genitore se ne frega di quel consiglio. Specie in ambito femminile, i casi di innamoramenti “folli” hanno dato spunto a decine di romanzi e ad altrettanti casi di cronaca, con esiti non raramente tragici spesso “annunciati”. Non ho bisogno di ricordartelo.
    Ma qui siamo nei casi limite, che tuttavia ci danno un’indicazione sommaria di quanto la spinta “passionale”, pur apparendo emotivamente attraente, è in realtà più foriera di finali quanto meno deludenti, che non del genere vissero felici e contenti.
    I figli devono sperimentare, su questo siamo d’accordo, ma devono anche tenere conto delle indicazioni che provengono dalla famiglia, sempre che queste restino nell’ambito delle “raccomandazioni”, e siano autorevoli, cioè “guadagnate” nel tempo con la coerenza e gli esempi. Poi è chiaro che un o una giovane di 23 anni sceglierà di fare quello che gli pare della propria vita. Ma non si può contestare tout court un gesto che proviene da un amore dimostrato per un amore ancora da dimostrare.

  • 37
    Golem -

    Trad, io sono l’esempio di quanto donne e buoi dei paesi tuoi non sia un dogma, ma non possiamo ignorare che i principi acquisiti nella propria cultura di origine siano causa di tanti problemi di coppia, che in genere vedono nella parte femminile avere la peggio, anche con esiti fatali. Certo ha un suo peso anche la soggettiva cultura personale dei protagonisti, per cui mi immagino che se mia figlia si innamorasse di un Luis Borges in miniatura, o di un Tahar Ben Jellum in nuce, forse non mi porrei tanti dubbi sul futuro di quel connubio, al di là del conto in banca dei due.
    Al contrario, me ne farei eccome se fosse un normale Gonzalo o, soprattutto, un Mohammed.
    Parlo da padre di una figlia, perchè so a cosa andrebbe incontro al 90% se decidesse di sposare un musulmano. Lo so per conoscenza diretta e per quello che mi ha raccontato mia moglie del destino di sue colleghe “passate” sotto l’egida di Allah. Al quale invierei serenamente un ipotetico marito di mia figlia se mai questo osasse maltrattarla.
    Insomma meglio prevenire, no?

  • 38
    Ana -

    A 16 anni durante la lezione di storia dell’arte, dovetti aiutare la professoressa a spiegare la Moschea. Scherzando mi disse dai Anna, se ti sposi un musulmano veniamo tutte al tuo matrimonio in moschea. Io sbianco e dico “sinceramente non ho interesse negli uomini islamici, vorrei un irlandese” e tutte le compagne a urlarmi addosso e ad accusarmi di razzismo e di essere alcolista (avevo bevuto birra e grappa alle feste e ai campiscuola) e che un irlandese alcolizzato di Whisky e Guinness non mi fa schifo perche’ mio padre polentone triestino fa colazione con la grappa (cosa non vera) e mi ha educata all’alcolismo. A momenti mi viene a casa l’assistente sociale. Ora sono felicemente sposata con un British Magyar e non mi servono islamici o latino americani. Una cugina di mio marito si era sposata con un egiziano, Mohamed, e lui non la voleva far uscire, la picchiava, sono dovuti intervenire polizia e servizi sociali.

  • 39
    Golem -

    Buongiorno Max. A proposito dei tuoi ultimi interventi, credo che i miei post 36 e 37 siano utili come replica per chiarire il mio punto di vista al riguardo.

  • 40
    Trader -

    Gentili Sig.ra e Sig. Rapunzel, riporto qui di seguito la parte del mio commento spostato in Chat pertinente a questo thread, che è di vostro interesse:

    “non considero sana né innocua una relazione con un asilante che invece di pensare al figlio dall’altra parte dell’Oceano, cerca prede su internet con la scusa di imparare la lingua.”

  • 41
    Trader -

    Signora e signore estensori di questa lettera, ci sono novità riguardo il rapporto tra vostra figlia e quel barabba?

  • 42
    Rapunzel -

    Buonasera Trader,no purtroppo nessuna novità, continuano a vedersi quando hanno qualche ora di tempo libero,mia figlia aveva un esame tosto il 13 ,e non l’ha superato purtroppo,ora lo sta ristudiando per il mese prossimo, speriamo bene,almeno l’esame.Io e mio marito sempre piu afflitti,possibile non c’è una soluzione per stroncare questa enorme sofferenza?Ci aiuti qualcuno,ci consigli come possiamo fare,vi prego.Grazie a chi ci aiuterà…un abbraccio a tutti.

  • 43
    Max -

    Gentilissima Rapunzel, già mi sono espresso in precedenza su questa storia ma ribadisco alcuni concetti che ritengo fondamentali. Vostra figlia è maggiorenne, quindi non potete proibirle di frequentare chi vuole. Potete però cercare di persuaderla e di farle notare il male che questa relazione, a vostro avviso, le sta facendo. E, eventualmente, potete tagliarle i viveri (nel senso che se continua a non superare esami all’università e a non combinare nulla nella vita, potete rifiutarvi di continuare a mantenerla e dirle: O studi, o lavori e comunque, i tuoi lussi e i tuoi piaceri te li procuri con le tue forze e te li paghi da sola). Certo, questo potrebbe voler dire che non avrete una figlia laureata e con un risultato di vita brillante come vi aspettavate, ma lei sa molto bene che voi a questo ci tenete e per questo vi tiene in pugno (nel senso di dire: Io faccio quel che mi pare, tanto lo so che i miei non mi abbandoneranno mai perché tengono troppo alla mia realizzazione).

  • 44
    Max -

    Ebbene, sempre secondo me, voi dovreste insegnarle a non far leva su questo vostro punto debole. Dovreste mostrarvi più forti di lei, far vedere che non siete ricattabili, che ammirerete se riuscirà bene nella vita ma che questo non è un punto che lei può usare per manipolarvi e asservirvi. Fate in modo che si giochi la propria vita e che se la cavi con le proprie forze. Se riuscirà a essere felice, magari in un modo diverso da come voi vi sareste aspettati, tanto meglio per lei, potrà dire che è merito proprio. Se invece fallirà, si assumerà le proprie responsabilità e pagherà il prezzo dei propri errori. Ma non potete pensare di dirigere eternamente la sua vita, anche se dall’esterno posso dire che sul merito della questione, cioè sul rapporto con questo bellimbusto, avete ragione voi: è una rovina e un disastro. Ma, come ho già detto, la vita è la sua e deve viversela, giocarsela, nel bene e nel male. Ovviamente, pagando il prezzo delle sue scelte, in prima persona.

  • 45
    Rapunzel -

    Avete ragione cari signori,il punto che mi chiedo..
    .perché non riesce a capire questo eppure è sempre stata bravissima,da piccola ragionava come una persona matura,e adesso?Non ci capacitivo,siamo letteralmente distrutti.

  • 46
    Golem -

    Purtroppo manca la massima esperta nel settore che riguarda tua figlia. Di più non ti si può consigliare. Che Mama Quilla, antica divinità Inca, ti assista.

  • 47
    Max -

    Gentile Rapunzel, secondo me tua figlia non capisce il male che fa a sé stessa perché avverte il bisogno di qualcosa di diverso, che rompa le regole e che le faccia provare il brivido del nuovo e della trasgressione. E quel ragazzo la affascina proprio perché, essendo senza né arte né parte e magari non del tutto raccomandabile, rappresenta la fuga da una vita molto ordinata e ben incasellata qual è quella che ha condotto fino ad ora. Purtroppo per questa fase di ribellione e rottura verso le cose solite ci passiamo più o meno tutti. Come ho già detto, cercare di persuaderla può avere un senso, ma credo che lei tutto sommato sappia già come stanno le cose. Una svegliata gliela può dare soltanto un: Arrangiati, vuoi fare quel che ti pare, ebbene fallo ma a tuo rischio e pericolo e a tue spese. Vedrai che che l’impatto con la dura realtà le farà passare i grilli dalla testa e la farà rinsavire.

  • 48
    Rapunzel -

    Il fatto che a lasciarla andare dicendole arrangiati come ti pare a tue spese,non c’è la facciamo ad abbandonarla così…ma abbiamo una rabbia dentro al cuore che ci fa stare male malissimo e senza una soluzione ,chi ne avesse qualcuna ci faccia sapere, grazie a tutti.

  • 49
    Max -

    Rapunzel il problema è proprio questo: voi a lasciarla andare e ad abbandonarla al proprio destino non ce la fate e lei questo lo sa benissimo e, forse inconsapevolmente, su questo fa leva. Lei sa che questo è un vostro punto debole perché: 1. Le siete affezionati e 2. Se nella vita si realizza, questa è una soddisfazione anche per voi, poiché nella sua realizzazione vedete rispecchiata anche la realizzazione vostra, in quanto genitori e in quanto persone. Le soluzioni sono due. 1. Come vi ho suggerito, non farvi vedere deboli o ricattabili e farle capire che deve assumersi le proprie responsabilità. Oppure: 2. Una soluzione che non posso scrivere qui, dato che non voglio beccarmi una denuncia (tale soluzione, ovviamente, ai danni non di vostra figlia bensì di quell’individuo senza né arte, né parte né volontà). Se vogliamo restare nella legge e soprattutto, mantenere pulite le nostre mani e le nostre coscienze, non resta che dare una bella svegliata alla vostra ragazzina.

  • 50
    Suzanne -

    Max ma mi spiegheresti precisamente perché questa frequentazione sarebbe “una rovina e un disatro?” Io mi domando quale ragazza al mondo a vent’anni non si sia infatuata del tipo “sbagliato”,ma non mi pare che tutte siano finite in disgrazia. Fa parte della crescita anche fare le scelte sbagliate, rendersene conto per tempo e cambiare idea, propendendo per ciò che ci fa stare meglio. Sicuramente non saranno le pressioni catastrofistiche dei genitori a farle cambiare fidanzato, se ha un minimo di personalità. Comunque su questo mi spiace usare un luogo comune, ma i genitori italiani, specie le mamme, sono veramente la rovina dei figli! Staccatevi e lasciateli liberi, non appropriatevi delle vite altrui!

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