Mi manca mio padre
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutti, scrissi qualche mese fa per raccontarvi della morte di mio padre avvenuta cosi improvvisamente.. è morto il 7 giugno colpito da un infarto improvviso e ora dopo quasi 4 mesi non so dare un senso a tutto questo.... mi manca da morire in ogni istante... mi sento...
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Data di pubblicazione: 19 Settembre 2007
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Capita anche a voi di non riuscire a sentire “vicino” una persona cara che non c’è più? Mio padre è morto in un incidente. È uscito di casa la mattina, e la sera c’era solo una bara chiusa .. Mio padre mi manca da morire. La sera mi rivolgo a lui per chiedergli conforto e aiuto… Ma non lo “sento”. Non l’ho mai sognato.. Quanto vorrei che mi venisse in sogno, invece nulla… È come se ci avesse abbandonato… Che dolore la perdita di un padre. Non può capire chi non l’ha provato… .mi sento in balia della vita, in cerca di una serenità impossibile
Elena, capita la stessa cosa a me. Non riesco a sognarlo, non riesco a “sentirlo”. Eppure lo cerco tanto, lo penso di continuo ma…. niente! Hai ragione è veramente doloroso perdere un padre!
Papà mi manchi ogni giorno di più…
giorni difficili questi per me.. ti penso sempre mio adorato papà e se puoi fammi sapere che stai bene.
oggi di tre anni fa sei volato via… è incolmabile il vuoto che hai lasciato. Mi manchi
buon compleanno mio adorato papà. Non possiamo più festeggiare insieme ma spero che gli angeli stiano organizzando una festa per te. Mi manchi!
Ogni giorno….ogni maledettissimo giorno!!!
la vita va avanti ma tu mi manchi ancora così tanto….
Papà ti voglio bene. Restami accanto, ho bisogno di te. Spero tu possa sentire cosa provo per te… Tra di noi sempre poche parole, se avessi saputo che avevamo poco tempo non avrei sprecato neanche un minuto… La vita è stata ingiusta con te. Dopo anni di sacrifici era giunto il momento di goderti un po’ di questa vita, e invece…. Che darei per cambiare le cose e per averti ancora qui….sono una figlia, e vorrei poter avere ancora mio padre. Ti voglio bene….
Papà abbiamo bisogno del tuo aiuto.. Domani soprattutto.. Non abbandonarci.. Tvb
…con ieri, 26 Agosto 2015, sono due anni che sei andato via da me….ho dormito nel letto dove hai dormito tu l’ultima sera, per sentirti ancora una volta…ma la vita è troppo cruda per i sentimenti veri…mi manchi mi manchi e non so come fare per rivederti almeno una ultima volta !!!! …tuo figlio Gianni…
perchè fa ancora così tanto male…… perchè!?!?!? Dio quanto mi manchi…
Questo è forse l’unico thread realmente “serio” di LaD. In più occasioni ho avuto modo di dire che gli unici momenti seri della vita sono l’inizio e la fine, l’intervallo tra i due è solo un equilibrio sopra la follia, citando Vasco Rossi.
I dolori degli amori più o meno ricambiati che riempiono la maggior parte delle pagine di questo “diario” virtuale, appaiono infantili rispetto al mistero che si apre di fronte alla morte di una persona veramente amata e che ci ha amato veramente, e non vi saranno parole che potranno dare una risposta a quella che apparirà per sempre un’ingiustizia.
Siamo tutti circondati dalla presenza della morte, e tutti in un modo o nell’altro ne siamo e ne saremo partecipi. Io ho perso un amore in un incidente, e aveva 25 anni. La mia attuale compagna ha perso il papà che ne aveva 15. Tre anni fa mia mamma, prima ancora mio padre, e loro, prima di noi hanno vissuto le stesse esperienze probabilmente. Ma tutti ci lasciano un segno, una testimonianza che vive dentro di noi, e non è retorica. E non li ho mai sognati, perché li “sento” continuamente. La loro esistenza ci ha “cambiati” e continua a farlo. Le loro azioni ci hanno fatti quelli che siamo, perché siamo umani e perchè siamo il frutto dell’amore, che riceviamo da piccoli e ridiamo da adulti a chi sa apprezzarlo, sull’esempio di chi ci ha “cambiati” col loro amore.
Mia mamma se n’è andata anziana ma lucidissima, e fintanto c’era lei, nonostante i miei abbondanti “anta” ero sempre figlio. Oggi sento ancora la sua voce nella mia testa che mi indirizza o mi redarguisce, quindi c’è, ha solo cambiato “metodo” per comunicare con me. Come c’è quella ragazza che perso tanti anni fa e qualche amico scomparso troppo presto.
Noi siamo tutte queste persone, e non c’entra la religione, io non sono credente in senso classico, ma so quanto le nostre cellule si portano “dentro” le persone che ci amano o ci hanno amato, e che appunto ci hanno reso chi siamo, per tutte le volte che ci diciamo che li sentiamo “nel sangue”.
Io penso a questo quando mi mancano, e riesco a vivere sereno. Vorrei che ci pensaste se vi può aiutare, perché non abbiamo altro, ma non é poco.
Un saluto a tutti.
Quello che più addolora sono le cose che non ho fatto in tempo a dirgli, e quello che non ho saputo o potuto fare quando era vivo.
dolori e thread di serie A – B e C. perdite DOC e lutti da quattro soldi… ammirevole la speciale capacità di orientare e di empatizzare di cui pochi dispongono…
Ciao a tutti è da un paio di giorni che leggo i vostri post e in molti mi rispecchio, il mio adorato papino il 18 ottobre di questo anno mi ha lasciato a causa di quella brutta malattia che in 6 mesi se lo è portato via ogni giorno che passa mi manca sempre di più e il dolore aumenta di giorno in giorno non riesco a non pensare a lui mi manca tutto di lui è perchè mi piace sempre parlarne al presente un padre meraviglioso mi bastava solo guardarlo per essere felice nonostante i miei 37 anni per lui ero sempre la piccoletta del babbo mi manca il respiro la terra sotto i piedi pensando che non lo rivedrò più e non potrò piu condividere niente con lui il grande amore della mia vita…
Si avvicina la festa del papà e mi sento così tanto triste a non vederti più. Il mio cuore ha una ferita aperta dal giorno che mi hai lasciato per sempre….niente riesce a richiuderla. Ti amo papà oggi come ieri.
…l’unico mio sorriso, lo ripongo nella speranza di riabbracciarti un giorno…
Cara patrizia e caro Gianni…ma in realtà ” cari tutti di questo forum dedicato alla perdita del padre”….
Leggendovi in ogni frase..e in ogni parola risuona il dolore e la sofferenza!
Ho avuto a che fare con la morte….ma ancora prima della mia esperienza personale..ho dovuto affrontarla in vita,con le persone a me care!
Ed è stato proprio un episodio gravissimo e legato alla morte di un bambino che mi aveva salvato dall inferno che era la mia vita dandomi speranza…un bimbo che amavo con tutta me stessa e con tutta l’anima…che con la sua morte e il modo in cui se né andato mi ha dato il colpo finale e il coraggio di fare una cosa estrema..che mai avrei dovuto fare….ma il dolore e le immagini di lui….le ultime immagini….di quella sera…erano insopportabili!
La morte è una lacerazione dell’anima che ti corrode piano piano….il tempo serve a un c....!
Solo cazzate raccontate….il tempo non aggiusta nulla!
Il dolore rimarrà per tutta la vita!
Semplicemente con il tempo impari a mettere un cerotto su quella lacerazione…la copri..si…ma è e sarà sempre lì!
Io ho sempre avuto gravi probblemi in famiglia…mio padre se né andato via di casa quando ero piccola…non sono mai andata d’accordo….non ci siamo mai capiti purtroppo ma siamo cmq padre e figlia e anche io lo amo..a modo mio….
Caro Gianni…fai bene a sorridere…
Perché tu lo rivedrai….quando sarà il tuo momento ( spero per te più tardi possibile) lui ti verrà incontro….
Se non la cercate la morte SUICIDANDOVI…I VOSTRI CARI VI VERRANNO IN CONTRO…E TORNERETE AD ABBRACCIARLI….ma ripeto solo se v’è né andate per morte naturale…
Non pensate MAI che potrete rivederlo togliendovi la vita! Mai! Perché VI assicuro che non è così!
Non tentate mai il suicidio…mai!
Vivete cercando di sopportare questo dolore che farà sempre parte di voi….con la consapevolezza che non l’avrete perso per sempre il vostro papà!
Papà è morto da infarto poche settimane fa. In questi giorni lo sento vicino a me quando dormo e nei momenti difficili. Spero di rivederlo quando tocchera a me. Ciao papà ti voglio bene.
Il 6marzo alle tre di mattina torno a casa dopo mesi che non uscivo, da poco ero tornata a vivere da mio padre. Il cane aveva uno strano atteggiamento e mi ha portata in una stanza nella quale c’era mio padre seduto su una poltrona mentre dormiva.. lo chiamo e non risponde. Era morto da un’ora colpa di un infarto fulminante. Ho chiamato aiuto e sono tornata da lui a tenerlo stretto consapevole che sarebbe stato l’ultimo abbraccio nonostante lui era chiaramente morto, così ho aspettato l’ambulanza. Questa è stata una esperienza dalla quale mi devo riprendere; uno shock, lui stava bene. Quando ho iniziato a capire cosa fosse successo era già passato un mese. La sua assenza ancora la devo comprendere. Mi manca. È Il mio unico pensiero e la cosa che mi ferisce è che le ultime notizie che ho di lui sono quelle che ho in sogno ovviamente di pura fantasia. Guardo costantemente i video nei quali si sente la sua voce, non voglio dimenticare nulla. Il tempo non cambia di una virgola quello che sento dai primi momenti che era morto. Il tempo non cambia e il dolore diventa sempre più fondo. È un’angoscia bruttissima e la solitudine mi accompagna, la mia vita è completamente immediatamente ed irreversibilmente cambiata. Mi sono messa a buttare tutto in questo periodo che è trascorso… ho trovato tante cose, ho scoperto una persona che pensavo nel tempo si fosse allontanata da me, la scoperta che ho fatto in realtà è che sono stata io ad allontanarlo. Sarà sempre l’amore profondo che mi ha legato a lui a tenermi in piedi e a togliermi le paure. Ho letto anche gli altri commenti, forse sentire le altre esperienze mi fa sentire meno sola a provare tutto questo.
ciao sil79 non sei sola. Il tempo aiuta un po’ ma la ferita non si rimargina mai. Mio padre mi manca tantissimo in ogni momento della mia giornata. Anche io l’ho visto morire davanti ai miei occhi. Uno shock! La tua vita è sicuramente cambiata ma continua ad andare avanti. Ti sono vicina.
Ho letto tutti i vostri messaggi. Pochi giorni fa mio padre è venuto a mancare in ospedale a causa di un maledetto attacco cardiaco. Lo avevamo portato in ospedale il giorno prima per un altro problema, pensando che potesse farcela, e invece la notte successiva mi chiamano dall’ospedale per dirmi che è deceduto per un attacco cardiaco. Mio padre era comunque malato, anche se viveva discretamente, da alcuni anni è stato in vari ospedale, circa una volta l’anno, ma ce l’aveva sempre fatta e si era sempre ripreso. Io ho vissuto giorno per giorno per lui e con lui, parlavamo sempre, lo curavo in tutti i modi, sia con l’affetto che con cure “mediche”. Andavo tutti i giorni in ospedale, in ogni ospedale in cui andava, e rimanevo anche per 2 o 3 ore in più dell’orario consentito. Lui stravedeva per me e io per lui. Alcune volte mi arrabbiavo con lui per certe cose, e ora ho il rimorso… La cosa che mi ha sconcertato è che prima di morire (me lo hanno riferito in ospedale) in quei 10 secondi ha urlato “AIUTA MIO FIGLIO!!!” per quattro volte di seguito. Non so a chi si rivolgesse. Non prendo pace, mi manca troppo. Voi come interpretereste, al posto mio, quella frase “AIUTA MIO FIGLIO!”?
Grazie Patrizia, delle belle parole, grazie mille. Oggi sono 4 mesi e fortunatamente sto reagendo. Solo che l’incredulità dell’accaduto è sempre silente come un costante macabro vuoto buio. Ogni giorno penso all’istante nel quale lo trovo senza vita e rimango stretta al suo corpo, di notte in una casa con solo noi due e un cane che abbaiava. Spero che almeno queste immagini si attenuino invece di rafforzarsi.
Dario mi spiace per quello che ti è successo, ti comprendo perfettamente, credo che tuo padre in quel momento abbia avuto un pensiero nei tuoi confronti, una forte preoccupazione, quello che succede qualche istante prima della morte, noi non possiamo saperlo. Qualsiasi cosa abbia visto, sentito, raggiunto, noi non possiamo neanche presagirlo perché è una dimensione differente. Sicuramente ha avuto la preoccupazione di un padre, sentendo il vostro legame indissolubile, e forse consapevole di quel che stava capitando tu sei stato il suo pensiero più grande. La mia esperienza al riguardo è stata forte, penso che nulla capita per caso, ciò che avete vissuto resterà sempre, ma non potevi esserci in quel preciso momento, il destino è stato questo e ovviamente c’è un perché a tutto.
Ti volevo consigliare, se posso, di abbandonare ogni tipo di rimorso, la morte te lo posso assicurare, cancella tutte queste inutili e piccole discussioni che fanno parte della quotidianità più che giusta dell’essere umano. Dal canto mio Dario, ti sono vicinissima e comprendo quello che puoi passare. E forse a tempo debito ti ricorderai di quelle parole capirai il loro perché e sentirai lui presente..magari sarà una difficoltà stupida nella quale incapperai, ma saprai che lui sarà comunque vicino.
Un abbraccio forte
Grazie di cuore, sil79, hai scritto davvero delle bellissime parole. Mi hai fatto commuovere, soprattutto quando hai scritto “Sicuramente ha avuto la preoccupazione di un padre, sentendo il vostro legame indissolubile, e forse consapevole di quel che stava capitando tu sei stato il suo pensiero più grande”, mi hai fatto piangere per l’emozione. Oggi sono passati 10 giorni, vado avanti per inerzia (anche se ho un carattere molto forte), non rido più ed esco quasi sempre da solo perché voglio stare solo, almeno per adesso. Le cose brutte sono quando sei in mezzo alla gente, tipo al supermercato e devi fingere di non essere uno zombie. Mi sento, quando cammino per strada, un alieno, in un altro mondo con la testa. Credo tu mi capisca perché forse tu hai vissuto anche una situazione peggiore della mia. Non so se a te capiti la stessa cosa, ma andando avanti, passando i giorni, i miei pensieri cambiano. Prima pensavo a come avrei potuto salvarlo, a cosa avrei potuto fare, a quando magari ho discusso con lui ingiustamente ecc., ora penso mi concentro, e mi vengono alla mente, altre cose, tipo che lo rivedo nel letto d’ospedale l’ultimo giorno poche ore prima di morire durante l’orario visite (dalle 17 alle 19) e andandomene gli ho detto “ci vediamo domani”. Ecco, ora penso continuamente a lui nel letto e al momento in cui gli dico “ci vediamo domani”, al suo viso afflitto e penso “povero papà, tutto solo in ospedale”.