Salta i links e vai al contenuto

Messaggio in bottiglia

di toroseduto

Riferimento alla lettera: So che sto per scrivere delle parole inutili. Queste parole sono dirette a una ragazza sui trent’anni che non vedo da 10 mesi. Mia figlia. Sono seduto sugli scogli, il più lontano possibile dagli altri. Anche se a quest’ora può esserci in giro solo qualche balordo, come mi sento io...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 11 Agosto 2011 - Views: 0

L'autore ha condiviso 14 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore toroseduto.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Famiglia - Me stesso

39 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    toroseduto -

    Visto che è andato a buon fine, ci riprovo.
    Luna. La storia che hai raccontata, in effetti la sento molto distante da me. Non che voglia apparire sapiente, ma avendo preso coscienza da diverso tempo delle mie ineluttabili doti di segugio fedele, continuo a percorrere percorsi conosciuti. Sarà l’età, sarà il rimpianto di non aver precorso mia moglie nella dipartita, in fondo aveva 7 anni meno di me. Non sono bloccato nel passato, come sarebbe logico pensare, sono bloccato sul futuro! Avendo profuso a piene mani quello che credevo il meglio di me, prendo atto che la distanza che mi separa dal capolinea si fa sempre più aspra e dura. Mi gioco le mie ultime carte, sto preparando vari copioni per recite scolastiche, ho cominciato 20 anni fa con qualche canzoncina, poi c’ho preso gusto e mi sono specializzato. Lavorare con i ragazzi mi da un senso di sentirmi ancora utile, lo faccio gratuitamente e mi sento come se mi avessero dato milioni di euro! In questo torrido agosto, sto scrivendo canzoni per natale! E’ giusto così, anche se io non nutro nessuno interesse per le cosiddette feste comandate, ho piena la memoria di quello che posso esprimere : prima cosa spremo i ragazzi, mamma mia, che squallore! Questi uomini di domani, in quinta elementare non sanno chi è il presidente del consiglio, sanno vagamente il nome di uno pieno di soldi che “comanda”. E io che volevo proporre delle cose un po’ alternative… meglio lasciar scorrere il fiume nella sua direzione, mi so adeguare, ecco ci riesco bene con tutti, tranne che con mia figlia! Per lei sono da rottamare, non ne fa mistero Lei sà! Ed io che sto appena poco distante dall’ultima spiaggia, ho vagato anni e anni con gli occhi chiusi, le orecchie tappate il cervello in freezer. Nessuno mi ha mai trattato così… sento che questo livore viene da molto lontano, per sopravvivere non vedo altra strada che sparire di comune accordo, non facciamoci male, io non ne sento il bisogno, brindo alla sua salute e rompo il bicchiere di plastica, così non faccio il minimo danno. Penso che la lettera ormai giace in fondo al mare, ho sbagliato a mettere troppe cose, non gallegerà mai. Forse, incosciamente l’ho fatto apposta, meglio che nessuno legga, meglio che nessuno sappia!
    Vedo una strada in salita, proprio adesso che ho le gambe molli… è il fato! Doveva andare così, per troppo tempo sono stato sull’altalena a inebriarmi delle continue salite e delle rapide discese. Ho ancora da finire un libro, spero di fare in tempo. L’autrice; Oriana Fallaci, non mi ha mai deluso, una donna diversa forse più odiata che amata, destino che rincorre a chi non si è mai arreso. nel mio piccolo concorro anche io nella categoria, poche granitiche certezze ed un mare sconfinato ancora da esplorare, bello questo! A volte diventa una ragione di vita, scoprire come va a finire. Sperando che in questa vita gli”errata” si compensino con i “ho sempre fatto in quello che ho creduto”. La persona che potrebbe capirmi tace. TS

  • 27
    rossana -

    Toroseduto,
    se ancora non hai deciso del tutto di arrenderti, questo: “sento che questo livore viene da molto lontano” dovrebbe essere il punto da cui ricominciare, mettendo sotto lente d’ingrandimento, fin dall’inizio, il percorso della vostra relazione emotiva, al fine di trovare una possibilità di reciproca comprensione. per una figlia e per la pace del cuore ne dovrebbe valere la pena!

    quanto al futuro, credo che a partire dai 55-60 anni diventi più o meno nebuloso per tutti, anche se non è detto che la nebbia non si possa a tratti diradare in improvvise radure luminose. secondo me, il segreto sta nel cercare di vivere soltanto nel presente e nel non attendersi più grandi cose dall’avvenire.

  • 28
    bob -

    Ciao Toroseduto,
    mi piacerebbe rincuorarti iniettandoti l’ottimismo che non hai ma …

    Mia figlia ha solo 14 anni, ma già non ricorda niente di tutti i momenti passati insieme a me. E sono stati tanti.

    Per lei ho forse esagerato minando il matrimonio: quante notti ha passato nel lettone! E quanti abbracci notturni per farla dormire!
    E poi: coccole a profusione, viaggi ovunque non appena si è fatta più grande, etc etc …

    Risultato? Non si ricorda quasi di niente (o forse ha piacere di dirmi così) e adesso contestazione radicale: mi dice che non le piaccio affatto e che la mia funzione, al massimo, consiste nel ricaricarle ogni tanto il telefonino, e senza neanche un grazie perché ‘devo’ farlo.

    Vive lontano con la sua mamma (e con il nuovo compagno di lei, anche lui poco gradito). Per questo, diventa automatico e più facile scansarci a vicenda, e sono d’accordo con te che sia la soluzione migliore, per non farsi troppo male. Si può sempre sperare che un giorno, chissà, magari grazie a qualcosa che succederà o a qualcuno che ha ascendente su di loro, capiscano …

    Come ti ho già scritto qualche giorno fa, noi sbagliamo nell’attendere da loro anche una frazione di ciò che proviamo per i figli: non sono ‘mondi’ comparabili ed è inutile illuderci. Anche i momenti che sembrano incoraggianti sono miraggi, creati dalla nostra voglia di ricevere quello che speriamo.

    Quanti momenti dolci hai nella tua memoria dove è stata lei, di sua spontanea iniziativa, a darti un bacio, a stringerti forte, a dirti parole tenere? Hai un bigliettino, un sms, una mail, qualcosa dove ti dichiara il suo affetto di figlia?

    Se sì (fortunato te!), conserva quei cimeli in cassaforte. La mia è ancora desolatamente vuota.

  • 29
    Tina -

    Non vengo quasi più su questo sito, che pure è stato una tappa fondamentale nella mia risalita. E sono passati secoli dall’ultima volta che ho scritto un post. Ma, si sa, cambiano gli scenari, cambiano le esigenza e le priorità. Ciò non toglie che LAD è sempre nel mio cuore e ogni tanto passo a dare una veeloce sbirciatina… Immagina, caro Mario, il piacere di leggere una tua lettera! Aumentato da quello di trovare tra le persone che ti hanno risposto anche LUNA (un mega abbraccio, carissima! solo qualche settimana fa io e fl53 abbiamo parlato di te con nostalgia, ricordando i bei tempi in cui ci incontravamo qui praticamente ogni giorno!)
    Mi dispiace sapere che le cose con S siano arrivate a questo punto. Non approfondisco questo argomento perchè, non avendo letto con attenzione tutto, rischierei di dire sciocchezze a riguardo. Quello che mi sento di dirti è che tu hai TROPPO ancora da dare a noi, che non siamo tuoi figli è vero, ma che abbiamo la fortuna e il piacere di “incontrarti” anche se solo su web. Quindi bando ad ogni rassegnazione nei confronti della vita; ragione della tua, così preziosa, non può e non deve essere portare a termine un libro. Quanto, piuttosto, condividere con chi ne ha bisogno e lo apprezza, il tuo bagaglio di esperienze, di sensibilità, di amore per la musica, per la letteratura. Di amore per i giovani. Secondo me, se anche ad uno solo di quei ragazzi arriva una piccola parte di quello che vorresti trasmettere loro, ne è valsa la pena…
    Condivido in pieno l’ultima frase di rossana: bisogna vivere a pieno il presente. Io così sono riuscita ad andare avanti, all’inizio solo per sopravvivere al dolore. Ora, dopo tre anni, riuscendo anche a godere, ogni tanto, dello spettacolo di un meraviglioso arcobaleno che rende il ricordo delle nubi decisamente sopportabile…
    Ti abbraccio forte. E ricordati che tu sei sempre…in volo! Non mollare!
    Tina.

  • 30
    toroseduto -

    Rossana. Non ho mai detto che voglia rinunciare, o arrendermi. Ma i miei sforzi producono solo “effetti collaterali”. Esiste questo tipo di rapporto anche con un fratello della mia numerosa famiglia. Siamo diversi come l’acqua e l’olio, lui è sull’intellettuale, io sono casinista e mattacchione! dato che ha 3 anni più di me, si sente in dovere di farmi sempre qualche ramanzina. anche in questo caso “è un livore che viene da lontano”. Ne ho preso atto all’età di 15 anni, quando io invece delle scarpe da passeggio, comprai le scarpe per giocare a pallone. A casa tutti sorrisero, anche mia madre che mi aveva dato i soldi! Ma lui no. Non posso raccontare episodi più eloquenti, qui siamo sempre sulla graticola! E’ stato sempre così, e continuerà fino alla fine dei nostri giorni. Ci vogliamo bene, ma due temperamenti opposti non arriverenno mai al compromesso. La degna erede è capitata a me. Sai benissimo che l’affetto non viene mai meno, ma insistere là dove si fanno solo scintille e fuoco, sarebbe da pazzi! Meglio lasciar perdere, tanto lei sta bene così. Se l’assecondassi, se ne accorgerebbe subito! Nel gioco dei ruoli, bisogna essere coerenti, non serve elemosinare, senza volermene attribuire alcun merito, lei si trova in una condizione affettiva-economica di cui io sono stato il principale artefice, lo sa, ma sai come fanno in fretta i figli a dimenticare quello che di buono seminiamo sul loro percorso. Quindi da un po’ ho detto basta. Inutile tentare vie traverse, mi smarrirei in oscuri labirinti, devo accettare, anche se è dura, che per lei io non vado bene. O meglio, sono andato bene fino ad un certo punto, ora devo fare un passo indietro. Va bene così. A malincuore devo rassegnarmi.
    Il segreto di vivere nel presente, non mi pesa, sono sempre stato così, sai, se non fosse per lo specchio, mi dimenticherei troppo spesso la mia età. non a caso mi trovo in perfetta sintonia con tanti giovani, sai, ho una corrispondenza privata con ragazzi e ragazze dai 18 ai 37 anni, la nipotina è solo una che è intervenuta sulla lettera, e forse è quella con minori problemi.Ho una vasta gamma di amici, dal depresso per amore all’aspirante suicida per incomprensione con i genitori.Nel mio dialogare con loro (ho una lunga esperienza alle spalle) difficilmente si parla di età. dato che in alcuni casi mi preoccupo più del dovuto, ho un’ amicizia ventennale con uno psichiatra a cui chiedo consigli. Cominciai ad interessarmi a queste problematiche quando gran parte dei miei coetanei si tuffarono nel mondo degli stupefacenti, ho diversi deceduti alle spalle, sapessi quante volte mi volevo arrendere, sapessi quanti genitori-amici ho messo al corrente di certe situazioni. Scendevano dalle nuvole. Il caso limite fu un’ amico che parlava in continuazione dei successi universitari del figlio…un giorno tornò a casa prima del previsto, trovò il figlio seduto sul letto con la siringa. Fece il matto, poi scese giù. Giusto in tempo per vedere il figlio in volo dal V piano.

  • 31
    toroseduto -

    Tina! Non potevi farmi un regalo più bello! Ricordo sempre il fatto che sulla prima lettera che pubblicai, senza sapere bene di che si trattasse, tu fosti la mia “madrina”, il mio biglietto d’ingresso in questa esperienza. Sono passati 3 anni, e ci ritroviamo! Voglio subito farti un regalo, spero gradito, sai, per i sentimenti sono sempre lo stesso. Cerco di vivere coerentemente con quello che sono sempre stato.

    http://www.youtube.com/watch?v=uVG2VyOFxso&NR=1

    Questo è il link di un filmato che ho messo qualche mese fa. Racconta una storia, sempre la stessa.
    Anche io quando ho letto il nome di Luna, ho subito pensato a te. E come un ritorno ai vecchi tempi, sono felicissimo di averti ritrovata.

    Per quanto riguarda mia figlia, ricorderai che all’epoca era già in embrione un certo caratterino, sono contenta per lei, ma come hai potuto leggere, ha messo un macigno sul passato, si è evoluta in una maniera incredibile, come ben sai io l’ho sempre spinta a realizzarsi prima con il lavoro, con i tempi che corrono è una reale esigenza per tutte le donne, visto che certi valori stanno scomparendo. Non in meglio purtroppo, ma noi possiamo fare ben poco. Poi io sotto un certo punto di vista, non sono un buon esempio, ricorderai che a 25 anni andai a vivere da solo, la famiglia mi stava stretta, e col mio lavoro avevo bisogno di sentirmi libero. Lo sono stato per 2 anni come ben sai a 27 anni conobbi la tua omonima, lei ne aveva 20. Subito in sintonia, tanto che 3 anni dopo ci sposammo.
    Mi ha fatto molto bene trovarti su questa lettera, e mi felicito con te per la tempesta superata!

    @ bob. Mi dispiace che tua figlia ad appena 14 anni già ha preso le distanze. Io ho tante cose di mia figlia, sono certo che se non succedeva lo scompiglio della scomparsa di mia moglie, le cose avrebbero preso un’altra piega.
    Ma purtroppo va così. Gli anni pesano di più, quel legame indissolubile, non si spezzerà mai del tutto, hai ancora tempo per sperare, anche se a sentirti, sembri rassegnato quanto me.
    Bisogna farsene una ragione, io come ho già scritto in precedenza, sono uscito dal mio guscio e ho ripreso a lavorare con i ragazzi di scuola elementare. Ho dalla mia parte questa passione per la musica che mi porta ancora un tantino “in volo” al di sopra delle sconfitte senza demeritare! Il futuro è indecifrabile, sono saldamente ancorato al presente, se dovesse capitare di avere ancora un’opportunità con mia figlia, spero di saperla cogliere nel senso giusto, anche se la vedo dura. Ho spiegato nel post precedente l’eredità che mi è toccata.

    Sono bloccato in casa, tre gioni fa si è rotto l’ammortizzatore, e se ne parlerà a settembre. Tutti chiusi. Ho tanta voglia di ritornare sugli scogli a margellina…il mio amico si starà preoccupando? Non credo, lui si lascia scivolare gli avvenimenti addosso,anche se qualcosa mi dice che pure lui ha una storia difficile alle spalle. Non ne abbiamo mai parlato, solo un’intuizione. Stasera mi sento meglio, ho ritrovato la mia “madrin

  • 32
    rossana -

    Toroseduto,
    il mio suggerimento non era volto a “mosse a spinta”, che quasi sempre creano effetti opposti a quelli desiderati. se fossi in te, mi limiterei a qualche telefonata ogni tanto, per informarmi sulla salute, sul lavoro e sull’andamento della vita in generale. così, leggero leggero, ma presente.

    se le differenze di temperamento non sono del tutto inconciliabili, farei il possibile per farle sentire che per lei ci sono sempre, in attesa del momento in cui sia lei a voler riprendere il discorso interrotto…

    i figli e i genitori non si scelgono. ciononostante viene, prima o poi, il momento in cui possono volersi accettare a vicenda per quello che sono, con umiltà e comprensione dei limiti umani da entrambe le parti.

  • 33
    Clarissa -

    Toroseduto, ciao, a me sembri una persona profonda, con tante qualità e una grande umanità, però mi permetto di dirti le mie sensazioni, da esterna beninteso, ho letto tutto e posso sbagliare. Io penso che sia tu, sia tua figlia, contemporaneamente, nonostante tu lasci intendere, almeno così capisco dai tuoi ultimi interventi, che sareste molto diversi, che in realtà, su qualcosa siete molto simili. Al momento della perdita di tua moglie, e sei tu che lo hai raccontato, tu ti sei chiuso in te stesso e con la tua musica. Vuoi che tua figlia non ne abbia sofferto? Vuoi che anche lei, nel frattempo (in questo magari simile a te), non stesse iniziando un processo di chiusura su quella tragedia? A me pare, in certo modo, che tu dopo anni, come appunto dicono gli psicologi, “non abbia ancora elaborato il lutto”, e che inoltre tu abbia un grande senso di colpa (dici: non potevo morire io? In fondo lei aveva 7 anni meno di me), quello che chiamano “del sopravvissuto”. A mio avviso sei ancora troppo chiuso nel tuo dolore per la perdita di tua moglie, tanto che non ricordo di aver mai letto, da parte tua, di un eventuale dolore di TUA FIGLIA, per la perdita della mamma. Tu hai perso tua moglie, tua figlia ha perso la mamma. E poi suo padre, vorrei dirti. Tu, invece, perdonami, ma hai l’atteggiamento di: sono io che ho perso mia moglie, e dopo mia figlia. E sembri molto, troppo, orgoglioso, per non avere poi problemi con una figlia (con un suo “caratterino”). Tua figlia, io penso, ti somiglia. E’ orgogliosa. Ora sembra quasi disprezzare il suo passato e suo padre. Invece è orogliosa, secondo me. E ferita. Si è sentita abbandonata, ma è forte, si è impegnata, ha studiato bene, si è ambientata e ha un buon lavoro e “una famiglia”. Lei sembra dire: non mi sei stato vicino, ma io come vedi ce l’ho fatta senza di te. Io pure penso, come Rossana, che dovresti cercare, piano piano, di farti sentire, di riallacciare. Invece di fare, tu, il ferito con lei. E’ anche lei ferita. E la differenza è che tu sei il padre e lei la figlia. Sta a te, secondo me, fare il primo passo. Mettere da parte l’orgoglio, se veramente ami tua figlia. E non si tratta, ora, di fare cose eclatanti, che non ti sono richieste. Si tratta di dare solo dei piccoli segni. io penso che questa tua figlia sia una ragazza molto in gamba, che abbia preso molto da te, e che abbia molto sofferto per la perdita della sua mamma, e dopo la perdita di te, e di tutto il grande cambiamento nella sua vita (trasferimento, lavoro, ecc.). Ciao.

  • 34
    toroseduto -

    @Clarissa.
    Ho letto con molta attenzione quello che hai precisato. In base a quello che ho scritto, anche io la penserei come te.
    Preciso che dal 2005 al 2008, le cose andavano bene. Lei cominciò a cercare lavoro a Napoli, fece un anno altalenante, lavoro a progetto, qualche stage, e per andare a lavorare usava l’unica macchina rimasta in famiglia. Fu la prima spesa che dovemmo tagliare. Abitando in periferia, dove non ci sono mezzi pubblici, ero bloccato in casa. Non ho mai dato peso a questo, facevo il tifo per lei e per la mia seconda figlia che stava facendo l’ultimo anno al liceo. Quindi, dato che ho sempre fatto musica, in queste condizioni era anche un po’ un rifugio, con la musica, particolarmente nella fase creativa, mi porta ad altezze vertiginose, poi mi ero bloccato. Alla musica non mettevo più le parole, bastava solo il titolo. In volo con te, sopra noi solo il cielo, tu sei sempre accanto a me e tante altre che non ricordo neppure quante. Questo era il mio mondo, ma con loro ho fatto tutto il possibile per andare avanti. Ho passato 15 giorni d’inferno con la piccola quando fu ricoverata 15 giorni al policlinico. Doveva fare vari accertamenti, aveva delle cisti alle ovaie. Nessuno si è fatto vedere, in un reparto femminile potevo stare con lei solo all’orario delle visite, E lei a piangere che voleva andare via, voleva andare a casa. Dopo, qualche cognata si è scusata perché…
    Vedi, il fatto è che se mi metto a raccontare troppi particolari, la cosa mi infastidisce un poco! Per questo ti ho detto che se avessi letto quello che hanno letto tutti, la penserei come te. Devo omettere dei particolari Moolto Importanti.Non posso, già ho superato il limite di pericolosità.
    E’ chiaro che non mi arrendo, ma le cose che sono successe da quando sta a Milano, sono tante! Non mi sento il sopravvissuto, erano le cose strane che giravano nella mia mente quando passavo le notti intere al policlinico a Roma. Lei non sapeva ancora niente, per starle vicino, presi una stanza d’albergo all’interno dell’ospedale. Sapere che avrebbero fatto un taglio solo per prendere dei campioni su cui studiare sopra, lei sapeva che avrebbero operato per liberare il deflusso della bile. 20 giorni da incubo. Bisogna viverle queste cose per confrontarsi, cosa Non passava nella mia mente, tutto e il contrario di tutto, cosa dire e come dirlo alle figlie, cosa sarebbe stato di noi senza lei? Preciso che era un elemento determinante nell’equilibrio familiare, era molto più brava di me in tante cose, da qui la discrepanza che si è creata. Insieme eravamo 100 nella gestione familiare, io da solo, penso che non ho superato 20.
    Cerco di scrivere,e mi accorgo che dovrei parlare di ben altre cose per chiarire questa nebulosa che aleggia nelle mie parole. Potrei farlo in privato, qua ho già scritto molto, forse troppo, non vorrei avere ulteriori problemi, ho pensato per un attimo che mia figlia potrebbe leggere tutto questo,3 anni fa è successo e Tina ne è testimone.Spero proprio

  • 35
    toroseduto -

    di no.

    [..]sono io che ho perso mia moglie, e dopo mia figlia[..]

    Questa affermazione non mi appartiene. Il mio concetto di famiglia, mi impedisce di “dividere le spese” se io parlo di equilibrio perduto,
    includo anche questa riflessione. Quando mia moglie alla fine ha capito tutto, mi ha pregato di essere indulgente con me stesso. Sfido chiunque a capire il senso di queste parole. Solo lei che mi conosceva tanto bene avrebbe potuto centrare il mio lato più debole!
    Se devo parlare di perdita, era il NOI che non ci sarebbe stato più.
    In questo momento le mie figlie sono al mare, e va bene così, me la cavo da solo, altri si annoierebbero, riesco sempre a trovare qualcosa che attira la mia attenzione, non per distrarmi, tutt’altro!Sono proteso a migliorarmi, e non è detto che passi per le figlie, loro hanno il loro mondo, io ho solo un capitale di esperienza da investire nel migliore dei modi. Se ci riuscirò, non ci sarà più niente da chiarire, metteremo una pietra sopra e torneremo a sorridere insieme. Ho un progetto che farà ritornare tutto come prima,
    senza chiarimenti e senza chiederci scusa.
    Sembra una cosa pazzesca questa mia ultima affermazione, sono daccordo, è talmente stridente con quanto ho detto finora che sembro un mago che tira fuori il coniglio dal cappello.
    Un po’ matto lo sono, ho sempre agito d’istinto, se 100 mi dicevano contro, coi fatti io arrivavo a 1000!
    Mi ci vorranno 4 mesi di tempo (chi vuole intendere intenda) poi si verificherà una situazione a cui sto lavorando molto, sono certo che funzionerà. Non posso chiarire oltre, forse qualcuno che mi conosce meglio ha già capito. Buonanotte TS

  • 36
    Clarissa -

    Ciao Toroseduto, io credimi ho seguito dall’inizio la tua lettera e gli interventi, ogni volta mi trattenevo dallo scrivere però, perché mi rendo conto che la situazione sia abbastanza complessa e ieri sera stessa, dopo aver scritto, almeno due volte sono stata tentata di cancellare tutto: temevo di offenderti in qualche modo. Tu non devi raccontare qui altri particolari, no, no. E certo immagino che siano tante altre cose… Quello che posso dirti è una sensazione. La descrizione del rapporto con tua figlia, quando le cose andavano bene, era di un rapporto splendido. Commovente quando lei si è laureata e tu eri lì con lei! Ecco, a me sono venuti i dubbi: lei così cambiata, d’accordo, ma c’è sicuramente, dietro, una grande sofferenza passata (e non sapevo e non so appunto tante cose…), o forse un blocco, di questa sofferenza. E quindi un blocco comunicativo con te, ma sotto c’è altro. Sono contenta di sapere quindi che hai un “progetto” per voi. Tu conosci tua figlia, io credo, profondamente. E penso, spero, a partire da piccoli gesti di cui si diceva, che sarai capace non solo di riprendere i rapporti, ma anche di arrivare in profondità a capire che cosa è successo a tua figlia e riconquistarla pienamente. Ciao Toroseduto

  • 37
    toroseduto -

    Ciao Clarissa. Forse è il tuo nick che mi ispira, forse di più il tuo modo di porti; meriti una risposta concreta ed esaustiva.
    frattinima@gmail.com
    Se vorrai naturalmente, non ti sto chiedendo una corrispondenza, voglio solo chiarire quello che non ho scritto e parlarti del mio progetto. Ti dico subito che “i piccoli gesti” nella situazione attuale, non servono a niente. C’è bisogno di un ritorno “diverso” al passato, quando tutto era bello e la stima reciproca era a 1000.

    Smetto con gli indovinelli e le allusioni, va a finire che perdo molto in credibilità.
    Quindi divago un po’ e ti spiego perché il tuo nome mi ispira.
    Fin dall’adolescenza ho conosciuto Francesco d’Assisi. Ho letto tutto quello che è stato scritto su di lui e tutti i films che sono stati girati. Il momento più toccante è stato quando siamo andati tutta la famiglia ad Assisi. Era nata da 3 mesi la secondogenita, quindi eravamo un po condizionati nello spostarci. Rimasi confuso, i dipinti di Giotto, il santuario su tre livelli, lo sfarzo negli addobbi, non mi dicevano niente, con l’amaro in bocca parlai con un frate, capì al volo il mio disappunto e mi disse di andare nella chiesetta di San Damiano alle sette di sera. Fu amore a prima vista, niente di tutto quello che c’era nelle altre chiese di Assisi, si respirava un’aria di spiritualità e finalmente in un momento di completo dejavù, avvertii l’essenza dell’ uomo che mi aveva affascinato e ispirato con il suo coraggio. Altro momento toccante, mi dissero che le Clarisse cantavano le lodi mattutine alle sei del mattino. Andai da solo, e camminando a piedi mentre mi recavo alla chiesa, udii nel silenzio più assoluto il coro delle suore. Un’emozione da pelle d’oca! Non avevo mai sentito niente del genere. Non si capiva da dove venissero le voci, non importava, mi sentivo immerso in un mondo che conoscevo da sempre di cui venivo finalmente in contatto.
    Siamo stati una settimana, queste due esperienze sono conservate nel libro d’oro della mia memoria. Saranno irripetibili. Due anni fa, in un momento di vuoto interiore, feci una scappata ad Assisi, mi recai direttamente alla chiesa di S. Damiano. Che delusione! Hanno ristrutturato tutto, messo statue di pessimo gusto, all’interno della chiesa c’era un viavai di turisti con fotocamere e gingilli tecnologici vari…andai via subito. Avevo paura di rovinare il ricordo della prima esperienza. E pensavo sulla strada del ritorno, Gesù, cacciava i mercanti dal tempio, qui ci hanno messo dei tappeti pregiati….perché svilire tanto il concetto base del mio ispiratore?
    Purtroppo conosco le risposte. E feci un’altro passo indietro riguardo la chiesa cattolica.
    Non bisognerebbe mai tornare in certi posti dove la mano dell’uomo distrugge, credendo di migliorare. E’ un segno dei tempi? Il decadimento avanza, stritola e danneggia, in nome dell’unico dio che appare all’orizzonte : Il denaro.
    Scusa per la divagazione. TS

  • 38
    dolcevita -

    Ciao Toro Seduto, anch’io quoto Clarissa e il suo ultimo messaggio. Ne sappiamo troppo poco per dare un’opinione o un giudizio. Nel mio messaggio precedente forse ho un po’ giudicato questa ragazza, ma non volevo assolutamente; ognuno ha il suo carattere e reagisce agli eventi in maniera diversa. Certo sei il suo papà e non ci credo che non ha più bisogno di te come, forse, vorrebbe farti credere con certi suoi comportamenti. Anche a me sembra che ci sia rimasta male per qualcosa e forse i suoi comportamenti sono un modo per sforgarsi contro di te. L’unica soluzione è parlarne e comunicare sempre quando ci si offende per certe battute, che magari possono essere fraintese, come quella sul tuo abbigliamento appena scendesti dal treno. Boh, magari in quell’occasione le avrei risposto “hey ma io mi vesto sempre così! Ti vergognerai mica di me? No? E allora perchè questa battutina?”. In bocca al lupo! :)))

  • 39
    Clarissa -

    Che bel racconto, Toroseduto, grazie. Io non ho fede cristiana. Ho scelto questo nome, Clarissa, perché mi piace molto naturalmente, esso significa anche “luminosa”. Solo dopo ho pensato anche alle Clarisse, e chissà che forse inconsciamente io non potessi averlo scelto anche per quello, considerandomi una specie di reclusa ormai. Vedi, tu quel lontano giorno ascoltasti il coro delle suore e sentisti una grande emozione. Forse era il paradiso. Forse era la gioia. Forse era la libertà. Che ti veniva da quelle quasi invisibili. Io così mi sento, una reclusa libera forse solo ancora un poco dentro, e invisibile ai più. Ma quanti si sentono così? Io credo tanti. Tantissimi. Ti scriverò al tuo indirizzo per farti avere il mio, intanto, ti ringrazio della fiducia, e mi dispiace che proprio domani io dovrò partire, ma potremo risentirci quando tornerò.

    PS: l’onomastico di Clarissa è l’11 agosto, data della tua lettera, pensa te… 🙂

Pagine: 1 2