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Messaggio in bottiglia

So che sto per scrivere delle parole inutili. Queste parole sono dirette a una ragazza sui trent’anni che non vedo da 10 mesi. Mia figlia. Sono seduto sugli scogli, il più lontano possibile dagli altri. Anche se a quest’ora può esserci in giro solo qualche balordo, come mi sento io da troppo tempo ormai. Non riusciamo più a parlarci, è avvenuto lentamente, in modo strisciante. Siamo lontani anni luce, anche se nella realtà siamo a 900 km. Ho nella borsa due panini e un’acqua minerale, spero che venga il mio amico, un vagabondo filosofo. Non ci siamo mai scambiati i nomi, ma parliamo tanto, di tutto, io delle mie ex certezze, lui delle sue assolute e categoriche incertezze. Non è di Napoli, ha un’ accento pugliese, dice che Napoli è il posto più bello del mondo. In parte concordo ma io ci sono nato, non posso dirlo. Gli ho raccontato tutto di me, lui ascolta e tace. Abbiamo passato ore intere in silenzio, ma quanta forza c’è in questi silenzi! Mi fa venire in mente Vausudeva, il vecchio saggio di Siddharta. Solo che al posto del fiume noi abbiamo il mare, e ci piace spingerci fino a bagnarci. Spero che venga, stanotte ho tanto bisogno di lui. Sto scrivendo sopra una rubrica, devo farmi luce con la pila, tassativamente non guardo l’orologio, non ne ho bisogno, quando sorgerà il sole spegnerò la pila. Vorrei capire dove ho sbagliato con mia figlia, finché è stata in casa, nessun problema, anche nel primo periodo dell’emigrazione, aveva trovato un lavoro per quattro mesi e pochi soldi, io contribuivo, ho fatto il tifo per lei, le ho sempre detto che una laurea non basta, bisogna arricchire il curriculum. Forse qualcosa è successo quando lei mi chiese di trasferirmi con la figlia minore nella Metropoli dove lavorava. L’avrei accontentata se si fosse trattato di qualsiasi altro posto, ma lì proprio no, ho sempre avuto una chiusura mentale con quella città. Troppo diversa dal mio temperamento, troppo fredda d’inverno e troppo soffocante d’estate. In questi quattro anni è successo di tutto e di più. Lei si è integrata, ora guadagna bene, sa che in nessun’altro posto troverebbe un lavoro come quello che ha. Mi sono sempre domandato se è una vittoria o una sconfitta. Per me lo è senz’altro, mai avrei immaginato di arrivare a tutta questa incomprensione. Dopo la morte di mia moglie, nei primi tempi sono riuscito a contenere il mio malessere profondo, avevo le due figlie da guidare, ma forse il mio antico smalto si è offuscato, il mio rifugiarmi nella musica per tre lunghi anni, a comporre, a modificare, ad elaborare, in fondo facevo quello che ho sempre fatto, senza accorgermi del buco nero in cui ero precipitato, l’unica differenza è che componevo musica sempre pensando a Lei, la mia compagna di vita. 30 anni, non sono pochi, la felicità perduta ha fatto crescere a dismisura il mio male di vivere. Sono quasi diventato sordo, avevo la cuffia in testa per 18 ore al giorno. A volte sono stato anche diversi giorni a drogarmi di questa amica sincera e tiranna. Mi è venuta in mente una storia ungherese, un suonatore di violino che passava tutto il tempo ad esercitarsi, ad un certo punto la sua anima si trasferì nel violino, e per sentirsi vivo doveva suonare sempre. Solo chi ha studiato musica con passione può credere che una cosa del genere possa essere possibile. Ma per me non era questo, solo nel comporre, anche scarabocchi, c’era sempre lei, a volte ne sentivo il respiro che tramutavo in melodia. Era la “nostra” isola. Ho trascurato le figlie. Quando ne ho preso coscienza era troppo tardi. Infatti sono rimasto solo in casa. Non suono più perché ho le orecchie rovinate. Ho pensato da qualche anno di cambiare qualcosa nella mia vita, ma ormai sembra che il mio tempo sia scaduto. Non voglio assolutamente sprecare il tempo che mi resta, forse potrei trovare un nuovo amore, recuperare con le figlie … ma! … Alla mia età (62) non vedo reali possibilità, avendo avuto un unico grande amore, non sarei mai capace di usare questo nobile sentimento per un uso pratico, ho avuto qualche proposta, ma erano tutte situazioni imbarazzanti, al punto che una mia vecchia fiamma d’adolescenza, si è detta pronta a lasciare il marito e i due figli che vivono fuori casa. Suo marito è stato amico mio, so bene che non è stato un matrimonio d’amore, ma come non ero disposto a compromessi da giovane, lo sono ancora di più adesso! E’ arrivata l’alba. L’amico non è venuto ed io non ho fame. Quanto invidio la sua libertà, anche se qualche dubbio ogni tanto mi assale, non conosco la sua storia, ma invidio la distanza che ha messo fra lui ed il mondo reale.
In conclusione, ho deciso di affidare al mare questi miei pensieri, infatti nello scrivere pensavo a questo, non di pubblicarla nel Forum. Penso possa essere utile a qualcuno, a volte non siete solo voi giovani a sentirvi non capiti, anche noi commettiamo errori, salvo poi la capacità di ritenerli tali, ed io vi ho raccontato di un errore “pesante”. Del quale spero di aver la possibilità di rimediare. TS

L'autore ha scritto 14 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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39 commenti

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  1. 1
    anna -

    ciao. Tu non puoi ricordare ma qualche anno fa qui sul forum c’era la lettera di una donna che era stata tradita dal marito. Tante persone le risposero per lo più consigliandole di lasciare il marito. Io non ero mai intervenuta, in quel periodo stavo abbastanza male di mio per cui mi limitavo a leggere, però quel giorno mi venne voglia di rispondere e cominciai dicendole che forse ero una voce fuori dal coro ma che credevo che, se lei amava davvero il marito, avrebbe potuto cercare di perdonare. Mi rispondesti tu con un intervento così… duro, anche offensivo nei miei confronti, tra l’altro travisando il senso di quello che avevo voluto dire. Tu credesti di aver capito che io giustificavo il tradimento mentre io avevo voluto dire tutt’altro. Certo tu non potevi sapere che io in quel momento ero molto fragile (mio marito era morto qualche anno prima e io ero ancora nella fase dell’elaborazione del lutto) ma il tuo intevento a gamba tesa mi fece molto male. Poi nel tempo ho letto altri tuoi interventi e mi sono resa conto che non eri così “duro” come mi eri sembrato in quel momento di mia particolare fragilità. Tutto questo per dirti che a volte possiamo ferire le persone intorno a noi e non ce ne accorgiamo nemmeno, perchè abbiamo capito male una frase, perchè l’altro è in un momento particolare, insomma i motivi possono essere tanti. Ma al di là del forum, nella vita reale si può sempre recuperare. Dieci mesi di silenzio sono tanti, troppi perchè tu non prenda un telefono, un treno, un aereo, insomma qualsiasi cosa che accorci le distanze e che permetta di scoprire dov’è la ferita e medicarla. Cordialmente, Anna

  2. 2
    dolcevita -

    caro toro seduto… magari fossi il mio papà! é tanto tenero il tuo messaggio in bottiglia e da quel che traspare, sono sicura che sei stato un papà degno di stima e d affetto. hai dovuto affrontare un lutto terribile, e anche per la tua bambina é stato un colpo tremendo… non posso nemmeno immaginare che sia perdere la mamma!! gli sbagli li facciamo tutti, questo é certo, ma avevi anche il tuo dolore da affrontare, e prima che un papà sei un uomo. non ti biasimo per il mancato trasferimento, forse

  3. 3
    dolcevita -

    se l avessi fatto ‘controvoglia’ poi sarebbe stato tutto piú difficile… per come la vedo io, penso che nulla sia perduto… a volte le parole non servono, bastano ‘i fatti’.. valla a trovare, anche la nipotina ha tanto bisogno del suo nonnino! ha bisogno di te, del tuo sostegno… sono piccole incomprensioni, non potete dividervi solo per questo! và da loro, sono il tuo sangue, siete cresciuti insieme, niente puó dividervi! in bocca al lupo, papà! :))

  4. 4
    toroseduto -

    @ anna. Ricordo vagamente qualcosa, ma sull’argomento “tradimenti” non
    transigo, sono sempre stato fermamente convinto che se avessi tradito la mia donna, avrei tradito innanzitutto me stesso. Ho molti “amici” che si danno molto da fare, e quando ne incontro qualcuno con la moglie, vedo negli occhi di lei un velo di tristezza.

    Mi rendo conto che qualcuna è a conoscenza dei comportamento del suo compagno, tace perché ribellarsi sarebbe la fine di tutto, prevale il senso pratico. Da giovane, qualche peccatuccio l’ho fatto anche io, ma quando conobbi la ragazza che sarebbe diventata mia moglie,non mi è mai passato per la testa, di accettare la corte di qualche pellegrina! E guarda che l’ambiente in cui lavoravo, musica e spettacolo, passavo molte notti fuori casa, e quante volte ho dovuto mandar via dalla mia stanzetta qualche troietta delusa in cerca di conforto. Potevo offrire solo parole, consigli, ben sapendo che era tutto inutile. Qualcuno ha sorriso alle mie spalle, sono quelli che oggi se la passano peggio!

    Tornando al “messaggio”, devo chiarire che lei, mia figlia, si è talmente assuefatta al nuovo modo di vivere, tanto che non la capisco più. La ferita più grande è stata quando andai l’ unica volta a trovarla, appena sceso dal treno mi disse stizzita “ma che ti sei messo addosso” ho sempre vestito casual, i jeans li porto in tutte le occasioni, e lei lo sapeva, per questo mi arrabbiai, perché non mi hai detto che mi dovevo mettere in ghingheri? Mi sentii ferito, e la valigia diventò pesantissima, in quei tre giorni mi sono sentito un’estraneo, io che ho girato tutti i migliori locali, che ho avuto a che fare con personaggi di un certo rilievo, dovevo sentirmi trattare da inadeguato in ogni mia esternazione.

    Che io abbia sbagliato qualcosa, ne sono certo,è tutto dovuto al dolore che mi porto dentro, non posso farci niente. Devo solo prendere atto che per mia figlia io sono un retrogrado. Per amore di padre lo accetterei pure,non me ne frega niente….ma è lei che forse è arrivata al punto di vergognarsi di me! Questo non potrei mandarlo giù nemmeno con un kilo di zucchero.

    Mi stò rassegnando,è un’altra persona, la sentivo quando parlava con i suoi concittadini, uguale a un tipo di donna che io non ho mai sopportato. E’ semplicemente nata nella città sbagliata, lo noto da mille cose, non è rimasta in contatto con nessuna persona amica che aveva qui a Napoli, è come se fosse capitata lì perchè la stavano aspettando.
    Desidero che lei viva la sua vita, di sorprese nella mia ne ho avuto tante, accoderò anche questa alle altre con buona pace di tutti.
    E’ l’unico modo per non farci più male, vivere a una certa distanza aiuterà più lei che me. Non vorrei che riemergesse tutto il passatao quando potrebbe essere troppo tardi.

    @ dolcevita. Ho in serbo una sorpresa per te che ti farà schizzare fuori dai panni! Spera che non sia d’inverno, prenderesti freddo! Ciao TS

  5. 5
    toroseduto -

    anna, non farci caso, sono un nottambulo, ho risposto di getto su quello che ad una seconda lettura mi ha colpito veramente.
    Eri anche tu nella mia condizione. Vedi, forse sbaglierò tutto, ma la cosa più penosa per me è stato sopravvivere a mia moglie.
    Nelle assurdità che passano per la mente in momenti drammatici, avrei voluto essere io ad andar via, pensavo che per le due figlie femmine fosse più adatta la mamma. Il legame più forte è sempre con chi ci ha messo al mondo.
    Forse ha ragione mia figlia a lamentarsi di me, mi ha fatto riflettere quello che tu asserisci dicendo che a volte si ferisce una persona che si trova in un momento di debolezza. Questo è il limite del Forum, troppo spesso portiamo le nostre frustrazioni in una risposta inadeguata, contano solo i solidi principi che crediamo di possedere. Penso che tutto questo non si verificherebbe se potessimo parlare guardandoci negli occhi. E ho ripreso a scrivere pensando che ti debba chiedere scusa, lo faccio volentieri, ho sempre pensato che tutti noi che scriviamo, lo facciamo per un problema che ci rende difficile la vita, ecco, se arriva una risposta dura, ci ferisce, anche se non era nelle intenzioni. Tu hai figli? come te la cavi…sicuramente meglio di me, lo riconosco dal tuo discorrere pacato. Hai usato un termine, metabolizzare, che si usa spesso in questi frangenti, o non lo capisco oppure fa parte dei tanti luoghi comuni, insomma io sto peggio adesso che 5 anni fa, non so metabolizzare? Te lo sto chiedendo sul serio, io non so come si fa, da giovani forse si ha il tempo di un’eventuale ricostruzione, ma alla mia età, sembra che sia tardi per tutto! Per questo mi permetto di chiederti lumi, nel tuo scrivere ne parli come di un caso risolto mi fa piacere, ma è proprio così? Scusa la sfilza di domande dirette, il fatto è che ho bisogno di qualche cosa che assomigli ad una certezza. Ciao

  6. 6
    bob -

    Ciao, Toroseduto.

    Quello che scrivi mi muove una grande empatia nei tuoi confronti.
    Sarà che ho qualche anno in meno di te (ma non tanti) e problemi simili: una ‘vita precedente’ brillante ma finita, una figlia adorata che vive lontana (con sua madre) e che già ai suoi 14 anni attuali è drasticamente cambiata fino a diventare irriconoscibile.
    Il risultato è analogo: una grande solitudine mixata alla certezza di avere sbagliato troppo nella vita.

    Vedi, secondo me è proprio questo il ‘cancro’ che ci morde l’anima: il sommare (e magari ingigantire) gli errori che abbiamo commesso e il pensare che non serve a niente l’aver capito ADESSO come avremmo dovuto fare. La vita è trascorsa, non c’è un appello, le sentenze sono definitive e amen. Nessuno si degna, almeno, di ascoltare quel che avremmo da dire su ciò che abbiamo compreso. Ci dobbiamo tenere tutto per noi stessi, inutilmente e dolorosamente.

    In più, realizziamo che quel che ci resta da vivere è ben di meno (in termini di tempo ma anche di potenzialità) rispetto a quanto abbiamo già vissuto/sprecato e a quel punto lo scoramento è totale.

    Concordo con te che la soluzione non può stare nel tentare di colmare i vuoti andando con la prima ‘sciacquetta’ o sparandoci una birretta con i primi che passano. Abbiamo troppi anni per non soffrire le pochezze altrui e leggerci dentro ciò che non abbiamo più.

    E forse il tuo nottambulismo non è così male, perché ti regala una dimensione di vita alternativa che riempie le tue giornate.
    Magari farei lo stesso io, se solo la notte non avessi troppo sonno al termine di una lunga giornata lavorativa.

    Buona fortuna, Toroseduto.
    Prova solo a concedere anche a te stesso almeno un po’ di quella sconfinata tenerezza e comprensione che elargisci a piene mani e incondizionatamente a tua figlia.

    PS: Se le città che ti fanno paura sono Milano o Torino, credimi: non è la città che conta, ma con chi ci vivi e perché. Sono toscano e vivo in Lombardia da una vita: fino a qualche tempo fa ci stavo benissimo, è ora che ne voglio scappare. Ma non è colpa della Padania, in questo caso …

  7. 7
    rossana -

    Ciao Toroseduto,
    quanta amarezza e quanto dolore in questo messaggio in bottiglia!

    mi tocca così tanto da non consentirmi di rispondere subito. non riuscirei a mantenere il giusto equilibrio e a seguire un filo logico nel discorso.

    mi rifarò viva a breve…

    PS: quanti anni ha questa tua figlia?

  8. 8
    toroseduto -

    @ bob.
    Sono nottambulo perché sono pensionato, ecco, il momento che tutti sogniamo dopo una vita di lavoro, ci chiede di avere una forza che non c’è più. La città è Milano, ci sono stato diverse volte in gioventù, quindi la conosco abbastanza. Rifiutai un lavoro ben remunerato, essendo abituato ad un clima marino, ho difficoltà di respirazione e di adattamento, quindi il mio rifiuto ha solo motivi climatici. Una volta andai a vedere il gran premio a Monza, ero in vacanza con amici, mi sentivo strano, erano i primi giorni di settembre, una settimana a fare il turista, quando scesi dal treno e arrivai a Napoli, tutte le stranezze cessarono di colpo.
    Sei toscano, la regione che prediligo, sono stato anche sul punto di trasferirmi, quando decisi di smetterla con la musica, mia moglie non era contenta delle mie continue assense, feci un concorso nelle ferrovie e risultai vincitore di concorso, un anno dopo l’assunzione feci domanda di trasferimento in Toscana, me lo concessero subito, sarei dovuto andare a Pistoia. Non se ne fece niente, mia moglie non aveva mai pensato di cambiare regione. Io tra le altre cose, volevo allontanarmi dal Vesuvio, abito in linea d’aria a 6 km.
    Non ho pregiudizi, ma a Milano sarei stato un pesce fuor d’acqua. Mia figlia invece è diventata una milanese DOC, non la riconosco più. Sembra incredibile, ma è diventata proprio un’altra persona, lavora come una matta e pensa a far carriera, ha conosciuto un bravo ragazzo di cui posso dire solo bene, ho conosciuto anche la famiglia, bravissime persone, ma quello che mi urta è che lei qualche volta al telefono mi diceva, Ormai io qui ho una famiglia…capisci? Non puoi immaginare quanto mi feriva questa precisazione, lei ha famiglia a Milano, io sono solo una specie di parente lontano da cui è meglio stare alla larga. Mi fa troppo male tutto questo, preferisco chiudere qui.

    @ dolcevita

    Scusa, ma ho preso un granchio, ti ho scambiato per una ragazza con la quale mi scrivo in privato da tre anni, ci dovevamo vedere questo mese, lei è veneta, doveva venire a Napoli col fidanzato, dato che io sono rimasto solo in questa grande casa, poi ci sono stati dei contrattempi e non se ne è fatto niente. Io la chiamo “nipotina” da sempre, da lì la confusione! Però rimango dell’idea che ho letto uno stile che conosco…magari hai cambiato nick, non so, dal tono mi è sembrato di conoscerti, Mi sbaglio?

    Ciao rossana.

    Mia figlia ha 30 anni, come ho detto all’inizio, poi ho un’altra figlia di 23 che se ne andata a convivere col fidanzato, ci vediamo molto spesso, devo aiutarla economicamente, ho sempre cercato di assecondare i loro desideri. Purtroppo la scomparsa di mia moglie (50 anni nel 2005) ha corroso i nostri rapporti. Quindi, come dice bob, da una casa piena di armonia, mi trovo da solo ad aspettare non so che cosa. E ogni giorno diventano sempre più difficili i rapporti con gli altri. Bob che vive la mia condizione dal di dentro ha detto una cosa molto giusta: Nessuno ti vuole ascoltare

  9. 9
    bob -

    Beh, Toroseduto, almeno noi qui ti ascoltiamo volentieri …

    Quanto agli altri, accettiamo una buona volta che quando non siamo più utili i rapporti, come dici tu, si ‘corrodono’. E fra gli altri, purtroppo, ci sono anche i figli, i ‘grandi amici’, gli ex coniugi. Restano fuori solo i genitori. Perciò, invito per tutti me compreso, non ci facciamo intrappolare da quel che sentiamo in quanto padri o madri: non vale, per capire i comportamenti degli altri …

    PS: Su Milano, aria a parte, resto della mia idea: in fondo, è composta da tanti rioni prima di essre una ‘metropoli’, e lì c’è spazio per tutti i tipi di anime, specie se si casca bene. La Toscana è ok, certo. Basta scansare Pisa …

  10. 10
    anna -

    Ciao. Avevo scritto un lungo post ma poi è andata via la connessione e probabilmente si è perso… Per riassumere sono rimasta da sola 7 anni fa a 38 anni e con due figli di 10 anni. Come me la sono cavata? Oggi direi bene ma il senso di vuoto, di abbandono… è stato terribile. Come scrivevo prima, bastava un rubinetto che perdeva a farmi piangere per ore perchè era il simbolo di quanto fossi incapace, inadeguata… Ma c’erano i miei cuccioli. Loro, verso cui in modo irrazionale mi sentivo in colpa per quanto ci era successo, erano e sono la mia priorità assoluta. E anche il lavoro mi ha aiutato. I miei libri mi hanno aiutato. Sette anni dopo posso dire di essere … serena. Ho accettato quello che mi è successo. Sono diventata più forte e forse (…) più saggia!! Per tornare a te… da meridionale doc come sono capisco che una figlia milanese… Però i figli si amano per quello che sono non per quello che noi vorremmmo che fossero. Da noi si dice che “so piezz ‘e core” no? E allora metti l’orgoglio da parte e vedi di riprenderti il tuo pezzetto di cuore. Un abbraccio.

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