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Messaggio in bottiglia

di toroseduto

So che sto per scrivere delle parole inutili. Queste parole sono dirette a una ragazza sui trent’anni che non vedo da 10 mesi. Mia figlia. Sono seduto sugli scogli, il più lontano possibile dagli altri. Anche se a quest’ora può esserci in giro solo qualche balordo, come mi sento io da troppo tempo ormai. Non riusciamo più a parlarci, è avvenuto lentamente, in modo strisciante. Siamo lontani anni luce, anche se nella realtà siamo a 900 km. Ho nella borsa due panini e un’acqua minerale, spero che venga il mio amico, un vagabondo filosofo. Non ci siamo mai scambiati i nomi, ma parliamo tanto, di tutto, io delle mie ex certezze, lui delle sue assolute e categoriche incertezze. Non è di Napoli, ha un’ accento pugliese, dice che Napoli è il posto più bello del mondo. In parte concordo ma io ci sono nato, non posso dirlo. Gli ho raccontato tutto di me, lui ascolta e tace. Abbiamo passato ore intere in silenzio, ma quanta forza c’è in questi silenzi! Mi fa venire in mente Vausudeva, il vecchio saggio di Siddharta. Solo che al posto del fiume noi abbiamo il mare, e ci piace spingerci fino a bagnarci. Spero che venga, stanotte ho tanto bisogno di lui. Sto scrivendo sopra una rubrica, devo farmi luce con la pila, tassativamente non guardo l’orologio, non ne ho bisogno, quando sorgerà il sole spegnerò la pila. Vorrei capire dove ho sbagliato con mia figlia, finché è stata in casa, nessun problema, anche nel primo periodo dell’emigrazione, aveva trovato un lavoro per quattro mesi e pochi soldi, io contribuivo, ho fatto il tifo per lei, le ho sempre detto che una laurea non basta, bisogna arricchire il curriculum. Forse qualcosa è successo quando lei mi chiese di trasferirmi con la figlia minore nella Metropoli dove lavorava. L’avrei accontentata se si fosse trattato di qualsiasi altro posto, ma lì proprio no, ho sempre avuto una chiusura mentale con quella città. Troppo diversa dal mio temperamento, troppo fredda d’inverno e troppo soffocante d’estate. In questi quattro anni è successo di tutto e di più. Lei si è integrata, ora guadagna bene, sa che in nessun’altro posto troverebbe un lavoro come quello che ha. Mi sono sempre domandato se è una vittoria o una sconfitta. Per me lo è senz’altro, mai avrei immaginato di arrivare a tutta questa incomprensione. Dopo la morte di mia moglie, nei primi tempi sono riuscito a contenere il mio malessere profondo, avevo le due figlie da guidare, ma forse il mio antico smalto si è offuscato, il mio rifugiarmi nella musica per tre lunghi anni, a comporre, a modificare, ad elaborare, in fondo facevo quello che ho sempre fatto, senza accorgermi del buco nero in cui ero precipitato, l’unica differenza è che componevo musica sempre pensando a Lei, la mia compagna di vita. 30 anni, non sono pochi, la felicità perduta ha fatto crescere a dismisura il mio male di vivere. Sono quasi diventato sordo, avevo la cuffia in testa per 18 ore al giorno. A volte sono stato anche diversi giorni a drogarmi di questa amica sincera e tiranna. Mi è venuta in mente una storia ungherese, un suonatore di violino che passava tutto il tempo ad esercitarsi, ad un certo punto la sua anima si trasferì nel violino, e per sentirsi vivo doveva suonare sempre. Solo chi ha studiato musica con passione può credere che una cosa del genere possa essere possibile. Ma per me non era questo, solo nel comporre, anche scarabocchi, c’era sempre lei, a volte ne sentivo il respiro che tramutavo in melodia. Era la “nostra” isola. Ho trascurato le figlie. Quando ne ho preso coscienza era troppo tardi. Infatti sono rimasto solo in casa. Non suono più perché ho le orecchie rovinate. Ho pensato da qualche anno di cambiare qualcosa nella mia vita, ma ormai sembra che il mio tempo sia scaduto. Non voglio assolutamente sprecare il tempo che mi resta, forse potrei trovare un nuovo amore, recuperare con le figlie … ma! … Alla mia età (62) non vedo reali possibilità, avendo avuto un unico grande amore, non sarei mai capace di usare questo nobile sentimento per un uso pratico, ho avuto qualche proposta, ma erano tutte situazioni imbarazzanti, al punto che una mia vecchia fiamma d’adolescenza, si è detta pronta a lasciare il marito e i due figli che vivono fuori casa. Suo marito è stato amico mio, so bene che non è stato un matrimonio d’amore, ma come non ero disposto a compromessi da giovane, lo sono ancora di più adesso! E’ arrivata l’alba. L’amico non è venuto ed io non ho fame. Quanto invidio la sua libertà, anche se qualche dubbio ogni tanto mi assale, non conosco la sua storia, ma invidio la distanza che ha messo fra lui ed il mondo reale.
In conclusione, ho deciso di affidare al mare questi miei pensieri, infatti nello scrivere pensavo a questo, non di pubblicarla nel Forum. Penso possa essere utile a qualcuno, a volte non siete solo voi giovani a sentirvi non capiti, anche noi commettiamo errori, salvo poi la capacità di ritenerli tali, ed io vi ho raccontato di un errore “pesante”. Del quale spero di aver la possibilità di rimediare. TS

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Categorie: - Famiglia - Me stesso

39 commenti

  • 1
    anna -

    ciao. Tu non puoi ricordare ma qualche anno fa qui sul forum c’era la lettera di una donna che era stata tradita dal marito. Tante persone le risposero per lo più consigliandole di lasciare il marito. Io non ero mai intervenuta, in quel periodo stavo abbastanza male di mio per cui mi limitavo a leggere, però quel giorno mi venne voglia di rispondere e cominciai dicendole che forse ero una voce fuori dal coro ma che credevo che, se lei amava davvero il marito, avrebbe potuto cercare di perdonare. Mi rispondesti tu con un intervento così… duro, anche offensivo nei miei confronti, tra l’altro travisando il senso di quello che avevo voluto dire. Tu credesti di aver capito che io giustificavo il tradimento mentre io avevo voluto dire tutt’altro. Certo tu non potevi sapere che io in quel momento ero molto fragile (mio marito era morto qualche anno prima e io ero ancora nella fase dell’elaborazione del lutto) ma il tuo intevento a gamba tesa mi fece molto male. Poi nel tempo ho letto altri tuoi interventi e mi sono resa conto che non eri così “duro” come mi eri sembrato in quel momento di mia particolare fragilità. Tutto questo per dirti che a volte possiamo ferire le persone intorno a noi e non ce ne accorgiamo nemmeno, perchè abbiamo capito male una frase, perchè l’altro è in un momento particolare, insomma i motivi possono essere tanti. Ma al di là del forum, nella vita reale si può sempre recuperare. Dieci mesi di silenzio sono tanti, troppi perchè tu non prenda un telefono, un treno, un aereo, insomma qualsiasi cosa che accorci le distanze e che permetta di scoprire dov’è la ferita e medicarla. Cordialmente, Anna

  • 2
    dolcevita -

    caro toro seduto… magari fossi il mio papà! é tanto tenero il tuo messaggio in bottiglia e da quel che traspare, sono sicura che sei stato un papà degno di stima e d affetto. hai dovuto affrontare un lutto terribile, e anche per la tua bambina é stato un colpo tremendo… non posso nemmeno immaginare che sia perdere la mamma!! gli sbagli li facciamo tutti, questo é certo, ma avevi anche il tuo dolore da affrontare, e prima che un papà sei un uomo. non ti biasimo per il mancato trasferimento, forse

  • 3
    dolcevita -

    se l avessi fatto ‘controvoglia’ poi sarebbe stato tutto piú difficile… per come la vedo io, penso che nulla sia perduto… a volte le parole non servono, bastano ‘i fatti’.. valla a trovare, anche la nipotina ha tanto bisogno del suo nonnino! ha bisogno di te, del tuo sostegno… sono piccole incomprensioni, non potete dividervi solo per questo! và da loro, sono il tuo sangue, siete cresciuti insieme, niente puó dividervi! in bocca al lupo, papà! :))

  • 4
    toroseduto -

    @ anna. Ricordo vagamente qualcosa, ma sull’argomento “tradimenti” non
    transigo, sono sempre stato fermamente convinto che se avessi tradito la mia donna, avrei tradito innanzitutto me stesso. Ho molti “amici” che si danno molto da fare, e quando ne incontro qualcuno con la moglie, vedo negli occhi di lei un velo di tristezza.

    Mi rendo conto che qualcuna è a conoscenza dei comportamento del suo compagno, tace perché ribellarsi sarebbe la fine di tutto, prevale il senso pratico. Da giovane, qualche peccatuccio l’ho fatto anche io, ma quando conobbi la ragazza che sarebbe diventata mia moglie,non mi è mai passato per la testa, di accettare la corte di qualche pellegrina! E guarda che l’ambiente in cui lavoravo, musica e spettacolo, passavo molte notti fuori casa, e quante volte ho dovuto mandar via dalla mia stanzetta qualche troietta delusa in cerca di conforto. Potevo offrire solo parole, consigli, ben sapendo che era tutto inutile. Qualcuno ha sorriso alle mie spalle, sono quelli che oggi se la passano peggio!

    Tornando al “messaggio”, devo chiarire che lei, mia figlia, si è talmente assuefatta al nuovo modo di vivere, tanto che non la capisco più. La ferita più grande è stata quando andai l’ unica volta a trovarla, appena sceso dal treno mi disse stizzita “ma che ti sei messo addosso” ho sempre vestito casual, i jeans li porto in tutte le occasioni, e lei lo sapeva, per questo mi arrabbiai, perché non mi hai detto che mi dovevo mettere in ghingheri? Mi sentii ferito, e la valigia diventò pesantissima, in quei tre giorni mi sono sentito un’estraneo, io che ho girato tutti i migliori locali, che ho avuto a che fare con personaggi di un certo rilievo, dovevo sentirmi trattare da inadeguato in ogni mia esternazione.

    Che io abbia sbagliato qualcosa, ne sono certo,è tutto dovuto al dolore che mi porto dentro, non posso farci niente. Devo solo prendere atto che per mia figlia io sono un retrogrado. Per amore di padre lo accetterei pure,non me ne frega niente….ma è lei che forse è arrivata al punto di vergognarsi di me! Questo non potrei mandarlo giù nemmeno con un kilo di zucchero.

    Mi stò rassegnando,è un’altra persona, la sentivo quando parlava con i suoi concittadini, uguale a un tipo di donna che io non ho mai sopportato. E’ semplicemente nata nella città sbagliata, lo noto da mille cose, non è rimasta in contatto con nessuna persona amica che aveva qui a Napoli, è come se fosse capitata lì perchè la stavano aspettando.
    Desidero che lei viva la sua vita, di sorprese nella mia ne ho avuto tante, accoderò anche questa alle altre con buona pace di tutti.
    E’ l’unico modo per non farci più male, vivere a una certa distanza aiuterà più lei che me. Non vorrei che riemergesse tutto il passatao quando potrebbe essere troppo tardi.

    @ dolcevita. Ho in serbo una sorpresa per te che ti farà schizzare fuori dai panni! Spera che non sia d’inverno, prenderesti freddo! Ciao TS

  • 5
    toroseduto -

    anna, non farci caso, sono un nottambulo, ho risposto di getto su quello che ad una seconda lettura mi ha colpito veramente.
    Eri anche tu nella mia condizione. Vedi, forse sbaglierò tutto, ma la cosa più penosa per me è stato sopravvivere a mia moglie.
    Nelle assurdità che passano per la mente in momenti drammatici, avrei voluto essere io ad andar via, pensavo che per le due figlie femmine fosse più adatta la mamma. Il legame più forte è sempre con chi ci ha messo al mondo.
    Forse ha ragione mia figlia a lamentarsi di me, mi ha fatto riflettere quello che tu asserisci dicendo che a volte si ferisce una persona che si trova in un momento di debolezza. Questo è il limite del Forum, troppo spesso portiamo le nostre frustrazioni in una risposta inadeguata, contano solo i solidi principi che crediamo di possedere. Penso che tutto questo non si verificherebbe se potessimo parlare guardandoci negli occhi. E ho ripreso a scrivere pensando che ti debba chiedere scusa, lo faccio volentieri, ho sempre pensato che tutti noi che scriviamo, lo facciamo per un problema che ci rende difficile la vita, ecco, se arriva una risposta dura, ci ferisce, anche se non era nelle intenzioni. Tu hai figli? come te la cavi…sicuramente meglio di me, lo riconosco dal tuo discorrere pacato. Hai usato un termine, metabolizzare, che si usa spesso in questi frangenti, o non lo capisco oppure fa parte dei tanti luoghi comuni, insomma io sto peggio adesso che 5 anni fa, non so metabolizzare? Te lo sto chiedendo sul serio, io non so come si fa, da giovani forse si ha il tempo di un’eventuale ricostruzione, ma alla mia età, sembra che sia tardi per tutto! Per questo mi permetto di chiederti lumi, nel tuo scrivere ne parli come di un caso risolto mi fa piacere, ma è proprio così? Scusa la sfilza di domande dirette, il fatto è che ho bisogno di qualche cosa che assomigli ad una certezza. Ciao

  • 6
    bob -

    Ciao, Toroseduto.

    Quello che scrivi mi muove una grande empatia nei tuoi confronti.
    Sarà che ho qualche anno in meno di te (ma non tanti) e problemi simili: una ‘vita precedente’ brillante ma finita, una figlia adorata che vive lontana (con sua madre) e che già ai suoi 14 anni attuali è drasticamente cambiata fino a diventare irriconoscibile.
    Il risultato è analogo: una grande solitudine mixata alla certezza di avere sbagliato troppo nella vita.

    Vedi, secondo me è proprio questo il ‘cancro’ che ci morde l’anima: il sommare (e magari ingigantire) gli errori che abbiamo commesso e il pensare che non serve a niente l’aver capito ADESSO come avremmo dovuto fare. La vita è trascorsa, non c’è un appello, le sentenze sono definitive e amen. Nessuno si degna, almeno, di ascoltare quel che avremmo da dire su ciò che abbiamo compreso. Ci dobbiamo tenere tutto per noi stessi, inutilmente e dolorosamente.

    In più, realizziamo che quel che ci resta da vivere è ben di meno (in termini di tempo ma anche di potenzialità) rispetto a quanto abbiamo già vissuto/sprecato e a quel punto lo scoramento è totale.

    Concordo con te che la soluzione non può stare nel tentare di colmare i vuoti andando con la prima ‘sciacquetta’ o sparandoci una birretta con i primi che passano. Abbiamo troppi anni per non soffrire le pochezze altrui e leggerci dentro ciò che non abbiamo più.

    E forse il tuo nottambulismo non è così male, perché ti regala una dimensione di vita alternativa che riempie le tue giornate.
    Magari farei lo stesso io, se solo la notte non avessi troppo sonno al termine di una lunga giornata lavorativa.

    Buona fortuna, Toroseduto.
    Prova solo a concedere anche a te stesso almeno un po’ di quella sconfinata tenerezza e comprensione che elargisci a piene mani e incondizionatamente a tua figlia.

    PS: Se le città che ti fanno paura sono Milano o Torino, credimi: non è la città che conta, ma con chi ci vivi e perché. Sono toscano e vivo in Lombardia da una vita: fino a qualche tempo fa ci stavo benissimo, è ora che ne voglio scappare. Ma non è colpa della Padania, in questo caso …

  • 7
    rossana -

    Ciao Toroseduto,
    quanta amarezza e quanto dolore in questo messaggio in bottiglia!

    mi tocca così tanto da non consentirmi di rispondere subito. non riuscirei a mantenere il giusto equilibrio e a seguire un filo logico nel discorso.

    mi rifarò viva a breve…

    PS: quanti anni ha questa tua figlia?

  • 8
    toroseduto -

    @ bob.
    Sono nottambulo perché sono pensionato, ecco, il momento che tutti sogniamo dopo una vita di lavoro, ci chiede di avere una forza che non c’è più. La città è Milano, ci sono stato diverse volte in gioventù, quindi la conosco abbastanza. Rifiutai un lavoro ben remunerato, essendo abituato ad un clima marino, ho difficoltà di respirazione e di adattamento, quindi il mio rifiuto ha solo motivi climatici. Una volta andai a vedere il gran premio a Monza, ero in vacanza con amici, mi sentivo strano, erano i primi giorni di settembre, una settimana a fare il turista, quando scesi dal treno e arrivai a Napoli, tutte le stranezze cessarono di colpo.
    Sei toscano, la regione che prediligo, sono stato anche sul punto di trasferirmi, quando decisi di smetterla con la musica, mia moglie non era contenta delle mie continue assense, feci un concorso nelle ferrovie e risultai vincitore di concorso, un anno dopo l’assunzione feci domanda di trasferimento in Toscana, me lo concessero subito, sarei dovuto andare a Pistoia. Non se ne fece niente, mia moglie non aveva mai pensato di cambiare regione. Io tra le altre cose, volevo allontanarmi dal Vesuvio, abito in linea d’aria a 6 km.
    Non ho pregiudizi, ma a Milano sarei stato un pesce fuor d’acqua. Mia figlia invece è diventata una milanese DOC, non la riconosco più. Sembra incredibile, ma è diventata proprio un’altra persona, lavora come una matta e pensa a far carriera, ha conosciuto un bravo ragazzo di cui posso dire solo bene, ho conosciuto anche la famiglia, bravissime persone, ma quello che mi urta è che lei qualche volta al telefono mi diceva, Ormai io qui ho una famiglia…capisci? Non puoi immaginare quanto mi feriva questa precisazione, lei ha famiglia a Milano, io sono solo una specie di parente lontano da cui è meglio stare alla larga. Mi fa troppo male tutto questo, preferisco chiudere qui.

    @ dolcevita

    Scusa, ma ho preso un granchio, ti ho scambiato per una ragazza con la quale mi scrivo in privato da tre anni, ci dovevamo vedere questo mese, lei è veneta, doveva venire a Napoli col fidanzato, dato che io sono rimasto solo in questa grande casa, poi ci sono stati dei contrattempi e non se ne è fatto niente. Io la chiamo “nipotina” da sempre, da lì la confusione! Però rimango dell’idea che ho letto uno stile che conosco…magari hai cambiato nick, non so, dal tono mi è sembrato di conoscerti, Mi sbaglio?

    Ciao rossana.

    Mia figlia ha 30 anni, come ho detto all’inizio, poi ho un’altra figlia di 23 che se ne andata a convivere col fidanzato, ci vediamo molto spesso, devo aiutarla economicamente, ho sempre cercato di assecondare i loro desideri. Purtroppo la scomparsa di mia moglie (50 anni nel 2005) ha corroso i nostri rapporti. Quindi, come dice bob, da una casa piena di armonia, mi trovo da solo ad aspettare non so che cosa. E ogni giorno diventano sempre più difficili i rapporti con gli altri. Bob che vive la mia condizione dal di dentro ha detto una cosa molto giusta: Nessuno ti vuole ascoltare

  • 9
    bob -

    Beh, Toroseduto, almeno noi qui ti ascoltiamo volentieri …

    Quanto agli altri, accettiamo una buona volta che quando non siamo più utili i rapporti, come dici tu, si ‘corrodono’. E fra gli altri, purtroppo, ci sono anche i figli, i ‘grandi amici’, gli ex coniugi. Restano fuori solo i genitori. Perciò, invito per tutti me compreso, non ci facciamo intrappolare da quel che sentiamo in quanto padri o madri: non vale, per capire i comportamenti degli altri …

    PS: Su Milano, aria a parte, resto della mia idea: in fondo, è composta da tanti rioni prima di essre una ‘metropoli’, e lì c’è spazio per tutti i tipi di anime, specie se si casca bene. La Toscana è ok, certo. Basta scansare Pisa …

  • 10
    anna -

    Ciao. Avevo scritto un lungo post ma poi è andata via la connessione e probabilmente si è perso… Per riassumere sono rimasta da sola 7 anni fa a 38 anni e con due figli di 10 anni. Come me la sono cavata? Oggi direi bene ma il senso di vuoto, di abbandono… è stato terribile. Come scrivevo prima, bastava un rubinetto che perdeva a farmi piangere per ore perchè era il simbolo di quanto fossi incapace, inadeguata… Ma c’erano i miei cuccioli. Loro, verso cui in modo irrazionale mi sentivo in colpa per quanto ci era successo, erano e sono la mia priorità assoluta. E anche il lavoro mi ha aiutato. I miei libri mi hanno aiutato. Sette anni dopo posso dire di essere … serena. Ho accettato quello che mi è successo. Sono diventata più forte e forse (…) più saggia!! Per tornare a te… da meridionale doc come sono capisco che una figlia milanese… Però i figli si amano per quello che sono non per quello che noi vorremmmo che fossero. Da noi si dice che “so piezz ‘e core” no? E allora metti l’orgoglio da parte e vedi di riprenderti il tuo pezzetto di cuore. Un abbraccio.

  • 11
    dolcevita -

    ciao toro seduto, mi spiace ma non sono io :)) per il resto ti capisco, ma non capisco tua figlia, nemmeno con la mia buona volontà… sarà che ho dovuto io fare da genitore ai miei genitori, quindi tante volte non capisco i figli che hanno la fortuna di avere genitori… come te insomma! e sembrano non apprezzarlo, cosí! un caro saluto :))

  • 12
    rossana -

    rieccomi, Toroseduto! scusa se non ho letto con attenzione fin dall’inizio…

    posso immaginare il dolore per la perdita della tua compagna e per la successiva difficoltà di adattamento soltanto attraverso gli accenti sentiti e vibranti con cui lo descrivi, e mi dispiace per te. tuttavia, ti esorto a non dimenticare che hai avuto la fortuna (probabilmente più che meritata) di vivere accanto a lei gran parte della tua vita in modo appagante, anche a livello familiare. non per tutti è così! rimpiangere un bene perduto può essere più doloroso di non averne mai potuto godere in modo così completo ma alla nostra età di certo non sottovaluti l’importanza dei ricordi…

    inoltre, sei ricco di umanità e di amore per la tua città (la mia preferita in assoluto). hai una profonda passione per la musica, che ti è stata di sostegno (magari potessi avere una vera passione anch’io!). e puoi contare su un amico con cui parlare a lungo…

    non sottovalutare tutto questo, che fa di te un uomo che ha raggiunto non solo un’invidiabile tranquillità economica ma anche molti degli obiettivi a cui altri non riusciranno neppure ad avvicinarsi.

    molto sofferto anche l’allontanamento affettivo e reale della tua figlia maggiore, per cui ti senti in colpa. per bene che vada in una vita, e per tanti meriti si possa avere, converrai che non tutto può essere sempre perfetto.

    se hai mancato nei confronti delle figlie, non l’hai fatto certo per scelta: hai fatto, come tutti, del tuo meglio in anni di grave sofferenza. nè avresti rimediato un granchè se ti fossi trasferito a Milano… a mio avviso, avevi tutto il diritto di restare dove ti senti e ti trovi meglio.

    credo tua figlia abbia un’indole diversa dalla tua: ha seguito la strada che più le era congeniale e si è integrata in un ambiente che, evidentemente, le piace. ha un lavoro e una sua famiglia, com’è giusto che sia. ma soprattutto, a quanto scrivi, sta bene di salute. tutte cose ottime, per niente accessibili a tutti.

    si trova nell’età dell’oro, in cui si pensa di poter avere tutto ai propri piedi e di essere padroni del mondo. verrà poi anche per lei l’età dell’argento, in cui tutto si ridimensionerà all’intorno. forse, quando giungerà alla soglia della vecchiaia (l’età della mirra e dell’amarezza), si renderà conto di averti trascurato.

    temo non ci si possa fare più di tanto, se non starle vicino lo stesso, mettendo da parte l’orgoglio e apprezzando nei limiti del possibile la diversità. non è mai troppo tardi per recuperare il tempo perduto. potrebbe anche darsi che cominci a capire qualcosa nell’età dell’argento. perchè disperare?

    quando pensi a lei, pensa che sta bene (cosa che non posso fare io con mio figlio, che si trova dall’altra parte del mondo), per cui, sii lieto di saperla autonoma e serena. prima o poi i figli se ne vanno, dimostrandosi più o meno riconoscenti per quanto hanno avuto. a volte si “dimenticano” dei genitori soltanto per un breve periodo… tu non demordere e non ti scoraggiare!

  • 13
    T.D._ -

    La tua “nipotina ufficiale” ti precisa di essere friulana, non veneta. Ahahah, nonnino perdi colpi!!!
    Avevo deciso di non scrivere pubblicamente, ma visto che bene o male c’è stato un fraintendimento con Dolcevita (e le tue righe di spiegazione –> credo tuttavia che non importi molto a nessuno da quanto ci sentiamo e se dovevamo vederci, trovo un pò inutile scriverlo, ma andiamo avanti!!)

    A parte la parentesi, comprendo totalmente quel che Dolcevita scrive e sono sicura che tu, caro autore di questa lettera, non abbia nemmeno bisogno che te lo ridica.
    Però rimango fedele ai contenuti che ti ho scritto privatamente e mi accorgo adesso di quanto mi sia avvicinata, senza ancora aver letto le sue righe, a Bob.
    Io credo che tu abbia sì bisogno di un’altra vita, ma non “precostituita” o “forzata”. Partendo dagli affetti vicini, dalla tua Musica, dal tuo Mare, dai luoghi dove ti senti a casa, dalle tue abitudini se riuscirai piano piano a pensare che “lasciarla andare” non è aver girato la faccia dall’altra parte, ma aver accettato con dolore ed altruismo la sua scelta, senza doverti perdonare nulla, beh forse con il tempo riuscirai ad aquisire quella serenità che ti permetterà di “farti scivolare addosso” di più gli altri e i loro comportamenti. E sì, sì, te lo dico proprio io, quella che non ci riesce…..ma ci continua a provare.
    Lo sai, sono contraria alle “anestesie psicologiche”, preferisco lo sfogo fino al suo apice o perlomeno fino al limite di sopportazione, preferisco una bella litigata al “facciamo finta di niente”…ora, se tu sei davvero sicuro di aver già provato tutte le strade per spiegarti, parlarle con il cuore in mano e ribadirle quello che provi e quello che ti piacerebbe vedere in lei, allora è davvero momento di metterci una pietra sopra, senza voltarsi indietro. Poi, chissà, potrà essere lei a tornare, ma almeno saprai che nell’attesa non sei dipeso da lei.
    Credo che entrambi abbiate bisogno di leggerezza: lei di viversi senza pensarti la sua vita, provarla senza doversi voltare ogni 5 minuti a vedere se sei ancora lì ad aspettarla (solo così potrà rendersi conto che manchi), tu per prenderti in mano finalmente la tua vita, hai anche un’altra figlia, “quella dolce”, non privarla della tenerezza, non permettere che lei, A., venga messa nell’ombra dietro il fantasma del vuoto di una sorella in carriera che si è scordata la sua famiglia, o così dimostra.
    Basta! Hai fatto tutto quel che potevi? L’hai aspettata mentre saliva in quel treno? L’hai rassicurata che se cambiava idea tu eri pronto a riportarla a casa? Le hai telefonato? Le hai ricordato che ogniqualvolta volesse a casa c’era posto per lei? Le hai detto che le vuoi bene, che ti manca? L’hai cercata più o meno spesso per interessarti di lei, della sua vita nonostante quest’ultima non ti piaccia? Sì??? Allora basta. Lei se vuole sa che ci sei, se vorrà farà un passo indietro. In alternativa, no.
    Allenta la presa dello spago..lascia volare il tuo aquilone!

  • 14
    rossana -

    ecco, Toroseduto, vedi come anche la tua “nipotina”, che ti è emotivamente vicina (scusa T.D., ti prendo solo ad esempio, bonariamente) ti fa notare pubblicamente cosa, secondo lei, non avresti dovuto scrivere? non sta facendo, più o meno, quello che ha fatto tua figlia, accogliendoti alla stazione in merito al tuo modo di vestire?

    i giovani alla soglia della maturità si permettono di contestare le persone più anziane all’incirca quanto le persone più anziane si permettevano di contestare loro quando erano adolescenti. sono giri di boa generazionali, che poi passano, riassorbendosi su se stessi.

    un tempo la nostra rigida educazione non ci avrebbe permesso di farlo ma ora i tempi sono cambiati e i rapporti sono improntati ad una maggior franchezza, anche se non sempre strettamente necessaria… bisogna sforzarsi, finchè ci è possibile, di reggere gli impatti non lusinghieri per il nostro ego, sopraffatto dal loro…

  • 15
    toroseduto -

    Scusate il ritardo. Ieri sera mentre andavo al mare, o meglio allo scoglio, ho avuto un tamponamento. Sono bloccato con il collo, la macchina che mi ha tamponata è sparita nella notte. Era una MINI ONE, macchina che considero pericolosa, alla guida c’è sempre un emulo di Schumaker! Ho la macchina in garage. Non ho trovato un meccanico aperto. Se ne parla a settembre. Sono stato al pronto soccorso, fortunatamente ho trovato un amico disponibile. Solo che devo fare delle strane contorsioni per mettere la pomata, the self made man! Non ho fatto sapere niente per il momento alla figlia piccola, oggi deve partire per il mare…non voglio rovinargli la breve vacanza.

    C’è qualcuno disposto a massaggiare il collo e mettere la pomata? No? grazie! Vivere da soli comporta qualche piccolo sacrificio, come fare il bucato, tenere in ordine la casa, indovinare il verso giusto delle lenzuola…sono rettangolari! Come fate voi donne a capire subito?

    PICCOLA PESTE o “nipotina” Lo so benissimo che sei friulana, ti ho solo messo un po’ più giù, tanto siete anche voi quelli della “Polenta con gli osei”, avete cognomi strani che non finiscono mai con una vocale…A proposito, sai che il tuo conterraneo Carlo Sgorlon è uno dei pochi scrittori italiani che mi piace? Ho messo nella bacheca “dei libri che non presterò mai” GLI DEI TORNERANNO, mi ha fatto innamorare della tua regione.
    Come sempre accetto la tua predica. Sono orgoglioso di te. Anche se sei brava a predicare e a a razzolare Benissimo! AH AH! Ora rido io!
    Sto scrivendo a tratti, il collo mi fa male, non riesco a trovare una posizione giusta, quindi sarò breve.

    Insomma facendo il sunto,devo essere io a accettare-sopportare-rassegnarmi-sperare per il meglio…ma il meglio l’ho sempre dato, con tutta la mia ex famiglia, racconto un episodio emblematico. La primogenita al momento della scelta della facoltà aveva scelto una che era a numero chiuso, non entrò in graduatoria con suo ed anche mio disappunto. I giorni passavano e bisognava fare l’iscrizione ad un’altro corso, scelse lei, pagai 500 mila care vecchie lire. Tornati a casa, era arrivata la convocazione per la prima facoltà che aveva scelto, erano scalati i posti e lei doveva fare l’iscrizione entro le 24 ore. Al mattino andiamo per vedere se si poteva recuperare qualcosa, lei fremeva, avevamo tempo fino alle 17. Per farla breve, l’unico modo era di mettere una pietra sopra alle 500 mila, l’ho feci e mentre aspettavamo ricordo le sue parole “Papà un giorno ti rimborserò tutto!” Io le dissi che l’unica cosa che desideravo era vederla contenta di essere riuscita a fare quello che più riteneva nelle sue corde (io avevo delle riserve,era una facoltà nuova). Poi le dissi che per come erano andate le cose, sarebbe stato meglio non dire niente alla mamma, ci saremmo risparmiati una lunga e meticolosa spiegazione (sono sempre stato uno con le mani bucate, per mia fortuna mia moglie era all’opposto). Facciamo giusto in tempo a fare l’iscrizione, e lei ha dato

  • 16
    toroseduto -

    il meglio di se, nei cinque anni il voto più basso era un 29! Altro gesto eroico da me sponsorizzato, voluto e concretizzato, doveva discutere (si dice così?) la tesi, 10 giorni dopo la morte della mamma. Lei diceva che si sentiva la testa vuota, per fargli coraggio gli dissi che mi sarei messo alle spalle della commissione con la scusa che volevo riprendere con la telecamera, la sua esposizione, gli dissi : guarda me, ti sentirai più sicura…110 e lode. Noi a casa non festeggiammo niente, ma lei si aggregò alla festa della sua amica del cuore.
    Ecco, ripensare a queste cose, mi viene una specie di magone!
    Non si tratta di agire in un modo o nell’altro, eravamo una famiglia perfetta! E’ bastato quel maledetto avvenimento a ridurre tutto in briciole. Ho fatto un’indagine socio-psicologica. Eravamo una tavola perfetta a quattro piedi, rimanendo in tre, si è rotto l’equilibrio, adesso lei tende a nascondere, allontanare ogni minimo pensiero che la conduca al PRIMA. Ho riflettuto molto, lei è proiettata integralmente nel futuro, non vuole sentire niente, è praticamente entrata in un altro mondo. Un mondo che io non potrò mai capire, ci tengo a conservare ben vivi nella memoria i vecchi tempi, sarà l’età, sarà un limite, mi sforzo…ma non riesco a svuotare i cassetti dove lei aveva le sue cose. Ho fatto saldare i nostri anelli del matrimonio e li ho messi nelle sue cose.
    Questo tempo fa, oggi valgo molto di meno, gli anni mi scivolano addosso e io sono un’orologio fermo. Forse Anna potrà capirmi, guardo avanti, cerco un sentiero nuovo, ma sembra che ” per le mie navi sono chiusi i porti” (Guccini)Aggiungo un’ultimo tassello Se il dolore per un abbandono è forte fino alla morte, sopravvivere a tanti anni di felicità costruita giorno per giorno, senza pensare a un momento particolare, ma a TUTTI gli anni, giorno per giorno, tutti uguali al punto di fondere un lasso di tempo così ampio in un unico TEMPO, è più devastante del morire. Non è un punto di vista condivisibile, a volte ci freghiamo da soli, ma per me che non ho mai barato, non riuscirei a cominciare adesso!
    Ringrazio tutti per l’incoraggiamento, e mi dispiace scrivere queste cose… in fondo sono destinate all’immenso mare, tappate per bene in una bottiglia. Ciao a tutti Mario

  • 17
    T.D._ -

    Rossana, io invece credo che siano diverse le situazioni e i rapporti tra me e Toroseduto e tra lui e sua figlia.

    Il rapporto che si è creato tra di noi, fondato da sempre sulla sincerità per quanto virtuale, ci permette di riconoscere anche da un “ahaha” quel sorrisetto un pò beffardo che ti si disegna sulle labbra mentre scrivi, nel tuo reale: siamo arrivati ad un punto in cui ci possiamo permettere limpidezza, di dire entrambi quello che pensiamo, due generazioni a confronto, perchè non dovrebbe esserci franchezza? Per me non si tratta di “permettersi”, cercare e creare un confronto con una persona più grande di te non mi sembra così audace. Ho sempre sperato di incontrare una persona come Toroseduto: affidabile, seria, onesta ma in fondo adulta solo all’occorrenza…”il potere della sua età” non è un mezzo per schiacciare gli altri e questa sua caratteristica spazza via dalla sua persona quel sacco di arroganza, straffotteza e saccenza di molti, troppi adulti, incapaci di creare un punto di contatto leale tra loro e le nuove generazioni, dimentichi di essere stati giovani, inesperti e un magari un tantino insolenti giovani anch’essi.
    Sono la prima a non trovarmi a mio agio tra le tendenze dei miei coetanei, riconosco una dose sempre più massiccia e amalgamata di “bullaggine” che esclude pesantemente chi non riconosce ed autoelogia se stessa. Ma tra i pochi aspetti positivi di questi tempi è l’incontro, in casi ancora troppo singolari, tra generazioni diverse, capaci di incontrarsi/scontrarsi nella reciprocità intrinseca in dialoghi tesi all'”impariamo a vicenda qualcosa” e non al “io ti insegno, tu impari”. Oltre a T., ho avuto la fortuna di incontrare solo un’altra persona, che fa parte della mia vita reale, una sua coetanea, con cui abbiamo creato un ottimo rapporto, fondato anche in questo caso sulla sincerità. Massima libertà di espressione (ovviamente nei limiti del rispetto!)
    Qui siamo andati un pò fuori..ma credo che sia importante distinguere anche quelle che ad un primo sguardo possono sembrare solo “sfumature”.
    S., la figlia di Toroseduto, dalle descrizioni del suo papà mi è sempre sembrata una persona molto distante dal mio modo di essere e pensare, piuttosto mi ci ritrovo di più nella sua secondogenita e nelle sue scelte. Far notare ad un papà di essere “fuori luogo” per l’abbigliamento mi sembra diverso che puntualizzare un proprio punto di vista. L’uncia somiglianza è che in fondo sì, di forme di “contestazione” si tratta: credo sia un ingrediente importante in un contesto libero e aperto, purchè reciproco! Anche se “non indispensabile”, non agisco in base ad utilità, piuttosto per istinto.
    Non vi è un ego da soddisfare, vi è semplicemente una reciprocità per cui ci si può trovare perfettamente in accordo oppure no. E nel secondo caso per me esprimere la propria opinione è essere leali, un finto accondiscendimento sarebbe per compiacere l’altro (e quindi farci piacere di più), questo per me è negativo.

  • 18
    rossana -

    T.D.,
    non te l’avere a male se sono franca anch’io: a me non sarebbe mai neppure passato per la mente di far notare a te quello che tu hai messo in luce nei riguardi di Toroseduto.

    d’accordo su tutto il resto, ovviamente…

  • 19
    toroseduto -

    Cara rossana,riconosco alla mia nipotina la capacità innata di entrare direttamente nel cuore di una qualsiasi questione. Forse abbiamo adottato questo innocente “nonnino nipotina, per ricordarci la differenza d’età. Quando affrontiamo un discorso che riconduce ad uno stile di vita, Siamo sulla stessa lunghezza d’onda, non ci siamo mai chiesti chi dei due si adatta all’altro, perché non esiste! Non è cosa che capita tutti i giorni, anzi è più unico che raro. Non c’è niente che ci fa pensare alla prevaricazione, su molti punti abbiamo idee diverse, e questo fa si che il nostro dialogare sia sempre efficace, abbiamo la stessa capacità di evitare i luoghi comuni, che su questo forum abbondano! Al punto che a volte mi assento per lunghi periodi. Non uso questa opportunità per i chiacchierecci, discorsi da bar o da cortile, come si diceva una volta. Non ho esitato, quando l’ho ritenuto opportuno, di uscire allo scoperto, non mi sono fatto sommergere dallo scudo dell’anonimato, in certi casi è necessario, ma quando capita bisogna avere il coraggio di aprirsi completamente, tanto se è stato un frainteso, si fa sempre in tempo a fare marcia indietro, la frase di circostanza…e ciao.
    Faccio un esempio che dovrebbe chiarire qualche concetto.
    Alle elezioni politiche mia figlia mi chiese : papà, allora per chi si deve votare? Feci un discorso di un’ora, non mi sono limitato a dirgli vota questo o quello. La nipotina scrisse un post, in cui io stentavo a credere che una ragazza ventenne avesse una tale conoscenza della materia, e le idee così chiare, cosa che faccio fatica a trovare in tantissimi adulti! Come vedi ha puntualizzato un aspetto che io ho trascurato, non voglio adularla, come potrebbe pensare qualcuno, le riconosco una maturità e una predisposizione innata all’analisi, che ti scordi l’età! In questi casi è utile scrivere sul forum, quando puoi tranquillamente confrontarti e cogliere degli aspetti che ai più sfuggono.

  • 20
    rossana -

    Toroseduto,
    io non ho accusato la tua “nipotina” di niente. ho soltanto fatto un esempio per mettere in luce le differenze di approccio alla relazione fra generazioni.

    chiedo scusa a entrambi per essermi inopportunamente inserita fra voi, nell’intento di rasserenarti sull’atteggiamento di tua figlia, che ai miei occhi continua ad essere simile…

    buon ferragosto!

  • 21
    toroseduto -

    rossana, io non ho replicato al tuo post, quando ho scritto, non era ancora stato pubbliato! Se vedi l’orario, abbiamo scritto quasi nello stesso momento.
    Il mio commento, tra l’altro, non era indirizzato a te, ho semlicemente voluto sottolineare le peculiarità di T.D., che ti assicuro sono notevoli, nessun frainteso, per carità, solo una precisazione. Buon Ferragosto TS

  • 22
    rossana -

    Toroseduto,
    nessun problema! ero consapevole che facendo quell’esempio avrei potuto suscitare reazioni.

    l’ho voluto fare lo stesso perchè ritengo che il bello di un forum sia proprio il potersi esprimere liberamente. non mi pare di aver offeso nessuno esplicitando un’opinione personale, che può benissimo non essere condivisa.

    non è un giudizio ma una semplice constatazione, dal mio punto di vista, che può essere pure frutto di un eccesso di sensibilità…

  • 23
    LUNA -

    Scusate l’intromissione, solo una sensazione personale, nulla di più.
    Io non ho visto tanto una questione generazionale, ma di espressione di “temperamento” o di una differente opinione su quanto della confidenza mettere in “chiaro” (cioè nel forum rispetto alla conversazione privata).
    naturalmente non è detto assolutamente che sia così, dico la sensazione che può produrre su chi legge, anche a seconda di chi legge, uno scambio di battute. nella precisazione di TS io ho letto oltre che una spiegazione una dichiarazione d’affetto nei riguardi della “nipotina”. La risposta della “nipotina” forse è suonata stonata perché era come una tirata d’orecchi (che leggendo da fuori non serviva quanto la precisazione, se vogliamo, per un lettore esterno) rispetto ad un’espressione d’affetto spontanea. Ci ho visto semmai un bisogno di riservatezza della “nipotina”, forse, più che un bisogno di bachettare ts.

    TS: ma non è che hai dato emotivamente così tanto peso alla faccenda dei jeans perché partivi da un desiderio forte di essere accolto e da un dubbio, per delle tensioni precedenti, che non fosse così?

    Non è che forse anche tua figlia, come te, sta rielaborando (non ti piace metabolizzare) la perdita della mamma, individualmente, e quindi anche per questo stentate a trovare un equilibrio?
    Ho pensato ad una mia amica che sta adesso ritrovando un nuovo equilibrio con suo padre, ma dopo la morte della mamma per alcuni anni i loro contrasti anche di carattere (anche nelle cose in cui erano uguali) si sono fatti più evidenti di prima. E non era solo questione di torto e ragione. Suo padre, che conosco molto bene, ha il carattere che ha, ma anche lei, in seguito ad una crisi sua personale, ha fatto delle scelte anche in opposizione a lui che lui, pur amandola molto, non poteva che criticare. Loro hanno veramente sempre avuto una certa difficoltà a comunicare, che non è solo generazionale (lei ha altre due sorelle, con cui ciò non avviene). forse anche per la paura di entrambi di sentirsi reciprocamente inadeguati. E anche per dei sensi di colpa reciproci.

  • 24
    LUNA -

    Scusate l’intromissione, solo una sensazione personale, nulla di più.
    Io non ho visto tanto una questione generazionale, ma di espressione di “temperamento” o di una differente opinione su quanto della confidenza mettere in “chiaro” (cioè nel forum rispetto alla conversazione privata).
    naturalmente non è detto assolutamente che sia così, dico la sensazione che può produrre su chi legge, anche a seconda di chi legge, uno scambio di battute. nella precisazione di TS io ho letto oltre che una spiegazione una dichiarazione d’affetto nei riguardi della “nipotina”. La risposta della “nipotina” forse è suonata stonata perché era come una tirata d’orecchi (che leggendo da fuori non serviva quanto la precisazione, se vogliamo, per un lettore esterno) rispetto ad un’espressione d’affetto spontanea. Ci ho visto semmai un bisogno di riservatezza della “nipotina”, forse, più che un bisogno di bachettare ts.

    TS: ma non è che hai dato emotivamente così tanto peso alla faccenda dei jeans perché partivi da un desiderio forte di essere accolto e da un dubbio, per delle tensioni precedenti, che non fosse così?

    Non è che forse anche tua figlia, come te, sta rielaborando (non ti piace metabolizzare) la perdita della mamma, individualmente, e quindi anche per questo stentate a trovare un equilibrio?
    Ho pensato ad una mia amica che sta adesso ritrovando un nuovo equilibrio con suo padre, ma dopo la morte della mamma per alcuni anni i loro contrasti anche di carattere (anche nelle cose in cui erano uguali) si sono fatti più evidenti di prima. E non era solo questione di torto e ragione. Suo padre, che conosco molto bene, ha il carattere che ha, ma anche lei, in seguito ad una crisi sua personale, ha fatto delle scelte anche in opposizione a lui che lui, pur amandola molto, non poteva che criticare. Loro hanno veramente sempre avuto una certa difficoltà a comunicare, che non è solo generazionale (lei ha altre due sorelle, con cui ciò non avviene). forse anche per la paura di entrambi di sentirsi reciprocamente inadeguati. E anche per dei sensi di colpa. Lei è arrabbiata perché da qualche anno, dopo una lunga crisi (era innamoratissimo della moglie) lui ha preso casa al sud, nella città di origine, e lì ha una nuova compagna. Lui adora i suoi nipotini ed è molto disponibile, ha sempre aiutato le figlie e i generi, ma ogni volta che parte, a passare dei mesi al sud, la mia amica si sente defraudata. Come se nello schema degli affetti lei sentisse di venire sempre dopo. Al contempo lo accusa di essere troppo critico nei suoi confronti, cosa che per lui è invece un modo di essere presente e mostrarsi attento e preoccupato. Ma lei si sente la figlia inadeguata. E non ne escono. Faticano a gestire vicinanze e distanze e comunicazione, perché anche il neutro assume enfasi, proprio perché tengono molto l’una all’altro, in realtà. Forse si mettono però sempre sotto esame a vicenda, per ipersensibilità e ragioni di cuore.

  • 25
    LUNA -

    Queste cose le dico anche perché alcuni anni fa lui ha fermato me sotto casa. Lui che in teoria è l’uomo di settantanni che pensa di avere sempre ragione, quello che non si mette mai in discussione, quello che qualunque cosa lei fa pensa sempre che lei sbagli o che non sappia cavarsela da sola. Ad un certo punto mi ha chiesto cosa ne pensassi io. Anche di lui, sì. Mi ha detto, proprio perché ero una persona esterna, perché lui aveva insistito su certe cose, perchè si era preoccupato di altre, alcune non le aveva condivise. Mi ha chiesto anche cosa ne pensassi io di certe scelte di lei. Lei per me è come una sorella e io onestamente non me la sono proprio sentita di parlare di lei in sua assenza. Anche se, onestamente, di alcune scelte che lei ha fatto mi sono preoccupata anch’io. Non voglio dire che ho fatto l’ipocrita o la gnorri, ma che abbiamo parlato più del problema di comunicazione, in modo generale, che dei fatti in particolare. Lui per esempio, pensa da sempre che lei si sia trovata un uomo con poco carattere.
    “Non capisco – dice – perché mia figlia si scelga sempre degli uomini senza palle”.
    Per inciso lui non si è mai messo contro la sua scelta di stare con lui, li ha anche aiutati quando erano in difficoltà economiche. Non è insomma una questione di: non lascio che mia figlia scelga l’uomo con cui vuole stare e mi impongo o che si attacchi. Ma di preoccuparsi per una scelta che ha fatto. Il genero in questione è un buon uomo, gli voglio bene, tutto si può dire ma non che sia una cattiva persona (e nemmeno lui, il suocero, lo dice) ma le osservazioni che lui ha fatto, da padre, sono tutte condivisibili, onestamente. Lo erano sin dall’inizio. E’ vero che il genero si appoggia tantissimo a lei, è vero che lei è il vero punto fermo della famiglia e che la cosa le pesa, nelle difficoltà della vita.
    Suo padre è stato molto male dopo la morte di sua moglie. Ha vissuto per anni in un assoluto stand-by. Un giorno uno zio ha detto che non poteva andare avanti così, è andato a stanarlo, ha preso le cose della moglie e le ha tolte dalla casa, gli ha fatto cambiare l’arredamento. Lei, la figlia, ha sofferto molto per questa azione improvvisa e si è sentita invasa, e lo capisco. Io ne avrei sofferto a mia volta, e l’avrei vissuta come un’invasione. Tuttavia se suo zio non avesse preso in mano la situazione e suo padre non gli avesse permesso di farlo forse lo stand by non sarebbe mai finito. E’ stato dopo che suo padre ha cominciato davvero ad uscire dal torpore. Mi chiedo se loro due abbiamo mai parlato di come si sono sentiti dopo la morte di lei, di quale sia stato il viaggio che ciascuno di loro ha fatto da solo quando era inevitabile che fosse così. Ho il dubbio di no.
    Scusa TS per questa storia che non c’entra niente con la tua, e che probabilmente non ti potrà essere utile in alcun modo. Ma mi è venuta in mente. Un saluto.

  • 26
    toroseduto -

    Visto che è andato a buon fine, ci riprovo.
    Luna. La storia che hai raccontata, in effetti la sento molto distante da me. Non che voglia apparire sapiente, ma avendo preso coscienza da diverso tempo delle mie ineluttabili doti di segugio fedele, continuo a percorrere percorsi conosciuti. Sarà l’età, sarà il rimpianto di non aver precorso mia moglie nella dipartita, in fondo aveva 7 anni meno di me. Non sono bloccato nel passato, come sarebbe logico pensare, sono bloccato sul futuro! Avendo profuso a piene mani quello che credevo il meglio di me, prendo atto che la distanza che mi separa dal capolinea si fa sempre più aspra e dura. Mi gioco le mie ultime carte, sto preparando vari copioni per recite scolastiche, ho cominciato 20 anni fa con qualche canzoncina, poi c’ho preso gusto e mi sono specializzato. Lavorare con i ragazzi mi da un senso di sentirmi ancora utile, lo faccio gratuitamente e mi sento come se mi avessero dato milioni di euro! In questo torrido agosto, sto scrivendo canzoni per natale! E’ giusto così, anche se io non nutro nessuno interesse per le cosiddette feste comandate, ho piena la memoria di quello che posso esprimere : prima cosa spremo i ragazzi, mamma mia, che squallore! Questi uomini di domani, in quinta elementare non sanno chi è il presidente del consiglio, sanno vagamente il nome di uno pieno di soldi che “comanda”. E io che volevo proporre delle cose un po’ alternative… meglio lasciar scorrere il fiume nella sua direzione, mi so adeguare, ecco ci riesco bene con tutti, tranne che con mia figlia! Per lei sono da rottamare, non ne fa mistero Lei sà! Ed io che sto appena poco distante dall’ultima spiaggia, ho vagato anni e anni con gli occhi chiusi, le orecchie tappate il cervello in freezer. Nessuno mi ha mai trattato così… sento che questo livore viene da molto lontano, per sopravvivere non vedo altra strada che sparire di comune accordo, non facciamoci male, io non ne sento il bisogno, brindo alla sua salute e rompo il bicchiere di plastica, così non faccio il minimo danno. Penso che la lettera ormai giace in fondo al mare, ho sbagliato a mettere troppe cose, non gallegerà mai. Forse, incosciamente l’ho fatto apposta, meglio che nessuno legga, meglio che nessuno sappia!
    Vedo una strada in salita, proprio adesso che ho le gambe molli… è il fato! Doveva andare così, per troppo tempo sono stato sull’altalena a inebriarmi delle continue salite e delle rapide discese. Ho ancora da finire un libro, spero di fare in tempo. L’autrice; Oriana Fallaci, non mi ha mai deluso, una donna diversa forse più odiata che amata, destino che rincorre a chi non si è mai arreso. nel mio piccolo concorro anche io nella categoria, poche granitiche certezze ed un mare sconfinato ancora da esplorare, bello questo! A volte diventa una ragione di vita, scoprire come va a finire. Sperando che in questa vita gli”errata” si compensino con i “ho sempre fatto in quello che ho creduto”. La persona che potrebbe capirmi tace. TS

  • 27
    rossana -

    Toroseduto,
    se ancora non hai deciso del tutto di arrenderti, questo: “sento che questo livore viene da molto lontano” dovrebbe essere il punto da cui ricominciare, mettendo sotto lente d’ingrandimento, fin dall’inizio, il percorso della vostra relazione emotiva, al fine di trovare una possibilità di reciproca comprensione. per una figlia e per la pace del cuore ne dovrebbe valere la pena!

    quanto al futuro, credo che a partire dai 55-60 anni diventi più o meno nebuloso per tutti, anche se non è detto che la nebbia non si possa a tratti diradare in improvvise radure luminose. secondo me, il segreto sta nel cercare di vivere soltanto nel presente e nel non attendersi più grandi cose dall’avvenire.

  • 28
    bob -

    Ciao Toroseduto,
    mi piacerebbe rincuorarti iniettandoti l’ottimismo che non hai ma …

    Mia figlia ha solo 14 anni, ma già non ricorda niente di tutti i momenti passati insieme a me. E sono stati tanti.

    Per lei ho forse esagerato minando il matrimonio: quante notti ha passato nel lettone! E quanti abbracci notturni per farla dormire!
    E poi: coccole a profusione, viaggi ovunque non appena si è fatta più grande, etc etc …

    Risultato? Non si ricorda quasi di niente (o forse ha piacere di dirmi così) e adesso contestazione radicale: mi dice che non le piaccio affatto e che la mia funzione, al massimo, consiste nel ricaricarle ogni tanto il telefonino, e senza neanche un grazie perché ‘devo’ farlo.

    Vive lontano con la sua mamma (e con il nuovo compagno di lei, anche lui poco gradito). Per questo, diventa automatico e più facile scansarci a vicenda, e sono d’accordo con te che sia la soluzione migliore, per non farsi troppo male. Si può sempre sperare che un giorno, chissà, magari grazie a qualcosa che succederà o a qualcuno che ha ascendente su di loro, capiscano …

    Come ti ho già scritto qualche giorno fa, noi sbagliamo nell’attendere da loro anche una frazione di ciò che proviamo per i figli: non sono ‘mondi’ comparabili ed è inutile illuderci. Anche i momenti che sembrano incoraggianti sono miraggi, creati dalla nostra voglia di ricevere quello che speriamo.

    Quanti momenti dolci hai nella tua memoria dove è stata lei, di sua spontanea iniziativa, a darti un bacio, a stringerti forte, a dirti parole tenere? Hai un bigliettino, un sms, una mail, qualcosa dove ti dichiara il suo affetto di figlia?

    Se sì (fortunato te!), conserva quei cimeli in cassaforte. La mia è ancora desolatamente vuota.

  • 29
    Tina -

    Non vengo quasi più su questo sito, che pure è stato una tappa fondamentale nella mia risalita. E sono passati secoli dall’ultima volta che ho scritto un post. Ma, si sa, cambiano gli scenari, cambiano le esigenza e le priorità. Ciò non toglie che LAD è sempre nel mio cuore e ogni tanto passo a dare una veeloce sbirciatina… Immagina, caro Mario, il piacere di leggere una tua lettera! Aumentato da quello di trovare tra le persone che ti hanno risposto anche LUNA (un mega abbraccio, carissima! solo qualche settimana fa io e fl53 abbiamo parlato di te con nostalgia, ricordando i bei tempi in cui ci incontravamo qui praticamente ogni giorno!)
    Mi dispiace sapere che le cose con S siano arrivate a questo punto. Non approfondisco questo argomento perchè, non avendo letto con attenzione tutto, rischierei di dire sciocchezze a riguardo. Quello che mi sento di dirti è che tu hai TROPPO ancora da dare a noi, che non siamo tuoi figli è vero, ma che abbiamo la fortuna e il piacere di “incontrarti” anche se solo su web. Quindi bando ad ogni rassegnazione nei confronti della vita; ragione della tua, così preziosa, non può e non deve essere portare a termine un libro. Quanto, piuttosto, condividere con chi ne ha bisogno e lo apprezza, il tuo bagaglio di esperienze, di sensibilità, di amore per la musica, per la letteratura. Di amore per i giovani. Secondo me, se anche ad uno solo di quei ragazzi arriva una piccola parte di quello che vorresti trasmettere loro, ne è valsa la pena…
    Condivido in pieno l’ultima frase di rossana: bisogna vivere a pieno il presente. Io così sono riuscita ad andare avanti, all’inizio solo per sopravvivere al dolore. Ora, dopo tre anni, riuscendo anche a godere, ogni tanto, dello spettacolo di un meraviglioso arcobaleno che rende il ricordo delle nubi decisamente sopportabile…
    Ti abbraccio forte. E ricordati che tu sei sempre…in volo! Non mollare!
    Tina.

  • 30
    toroseduto -

    Rossana. Non ho mai detto che voglia rinunciare, o arrendermi. Ma i miei sforzi producono solo “effetti collaterali”. Esiste questo tipo di rapporto anche con un fratello della mia numerosa famiglia. Siamo diversi come l’acqua e l’olio, lui è sull’intellettuale, io sono casinista e mattacchione! dato che ha 3 anni più di me, si sente in dovere di farmi sempre qualche ramanzina. anche in questo caso “è un livore che viene da lontano”. Ne ho preso atto all’età di 15 anni, quando io invece delle scarpe da passeggio, comprai le scarpe per giocare a pallone. A casa tutti sorrisero, anche mia madre che mi aveva dato i soldi! Ma lui no. Non posso raccontare episodi più eloquenti, qui siamo sempre sulla graticola! E’ stato sempre così, e continuerà fino alla fine dei nostri giorni. Ci vogliamo bene, ma due temperamenti opposti non arriverenno mai al compromesso. La degna erede è capitata a me. Sai benissimo che l’affetto non viene mai meno, ma insistere là dove si fanno solo scintille e fuoco, sarebbe da pazzi! Meglio lasciar perdere, tanto lei sta bene così. Se l’assecondassi, se ne accorgerebbe subito! Nel gioco dei ruoli, bisogna essere coerenti, non serve elemosinare, senza volermene attribuire alcun merito, lei si trova in una condizione affettiva-economica di cui io sono stato il principale artefice, lo sa, ma sai come fanno in fretta i figli a dimenticare quello che di buono seminiamo sul loro percorso. Quindi da un po’ ho detto basta. Inutile tentare vie traverse, mi smarrirei in oscuri labirinti, devo accettare, anche se è dura, che per lei io non vado bene. O meglio, sono andato bene fino ad un certo punto, ora devo fare un passo indietro. Va bene così. A malincuore devo rassegnarmi.
    Il segreto di vivere nel presente, non mi pesa, sono sempre stato così, sai, se non fosse per lo specchio, mi dimenticherei troppo spesso la mia età. non a caso mi trovo in perfetta sintonia con tanti giovani, sai, ho una corrispondenza privata con ragazzi e ragazze dai 18 ai 37 anni, la nipotina è solo una che è intervenuta sulla lettera, e forse è quella con minori problemi.Ho una vasta gamma di amici, dal depresso per amore all’aspirante suicida per incomprensione con i genitori.Nel mio dialogare con loro (ho una lunga esperienza alle spalle) difficilmente si parla di età. dato che in alcuni casi mi preoccupo più del dovuto, ho un’ amicizia ventennale con uno psichiatra a cui chiedo consigli. Cominciai ad interessarmi a queste problematiche quando gran parte dei miei coetanei si tuffarono nel mondo degli stupefacenti, ho diversi deceduti alle spalle, sapessi quante volte mi volevo arrendere, sapessi quanti genitori-amici ho messo al corrente di certe situazioni. Scendevano dalle nuvole. Il caso limite fu un’ amico che parlava in continuazione dei successi universitari del figlio…un giorno tornò a casa prima del previsto, trovò il figlio seduto sul letto con la siringa. Fece il matto, poi scese giù. Giusto in tempo per vedere il figlio in volo dal V piano.

  • 31
    toroseduto -

    Tina! Non potevi farmi un regalo più bello! Ricordo sempre il fatto che sulla prima lettera che pubblicai, senza sapere bene di che si trattasse, tu fosti la mia “madrina”, il mio biglietto d’ingresso in questa esperienza. Sono passati 3 anni, e ci ritroviamo! Voglio subito farti un regalo, spero gradito, sai, per i sentimenti sono sempre lo stesso. Cerco di vivere coerentemente con quello che sono sempre stato.

    http://www.youtube.com/watch?v=uVG2VyOFxso&NR=1

    Questo è il link di un filmato che ho messo qualche mese fa. Racconta una storia, sempre la stessa.
    Anche io quando ho letto il nome di Luna, ho subito pensato a te. E come un ritorno ai vecchi tempi, sono felicissimo di averti ritrovata.

    Per quanto riguarda mia figlia, ricorderai che all’epoca era già in embrione un certo caratterino, sono contenta per lei, ma come hai potuto leggere, ha messo un macigno sul passato, si è evoluta in una maniera incredibile, come ben sai io l’ho sempre spinta a realizzarsi prima con il lavoro, con i tempi che corrono è una reale esigenza per tutte le donne, visto che certi valori stanno scomparendo. Non in meglio purtroppo, ma noi possiamo fare ben poco. Poi io sotto un certo punto di vista, non sono un buon esempio, ricorderai che a 25 anni andai a vivere da solo, la famiglia mi stava stretta, e col mio lavoro avevo bisogno di sentirmi libero. Lo sono stato per 2 anni come ben sai a 27 anni conobbi la tua omonima, lei ne aveva 20. Subito in sintonia, tanto che 3 anni dopo ci sposammo.
    Mi ha fatto molto bene trovarti su questa lettera, e mi felicito con te per la tempesta superata!

    @ bob. Mi dispiace che tua figlia ad appena 14 anni già ha preso le distanze. Io ho tante cose di mia figlia, sono certo che se non succedeva lo scompiglio della scomparsa di mia moglie, le cose avrebbero preso un’altra piega.
    Ma purtroppo va così. Gli anni pesano di più, quel legame indissolubile, non si spezzerà mai del tutto, hai ancora tempo per sperare, anche se a sentirti, sembri rassegnato quanto me.
    Bisogna farsene una ragione, io come ho già scritto in precedenza, sono uscito dal mio guscio e ho ripreso a lavorare con i ragazzi di scuola elementare. Ho dalla mia parte questa passione per la musica che mi porta ancora un tantino “in volo” al di sopra delle sconfitte senza demeritare! Il futuro è indecifrabile, sono saldamente ancorato al presente, se dovesse capitare di avere ancora un’opportunità con mia figlia, spero di saperla cogliere nel senso giusto, anche se la vedo dura. Ho spiegato nel post precedente l’eredità che mi è toccata.

    Sono bloccato in casa, tre gioni fa si è rotto l’ammortizzatore, e se ne parlerà a settembre. Tutti chiusi. Ho tanta voglia di ritornare sugli scogli a margellina…il mio amico si starà preoccupando? Non credo, lui si lascia scivolare gli avvenimenti addosso,anche se qualcosa mi dice che pure lui ha una storia difficile alle spalle. Non ne abbiamo mai parlato, solo un’intuizione. Stasera mi sento meglio, ho ritrovato la mia “madrin

  • 32
    rossana -

    Toroseduto,
    il mio suggerimento non era volto a “mosse a spinta”, che quasi sempre creano effetti opposti a quelli desiderati. se fossi in te, mi limiterei a qualche telefonata ogni tanto, per informarmi sulla salute, sul lavoro e sull’andamento della vita in generale. così, leggero leggero, ma presente.

    se le differenze di temperamento non sono del tutto inconciliabili, farei il possibile per farle sentire che per lei ci sono sempre, in attesa del momento in cui sia lei a voler riprendere il discorso interrotto…

    i figli e i genitori non si scelgono. ciononostante viene, prima o poi, il momento in cui possono volersi accettare a vicenda per quello che sono, con umiltà e comprensione dei limiti umani da entrambe le parti.

  • 33
    Clarissa -

    Toroseduto, ciao, a me sembri una persona profonda, con tante qualità e una grande umanità, però mi permetto di dirti le mie sensazioni, da esterna beninteso, ho letto tutto e posso sbagliare. Io penso che sia tu, sia tua figlia, contemporaneamente, nonostante tu lasci intendere, almeno così capisco dai tuoi ultimi interventi, che sareste molto diversi, che in realtà, su qualcosa siete molto simili. Al momento della perdita di tua moglie, e sei tu che lo hai raccontato, tu ti sei chiuso in te stesso e con la tua musica. Vuoi che tua figlia non ne abbia sofferto? Vuoi che anche lei, nel frattempo (in questo magari simile a te), non stesse iniziando un processo di chiusura su quella tragedia? A me pare, in certo modo, che tu dopo anni, come appunto dicono gli psicologi, “non abbia ancora elaborato il lutto”, e che inoltre tu abbia un grande senso di colpa (dici: non potevo morire io? In fondo lei aveva 7 anni meno di me), quello che chiamano “del sopravvissuto”. A mio avviso sei ancora troppo chiuso nel tuo dolore per la perdita di tua moglie, tanto che non ricordo di aver mai letto, da parte tua, di un eventuale dolore di TUA FIGLIA, per la perdita della mamma. Tu hai perso tua moglie, tua figlia ha perso la mamma. E poi suo padre, vorrei dirti. Tu, invece, perdonami, ma hai l’atteggiamento di: sono io che ho perso mia moglie, e dopo mia figlia. E sembri molto, troppo, orgoglioso, per non avere poi problemi con una figlia (con un suo “caratterino”). Tua figlia, io penso, ti somiglia. E’ orgogliosa. Ora sembra quasi disprezzare il suo passato e suo padre. Invece è orogliosa, secondo me. E ferita. Si è sentita abbandonata, ma è forte, si è impegnata, ha studiato bene, si è ambientata e ha un buon lavoro e “una famiglia”. Lei sembra dire: non mi sei stato vicino, ma io come vedi ce l’ho fatta senza di te. Io pure penso, come Rossana, che dovresti cercare, piano piano, di farti sentire, di riallacciare. Invece di fare, tu, il ferito con lei. E’ anche lei ferita. E la differenza è che tu sei il padre e lei la figlia. Sta a te, secondo me, fare il primo passo. Mettere da parte l’orgoglio, se veramente ami tua figlia. E non si tratta, ora, di fare cose eclatanti, che non ti sono richieste. Si tratta di dare solo dei piccoli segni. io penso che questa tua figlia sia una ragazza molto in gamba, che abbia preso molto da te, e che abbia molto sofferto per la perdita della sua mamma, e dopo la perdita di te, e di tutto il grande cambiamento nella sua vita (trasferimento, lavoro, ecc.). Ciao.

  • 34
    toroseduto -

    @Clarissa.
    Ho letto con molta attenzione quello che hai precisato. In base a quello che ho scritto, anche io la penserei come te.
    Preciso che dal 2005 al 2008, le cose andavano bene. Lei cominciò a cercare lavoro a Napoli, fece un anno altalenante, lavoro a progetto, qualche stage, e per andare a lavorare usava l’unica macchina rimasta in famiglia. Fu la prima spesa che dovemmo tagliare. Abitando in periferia, dove non ci sono mezzi pubblici, ero bloccato in casa. Non ho mai dato peso a questo, facevo il tifo per lei e per la mia seconda figlia che stava facendo l’ultimo anno al liceo. Quindi, dato che ho sempre fatto musica, in queste condizioni era anche un po’ un rifugio, con la musica, particolarmente nella fase creativa, mi porta ad altezze vertiginose, poi mi ero bloccato. Alla musica non mettevo più le parole, bastava solo il titolo. In volo con te, sopra noi solo il cielo, tu sei sempre accanto a me e tante altre che non ricordo neppure quante. Questo era il mio mondo, ma con loro ho fatto tutto il possibile per andare avanti. Ho passato 15 giorni d’inferno con la piccola quando fu ricoverata 15 giorni al policlinico. Doveva fare vari accertamenti, aveva delle cisti alle ovaie. Nessuno si è fatto vedere, in un reparto femminile potevo stare con lei solo all’orario delle visite, E lei a piangere che voleva andare via, voleva andare a casa. Dopo, qualche cognata si è scusata perché…
    Vedi, il fatto è che se mi metto a raccontare troppi particolari, la cosa mi infastidisce un poco! Per questo ti ho detto che se avessi letto quello che hanno letto tutti, la penserei come te. Devo omettere dei particolari Moolto Importanti.Non posso, già ho superato il limite di pericolosità.
    E’ chiaro che non mi arrendo, ma le cose che sono successe da quando sta a Milano, sono tante! Non mi sento il sopravvissuto, erano le cose strane che giravano nella mia mente quando passavo le notti intere al policlinico a Roma. Lei non sapeva ancora niente, per starle vicino, presi una stanza d’albergo all’interno dell’ospedale. Sapere che avrebbero fatto un taglio solo per prendere dei campioni su cui studiare sopra, lei sapeva che avrebbero operato per liberare il deflusso della bile. 20 giorni da incubo. Bisogna viverle queste cose per confrontarsi, cosa Non passava nella mia mente, tutto e il contrario di tutto, cosa dire e come dirlo alle figlie, cosa sarebbe stato di noi senza lei? Preciso che era un elemento determinante nell’equilibrio familiare, era molto più brava di me in tante cose, da qui la discrepanza che si è creata. Insieme eravamo 100 nella gestione familiare, io da solo, penso che non ho superato 20.
    Cerco di scrivere,e mi accorgo che dovrei parlare di ben altre cose per chiarire questa nebulosa che aleggia nelle mie parole. Potrei farlo in privato, qua ho già scritto molto, forse troppo, non vorrei avere ulteriori problemi, ho pensato per un attimo che mia figlia potrebbe leggere tutto questo,3 anni fa è successo e Tina ne è testimone.Spero proprio

  • 35
    toroseduto -

    di no.

    [..]sono io che ho perso mia moglie, e dopo mia figlia[..]

    Questa affermazione non mi appartiene. Il mio concetto di famiglia, mi impedisce di “dividere le spese” se io parlo di equilibrio perduto,
    includo anche questa riflessione. Quando mia moglie alla fine ha capito tutto, mi ha pregato di essere indulgente con me stesso. Sfido chiunque a capire il senso di queste parole. Solo lei che mi conosceva tanto bene avrebbe potuto centrare il mio lato più debole!
    Se devo parlare di perdita, era il NOI che non ci sarebbe stato più.
    In questo momento le mie figlie sono al mare, e va bene così, me la cavo da solo, altri si annoierebbero, riesco sempre a trovare qualcosa che attira la mia attenzione, non per distrarmi, tutt’altro!Sono proteso a migliorarmi, e non è detto che passi per le figlie, loro hanno il loro mondo, io ho solo un capitale di esperienza da investire nel migliore dei modi. Se ci riuscirò, non ci sarà più niente da chiarire, metteremo una pietra sopra e torneremo a sorridere insieme. Ho un progetto che farà ritornare tutto come prima,
    senza chiarimenti e senza chiederci scusa.
    Sembra una cosa pazzesca questa mia ultima affermazione, sono daccordo, è talmente stridente con quanto ho detto finora che sembro un mago che tira fuori il coniglio dal cappello.
    Un po’ matto lo sono, ho sempre agito d’istinto, se 100 mi dicevano contro, coi fatti io arrivavo a 1000!
    Mi ci vorranno 4 mesi di tempo (chi vuole intendere intenda) poi si verificherà una situazione a cui sto lavorando molto, sono certo che funzionerà. Non posso chiarire oltre, forse qualcuno che mi conosce meglio ha già capito. Buonanotte TS

  • 36
    Clarissa -

    Ciao Toroseduto, io credimi ho seguito dall’inizio la tua lettera e gli interventi, ogni volta mi trattenevo dallo scrivere però, perché mi rendo conto che la situazione sia abbastanza complessa e ieri sera stessa, dopo aver scritto, almeno due volte sono stata tentata di cancellare tutto: temevo di offenderti in qualche modo. Tu non devi raccontare qui altri particolari, no, no. E certo immagino che siano tante altre cose… Quello che posso dirti è una sensazione. La descrizione del rapporto con tua figlia, quando le cose andavano bene, era di un rapporto splendido. Commovente quando lei si è laureata e tu eri lì con lei! Ecco, a me sono venuti i dubbi: lei così cambiata, d’accordo, ma c’è sicuramente, dietro, una grande sofferenza passata (e non sapevo e non so appunto tante cose…), o forse un blocco, di questa sofferenza. E quindi un blocco comunicativo con te, ma sotto c’è altro. Sono contenta di sapere quindi che hai un “progetto” per voi. Tu conosci tua figlia, io credo, profondamente. E penso, spero, a partire da piccoli gesti di cui si diceva, che sarai capace non solo di riprendere i rapporti, ma anche di arrivare in profondità a capire che cosa è successo a tua figlia e riconquistarla pienamente. Ciao Toroseduto

  • 37
    toroseduto -

    Ciao Clarissa. Forse è il tuo nick che mi ispira, forse di più il tuo modo di porti; meriti una risposta concreta ed esaustiva.
    frattinima@gmail.com
    Se vorrai naturalmente, non ti sto chiedendo una corrispondenza, voglio solo chiarire quello che non ho scritto e parlarti del mio progetto. Ti dico subito che “i piccoli gesti” nella situazione attuale, non servono a niente. C’è bisogno di un ritorno “diverso” al passato, quando tutto era bello e la stima reciproca era a 1000.

    Smetto con gli indovinelli e le allusioni, va a finire che perdo molto in credibilità.
    Quindi divago un po’ e ti spiego perché il tuo nome mi ispira.
    Fin dall’adolescenza ho conosciuto Francesco d’Assisi. Ho letto tutto quello che è stato scritto su di lui e tutti i films che sono stati girati. Il momento più toccante è stato quando siamo andati tutta la famiglia ad Assisi. Era nata da 3 mesi la secondogenita, quindi eravamo un po condizionati nello spostarci. Rimasi confuso, i dipinti di Giotto, il santuario su tre livelli, lo sfarzo negli addobbi, non mi dicevano niente, con l’amaro in bocca parlai con un frate, capì al volo il mio disappunto e mi disse di andare nella chiesetta di San Damiano alle sette di sera. Fu amore a prima vista, niente di tutto quello che c’era nelle altre chiese di Assisi, si respirava un’aria di spiritualità e finalmente in un momento di completo dejavù, avvertii l’essenza dell’ uomo che mi aveva affascinato e ispirato con il suo coraggio. Altro momento toccante, mi dissero che le Clarisse cantavano le lodi mattutine alle sei del mattino. Andai da solo, e camminando a piedi mentre mi recavo alla chiesa, udii nel silenzio più assoluto il coro delle suore. Un’emozione da pelle d’oca! Non avevo mai sentito niente del genere. Non si capiva da dove venissero le voci, non importava, mi sentivo immerso in un mondo che conoscevo da sempre di cui venivo finalmente in contatto.
    Siamo stati una settimana, queste due esperienze sono conservate nel libro d’oro della mia memoria. Saranno irripetibili. Due anni fa, in un momento di vuoto interiore, feci una scappata ad Assisi, mi recai direttamente alla chiesa di S. Damiano. Che delusione! Hanno ristrutturato tutto, messo statue di pessimo gusto, all’interno della chiesa c’era un viavai di turisti con fotocamere e gingilli tecnologici vari…andai via subito. Avevo paura di rovinare il ricordo della prima esperienza. E pensavo sulla strada del ritorno, Gesù, cacciava i mercanti dal tempio, qui ci hanno messo dei tappeti pregiati….perché svilire tanto il concetto base del mio ispiratore?
    Purtroppo conosco le risposte. E feci un’altro passo indietro riguardo la chiesa cattolica.
    Non bisognerebbe mai tornare in certi posti dove la mano dell’uomo distrugge, credendo di migliorare. E’ un segno dei tempi? Il decadimento avanza, stritola e danneggia, in nome dell’unico dio che appare all’orizzonte : Il denaro.
    Scusa per la divagazione. TS

  • 38
    dolcevita -

    Ciao Toro Seduto, anch’io quoto Clarissa e il suo ultimo messaggio. Ne sappiamo troppo poco per dare un’opinione o un giudizio. Nel mio messaggio precedente forse ho un po’ giudicato questa ragazza, ma non volevo assolutamente; ognuno ha il suo carattere e reagisce agli eventi in maniera diversa. Certo sei il suo papà e non ci credo che non ha più bisogno di te come, forse, vorrebbe farti credere con certi suoi comportamenti. Anche a me sembra che ci sia rimasta male per qualcosa e forse i suoi comportamenti sono un modo per sforgarsi contro di te. L’unica soluzione è parlarne e comunicare sempre quando ci si offende per certe battute, che magari possono essere fraintese, come quella sul tuo abbigliamento appena scendesti dal treno. Boh, magari in quell’occasione le avrei risposto “hey ma io mi vesto sempre così! Ti vergognerai mica di me? No? E allora perchè questa battutina?”. In bocca al lupo! :)))

  • 39
    Clarissa -

    Che bel racconto, Toroseduto, grazie. Io non ho fede cristiana. Ho scelto questo nome, Clarissa, perché mi piace molto naturalmente, esso significa anche “luminosa”. Solo dopo ho pensato anche alle Clarisse, e chissà che forse inconsciamente io non potessi averlo scelto anche per quello, considerandomi una specie di reclusa ormai. Vedi, tu quel lontano giorno ascoltasti il coro delle suore e sentisti una grande emozione. Forse era il paradiso. Forse era la gioia. Forse era la libertà. Che ti veniva da quelle quasi invisibili. Io così mi sento, una reclusa libera forse solo ancora un poco dentro, e invisibile ai più. Ma quanti si sentono così? Io credo tanti. Tantissimi. Ti scriverò al tuo indirizzo per farti avere il mio, intanto, ti ringrazio della fiducia, e mi dispiace che proprio domani io dovrò partire, ma potremo risentirci quando tornerò.

    PS: l’onomastico di Clarissa è l’11 agosto, data della tua lettera, pensa te… 🙂

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