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Meglio non sposarsi, ecco perché

di lapo

Riferimento alla lettera: Ragazzi salvatevi dalla prigione del matrimonio. Mio nonno me l'ha sempre detto, non ti sposare l'unica maniera per non farlo è non pensarci neanche. Una proprio e vera galera, figli a carico, moglie che dopo il parto impazzisce e non ti ama più, litigate continue, figli che fanno danni ovunque,...
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Categorie: - Famiglia - Riflessioni

207 commenti

Pagine: 1 2 3 4 5

  • 101
    LORENZO -

    calmati amico che poi non riesci a scrivere e ti si alza la pressione, poi non puoi più andare ad escort. Avevi già detto mille volte che mollavi e poi non lo fai. E leggi meglio in giro nel forum,non ti sopporta nessuno a parte i tuoi amici troll, i tuoi non sono ragionamenti ma deliri isterici che non vanno minimamente presi in considerazione,tieniti la ragione…è dei fessi!

  • 102
    Loreley -

    La tv si guarda molto meno oggi che ai tempi delle madri e nonne a cui fa riferimento rdf. Il boom della tv e’ stato nel passato, telenovelas incluse. oggi e non da oggi la tv si guarda molto meno: e’ stata sostituita da internet nelle nuovissime generazioni. Molti delle meno recenti ma non antiche sono nauseati dalla tv. non tutti/e passano il tempo a chattare cmq. Le donne che lavorano guardano molta meno tv delle donne che non lavorano che spesso hanno la tv accesa in casa. Cio’ sul concetto sit com ecc di rdf. Le donne oggi sanno stare piu’ sole di ieri e sono piu’ autonome cosa che mette in crisi gli uomini. I matrimoni non finiscono solo per tradimenti femminili. Che ci sia una disparita’ di trattamento al divorzio e’ reale ma cio” e’ avvenuto perche’ un tempo la disparita’ era al contrario. Che le donne di oggi se lavorano anche fuori casa per forza non cucinano e non cuciono e’ uno stereotipo come l’idea che una volta fossero tutte sarte e in grado di farsi un vestito da sole. Poi se uno non sa la differenza tra rammendare e farsi vestiti…

  • 103
    rdf -

    lorely grazie, allora
    1 la tv si guarderà anche meno, nessuno ha detto il contrario. il problema è cosa offre la tv odierna, e quello che le donne scelgono di guardare in tv! c’è una bella differenza. per favore rispondi bene alla domanda
    2 le donne per natura , nella stragrande maggioranza dei casi, non sanno stare senza un uomo o senza l’apprezzamento dei medesimi. questo non lo puoi negare. che poi esistono delle donne solitarie (non per scelta) è un altro paio di maniche…ma le donne hanno bisogno di un uomo e di stare al centro dell’attenzione per natura. lo neghi?
    3 sui matrimoni, anche qui, non hai letto bene la domanda. io ho chiesto se neghi che la maggioranza, la maggioranza, la stragrande ,aggioranza dei matrimoni finisca per colpa delle donne….non ho detto che solo le donne tradiscono. anche qui non hai risposto esattamente alla domanda. ti prego di rileggerle con piu’ attenzione. anche i dati istat dimostrano che l’80 % dei matrimoni cessano per volontà della donna. Inoltre qui sul forum, che è strumento statistico di analisi del reale, sono molte di piu’ le storie di mariti abbandonati che di donne. ripeto, non dico che lo fanno solo le donne, ma che nella strgrande maggioranza sono le donne a farlo. lo neghi? se si puoi portarmi delle prove o fare dei ragionamenti che sostengano le tue tesi, con dimostrazuoni logiche per cortesia?
    4- anche gli uomini lavorano fuori casa…eppure cucinano e cuciono..e stirano. come mai agli uomini spesso questo non provoca fastidio mentre alle donne (sempre nella maggioranza delle nuove leve) invece si? me lo spieghi ragionando un po’ piu’ approfonditamente di come hai fatto per cortesia? Poi non capisco perchè devi fare la puntigliosa su rammendare/farsi i vestiti..quando il concetto è molto chiaro: un qualcosa di utile e costruttivo non lo volete fare (in maggiornza) perchè preferite cose superficiali e stupide. perchè? me lo spieghi razionalmente per favore?

    ti invito per cortesia poi a rispondere a tutte le domande (anche a rate se vuoi) e non solo a quelle che preferisci, perchè magari giudichi meno scomode. Inoltre ti pregherei di leggere attentamente le domande e non invece come hai fatto, ppurtroppo non mi hai dato delle risposte ..e cmq non hai dimostrato con ragionamenti o dimostrazioni (anche link di altri siti vanno bene) che cio’ che dici sia vero. ti consiglio inoltre di approcciarti alle risposte con fare oggettivo ed onesto, e non invece con l’intento di difendere la categoria per partito preso. grazie

    ps: se lei non vuole invece , o non sa, fare di meglio…inviterei cortesemente qualcun altra ad illuminarmi un po’ meno superficialmente. grazie

  • 104
    MR X -

    http://kaddourkouachi.wordpress.com/2013/03/15/ledonnehannorottoilcazzo/
    vi consiglio di leggere questo divertente articolo, che condivido appieno. Donne, io vi voglio bene, ma avete scassato i gioiellini di famiglia con il vostro vittimismo, se volete la parità smettetela di lamentarvi per qualsiasi cosa.

  • 105
    Sweetly -

    Ciao. E’ da un pò che vi leggo, ci ho pensato un po’ prima di scrivere, sarebbe bello riuscire a confrontarsi pacificamente. Proviamo?
    Penso che ognuno di noi sia molto più condizionato dalla cultura assorbita di quanto creda. Mi dispiace constatarlo, ho sempre voluto credere di essere libera almeno di pensare. Purtroppo, vedo l’uomo moderno come un prodotto sociale, e molto fragile. Dico purtroppo perché considero malsani la maggior parte dei modelli culturali. La televisione credo continui ad essere un canale potente, il più forte, lo aveva intuito Pasolini. Tra le diverse interviste ricordo la farse “nulla è più feroce della banalissima televisione”. Credo che non sia affatto un caso che l’era della tv coincida con l’introduzione dei consumi di massa, che da mercificazione materiale è diventata omologazione del pensiero. Soap, telenovela, gf, programmi alla De Filippi, veline, miss e compagnia bella. Ma anche internet non è solo quella bella cosa che sembra. Ad es. le pubblicità martellanti ci sono anche lì, o il fenomeno Fb, non c’è angolo in cui ti giri in cui non lo senti nominare. Ciò produce gente assuefatta dall’imitazione di acquisti, gusti e, ahinoi, pensieri. Non c’è nulla di nuovo, basta fermarsi un attimo ad osservare.
    Tutto questo per dire che ho il sospetto che anche i comportamenti -di conseguenza a quella rete di pensieri, credenze, valori (o meglio quelli che vedo come falsi miti), tendenze e certo anche una parte (si spera!) soggettiva- siano la conseguenza del conformismo e si riflettano sulle vite personali dei singoli. L’unica “salvezza” che vedo è, appunto, nella soggettività, tanto proclamata ma poco messa in atto, sempre più svilita.
    Quando ero piccola i figli di genitori separati erano una novità, oggi è quasi strano vivere in una famiglia unita. Quello che sento spesso è “meglio così piuttosto che vedere mamma e papà che litigano”. Cosa che potrebbe anche avere senso, se non fosse che a me molte volte (non sempre, molte volte) sembra un alibi. Sono cresciuta in un clima familiare non proprio definibile serenissimo, eppure i genitori e i nonni uniti sono stati una sicurezza insostituibile e un modello che mi si è inculcato dentro (ecco come, nel bene e nel male,siamo condizionabili) e si riflette nella scelta di vita che ho fatto.
    C’è chi dice paragonarsi agli avi sia anacronistico. Forse, ma penso che se i nostri anni ci offrono l’opportunità di una maggior apertura mentale, molti anziché renderla costruttiva la sprecano in quelli che considero risvolti di basso profilo e trivialità.Rapporti inclusi.
    Sono dell’idea che generalizzare sia un gran peccato, perché facendolo ci si autoesclude dal conoscere i singoli casi. Preferisco vivere che consultare i numeri. Per quanto mi riguarda è su quello che mi concentro, costasse sbatterci il naso. Non pongo attenzione alle statistiche, sarà perché non mi ci riconosco e così per me perdono interesse e credibilità. Ma parlo solo per me. In fondo noi siamo anche il nostro vissuto.

  • 106
    Ada -

    1-cosa scelgono di guardare le donne in tv?magari un bel film ogni tanto!Peccato che danno i reality e quelli li guardano i ragazzini,purtroppo anche maschi, io conosco moltissime mie amiche che la televisione l’hanno eliminata proprio, quelle che hanno un compagno la tengono perchè lui si guarda le partite o il gran premio, per il resto molte donne di oggi ascoltano musica al pc, si guardano su youtube pezzi di film che amano.Ci sono anche moltissime donne molto meno tecnologiche e che quindi usano il pc per email e facebook, c’è chi lo usa per fare due chiacchere con amiche,così non spendono di cellulare o per sentire parenti lontani,c’è chi purtroppo lo usa per flirtare ma questa non è una prerogativa delle donne, lo fanno anche moltissimi uomini.
    2-sia uomini che donne non stanno stare senza l’altro, spesso quando muore la moglie il marito in poco tempo ha già un altra,magari non la ama ma non riesce a stare solo, la donna ci mette più tempo e non è detto che lo trovi,dipende da quanto fosse legata la marito e dall’età.Sia agli uomini che alle donne piace essere apprezzati,conosco uomini che si tengono spasimanti,illudendole finchè non ne trovano un altra che gli piaccia di più,uno ha fatto così con me, lo fanno anche le donne,giusto poco tempo fa ho messo in guardia un mio amico da una che palesemente lo pigliava in giro e lo teneva sulle spine,ora finalmente lui l’ha mandata dove merita!Ma anche qui non c’è maggioranza in un senso o nell’altro.
    -3i matrimoni finiscono per colpa di uno o entrambi.Le donne sono quelle che chiedono il divorzio ma perché l’uomo fa l’eterno indeciso, quante storie di amanti leggi che aspettano invano che lui molli la moglie?non lo fa per paura di tutte le conseguenze e perché ha paura della reazione della donna, dei giudizi delle famiglie, pochi hanno davvero il coraggio di ammettere che il matrimonio è finito.Anche qui nella mia vita e nella mia stessa famiglia ho vari esempi,se l’uomo non prende la decisione prima o poi la prende la donna,ci sono troppi uomini passivi se non fosse così sai quanti uomini chiederebbero il divorzio?Sai quante mogli, tradite, ingoiano il rospo?lui non chiede il divorzio e crede di averla fatta franca,ce ne sono a milioni di storie così,anche qui non puoi dire che c’è una maggioranza perchè dovresti pigliare queste storie ad uno ad uno e le storie di un unico forum, dove non ci sono poi questo gran numero di utenti che si raccontano davvero e dove non puoi sentire l’altra campana, non possono essere considerate la maggioranza.
    -4 gli uomini,non tutti,finalmente hanno imparato a cucinare, stirare ancora non li ho visti sinceramente, indagherò su questa cosa,mi incuriosisce,di solito gli uomini sono allergici al ferro da stiro e alla lavatrice,non che sia un problema se danno una mano in casa.Vero che ci sono donne che non cucinano ma in genere sono quelle viziate,magari benestanti che non hanno mai fatto un cavolo in casa e hanno messo il culo fuori solo da sposate.Ci sono ancora

  • 107
    Ada -

    tantissime donne che cucinano,cuciono e fanno tanto altre o,ci sono molti blog e forum fatti da donne dove ci si può scambiare consigli su come cucire i vestiti dei bimbi, sui piatti da cucinare, su come arredare casa e renderla più confortevole o consigli sul giardinaggio, io seguo dei video e sono molto interessanti,purtroppo non ho avuto una mamma che mi ha potuto insegnare e allora ci provo da sola e posso ringraziare solo queste donne sconosciute che condividono tutte queste cose, difficili da fare ma che possono essere anche piacevoli.Qui ti posso dire che secondo me la maggioranza delle donne sta perdendo cose che andrebbero preservate ma per fortuna siamo ancora in tante a farle.L’unica cosa che possiamo fare è cercare di educare al meglio le prossime generazioni…se vedo i ragazzini in giro mi vien da piangere, di più cosa puoi fare?ma esistono persone diverse da quelle che generalizzi, poi ovvio se non ci credi nessuno può farti cambiare idea,devi essere tu il primo a metterti in condizione di dire che forse ci può essere altro in giro altrimenti vedrai le cose sempre uguali anche quando non lo sono.

  • 108
    Sweetly -

    Riprendendo, credo nella soggettività. O, piuttosto, ho bisogno di credere che esista dell’altro, qualcuno di diverso.
    Certe dinamiche le vedo anch’io e non le riesco a capire, sul serio. Giuro, non so come si faccia a lasciare qualcuno così facilmente come spesso accade. Provo a calarmi nella parte, per capire. E a me semplicemente si spezza il cuore al solo pensiero di qualcuno che ama, uomo o donna che sia, e viene abbandonato. Tanto più se per una novità o un’alternativa. E può essere un’altra persona come un diverso progetto di vita. Per carità, può succedere ed è giusto cambiare idea nella vita, ci mancherebbe. Ma io credo che si possa benissimo continuare insieme, quando l’intenzione di farlo c’è, quando l’uno ha a cuore il bene dell’altro. Venirsi incontro per come la vedo io non significa sacrificarsi, bensì fare un po’ di strada a ciascuno, ognuno in misura a ciò che umanamente può e riesce. Se si è deciso di essere in due mi sembra naturale.
    Ed ecco dove vorrei arrivare, per concludere per adesso. L’affetto. Non l’affetto che potrei provare per un amico. Ma a mio avviso se oltre la fase dell’innamoramento, oltre la fase dell’amore consolidato nel tempo di fondo manca una forma di affetto profondo, sradicabile, insostituibile..non credo ci siamo molti altri discorsi da fare.
    Se senti quel tipo di sentimento, non c’è lusinga altrui, non c’è tentazione che non possa essere superata, qualora capitassero. Semplicemente perché pensare di arrecare un dolore ti fa male. E con “dolore” non penso “solo” al lasciare né al tradimento, mi fermo molto prima… in un certo senso fare del male a chi ti ama con il cuore in mano è anche l’accettare (esplicitamente o tacitamente) o l’accondiscendere a certe “avances” da parte di qualcun altro. Non è una questione di essere sua proprietà privata, è questione di rifiuto spontaneo verso qualsiasi altra persona o attrattiva, fosse la più allettante. Perché c’è quell'”affetto speciale” che io traduco, in quel caso sì, con Amore.
    Un’ultima cosa. Non mi sento di condannare le emozioni, tutt’altro. Gli anni passati insieme mi hanno insegnato la necessità di cercare l’equilibrio tra razionalità e istinti, sogni, emozioni. Vivere accanto a qualcuno significa mettere in preventivo periodi di difficoltà e noia. Lo sappiamo tutti nella teoria, quando poi le crisi arrivano è un mattone che ti cade in testa e ti tramortisce. Io stessa a volte dico “vorrei scappare”. Ritengo però ci sia una differenza sostanziale tra il voler scappare dal partner e il voler scappare da una situazione in cui si è infangati, ma farlo insieme… E’ che a volte l’animo ha bisogno di essere annaffiato di emozioni. Sentirsi all’unisono. Emozioni che si racchiudono anche nell’apprezzare le piccole cose, non solo a parole. (vorrei ampliare il discorso e portarlo su altri punti, ma non ho più spazio) Forse sono stata superficiale, scontata e banale. Non lo so, vedete voi. Quello che so è il cuore ad aver scritto, in sintonia con la testa. Ciao

  • 109
    bimba -

    rdf è interessante il tuo post numero 89, dove sono poste ben chiare le cose che vuoi sapere.. perché non lo pubblichi in un qualche sito molto più aperto al pubblico, qualche posto dove hanno più visibilità, un tuo blog pubblico o comunque un posto dove possono leggerlo molte più persone, così da avere forse qualcuna che può controbattere (anche a me interesserebbe) punto per punto? non credo sia facile trovare qualcuna che lo possa/voglia/sappia fare, visto che finora non hai ottenuto molti successi su questo sito, per questo penso avresti bisogno di più visibilità in queste tue lecite domande.
    io l’unico punto che nego è quello che le donne amano solo i figli e gli uomini li usano per farli, dunque il loro è un amore opportunista, ma questo lo avevamo già “dibattuto” in quella lettera della donna che vuole un figlio e lui no, dunque non mi va di riprenderlo. per il resto penso che hai ragione, la maggior parte delle donne è così.(e sono ragionamenti che già mi ero fatta da me da quando ho cominciato a vedere come funzionano le cose attorno a me). comunque appunto pensa a qualche altro modo/luogo dove possono essere più “viste” queste tue domande, giusto per aumentare la probabilità che qualcuna risponda come vorresti.
    p.s. comunque non farti troppe illusioni perché le donne sono in genere esseri poco razionali (la maggioranza, e si vede anche dalle lettere e commenti vari femminili), sono in genere “governate dalle emozioni”, non è che lo fanno per cattiveria (non sempre) a non risponderti come vorresti. non sono come gli uomini, razionali, ed è la natura che ci ha creato così, in modo da completarci nel formare una coppia, apportando ognuno il proprio contributo (le donne portano “le emozioni”, gli uomini portano “il raziocinio”. )
    un saluto

  • 110
    rdf -

    allora rispondo ad una ad una. graxie per gli interventi. sono disponibilissimo ad un confronto pacifico…già trovare delle donne disposte a discutere mi da sollievo. almeno non siete tutte totalmente sceme, rancorose e banalotte come quelle dei precedenti interventi.
    parto con te sweetly. Nella prima parte analizzi il fenomeno televisivo, citando addirittura pasolini, e qui non puoi che trovarmi perfettamente d’accorso al 100x 100 nella tua analisi su come , non tanto lo strumento, ma l’uso che se n’è fatto…abbia rincoglionito intere generaz<ioni. Su internet invece sono solo parzialmente d'accordo, in quanto…a differenza della tv , è uno strumento interattivo…che stimola dunque , ovvero la sua fruizione non si limita alla passività, e dunque alla semplice ricezione di un messaggio "impartito", ma permette sia di interagire con esso, sia di bypassare il filtro deciso da terze parti. E' per questo che affermo anche che il forum è strumento di analisi del reale…perchè la gente racconta i prorpi aneddoti senza che questi vengano filtrati da terze persone , senza che ci sia dietro un "montaggio" dei medesimi…ed ecco dunque sbucare fuori la semplice realtà. Inoltre si prestano molto bene ad essere considerati come strumenti statistici, in quanto se su 40 persone che scrivono…diciamo a 35 accadono le medesime cose…cio' significa che quelle "cose" sono quindi regole generali del comportamento umano, utilissime alla formulazione di un corollario. E' ovvio esisteranno delle particolarità, ma il fenomeno si osserva nella sua totalità per arrivare alla formulazione di un corollario. Per quanto riguarda facebook mi trovi anche li d'accorso…o almeno parzialmente. Io non lo uso e mai lo usero', a meno che mi debba trovare un giorno a dovermi creare un profilo per questioni lavorative; anche qui il problema non è lo strumento (che al contrario offre un sacco di vantaggi nei campi della comunicaqzione) ma l'uso che ne si fa. Ovviamente se la maggioranza degli utenti è culturalmente stereotipata su di un modello forgiato fin dalla nascita da un determinati sistema "moralmente e biologicamente" corrotto, non possiamo meravigliarci che l'uso che si fa di questi social network sia prevalentemente stupido. Ad ogni modo internet batte la tv 100 a zero…almeno internet permette di fotografare il reale per quello che è, e non per quello che "altri" decidono di farti credere. Inoltre è una bibliotca vituale in cui ognuno è libero di scegliere il "libro " da leggere…cosa poi uno scelga dipende sempre dalla cultura del soggetto in questione e dalla formazione alla quale è stato soggetto fin da bambino.

    veniamo all'argomento della famiglia..e qui giòà abbiamo idee diverse. tu dici che una volta era difficile trovare figli con genitori separati oppure non sposati. Ma è ovvio, una volta le donne non erano emancipate ed il matrimonio reggeva proprio perchè la società patriarcale (dei padri) lo aveva concepiuto come strumento di proprietà sulla donna..cont

  • 111
    rdf -

    continua dal precedente…strumento di proprietà sulla donna e sui figli..e difatti converrai almeno nell’ammetere che il matrimonio è un’istituzione che nasce dalla religione. (anche se poi hanno inventato il matrimonio civile, in partenza questo era prettamente religioso). E la religione è una pure invenzione patriarcale, maschilista . Di fatti nei dieci comandamenti (non solo di quella cristiana ma anche islamica ed ebraica, tutte monoteiste con un dio maschio al comando) c’è scritto: “non desiderare la donna d’altri, non rubare”..e all’altra si deve giursre amore eterno fino alla morte, pena peccato mortale ed inferno garantito. Convieni che cio’ è dunque evidente e logicamente inattaccabile? è ovvio, provato da studi storici, teologici, antropologici. La religione è maschilista…e con l’emancipazione della donna l’istituzione matrimoniale ha perso il suo potere. Ecco socialmente spiegato perchè oggi i matrimoni durano poco o non esistono affatto. é chiaro che voi donne e noi uomini crediamo di volerci sposare..perchè fin da piccoli ci hanno insegnato culturalmente questo..ma questa cultura deriva dalla società patriarcale…e funziona solo con la sottomissione della donna. proprio perchè la donna, come dice bimba, vive di emozioni…è facile che questa ti tradisca dopo tot tempo e si prometta ad un altro che le fa vivere nuove emozioni…e questo non poteva invece accadere quando la donna era costretta a stare in casa ed accudire unicamente i figli invece di andare in giro a mostrarsi a nuovi uomini. Con questo non sto dicendo che è giusto, sto solo analizzando i motivi del perchè prima il matrimonio funzionava ed invece ora non piu’. Che poi cmq funzionava nella forma ma non nella sostanza, mica solo i tuoi litigavano di continuo, che credi? Cmq è vero , Infatti i dati istat domostrano che l’80 % delle volte la donna chiede il divorzio, solo il 20% gli uomini!
    Sono dati di fatto, è inutile attaccarmi o cercare di dire il contrario…è la verità dimostrara e dimostrabile..e sebbene ci dia fastidio (sempre per come siamo stati educati culturalmente a credere nel matrimonio) questa è la realtà che ogni persona onesta dovrebbe ammettere. Se le donne vogliono sposarsi dovrebbero quindi accettare di rifare un passo indietro nei diritti a loro , giustamente, concessi. E poi non vedo che ci sarebbe di male, siamo totalmente diversi come modo di ragionare…quindi se ognuno conservasse unicamente il suo ruolo la cose funzionerebbero meglio…meglio per chi vuole credere e realizzare una vita matrimoniale monogamica. Ma sia donne che uomini vogliono la libertà sia di scegliere con chi stare sia di andarsene via ed abbandonare l’altro quando non lo vogliono piu’…senza troppe giustificazioni. e per questo che mi arrabbio con quelle che fanno le sante a parole ma poi trattano gli ex come appestati: se la votra natura è quella, smettiamola con questa ipocrisia e diciamo la verità: il sacrificio non lo volete fare.
    continu

  • 112
    loreley -

    rdf, rispondo compatibilmente al tempo che ho. Certe tue domande sono affermazioni chiuse più che domande. Se l’80 per cento delle donne chiude una relazione ciò non dimostra che la responsabilità sia tutta loro, mi pare evidente. Tu stesso affermi che la separazione puo’ essere più costosa per l’uomo e già solo per questo anche in assenza di un altro uomo ma in presenza di un’altra donna o anche di una separazione in casa e anche con alto disagio spesso l’uomo non chiude formalmente. Molte donne hanno il coraggio di farlo anche senza paracaduti economici da parte dell’uomo e tengono -tendenzialmente- meno il piede in due staffe a lungo. Cosa che l’uomo culturalmente è più portato a fare. Anche perche’ l’amante donna e’ più portata a reggere a lungo un ruolo ‘secondario’ di un amante uomo. Quindi non dedurrei un’automatica virtù o il contrario da percentuali. Il non saper stare senza una relazione o sì nel 2013 riguarda molto meno il genere. Sono tantissimi gli uomini che non sanno stare soli e che la donna sia single solo contro la sua volonta’ è una tua idea. Single non vuol dire per forza e antiuomo. Anche stare bene anche da sola. La superficialità, bisogno compulsivo di conferme ecc non hanno un genere solo. Ora di fretta, tornerò.

  • 113
    rdf -

    continua…finisco di rispondere a sweetly che aggkunge:

    sweetly “Sono dell’idea che generalizzare sia un gran peccato, perché facendolo ci si autoesclude dal conoscere i singoli casi. Preferisco vivere che consultare i numeri. Per quanto mi riguarda è su quello che mi concentro, costasse sbatterci il naso. Non pongo attenzione alle statistiche, sarà perché non mi ci riconosco e così per me perdono interesse e credibilità. Ma parlo solo per me. In fondo noi siamo anche il nostro vissuto.”

    beh sweetly tu puoi anche non tenere conto delle statistiche . io non dico di NON – vivere, ma di vivere con consapevolezza che è diverso, ben diverso. Io non generalizzo, gaurdo la realtà dei fatti, che è ben diverso. Le statistiche sono ben importanti invece perchè dimostrano due cose: la prima è che una volta conosciuto il fenomeno con un approccio scientifico ti rendi conto che scommettere ed investire troppo in una causa persa in partenza non è moto saggio. tu per esempio ti giocheresti tutta la casa ed i risparmi di una vita in una scommessa data praticamente e statisticamente per impossibile? beh, non mis embrerebbe una cosa saggia. capisco il voler vivere la vita…ma buttarla nel cesso nel nome di una speranza di derivazione prettamente cristiana (e dunque patriarcale culturale) beh, mi sembra francamente eccessibvo. Quindi , in quest’ottica, generalizzare (come dici te) oppure tenere aperti gli occhi sulla realtà (come dico io) mi sembra onestamente di gran lunga piu’ prudente, sia per la salute economica che psichica di una persona.

    tu nelle statistiche non ti ci riconosci culturalmente ma il tuo istinto biologico di donna invece ci andrà a nozze eccome con queste statistiche. E’ questa l’ipocrisia che condanno…perchè di santarelline a parole ma poi bagasce nei fatti ne ho conosciute sempre tante…e mai una volta comunque che abbiano riconosciuto di essere state bagasce, no! hanno sempre inventato delle giustificazioni , delle scuse, per non passare per bagasce di frinte a dei fatti che le vedevano solo colpevoli. E’ qst cghe mi da fastidio nelle donne, la mancanza di onestà , di trasparenza, di lucidità mentale. Possibile che io debba solo pensare di mettermi con una che ragiona non col cervello ma solo con le emozioni? cosa posso aspettarmi da una del genere in un momento storico in cui la donna è libera di fare ogni cosa le passa per la testa. dovreiu costruirci una famigli e credere che questa mi sia sempre fedele? ma siamo matti?

    allora forse la verità non è che la donna che tradisce è un a bagascia, ma che il concetto stesso di bagascia è un accezione culturale patriarcale, figlia della sottomissione della donna. eh si, perchè altrimenti l’uomo è donnaiolo e la donna bagascia? ma è talmente ovvio che questa distibnzione è figlia di una società patriarcale che non cpaisco nenahc eperchè ne stiamo parlando. Dunque se siamo tutti onesti la smettiamo non di fare le bagasce e i donnaioli (nostra natura) , ma di essere ipocriti a parole

  • 114
    rdf -

    Quindi sweetly a te sembra giusto che un uomo punti tutto sulla speranza che la propria donna non lo tradisca? ti sembra giusto che debba accettare che questa un giorno (dinamica scientificamente accertata come identica in tutte le storie) lo pianti di punto in bianco senza alcuna volontà o disponibilità a rivedere la sua decisione? ti sembra giusto che uno venga trattato con indifferenza da una che per mesi o anni addietro gli abbia detto tutte quelle paroline “dolci ed emozionanti” che a voi vi mandano in visibilio…ma che poi…una volta passata l’infatuazione…si trasformino in parole e comportamenti di odio e di una insensibilità- crudeltà unica? beh, l’80 per cento dei casi siete voi donne a farlo..perchè noi uomini è molto difficile smettiamo di amare una persona. magari tradiamo, si, ma il nostro cuore non smette di volere bene ad una persona con la quale abbiamo condiviso dei momenti di affetto…il vostro invece si! e perchè allora io dovrei accettare di regalare me stesso ad una donna se poi lei non mi amerebbe nello stesso modo? perchè dovrei accontentarmi dunque di un amore falso, interessato, a tempo? tu capisci che senza il matrimonio e senza la garanzia che la donna una volta sposata non possa piu’ tornare indietro…io col cavolo che mi gioco la casa, i soldi, e la mia anima!Per me è inconcepibile stare con una che non mi vorrà bene per sempre e mi dia sicurezza totale su questa cosa…perchè, secondo la dottrina cristiana che tutti abbiamo ricevuto, cio’ non è accettabile. Eppure è la resltà dei fatti, perchè se senti raccontare in giro..o guardi anche solo sul forum (che è strumento di analisi) vedi che accade in continuazione…e guarda caso sempre con le stesse modalità. Ma possibile voi crediate sia una coincidenza che capiyano sempre le stesse modalitò?come potete dire di non generalizzare? è ormai un dato di fatto inattaccabile che sian sempre le stesse modalità…e che dunque questi comportamenti vadano registrati sotto dinamiche biologiche legate al funzionamento strutturale dell’ essere femminile. La monogamia e l’amore romantico fiabesco alla “e vissero felici e contenti” era già impossibile prima, ma ora con l’emanciopaxione femminile, è impossibile da Praticare..figuriamoci il matrimonio! E’ cio’ è giusto se vuol dire avere la donna libera. E’ qst che mi da fastidio, che nonostante queste cose siano matematiche per qualsiasi persona onesta intellettualmente, voi non le vogliate ricvonoscere. mi da fastidio che voi dovetedire delle cose fino a strpparvi le mutande nel tentativo di difendere queste valori che sono solo culturali, ma poi vi comportate in un altro modo. allora prendete in mano il telefono e chiamate quegli uomini a cui nella vostra vita avete detto di volere bene e chiedete loro scusa per averli traditi o trattati con cattiveria quando vi era passato l’amore. si perchè nel disegno di vita che voi difendete la parola “non ti amo piu'” non è ammissibile. allora che ci si comporti con coerenza cribbio

  • 115
    Loreley -

    Rdf, in parte e’ vero cio’ che dici di internet rispetto alla tv, dall’altra parte proprio perche’ in internet c’e’ di tutto ma al contempo anche in internet girano idee manipolate, mode, tendenze ecc ti chiedo: quanto pensi che le nuove generazioni abbiano un filtro e una consapevolezza nel “navigare” rispetto a generazioni non vetuste ma che hanno vissuto anche senza internet? Anche internet e’ per molti e u/d un mezzo di fruizione passiva con un’illusione interattiva (non illusoria perche’ virtuale, illusoria proprio per la quantita’ di assorbimento passivo e di controllo subito e non agito. Basta vedere lo scarso filtro sulla privacy che alcuni usano nei social network e senza rendersene veramente conto esibizionismi a parte). Il forum: le donne parlano tra loro nella realta’ dei loro problemi personali molto piu’ degli uomini, sentono meno la necessita’ dell’anonimato e nel momento in cui si ritrovano da sole a crescere un figlio o l’uomo le abbandona e hanno un mix di problemi emotivi e concreti da un lato ne parlano piu’ apertamente con amiche e sorelle (se ne hanno) la’ fuori e dall’altro si rimboccano le maniche. Inoltre le donne sono piu’ abituate a parlare dei loro problemi in forum al femminile. Personalmente trovo positivo che si interagisca insieme invece u/d su un forum. personalmente non noto questa totale prevalenza di casi al maschile e solo in una direzione (ci sono molti uomini che dicono di voler lasciare e di aver lasciato la moglie) ma le donne di cio’ che gli uomini scrivono nel forum parlano anche in fila dal dentista, al supermercato, in una serata qualunque e davanti a un caffe’. Gli uomini hanno piu’ difficolta’ a parlarne nel reale. tra uomini. forse piu’ facilmente con le donne, amiche, madri, sorelle. – Nel parlare del passato Rdf sembri non considerare che le donne (chiuse in casa-dipendenti) sono state abituate nei secoli e nei tempi anche piu’ storicamente recenti a cavarsela mentre l’uomo era in guerra, non si sapeva se sarebbe tornato, spesso non tornava, era disperso, tornava inabile. La rivoluzione prima che sessuale e’ stata industriale. le donne lavoravano non l’altroieri e con orari infami e cosi i minori. Molte donne hanno vissuto da sole con mariti migranti lontani e molte famiglie anche in passato si sono rette non sul patriarcato ma sul matriarcato con lati positivi-negativi o anche semplicemente contingenti. Tu mescoli a volte concetti di dipendenza/indipendenza. La donna indipendente puo’ tradire/lasciare per un altra dipendenza mille volte in meno di una donna dipendente alla “vecchia maniera’ che dici. La donna moderna dipendente piu’ che vivere di emozioni reitera un modello di dipendenza nel momento in cui cambia partner ma da quel partner si aspetta un sostegno dipendente e se lo valuta insufficiente passa oltre idem. al contempo spenna l’ex perche’ cmq la vede in chiave dipendente. Una donna dipendente pero’ (che sia sessualmente bagascia per usare il termine da te usato o materialista o che

  • 116
    Loreley -

    non e’ impossibile da riconoscere anche prima che ti spenni per farti cornuto e mazziato. Il problema e’ che molti uomini (inconsciamente e in base a vecchi modelli anche non del tutto reali) si sentono rassicurati dalla donna piu’ dipendente, che oltre a dirsi santarellina come sostieni tu ha appunto dei lati dipendenti confusi dal maschio con una minore “emancipazione” (vista come deteriore). quasi che indipendenza (reale, interiore) sia “potere” e scarsa affidabilita’ e la dipendenza un valore e sinonimo di affidabilita’ (anzi…). La donna che “vive di emozioni” come tu dici (nel senso che le girano le ovaie alla prima conferma del panettiere) o che si fa intestare la casa dal marito e l’amante perche’ da’ per scontato che ci pensa l’uomo o vede nell’uomo mr semino e’ dipendente e non emancipata, e’ questo che sembra sfuggirvi. stiamo parlando di relazioni stabili rotte e sostituite, giusto? Personalmente a parte che moltissime donne non sono fissate col matrimonio come traguardo o tutela e convivono anche avendo figli (molte e per scelta anche loro) ne conosco moltissime che non hanno una visione per cui quando ci si separa mi tengo la casa e spenno ma cercano realmente l’affido condiviso e devono combattere per 300 euro per i figli e semplicemente perche’ senno’ per il figlio non ce la fanno. ma alla fine ce la devono fare cmq e ce la anche fanno perche’ lui non li ha o perche’ lui non li da’ (ha una nuova casa, una nuova donna, una nuova famiglia). Ora le spennatrici dipendenti e paracule ci sono ma negare quante siano le madri ritrovatesi single e non per loro colpi di testa e le ex mogli/conviventi che a loro volta si ritrovano a ricominciare da quasi zero dopo un investimento sentimentale/affettivo/ecomico… il mondo e’ pieno di gente che investe in due e uno di due m/f si piglia la sua meta’ di inculata cosi come di coppie che cmq si dividono, uno dei due, m/f, si deve cercare un’altra casa, e magari, m/f, proprio quando il lavoro non c’e’ o ci sono problemi. E civilta’ o incivilta’ stanno da entrambe le parti cosi come la vanita’. Personalmente credo che amare qualcuno e costruire qualcosa insieme non significhi vivere pensando “domani mi frega sicuro” ma neanche lasciare il lavoro o rendersi totalmente dipendenti, o intestare tutto il proprio patrimonio ecc. e non esiste solo il tradimento. esiste anche il fatto che uno dei due puo’ avere problemi di salute, suoi o dei congiunti, che uno dei due o entrambi si possa perdere il lavoro. Una persona dipendente ragiona in un certo modo, che sia uomo o donna, e di fronte un problema, un ostacolo di natura anche non sessuale se ne va. Che sia uomo o donna. Quindi non si tratta secondo me di farne una questione di genere ma di stare attenti con chi si fanno le cose e come. Personalmente non credo che non pensare in chiave dipendente peggiori la vita o faccia diventare piu’ freddi o stronzi/e. Semmai l’inverso. Condividere e’ possibile anche per chi sta bene anche da solo/a.

  • 117
    Sweetly -

    Caspita, Rdf, ho dovuto prendere appunti per risponderti con un po’ di ordine!!! Dai, seriamente, penso che ogni punto meriterebbe un approfondimento, ma qui lo spazio è limitato, mi dispiace provo con la sintesi. Solo una precisazione prima di partire: non è mia intenzione attaccarti, per favore tu non farlo con me.
    Sul discorso della tv mi sembra che ci siamo capiti. “Internet” è un termine vago. Internet è un piazza virtuale d’incontro come questo, come è quei siti che si cibano avidamente di pubblicità martellante e/o che sono dalla base ideati come qualcosa di ..diciamo “folcloristico”. L’esempio era appunto fb. Non lo so, scopi lavorativi a parte, lo trovo una vetrina, lascio gli altri fermarcisi, vado per la mia strada. Perfettamente d’accordo quando parli della deviazione dell’uso più che il mezzo in sè. Ma se mi fa pensare, o meglio preoccupare, la larghissima diffusione (ergo quanto la gente ami certe attrattive che considero di imbarazzante spessore), è altrettanto vero che ritengo meritevole d’attenzione il fatto che qualcuno abbia un giorno pensato che una rete creata per rimorchiare in un college (mi sembra la storia sia più o meno questa) potesse diventare da un lato attrattiva per il popolo e dall’altro scaltro sistema di controllo e, di conseguenza, facile manipolazione. Non sottovaluterei le pubblicità (influenza sui consumi), di certi articoletti finto-informativi in realtà a sfondo propagandistico (influenza sui pensieri), ecc. Questo per completare il discorso influenza della cultura attuale.
    Veniamo al forum. Concordo con te sul fatto che sia uno strumento di analisi, ma solo in parte. E questo perché anche se tutte le lettere raccontassero le dinamiche da te descritte, resta comunque il fatto che il nostro “tutto” di analisi in realtà è solo una parzialità, per quanto magari possa essere una componente importante. Ma non dati 100% reali. Non credo che tutti gli uomini d’Italia scrivano qui, a maggior ragione coloro a cui le cose vanno bene. Non pensi che sia più facile che a scrivere in un forum sia chi ha bisogno di sfogarsi/confrontarsi? Se un ragazzo si comporta scorrettamente e senza rimorsi, pensi che scriverebbe?! Eppure esistono, converrai spero. Tu stesso parli di un 80%. Io i dati non li ho, facciamo che mi fido. E il restante 20%?! Ecco quando parlavo di generalizzazione.
    Ma non per attaccarti come hai pensato, bensì perché così veramente ti perdi quel 20% che potrebbe essere la differenza. Possiamo parlare del fenomeno a livello distaccato, ma poi tu mi hai posto una serie di domande più personali a cui ti anticipo un abbozzo di risposta: ti concentri sulla parte brutta. Non c’è solo quella.
    C’è però nella tua visione l’idea fissa che “biologicamente sia comprovato” questo o quello. E questo TI frega, ho paura. Lo dico per te. Nel senso che secondo me non ti riesci a vedere la contraddizione di fondo: stai provando a spiegare scientificamente i sentimenti. E non parlo di emozioni, di sentimenti, è diverso (…)

  • 118
    Sweetly -

    Le emozioni le vedo come diciamo scariche adrenaliniche di pochi minuti, i sentimenti sono stati affettivi durevoli e svincolati dai turbinii momentanei (a mia sorpresa ho scoperto che wikipedia ne dà una definizione simile, evidentemente non sono fuori del tutto). Ma noi esseri umani viviamo sia delle une che degli altri, mi dispiace ricordartelo. Non a caso tu stesso hai scritto “io che col cavolo mi ci gioco la casa, i soldi e l’ANIMA” (il discorso matrimonio-tradimento-ecc lo devo rimandare alla prossima volta, non mi starà). Te l’ho citato per farti porre l’attenzione su ANIMA. L’anima è la sede dei sentimenti. Non a caso ti ho parlato di affetto (che personalmente traduco con Amore, A maiuscola naturalmente), neanche innamoramento, tantomeno infatuazione. Niente di più aleatorio di quest’ultima, un abbaglio a tutti gli effetti. Sono tutti gradini che portano dalle emozioni dei primi tempi, che è fisiologico ci siano, ai sentimenti consolidati, testati alla prova della resistenza, delle fatiche, delle difficoltà, dei dolori, dell’abitudine oltre a tutte quelle cose belle che tutti proviamo.
    Le questioni qui per me sono principalmente due. La prima riguarda il fatto che molte coppie non riescono a passare dalle emozioni ai sentimenti duraturi. Il secondo riguarda i motivi per cui non succede. E tra quelli peculiari dei soggetti, caratteriali ecc. penso (ecco che i discorsi si ricongiungono) che vi sia un’influenza culturale per cui anche i rapporti assumono i connotati consumistici, diventano paragonabili a merci. Ti credo che poi ci si senta persi, impauriti, diffidenti, titubanti. Per come la vedo io passare nel giro di pochi mesi tra le braccia di uno all’altro (fenomeno che comunque ti assicuro vedo sia da parte di maschi e femmine, in particolare tra i miei conoscenti più giovani). Mi chiedo semplicemente come ce la facciano. Al di là della questione morale, proprio in termini pratici, come fanno a sentirsi così tranquilli (o almeno sembra)? Non avvertono il bisogno di “sentirsi a casa” tra le braccia di qualcuno che li conosca bene, li accetti per quello che sono, li ami di un amore sia ideale sia concreto? Ecco perché non mi ci riconosco nelle tue statistiche, Rdf. Perché non ce la farei neanche volendo a non sentirmi “a casa”, sarei in una situazione di solo disagio con me stessa alla sola idea di altre braccia, altri occhi, altra pelle, altro profumo, altre parole, la vita pratica con qualcun altro (e non ti parlo di emozioni elettrizzanti, fase superata da un bel pezzo) e dolore a pensare che non ci sia più quell’anima che ho scelto..sì, anima. Sento un pungo allo stomaco al solo pensiero, capisci? Come puoi darmi della disonesta se non mi conosci? (finito lo spazio, ti prego di non rispondermi finché non concludo, non scombinarmi gli appunti per favore, appena posso continuo, ciao)

  • 119
    Sweetly -

    (..) continuo.. Dicevo, non credere di essere solo tu a trovarti spiazzato di fronte all’incoerenza tra le parole e i fatti. Ma non solo nei rapporti uomo/donna, dico più in generale, anche nelle amicizie.
    Lasciando i santi nel calendario, la tua provocazione di telefonare a chi è stato accantonato/sostituito dopo essere stato illuso e chiedere scusa sarebbe una bellissima idea, davvero (naturalmente per chi lo ha fatto) ma con sincerità e quindi atto spontaneo, non per dimostrare qualcosa a qualcuno. Non stiamo dunque parlando di qualcosa che c’entra più con il cuore, come atto puro?
    Sono perfettamente d’accordo sul fatto che le cosiddette “emozioni” verso altri (come mi sembra le intendi tu) non giustifichino in alcun modo il lassismo e il menefreghismo con cui si fa soffrire chi ti vuole bene. Un abbandono può essere davvero traumatico per qualcuno, ho visto persone veramente stare molto male e rovinarsi. Se c’è chi si ripiglia il giorno dopo, c’è chi resta con un vuoto dentro e cambia irreversibilmente. Insomma il classico “non ti amo più”, classica frase, è un copione che si ripete, concordo certamente, solo che non so se sia solo da parte del genere femminile.
    Ma perché accade? Bah, Rdf, non è che abbia tutte le risposte, ma secondo me una probabile è data dalla mancanza di affetto, insomma non si è arrivati a quella che considero la fase suprema di un rapporto a due, il volersi reciprocamente un bene infinito, aversi a cuore con tutti i “nonostante tutto” che la vita ti pone di fronte e il trovarsi nudi l’uno di fronte all’altra, e intendo nudi nell’essenza, non so se sono comprensibile. Ti vorrei riportare un passaggio tratto da un libro che ho letto poco tempo fa che parla proprio di questo, fa quasi piangere tanto è toccante, solo che è molto lungo e vedo che il countdown dei caratteri qua corre alla grande. Il contesto in cui viviamo lo trovo molto anafettivo nonostante l’apparenza voglia far credere il contrario. Le paroline dolci, i bacetti “da auguri”, la mielosità per me c’entrano ben poco con l’affetto vero. “Per me i veri sentimenti, come i veri dolori, sono muti e sono quasi sempre molto rari”: questa è una frase di Rossana, presa da un’altra lettera in cui mi trovo totalmente d’accordo. I fatti, e i fatti nel tempo, parlano. La dolcezza, o meglio la tenerezza con cui ci si prende cura dell’altro/a nonostante sia grande, vaccinato/a, indipendente: in quel caso anche dopo anni due dita che ti sfiorano una guancia se ti rendi conto di quanta poesia ci sia dietro ti emoziona. Quindi niente castello e favole alla Disney, ma poesia sì. La poesia che tra due persone che si vogliono bene si nasconde anche nei gesti della quotidianità, se impariamo a riconoscerli. Come può desiderare dell’altro chi, ricapitolando, si sente a casa, si emoziona ancora con il/la suo/a compagno/a, si sente amato/a per quello/a che è? Forse vivo tutto questo solo perché sono dannatamente fortunata, non lo so. Eppure, cavolo, mi dico, è vita, è reale.

  • 120
    Sweetly -

    E con tante rogne, per giunta. Con un sacco di problemi anche abbastanza pesanti. Con una buona dose reciproca di difetti. Eppure, “nonostante tutto”, per me esiste lui e per lui esisto io. Ti sembra così impossibile? Sì, a te sembra impossibile, sai perché? per questo: “per me è inconcepibile stare con una che non mi vorrà bene per sempre e mi dia sicurezza totale su questa cosa”. Sono affari tuoi e ti prego scusami per questa breve intromissione ma credo che sia la paura e delle ferite forse non assorbite che ti abbiano portato a convincerti, facendoti forte delle statistiche, che è impossibile. Capisco la diffidenza, davvero, anch’io sarei bloccata. Forse hai incontrato persone sbagliate per te, potresti anche avere ragione e loro essere parte della maggioranza, ma se posso permettermi cerca di guardare alla scienza con più distacco, di non vederla come una “mamma rassicurante e certa”, ricorda che la scienza è tra le mani di altre persone, “imperfette”, “soggette a soggettività” (Sch.). Lo so, ci vuole coraggio ad ammettere qualcosa al di sopra di noi e a farsi un po’ trasportare dal mistero e dalle “meccaniche divine” dopo aver sofferto. E’ che penso ci sia anche dell’altro al mondo, forse dovresti volerti bene, fare uno sforzo e darti un’altra occasione, con le riserve come scudo se proprio vuoi. Non ti manca amare senza timore? (non è polemica, è solo una domanda)
    Quello che posso dirti io, nel mio piccolo, è che darei la vita per il mio ragazzo. L’ho capito una sera di qualche anno fa, l’ho accompagnato al pronto soccorso e lo sentivo urlare dal dolore nell’ambulatorio di fronte alla sala d’aspetto. Lì ho appurato che pur di non sentirlo così avrei accettato di essere al suo posto. Potrei mai smettere di voler bene ad una persona a cui donerei la vita? Anche se per un buon motivo che adesso nemmeno concepisco le nostre strade si dovessero dividere, credi davvero che riuscirei a strapparmelo dal cuore? Lo saprò solo alla fine del mio percorso su questa terra, o forse oltre se l’oltre c’è, chissà, ma ho un gran presentimento che mi sarebbe impossibile anche volendolo.
    Mi chiedi “a te sembra giusto che un uomo punti tutto sulla speranza che la propria donna non lo tradisca?” Ma come, non mi avevi detto tu che “magari l’uomo tradisce ma non lascia”?! Qui non torna.. Vuoi dire che lui in un certo senso sarebbe giustificato e lei no? Questo non sarebbe equo, non pensi? …”che un giorno lo pianti di punto in bianco senza alcuna volontà o disponibilità a rivedere la sua decisione”. Riguardo la seconda parte ti ho già indirettamente detto cosa penso. Credo che comunque molto dipenda dall’educazione ricevuta e dal carattere. Se sei una persona minimamente empatica e hai un po’ di sensibilità umana, certi comportamenti non ci riesci ad adottarli, non seriamente, tanto più non con chi hai condiviso qualcosa di importante. Da parte tua, la “speranza” forse dovrebbe tradursi in “fiducia”, conoscendo bene chi hai di fronte…(ops,mi spiace,finito)

  • 121
    Loreley -

    Sweetly, il fatto e’ – come giustamente noti tu – che c’e’ molta carne al fuoco e anche un pizzico di incoerenza. Ad esempio: il problema, Rdf, e’ che lei tradisca o che tradisca e lasci? Se lei tradisce ma non lascia (come sarebbe proprio del maschio) quindi “va bene”? pero’ da certi discorsi non sembrerebbe (anche se il tradire ma non lasciare del maschio parrebbe vista in chiave di virtu’). Mi pare cmq (se ho capito bene) che il centro della questione sia: colei che lascia e rinnega o persino spenna. Che un uomo spenni la ex e’ (per questioni legislative ma gia’ solo per il fatto che ancora oggi capita che gli stipendi u/d non siano uguali o che una donna abbia un part time concordato in casa quando nascono i figli ecc) in effetti piu’ raro tuttavia non e’ raro che donne siano spennate economicamente prima, durante la relazione, che non rivedano mai soldi che hanno prestato o che l’uomo che dice loro di lasciare il lavoro (oggi manco si trova…) o voglia un figlio anche lui o soprattutto lui in certe condizioni economiche poi… abbandoni la nave e rinneghi o si dia alla macchia… hai voglia di quante situazioni cosi esistono… Sul concetto (non ha sesso) che sia indecente che uno-una rinneghi l’ex in modo incivile e brutale sono d’accordo. La relazione finisce ma dov’e’ finito il bene? Di storie di rinnegamenti brutali e stronzissimi ne conosco parecchie e da entrambe le parti. danno i brividi. pero’ c’e’ anche chi non lo fa. Si lascia ma non rinnega e non perche’ si tiene l’ex in caldo. Le strade si dividono ma l’affetto non muore. Rdf dici di parlare con gli ex ecc. Sinceramente io non cambio affatto strada quando incontro i miei ex, ne’ loro. Non e’ mai successo. Ho avuto occasione tra l’altro di parlare con loro e non in modo superficiale. Personalmente non nutro rancore neanche per chi si e’ comportato come secondo te farebbero le donne e gli uomini no. E credo sia molto piu” salubre anche se un tempo di rabbia e confusione e rielaborazione e’ fisiologico. Per carattere penso che la civilta’ e il voler bene che sta sotto l’amore siano qualcosa che si coltiva reciprocamente. Per natura sono civile e se voglio bene a qualcuno anche amicizia che sia il voler bene non si spegne con l’interuttore. Mi pare piu’ normale anche quando vedo gente che e’ stata insieme in passato volersi cmq bene che il contrario e non e’ Disney ma realta’. Certo dipende cosa ti ha fatto una persona o le hai fatto. Non sto dicendo sia obbligatorio provare affetto o empatia per un ex o che lo provi per te. c’e’ chi non si caga o ti caga di pezza.

  • 122
    Loreley -

    pero’ in generale i miei ex (che non sono 45) non sono estranei per me e io per loro. E non parlo di rimpianti, scopazzate revival o invadenze nel privato o agendina da cui recuperare un contatto quando c’e’ crisi… Parlo del fatto cmq di non considerare estraneo chi ha vissuto un pezzo di strada con te. Io non ho mai rinnegato questo e non perche’ mi dipingo santarellina. del resto non ho avuto a che fare con santi ma esseri umani. Essere essere umani non riguarda solo il sesso e il tradimento, non sono i soli errori che la gente fa, uomini e donne. i soli egoismi che le persone manifestano. Eppure ci sono “bilanci” non matematici che anche sulle lunghe distanze consideri comunque in attivo e non per idealizzazione, imprinting o disneyland. Perche’ la vita sa essere anche feroce, la vita e non solo l’uomo o la donna con cui ti sei relazionato/a. C’e’ chi ti sbatte brutalmente fuori e brutalmente se ne sbatte e francamente che sia il socio o la socia, amico o amica, uomo o donna se veramente si tratta di bastardi e bastardate buonismi non ne ho. Se davvero si tocca e supera il limite della decenza: chiuso. Non entro nei dettagli ma non parlo di cazzate. Ma nel rapporto con le singole persone che uno o una sia identificabile come un ramo da tagliare o meno non e’ un dettaglio o una statistica. E’ tra l’altro una cosa che non ha un “per sempre” nel senso che ogni rapporto vive nel presente. Anche il migliore. Che la gente in ogni tipo di rapporto ti puo’ incul… e’ un fatto. Anche che puoi sbagliare anche tu. Non e’ idealizzando o demonizzando per categorie, a mio avviso, che si risolve la questione. Si puo’ assolutamente scegliere di non avere una relazione di un certo tipo secondo me anche perche’ non ci si mette con chiunque. il che non vuol dire nemmeno per forza avere amicizie di mutanda e in modo cinico. Pensando “non mi freghi”. Personalmente credo che l’idea di dover avere una relazione per forza sia una schiavitu’. Credo lo sia pero’ anche l’idea di non dover innamorarsi piu’ o condividere oltre un certo livello. Forse la vera liberta’ in tal senso e’ non porsi limiti. Tenendo gli occhi aperti n.el caso in cui si sentisse la spinta non sociale ma personale a condividere quel qualcosa in piu’. Alla fine nessuno ti (tu.generico) obbliga. A me no. E’ chiaro che se ti relazioni con qualcuno ti prendi il positovo e accetti il rischio. il futuro non lo conosce nessuno e il per sempre e’ un astratto tanto piu’ quando una cosa riguarda due persone e qualcuno che sta fuori da te. Come faccio a dire che per sempre un’altra persona ci sara, mi amera’, non mi deludera’ mai, come reagira’ anche agli stessi eventi della vita? Non lo so neanche di me stesso sebbene in una certa misura io mi conisca. W come mi rapporto con l’esterno bonus/malus. a tutti tocca vivere nel presente. Con che stato d’animo e con chi una differenza pero’ la fa. E non parlo di “carpe diem”, parlo che e’ nel presente che affrontiamo gioie, serenita’ o rovesci e delusioni.

  • 123
    Sweetly00@hotmail.it -

    Sì, Loreley, ci sono tanti argomenti che trasversalmente si intersecano l’un l’altro. Tant’è che ho pensato un po’ prima di scrivere ancora, mi dispiacerebbe sottrarre attenzione a temi sostanziosi come sentimenti e relazioni. Ma avevo promesso di scrivere qualcosa anche rispetto il matrimonio, che tra l’altro è il fulcro per cui è stata aperta questa lettera. E ne approfitto delle tue righe per inserirmici.
    Nell’ultima parte del tuo post, Loreley ritrovo il mio punto di vista. A partire da “Personalmente credo che l’idea di dover avere una relazione per forza sia una schiavitu’. Credo lo sia pero’ anche l’idea di non dover innamorarsi piu’ o condividere oltre un certo livello. Forse la vera liberta’ in tal senso e’ non porsi limiti.” Penso che non si possa assicurare a nessuno di poterci stare insieme per sempre. Per diverse di motivazioni, tra cui quelle che magari oggi non ci sfiorerebbero mai l’immaginazione. Quello che, tuttavia, credo è che voler bene per sempre, e comportarsi di conseguenza, non sia per forza vincolato alla relazione in sé né tanto meno sia impossibile. Ho letto poco fa un pensiero di Fabrizio, anche questo in un’altra lettera: “Sinceramente non riesco a comprendere come si possa smettere di amare una persona alla quale….vuoi bene e con la quale hai condiviso ogni cosa. Come si fa ?”. E questo a prescindere che si stia insieme o no. Per come lo intendo io, se sono la prima a dire che non è detto che chi ti lascia non ti abbia mai amato (come si può dire mai? non si è dentro di lui/lei per essere così certi, autoconvinzione come valvola di sfogo), penso al contempo che un amore profondo non esiste solo a condizione di reciprocità e di presenza dell’altro/a nella propria quotidianità, anche se è ovvio che se amo qualcuno lo vorrei con tutta me nella mia vita. Questo l’ho scritto come spunto riflessivo.
    Veniamo al discorso matrimonio. E qui non ho un punto fermo . Mi spiego: ti dò ragione, Rdf, è nato come istituzione religiosa, come concordo che questa sia di stampo maschilista. Mi rammarica constatare che lo Stato ancora oggi non abbia raggiunto la laicità, e questo lo dimostra il matrimonio in chiesa con valenza anche civile, fondandosi ancora ai patti lateranensi se non erro. Con questo non voglio dire che non dovrebbe esistere la possibilità di sposarsi in chiesa, dico solo che a mio avviso dovrebbero essere due cose ben distinte.
    E qui mi congiungo alla seconda parte del ragionamento: se penso al matrimonio in modo superficiale, come mera giornata di festeggiamento da inguaribile romantica lo trovo un evento molto grazioso, se festeggiato con chi davvero è vicino alla coppia, senza troppi sfarzi. Il problema secondo me è che molti si sposano infatuati SOLO dal fare principe&principessa per un giorno, o perché “così è la tradizione”, o “per regolarizzare”, o perché i genitori insistono, o perché la dottrina cattolica lo predica, o perché.. qualsiasi perché sia estraneo ad una volontà 100%consapevole.

  • 124
    Sweetly -

    Al matrimonio non trovo senso in anni in cui due atti notarili possono “tutelare” i partner (cosa che dimostra comunque un voler mettere le mani avanti, che trovo un tantino in antitesi con i grandi sentimenti di cui stiamo parlando, ma forse sono io troppo romantica, e allora siano se uno proprio ne sente la necessità) o per i figli (questo mi sembra un po’ più sensato). In anni in cui la diffusa convivenza prematrimoniale ha tolto qualsiasi cambiamento nella vita della coppia dal giorno prima al giorno dopo, pezzo di carta a parte. In anni in cui il matrimonio stesso prevede con tanta leggerezza l’uscita non sempre di emergenza “divorzio”. Dico che se è stato una grandissima e giustissima conquista per quanto concerne la liberazione da inferni familiari, il lato oscuro della luna è che oggi se ne abusa. Tuttavia, credo che una coppia che consapevolmente scelga il matrimonio abbia il pieno diritto di celebrarlo e non voglio pensare per forza che finirà. Conosco coppie, di diverse età, che si vogliono bene dopo tanti anni, senza o con figli, più o meno grandi. Se qualcuna sarà di facciata, non credo valga per tutte.
    Ed infine ho lasciato il discorso per me più difficile. Ovvero la questione che mi hai posto tu, Rdf, “sia donne che uomini vogliono la libertà sia di scegliere con chi stare sia di andarsene via ed abbandonare l’altro quando non lo vogliono più”. Intanto credo che questo dilemma non sia da porselo solo con il matrimonio, ma anche convivenza e fidanzamento. Una persona che ti ama e ti vede andartene soffre indipendentemente dal ruolo. Teoricamente l’essere umano tende alla libertà, per quanto facilmente venga a mio parere idealizzata e/o confusa. Sarebbe bellissimo il discorso “ci scegliamo ogni giorno senza darci per scontati”. “Sarebbe” perché in realtà penso che sia molto difficile, per quanto ne vogliamo dire il contrario, non crearsi aspettative. Se io sto con qualcuno da molti anni, se percepisco che và “tutto bene” penso sia abbastanza normale che non pensi mi lascerà, almeno non adesso. Magari quando ne parlo riconosco che potrebbe effettivamente farlo, ma in cuor mio l’idea non la prendo seriamente. Questo meccanismo non lo vedo per forza come qualcosa di SOLO negativo. Sarà un rapporto che avrà bisogno di essere ravvivato e stuzzicato per risvegliarsi un po’, di introdurre qualche novità, ma ci vedo fiducia, sicurezza in ciò che si ha costruito insieme. Il problema nasce se l’altro 50% non la vive/percepisce/pensa come me. Se vuole evadere dal “noi”.
    Può succedere? Certo, potrebbe. Ma io non riesco a non ricongiungermi sempre al punto di partenza: se ti voglio bene, ammesso anche che non ci fosse più il cuore a mille, ammesso che il cuore a mille riesce a farmelo funzionare qualcun altro anziché tu (ahimè potrebbe anche accadere), io non riesco a farti del male. Non perché sia una santa, perché tu sei parte di me e farti male mi fa male. Non è razionale, è impulso emotivo più forte delle “emozioni”. (..)

  • 125
    Sweetly -

    (scusate la disattenzione, anche il commento 123 è mio, solo che quando ho cliccato sopra la casella per inserire il nick ho distrattamente schiacciato sopra l’indirizzo che si era “salvato” tra gli “aiuti” automatici e presa di fretta non ho ricontrollato, comunque sono sempre io anche se credo si capisse lo stesso)

  • 126
    iosonoio -

    Non sposarsi é meglio perché il matrimonio è una farsa e basta.

  • 127
    renato -

    Riprendo l’argomento solo per dire che lapo ha ragione.

  • 128
    rossana -

    Renato,
    cosa sostiene Lapo… per chi non ha voglia di andare a rileggersi tutto il thread?

    sottoscrivo comunque il post di Kid, che ho letto per il gusto di ritrovare vecchie presenze d’interesse…

  • 129
    Alienus -

    È per questo che posso ritenermi fortunato di rimanere scapolo a vita 🙂

  • 130
    Gianni -

    Mi sono letto tutti i commenti di questo thread. Volevo dire solo una cosa. Nella mia vita giovanile ho avuto diverse storie. Poi ho incontrato quella che credevo fosse quella giusta, l’ho sposata ed è stato l’unico vero amore della mia vita. Mi amava e l’amavo. Qualcosa è andato storto, ancora oggi non so bene dire cosa, sarebbe lungo da spiegare. Sono passati tanti anni e ancora adesso sogno la nostra storia che è durata tanti anni. E’ una sofferenza atroce quella che sto provando da anni perchè sono fermo al ricordo dei nostri anni distrutti da una fine che non immaginavo e che ancora oggi mi sembra assurda.
    Meglio non sposarsi e rimanere scapoli ? Non lo so. So solo che il mio matrimonio mi aveva dato tante gioie e con la fine se le è riprese tutte con gli interessi.
    Passare la vita da solo è meglio ? Non lo so, non credo. Certo pensando alle sofferenze avute sarebbe meglio che la mia storia non fosse mai esistita. Forse non c’è una risposta. Forse ci vuole fortuna e al…

  • 131
    Gianni -

    d’oggi cercare di sbagliare il meno possibile. Effettivamente matrimoni davvero felici in giro ne vedo pochi. Ma darei non so cosa per essere uno di quei pochi. Credo che amare ed essere amato sia la cosa più bella del mondo. IL sesso è fine a sè stesso ma fa parte del gioco e spesso rompe gli equilibri.

  • 132
    Alienus -

    Gianni,

    “Meglio non sposarsi e rimanere scapoli ? Non lo so.” Hai visto come è finita la tua storia d’amore che hai raccontato? Il vero amore e la persona giusta esiste solo nei film, qui la realtà è ben diversa ed è assai cruda e amara più di quanto si pensa. Basta leggere ogni lettera pubblicata da chi è stato lasciato di punto in bianco, senza una motivazione valida, anzi il 90% delle donne lasciano semplicemente con la solita scusa abile di non provare più quello che provavano prima, ogni volta è sempre lo stesso copione. Chiediti piuttosto se al giorno d’oggi ne vale davvero la pena.

    “Passare la vita da solo è meglio ?” Piuttosto che andare a cercarsele, direi proprio di si.

  • 133
    Yog -

    Gianni, in realtà non occorre avere fortuna. Basta non avere sfortuna.
    Non è la stessa cosa, perché la sfortuna è responsabilità diretta dello sfortunato, la fortuna è un dono gratuito d’Iddio che ti rende superiore alle altre pecore del gregge.
    La fortuna, perciò, serve per il denaro, non per accoppiarsi; per tutto il resto c’è Mastercard.

  • 134
    Gianni -

    Beh Alienus, magari non tutte le storie finiscono come le mie. Alcune peggio altre meglio. Qualche matrimonio c’è che resta in piedi. Qualcuno funziona anche bene. Probabilmente bisogna essere bravi. Magari ho sbagliato qualcosa o, forse per dirla alla Yog sono stato sfortunato. Penso che alla fine da soli non si stia bene. Una donna con la quale stare bene a me almeno manca. Perche il problema non credo sia quello di trovare una donna ma trovare una donna con la quale si stia bene. Quello é difficile. Pensavo di averla trovata. Ci ho creduto e pure tanto. Poi non so forse il matrimonio va saputo gestire ed io magari non sono stato cosi bravo. Sarebbe facile addossare le colpe tutte agli altri. Forse come nel lavoro anche nel matrimonio bisogna essere bravi.

  • 135
    Trader -

    Lapo sconsiglia di sposarsi, limitarsi al sesso senza fare figli. Ma il matrimonio non c’entra: ci si può sposare e non fare figli o fare figli senza sposarsi.
    Sono contento di essermi sposato. Ovviamente nella vita ci sono alti e bassi, ma i problemi si affrontano. Mica bisogna demonizzare il matrimonio perché alcuni finiscono male.
    Alienus, meglio passare la vita da soli? Allora è meglio non avere relazioni sentimentali per evitare di soffrire se queste finiscono? Si, puoi vivere da solo, senza emozioni, ambizioni, progetti. Ma è triste trascorrere una vita piatta.
    Per quanto riguarda il sesso, mi direte che ci si può trovare una trombamica o andare a prostitute. Secondo me è meglio avere la comodità di una partner a fianco che abita con te, senza dover mettersi d’accordo per trovarsi.

  • 136
    Gianni -

    Hai ragione Trader, il matrimonio non c’entra. Forse sarebbe meglio parlare di relazioni, relazioni d’amore importanti. Anche se il matrimonio puo’ essere devastante anche dal punto di vista economico, ma questo é un altro discorso. La sofferenza di cui parliamo é emotiva e dettata dal sentimento.
    Meglio stare da soli ? No, io non credo. Hai ragione tu. Sarebbe meglio avere accanto una persona che ti voglia davvero bene e con la quale si possa condividere i momenti belli della vita e, purtroppo anche quelli brutti. Ciò non toglie che si possa avere una vita piatta anche all’interno di una relazione. Perché c’è anche modo e modo di stare da soli.
    Poni la domanda se sia meglio non avere relazioni per evitare di soffrire. Io, per esempio, a questo punto avrei preferito non vivere la mia storia se avessi saputo della sofferenza patita. Non posso vivere neanche di ricordi talmente é finita male. Eppure é stata bella ed emozionante. Però se la stessa persona ti ha poi causato le…

  • 137
    Gianni -

    peggiori emozioni negative che senso ha aver vissuto quelle positive ?
    In sostanza in una relazione importante ti devi augurare non solo che non finisca, ma che se finisce finisca anche bene.

  • 138
    Alienus -

    Credo che l’unico errore che fate spesso è dare per scontato che tutte le relazioni amorose sono durature, pura illusione.

    “Meglio stare da soli ? No, io non credo.” Anche molti ragazzi che sono stati lasciati non credevano. Guardate quante lettere vengono pubblicate ogni santo giorno in questo forum, forse vi renderete conto.

    Trader,

    “Ma il matrimonio non c’entra: ci si può sposare e non fare figli o fare figli senza sposarsi.” Sei davvero convinto? Io non ne sarei così sicuro, ti informo che un mio amico è stato lasciato proprio perché non voleva avere figli. Mica ci vuole per forza un genio per capire che il 90% delle donne amano solo i figli, questo è un dato di fatto.

  • 139
    Trader -

    Gianni, per me il matrimonio è stato un vantaggio anche dal punto di vista economico oltre che sentimentale, perché insieme si dividono le spese: costi fissi a metà. Non male!
    Anche la sofferenza è un’esperienza di vita, anch’io ho sofferto per gli amori terminati con le ragazze precedenti, ma non vorrei cancellare niente, né le gioie passate, né i dolori.
    La vita può essere piatta anche all’interno del matrimonio, oppure può essere un inferno. In questi casi, meglio soli che male accompagnati.
    Alienus, chi scrive lettere su LaD sono quelli che si lamentano dei loro problemi, ma nessuno scriverebbe una lettera per comunicare che il suo matrimonio va tutto bene.
    Alienus, ti informo che una donna non è obbligata a restare assieme ad una persona con cui non condivide gli obiettivi. Il tuo amico e la sua tipa dovevano chiarire prima se volevano figli. Se anche il 90% degli uomini ama i figli, lui rientra nel 10% che non li ama e può mettersi insieme con una donna di quel 10%.

  • 140
    Gianni -

    É vero Trader, anche io stavo meglio economicamente quando ero sposato. E come te anche io ho sofferto per alcuni amori terminati, ma nulla a che vedere con la sofferenza patita dopo la fine del mio matrimonio. Non sto qui a soffermarmi sui dettagli ma la sofferenza emotiva é pazzesca. E spesso conta il modo in cui finisce. Tanto da ribadirti che se sapevo fosse finita in questo modo avrei preferito non vivere questa esperienza, perche credimi, ti danno sofferenza anche i bei ricordi. Per quanto riguarda il discorso della condivisione lascia perdere. Una donna, magari anche un uomo, ti cambia le carte in tavola. Modifica umore, pensiero e patti. Per cui nulla conta piu.

  • 141
    Trader -

    Alienus, commento 138: “Credo che l’unico errore che fate spesso è dare per scontato che tutte le relazioni amorose sono durature, pura illusione.”
    Vero, una relazione amorosa può finire, ma finché dura non c’è niente di meglio, perdinci!

  • 142
    Gianni -

    Insomma Trader. Una relazione puo anche durare ma essere una prigione. Alla fine tutto é relativo. Molte relazioni stanno in piedi per tanti motivi, e tra questi l’amore non c’entra niente.
    Quei pochi fortunati che vivono una relazione intensa, serena e duratura sono da invidiare. Quelli da non invidiare sono coloro che vivono una relazione frustrante, quelli che vivono male la solitudine e quelli che stanno soffrendo per la fine di una relazione.

  • 143
    Alienus -

    Trader, commento-141: “Vero, una relazione amorosa può finire, ma finché dura non c’è niente di meglio, perdinci!

    Eh, anche gli amici miei la pensavano così, quando erano felicemente fidanzati, poi si sono beccati la dolorosa scottata perché lasciati con la solita scusa:”non provo più quello che per te provavo prima”. Sono venuti a piangere da me. Io dispiaciuto perché non mi hanno ascoltato prima, ho dovuto esclamare la solita frase del tipo: ve l’avevo detto, perdinci!

    È meglio cercare sempre di evitare, quindi sono d’accordo con il signor Lapo.

  • 144
    Alienus -

    Gianni,

    “Una relazione può anche durare ma essere una prigione”.

    Infatti, ne vale la pena? No, conviene godersi la vita da soli!

  • 145
    Trader -

    Alienus, è soggettivo, anch’io ho avuto altre fidanzate prima di conoscere mia moglie. Sono stato lasciato anch’io, ho pianto anch’io, tuttavia sono contento di aver vissuto quelle storie.
    Tu preferisci vivere solo e soddisfare le tue esigenze sessuali con una trombamica per paura di intraprendere una relazione stabile. Sei libero di pensare e fare ciò che vuoi, però anche questa soluzione implica un certo impegno, perché bisogna fare attenzione che nessuno dei due trombamici si innamori. Inoltre non ce l’hai a casa. Quando devi trombare, devi chiamarla e darti appuntamento. È scomodo quando vuoi trombare, però per il resto hai completa libertà di gestirti la vita. Un mio amico la pensa come te.
    Gianni, certo, ci sono matrimoni dove il padre-padrone o la donna vessa il/la consorte, rendendogli la vita un inferno.

  • 146
    Alienus -

    Trader,

    guarda che una trombamica non ha sentimenti e quindi non può innamorarsi, è impossibile. Comunque preferisco vivere da solo e soddisfarmi con i miei hobby, di relazionarmi, fidanzarmi o sposarmi non ci penso nemmeno!

    https://youtube.com/watch?v=FgQviWMh_ow

  • 147
    Sentenza -

    Le 5 cose che ti rovinano La vita nel 99,99% dei casi . Non lo dico io ma dati statistici oggettivi ed inconfutabili , che piaccia o no questa è la la realtà

    1 – matrimonio = perdere la libertà di poter smettere di amare e la costrizione di dover prendersi cura di un altro per tutta la vita Una volta terminato L Eros (100% dei casi)

    2 – creare una società con un amico , un parente , un fidanzato/a.

    3 – parlare dei fatti tuoi a qualsiasi altro. Che sia pure tuo fratello tieniti per te i fatti tuoi. Primo perché agli altri non interessa , secondo perché o sono invidiosi se vinci o godono se perdi, terzo perdono la magia

    4 – impuntarsi a realizzare obbiettivi logico razionali (dedicando magari una vita) dei quali in fondo non ci importa più una sega, perdendo di vista ciò che in quel momento ci andrebbe realmente di fare

    5- non prendersi cura del proprio corpo, unico proprio Dio, allenandolo E curandolo

  • 148
    Gianni -

    Alienus, io non credo convenga vivere la vita da soli. Almeno non per troppo tempo. La cosa piu bella credo sia condividere la vita con un’altra persona alla quale si voglia bene ricambiati. Certo il rischio é che se ti capita una cosa come quella capitata a me sono caz….
    D’altronde é anche vero che al giorno d’oggi 6 matrimoni su 10 vanno a rotoli. E di quei 4 che restano almeno un paio vanno avanti per inerzia. Due dovrebbero essere quelli felici. Un po pochi per la verità.
    Trader non mi riferivo a situazioni cosi estreme. Intendevo una prigione quella intesa come un posto dove la vita si rivela estremamente piatta e priva di stimoli.

  • 149
    Trader -

    Alienus, se la trombamica non ha sentimenti (come una bambola gonfiabile), analogamente nemmeno tu che sei il suo trombamico hai sentimenti.
    Si può coltivare hobby, fare sport e avere i propri spazi anche da sposati, ma in più fai altre cose con il/la compagna/o. Non è meglio? Vabbè, a te non interessa, vuoi vivere solo.
    Però non sono d’accordo sulle dissertazioni su youtube di Enrico. Lo conoscevo già. È un bravo ragazzo, ma non condivido quando dice che ci si può anche masturbare piuttosto che trombare. Aveva fatto anche un video per difendere chi si fa mantenere come fa lui. È deprimente che un giovane viva senza la minima ambizione.
    Buona masturbazione a tutti i single!

  • 150
    Trader -

    Alienus, ho già trovato casualmente su LaD due donne che smentiscono la tua affermazione, secondo cui la trombamica sia un robot priva di sentimenti e di conseguenza non può innamorarsi.
    Leggi i commenti 5 e 6 Elly19 e Elena su questa lettera:
    https://www.letterealdirettore.it/persone-solo-sesso-legame/
    Cosa ne pensi?
    C’era Juno in tv poco fa, la.sedicenne incinta. i suoi genitori si stanno separando, lei ha questa storia travagliata col tipo che l’ha messa incinta, vede intorno a sé altre storie difficili tra le coppie, allora si interroga se le relazioni sentimentali possano durare. Guardatelo per riflettere su questa tematica. Divertente. Quando a Juno le si rompono le acque grida: “Papà, o mi sono pisciata addosso o è in arrivo il fagiolo!” (Il fagiolo sarebbe il termine con cui Juno indicava il neonato).

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