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Lui è sposato ed io sono un’amante

di chillido44

Riferimento alla lettera: Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Categorie: - Amore - Famiglia

2.507 commenti

Pagine: 1 13 14 15 16 17 51

  • 701
    LUNA -

    EMA: no, non è la mia professione.
    è una parte della mia esperienza che, de panza, evidentemente ho messo in circolo. il mio modo di essere qui, come ciascuno ha il suo modo.
    l’esperienza anche con la psicologia, sì, ma non teorica, quella che io ho assimilato per me durante il mio viaggio.
    sono arrivata qui raccontando dei fatti, un elenco di fatti che erano il mio angolo in cui sbattevo come una pallina. Per quanto avessi fatto dei passi (ma altri dovevo farne ancora, e altri devo farne) lì, nero su bianco, c’era il mio angolo.
    c’erano le cose che mi ero ripetuta tremila volte. La mia storia, al punto in cui stava, io la conoscevo già. Non avevo bisogno di ripeterla. Non avevo bisogno del ping pong. Mi è venuto da aprirmi su un altro piano. Quello che vedi. La parte costruttiva del viaggio
    Questo se devo pensarci, perché la cosa è de panza, non l’analizzo.
    metto in circolo, forse, le chiavi di lettura diverse che sono servite a me. per esempio spostare da “tu mi fai sentire così quando” a “io mi sento così quando tu…”. Sembra una cazzata, ma non lo è.
    non è una sfumatura.
    la prima cosa implica dipendenza, la seconda implica il fatto di poter scegliere se ci si vuole sentire ancora così oppure no. Mette il centro nella panza.
    Poi tra il fatto di poter scegliere e scegliere effettivamente può esserci di mezzo il mare, l’oceano, ma capire che è dentro di noi che proviamo le sensazioni, e non fuori, fa già la differenza.
    “Tu mi fai sentire così” quindi o smetti di fare così o io continuerò a sentirmi in questo modo. Resto qui mentre tu fai così, e non ho scelta.
    “io mi sento così quando tu fai così”, quindi indipendentemente da quale sia il motivo per cui fai così o colì (e possiamo parlarne e puoi spiegarmi i motivi) il centro è che io comunque questa sensazione ce l’ho. E’ mia. E io posso decidere cosa farne.
    Che tu cambi o no è cosa tua.
    Se io mi sento male o sento bene è cosa mia.
    Nel presente. Ora. Il resto è testa.
    Naturalmente il discorso non è

  • 702
    LUNA -

    così semplice, nel senso che una chiave di lettura diversa, che sposta l’attenzione su di te (tu generico), non è la risposta.
    è una via sulla quale puoi eventualmente sintonizzarti meglio su di te per trovare le TUE risposte. Cosa voglio? Cosa c’è? e trovare se le cose collimano.
    Vero, certe volte vorremmo che le persone ci dicessero: è giusto, è sbagliato, fai questo, fai quello, sei buona, lui è cattivo, o viceversa. E’ sincero. No, è stronzo.
    Ma la risposta sta dentro, cmq. Anch’io mi sbilancio, pur pensando che ognuno sa per sè.
    Vedi nelle lettere in cui si parla di molestia morale e violenza psicologica. Ci sono dinamiche che funzionano in un certo modo, estremo…
    Il fatto cmq è che se è vero che noi abbiamo il diritto di tendere al nostro benessere interiore, e per tendere verso questo dobbiamo capire cos’è quel benessere per noi, VERAMENTE, il mondo là fuori è composto da persone che seguono le loro sensazioni e le loro motivazioni. La vita a due nasce dall’incontro tra due persone che fanno collimare i loro mondi. E motivazioni. Aspettative. Paure. E le variabili sono tante.
    Io, a leggere quello che hai scritto, ho pensato: quest’uomo quando dice che si sente confuso è sincero.
    Poi quello che c’è nella sua confusione lo sa lui. Si spera.
    Ma mi pare anche lui bloccato nel: “tu mi fai sentire così”.
    Lui dov’è?
    Lui è nelle cose che ti dice. Ma al contempo non si sente, si sente ascoltando TRE voci. E con la paura di perdere il controllo della situazione, e il bisogno di ascoltarsi, che preme.
    La soluzione forse è il silenzio.
    Allontanarsi dalle motivazioni, sensazioni, aspettative altrui. Ma il silenzio fa paura.
    E’ il vuoto.
    Fa paura non solo a lui, ma a tutti e tre.
    E’ naturale che sia così, perché tutti hanno paura di perdere il controllo della situazione, che la situazione si evolva “male”.
    Ma probabilmente il modo che ha per capire, e per non farsi venire l’herpes, è avere il coraggio di prendersi uno spazio per sè, dove ascoltarsi.
    Credo

  • 703
    Ema -

    Luna, sai alle volte vorrei conoscerti meglio, sapere di dove sei, quanti anni hai, chiederti quali sono le tue esperienze che ti hanno portata ad essere così, farmi raccontare i tuoi modi di reagire, di stare male, di essere felice…ho provato all’inizio a chiederti qualcosa di te ma non ho avuto risposte ed ho capito che non avrei dovuto insistere perchè sono cose tue e non mi devono riguardare…è solo che mi ritrovo a parlarti del mio personale, a chiderti aiuto ed è come se sentissi un certo distacco da te, ma è giusto così, perchè comuqnue la tua vita ed il tuo modo di affrontarla non sono come i miei e non posso cercare lì le risposte alle mie sofferenze.

    Sono ancora debole, lo sono stata ieri sera, non sono ancora capace di uscire da tutto, non sono capace di non cercarlo, non sono capace di arrendermi…perchè tutto questo? perchè è come un chiodo fisso?
    Gli ho scritto, gli ho chiesto di dirmi se aveva deciso di riprovare con lei o se stava ancora cercando di capire…gli ho giurato che sarei sparita senza più msg e tel, ma avevo bisogno di saperlo…

    La sua risposta mi lascia senza parole, il vuoto totale dentro di me, sentivo il cuore come sotto una pressa… “perchè permetti di fare ruotare la tua vita intorno alle mie decisioni? perchè credi che al di fuori di me non ci sia di meglio? cosa ho io che non puoi trovare in un lui? Sto forse cercando di proteggere quella persona che vedo ancora innamorata di me..ma non so dirti se io ci sto ancora per amore o per cos’altro..so che mi sento vuoto con lei malgrado sia presente..e quel vuoto è rappresentato dalla tua non presenza, perchè la sto respingendo. Giorgia torna la prossima settimana, spero mi aiuti e spero tu capisca” (Giorgia è la psicologa a cui aveva chiesto aiuto già anni fa)

    Non capivo il perchè di quelle parole, e non il fatto della sua confusione, quanto tutto quel fastidio che di colpo sembrava io gli dessi…era come se mi dicesse di innamorarmi di qualcun altro, come se

  • 704
    Ema -

    volesse solo che di punto in bianco io sparissi dalla sua vita…lo so, spesso capita proprio così, spesso quando decidono di restare con la moglie vogliono proprio che una sparisca dalla loro vita di colpo, ma allora non avevo capito niente di lui, allora mi aveva preso davvero in giro, allora mi aveva mentito e l’aveva fatto proprio per cattiveria per in questi 4 mesi non ho smesso un giorno di pregarlo di non prendermi in giro perchè uscivo da una situazione già particolare per me e non avevo bisogno anche di quello, e lui mi aveva giurato che non lo stava facendo, me l’aveva giurato con le lacrime agli occhi e gli ho ccreduto…

    Gli ho detto tutto ciò, che non capivo la sua cattiveria nei miei confronti, non capivo perchè fosse cambiato così di colpo, perchè tutto potesse cambiare da un giorno all’altro, perchè avesse detto cose diverse da un giorno all’altro, perchè mi odiasse così e che mi dispiaceva avergli rovinato così la vita e sarei sparita

    Dopo alcune ore riaccende il tel e mi scrive… “stai qui”…
    poi mi chiama ma avevo già la suoneria spenta e non rispondo, e dopo pochi minuti mi riscrive… “no voglio essere cattivo con te..non lo sono mai stato..non ti odio, è me che ODIO!! IO MI ODIO per come ti sto facendo male e perchè non ti do quello che meriti..ecco, ecco perchè ti ho trattata male, per difenderti da quello che ti fa soffrire e sono io la causa.. non rinnego nulla di quello che c’è tra noi, sei solamente la cosa più bell che potevo incontrare e mi viene rabbia con il destino bastardo.. Scusami amore scusami, sono momenti in cui sono combattuto.. adesso i pensieri sono anche per la causa legale che ho fatto per il lavoro perchè le cose si complicano e poi mia cognata non ci voleva proprio.. Manu quello che provo per te non è cambiato credimi.. Ho acceso il tel per dirti questo e mi spiace che lo vedrai domattina e non ora..notte..TI AMO

    Allora Luna dimmi tu che cavolo devo fare…dimmi tu qualcosa perchè io non ci capisco più niente

  • 705
    fl53 -

    ciao, ciao a tutti … ficco il naso qui dentro, sperando di non disturbare e di non ripetere cose già dette o di parlare a sproposito, per continuare un po’ quel che dice Luna (ciao ^____^ ) circa quelle voci e il silenzio forse necessario a dipanare la matassa, ed anche circa la differenza che c’è tra dire “Tu mi fai sentire così” e “io mi sento così quando tu fai così”. Che fatica, uscire da quel ‘tu mi fai sentire, mi fai pensare, mi fai fare…’.
    E’ una faticaccia, soprattutto perché implica rinunciare a ‘far fare’, a ‘far sentire’ a ‘far pensare’ … lo so per esperienza, ma poi ho trovato confermata su libri e manuali… Smettere di farsi controllare, implica decidere, prima, di rinunciare a controllare.
    Facilmente noi donne dimentichiamo che non solo da noi dipende la scelta: dimentichiamo che l’uomo, tra le due contendenti, è anche lui dotato di volontà e cervello e sentimenti. Ci prendiamo addosso tutta la scelta: e finisce, magari, che per il nostro eroismo un uomo davvero amabile torni con un’arpia, oppure che l’arpia la facciamo noi rubando a una moglie amabile un uomo traditore…
    Una mia amica, un giorno in cui mi dibattevo in una situazione analoga a quelle di cui si parla qui (mi pare), mi disse girando pensierosa il cucchiaino nel caffè, seduta al tavolo della mia cucina: “Lui non può decidere, non ha sicurezze …”
    Fu così che capii: io continuavo a ragionare, a cercar ‘quel che è meglio’, ‘quel che è giusto’ e sbagliavo.
    Così, ho dato e detto le mie certezze: io sento questo per te, ti considero così, con te sto bene, penso che vivremmo bene insieme, ma non mi adeguo a una soluzione a tre, e non sono tipo da avventure. Sono disposta a costruire e lavorare, ma non decido per te e nemmeno mi va di stare in bilico nel marasma. Sei responsabile come me di questo stato di cose: scelgli la tua parte, io ti ho detto la mia scelta.
    Così, c’è stato un percorso faticosissimo, siamo passati attraverso il

  • 706
    fl53 -

    distacco totale. Se lui non mi avesse più chiamato, io non lo avrei mai più chiamato: rispetto per la sua scelta.
    Lui, così, si è confrontato non con due forze opposte, ma con la sua
    situazione, dentro la sua relazione. Si è confrontato ed ha risolto una cosa che non funzionava da decenni e che lo stava intrappolando dentro una negazione di se stesso che ormai era giunta alla denigrazione (non solo noi donne subiamo certe cose…). Io stavo lontana, senza ‘far fare’ nulla, se non permettere un confronto e una soluzione, in un modo o nell’altro. Non era piacevole per me: dietro a tutto c’era un sentimento forte nato dall’aver riconosciuto nell’altro lo specchio, l’eco relazionale con cui condividere mappe di valori simili (basate non sulla sopraffazione ma sulla comunicazione, non sullo schema ma sull’apertura). Eppure, malgrado il sentimento forte, stavo meglio: rinunciando a influenzare e controllare io ero, semplicemente, io. Lui era lui e lei era lei: diritto di precedenza rispettato, pazienza del tempo, speranza ma senza illusione, fino alla convinzione che la strada era definitivamente chiusa e all’accettazione. In fondo, ho pensato, se lui sceglie di ‘stare là’ significa che per lui è meglio: quindi, è meglio anche per me ed io sapevo di non aver ‘tirato’, di non aver manipolato.
    Poi, inaspettatamente, con il tempo necessario, ‘di là’ le cose sono saltate, e non sulla mia pressione, ma sulla mia totale assenza: per libertà, e non perché io avessi con-vinto nessuno.
    Così, quello che ne è nato, è qualcosa di nuovo, libero da schemi e da controlli reciproci … la certezza della libertà costante della quotidiana scelta reciproca vale più di mille catene.. e la vita è meravigliosa

  • 707
    Ema -

    So che non ha senso scrivere qui i messaggi e non ti frega neppure di leggerli ma io ho bisogno di capire qualcosa…mi sembra solo di impazzire…non capisco se non sono capace di capire che una persona mi sta prendendo in giro o se davvero a volte si creano queste situazioni così complicate…se davvero qualcuno che ti dice queste cose può essere combattuto a tal punto…se davvero si può stare in un matrimonio per il bene degli altri… se davvero il destino può essere così bastardo… ma il destino se non erro ce lo creiamo noi e se lui ne volesse uno diverso farebbe di tutto per ottenerlo..

    E allora Luna perchè? Se mi prende in giro, perchè farmi del male a tal punto?
    E se invece è tutto vero ciò che ci lega perchè star male così entrambi e non trovare la forza di fare certi passi?

    Preferirei sentirmi dire che l’ama, che l’ama ancora e che non riesce ad immaginare una vita senza di lei e allora mi tirerei da parte con una motivazione plausibile…invece al tel mi ha solo detto che non si sente di amarla, che i suoi sentimenti per lei non sono più quelli di un tempo, ma non capisce allora cos’è che gli fa dispiacere nel vederla soffrire…

    Cosa devo fare, cosa?
    Per una volta stacchiamoci dal “cosa mi fa star bene, cosa mi fa star male, le cose dipendono da me e non dagli altri, ecc” perchè sappiamo che ragionamenti del genere riusciamo a farli quando non ci siamo così “sotto” col cuore, bensì quando stiamo iniziando a risalire…stacchiamoci da tutte queste cose giuste per una volta e dimmi secondo te, se fossi una tua amica o una tua parente, un qualcuno che conosci, secondo te cosa devo fare???

    Tu, uscendo dalla teoria e fermandoti solo per un attimo sulla pratica, cosa faresti? Spariresti? Cercheresti di capire? Ti arrenderesti? Aspetteresti di vedere a che conclusioni lo portano i colloqui con la psicologa? cosa…dimmelo per favore…dimmi un tuo parere…cosa…

  • 708
    francesca -

    X fl53

    fa stare davvero bene lggere quello che scrivi,
    io sto affrontando quel distacco che dici ed è veramente dura ( nella mia immensa sfiga chiaramente ci si mettono 3000 fattori penosi in piu nella vita)

    ma quello che dici è stimolante

    davvero una boccata d’aria sana…e qualche speranza che anche per noi altre possa andare come a te…

    grazie
    c.

  • 709
    fl53 -

    ciao Francesca :))
    sì, è altamente probabile che ci siano 3000 fattori penosi … li avevo anche io, ancora li ho. Fattori che acutizzano lo stress di una cosa già di per sè difficile, ma in ogni caso, se anche non fosse andata come mi è andata … io sarei stata libera per un altro incontro, e comunque avevo guadagnato uno star bene da sola che non mi metteva nella condizione di beccare il primo che passava, con tutti i guai che ne conseguono.
    …. comunque in bocca al lupo, e un abbraccio

  • 710
    LUNA -

    EMA, allora, per prima cosa conta fino a dieci, al contrario. E questa non è teoria, è pratica. Fai un bel respiro.
    Rispetto le tue sensazioni, ma, mi spiace, per quanto mi riguarda, ti freno. E non ti freno con distacco, ma con partecipazione.
    Ma ti freno, perché quando dici:
    “So che non ha senso scrivere qui i messaggi e non ti frega neppure di leggerli” esprimi un tuo stato d’animo ficcandomelo addosso.
    Chi ti ha detto che non mi frega di leggerli? E’ un tuo pensiero, non è il mio. Ed è un tuo pensiero, su di me, con il quale ti fai male tu, nel momento in cui pensi che io me ne frego, ecc.
    Ora, intendiamoci, non sono arrabbiata con te, in alcun modo. Anzi, mi dispiace moltissimo che tu stia male.
    Putroppo qui non abbiamo gli sguardi. Sarebbe più semplice.
    Stasera ti avrei detto: dai, andiamo a farci una camminata, su, così ti sfoghi. Perché hai un’adrenalina (è naturale) che metà ti basta.
    Mi dispiace che tu stia male, mi racconti una sofferenza, e per quel che posso la sento. Pure se non ti ho mai vista in faccia e pure se non sei mia sorella.
    Che centra?
    Se così fosse non sarei qui, in un forum. Dove parlo quotidianamente con persone che non ho mai visto in faccia e che non mi sono parenti, e la cosa è reciproca, quando io scrivo a loro.
    Persone di cui so quello che scrivono, e basta. Ma scriviamo sensazioni, emozioni, gioie e disperazioni, domande e risposte, più che curricula vitae. Anche quando si raccontano i fatti.
    Ci sono molti modi di interessarsi alla gente, Ema.
    Esiste un modo per cui vogliamo che gli altri dipendano da noi, e vogliamo esserne dipendenti, perché altrimenti ci pare che non ci si caghi abbastanza. Vogliamo che facciano quello che diciamo noi, e se non lo fanno ci incazziamo, e diciamo: e allora che me lo hai chiesto a fare se poi fai quello che ti pare? Mi pigli per il cu…?
    Ma questo non è il mio modo. Non lo è neanche con mio fratello, nè con mia madre, né con le mie migliori amiche da 30 anni.
    Non dico che sia quello

  • 711
    LUNA -

    giusto, ma quella che tu chiami teoria per me non è teoria.
    A gennaio nell’arco di due giorni, due, ho avuto un lutto in famiglia, una persona che adoravo e mi adorava (e ancora non riesco ad entrare in casa sua, lo farò). E subito dopo un mio amico, nonché moroso della mia amica, è morto in un incidente racappricciante. L’altra nostra amica, pochi giorni dopo, ha scoperto che sua madre aveva un cancro. E nessuna delle tre veniva da periodi rose e fiori. E ti risparmio il resto della carne al fuoco. Giochi di empatia, di autopreservazione, di equilibrio. Al millimetro. In casi come questi ci si può volere tutto il bene del mondo, ma si può camminare sulle uova o farsi male a vicenda se non si riesce a trovare un equilibrio nel chiedere (anche troppo poco non va) e nel dare (troppo, superiore alle proprie possibilità). E nel sapere che gli altri esistono al di fuori di noi, e che tutti seguono le loro motivazioni.
    Mi dici che le cose di cui parlo funzionano quando uno non è sotto pressione. Mi spiace, non sono d’accordo: per me no. Sono quello che può fare la differenza quando SEI sotto pressione. Quello che ti ricentra. Quello che ti ricorda che esiste un primo salvagente di cui non si può fare a meno, mai: noi stessi.
    Se gli altri rispondono alle nostre esigenze, se incontriamo brave persone invece di cattive persone fa enorme differenza, sono d’accordo. Se siamo amati o no, se siamo compresi o no, se le cose vanno per il verso giusto o no. Chi lo nega? A me è capitato di piangere per 14 ore di fila perché le cose andavano storte nello storto. Perché non è vero che quando ti muore qualcuno relativizzi tutto. Non smetti di essere sensibile sul resto, lo sei di più semmai. Sei esposto come non mai. Lui ti fa male, ma tu non stai cercando il TUO salvagente interno, Ema. E ti ho risposto: penso che lui dovrebbe prendersi lo spazio di capire che c.... vuole e pensa. Ora le risposte che vuoi non le ha. Ti fa stare male, lo capisco benissimo, ma è così. NON LE HA.

  • 712
    marta -

    ciao a tutte!ultimamente non ci sono stata e non potevo usare il pc,ma appena tornata ho letto tutti i vostri commenti,mi dispiace Ema,e come hai detto tu i consigli delle persone non fanno effetto finche non ti senti stretta…cmq sia la decisione spetta a lui,e tu non hai nessuna colpa,puoi aspettare ke si decida ma quanto tempo è passato da quando lui doveva riflettere?è dura accettarlo ma la vita è solo una vivila sorridendo,cerca di uscire da questa trappola damore,xke non senpre le persone che amiamo sono fatte per noi…

  • 713
    LUNA -

    Marta: ciao 🙂
    sono d’accordo con te.
    e anche con FL53.
    E’ quello che intendo quando dico: lui ora le risposte non le ha.

    Il che non significa qualcosa di buono o qualcosa di brutto.
    Nel senso: non è che non averle sia una scusa per tenerti sulla corda per i prossimi 250 anni, bada bene, non è quello il senso delle mie parole.
    Però se lui dice quello che ti ha detto è molto probabile che in questo momento si senta così.
    Sì, anche con tutte quelle che tu percepisci come contraddizioni. E quindi che possiamo farci?
    E’ chiaro che esiste la tua panza, la tua volontà, il tuo sentire e decidere se sia meglio chiamarlo, chiedere, per esserci anche tu, con le tue ragioni, mentre lei dice le sue ragioni, perché abbandonare il campo ora, per te, probabilmente significa anche probabilmente avere la sensazione al contempo di lasciare spazio a lei per tenerselo stretto.
    Al contempo tu non vuoi importi, ma vuoi che scelga, veramente, di stare con te.
    Dentro questa faccenda ci sei tu, ci siete voi.
    Ci sono tre persone che certo in questo momento sono più prese dall’emotività che dalla lucidità. Ed è naturale che sia così.
    Tu mi chiedi: cosa faresti tu?
    Probabilmente io cercherei di fare un passo indietro.
    Di lasciare che quest’uomo se la sbrighi con se stesso, e che si prenda anche la responsabilità di farlo.
    Di capire cosa vuole e cosa è in grado di fare.
    In fondo a te delle ragioni per cui lui non riesce a lasciarla ora non importa. A te importa di sapere se lui la lascia o no.
    Se lui comincia una nuova vita con te o no.
    Sarei veramente in grado, al posto tuo, di fare quel passo indietro, di prendere fiato e lasciare che lui se la sbrighi nella sua testa e nel suo cuore e di tornare, se torna da me, con una risposta?
    Probabilmente sì. Ma non perché non soffrirei, o non starei a chiedermi cosa prova veramente, e se mi ha presa in giro oppure no…
    Ma perché mi renderei conto, sotto al cumulo di emozioni a palla, che nel momento in cui lui mi dice perché non ha

  • 714
    LUNA -

    la risposta adesso mi sta dicendo la sua verità. E che nel momento in cui mi elenca tutte le ragioni per cui non ha la risposta si stressa e stressa anche me, oltre misura. Che ciò confonde, probabilmente, le acque, affinché schiarirle.
    Perché al di là delle risposte, della ricerca delle risposte attraverso le parole, più forti sono le motivazioni e le sensazioni, che uno ascolta dentro di sè, come, peraltro, hai fatto tu quando hai deciso di lasciare il tuo ex dopo 11 anni.
    Cose che a volte, mentre ci siamo dentro, non siamo capaci di decodificare in parole, e che hanno una loro evoluzione, in un senso o nell’altro. Abbiamo bisogno di tempo per vederci chiaro.
    Le altre persone possono aspettarci? Lo faranno?
    Il punto è che la responsabilità del fatto che le persone soffrano perché non abbiamo una risposta non cambia il fatto che in quel momento non l’abbiamo. E forse, sì, ci può da un lato far capire delle cose importanti, perché è anche con gli altri che ci relazioniamo, ovviamente. Ma dall’altro può distoglierci dall’ascoltare noi stessi.
    Io non vorrei mai che mi dicesse: l’ho lasciata per te.
    Ma piuttosto: ho cominciato una nuova vita, chiusi i miei conti con il passato. Perché andarmene era quello che volevo io.

    Allora, anche se non ho esperienze analoghe a questa tua, mi rifaccio ad altre mie esperienze e pensando a quando non ho fatto e a quando invece ho fatto quel passo indietro, perché saltasse fuori un certo tipo di verità, buona o cattiva che fosse, ma quella che per me è verità (persone che si ascoltano, e sanno quello che vogliono, e se ne prendono la responsabilità) ti dico: lo farei.

    Secondo me se tutti si staccassero un po’ da questo calderone, guardandosi dentro con un po’ di autonomia, non come responsabilità verso terzi, ma come onestà con se stessi, in primo luogo, le risposte, qualsiasi siano, arriverebbero prima. O almeno sarebbero più centrate che con la sensazione di “panico”.

  • 715
    Ema -

    MARTA: Già, non sempre le perone che amiamo sono fatte per noi…o forse non sempre le persone che amiamo e che sono fatte per noi (perchè fino ad oggi, purtroppo o per fortuna, ne sono convinta) ci vogliono…
    Tu piuttosto come va? Spero che le cose migliorino sempre di più…

    FL53: Vorrei trovare la tua forza, vorrei riuscire ad impormi ed affrontare la fase del distacco rendendola qualcosa di costruttivo, come hai fatto tu, per ritornare ad essere “semplicemente io”, ma non ci sto ancora riuscendo…ho ancora la sensazione di annegare senza riuscire a trovare il “mio salvagente” a cui aggrapparmi…

    FRANCESCA: Avrei voluto leggere la tua storia ma forse non sono andata abbastanza indietro per trovarla…già, alle volte da sollievo leggere le storie degli altri, ti ritrovi a sognare, a dirti che allora se è successo a loro può accadere anche a te, ma poi finito il racconto ti ritrovi nella tua di storia, storia di persone diverse, sentimenti diversi, caratteri diversi, modi e bisogni di affrontare la vita diversi e allora torni a fare i conti con la TUA realtà…

    LUNA: Hai ragione, non sto cercando il MIO salvagente…non so dove e come cercarlo, o forse non ho ancora voluto cercarlo, ma come si fa?
    Come si fa quando ti alzi la mattina già con il desiderio di piangere però in casa c’è tua madre e non vuoi farti vedere così; come si fa quando poi esci e vai a firmare il contratto d’affitto della nuova casa e ti ritrovi a doverti sforzare di trovare concentrazione per leggere quelle 4pagine in croce altrimenti inizierebbero a scivolarci sopra le lacrime; come si fa quando finalmente hai finito, voli in ufficio, tiri un sospiro di sollievo perchè vedi che sei sola e finalmente quel fiume di lascrime inizia a scorrere, scorrere, scorrere, sperando che non arrivi nessuno, che non telefoni nessuno, che nessuno ti disturbi in quel momento che hai tanto aspettato dalla mattina presto e ora non ne potevi davvero più di tenerti il male dentro…lui ti manca, non

  • 716
    Ema -

    sai cosa succede a casa sua, cerchi di immaginare, ti fai domande su domande, immagini mille cose e questo ti fa ancora più male ma è come se fossi masochista e vuoi sbatterci dentro il naso sempre di più, finchè le lacrime sono finite e quasi te ne meravigli, quasi vorresti ne scendessero ancora pur di far uscire quel malessere che hai dentro…non sai se pensare che lui stia già cercando di riprovarci con lei o stia ancora cercando di capire se stesso e tutto ciò che è accaduto negli ultimi tempi…e ti aggrappi a quella speranza ma poi ti soffermi, lui non c’è vicino a te…che abbia deciso di riprovare o di capire, resta il fatto che lui ora non è lì con te ed è una sua scelta…e allora senti di nuovo il male, ed è tutto un circolo.
    Capisci che devi assolutamente trovare quel salvagente a cui aggrapparti ma non sai da dove iniziare…NON SO DA DOVE INIZIARE LUNA…dal non pensare? è difficile, i pensieri vengono da sè, te li ritrovi in testa puoi solo sostituirli con degli altri, ma il tuo malessere lo senti comunque… dallo smettere completamente di cercarlo? Si, questo lo puoi fare, puoi staccare il tel, puoi lasciarlo a casa, puoi, ma non sono ancora stata capace…
    Puoi guardare le realtà, guardare i suoi atteggiamenti, le sue scelte/non scelte e puoi dirti di essere obiettiva, puoi ripeterti tutti i discorsi che abbimo fatto tu ed io Luna, ma il male lo sento dentro, lo sento, c’è ed è come se mi bucasse l’anima.
    Mi sono ritrovata in tanti tuoi discorsi, ho fatto attenzione ad ogni parola, ogni sfumatura, ma mi ritrovo a chiedermi se sono scema, se non capisco nulla, perchè non trovo quel salvagente? Non sono capace di cercarlo? Non ho capito effettivamente cosa devo trovare? Da dove devo iniziare, perchè io davvero non capisco!!! Reagire…ma come? Io non riesco ad analizzare me stessa, non riesco a fare i conti col mio interiore per ritrovare ME, una me indipendente da lui, dall’ex, una ME e basta, una ME per ME.
    In coro…VA DALL’ANALISTA !!!

  • 717
    LUNA -

    EMA: se per “analista” intendi lo specialista che fa una terapia che spesso dura anni, e che ti fa pensare a Freud, ne esistono però altre, come per esempio quella
    cognitivo-comportamentale (cito da internet: “orientata al presente e volta a risolvere i problemi attuali)”, la terapia strategica breve (un esempio a caso da internet: http://www.terapiabrevestrategica-vicenza.it/terapiabreve.html ), e pure, si tratta di un diverso tipo di specialista, il counceling (da wikipedia: indica un’attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, lavoro, scuola).

    Magari tutte cose che sapevi già. E che ti scrivo non pensando che tu abbia bisogno “dell’analista”, ma per dire che per quanto mi riguarda non ho alcun pregiudizio riguardo il fatto che, come si va dall’ortopedico quando fa male un ginocchio, e ciò provoca disagio, si possa benissimo, quando si è in difficoltà emotive, o relazionali, quando, in parole povere, non ci si sente bene nella propria pelle e si ha la sensazione di non gestire il disagio, ci si possa rivolgere, se se ne sente il bisogno, a quest’altro tipo di specialisti.
    Trovando e cercando quello che fa per sè.
    Ma poiché molti pensano ancora che andare dallo psicologo significhi starci dieci anni, analizzando perché da piccoli si mangiava il gelato al pistacchio e non quello alla vaniglia, forse può essere utile sottolineare che esistono anche le terapie brevi.
    Quando brevi?
    Dipende dalla terapia e anche dalle esigenze del paziente.
    Peraltro qualsiasi approccio si scelga, anche quello “lungo” va benissimo. Ognuno trova quello che fa per sè e sa i suoi perché.
    Cosa personalissima. Vedi l’uomo di cui sei innamorata che, giustamente, fa il SUO percorso con la SUA psicologa.

  • 718
    LUNA -

    Detto questo, ti dico come ha scelto, assolutamente de panza, un’amica mia il suo psicologo:
    chiamando vari numeri che le erano stati consigliati.
    la segreteria di lui, in cui lui parlava direttamente, con un certo tono, una certa voce, le era piaciuta più delle altre.
    Naturalmente lo ha scelto sul serio quando, ai primi colloqui, ha capito che lui era quello che cui si sentiva di impostare un “lavoro” su di sè.
    Con questo intendo dire che non ti invitavo ora, se mai decidessi di andare dallo psicologo, a farti una testa come un pallone confrontando le varie teorie, ma solo dire che, appunto, che andare dallo psicologo significa voler stare bene nel presente, perché è nel presente che si sente disagio. Che sia pure pensando a 20 anni fa o a domani e dopodomani.
    Andare dallo psicologo è comunque un’esperienza personalissima, ciascuno, se ci va, trova il suo momento e la sua strada e poi la percorre come si sente.

    dici: @poi finito il racconto ti ritrovi nella tua di storia, storia di persone diverse, sentimenti diversi, caratteri diversi, modi e bisogni di affrontare la vita diversi e allora torni a fare i conti con la TUA realtà…”.

    Ecco, messa su questo piano, la tua frase sull'”analista”, può essere letta così: un luogo dove fare, appunto, i conti con la TUA realtà.

    Mi parli del pensiero, che non si può controllare.
    Ma in realtà, forse, quando ci scrivi, parli di tre cose insieme: 1. del malessere, il dolore, quello emotivo, che sta nel “cuore”, nella panza, nello stomaco, nelle lacrime, 2. della capacità analitica che hanno gli esseri umani nel guardare la loro realtà e quella circostante, anche attraverso tesi e antitesi, diversi punti di vista ecc. 3. e poi ancora di come i pensieri vadano a palla, a volte in circolo vizioso e in ping pong quando diventano la difesa, di testa, al dolore emotivo, all’ansia (per esempio da abbandono), alla frustrazione.
    Una cosa da cui, forse, ti senti travolta in questi gg.
    Detto semplicisticamente, me ne rendo conto.

  • 719
    fl53 -

    Ema: la forza ce l’hai, credimi, e la usi. La usi nel trattenere il pianto per ore e poi scioglierti in cascate di lacrime, la usi nel far finta di nulla con tua madre, la usi quando voli tra contratti di affitto e ufficio con il pianto in gola, quando vuoi dimostrare a te e a lui che sei la cosa più bella della sua vita, la usi quando scrivi qui in cerca di aiuto… una forza che usi ancor di più quando dici che non ce l’hai (come dici a me) e resti nella fatica tremenda del tuo dolore. Solo, la tua è una forza da trasformare: da statica a propulsiva. Da pietra al collo, in ali: la condizione è che tu VOGLIA uscire dal malessere che ormai è diventato la tua vita… il pericolo è abituarsi alla sofferenza, alzare la soglia, rifiutare l’aiuto e respingere salvagenti. Tu mi dirai … se lui decidesse io sarei contenta… ma qui la risposta te la dà proprio lui, lasciandoti ‘senza parole e nel vuoto totale’: @ “perchè permetti di fare ruotare la tua vita intorno alle mie decisioni?”@
    C’è dentro moltissimo, in queste parole… prova a pensarci, invece che cadere nel vuoto: tra l’altro, c’è molto di quel ‘far fare’, ‘far sentire’ che, dando all’altro il controllo su di te, nello stesso tempo tende al controllo su di lui.
    Mi dici che vorresti avere la mia forza, ma io ho dovuto tirarla fuori dalla stessa forza statica che hai tu e che mi stava disintegrando: anche io ero uscita da un’altra storia, devastante, anche io vivevo con il pianto in gola … finché mi sono accorta che più sei forte, più soffri. Se la nostra forza sta tutta nella resistenza a soffrire, siamo fuori strada.
    Allora, ho ribaltato la forza da pietra al collo ad ali: ho deciso, io volevo essere innanzitutto in grado di vivere SENZA NESSUN UOMO, ed è stato un momento gioioso come il primo accorgersi di un nuovo amore … era amore per me. Questo è stato il salvagente a cui ho DECISO di aggrapparmi. Mi sono invitata in un bel bar, mi sono offerta una

  • 720
    fl53 -

    enorme spremuta e sono rimasta lì un’ora e passa a parlare in silenzio con me, per dichiararmi il mio amore. Ogni gesto, ogni minuto del tempo successivo lo avrei impiegato per corteggiarmi, per farmi sentire quanto ero importante per me, per capirmi e coprirmi di attenzioni, per proteggermi da chi mi faceva del male, per riscoprire i miei desideri, i miei interessi e i miei talenti, per abbandonare ‘bachi’ di comportamento’ e mi sarei sostenuta leggendo, chiedendo aiuto, ascoltando. Da quel giorno, ho mandato a quel paese piagnucolosi o strafottenti corteggiatori fedifraghi, selezionato e coltivato gli amici, organizzato il mio tempo, scelto i primi semplici obiettivi .. e il vuoto interno ha cominciato a riempirsi. Poi, inaspettato, nel limpido del vuoto, è risultato visibile uno che, oltre che maschio era anche un Uomo. Per molto tempo abbiamo evitato ‘la storia’ e non era successo ancora nulla, quando io ho deciso il mio comportamento, espresso quanto avevo da esprimere e ci siamo allontanati del tutto… poi è andata come ho scritto sopra.
    Come ho già detto qui in LaD, a me è stato utilissimo un libro (altro salvagente che ho preso al volo: Le vostre zone erronee, Dyer, BUR)… ci sono tanti ottimi manuali di auto aiuto, ma questo è scritto in modo semplice …. ci si ritrova a litigare e scarabocchiare le pagine, scaraventare via il libro e poi a tornare a prenderlo e cambiare idea… se si accetta di CAMBIARE, naturalmente, il che è indispensabile SE sei vuole uscire dai guai.
    Tante parole … tante spiegazioni, per dirti: non c’è soluzione al tuo alzarti la mattina col pianto in gola, al tuo allontanare amici ed occasioni, al tuo sentirti annaspare nel vuoto, se non parti da te e se, ancora, “permetti di far ruotare la tua vita intorno a decisioni di altri”…
    Ciao ciao 🙂

  • 721
    Ema -

    LUNA: Allora, diciamo che la mia sopra era un po’ una battuta/verità … Quella della psicologa è un’esperienza che ho già vissuto pure io ed assolutamente in maniera positiva…la prima volta è accaduto parecchi anni fa e me ne vergognavo, non lo dicevo a nessuno…ci sono andata per una forma di ansia che mi era venuta e che non mi permetteva di stare in mezzo alla gente, di andare al ristorante, di divertirmi con gli amici…il mio ex non mi capiva, era come se nessuno mi capisse e sinceramente non so quanto quella dottoressa mi fosse stata di aiuto…era come se non vedessi risultati, ma poi ad un certo punto, piano piano, quando forse avevo anche già smesso di andare ai colloqui, ho iniziato a cercare di rifare le cose che non mi facevano sentire a mio agio e no so neppure bene io per quale motivo, ma ho ripreso a farle senza avere paura…andavo volentieri al ristorante, andavo ai convcerti ed uscivo di nuovo tranquillamente con gli amici.
    La seconda volta in cui ho fatto un altro percorso con la psicologa, (non la stessa dottoressa), è stato un paio di anni fa quando ho cercato in ogni modo di trovare soluzioni al mio rapporto che non funzionava…nulla andava più bene e la manifestazione più grossa a cui non riuscivo più a sottostare era la mia scomparsa totale di desiderio sessuale, il fastidio quando lui si avvicinava, il trovare mille scuse purchè non accadesse. Questa volta non mi vergognavo più, ne parlavo tranquillamente con le persone a cui mi ero sentita di dirlo. Con questa dottoressa mi trovavo benissimo e ripoavevo riposto in lei ogni speranza affinchè il nostro rapporto potesse migliorare, ma purtroppo il mio ex ha voluto restarne fuori, per lui il problema era il mio e questo è stato un tassello in più per farmi capire che forse non c’era più niente da salvare ma comunque continuavo a non voler guardare. Lei ha capito la nostra situazione, ha cercato in ogni modo di aiutarci ma ovviamente non mi ha forzato in nulla e ha capito che prima o poi,

  • 722
    Ema -

    per un motivo o per l’altro sarei scoppiata…il motivo è stato lui, e la dottoressa l’ha quasi ringraziato perchè nel bene o nel male mi è stato l’appiglio per uscire dalla situazione ormai irreparabile che era la mia vecchia relazione. Mi ha messo in guardia ma diciamo che non l’ho ascoltata un granchè ed ora ho un’altra bella gatta da pelare… Per ora continuo ad essere in contatto telefonico con la dott.ssa, ci sentiamo nei miei momenti di crisi, ma ultimamente non mi sono sentita ancora di fissare un colloquio, anche se so che presto lo farò…forse aspetto di toccare il fondo o forse invece voglio provare a farcela prima da sola…beh insomma so che lei c’è, e forse per ora è un po’ quello il mio salvagente a cui però voglio aspettare un po’ prima di aggrapparmici.

    FL53: Quel libro l’ho comprato già qualche mese, proprio leggendo alcuni tuoi commenti, e sinceramente solo ora ho collegato che eri tu…ho iniziato a leggerlo ma non con quella attenzione che richiede e da un po’ l’ho lasciato sul comodino…probabilmente presto lo riaprirò e magari prenderò da lì un po’ di aria per iniziare a gonfiare il mio salvagente.

    Ragazze che vi dico? Che arriverà il momento in cui deciderò che devo risalire, e ce la metterò tutta per farlo, forse devo solo convincermene, forse mi aiuterà la psicologa, forse invece mi aiuterò da sola e ce la farò…
    Cavoli come sono convinta ora…forse devo cogliere la palla al balzo e iniziare da adesso…mah…

    Mi sa che ci risentiamo sett prossima perchè a casa credo di avere ancora internet in palla…questo fine settimana vado ad ordinarmi i mobili per la nuova casa…direi una bell distrazione no? Qualcosa per me…per ME STESSA e voglio esserne soddisfatta!

    Un abbraccio a tutte e grazie infinite del vostro aiuto 🙂

  • 723
    LUNA -

    EMA: buona scelta dei mobili 🙂

    Una sola cosa ti volevo dire:
    il percorso con lo psicologo, si diceva, è una scelta personalissima, nei tempi, nei modi, nello scegliere o non scegliere di andarci, nel continuare, interrompere e riprendere. Nel trovarsi male o trovarsi bene, nel vedere dei risultati o nel non vederli.
    Quando uno/una se la sente, e vedendoci quello che si sente.
    Dunque, ovviamente, su questo non mi intrometto in alcun modo.

    Io non vedo nella psicologia un salvagente esterno, quanto piuttosto un incontro con se stessi.

    Ti dirò una cosa che mi ha colpito in quello che hai scritto (non in positivo o negativo, ma fuori da alcun giudizio, assolutamente, e nel massimo rispetto di ciò che senti tu) e poi ci aggiungerò, sotto, una cosa personale.
    @ultimamente non mi sono sentita ancora di fissare un colloquio, anche se so che presto lo farò…forse aspetto di toccare il fondo o forse invece voglio provare a farcela prima da sola
    @arriverà il momento in cui deciderò che devo risalire, e ce la metterò tutta per farlo, forse devo solo convincermene, forse mi aiuterà la psicologa, forse invece mi aiuterò da sola e ce la farò…

    Mi ha colpito (al di là, assolutamente, della psicologa o meno) il tempo al futuro.
    Mi hanno colpito i “forse”, i “presto lo farò”, “forse aspetto di toccare il fondo” e “arriverà il momento in mi deciderò che devo risalire”.

    Perché non cominciare a risalire subito?
    Risalire, inteso anche come quella auto-dichiarazione d’amore di cui parlava Fl53, è una cosa personale, autonoma, che non cambia in peggio o in meglio le motivazioni personali degli altri.

    Cioè, non so se mi spiego:
    se io comincio a risalire ora (inteso come “percorso verso stare meglio con me stessa”) se lui va bene per me andrà bene comunque, se lui mi amerà mi amerà comunque, se lui tornerà tornerà comunque, se invece lui non va bene per me, se lui non mi ama, se lui non torna io intanto avrò cominciato a stare bene con me stessa. Tutto da guadagnare, niente

  • 724
    LUNA -

    da xdere. A risalire, c’è solo da guadagnare. Parliamo di un reale star bene con se stessi, della capacità di solitudine sana. Del far entrare nella propria casa interiore chi arricchisce, non chi deruba. E se uno comincia a rubare gli si dice: scusa, puoi uscire?
    Intendo dire, esiste anche chi, in realtà, non sta bene con se stesso, ma si chiude in una fortezza con la spesa per 4780 giorni, per non morire di fame e di sete, esclude le emozioni, mette 10 squali nel fossato, spara a chi si avvicina e dice:
    “Chi va là??? Io sto bene con me stesso!”.
    Ma non è di ql tipo di “stare bene” con se stessi che stiamo parlando.
    Questo sopra è il rovescio della medaglia, andando per opposti estremi, di chi va in giro con il cuore appoggiato su una mano, dice “vuoi spremerlo? non ti conosco, non ti ho annusato proprio bene, ma mi sento solo, tu ti sei accorto che esisto e quindi prego”. Chi in “casa sua”, fa entrare chiunque,porta girevole, con un sorriso o un coltello a serramanico.
    Discese e risalite, capitano a tutti. Il buono è quando si capisce che il colpo di reni, verso l’amore per se stessi, dovrebbe scattare un bel po’ prima di toccare il fondo.
    Cosa personale: io fumo, ho questo vizio, so che è un vizio, so che fa male, so che è stupido, so che non serve a niente, so che spendo soldi ma me lo tengo. So ke la cicca fuma me, non viceversa.Anche ke posso stare ore intere senza fumare, qd sto bene, ma che in questi mesi, difficili, me lo voglio tenere. Qd sono giù sono un camino.
    Dunque anche se mi hanno regalato un libro per smettere, che pare funzioni sempre, non lo leggo. Xkè dicono che funziona E io voglio scegliere di fumare.Invece di rendermi conto che se scelgo di leggerlo sono io che scelgo, e se smetto pure, cmq, mi dico: io se smetto smetto da sola. Magari PRESTO lo farò.
    Xkè? xkè so che dico “faccio” smetto.
    Non ho paura di xdere contro qsta mia dipendenza,no.
    Non voglio vincere. Anche perché sono affezionata all’immagine di me con la sigaretta in mano.

  • 725
    fl53 -

    a volte ci si chiede se tutto questo parlare ‘serve’, se non si sbaglia, se non si rischia di ‘fare del male’, di toccare punti sensibili, di riaprire ferite … poi, si trova, finalmente, una frase come quella di Ema
    @Ragazze che vi dico? Che arriverà il momento in cui deciderò che devo risalire @
    Allora parlarsi serve, se una persona ne ricava la scoperta -fondamentale- che si trova davanti ad una decisione: a una SUA decisione e non davanti alla decisione di un altro.
    Infatti, dopo aver lanciato gli sos e ricevuto dagli altri il salvagente, è necessario confrontare il mare burrascoso (ma conosciuto, piccolo, familiare) che si lascia con il mare grande e sconosciuto che ci attende, decidere di affrontarlo, di allungare le mani, di infilarsi la ciambella e poi di darci dentro per mettersi in salvo. E la metafora potrebbe proseguire, con naufraghi stremati ed elicotteri che li tirano su di peso… ma vorrei sperare che Ema non arrivi a tanto : perché a lasciarsi andare verso il fondo si sta molto male, si perdono le forze, si rischia di annegare e non è detto che l’elicottero arrivi e ci trovi.
    Lamentarsi serve, oltre che a sopportare la sofferenza, a richiamare aiuto: ha funzionato, i salvagente ci sono tutti, ora bisogna usarli e darsi da fare. È un vero lavoro, che ci dà enormi soddisfazioni e grandi gioie, ma è comunque un lavoro faticoso quello di risalire e di cominciare a nuotare: anche con il salvagente, la fatica resta.
    … beh, allora si può tirare un sospiro di sollievo: parlarsi ‘serve’. Vale anche la pena di correre il rischio di sbagliare una frase, di dire una cosa di troppo o di troppo poco: anche perché non è detto che sia sbagliata la frase … spesso è sbagliata la reazione alla frase. Davanti a un salvagente, uno può lamentarsi perché è troppo piccolo; arrabbiarsi perché non è un giubbotto o un elicottero; può decidere di non aver forza per prenderlo, può persino

  • 726
    fl53 -

    girargli le spalle e rimanere dentro al pezzetto di mare cui in fin dei conti è affezionato, restarci a galla oppure andare verso il fondo … finché non ci annega, può sempre decidere di cominciare a risalire.
    Cara Ema, in c..o alla balena, è proprio il caso di dirlo :)))))

  • 727
    marta -

    ciao a tutte,Ema l’unica cosa che mi viene da dirti,è che tu non puoi dipende piu dalle decisioni di qualcuno,io lo prenderei di faccia lo chiuderei in macchina e non lo farei uscire fino a che non avrebbe preso una decisone.tu hai una vita e la persona piu importante devi essere tu in questa vita,anche perchè se non stai bene tu come puoi far star bene gi altri?ma so che ciò è difficile e fa male,ti direi di non affodare e neanche di stare agrappata a quel salvagente ma di prendere coraggio e nuotare verso la riva x arrivare sulla terra ferma…tanti baci a tutte

  • 728
    Ema -

    Ciao ragazze, eccomi…in sti gg ho sempre internet guasto a casa e in ufficio sono piena di cose da finire entro questa settimana, poi ferie!!!
    Non so cosa sia successo, non so se sia stato il vostro “lavaggio di cervello”, non so se sia solo una cosa momentanea o che durerà, ma mi sento molto meglio in sti ultimi 2gg…probabilmente sono i pensieri per la nuova casa che nel fine settimana mi hanno parecchio impegnata e devo finire tutto entro mercoledì della prossima settimana perchè mi consegnano i mobili (non vedo lora!) ma mi accorgo di non avere più il chiodo fisso, di non essermi più svegliata con la tristezza…bo chissà…so che lui è parecchio teso per la causa che ha fatto al suo cliente ed oggi c’era l’udienza e a me è venuto spontaneo non cercarlo in questi giorni…l’ha fatto lui, mi ha detto che gli manco, mi ha chiesto scusa per farmi passare un periodo difficile per non essere ancora stato capace di prendere una decisione, mi ha chiesto scusa per il fatto di essere un po’ distante perchè è preso dalla causa e mi ha detto che sta tornando la psicologa e prende un appuntamento perchè ha bisogno di parlare con lei e di essere aiutato, di capire perchè si trova in questa situazione e capire la decisione da prendere…
    Mi sono accorta che dentro di me è come se non avessi reagito alle sue parole…non ho più voglia di sentirgli dire o chiedergli cose di “casa loro”, di sua cognata, mi sento proprio che non ne ho più voglia mentre prima volevo solo sapere e sapere…gli ho detto che credo sia meglio rinviare l’appuntamento con la psicologa perchè intanto ora è preso da mille altri pensieri e certi dovrebbe accantonarli (me compresa ed io andrei avanti per la mia vita, poi se tornerà si vedrà) e se mai un giorno se ancora si sentirà fisserà un altro appuntamento… oggi mi ha raccontato dell’udienza e del fatto che deve tornarci venerdì e l’ho sentito parecchio stanco e preoccupato e dopo averlo ascoltato gli ho solo detto di stare tranquillo e noi ci

  • 729
    Ema -

    sentiremo più avanti…non so se ha capito ciò che intendevo io, non so se si è accorto di come son”distaccata”…bo se ne accorgerà o forse no, non lo so, però io mi sento meglio così…
    Bo insomma, non so se mi sono spiegata, sto per uscire dall’ufficio e sono fusa quindi non credo di scrivere molto chiaramente…
    E’ come se fossi svogliata di tutto ciò che riguarda lui, rassegnata…e mi sono meravigliata di sentirmi così, mi fa parecchio strano, ma forse è proprio l’inizio della risalita…
    Non lo so, voi che dite?
    Ora voglio finire per bene la casa, andare a starci e mettere tutto a posto per benino come più mi piace…e poi godermela da sola e con le amiche già che di certo le inviterò…insomma passarmi le ferie in tranquillità…purtroppo per quest’anno niente viaggio ma spero un po’ di meritato relax!
    Beh che dirvi? Non posso dire che non penso a lui perchè non è vero ma non è più quel chiodo fisso opprimente!

    Non so se sarà così solo per qualche giorno o se sarò capace di andare avanti pensando a me e poi quel che verrà si vedrà…

    Ora scappo…vado a prendere ancora alcune misure…baci a tutte e aspetto i vostri “commenti”…CIAO!

    E se devo ringraziare la vostra lavata di capo allora GRAZIEEEE!!!

  • 730
    marta -

    ciao,brava pensa alla tua casa a come la vuoi e appena pronta goditela con le tue ferie…mi fa piacere che anche se non totalmente lui non ‘è un chido fisso e oprimente,spero che questa tua risalità continuerà cosi….baci

  • 731
    Ema -

    Ciao..ciao Marta…beh non è che vada molto meglio oggi…non è un chiodo fisso ma comunque mi ritrovo a pensare a lui…sono le 15.30 e non l’ho più sentito da ieri pome…io non lo cerco, mi sforzo e voglio continuare a non cercarlo, forse proprio anche per vedere cosa fa lui…
    ieri mi ha detto che gli manco, ma ultimamente ho l’impressione che sia l’esatto contrario…so che ha le sue preoccupazioni per tante cose ma è come se avessi l’impressione di dargli fastidio se x caso lo cercassi…quindi un motivo in più per non farlo e cercare di staccarmi…
    Beh devo farcela…devo farlo ad ogni costo…non sarò mica così deficiente da non riuscirci pure io vero???? Se tante di voi ci sono riuscite non vedo perchè non posso riuscire pure io!!!
    Devo stare brava, devo mettere via il tel, pensare ai mobili, a casa, a finire il lavoro entro sta sett così poi stacco la spina per le ferie…devo pensare a tante, mille cose pur di distrarmi…
    E speriamo che nel frattempo mi attacchino internet anche nella casa nuova così posso continuare a sentirvi anche durante le vacanze!!!

    Intanto vi abbraccio… :D)

  • 732
    Ema -

    Ah…volevo rispondere anche a Luna e Fl53…
    LUNA: parlare al futuro…perchè ORA mi sento di non riuscire a risalire, è come se non sapessi come fare per farlo…non so il perchè, spesso non riesco a darmi spiegazioni, è come se la mia testa non arrivasse a capirlo…sarò scema!!! Però so che non voglio toccarlo quel fondo e quindi dovrò riuscire a trovre il modo per risalire… e di nuovo futuro… proprio perchè ORA non ci sto riuscendo… non so se perchè non ne sono capace o se perchè in fondo non lo voglio ancora…perchè magari voglio restare aggrappata ancora a quella piccola speranza… non lo so, te lo giuro non lo so davvero… forse il mio “fondo” non è così imminente, forse ho la capacità di saper vivere sopportando ancora parecchio, e questa è una conclusione a cui sono arrivata parecchie volte durante la mia precedene relazione, perchè so e me l’hanno confermato in molti, la maggior parte dell’altra gente si sarebbe “arresa” molto prima di me… forse ho la capacità di star male e soffrire ma di riuscire a sopravvivere lo stesso… forse a quel fondo davvero FONDO non ci sono ancora arrivata… intendo quel fondo da quale per forza poi devi risalire altrimenti crolli per sempre, ed io NON VOGLIO CROLLARE!

    Con ciò credo di aver risposto anche a Fl53… probabilmente sto ancora voltando le spalle al salvagente perchè magari dentro di me c’è ancora della forza per restare a galla in quel pezzetto di mare che conosco, anche se la stanchezza inizia davvero a farsi sentire (e con ciò mi riferisco alla stanchezza del mio messaggio di ieri)…è vero sono svogliata e stanca, e anche se mi ritrovo comunque a pensare a lui, già il fatto che non lo cerco perchè credo di infastidirlo per me è come iniziare a rassegnarmi e dirmi che a sto punto se vorrà mi cercherà lui, e sa a quali condizioni…
    Bo ragazze, non so che pensate di me…che sono de coccio, che sono debole, che sono testarda, che sono infinitamente paziente…Booo?
    Però nn mi abbandonate!! 🙂

  • 733
    fl53 -

    ciao Ema :)) sono di fretta, ho internet a disposizione solo per pochi minuti, e sarà così per un mesetto … sono in giro, prima per qualche giorno di vacanza, poi per lavoro.
    Sono davvero contenta che tu cominci a ‘sentire te stessa’ e non sempre e solo lui, nella tua testa. E non si tratta solo del fatto che hai la casa nuova e mille cose da fare e la voglia di vivertela felicemente, con le amiche.
    Si tratta, soprattutto, dell’inizio della conquista di te stessa, della tua autonomia di Essere, di pensare, di sentire, di fare. Il tuo pensiero comincia a ‘pensare per te’ e non a pensare te stessa sempre dentro al contenitore relazione-con-lui.
    Purtroppo, noi donne siamo condizionate fin dalla nascita a non considerarci se non in funzione dell’esistenza o meno di un uomo in diretta connessione con noi. Mettiamo l’uomo davanti a tutto: col bel risultato che, quando ‘lui’ manca o traballa, nel nostro cervello rimangono tutti i pensieri, tutte le parole….e girano a vuoto, e continuiamo a parlare con lui in sua assenza, struggendoci per capire, scusare, attendere … Il punto non è come ‘è’ lui, ma come sono io: io sono felice, da sola? So vivere, parlare, gioire delle piccole e grandi cose, essere triste delle cose tristi, arrabbiata per le cose di cui arrabbiarsi;faccio il bagno, esco, sto con gli amici non ‘per dimenticare e scacciare il chiodo’ ma perché ho voglia di fare il bagno, di uscire, di stare con gli amici?
    Ecco il punto: esistere, essere, vivere. Esistere e vivere comunque, qualunque sia la sua decisone, anche se la decisione lui non la sa prendere e si strugge nel ‘mi-manchi-ma…’. La decisione è, prima di tutto, ESISTERE PER ME, poi se lui deciderà, si vedrà. La decisione NON SI PUO’ PRETENDERE: sarebbe una non-decisione, comunque. Come l’asino che va di qui o di là solo perché qualcuno lo prende a bastonate. E magari lui vorrebbe star lì a pencolare.
    Lasciar liberi significa anche lasciare che

  • 734
    fl53 -

    uno viva per sempre nell’indecisione, se lo vuole. Ma bisogna liberare noi stesse dall’indecisione altrui. Vuoi essere indeciso? Ok,saluti.Io sto bene lo stesso.
    Tu non obblighi a una decisione,ma puoi benissimo decidere di non aver voglia di stare con lui,se non decide: la vita è breve… buttare via tempo è vero un peccato.: invece che macerarci, potremmo riempirlo di felicità. Bisogna invertire le parole delle canzonette: io senza di te vivo benissimo; senza di te respiro, il cuore batte e sono felice.. sia con te che senza di te. Le tue parole,Ema, sono grandiose: @Mi sono accorta che dentro di me è come se non avessi reagito alle sue parole…non ho più voglia di sentirgli dire o chiedergli cose di “casa loro”, di sua cognata, mi sento proprio che non ne ho più voglia mentre prima volevo solo sapere e sapere…gli ho detto che credo sia meglio rinviare l’appuntamento con la psicologa perchè intanto ora è preso da mille altri pensieri e certi dovrebbe accantonarli (me compresa ed io andrei avanti per la mia vita, poi se tornerà si vedrà)@ Fantastico!!! Se e quando deciderà, e SE vorrai ancora, si vedrà….
    Ti dico solo una cosa: la riconquista di se stessi non procede uniforme. In quel libro troverai una conferma. Si tratta sempre di una serie di gradini,momenti di serenità e gioia per la nuova libertà, momenti di regressione e momenti faticosi col malessere di scoprire dentro di noi i chiodi fissi che ci facevano ragionare come le canzonette.Nella risalita però pian piano lo sgomento per la solitudine si trasforma in soddisfazione per l’autonomia, il vuoto di impegni diviene fantasia di vita, il silenzio si trasforma in interessi,libri,film, la mancanza di amore si trasforma in altro amore,amicizie,incontri.Spesso servono le tenaglie,per strappare chiodi fissi da canzonetta cui avevamo appeso la nostra realizzazione,la sicurezza,la felicità … strappati i chiodi ci accorgiamo che realizzazione, sicurezza, felicità sono cadute …. nelle nostre mani ;))

  • 735
    LUNA -

    EMA: condivido tutto quello che ha detto Fl53, e Marta riguardo casa, no chiodo fisso e risaluta. (ciao ragazze :D).
    A ciò aggiungerei solo:

    @forse ho la capacità di star male e soffrire ma di riuscire a sopravvivere lo stesso

    vero, i fatti te l’avranno anche provato, ma, carissima Ema, e questo te lo dico per esperienza personale, e moltissime persone in questo forum, penso, potranno confermartelo, purtroppo questa capacità, questa forza di resistere nonostante le difficoltà (energia che è un’energia grande molto spendibile per avere una vita serena e felice, in una situazione serena e felice, ma realmente serena) diventa molto limitativa e lesiva nel momento in cui si crede che il “pregio” sia la resistenza.
    In realtà quella resistenza si chiama adattamento. E’ l’energia, altrimenti spendibile, che viene usata per adattarsi a stare male, a sopportare, a confrontarsi con un malessere presente in nome di un’idea, o più idee.
    L’idea, come dice Fl53, di non poter vivere senza qualcosa senza la quale invece puoi stare meglio, ma non lo sai.
    l’idea che l’amore, se è vero amore, possa sopportare ogni cosa.
    l’idea che se si soffre per amore vuol dire che si è tanto capaci di amare.
    E altre false idee di cui, appunto, sono piene anche le canzonette, ma che purtroppo sono false idee come quella che il desiderio di stare bene innanzitutto con se stessi, dentro se stessi, sia egoismo.
    Mentre è la prima forma d’amore.
    Poiché una, in una situazione in cui qualcun altro si sentirebbe a pezzi, continua a stare in piedi, si dice: non è così grave, in fondo, se io riesco a sopportarla. Oppure: guarda come sono forte, io riesco a sopportare anche questo. Oppure: in nome dell’amore io sono in grado di sopportare anche questo, perché io so cosa sia il vero amore e chi invece si arrende no.
    Ma la verità è che gli esseri umani sono in grado di sopportare cose come il fatto che un terremoto ti faccia crollare la casa, dunque non è così strano che siano in grado di

  • 736
    LUNA -

    sopportare (sebbene con costi emotivi altissimi) il fatto di vivere una situazione emotiva di disagio o persino limite.
    Ove per sopportare, ripeto, intendiamo il fatto di non finire a pezzi, non più componibili, il famoso fondo, delle situazioni di disagio.
    Tuttavia (scusa se vado negli estremi) se tu parli con persone che hanno avuto grandissima forza di sopportazione in situazioni emotive molto pesanti ti potranno confermare che tanto più hanno sopportato e tanto più hanno dovuto faticare dopo per ritrovare quei pezzi di sè scomposti. Si ricompongono, perché l’energia spesa male poi diventa spesa bene, è la stessa, l’energia una volta indirizzata a stare bene e non più a sopportare porta a rimettere i pezzi sulla strada della ricomposizione, ma rispetto a chi si ritrova con una casa che gli crolla per un terremoto ci sono cose nei confronti della quali possiamo decidere.
    La fatica che usi per sopportare, cara Ema, è la stessa che puoi applicare per spostarti da qualcosa che ti fa male.
    Lo hai visto tu stessa quando stufa di sopportare le cose che non andavano nella relazione precedente hai usato le energie per spostarti.

    Detto ciò: è vero, hai provato cosa significa sentirti più indipendente rispetto a lui e le sue decisioni 🙂
    la strada che hai intravisto e su cui hai camminato in quel momento è la strada.
    Come dimostrazione di indipendenza gli hai detto: credo sia meglio rinviare l’appuntamento con la psicologa perchè intanto ora è preso da mille altri pensieri e certi dovrebbe accantonarli (me compresa ed io andrei avanti per la mia vita, poi se tornerà si vedrà) e se mai un giorno se ancora si sentirà fisserà un altro appuntamento…

    e ciò per te è stato un passo importante. Ora provo a suggerirtene uno, piccolo, ulteriore:
    l’appuntamento dalla sua psicologa è cosa sua. lui va a chiarire se stesso, innanzitutto. E quella è innanzitutto cosa sua. Liberati dal pensiero e il peso di pensare di dover liberarlo da una decisione, l’appuntamento, che è sua.

  • 737
    Giù -

    Ema ma tu quanti anni hai?
    Le tue amiche sapevano/sanno della situazione? E con loro puoi parlare?
    Perchè io sto vivendo una situazione simile alla tua e quello che mi dispiace di più è che non posso condividere niente neanche con la mia migliore amica perchè non vuole neanche sentir parlare di una cosa che giudica sbagliata.
    Beh, era solo una curiosità la mia, visto che è da un po’ che leggo te e le risposte di Luna, che tra l’altro mi fanno sempre riflettere.
    Ciao e buona fortuna 🙂

  • 738
    marta -

    le amiche si vedono da questo,se ti giudicano anche conoscendoti,è qui che vedi quanto valgano!lo stesso è stato per me con le mie all’inizio ma poi mi hanno subito capita anche non credendo chesarei stata capace di ciò,e si sono rese conto di quanto lo amavo e per questo accetavo la condizione…

  • 739
    Ema -

    Ciao a tutte…
    FL53 e LUNA: E’ vero, la riconquista di ME non è uniforme…alterno momenti in cui mi sento super carica a momenti di sconforto totale, ma in quei casi prendo i vari incartamenti di casa e inizio a pensare ad altro, aspettanto che sfumi un po’ la pesantezza…e diciamo che per ora funziona…
    Spero di continuare e vedere quella strada, spero di vederla sempre più chiaramente e trovare la MIA serenità…però non posso mentirvi nel dire che in fondo a me un po’ di speranza c’è sempre, nel dirvi che mi manca e che vorrei davvero poter iniziare un cammino con lui, ma purtroppo le cose bisogna volerle in due ed è giusto che io intanto riprenda la mia vita e trovi la MIA pace, se poi lui capirà che desidera una pace NOSTRA si avvicinerà e sarò io a decidere a quel punto…
    E’ vero anche quando Luna dice che la decisione dell’appuntamento è una decisione SUA e infatti non ha voluto disdire niente ed io non ho più detto nè domandato nulla.
    Ragazze spero davvero di imparare a volermi bene, a mettere me prima davanti a tutto (e dico imparare perchè questo non l’ho mai fatto neppure col mio ex)…spero di riuscirci e di passare le ferie serenamente…
    GIU’: Faccio 30 anni a fine anno e anche io non ero capace di tenermi tutto dentro…avevo il bisogno di parlarne e l’ho fatto con poche amiche, quelle vere, quelle che ci sono sempre state nei momenti di bisogno e per le quali io ho sempre fatto lo stesso…quelle con cui magari mi vedo raramente (ed il mio ex mi rimproverava sempre che non era il modo di avere amicizie, che non sapevo coltivarle, che non avevo mai amiche e non le vedevo mai, ma loro in realtà c’erano sempre per me ed io per loro)e sono state proprio quelle che non mi hanno mai giudicato neppure in questa situazione…mi hanno cercato di aiutare, a volta anche con parole che magari mi facevano male perchè non era ciò che volevo sentire, ma mi hanno sempre ascoltato e sostenuto.
    Qualche settimana fa era davvero a terra e sono scoppiata

  • 740
    Ema -

    a casa così non ne potevo più e ne ho parlato anche con mia madre…con lei ho sempre avuto un rapporto molto unito ma non avevo mai avuto il coraggio di raccontarle la situazione perchè sapevo il suo giudizio e sapevo di darle preoccupazioni… beh il suo giudizio ovviamente me l’ha confermato ed ovviamente per lei è tutto sbagliato, non condivide e non mi sostiene perchè per lei i valori del matrimonio e della famiglia sono molto importanti (e lo sono anche per me ve lo assicuro)…dice che avrei dovuto fermarmi prima e non cadere in certi errori ma dice che comunque ho 30 e non può impormi niente ma non smetterà di dirmi di lasciar perdere seppur restandomi vicino quando mi vede piangere.

    Ha ragione marta…chi ti vuole davvero bene magari ti giudica pure però per te c’è comunque e sempre…

    Beh comunque se hai bisogno puoi parlare anche con noi…lo vedi, io mi sono sempre sfogata e continuerò a farlo e non smetterò mai di ringraziare tutti in particolare Luna, Fl53 e marta per il loro grande sostegno…ve l’ho già detto ragazze, non mi abbandonate in questo cammino, aiutatemi a continuare a vedere quella strada!!! GRAZIE GRAZIE E ANCORA GRAAAZIEEE!!!

  • 741
    LUNA -

    EMA: @è giusto che io intanto riprenda la mia vita e trovi la MIA pace, se poi lui capirà che desidera una pace NOSTRA si avvicinerà e sarò io a decidere a quel punto…

    🙂 🙂 🙂

    @la decisione dell’appuntamento è una decisione SUA e infatti non ha voluto disdire niente ed io non ho più detto nè domandato nulla.

    🙂 🙂 🙂

    @spero davvero di imparare a volermi bene, a mettere me prima davanti a tutto (e dico imparare perchè questo non l’ho mai fatto neppure col mio ex)…spero di riuscirci e di passare le ferie serenamente…

    🙂 a maggior ragione se non l’hai mai fatto neppure con l’ex questo periodo non può che essere un’occasione. Un’occasione per mettere dei bei punti dentro di te ed essere così veramente più pronta a vivere con più serenità ed equilibrio l’amore 😀 – dico in generale.

    @chi ti vuole davvero bene magari ti giudica pure però per te c’è comunque e sempre…

    chi ti vuole bene davvero più che giudicarti probabilmente esprime, con sincerità, un suo diverso punto di vista, o modo di guardare la vita. Empatia non significa pensarla uguale, ma sentire ciò che sente l’altro (chiaramente per quanto possibile). Se qualcuno ti vuole bene ti fa sentire accolto anche se la pensa diversamente da te, perché il fatto che la pensi diversamente non significa che rifiuti ciò che senti tu.

    Riguardo il fatto che hai parlato con tua madre mi è venuto in mente questo, che magari non centra: alle volte, quando viviamo un momento difficile, non ne parliamo per riservatezza, perché la cosa è nostra, perché la stiamo rielaborando dentro di noi, perché decidiamo di farlo anche serenamente e consapevolmente. Altre volte però può essere pesante per noi portare una specie di maschera con persone a cui vogliamo molto bene, con cui abbiamo una confidenza profonda, affettiva. Non perché sia nostro dovere rendere partecipi queste persone di quello che proviamo, ma perché magari ci controlliamo per non far trapelare cose e sensazioni che magari vorremmo esprimere. Dunque avere a che

  • 742
    LUNA -

    fare quotidianamente con queste persone, in modo confidenziale e profondo, ma tenendo a freno una parte di noi, che in quel momento è importante, può diventare molto pesante. Ciò accade prima di tutto dentro di noi, e varie possono essere le ragioni: la paura di un rifiuto appunto, il timore di un giudizio che crediamo (o sappiamo) di non poter reggere in quel momento, il timore di deludere chi amiamo nel momento in cui noi sentiamo in primis in qualche modo come se stessimo deludendo noi stessi (e dunque anche proiettando sull’altro quel timore di delusione esterna) perché magari il nostro modo di essere/agire/reagire non corrisponde a un modo che ci pare ci appartenga o che idealmente vorremmo ci appartenesse anche in quel momento di crisi. A volte se accettiamo di esprimere quella parte di noi a chi abbiamo di fronte, e quindi non ci sentiamo automutilati di una parte di noi, non ci sentiamo più come se perennemente ci nascondessimo nel nostro quotidiano, esprimendo noi stessi e accettando noi stessi in quel momento, noi per primi, ci liberiamo di un peso che ci siamo messi. Questa accettazione di una parte di noi in crisi, non perfetta, non lineare (sulla quale stiamo lavorando) può esprimere il fatto che abbiamo più “forza” di tirarla fuori, anche accettando che questa parte non venga per forza compresa. C’è una differenza tra l’esprimere con dipendenza il bisogno vitale di essere compresi e cercare invece un incontro, possibile o non possibile, tra il nostro desiderio di empatia da parte dell’altro e l’esterno. Accettare anche che ciò possa non verificarsi, l’empatia, gioire se invece ciò avviene. Sono contenta che tua madre ti abbia “accolta”, pur dicendoti come la pensa, e al contempo che ti sia tolta il peso di nasconderti, accettando tu la tua confusione. Le crisi capitano a tutti, anche l’incontro con situazioni nelle quali fatichiamo a riconoscerci. Il punto non è autogiudicarci per questo, bensì capire cosa ci somiglia realmente e vogliamo. Volerci bene

  • 743
    fl53 -

    Ciao a tutte.
    Ciao Ema, passo di qui in volata: ho internet per pochi minuti. Come Luna, sono straaaafelice delle frasi che hai scritto!
    Non so perché mi viene in mente ora (sarà la fretta), ma una volta ho letto una frase in un libro (non ricordo quale) che mi è rimasta in mente, fa più o meno così:
    “Ogni unione che tende a fare di due persone una cosa sola, alla fine produrrà due mezze persone”.
    E, anche se sembra sconnesso, ma ho la scusa della fretta, voglio dire che ho imparato una cosa, dopo tanta vita: è mooooooolto più facile amare un altro che amare se stessi!
    Anzi, alla fine penso che la vera conquista della nostra vita sia l’amore sereno per noi stessi, amore semplice, tranquillo, confortante. Amore privo di superbia e aggressività, amore che ha la volontà di vivere con gioia il dono della vita, di sperimentare, comunicare, inventare, scambiare ….
    Tempo scaduto, ciao ciao :))))))

  • 744
    Ema -

    Ehi ragazze, non ci siete vero? Ferie, viaggi, distrazioni, relax…io purtr niente di tutto ciò…la 1 sett di ferie è volata senza accorgermene…la casa non è ancora pronta, spero finiscano tutto la sett prossima…così volerà anche la 2 sett e mi resterà solo la 3 in cui spero di trovare un po’ di pace.
    Per il resto non va troppo bene, nel mio percorso di risalita sento di aver fatto dei passi indietro; non riesco a stargli lontana ed è lo stesso per lui ma intanto la situazione non cambia, lui ha parlato con la psicologa, 2volte, hanno parlato tanto e vedo che per lui è un sostegno ma ora è inutile che stia a raccontarvi perchè con razionalità ricordo le parole di Luna e sono cose che RIGUARDANO LUI…io devo camminare PER ME eppure mi sono arenata… Avrei voglia di raccontarvi, di leggervi i nostri msg, di dirvi che lui “ha paura, non sa come fare, ha bisogno di capire e decidere per se stesso e non per me nè per lei”…”se decidesse stando così avrebbe paura di farlo solo per il bene di una o dell’altra”…anche la psico gli ha detto che deve fare ciò che sente, volta per volta, senza sforzarsi e senza aver paura di me o di lei perchè se io non ci sarò più quando si sentirà pronto farà di tutto per cercare di riavermi, ma quando si sentirà lui, ed io deciderò…Ma è inutile raccontarvi, sono cose SUE…certi momenti mi assale la tristezza e lo sconforto…la tristezza per la rassegnazione che sento di dover affrontare e lo sconforto perchè so ogni giorno di Amare quella Persona; altri momenti invece mi assale una RABBIA COSì FORTE, una voglia di averlo di fronte e URLARGLI tutto il mio dolore, la mia stanchezza, la mia tristezza, la mia CATTIVERIA…una voglia di urlare, di sbraitare, di accusarlo, di essere cattiva, di svuotarmi completamente e ovviamente di risposta iniziano a scendermi le lacrime…l’unico modo per svuotarmi… Mi dice che sta male, che gli dispiace da morire farmi soffrire così e che sta davvero male pure lui, che si sente dentro

  • 745
    Ema -

    scoppiare sempre di più e presto scoppierà definitivamente, perchè quello che vive ora non è ciò che desidera, perchè così non è felice e non lo è da parecchi anni anche se ha continuato a fare finta di niente, e ha bisogno di accettarlo, di accettare che le cose stanno così, che non può sentirsi in colpa per sempre se il suo matrimonio non è andato come speravano e troverà la forza di dirle ciò che la ferirà…dice che la vede, vede le sue attenzioni, i suoi occhi guardarlo, il suo sguardo la mattina quando si sveglia, il suo sforzarsi di essere come lui desidererebbe e vede che dentro di lei c’è ancora tanto amore, quell’amore che lo fa sentire in colpa…ma poi vede anche se stesso, vede le attenzioni che non sente il desiderio di darle, la dolcezza che non desidera darle, la complicità che non c’è più tra loro, i pensieri e i desideri che sono sempre rivolti non a lei e dice che fa male accettare che i sentimenti che prova lei non sono più ricambiati e si sente in colpa…l’ha vista crescere per 10anni accanto a lui ma non con lui, non sulla stessa strada e non condividendo le stesse emozioni e gli stessi desideri di vita…e fa male vedere tutto ciò ma è la realtà e può anche continuare a scappare ma le cose sono così e si può solo scegliere se accettare ed accontentarsi oppure darsi un’altra possibilità di essere felici, pur affrontando prima il dolore di una separazione.
    Beh alla fine vi ho raccontato, mi sono sfogata e probabilmente ho sbagliato, ma sentivo il bisogno di farlo…ma so che comunque la situazione non cambia…posso parlare, raccontare, urlare ed essere cattiva ma finchè non sono io a fare i passi per me non cambierà nulla!
    Devo iniziare a stargli lontana..devo farlo…forse solo così posso iniziare a camminare per me…e poi magari sarà un modo che farà capire anche lui, oppure solo un modo per me per dimenticare…
    Però è dura…dovresti saperlo FL53, mi pare ci fossi passata e per te è servito, ma è dura, dura da morire, almeno per me

  • 746
    LUNA -

    EMA: hai fatto benissimo a sfogarti, ne avevi bisogno e lo hai fatto, e non c’è proprio niente di sbagliato in questo.
    Peraltro in questo tuo sfogo parli di lui, sì, metti sul piatto quello che lui sta vivendo, e dice di vivere,ma ci sei anche tu, quello che stai vivendo tu, cosa provi tu, il fatto di sapere che non puoi “controllare” i pensieri, le scelte di un altro, puoi vedere cosa mette sul piatto un altro e decidere tu, per te. A quel punto, ma intanto non dimenticarti di te, e di vivere. E che anche tu scegli. Hai scritto il fatto che ti occupi di te. Non vedo passi indietro, vedo comunque passi avanti.

    Il fatto che lui stia andando da una psicologa, che è cosa sua, mi sembra comunque una cosa buona che lui ha fatto per se stesso, comunque vada. Che poi decida di andare, restare, diventare addestratore di pulci o farsi monaco la sua scelta, per lui, sarà più consapevole, avrà almeno cercato di guardarsi dentro con maggiore sincerità. E i suoi tempi.
    E quando uno fa qualcosa per incontrare, realmente, quello che vuole e quello che è in grado di fare, scegliendo in base alle sue reali motivazioni e possibilità (che sia pure decidendo qualcosa che da fuori può sembrare assurdo, ma che in qualche modo, se sceglie quella cosa o un’altra, per lui ha un senso) comunque percorre la sua strada con un po’ di consapevolezza più di prima.

    @Avrei voglia di raccontarvi, di leggervi i nostri msg, di dirvi che lui “ha paura, non sa come fare, ha bisogno di capire e decidere per se stesso e non per me nè per lei”…”se decidesse stando così avrebbe paura di farlo solo per il bene di una o dell’altra”…anche la psico gli ha detto che deve fare ciò che sente, volta per volta, senza sforzarsi e senza aver paura di me o di lei perchè se io non ci sarò più quando si sentirà pronto farà di tutto per cercare di riavermi, ma quando si sentirà lui, ed io deciderò…”.

    Ciò non mi pare faccia manco una piega. Rimane, cmq, cosa sua. Tu intanto vivi.

  • 747
    marta -

    ciao ragazze!Ema tutto sei che cattiva tutto fai tranne che usare o provare cattiveria,e poi io ho sempre pensato che ogni nostro sbaglio dipende anche e forse sopratutto da un nostro disagio interiore ,e so anche che sfogarsi con qualcuno non è uno sbaglio anzi!
    un bacio a tutte….

  • 748
    Ema -

    Ciao ragazze…beh un po’ più a me devo pensarci per forza ultimamente…sabato sera ho fatto un bel incidente in scooter contro una macchina e diciamo che mi è andata di lusso! Certo, due giorni in ospedale, raggi, esami, tac, punti al mento, escoriazioni a non finire, un piede su cui non riesco a camminare, ma è andato tutto ok per fortuna!
    Domenica sera l’ho detto anche a lui e xtutta risposta ieri mattina mi tel da sotto casa dei miei chiedendomi di salire perchè era preoccupato e voleva vedermi…queste cose a volte mi dimostrano che forse in fondo ci tiene sul serio, ma poi alla fine mi manca tutto il resto… Va pure in ferie adesso e come forse vi avevo già detto per me è la parola fine, o almeno e ciò che gli ho detto e voglio rispettare, anche se il mio cuore non la pensa allo stesso modo…è la prima volta che capita, ma con le ferie mi sento proprio usata e non mi andrà giù, anzi forse per me sono proprio quei motivi che poi fanno affievolire tutto l’amore che ti urla il cuore…
    Abbiamo ancora parlato tanto, anche delle ferie, e le conclusioni sono sempre quelle che abbiamo già detto…per me invece le ferie cambiano tanto, gliel’ho detto e ho giurato che al ritorno non ci sarei mai più stata… “Per lui non contano niente, non cambiano niente e non saranno neppure da soli…1sett in montagna dai suoceri che hanno rifatto la casa e lui gli fa gli impianti nuovi, e 1 altra sett col suo migliore amico e la futura seconda moglie…sta in un’altra città e lui desidera di passare del tempo col suo migliore amico perchè ha bisogno di parlare anche con lui a maggior ragione perchè è già separato e tra poco si risposa…e poi le lacrime, le scuse per farmi soffrire così, il rendersi conto e dover accettare ogni giorno di più che lui non l’ama più, i discorsi con la psico, il dirmi cosa significa per lui amare e raccontarmi che non è nulla di ciò che vivono nel loro matrimonio da anni, il raccoontarmi tutto ciò che sta facendo lei ultimamente, la dolcezza, le

  • 749
    Ema -

    attenzioni, le premure, tutto ciò che si pùò desiderare in un matrimonio, ma tutto ciò che lui ora rifiuta, che ora nn desidera più, nn da lei, tutto ciò che nn si sente più di ricambiare…ricordarsi di aver vissuto con quella persona per 10anni, ma avendo percorso strade diverse, vedere quanto lei ancora prova per lui, sapere che parlarle e dirle la verità la porterà a soffrire, ma sapere se che resti così sei tu quello che soffre…
    sapere che pur nn provando amore sentirai comuqnue un vuoto, perchè staccarsi da una persona dopo 10 anni di matrimonio è inevitabile che ti crei delle sensazioni di vuoto, e questo magari ti spaventa, ma ti ricordi sempre che anche restare lì ti fa sentire dei vuoti, delle mancanze, delle assenze…sentire dentro che presto scoppierai perchè così nn ce la stai facendo più, è come se ti sforzassi di resistere per la paura di affrontare il resto, ma sai che quel giorno arriverà presto, che ti dispiacerà ma nn avrai più paura di dirle la verità e ferirla perchè ciò che desidersi è un’altra cosa e sai che c’è una persona che quella cosa può e desidera dartela e tu vuoi darla a lei”
    Mille parole che mi sforzo davvero di capire e a volte ci riesco pure, ma poi si rifà sentire comuqnue il mio amore, la mia rabbia, il mio egoismo, i miei deisderi…e il resto, le parole, le lacrime, nulla MI BASTA PIU’…
    Beh ora cerco di rimettermi in piedi, sia fisicamente che mentalmente, e so che i sentimenti veri non passano con uno schiocco di dita, ma ora la casa è pronta, posso trasferirmi, posso organizzare la parte della mia nuova vita che dipendente o indipendente da lui, c’è, è pronta per essere inziata e lo faccio con uno spirito positivo…ci saranno le serate di lacrime, quelle di risate, quelle di amicizie, quelle in cui cedrò e risponderò magari ad un suo msg, e magari ci sarà anche il giorno in cui sentirò una voce chiamarmi e in base al mio desiderio deciderò se voltarmi…forse no o forse sì…chissà…
    Ci sent nei prox gg…baci

  • 750
    LUNA -

    EMA: ciao cara, mi dispiace per l’incidente!
    Alle volte comunque sì, è vero, queste cose, di certo spiacevoli, quando capitano arrivano anche a ribadirci il prenditi cura di te.
    Non dico che avvengano per questo, dico che però sembrano quasi assumere un senso nel quadro.
    Anni fa mi è successo.
    Un frontale, una macchina che esce da uno stop e mi arriva in pieno muso della mia auto.
    Io attraversavo un periodo di forte stress, troppi problemi, troppe domande, troppi casini. Un cavallo da corsa. Sono arrivata stanca all’appuntamento con quella c.... di macchina che usciva dallo stop.
    Il mio stress, va detto, non centrava nulla con la dinamica dell’incidente. Voglio dire, se non fossi stata stressata non sarebbe cambiato nulla. La mia ragione era al cento per cento.
    Non avrei potuto fare nulla per evitare una macchina che mi è arrivata addosso, in quel modo. Peraltro guidata da una persona che, pur avendo torto al cento per cento, mi urlava pure dietro.
    Anche se i vigili, con l’evidenza dei fatti, dicevano che avevo ragione io, cento per cento.
    Senza neanche rendersi conto, la persona, che se io non fossi stata dentro una macchina, ma in sella a un motorino mi avrebbe ammazzata.
    Non è un’incidente grave. Ma per il colpo preso, poi, mi ritrovo a camminare a uno all’ora. Non è immediato. Il secondo giorno mi sveglio così.
    C’è di peggio, lo so benissimo che mi è andata di stra-culo.
    Ma di fatto cammino ad uno all’ora, come se fossi di legno.
    Per settimane. Per mesi porto un bustino, perché la schiena mi fa un dolore atroce, e dopo pochi passi mi devo sedere.
    Per me, capiamoci, è un altro mondo.
    Ma imparo che quella in quel momento sono io.
    Una me che fa tot passi e poi si deve sedere.
    Rallentare, fisicamente, è d’obbligo.
    Non importa se la mente corre, il fisico è fragile, non ci sta dietro.
    Ci sono cose peggiori, ma non è una bella sensazione.
    Non l’avevo mai provata prima.
    Il fisico rallenta e anche la mente deve rallentare, per camminare insieme.

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