Lei non riesce a lasciare lui
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti, vi scrivo la mia storia cercando di essere il meno noioso e il più dettagliato possibile. Io e questa ragazza ci conosciamo da più di un anno. Lei ha 31 anni, io 22. Siamo compagni di università e lei è fidanzata da 6 anni. Dopo qualche mese...
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Data di pubblicazione: 10 Novembre 2012
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Categorie: - Amore
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Sì, ovviamente non lo farò perché non sarebbe giusto nei confronti di nessuno. Si tratta del fatto che mi rimane inspiegabile come una persona che sta da 6 anni con un’altra non si renda conto dei problemi o faccia finta di non accorgersene. Io quando c’è qualcosa che non va, lo “sento” anche se non stiamo vicini né ci sentiamo, come se avvertissi l’agitazione su di me e finora non ho mai sbagliato con questo “istinto”. Ad ogni modo sì, mi manterrò integro e tranquillo. Certo, se per un caso fortuito dovesse accadere che all’università, mentre io e lei stiamo insieme, arrivi lui, lì con molta calma si dirà: “vogliamo affrontare questo discorso?”. Ma non devo fare affidamento su questo, quanto sul cercare di rimanere tranquillo e aperto alle possibilità, non di rinchiudermi in me stesso e massacrarmi di pensieri. Grazie a Noemi88: ci rifletterò sul fatto che se mi dice che non riesce a lasciarlo è perché non tiene così tanto a stare con me. Io, nonostante tutto, mi “sento” come se fosse il suo senso del dovere a obbligarla: mi ha detto che anche se dovesse essere infelice per sempre con lui, deve fare quello che deve fare. Però ci penserò davvero sul “non ci riesco”, quindi grazie.
Se ci saranno novità positive/negative vi farò sapere. Magari alcune cose potranno essere utili per qualcuno.
@Ohara la novità, generalmente parlando fa gola, come il fare le cose di nascosto da qualcuno. Io non sarei capace di fare come lei, non sarei capace di “tradire” una persona che mi ha dato tutto e di più per qualcosa di nuovo, non sarei in grado di mettere da parte anni di relazione per un colpo di fulmine. Se lui non è cambiato (nel senso di come la tratta), allora per me lei è eccitata dall’idea di qualcosa di “nuovo”, ma sa bene chi ama veramente, per questo è confusa. Essendo stata dall’altra parte, state facendo un male enorme a quel ragazzo, se uno/a non è mai stato/a tradito/a non può capire.
Quoto in tutto e per tutto l’ultimo commento di Fabrizio. Rileggilo bene, Ohara, secondo me ci trovi la chiave di tutto. Prova a rispondere alle sue domande. Comunque penso che lei volesse davvero risolvere, dovrebbe dire tutto al suo ragazzo e parlare con sincerità con te, anche. E dovrebbe risolvere anche in fretta, perchè così è un’agonia sopratutto per te. Con le pippe mentali non si va da nessuna parte purtroppo.
Questa ragazza sta distruggendo la vita di due ragazzi con la sua stupida indecisione ma soprattutto è abominevole quello che state facendo a quel ragazzo..mettetevi nei suoi panni…è una storia di 6 anni ma davvero esistono donne così frivole che mandano al diavolo tutto per una novità? Io ci sono passato (sono un lasciato) proprio per una storia cominciata così…il problema è che al mondo ci sono parassiti che non avendo vita proprio decidono di rubarla agli altri (ovviamente è normale il nuovo piace sempre perchè non è che si presenta con i suoi i difetti…ma quelli arriveranno comunque alla fine) Spero che la ragazza lo lasci così si libera da questo inganno
ohara, scusa, c’è qualcosa che mi sfugge. Agosto di che anno? Io ho capito che ti sei dichiarato il 22 dicembre 2011, quindi quasi un anno fa. Comunque quoto al cento per cento FABRICIUS. A parte che è lei che deve parlare con lui e lui perché dovrebbe vivere lo shock che dici tu, per quanto tu consideri la vostra la Storia ce n’è un’altra, che dura da sei anni, c’è una loro storia, relazione che, se permetti, per lui è anche il ‘binario principale’ e no che non puoi erogarti il diritto di fare una scena scelta del genere. A parte che anche se avesse 15 anni e non 31 spetta a lei parlare con lui e ‘divorziare’ da lui. Scusa, ohara, non avrò capito molte cose e non la conoscerò, ma resta una donna adulta. Tu sembri avere un atteggiamento paterno nei suoi cfr. Su confusa, fragile etc non discuto, ma comunque le relazioni non si sciolgono per procura. Se vuole lasciarlo lo lascerà lei, sennò no. Ma non sei il suo segretario o il suo supplente nel gestire una sua storia di sei anni. Ohara, i sentimenti non invecchiano con l’età cantava qualcuno e il punto non mi sembra la differenza d’età. Tu mi sembri più concreto di lei, almeno a leggere. E comunque la questione ora non è l’età. Se avevi 32 anni o 42 la faccenda dell’eterna gratitudine decadeva? Qual è il vero reale centro del problema? Se lei non lo ama più è così indipendentemente da te, mi segui? Se io generico non amo una persona e ci sto per gratitudine etc le considerazioni sul fatto che non posso pensare di passare una vita o anche ancora tre giorni o sei mesi o sei anni a pigliarmi per i fondelli e a prendere per i fondelli un altro vengono ancor prima del fatto che voglio stare con un’altra persona. Certo che chiudere una storia importante può non essere facile per niente ma dirti onestamente in te stesso per quali ragioni vuoi chiuderla o la tieni aperta non è un optional. E anche andare da una persona con cui stai e dire sono in crisi, non so se ti amo più, non ti amo più etc. Cioè, chi siamo noialtri per decidere (intendo lei) se a lui farebbe piacere, per quanto innamorato, stare con una che sta con lui per gratitudine? Magari anche sposarsi e avere dei figli. Ma anche starci ora. Certo, può darsi pure che nel suo libero arbitrio lui dica ‘mi va bene’ o che, sapendo non da sintomi, ma dalla viva voce di LEI quali sono i problemi tra loro lui possa vederli e guardarli se ora nasconde la testa sotto la sabbia. Che decida di combattere o lasciar perdere. Ma avrà diritto di sapere cosa pensa e sente la persona con cui sta? Di loro due, prima ancora che di voi due. Perché
Scusami Fabrizio, non avevo letto.
Da quello che so detto da lei è che ci distanza e che “l’unica volta in cui sono stata bene è stata quando sono stata a Parigi con te” così come la settimana in cui andò da lui fu pesante perché stava da lui, mentre con me era diverso. Queste sono le parole sue che ho sentito sicuramente. So che non c’è piacere nel fare sesso, perché mi ha detto (attaccandomi/offendendomi) che sì, ci pensa al fare l’amore con me, (non riporto il discorso perché era molto contorto, ma il significato era questo). E che a lei parlare o pensare a certe cose dà molto fastidio, così come farle, perché ha avuto dei traumi molto forti da ragazza, ma che con me invece la pensa diversamente. Per favore, i moralisti esagerati non giudichino questo.
Per altre cose invece dice che gli vuole molto bene, so che non si sentono molto telefonicamente, così come il dialogo è ridotto ai minimi termini. Io non posso condannarla per questo, posso solo farle capire che non ha senso soffrire per una cosa che si può evitare. Si vedono 3-4 ore il sabato e per lei è un massacro (parole sue). Non è così semplice dire: “be’ allora che vuole fare?” perché questo l’abbiamo capito tutti. E non è per rovinare lui, non è per far soffrire nessuno, ma se un rapporto è insanabile non può essere trascinato. Di lui non so nulla, né mi è dato saperlo. Queste sono le cose che so e che mi va di dire, altre preferisco non dirle, ma comunque il succo è questo. Persone che la conoscono mi dicono che non lo fa affatto per tenermi buono, ma perché ha questo senso di colpa enorme e di gratitudine esagerati, così come si vede che non mi faccio illusioni io. Mi è stato consigliato di non pressare e di dare coraggio e fiducia, benché possa sembrare impossibile. Io di mio ho pensato di agire come ho detto prima: sciolto, tranquillo, ma fermo nelle cose che dico. Ok, può sembrare sbagliato, ingiusto e qualsiasi altra cosa, ma vorrei che la situazione si risolvesse in meglio per entrambi. Ed anche per lui a questo punto, perché qualcosa comunque è compromesso a prescindere da me. Forse (non posso saperlo) può anche essere che pure lui si senta incatenato e vuole uscire da una situazione che non gli va più (forse ovviamente), così come risolvendosi questa situazione, scopriamo tutti di stare meglio (magari io e lei scopriamo di essere quello che pensavamo, magari lui trova la persona giusta per lui).
Poco fa le ho detto che insomma non può farmi piacere se lei continua ad uscirci o se perdura la cosa, perché le paure che lei ha (comprensibili) possono essere risolte facilmente insieme. L’amore non basta, ovvio, ma deve essere la partenza. Io non me ne andrei da lei dopo un mese solo per il brivido della conquista. A me piacerebbe stare con lei, perché sono consapevole di quello che possiamo costruire. E non è da pensare che il tradimento per me sarà dietro l’angolo. Non è colpa di nessuno se ci si innamora. Tradimenti non ci sono stati. C’è un desiderio mentale di stare insieme.
Ah e non è un colpo di fulmine oppure la sbandata di un momento. Da parte sua è da un anno e mezzo che va avanti il sentimento nei miei confronti, da me da un anno più o meno. Non parliamo di un colpo di fulmine o di desiderio del “Nuovo”.
le motivazioni che elenchi per cui lei starebbe con lui etc esulano dal fatto che tu ci sia o no. Forse non mi spiego, ma se tu stasera chiudi lei le sue considerazioni sul LORO rapporto cambiano? Ma tu sei certo che lei non lo ama più? Che questo legame che ha con lui non interessa anche a lei? Parli come se lei si immolasse sull’altare di una storia che non vuole solo per far contento lui. Ohara, la gente si trova in confusione nella vita, quindi io non giudico la confusione. Ma lei perché sta proteggendo il loro rapporto? Per lui? O per sè? O perché sono in crisi, loro, ma se lui capisse certe cose il loro rapporto potrebbe ringranare, anche se tu sei stato un bell’incontro? Seguimi, ohara, se mi riesce di spiegarmi: certo che è un’idiozia sposare qualcuno che non ami, o con cui non concepisci manco nel presente che hai voglia di averlo veramente accanto come compagno di vita. Lo è per te e per il partner, e che tu abbia 20, 30, 40, 50, 80anni non importa. Allo stesso tempo però nella vita dubito ci si innamori 10 volte. Quindi non è che se ami qualcuno veramente ti diventa estraneo, fraterno, obsoleto e lo molli alla prima fase no, se finisce il detersivo o se conosci qualcuno. Puoi andare in tilt, soffrire, avere dubbi, avere una crisi, ma il legame forte che hai con questa persona è forte. Anche se ti delude, anche se le cose vanno storte, ti ricordi anche le ragioni per cui questa persona, tra tot gli abitanti del pianeta l’hai riconosciuta. Mi dirai è ciò che proviamo noi. Ok. E’ ciò che provi tu ora, in una storia ancora veramente, comunque, non vissuta, in parte sì, ma del tutto no (e non mi riferisco al sesso o solo al sesso. Avete condiviso certamente e sinora, però, molti dei suoi di lei problemi e molti dei loro problemi). Il mio discorso si collega in realtà a ‘le storie e i sentimenti finiscono’. Ok, ognuno sa per sè. Ti dico per me la mia: i sentimenti d’amore finiscono con dolore. Le storie e basta anche no. Io a meno della tua età ho lasciato una persona che avevo amato veramente. E prima di andare così in crisi da chiudere dentro e quindi lasciare uno spazio per amare qualcun altro ho sofferto molto anche per il MIO sentimento che stava cambiando, si stava ‘arrendendo’. E ho messo i cartelloni, ho detto e stradetto. E le ragioni erano serie. E lo era la storia per me. E quando ho conosciuto una persona, più avanti, l’ho detto. E io sono andata a dire come stavano le cose. Ciò non fa di me una persona migliore ma non ho chiuso una storia qualsiasi per aprirne una qualsiasi. Con l’altra persona son stata 17 anni. E quando è nata una crisi mostruosa dopo 10 fai tu i conti, che pure sembri o sia palesemente idiozia. E di crisi ne ho avute eccome perché è stato un inferno. Però non ho mai detto ‘resto e combatto per gratitudine’. Se lei non lo ama più che lo lasci, se è in crisi con lui che la affrontino, se è in crisi con sè che si guardi bene dentro, perché nessuno può farlo al posto suo. Io non la giudico, nella vita si possono vivere e fare dei casini. Però tu vuoi la verità. Se non ce l’ha che te lo dica e vada a cercarsela. Domandandosi sinceramente perché, se tu sei “quello” non sta con te. Con te che vuoi una storia lineare.
Ohara
Dal tuo ultimo post (il n. 31) non è che ci abbia capito granchè. Non ho capito se lei non ha piacere a fare sesso (con chi ? con te o con lui ?). Ma a Parigi con chi c’è stata con te o con lui ?
Cioè, perdonami ma in questo post non sei stato molto chiaro, o forse sono io che non sono riuscito a leggere bene. C’è molta confusione, vorrei aiutarti ma vorrei anche capire bene quello che ti avevo chiesto.
Per quel poco che “penso” di aver capito o lei ha qualche problema o è un’immatura pazzesca.
E’ in uno stato confusionale tremendo. Alla fine cercando di “decifrare” il tuo post non ho davvero capito che problemi ha con lui. Cioè secondo me i problemi ce li ha lei non lui, pur non sapendo nulla di lui.
Il fatto di non sentirsi molto telefonicamente non vuol dire nulla. Se fosse per me il telefono non lo userei mai se non per necessità. Per quanto riguarda il dialogo ridotto ok ma…come mai c’è questo dialogo ridotto ?
Si vedono 3-4 ore il sabato e per lei è un massacro…..perchè ?
Mah, chiariscimi i concetti che ti ho chiesto se vuoi un aiuto. Ma per quello che ho potuto capire questa è una donna come tante di oggi che non sanno cosa vogliono. Per me non è un discorso di rapporto. Qui è lei ad avere qualcosa che non va. E tu pensi di star bene con una così ? Guarda che questa tra un po’ fa uscire pazzo pure te.
A meno che ci siano altri problemi che tu non mi hai detto.
Sii un po’ più esplicito, l’ultimo post è stato un po’ un casino.
Ciao
Vi ringrazio per l’aiuto che mi state dando: è prezioso.
Quando mi riferisco a “motivi seri” intendo che non c’è bisogno di un tradimento o di un litigio violento o di altre cose: le relazioni possono finire perché non si vuole stare insieme e per me questo è un motivo molto serio.
Io ho capito i tuoi ragionamenti LUNA e io la penso come te. Molte cose mi sfuggono o non le dico perché per me sono scontate, dato che conosco la persona. Io di lui non chiedo, non è che me ne freghi così tanto sinceramente e non mi va di stare ad infilarmi a sapere cosa pensa lui. Io baso le cose da quello che vedo: prima di conoscermi parlavano molto di più e c’era più presenza, poi qualcosa è cambiato, fino a divenire una cosa rarefatta, fatta di quei pochi momenti. Io non so se loro parlano, non è che mi va di stare a chiedere sempre, perché a me deve fregare quello che mi dice lei. Per fabrizio, io e lei NON abbiamo fatto sesso, né ci siamo baciati, nonostante lo vogliamo davvero, perché a prescindere dal tradimento mentale, il tradimento fisico no. Per certi versi vorrei che ci fosse (mi riferisco ad un bacio) perché così la cosa “scoppierebbe” e se ne parlerebbe subito (non perché io ci provi gusto, in questo modo); dall’altra non voglio perché vorrei che certe cose ci fossero solo se fosse la mia ragazza: sarebbe brutto sia per lei, sia per lui, sia per me. Sì, ovvio che questa situazione è brutta, ma che possiamo farci?
Io credo che entrambi litighino, ma non posso saperlo io perché non voglio immischiarmi in questo, anche perché otterrei ben poche risposte. Io e degli amici siamo giunti alla conclusione che entrambi se la passino male quando stanno insieme (e no, non è che ci speri io), che parlino senza arrivare da nessuna parte. Questo confrontado le esperienze di noi tutti, dai 20 ai 30 ai 40 ai 50 anni. Chiedo quanti più pareri possibili a tutti, appunto per evitare di distruggere una persona. Il sesso con lui è brutto e non mi va di spiegarmi sul perché/come lo so, ma vi chiedo (per quanto possiate riuscirci) di fidarmi di me almeno in questo, oltre che della particolarità della cosa. Ovviamente penso anche io che la decisione debba essere presa, e al più presto, perché ci stiamo logorando entrambi. E non facciamo i ragionamenti esagerati come: “lei è na zo......” oppure “ti sta prendendo per il culo”. Io concordo sul fatto che non ci sia nulla di male nell’innamorarsi di qualcun altro, ma il problema è che lei ha questo senso del dovere onnipresente ed eccessivo. Per quanto riguarda il tempo, lei ha iniziato a sentire questo forte sentimento nei miei confronti da Agosto 2011. Io non sarei qui a chiedere consiglio se non ne sentissi il bisogno. Avete ragione, perfettamente: molte cose le penso pure io. Tra loro non funziona, perché dato il tipologia di persona, non sarei entrato nella sua vita altrimenti. Vi chiedo, se possibile, di fidarvi di me in queste cose. Io credo di aver trovato la mia soluzione, quella che ritengo giusta per il momento: essere
tranquillo, senza essere pressante e con la mente aperta, ovvero di non sentirmi più di dover dimostrare di essere il suo ragazzo: se mi va di parlare con una ragazza ci parlo. Il mio problema è che non mi si crea il desiderio di qualcun altro. Sono cinico: sguazziamo tutti nella stessa merda ogni giorno, ma ho sempre conservato quello spazio in cui mettere il desiderio: “La persona giusta c’è”. E ho avuto anche la fortuna di incontrare una coppia in cui questo c’era. Quello che ricerco io è uno di quei legami che possono essercene 50 al mondo, se proprio si è fortunati. Benché giustamente la nostra storia non sia vissuta al 100%, ritengo che il “sentire sul proprio corpo il dolore dell’altro” a distanza, così come “sentire se sta male” o “se è agitata” sia particolare. Se proprio volessimo essere cinici al massimo potremmo dire che sono coincidenze, ma sono cose che si ripetono ogni giorno, da un anno. Parlo di cose comprovate e riprovate: facciamo gli stessi sogni, ci vestiamo allo stesso modo senza saperlo ovviamente e per Natale ci siamo regalati la stessa cosa (un regalo difficile da ideare, a meno che QUALCOSA non indirizzi a pensarla ugualmente). Se può interessare, lei ha dovuto affrontare un intervento. Era molto spaventata e stava per svenire. Io, abitando in un’altra città, ho “sentito di stare per svenire” e, dopo 8 mesi di verifiche ai tempi, avevo capito che forse si trattasse di lei. Mi sono concentrato nella preghiera (quella vera, non quella superficiale) e, il giorno dopo mi disse che stava per crollare a ora X (io la segnai appunto per vedere se ci fosse questo legame, senza dirle nulla), ma improvvisamente ha sentito una forza esterna che la aiutava a riprendersi. L’ora era ESATTAMENTE la stessa. Ma di queste cose potrei parlarne per settimane, poiché non è l’unica cosa “Inspiegabile”. Entrambi sappiamo che c’è qualcosa di molto singolare in noi e che non vogliamo perdere. “Dobbiamo” viverci perché lo vogliamo, e questo senza voler mancare di rispetto a nessuno: io non so se lui tradisce lei, se il suo “Mi ama” è per convincimento. Possono essere molteplici le interpretazioni in alcuni campi. Io cmq credo di aver trovato in questo una soluzione. Vorrei solo aiutarla a comprendere di più che non c’è nulla di male (dato che lentamente sta riuscendo a capire che SE e SOLO SE non c’è più sentimento, non c’è colpa nel chiudere una storia e provare a ricominciare qualcosa con la persona che si è scoperti di amare). Sì, è lenta, molto. Ma (forse a torto) mi sento di non dover mollare, ma solo di essere più morbido: se sarà lei QUELLA persona, me lo dimostrerà, anche con i suoi tempi; se non lo sarà, io non mi distruggerò di pensieri né di rabbia. Se dovesse capitare che lui lo incontriamo all’università, dirò: “vogliamo dirgli come stanno le cose? Parliamo di più di un anno”. Altrimenti io cercherò di farle comprendere l’importanza di vivere secondo ciò che si vuole, sia contro di me che a favore. Grazie a tutti, ragazzi.
@fabrizio
a parigi ci siamo andati con l’università. Per me è stato un pretesto per vederci al di fuori di quell’ambiente. E lì penso di poter dire che ci siamo innamorati. Sarò giovane, lo so e non posso farmi capire e conoscere al 100% via internet, ma me ne accorgo di certe cose, come un po’ tutti credo.
Penso sia importante sottolineare che lui le ha chiesto di andare a convivere insieme perché vedeva che c’era qualcosa che non andava, ma lei gli ha detto di no a causa di questo sentimento.
Ohara, non è questione di non fidarsi di te e tu sai per te, però temo (dico temo) che questa donna ti manipoli un po’. Un’affermazione che ti suonerà pesante, lo so. E non si riferisce a moralismi nè al fatto che la gente deve stare insieme per forza nè che amarsi sia una colpa, ma ci son cose che mi stonano, mi spiace. Ovvio che leggo e non so. Però se le riporti tu da qualche parte dentro te stonano anche a te. Di fatto lei ti dice che la storia non è possibile (‘a costo di essere infelice io per sempre, ma per gratitudine etc’. Grande effetto, grande pathos, ma… Al contempo ti informa, quel tanto che basta, che la storia va male. Dicendoti però che se la terrà forever), d’altra parte fa intendere un mondo (sto bene con te. Però non si può, eh), fa l’integerrima ma ti dice ‘con te lo farei, sarebbe diverso’ (ma non lo fa. Però ti informa che con lui lo fa, ma male). Di fatto c’è uno di cui parla come se fosse un panino di chiodi (ma ‘tanto buono, tanto caro, tanto mi ama’) dicendo a te che a livello ipotetico farebbe l’amore con te, e di fatto ci sei tu che stai in stand by da un anno e per lei ci sei sempre, ma è riuscita a girare la cosa, mentre due uomini se la passano male contemporaneamente perché LEI non si decide (cioè, in teoria dice
che ha deciso, ‘anche a costo di essere infelice per sempre’, però se sei tanto decisa allora la smetti di dire ‘farei con te’ ‘con te è meglio’ etc) che lei è un mix tra un agnello sacrificale e giovanna d’arco. Che si fa immolare per non ferire uno che magari pure lui gradirebbe essere amato veramente e gradito veramente invece che si parli di lui come di una pigna in cu…, e una che si fa bruciare al rogo invece di dare un bacio dicendo però che ne avrebbe tanta voglia. Ok, son stata dura? Ti starò sulle palle (tu a me no), ma tu sposti l’attenzione. E in strano modo. Cioè, quando parli della cosa in cui si trova pare che lei sia vittima di uno che la incatena. E’ così? In realtà dici che sai poco di come la vede lui. Però pare che l’ostacolo sia lui. Sei sicuro? Per carità, lui potrebbe essere un gran manipolatore che con mezza parola al tel e 4 ore il sabato è onnipresente. Ma, fammi capire: lei non lo ama, lo sente poco, lo vede poco, ha tutto quel tempo per stare con te, parlare con te, anche andare a parigi (? Forse in gita universitaria?) ma l’ostacolo è lui? Sei sicuro? No, è l’immensa gratitudine. Tale che lei può autoinfliggersi infelicità imperitura (cosa di cui lui, se non è deficiente, direbbe no grazie. Chemmefrega che stai con me parlando di me come un mix tra un cugino, un eroe di plastica e un panino di chiodi. Mentre però stai 6 su 7 a dire ad un altro che gliela daresti. La vita. Ma non si può) però in questa infelicità imperitura può tranquillamente tenerci anche te, perché a lei va bene così. A lei. A lei va bene dirsi di sè le cose che si dice e dirti le cose che ti dice. E quelle che non ti dice. Anche perché non le chiedi. Ok, le direi, sei davvero una persona straordinaria, quasi in odore di santità. Stimo veramente che tu abbia deciso pure di condannarti a imperitura infelicità per gratitudine. E’ lodevole. Io però sono umano e ho un’altra visione della vita. Una visione per cui se son grata a qualcuno e voglio starci mi dedico comunque a lui e al rapporto. Gli dimostro che ci sono. Mi preoccupo di come sta. Non è che vivo per i c miei la mia vita, flirtando con un altro, ma ripetendo quanto mi sto sacrificando. E se ho problemi sessuali per cui mi sta bene non avere contatti non dico che sarebbe bellissimo con te e non ne avrei, su base totalmente ipotetica, usando il mio moroso come lastra di vetro. Scusami, ma questa cosa è troppo complicata per me. Sono umano, io. E quindi di fronte al fatto che mi dici che non lo mollerai mai, ma che stai meglio con me, non so che dirti. Peccato che ho incontrato una santa. Che però controlla il nostro tipo di rapporto da un anno etc. Vero, neanch’io voglio fare certe cose se non sei libera. Solo che fino ad ora chi non si libera sei tu. Dicendo che non si libererà MAI. Dunque? (Ohara, ho girato volutamente la prospettiva. Confusa può essere. Ma è lei che controlla il rapporto, così almeno pare leggendo, con i suoi problemi, le sue idee, le cose che dice e non dice. Non sto dicendo che è una persona cattiva, e non certo perché vuol lasciare chi nn ama più da un anno e passa o perché e se si innamora, ma è lei a dirti che non intende lasciarlo. E non dice che lui glielo impedisce, ma che lei è troppo buona per farlo. Ora, ammesso che ci creda e sia vero, tu non vedi un tantino di stranezza e nevrosi, sua, nei suoi contorti e egocentrici ragionamenti, apparentemente integerrimi e coerenti e invece un po’ strani? Strani siamo tutti, e potremmo esserlo anche così. Ma quanto la reggi sta cosa tu? Lei può darsi che se la regga anche dieci anni, eh. Se lei è convinta che così si sta sacrificando e che stare così con te, se non ti bacia, é coerente… Se tu vuoi che torni libera ma lei ha le sue ragioni per stare cosí puoi pisciare contro vento fino al 2025. Ovviamente spero di sbagliarmi. Ha 31 anni. Sceglierà. Non tra due uomini. Ma un equilibrio diverso. Comunque non ho problemi a credere agli episodi a distanza che racconti. Non sono magamagò, sono semplicemente umana, ma potrei raccontartene diversi. Con più persone. Anche amici, o persone con cui in certi periodi c’era in effetti un rapporto stretto, mentale, emotivo. Non necessariamente amore, non necessariamente anime gemelle nel senso che intendi tu. Voglio dirti che di per sè ciò non prova tutto. Una spiegazione non ce l’ho e non la cerco, nel senso che capita e non lo puoi controllare. Ho un”amica con cui capita così spesso, anche per intuizione o per curiosa casualità che per noi è normale. E siamo etero, beninteso. E per il resto le cose ce le dobbiamo dire e raccontare. -capisco il valore che dai agli episodi irrazionali, ma stare insieme concretamente è fatto di tante cose. E anche la personalità. Se tu sei molto istintivo ma lei ha altre sovrastrutture e motivazioni…
ohara, ti riscrivo per specificare che i miei post non son dettati da una scarsa empatia nei vostri confronti nè dall’idea che agli esseri umani non sia concesso sentirsi, essere, dirsi confusi. Né intendo dire che questa donna voglia ‘manipolarti’. Quel che cerco di dirti è però che ti pone, volens o nolens, in un “cul de sac”, e non semplicemente perché è impegnata e non lo lascia, ma per come lei legge la situazione e, sino ad ora, intende portarla avanti, per stare in equilibrio. Il fatto di faticare a stare in equilibrio e di trovare la propria maniera per farlo è di per sè umano. Da un punto di vista emotivo e psicologico non è ‘giudicabile’. Però mi pare un dato di fatto che questo suo modo mandi in squilibrio te. Nel gioco delle parti ciascuno influenza gli altri, lei ha le sue ragioni, tu le tue, lui le sue. Tu parli di vostre ragioni, tue e di lei, ma non sono uguali e non solo perché tu sei libero e lei no, ma anche perché, mi pare, le cose che ponete al centro son forse persino opposte nel momento in cui tu stai auspicando il momento in cui lei sarà libera, mentre lei dice che la sua priorità è mantenere quella relazione, ad ogni costo, perché ‘è giusto così’. Quali siano le ragioni per cui lo afferma, dandosi una sua versione sia del perché è giusto sia di come si manifesta questa ‘giustizia’, anche attraverso delle incoerenze, non mi pare siate nè nella stessa situazione emotiva nè contingente. Per quanto, innamorato quanto sei, tu evidenzi le analogie, le tue aspettative e motivazioni chiamandole “vostre”. Mi è capitato, non per natura, ma per contingenza pesante, di avere momenti di forte confusione, quindi non giudico la confusione che però può manifestarsi anche in maniera, anche involontariamente egoista, egocentrica e prepotente. E in vita mia non mi è mai capitato di dire ‘a costo di essere infelice io per far contento un altro’. In questa frase, mi spiace, io non vedo una generosità straordinaria. Anche allorché lei lo pensi mi viene da dirti che lei sta difendendo un suo equilibrio anche allorché si dicesse che sta proteggendo quello di un altro. Forse non riesco purtroppo a spiegarti questo concetto. Ma la domanda più che perché lei non lo lascia e dice ‘anche a costo di infelicità mia’ e perché se vuole stare con te davvero non ci sta non è un perché ‘causale’ bensí semmai a cosa serve, a lei, vederla, vedersi, vederti, vederlo gestirla, etc, viversela, etc, così. A cosa serve non è in senso di materialistica utilità. Ma emotiva, psicologica ‘utilità’. Purtroppo temo davvero che mi sia difficile trasmettere il concetto, più semplice di quanto sembra. Però lei sceglie, secondo una sua visuale e motivazioni. Lo sta comunque quotidianamente facendo anche quando in apparenza non lo fa. Non sei tu a dover chiarirle le idee, nè a lui. Perché qualsiasi esse siano, anche ingarbugliate che siano o ti appaiano, le hanno, ciascuno, e se le stanno gestendo. Semmai forse sei tu che hai bisogno di sintonizzarti di più su te, su ciò che vuoi e quali siano le reali contingenze. I fatti.
Standing ovation per Luna, grande commento e grande verità, benchè scomoda. Io son sicura che la ragazza in questione non lo faccia con cattive intenzioni. Probabilmente ha poca esperienza e tende a chiudersi troppo su certe questioni. Il problema sessuale a mio parere non è rilevante per tutta la storia nel complesso.
Ohara, ora ci stai dentro e non vedi tante robe, e lei meno di te! Ma è necessario che LEI si svegli fuori, ma per davvero! Il suo ragazzo non penso sia un mezzo deficiente, perchè lei lo tratta come tale? Dai, sfido chiunque ad accettare di star con una ragazza che prova gratitudine e non amore. E lui la sa sta roba, che lei prova gratitudine e basta, e che con lui non ci sta bene?
Riguardo al tuo intento di prendere in mano la situazione, anch’io ti dico di lasciar perdere e di non entrarci, perchè sono fatti loro, e loro devono sbrogliarli. Faresti un grosso errore ad affrontarlo all’università, lascia stare! E’ lei che deve affrontarlo, non sostituirti a lei, anche quando ti sembra più fragile. A parte questo, quel che ti proponi mi sembra ottimo. Cerca di responsabilizzare questa ragazza e come ben ti suggerisce Luna non farti condizionare troppo dalle coincidenze, benchè capisca quel che dici, ma non fartici condizionare troppo.
Sì, io capisco bene quello che dite e comprendo le vostre ragioni, perché le penso anche io. Quando dico: “glielo dico” è perché sarebbe una reazione istintiva, se lo vedessi. E forse anche per il desiderio di curare la mia dignità, dato che l’ho vista lesa (benché lei non l’abbia fatto con cattive intenzioni). Il punto è scegliere se continuare a vivere una storia di merda. Non lo dico perché ne sono coinvolto, ma perché me l’ha detto e fatto capire lei. Le ho detto come Luna e altri mi hanno suggerito: “Io sto qua, pensa se sono io QUELLA persona per te e vieni da me e risolviamo la cosa insieme. Non puoi vivere male per colpa di una persona che non ti conosce o che sa quali sono i problemi ma non vuole affrontarli perché pensa che s’aggiustino da soli”. Quest’ultima frase è vera, purtroppo, e per me è agghiacciante stare con una persona che soffre e non chiedere cosa non vada. Mi sentire una nullità. E questo me l’ha confermato. Le ho detto che le “concedo” due settimane, dopodiché me ne andrò e la lascerò andare, se è quello che mi dirà, non curandomi del “forse pensava così…forse colà”. Parliamo di scegliere di essere felici. Si può esserlo o non esserlo, nient’altro. Io guarderò altrove, pensando che forse mi ero sbagliato, pensando che non aveva la forza, ma forse non pensando affatto. Non credo che questa storia sia finita ancora, anzi, perché credo che nelle prossime due settimane ci saranno grossi cambiamenti, ma devo considerare il caso chiuso. Poi se ritornerà o se lo lascerà si vedrà dopo, forse non si vedrà affatto, ma non posso sacrificare la mia felicità e quella che potrei donare agli altri per una cosa così semplice da risolvere. Arduo nel concepirlo, ma si tratta solo di sedersi e di parlarsi delle cose che non vanno, perché tra di loro NON vanno. Io Luna ti ringrazio. Non ho mai pensato che tu non avessi empatia né mi stai sulle palle, anzi. Mi aiuti a crescere e a capire. Mi dai anche la possibilità di poter aiutare lei. La tua analisi è corretta, manifesta, quasi un’epifania. Ma le cose in cui ho chiesto di fidarvi sono verità comprovate, accertate, dette e ripetute. Così come il loro rapporto non va, ma comunque scelgono di trascinarlo. Si tratta di scelte, certo, ma come ho scritto prima, c’è da discriminare se vivere bene secondo ciò che si vuole o se vivere male, facendo ciò che si pensa si debba fare. L’argomento è chiuso per ora. Se avrò bisogno del tuo e dei vostri pareri e consigli, saprò che sarò letto e aiutato qui. Vi ringrazio per la vostra disponibilità e umanità nell’aiutare me e, (in)direttamente, quest’altra persona.
Ohara, grazie a te per lo scambio. Rispetto il tuo ‘chiuso qua’. Scusami, solo un’ultima cosa: non la conosce dopo sei anni? Forse sono incompatibili e/o forse hanno anche creato, insieme, una relazione di un certo tipo. E forse, insieme, non sanno chiuderla. Ma sanno loro. Io credo tu abbia fatto bene a spostarti. Anche perché lei non dovrebbe mai poterti dire ‘l’ho lasciato per te’. Anche se è chiaro che se da un anno non è concentrata in un certo modo su quel rapporto è difficile che vada bene. Anche se ciò non toglie che possano esserci anche altre cose che non vanno. Io non darei per scontato però che sia solo lui a mancare, non conoscere, non capire. O che lui a sua volta non possa avere problemi, o cose che lei non capisce. Anche se ovviamente i particolari li sai tu. Quando lui le ha detto di convivere quanto è stata diretta lei nel dire perché no? Sai è anche difficile essere diretti se comunque non si centrano i problemi. E non dire non ti amo più o c’è una persona che mi interessa da un anno non è comunque parlare a carte scoperte e a cuore aperto. Dipende, voglio dire, anche se nasce prima l’uovo o la gallina. Mi auguro che se starete insieme e ci saranno dei problemi da discutere tra voi lei sia diretta. La felicità o la serenità che dir si voglia son dei beni che si costruiscono e mantengono ogni giorno. Non credo molto agli ultimatum, credo più al dire ‘io mi sento così’. E tu cmq, mi pare, lo hai fatto. Hai messo le tue carte, a cuore aperto, in tavola. Forse l’ultimatum interno lo hai dato a te, esasperato e stanco. Ciao!
Sai Luna cosa intendo per ultimatum? Vorrei solo capire cosa dover fare: io non chiedo “adesso lo chiami e lo molli”. Io vorrei che mi dicesse “vorrei stare con te, ma non so come fare: possiamo provarci insieme per non ferire nessuno?”. Sì, chiedo tanto, lo so. Ma sono state tante anche le prove che ho affrontato con tranquillità per mostrarle che non ho interesse nella sveltina, così come credo nel nostro rapporto/legame. Sì, so i particolari di come ha detto la cosa, ma si son ritrovati a vivere assieme dopo il terremoto, ma questa volta ha introdotto delle scuse che non aveva mai utilizzato. Io, per come sono, per come sono stato sempre, ho cercato sempre di capire la persona che avevo al mio fianco immediatamente, perché volevo migliorare da subito il suo umore. L’ultimatum è principalmente per me, ma è anche per lei per riflettere sul come questa terza persona (che è ufficiale, lo so) stia guastando questo rapporto spontaneo che si è creato senza che lo volessimo o ricercassimo. Stiamo male fisicamente, mentalmente e tra di noi quando scazziamo perché vorremmo entrambi poterci vivere: uscire, dormire insieme, fare l’amore. Scusami se scrivo una cosa troppo melensa ma il desiderio più grande per me sarebbe organizzare una festa in suo onore per mostrare a tutti coloro che sanno quanto possano esistere i legami unici. Parlo per ipotesi, ma è un mio desiderio. Vorrei riempire quel vuoto che ha e che sappiamo che possiamo riempirlo solo noi. Mi dice che se deve pensare a un odore per sentire pace, desiderio e far sparire le paure pensa al mio, così come quando mi sogna si sente al sicuro il giorno dopo o ai sogni con dei bambini che ci assomigliano. Però è che così non va, perché ci stiamo massacrando. “L’ultimatum” è per dire: non continuiamo a lungo così. Ma non per essere puntigliosi sul “non continuiamo”, quanto sul “così”. Non vorrei che arrivassimo a detestarci e a pensare che non valga niente. Siamo nervosi perché ci ritroviamo in qualcosa di più grande di noi e sappiamo i suoi timori. Lui è un bravo ragazzo e ha anche lui i suoi patemi. Credo sia come dici tu: entrambi non sanno come chiudere questa cosa. Temevo che se l’avessi scritto sarebbe stato come “convincermene”. Io non ho intenzione di perderla, ma vorrei che lei si sentisse come se fosse così. Io quando non posso abbracciarla e guardarla mi sento vuoto. Anche lei ok, ma l’assenza può servire a riconsiderare le cose. Io ti ringrazio davvero, non sai quanto tu mi abbia aiutato, perché penso tu abbia centrato il punto. Ah e grazie a tutti gli altri, ovviamente. Scusatemi questo post sconclusionato ma l’ora è quella che è e non dormo da diverse notti.
OHARA, ti rendi conto per quali cose ti scusi? Ti rendi conto in quali cose la giustifichi ad oltranza? Che l’età è relativa ma resta il fatto che è una persona adulta? Ti rendi conto di che mi hai scritto ‘pretendo troppo’? E che continui cmq a pensare che l’ostacolo ai tuoi desideri sia lui e non ciò che lei ha in testa, prova, cosa dice e come si comporta? ‘Ha usato SCUSE diverse’. Cioè lui avrebbe dovuto indovinare dal fatto che usa scuse diverse dal solito ciò che pensa realmente la sua morosa adulta che gli sta dicendo balle? Ti rendi conto che tanto la vedi come una fragile creatura che la deresponsabilizzi TOTALMENTE e responsabilizzi lui che dovrebbe svegliarsi e avere la sfera di cristallo? E secondo te lei crescerà immediatamente e cambierà modo di gestire le relazioni nel momento in cui si mette con te? Ohara, noi non possiamo pretendere di controllare gli altri, esigere che facciano ciò che vogliamo noi, che qualcuno ci ami se non ci ama, che ci ami bene se non ne è capace, che ci dica ciò che vogliamo sentirci dire e che pensi e scelga ciò che vogliamo noi. Però ciò non significa che i nostri pensieri, desideri, sentimenti e il fatto che non stiamo bene in una situazione sia di per sè fare pressing e pretendere. Se io amo una persona e voglio stare insieme ad una persona che mi dice ti amo e l’altra persona non mi dice chiaramente ti amo, non mi ama e o non sta con me
posso avere tutti i pensieri romantici di sto mondo ma è un dato di realtà. E i miei desideri non si scontrano con una terza persona (ufficiale!) che @guasta il nostro rapporto, ma con ciò che è o non è la persona con cui mi rapporto io e con ciò che è o non è il rapporto stesso. CAZZAROLA, arrivi al punto di dire che LUI (che sta con lei da sei anni e sente solo scuse e non dirette verità, qualsiasi esse siano) sta facendo un torto a lei e voi. Azzo, ma sarà semmai il contrario? Non è un giudizio morale, ma è un dato di realtà! La smetti di vedere lei come giulietta chiusa in cantina dal padre e che non può vivere il suo grande amore? Sei giovane, ma non sei mica scemo! E poi il vuoto… Guarda che il nostro vuoto non é una roba che ci dà diritto di manipolare gli altri. Nè una cosa che ci riempie un altro o una relazione. Amare qualcuno non è questo. Questa è dipendenza o e l’idea che l’altro non esista in sè ma sia una sorta di madre nutrice. La pseudo madre nutrice non fa il suo dovere? Fanculo, avanti un’altra madre nutrice. Tu stai sbagliando approccio, ragazzo mio. Con te stesso. E rischi di farti un sacco male. Anche con un’altra. Non sei un tour operator che deve garantirle un viaggio così confortevole che a lei basterà star seduta nello scompartimento e guardare il panorama. Guarda che le persone passive e dipendenti e con un’egocentrica sindrome di calimero al momento fan tenerezza ma son egoiste e pericolose. Un mio amico è stato tipo dieci anni con una così, l’ha anche sposata. Quando è stato il momento in cui lei la sua parte doveva farla si è trovata un’altra madre nutrice. Il matrim andava di m? Certo. Ma pensi che lei sia mai stata diretta? Un anno e mezzo. E lui non era scemo nè guastava il loro amore, anzi lui le ha dato mille possibilità di dire la verità. Ma scuse. Cazzate. Ed è lui che ha lasciato lei alla fine.
Ohara,
mi sembri più maturo della tua età ma, purtroppo per te, irrimediabilmente innamorato, e quando è così tutti i torti finiscono addosso a chiunque non sia la persona che ti ha “accalappiato” (passami il termine, per sdrammatizzare)…
se fossi in te, e avessi la forza di farlo, esporrei a questa donna sia i sentimenti (come già hai fatto) che il tuo intento ad approfondire la sua conoscenza in piena libertà, senza promettere nulla di preciso ed evitando accuratamente lo stramaledetto “per sempre”.
invitala, se può, a prendere una decisione entro un ragionevole lasso di tempo (tre-sei mesi), dandole la tua disponibilità a starle vicino emotivamente per quanto ti è possibile, essenzialmente per aiutarla a capire cosa è davvero importante per lei in rapporto alle forze e alla volontà che si ritrova per raggiungere l’obiettivo.
le preciserei però, anche, che dopo tale termine, se la scelta non dovesse cadere su di te, ognuno di voi riprenderà la sua strada “in solitario”. a mio avviso, per quanto fragile e insicura, questa donna non ha diritto di giocare a lungo con due uomini in contemporanea, a meno che entrambi non glielo permettano.
scusami la durezza, espressa a tuo beneficio, e in bocca al lupo sia a te che alla donna in questione!
ROSSANA: tre sei mesi sono un’eternità ;(
non nel senso che magari Ohara non resterà così anche un anno ad aspettare se se la sente, o che lei non possa metterci davvero tre o sei mesi, ma, ecco, forse in questo ho davvero un limite io, e lo ammetto, eh, Rossana, non ti sto dicendo che hai detto una ca…ta.
Forse era una frase provocatoria, mi sa.
Come fa una persona ad autoporsi un limite di questo tipo, a scadenza?
A meno che uno veramente non le dica: senti, tu prenditi il tuo tempo, leggiti dentro e tra sei mesi ci sentiamo.
Non credo che neanche Ohara sia in grado, realmente, di sapere se tra tre o sei mesi sarà ancora qui, così, o sarà “scoppiato”, se le cose non evolveranno diversamente. Per quanto ora possa anche dire: ti aspetterò altri cinque anni.
Non si sta parlando di in quanto tempo trovare un’altra casa o trovarsi un altro lavoro, cosa per cui effettivamente ci sono questioni pratiche che possono richiedere un certo lasso di tempo, o di un trasferimento, credo. Non è che lei deve cercare un avvocato per sbrigare questioni pratiche inerenti alla separazione, mi pare.
Le sue ragioni sono di tutt’altro genere. Si sta parlando di evoluzione di sentimenti e presa di coscienza e coraggio, anche, di prendere una decisione. Che o la prendi o non la prendi, c’è poco da fare. E non la prendi perché c’è Ohara che ti aspetta o che se ne va o che ti fa pressing o non te lo fa. A me questo punto sembra fondamentale. Fermo restando che Ohara non può/vuole stare in stand by in eterno, per la sua salute emotiva e mentale ecc, che fa lei se Ohara se ne va? Resta con il tipo avanti perché non c’è più un altro per cui lasciarlo? O lo lascerà o ci resterà, a seconda, per ciò che lei prova e trova sia il caso di fare?
Io penso che a Ohara, più che stare nel futuro o nel condizionale, e parlare di tre mesi o sei, e di eternità, di pensare sempre di cosa ha bisogno lei o come potrebbe essere se lei prendesse una decisione, farebbe bene tornare un po’ nel presente. Che non significa mettere da parte i suoi sentimenti, ma affrancarsi un po’ sia dai periodi ipotetici che dall’interdipendenza con la decisione di questa donna che prima che loro due riguarda lei e dall’evoluzione della loro storia, degli altri due.
E’ chiaro che per lui è importante che lei sia libera o no. Però io continuo a pensare che è a lei che dovrebbe in primo luogo interessare chiudere una storia se non funziona, trovare il modo per chiuderla o per tentare di risanarla se invece non pensa che sia davvero chiusa, riavere la sua libertà per farne poi quel che vuole. In questo senso, Rossana, certo che condivido il concetto di obiettivo!
Perché capire quale obiettivo hai ti dà anche le energie per trovare le soluzioni.
Invece il limbo è una chiavica.
Ohara un obiettivo lo ha, lo ha talmente da non vedere quanto lei non ce l’ha, e dare la colpa all’altro del fatto che lei non raggiunge un obiettivo che non ha.
A scanso di equivoci non sto dicendo che sia facile. Però guardarsi dentro e trovare il proprio obiettivo reale non è un aspetto banale. Cambia tutto, realmente.
Nella mia vita tutte le volte che mi sono trovata in una situazione in cui non riuscivo a individuare l’obiettivo ho avuto il bisogno di ricentrarmi e trovarlo, indipendentemente dalle aspettative degli altri.
E non perché te ne freghi delle aspettative degli altri, o perché sei stronza, ma perché rischi di fare un gran casino se non ti ascolti tu, se non riesci davvero a capire cosa stai cercando nelle situazioni, che valore e senso hanno per te, qual è la spinta che realmente ti muove in una direzione o un’altra o anche in nessuna direzione.
A 20 anni ho preso una decisione come quella che tu ti aspetti da lei. E non è che era più facile perché avevo 20 anni.
Per poter ricentrarmi e ascoltarmi “scappai” anche di casa, girando in macchina e anche dormendo zero, perché i miei non erano assolutamente in grado di capire. E perché avevo veramente bisogno di escludere il “giudizio” e le ragioni altrui per guardarmi dentro. E mi sentivo fragile, beninteso, non “eroica”. La decisione è stata dolorosa, cmq, perché volevo bene alla persona che stavo lasciando, era stata una storia importante, e da parte mia avevo cercato di salvarla, ben prima che arrivasse un’altra persona. Mi ero arresa, è vero, pian piano sì. Prima. Perché soffrivo troppo. E perché mi si dava l’idea che un senso non ci fosse più. Certo avevo 20 anni e ciò implica che ho fatto errori anche per inesperienza di vita, pur tentando di fare le cose migliori. Idem riconosco questo alla persona con cui la storia era finita. Per me. Le responsabilità ce le siamo presi entrambi. Per quanto io sia uscita di scena nel modo peggiore possibile, pur tentando di farlo pesare nel modo minore possibile. Vivevo forte il senso della responsabilità della verità dei sentimenti. Questo me lo ricordo molto bene. E anche delle conseguenze delle mie decisioni, delle mie azioni. E del mio dire la verità, per me centrale, anche a costo di linciaggio privato e pubblico. Ciò non toglie che il mio ruolo, di chi cmq comincia una nuova vita, sapendo di avere scelto, sia stato più facile di quello di chi viene lasciato, anche se ha fatto delle scelte egoiste prima. Anni prima era successo a me, anche se, paradossalmente, avevo comunque scelto io, di fronte a mr piede in due scarpe, di chiudere rapidamente la questione. Però ero in grado anche di capire la sofferenza che stavo arrecando io. E dopo tanti anni non minimizzo nulla di quel periodo, nè le mie ragioni nè i miei torti, la mia sensibilità e il mio egoismo. Molti anni dopo la vita mi ha portato, mio malgrado, in una situazione di prolungata e grande sofferenza econfusione, diversa e più grave, tra problemi contingenti veramente grandi. Dunque io la confusione estrema la comprendo. Però ti direi anche: non attribuirle le TUE motivazioni, lascia che usi le sue “palle” per trovarle e affrontarle
Luna,
secondo me, in certi casi, soprattutto dopo un anno di presenza costante (e per Ohara tormentante), è necessario per il bene di Ohara tentare di chiarire (o meglio: di chiarirsi) in modo netto a cosa veramente mira la controparte, e se avrà o meno la forza di realizzare quanto davvero desidera.
l’ideale sarebbe stato concordare di allontanarsi da lei per qualche tempo e di permetterle di prendere da sola una decisione fra i due uomini con cui è in relazione. per un senso di tenerezza nei confronti di Ohara ma anche a beneficio di lei (fragile e insicura), mi sembrava giusto accettare che Ohara le stesse invece vicino, senza però tirare la coperta dalla sua parte (mese più, mese meno, ormai che differenza può fare?).
se devo essere sincera fino in fondo, temo che questa ragazza non lascerà il suo compagno per stare con Ohara. se amore l’avesse presa, già l’avrebbe fatto da tempo, sofferente o meno nei confronti dell’uomo che tanto le è stato d’aiuto in passato. temo che, come nei casi di molti matrimoni “stanchi”, Ohara sia soltanto il puntello che le consente di tenere in piedi meno faticosamente il suo vecchio rapporto. e Ohara, innamorato, mentre lei pare non esserlo, non merita questo!
è stato anche troppo paziente nella lunga attesa. mi sembra giunta l’ora di scoprire le carte, in modo anche un po’ duro, a fin di bene. personalmente non m’importa di sapere perchè lei non riesce a decidere: sono fatti suoi. in questo momento cerco d’immedesimarmi in Ohara, a cui suggerisco di tentare di uscire al più presto da questa situazione ambigua, a mio avviso per niente promettente.
è solo il mio punto di vista. per carattere amo mettere il “mostro” in prima pagina, vedere da vicino la sua reazione e agire di conseguenza.