Mondo del lavoro in Italia: non laureatevi in ingegneria!
Salve a tutti, mi presento. Sono un ragazzo di 27 anni neo-laureato in ingegneria (3+2) . Mi sono laureato in ingegneria in una prestigiosa facoltà in 7 anni con una votazione superiore ai 105/110, dopo molto studio e molti sacrifici (sia miei che dei miei genitori) .
Scrivo questa lettera, perché spero che coloro i quali la leggeranno possano riflettere sui miei errori e non fare le stesse scelte che ho fatto io, specialmente coloro i quali desiderano iscriversi all’università in generale e a ingegneria in particolare.
Durante tutta questa lettera non prenderò in considerazione le altre facoltà (eccettuato forse medicina) , per le quali la situazione è ancora più grave, per non dire disperata. (In particolare “Scienze della comunicazione”, “Scienze politiche” etc… che sono, a mio avviso dei “disoccupifici” veri e propri e sono da fare se e solo se le si fanno per soddisfazione personale e non certo per avere un futuro lavorativo soddisfacente. )
Detto questo inizio posso anche iniziare.
Il mondo del lavoro in Italia per un neo-laureato in ingegneria, che voglia costruirsi da solo il suo futuro senza essere raccomandato, è un vero deserto pieno di sconforto e umiliazioni. Gli ingegneri neo-laureati si possono tranquillamente scordare di restare a lavorare qui in Italia e fare ciò per cui hanno studiato. Per non parlare poi di trovare un posto fisso con paga soddisfacente…
Proprio così gente! La bella favoletta del neo-laureato in ingegneria che trova subito un lavoro soddisfacente e strapagato è, appunto, solo una favola! Non che le cose negli altri indirizzi siano messe meglio, anzi tutto sommato, nella sfortuna, siamo forse anche i più fortunati…
Ed ecco qui che vi rivelo il vero volto del mondo del lavoro in Italia: un mondo per “svita bulloni”, bassa manovalanza e “smanettoni”. Diventeremo la nuova Cina occidentale (i cinesi dei cinesi, tanto per citare Grillo) . E poi ci vengono a raccontare sui mass-media che c’è carenza di ingegneri, di figure specializzate e formate, che le devono chiamare dall’estero… Ma dove?
Sono palle! Buffonate vere e proprie!
Basta andare al più vicino centro per l’impiego per rendersene subito conto: Cercasi Cuoco, Barista, Magazziniere, Carrista, Camionista, Bracciante, etc… anche senza esperienza. Ma di ingegneri? Neanche l’ombra…
Ben inteso che qualche annuncio (1 o al massimo 2) che richiede un ingegnere lo si trova, ma con dieci anni di esperienza alle spalle. E… i neo-laureati senza esperienza o con meno di dieci anni di esperienza?
L’ho fatto presente alla signora del centro impiego, e mi ha detto: “Vada all’estero. Le do anche questo sito che è ottimo, così potrà trovarlo più facilmente. Purtroppo richieste di ingegnere non arrivano quasi mai. ”.
Mi sono iscritto al sito europeo e ho registrato il mio curriculum, ma ad oggi ancora niente.
Ad un mio amico, che si è laureato prima di me e anche lui senza esperienza, ha trovato un lavoro (sottopagato a 300 euro al mese, con mensa non pagata) per fare disegni in AutoCAD 2D (che per intendersi è come mettere un laureato in Odontoiatria a produrre filo interdentale) . E alla fine FORSE lo prendevano fisso…
E gli è andata pure bene, un altro pure con stage (gratis) in nero! E alla fine pure lui non sapeva se lo avrebbero preso alla fine.
Ovviamente non parlo di persone con raccomandazione o con la giusta “conoscenza”. Quelli, qui in Italia, possono ricoprire il ruolo di ingegnere anche con la 5^ elementare.
Sono veramente stufo! Mandi il tuo CV (sia in format europeo che informale) e manco ti rispondono!
Su una ventina di aziende ai quali l’ho mandato, solo uno mi ha risposto e per dirmi che non aveva bisogno.
Le altre volte in cui mi è andata “bene”, mi hanno fatto il colloquio e poi chi si è visto si è visto.
Un vero e proprio schifo! Ah se avessi dato retta al mio professore delle superiori (un ingegnere 70-enne) … Me lo diceva sempre: “Invece di andare all’università, fatti un bel corso di specializzazione e vedrai che ti sistemi subito e meglio, qui in Italia”.
Ma io invece cocciuto come un mulo! Ben mi sta. Che serva da lezione a chi vuole migliorare la propria istruzione!
Ma la cosa più difficile è sostenere la delusione dei miei genitori, che se ne stanno ormai rendendo conto volenti o nolenti. Glielo detto anche in faccia che in fondo tra la mia laurea e la carta igienica che abbiamo nel nostro cesso, non c’è gran differenza. L’unico è ancora mio padre… che spera… sogna…
Basta così. Penso di aver detto abbastanza. Potrei raccontarvi molto altro a favore della mia tesi…
Potrei parlarvi di mia cugina che per lavorare ha dovuto togliere dal suo curriculum la laurea, sennò sarebbe stata “troppo qualificata”.
Potrei raccontarvi di quando ad un mio colloquio, l’ingegnere che doveva assumermi, mi ha detto papale-papale che la laurea non conta niente.
Potrei dirvi molte altre cose, ma non voglio dilungarmi oltre. Ciò che ho detto penso che basti e avanzi!
Conclusione:
Se vi iscrivete all’università per avere una soddisfazione personale nella vita, iscrivetevi pure, ma non sperate in niente di più.
Se invece vi iscrivete ANCHE per costruirvi un futuro io vi dico solo questo:
Cari diplomati in Istituti tecnici e professionali, cari liceali: trovatevi un bel corso di specializzazione professionale e cercate subito lavoro qua in Italia, e vi sistemerete subito: soddisfatti (e ben pagati se avete fortuna) .
Cari genitori di questi ragazzi: non mi venite poi a dire che non vi avevo avvertito!
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Grazie dell’avvertimento….e hai ragione su molto di ciò che scrivi.
Aggiungo però che un mio amico – laureato in ingegneria aerospaziale – attualmente fa l’imbianchino, e nel mentre fa colloqui su colloqui.
Purtroppo è così.
Carissimo, anche io come te sono una studentessa di specialistica di ingegneria, con già laurea triennale. Frequento l’università del sud e ti posso assicurare che conosco diverse persone che hanno trovato un ottimo posto di lavoro, anche con sola laurea triennale, con ottimi stipendi… senza la richiesta di esperienza.
Conosco anche alcune ragazze laureate al centro italia e anche loro hanno trovato buoni posti di lavoro. Il punteggio di laurea inoltre varia, dai 100 ai 110…. insomma…. capisco che la situazione COMPLESSIVAMENTE sia critica, ahimè, ma non partire così sfiduciato! Spero per te che qualcosa possa cambiare… e che tu possa trovare ciò che cerchi.
PS: i ragazzi citati prima non sono raccomandati né figli di altri ingegneri……!
Caro amico ingegnere.. finalmente ti sei svegliato? E secondo te pechè c’è un sacco di gente incazzata in giro per l’italia che dopo secoli di duro lavoro, si vede le buste paga decurtate o peggio ancora prova l’ebrezza di un bel calcio nel culo? Non lo sapevi anche prima che in italia le cose vanno così? Forse anni ed anni di studio, rinchiusi in quelle gabbie chiamate università che vi paralizzano il cervello.. vi hanno privati… della vera conoscenza? Quella della vita reale? Lavoro con degli ingg. Da 2 anni… e se mentre prima nutrivo un grandissimo rispetto per loro… ora posso affermare.. che sono delle vere teste di c....!! Nn capiscono veramente niente di vita!! Pretendono e pretendono. Pensano che con la loro c.... di laurea in tasca.. si possano comprare il mondo… mentre sono con il culo per terra.. peggio di noi “poveri” diplomati.. che si… avremo magari un livello culturale o meno conoscenze scientifiche di voi… che fra l’altro.. lasciamelo dire.. non servono ad un emerito c.... di niente!! Ma il vero tesoro… lo abbiamo nel cuore. Si chiama esperienza. Sudore. Fatica. Lotta. sopravivvenza.. senso di responsabilita’. Voglia di lavorare. Anche facendo della bassa manovalanza. Ti assicuro che ho conosciuto più valide persone in mezzo agli operai… che fra quelle teste di c.... di laureati spocchiosi e noiosissimi. Perchè gli operai.. sanno cosa voglia dire lavorare!! Nessuno ci hai mai regalato niente… ma siamo avanti rispetto a voi.. perchè abbiamo alle spalle 10/15 anni di vera esperienza vissuta. Sveglia. Caro. Benvenuto nel mondo reale. Sono contenta che la laurea non valga un c...... perchè troppo spesso dietro a quel pezzo di carta…. si nascondo persone davvero mediocri.. per non dire assolutamente… vuote. W la bass manovalanza. Puoi sempre partire per l’estero.. oppure studiarti un modo per darti da fare per davvero. Anzichè cercare di vendeere aria fritta agli altri. Che fra l’altro… sono meno stupidi di quello che pensi.
@katy: Sì è veramente triste -.-
@Luciana: Hai ragione forse parto troppo sfiduciato, ma vedendo la sorte dei miei cari amici e colleghi di certo le cose non le vedo più rosee come una volta…
Paradossalmente poi, chi si ferma alla triennale trova lavoro prima (me lo diceva pure un professore all’università della stranezza di questa cosa…). Sembra assurdo ma la capacità di trovare lavoro pare siano inversamente proporzionale ai titoli acquisiti… Mah…
@LIBERTA: Mi hai giudicato e condannato senza neanche conoscermi, per partito preso…
Solo perchè ho una laurea che tu non hai… Solo perchè nella tua vita hai conosciuto delle persone str…e che avevano anche la laurea…
Traendone così l’empirica formula: Laureato = Indegno.
E poi la testa di c…o sarei io! Complimentoni davvero!!!
Veramente pazzesco che razza di individui si possano trovare avvolte su internet…
P.S. Per la cronaca mio padre E’ un’operaio di bassa manovalanza e IO SO cosa vuol dire spaccarsi la schiena per lavoro, visto che sono andato spesso ad aiutarlo per mantenermi all’università. Stimo più lui di tutti i professoroni e gli ingegneri che ho visto all’università (che ragionavano tra l’altro per partito preso proprio come fai tu!).
secondo me la verità stà nel mezzo
statistiche alla mano… 1) chi è laureato trova posti migliori (e più in fretta) di chi si ferma al diploma… 2) le lauree non sono tutte uguali, alcune sono più spendibili sul mercato di altre… trovo quindi ingiusto, oltre che falso, “sputare” sulla pergamena della laurea… soprattutto di certe lauree…
detto ciò… è anche vero che, mentre una volta bastava raggiungere un traguardo accademico per assicurarsi un futuro sino alla pensione, ora non è più così… la concorrenza, plurititolata, è sempre più nutrita… quindi piuttosto che perdere tempo (e soldi) tra specializzazioni, master e corsi vari la strategia migliore sarebbe quella di maturare una contestuale professionalità sul campo entro i 30 anni…
è proprio questa la logica dei percorsi accademici di durata triennale… ingiustamente bistrattati ed invisi dai “professoroni”… ma assolutamente premiati dal mercato del lavoro… essi permettono di inserire nei cicli produttivi, REALI, giovanissimi con una formazione accademica di base completa, pronta per essere plasmata con l’esperienza sul campo…
Hai ragione sono partita in quarta giudicandoti. Purtoppo l’idea che ora mi sono fatta degli ingg. È questa, grazie al loro comportamento. Ho notato fra questi gruppi di ingg. (specifico la categoria!!) Un cinismo, un’arroganza, una falsità, una prepotenza, un egoismo, una spietata voglia di arrivare con prepotenza a comandare gli altri, una sete di sopraffazione, un senso di superiorità che ti garantisco non ho mai riscontrato in alcuna altra categoria di persone. Ora le etichette le metto eccome!! Ti posso assicurare, che prima di incontrare (ahimè) questa tipologia (non saprei nemmeno come definirla talmente è profondo e vivo il disgusto che provo per loro) di esseri…. mai e poi mai mi sarei sognata di arrivare a pensare cos’ male di un’intera categoria…. eppure.. le voci che corrono in giro su di essi…. sono tutte a loro sfavore!!! Ma dopo questa disgustosa esperienza, mi sono ritrovata a fare pensieri razziali. Ora ti giuro, che non riesco a paragonarli a normali esseri umani. Se tu sei diverso, inteso, migiore di questa gente, meglio per te!! Ma credo che gli ingg. In generale non amino essere contraddetti, proprio perchè ritengono di possedere nella loro mente.. la verita’ divina!! In realtà, della vita non hai mai capito un c.... di niente!! E come persone, penso che valgano veramente pochissimo!! Non hanno valori, non hanno cuore, non hanno un benchè minimo di senso civico verso gli altri… se ne fottono di tutto e di tutti, e si sentono molto superiori a tutti. Degli altri non gliene fotte niente, a loro interessa unicamente il loro tornaconto, per ottenerlo sarebbero disposte a qualunque tipo di vigliaccheria. Questo e’ l’ambiente che ho vissuto, questo e’ ciò che mi hanno trasmesso… e ti garantisco che non parlo di 1 o 2 ingg. ma di una grande quantità.. diciamo che superano le centinaia. Può anche essere che siano vili solo in campo professionale… questo non mi è dato saperlo, anche perche, frequentarli per lavoro.. mi basta!!! Non mi sognerei nemmeno di passare il mio tempo libero con gente assurda del genere…. ma del resto.. se cio’ che di vendono di se stessi.. è sol questo… beh… non ho alcun interesse ad approndire il discorso. Conosco tante altre persone laureate: avvocati, commercialisti, storici, psicologi, dottori… ma ho sempre riscontrato in queste persone, tanta tanta umanità……. valore aggiunto… sconosciuto alla tua categoria. Comunque….. il mio pensiero non cambia per ora, mi auguro di potermi ricredere in futuro. Fra l’altro ho notato una grandissima differenza fra le laureate ingg. E gli uomini. Di gran lunga, quest’ultime sono al di sopra, come valore umano.. ai loro compagni uomini. Forse il mio è solo un caso.. me lo auguro… però è davvero curioso…. in mezzo a tanti… non averne incontrato uno… degno di essere chiamato persona. Per il resto del commento personale fatto a te, chiedo scusa, ovviamente non ti conosco… e ti auguro di trovarlo presto un lavoro serio…
Mah! Che oggi la situazione economica faccia schifo, anche “grazie” al governo “tecnico” che sta facendo chiudere tutti, massacrando di tasse come mai a memoria d’uomo, è vero.
Però da qui a dire che una laurea che ha sempre offerto sbocchi occupazionali come ingegneria sia inutile, ne corre.
Tu poi non dici dove stai cercando lavoro.
Perchè è chiaro che se lo cerchi al sud è un conto, al nord è un altro, anche se nemmeno al nord sono rose e fiori.
Tu poi scrivi che hai mandato 20 curricula. Sono pochi! Ti conviene essere + mirato, ad esempio contattare direttamente (ad esempio per telefono, chiedendo di parlare con qualche responsabile della produzione, o tecnico, ecc.) aziende che possano essere interessate al tuo genere di specializzazione e alle competenze che hai.
E lascia perdere quelle sanguisughe delle agenzie di lavoro temporaneo.
Io conosco ingegneri che lavorano ad esempio nel marketing di aziende impiantistiche o di macchinari, ma vedo ingegneri che non fanno fatica a inserirsi in mille settori, dalla produzione al controllo di gestione, dalle vendite alla qualità, ecc., ecc.
E anche per quanto riguarda l’esperienza: all’inizio non è che possa chiedere chissà cosa quanto a inquadramento, però un contratto che vada bene si trova, cococo, cocopro, ecc.
Insomma, posso capire laureati in lettere, filosofia, scienze politiche, scienze della comunicazione, e altri settori non spendibili nelle aziende.
Ma un ingegnere, se cerca, è il primo a trovare.
Certo che se poi la crisi si aggravasse, e finiamo come la Grecia, vabbè, ma allora non sarebbe questione di laurea o altro.
@libertà
Ma si può leggere un commento più assurdo del tuo?
Il fatto che tu abbia incontrato degli ingegneri con cui ti sia trovata male (ma una che “ragiona” come te, con chi si può trovare bene?) non ti autorizza a fare di ogni erba un fascio, a dire che ogni ingegnere (uomo per giunta) è persona da evitare.
Ci sono medici seri, e medici criminali che inventano patologie per operare dei poveracci. Ci sono avvocati seri e avvocati che sfruttano i clienti come sanguisughe. Giudici seri, e giudici che fanno uscire i delinquenti, o lavorano male.
Ma lascia perdere, fatti visitare, ma da un medico bravo però!
@MrBison: Concordo in pieno con tutto quello che hai detto eccetto il punto in cui parli delle statistiche, con cui sono solo parzialmente d’accordo con te. Non tutte le statistichè ahimè sono attinenti la realtà.
Tanto per farti un esempio quelle che riguardano il tasso di disoccupazione sono sotto-stimate, in quanto non considerano ad esempio chi non è andato all’ufficio di collocamento a farsi rilasciare l’attestato di disoccupazione (magari perchè è sfiduciato e non si impegna a trovare lavoro).
Hai inoltre ragione al 110% quando dici che bisogna puntare tutto sull’esperienza. Oggi le aziende è quella che cercano, non i titoli e gli attestati accademici -.-
@Maverick2011: mmm sì probabilmente hai ragione. In effetti io non sono andato oltre la mail con cv allegato, perchè ho paura di essere troppo invadente (mi hanno sempre consigliato di fermarmi alla mail + cv). Comunque grazie del consiglio, proverò anche con la chiamata diretta (e mirata) nei casi che più mi interessano…
A me ora come ora va bene tutto: cococo, cocopro o addirittura gratis! Basta che mi facciano fare esperienza il prima possibile, perchè poi dopo i 30 anni per i laureati scade il termine per l’apprendistato…
La regione dove sono io comunque è la Toscana (ma ho mandato anche le mail in molte regioni del nord) e ho la triennale in Elettrica e la specialistica in Automazione. Speriamo di riuscire a sbloccare qualcosa nei prossimi giorni…
Grazie ancora per i consigli 😉
Ti consiglio anche di selezionare su Internet le aziende che hanno produzioni o vendono servizi a cui ingegneri con la tua specializzazione potrebbero servire.
Poi se navighi nei loro siti web, solitamente molte hanno anche sezioni tipo “lavora con noi”, in cui informano quali sono le figure che cercano, e se sono alla ricerca di personale.
Se studi attentamente i siti delle aziende, potrai ottenere informazioni preziose, sia sulle loro produzioni, che sui prodotti che vendono, che sulle figure professionali che più sono adatte a loro.
Da lì puoi capire bene quali aziende val la pena di contattare e quali no.
Ti dico anche un’altra cosa: per inserirti, per un ingegnere come te, nulla di più facile che cercare di entrare come commerciale, ad esempio anche come agente, all’inizio solo con un fisso + % sulle vendite.
Ne trovi una marea che cercano agenti con una buona competenza tecnica. Poi puoi anche passare ad incarichi diversi, dipende da che azienda ti prende.
Insomma, oltre alle mail (che di solito danno pochissimi risultati, la gente non ha tempo per leggerle, le cestina subito) la cosa migliore è che ti faccia una bella listona di aziende cui la tua figura professionale vada bene, e contattarle, ma in modo più diretto, e cercando di telefonare e parlare con qualcuno.
Inoltre, leggi bene annunci e inserti tipo quelli del venerdì del Corriere, ecc., lì vedi quali sono le aziende che cercano, e su Internet te le puoi studiare.
Insomma, quando avevo la tua età non avevamo Internet, e le telefonate costavano una barca di soldi, eppure ci si arrangiava.
Devi muoverti di più!
Caro Maverick, se un’intera gerarchia di persone mi ha fatto schifo, è ovvio che io inizi a pensare male di questa categoria. Nel caso dovessi incontrare in futuro, Persone valide, certo non esiterei a cambiare opinione..solo gli imbecilli non la cambiano mai..ma purtroppo…la mia esperienza attuale, e ti garantisco che non è affatto piacevole, mi ha trasmesso solo negatività…e pensieri di insofferenza verso la categoria. Che ti piaccia oppure no..poco me ne importa..resta il fatto che siamo in un mondo libero..sicchè liberamente penso e PROVO ciò che voglio. Non me ne pento assolutamente..anzi….Sono certa che al di fuori di quel contesto esistano persone gradevoli e molto più piacevoli, infatti….la cura migliore è frequentare persone positive. Funziona!! Ps…grazie per le tue belle parole e del tuo Super Consiglio, del quale ovviamente non avrei potuto fare a meno.
Ciao, io mi sono laureato con lode in Ingegneria, doppia laurea specialistica Italia Francia. Ti posso assicurare che di lavoro in italia se ne trova moltissimo il problema è che lo stipendio è indecente e gli orari sono folli (9-21).
La maggior parte delle aziende è di consulenza o peggio body rental. Lo stipendio più alto che mi è stato proposto è molto più basso di quanto venivo pagato durante lo stage in Francia.
Io sento che questo paese, nel complesso, mi ha tradito non offrendomi nessuna possibilità.
I sindacati pensano solo ai propri iscritti ignorando che chi entra ora nel mondo del lavoro non ha nemmeno la possibilità di iscriversi ad un sindacato.
L’Italia è un paese fabbrica con uno stile di vita troppo alto da essere mantenuto.
Io ormai cerco lavoro solo all’estero scartando a priori le proposte in Italia.
Glielo detto? oltre agli errori grammaticali ti esponi pure male.
Sei il ritratto dello studente medio italiano, credere che la formazione sia il mezzo per trovare lavoro e’ patetico.
Non dare consigli stupidi alle persone, la laurea e’ importante ma non lo e’ per tutti, quindi smettila di piangerti addosso e tira fuori le palle, soprattutto con i tuoi!.
@salvatore: Commenti come il Suo, non solo fanno perdere tempo, ma non meriterebbero neanche considerazione.
“Sei il ritratto dello studente medio italiano”, “tira fuori le palle” e altre esternazioni attribuite alla mia persona scritte così tanto per giudicare, in base solo ad una lettera scritta in fretta per sfogare il mio stato d’animo.
Senza considerare che lei neanche conosce quale sia la mia attuale situazione familiare in tutto il suo complesso! Giudica così, solo per partito preso!
Complimenti signor Salvatore! Ha veramente dimostrato di essere una persona veramente accorta, riflessiva e profonda. Non certo come me, che sono solo un povero “studente medio italiano” e non so fare altro che dare consigli stupidi.
Un consiglio vero però stavolta lo voglio proprio dare a Lei e alle persone come Lei: evitate di lasciare commenti di questo tipo, che almeno ci fate più bella figura.
Distinti saluti, Daniel85
Caro Daniel85
Dopo aver letto la lettera che hai postato devo purtroppo constatare che, sulla base della mia esperienza, molti dei fatti che hai riportato sono proprio veri. Anche io come te, dopo 4 anni di studi e sacrifici per avere una laurea triennala in Ingegneria Aeospaziale, mi ritrovo con un foglio di carta che non mi tuttora fornito alcun vantaggio. Come te ho inviato decine di curriculum senza avere mai una risposta e ho deluso i miei genitori che giustamente si aspettavano che trovassi un impiego. Nonostante questo però, credo che tutto ciò dipende principalmente da altre cause e non dalla presunta inutilità delle nostre lauree. Innazitutto la laurea purtroppo non è una condizione sufficiente per trovare un lavoro ben retribuito, ma è solo una condizione neccessaria per questo scopo (come hai constatato). Siamo purtroppo solo a metà del percorso. Infatti occorre avere anche una certa esperienza da maturare con vari lavori più semplici. Solo successivamente si può aspirare ad lavoro più complesso e meglio retribuito che restituisca valore alla tua laurea. Dopotutto anche Albert Einstein appena laureato si limitò semplicemente a dare lezioni private a studenti di matematica e fisica. Tuttavia è innegabile che la sua laurea sia servita a qualcosa considerando ciò che ha fatto dopo. Dobbiamo poi considerare che le aziende assumono prima i laureai in corso più brillanti facendo attendere più tempo agli studenti fuori corso . Dobbiamo valutare anche che nella ricerca di un impiego purtroppo occore avere anche un pò di fortuna (che scarseggia in questo tempo di crisi) indipendentemente dalle capacità personali su cui si può contare. Pertanto ti consiglio di non arrenderti ancora, di continuare a mandare curriculum per cercare lavori e fare esperienza ed infine di studiare l’inglese per avere buona possibilità di lavorare all’estero.
In bocca al lupo!
Ciao Daniel, e’ purtroppo vero che in Italia gli Ingegneri sono pagati poco.
Detto questo in Toscana ci sono varie realta’ tecniche di rilievo, alle quali potresti proporti, crisi permettendo: Eni a Livorno, Enel, KME di Piombino, le innumerevoli cartiere nella Lucchesia, la Piaggio, ecc. Non lontano ci sta anche il polo industriale di La Spezia con la Oto Melara e altre ditte..
Vedi un po’..
@Gp741: Sono perfettamente d’accordo con te. Grazie per l’incoraggiamento 🙂
@colam’s: Grazie per il cosiglio le altre aziende non le conoscevo… All’ENEL avevo già provato, ma non ti dico il colloquio ridicolo che mi hanno fatto. Mi ha dato l’impressione, come al Sant’Anna d’altronde, che le cose erano già decise a tavolino…
Felice per te che sei riuscito ad arrivare ad un traguardo simile come la laurea specialistica, ma solo perchè tu non trovi lavoro non credere che sia più facile per gli altri trovarlo, “grazie” al governo “tecnico” che sta facendo chiudere tutti, massacrando di tasse come mai a memoria d’uomo, come ha detto Maverick2011, io per sette mesi mi sono mossa a milano per cercare qualsiasi lavoro, e sottolineo qualsiasi, ma me ne sono tornata a casa senza speranza….
Spero a te vada meglio.
Buonasera, io non sono un ingegnere ma sono laureato in economia e commercio. Nel 2007 finisco gli studi e comincio il praticantato (gratuito). Nel frattempo faccio un master in Sistemi di Gestione Aziendali (Qualità, ambiente, sicurezza) e uno stage presso un ingegnere, sempre gratuito. Insomma in tutto si parla di più di tre anni di lavoro… gratuito. Terminato lo stage, dopo tutto quello che avevo dato in termini di lavoro, pazienza, disponibilità, denaro, auto e tempo sono stato gentilmente messo alla porta, umiliato e anche deriso dalla persona che oramai, credevo amica.
Questo per spiegare che il mondo del lavoro è spietato con tutti e soprattutto con i giovani che hanno la necessità di apprendere un mestiere e che sono disposti a lavorare anche gratis.
A me è successo e quell’Ing. è una delle poche persone che odio e che spero di non incontrare mai. Per la verità dal 2009 ad oggi non l’ho più fortunatamente rivisto benchè mi cerco’ per email, rimasta senza risposta naturalmente..
La continuazione la volete sapere? Non mi sono arreso, ho messo su un sito per offrire alle aziende i miei servizi e il mio mestiere che avevo nel frattempo imparato e ho cominciato ad avere i contatti. Insomma mi sono messo in proprio e dopo un po ho aperto partita iva.
Non è stato un periodo semplice e in parte non lo è ancora oggi, si lavora tanto grazie a dio (per ora, per il futuro chi lo sa), non vi sono orari nè feste ma posso avere l’orgoglio di poter dire che il mio CV me lo sono costruito da me… dell’esperienza di stage ho rimosso tutto e non riporto nulla nel mio CV benchè potessi inserire qualche esperienza interessante. Tira e molla ho avuto un contratto ed ho ancora oggi un contratto di consulenza con una multinazionale, che non può che arricchire le mie conoscenze e competenze!
Insomma questo per dirvi cosa?
Che se non c’è nessuno che crede in noi, potremmo cominciare ad essere noi a credere per primi in noi stessi.. accettiamo di lavorare gratis per un periodo , rubiamo il mestiere e mettiamoci in proprio. Prima o poi dovremmo fare le scarpe alla generazione che ci ha combinato tutto questo disastro.
Non demordiamo ragazzi, per me prima o poi si dovrà andare ad uno scontro generazionale e mettersi nel mercato, distorcerlo, piegarlo a proprio vantaggio non è che il primo passo per reclamare appieno i nostri diritti.
Ciao a tutti!
Io mi sono appena laureato in Ingegneria Aerospaziale (laurea triennale) e sto iniziando a cercare lavoro.
Tutti quanti all’università tendono a dirti sempre le stesse cose: “con la triennale non ci fai nulla”, “la triennale non serve a niente”…
Un mio amico addirittura è andato ad un “incontro con le aziende” organizzato dal Politecnico di Torino e si è sentito dire “laurea triennale? No… noi cerchiamo solo quelli con la specialistica”…
Il mio amico ora si è iscritto al corso di Specialistica a Torino.
Lui stesso mi diceva che ha mandato centinaia di curriculum in giro per l’Italia, e in un anno in cui si è fermato per “vedere cosa fare del futuro”, nessuno gli ha mai risposto o proposto un colloquio.
Di fronte a questo scenario ho pensato che avrei dovuto fare per forza una specialistica o un master. Allora ho inziato a ricercare lavori su internet, e sapete cosa ho scoperto? Una cosa che a quanto pare, la maggior parte dei neo-laureati triennali non sa…
Se provate a fare una ricerca su qualsiasi sito di lavoro all’estero, il requisito del candidato ideale è (quasi sempre) BACHELOR o MASTER degree.
Ebbene, il MASTER corrisponde alla nostra Specialistica, e il BACHELOR alla triennale.
Una domanda ora sorge spontanea. Quindi all’estero chi ha un BACHELOR trova lavoro, mentre in Italia vogliono tutti almeno un MASTER?
Beh… a prima vista pare proprio di sì!
Ecco perché confermo pienamente la tesi di molte persone che qui hanno scritto che il lavoro è meglio cercarlo all’estero.
In Italia purtroppo, non solo siamo sottopagati e mal visti, ma addirittura le aziende “pretendono” il meglio del meglio pensando che quello col titolo più alto è più efficiente!
E ora mi associo a chi dice che l’esperienza è tutto.
Sempre se andate a vedere i lavori all’estero, la maggior parte delle aziende, oltre a cercare “triennali” o “specialistici”, richiede almeno 2-3 anni di esperienza.
In conclusione, credo che anche con una laurea triennale si possa tranquillamente trovare lavoro, e non serve per forza una specialistica. Certo. Se si ha è un punto in più. Ma come dicevano in molti, la vera differenza la fa la pratica sul lavoro, e quindi l’esperienza. Io ho la fortuna di sapere bene 5 lingue (ita, ing, francese, spagnolo e turco), e spero di trovare al più presto un occupazione all’estero. In Italia ci ho rinunciato a priori. Se posso darvi un consiglio, imparate bene l’inglese o qualche altra lingua e puntate verso nuovi orizzonti, fuori dall’Italia. Sono esperienze che credo bisogna fare, almeno nel nostro campo. Personalmente ora sto ancora inviando curriculum e sperando in una chiamata. Ma come dicono molti di voi, sperare non porta da nessuna parte. Per cui a gennaio del nuovo anno partirò per l’estero e proverò a chiedere personalmente in varie aziende. Meglio presentarsi di persona piuttosto che inviare pezzi di carta che molte volte non vengono nemmeno letti… In bocca al lupo a tutti!
ciao a tutti,
capitato oggi(per caso)su questo sito, propongo anche la mia (seppur con grandissimo ritardo) sull’argomento: laurea ed ingegneri. La cosa indirettamente mi tocca (non personalmente in quanto sono un “diversamente” giovane di 59 anni, fortunatamente realizzato professionalmente, titolare di una società di ingegneria di sistemi, professionista consulente per grandi Enti, ecc.)ma ad es. per mia figlia laureata da 4 anni (non ingegneria, altro indirizzo scientifico) ma con vostri eguali risultati. Bene, per impiegarla (alla fine) gli abbiamo comprato un negozio dove è diventata:…..una commerciante/artigiana. Per carità, nulla di male, anzi, ma poteva farlo almeno 5 anni prima. L’unica cosa che mi dispiace è che si è arresa subito, non è stata tenace, ne coraggiosa per spiccare il volo, proporsi all’estero. Ed è quello che fanno molti nostri giovani laureati (l’indirizzo non conta), ritornano sotto le gonne della mamma. Inoltre noi genitori (io forse compreso) sbagliamo: riversiamo sui fogli chissà quali aspettative. Grave errore. Mia figlia, non riuscendo a trovare sbocchi correlati ai suoi titoli, master e specializzazioni varie (quello che chiamo “carta da parati”), ma solo call center e”vendite” strane/varie cadde in una specie di crisi depressiva: comprensibile,ma sbagliato. Come padre gli ho risposto che la sua laurea (sudata e conquistata) era una sua personale soddisfazione, la mia era quella che (forse) non mi avrebbe così più sbagliato i verbi, salvandomi tutti i congiuntivi. Cari ragazzi,il momento è quello che è, le aziende devono risparmiare ed ora è terminato la status di avere x ingegneri, x commercialisti, x informatici, ecc. Serve “saperlo” fare, meglio, più celermente ed al minor costo, quindi quello che si chiama “flessibilità” o “duttilità”, in effetti è: farti fare il max dei sacrifici (a te che sei giovane ed incapace professionalmente), pagandoti il meno possibile, per salvare il team aziendale. E’ giusto? Manco per niente, ma è così! Comunque cari giovani colleghi, se è vero che gli esami non finiscono mai (per tutti, anche x i meno giovani)la teoria è una cosa e la pratica è un’altra. E’ sempre stato così e così sarà. Alcuni giovani ingegneri(nel ns. caso)spesso millantano conoscenze applicative che non hanno e non possono avere, di solito non è male iniziare a pulire cessi o sistemare scatoloni, sotto la supervisione di vecchi operai. L a “logistica” e la “metodica” si apprende anche così. E’ evidente che ci si attende una variazione di stato (evidentemente con un surplus di conoscenze). Il consiglio giusto ed il corretto “iter procedurale” è quello dato dall’amico Maverick2011, a cui ovviamente mi associo e mi permetto di aggiungere: siate elastici, e “rubate” con gli occhi e le orecchie, offritevi per qualsiasi “lavoretto”, pensate positivo ed a quello come il primo scalino di una scala che “sale”, dovete tradurre la conoscenza teorica (poca o tanta) in quella pratica ed industriale: ela differenza è enorme
Caro daniel, tutti i miei colleghi sono sistemati:1 su 10 non ha avuto raccomandazioni nè durante la carriera universitaria nè dopo….. il resto…. non ne parliamo…. uno schifo….. basti pensare che le hr che si occupano di colloqui nelle società di ingegneria sono dei laureati in diritto di pesca subaquea o in psicologia….. ma senza togliere nulla a tali personaggi, raccomandati a tali posti, ma sara’ o no’ un ingegnere a dovere giudicare le competenze di un altro ingegnere!? O sbaglio?! Poi l’italia e’ l’unico paese dove, anche se hai esperienza, superati i 35 anni non vieni piu’ considerato, violando completamente le direttive europee sulle pari opportunita’….. io mi riciclo e vado in paesi del nord dove almeno la nostra ingegneria viene apprezzata e dove tutti, in azienda lavorano, non solo i non raccomandati….
In bocca al lupo!
Ciao Franco, il tuo post non mi piace. Sembra quasi voler dire che “solo i miei pari” mi possono giudicare.
Eh mi dispiace ma il mondo non funziona così, non credo che nelle altre parti del globo gli HR siano ingegneri. Durante le selezioni il CV ha un peso di certo non esclusivo dato che, appunto, i raccomandati possono vantare posizioni di pregio in aziende di pregio ma avere zero competenze dimostrabili. Così come ci può essere qualcuno che, non avendo santi in paradiso, fatica a fare esperienze e ad acquisire competenze. Ma ciò non significa che non potrebbe farlo in futuro se la società per la quale si candida lo dovesse assumere..
Alla fine della fiera per fare un colloquio non serve una laurea in ingegneria, si vedono lontano un miglio le persone preparate, attive.. così come si vedono lontani un miglio le persone perditempo.
Te lo dice uno che talvolta fa selezioni ma non è laureato in psicologia e che talvolta fa lavori di ingegneria, o insegna ad ingegneri, pur essendo laureato in economia.
Suvvia, gli ingegneri dovrebbero imparare ad abbassare un po sia le loro aspettative che il loro ego smisurato.
Caro Franco, non metto in dubbio quello che dici riguardo al fatto di essere giudicati da altre persone non del settore, ma io da ingegnere non mi permetterei mai di avere la presunzione di andare a lavorare, ad esempio, in una società di rating come selezionatore, capisci la differenza!?
Non ti preoccupare per le aspettative, chi parla ha fatto ultimamente anche il badante per persone anziane e, ti posso assicurare, che Questo Lavoro ha innalzato il mio Ego come tu lo giudichi.
Sempre inerentemente l’Ego, sono stati i miei ex docenti a farmi un ramanzina dicendomi “tu sei ingegnere e devi lavorare come Ingegnere”….ma il giro è sempre lo stesso…..chi non risica e non rosica…ed allora, visto che io ho un forte Ego, abbasso le mie penne, mi riciclo come programmatore e me ne vado in un paese dove non si viene giudicati in base a discriminanti che tra l’altro vanno contro i diritti umani.
In bocca al lupo anche a te!
Salve signori.
Ho letto Tutti i vostri interessanti commenti. per alcuni di essi sono d’accordo e per altri no.
Ci sono anche altri blogs che parlano dell’argomento uguale, cioè disoccupazione di Ingegneri.
Che dire..beh..leggete Tutto ciò che in merito è a portata di click.
Vedrete voi stessi cosa se ne ricava.
Un Saluto Cordiale a Tutti Voi.
P.S. Tempo fa, leggevo il bollettino degli ex allievi della uni ove mi sono laureato in Ingegneria, ed ho visto l’evoluzione: dai toni trionfalistici del 2005, si è trascorsi ai toni da sopravvivenza del 2010, fino al silenzio totale ( sempre in merito all’avanguardia di ingegneria, per i posti di lavoro e simili ).
A buon intenditor…
ma qual’è il sito europeo per lavorare all’estero?
La facoltà universitaria dovrebbe essere scelta sulla base delle proprie passioni con un occhio ben attento al futuro, certo, ma non con un unico scopo, quello di trovare un lavoro ben retribuito. Con ciò non dico di preferire un tuffo nel vuoto, sospinti unicamente dalle proprie speranze (il più delle volte disperate), tralasciando il dato reale della disoccupazione, ma di avere la responsabilità e il coraggio delle proprie scelte. Aggiungo…se la disoccupazione è lo step successivo ad una laurea decorosa in ingegneria, perché le facoltà ingegneristiche non dichiarano forfait…indirizzando così le giovani menti, per lo meno con un minimo di buona volontà, a “corsi di specializzazione professionale” o a “lavori di bassa manovalanza”, garantendo così “finalmente!” loro un futuro “certo” “armnioso” e “soddisfacente”?
P.S. Il tono è sarcastico.
Concordo pienamente con quanto detto dall’autore dell’articolo. Purtroppo e’ la triste verita’ di questo paese. L’unico consiglio che posso dare al ragazzo e’ di andarsene via in un altro paese, non fare l’errore che ho fatto io.. NON RIMANERE! VATTENE! SCAPPA! Al momento, qualsiasi paese e’ migliore dell’Italia. In bocca al lupo!
Pienamente d accordo . male molto male. italia sinonimo di crisi.
Caro Daniel85,
concordo pienamente con quanto hai detto, io sono laureato in ingegneria civile, laurea magistrale perseguita in 5 anni puliti con 105/110.
Su 40 Cv mandati ho ricevuto due risposte, uno mi ha offerto 200 euro al mese e l’altro mi ha chiesto di fare i disegni ad Autocad. Purtroppo questa è la triste realtà in cui viviamo, il segreto oggi penso sia imparare a fare qualcosa di SPECIALISTICO e ben mirato appena finita la scuola, e non crearsi una macroformazione come quella fornita dalle Università.
Io sto pensando di provare a traferirmi all’estero, ti è mai per caso balenata l’idea di farlo? se sì sai per caso se la nostra laurea può avere una certa valenza? Ho provato a cercare su internet e in siti istituzionali ma si fa fatica a capirci qualcosa.
Se per caso ne sai qualcosa (tu o chiunque altro) fammi sapere, nel frattempo in bocca al lupo per il tuo futuro, non scoraggiarti!
Rodolfo
continuo a ricevere nella mia casella di posta ulteriori commenti sul tema. E dal tono e forma dei discorsi arguisco che si tratta, purtroppo, di giovani colleghi. Che tristezza, comunque vorrei invitare tutti a non deprimersi troppo e lottare per trovare una via d’uscita. Cari ragazzi, una soluzione, sia pure in mare agitato, si trova sempre. Allora siete ingegneri? e quindi aguzzate “l’ingegno” ed analizzate informa analitica il problema nel suo insieme: cosa abbiamo in Italia (nello specifico)? Troppi laureati per la possibilità d’impiego. Mi spiego, i laureati nella sua globalità sarebbero anche pochi, se leggiamo le statistiche europee (forse a parte i medici egli avvocati….)ma tant’è la penuria di posti e possibilità! Quindi? Specializzarsi settorialmente in qualcosa di +/- attinente agli studi, ma qualcosa che sia spendibile subito al fuori, all’estero. Imparare le lingue. Predisporsi a vivere senza lacrime all’estero, lontano da “mammà” e non solo per le vacanze. Informarsi per il riconoscimento della laurea e/o specializzazioni. Ricordate la reciprocità. Se è riconosciuta qui, lo sarà anche lì. Contattate le ambasciate, il responsabile commerciale/culturale del paese prescelto. Contattate grandi gruppi italiani o europei che hanno filiali, joint venture tecnico-commerciali, appoggi, o altro nei vari paesi di vostro interesse. Proponetevi(certo come junior)solo x l’estero, max voglia di fare, max entusiasmo, max competenze (fatevele un pò ed allargatevi con molta “intelligenza”-assolutamente senza “strafare”) Ricordo che molti anni fa assunsi una “simpatica canaglia” che si era un pò “allargato” ma siccome (di base) era in gamba, ho fatto finta di credergli. Non mi ha mai deluso, ormai”sbilanciato” e con “fiducia e responsabilità” crescenti ha fatto il maz…(si è applicato) Risultato? è mio socio da circa 3 anni in una delle mie piccole società d’ingegneria, vive 7 mesi all’anno a Tel Aviv, mastica elettronica e sistemi che verranno in Italia e gira 1/4 di mondo. Anche a me (in 35 anni) nessuno ha mai regalato nulla. Ricordate: volli sempre volli-fortissimamente volli e: gli esami non finiscono mai. Sembrano “frasi fatte”, ma è l’unico “succo” che vi posso suggerire. Per il resto il vostro “ciclo storico” è diverso dal mio.
Comunque un grosso augurio per tutti!
Aggiungi che all’estero non ti assumeranno. perchè sentono anche loro la crisi e preferiscono, quindi, prima assumere chi è della loro stessa nazionalità. Puoi venire assunto dall’estero se hai maturato delle esperienze e delle conoscenze lavorative che potrebbero essere fondamentali all’azienda estera in questione, ma se sei un neolaureato non c’è differenza tra te e un ingegnere di quella nazione. E a parità di scelta, sceglierebbero lui.
Ingegnere elettronico.
Che le possibilità siano limitate in questo particolare periodo storico è vero; io sono un ragazzo di 31 anni e mi occupo di Qualità e Sicurezza nei luoghi di lavoro e a dir la verità, almeno per quanto concerne la Sicurezza non ho mai lavorato tanto come adesso.
Naturalmente essendo una ditta individuale ho un orizzonte di pianificazione di 3 mesi quando va bene ma devo dire che adesso comincio a prendere un po di fiducia nella mia attività dato che sto notando come bene o male le mie attività si stiano stabilizzando dopo qualche anno di alti e bassi. A onor di cronaca devo dire che, nonostante il periodo congiunturale, guadagno anche abbastanza bene.
Ma non è di me che voglio parlare, quanto degli altri ragazzi che chiedono aiuto.
Personalmente ricevo veramente tanti CV e ad ognuno di questi CV propongo le modalità con le quali io lavoro:
1) se vuoi essere assunto da me dimenticatelo dato che potenzialmente tra 1 anno potrei essere io quello in cerca di assunzione
2) se vuoi lavorare investendo il tuo tempo e cercare di quadagnare da adesso entro i prossimi 6 mesi un anno ok, ti posso dare gli strumenti e un po di formazione, se noto la buona volontà posso offriti qualcosa da subito.. dopo di che tocca a te metterti in gioco e farti il mazzo
Volete conoscere la risposta? Non c’è risposta perchè io è da 2 anni che cerco di mettere su un team di persone valide e di cui possa fidarmi per pianfiicare meglio le mie attività. Non trovo persone che vogliono mettersi in gioco.. eppure dovrebbeor fidarsi di me dato che sono loro coetaneo.
Per carità, io lavoro con organizzazioni importanti e ho interscambi giornalieri con altri collaboratori delle stesse.. ma vorrei creare qualcosa di mio da agganciare a tali organizzazioni.. Non so se riesco a farmi capire ma non riesco a creare un team perchè generalmente i ragazzi, mi dispiace dirlo, vogliono la pappa pronta.Ho fatto alcune volte riunioni, incontri, anche con persone con cui collaboro da tempo.. ma nulla. O lavoro e mi garantisci da subito uno stipendio o niente.
Beh allora dato che non abbiamo capito in che situazione ci troviamo, stai pure a casa.
Il risultato è che mi tocca lavorare troppo, e mi da fastidio il fatto che talvotla, per ovvi motivi il mio servizio non è più come quello di un tempo.
Ma la gente in gamba dov’è?? Ragazzi volete capirlo che non si trova, attualmente, lavoro inviando solamente un CV? A meno che il CV non sia veramente importante..
Forse non abbiamo ancora compreso la situazione storica attuale e quindi non riusciamo a comportarci di conseguenza. Anche io vorrei essere assunto e guadagnarmi il mio stipendio medio e vivere da italiano medio, con un mutuo medio, il mio medio viaggio annuale e con delle responsabilità medie. Purtroppo però non ho raccomandazioni e quindi non credo che potrò mai aspirare a tanto; motivo per cui mi metto in gioco e investo sulla cosa più importante che c’è: me stesso.
La mia esperienza è completamente diversa. Mi son laureato mentre dovevo lavorare. Ho ritenuto opportuno cambiare città, data difficoltà a trovar posto fisso. Lontano da amici e parenti,non è semplice! ho un buon lavoro e buon stipendio,nonostante la crisi. Voglio dare un consiglio ai Neo-laureati: siate più umili! Nel mio ruolo ho modo di vedere i candidati per aree tecniche e, quasi sempre i moderni Neo-laureati sono di una arroganza e presunzione incredibile; a lavorare nel mio team non li voglio. Le aziende non cercano dei geni o premi nobel,ma persone umili a cui affidare un ruolo e lavorare in armonia con tutti! Mi auguro di averVi fornito un buon spunto di Riflessione! In bocca al lupo.
ciao,sn maria elena,1 ragazza di 21 anni circa.li faccio a giugno,2013.stavo facendo l’ anno scorso il corso di laurea in scienze della comunicazione,qua dv abito,a sora,1 città della provincia di frosinone ,nel lazio.,ma poi ho lasciato stare xk nn mi piaceva .mi sn presa 1 anno sabbatico x capire cosa voglio fare,infatti qst anno nè ho studiato,nè ho lavorato.mi rivolgo direttamente a te ,daniel,x dirti ke mi dispiace molto x te ,davvero,mia nonna me lo aveva dtt ke,a parte ignegneria meccanica,ke il lavoro cn qst si trova,cn ttt gli altri corsi di laurea in ingegneria nn si trova nnt.adesso so ke aveva ragione,leggendo qll ke tu hai scritto.mi xmetto di consigliarti di andare all’ estero,e se anke qui nn dovessi trovare nulla,di fare qll ke tu stesso hai consigliato a noi:1 corso di specializzazione xsonale.ti prometto ke ci penserò su a qll ke tu hai scritto.ti ringrazio cn ttt il cuore x qll ke hai scritto,dico sul serio,x averci avvertiti.so ke lo hai ftt x il nostro stesso bn,xk nn vuoi ke noi poi ci ritroviamo senza 1 futuro.ho l’ impressione ke qlkn qui nei commenti nn ti crede e ti dà dell’ inesperto e dell’ arrogante,e allora io dico loro,davanti a te,di riflettere bn prima di sputare sentenze xk lo sai soltanto tu qll ke stai passando,qnt stai soffrendo x qst problema del lavoro.ttt pronti a giudicare senza conoscere ,ke vergogna,nn farci caso!ora ti saluto e ti kiedo scusa se senza volerlo,magari ho dtt qlks ke ti ha ferito e ti kiedo scusa anke x cm qlkn ti ha trattato qua nei commenti.spero ke possa presto trovare la tua strada.ti abbraccio forte,maria elena.:)
Non posso che essere totalmente d’accordo con l’autore della lettera.
Sono un “giovane” ingegnere di 32 anni laureato in ingegneria geotecnica (una branca dell’ingegneria civile) circa 3 anni fa, con il massimo dei voi.
Anch’io oggi, se mi venisse chieste, sconsiglierei vivamente di iscriversi presso la facoltà di ingegneria. Ragazzi, vi prego, cercate di fare altro…!! Tutto quel tempo perso (si, ad oggi con la mia piccola esperienza lo posso dire) non verrà assolutamente ripagato…né con soddisfazioni professionali, né con appagamenti economici.
Tempo perso, perché il mondo dell’università è totalmente scollegato dal mondo lavorativo… Per me tutte quelle nozioni fisico tecniche teoriche che ci vengono date (modelli matematici, elettrotecnica, dinamica delle strutture…) servono a formare quella “forma mentis” che solo pochi avranno la fortuna di usare..
Non c’è lavoro da anni in italia..!! Conosco decine di persone che non lavorano (la libera attività non porta a nulla, le imprese edili non hanno cantieri).. qualcuno lavora in groppi colossi, ma da anni si ritrova a girare in paesi dove si costruisce, in condizioni di vita non proprio agevoli…
Non è una questione di umiltà come scrive qualcuno… è: 1) Mancanza di opportunità, 2)mancanza di crescita/sviluppo professionale.
Il discorso è riferito anche ai meccanici ed elettrici… così mentre scrivo, mi vengono in mente 5-6 persone del settore, di età compresa tra i 27-32 anni, che sono a casa…
Poi c’è tutto il gruppo di persone (come me), che si ritrovano a fare un lavoro che non a nulla a che vedere con quello che hanno fatto all’uni…
Ah, un’ultima cosa: ad oggi ho spedito circa 500 cv, indicando (nella lettera di presentazione) che ero disponibile a viaggiare, anche a seguire lavori in contesti disagiati, che ero disponibile a periodi di formazione, ecc… risposte quasi nulle …colloqui… forse 1 (perché era intervenuto un mio “parente”- Ah, il colloquio l’ho fatto a 1000 km da dove abito io… per un cantiere in nigeria)
Saluti a tutti…
Io non so se, in questa “baraonda” di pensieri, qualcuno abbia speso un attimo a riflettere sulla vita in sé: non filosoficamente ma semplicemente come tempo in cui una persona respira, ama, soffre, lavora, prova sensazioni, piange, ride, VIVE.
Io vedo una forte componente psicologica, della serie “se vuoi lavorare, devi essere così…altrimenti non lavori. Se non lavori sei un uomo/una donna morto/a”. Per di più, ci costringono a lavorare in due: un solo stipendio non basta più e anche chi – dei due coniugi – non vorrebbe/potrebbe deve lavorare (se lo trova, il lavoro).
Tutto sembra uno spot alla Zio Sam, verosimilmente per fidelizzarti alla compagnia e, in virtù della gratitudine per lavoro ottenuto (con tanti sacrifici), renderti simile ad uno schiavo pronto ad annullarsi per il “bene dell’azienda”, a fare straordinari non pagati, ad umiliarsi in tutti i modi…a NON vivere.
Tutto sembra dirci che esiste solo il lavoro e, in tempi in cui effettivamente non ce n’è, devi essere disposto ad allontanarti da casa (anche se non vuoi e non puoi), a viaggiare di continuo (anche se non vuoi), ad avere stipendi bassi (anche se non vuoi – ovvio -), fare anni di apprendistato (anche se non vuoi), ad affrontare anni di studio e sacrifici anche dopo la laurea (anche se non vuoi/puoi), etc, etc.
Tutto questo, ovviamente, non vale per i figli dei potenti…ai quali, nel peggiore dei casi, è richiesta la laurea (presa anche grazie ad intercessione dei genitori “protettori” – che parola consona che mi è uscita! -).
Ma è così difficile vivere solo per vivere?!…Ad avere una famiglia, scegliendosi quando (a 20 anni o a 40, in base alla volontà di ognuno), senza avere per forza come unico obiettivo il lavoro: parafrasando, il lavoro serve per vivere e non il contrario!
Sveglia!
Tutto questo ha portato solo alla “dissacrazione” del lavoro; si notino, in merito, le tonnellate di contratti di stage e apprendistato ai giovani laureati con la sola colpa di aver studiato e, di conseguenza, non aver fatto esperienza sul campo.
E non si tratta solo della voglia di mettersi in gioco sul lato economico, come è stato detto da qualcuno.
C’è chi vuole e/o sente di farlo…e fa l’imprenditore ma questo non significa che tutti devono “altrimenti è normale che non lavorano”.
In aggiunta, se io mi metto in gioco con un socio, con una società o con qualsiasi altra figura, come minimo mi aspetto che a maggior rischio corrisponda maggior guadagno.
Io non ci sto a pensarla in quel modo, a sentirmi a 50 anni di aver sprecato tutto quando l’azienda, per tagli economici, ti mette alla porta (e con i tempi attuali nessuno ti riprende).
La civiltà, a mio avviso, passa anche attraverso questo.
Non servono a nulla secoli di storia se si riprende con “la tratta degli schiavi”.
PS: sono laureato, disoccupato e pienamente d’accordo con l’autore della lettera.
Se scrivi *glielo detto* non ti piano manco a sciacqua i piatti !
Pienamente d’accordo con questa lettera. Sono un neolaureato in Ingegneria Gestionale, ho inviato non so quanti cv e ho fatto diversi colloqui (ovviamente in numero molto inferiore rispetto al numero di cv inviati) tutti per stage sottopagati e spesso nemmeno finalizzati all’assunzione. E dando un’occhiata alle offerte lavorative si legge sempre che è richiesta esperienza di almeno un anno; ma se sono un neolaureato che esperienza lavorativa posso avere? Secondo me il problema riguarda sia il mondo lavorativo sia il sistema universitario: durante gli studi l’università dovrebbe prevedere nel percorso formativo stage (seri e formativi, non quelli spesso inutili che vengono proposti nella triennale) di almeno 6 mesi in modo tale da creare davvero un pò di esperienza nei giovani neolaureati. Potessi tornare indietro mi iscriverei ad un corso professionale post diploma o alla facoltà universitaria che veramente mi appassiona indipendentemente dagli sbocchi lavorativi (?) che ingegneria, a detta di tutti, propone. Gli amici ingegneri coetanei che lavorano sono stati raccomandati ed infatti alcuni hanno già addirittura un contratto a tempo indeterminato e non hanno fatto svolto alcuno stage: questa è l’Italia oggi purtroppo. O vai all’estero o devi fare un lavoro che non ha niente a che vedere con gli studi fatti (e che tanto ti hanno fatto penare).
Ciao Daniel! Premetto che sono ing. meccanico con lode e ti giuro che leggendo la tua lettera sembrava che l’avessi scritta io!
Cmq al momento io sto svolgendo uno stage in una famosissima azienda, retribuito dall’UE per cui non me la passo male finchè non penso
a cosa farò dopo, e pur di non pensarci studio il tedesco perchè non si sa mai… Volevo fare qualche considerazione su quello che
si è detto tra lettera e commenti, alla luce dei miei 4 anni dopo la laurea:
1) triennale o specialistica? 2) Esperienza?
R: Chiedo scusa se posso sembrare saccente, ma certi discorsi non c’entrano nulla, del tipo che laurea prendere per fare cosa, o se è giusto che cerchino persone con esperienza lasciando a piedi i neolaureati. Per come la vedo io, tutto dipende dal lavoro che andrai a svolgere. Se per es. fai il disegnatore CAD a che servono certe nozioni? Come fai il disegnatore CAD se non sai usare il CAD (ihihih)? Esiste un lavoro da svolgere, ed esistono conoscenze teoriche e pratiche che devi avere. Punto. Non hai esperienza? Tovare lavoro è solo c.u.l.o. visto che chi l’esperienza ce l’ha ti può sempre scavalcare perchè per un’azienda è più economico non formare il dipendente (ed è anche un ragionamento da paese del 3° mondo). Fai qualcosa di finanziato con fondi pubblici, come quel bastardo del sottoscritto 😉
3) Gli ingegneri sono delle larve schifose
R: Non dove sto lavorando adesso (qui stanno a posto fisso e zero carriera e se ne infischiano), ma per molti è vero, sono persone che da giovani hanno rinunciato a corteggiare le ragazze per il desiderio di carriera. Però, cara Liberta, i politici sono peggio ma non te lo fanno capire!
4) Estero?
R: Valgono le stesse cose che ho detto per i punti 1 e 2, in più cambia la burocrazia, vieni sempre dopo gli altri perchè sei straniero (a meno che non sei un profilo introvabile sul posto) e soprattutto, se un collega ti chiede una cosa nella sua lingua, tu la capisci? E come gli rispondi, in Toscano stretto ;-)? Perciò la cosa + importante è la LINGUA. E si torna al discorso del c.u.l.o e dei finanziamenti (ho un’amica siciliana a Lipsia con una borsa della tua regione). Inoltre vivere lontano da famiglia/amici/ragazza(eventuale) non è facile (e non sottovalutarlo come feci io).
Per concludere, io nn so se continerò nell’ingegneria e all’estero ci voglio andare. Consiglio a tutti: dopo essere “caduto” mi sono rialzato, e continuerò a farlo, cercando di mantenere il buon umore. In bocca al lupo!
Ahahahhahahahahahahahah 🙂 che sfigati…vi laureate in ingegneria civile e tutte ste stronzate qua e poi piangete…e quello che ho capito perdendo il mio prezioso tempo a leggere sta lagna.
7 anni persi a cazzeggiare all’università per poi fare il lavapiatti al mc donald’s.
Ah no scusa, perchè io che ho fatto ingegneria meccanica in 3 anni, sono stato subito chiamato dallo zio donalds per automatizzare il lavaggio dei piatti.
Ahahahahah! Mi fanno troppo ridere i polliche invece di pensare al lavoro vanno a seguire le proprie passioni e poi piangono. Io sono andato conto voglia anche perchè non mi piaceva meccanica, ma ora io fatturo e giro il mondo, mentre voi che fate facoltà “prestigiose” (ahahah) mangiate la minestra di mamma e guardate la TV.
🙂 con affetto!
Ingegnere meccanico
Ti limiti a cercare lavoro in internet, agenzie.. , hai idea quanti ne ricevono in questo periodo di crisi? Non lo troverai mai andando avanti così, a meno di una botta di c…
Prendi il curriculum e presentati di azienda in azienda e fatti vedere motivato, oppure vai all’estero ma di persona appunto..
Io mi sono laureato in Farmacia, e anche qui le cose non vanno bene.Quando avevo meno di trentanni erano felici di assumermi con un contratto di apprendistato, ora non mi assume più nessuno.Le farmacie sono in crisi, per fare il rappresentante ci vogliono minimo cinque anni di esperienza, gli informatori stanno per essere tutti licenziati.E non c’è nessun sbocco lavorativo oltre a questo.Se devono fare analisi chimiche chiamano piuttosto un perito chimico.
E io mi devo pure pagare l’iscrizione all’ordine, l’empaf, e i corsi di aggiornamento…quando racconto questo alla gente, mi guardano strano, pare impossibile per loro una cosa del genere.
Io sono pienamente d’accordo, laureato in ingegneria edile (3+2) con 110/110 in 6 anni, e vi giuro che ho mandato un minimo di 300 C.V., ho ricevuto risposte, negative, solo da 5 o 6 studi.
Per rispondere a quanti dicono di andare direttamente in azienda dico che ho ho fatto anche quello ricevendo anche in questo caso dei bei NO decisi.
Alla fine collaboro saltuariamente con il mio relatore e continuo a cercare lavoro sperando solo nella botta di culo…
Non me ne vogliano a male i nuovi laureati ma la riforma del 3+2 ha decretato lo sfascio totale dell’università italiana. La preparazione che danno è nettamente calata rispetto alla laurea v.o. e hanno cominciato a regalare lauree a troppe persone per attirare un numero crescete di iscritti per alzare le entrare.
Se mettiamo anche una classe imprenditoriale ignorante che non è capace di valutare le potenzialità e la bravura dei candidati/lavoratori/persone ma solo l’opportunità di avere gente da sottomettere e pagarla 2 soldi… il gioco è fatto.
E’ chiaro che dal 3+2 esce anche gente brava e in gamba che il titolo lo ha sudato e meritato. Ma se facciamo un proporzione, quanti sono?
Tutto questo si riflette non solo nella saturazione del numero di ing. che abbiamo in Italia oggi ma anche sulla qualità professionale degli ambienti di lavoro che a sua volta si ripercute sulla qualità dei futuri manager.
Quanti ambienti lavorativi avete trovato che hanno una certa professionalità, un modo di lavorare metodico e che ci sia collaborazione? In italia è come vincere alla lotteria. Troppi ing. a cui la laurea non gliel’hanno fatta sudare, arroganti e che si vendono molto al di là delle proprie capacità. Eppure queste persone vengono assunte e fatte andare avanti anche perchè sono le persone ideali per in tessuto industriale che c’è in italia. Cioè gente di sufficente capacità che sia facile da sottomettere e capace a svolgere mediocramente i lavori, ma pieni di se sentendosi dei grandi ingengeri, in modo tale che non si venga scavalcati in futuro. I piu’ abili arrampicatori saranno i manager di domani rinnovando lo schifo appena detto.
Dall’altro lato la gente in gamba con tanta passione e capacità o hanno la botta di culo oppure devono andare fuori dall’italia. Il guaio è che mentre i primi fanno esperienza lavorativa i secondi rimangono al punto di partenza. Ma se nessuno, o in pochissimi casi, gli da la possibilità di farla come potranno mai averla? Inoltre piu’ tempo passa sempre meno fresce sono le cose studiate.
E qui si entra in un ciclo vizioso.
A chi sembra fantascenza o che questi discorsi sono solo validi nel mondi accademico tre sono le cose:
1)Non ho capito un c.... io (Ma, anche se da presuntuosi, ne dubito)
2)siete tra i fortunati che hanno avuto la botta di culo di trovare gente brava e in gamba.
3)Avete ancora una concezione favoleggiante perchè se pensate che sia solo il mondo accademico a fare schifo allora non avete capito un c.... di come è il modo del lavoro in italia oggi.
P.S.: Avvallo il consiglio dato. Non aspettatevi che gli altri investino su di voi. Il primo in assoluto che deve farlo siamo noi stessi
Un Ingegnere Elettronico
Buffo. Ho letto questo sfogo con interesse essendo che sto cercando un ingegnere informatico da assumere in pianta stabile da più di sei mesi. Ho provato all’università, per conto mio, con l’aiuto di tagliatori di teste. Niente. Abbiamo bisogno di un ingegnere che abbia un pò di esperienza, che sappia parlare inglese, svolgere dei calcoli matematici, scrivere un programma tecnico, addestrare i clienti insomma, un lavoro qualificato da ingegnere, vario, completo. Ma niente. I neolaureati non vengono perchè siamo troppo piccoli e non diamo garanzie di carriera, così si fanno assumere in apprendistato dalle grosse aziende per poi trovarsi alla fine dei tre anni per strada e bruciati. Quelli che hanno qualche anno di esperienza lo hanno fatto in aziende grosse dove hanno imparato a fare una ed una sola cosa, quindi alla fine non sanno niente ma non possiamo più assumerli in apprendistato. Quelli che siccome sono ingegneri vogliono solo coordinare e comandare. Quelli che si sono laureati col minimo e pur non avendo le competenze pretendono. Quelli che però non conoscono l’inglese e non vogliono viaggiare. Buffo, mentre scrivo abbiamo rinunciato ad una commessa di 30.000 euro perchè da gennaio ad oggi non siamo riusciti a trovare nessun ingegnere disposto a venire a lavorare da noi, piccola azienda.
Certo, in Italia il costo del lavoro è elevatissimo, quasi tre volte il netto busta e una piccola azienda non si può permettere di pagare certe cifre, ma almeno uno svolgerebbe un lavoro da ingegnere, imparerebbe qualcosa per se stesso e per il suo futuro.
Anche voi ingegneri , forse, sbagliate qualcosa e comunque, da quello che ho visto, la richiesta di ingegneri è sempre molto alta.
Mi sono laureato in ingegneria ambientale (3 anni) nel 2005.
Ho sempre lavorato. Molte esperienze in diversi settori. Dall’ambito industriale a quello energetico per poi passare all’edilizia, all’idraulica, alla topografia.
Assunto a tempo indeterminato.
Al massimo tra un lavoro e un altro sono rimasto a casa un mese.
Devo combattere molto per lavorare. Perché effettivamente è come essere in guerra.
Sottoscrivo in pieno e per esperienza analoga, quanto dichiarato dall’autore.
Sono un ingegnere di 28 anni e mi trovo, purtroppo, completamente d’accordo con Daniel85.
Buongiorno colleghi.
Sono un ingegnere come molti di voi, di 29 anni, con una buona votazione e una laurea in ingegneria dell’Automazione.
A mio avviso credo che il concetto cardine sia proprio quello espresso da “Lino”, ovvero quello di essere flessibili, di carpire o se vogliamo rubare i segreti di chi ha più esperienza di noi, che sia laureato o meno. E’ così che si inizia ragazzi, chi inizia dall’alto mi dispiace ma è proprio colui che non capirà mai la realtà vera delle cose.
Dovete credere in voi stesse e rimanere umili. Quello che però dovete fare è avere sempre piena conoscenza di quello che ingegneria vi fornisce, ovvero uno strumento, una “forma mentis” che se usata correttamente vi porterà poi a ragionare con la vostra testa in ogni situazione. Non fossilizzatevi, mettete in moto il cervello. Create idee nuove. All’inizio seguite con foga il “praticone” dell’azienda, carpite i suoi modi di operare, ma poi iniziate a metterci del vostro altrimenti è certo che la vostra laurea in ingegneria è paragonabile alla carta igenica. Avrete perso degli anni in poter guadagnare.
Io ho iniziato presso una piccola azienda del mio paese che si occupa di automazione (premetto che essendo già fidanzato da 7 anni e senza una lira avrei da subito tentato l’esperienza all’estero). Io mi sono diplomato come perito quindi di sporcarmi le mani non ho paura e mi piace parecchio. Ho iniziato facendo il manovale (nei posti più sporchi che ci possono essere come le fonderie) e la messa in servizio delle macchine automatiche in Italia e all’Estero (ragazzi imparate le lingue!!! E’ obbligatorio!!!), poi sono passato alla progettazione. Ho imparato dai miei colleghi anche più giovani di me (tutti periti e uno con il diploma delle medie), ho lasciato scivolare via tutte le battutine sugli ingegneri tipiche di questi ambienti e poi ho iniziato a fare mie le competenze acquisite. Ho iniziato a ragionare con la mia testa. Ho iniziato a dare un metodo ai progetti, a “ingegnerizzare” il lavoro. Ora, dopo 4 anni sono Responsabile Tecnico. Ho fatto vedere chi sono e cosa serve fare ingegneria. Ora ho incanalato la strada giusta e anche se sarà tutto in salita sento che quello che sto fancendo ora mi sta “stretto” perchè voglio fare di più e mettermi in gioco e tempo qualche mese e aprirò la mia partita iva. Occorre innovazione, il campo dell’automazione e della robotica deve uscire dal mondo teorico universitario. L’Italia ha bisogno di gente motivata, di idee. Le facoltà di Ingegneria non hanno ancora capito che la matematica non deve essere un fine ma un mezzo per portare risultati concreti.
Un’ultima cosa: da perito devo però dire che anche i periti attuali sono in larga parte abbastanza scadenti e senza spirito di iniziativi rispetto a quando mi sono diplomato io 10 anni fa. Datevi una mossa pure voi se volete essere in gamba!