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Laurea in accademia di belle arti… il suo valore?

Lettere scritte dall'autore  gioda74
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215 commenti

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  1. 51
    eliana -

    devi fare domanda in terza fascia al provveditorato agli studi, oppure fare dei corsi abilitanti costosi cmq non meno di 4000 euro ma non sò se ci saranno di nuovo i concorsi.era in dubbio se proseguire con le abilitazioni o i concorsi

  2. 52
    Rush Belluci -

    Io ho fatto la 4ennale vecchio ordinamento sperimentale in Linguaggi Multimediali a Carrara + Master di Primo livello in Multimedia Content Design di 1 anno (full time) presso ingegneria.
    Sono stato regolarmente accettato al biennio specialistico in Design, multimedia e Comunicazione sotto architettura-SDC a La Sapienza.
    Sinceramente, eravamo “diversi” dal resto dell’Accademia: i nerd con i laboratori di informatica e le telecamere digitali, “privi di gusto e arte” che, per di più, richiedevano un sacco di fondi per le attrezzature…bè, che dire, alla fine del 4iennio hanno tutti aperto studi di webdesign o lavorato nel settore web/montaggio video, mentre al biennio specialistico in “Design Multimedia e Comunicazione” a La Sapienza c’è gente che -ad un passo dalla laurea- nemmeno sa accendere un PC, i 30 “fioccano” in tutta la facoltà, tutti vogliono fare l’art director e nessuno sa mettere su due righe di codice HTML.
    Vengono tutti da “Comunicazione”, “Architettura”, “Lettere”, addirittura anche da “Giurisprudenza” (?) e ci sono voluti ANNI prima che le facoltà Universitarie si dedicassero all’insegnamento di grafica-design-video-web etc.
    Sinceramente, non so chi fa pittura o scultura, ma a me Arti Multimediali ha CHIESTO TANTO (si, non è medicina, ma si trattava pur sempre di imparare e sopratutto PRODURRE) e dato ALTRETTANTO, senza contare che pagavamo 250 euro l’anno di tasse, la segreteria era FUNZIONANTE ED EFFICIENTE, i professori erano professionisti PRESENTI e DISPONIBILI, mentre ora che pago 2300 euro l’anno professori arroganti, obsoleti ed assenteisti mi fanno tagliare pezzi di mortadella (!!!) per fare delle scritte o si cimentano in ambienti (Flash, HTML …) dei quali non sanno nulla e non ammettono contraddizioni.

    Ho sempre pensato che una facoltà/accademia vada fatta per passione e non per la percentuale di placing nel lavoro.
    Un medico deve essere un bravo medico perchè vuole curare i pazienti e non solo far soldi (dovuti, sia chiaro, a chiunque per qualsiasi prestazione, che sia una visita medica o una scultura).

    Se fate bene o male ad iscrivervi lo dovete sapere solo voi, il nostro prof di storia dell’Arte ci ha sempre detto “gli artisti hanno sempre avuto fondi, finaziatori o famiglie abbienti”, questo la dice lunga…

    Se volete lavoro cercate nelle statistiche di placing e NON seguite le vostre passioni.
    Se poi le due cose coincidano auguri! 🙂

  3. 53
    onurb -

    ma il quadriennio di carrara, nonostante tutto, non è comparabile minimamente con il nuovo triennio e neppure il 3+2 tutto intero!

    Va precisato che Io come te, compresi quei 4 gatti (50 diplomati in tutto forse 100 coi ritardatari) della sperimetnazione pov 1999 ABA di Cararara) che abbiamo avuto la follia-fortuna di fare quel corso così strano e diverso da tutti gli altri non siamo paragonabili agli altri diplomati di Carrara

    Pensa che pure la denominazione del diploma è differente e pure la validità legale è differente per non parlare della differenza sotanziale nella preparazione.

    Abbiamo fatto un corso di audovisivi e abbiamo un diploma di “scenografia e arti multimediali” mentre ora il corso è di “communicazione visiva multimediale” al triennio “net-art e culture digitali al biennio” ma in segreteria continuano a chiamarlo col nome vecchio non si capisce bene il perché.

    Quello che non capisco è perchè il ministero ha fatto una sperimentazione abbastanza positiva e piuttosto costosa per poi acantonarla sostituendola con qualcosa di infinitamente peggiore.

    Siamo mosche bianche che sappiamo benissimo solo noi che non abbiamo nulla di meno dei laureati universitari 😉

  4. 54
    nick -

    Gli esami dell’accademia non sono paragonabili minimamente a quelli universitari. Farsi il culo in esami come anatomia o diritto privato o economia e ben lontano da dare esamini con programmini ristretti e minimi (la mia ragazza che ha fatto l’accademia nconferma). iL CULO sui libri in accademia spec a carrara non sanno manco cos’è…. per questo è giudto che non sia laurea

  5. 55
    syl -

    Io sinceramente me ne son sempre letteralmente fregata del titolo, semplicemente la considero una laurea vera e propria, senza farmi tanti problemi sul suo valore. Il VALORE lo ha, poichè mi sono fatta un grandissimo mazzo, studiando moltissimo, con passione e determinazione.
    Le accademie tra l’altr, hanno moltissimi esami, sia pratici che teorici. Molti non studiano e molti studiano, come in tutte le facoltà.
    Coloro che affermano che sono più leggeri, che non “Vale” nulla, o sono quelli che avrebbero voluto farla e non hanno potuto, o sono semplicemente altezzosi e presuntuosi, io non giudico le altre università perchè il valore, l’importanza, non la da il nome, ma lo studio e l’approfondimento..
    L’arte possiede un mondo immenso, che si collega a moltissime altre discipline, troppo spesso svalutata e sottovalutata da semplici ignoranti.
    E’ dura fare l’accademia, come ogni altra università, è dura se la prendi SERIAMENTE.

    E tra l’altro voglio distruggere il mito che afferma che “fai l’artista solo se hai alle spalle una famiglia ricca o benestante” sicuramente il cammino ti vien facilitato se hai talento, e purtroppo anche se non lo hai, ma di certo e credetemi, conosco molte persone che di soldi non ne hanno e non ne hanno mai avuti, che tirando la cinghia, facendo sacrifici, e sbattendosi moltissimo nelle loro opere, sono emeresi e stanno emergendo.

    Abbiamo tutta la vita per non seguire i nostri sogni, seguiamoli e basta..Se va male, non possiamo dire di non averci provato.

  6. 56
    Dadi -

    @Nick ciao, non sono d’accordo con quello che dici. Io ho fatto un anno a tecniche e prevenzione negli ambienti e luoghi di lavoro e un anno a ingegneria meccanica sempre a Pisa. Nonostante i vari esami che avevo dato notavo che non era la mia vera passione e dopo vari master effettuati a Firenze mi sono deciso di iscrivermi a Graphic Design presso la LABA (Libera Accademia di Belle Arti), sempre a Firenze. Gli studi hanno le stesse difficoltà in termini di “impegno”. Ho preparato esami da 10, 5 e 3 crediti studiando malloppi di libri per ogni esame e per ognuno sviluppare una tesina come ulteriore prova dell’esame sostenuto da lasciare alla segreteria. Quindi oltre allo studio c’era sempre una parte scritta, il doppio di lavoro rispetto alle due facoltà di Pisa.
    In ogni modo è sbagliato confrontare le facoltà, non ci sono alcune migliori di altre, semplicemente si studiano cose diverse. E’ impensabile paragonare ingegneria a medicina, biologia ad archeologia, informatica a giurisprudenza e le accademie d’arte.
    Detto questo la mia accademia è equipollente al titolo di Laurea triennale +2 se uno vuole continuare con la specialistica. 180 crediti finali con sviluppo di Tesi 🙂

  7. 57
    Rush Bellucci -

    @Nick: sul fatto che la facoltà di Medicina sia molto più impegnativa sotto qualsiasi punto di vista non ci sono dubbi: ti basti pensare che l’Università Italiana ogni anno non riesce a sfornare abbastanza medici da soddisfare la richiesta.Sono professioni molto richieste, come del resto anche CTF, Farmacia e, in parte, Economia e Commercio.
    La differenza con l’Accademia è che si deve studiare meno a MEMORIA, mente bisogna produrre ex-novo, cosa paragonabile solo alla ricerca scientifica.Provengo da generazioni di dottori/farmacisti e commercialisti, sicuramente brillanti, ma che lavorano comunque con strumenti le quale interfacce sono progettate anche dal sottoscritto.
    Pensaci: quando progetti una macchina per la TAC o un semplice stetoscopio, qualcuno deve pensare ai materiali, all’ergonomia, all’interfaccia.
    Non credo che ci sia “migliore o peggiore”, penso però che, avendo cervello e passione ci si sbatta parimenti sui libroni di anatomia come sul codice di programmazione.
    Io sono stato fortunato perché all’accademia avevamo professionisti e perché la passione non mi mancava, ma il corso che ho fatto io non era “pittura” o “scultura”, era praticamente informatica e video editing.
    Ora al biennio specialistico a La Sapienza (interfacoltà tra architettura e scienze della comunicazione…brrrr) vedo solo gente che ha ripiegato su qualcosa che, di fatto, è poco impegnativo, con professori che non ci sono o che non “danno” nulla.
    Non voglio nemmeno fare i “conti in tasca” a qualcuno, ma tra borse di studio REGALATE e sgravi per chi ha tutta la famiglia che lavora al nero, io che ho un reddito comune devo pagare quasi 2000 euro l’anno, mentre il 50% sono pischelli che ne pagano si e no 300, hanno i buoni pasto, l’alloggio, la borsa di studio, lo sconto sui mezzi e al cinema…eccheccavolo, ci credo che poi dicono “più ci sto meglio è”.
    Se esiste un vero grande errore nell’Università Italiana è il numero aperto.Per avere corsi di qualità dovrebbero esserci persone con una base, una passione e, almeno UN INTERESSE.
    Io poi la butto anche sul sessismo, perché statisticamente alla maggior parte delle ragazze frega già poco di studiare, figuriamoci studiare materie informatiche… 🙁

  8. 58
    bruno bassi -

    anche io ho fatto il quadriennale di arti mutlimediali e scenografia (pov1999) col prof Balzola.

    Confermo che il nuovo 3+2 NTA fa schifo e che dopo aver provato quella schifezza di BS NTA in net-art e cultuture digitali, ho ripiegato per il BS in arti visive e discipline dello spettacolo che ho fatto a scappatempo e che mi ha dato poco e niente rispetto al quedriennio però sempre piu che quella boiata di net-art.

    posso confermare che il nostro vecchio quadriennio è bivalente perciò equiparato sia scenografia del VO e comprensivo al suo interno del nuovo NTA triennale in “comunicazione visiva multimediale” che però in esegreteria viene spacciato per identico al vecchio nostro.

    La differenza legale è che il VO di Balzola è equiparato ai DL e alle lauree l+ls ai fini dell’insegamento ( 3 fascia ) e concorsi pubblici.
    il corso del balsola permette pure l’accesso alle LS di “storia dell’arte” universitarie (con qualche debito) ed anche oltre a SISS e COBASLID mentre il nuovo 3+2 solo al COBASLID.

    Col diploma vecchio puoi fregiarti del titolo di dottore e col nuovo non ancora.

    Il nuovo 3+2 ancora non ha valore legale e non è ancora certo se in futro la equipollenza sarà identica.

    direi che per ora ci è andata anche troppo bene.

  9. 59
    bruno basso -

    dimenticavo di dire che pure la denominazione è completamente diversa

    il quadriennale è denominato:

    diploma di accademia di belle arti in arti multimediali corrispondente a scenografia….

    il triennale è denominato

    diploma accademico di primo livello in “nuove tecnologie per l’arte” a indirizzo “comunicazione visiva multimediale”.

    Non so se con la nuova legge in lavorazione al Senato verrano equiparati ma credo proprio di no perchè nella sostanza hanno delle similitudini ma non sono troppo identici.

    in particolare il quadriennio prevedeva la gestione di realizzazioni multimediali senza limiti di sorta e con uno spirito da libero professionista o dirigenziale.

    nel nuovo ordinamento la cosa si ferma a imparare un mestiere per lavorare sottordine a qualche altro dirigente perché la capacità decisinale e la dirigenza sono affidate (dalla mia esperienza malamente) al BS di NetArt e in generale ai BS.

  10. 60
    iole -

    Anch’io mi sono laureatadiplomata all’accademia, oggi lavoro per l’università e vi posso garantire che gli studenti dell’accademia sono persone speciali rispetto a tutti gli altri e sapete perchè? Perchè il talento non s’impara, non è un libro che per quante volte ci sbatti la testa prima o poi l’ho impari.
    L’università può essere frequentata da tutti l’accademia no!
    Mi dispiace dirlo, ma dopo anni di lavoro presso varie università vi posso garantire che c’è molta più gente mediocre nelle università che nelle accademie

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