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Il valore della laurea in accademia di belle arti

di gioda74

Riferimento alla lettera: Salve! Mi domando a distanza di alcuni anni cosa posso mai fare con una laurea, che non e' ritenuta neanche tale, nel contesto del lavoro. Per anni ho cercato di darmi una risposta ma non ho avuto risultati notevoli..... per necessita' ho fatto tanti lavori, solo per soldi, ma avrei...
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Categorie: - Lavoro - Scuola

220 commenti

Pagine: 1 2 3 4 5

  • 101
    laurea no -

    per Dario: so molto bene cosa sono le accademie perchè mi sono diplomato svariati anni fa di II livello, e so dirti con precisione, tramite la mia esperienza vissuta, cosa sono le accademie…. ti faccio un solo esempio poi non parlo più, perchè qui a parlare sono i fatti. se ti iscrivevi negli anni 80 in accademia, nello stesso edificio convivevano liceo ed accademia, l’accademia era il continuo di quest’ultimo… con questo cosa è successo: che come nel liceo si sono avuti insegnanti che non effettuavano un percorso di studi coevo alle università, che a differenza dell’accademia è sempre stata distaccata dalle scuole, hai mai visto una università di giurisprudenza o di medicina convivere con un liceo scientifico? quindi moltissimi docenti di accademia hanno avuto una formazione più scolastica e liceale che continua tutt’oggi. poi ti faccio un altro esempio che smentisce dichiaratamente l’equipollenza tra le due tipologie di studi:_ hai mai visto un docente o un pincopallino che si è formato in accademia insegnare in università?? io sinceramente no, per il solo fatto che non si può insegnare in università con un diploma accademico che non fornisce possibilità di fare dottorati perchè non ci sono! quindi le equipollenze non ci sono, le accademie sono scuole speculari, ruotano su se stesse e sui licei, e danno possibilità di lavoro molto ridotte per non dire nulle… spero di sbagliarmi perchè sono anche io in questa barca…. e poi fidati ne ho viste e riviste persone che insegnano all’accademia e che non hanno nemmeno il diploma accademico ma solo quello di maturità, perchè ti ripeto il percorso di accesso all’insegnamento almeno in passato era lo stesso che si poteva fare alle superiori, ossia si poteva accedere alla propria classe di concorso anche con un diploma di maturità, e con gli anni, si acquisivano punteggi che ti permettevano di passare di ruolo…. se volete smentirmi fatemi un esempio, ed informatevi sul curriculum colturale dei vostri docenti. un giorno mi darete ragione

  • 102
    Dario -

    @laurea no Evidentemente tu fai riferimento ad accademie che accademie non sono. Le vere accademie, come quella che ho fatto io, la LABA di Firenze che fa riferimento alla LABA di Brescia è totalmente riconosciuta dal MIUR, rilasciano sia il diploma accademico di primo livello (equipollenti alla laurea) e di secondo livello (equipollenti alla laurea magistrale). Non lo dico io, ma lo dice il ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca. Questi sono i fatti e questa è la legge, non si può far finta che non esista il MIUR (tra l’altro è lo stesso che riconosce le lauree per le università). Nella mia accademia, come in tante altre riconosciute dal ministero dell’istruzione, i docenti sono architetti (insegnano materie come semiotica, computer grafica ecc…), ingegneri (insegnano materie come digital video, video music ecc…), filosofi (insegnano materie come filosofia dell’arte, antropologia culturale ecc…), ovviamente per materie come graphic design, non ci sono laureati ma diplomati accademici (hanno stesso valore giuridico) proprio perchè le università non sono in possesso di queste facoltà, come pittura, restauro, scultura ecc… Quindi sono gli stessi Diplomati Accademici che a loro volta insegnano nelle accademie. Io ti parlo proprio per esperienza diretta, quindi non so dove hai reperito tali informazioni.
    Le mie fonti sono prese dal sito del MIUR http://www.afam.miur.it/
    dal sito dell’accademia di Brescia http://laba.edu/info/certificazioni.asp
    dal sito dell’accademia di Firenze http://www.laba.biz/istituto.php
    Le tue sono supposizioni personali che non rispecchiano quello che la legge dichiara, è un dato di fatto e come tale va rispettato.

  • 103
    laurea no -

    Dario io penso che non hai compreso a fondo il mio discorso…. anche la mia accademia è statale e riconosciuta, è quella di Napoli, e il mio discorso non è rivolto ai docenti a contratto, ma ai docenti di ruolo e di cattedra dell’accademia, ossia: pittura, scultura, scenografia, ecc. cioè quelle materie che puoi insegnare solo con una formazione accademica…. i docenti esterni di storia dell’arte, storia dell’architettura (laureati in beni culturali e in architettura) è ovvio che devono essere laureati, semplicemente perché con il diploma accademico non si possono insegnare queste materie, ma non ti accorgi con il tuo commento stai dicendo le stesse cose che cerco di dirti io….. i prof. di storia dell’arte, o di architettura, e quello che vuoi, possono insegnare nel nostro tipo di istututo, mentre viveversa, un docente che si forma solo in accademia (e che può insegnare solo discipline visive) non può insegnare arti visive in altre istituzioni diverse dalle accademie, ma solo in queste e basta. ecco perché c’è una differente disparità di trattamento tra chi è in possesso di diploma accademico e da chi possiede una laurea….. poi se tu mi confermi o mi dai le prove che un diplomato in pittura o in scultura ecc. possa insegnare in un università di architettura, lettere, ecc. allora potrai dire che il nostro diploma ha lo stesso valore della laurea. oggi questo non c’è, ti ripeto ki esce dalle accademie ruota sempre intorno a queste ultime o al massimo ai licei artistici, il nostro è un circuito chiuso e ghettizzato che non ha dialogo con altre tipologie di istituzioni, semplicemente perche l’afam è staccata dal sistema universitario… quindi le equipollenze di cui parla il ministero sono una presa di fondelli più totale e gettano polvere negli occhi solo per far cassa con nuovi iscritti, non c’è nessuna legge che dimostra chiaramente l’equipollenza quella di cui parli è una legge fantoccio mai approvata, anzi bocciata alla camera proprio quest’anno, qui sono i fatti a parlare. e veniamo al nodo dolente, io diplomato in accademia voglio insegnare all’università: faccio il concorso, e mi accorgo primaditutto che la mia classe di concorso non si insegna in nessuna università, secondo mi chedono un dottorato: dove cavolo stanno i dottorati in accademia? l’accademia è un diploma. poi mi parli del miur, se vai sul sito del miur il titolo dell’accademia sta nelle fasce dei diplomati. se tutto ciò non fosse vero non si spiega nemmeno l’esistenza di questo blog, nemmeno le varie proteste che si fanno in tutte le accademie d’italia se c’è un dibattito in corso che dura da decenni è palese che qualcosa di grave non funziona nel sisteme afam, siamo vittime di un sistema arretrato e inefficiente

  • 104
    Fiore Mirabella -

    Anche io sto facendo l’Accademia di Belle Arti di Napoli, e ho iniziato solo quest’anno, dopo una laurea triennale alla facoltà universitaria di Architettura, ma sarebbe stato possibile anche il contrario, passare dall’accademia all’università, e questa possibilità dice tutto (se non fossero allo stesso livello lo Stato non darebbe questa opportunità). La stessa cosa vale per il dottorato di ricerca (purchè non ti allontani troppo dal settore del precedente titolo). Non è vero che l’accademia non dà la possibilità di fare dottorati, ma non ne è stato ancora istituito nessuno purtroppo. All’Accademia si fa tanta pratica ma anche moltissima teoria. Non è vero che gli insegnanti non sono laureati, ciò vale solo per le materie più pratiche, in cui ciò che serve è l’esperienza di un mestiere, ma la stessa cosa vale anche per alcuni laboratori universitari…

  • 105
    rdf -

    se tu vali… qualsiasi corso di laurea va bene. l’importante è svolgerlo con la giusta passione e dedizione. conosco molta gente che lavora nell’arte..ma non sono di certo gli ultimi arrivati, vivono per essa e si impegnano tutto il giorno. ed il lavoro l’hanno trovato. e poi ricordati che il prete umile non fu mai priore. oltre alla competenza occorre sapersi vendere e saper comunicare. le conoscenzxe in qst campo sono fondamentali per inserirsi nel mondo del lavoro. senso del dovere, pasisone, disciplina, comunicazione ed amor proprio gli ingredienti fondamentali

  • 106
    Dario -

    @Laure no perdonami, ma il fatto che gli accademici non insegnano nelle università è proprio perchè nelle università non ci sono materie come graphic design, scultura, pittura, restauro ecc… Gli universitari infatti non hanno un titolo per poterle insegnare queste materie, dovrebbero essere diplomati nelle accademie d’arte per avere la qualifica. Ma non per questo mi metto a dire che le accademie valgono più delle università, sono due scuole diverse, altrimenti non ci sarebbe questa distinzione.
    Il tuo discorso tra docenti universitari che possono insegnare nelle accademie e accademici che non possono insegnare nelle università non ha senso, proprio perchè l’alta formazione accademica è dovuta all’insegnamento di tutte quante le discipline possibili, ma la materia di filosofia dell’arte non ti rende filosofo, audio video non ti rende ingegnere. Ma tutte quelle materie ti rendono Diplomato Accademico e puoi svolgere un lavoro che i laureati non possono fare con le conoscenze universitarie.
    Anche un laureato in lettere non può insegnare a ingegneria, ma non vuol dire che la sua laurea non ha valore, solo che può insegnare solo e soltanto nella propria facoltà proprio come gli accademici possono insegnare solo dove è richiesta tale materia e conoscenza.
    Io non sto a dire che le accademie e le università sono identiche, altrimenti non avrebbe senso aver creato due scuole con denominazione diversa. Dico che i due fogli di carta hanno lo stesso valore giuridico e basta. Un laureato ha lo stesso valore di un accademico e viceversa.
    Il fatto che ci sia confusione in giro è solo un fatto di pregiudizi ma la realtà e tutt’altra.
    Prova a far entrare un laureato in informazione scientifica sul farmaco in accademia e vedi se lo accettano, non ha la qualifica giusta per poter insegnare. Se nelle università usciranno facoltà, (non ha molto senso perchè esistono già le accademie), di scultura, pittura, restauro… allora vedrai che gli accademici avranno senso di prestare la loro professionalità per insegnare anche nelle università.
    Il resto lo ha spiegato bene anche Fiore Mirabella sopra di me.
    Buona serata

  • 107
    laurea no -

    per dario e fiore mirabella: voglio dirvi una cosa soltanto: avete mai sentito parlare del testo scalera?? http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=204&IDNotizia=39210
    poi vorrei dire una cosa in particolare a Fiore, lo sai che è tremendamente impossibile passare da un accademia ad una facoltà di architettura per completare gli studi? viceversa si può fare ma come dici tu no, se non sei daccordo informati prima..
    non conoscete riforme, non siete aggiornati sulle leggi, ed ingannate i miei discorsi come basati su mie teorie personali, come se fosse una mia deviazione psichica. sveglia ragazzi, se questo blog esiste, se si fa lo sciopero della fame per avere una riforma attesa da secoli è perchè qualcosa di grave non va nel nostro sistema, è perchè noi dell’accademia siamo nella m…. fino al collo!

  • 108
    Dario -

    Laurea no, la tua accademia non appare tra l’elenco delle accademie riconosciute dal MIUR, a meno che la tua accademia non faccia riferimento a qualcun’altra. Adesso capisco il tuo discorso.
    Controlla anche tu, magari non l’ho vista http://www.afam.miur.it/argomenti/istituzioni/accademie-di-belle-arti-legalmente-riconosciute.aspx
    In ogni modo puoi sempre denunciare il MIUR per falsa testimonianza e divulgazione di pagine errate al fine di illudere il popolo italiano. Buona serata

  • 109
    Fiore Mirabella -

    http://www.afam.miur.it/argomenti/istituzioni/accademie-di-belle-arti-.aspx
    si è riconosciuta, ma la lista in cui tu la cercavi “riconosciute” intende quelle private…

  • 110
    saro -

    io ho finito l’accademia tre anni fa e i miei prof avevano tutti il diploma di accademia e alcuni erano laureati
    seconda cosa con la triennale dell’accademia puoi accedere a uno dei bienni specialistici di design offerti dal Politecnico e ad altri bienni, ovviamente un minimo di coerenza, se vuoi fare un biennio di ingegneria non penso si possa fare, ma quale pittore vorrà fare un biennio di ing? no?
    altra cosa, se fai l’accademia si presuppone che tu sappia che difficilmente farai lavori “convenzionali” , io e i miei compagni abbiamo trovato lavoro nel nostro settore, nessuno ci ha mai dato noia perchè eravamo diplomati, quello che conta è avere fatto degli ottimi lavori artistici

  • 111
    ROb -

    Non mi dilungherò sull’inutilità delle Accademie….poi oggi se vuoi una Laurea esistono miriadi di espedienti e scorciatoie in Italia…guardati in giro è pieno di ignoranti e mignottelle che si sono laureate subito dopo il calcio in culo per l’ingresso in qualche ente…..
    L’ACCADEMIA: frequentala per la presenza di fi..…anche se debosciata un po radical oppure pseudofemminista ….se inventi la scusa della Body Art o di un’Istallazione con un pò di Intelletto ti organizzi qualche Orgietta…però non aspettarti tanto a livello Professionale…anzi al limite con creatività e sfrontatezza potresti sfondare nel PORNO che è la maggior arte che và oggi…magari creando un nuovo genere che sorpassi l’attuale Iperrealismo Pornografico…con un DADA PORNO……..
    Ma se vuoi far felici i tuoi che ti vogliono vedere sistemato con qualche euro in tasca per sbarcare il lunario senza rapinarli dei loro risparmi che serviranno per la loro vecchiaia e per la tua tranquillità….fidati…..fidati…anche se ti sembrerà un’idea retrò
    IMPARA UN MESTIERE E APPLICALO…PERSONALMENTE NON HO MAI VISTO UNO CHE è DIVENTATO RICCO PERCHè HA STUDIATO…ANZI STUDIA IL METODO COME DIVENTARE RICCO…è un’idea….

  • 112
    Fiore Mirabella -

    ROb l’Accademia di Belle Arti non si frequenta per rimorchiare (vorrei vedere… ogni giorno dalla mattina alla sera, magari dopo un lungo viaggio in treno, con poche ore di sonno… solo per quel motivo?). E’ una facoltà universitaria esattamente come le altre, ed, essendo una facoltà umanistica, si frequenta per passione! L’arte è la scelta meno indicata se si desidera guadagno sicuro. Ma garantisco che ogni persona con cui sono venuto in contatto in accademia ha una profonda cultura, nata da anni di studio e desiderio di mettersi alla prova e acquisire competenze. Molti sono anche plurilaureati. Basta luoghi comuni!

  • 113
    XXX -

    Ho trovato questa discussione proprio perchè volevo informarmi sull’argomento in quanto dopo essermi “laureata” all’accademia di Belle Arti di Roma vorrei diventare docente di discipline pittoriche al liceo… purtroppo ancora non capisco ne se sia possibile.. ne che percorso seguire se lo fosse! Qualcuno sa darmi qualche informazione? Grazie!!!

  • 114
    XXXL laurea no -

    per xxx se vuoi insegnare tale materia devi avere per forza il biennio specialistico in pittura, poi con questo titolo senza tfa o abilitazione potresti fare solo le supplenze aspettando i concorsi emanati dal ministero di III fascia i quali escono ogni due o tre anni, ed inserire nell’allegato B le scuole artistiche dove si insegnano tali materie, cioè solo i licei…. ma le possibilità di insegnamento sono molto ridotte perché l’unica classe di concorso che puoi inserire è solo discipline pittoriche, e ciò lo potevi fare già con il diploma di liceo, l’accademia ti da solo punteggi in più, ma la materia rimane la stessa..

  • 115
    Rob -

    Fiore

    devi spiegarlo a gioda che è l’autrice di questo post non a me….lei chiede il valore del diploma sul mondo del lavoro…..poi se uno fa km insonni plurilaureato con una capoccia tanta…meglio per questi…anzi beati loro..con quello che costa studiare……
    PS: non è che sei una radical chic da me sopra citata???? ;;;;;)))))))

  • 116
    travis -

    Mi sono diplomato con 30 e lode più di 15 anni fà,da allora non ho ancora incontrato nessuno di quei tempi o successivi che abbia trovato un lavoro grazie a tale titolo,al massimo inegnamento nei licei ma solo se si è anche diplomati al liceo artistico (nel mio caso pur essendomi diplomato allo scientifico con il massimo dei voti non è possibile).
    Se state ancora studiando vi invito senza ombra di dubbio di mollare finchè siete in tempo,l’accademia và avanti solo per mantenere gli immeritati stipendi di docenti incompetenti,neanche lontanamente comparabili ai peggiori assistenti universitari.Se amate praticare l’arte vi conviene cercarvi qualche corso privato di qualità o fare gli autodidatti

  • 117
    Maria Meloni -

    A proposito dell’annosa questione del riconoscimento di laurea agli studi accademici di vecchio e nuovo ordinamento, mi chiedo come mai nessuno tra i commenti e gli interventi che ho letto, faccia riferimento a quello che accade negli altri paesi europei in merito al titolo riconosciuto dallo stato alle loro accademie. Se si spostasse la discussione anche su questi aspetti e si allargasse il campo di osservazione,ci accorgeremmo che questa anomalia e questo discredito degli studi accademici, avviene solo nel nostro paese come tante altre storture che coltiviamo da decenni. Spero che a breve venga posto rimedio a tutto qusto.

  • 118
    francesca -

    Dario,
    è la prima volta che scrivo su un forum perciò non son molto pratica. Ho seguito i tuoi commenti e condivido appieno. Non essendro troppo ferrata in ambito lavorativo (sto frequentando l’accademia carrara di belle arti di bergamo) ti vorrei chiedere se sai come dal mio diploma triennale potrei insegnare storia dell’arte o materie artistiche in ambito liceale.
    cosa ne peni del testo scalera?
    ti ringrazio.

  • 119
    vito58 -

    le accademie sono istituti di alta cultura di grado universitario, indi per cui sarebbe ora di smetterla di “mandare il can per l’aia” continuando a rilasciare diplomi (abbiamo già quello di maturità), ma alla fine del corso di studi le accademie devono rilasciare solo titoli di laurea(anche l’occhio vuole soddisfazioni); è l’unico modo per evitare malumori, smarrimenti, incomprensioni, senso d’inferiorità, equipollenze varie da manicomio, mal di fegato e altri disturbi collaterali che tralascio di elencare.

  • 120
    Fiore Mirabella -

    Bravo Vito58!!! Spero che tu sia un politico col potere di proporre leggi…

  • 121
    grace -

    Ho trovato queste ultime …. non so se sono una bella notizia o no ….
    http://leg16.camera.it/522?tema=237&Istituzioni+di+alta+formazione+e+specializzazione+artistica+e+musicale+%28AFAM%29

  • 122
    laurea no -

    qualcuno che conosce bene le equipollenze e la parità dei titoli, potrebbe dirmi perché la maggior parte di chi si laurea in beni culturali indirizzo storico artistico può diventare direttore di accademia di belle arti, mentre chi si diploma all’accademia non può diventare preside di dipartimento di lettere e beni culturali? tiè rispondete a questo dilemma amanti delle equipollenze

  • 123
    vito58 -

    I giudici considerano le seguenti 4 parole: equiparati=equipollenti=equivalenti=corrispondenti,allo stesso modo. Equiparàre: verbo transitivo dal latino dotto, aequiperare voce composta di aequi- (=equi-) e un derivato di parare(=partorire). Significato: paragonare, confrontare, pareggiare, uguagliare. Equipollènte: aggettivo dal latino tardo aequipollente (m), voce composta di aequi-(=equi-) e pollere (=avere forza). Significato: equivalente. Equivalènte: aggettivo. Significato come aggettivo: di valore o di pregio uguale; come sostantivo maschile, entità di uguale valore. Equivalére: verbo transitivo e verbo riflessivo dal latino tardo aequivalere, da aequus e valere (=propriamente valore uguale). Significato come verbo intransitivo, essere uguale; come verbo riflessivo, corrispondere, o corrispondersi. Equi: primo elemento dal latino aequus (=eguàle). Significato usato in parole composte che significa uguale, per esempio equilatero (con latus, lato), equilibrio (con un derivato di libra, bilancia e quindi stato in cui i bracci della bilancia sono in posizione di parità). Corrispondènte: aggettivo e sostantivo maschile e femminile. Significato come aggettivo: corrispondente, equivalente; conforme. Dal Dizionario etimologico, edizione aggiornata. RusconiLibri, 2005. Tutto questo per far chiarezza sui termini della nostra bella lingua italiana. Purtroppo, come spesso succede, la teoria non la si fa corrispondere con la realtà, intrisa di lotte, giochi e abusi di potere. In teoria, tutti potrebbero fare tutto, basterebbe mettere gli individui nelle condizioni di poterlo fare. Spesso sono proprio le persone più intelligenti, volenterose e capaci, a farne le spese, messe ingiustamente da parte, in un angolo, nonostante la laurea conseguita col massimo dei voti e la lode, mentre persone che hanno un basso livello d’istruzione, occupano impropriamente, livelli professionali al di sopra delle loro capacità, con costi e danni sociali che, in misura diversa, paghiamo tutti.

  • 124
    rob -

    Un Ca..o!!!!…..fonte: esperienza personale (mi avevano avvertito!!!)

  • 125
    seripa maurizio -

    Il suo valore? Se lo scrivente per anni ha cercato di darsi una risposta ma non ha avuto risultati notevoli …. mi chiedo se avesse meritato di ricevere la laurea, che non è ritenuta neanche tale nel contesto del
    lavoro. Nel senso che dovrebbe erssere stato in grado di fare con e senza laurea . Non essere solo il foglio di carta, rilasciato dall’ accademia,
    a ricordare che ha, la passione! Sì, perché questo è ben triste e amaro
    per sè e per chi gli ha rilasciato l’ attestato. Mi perdoni lo sfogo
    polemico con cui tuttavia ritengo di avere modestamente contribuito ad
    esaudire il suo desiderio di avere delle risposte. Circa l’ equipollenza
    è lo stesso discorso dei titoli di spalla, farebbe bene a dare un’ occhiata
    (“Un pene piccolo fa godere lo stesso ?”), perché evidentemente troverebbe
    maggior coinvolgimento, dove gli auguro sarà anche più fornito di motivi
    e troverà incoraggiamento. Fuor di metafora , la laurea, per alcuni equivale a un pezzo di carta, mentre per tanti altri no.
    Studiare, conoscere, imparare, deve servire prima di tutto a noi stessi
    ancor prima di potere pretendere dagli altri, ed allora, in nessun caso
    sarà stato tempo perso , ma ritrovato.
    Nella mia palesata ignoranza non so se il mio commento “infranga norme di legge e arrechi danno, offenda la reputazione e viola la privacy di alcuno”, nel qual caso sono da ritenere personalmente un irresponsabile.
    Grazie.

  • 126
    vito58 -

    Attualmente è anche una questione di visibiltà. Prima di tutto bisogna realmente portare le Accademie allo stesso livello delle Università, facendo rilasciare alle Accademie titoli di laurea, quindi: laurea in pittura, in decorazione; in scultura; in scenografia; ecc. Questo è il prossimo passo legislativo da fare e la prossima battaglia da vincere. Così buttiamo nel cestino della memoria tutte le equipollenze e le varie prese in giro dei legislatori di turno che sono un’offesa alla nostra intelligenza, ai nostri anni di studio e di sacrifici. Poi, per quanto riguarda la spendibilità del titolo di studio nel complesso e intricato mondo del lavoro, prima o poi facciamo quasi tutti l’amara esperienza dei “calci in faccia” e “delle porte chiuse”, in barba allo stato di diritto, funziona, purtroppo, quasi sempre, la raccomandazione e le le situazioni di privilegio. Ma almeno la soddisfazione di vedere scritto sul titolo di studio “laurea” e non “diploma”, non ce la potrà più togliere nessuno. Nella realtà, il titolo di studio può essere di aiuto, ma non è tutto, non può fare miracoli. Ci vuole esperienza e carattere d’acciaio inox.

  • 127
    Fabietto Piras (blog Fabietto's Art) -

    Salve a tutti e complimenti per la bella discussione. Mi chiamo Fabio, ho 26 anni, sono uno scenografo e vorrei dire la mia. In breve vi racconto la mia esperienza. Per motivi economici e personali non ho mai iniziato l’Accademia di Belle Arti. Dopo lo Scientifico ho continuato a coltivare la mia passione con un corso di Scenografia teatrale finanziato dall’UE più un altro Corso di Sartoria Teatrale. Ho avuto docenti del calibro di Fulvio Fo (fratello del Dario Premio Nobel) e tutti i miei professori erano professionisti del settore e tutto era incentrato sulla pratica. Abbiamo fatto un sacco di stage (200 ore su 800 di corso). Sono stati 8 mesi full-immersion. Con queste Qualifiche Professionali, avevo 21 anni, iniziai a lavorare nei campeggi prima e nei villaggi turistici poi, come scenografo per gli spettacoli dell’animazione turistica. All’inizio sembrava solo un lavoretto stagionale. Ora invece diventa sempre di più un lavoro serio con un’Azienda seria. Lavoro infatti da 4 anni con l’Agenzia di Animazione Samarcanda e ho già visto colleghi scenografi e aiuto-scenografi di tutti i tipi. Alcuni ragazzi con la terza media, ottimi manovali, che sono dei validi aiuto-scenografi. Altri, invece, freschi di Diploma all’Accademia di Belle Arti, che non sanno tenere in mano un avvitatore e non entrano mai nei ritmi di produzione e allestimento delle scenografie richiesti in villaggio. Ho avuto anche ottimi colleghi usciti dall’Accademia. Ma, per usare le loro stesse parole, sarebbero stati “bravi lo stesso, anche senza l’Accademia”. Oggi io lavoro come capo-Scenografo in un grosso Resort in Sardegna, a Villasimius, il Tanka Village Resort**** e con me lavorano 3-4 aiuto-scenografi. Gestiamo due teatri, di cui uno con un boccascena di 16m. Risultato: Accademia o no, almeno io faccio quello che mi piace. Per questo motivo, secondo me, “Diploma” o “Laurea” sono in realtà la stessa cosa. La vera riflessione da fare, secondo me, sarebbe questa: quanto sono spendibili, oggi, in Italia, nel mercato del lavoro, 5 anni di Accademia? Da 6 anni ne parlo nel mio blog “Fabietto’s Art” dedicato alla Scenografia nei Villaggi turistici. Scrivo tutorial e guide pdf. E ricevo sempre numerose mail da studenti di belle arti appena diplomati che chiedono a me (liceo scientifico+corso professionale) cosa fare per iniziare a lavorare. E’ una questione che mi sta molto a cuore. Vi ringrazio per avermi dato lo spazio di esprimere la mia. Fabietto

  • 128
    Fiore Mirabella -

    Caro Fabio, i neolaureati chiedono consigli a te in quanto professionista con esperienza, non in quanto laureato! Come se una laureata in Recitazione chiedesse consiglio a Julia Roberts, diventata attrice (mi pare) senza aver fatto scuole… L’esperienza sul campo e il titolo di studio sono due alternative entrambe degne di rispetto. Non è vero che i laureati in Belle Arti non sanno fare il mestiere per cui hanno studiato, so per esperienza che in Accademia si può imparare tanto sia a livello pratico che teorico, ovviamente dipende dalla persona, come un qualsiasi laureato di una qualsiasi facoltà. Ma la differenza fondamentale fra un laureato in Arte e uno con la sola esperienza (non che sia poco) è che il laureato può fare concorsi per l’insegnamento e cose del genere… Non facciamo credere in giro che studiare non serve a niente e non si impara realmente niente, non è vero! Entrambe le strade sono valide in relazione alle proprie esigenze e ambizioni…

  • 129
    Fabietto Piras (blog Fabietto's Art) -

    Cara Fiore, ti ringrazio per avermi risposto e ti ringrazio per il paragone (addirittura) hollywoodiano… Lungi da me affermare che studiare non serve. Solo l’esperienza sul campo non può bastare. Ho portato l’esempio della mia personale esperienza per mostrare che anzi esistono anche altre strade per arrivare al mondo del lavoro, come i corsi di (alta) formazione professionale, di cui secondo me si parla ancora troppo poco. Grazie mille per l’attenzione…

  • 130
    jonny -

    Ma una laurea in cosa??
    ‘Studiare’ (se così si può dire) scultura o scenografia o pittura non è come studiare fisica, linguistica, diritto privato o matematica.

  • 131
    Solarita -

    JONNY caro, scusa se mi intrometto, qui mi pare tu sia intelligente soltanto tu….?! No,. non ho capito. Io sono capace di svolgere le materie scientifiche, alle superiori avevo una buona media e non mi sono mai rovinata le estati..c’è da dire che i professori non sono più nemmeno quelli di una volta, adesso frequento l’accademia delle Belle Arti perchè seguo una passione, e secondo me solo chi è veramente in gamba e si fa il mazzo potrà portare a casa uno stipendio dignitoso e avere il lavoro che cerca. Ci vuole tempo e pazienza…..tornando a te, JONNY se adesso faccio l’accademia sarei una cogl***a?! Sono sicura che so arrangiarmi MOLTO PIU IO CHE TU.

  • 132
    vito58 -

    E’ vero quello che tu dici jonny, ma è altrettanto vero il contrario: neanche studiare fisica, linguistica, diritto privato o matematica è come studiare scultura o scenografia o pittura. Sono studi diversi, e i paragoni lasciano il tempo che trovano, cioè servono a poco o nulla. Quindi, laurea in cosa? Semplice: laurea in scultura, in scenografia, in pittura.

  • 133
    Filippo -

    Jonny io fossi in te leggeri un po più di libri e mi andrei a vedere da dove è partita la scienza o la matematica. Così capisci se quei popoli, dai quali si son sviluppate, davano importanza all’arte. L’arte non è nulla? No, da un punto di vista utilitario. Ma il problema dell’uomo moderno,che lo porterà sempre più alla rovina, è proprio questa mentalità puramente utilitaristica e autocratica. In questo contesto vatti a vedere l’arte quanto ha aiutato nel corso della storia e quanto può aiutare a migliorare da un punto di vista intellettuale e “visionario”. Oggi si è molto a contatto infatti con la sociologia. In fine; chiudo perché non meriteresti una risposta già di partenza. Visto che si crede che gli artisti “studiano poco” quando in realtà son tra i più colti. Vatti a vedere qualche artista dell’arte frattale, così capisci se non son matematici. Vatti a vedere qualche artista della genetic art, così capisci se non son anche scienziati. L’artista è colui che sa tutto e può studiare tutto e riportarlo nel proprio lavoro. In base al risultato sarà poi giudicato da altri artisti (non da “mercenari dell’arte”, così chiamo io i critici oggi). Jonny; sei una persona di poco spessore e poco colta, classica persona con la quale ci fai discussioni “da bar”. Apri gli occhi leggendo un po di più. (LE PIU GRANDI SCOPERTE O RIVOLUZIONI SON AVVENUTE QUANDO SI DAVA IMPORTANZA ALL’ARTE, PERCHE’ L’ARTE CREA ELASTICITA’ MENTALE, MODELLI, RIFLESSIONI SUL PASSATO, PRESENTE O SUL FUTURO)

  • 134
    Filippo -

    L’italia è un paese viziato dall’arte. Credo che è per questo che gli artisti son così discriminati e i monumenti vengon tenuti in stati pietosi. Non sappiamo neppure investire su tutto il patrimonio che abbiamo e che ci invidia il mondo. Politici ignoranti, ladroni e disonesti.

  • 135
    vito58 -

    Ho conseguito il diploma di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1985. Vorrei sapere se il mio diploma è equipollente alla laurea o alla laurea magistrale. Grazie.

  • 136
    rob -

    Un c....…direi…semplicemente un c....!!!!!

  • 137
    scum -

    frequento l’accademia ma precedentemente ho frequentato per 3 anni la scuola dell’arte del poligrafico (numero chiuso, tutti i giorni 10 ore al giorno!!) a seguito della mia esperienza posso dire che in confronto l’accademia è un asilo nido, l’impegno con cui sto preparando gli esemi, in confronto a prima, dove veramente ti dovevi fare il mazzo dalla mattina alla sera, non è paragonabile. Ho l’impressione che l’accademia serva solo a fare salotto, sto frequentando lezioni ridicole per di piu tenute da professori snob ed arroganti, si chiacchiera molto e si fa poco, d’altronde spazi e laboratori sono insufficenti e LAVORARE e veramente un’ impresa!
    Il peggio è che ci si illude di star facendo qualcosa di essere “artisti” ma per esser artisti prima di tutto bisogna “saper fare”! e per saper fare ci vogliono ore e ore di lavoro tutti i giorni! mentre qui per prendere un 30 basta veramente poco…
    Equiparare questo diploma ad una laurea è ingiusto, e comunque inutile dato che poi come si diceva qualche commento fa, cè gente che “non sa tenere un avvitatrice in mano” Più importante del pezzo di carta è esser preparati e saper lavorare!

  • 138
    Flo -

    Sono una govane insegnante laureta all’accademia di belle arti per lcune materie mi hanno chiesto la laurea specialistica ma il titolo dell’accademia nn è paragonabile ad una magistrale?

  • 139
    vito58 -

    Devi specificare l’anno in cui hai conseguito il titolo all’accademia di belle arti: se prima o dopo il 1994; se prima o dopo i nuovi ordinamenti… grazie, per tutta queste distinzioni-confusioni, alla ministra Letizia Moratti! La presa in giro continua!

  • 140
    Angela -

    L’Accademia di Belle Arti non rilascia una Laurea.

  • 141
    Angela -

    Inoltre l’Accademia non dà l’abilitazione al titolo di “Dottore” titolo che è rilasciato pure ad un igienista dentale che usa due macchinette elettriche per un trattamento forse di 15 minuti e che non può fare niente altro cioè un titolo ridicolo con studi ridicoli come molti altri corsi universitari!
    Con questo voglio sottolineare che l’Università è un’altra casta ,ma la realtà rimane tale, dura lex sed lex e l’Accademia NON è una Laurea.

  • 142
    sas -

    Le accademie non rilasciano le lauree semplicemente perché sono le più schifose e ignoranti scuole del mondo, con prof di livelli culturali al di sotto della demenza elementare, non sbagliate e non fate spese inutili in denaro e in tempo prezioso per una vostra più seria carriera, iscrivetevi alle università e lasciate perdere l’arte che non serve a niente in questo paese di merda!

  • 143
    Anonima81 -

    Io ho un Diploma Accaemico in decorazione d’interni, 4 anni, per l’esattezza anno 2004-2005, ultimo prima dell’inserimento del nuovo ordinamento, quindi tesi di laurea identica alle altre facoltà… ma anche io mi sono sempre chiesta a cosa servisse se Dottore non sono, i progetti non li posso fimrare e non posso fare un tubo di niente.
    Per quanto concerne l’insegnamento, mi ero informata tempo fa e mi pare che noi “Accademici” non siamo qualificati neppure per insegnare Storia dell’Arte alle medie… e mi fermo qui altrimenti inizio ad arrabbiarmi………!

  • 144
    sas -

    Rispondo ad anonima81. Per insegnare una materia serve un codice relativoad ogni esame di quel tipo di disciplina, cosa prettaprettamente estranea agli esamucci di storia dell’arte che si fanno alle accademie, poi per insegnare storia dell’arte, e mi riferisco alla classe di concorso a061 non e possibile farlo con il diploma accademico perché è stato da sempre escluso l’accesso con questo titolo di studio…. con le accademie e relativa abilitazione è possibile insegnare disegno e storia dell’arte che è tutt’altra classe di concorso a028… nel mondo dell’insegnamento contano i codici degli esami che attualmente rilasciano solo le università. …..

  • 145
    Anonima81 -

    Grazie mille per le dritte sas… Ecco forse era come dici tu… Mi pare che educazione tecnica o artistica (sempre alle medie attenzione!!!) 🙂 fossero delle classi a cui poter accedere (non dico facilmente….con tutto il precariato che c’è….. Per carità!!!!!)

    Il sito del MIUR e’ un gran casino, ci vuole una ulteriore laurea (visto che siamo in tema!:-)) per leggere e navigare su quel sito,.. Robe da matti..! Io ci avevo rinunciato qualche anno fa, magari in questi giorni mi torna lo schiribizzo e torno a dargli un’occhiata :-)!

  • 146
    sas -

    Educazione artistica è ancora un’altra classe di concorso che si potrebbe insegnare con titolo di accesso di accademia ed è la a025

  • 147
    Lucy -

    Accademia non è Università e non è Laurea, ma Diploma accademico. PUNTO!

  • 148
    666 -

    è laurea punto…informati!

  • 149
    Lucy -

    …già il nick è tutto un programma, si può essere più assurdi di così! Comunque 666 l’accademia NON è LAUREA ed è anche giusto così per gli esami RIDICOLI che fanno e se ti spacci per laureato sei un bugiardo. PUNTO!!!

  • 150
    vudoppia -

    Lucy, non gli fare appunti sul suo nick, sennò ti chiede se credi al diavolo. Cosa vuoi che ne capisca uno così di lauree?
    666, 6 ridicolo!

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