L’amore ai tempi di Facebook
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti. Ho 30 anni e tre anni fa ho vissuto una storia particolare e intensa: si è concretizzata la possibilità di trascorrere 4 giorni dal vivo, in Italia, con una donna americana, più grande di me, che avevo conosciuto per caso su Facebook due anni prima. Come non...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 27 Giugno 2014
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Reserp.Lettere che potrebbero interessarti
60 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Io penso che possano durare, Summer.
C’è solo un problema, che è il motivo per cui molti matrimoni falliscono o, nella migliore delle ipotesi, si riducono ad un rapporto di amicizia: la perdita di valore da abitudinarietà e routine.
Se si vive sotto lo stesso tetto tutti i giorni, è difficile mantenere alta la fiamma. Non impossibile, ma molto difficile: l’ardore romantico, anche se non ne siamo consapevoli, è alimentato da un pizzico di incertezza, un pizzico di novità e da un’immagine affascinante del partner.
In altre parole, se vivi sufficientemente a lungo insieme al tuo principe azzurro, prima o poi potresti scoprirne le normali debolezze (tutti ne abbiamo) e gli atteggiamenti meno affascinanti. Se è vero che amarsi significa in parte anche conoscere i punti deboli del partner, è anche vero che la natura umana resta sempre un po’ animalesca, avendo quindi bisogno di continuare a vedere nell’altro un po’ del luccichio iniziale.
Tipicamente, invece, nel tempo, l’uomo perde quell’immagine di cavaliere senza macchia e senza paura (che la donna è programmata a ricercare) e la donna l’immagine di bella, passionale, sfuggente (che l’uomo è programmato per desiderare).
La vedo in modo un po’ pessimistico: per mantenere la fiamma, secondo me, o bisogna rimanere eterni fidanzatini scoppiettanti di nuove idee e capacità di rinnovarsi; oppure, da conviventi/sposati, non rilassarsi mai completamente, preservare un po’ di imprevedibilità, evitare di lasciare calzini da tutte le parti, essere sempre belli, “in ghingheri”, forti e interessanti.
🙂
Dai discorsi emersi ultimamente, sembra che vi siate innamorati dell’idea dell’amore, più che della persona in sé. Impossibile costruire rapporti profondi se ci si rifiuta a priori anche solo di vedere i lati oscuri dell’altro. Disneyana la prospettiva di dover sempre essere curatissimi, perfettissimi e sorridentissimi…la vita non è un film. Esistono gli imprevisti, esistono gli errori, i litigi, i giorni no, le notti insonni, la malattia, le disgrazie, la sofferenza. La perfezione è un’utopia ricercata dal narcisista che è troppo accecato da sé per rendersi conto della realtà circostante. L’essere umano non è niente in confronto alla maestosità della natura.
Leggo di questi fantomatici “rapporti magici” e mi cadono le braccia, scusate se ve lo dico…
Magia è artificio, finzione per antonomasia, la si usa coi bambini per farli sognare un po’, ma qui siamo tutti adulti se non erro, almeno anagraficamente. Che succede quando in una relazione a un certo punto si getta la maschera del finto perbenismo e si svela il trucco? E fino ad allora, come fate ad affermare di amare qualcuno, se quel qualcuno non sapete neppure chi sia? L’indole di una persona non la si riconosce dietro ai sorrisi stampati, alle paroline dolci, e neppure sotto a lenzuola di seta. Ciò che uno decide di mostrare di sé agli altri, o di raccontare, non è affatto detto sia ciò che uno è, o pensa, in realtà. Se così non fosse, a quest’ora vivremmo tutti felici e contenti, invece così non è.
Mah non lo so…non lo so davvero perché nn ho questa esperienza MA 🙂 nella mia vita ci sono dei rapporti perfetti che mantengono intatto il loro smalto (parlo della mia famiglia e di alcune amiche).
Sono un insieme di “convenienza” intesa come sani obiettivi comuni/non competizione e autentica constatazione che quella persona mi piace proprio sinceramente 🙂
Comunque tenersi in forma e interessanti non guasta 😉
Cox leggo ora il tuo post, guarda, non ci siamo capiti.
Con magico mi riferisco al fatto che una persona ti piace con pregi e difetti, senza trucchetti. E questo apprezzamento, dato che tutti noi alla fine nn cambiamo, se è realmente legato ad aspetti veri/profondi e nn simulati/superficiali, rimane nel tempo. Almeno per me è così nel campo dei rapporti umani in generale.
Questo io lo trovo magico!:
Vedere un’amica ed essere magari sinceramente ammirata da come è come persona oppure stupita che ci capiamo e scherziamo sempre. Nonostante quelli che io magari ritengo difetti che alle volte mi danno davvero fastidio o magari anche delusioni.
Per me è un concetto profondo e positivo (nonostante tutte le cose brutte le delusioni ecc), in questo senso magia!
🙂
Può darsi che io sia pessimista, eh, ma la mia severità è legata a quanto sono esigente nell’attribuire ai rapporti il titolo di Amore 🙂
Di sicuro dobbiamo apprezzare molto e ritenere rari quei rapporti che persistono rigogliosi nel tempo.
C’è qualcosa in essi che va studiato ed imitato 🙂
Cox2 dici una sacrosanta veritá. Mi é piaciuto un sacco leggerti.
Comunque io credo che la perfezione dell amore esiste; é legata ad una serie di coincidenze fortunate, di animi predisposti e naturalmemte … ad un tempo limitato. Finita la perfezione, finita la spinta del cuore, bisogna saper andare avanti volendosi bene, con una bella dose di razionalita. E a accontentarsi.
Reserp condivido, sono “severa” anche io,
cioè non mi capita tanto spesso che mi piaccia davvero una persona.
Grazie a te e anche agli altri per avermi dato la possibilità di riflettere e per gli spunti che mi avete dato 🙂
Sono d’accordo con cox2
Vi racconto l’esperienza di una donna che conosco, una tipa allegra, rilassata e simpatica, sposata con il marito da una quindicina d’ anni.
Due figli, che ogni tanto strozzerebbe e che sono una gran fatica.
L’ unico di cui non si “pente” mai e poi mai è il marito!
Questo per dire che scegliere la persona “giusta” è importante e che non è tutto per forza dopo un po’ di anni una valle di lacrime di tristezza e razionalità!!
Giusta significa che nn l hai scelta per gli addominali o per le farfalle nella pancia, ma anche perché ti capisce come pochi e ti fa sentire a tuo agio.
Comunque ognuno la può pensare come vuole 🙂
Cox2, non si tratta di amare l’amore qui: ho 30 anni, e quando ho conosciuto quella donna, ero nel disincanto più totale, come sono nel disincanto ora.
La retorica dello stare coi piedi per terra fa sempre presa sulla gente, ma qui nessuno ha ignorato l’esistenza della malattia, del decadimento fisiologico di quello che chiamo luccichio, etc: anzi, proprio perchè considero molto bene i fattori da te citati, dico che l’amore come l’intendo io, quello intenso, quello che crea la dipendenza come una droga, è sempre destinato a morire. E lo dico con tristezza, perchè secondo me è il momento più alto tra un uomo e una donna.
Come dicevo a Lana, esistono dei rimedi per tener vivo quel tipo di sentimento, ma, proprio per la forte presenza degli elementi a cui hai fatto riferimento, questi rimedi risultano inattuabili.
Per me, l’amore ALTO è destinato a finire, a meno che non parta forte dall’inizio (le farfalle nello stomaco ci vogliono!) e gli elementi della coppia non siano psicologicamente competenti. Discorso lungo, che non posso trattare qui.
Per essere più chiaro, Cox2, Cicloossigenasi 2(?), devo dirti che condivido l’importanza che dai al togliersi le maschere volenti o nolenti, al conoscersi davvero, etc., ma non posso trascurare l’idea che ho io (non io, l’indagine psicoantropologica) dell’essere umano: una creatura che ha bisogno anche, purtroppo, della forma, dei giusti segnali del linguaggio corporeo, di seguire l’istinto e il branco.
L’immagine disneyana, come la chiami tu, è quella che lancia i giusti segnali per l’accoppiamento. È triste dirlo, ma so che il me spavaldo, sicuro, schiena dritta, tocco deciso, sguardo profondo, contenuti interessanti, sarà sempre più attraente del me impaurito, trasandato, calzini lasciati per terra.
Dico purtroppo perchè la mia futura convivente avrà molte probabilità di conoscere in me frammenti impauriti, trasandati, calzini lasciati per terra. Ed allora qualcosa in lei morirà. È brutto dirlo, perchè spesso dolore e paura sono più nobili delle maschere disneyane, ma la donna è programmata per desiderare un uomo forte, invincibile. Perchè, secondo voi, spesso ha successo l’uomo bastardo? Perchè riesce a mantenere il giusto distacco che lo rende indipendente, e per questo forte. E perchè tanti matrimoni falliscono? Per l’impossibilità di preservare l’immagine forte e attraente. Sembra semplicistico, ma se fai attenzione scopri che è l’esatto contrario:
siamo animali.
Non noti la contraddizione? L’amore alto, maturo, quello che durerà, non è dipendente, mentre quello adolescenziale lo è. Sei alla caccia di una dose di ossitocina da consumare tutta subito, per forza poi finisce. Ci vuole costanza, impegno, serietà e maturità per curare un giardino. Senza una sufficiente crescita personale (se non sappiamo ancora chi siamo, cosa vogliamo, qual è il nostro posto nel mondo, se non abbiamo imparato ad accettare i nostri difetti, ci colpevolizziamo e infine affidiamo le nostre scelte all’istinto) cercheremo sempre qualcuno che colmi le nostre lacune, che ci ricordi nostro padre o nostra madre, è qui che scatta la molla della dipendenza, e ci si fa del male sì perché sono rapporti malati tra due individui “non sani”, ancora incompleti. Così accade che, se uno dei due “cresce” (aiutato dall’ambiente esterno) e realizza che non ha bisogno di dover dipendere dall’altro individuo, si rende conto di essere nel bel mezzo di un vicolo cieco. A questo punto sviluppa altre priorità e logicamente, se l’altra persona non ha fatto lo stesso percorso maturativo e non è pronta, la storia finisce.
Sì siamo animali, ma bene o male dotati di ragione, abbiamo capacità di discernimento. La dicotomia istinto/ragione è una battaglia che combattiamo quotidianamente. Se in ambito amoroso-relazionale ci si fosse avvalsi sempre e solo dell’istinto, che imporrebbe alla donna di cercare il maschio alpha e all’uomo di inseminare fino alla linea che il suo orizzonte guarda, la società civile così come la intendiamo ora non esisterebbe nemmeno. Il concetto di famiglia, e con esso quello di monogamia che è subentrato nel corso della nostra evoluzione, che in quest’epoca viene sempre più demonizzato e bistrattato, è frutto di una scelta razionale, più che istintiva, da fare tra persone mature e consapevoli. Ci siamo dimenticati di tutto questo: ci si sposa più per convenzione sociale, per ottenere uno status, che per reale presa di coscienza. Così il matrimonio, anziché essere habitat di scambio, confronto e condivisione, diventa gabbia, da cui alla fine si vuole solo scappare.
Non generalizzerei, dopotutto l’uomo bastardo che citi tu ha presa solo su un determinato tipo di donne (che talora non si reputano degne di essere amate) le quali partono con il presupposto di volerlo cambiare. Una specie di sfida tra crocerossine in missione suicida, qualcosa del tipo “io lo salverò da se stesso! Sono io la prescelta che riuscirà a domarlo” 🙂
Ma io mi trovo perfettamente d’accordo con questa analisi!
Tu dici che famiglia/monogamia sono il frutto più di una scelta razionale che di altro. È proprio questo il punto. Io penso che l’essere umano abbia le facoltà giuste per edificare un’impalcatura sociale, combattere l’istinto con il senso del giusto, etc, ma credo anche che, irrazionalmente, sacrifichi un po’ della propria felicità ogni volta che si forza ad incasellarsi.
È nobile l’impegno dei miei nonni, quello dei miei genitori, il tener fede ad una promessa (tutto ammirevole), come biasimevole è il narcisismo/egoismo di oggi che conduce allo sfasciamento delle famiglie con figli per i capricci di amori senili.
Ciò premesso, però, credo che sia nobile quel senso di amore un po’ fanciullesco tra due persone; credo che sia bello percepire il proprio partner un po’ come nei primi tempi, piuttosto che come uno spento amico della quotidianità.
Demonizzi il senso di dipendenza, ma forse ne estendi troppo il significato: mi riferivo, in fondo, a quel piccolo motore che alimenta l’entusiasmo.
È vero: risulta molto difficile che questo entusiasmo permanga nel tempo, impossibile, se vuoi, ma credo sia positivo lottare per esso.
Preservare i tratti alpha, o quantomeno non annientarli nel rilassamento più totale, penso aiuti la nostra compagna a tener vivo il sentimento romantico per più tempo. Cosa c’è di male?
Una volta lessi di una signora anziana ancora molto accesa nei confronti del marito. Il motivo? A suo dire aveva sempre nutrito la sottile preoccupazione che lui l’avrebbe lasciata da un momento all’altro.
Quello del bastardo era chiaramente un esempio estremo, per sottolineare il fascino esercitato da un uomo in controllo di sè. Poi, sì, ho poca stima delle donne crocerossine!
🙂
Il sacrificio è implicito, sono le spese di gestione per la buona riuscita di una relazione. D’altronde tutto ha un prezzo. Ma se si è in due a lottare, e lo si fa per uno scopo nobile, anche la fatica si dimezza. Quando in una squadra c’è molta collaborazione, è maggiore la probabilità di successo, però bisogna anche lavorare molto per ottenere quell’affiatamento.
Le coppie datate conservano ancora una tenerezza dal sapore antico. Tuttavia nel modo in cui si sta sviluppando la società attuale, non so dirti se ci siano ancora le condizioni adatte ad imitare quei legami che ben funzionavano e che anch’io ammiro molto. Siamo bombardati ogni secondo da condizionamenti esterni e il livello di stress è altissimo. Occorre molta molta fortuna per trovare la persona giusta in questo marasma.
L’ideale sarebbe un uomo alpha collaborativo, o un beta con un po’ di sprint in più, che talvolta provoca e fa venire dubbi ma sotto sotto è tranquillo e ci si può fidare. Rari come i Baiji. Credo che la signora intendesse questo 🙂
Bene dai alla fine siamo tutti d’accordo 🙂
Ancora una cosa, fatte tutte le premesse che abbiamo detto sull’importanza dell’impegno ma anche del trovare la persona davvero giusta, ecc …avete piccole dritte alla controparte femminile per far durare il rapporto? 🙂 Secondo me anche lei deve mantenere personalità/interessi/amici/vivacità…
Forse per noi donne però, essendo comunque effettivamente una caratteristica positiva/importante la bellezza, allora il gioco è più duro perché a una certa età….si invecchia! Come la vedete uomini??
Tutto vero, Cox 2.
Il problema è che esistono vari modi di impegnarsi e fare gioco squadra: nella migliore delle ipotesi, purtroppo, i due della coppia sono amici affiatati che hanno sempre combattuto insieme, avendo però perso, ad un certo punto, le scintille amorose.
Secondo me, Summer e Cox 2, questi sono gli elementi maschili e femminili che rendono ‘scintillanti’ a lungo:
1) Uomo = Deve rimanere un alfa buono, in pratica il classico eroe positivo dei romanzetti e della narrativa anche seria: si prende cura costante della propria donna al contempo preservando un piccolo grado di inaccessibilità e mantenendo sempre un pizzico di indipendenza, carisma e potere decisionale. Un uomo sempre con una sorta di missione personale da compiere. Il tipico principe azzurro.
2) Donna = Deve cercare di non abbandonare, nei limiti del possibile, i tratti che l’hanno resa speciale all’inizio: era carina, vanitosa, profumata, ambiziosa sull’aspetto fisico, seducente? È necessario che continui ad esserlo. A differenza dell’uomo, può concedersi più libertà nel confessare debolezze, ma non deve assolutamente spegnersi sotto il profilo sessuale. Aborriamo quelle che, diventate mamme, smettono di essere donne! Vade retro, per carità! Fate sopravvivere la vamp che è in voi e non dovrete temere rivali 😉 Non fatevi, invece, troppe paranoie sulle vostre conquiste di status: che siate donne politiche di successo o shampiste, per noi uomini non conta, purchè, almeno per quanto riguarda me, abbiate una cultura decente, tanti interessi e un forte spessore emotivo. Noi maschi, dal canto nostro, dobbiamo preoccuparci dello status: più in alto siamo nella piramide sociale, più attraenti e magnetici risultiamo per il gentil sesso.
Dura lex sed lex 🙂
Ahhh bene… allora palestra a vita mannaggia 😀
Riguardo al forte spessore emotivo lo intendo come avere pensieri profondi, non essere superficiali, ma sensibili, saper fronteggiare le situazioni in modo autonomo. È questo che dici?
In assenza di altre risposte noi donne ci conformeremo tutte al tuo ideale, hai una grossa responsabilità 😀
Alla fine ognuno ha i suoi gusti e secondo me anche se ci mettessimo qui a stilare un galateo per conquistare il partner ideale non avrebbe molto senso. Quel che piace a me può non piacere ad altre persone, ed è giusto che sia così. Ti parlo da ragazza Summer, per esperienze vissute sulla mia pelle posso dirti che cercare di diventare quello che gli altri vorrebbero, non è mai la strada giusta. Concentrati piuttosto su chi e come vorresti diventare tu, sulla tua autenticità, su quello che ti rende felice e appagata. Non occorre nient’altro per attirare a sé la persona giusta.
Ognuno ha i suoi gusti, ma penso di aver delineato le basi. Poi è chiaro che sulle basi ognuno edifica come vuole. Ci sono tante donne che non mi piacciono pur rispettando in pieno i punti che ho descritto.
A me personalmente la donna piace strutturata, matura, magari timida, però molto consapevole. Sobria, elegante, raffinata. Sexy di certo, ma in grado di generare desiderio soprattutto attraverso l’espressione di una femminilità densa, per gran parte involontaria, apparentemente comune.
Summer, non ti preoccupare 🙂 Puoi in parte deresponsabilizzarmi di quello che ho scritto, perchè i concetti espressi, oltre a derivare dall’ascolto di me stesso, derivano da studi e ricerche psicologiche sulla mente maschile e femminile. Ha ragione Cox 2 in merito alla soggettività dei gusti, però esistono elementi di base da cui non si può prescindere, almeno non senza accettare una certa quota di subdola o palese delusione.
Quanto allo spessore emotivo, qui sono andato più sul personale che sulle esigenze basilari dell’uomo medio. Lo spessore emotivo è una qualità rara nelle persone: è la capacità di percepire le situazioni e le emozioni sotto la superficie, di interessarsi al mondo interiore degli altri e del partner. Perchè no, anche il sapersi commuovere, il saper guardare il lato nostalgico delle situazioni. Di recente è successa una cosa che mi aiuta a spiegarmi meglio: ho perso uno zio, fratello di mia madre, e persone a noi care ci hanno telefonato per le condoglianze. Una mia cugina, donna che apprezzo molto, è stata particolarmente gentile, facendoci visita a casa. Nonostante però la cura e le attenzioni, ha riempito la testa di mia madre di chiacchiere, assolutamente tenendo fuori da ogni discorso il mio povero zio, di cui mia madre avrebbe tanto voluto parlare. È stata una sua scelta: ha creduto che non parlare di mio zio fosse la decisione migliore, denotando, a nostro avviso, pur essendo in buona fede, una carenza di spessore emotivo. Detta così sembra che io la ritenga insensibile: non lo è… anzi, è una persona meravigliosa, ma quello che chiamo spessore emotivo implica una finezza percettiva delle situazioni che risulta davvero difficile da trovare nella gente.
Lo spessore emotivo è anche una forma di intelligenza, il frutto del saper guardare dentro.
Ecco, voglio una donna che sappia guardare molto bene dentro: dentro di sè, dentro di me, dentro gli altri, dentro i luoghi, dentro le situazioni, dentro il valore del tempo.
Reserp, per curiosità ti sei mai chiesto perché preferisci la donna matura? Questa caratteristica era già spuntata fuori nella lettera e mi era rimasta impressa la faccenda della differenza di età con la tua ex. Hai difficoltà a relazionarti con le tue coetanee/con ragazze più giovani o quello è stato solo un caso sporadico?
Non ti so dire, Cox 2.
In realtà la maggior parte delle ragazze con cui ho avuto una relazione è costituita da coetanee.
Però generalmente ho un particolare debole per le donne un po’ più grandi: finora ho ritrovato solo in queste ultime quei tipici tratti nel modo di porgere a cui sono tanto sensibile.
Oltretutto la ex di cui parlo nella lettera ha anche molti dei tratti somatici che mi colpiscono particolarmente e che in Italia sono rari: per sintetizzare, è una bionda stile anglosassone, slanciata, carnagione chiara, labbra sottili, portamento raffinato.
Alla teenager in jeans dal fare sportivo, la voce alta e la lattina di birra in mano preferisco la donna classica, quella con la gonna, la voce delicata e il tocco femminile.
Più estrogeni, please!
Ha ha…
🙂
Cara Cox,
grazie dell’incoraggiamento 🙂
Anche se penso ci voglia un bel po’ di fortuna per trovare la persona giusta.
Reserp, ho capito, cerchi una persona profonda come te, che quindi sappia sintonizzarsi con te a livello profondo. Sicuramente è una qualità apprezzabile in assoluto questa.
Grazie a tutti per l’interessante discussione e buona giornata!
Non c’è niente da fare, ragazze: cerco di distrarmi, poi, ogni volta che penso a quel “mi piace” alla foto del bagnino, mi viene una morsa nello stomaco.
io non ci capisco niente, perchè, quando mi do una spiegazione ottimistica, ho paura di scendere nel mondo delle fiabe; quando invece me ne do una pessimistica, mi sento dire che ho una prospettiva distorta, che sono accecato dalla gelosia.
Lei mi ha dimostrato in modo concreto di essere totalmente presa da me anche per molti mesi dopo la vacanza, facendomi regali, mostrandomi la paura che il nostro rapporto non si sarebbe mai concretizzato, che io mi innamorassi di un’altra, dedicandomi tantissimo tempo con i messaggi, esprimendomi forte desiderio sessuale e delle sensazioni mai banali che solo una persona davvero presa può concepire (cioè, insomma: non dei “ti amo” lanciati a caso, ma descrizioni di immagini complesse), facendomi capire che per lei ero l’eroe più sexy del mondo.
Quel cavolo di bagnino non significava nulla, ed ora, a distanza di anni, poco prima di sposarsi, mette “like” ad una sua foto da belloccio.
Come faccio a non interpretarlo come un “sì, mamma mia, decisamente mi piaci!” e, se c’è gradimento estetico di questo tipo, come faccio a credere che non abbia mai visto con interesse quel ragazzo e che non si sarebbe mai potuta mettere con lui?
Se c’è un oceano tra l’apprezzare una foto estetica e un interessamento nella sfera sessuale, fatemi vedere questo oceano, vi prego, perchè non riesco a vederlo.
Magari non lo vedo perchè ho un cervellino da uomo, o perchè noto una disgustosa reticenza a ricevere io per primo “likes” da amiche (nonostante, grazie a madre natura, me la cavi discretamente bene anche nel banale campo dell’immagine).
Messe così le cose, pare che sono fissato con l’estetica. Ma non è vero: è che in questo caso si tratta dell’elemento messo in gioco dal bagnino.
Mi dispiace intossicarmi un ricordo altrimenti bello ed è tremendamente stupido finire in questi circuiti nevrotici della mente. Ma, per quanto mi sforzi, non riesco a non avvelenarmi.
Se accantono il pensiero, ho la sensazione di mettere la testa sotto la sabbia; se lo incoraggio, mi rendo conto della preziosa perdita di tempo.
L’unico elemento tranquilizzante è che, quando in passato ho avuto simili emozioni negative, ho potuto nel 100% dei casi, appurare che, malgrado l’apparente solidità e realismo dei miei ragionamenti pessimistici, si trattasse di paranoie…
Il problema sei tu. Cosa ti cambia sapere se a lei piace/piaceva o no il bagnino…? E se anche fosse?? Non è un fatto che ti deve interessare. Sarà un problema dell’attuale marito semmai… Puoi stare qui a disquisire sui massimi sistemi per i prossimi 20 anni ma guarda che il fulcro della questione è semplice semplice: ti fa male rimanere suo amico, è palese che a lei ci tieni ancora…ed è incredibile come nelle tue pare mentali snobbi completamente l’uomo che lei ha scelto per il resto della vita (quasi non esistesse!) mentre invece ti fossilizzi su un personaggio di secondo piano, oserei dire insignificante ai fini della storia. Non so, è come se ti fossi messo in competizione con questo tizio. Forse rivedi in lui dei tuoi difetti oppure lui ha delle caratteristiche che vorresti avere anche tu, o forse inconsciamente invidi il semplice fatto che lui riesca a cuccare anche con poco, magari sarà sì tutto muscoli e niente cervello, ma tu per ottenere le stesse attenzioni delle donne devi sfoggiare il CV per sentirti “il più meglio” di tutti… Obiettivamente, in quanto a pavoneggiamenti state sulla stessa barca. Se fossi effettivamente superiore a lui come il tuo orgoglio vorrebbe farti credere, te ne fregheresti alla grande di questo qui, invece di farne una questione di Stato.
Penso che, finché non ci darai un taglio netto, con lei, con Facebook, con questa amicizia di facciata che vi trascinate dietro da quando avete chiuso (a che pro poi?) ti porterai dietro un’ossessione per mooolto tempo ancora. Uomo avvisato…poi fai un po’ quel che ti pare, la vita è la tua.
C’è saggezza in quello che dici, ma anche una durezza nei toni che rasenta l’offensivo.
Mi hai fatto riflettere su una cosa, comunque: forse l’idea che a lei piaccia quel tipo mi sconvolge di più il mondo rispetto all’idea che possa essere innamorata dell’uomo con cui sta ora.
Che ci possa essere dell’insicurezza in questo, concordo.
Mi stai proponendo il binomio bagnino = cuccata? Andiamo bene… 🙂
Ma, per tua informazione, non ho bisogno di CV per cuccare e, se mi conoscessi davvero, ti basterebbe un secondo per capirlo. Il mio problema è che do un valore enorme a certe sfumature, quando mi imbatto in una “cuccata” speciale. Poi, certo, ho le mie debolezze, che nella vita nascondo con dignità e che qui sto svendendo, in pratica.
Se pensi che mi pavoneggio, non hai capito niente.
“Cosa ti cambia sapere se a lei piace/piaceva o no il bagnino…?”. Cosa mi cambia? Cambia che lo ha conosciuto quando amava me. Ecco che cambia!
Invece, l’uomo di ora, è il suo legittimo presente e futuro, a cui sono rassegnato.
Ho scritto qui non per sentirmi dire che non ci devo pensare (lo so anche io), ma per racimolare idee oggettive sul significato di certi “likes”.