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L’amore ai tempi di Beatrice e Dante è morto?

  

Mi guardo in giro è quello che vedo sono coppie che dopo mesi si lasciano per tradimenti, per calo della passione o per altri motivi. Vedo fin troppo utilizzata la parola amore mischiata col “volersi bene”, “avere un certo filing”. Ora, io scrivo perché voglio dire che cos’è per me l’amore rispolverando anche quei vecchi e impolverati codici della cavalleria cortese.
Il bacio non è assolutamente da dissacrare, si bacia per amore e non perché una persona piace semplicemente.
L’altro/a deve essere fonte di ispirazione, deve essere una roccia su cui potersi rifugiare nei cattivi momenti.
Non bisogna mai essere sazi dell’altro/a, in ogni momento il suo pensiero non deve esserci sgradito ma più che mai accetto.
L’uomo/la donna fortemente e platonicamente innamorata sogna un solo oggetto di desiderio e non molti neppure per veloci fantasie perché equivalerebbe quasi a tradimento.
L’amore nella coppia deve essere posto su due bracci in perfetto equilibrio, entrambi si devono amare in ugual modo, né più né meno.
Piccolissimi gesti del partner e parole possono sciogliere più di mille baci.
La presenza dell’amato/a deve condurre in una dimensione quasi astratta nella quale ogni sofferenza viene alleviata.
Non ci deve essere più bell’altare del corpo dell’oggetto amato, la dissacrazione comporta infiniti voti agli dei e se tali voti non vengono mantenuti la dissacrazione comporta infinite punizioni al cuore.
Il sesso non deve esistere in funzione di sé stesso ma in funzione dell’amore e divenirne sinonimo. Esso è perfetto coronamento dell’amore e come ogni incoronazione questa non è immediata ma prevede tappe non sofferentemente aspettate.

L'autore ha scritto 7 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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13 commenti a

L’amore ai tempi di Beatrice e Dante è morto?

Pagine: 1 2

  1. 1
    pippo -

    Siamo nel 2011, marzo del 2011! Oggi una donna più scoparsi 1000
    uomini e mandarli a fare in c… senza problemi! Senza il rischio di
    fare un figlio con ognuno! Oggi una donna più diventare presidente di
    uno stato, e a 60 anni essere e sentirsi bella più che mai, e potente
    più che mai!! A quel tempo non si arrivava a 60 anni, e le donne erano
    per la maggior parte mamme che rischiavano la vita ad ogni gravidanza!
    E l’unico motivo che ha sempre guidato l’uomo e che continuerà a
    guidarlo e la f…! Tutto quel romanticismo era il solo mezzo per
    avere il fiore, tutto qui! E tu vorresti un amore romantico, con
    sonetti, canzonette e stronzate che t’impallano dopo trenta secondi?
    Dubito fortemente che esista un uomo, (non c’era prima e non ci sarà
    mai) che si rompa tanto le palle a fare cose simili quando può avere
    tutto il sesso che vuole e quando vuole solo andando in un locale!!!
    Fatene una ragione e scendi dal gradino nel quale sei salita, siamo
    tutti animali, e se voi donne continuate imbambolarvi il cervello con
    queste storie d’ammore, noi sappiamo bene che alla fine l’unico scopo
    è accoppiarsi, e niente più! Pura e semplice verità che più piacere o
    meno ma è così!

  2. 2
    Mau -

    Buongiorno Aveline.
    Parlando di ‘amor cortese’ in effetti ci si riferisce a un amore ‘adultero’, fuori del matrimonio.
    Un amore dove la donna è vista dall’uomo come un essere superiore, quasi divino. L’uomo diventa un umile servitore e dona la sua devozione e obbedienza. E’ un amore che genera sofferenza perchè il possesso della donna è irraggiungibile, quindi è un amore inappagato che naviga tra sofferenza e piacere, tra angoscia e magnificazione.
    Detto questo, sono curioso e ti domando.
    Come mai una ragazza di 17 anni scrive, se vedo bene, nella stessa giornata, due lettere così diverse ?
    Ho letto anche la tua prima lettera e debbo ammettere di essere un po’ confuso.
    Come si può inneggiare al suicidio sentendosi vittima di circostanze frustranti e negative, e poco dopo richiamare un tema come l’amore che nulla ha a che fare con la morte, anzi, al contrario, direi che l’amore è l’esaltazione della vita.
    Beh…due sono le cose…
    Ho sono io che non ho capito niente e quindi, scusandomi, ti chiedo di illuminarmi……oppure sei tu che sei: o in uno stato di illogica confusione emotiva o scrivi tanto per scrivere per vedere…l’effetto che fa.
    Tra queste mi auguro che sia io a non aver capito.
    Un saluto.
    Mau.

  3. 3
    yokanan -

    quanto sei superficiale, grezzo e limitato pippo.
    siamo nel 2011 e ci ritroviamo a riconoscerci in una specie animale che pensa solo a scopare, wow, la chiamo evoluzione. ma fammi il piacere,.. neanche gli animali veri e propri stanno cosí in basso.
    la cosa scandalosa é che la mentalitá di pippo sembra quella divagante.
    ognuno la sua, peró é proprio deprimente.

    x Aveline

    sei mitica !

    ma esisti davvero ?
    non ci credo quasi …

    sono delle tue stesse idee, non perderle, mantienile sempre vive, contattami se vuoi.

    evoltion76@googlemail.com

  4. 4
    alba43 -

    X Pippo – dimostri una limitatissima e strana conoscenza della storia, ma non fartene una colpa, forse sei giovane e puoi sempre rimediare.

    La lettera di Aveline contiene delle considerazioni che, oggi, possono apparire surreali ma che in realtà, non vogliono esaltere nè un modo di vivere nè la poetica del “dolce stil nuovo”; anche all’ epoca di Dante i rapporti sentimentali tra uomo e donna erano piuttosto complicati e poi allora, la Chiesa, dove poteva, imponeva una morale molto rigida.
    L’ abbrutimento denunciato non è, a mio avviso, un modo nostalgico di considerare i rapporti tra uomo e donna, ma l’ evidenziare un certo decadimento culturale e morale presente nella nostra società.
    Non bisogna mai dimenticare che gli essere umani hanno istinti animali ma, da questi, differiscono per la capacità di ragionare e regolarli con l’ elaborazione dei valori che sono capaci di esprimere.

  5. 5
    Aveline -

    per Mau.
    Purtroppo non invento niente, il mio disagio è esaltato da questa mia mentalità troppo inadatta per i tempi d’oggi. Capirai bene che una ragazza di 17 anni pensandola a questo modo non riesce di certo a trovare facilmente persone con cui poter condividere pensieri del genere. E di certo, cambiando leggermente discorso, non voglio impormi di cambiare idee anche se sono fonte di sofferenza come dice il primo utente, sono convinta che l’uomo si differenzi dagli animali perchè ha volontà e può scegliere, ripudio l’orrida idea che una coppia sia unita solo dal sesso con scopo riproduttivo o di puro piacere fisico. Mi rendo anche conto di essere forse l’unica al mondo a pensarla così, a pensarla diversamente su molte cose. Questo è il mio grande dolore, l’essere sola.

  6. 6
    T.D._ -

    Cara Aveline,
    io invece tra le tue due lettere ci trovo un nesso. E’ paradossale, questo filo invisibile che richiama a sè vita e morte. Non voglio peccare di presunzione, ti espongo quel che credo di aver captato di te e i miei pensieri, vediamo se riusciamo insieme a ricostruire un’unità.
    Io credo che il tuo desiderio di morire non sia altro che la traduzione di “voglio smettere di soffrire”. E il motivo generale per cui soffri mi sembra di capire sia la solitudine. Ti guardi intorno e vedi persone diverse da te, tutti pezzettini di quel minestrone che si chiama conformismo, in cui tu non ti ritrovi affatto. Li butti tutti nello stesso pentolone, che allontani da te, sentendoti diversa.

    Partendo dall’amore…tu sogni romanticamente un amore come quello di Dante nei confronti di Beatrice, fatto di gentilezza, delicatezza, dedizione: accorgimenti che quando ti guardi attorno e vedi le coppiette o magari in riferimento alle tue stesse esperienze (anche se immagino limitate viste la giovane età) non riconosci. Non riesci a concepire il meccanismo consumistico di un sentimento. Beh, di fronte a questo tutto quello che posso dirti, con sincerità è WOW! SEI UNA BELLA CREATURA, ragazza.

    Cara Aveline, tutto questo l’ho passato anch’io. Ho solo qualche anno più di te..al mio 17.esimo compleanno mi rifugiavo nel parco di un castello con un nodo in gola, piangevo, mi sentivo triste, un peso addosso, il peso della vita. Ma cresci e ti rendi conto che smettere di lottare significa sacrificare quel tuo essere speciale in nome dello stesso conformismo per cui soffri ogni giorno, significa in qualche modo cedere e darla vinta a chi a tutti i costi ti voleva “sbagliata” in quanto oggettivamente “diversa”. Non farlo, prova a resistere.

    Questi momenti neri passeranno. Ovvio, tu oggi a queste parole non credi esattamente come mandiavo io al diavolo chi lo diceva a me, e forse è gisuto che sia così, è giusto che sia tu stessa a prendere coscienza dei mutamenti della tua esistenza, quando avverranno (perchè, stanne certa, avverranno). Se la scuola non ti piace, se non hai motivazioni, se ti hanno messo di fronte ad una forzata competizione a cui non vuoi partecipare, fai in modo di prendere almeno la sufficienza per poter chiudere questo capitolo. Dopo ci saranno nuovi percorsi, tra cui la possibiltà di iscriverti all’università, potrai prendere l’indirizzo che ti piacerà e non ci saranno più i compagni di classe, bensì altri studenti con cui potrai confrontarti..

  7. 7
    T.D._ -

    L’importante è resistere adesso, per poter costruire dopo. Non voglio illuderti, sarebbe ingiusto e poco realistico dirti che sarà facile. Non lo sarà affatto, la nostra è una generazione disgraziata, siamo i primi figli dei “fenomeno separati”, siamo i giovani del precariato, i primi regredire rispetto ai propri genitori, siamo gli adulti delle incognite, dell’instabilità e dell’insicurezza.
    Eppure, la scelta più ragionevole e costruttiva che possiamo fare è quella di provarci, almeno credo, come ci viene, se andrà male pazienza, in fondo credo che dovremmo comunque vada imparare a reinventarci ogni giorno visti i tempi che corrono.

    E sarà ancora più difficile per quei “strani personaggi” come lo siamo io, te e altri.. coloro che si ostinano a rifiutarsi, con coscienza e testardaggine, di diventare una delle tante fotocopie del senso comune. No! Io dico no! E tu, tu continui a dire no? Non abbandonare questa via, non è la via facile ma è l’unica chance che quelli come noi hanno per ricercare la felicità. Forse è vicina, forse è lontana, quel che conta è non snaturarsi, è non diventare copie sbaidite di miti da strapazzo. A me della vana gloria importa poco, quel che voglio è volermi bene, e per farlo devo ascoltarmi, devo darmi retta, devo fidarmi delle mie sensazioni, anche costi andare contro il mondo.

    Aveline,
    se ti ho scritto questo poema è perchè tu per me sei speranza, perchè credo nei disobbedienti, perchè amo chi si distingue senza protagonismo. Perchè ripongo fiducia in una ragazza che, come te, nell’era dei parassiti al sistema, dove è facile nascondersi di fronte alle responsabilità e prendersi meriti immeritati per le vittorie, sa dire “io non ci stò, nel bene e nel male voglio essere me stessa”. Forse molti adulti che malauguratamente ho incontrato dovrebbero imparare qualcosa da te. Non dare retta a chi ti getterà discredito (e, preparati, sarà pane quotidiano), tu vivi dei tuoi sogni, sono l’inno alla vita. Non arrenderti, “hai già vinto, lo giuro, non possono farti più niente”.

    Un caro, carissimo saluto.

    Ps. non mollare mai!!!!!!

  8. 8
    Aveline -

    Caro T.D.,
    grazie per le tue parole, almeno per oggi mi sento col cuore più leggero ma so che è un effetto evanescente. Oserei esplicitamente chiederti se per caso mi potresti dare la tua email perchè ho tanto bisogno di parlare con qualcuno e bene o male sentire che mi ascolta ovviamente se hai tempo e voglia.
    Sono rimasta affascinata dalle tue parole non perchè mi erano dirette ma stupidamente mi piaceva la bella forma sintattica, il bel contenuto logico e consequenziale, le belle parole così difficili da fare belle perchè, in fondo, quello che le rende tali è la loro disposizione. Nella mia malata passione per una letteratura antica ti batto le mani.
    Aveline

  9. 9
    Mau -

    Buongiorno Aveline.
    Leggo la tua risposta al mio commento.
    Sinceramente, benchè ne apprezzi alcuni passaggi e, più in generale, ne apprezzi, come per le tue lettere, la padronanza del linguaggio e delle idee, resto comunque perplesso. Mi scuserai di questo, senza offesa.
    Rileggendo la tua prima lettera, alla luce del tuo attuale commento, mi resta in mente un particolare passaggio….”..il mio passato mi distrugge, potevo essere una campionessa…”, e sai perchè? Perchè nel tuo commento accenni al fatto che ‘forse’ sei l’unica persona al mondo a pensarla in un certo modo e questo senti che ti isola e che crea questo dolore insopportabile.
    Ora, converrai, questi temi sembrano accennare a una personalità complessa, che mal si adatta a essere ‘seconda’, come conferma la tua reazione a quanto ti ha detto la tua professoressa (che, se ha fatto le mie stesse riflessioni, te lo ha detto a fin di bene).
    Tutto questo mi ricorda il grande drammaturgo Carmelo Bene, che in uno dei suoi aforismi scriveva..” Bisogna fare di sè dei capolavori”.
    Vorrei ora fare una parentesi più ‘terrena’.
    Quanto tu dici..” Il sesso non deve esistere in funzione di sé stesso…ecc…”, non posso non ricordare che accennavi nella tua precedente lettera al tuo rapporto con un uomo di 31 anni, con il quale scrivi che stavi bene, quindi il qualche maniera avevi trovato il tuo ‘doppio’, in quel ‘teatro della crudeltà’ tanto caro ad Antonim Artaud.
    Immagino che, per tua precisa scelta e riflessione, non hai pensato che, visto da altro punto di vista, era comunque un uomo di 31 anni che andava a letto con una minorenne.
    Anche qui mi viene in mente un altro aforisma del grande Carmelo Bene:
    ” Il corpo implora il ritorno all’inorganico. Nel frattempo non si nega nulla.”
    Chiudo dicendoti che, per convinzione, al mondo non si è mai soli.
    Si suppone di esserlo.
    Anche tu, visto?..hai trovato un amico. Non parlo di me naturalmente.. ma dell’altro lettore che ti ha dedicato una lunga e sentita lettera.
    Un caro saluto.

    Mau.

  10. 10
    Aveline -

    per Mau,
    l’unica cosa che so per certo è che sono sempre stata fedele a questa mia filosofia. Con il mio uomo, o ragazzo che sia, di rapporti non ne ho mai avuti, mai, anche se erano anni che ci vedevamo perchè io questo punto di vista con lui l’ho sempre esplicitato e l’aveva accettato; persino quando si è disinnamorato di me e io l’avevo baciato mi sono sentita tremendamente in colpa con me stessa perchè agli occhi di tutti i baci sono qualcosa di gratuito, un po’ come lo scontrino della spesa, lo dai, non lo dai, è lo stesso, ma per me era una cosa importantissima e l’aver baciato una persona che non mi amava più è stato devastante. Volevo chiarire questo, non sono mai stata sfruttata forse non capita ma non sfruttata. Quello che voglio ora è cercare di essere tranquilla, non voglio essere nè prima nè seconda adesso, voglio trovare tranquillità e sentirmi rilassata e gettarmi alle spalle tutto questo nero

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