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La fine improvvisa di un amore

di Loredana
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14.073 commenti

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  • 9481
    nick -

    @ambrogio.. Tranquillo.. Fa parte della convalescenza.. Tieni duro.. Mi raccomando no-contact.. Cancella tutto cio’ che puo’ farti pensare a lei.. Prenditi cura di te stesso.. io ho fatto cosi.. Mi sono blindato nella citta’ dove lavoro e nn mi sono fatto mancare niente.. Pranzetti, passeggiate, cinema.. Ecc.. Quando poi ho comciato a sentirmi meglio sono tornato nella mia citta’ e ho ricominciato a frequentare posti ed amici tranquilli… Ora a distanza di oltre tre mesi mi sento decisamente meglio.. Ho ripreso a dormire.. e ad avere ampi momenti di benessere… Ti confesso che e’ stata durissima.. Più’ volte ho temuto di cadere nella depressione.. Mi sono aiutato come potevo.. Due cose su tutto mi hanno aiutato e contiunuano adf aiutarmi nei momenti difficili.. Spaccare la legna con rabbia fino a smaltire tutta la rabbia che ho in corpo e lo spinning (pedalare fino allo sfinimento).. Funzionano alla grande.. Prova poi mi fai sapere..

  • 9482
    LUNA -

    ANNINA: Ciao tesoro. Ti ringrazio per il tuo intervento, e mi dispiace tanto che tu stia male, così male. Mi dispiace non poter esserti di nessunissimo conforto. Sei tu, Annina, per come ti leggo, ma capisco la sensazione di pensare di non essere. anche perché questo tuo anno e mezzo è stato (è) duro per molte ragioni legate al cuore.
    Io l’ho provata, a modo mio, ci sono stata molto dentro. Così dentro da pensare che non se ne esce. e anche da sentire le energie partite, andate, irragiungibili e talmente tante cose da mettere a posto che ti pare impossibile che possano mettersi a posto. Però so anche che delle cose le ho sistemate, ho fatto ordine in un caos pazzesco.
    RAFFI: la volontà è importante, ma contano anche le energie.
    e conta MOLTO il fatto di recuperare la propria identità. Qual è la strada? Ognuno impara la sua. I consigli servono, ma è importante anche recuperare la propria consapevolezza di saperli filtrare per sè. Cioè di non rifiutarli nè assimilarli a priori, come se la testa degli altri funzionasse meglio della propria. E’ estremamente frustrante non sentire di fidarsi di sè. Gli incontri buoni valgono e gli incontri cattivi fanno male, anche se a volte insegnano anche quelli, perché se non soccombi impari, anche in cosa non ti sei difeso abbastanza ecc.
    Io nei miei confronti vedo, anche indulgente. Nel senso che comprendo che c’è stato un tempo in cui veramente sono stata troppo emotivamente sconvolta, stanca, stressata, per poter essere chi so essere. E comprendo anche che pure quella ero io. Mi fa anche impressione pensare a certe mie forme di difesa inconsapevoli. Ne ricostruisco il senso che avevano per me in quel momento.
    Così come certe mie contraddizioni.
    Una me che stava male, ma comunque ero io. E’ amarsi quando si è feriti, stravolti, deboli che è veramente c.... (scusa il francesismo), amarsi quando si dubita di poter contare su di sè ma giustamente anche non si vuole dipendere. Quando si hanno cinque anni anche a 40 o 50 o 60 o più. Quando si fanno cose buone per sè e sbagliate per sè insieme. Quando le difese scattano, e alcune si muovono nella giusta direzione, altre partono e basta e sei tu che devi scoprire la differenza… Quando ti sembra di non poter contare proprio su di te.
    Raffi, sì che è triste come dicevi. E’ triste sempre vedere le persone a cui vuoi bene stare male. Ed è triste domandarti se, in altre circostanze, tutto il potenziale sarebbe potuto evolvere diversamente.
    Però ti parlo di me, ora: la mia corazza mi ha fatto male, ma ha avuto anche un suo senso. E in gioco non c’è solo il fatto di togliersi dei traumi, ma anche il fatto di ritrovare la propria identità, i propri ritmi, tempi, desideri.
    Sulla carta la cosa migliore del mondo può essere che qualcuno ti ami quando sei ferito e deluso e hai un potenziale bisogno d’affetto enorme, anche di darlo. In teoria la cosa che spazza via la sofferenza di una vita che è stata incompleta è il fatto di poterne costruire una che sia completa

  • 9483
    LUNA -

    Ma quando sei tornato in te. Ti posso dire che può essere persino logorante che qualcuno ci parli di cose “enormi” da condividere quando si sta cercando di capire dove sta il proprio naso, anche il proprio concetto di condivisione e libertà. Comprendo che di me fosse (sia anche) straziante anche da vedere un dolore e non penso certo che la cosa migliore che possa capitare sia di stare male, per quanto posso anche comprendere che le persone da fuori potessero pensare che era allucinante che io non digerissi con un bel ruttone e via una storia importante, sì, ma che fondamentalmente mi aveva anche fatto più soffrire che gioire per un intero lustro (da fuori: folle che io non fossi ancora satura, stufa e pensino nauseata al punto da cantare w la libertà trallallallà) quello che da fuori non si capisce è che forse non si tratta solo di rielaborare la fine di un amore o un periodo straziante, ma anche di ricostruire, appunto, la propria identità, di riprendersela, di ritrovarne in confini. Anche quelli per cui sei in grado di non vederti come un reduce del vietnam dell’amore, ma come te stesso. E quindi di capire se vuoi stare in un posto, essere in un modo o in un altro, prendere una decisione o un’altra, se provi un’emozione o no, se senti che la scintilla è scattata o no non in base al fatto che sei corazzato, malato, scassato, rincoglionito/a, ma come te e basta. La mia esperienza (la mia, non dico che sia universale) è che nel momento in cui ho deciso di dipanare la mia matassa con i tempi di cui avevo bisogno io (lunghi o corti che fossero) senza sentirmi dire che per stare bene sarei dovuta essere così o colà ci ho guadagnato. Ho fatto meno casini. Perché, per quanto reduce, per quanto ancora in viaggio, per quanto ancora confusa ecc ecc ho cominciato a ri-percepirmi. A ricordarmi anche perché IO ero stata bene con lui per certe cose e male per altre. Cioè cosa significa per ME stare bene, innanzitutto.
    Prima che mi succedesse questo casino enorme, francamente, non mi era mai successo di non saper capire se era amore o un calesse. Ho traumi ma il mio modo di essere non dipende solo dalle mie ferite lacerocontuse. Non so se un giorno sarò in grado di amare come ho amato (forse pure meglio, visto che ho imparato qualcosa su oltre quali confini non deve spingersi il sacrificio d’amore e al contempo ho imparato anche da miei errori?) ma non sono pronta a scoprirlo adesso. Adesso sarei in grado di scoprirlo solo con la persona con cui non posso scoprirlo. O forse lo scopro lo stesso, anche così. Perché so che quelle assurde regole emotive non le accetterei, da parte di nessuno. Perché non somigliano a me. Nè subirle, nè infliggerle. Raffi, io non vedo quello che ti dico come una limitazione, ma una libertà. Provo sollievo anche a non imprigionare nessuno in false aspettative. Io ho il diritto di ritrovarmi, e gli altri di non soffrire a causa mia. Ci vorrà un secolo? spero di no, ovviamente. Ma se così fosse non sarebbe servito imbrogliarmi.

  • 9484
    mat76 -

    salve a tutti, ho scoperto questo sito da un po perché ho seri problemi sentimentali pure io…
    ho un rapporto di 12 anni con la mia lei che é stato magnifico per lo piú, un amore che é stato vero, intenso, sincero e passionale ma che poi é diventato il contrario.
    dopo un´anno siamo andati a convivere insieme per 4 anni e sono stati i migliori, tutto era “perfetto” per dirla cosí.
    poi per ragioni di lavoro abbiamo dovuto staccarci e iniziare un rapporto a distanza.
    la distanza non era cosí grossa e praticamente ci si poteva vedere tutti i WE.
    questo é andato avanti bene per 3 anni, dopo di che sempre per ragioni di lavoro e di sviluppo personale il rapporto a distanza é aumentato, lei é andata all´estero (francia).
    all´inizzio si trattava di un periodo limitato, doveva starci per circa un´anno e poi sarebbe tornata in italia e l´idea era che saremmo tornati a convivere ed a iniziare il progetto famiglia, etc.
    visto la distanza ci si vedeva piú raramente, se andava bene +o- ogni 2 settimane, se andava male ogni mese e mezzo o di piú…
    anche si ci sentivamo ogni giorno questa situazione inizió chiaramente a diventare pesante e problematica per entrambi.
    ma era sempre fantastico quando finalmente ci si ritrovava insieme, tanto da ricordare l´intensitá dei primi anni…cosa che ci faceva andare avanti malgrado le difficoltá e le frustrazioni ovvie di un rapporto a distanza di questo genere.
    poi il tutto ha preso una piega negativa…dopo questo primo anno lei ha avuto una possibilitá di lavoro molto interessante per il suo campo, una di quelle che o la prendi o non si ripresenta piú nella vita…e allora gli ho detto senti, chiaro che non puó farmi piacere pensando a noi due e ai nostri progetti comuni peró capisco che per te sia una occasione unica e le ho lasciato la scelta senza fare troppa pressione o minacce psicologiche.
    cosí lei prese questa opportunitá e continuammo il rapporto a distanza un po titubanti entrambi…
    questa situazione si é portata avanti bene o male per altri 4 anni.
    4 anni di alti e bassi e di crisi inevitabili dovute alla distanza logorante.
    e ora la brutta parte, scopro che lei ha un rapporto alle mie spalle nel suo quotidiano in francia e che mi tradisce da +o- un´annetto e mezzo con questo, lo scopro per puro caso visto che la distanza le permetteva di tenere tutto nascosto a me.
    mi cade il mondo addosso, nel senso che lei non ha mai accennato nulla a riguardo e non ha mai avuto il coraggio di dirmelo.
    facendosi la sua doppia vita e il suo doppio gioco con quest´altro e facendo finta che tra noi a parte i problemi vari del rapporto a distanza fosse comunque tutto a posto.
    io ferito e deluso in massimo grado le dico che per me é finita e stacco il contatto. – continua…

  • 9485
    mat76 -

    passa un mezzo annetto…lei fa di tutto per riallacciare il contatto con me, per parlare, per chiarire le cose.
    io da prima titubante perché ancora troppo ferito non ne voglio piú sapere niente ma allo stesso tempo soffro come un cane per vedere come tutti gli sforzi e i sacrifici per mantenere questo rapporto a distanza siano stati ripagati semplicemente con il comportamento piú squallido, banale e meschino possibile e di vedere come 11 anni di rapporto che era stato forte, sincero e meraviglioso siano stati gettati da lei nella spazzatura senza troppi problemi e con tanta ipocrisia e falsitá.
    poi in nome degli anni passati accetto di rivederla…
    un´incontro straziante ma molto intenso e si finisce di nuovo a letto e tutto ricomincia con lei che stronca il rapporto con l´altro, che dice di aver fatto un grave errore, di essere stata debole ma di amare sempre solo me…
    segue un periodo travagliato dove cerco di riprendere la fiducia persa, di dare una chance a questa storia importante in nome di quello che c´é stato e in nome dell´amore che comunque sento ancora prestente malgrado tutto.
    e questo riavvicinamento stava andando abbastanza bene, visto le circostanze, poi l´ennesima mazzata.
    di colpo lei non é piú sicura di niente, dice che si é persa, che é certa di amarmi ancora ma che non sa piú nulla, che deve ritrovarsi prima di poter continuare un rapporto di coppia con me…
    e qui mi ritrovo nel momento attuale…dice di voler fare una pausa, che sa che per me questo puó sembrare strano e non giusto ma che al momento non ce la fa piú…che non si tratta di egoismo e che é stressata ed esaurita.
    stressato ed esaurito lo sono pure io, questo é certo…
    non vedo cosa ci sia da capire ora che si era deciso di dare una ultima chance al nostro rapporto e dopo che io stavo facendo lo sforzo pesantissimo di perdonarle il tradimento e di ricominciare.
    sono a pezzi e mi riprende una sfiducia totale in lei.
    di fatti inizio a sospettare che lei abbia di nuovo un altro o che abbia riallacciato il contatto con quello con cui mi aveva tradito anche se lei chiaramente nega del tutto questa eventualitá.
    non ho piú fiducia ormai e mi sento stanco e stufo di tutto, cosa che le ho comunicato chiaramente.
    ecco, vi ringrazio della lettura e vi chiedo dei pareri perché sono molto confuso al momento…non so piú se crederle o meno, non so piú niente, da un lato non voglio chiaramente buttare 12 anni di rapporto al vento, dall´altro sto male e questa storia mi sta distruggendo piano piano…

  • 9486
    kerm -

    stamattina mi sono alzato e mi manca terribilmente..quasi come mesi fa..vorrei tanto vederla e parlarci..mi manca tanto la sua voce e i suoi sorrisi..mi manca tutto di lei dopo 6 mesi..vorrei essere forte come lei che si è dimenticata di me cosi in fretta…vorrei essere un uomo meno sensibile..ma la maturità di un uomo si basa sull’esperienza fatta nel distacco?me lo chiedo sempre…si perche mi sembra di essere un bambino bisognoso a pretendere ancora di sentire la sua mancanza dopo tanti mesi che non la vedo…perche?perche continuo a chiedermi se mi pensa ancora a volte?perche continuo a chiedermi se nella sua testa sa di aver fatto la cosa giusta?mi piacerebbe incontrarla per caso e capire se in qualche modo la mia presenza nella sua vita suscita ancora interesse perche alle volte non vedere una persona aiuta a ribadire la scelta fatta..forse è per questo che non mi cerca per nulla..aaaah domande inutili che non troveranno mai una risposta…la verità è che mi sento un cesso e una parte di me cerca considerazione nell’unica persona che negli ultimi 6 anni mi ha fatto sentire importante per lei.sono solo e mi fa schifo starci diciamocela tutta ma non perche non mi piaccia la solitudine ma perche vorrei solo attenzioni disinteressate per poter accrescere l’autostima,e molte volte penso che lei per dimenticare me abbia fatto proprio questo,stava male per la scelta fatta e ha cercato qualcuno che potesse confortarla.E quindo oggi la mia vocina interna continua a dirmi..chiamala per andare a bere un caffe e vedi cosa succede..vabbe vado a correre forse piu tardi quella voce sparirà

  • 9487
    Raffi -

    SENZA PAROLE LUNA……senza parole…e te lo dico con tutta la sincerità possibile…è un viaggio che va fatto da soli,almeno all’inizio….vorrei farle leggere tramite email queste tue righe? Che dici sbaglio?..

  • 9488
    ambrogio -

    NICK: grazie dei consigli, pero’ in questo periodo non mi va di fare nulla .Io che ho sempre fatto sport e’ da un mese che non faccio piu’ niente o quasi.Mi va di stare solo e nemmeno in mezzo alla gente riesco ad essere sereno.Lei e’ diventata un chiodo fisso.Dormo solo con ansiolitici ed ho degli sbalzi di umore incredibili.
    MAT76@ per esperienza ti dico che quando un rapporto si e’ logorato, o comunque, come nel tuo caso, uno dei due (in questo caso lei) ha avuto una storia d’amore (un anno e mezzo e’ amore e non una scappatella), le speranze che tutto torni come prima e che si possa costruire un futuro diventano pochissime.
    Se ci fosse di mezzo un figlio,forse, per lei sarebbe diverso, ma credo che il suo allontanamento e l’essersi innamorata di un altro, non ti dara’ piu’ garanzie per il futuro.
    Il fatto che vi siate rivisti e riamati non e’ significativo.Probabilmente lei aveva o stava gia’ elaborando la tua perdita.
    Non voglio essere duro e pessimista, pero’ tu chiedi consigli, e per quello che mi riguarda ,fossi in te, chiederei a lei cosa vuole fare e poi prenderei le mie decisioni.
    La mia ex gia’ un anno fa mi lascio’ per un mese per la “famosa” pausa di riflessione , e guarda caso dopo un anno mi ha lasciato definitivamente.
    Le pause di riflessione sono una scusa per prendere tempo e magari verificare se il terzo incomodo e’ pronto per una storia seria ….
    Scusa la franchezza…..
    KERM@ Le stesse domande me le pongo io ogni minuto della giornata.Cosa sta pensando?Le manco?con chi sara’ ora?come passa le sue notti?ecc.ecc.ecc. Sto malissimo e l’unica fortuna che ho e che abito a 200 km di distanza ed almeno non ho la tentazione di passare da casa sua.Sto attuando un NO CONTACT ferreo e deciso, anche se ogni volta che arriva un sms o una mail corro a vedere se e’ lei che mi scrive.
    Purtroppo ad oggi ,e sono passati oltre tre mesi, nulla e’ cambiato.
    Chissa’ per quanto dovremo soffrire ancora…….

  • 9489
    LUNA -

    NICK: @Due cose su tutto mi hanno aiutato e contiunuano adf aiutarmi nei momenti difficili.. Spaccare la legna con rabbia fino a smaltire tutta la rabbia che ho in corpo e lo spinning (pedalare fino allo sfinimento).. Funzionano alla grande.. Prova poi mi fai sapere…

    🙂

    KERM: certo, è difficile anche per te capire cos’è intuizione e cos’è quello che vorresti che fosse. Cioè tipo: @molte volte penso che lei per dimenticare me abbia fatto proprio questo,stava male per la scelta fatta e ha cercato qualcuno che potesse confortarla.

    però non è che tu hai lasciato lei (se non sbaglio) e lei è andata in crisi d’abbandono e ha avuto bisogno che qualcuno la consolasse… lei ha fatto una scelta sapendo che tu c’eri. E’ la stessa cosa?
    ovviamente non possiamo stare nella sua testa, anche se la domanda che sorge spontanea è: ma se sei stai male per una scelta fatta perché non puoi cercare di tornare indietro/rimediare, prenderti la responsabilità della scelta fatta?
    E’ vero, non tutti ci riescono. Anche se a quel punto forse bisognerebbe allora cercare di capire perché ci si va contro, cosa che nella vita non è mai una grande idea, e anche sulle cose più banali. Come non lo è pensare di delegare agli altri la propria autostima. Non sto dicendo che non sia umano o che non lo si faccia, in percentuale, nel corso della vita in mille modi. Sto dicendo però che però se siamo diretti con noi stessi e quindi con gli altri e se gli altri sono diretti con loro stessi e quindi con noi forse la vita scorre un attimo basandosi sulla chiarezza e non sul fatto che le persone stiano a pensare tutto il giorno cosa l’altra persone può avere in testa e se A vuol dire B o C o D. Quando magari, poi, vuol dire proprio A.
    Kerm, non sto dicendo che non possa essere come dici, ma vogliamo lasciare agli altri anche un po’ delle loro responsabilità?
    ovviamente io non sono nella vostra storia e non sono nè nella tua testa (e cuore) nè nella sua. e il mio discorso non è: così dovrebbe essere, così sarebbe giusto e in un altro modo no…
    di crisi abbiamo parlato mille volte, degli altri e nostre. Siamo umani. E tu stai male, e dopo sei mesi, sì, è possibile che tu ti svegli così la mattina. E che tu soffra quanto soffri. E che tu ti senta disorientato, e che la tua autostima abbia subito un grosso colpo, oltre a quello al cuore. è possibile che tu ti faccia le domande che ti fai. E che tu abbia anche un istinto di protezione nei confronti di una persona che comunque ti ha fatto male facendoti, dal tuo punto di vista, subire le sue scelte.
    Se abbiamo bisogno di avere un chiarimento cerchiamolo. Ma potrà capitare di averlo come di non averlo. O potrà capitare che ci venga detto anche ciò che non vorremmo sentirci dire.
    Questo è il fatto. Lei ti manca, ma non sei certo che nel rivederla rivedresti lei, lei rispetto a te com’era un tempo.
    Mi dispiace tanto che tu stia male.

    MAT: ciao. Come ti capisco… cioè, come capisco il fatto che quando c’è una storia di lunghissimo

  • 9490
    LUNA -

    più che mai, si finisce con l’analizzarla anche dicendo:
    ci sono stati 4 anni magnifici quando… e poi per 3 anni così… e poi per 5 anni colà…
    magari i 4 anni magnifici erano 10 anni fa, e poi ci sono state dinamiche diverse, circostanze diverse, assestamenti diversi… ma come si fa a non pensare a quando, magari prima di scosse anche esterne di vario genere, le cose andavano bene e, si pensa, se fossero rimaste come stavano, magari, oggi non sarei qui a parlare così?
    Io ti capisco da questo punto di vista, come lo capisco anche quando qualcuno parla di una storia di meno anni, eh, o di mesi…
    all’inizio era così, poi però…
    le relazioni sono dinamiche e i sentimenti non sono fissati nella pietra. la mia storia, dopo dieci anni, è andata in tilt nel momento in cui siamo andati a vivere insieme. Ma non per il fatto che siamo andati a vivere insieme, ma per altre variabili. Tra cui, pensa te, che a me un trasferimento è stato proposto, e non l’ho accettato. Ma comunque per una serie di ragioni il fatto stesso che mi fosse stato proposto ha creato una scossa tellurica. Ci sono dei momenti in cui penso però che forse è stato meglio così. Cioè, non avere i problemi ovviamente, ma che siano emersi se c’erano. L’ideale sarebbe stato risolverli, certo. Ma a quel punto allora è emerso il modo o il… non modo suo di affrontarli…
    Forse se fossimo andati a vivere insieme a Parigi o solo in un altro rione, forse se io avessi trovato un’altra casa o non ne avessi trovata nessuna in quel mese preciso ecc ecc ecc ecc…
    ma alla fine è con quello che è successo che ci confrontiamo e con l’evoluzione delle cose. E con gli elementi presenti, pure se, ovviamente, i sentimenti e i trascorsi fanno la differenza, che sia anche in stanchezza. giustamente tu dici: ho già sofferto, ho già dubitato, ho fatto uno sforzo immane per rimettermi in sesto e per crederci, perché ci tenevo, a lei e a noi. E adesso di nuovo un casino? No, non ce la posso fare.
    Forse anche perché arriva veramente il momento, che si abiti a 5 metri o a 1000 km, in cui non si ha voglia di stare a combattere con i dubbi, ma di costruire. Di trovare soluzioni concrete per risolvere dei problemi che non riguardano la base dei sentimenti, ma problemi che portano a compimento ancora migliore quei sentimenti.
    Sei stanco e hai fatto bene a dirlo. Si può essere in crisi d’identità, esaurimento, ecc? se lo si è vuol dire che così è.
    Però hai fatto bene a mettere in chiaro che non ha l’esclusiva della stanchezza, dell’esaurimento e cosa senti tu. Perché il mondo non va in stand by, tanto meno il cuore degli altri, quando siamo in crisi. E quindi quando si domanda una pausa, sia pure che la si senta necessaria, di questo dobbiamo tenere conto. Anche quando decidiamo che non siamo in grado di farlo. Perché si capisce che tu, di sentirti distruggere piano piano, non hai voglia, ma di costruire. Di vivere, non di reggere. Di non essere messo in condizione di temere un nemico visibile o invisibile.

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