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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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14.073 commenti

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  • 8611
    LUNA -

    grado di conoscerci un po’… peraltro ho visto delle persone sbagliare partner, accidentalmente, ma essere genitori splendidi per i propri figli… però per esempio, negli anni della mia lunga storia a volte riflettevo su questo, lo ammetto. Guardavo mia suocera, sulla quale non sto a dilungarmi, ma che ha alcuni atteggiamenti e manie dalle quali io sono riuscita a schivarmi, per il carattere indipendente che ho. (anche se probabilmente ho pure pagato il fatto di non aver accettato di dire sì sì sì alle sue dinamiche,per me UFO, ma di ciò non mi pento manco un po’, anzi, mi sarei voluta difendere meglio, semmai, anche se forse non era proprio possibile, nel senso che io sono stata in equilibrio non soggiacendo al suo carattere teso al controllo, ma che lei ovviamente sono stata anarchica). Ma alle volte, quando fantasticavo sui figli, mi dicevo: ma se lei fosse la nonna come farei? Perché è ovvio che non vorrei togliere ai figli la nonna, e il suo lato positivo, ma che dovrei prendermi tutto il pacco di ingerenze che io considero veramente castranti, perché sono state castranti per suo figlio. In modo serio. A volte fantasticavo di andare a vivere a 300km e di andare da lei ogni tanto… 😛 pur sapendo che i nonni sono importanti, anche per i genitori. Fantasie, sì. E il compagno conta più dei parenti, nella relazione a 2, con figli tantopiù, però a parte il fatto che ho sempre pensato al “facciamo un bambino?” come una cosa sorretta da un’emozione spontanea, indipendentemente dall’orologio, l’uomo con cui potrei pensare di avere un figlio dev’essere LUI, quello proprio speciale: qto tempo ci vuole per capire, al di là anche di un possibile fuoco iniziale, chi sei e chi siamo insieme? in senso naturale lo dico, non tipo test. Ho avuto un uomo per 2 anni, e uno per 16. Non dico che quello di 16 fosse migliore. Ma con quello di 2 non sarei stata 16. In qsto momento non soffro per il fatto di non avere un figlio ora, o di non averlo prossimamente. Certo, MAI fa un certo effetto, anche… non diventare mai nonna. Ma se qsti 6 anni fossero stati sereni,e nn castranti, io e lui “facciamo 1 figlio? :)”. Non lo so. Forse sì. I fatti provano che non ci siamo evoluti così, e nel modo spontaneo ke mi somiglia.Xò, e lo dico senza angoscia,ma conoscendomi,nn è facile incontrare qcuno che nel tempo hai voglia di avere accanto VERAMENTE x tot la vita.Mai o non mai, incontrarlo mi sembra più difficile che trovare 1 uomo che di x sè possa avere voglia di avere un figlio.

  • 8612
    Naty -

    Sì, sì, SILVY, avevo capito che era una generalizzazione degli scarti, certo che non volevi essere offensiva. Io dopo ho riutilizzato ancora il termine anche per significare come qualcuno, stranamente, possa far sentire te come uno scarto, un avanzo: ma io non mi sento così. Della tua amica non avevo capito, vedi? Mai dare per scontate le cose: il fatto che lei osasse dire a te qualcosa come “non voglio fare la tua fine” mi faceva SPERARE che lei fosse PIU’ giovane, forse. Maggiormente ora penso: chi è lei per dire a te di che fine abbia fatto tu? Se tu, per esempio, hai la coscienza in pace, hai amato, hai fatto il possibile per un uomo che amavi, di che pentirti? E soprattutto: non hai fatto nessuna fine, perché è ancora tutto da vedere. La tua amica, invece, “che fine ha fatto”?
    Io per esempio alla mia amica non ho mai detto: non vorrei mai fare la tua fine. Certo, ho pensato: quello che fai tu io non lo vorrei mai fare. C’è una sottile differenza, almeno per me, non so se si nota.
    Mi vorrei scusare con VALINDA, in quanto ho utilizzato, preso a esempio, una sua tutta presunta, non proprio chiara avendo io letto cose riportate, “paura di restare sola”. A parte il fatto che è una paura normalissima che tutti proviamo dalla notte dei tempi, in un modo o in un altro, ma insomma era per spiegare un ragionamento mio, non certo per giudicare in assoluto né quel tipo di sentimento, né una persona che non conosco.

    LUNA cara, io un figlio in passato lo potevo avere; ho avuto anche abbastanza di recente una situazione rovesciata (lui lo voleva, io non ero convinta: scoprii che lui era infedele e inaffidabile, con tutta una serie di “irregolarità” che avrebbero gravato sul mio bambino… E che mai avrei voluto fargli vivere), o altre potenziali (una la conosci: dopo la sua mazzata volevo prove io). La frase che scrivi: “So di dire banalità. Perché sto per dire che per me il con chi è troppo importante” non è affatto banale, per me: mi ci riconosco pienamente, e direi, piuttosto, che nei fatti, in giro, accade più “banalmente” il contrario (“chi c’è c’è”). Basti pensare a come sono nata io: che non dovevo nascere. Anyway… Purtroppo è molto doloroso per me, ora, pensare come prima. Nel senso che allora, realisticamente, non mi resterebbe che fare una X, una croce. Mettere una croce sopra un uomo da amare e dal quale essere amata. Croce su un figlio. Croce su una famiglia che non ho mai avuto. Il tempo non ce l’ho. E nemmeno ho più voglia di tempo, tempo, tempo.

  • 8613
    Naty -

    Le riflessioni che poi fai sulla tua (ex) suocera, facendo riaffiorare tuoi ricordi, le trovo anche queste perfettamente normali, e sane, invece: soprattutto pensando a un figlio. Ci mancherebbe che uno non dovesse avere pensieri con personaggi intorno, così vicini, che ci paiono rappresentare, in un certo senso, un pericolo, giacché ne vediamo già (sul figlio, in questo caso, il tuo ex compagno stesso) le conseguenze. S’inizia così, a percepire, per una eventuale famiglia nostra, che non sarebbe proprio nostra, ma d’altri… Condizionata pesantemente da persone che non solo non ci siamo scelte, ma che non dovrebbero influire, dopo aver influito sulla loro, sulla nostra famiglia. La tua era una immaginazione di costruzione libera, tua, vostra, nella VOSTRA intimità (io, nel caso di quel mio ex, oltre ai problemi accennati, ero “minacciata” da due bimbe sue, deliziose, ma straviziate, influenzate da un padre che non aveva “regole”: perciò io immaginavo già guerre, o differenze involontarie, per cui mio figlio avrebbe avuto “regole” e le sue sorelle no. Tutto troppo complicato: per i miei gusti). Comprensibilissima, e sana, la voglia tua, nel sognare un figlio, nell’eventualità immaginata, immaginare di essere a 300 chilometri di distanza, per proteggersi, sin dall’inizio, in qualcosa che “nasce”, in ogni senso. Io, peraltro, vorrei essere lontana 300 chilometri dalla mia, di famiglia, per essere in quella mia vera, finalmente. Quindi, come non comprendere le cose che allora già pensavi…

  • 8614
    LUNA -

    NATY: grazie per la tua “ricca” risposta e buona giornata 🙂
    Sai, Naty, io ho imparato presto quanto sia importante lo spazio. Lo spazio per essere, lo spazio per esprimere le proprie idee e per cercare di dare alla propria vita una linea che ci somigli, e anche per svilupparla. Poi la vita ha mille variabili, però (forse non so esprimerlo bene, perché è una concetto che de panza ho chiaro, ma quindi forse mi è difficile razionalizzarlo a parole) credo che questo sia basilare. Io rispetto le idee degli altri, e penso che il mondo anche perché è vario, no? Quindi il fatto che altre persone abbiano dato alla loro vita un’impronta o un’altra, con le loro ragioni, o che abbiano dei gusti rispetto ad altri, delle priorità rispetto altre, anche dei solipsimi, delle manie non è affar mio e di per sè non mi turba. Ma mi turba nel momento in cui vengono a rompere le palle a me, con prepotenza. Io penso che anche lo scambio tra visioni diverse sia utile, però c’è una differenza tra uno scambio di idee diverse, e il fatto che qualcuno venga a dirti che la sua idea è giusta e basta, e che abbia un atteggiamento sarcastico o appunto “solipsistico” e castrante. La mia ex suocera ha gestito la sua vita come le pare, e secondo le sue ragioni. Non mi dilungo, anche perché il discorso sarebbe complesso, sul come, ma ha imposto, con aggressività, voce grossa e una certa serie di dinamiche, anche una certa impronta alla sua famiglia che ha causato frustrazione e vera e propria infelicità. Lei non è assolutamente in grado di rendersene conto, essendo inoltre una di quelle persone che sono sempre convinte di essere nel giusto e di saperne più degli altri… e che inoltre hanno un modo violento di imporsi. Poi, certo, dall’altra parte ci dev’essere chi accetta questa imposizione. Ma sappiamo bene quanto siano complicate le dinamiche per cui non ci si può accorgere che in realtà una persona che sembra avere tutto il “potere” di controllo sugli altri, in realtà non ne avrebbe, cambiando il copione. forse se un giorno si rendesse conto veramente di come stanno le cose, per la sua vita, le verrebbe un coccolone. Ma non credo accadrà mai, e forse anche meglio così, visto che se è vero che c’è sempre tempo, secondo me, per imparare e migliorare, alla sua età e a questo punto, forse la sua “ignoranza” emotiva la protegge pure.
    In realtà, per come la vedo io, una persona che è così intollerante nei confronti delle “differenze” degli altri e che cerca di imporre la sua visione ad ogni

  • 8615
    LUNA -

    costo, per quanto possa riuscire anche a farlo, in qualche modo, attraverso la prepotenza, è in realtà una persona molto insicura. Io credo che la mancanza di autoconsapevolezza e di autocritica siano due cose molto gravi. Non solo per il risultato che ciò può avere negli altri, nelle nostre relazioni, ma anche per noi stessi. Senza autocritica non si cresce, non si impara, non si va avanti. E con un certo tipo di chiusura, forse, anche, ci si impedisce per una certa parte almeno di amare gli altri, e la vita stessa, e di essere amati, anche… dalla vita stessa. Non la si fa entrare. Ora, io mi rendo conto che sembro molto giudicante nei confronti suoi. Il discorso non sta però nel giudizio. io non conosco la sua storia, la sua infanzia, ecc, ed è probabile che lì ci siano, a parte il carattere, delle ragioni, delle ferite, dinamiche, buh. Io, peraltro, quando la vedo soddisfatta perché si tiene in equilibrio con una serie di manie legate alla sfera alimentare, per esempio, di per sè penso, in maniera molto neutra, che sono proprio affari suoi. Però, per farti capire, avevo 20 anni e quando io e lui dicevamo che la sera prima avevamo mangiato una buona pizza, e si vedeva che in pizzeria c’eravamo proprio divertiti, lei faceva una smorfia e diceva: “tsè, spendere soldi per mangiare pizza fatta male, quando la pizza si fa in casa”. E siccome a me veramente l’aglio fa male e per lei è tutta salute il concetto che ci sia gente a cui non piace o fa male non esiste. Ho fatto esempi stupidi, che possono sembrare semplicemente le frasi che vabbè, dai, si sentono spesso. Anche la mia famiglia ha le sue idee e le sue sparate. Ma il punto è che queste frasi fanno parte di tutto un modo di vedere (o non vedere) la vita e cercare di agire su essa e gli altri, soprattutto.Anche ficcandoti l’aglio lo stesso e se poi hai i crampi c.... tuoi. Va detto che io non ho mai avuto il problema di cercare le sue conferme, o di farle cambiare idea. Il discorso è un altro (e più ampio), ma potrei sintetizzarlo con una sensazione: castrante. smontante. Ti rispetto, e ti riconosco i tuoi meriti e le tue qualità, ma poiché tendi, con i tuoi atteggiamenti, ad abbassare le energie negli altri e a usare ricatti tipo musi e menate: no thanks. Io mi sposto. Lui peraltro sa che lei è così. Però, standoci dentro, a volte non coglie quanto sia sottile, ma non per qsto poca, la violenza castrante o smontante che gli altri ci impongono. O tentano di imporci. Io, purtroppo, o per fortuna, sì.

  • 8616
    Silvy -

    Cara LUNA, ho conosciuto una persona che si comportava come tua suocera, mi dissero
    che aveva “l’assolutismo interiore” perchè qualsiasi cosa dicesse o facesse era nel giusto
    imponendo anche il suo giusto agli altri specialmente a quelli che le erano affettivamente
    più vicini. Mi chiedo se anche la tua famiglia ha avuto un peso nella fine della tua storia,
    se quando sognavi di scappare a 300 km di distanza era anche dai tuoi, ma poi alla fine,
    quando eri ferita, nella tua famiglia d’origine non hai trovato un pò di riparo e conforto?
    Un’altra mia amica (si ne ho davvero tante!) ad esempio sta per prendere una decisione
    molto importante. Deve decidere se trasferirsi nella città del suo fidanzato col quale sta
    da diversi anni, per stabilirsi lì, sposarsi etc. e sono poco meno di 300 Km di distanza!
    In questa città lei non ha un lavoro, si appoggerebbe inizialmente all’attività di lui o dei
    suoceri. Gli amici che ha là sono gli amici di lui… Non sa che fare, traccheggia… Se
    m’avesse chiesto un consiglio qualche tempo fa gli avrei detto, se lo ami vai corri che
    aspetti! Ora non so che dirle… le consiglierò di provare comunque.
    NATY noi non siamo scarti no, prima di tutto perché non ci consideriamo tali e poi
    perché non lo siamo davvero! Al di là del fatto che abbiamo più o meno ammiratori e
    che dimostriamo più o meno l’età che abbiamo, non lo siamo a livello di pensieri e
    sentimenti! E vero certe cose non bisogna darle per scontate, non bisogna rassegnarsi a
    certi ragionamenti sterili che si sentono in giro, non bisogna accettarli, si è vero a volte
    succede così a volta colà, ok ci sono corna, tradimenti, famiglie che si sfasciano,
    bugiardi/e, quelli/e che ti amano tantissimo ma solo ad interim, quelli/e che con i piedi
    escono da una storia ma con la testa ci stanno ancora dentro, quelli/e che trascinano e
    poi alla fine ciao! e chi più ne ha più ne metta… ma mai rassegnarsi o accettare che
    questa sia la norma, mai pensare: mi paro il sedere perchè tanto mi lascerai, non mi
    sposerai, mi tradirai ed io intanto ti tradisco, ti sfrutto, me ne cerco un altro/a perché si
    sa il mondo gira così ma io sono furbo/a! Che c’entra mica che ci dobbiamo prendere le
    palate in faccia, ma visto che partiamo da un ottimo punto di partenza e cioè che
    sappiamo bene ciò che vogliamo, cerchiamo una volta individuato il famoso “CHI” di non
    dare per scontato che… e poi come andrà nessuno può saperlo.

  • 8617
    Naty -

    “Io credo che la mancanza di autoconsapevolezza e di autocritica siano due cose molto gravi”.

    Già. Pure io.

  • 8618
    angi -

    Ciao e buon anno a tutti, vi leggo sempre.
    Oggi è morto mio zio, di tumore,
    Gli volevo un mondo di bene.
    Vorrei versare queste lacrime tra le braccia del mio ex ma lui non c’è più e sto ancora peggio.
    Un abbraccio a tutti.

  • 8619
    LUNA -

    SILVY: “Assolutismo interiore” è ottima definizione. Persona di cui parlavo ha ovviamente anche pregi e lati che si possono stimare, ma l’assolutismo interiore è effettiv uno dei suoi aspetti, nonché, appunto, una certa tendenza al controllo. Al controllo che le cose vadano come vuole lei, anche inconscio, o secondo quello che per lei è giusto, che qdi si riflette in un tentato controllo sugli altri, che si manifesta in vario modo. Il modo in cui ha impostato il rapporto con suo marito fa sì che lei a casa comandi. Se qualcosa esce dal suo “ordine” (inteso anche per ciò che per lei è ordine vero e proprio, cioè modo di mettere le cose, dove, quando) per lei è assurdo, perché l’ordine delle cose, l’impronta alla casa, è SUO. Il motivo per cui ho descritto com’è è per spiegare perché riguardo nonnità domandarsi, per esempio, quale peso, a rimbalzo, dei suoi eccessi? es: è chiaro che la cioccolata da spalmare non sarà sana come il miele, e che non avrà dentro solo cioccolata, però, pur stando attenta alla sua alimentazione, non direi a mio figlio, pur decantandogli le virtù del miele, che se mangia un cucchiaino di cioccolata arriva il babau e se lo porta via o che rischiamo che vengano i servizi sociali… (ironizzo). Il suo problema a volte non sta neanche in ciò che dice: in eccesso e solipsismo. Inoltre ho descritto per dire che certe sue modalità hanno inevitabilmente influenzato carattere di lui. Un suo pessimismo, per esempio. Inoltre lui non ha visto una relazione tra i suoi paritaria e collaborativa bensì vissuta all’insegna della separazione, tirata all’eccesso e ainvaidrai da parte di lei. Suo marito no perfetto, chiaro dinamica a due, cmq, ma lei assai regista per modalità chiusura. Alla coppia e pure al divorzio. Meglio limbo assurdo. Sarebbe lungo veramente da spiegare, comunque. Va detto anche che ex è uno che ha molta cura della casa, e che sa fare tutto perché lei lo ha tirato su bene, in tal senso. ciò è pregio di lei. Ma se lui è tipo “faccio io, che io so fare meglio”, che è anche controllo, non si capisce se sia… ereditario o tirato su da ambiente 😉
    @tua famiglia ha avuto un peso nella fine della tua storia,
    se quando sognavi di scappare a 300 km di distanza era anche dai tuoi, ma poi alla fine,quando ferita, nella tua famiglia d’origine trovato riparo/conforto?

    in realtà io dicevo 300 km come concetto astratto. Cioè, con lui sarei andata anche a 1500 km se fosse stato necessario, però io amo molto la mia città, e amo il fatto di

  • 8620
    LUNA -

    attorno a me i miei affetti, amici e parenti. Neanche questo forse è veramente banale, perché conosco molte persone che invece hanno bisogno di mettere una distanza fisica veramente dalla loro famiglia o che per carattere hanno bisogno di girare, indifferente quali siano le loro motivazioni. In realtà (sarò viziata, ah…) io ho bisogno di un altro tipo di distanza, quella vicinanza/distanza per cui il fatto che i parenti, anche quelli acquisiti siano vicini non mi disturba, e anzi mi fa anche piacere, se è un piacere, perché il senso della famiglia ce l’ho fortissimo, ma che ognuno a casa sua sia libero. Che ci sia una porta dalla quale poter entrare e uscire, un equilibrio nella frequentazione/condivisione e nell’individualità. del resto questa è una cosa che mi hanno probabilmente trasmesso i miei genitori, che hanno sempre amato, frequentato i loro genitori, e viceversa, e con loro hanno avuto dialogo, ma nessuno è mai stato invadente verso l’altro, o ha preteso di decidere per qualcun altro. Ciò non significa che i miei non mi abbiano “rotto” in altro modo, nel corso della mia vita, con il loro concetto di cos’era giusto e sbagliato, avendo io fatto scelte, anche lavorative, differenti dalle loro. Ma nel caso specifico della mia relazione non posso dire che loro siano stati invadenti e che in tal senso mi abbiano causato problemi. Semmai xché, per es, non riusciti a capire mia necessità momentanea tornare a casa tranquilla a riflettere, e anche a riordinare le MIE cose con miei tempi quando ciò avrebbe fatto la differenza,x passi seguenti.Non sapendo che cosa sia 1 separazione, e che effetti emotivi pratici produce, ne hanno un concetto astratto, fatto di alcuni luoghi comuni.Mentre in realtà loro cip e ciop che sempre han fatto tutto insieme. Forse anche impreparati a gestire LORO ansia per miei casini.
    Per la tua amica: una mia amica (anch’io ne ho molte:P) è andata in Australia, no doubts, e, pare, non si è mai pentita. Un’altra che aveva le stesse perplessità della tua (ascoltare l’istinto o cosa è meglio per sè non è un male!) avrebbe voluto sistemare meglio il suo arrivo, con base lavoro almeno, prima di andare. Un posticipare pratico, più saggio. Ansia di lui diceva: ADESSO.Lei, pressione,fatto ADESSO e vissuto un anno di merda prima di trovare lavoro. Anche perché troppo esposta a dipendenza economica. A volte estrema non è scelta d’amore, anche ottima, ma modalità nel portarla a compimento? Si può fare uguale ma ascoltarsi e passi più saggi?

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