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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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14.073 commenti

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  • 8631
    LUNA -

    Dopo 5 anni: :)))))))))))))))))))))))))))))))

    SILVY: io ogni tanto ci penso (anche se non ho mai visto il film, ma prima o poi lo guardo, che mi incuriosisce) alla faccenda del “non gli piaci abbastanza”.Non so se gli uomini sono più meccanici e noi più elettroniche. Dovremmo chiederlo a loro. Forse in generale per entrambi i sessi vale di base la questione “gli piaci/non gli piaci abbastanza”. Poi, certo, ci sono tutte le altre questioni pure… cioè, di come uno (uno/una) riesce a vivere le relazioni anche quando è interessato, di quanto uno (idem come sopra) sa per sè stesso capire se sta provando attrazione/simpatia/amore/giochiamo a ramino? (sembra impossibile che 1 non sappia la differenza, ma siccome c’è gente che parte a 5000 e poi dice: ops, mi sono sbagliato, viene da pensare che c’è anche gente che non lo sa, che si innamora più delle sensazioni di esaltazione della cotta che delle persone) e quanto, di base, una persona sa anche reagire alle difficoltà, o magari vuole la pappa pronta o è egoista, o quanto poco/molto/abbastanza sa ragionare in 2… e poi possono anche esserci effettivamente questioni che scatenano malintesi/crisi… però di base mi sa che se vuoi una persona vicino devi fare in modo di tenertela vicino. E se stai facendo l’inverso per le tue pare/crisi/modalità forse è il caso che ti dai un regolata in tempo o ci lavori su. Perché c’è sconnessione tra ciò che senti e dimostri. e se uno chiedesse un randello in salumeria o un’arancia in farmacia credo che penserebbe: ho qualcosa che non va. Perché in amore no?

    Però, tornando alla questione del non gli piaci/gli piaci abbastanza anche a me viene in mente un es., stimolata dal tuo post…
    NOTA: mi rendo perfettamente conto che sto parlando di esempio che PRECEDE una relazione e in cui la persona non ha detto qualcosa e poi cambiato modo di fare. Mi rifaccio solo ad un discorso sulla possibilità di cercare delle interpretazioni “parapendiopsicologiche” in caso nocciolo questione molto più semplice/diretto.

    Una tipa che conosco dice che le piace moltissimo tizio. Lei e Tizio si vedono per questioni di lavoro, capita che bevano un paio di caffè insieme, che scambino battute spiritose. Entrano in maggiore confidenza. Lui, quando vengono in discorso che a lei piace tale gruppo musicale, le dice per es che lui è grande fan e le farà avere canzoni.
    Insomma, a lui lei come persona di per sè non dispiace, è chiaro, ed ha atteggiamento gentile. Ma gli piace abbastanza? No.

  • 8632
    LUNA -

    Lei, attenzione, ovviamente non è una mitomane, ma provando interesse si chiede se dietro il fatto che lui sia gentile ecc ci sia un interesse. Normale. Il problema è che lei tende ad enfatizzare, anche quando lui non manifesta interesse. Cioè quando lui dopo uno scambio di sms sulla questione di lavoro, pur ringraziando e salutando cordialmente, non prosegue con gli sms. Quando invece di fare il cd dopo tre giorni, ma chiamando quando è pronto, diverso tempo più avanti. Lei in realtà ha ricevuto una brutta batosta anni prima, e probabilmente, dopo varie avventure mordi e fuggi (nelle quali si è sentita però di “gestire” la situazione) per la prima volta prova un interesse più serio e si sente più esposta. Quindi finisce con il caricare di significato non solo il fatto che lui risponda o no, e chiedersi cosa c’è dietro, ma anche a immaginare che lui la immagini scema perché gli ha scritto e lui ha risposto invece con tre ore di ritardo. Probabilmente, almeno all’inizio, lui tutte queste congetture non se le fa. Poi forse si spaventa anche perché percepisce il carico di aspettative emotive e di conferma di una persona che non l’ha colpito, non ancora almeno, così tanto. Lei a volte rimane male in realtà per una non centralità da parte di lui che tra conoscenti/colleghi è normale. E a quel punto è possibile che lui non sappia come comportarsi. Il fatto che lui non sappia come comportarsi perché è imbarazzato, anche dal farla rimanere male (quando è gentile lei si fa aspettative, quando è distaccato lei lo prende come un rifiuto e si offende) comincia a venire interpretato da lei come:
    1. è timido?
    2. come fa a non capire?
    3. sarà perché la ex lo ha ferito?
    4. perché non riesce a lasciarsi andare?
    5. che giochetti idioti non rispondere a sms! mi prende per scema? La prossima volta al bar lo ignorerò pure io!
    6. perché gli uomini sono così complicati (…)
    fino a:
    secondo te è gay? Perché una sera, che lui va a consegnarle un fascicolo, e lei lo invita a salire, lui dice, seppure gentilmente: no, scusa, devo proprio andare. – dire che lui è gay perché dice di no ad un incontro da soli è il suo modo per proteggersi dalla frustrazione di un rifiuto. entrando nel luogo comune per cui ogni uomo dovrebbe dire di sì ad ogni donna piacente come una specie di robottino. Come se lui non potesse provare magari anche un disagio empatico, per suoi approcci… Di fatto che lui sia etero o gay cosa cambia? NON è interessato a LEI. E’ la risposta più ovvia :S

  • 8633
    Naty -

    DOPO5ANNI, chiunque tu sia, sono contenta per te e la tua creatura meravigliosa che ti sorride. SILVY, io non penso e non voglio pensare che uomini e donne siano diversi e cerco, voglio, essere gentile con tutti. E’ naturale, le attenzioni che si rivolgono al proprio compagno sono diverse, ma io diffido di chi è gentile solo con il/la proprio/a compagno/a, per dire, e con altre persone è in tutt’altra maniera. Se poi percepisco, e dopo ne ho conferme ripetute, che la persona cui riservo attenzioni particolari, e con cui “credevo” di avere iniziato a stare insieme, non mi pare attenta né gentile, be’, la cosa mi pare grave (esiste anche il caso contrario: persone gentilissime CON GLI ALTRI, poi tornano a casa e il/la compagno/a, e i figli, li trattano malissimo). Bisogna vedere meglio (con la frequentazione) di come, quanto e perché uno/una è gentile. Di che pasta è fatta, la sua gentilezza. Nel mio caso: si vede che mi ero sbagliata. O che avevo creduto alle cose che questa persona (cinquanta anni) diceva e voleva far intendere, relativamente a me, e relativamente a noi. Pazienza. Come ho detto all’inizio: come questa persona – se così davvero fosse – ne trovo mille, non ho bisogno di impegnarmi per cercarla. E se (sottolineo se) lui, invece, credeva già di non doversi impegnare per “avermi”, di potersi concedere tutti gli orari, gli impegni, nonché gli SBALZI, che voleva, se credeva che siccome, come tu dici SILVY, lui mi piaceva e GLIELO DIMOSTRAVO, non ci fosse allora bisogno di essere “gentili” e “carini”, e anzi proprio in quei momenti che ci fosse il bisogno di mostrare a me il contrario o quasi (che non sarebbe stato così reciproco) be’, sarebbero problemi suoi. Io non comunico IL CONTRARIO di quello che voglio e sento. Ergo: lui per me non vuole e non sente. Ma se lui invece ha solo una modalità comunicativa diversa dalla mia, ossia gradisce MOSTRARE il contrario di quello che vuole e sente, si accomodi pure, eh? Con un’altra. Non è che io, essendo una cui piace avere cura nelle cose e delle persone, sono ora qua a buttare via tutto, dimenticarmi cosa sono per un NONCURANTE (se fosse, e qualsiasi sia la ragione: QUESTA è l’impressione che mi ha dato di essere; magari con un’altra è fantastico) qualsiasi. La sciatteria – la mancanza di attenzione, che spesso, per me, coincidono con la presunzione, con un “sono un grande: non si vede?”, o con un “tiriamo a campare”, o con un “intanto arraffo, poi vediamo…” – la detesto, e gliela lascio.

  • 8634
    Naty -

    LUNA cara, non ti avevo ancora letta e mi pare che abbiamo detto la stessa cosa: “… e poi possono anche esserci effettivamente questioni che scatenano malintesi/crisi… però di base mi sa che se vuoi una persona vicino devi fare in modo di tenertela vicino. E se stai facendo l’inverso per le tue pare/crisi/modalità forse è il caso che ti dai un regolata in tempo o ci lavori su. Perché c’è sconnessione tra ciò che senti e dimostri”.

    Eh sì, pare proprio anche a me che “di base mi sa che se vuoi una persona vicino devi fare in modo di tenertela vicino”, e ancor più se all’inizio temevi di non piacerle… (questo suo – leggero, mi pareva – timore me lo aveva esplicitato proprio) e che invece hai ottenuto di poter frequentare. E: di potertici mettere insieme. Forse troppo facile, semplice: per i suoi gusti. Chissà. In ogni caso, non escludo di avere sbagliato anch’io. Forse sembro “disponibile”, quando “conquistarmi”, avermi, non è scontato, dietro la mia “disponibilità”. Devo dire di avere provato un certo disagio: ho visto subito, poco dopo, che la comunicazione non era per niente LISCIA, con questa persona. Poi, quegli SBALZI, così, subito, poco dopo, sono stati mazzate, per me. Tu pensa, LUNA, che dopo una vera ferita mia per il suo modo di fare, mi ero imposta di non scrivergli più messaggi. Mica posso stare lì a soffrire, pensavo già, perché (o se) lui non risponde. Ma già mi privavo di un piccolo e normalissimo piacere: dare (e ricevere) un buongiorno, una buonanotte, chessò. E mica è normale tutto questo, eh. Come si può cominciare bene, in un rapporto sentimentale, così? Io non posso, davvero.

    “e se uno chiedesse un randello in salumeria o un’arancia in farmacia credo che penserebbe: ho qualcosa che non va. Perché in amore no?”.
    Uhahahahah! LUNA, mi fai morire.

    Anche il resto che hai scritto mi trova molto d’accordo. Aggiungo che, almeno per come sono io, la FRETTA è nemica dei rapporti. E bisogna avere un po’ di pazienza, di ascolto, di voglia di semplice scoperta dell’altro (mi riferisco al tuo esempio: lei che, secondo me assurdamente, definisce lui gay, solo perché NON FA CIO’ CHE VUOLE LEI, e subito). Nel mio caso è stato lui a scoprirsi molto, e a essere molto CHIARO, e da subito: mi voleva eccome.

    Ora è li, che non parla, dopo il mio allontanamento. E io pure non parlo, ma non parlo dicendogli però – implicitamente – una cosa: “Mi hai stancato, macchemmefregaame, se non parli. Non hai niente da dire? E non dire niente. Tanti saluti”.

  • 8635
    Silvy -

    NATY io invece credo che, senza troppo generalizzare, uomini e donne sono diversi per
    taluni aspetti ed agiscono diversamente nella dinamiche dell’amore/attrazione. Che
    c’entra tutti soffriamo, tutti amiamo, tutti commettiamo degli errori nella gestione dei
    rapporti. Ma ad esempio nella prima fase quella del piacersi già vedi comportamenti
    diversi, l’uomo è principalmente attratto dall’aspetto fisico, insomma quella è la base. Per
    la donna no, un uomo carismatico, intelligente, simpatico va oltre l’aspetto fisico.
    Inoltre quando parlavo di gentilezza mi riferivo esclusivamente alle attenzioni che si
    rivolgono ad una persona che ti piace. E ti dirò di più queste attenzioni dovrebbero
    rimanere… mi spiego meglio con un esempio. L’ex di una mia cara amica era un ragazzo
    gentile e disponibile, ma questo suo modo di essere gli si è ritorto contro. A furia di fare
    cortesie e piccoli piaceri agli altri si era iniziato a innervosire perché considerato troppo
    accondiscendente e quando era la fidanzata a chiedergli un favore o un pò di pazienza
    lui sbottava. Visto che l’essere sempre a disposizione era una cosa che ad un certo
    punto gli è venuta a pesare, mi sono chiesta: se fosse stato un pò meno disponibile
    verso gli altri e più nei confronti della compagna non sarebbe stato meglio?
    LUNA si esatto l’esempio del film calza a pennello con quello che volevo dire. Non l’ho
    visto neanche io ma mi ripropongo di farlo… “però di base mi sa che se vuoi una
    persona vicino devi fare in modo di tenertela vicino.” Esatto causa, effetto!
    DOPO5ANNI: bella notizia!!!
    IL RISOLUTORE: la cosa del risveglio è geniale!

  • 8636
    Giusy -

    Dopo5anni:Sicuramente ci siamo incrociati 5 anni or sono ed è bellissimo leggere di te e della tua bella famiglia!!
    E’ trascorso un po’ di tempo dal mio ultimo post ma questo “luogo”sebbene metaforico è un posto dove ritorno sempre; vi leggo e ogni volta tra i vostri scritti di vita vissuta ritrovo momenti di vita,riflessioni che appartengono anche al mio vissuto.
    …Non ci sono stravolgimenti eclatanti nella mia vita ma quella serenità che 5 anni fa non pensavo di poter più conoscere e vivere.
    Ho impiegato molto tempo e di questo ne sono consapevole ma era un viaggio obbligato per me, un viaggio con varie fermate, a volte un viaggio apparentemente “statico” ma un viaggio che oggi mi ha fatto scoprire una Giusy più forte, più consapevole di quella che sono e di quello che vorrei per me.
    Un abbraccio affettuoso a Luna, Anna 2010,Valinda, Naty, Silvy, Angy e a coloro che qui scrivono raccontando vissuti ,sentimenti ,vita.

  • 8637
    Naty -

    Un abbraccio a te Giusy! Penso che la serenità interiore sia una base importantissima per tutto, e che non sia facile raggiungerla. Non conosco la tua storia, io sono capitata qui molto più di recente, ma sono contenta di sapere che tu abbia raggiunto uno stato interiore così importante. Ti lascio qui una canzone che mi piace. Anche a te DOPO5ANNI, anzi, voi che vi amate. 🙂 E a tutti di qui.

    http://www.youtube.com/watch?v=n5KUuuFzGSc

    PS: LUNA, chissà LULU come sta…

  • 8638
    LUNA -

    SILVY: @era un ragazzo
    gentile e disponibile, ma questo suo modo di essere gli si è ritorto contro. A furia di fare
    cortesie e piccoli piaceri agli altri si era iniziato a innervosire perché considerato troppo
    accondiscendente e quando era la fidanzata a chiedergli un favore o un pò di pazienza
    lui sbottava. Visto che l’essere sempre a disposizione era una cosa che ad un certo
    punto gli è venuta a pesare, mi sono chiesta: se fosse stato un pò meno disponibile
    verso gli altri e più nei confronti della compagna non sarebbe stato meglio?

    Ragionamento non fa una grinza… però alle volte, mi sa, quando una persona ha un (anche momentaneo) eccesso di disponibilità spesso le motivazioni sono un po’ più ampie e diverse delle sola gentilezza.intendo dire, ovvio il nervosismo, ma perché una persona finisce con il sentirsi “quello troppo accondiscendente” o permette che gli altri effettivamente lo considerino così?
    qd per varie ragioni non si riesce a mettere un limite nella propria disponibilità, non si riesce a dire di no, ci si ritaglia un ruolo da “disponibile conclamato” (pur lamentandosi del fatto che tutti danno per scontato e cose del genere), quando non si riesce a modulare equilibrio tra spazi/tempi centrali e privati e eccessive richieste “esterne”… a volte (faccio ovviamente esempi a caso…) innanzitutto non si riesce per sè? lo spostare l’attenzione all’esterno è un modo per non affrontare per esempio magari delle tensioni nel privato? 1 scusa per scappare un po’ dall’intimità (generale, non fisica) del rapporto più “esclusivo”? il timore del rifiuto se si dice di no? il senso di colpa se si dice di no, senza riuscire ad individuare una scala di confidenza/centralità in chi chiede, la ricerca di conferma da parte dell’altro attraverso il mettersi a disposizione? ecc…
    Partner (a torto o ragione) di fronte a una modalità come questa magari dice: fai tutto per gli altri ma per noi/me non fai un tubo!
    Lecitissima rimostranza… ma se una persona in quel momento fa così e lo crede funzionale o si vive già invaso e non capace tenere confini è possibile che vada in difesa rispetto a una critica, magari anche costruttiva, che mette il dito nella piaga. E se è buonissimo farglielo notare può darsi che al momento reagisca male. Anche perché magari in quel momento sta cercando- anche inconsciamente – di tenere TUTTO sotto controllo, attraverso i molti sì, facendo troppo, ma sentendo frustrazione, e la richiesta viene percepita come: non fai abbastanza!

  • 8639
    LUNA -

    NATY: naturalmente io non conosco questa persona e gli “incastri” delle vostre modalità. Quindi prendi queste mie parole assolutamente come riflessione “generale” se pure spunto da comunicazione non liscia o del privarsi: il fatto che 2 persone si piacciano e provino interesse a vicenda, e che ci sia una magia iniziale, dovuta ad un riconoscersi, scegliersi, piacersi e trovare punti in comune, purtoppo e di per sè, non assicura che ci sia una completa compatibilità. Le persone si scoprono man mano, al di là dell’interesse, nel modo di vivere e interpretare la dimensione della comunicazione, dell’affettività ecc. Qdo qualcuno ci interessa, credo, siamo insieme attenti/esposti/curiosi dell’altro/interessati a dire cosa significano per noi certe cose/attenti a scoprire cosa significano per l’altro. Possiamo modulare verso un NOI i singoli modi di essere ecc, possiamo creare un sempre maggiore incontro, xò se a me piace un certo tipo di comunicazione affettiva e l’altro la intende in un altro modo e per me la gioia nasce anche dalla spontaneità e io invece mi sento “privato” di una parte di me o “costretto”, al di là di quali siano i perché, probabilmente comincio a ragionare molto/troppo invece che sentire una dimensione spontanea. Ciò non significa che ci sia un giusto e sbagliato. Posso chiedermi cosa riesco ad accettare, cosa riesco a modulare, cosa a dare o non chiedere, e l’altro può anche mostrarci “i nostri eccessi” se ci rendiamo conto che in effetti sono eccessi, anche per noi… ma se io per stare bene ho bisogno di un certo tipo di comunicazione e di scambio e l’altro ha bisogno di un tipo di comunicazione e di scambio completamente diverso? A volte all’inizio gli scontri/incontri servono proprio a conoscersi, a trovare un linguaggio comune, a volte mostrano una palese incompatibilità. Forse la risposta sta nell’ascoltare se sentiamo disagio e di che genere è?

    Osservazione interessantissima la tua sulla tipa che dicevo e il “controllo”. In effetti lei è così ad ampio raggio. Ha un’amicizia simbiotica con una ragazza che si basa molto su queste modalità. Lei si lamenta, ma sono anche SUE.Capita che litighi con le altre persone con la stessa modalità “voglio da te ciò che voglio io adesso”,tra ricatto e vittimismo da frustrazione. In effetti, anche se il “settore” era amicizia, lo ha fatto anche con me. Era bella conoscenza,ma qd più vicina lei scene madri e films accusatori x un sms a cui ho risposto tardi semplicemente x lavoro. Mi sono spostata

  • 8640
    Naty -

    Vedi? Quella tua amica FA SEMPRE così. Tendenzialmente. E’ una sua caratteristica. E poi, scusa, mi colpisce un’altra cosa (sempre parlando anche in generale, non solo di lei in particolare): non appena io non faccio, SUBITO, quello che tu vuoi (che io sia disponibile alla tale ora, esempio, o che ti risponda subito, o che risponda – tipo nell’approccio erotico, come per la tua amica – come vuoi tu, SUBITO, per dire), ma devo essere per forza giudicata/o? Gay, o stronzo/a, o che so io? Ma se non mi conosci, scusa. Le ragioni possono essere mille. Compreso che ho il ciclo o mi girano, o non mi piace il posto, o non ho dietro con me il preservativo stasera e non lo faccio mai senza, o pensavo che tu fossi più romantica, o non lo so mica se mi piaci così tanto, per ora. Insomma, aspetta un momento, mi verrebbe da dire. Sai con quanti ho chiuso sul nascere, LUNA, perché facevano più o meno come la tua amica. Ti senti un oggetto: o così o pomì. Subito. Ah bello, oh bella, mi verrebbe da dire, e mi viene: ciao a tante belle cose. Tornando a LUI: e manco io lo conosco, LUNA. 🙂
    Però ti posso fare degli esempi, fatti, puri e semplici, per dirti la confusione che si è generata tra noi. Prima dice paroloni, SUBITO, cosa che mi insospettisce, ma sono ugualmente disponibile. Gli faccio capire, semplicemente, che io non sono il suo AMORE: non ancora, mi pare. Tutto lì. Ma ci vediamo lo stesso, io sono uguale a prima, ci sono, sono DISPONIBILE a conoscerti, a dimostrarti, e te lo dimostro, in effetti, che MI PIACI. Ora, ma se io ti vedo un pomeriggio, e siamo stati bene, e me lo dici, e poi la sera tardi ti mando un “gentile” messaggio, e tu mi rispondi freddissimo e io ti dico “ma come mai, scusa, passi da messaggi dolcissimi a freddissimi?”. Mi risponde, il giorno dopo, che era STANCO. Cioè, scrivere A o B, se sei stanco o riposato, cambia? Mah. Poi. Parti (e già vedo che SOLITAMENTE sei impegnatissimo), VIA 10 giorni. Stai TRE giorni in silenzio, dopo saluti carini ecc. Ti mando una sera un messaggio di buonanotte. Non risponde, LUNA, per 24 ore, cioè fino a quando io sono sbottata. Gli dico, semplicemente, che uno che dimostra di volere un certo rapporto con me, ma quando è DISTANTE NON SI FA SENTIRE VICINO, non fa per me. Lo evito un giorno, mi cerca, si fa sentire, e si ricomincia. Insomma: tutto così. E mi sono stancata. Ma chi l’ha cercato la prima volta? Chi ha pronunziato certe parole? Detto certe cose? Lui.

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