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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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14.073 commenti

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  • 8621
    Valinda -

    Carissime amiche virtuali premetto che stasera mi girano abbastanza :-
    P sarà per la quasi notizia certa del mio ex, fidanzato con quella che
    aveva un nanosecondo dopo di me. sarà per un ex di anni fa rispuntato
    nella mia vita che mi turba un po’. per quanto riguarda il primo caso
    direi che poteva andare peggio..nel senso che ho l’amaro in bocca e mi
    viene da chiedermi il solito “cos’ha lei che io non ho”, chissà come
    saranno felici, chissà se l’ha portata a conoscere i suoi…però dura
    poco, perché m’è subentrato il distacco. non so come ma è così.
    distacco come quando si guarda una vecchia foto o un poster,
    nostalgia, amarezza e bla bla..però il poster è solo un oggetto
    inanimato appeso al muro, mentre io sono lì e sono reale. posso anche
    guardarlo ma poi me ne vado e faccio la mia vita. è un po’questa la
    sensazione ecco. e poi c’è la lucida consapevolezza che nonostante io
    l’amassi veramente tanto e avrei fatto di tutto..la sua visione della
    vita non era la mia, per motivi che non sto qui a spiegare io in quel
    modo lì mi sarei sentita appiattita, limitata e non abbastanza amata.
    quindi viste queste considerazioni il suo nuovo fidanzamento non
    cambia poi molto le cose.
    L’altro ragazzo è un capitolo a sè che non basterebbe un forum intero
    per spiegarlo. avevo 18 anni quando l’ho conosciuto e lui 20. abbiamo
    avuto una breve storia burrascosa e adolescenziale. eravamo entrambi
    giovani, inquieti e stupidi. lui s’è comportato male con me. dopo 4
    anni ci siamo rifrequentati ma sempre con la stessa modalità. ed è
    finita di nuovo. ognuno ha fatto la sua vita, le sue storie, le sue
    delusioni. ma non so come né perché siamo sempre restati in contatto,
    nonostante il tempo e i cambi di numero del cel – anche se
    sporadicamente – sapevamo sempre come se la passava l’altro. così una
    settimana fa ci siamo rivisti per una birra e due chiacchiere
    amichevoli. mi ha ricercata lui, anche se io conoscendolo non avevo e
    non ho aspettative. è solo che mi piace ancora, vedo tutto in modo
    realista e razionale ma mi perdo nei suoi occhi neri. è un tipo colto,
    interessante, originale, affascinante. so di sembrare patetica a
    dirlo, ma io uno come lui non l’ho più rincontrato. così ho deciso di
    rischiare, rischio perché si tratta di LUI. anche a lui ha accettato
    di “conoscermi” e di uscire con me..e vediamo come va. ma non sono una
    kamikaze autolesionista (non più, ho già dato) e questa è l’ultima
    possibilità. se lui non mostrerà interesse arrivederci e grazie.

  • 8622
    Valinda -

    non sto qui in balia dell’ennesimo peter pan da strapazzo. sto
    rischiando e se m’arriverà la delusione me la sorbirò senza lagne.
    l’ho già messa in conto, ma nessuno come lui riesce a prendermi
    mentalmente e chimicamente non so se mi spiego… nessuno come lui
    riesce a toccare con me certe corde. e non si tratta di idealizzazione
    come ho sempre creduto in questi anni, è proprio una cosa che sento
    quando me lo trovo davanti, lo ascolto parlare, lo guardo negli occhi
    o soltanto leggo i suoi sms… probabilmente sono solo una stupida ma
    io quest’occasione me la voglio giocare.

    NATY grazie, tranquilla non mi sono offesa ho capito il tuo discorso.
    volevo precisare che io sono sola, sono single ecc ma non mi sento
    sola, nè una zitella senza speranza, nè uno scarto. ovvio che come
    tutti vorrei un amore ecc ma io mi sento forte, coraggiosa,
    indipendente, interessante, con tante cose da dare e sto bene con me
    stessa. mi sono spiegata male, sul fatto del sentirsi sola mi riferivo
    a certi discorsi di certa gente molesta sempre pronta a criticare,
    sindacare, stigmatizzare…stranirsi e strabuzzare gli occhi se a 28
    anni non hai né uomo, né figli. ecco io questo intendevo, intendevo
    parlare di questa triste convenzione sociale. che io per prima
    combatto e voglio combattere. NATY mi piacciono molto i tuoi discorsi
    e li condivido!

    LUNA bella il discorso dell’autocritica è una perla di saggezza. se
    tutti la possedessero sarebbe un mondo migliore 🙂

    un abbraccio a tutte

  • 8623
    Naty -

    Ciao tutt*. VALINDA, ciao, anche a me piacciono i tuoi discorsi, tipo questo: “e questa è l’ultima possibilità. se lui non mostrerà interesse arrivederci e grazie. non sto qui in balia dell’ennesimo peter pan da strapazzo”. Brava.
    In questi giorni sono rimasta in attesa di vedere che faceva il signorino: l’ho beccato che era a “interloquire” con altre a mezzanotte (mentre a me, spesso, alle dieci o poco più, dopo avermi “conquistata”, stranamente dava la buonanotte in fretta e furia: “stanchissimo”, evidentemente) e tutto il puzzle di sintomi vari che già riconoscevo si ricomponeva (assenza, presunzione che io fossi a disposizione – avevo la “sensazione” che i nostri rari appuntamenti fossero decisi sempre e solo da lui, per conseguenza ai suoi “impegni”, dei quali mai nemmeno quasi mi rendeva conto, per spiegare in anticipo le sue esigenze, i suoi tempi, la sua disponibilità -, improvvise freddezze, cambi di tono – da dolcissimo ad apparentemente infastidito: non rispondeva a semplici, gentili e dolci messaggi -, brusco e sbrigativo, orrendo per me, nei saluti; mancanza ora di chiarimenti che (se) mi percepisce “cambiata” e/o indifferenza ostentata – indifferenza vera? dispetti? chissà – a che io ci sia o meno.
    L’inizio invece era stato “normale”: mi cerca ogni giorno; mi dice cose “romantiche”, mi chiede di vedersi, nonostante gli impegni, mi dice “paroloni” e frasi cui si dovrebbe far seguire fatti (“a me servirebbe una donna come te”: notare il verbo “sevire”). A un mio dargli il “ben servito”, con vero sdegno – per un suo prolungato silenzio mentre era con i figli in vacanza – si mostra dispiaciuto e più presente, mi dice che tiene a me e lo dimostrerà, mi “stringe forte” a distanza, ma quando mi rivede, dopo più di dieci (sottolineo DIECI) giorni, entrata io in aiuto, scappa subito via per portarmi dove vuole lui. Voglio dire: non sta fermo un momento, non mi “stringe forte” a sé. Forse sono abituata male: sono attenta a parole e fatti (gesti). Sono attenta alle “piccole cose”. La scena che vi ho raccontato, una volta tornata a casa, è capace di ferirmi come con un pugnale, e starmi fissa dentro, fino a che non arrivo alla verità. Una verità sostanziale, che non ha bisogno, ora no, di piccoli dettagli. Oggi appena sveglia pensavo: oggi la maggioranza delle persone forse non vuole lottare per amore, vuole comprarlo. A poco. Essere amati da una donna non è facile per molti uomini: perché bisogna amarla. E molti non vogliono amare, semplicemente.

  • 8624
    Naty -

    E nonostante tutto mi lascio un dubbio: che tutto, con quest’uomo, sia stato un terribile malinteso e che lui non sia come ora io lo sto credendo (sulla base di fatti, sulla base di semplice verifica che ci sia coerenza fra parole e fatti, fra prima e dopo, ecc.). Che lui, poniamo, sia una natura chiusa, permalosa, diffidente, che si ritrae se qualcosa lo ferisce, che pretende che io capisca cose semplici che non devo aver capito e che non si spiegano, che magari sia rimasto “bruciato” e “inaridito” (come dice SILVY) dalla sua precedente relazione e abbia paura, che si stia ora rendendo conto, provando in effetti qualcosa di forte per me, che non sarà facile gestire tutto con i figli ecc. Vogliamo vedere? Bene: io sono qui, a vedere, sperare quasi più per lui che non per me, se è così. Vediamo.

    Vorrei poi sottolineare una cosa, riguardo gli uomini (ovvio anche le donne, a me in questo caso interessano gli uomini) separati con figli: vista ormai la mia esperienza, cerco di fare MOLTA attenzione, tra mille cose, a una, e cioè (nel caso di uomini infedeli, o che non si vogliono impegnare ecc.) a chi USA i figli come SCUSA D’IMPEGNO. Usano anche le ex, comodissimi, dicendoti vaghi: eh, non so quando li prenderà lei i bambini, devo sentire (mentre invece, io penso che se – entrambi – volete mettervi con un’altra persona, bisognerà pur che voi “stabiliate”, in generale, tempi e modi tra voi ex: altrimenti gli altri, signorini belli, sono a disposizione vostra: di compagni/e, vostri ex e vostri figli, non so se mi spiego…).
    Insomma: possono gestirsi meglio a farsi i cavoli loro, essendo impegnatissimi… Tra varie donne da corteggiare e sedurre, ex mogli, figli, lavoro, amici, e altre loro passioncelle, e ti credo che sono impegnatissimi…

  • 8625
    Il Risolutore -

    cara Loredana sono il Risolutore e sebbene non intervenga mai in questi dibattiti ho deciso questa volta di venire in tuo soccorso.

    Il caso che descrivi rientra nella tipologia denominata “il risveglio”, tipica dell’uomo alla soglia simbolica dei 30 anni, dei 40 o dei 50. La questione sarebbe molto complessa da spiegare ma devo essere sintetico perchè io SONO sintetico. Io sono la pura essenza della sintesi, anzi. Per farla breve, c’è sempre un momento della vita in cui un uomo si siede su un letto e dice: “ma io chi sono? Cosa voglio? Dove vado?” Bene, questo momento per il tuo ex è arrivato. Ora ci sono 6 modi tipici con cui un uomo risponde a questa domanda ma nel frattempo fa delle cose. Una delle cose che fa è troncare affetti, cambiare lavoro, trovarsi hobby o migrare come gli uccelli migratori. Lui ha troncato. Ma ora non ci intressa analizzare le cose che potrebbe fare lui da qui in poi. A noi interessa quello che farai te, giusto? 1) Fai un viaggio 2) mentre sei in viaggio devi chiedere alla tua migliore amica di venire a casa tua e svuotarla di tutte le cose mettendole all’asta nei mercatini dell’usato e cercarti un nuovo appartamento 3) al rientro dal viaggio prendi possesso del nuovo appartamento e coi soldi degli oggetti venduti ti compri solo le cose necessarie per la nuova casa 4) fai stampare 100 manifesti da un’agenzia di pompe funebri col nome del tuo ex e li attacchi per le strade che percorri maggiormente così che ogni volta che ti fermi ad un semaforo guardando un muro ti rallegrerai della tua piccola vendetta, ma molto sana e liberatoria. Lascia perdere psicoterapie da 4 soldi e gruppi di autosostegno che sostengono solo chi li organizza, diventa protagonista della tua esistenza e tira una barra sul nome che avevi scritto di fianco al tuo per far posto a te stessa. Quando ti sarai ambientata nella casa nuova dai una festa ed invita soprattutto le persone che a lui stavano antipatiche, ti aiuteranno ad offrirti una prospettiva diversa di lui ed a fartelo scendere dal piedistallo su cui lo hai tenuto per anni. Loredana ricorda, meno ti rosoli nella sofferenza e più risolvi la situazione, tanto non puoi fare nulla con uno che entra nella fase del “risveglio”. Chiudi il capitolo, seppelliscilo, tumulalo. Te sei viva e bella e raggiante nelsole, lui è storia del passato, chiusa, finita. Lore, non fare la minchiata di rimetterti insieme mi raccomando. Abbatti quel pensiero di lui come parte di te, cazzate.
    con affetto: Il Risolutore.

  • 8626
    LUNA -

    Io mi rendo conto, in generale, anche nell’amicizia, che non avrei più pazienza per nature chiuse, permalose, diffidenti… di atteggiamenti (che io in realtà ho sempre trovato piuttosto patetici, più che fighi, sin dalla tenera età) da denim, l’uomo che non deve chiedere mai, e cose del genere…
    attenzione: per chiuso non intendo timido
    per anafettivo non intendo il fatto che esistono certamente persone più calorose nel dimostrare l’affettività anche in mezzo ad una piazza e altre che sono meno eclatanti, ma comunque affettuose, realmente, a modo loro, nella dimensione privata (mio nonno per esempio è uno super affettuoso che corre dietro a mia nonna per la casa per sbaciucchiarla, dopo 60 anni che stanno insieme, e mia nonna dice: sei una tarma! ridendo, perché lei ha un altro carattere, ma sul fatto che si vogliano bene non ci sono dubbi. E dopo 60 anni anche se esce torna a casa all’ora di pranzo perché amano pranzare insieme, e ti dice: no, no, prendo quest’autobus, perché non voglio arrivare tardi! Ma non lo dice per dovere, per prassi, o perché altrimenti lui si incazza, lo dice per amore).

    per permaloso non intendo il giusto fatto di dire “vorrei dirti che così facendo mi ferisci”, quindi semmai sensibilità
    per diffidenza, rispetto alle persone e al rapporto, non intendo il fatto che se due persone non si conoscono hanno bisogno di conoscersi e di fidarsi, attraverso l’esperienza, l’una dell’altra, anche perché, appunto, magari in passato hanno avuto esperienze negative, e quindi magari lecito (ma forse sempre, in senso più ampio) non essere mi fido ciecamente da 0 a cento in un secondo, tipo una lamborghini diablo in accelerazione…
    e non sto sindacando sul fatto che tutti possono avere paura, dopo una o più esperienze negative, e quindi chiedere all’altro un po’ di pazienza, ma in senso positivo, o il fatto di venire incontro…

    ma forse, ecco, riassumerei il concetto dicendo: credo di non avere più pazienza per l’aggressività, l’aggressività travestita in diverse e varie forme, anche sottili, ma considerate quasi un modo di essere normale e un diritto. Non il normale essere nervosi magari se ti si è bucata una gomma e quindi sei concentrato/a sul fatto e rispondi, sporadicamente, in maniera un po’ brusca, ovvio che nessuno è perfetto, ma discorsi che nascondono (o palesano) qualcosa tipo:
    e sai, sei una cara persona, però io in questo momento non so amare.
    Bene, allora risolviti un attimo la questione tra te e te, perché non metto in

  • 8627
    LUNA -

    dubbio che una persona dopo un’esperienza negativa (ma dopo subito dopo o dopo 20 anni?) possa non sentirsi capace di amare, o pensare di essersi disimparato o essere fottuto di paura… però c’è un piccolo problema se stiamo parlando di una relazione di amore e tu mi stai dicendo che non sai/vuoi/puoi amare.
    Allora magari è meglio che piuttosto mettiamo su un torneo di briscola e tresette…

    anche perché a volte, parlamoci chiaro, se l’avere muri nei confronti dei sentimenti non è cosa congenita ma temporanea, non sarà che forse, al di là della paura, la questione è che non è la persona?
    O che non è il momento?
    Sfiga se non è il momento, che magari se ci si incontrava tra due anni era tutto diverso, ma se il momento è quello invece che si fa?
    uno/a che non sa amare e dall’altra parte una persona che cerca di costruire una relazione sentimentale con presupposti angoscianti o castranti sin da subito?

    ma poi appunto c’è l’altro caso. In cui Gina o Gino sanno amare, non dicono di no, e hanno voglia di amare. Però siccome quando stavo con Piero lo aspettavo tutti i giorni per tre ore e lui arrivava sempre tardi allora io adesso arrivo sempre tardi per primo.
    siccome quando stavo con Marzia le facevo sempre dei regali e poi mi sono sentito un cretino allora a te non regalerò niente neanche per i 50 anni di matrimonio, tu mi capisci vero?
    siccome quando stavo con lui/lei ho rinunciato per anni a giocare a tennis o a stare con gli amici adesso io vado a giocare a tennis anche se ti stanno facendo un’appendicectomia e se provi a dirmi che non devo uscire con miei amici quando mi pare io capirò che tu in realtà vuoi solo vedere quanto potere hai su di me… e mi sentirò soffocare…
    sì, è vero, ho un altarino della mia ex in salotto, ma so che puoi capire… e magari con il tuo amore riuscirai a farmi capire che in fondo sbaglio a tenermelo…

    quante persone raccontano esperienze così?
    ora tutte queste sono cose che si possono provare, e atteggiamenti che si possono avere dopo una batosta. dico che potrei averli anch’io, non dico tutti, magari una parte, e inconsciamente. Ma rimane il fatto che forse nel momento in cui sei così forse, anche se una relazione può aiutarti anche a credere di nuovo, se non sei/siamo proprio in grado di viverla, forse è meglio che per un po’ cerchi di capire come stai e cosa vuoi e cosa non vuoi da una relazione, cosa sei disposto a dare, indipendentemente dal passato, nel presente, e magari ti iscrivi davvero ad un torneo di 3-7

  • 8628
    Silvy -

    LUNA, NATY correggetemi se sbaglio, non vorrei peccare di presunzione ma mi sono
    fatta l’idea che gli uomini, in genere, funzionano in maniera molto più semplice di noi.
    Insomma se noi siamo elettronica loro sono meccanica. Del tipo che se gli piaci si fanno
    capire per quanto possano essere timidi, se tu sei gentile e carina con loro pensano che
    siano loro a piacere a te altrimenti non capirebbero lo sforzo che fai per essere piacente
    ai loro occhi. Se vogliono stare con te trovano quasi sempre il modo, non esiste partita,
    o stanchezza, o altro. Per cui ormai, forse sbagliando, tendo a non fare troppi pensieri
    del tipo “ha paura dei suoi sentimenti” o “non vuole esternare le sue emozioni perché
    timido” “non mi chiama perché si vuol far desiderare” “è colpa mia ho sbagliato a dire e
    fare” “è un momento difficile ha bisogno di tempo” “sono io che non ho capito”. Poi è
    vero che più si va avanti e più le cose si complicano, esperienze negative, fattori
    esterni… casa, lavoro, famiglia, salute, responsabilità… e se ci sono i figli di mezzo è
    ancora più complicato.
    Ma due esempi pescati sempre dalle mie amiche: una sta con un uomo divorziato con
    due figlie. All’inizio non è stato facile, quando hanno iniziato a frequentarsi lui era
    separato in attesa di divorzio. Hanno dovuto organizzare i tempi, lei si è fatta ben volere
    dalle figlie e gradualmente è entrata nel nuovo menage familiare. Poi lui ha avuto
    problemi di lavoro, lei di logistica. Si sono aiutati e sostenuti a vicenda e quando uno
    cedeva l’altro tirava per tutti e due. Ora hanno un lavoro, una casa e lei aspetta un
    bimbo!
    Un’altra invece frequentava un ragazzo separato senza figli in prossimità di ottenere il
    divorzio. All’inizio le cose sembravano andare a gonfie vele, grande intesa, tanti progetti.
    Ma su di loro incombeva sempre la presenza della ex-moglie. Poi sono cominciati i
    comportamenti strani, ambigui. Le sparizioni, le ricomparse finché lui ha confessato di
    sentrisi ancora confuso e di non essere pronto per una nuova storia. Ma dico io (come
    dice LUNA), fai chiarezza prima, magari hai bisogno di stare un pò da solo prima di
    buttarti in un’altra storia. Voleva solo compagnia. Appena hanno smesso di frequentarsi
    si è buttato a pesce su un’altra… ma complimenti.
    Più si va avanti e più le cose si complicano ma se c’è l’intenzione, la voglia e ovviamento
    il sentimento tutto si può affrontare e risolvere o no? sono un’ingenua?

  • 8629
    Naty -

    LUNA, ti bacerei sulle guance per le cose che hai scritto. Esempio: “Io mi rendo conto, in generale, anche nell’amicizia, che non avrei più pazienza per nature chiuse, permalose, diffidenti… di atteggiamenti (che io in realtà ho sempre trovato piuttosto patetici, più che fighi, sin dalla tenera età) da denim, l’uomo che non deve chiedere mai, e cose del genere…
    attenzione: per chiuso non intendo timido”.

    Eh, appunto.
    Ma poi, quest’uomo, per esempio, ma dico io…Ma è possibile a cinquanta anni, gettare subito in confusione una? LUNA, prima mi fa il passionale, anche troppo. E poi sbalzi. Mi sbatacchiava da una parte all’altra, e sì che sa che ho una situazione difficile (lui no). Freddezze assurde (come quella che mi vedi, dopo 10 giorni, e nemmeno mi abbracci, e lungamente, dico io, avresti dovuto abbracciarmi; come quella che prima messaggi teneri, e improvvisamente manco rispondi, salvo poi riprendere come prima: che era?) e ritorni di dolcezze, frasi esagerate. Insomma: a me uno così mi manderebbe al manicomio. Resisto un po’, proprio per quello che dici tu LUNA, sostanzialmente: insomma, ci stiamo conoscendo, come posso sapere se lui è timido, o sensibile (si definiva tale, oltre che “dolce” e “gentile”: sarà, io risponderei sempre, e al più presto, a un messaggio di uno con cui penso di essermi messa, che mi dà una dolce buonanotte), o diffidente, o permaloso, o ha problemi con la famiglia? Non parlava. Ha parlato più appena conosciuti, che non dopo che – teoria, evidentemente – dovevamo essere più “intimi”. Ci stiamo conoscendo, e quindi aspetto. Se qualcosa non mi torna, come è stato, fin dall’inizio, te lo faccio capire. Ma insomma: non è che posso andare avanti sei mesi così, a capire se sei sensibile o piuttosto incasinato, o sfarfallone, o se ci sei per me o no. Eh. Vorrei dirgli: ma se io mi considero una persona sensibile, gentile e dolce e inoltre interessata a te, mi comporto in modo freddo, o caldo o come? In tale confusione, con me vai poco lontano. Infatti ci siamo incasinati: perché io – ma non nel senso degli esempi simpaticissimi che hai fatto tu di Marzia, Gino e Gina – per conseguenza, adattandomi a un TUO modo di rapportarti, mi sono RITRATTA, RAFFREDDATA, DISTACCATA. Certo, non ci metto subito una pietra sopra, su qualcuno che mi aveva colpito. Aspetto di vedere che fa, se ha qualcosa da dire. Ma non sto a fare quello che ho fatto (fare come lui) per fare i dispettucci: solo per o aprire un chiarimento, o chiudere, ma sul serio.

  • 8630
    dopo5anni -

    ciao a tutti.
    che strano…son tornato a leggere questo “forum” dopo 5 anni…diciamo che sono stato uno di quelli che ha fatto più volte capolino raccontando qui la propria storia, che è anche la vostra, ben 5 anni fa. storia di dolore immenso…di quelle sensazioni laceranti che “solo chi vive in prima persona può comprendere”.
    Questo mio messaggio vuol essere un messaggio di speranza per VOI…che vi possa in qualche modo far pensare che…tutto passerà! sarà duro…più o meno faticoso e lungo…ma passerà!
    Sapete…da 5 anni fà le cose sono cambiate molto…la vita è andata avanti…ci sono state tante rivoluzioni.
    La più bella rivoluzione è una creatura meravigliosa di quasi 19 mesi…la nostra gioia….MIA FIGLIA!
    Solo se la osservo mentre mi sorride e allunga le sue braccia perchè vuole le mie coccole…i 5 anni mi sembra 5 millenni.
    coraggio ragazze e ragazzi!
    tutto passa…

    un abbraccio

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