La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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queste persone esistono, perché mentire? E un buon istinto forse ti aiuta anche a riconoscerle se ne incontri uno/una, come ti aiuta magari a renderti conto se qualcuno non è compatibile con te, anche nella visione della vita… però mi sa che chi riesce a non considerare se stesso uno “scarto”, qualsiasi età abbia, e a non guardarsi intorno tipo: eccoci qua, nella danza degli scarti, ma considerando soltanto di essere una persona in mezzo ad altre persone (che possono piacere oppure no, anche per l’atteggiamento che hanno nei confronti della singletudine, certamente, e delle relazioni) aiuta a vivere meglio… e anche ad aprirsi al pensiero che, a qualsiasi età, e qualsiasi sia il passato, si può anche incontrare qualcuno di interessante. Non per forza, ma può accadere.
Neanche a 20 anni, in fondo, incontravamo tutti i giorni qualcuno che ci sembrava interessante. Con tutto che certamente la maturità sentimentale era diversa, anche a 20 anni c’era chi ci poteva colpire di più o di meno. Io ho provato molti affetti e simpatie, ma persone che mi abbiano colpito veramente veramente, da dire “forever”, quante? grave? dipende dai punti di vista.
Poi, certo, un mio amico, che di anni ne ha 46, un giorno mi diceva questo, che capita troppo spesso di incontrare persone che da un lato vorrebbero una relazione, si capisce, ma dall’altro anche incosciamente tendono ad essere aggressive, e a voler quasi farla pagare a chi viene dopo. Magari per atteggiamento di difesa: stavolta non mi farai fesso/fessa.
Lui dice: ma io non ci sto.
NATY: non lo so… cioè, non so se sia nato prima l’uovo o la gallina 😉 non è possibile semplicemente che tu abbia affinato anche l’istinto di capire se con una persona ti trovi bene, hai cose in comune oppure no ecc?
O che tu abbia voglia di una relazione, in senso astratto, ma che tu non abbia ancora incontrato una persona con cui senti di voler viverla davvero?
@io voglio un uomo presente, che fa sentire la vicinanza anche quando lontano. Una mia famiglia. Un figlio.
cosa c’è che non va in questo tuo pensiero? mi sembra lineare. Poi, certo, non so cosa significa per te “che fa sentire la vicinanza anche quando è lontano”, ma TU lo sai. Non è impossibile fare un figlio dopo una frequentazione breve, ma immagino che il concetto non sia questo, quanto di “apertura verso un futuro prossimo”. Se non senti quell’apertura dici no, da subito? C’è effettivamente chi esprime apertura o chiusura al di là del nostro sentire soggettivo, mi sa.
Ciao a tutte e tutti.
SILVY, io cerco di non pensare che gli altri, siano come siano, siano degli SCARTI (umani). Certo, come dice LUNA, è normale che, soprattutto andando avanti con gli anni, diventi più difficile, ma non era facile nemmeno a 20 anni, ed è quindi vero, almeno nel mio caso, che ho SCARTATO (brutta parola ma è così, diciamo allora EVITATO, lasciato andare per la SUA strada, andandomene io PER LA MIA, semplicemente) diversi corteggiatori. E questo anche di recente, anche ora. Non vorrei apparire presuntuosa, ma io – e questo in generale, cioè lo penso anche per gli altri – non penso che oggi avere quarant’anni significhi essere vecchi, o finiti, e non lo penso di me: mi vedo allo specchio e mi rispecchio nelle impressioni che faccio agli altri. E guarda un po’, ho corteggiatori di 30, 40, 50 anni. Io dimostro dieci anni meno. Il problema non è sentirsi, come VALINDA, per me, oddio sarò sola, oddio ecc. Il problema è domandarsi: ma io che dimostro dieci anni meno, che ti ho detto (a te che ne hai dieci più di me e ne dimostri anche di più…) chiaro e tondo di mie esperienze pregresse (2, e mi bastano), di quello che cerco, mi corteggi e poi? Mi fai l’ambiguo? vedo non vedo? ci sono non ci sono? Ma per chi mi hai preso? Per una quarantenne che se la fa sotto a stare sola? Ma chi ti credi di essere, tu, che prima parli in un modo e poi ti comporti in un altro? Pensi di avere a che fare con una quindicenne, che non voleva perdere tempo nemmeno quando di anni ne aveva 20? Chi sei tu, per farmi perdere il mio tempo? A quest’uomo ora io non dirò nemmeno: guarda, non è cosa. E perché dovrei dirglielo? Sprecare fiato? Avvertirlo di qualcosa? Glielo avevo già detto chi ero e cosa facevo e volevo. Farò come lui: vedo non vedo, ci sono non ci sono. Che per me significa: ciao bello. La prossima volta: datti da fare, se mi vuoi.
Mi sono rotta le scatole, io.
I figli la prima cosa, SILVY? E chi gli dice niente. Solo: ci si mette con qualcuno per sentirsi ultimi? Solo: è lui ad avere cercato me, con i figli, non il contrario. Allora, se io sto quieta e buona perché tu te ne stai in vacanza per 10 giorni, fatti sentire “presente”, bello mio, mi pare il minimo. Altrimenti stai da solo. Con i figli. O trovati una come te, con i figli, e vedetevi pure una volta alla settimana, come gira gira, eh?
No. Il fatto è che la maggioranza delle persone, a mio vedere, e soprattutto i separati con figli, vive un po’ così, come viene viene, tanto loro “hanno già dato”.
Hai già dato e vuoi soprattutto: questo è il messaggio. E io allora ti rispondo implicitamente (senza più nemmeno sprecare fiato): io ho da dare e voglio ricevere. Non lo avevi capito? Be’: son problemi tuoi. Io non mi posso mettere a trattarti, te cinquantenne, come un quindicenne: che mi metto lì a spiegartelo, come una mammina? Vai al diavolo. Oppure datti da fare, e dimostra qualche cosa. Gli scrivo messaggi gentili, dolci, e questo mi fa il distaccato. Mi distacco (come naturale) e questo mi fa il dolce. Oh, bello mio, deciditi. Ai tuoi figli, mi verrebbe da chiedergli, faresti questo? Non risponderesti a un loro tenero messaggio per un giorno intero?Che so, papà un bacio, mi manchi. No, vero? E io chi sono invece? Niente? Sei “umorale”, hai un “carattere difficile”? Be’, problemi tuoi. Io, se proprio proprio, come te ne trovo un altro. Anzi, mille.
E un’altra cosa, anzi due, SILVY: io sono abituata, le cose, ad analizzarle e a cercare di guardarle da ogni – possibile – punto di vista. Perlomeno ci provo. Allora: hai i figli? Hai esigenze? Benissimo. Ma allora, SILVY, rovesciamo un momento la cosa: se tu sei impegnativo per me, e proprio A CAUSA dei tuoi figli – poniamo -, non SEI PROPRIO TU, che dovresti dimostrare DI PIU’ a me, che non ti creo problemi e non ne ho? Ecco perché parlavo di presunzione. Tu presumi, dai per scontato, che io sia a tua disposizione, mentre io penso, dato che PAZIENTERO’ per UN TUO PROBLEMA, che sia tu, a mostrarti ancor più DISPONIBILE, cercando di sopperire in altro modo.
La seconda cosa che ti volevo dire, SILVY, riguarda la tua amica: per la quale, lei sì, c’è da provare compassione. Perché è giovane, ma stronza (col suo lui e pure con te, scusa, eh). Ai miei occhi una che sta con uno non amandolo è una poveretta (che naturalmente si crede furba). Quindi al posto tuo avrei pensato, o glielo avrei fatto capire: sei messa male, ragazza mia, e meno male che non ho fatto la tua fine, e né alla tua età, né ora.
PS: scusate, sono un po’ in****ata. LUNA cara, sai, mi dicono tutti “sei lineare”. Non c’è niente, hai ragione, che non vada nel mio pensiero (almeno in quello da te sottolineato), io lo vedo bene. E’ solo che per quanto tu, per rispetto all’altro, cerchi di essere onesto e chiaro, ti sembra di parlare con muri, e allora, dai e dai, ti passa la voglia di parlare, e di tutto.E infine, io l’amore l’ho conosciuto, se Dio vuole. Tutta questa confusione io non la posso considerare (potenziale) amore, non ce la faccio.
Cara Luna, per il rullo compressore hai ragione, ma dicendole che è una tipa “sveglia”
intendevo dire altro e lei lo ha capito… Sono pienamente d’accordo con te, anche
secondo me c’è qualcosa che non va nel loro rapporto. Ma lei si sente un modello
vincente ha il bravo ragazzo che la riempie di regali e attenzioni e intanto conduce una
vita libertina. La crisi deriva dal fatto che questo ragazzo d’oro però non si decide a
chiederla in moglie e lei ha paura di un suo colpo di testa… (il famoso pugno di mosche
in mano). Il discorso del tuo amico… del tipo “sta volta non mi farai fessa” è esattamente
il discorso che fa lei, qualche esperienza deve averla profondamente segnata ed ora ha
questo atteggiamento, “se tu non ti decidi io intanto mi diverto con il primo che passa!”.
Ma questa è vita? Lei si sente più tutelata comportandosi così? Se lui la dovesse lasciare
lei si sentirebbe meno “fessa” perché intanto se l’è goduta?!
No neanche io (fino ad ora) ho avuto esperienza di uomini con famiglia, quello con cui
parlavo era un conoscente con il quale ci siamo reciprocamente sfogati poco dopo che
sono rimasta da sola. E lui m’ha raccontato la sua esperienza e la situazione assurda in
cui s’è venuto a trovare… del tipo che non gli va bene l’avventura o un rapporto mangia e
fuggi e vorrebbe appunto un rapporto duraturo, una donna che sia la sua compagna di
vita, dall’altro però non si sente di costruire un’altra famiglia, avere dei figli… Ecco forse
allora “scarto” inteso in questo senso, quando le esperienze negative t’hanno talmente
condizionato che ad alcune cose dici no a priori… ma poi un barlume di speranza c’è
sempre. Tant’è che ha concluso:”Ma poi se l’amo (questa ipotetica compagna di vita)
perché non dovrei volere un figlio da lei se lei lo vuole da me?” Anche io conosco
persone che dopo esperienze familiari finite male sono ripartiti e ora sembra che le cose
vadano bene, ma non è facile i problemi sono doppi…
SILVY, ti racconto una cosa. Una volta avevo un’amica. Ricordo che diceva: “io sono profondamente monogama”. Bene. Passano gli anni, s’innamora di uno che, sedotta e abbandonata, è evidente, evidentissimo, che non la vuole. Per anni. Dopo ANNI s’innamora, pare, finalmente, di un altro. Ma PROPRIO proprio quando lei s’innamora, finalmente (pare), ecco l’altro che torna: muoio, soffro, mi suicido ecc. Guarda un po’. Bene. Appuntamento. Le dico: ok, vai, fai pure questa cosa di nascosto all’altro. In fondo hai sofferto tanto: vai, ma chiarisci, fatti confermare di nuovo, dal vivo, occhi negli occhi, che “ti ama”, come finalmente dice, e ancora: ora basta, deciditi, o stai con me, e io lascio l’altro, o finiscila, sparisci. Lei va: baci, abbracci. Conferma di “ti amo” nemmeno l’ombra, naturalmente. Troppa fatica. Troppo impegnativo. Meglio lasciare tutto sul vago: è più romantico così. Risultato: fidanzato “ufficiale” e amante. Bravi tutti, complimenti: la monogama mi diventa bigama dichiarata. L’ultima volta che l’ho vista parlava di volere un “terzo” che aveva notato. Infine: “molla” anche me, stranamente in momento difficile per entrambe. Forse lei, mi dico, nonostante io non le dicessi granché, si sentiva “giudicata male” (penso che ero l’unica, o quasi, a sapere tutto). Ma per me la sua vita era sua. Ognuno la può distruggere o costruire come crede, la sua vita. A volte le dicevo una sola frase, che forse era terribile: tu hai due uomini perché non ne hai nemmeno uno. Cioè lei, in fondo, non si sentiva amata da nessuno dei due. E a sua volta non amava: ci aveva rinunciato. Io così la vedevo. Ma se non si ha il coraggio di ammetterlo, che noi stessi non si ami, o che siano gli altri a non amarci, il risultato non cambia. Ci si può sposare, farsi amanti, fare figli, tutto quello che volete: ma il risultato non cambia. Non si ama e non si è amati. Si pretende, ci si lagna, ma non si dà. Ergo, io dico: perlomeno un po’ di silenzio, e non si parli di amore quando così non è. Amore è reciprocità. Se tu hai amore per i tuoi figli, per esempio, perché non puoi averne per altri? Dobbiamo proprio far sentire per forza una/uno appunto uno SCARTO, un AVANZO, perché uno/una ha dei figli? Ai miei figli questo, a quest’altra che è ultima tanto poco così, perché non mi ci entra altro, però mi ci entra che lei entri in questo piccolo spazio perché ho bisogno di riempirlo. Su, non prendiamoci in giro. Gli altri non sono cose, incastri, per riempire vuoti, di tempo o altro.
Pensavo… al mondo ci sono uomini che pensano di non volere figli o altri figli, e poi magari cambiano idea, ma ci sono anche persone che la pensano così e basta. Ma non ci sono solo donne che vogliono avere figli, ci sono donne, ne conosco, che invece no, e ci sono anche donne che non possono avere figli, per cui incontrare un uomo che ne abbia già o non vuole averne può creare un equilibrio piuttosto che uno squilibrio. Mi rendo conto che le persone non si scelgono sulla carta, in base ad un identikit, che appunto non è un gioco di carte in cui dici metto questa vicino a quest’altra… però è anche vero che non esiste un solo modo di essere o un solo futuro verso il quale si vorrebbe tendere, non esiste una sola idea di cosa sia bene per sè o no ecc, intendo dire che ne esistono quante sono le persone, e alcune persone, per tutti questi aspetti, sono più compatibili di altri… trovare chi ti è compatibile, oltre che chi ti fa battere il cuore, ti colpisce più di chiunque altro, intendo dire entrambe le cose insieme, certo è una fortuna, e di possibilità… ma anche di scelte? E’ chiaro che ci si viene incontro, si può venirsi incontro, ma ci sono proprio delle idee,sulla vita, che sono basilari, e se il contrasto è su quelle?
Allora forse bisognerebbe essere onesti e ammettere quali sono le proprie priorità, e se si sceglie di abdicarle essere consapevoli che è una scelta?
E’ triste che si crei una specie di competizione (anche se involontaria, anche se non si tende alla competizione affettiva, ma per la situazione) tra due amori diversi come quello per i figli e per una compagna o un compagno. A volte queste competizioni in alcune persone nascono oltre che… dall’importanza giustamente data alla prole, alla protezione della sensibilità della prole, ad una serie di dinamiche come il senso di colpa, o anche un o una ex che creano problemi perché non hanno mai risolto, loro, il trauma o la frustrazione della separazione, del fallimento dell’unione.
(ne conosco, ho un’amico che ha un’ex che dopo 6 anni continua a fargli scenate sotto casa… e a dire in giro che lui se ne frega del figlio, mentre posso assicurare che lo adora e che ha sempre cercato di esserci, mentre semmai è lei a fare questioni e ripicche…).
Uscendo dal generale: Naty, dicevo lineare nel senso che mi pareva che quello che pensi, per te, lo hai chiaro. e a me pare fondamentale. Perché prima di parlare con gli altri (capisco anche il senso di: mi sono stufata di dire) è con noi
NATY Apro e chiudo parentesi sulla mia “amica”. Non è più giovane di me, anzi ha
qualche anno in più di me e (da quello che ho capito) di te! Quello che gli dovevo dire
gliel’ho detto a piccole dosi in svariati frangenti. Di come si comporta con il suo
fidanzato, a questo punto, sinceramente non m’importa. Penso, come dicevo prima, che
lei possa essere l’esempio emblematico dello scarto perché scottata da qualche
esperienza negativa pregressa ed ora vive questo rapporto come a volerla far pagare
all’ultimo mal capitato ed invece l’insoddisfatta e inappagata è lei…. si appunto tanti
uomini per non averne nessuno!
NATY per quanto riguarda la tua storia solo tu puoi sapere. Personalmente penso che
l’avere figli o meno non rende le cose più o meno complicate dal punto di vista
dell’impegno sentimentale, ma semplicemente da quello pratico organizzativo (come ad
esempio in un rapporto a distanza).
Il discorso degli scarti (ho usato un termine inappropriato condizionata dai luoghi comuni
e dal cinismo dilagante non volevo essere offensiva) era un discorso generico… ed io lo
voglio intendere nel senso di bruciato/a, inaridito/a o come dici tu nel senso di uno/a
che ha già dato ed ora vuole solo avere. Non necessariamente nel senso di avere dei figli
o un’ex moglie/marito, ma nel senso di non aver più l’entusiasmo di ricominciare e la
voglia di impegnarsi, sforzarsi (come l’esempio del mio conoscente “niente più figli
perché già ne ho” nel senso di “ho già dato”). Almeno questo era anche quello che avevo
percepito nel tuo primo commento.
LUNA concordo pienamente…
che parliamo.
Perché le xsone tradiscono? Tanti i xkè, e ciascuno sa o comunque crede di sapere i suoi. A volte, nel caso di più relazioni parallele, forse si cerca, paradossalmente, di creare/crearsi un equilibrio generale? Forse alle volte si dividono i propri bisogni dividendosi in più identità? Al di là di qualsiasi morale è più faticoso impegnarsi in una relazione o in 2, 3? Forse è un tipo di fatica differente, se mi passate la parola fatica. Chiamiamola allora magari: utilizzo di energie. Silvy, se non erro dicevi che la tua amica sembra vivere più relazioni per non avere la sensazione, se lui non farà infine “la promessa”, di avere avuto solo un pugno di mosche.
Messa così pare che mentre in realtà sta in attesa e non si sente soddisfatta del fatto che lui tergiversi o la veda in un altro modo travesta un sintomo della sua frustrazione in un punto di forza? Invece di affrontare la cosa in modo diretto, o non ricevendo una risposta nel momento in cui lo fa, si crea vite parallele che, le sembra, bilanciano in qualche modo la sua posizione?
l’insoddisfazione è realmente connessa alla relazione o è preesistente? Lei tradisce perché lo sente distaccato o lui non si fida perché pur non sapendo di essere tradito percepisce una distanza, dovuta al fatto che lei “è divisa”?
O percepisce ma in qualche modo, anche solo inconscio, il fatto che lei “compensi”, indifferente come, gli va bene? Anche se, se sapesse di essere effettivamente tradito, andrebbe fuori di capoccia?
(non so se lui lo sa, non ho capito, mi pare di aver capito che è un tira e molla, di avvicinamenti e distacchi emotivi).
Lei, mi dici, non è una donna che ammette serenamente di avere bisogno di avere più uomini, ma che dice “è colpa sua…”.
Ma, non so… mi invento… immagino però che quando una persona vive una storia e sente la sua identità non divisa sia più serena. E forse, se invece c’è un problema, riesca anche a individuarlo meglio, ad ascoltarsi meglio, con meno dispersione? A – ke nn abbia proprio bisogno, indipendentemente dal partner o dalla storia in sè, di vivere su più piani e riesca ad accettare qst suo modo di essere. Ma mettendo in conto xò che chi sta dall’altra parte possa non essere d’accordo. E non sono ironica. Può trovare anche chi è d’accordo. Per il resto non giudico il tradimento, non conoscendo cosa sta dietro. Ma penso che il tradimento, se non c’è l’accetazione della “comune” è sempre una ferita, profonda. E difficile da rimarginare. 1 via rischiosa.
Sì, LUNA, quello che penso (e voglio) l’ho chiaro e lo dico e lo faccio capire: ben prima di infilarmi in casini, dove poi magari uno – furbo, stronzo, o tonto, malato di mente, o che so io – ti potrebbe dire, lagnandosi “ma io sigh sigh, credevo che, sniff sniff”. Eccetera. Nel caso del signore in questione, ho detto subito, cosa che ovviamente a trent’anni non facevo mai, e neppure a trentacinque: ma tu, figli, così, in generale, se ne hai già, magari non ne vuoi. E lui: ma no, che c’entra, dipende.. Bene, prendo atto che non ne escludi l’eventualità. Che SAI che tipo di rapporto VOGLIO. Eccetera. Ergo: se lo sai, significa che stai cercando lo stesso tipo di rapporto, no? Se poi: ci vediamo SEMPRE che mi chiami all’ultimo momento, che pare che hai impegni di Stato (è un uomo molto impegnato) ed è – messaggio suo implicito – impossibile pensare di avere appuntamenti “normali”, come una “normale” coppia (e quindi io devo stare come bella pronta, ad aspettare lui?). Se poi: arrivi a una certa confidenza, dolcezza, e subito dopo però cambi, salvo ritornare “tesoro” ecc. sballottandomi continuamente; se poi, vedere te, stare con te, significa domandarsi “ma io sto con quest’uomo? Perché io mica l’ho capito…”, e ancora: “quando lo rivedrò? BOH”, “mi penserà? BOH”. Allora NON CI SIAMO CAPITI. Forse mi ero spiegata male? Ora glielo faccio vedere io, glielo faccio.E infatti ora è lì, da due giorni, che deve essere un po’ in confusione: ha capito che mi sono distaccata, ma non ha capito ancora perché. Dovrebbe fare una cosa semplicissima: mettersi nei panni dell’altro. Ma temo che non lo farà. In ogni caso io sono raffreddatissima ora. E non è per via di un raffreddore.
Io non so altri/e, io sto incontrando uomini che mi dicono: “certo che potrei volere un figlio” ecc. E invece NON LO VOGLIONO. E lo sanno benissimo. E io questa la trovo una cosa gravissima e meschina. Che pensano, che se a me poi scade il “tempo”, io dopo resto con loro? Siamo a questi livelli di pensiero, per qualcuno, credo. Ma io li mollo subito. A lui, invece, avevo creduto. Ma comportandosi così, in tante piccole cose, a cosa pensava che avrei dovuto credere? Che voleva una cosa importante con me? Che fosse appassionante così? Davvero? O non, piuttosto, pensava “adesso glielo faccio capire, con tante piccole cose, che se mi vuole la storia tra noi è così… Per ora: perché per ora IO la voglio così. Se ci sta, è fatta”. Non ha capito che se cominci male con me va male.
Scusate lo sfogo.
NATY: calcola che è tardi, che ho sonno, e che quindi potrei anche essere un po’ rinco nell’esprimere idee e riflessioni.
Io di anni ne ho quasi 37 e in questo preciso momento il mio pensiero centrale non è “voglio un figlio”.
Questa è la verità e cerco di esprimerla.
A 20 anni ho fatto un test di gravidanza e mi ricordo come oggi che ero impressionata all’idea di un risultato positivo, ma che pensavo che comunque il figlio lo avrei tenuto.
Ma non lo dico nel senso che sarei stata migliore o peggiore di chi, per sue circostanze personali, avrebbe o ha deciso diversamente.
Lo dico nel senso che ho avuto dei genitori giovanissimi e quindi, anche se razionalmente non avrei scelto a quell’età di avere un figlio, non ho mai visto la maternità in giovane età come una rinuncia, ma come un fatto che può essere naturale, come in qualsiasi età.
Anch’io come te mostro meno della mia età. Non ho manie giovanilistiche, semplicemente sto bene come sto. A parte degli acciacchi di cui farei volentieri a meno. Ma che non sono neppure dipendenti dall’età, e peraltro mi viene anche detto che, per alcuni, è un vero peccato perché sono così giovane per averli. Ma non divaghiamo. Quindi non mi faccio paranoie sulla mia età, da nessun punto di vista. L’unica cosa che una donna sa è che non può avere figli, perlomeno non in modo naturale, a qualsiasi età.
E’ vero che mi capita un giorno su due che persone mi chiedano come mai non ho figli, se ho intenzione di avere figli o se mi rendo conto che sono più vicina ai 40 che ai 30… ma va?
Ma quindi cosa dovrei fare, fare un figlio oggi “per forza” (lo so, pessimo dire per forza, ma per enfatizzare il concetto) o non darmi il tempo di capire come mi sento, dove mi trovo e con chi perché il tempo passa e me la può “cazzare”?
So di dire banalità. Perché sto per dire che per me il con chi è troppo importante. E non solo per me o per il benessere della creatura, ma anche perché, a meno che non ti affidi ad un donatore sconosciuto, un figlio sarà un legame che avrai in qualche modo credo per sempre con il tuo partner, anche le se cose andassero storte e scappasse dalla finestra (o venisse a me la voglia di scappare dalla finestra), e con la famiglia di lui. Intesa come suoceri, per esempio, che mi sembrano i parenti più stretti dell’albero. Forse sembra un discorso molto stupido il mio, o troppo razionale, anche perché non siamo mai in verità in grado di prevedere il futuro, e come reagiremo al futuro ecc, però siamo anche in