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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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14.073 commenti

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  • 8461
    margherita -

    a ballett mi dispiace non sono riuscita ha leggere il tuo commento se puoi riinvialo grazie

  • 8462
    Valinda -

    Silvy, Luna bella anch’io sono d’accordo con voi. il no contact è di
    di sicuro un modo per tutelarsi. da quando ho rivisto il mio ex m’è
    ripresa male diciamo…l’ho rivisto con quella luce tipo proiettore
    del teatro avete presente? quella luce che inquadra solo l’attore in
    scena e non ti fa vedere nient’altro. ho cominciato a ripensare a lui,
    alle cose belle della nostra storia, alle sue cose belle…e da una
    parte mi manca. ma sono consapevole di tutta la sofferenza che mi ha
    causato il suo comportamento. sono in conflitto e anche se avrei
    voglia di chiamarlo e vederlo non lo faccio. non lo faccio perché non
    ci riesco. perché so che questo potrebbe farmi molto male, di nuovo.
    non riesco a mettere sotto i tacchi l’orgoglio per l’ennesima volta. e
    penso anche che lui non provi quello che provo io, altrimenti si
    sarebbe fatto avanti in tutti questi mesi. quindi mi tutelo, sì.

    certo potrebbe anche dirmi che anche a lui manco ecc.. ma sinceramente
    non sarei pronta neanche a gestire tutto questo. in questi mesi ho
    fatto “tanto”: ho lavorato senza sosta, viaggiato, fatto nuove
    conoscenze…ho analizzato, compreso, ponderato di tutto di più. e ora
    sento solo il bisogno di fermarmi, di spostarmi come dice sempre tu
    cara LUNA! hai ragione quando dici che bisogna capire in quale
    situazione ci stiamo trovando. è che io ancora non lo capisco. quindi
    semplicemente mi fermo e sto con me, mentre la vita va. questa
    settimana non ho visto il ragazzo che frequentavo (lui sa bene tutta
    la mia storia). non ci riesco, non ce la faccio. e di certo non posso
    fingere. rivedere il mio ex è stata un po’ una doccia fredda che ha
    rimesso in moto emozioni che credevo sopite per sempre. sono più grave
    di quel che pensavo ma pazienza….sono nel limbo ma quando sarà il
    momento ne verrò fuori….

  • 8463
    LUNA -

    SILVY: @Dici che volevate le stesse cose che altri casini vi hanno incasinato… è giusto che fattori
    e contingenze esterne condizionino così la vita di due persone che si vogliono bene? Lo
    so bene che nessuno di noi vive in una campana di vetro… ma le relazioni affettive non
    sono la cosa più importante che abbiamo?

    Per come la vedo io assolutamente sì, e infatti mi sono concentrata anche troppo perché non fosse così, perché non ci rovinasse un condizionamento esterno. Il punto è che alle volte il condizionamento esterno possono essere equilibri da tenere in piedi, giocoforza (o perché non si è in grado di attuare altre strategie, con tutta la più buona fede si può proprio non essere in grado di vederle), condizioni che provocano stress esponenziale per cui, anche (o proprio perché) il centro sono gli affetti lì casca l’asino. Premetto che sono d’accordo con te, se la pensi così, perché pure io lo penso (e per questo sono anche convinta che un aiuto esterno possa aiutarci, appunto, a guardare le cose da lati che al momento ci sfuggono, o anche che ci sono sempre sfuggiti), che comunque dipende da come ci si pone di fronte ai fattori e alle variabili, ma anche che, mi ripeto, possiamo essere involontariamente travolti da strategie automatiche e non funzionali…

    l’asino, per me e lui, è cascato nel momento in cui siamo andati a vivere insieme. Le “variabili” e contingenze che dovrei elencarti, per intero, sarebbero troppe, quindi ti riassumo il concetto.
    In questi giorni parliamo di com’era bella quella nostra prima casa e di come avremmo potuto vivercela serenamente, ma non è stato così. Qualcosa accadde, come cantava Phil Collins, sulla via per il Paradiso. Forse ci saremmo presi a piatti anche se avessimo avuto delle famiglie diverse, forse dovevamo comunque esplodere, perché per esempio lui non aveva mai guardato in faccia alcune sue paure, mentre io sì (anche se in seguito le ho guardate in faccia meglio) certo è che quel passaggio è stato tormentato sia da altre questioni che dalla necessità, reale o comunque appresa conoscendo certe dinamiche delle famiglie di origine, di investire energie nel dover tenere sotto controllo altre cose…

  • 8464
    LUNA -

    Da un lato posso dirti per esempio che in questi ultimi due anni la mia famiglia è stata comunque travolta dalla morte di mia nonna e dalla malattia di mio nonno (travolta in senso emotivo) e che se è stata travolta è stato proprio perché questi affetti sono centrali. Alle volte è proprio l’importanza che diamo agli affetti a toglierci lucidità nella visione d’insieme o a procurarci uno stress emotivo o a tirare fuori delle nostre fragililità emotive o di gestione dei conflitti in certi momenti della vita proprio perché in gioco ci sono delle persone importanti, dei legami con delle persone importanti, delle questioni interne importanti… il privato è il centro, sì, non c’è dubbio.
    quando dico travolta intendo dire che già solo il fatto che ciascuno di noi stia attraversando queste esperienze, così centrali, attraverso la propria emotività e la propria rielaborazione crea degli assestamenti o può creare degli scontri, anche inconsapevolmente.
    Io per esempio continuo ad essere preoccupata per mio padre, seppure sta continuando la sua vita e lo vedo anche bene, perché vedo che lui sta facendo il suo percorso comunque con difficoltà, e se a volte la sua ciecità nei miei confronti mi fa incazzare, e ho ragione di incazzarmi, perché lede me, mi rendo conto però che lui è cieco perché ha anche a che fare con i suoi nodi che sta sciogliendo o gestendo. e che sono inevitabili e di alcuni non si rende manco conto. Ma non posso cambiare lui o il suo percorso, quindi cerco di capire come stare in equilibrio io sul “quel che è”, non quello che dovrebbe essere. Al contempo però è ovvio che anch’io faccio il mio percorso e ho la mia emotività…

    tornando alla coppia: ciò che doveva essere era che i nostri genitori, volenti o nolenti, non ci rompessero le balle con delle loro dinamiche in quel momento così importante per noi. e che noi fossimo in grado di “tenerli fuori”. Non ce l’avevano con noi, la classica storia del “matrimonio non s’ha da fare” 😉 erano dinamiche d’altro tipo, che tuttavia ci hanno lesi. Io so di avere fatto il possibile, ciò non significa che io sia riuscita a fare “il meglio”. Lui ha avuto le sue ciecità, anche per un percorso che forse doveva ancora fare con sè. Forse dovevamo andare a vivere più lontano in quel momento e saremmo stati più protetti? Non lo so. E’ però possibile. La vita si impara anche vivendo. Che non ha saputo gestire, e più di me, anche per cose che non aveva risolto di sè però è vero. Lo ammette. In senso costruttivo?

  • 8465
    Lady -

    Ciao per caso sono capitata quì e leggendo le vostre opinioni ne ho tratto un pò di conforto, anche io sono entrata nel vortice del mal d’amore, 1 settimana fà la mia storia che durava da 14 anni (di cui 4 di convivenza) è “svanita”. Circa due mesi fà ha cominciato a vivere da egoista del tipo: io faccio quello che voglio, se a te va bene e rimani mi fa piacere altrimenti è uguale. Non lo riconosco più, non è la persona di cui mi sono innamorata, come posso essergli diventata indifferente. Ho deciso di accettare la sua richiesta di tempo per pensare convinta che così avrebbe fatto chiarezza nella sua testa, ma ha reagito in una maniera inaspettata. Si è arreso e l’altro ieri mi ha chiamato dicendo che è meglio mettere la parola fine alla nostra storia, anche se sà quello che sta perdendo, che si sente solo e che mi rimpiangerà per sempre.
    Perchè pur essendo consapevole di questo non fa niente per tenermi, dopo tutti questi anni come sì fa ad avere sentimenti così cofusi?
    Sto malissimo, mi manca l’aria!
    Come mi devo comportare, non sono ancora riuscita a portare via tutte le mie cose da casa sua forse perchè dentro me c’è ancora la speranza che torni sui suoi passi.
    Un grosso abbraccio a tutti …

  • 8466
    Silvy -

    Luna: dinamiche delle famiglie d’origine… non puoi neanche lontanamente immaginare
    quanto ti capisco. Ho passato gli ultimi anni in punta dei piedi sopra una sedia che si
    reggeva su una gamba sola cercando di spostare il mio peso nelle varie direzioni per non
    farla cadere. Qualcuno s’è accorto che stavo facendo uno sforzo enorme e a posteriori
    me l’ha detto. Ma gli equilibri sono difficili da mantenere quando il magma ribolle. Ad un
    certo punto non c’è stato più nessuno intenzionato a fare un passo indietro per il mio
    bene, per evitare che quella sedia su cui tanto faticosamente mi tenevo in bilico cadesse!
    So che alla fine della storia ognuno ha dato le sue colpe, io ci ho messo un pò perché
    all’inizio della rottura avevo bisogno di equilibrio. Ma ora inizio a vedere le cose più
    chiaramente e sono come una pentola a pressione che ogni tanto butta fuori un pò di
    vapore per sfiatare.
    Dopo quella telefonata di quasi due mesi fa niente più… ma era davvero così importante
    quello che aveva da dirmi? Evidentemente solo nei film gli uomini fanno i salti mortali
    per riconquistare una donna. Tutte le mie paranoie sulla paura di aver perso l’ultimo
    treno erano miraggi… non è passato nessun treno solo fumo e polvere.

  • 8467
    Pantarei -

    Ciao Lady…capisco molto bene la tua situazione, mi dispiace tanto che sia
    successo anche a te, purtroppo queste cose capitano e noto che capitano a molta
    gente, quindi non sentirti l’unica o in colpa per quello che è successo…la tua
    storia sicuramente era molto più lunga della mia, la mia era di 1 anno e mezzo,
    ma è stata molto intensa, compresa di convivenza un’anno e quasi matrimonio…io
    ho imparato che la casa dovrà essere o di entrambi o mia, perchè andare a vivere
    a casa loro, poi siamo noi a dovercene andare e questo è terribile dopo tutto
    quello che si è passato insieme e anche speso…se cerchi la spiegazione di perchè
    è cambiato…non ti saprei dire, ma come abbiamo detto in passato a volte noi
    innamorate, non ci rendiamo conto o non vogliamo vedere che la storia ai nostri
    occhi tanto perfetta, si stà rovinando, magari passiamo sopra a fatti importanti
    perchè lo perdoniamo dicendoci che la prossima volta lui capirà il nostro essergli
    andate incontro…purtroppo non è sempre così, gli uomini non sono sempre
    riconoscenti, anzi…quando gli dici le cose che hai fatto per lui, ti risponde “chi te
    lo ha chiesto?”stai facendo una lista di cose che hai fatto…vuoi un premio?”
    e tu che magari hai fatto di tutto per seguirlo anche contro il parere di amici e
    familiari…ti rendi conto, che forse non avevano torto…

    Forse c’è stato fra voi un fatto scatenante, che ha fatto trabboccare il vaso, o
    magari avevi visto atteggiamenti suoi strani?Io andando indietro con la mente…mi
    rendo conto che ho rinunciato a molte cose mentre lui non rinunciava mai a
    niente per me…forse non era amore!

    Lady, so che è un momento molto difficile…devi pensare a te…ti consiglio un libro
    che a me ha aiutato molto…”Innamoramento e amore” di Alberoni
    esci con le amiche e cerca di non pensare, fai passare un pò di tempo, il tempo
    aiuta!

  • 8468
    LUNA -

    Silvy: @Ma ora inizio a vedere le cose più
    chiaramente e sono come una pentola a pressione che ogni tanto butta fuori un pò di
    vapore per sfiatare.

    se ho capito bene cosa intendi io credo che questa cosa sia sana, anche se questo sfiatamento avviene tra sè e non necessariamente andando a buttare vapore in faccia alle persone, per scelta o perché non è possibile agirlo. E’ una cosa che avviene innanzitutto all’interno di noi, prima che fuori. Si dice che la rabbia, o la pressione trattenuta facciano male. E’ così. Anche rendersi conto di alcune cose può fare male, ma io credo che alla lunga possa fare più male non rendersene conto, se invece il rendersene conto può diventare… illuminazione, consapevolezza cioè costruttiva nel proprio futuro, anche scoprendosi capace di strategie, pure di equilibrio differenti, e a meno costo.
    Possiamo renderci conto anche del costo che possono avere avuto dei giochi di equilibri a cui ci siamo prestati, e che abbiamo più o meno consapevolmente vissuto con fatica, di “copioni” che sono meno “scritti” di quanto pensiamo, almeno per il futuro.
    Se c’è pressione da mollare questa si molla in un processo di rielaborazione. Io ne avevo e anche se lo sfiatamento mi ha anche sconquassato mi è stato sano, utile e alla fine devo dire che mi sento più leggera ora, anche se c’è stato un periodo in cui mi ha sconquassato parecchio rendermi conto/sfiatare e ne avrei fatto volentieri a meno. Ti dirò anche che, pure se io sono per l’essere diretta ed il dialogo, ci sono state occasioni in cui mi sono resa conto che avevo più bisogno di saperle e sentirle le cose che di dirle. forse anche perché mi rendevo conto che dicendole mi sarei trovata di fronte una resistenza anche a vedere le mie ragioni. Ciò non significa però che questo abbia reso meno valide le mie ragioni per me, in ciò che ho capito, e su cui so di avere ragione. significa solo che la mia conferma interiore del mio sentire ha avuto meno bisogno di una conferma esterna ad un certo punto, su delle sensazioni che avevo avuto, su come io sentivo di aver vissuto delle situazioni, per quanto riguardava me. Forse non riesco a spiegarmi bene, ma nel momento di maggiore pressione io mi sono spostata, invece di sputare fuori tutto. e questo forse mi ha aiutato anche a poter ripercorrere con maggiore lucidità i miei punti di vista.
    E a poter manifestare un atteggiamento differente, in seguito, anche nei riguardi dei miei genitori (avendo poi presente il perché di certi loro

  • 8469
    LUNA -

    modi di vedere le cose, al di là di un giudizio di valore, ma proprio di dinamiche e intreccio di dinamiche, anche quei famosi equilibri così difficili da tenere alle volte, poiché ognuno vede soprattutto la sua parte ecc).
    Ho anche sfiatato in modo diretto, comunque, e con il senno di poi so che ne avevo bisogno, però so anche che alle volte il fatto di farlo ha prodotto maggiore stress e a volte invece ha prodotto dei risultati…

    quando parli della sedia e degli equilibri, ovviamente, io non so (e non ti chiedo) a cosa ti riferisci nel dettaglio e tu ovviamente non sai i miei riferimenti nel dettaglio, però posso immaginare una sensazione e il concetto di pressione, così, anche se forse, senza i dettagli ciò che dico, mi rendo conto, può sembrare nebuloso (mi dispiace, ma mi dilungherei in particolari, e forse non servirebbe a te oltre che a me) il concetto base che voglio esprimere spero, nonostante l’ora tarda che non mi aiuta nella chiarezza, mi sa ;P, è che comunque mi sembra naturale quella sensazione di… sfiatamento.

    sull’ultima cosa che dicevi nel tuo post:
    non lo so se solo nei film gli uomini fanno salti mortali… anche nei salti mortali, sai, conta comunque più la sostanza della forma, intendo dire che possono esserci salti mortali anche dettati dall’ansia di controllo, purtroppo… quindi comunque merita forse vedere la lucidità delle intenzioni sotto i salti mortali, quando ci sono, non necessariamente facendo mille pippe mentali, ma anche a istinto… certo è che comprendo il concetto che esprimi, e cioè: se hai qualcosa di importante da dire basta un semplice piccolo ostacolo a farti desistere?
    allora potremmo forse provare a girare la cosa così:
    io forse non voglio un uomo che desiste così facilmente se ha qualcosa da importante da dirmi, forse, se una persona mi ha destabilizzato, ho bisogno che faccia molto di più, se vuole riavere la mia fiducia.

    in ogni caso il concetto dell’ultimo treno non era un concetto che ti faceva bene, ed era comunque un’idea astratta, non quello che era.
    per le ragioni (secondo me, eh, però!) che già ti dissi.
    non dovremmo mai considerare nessuno il nostro ultimo treno, forse, perché ciò comunque ci fa sentire in posizione di debolezza? già considerarlo un treno per noi importante, o sul quale ci piacerebbe tornare, o comunque fare un giro per vedere dove ci porta è diverso da dire: ultimo, unico. Unicità come specialità (se è vero, però) è comunque diverso da unico nel senso di possibilità, no?

  • 8470
    marianna -

    ciao!
    Son qui sempre piu’ raramente, ho sempre meno tempo…e inoltre ho cercato davvero di non pensarci più.Purtroppo dopo quasi un anno sto ancora nella stessa situazione. La mia vita è povera di affetti, ed è anche una mia scelta. Ultimamente ho risentito un tipo che mi piaceva molto.ma neppure con lui ha mai funzionato e non vedo perchè dovrei riprovarci…ho ancora Lui nella testa che rimbalza come una palla pazza. c’è anche un profondo senso di vuoto. una grande rabbia per quel che è stato. Lui continua a dire che una parte di lui mi ama ancora. non è così altrimenti non saremo qui a ripetere lo stesso copione da tutti questi mesi…dice che secondo lui è inevitabile che ci si lasci, che tutti hanno voglia di andare con altre persone quando stanno in coppia 😐 si si….è peggiorato lo ammetto…. dice che l’amore non esiste per sempre. per questo non starà mai piu’ in coppia. però dice anche che resto importante per lui:/ con la calma risolveremo. Risolvere cosa?!?Ormai sono certa che mi abbia tradito quando stava con me. questo pensiero che fa semplicemente schifo è sempre più presente.
    così comprendo sempre meglio le vostre storie. e mi dispiace.
    Conto di scrivervi ancora e presto. per ora ho perso le parole…scusate

    vi sono vicina, un bacione Valinda e Luna

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