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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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14.073 commenti

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  • 8271
    LUNA -

    CATI: non sono un’esperta di depressione, penso ne esistano di vari tipi (a parte quella che suppongo si chiami endogena e quella reattiva) e a vari livelli.
    è vero che il depresso a cui siamo abituati a pensare è quello che sta in casa con le tapparelle chiuse e non ha reattività, ma in realtà a me verrebbe da dire che esistono anche stati depressivi di un certo tipo (forse uno psichiatra qui mi sgriderebbe perché uso termini clinici impropri, ma ammetto la mia ignoranza) che possono essere molto più latenti e durevoli e stati di crisi che si possono esprimere anche in un eccesso di adrenalina… questo però non te lo sto dicendo perché tu ti dilemmi sul fatto se lui sia depresso o no, bensì per farti capire che comunque, soprattutto per la posizione in cui ti trovi tu ora, è quantopiù una cosa che solo lui può fare, se ne sente il desiderio e il bisogno, il fatto di andare da uno specialista a farsi diagnosticare un malessere, ammesso che ci sia.
    Io ho l’impressione che la depressione vera o presunta sua sia possa, certo, essere parte di una serie di reazioni/azioni, ma che non sia il centro della questione. Intendo dire: stai attenta a non usarla come alibi per non accettare una serie di reazioni e azioni di distacco o il loro contrario come quello che, comunque, di fatto, in questo momento sono.
    Di fatto se non hai le risposte è perché lui non te le dà in maniera chiara e diretta, mi pare.
    e questo è per te una fonte di disagio, perché comunque ti ritrovi a riempire i vuoti di comunicazione e/o di senso con delle tue ipotesi.
    sicuramente hai fatto bene a mettere le tue carte in tavola, sia a dire che cosa sei disposta a fare… anche se una cosa mi colpisce…
    il discorso tattico…
    tu dici di avergli detto delle cose, se ho capito bene, per suscitare o pensando di suscitare un certo tipo di reazione…
    il fatto di esprimere un bisogno, di avvicinarsi o spostarsi valutando sia le contingenze che il proprio sentire è sano, e se c’è il bisogno di un punto fermo perché non se ne può fare a meno credo che sia corretto esprimerlo… però ricorre molto (mi pare, eh) nei tuoi post il concetto di colpa, senso di colpa… riconoscere le responsabilità in modo autocritico e costruttivo non è mai un male secondo me, perché significa che dalle esperienze abbiamo tratto delle informazioni comunque preziose e che possono anche tornarci utili… però ho l’impressione che (ripeto, impressione, boh) che poiché hai vissuto il rapporto in passato sentendoti in

  • 8272
    LUNA -

    posizione di forza (e sottovalutando, forse è vero, una serie di equilibri anche empatici) oggi continui comunque a considerare il rapporto sotto quel profilo, lui e te in posizione di forza o meno.
    forse non mi spiego bene, ma quello che voglio dire è che lui certamente ti ha spiazzato con il suo comportamento, ma si tratta davvero di un girarsi delle posizioni?
    e se si portasse invece la cosa su un piano di parità, in cui due persone entrambe con delle emozioni, dei bisogni, possono incontrarsi ancora oppure no?
    mi sembra più “interessante”, al presente, che metterla su un piano di controllo o di mosse.
    sai, Cati, si è vero che un giorno lui potrebbe uscire dal suo periodo di crisi e decidere di condividere quello che oggi non condivide… ma quando? e siamo sicuri che pensare oggi ad una strategia possa in qualche modo tenere conto di tutte le variabili?
    io comprendo la tua ansia nel farti questa domanda.
    è la domanda per cui cerchi di tenere la posizione.
    e non sto dicendo che sia sbagliato cercare di tenerla (se però effettivamente dall’altra parte ti è dato lo spazio, e se questo tenere la posizione su una sporadica frequentazione non ti costa troppa frustrazione e disagio). Però mi sa che stare nel presente è più utile. Più utile al senso di realtà (quanto quest’uomo c’è ancora nella tua vita, quanto ti dà, e quanto è presente invece in percentuale nel tuo tenere il filo e nel renderlo presente… è una domanda, la percentuale la sai tu) e quindi a confrontarsi con il presente.
    Mettiamola così, essere diretti aiuta, se ci si confronta con una persona diretta. Se siamo diretti solo noi sapremo comunque di avere messo le nostre in tavola cercano almeno di evitare, per quanto ci riguarda, un malinteso.
    la vostra storia la conosci tu, questa persona di cui ci parli la conosci tu, come vi siete rapportati in passato, come vi rapportate oggi, cosa potete leggere tra le righe nelle parole e nei silenzi, cosa significa per voi essere vicini o no. quanta intimità oggi ci sia, di che natura sia oggi il vostro rapporto (anche retaggi di famigliarità, confidenza, consuetudine, affetto) e quanto ci sia bisogno che tu gli ripeta che ci sei…è vero che i rapporti vanno coltivati, ma forse da entrambe le parti? se lui un giorno uscisse dalla sua crisi non dipenderebbe anche da lui cercarti o meno a seconda di ciò che prova e vuole e cerca, al di là del fatto che tu abbia sempre mantenuto la posizione? Tu cosa vuoi al di là di chiederti cosa vuole lui da te?

  • 8273
    cati -

    LUNA, credo di concepire un rapporto a due come di uno scambio paritario tra due persone e non dove uno ricopre il ruolo del forte e l’altro del sottomesso. Forse è trasparso questo dalle mie parole ma non penso che sia così. In realtà l’avergli scritto che l’avrei aspettato per sempre era dettato da ciò che realmente provavo, poi però ho vagliato le implicazioni che potesse avere e, avendole trovate, ho giustificato razionalmente ciò che concepivo in realtà troppo compromettente. Pensa che due care amiche a cui l’ho detto mi hanno molto criticato. Inutile però negare lo stato reale delle cose: sono totalmente bloccata, non riesco a interessarmi minimamente ad altri uomini perchè tuttora, dopo tanto tempo, mi sento profondamente legata a lui. Vedo che tutti coloro che hanno avuto delusioni amorose riescono ad andare avanti ed io sto ‘sprecando’ i miei giorni per un uomo che forse non mi pensa più. E questo mi avvilisce perchè so che sto sbagliando.
    Allora gli ho chiesto un punto fermo anche se in realtà sentissi che non era il momento giusto, e comunque ero contenta lo stesso di accontentarmi delle briciole, perchè mi spronò la psicologa da cui andavo, non era un mio sentire…Da allora inutile dirti che si è spezzato quel rapporto di fiducia con lei e ho preferito non fare più sedute. Non so cosa farei per ritornare indietro anche se vivevo all’insegna della precarietà del nostro rapporto.
    Ero una persona solare, piena di corteggiatori anche quando stavo con lui, mi ritrovo da sola e senza gioia di vivere e mi dispiace perchè sto facendo soffrire anche chi mi vuole bene.
    Un grazie immenso, avevo un’ansia piacevole al pensiero che potessi avere ricevuto una tua risposta, o di qualcun altro, ora non credo che sia più opportuno tediarvi con le mie paranoie. Continuerò comunque a seguirvi e ad intervenire quando ne sentirò il bisogno o mi chiamerete in causa.

  • 8274
    teresa -

    Ciao a tutte, sto inzindo a sentire: vuoti, panico, mi sforzo di uscire di conoscre persone dell’altro sesso ma mi annoio,piango a dirotto, spero che passi presto questo malessere…Che brutta l indifferenza da parte sua.Mi rendo che è un bene per me che lui non si faccia sentire, così non viene alimantata nessuna speranza.
    LUCA anche il mio ex all inzio paiangeva, sai quante volte avevo proposto la pausa? almeno 10 volte, mi rispondeva che i problemi si devono risolvere stando insime, conclusione..mi ha messo nelle condizioni di farsi lasciare perchè gli mancava il coraggio, intanto già si sta consolando nelle braccia di una sua collega..fai te, lasciala piangere se ti vuole verrà a cercarti, se avessi ascoltato i consigli dei miei amici ora starei meno male poichè mi sono umiliata tanto per cercare di recuperare il rapporto. E’ vero il detto che chi mi ama mi segua..

  • 8275
    Valinda -

    Come state compagni di sventura? 🙂
    Prendendo in presto parole di Vasco Rossi dico.. Non ci puoi fare
    niente, la vita non si ferma.. ed è proprio così. la vita va avanti,
    si va avanti…tentennando dolorosamente, sperando, un po’ felici e un
    po’ malinconici ma la vita VA ed è sempre in grado di sorprenderci. io
    sono “fiera” di me se penso allo zombie che ero pochi mesi fa. e mi
    sento anche abbastanza serena, amici, lavoro, nuove conoscenze.. MA…
    ma la ferita, la delusione, l’amarezza restano lì insieme a un pezzo
    di cuore che forse se n’è andato per sempre. penso che non sarò mai
    più quella di prima, che non riuscirò a dare in una storia quello che
    ho dato con lui. non mi fido più, sento il bisogno di restare
    distaccata e disincantata per non soffrire di nuovo. è normale? o
    significa che ci sono ancora dentro fino al collo? penso che certe
    botte della vita non si dimentichino mai del tutto, che non si
    cancellino tanto facilmente. restano le cicatrici visibili lì pronte a
    ricordarti quanto sei stato male. non se ne vanno. comunque io mi
    sento più IO ora di quando stavo con lui. mi sento più consapevole di
    me stessa, mi voglio persino più bene, sono più aperta, più allegrona.
    sarà solo una maschera? una reazione. non lo so. comunque se penso a
    lui lo vedo solo come un ricordo che fa male. il noi non esiste più e
    rivolerlo non fa parte dei miei desideri. non ce la farei, non potrei,
    non vorrei. nemmeno se lui mi portasse la luna con tutti i satelliti.

    step by step ragazzi, abbiate pazienza. la strada è lunga e
    accidentata. ma può rivelarsi inaspettatamente bella e emozionante.
    per NOI. gli ex sono alle spalle. come loro le hanno voltate a noi.

    baci a tutti

  • 8276
    LUNA -

    CATI: qui ci sono solo le parole e le cose di cui parliamo non sono semplici, per cui i malintesi di comprensione o espressione possono succedere 🙂

    @Allora gli ho chiesto un punto fermo anche se in realtà sentissi che non era il momento giusto, e comunque ero contenta lo stesso di accontentarmi delle briciole, perchè mi spronò la psicologa da cui andavo, non era un mio sentire…Da allora inutile dirti che si è spezzato quel rapporto di fiducia con lei e ho preferito non fare più sedute. Non so cosa farei per ritornare indietro anche se vivevo all’insegna della precarietà del nostro rapporto.

    non mi intrometto, nella maniera più assoluta, nel rapporto, attuale o spezzato, con la tua psicologa. E’ una cosa personalissima, individuale. Sai tu per te.
    La mia, che segue, è una riflessione assolutamente generale:

    forse ci capita di accontentarci delle briciole perché temiamo di perdere il contatto, a volte quando lo abbiamo già perso, ma nelle briciole tentiamo di ritrovare un tutto. Perché è della mancanza di quello che concepiamo come un tutto (sia che lo abbiamo avuto, sia che non lo abbiamo mai avuto) che soffriamo, anche nel momento in cui le briciole insieme ci causano un effetto tampone e una frustrazione.
    Il mio, ripeto, è un discorso semplificato, ora, e generalizzato, mentre ovviamente ogni persona e storia è a sè.
    Direi, in questo mia riflessione sull’argomento, però:
    ci si accontenta della briciole per stare in qualche modo in equilibrio, ma non credo che esista veramente qualcuno che si sente bene accontentandosi delle briciole. L’accontentarsi delle briciole presuppone un limbo tra l’avere una relazione soddisfacente e l’essere liberi. Soli, ma liberi di soffrire, anche,e quindi di rinnovarsi. Le briciole non so se siano un ancoraggio o piuttosto un freno a mano, costantemente tirato. Non tanto rispetto al fatto di incontrare un’altra persona, e di farsi una nuova vita in quel senso (cosa che ricorre spesso in queste pagine, ma che a me non sembra prioritaria per sentirsi bene… intendo dire che semmai mi sembra più logico che una persona possa arrivare nel momento in cui noi abbiamo già riaperto dei canali con noi stessi, piuttosto che credere al principe azzurro che risveglia la bella addormentata… visto che un po’ credo anche accogliamo ciò che siamo pronti ad accogliere, che ne siamo consci o no…). dicevo un freno a mano tirato anche nel fatto di guardare se stessi e la realtà presente con una certa obiettività…

  • 8277
    LUNA -

    e le proprie sensazioni ed emozioni.
    Forse le briciole producono a volte anche una realtà… sfalsata.
    Piuttosto che perderti completamente, piuttosto che perdere il sogno, il progetto, e affrontare anche l’idea che non siamo più cos’eravamo e la centralità del rapporto è cambiata, per te, mi accontento delle briciole (scusa se rubo la tua espressione) e vivo all’insegna della precarietà del rapporto come se la precarietà fosse una sorta di stabilità. Se prima avrei vissuto dando un certo tipo di valore ad un gesto, una parola, un silenzio e soprattutto allo scambio, e anche alla soddisfazione del rapporto e dello scambio reciproco, rischio di caricare a dismisura ogni parte della briciola di significati che mi rimandino al tutto. Se nella stabilità reale avrei sentito/magari espresso frustrazione per una banalità del quotidiano (che ne so… un ritardo, una dimenticanza, un gesto di freddezza) ora tutto è molto carico di emotività e di senso di abbandono e precarietà, per cui i parametri sono sfasati… magari soffro ancora di più per una ben più grande mancanza di vicinanza, tuttavia sono in grado di caricare di enormi significati e aspettative un cenno, un gesto, anche un nulla… mentre di fatto però mi ripeto anche che, poiché tutto è precario, non sono in diritto di aspettarmi niente.
    Ecco che quello che sta sotto, il bisogno di un punto fermo (per restare o andarmene) magari emerge… ma siamo sicuri che non c’è sempre stato anche mentre ci accontentavamo delle briciole? Che è più naturale che il nostro modo di sentire si domandi dei punti fermi, al di là della paura che possiamo provare al pensiero che la risposta sia negativa? anche perché qualora la risposta è negativa spesso la neghiamo, andando a cercarne una positiva in un cenno…

    In realtà mi chiedo se le briciole non consumino le relazioni. Il fatto di offrirle, il fatto di accoglierle. Questa è una riflessione mia. Da… Pollicina. Io ho aspettato una persona in crisi, come ho già detto. Forse quella persona, in qualche modo, ha aspettato me. Perché, in qualche modo, siamo ancora qui. Ma qui con le briciole, mentre le vere questioni che andrebbero risolte non vengono affrontate. Il compromesso fa sì che ci sia quella distanza che da un lato consola dall’altro permette il tempo, e di non affrontare le cose realmente. Ma la verità è che non si costruisce la vita, nè la propria, nè insieme, sulle briciole. Non lo so.

    Un bacio.

  • 8278
    cati -

    LUNA cara, ti do ragione a livello razionale e penso che sia questo il ragionamento che ha fatto anche la mia psicologa. Ma le briciole di cui mi accontentavo, per lui, che non aveva rapporti più con nessuno a parte i colleghi di lavoro con cui divide la vita, erano tutto. Almeno percepivo questo a chiare lettere. Se una persona è anoressica e, ad un certo punto, mangia una mela, è come se avesse mangiato un piatto di pasta al forno…Non posso costringerla a mangiare anche il dolce perchè le farei capire che non comprendo gli sforzi che fa. Ero l’unica, al di fuori della cerchia lavorativa, con cui manteneva rapporti. Certo che vederlo la maggior parte del tempo diverso da come ero abituata un tempo mi faceva male, ma la carezza fattami di notte mentre credeva che dormissi o l’essersi addormentato per la stanchezza appena tornato da lavoro tenendomi stretta la mano tutto il tempo o la sua grande gioia nel guardare l’albero di natale che gli avevo montato di nascosto nella sua nuova casa in affitto, tanto grande da volerlo tenere fino alla fine di gennaio (finchè non l’ho tolto io, l’ultimo giorno in cui sono stata con e da lui, per intenderci il giorno del famoso biglietto sotto le lenzuola), illuminato anche la notte, sono cose senza prezzo che mi ripagavano della frustrazione che talvolta provavo. Lui poteva darmi quello e quello mi dava…A volte penso, non so se per consolazione, che questi sprazzi di felicità pura non li avrei mai provati se non mi avesse mai lasciato. E’ masochismo?
    Tornando alla mia richiesta di certezze, credo che la psicologa mi avesse convinta a sollecitarlo anche perchè sapeva quanto tenessi ad avere un figlio e non voleva farmi perdere uno degli ultimi treni. Non la biasimo per questo.
    Potrai pensare che non ho capito ciò che con molta delicatezza mi hai voluto dire, non so, ma il mio cuore pensa altro.
    Sono convinta che gli vorrò un gran bene fino all’ultimo dei miei giorni e, nonostante la mia sofferenza che col tempo ancora non si attutisce, gli sarò sempre grata dei 15 anni che ho passato serenamente e appagata con lui. E forse questa mancanza di rabbia e di rancore (che credo non sia così normale)è quello che mi impedisce di andare avanti
    Mi ha sempre ribadito che mi vuole un bene dell’anima e che me ne vorrà finchè non lo metteranno nel ‘tabuto’. Mi piace credergli anche se ora mi riesce difficile perchè non si può fare soffrire così chi si vuole bene, o sbaglio?
    Buona serata

  • 8279
    teresa -

    Ciao a tutte, domani andrò a casa dai miei cosi mi allantano un pò questo luogo. Ci sono dei giorni in cui mi sento cosi male che non ritorno proprio a casa, dormo ovunque ma non nel mio letto. Però deve passare è una frase che mi ripeto all’infinito.

    Valinda hai proprio ragione, mi piace sapere che stai meglio, credimi mi mette tanta forza, perchè in questo momento mi sento uno zombi, l’unica cose che mi dispiace è quando dici che forse non riuscirai a dare ad un altro quello che hai dato a lui, anzi sono fiduciosa che darai di più perchè ora sei più cosapevole di te stessa, nei rapporti che finiscono le cause sono sempre dovute da entrambe le parti, è brutto ammatterlo ma io in qst giorni sto cercando di capire i miei errori ma non per un senso di colpa ma proprio per non commetterli più. magari nella prox storia..un bacio a presto.

  • 8280
    LUNA -

    CATI: come ti ho già detto la mia era una riflessione generale, e non era mia intenzione e non lo è intromettermi nella questione te/psicologa per le ragioni che dicevo.
    Andare dallo psicologo è una cosa personale, un percorso individuale. Peraltro il concetto che tu hai estrapolato (il consiglio che, dici, ti ha dato) sarà stato all’interno di quel percorso, che ha avuto un prima. Non posso assolutamente sapere cosa ti ha detto la tua psicologa in quel momento e con quali intenzioni, anche perché davanti alla tua psicologa c’eri tu, con la tua esperienza, il tuo punto di vista su di te e sulle cose che ti stavano accadendo, gli elementi che tu in quel momento portavi…
    Anche la tua risposta, seguire il suo consiglio o no, decidere che hai fatto bene o no, vivertela in un certo modo, fa parte del tuo percorso.
    Vorrei precisare che non sto difendendo le intenzioni della tua psicologa, sto solo dicendo che io ascolto il tuo punto di vista sulle cose e che il discorso sulle briciole mi ha fatto nascere quella MIA riflessione, che conteneva degli spunti nati dalla mia esperienza.

    Tornando allo specifico di quello che racconti, mi è più chiaro ora cosa intendevi per briciole.
    vorrei sottolineare che le tue parole mi sono di spunto ma non sempre per forza riferite alla tua storia, anche se, giustamente tu dirai, è della tua esperienza che mi stai parlando.
    Ma, nel momento in cui sottolineo queste parole, tieni presente che le riflessioni che porto nascono dal mio vissuto e da ciò che ho visto o sentito, non sono un’opposizione al tuo pensiero.

    @Se una persona è anoressica e, ad un certo punto, mangia una mela, è come se avesse mangiato un piatto di pasta al forno…Non posso costringerla a mangiare anche il dolce perchè le farei capire che non comprendo gli sforzi che fa.

    No, è vero, non posso costringere un anoressica a mangiare.
    E capisco cosa intendi dire, però…
    permettimi di uscire dalla metafora dell’anoressia, perché non essendo ferrata esattamente sui meccanismi dell’anoressia (pur avendo conosciuto per esperienza non diretta la bulimia) preferisco portarlo su altri tipi di disagio i cui meccanismi mi sono un po’ più chiari.

    Capisco il concetto delle briciole, come lo esponi, perché è appunto per sostenere una persona in crisi che io ho dato valore alle briciole così come lo descrivi tu. Mettendomi in posizione di “sostenitrice” ho dato alle briciole un triplo valore, e non solo altruistico, cioè intendo dire che è vero che non

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