La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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MARIA: ciao, non vedo di cosa dovresti scusarti con me. Ma forse questi ultimi anni ti hanno fatto sentire una persona che deve scusarsi spesso, anche quando non serve, chissà.
Non conosco ovviamente le ragioni per cui sei ancora insieme a tuo marito, quale sia la vostra situazione. Non ne parli e quindi è probabile che in questo momento tu non voglia parlarne o non consideri centrale questo aspetto. D’altra parte mi pare di capire che la storia centrale, seppure teoricamente secondaria, e forse anche molto insoddisfacente sotto molti aspetti, in questi otto anni è stata quella con l’uomo a cui ti riferisci e che le vicende e i problemi con sua moglie sono stati anche un tuo problema (non so quanto le tue vicende e i tuoi problemi con tuo marito siano stati invece anche un suo problema… lo dico perché scrivi come se la funzione di andare verso, andare incontro, capire, pazientare, comprendere, reggere, consolare sia sempre stata più tua che sua in questa relazione… ma ovviamente è solo una mia impressione leggendo poche righe, non c’ero io nella vostra storia…).
Non so cosa ne sia stato della tua vita personale, in genere, in questi otto anni, se tu ti sia sentita “espandere”, realmente, o implodere, seppure nel nome di una cosa che hai vissuto come il grande amore, o di una forte legame di reciproca dipendenza.
Sarebbe facile dirti che forse in questo grande gioco di equilibri, o squilibri che siano, tenere le storie ufficiali ma barcamenarsi in una storia parallela che non mi pare comunque sia stata facile o serena, sia stato anche per te estremamente più faticoso che risolvere e affrontare dei problemi uno per volta, vivendo una vita piena che sia un posto o in un altro. Penso comunque che situazioni come quella che racconti siano faticosissime, che possano anche trascinarsi all’infinito. Quando dico “sarebbe facile” intendo dire che nelle situazioni però bisogna starci e quindi appunto non ho idea delle motivazioni per cui tu, almeno tu, per te, se lui è impossibilitato o incapace, non hai cercato di affrontare con maggiore chiarezza la possibilità di rifarti una vita, anche da sola, se il tuo matrimonio lo vivi così infelice e mancante da vivere un’altra storia. Così lunga da durare ben più di alcuni matrimoni, ma al contempo così smaccatamente incompleta, e peraltro così piena di problemi, e non problemi legati solo alla clandestinità del rapporto, ma intrinsechi alla relazione stessa.
Sicuramente in questi otto anni tu senti di aver investito, e avrai sicuramente investito un’enorme quantità di energie, emotive e non solo. Capisco quindi il tuo senso di sgomento, e anche di possibile vuoto, visto che dei casini del genere, pur togliendo spazio alla vita sicuramente anche ne riempiono (forse dovrei dire ne fagocitano) il tempo.
E forse quando si investe come hai fatto tu sia attende anche il giorno (che sia realmente possibile, o del giorno di mai del mese di poi) in cui arriva “il traguardo”, “il premio”. O forse ad un certo punto ci si dimentica anche di attenderlo.
Insomma, credo di capire il tuo senso di vuoto e sgomento. E, ripeto, non sono te e non conosco nè te nè tantomeno la tua storia, anche in senso più esteso. Le tue motivazioni, le ragioni delle tue scelte, il peso dei fattori, per come tu puoi averlo vissuto e viverlo.
A me verrebbe da dirti, per quanto possa suonare retorico e banale, che forse sarebbe bello che questo momento, che adesso sembra una botta del destino, riuscisse a diventare per te un attimo invece in cui fermarti e riflettere su cosa vuoi realmente dalla vita.
Perché certo è possibile che non sempre la vita ci regali proprio tutto quello che vogliamo, ma forse Maria non è stata esattamente proprio tanto felice nella storia che ora dice di rimpiangere. Visto che, le note dolenti di quella storia, le stai raccontando tu, per come le hai sentite.
Non so per quale motivo l’uomo di cui parli non abbia mai affrontato e risolto i suoi drammi coniugali, perché abbia vissuto otto anni o forse più in compensazione, dicendo di non poter vivere senza di te, ma di fatto non vivendo neanche con te. Lamentandosi di una moglie aguzzina, ma dicendo di restare con lei per i figli (quando molto spesso i figli, per quanto soffrano per una separazione, preferiscono vedere dei genitori separati e più sereni, che dei genitori che stanno insieme facendosi del male). Comprendo che siamo esseri umani, tutti, e che tu, in nome dell’amore, ti sia fatta carico dei suoi problemi, come lui forse si è fatto carico dei tuoi. Ma ciò che mi domando è: uno di vuoi due, almeno, ha risolto davvero qualcuno dei suoi problemi? O in questi otto anni non vi siete mossi di un millimetro per avere una vita davvero migliore, più serena, fosse pure in un impeto di reale, palese, pure bastardo egoismo verso le storie precedenti, difensivo o offensivo che fosse, oppure vi siete piuttosto affossati a vicenda, o uno ha affossato l’altra, o viceversa, chiudendovi in una macchina per OTTO ANNI?
Io ho sprecato sette anni della mia vita cercando di risolvere dei problemi che evidentemente erano irrisolvibili, anche se in una situazione completamente diversa dalla tua e per così dire alla luce del sole. Quindi di per sè non mi stupisce che si possa dedicarsi otto anni ad una causa, che sia clandestina o no.
Quello che vorrei dirti Maria è che mi auguro che quello che ti sta succedendo tu lo viva come uno sprone a vivere meglio, finalmente. A farti chiarezza tu, in primis, al di là del fatto che dall’altra parte ci sia un uomo indeciso, problematico, o enigmatico.
NATY: un bacione supergrande 😀 come hai fatto a trovare quei commenti tra 10000? 😉 anch’io penso con tenerezza a quel periodo, e a voi, a noi, ti capisco. E condivido il tuo pensiero su Lilly. VVB
Ciao NATY, anche io a volte ricerco i vecchi post, mi piace rileggerli. Proprio come qualche libro che mi ha particolarmente colpito, rileggendo scopro particolari che nella foga di leggere a volte mi sono perduta.
VALINDA quanta fatica ho fatto io a “spostarmi” e quanto tempo ci ho messo!!!! Ho battuto certe musate prima di capirlo, anzi a dire il vero lo avevo capito da un pezzo ma non riuscivo davvero a darmi la spinta giusta per farlo.
LUNA, tu dici a Maria che si tratta una botta del destino ed io credo sia davvero cosi’. E’ iniziata cosi’ la mia botta di c..o, anche se era una situazione un po’ diversa dalla sua ma per certi aspetti simile. Maria fermati un attimo a pensare se serve anche piu’ di un attimo, pensa a quello che ti fa stare bene e quello che invece ti fa soffrire. E’ questo tipo di relazione che vuoi? oppure credi di meritare di piu’. Non si vive di promesse, ma di fatti, scusa la mia franchezza.
L’amore a volte ti fa avvicinare a chi ti sembra abbia bisogno di te, ricorda tu sei la persona piu’ importante per te stessa, l’egoismo in questo caso e’ la prima cura. Guardati dentro e se credi che quest’uomo non valga un briciolo di cio’ che vali tu scappa, scappa a gambe levate, prima che “sia troppo tardi”….anche se in fondo MAI E’ TROPPO TARDI.
……AMBROGIOOOOOOO, dove sei, sei tornato qua’ in Toscana?…caspita, che freddooo in questi giorni.
Per fortuna che qui siamo sempre tutti pronti a riscaldarci il cuore quando necessario…. 😀
LUNA, tanti bacini a te 🙂
Eh sì, in effetti ci ho messo un bel po’ a ritrovare quelle cose nostre passate, ma ne è valsa la pena, anche perché come dicevo ho avuto modo di leggere quel post di LILLY che avevo perso, e che rivela tutta l’intensità di cui credo lei sia ricca.
LULU, “Non si vive di promesse, ma di fatti, scusa la mia franchezza”.
Quanto è vero… Io, che ormai inzio a essere vecchierella (scherzo), cerco sempre – vista l’esperienza ormai – sia di ascoltare le mie sensazioni (“Mah…”), sia – soprattutto – di guardare ai FATTI. Non è un caso che ormai io sia sola, sia per quanto riguarda i cosiddetti “amici”, “amiche”, sia per quanto riguarda il “fidanzato”. Ormai ho trovato una tecnica, che mi pare al momento pressoché infallibile: ascoltare le sensazioni, osservare e guardare i fatti. Bene: il risultato è che le sensazioni, coincidono (guarda caso?) con i fatti.
Come mai quella volta… Avevo la sensazione che una mia cara amica si stesse (si fosse) allontanata da me, che mi stesse facendo capire un qualcosa tipo “faccio finta di esserti ancora amica per un po’, prendo le distanze intanto, ma è chiaro che è già da un bel po’ che io mi sono distaccata, la capirai prima o poi… Però, siccome sono molto buona, e tutto sommato molto amica, ti mando un messaggino, una mail, e ti dico -per finta, si capisce -: quando ci vediamo? Adesso è un periodo un po’ così, ma ti chiamo settimana prossima, eh?”, come mai avevo quella sensazione?
E’ chiaro, le sensazioni COINCIDEVANO con i fatti (non ci vedevamo quasi più: questi i semplici fatti; non condividevamo IL TEMPO insieme, a lei di me non importava quasi più nulla: questi i fatti). Stessa cosa, guarda caso, succede nella coppia.
VALINDA, ho parlato dell’amicizia in riferimento anche a ciò che hai raccontato. Tu sei già lì a dirti: se lei fa un passo per prima… eccetera. So che sono molto dura ormai, ma ti dico: sei tu che devi dire, a te stessa, e di conseguenza a lei: io con te non ci voglio più avere a che fare. Nemmeno se lei, carina carina, torna domani a fare l'”amica”.
Per me la mia amica, come tutti gli altri che si sono “nobilmente” dileguati quando ero nella m****, ed erano bravissimi a chiedere quando nella m**** ci erano loro, o quando lo eravamo insieme e quindi si poteva avere a che fare con una in situazione “da pari”… Al momento che sono stati meglio, e io peggio: ciao, amica.
Se tornano? Una cordiale indifferenza: per me non sono più nessuno. L’amicizia, per me, non si differenzia molto dall’amore.
Non solo: rivela molto dell’essenza di una persona.
La mia ex amica, cui piaceva molto fare la “nobile” d’animo, si è solo rivelata per quello che era già prima: una persona senz’altro molto intelligente, ma fondamentalmente opportunista. E, ovvio, troppo deboluccia, per una come me Poi, per carità, tutto si è svolto civilmente… Ma stai certa, VALINDA, che lei non mi cercherà, se veramente – almeno – mi ha conosciuta, come io credo. Rimbalzerebbe.
ciao belle 🙂
VALINDA: sai che leggere dell’atteggiamento/modalità di interazione della tua amica mi ha dato la nausea? scusa se sono così sincera, ma davvero.
E’ osceno quando le persone agiscono aggressività e si nascondono dietro la scusa del senso dell’umorismo. Che ne siano convinte davvero o che si nascondano dietro un dito attraverso una negazione patologica chissenefrega. Che vadano appunto a farsi vedere o a farsi un corso di buone maniere.
Ironia e sarcasmo sono due cose diverse. Un corno “non hai il senso dell’umorismo”: una cosa per essere spiritosa e far ridere deve far ridere sia chi… la emette che chi la riceve. Ridere con e ridere di sono due cose assolutamente diverse. E aggredire (per propria invidia, frustrazione, ecc) ma tentare di far passare la cosa per “simpatia” è pessimo. Anzi PESSIMO.
io credo molto nell’amicizia e ho la fortuna di avere delle belle amicizie, alcune anche trentennali. Insieme si cerca di stare bene e farsi del bene, non di triturarsi i co… a vicenda. E ciò nella buona e nella cattiva sorte. Anzi, empatia reale e autoironia e capacità di sdrammatizzare sono un aiuto e conforto in più. Non è che con questo non possano anche capitare malintesi, risolvibili. Però diverso è un comportamento che nel tempo crea disagio costante ecc. Capisco il tuo 1,2,3,4… ecc, molto bene, perché mi è capitao di farlo e una volta, ti dico la verità, ero molto più di manica larga su questo. Ma da qualche anno no, posso dire che essermi spostata da chi percepivo come molesto mi ha fatto solo stare meglio!!! Di solito chi ha questi atteggiamenti il primo passo non lo fa, anzi si offende perché dici: NO, scusa, ma così non va.
Ma a volte è anche una fortuna, anche se può suonare brutto, perché ci permette di non dover per forza avere relazioni con persone che comunque ci sono incompatibili. Io non sento da 6 anni una persona che aveva atteggiamenti simili alla tua amica e ancora più fastidiosi e contorti. Enfatizzati (ma non creati) da un suo periodo difficile. Ci conoscevamo da 20 anni. Già dopo una decina c’era stato un episodio che mi aveva fatto pensare: ho la saziaaaaaaa. Poi da un suo primo passo c’era stato un riavvicinamento. E’ una persona a cui ho voluto bene e vorrò sempre bene e che comunque stimo per molti aspetti e a cui auguro il meglio dalla vita, però anche la seconda volta che ci siamo riavvicinate per anni comunque era un’amicizia “pesante”, perché lei riversava le sue insicurezze CONTRO me. L’ultima volta che l’ho sentita sei anni fa mi ha fatto una telefonata di 40 minuti in cui cercava il litigio ad ogni costo. Inventandosi cose e insultandomi. Io sono rimasta tranquilla, però alla fine della telefonata mi sentivo svuotata dalla stanchezza e come se avessi portato macigni di 100 chili.
Non avere a che fare con le sue dinamiche e modalità aggressive mi dà sollievo. Sarà brutto da dire, ma non mi manca. Se la incontrassi potrei bere un caffé ma sono più serena che lei non abbia mai fatto quel primo
Rimbalzerebbe perché io non la stimo più (ma non torna: lei è di quella razza che si allontana/chiude solo quando ha CERTEZZA di avere un sostituto/a… Da perfetta debole…). Non è un caso poi che io fossi involontariamente (è una ipotesi verosimile, ma non certa) una dei pochi testimoni di una sua nuova modo di vivere i sentimenti… Che io non approvavo, ma non gudicavo in maniera così cruda ancora (se lei non era capace di accettare che aveva due uomini contemporaneamente, perché – DI FATTO – lei amore, vero, da nessuno dei due, lo aveva, e voleva così prendere in giro lei stessa, facendo la parte della cinica opportunista: erano ben affari suoi/loro; dopo che le avevo detto quello che pensavo). Ma forse non era NUOVA, a quella vita. Forse, fino allora, lei, per qualche strana ragione, andava raccontando(si) che fosse una persona fedele, che volesse un uomo solo eccetera, quando invece, vedasi con l’amicizia, la sua natura era semplicemente opportunista. Una banalissima bugiarda e infedele, insomma. Una che s’accattava un po’ quello che trovava, dopo aver recitato (evidentemente), per anni, ruolo di persona superselettiva.
Lei, oggi, rimbalzerebbe con me: perché io gli amici me li scelgo. Non mi faccio, o almeno non solo, scegliere.
Tu VALINDA, ti poni in modo passivo: ti fai scegliere, in questo caso. Se la tua amica che si è comportata male torna gentile, tu ci ripensi. No! Sei tu che devi decidere che con persone che per qualsiasi sia la loro ragione (caratteriale, problemi psicologici ecc. , non ce ne può fregà de meno) ti hanno mancato di rispetto, di tatto, di sensibilità, e non hanno dimostrato un autentico desiderio di trascorrere il tempo con te, non vuoi avere nulla a che fare.
L’amicizia, come l’amore, ti deve far star bene. Non star lì su chi va là, oddio che cosa ho fatto, oddio adesso che cosa succederà… Oddio se ritorna… Oddio ma perché si comporta così…
Tira fuori la grinta, VALINDA!
So che l’hai.
Tira fuori la grinta e manda al diavolo un bel po’ di gente, senza timore di stare anche sola.
Io sono sola da anni, e me ne frego.
Mille volte meglio venire qui, ogni tanto, e scrivere a voi, che queste pseudoamicizie “dal vero”.
Mille volte meglio leggere libri o uscire sola a camminare o fare fotografie (a proposito: mi sto dedicando un po’ alla fotografia, meglio che chiacchierare con inetti…).
Tira fuori la grinta, VALINDA!
Anzi, sai che ti dico: butta fuori la tua “amica” da FB. Fai un atto di coraggio. 🙂
Quanto al tuo senso di inadeguatezza… E’ chiaro che c’è qualcosa da indagare fin dall’infanzia… Prova a cercarne le origini, le cause, ma poi vai oltre, non stare lì a piangere troppo di quello che ti può essere successo, vai oltre e reagisci, inverti la rotta!
passo perché comunque so come è fatta e quindi so che ricomincerebbe ad avere certi atteggiamenti.
Io il primo passo non l’ho mai fatto non perché sono incazzata o per orgoglio, ma perché la mia panza non ne ha mai sentito l’esigenza, anzi semmai contraria, sono onesta. Se lei restasse con la macchina in panne e mi chiamasse, anche dopo sei anni, andrei sicuramente ad aiutarla. Se mi dicessero che le è capitato qualcosa di bello nella vita sarei felice per lei. Ma quel rapporto era una catena che tirava giù me. Lei aveva (e l’ho capito in quella telefonata, ma se ne sono accorti anche gli altri) una idealizzazione nei miei confronti, mi metteva lei su un piedistallo e quindi però ogni tot doveva tirarmi giù. Una volta ha anche ammesso che questo era il suo problema. Bene, positivo ammetterlo, però poi quando era lei ad andare in aggressività e insicurezza proiettava su di me e mi attribuiva pensieri, atteggiamenti, intenzioni nei suoi confronti che non esistevano.
Può essere cambiata? io più che cambiata anche a distanza ho sperato per lei che fosse più serena, con se stessa.
In questi anni MAI ho parlato male di lei. Anzi, quando le persone l’hanno nominata io ho avuto un atteggiamento neutro e cordiale (e non per ipocrisia, come ho detto non penso sia una cattiva persona).
L’altro giorno un conoscente comune l’ha vista e non sapendo nulla le ha detto di avermi visto. Lei ha avuto una reazione per cui LUI è venuto da me a dirmi (traendo da solo le sue conclusioni senza che io aprissi bocca e senza che ne avessimo mai parlato): ha sempre avuto un carattere difficile.
Ciao LUNA, ciao LULU, grazie non potete capire quanto mi siete di aiuto. Come ben dice Luna in questi 8 anni, andavo verso,andavo incontro, capivo,pazientavo,comprendevo, reggevo, consolavo…e la mia vita al di fuori di questa storia? Praticamente inesistente, no non ne parlavo con lui, lui era la persona da aiutare io forse sono servita solo a quello.La mia vita l’ho vissuta da spettatrice, forse non mi interessava,non me ne preoccupavo per niente, anche se solo esteriormente mi sforzavo di rendere tutto apparentemente ma solo apparentemente a posto, con mio marito non avevo più nessuna intimità e non riesco ad averla neanche ora. Quello che mi rattrista di piu’ (questo tormento forse è solo dettato dal mio egoismo)è il sapere che lui ha affrontato e risolto i suoi drammi coniugali e che io ero di intralcio, visto che non mi ha dato nessuna spiegazione e quando mi vede guarda da un’altra parte. io non riesco ad uscirne sono rimasta chiusa ancora in quella macchina, senza riuscire a muovermi un millimetro, legata a quel bastardo egoismo che giustamente Luna cita, affossata e con il senso di colpa di aver affossato anche lui fin quando mi è stato possibile.E come dici tu Lulu non ce la faccio a scappare, ho creduto veramente, mi sembra ancora tutto impossibile.
grazie di cuore a tutte e due
ma quanta bella gente :DD
ciao NATY è da un pezzo che non ti facevi sentire, come stai bella?
ragazze, domani vado ad un incontro. Stiamo a vedere che succede.
Bacionissimi a tutte
LULU, ciao carissima.Sono stato via molto per lavoro (Puglia,Campania,Francia ecc.) e non ho letto gli ultimi interventi e non so nulla delle new entry. In Toscana ho comprato un appartamento in un bellissimo casale ristrutturato e faro’ li il natale con i miei figli e la mia ex moglie con la quale ho ricostruito,dopo 6 anni,un discreto rapporto di “rispetto”. Con la mia nuova compagna va tutto a gonfie vele,persino troppo, e siamo ormai praticamente una coppia.
Sto bene ed anche altre cose stanno andando in senso positivo,per cui questo per me e’ un periodo abbastanza positivo.
Col passare dei giorni mi sono sempre piu’ buttato in questa nuova storia e la mia ex e’ ormai un lontano ricordo.A volte ,pensandoci,provo rancore e pena,poiche’ alla fine e’ veramente una poveretta che probabilmente fara’ tutta la vita a cercare il suo equilibrio e la sua stabilita’.Penso sia rientrata nei giri squallidi da dove l’avevo tirata fuori per i capelli, ma questi sono fatti suoi.
La Toscana e’ un amore ed acquistare qualcosa da quelle parti e’ sempre stato un mio obiettivo, ed io sono caparbio ,per cui sono riuscito a finalizzare questo desiderio.
Ho molti amici da quelle parti ,e sicuramente ci verro’ spesso.
In questi giorni,tempo permettendo, leggero’ le pagine che ho trascurato e rientrero’ nelle discussioni.Anche se ora sono guarito ritengo giusto ,se possibile,dare qualche consiglio a chi sta male e sta affrontando il doloroso percorso della fine di un amore.
Ciao Valinda,Luna ,Manu e tutti gli altri.
Ma vete notato che i giudici inquisitori che condannavano Rocher al rogo ed alle pene eterne sono scomparsi???
Mah,io ho qualche presentimento,ma meglio lo tenga per me.
Ciao a tutti e tanti baci
Ciao ELENA, sto così così, forse per quello non vi leggo proprio sempre, e molto più spesso non ho molta voglia di scrivere… Ho poca energia.
Un incontro? Wow, allora auguri! 🙂
Ciao a tutt*
🙂
Mi sono commossa……
Io parecchie paginate me le sono stampate in pdf per averle a portata di mano.
Un bacione a tutte quante le mie belle amiche dei tempi non altrettanto belli. Anzi DAI tempi….perchè sarò scema-infantile chissenefrega ma le parole di conforto che ho letto qui le ho sentite pronunciare da pochissime persone, in vita mia.
E lo stesso vale per la sensibilità insita in tantissimi interventi. Per me siete delle vere amiche.
Valinda, hai fatto bene a tranciare quell’amicizia in FB. Il comportamento di quella tua “”””amica”””” (con quattro virgolette) è veramente nauseabondo.
Come quello di chi batte il record dei 100 mt se solo ha il minimo sentore di un tuo disagio e il lontanissimo dubbio che tu possa chiedere un miserrimo aiuto.
Nauseabondo.
Per non parlare di chi ti sfascia la porta sulla faccia quando sei nella m…..più nera. E accetta il rischio che tu faccia quattro metri e ti butti da un ponte facendo spallucce ed infischiandosene del tuo stare male/essere nei guai fino al collo.
…A quelli (sarò cattiva però….) auguro di non vedere un autobus il cui autista non li vede.
Ho tre amiche. Due le vedo, in media, ogni 5 anni (anche se abitano a 15 km da me) e le “sento” tramite sms alle feste comandate. Non ci frequentiamo ma ci siamo l’una per l’altra. E lo sappiamo, lo sentiamo. Non condividiamo tutto ma solo i momenti importanti. Belli o tragici che siano.
Bè….mi sento più sincera nel parlare di amicizia con queste “ragazze” (:-)che potrebbero sembrare “comparse” piuttosto che con persone che frequento abitualmente e che, come dice LUNA, non “ridono con” ma “ridono di” trasformando la risata da attimo in compagnia a attimo di disagio/scazzo (anche conto terzi).
Scappo….un abbraccio a tutte.
Condivido..anch’io ho trovato molta più empatia qui che in certe presunte amiche. io ho tante conoscenze ma le amiche le conto sulle dita di una mano e sono contenta così..e anche se alcune non le vedo tanto spesso, ci siamo sempre l’una per l’altra e quando ci rivediamo anche dopo tanto non è mai cambiato nulla..come se fossimo state sempre insieme.
la mia “amica” è tornata alla carica, in un evento creato su fb per una cena di classe ha approfittato subito per commentare. ho rimosso il post e le ho scritto in privato in tono indifferente e anche un po’sarcastico lo ammetto perché mi ha proprio rotto. io per natura analizzo, smusso, comprendo, mi metto in discussione però poi alla fine sbotto e divento uno schiacciasassi. anche perché in passato, quando ero più piccola, per la molestia di certa gente c’ho sofferto e anche parecchio. mi sentivo sbagliata io, inadeguata io e certo erano anche mie mancanze ma questi molesti ci mettevano del suo.
e purtroppo l’amicizia femminile non è molto diffusa, spesso si incontrano invidie, competizione scorretta, malignità e bassezze inaudite. io ho imparato e a queste bassezze non mi abbasso più, ma neppure mi lascio pestare i piedi. LUNA, NATY i racconti che avete fatto di queste vostre “amiche” rispecchiano molto la mia. non è cattiva e nemmeno stupida per carità, ma è aggressiva e maleducata con tutti spacciando questo suo modo di essere per sincerità, spiritosaggine, originalità. in realtà temo che sia una persona molto sola e insoddisfatta che accatta uomini che usa e che la usano, che parla di sè come una persona tanto speciale, forte e colta ma in realtà non lo è affatto. come dimostra la sua vita e come dimostrano i fatti. credo che come dice LUNA mi abbia messo su un piedistallo e poi mi faccia scendere quando più le piace per massacrarmi. io non sono niente di speciale figuriamoci ma la sua è solo invidia e frustrazione perché io ho quello che lei non è riuscita ad avere per mancanza di qualità, forza e doti personali. una laurea, un giro di amici, amori non perfetti ma sicuramente emozionanti, tanti interessi e attività. lei a cui passano compiti e consigli..solo ora capisco quanto sia stata falsa, maligna e opportunista. è una grande delusione ma credetemi ormai è indifferente. e mi fa pena perché lei è una poveretta che si sta facendo terra bruciata intorno. e so per certo (da sue parole) che molti amici l’hanno mollata proprio per questo suo modo di essere e di fare. tra un po’forse ci sarà una cena di classe e mi scoccia rivederla ma le starò a debita distanza con cortesia perché non voglio molestie e scenate!
VVB siete tutte fantastiche !!!!!!!!
Naty sono dispiaciuta, hai poca energia? allora usala e concentrati con quello che in questo momento ritieni ne valga di piu’ la pena…da noi tornerai appena puoi, anche io ho avuto momenti piuttosto lunghi di assenza da questo forum, capita.
Lilly, sai una cosa’?! anche io mi sono resa conto che qui nessuno ti snobba “il dolore” “lo sfogo”….a volte con gli “amici” succede che inizialmente ti stanno vicino, poi a lungo andare il malessere di un amico pesa…. e’ piu’ facile fingere che non sia successo nulla.
Elena in bocca al lupo per il tuo incontro.
Valinda, …e fai bene molto bene a stare a debita distanza, ti potrebbe disturbare la digestione! 😀
Luna un saluto speciale.
Ciao a tutt*
nulla di che, il mio incontro. Si è rivelato, uno di quegli incontri, dove riscontri sempre problemi, ed è meglio girare al largo :DD
sono molto autocentrata in questo periodo e molto in equilibrio ( che è già tanto)
NATY
forza dai…..i momenti peggiori passano e servono per far meglio chiarezza in noi stesse e su ciò che desideriamo. Una fatica, ma ci ripaga.
Abbraccio le altre
AMBROGIO
ti invidio un pochetto, nel senso buono. Mi piace la toscana e l’ho girata in lungo ed in largo.
Se riesci, fai un salto a San Galgano ne vale la pena
Ciao a tutt*
Cara LULU, ho poca energia dai tempi in cui ci siamo conosciute…
C’entra poco l’amore finito, c’entra che in questo paese per molti non è più vita, ma inutile parlarne, come si diceva i fatti sono fatti, e io sono stanca, se preferisci “alla frutta”, ma non è questo il tema del forum…
LILLY cara, anche con l’amica di cui ho parlato, ci si vedeva poco, d’altra parte io per un tozzo di pane ho sempre dovuto alzare il culo e fare chilometri e chilometri… Sono assolutamente d’accordo che non sia necessario (non del tutto) frequentarsi. Ci si può “frequentare” nel senso che, nonostante la distanza, gli impegni ecc. “ci si fa sentire vicini”, ecco tutto.
Poi, sai, per quanto riguarda le mie “amicizie” (virgolette, come dici tu, d’obbligo), ma anche in amore, con me è facile chiudere: se sto male, se passo un brutto periodo, è la volta che non ti cerco. Tendenzialmente ti cerco se so che sto bene e posso darti qualcosa.
Quindi è facilissimo chiudere con me: basta allontanarsi e il segnale, da parte mia, è recepito perfettamente.
Poi, che sia nauseabondo allontanarsi da chi ha bisogno (così come da chi, finalmente, è felice, e ciò, come abbiamo visto anche qui, succede eccome se succede: la felicità, o l’amore, o la realizzazione personale, o il talento altrui eccetera, a qualcuno, ma soprattutto alle persone negative, dà fastidio…), sono di nuovo d’accordo, ma la cosa, francamente, non mi riguarda… E’ sempre stato troppo importante, per me, avere la coscienza a posto. Gli altri si comportino come credono. Tuttavia certo non fa bene accumulare nausee varie, a destra e a manca…
VALINDA cara, il tuo intervento è uno di quei casi in cui mi dico – felicemente -: ammazza come ti eri sbagliata! E ne sono così contenta!
Mi sono, quindi, molto sbagliata.
Sei già arrivata (nelle analisi e nei fatti: ora in un fatto specifico, la tua ex amica) dove dovevi (per il tuo benessere, e giustamente) arrivare.
VALINDA, che dire? Sono orgogliosa di te. 🙂
AMBROGINO D’ORO, ma ciao!
Vedi, tutti che ti affibbiamo nomignoli! Lascia perdere i maligni, ormai qui ti è si è dato pure il premio, meritatissimo! 🙂
PS: io invece non ero mai andata a rileggere indietro nella lettera…
ciao a tutti
scrivo perchè ho bisogno di parlare con qualcuno di ciò che sto passando… non ce la faccio più a passare giornate tristi e vuote, notti insonni e il ricordo di Lei sempre presente !
Sono passati quasi 2 anni da quando ci siamo lasciati e la mia vita è ancora ferma a quel giorno in attesa che qualcosa succeda… sono stato speranzoso ho cercato di fare le scelte palesemente più giuste ma … nulla.
Ho provato a isolarmi, uscire con i soliti amici, cambiare amici, fare corsi, piscina, palestra… ma più passa il tempo e più la stima che ho di me scende.
Lo so che chiedere un consiglio lascia il tempo che trova ma da solo ho paura di non farcela, devo capire dove sta il limite del normale periodo nero “vedrai che passa” e il fatidico “forse è meglio che ti fai aiutare”
Se qualcuno ha avuto esperienze simili e magari ne è uscito sarei felice di scambiare due chiacchiere…
Naty capisco a cosa ti riferisci, a volte e’ davvero difficile “sopravvivere”.
Rispetto la tua intenzione di non voler parlare di cio’ qui.
Zello, scusa vado di corsa, prometto che torno!
ciaooooo
ELENA, ti ringrazio per l’incoraggiamento, davvero, ma temo di non avere bisogno di fare chiarezza in ciò desidero… Anzi, dovrei dire desideravo. E non solo perché se non sai quello che vuoi dalla tua vita a quaranta anni… Be’, insomma… Ma anche perché quello che volevo lo avevo chiaro da quando ero molto, ma molto più giovane… Tutto sommato, se almeno avessi potuto essere come tante persone che non sanno (per nulla: lo affermano e lo dimostrano) quello che vogliono, sarebbe stata già una (sia pure magra, magrissima) consolazione. Almeno avrei potuto dire: be’, ma se non sapevi mai quello che volevi, ma allora era quello che volevi!
Bel paradosso, eh? Invece no, eh no, troppo bello sennò… Devo fare una vita di merda non sentendo più, oggi, la benché minima reponsabilità della vita appunto di merda che faccio. Eh no, il giochino (mentale), il ricatto – dopo l’infinita beffa, cioè una beffa senza fine – è finito con me. La verità è che nella vita non c’è logica: non basta pensare, come pensavo io, da giovane, giovanissima (e caparbia come ero, ma dovrei dire de’ coccio, la cosa è durata fino a un paio d’anni fa, quando sono stramazzata al suolo e ho sostanzialmente detto “ok tutti quanti, mi arrendo, sono morta, contenti?”, non dando più segni di vita: non è un caso che ora più nessuno mi cerca, più nessuno mi “disturba”): vedrai, basta essere profondamente positivi, costruttivi, e onesti, lavorare seriamente, e vedrai che ce la farai.
Ahahahah!
Rido. Per non piangere. Come ero ingenua. Che povera bimba che sono stata…
ZELLO, ciao. Se sono due anni che sei fermo allo stesso punto, significa, secondo me, che hai bloccato l’elaborazione del lutto. Forse potresti cominciare col raccontare la tua storia, per iniziare a sbrogliare la matassa.
LULU cara, non ti preoccupare. Eh sì, è diventata dura “sopravvivere”. Aggiungo che per me, se si deve solo sopravvivere, sarebbe meglio non vivere (ovvio che se sono qui è perché non riesco/posso eliminarmi fisicamente…). Sopravvivere è un’offesa alla vita. Ti dicono: ecco, ti faccio sopravvivere, però guarda, fai schifo, perché hai perso la tua dignità. Si può fare finta di niente, come molti fanno, ma IL FATTO resta quello. La differenza tra me e chi fa finta di niente è solo in un certo gradino di consapevolezza raggiunto: gli altri credono, come me prima, di “star lottando ancora”. Ed è giusto che lo credano: si vede che sono più giovani di me. E che invece di 1000 tentativi e lotte, ne hanno fatti SOLO 500, magari. E’ giusto, poi, sperare nel “colpo di fortuna”, ci mancherebbe. Siamo a questo da un bel pezzo, d’altra parte, in questo paese.
ciao LULU e Naty, grazie x aver letto il mio post 🙂
Naty racconto brevemente la mia storia:
Io ho 30 anni circa e 2 anni fa è finita la splendida (e unica) relazione che durava da 10 anni…
Ebbene si credo che sia proprio una di quelle storie che senti sentenziare con: “quando ci si mette assieme cosi giovani…”
Non nego che negli ultimi tempi c’erano molti bassi e pochi alti, però LEI era la mia metà, ero IO al femminile.. la classica metà mancante della mela.
Era una storia per buona parte a distanza, vivevamo in città diverse e si stava assieme 3-4 gg alla sett… e 10 anni cosi sono tanti fidati, quindi mi ero convinto che i nostri problemi scaturuivano per gran parte da questa situazione, cosi feci il passo…
Non le chiesi di sposarmi (sapevo che era un passo tr lungo) le chiesi di convivere… cosi lei ha “capito” che NON MI AMAVA PIU’. (punto)
Finito l’idillio, ciò che mi addolora di più è il fatto che io ci ho voluto credere ! e fino in fondo… convincendomi che quella era la mia vita, avrei lasciato casa, famiglia, lavoro per Lei…
A quel punto credo di aver affrontato le fatidiche FASI al contrario
FASE 1 uscire a più non posso e fare tutto quello che prima non potevo
FASE 2 Isolamento e Crisi depressive
FASE 3 cercare nuovi amici “veri” e nuovi interessi (il risveglio)
Quando dici “vedrai, basta essere profondamente positivi, costruttivi, e onesti, lavorare seriamente, e vedrai che ce la farai” credo sia la mia FASE 3 e ci sto provando “DAVVERO”!! fare le scelte giuste, essere le persone migliori che si può in ogni situazione (per migliori intendo sensibili, disponibili, altruisti, non tirosi e palestrati)…
Insomma sto cercando di essere una buona persona convinto che il bene porta al bene, come dici tu se devo “sopravvivere” almeno cerco di farlo meglio che posso, però la tristezza e la solitudine non mollano, per tanti sforzi che io faccia dopo ogni iniziativa mi ritrovo SOLO, a guardare davanti a me solo una strada buia e dietro mi limito a dare sbirciatine solo per capire se quell’errore l’ho già fatto…
ZELLO, ciao, figurati.
Dunque, si inizia ad avere qualche dato in più.
– 10 anni insieme, ma a distanza…
– negli ultimi tempi, tu dici, c’erano più bassi che alti (ti inviterei a riflettere su questo).
Non pensi che la decisione di andare a convivere, sia stata presa nel momento SBAGLIATO? Ossia, al momento che TU eri consapevole che fosse in atto, da tempo, una vera e propria CRISI? Ipotizzo: hai fatto il passo della convivenza, che magari lei desiderava da tempo, e lo hai fatto quando hai capito che l’avresti persa?
Poi ti dico una cosa, anzi due. E’ solo una mia – generica – opinione:
Non credo nei rapporti a distanza (non si vive MAI una vera quotidianità nel rapporto, e moltissimi rapporti, nati e condotti a distanza, per ovvie ragioni, finiscono AL MOMENTO della riunione VERA della coppia) e non credo ai lunghi fidanzamenti. La giovane età conta fino a un certo punto. Io sono andata a convivere, per dire, che avevo poco più di venti anni.
ZELLO: ciao 🙂
a me ha colpito il fatto che hai scritto @Non le chiesi di sposarmi (sapevo che era un passo tr lungo) le chiesi di convivere…
posso chiederti perché sapevi e sentivi che era un passo troppo lungo?
sì, 10 anni sono molti per una relazione a distanza. Tuttavia dici che passavate insieme 3,4 giorni alla settimana, che non sono neppure pochi. C’è gente che ha lunghi rapporti a distanza condensati in periodi anche più lunghi, ma una tantum durante l’anno. Voi in quei 3, 4 giorni vivevate comunque una normale quotidianità di coppia, o no?
Con questo intendo dire che anche di relazioni a distanza ne esistono tanti tipi, e vissute in tanti modi, come coppia e come singoli. Anche nelle relazioni a distanza esistono degli equilibri e squilibri, banalmente anche se c’è uno dei due, ad esempio, che tende a pensare che non si sposterà mai e si aspetta che lo faccia l’altro, se la distanza fa sì che uno dei due o entrambi conservino una buona parte non solo di dipendenza ma anche di visione “individualista”, se si comincia a parlare presto o almeno ad un certo punto, non dopo secoli, concretamente di come fare a risolvere il problema della distanza ecc ecc- Banalità, sto dicendo, però ecco perché non mi sento di dire che non credo in senso assoluto alle relazioni a distanza. Il problema semmai è che a volte la distanza oltre che una sofferenza e una “fatica” può diventare anche una scusa per non guardare in faccia dei problemi o delle incompatibilità che si avrebbero anche stando nella stessa città. Allora la relazione non finisce per la distanza (che pure può logorare o comunque impostare la relazione, per una parte, in modo individualista) ma per la… vicinanza. Non solo, intendo, per il logorio dovuto alle difficoltà connesse alla distanza.
Io non sono andata a convivere a 20 anni però la mia relazione a distanza tipo la tua (ci vedevamo non poco, comunque, anche perché saltavamo in auto lui e in treno io, e spesso trovandoci in altri luoghi rispetto alla mia città e a quella in cui lavorava lui, perché lui da lì partiva per lavoro andando di qua e di là lungo lo stivale) ha preso subito in realtà un’impostazione molto “adulta” anche se è cominciata che io avevo 18 anni e lui 19, e io andavo ancora a scuola. Tuttavia appunto appena possibile prendevo treni come fossero bruscolini e anche se con tutte le difficoltà ogettive (pensa che non esistevano manco i cellulari, altro che internet! quindi si chiamava da cabine telefoniche e si aspettava la chiamata al telefono di casa… a pensarci ora è curioso come si facesse tutto lo stesso eccome) ci vedevamo e sentivamo parecchio. La distanza non avrà aiutato a risolvere delle crisi, ma poiché appunto credo fossimo molto bravi a gestirla per l’età che avevamo, e di comune accordo, ma le crisi non sono state dovute alla distanza. Non ci siamo lasciati per la distanza. Anche se certamente nel momento in cui ho potuto vivere una storia “quotidiana” da un certo punto di vista ero più serena.