La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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LUNA@ hai colto nel segno ancora una volta. Leggere chi sta male mi fa ripiombare ,anche se per poco, nella stessa condizione di qualche tempo fa.Questo succede a tutti, e’ ovvio, ogni lutto,in presenza di lutti di altri, si ripresenta , e certe sensazioni e dolori non si dimenticano piu’.
LELE@ Bruttissima storia,chi scrive qui ci e’ passato e ne sa qualcosa.Devi farti forza e continuare a vivere.Lo so che e’ difficilissimo, e lo scoramento ,la delusione e la voglia di piangere tiu attanaglia in ogni istante, ma tu devi volerti bene.Devi pensare prima di tutto a te stesso, alla tua persona, e poi piano piano ,col tempo, riuscirai a “guarire”.
Saranno mesi dolorosissimi, e l’angoscia prendera’ il sopravvento,penserai di non farcela e che lei era ed e’ l’UNICO scopo di vita, ma non e’ cosi’, credimi.
Il mio consiglio di amico “virtuale” e’ quello di zerbinare il giusto, di cercarla per un certo periodo e poi sparire, interrompere i contatti,su tutto e tutti.Solo cosi’ puoi avere la mente un po ‘piu’ libera ,altrimenti e’ un dolore ancora piu’ terribile.Basta un piccolissimo segnale della tua ex per ripiombare nell’ansia e nell’illusione.Meglio troncare di netto tutti i possibili contatti.
Tu scrivi che la vorresti riconquistare, ma la mia esperienza mi ha ,purtroppo,insegnato che e’ un’impresa impossibile.
La mia ex mi disse che se fosse rimasta con me lo avrebbe fatto solo per pena (tre giorni prima mi diceva di amarmi alla follia e se leggi i miei post di marzo aprile lo verifichi) e questa e’ la cosa piu’ cattiva ed infame che avrebbe potuto dirmi.
Ti capisco caro LELE, stai affrontando una durissima prova e dopo 11 anni ,cio che ti e’ successo, sembra inaccettabile.
Qui potrai trovare un po’ di conforto e di solidarieta’, ma la forza devi trovarla dentro di te.Coraggio. Ambrogio
Ambrogio è bello rileggerti 🙂
La tua ex è una di quelle persone da non considerare minimamente,e se hai trovato di meglio è perchè in te de buono c’è.
Purtroppo certi soggetti riescono a calpestare il nostro ego,ma fortunatamente e anche x merito di chi sei, se hai trovato una nuova e brillante luce.
Dirti che sarebbe rimasta con te per pena è pietoso.
Scusa il gioco di parole.
Ma arrivare a dire certe schifezze verrebbe voglia di tirare un calcio in bocca a chi le pronuncia o solo le pensa.
Io mi sono dovuta sentir dire di non essere mai stata amata 🙂
Vedi tu 🙂
Quindi tutto ciò che mi è stato dato,che sentivo e che sentiva erano tutte cazzate 🙂
Dalle stelle alle stalle dunque.
Mi sono ritrovata ad interagire con una persona che non so più nemmeno chi cavolo sia,oppure è sempre stata così e ho avuto sugli occhi fette spesse 50 cm di salame?
Non credo.
Ormai ho un’età che mi permette di vedere le cose col cervello oltre che col cuore.
Cmq ti auguro tanta felicità Ambrogio.
A discapito di ciò che dicono certi soggetti,e anche se non ti conosco,ho conosciuto il tuo dolore su queste pagine,e basta per capire che uomo sei 🙂
ciao a tutti, mi sono messo a rileggere le storie di questo forum… mi ero ripromesso di non farlo.. almeno finchè non sarei stato abbastanza bene da poterle affrontare , non che quel momento sia arrivato però vorrei condividere questa cosa..
Ho trovato scritto da qualcuno di veramente grande cose tipo “sii felice adesso, non aspettare di sposarti, innamorarti, di trovare il lavoro giusto…. Non c’è il momento migliore di questo per essere felice, la felicità è un percorso non una destinazione…”
Io penso che la felicità esiste solo in quanto condizione transitoria, sei felice nel momento in cui tutto fila liscio, la tua vita prende la piega che vorresti, ti senti amato e voluto. Io credo che dopo che si è voluto bene ad una persona cosi tanto da pensare di non poter vivere senza, stare bene da soli sia impossibile e che che vivere con la paura di restare soli non potrà mai trasformasi in felicità. Credo che ci siano comunque persone migliori di me che trovano la felicità su strade più buie della mia…
Credo che alla fine possiamo solo vivere il tempo che ci è dato nel miglior modo possibile accettando ciò che viene come un dono, qualsiasi cosa ci aspetti…
LELE: ciao 🙂 non lo so cosa succede a certe persone nel momento in cui il rapporto – anche se già apparentemente piuttosto consolidato – sta per fare un nuovo passo di crescita… se il problema è che si accorgono che il rapporto non è in grado di crescere – almeno secondo loro, ma possono anche cogliere dei segnali che l’altro ignora o non giudica sufficienti ad una rottura, almeno in quel momento – o se sono loro a non voler crescere e quindi attribuiscono la colpa al rapporto… nel caso potremmo caricarci di una responsabilità o almeno di una parte di responsabilità che in realtà non è nostra, sta dentro l’altra persona, e non possiamo farci niente. E, tutto sommato, sarebbe onesto anche che l’altra persona ammettesse con noi e con se stessa che il punto sta lì: non sono pronto io a questo passo.
tu dici che vale la pena di lottare per qualcosa in cui si crede e a cui si tiene. ed io su questo di base ti do assolutamente ragione, tanto più perché capisco che dopo undici anni (a me è successo dopo 10, e idem con il cambiamento/casa/convivenza) si sta evidentemente in qualcosa che “ragionevolemente” sembrava avviato ad essere forever. Un matrimonio, non importa se con carte bollate ed un prete davanti a cui dire sì. Non sto dicendo che sia una questione di tempo, non sto dicendo che la stessa sensazione non si possa provare dopo un anno o due… e si possono vivere superficialmente 20 anni e con quell’idea del per sempre 2… però diciamo che ti capisco, insomma.
Capisco anche che tu cerchi di analizzare le tue responsabilità, che tu possa avere un’autocritica che in ogni caso può essere costruttiva, anche solo per te stesso. Però, per mia esperienza ti dico: si lotta in due. Si lotta in due anche quando uno cerca di rimediare e l’altro permette di rimediare, lascia la possibilità, lo spazio, ci tiene.
Sennò… sennò è la lotta contro il mulini a vento.
Io ti auguro di metterci tutto l’impegno che senti di volerci mettere per sentirti in pace con te stesso, comunque vadano le cose, innanzitutto. Ma se è il caso di smettere di renderti conto che è il caso.
PAOLA: mi dispiace per quello che racconti. Scusa se, non conoscendo comunque la tua storia e i protagonisti, mi permetto di osservare una cosa, e anche in modo piuttosto aspro: di scuse per non prenderci delle responsabilità delle nostre scelte possiamo trovarne molte, ma dire che si è tornati, ci si è sposati, si è deciso di avere dei figli, si è stati insieme un decennio perché si era tornati per non far soffrire l’altro/a diventa patetico. Per chi lo dice, intendo.
Io di cazzate ne ho sentite tante per non prendersi la responsabilità di dire: “Ho scelto di esserci/non esserci, male o bene che fosse, ho scelto”. E quindi sono un po’ stufa, lo ammetto.
Non so se sia il caso del tuo lui, ma comunque sia dipingersi come bambini di 5 anni, ma quasi incapaci di intendere e di volere, e sulle scelte fondamentali della vita, non mi pare uno sconto reale fatto a se stessi, mi sembra un’offesa
fatta a se stessi oltre che alla persona che si sente dire cose del genere. Io nella mia storia (17 anni giù di lì) mi sono sentita dire cose simili e il loro contrario assoluto, a seconda. L’importante è che la “colpa” fosse sempre mia, in posizione di debolezza o forza che fosse. Come se le relazioni, poi, fossero delle partire a braccio di ferro. Come se non si potesse prendersi la responsabilità anche di dire: IO non ho saputo fare chiarezza in me stesso. Per me non era evidentemente così importante.
Milioni sono le ragioni per cui possiamo tornare e stare con qualcuno. Possiamo anche temere seriamente di ferire qualcuno con la nostra assenza, non sapere come gestire i rimbalzi emotivi del nostro abbandono… ma possiamo ragionevolmente, seriamente, empaticamente credere che una persona abbia bisogno più di costruire la vita su una finzione che di vivere uno strappo violento ma poi ricominciare a vivere sul serio? Lui è tornato all’epoca perché gli andava bene tornare da te, indifferente perché.
MANU: tu devi fare ovviamente quello che ti senti. A me dispiace l’idea di vederti salire su un treno già con una persona di supporto perché sai che potresti stare male. Che questo confronto che cerchi da mesi sia però come una specie di attesa del patibolo.
Che tu le ricordi la sua ex, sua zia Pina, o il lattaio della quinta strada che vendeva yogurt scaduti, MANU, se posso permettermi (e anche se non posso mi sto permettendo lo stesso… mandami pure a cag…) non ti meriti questo. E questo forse a te stessa non dovresti farlo. Indipendentemente da cosa lei è in grado di fare in questo momento, o per indole, carattere, crisi sua personale o semplicemente perché a modo suo ha deciso di riprendere la sua strada.
Ciascuno di noi ha le sue ferite, tu riconosci le sue, e conosci le tue. Ma se lei non è in grado di capire le tue, indipendentemente perché, TU ti stai facendo male. Alla ricerca di un’empatia, e forse anche di una maturità emotiva, che non è in grado di dimostrare e di darti.
Io continuo a non capire se lei continua anche a girare il coltello nella piaga con un’autoreferenzialità che fa sì che abbia bisogno anche lei di dirti che è stata innamorata ma non era amore e che tu le ricordi questa cosa o l’altra.
Certo che sono anche proiettiva, e lo ammetto: io ho cercato di capire che azzo gli passava per la testa per anni. Mi diceva che non mi amava ed era tutto una nebbia e impossibilità di reale confronto (e lo avevo a dieci centimetri, capiamoci, nella stessa casa. ma mi erano concesse mie lettere a cui non rispondeva) e poi quando mi spostavo io (comunque con il cuore a fette e il trauma cocente e fetente della fine di un amore, anzi dell’Amore e del ricominciare da zero) e se non mi guardavo intorno ma qualcuno vedeva me… beh, ero io che lo uccidevo, ferivo, e non sapevo amare e non buttavo giù quei muri che mi affannavo a buttare giù da ANNI ma dovendo sentirmi la povera scema che non si rassegna. Insomma, sempre colpa mia.
MANU@ Grazie!!!
Purtroppo le persone non si conoscono mai abbastanza, e certe esperienze ti impediscono di rituffarti serenamente e pienamente in una nuova storia.
Io ci sto riuscendo, ma ogni tanto mi freno per non farmi coinvolgere troppo.
La sofferenza e’ una brutta bestia e certi dolori rimangono nel tuo animo anche a distanza di anni o forse per sempre.
Un amico che tradisce, un ex che dice certe cattiverie o un lutto sono esperienze della vita e segnano, altro che se segnano.
Ti auguro un pronto riscatto, te lo meriti.
Un abbraccio
Luna,grazie per le tue parole.
Macche mandarti a cag…!
Ci mancherebbe.
Non è facile trovare qualcuno che ti ascolti e ti dia il proprio punto di vista e supporto,senza nemmeno conoscerti.
Leggo e rileggo ogni cosa che scrivi,perchè mi fa bene.
E credo faccia bene anche a molti.
E questo piccolo spazio virtuale non sarebbe così senza la tua presenza.
Stai facendo del bene a molti con le tue riflessioni,idee,argomenti.
Sono sicura che qui ognuno di noi ha una grande stima di te 🙂
Grazie anche ad Elena…ti ho letta sai 🙂
E non mi sono scordata di te…sono solo in una fase così.
Ciao,
possibile che lui fosse così falso da non darti nessun segnale sul suo cambiamento? Poi non ci credo che non ti ha mai amato…siete stati insieme così tanto che penso te ne saresti accorta.
Fra persone che si amano ci sono certi gesti e certe attenzini che vengono spontanee e naturali.
Mi sono lasciata da qualche mese con mio marito…o meglio io me ne sono andata via…dopo tanti anni lui è cambiato e ho cominciato a dubitare del suo amore. Lui continua a dire di amarmi ancora…ma francamente … penso che se due persone si amano entrambe…quando poi viene a spezzarsi qualcosa te ne accorgi.
Forse io sono troppo orgogliosa…non so..ma se un uomo mi venisse a dire che non mi vuole più non gli correrei dietro.
Poi così su due piedi dal giorno alla notte…io avrei pensato subito che c’è un’altra. Io non avevo un’altro ma proprio per questo gli ho fatto presente che c’erano dei problemi e c’era tutta l’intenzione di risolverli…ma per queste cose bisogna essere in due. Dopo circa 6 mesi me ne sono andata di casa. Probabilmente anche io ho smesso di amarlo nel frattempo…e quindi è stato più facile prendere una decisione, certo poi quando ti guardi indietro e ripensi a bei momenti fa male. Ma bisogna guardare avanti. Se ti chiudi nel tuo dolore lo trasmetti agli altri.
Voltare pagina non è facile per niente…ma nemmeno per me che sono stata io ad andarmene. Ma è vero che è solo questione di tempo…e comunque se riesci ad avere una vita sociale abbastaza impegnata vedrai che ti innamorerai di nuovo di un’altra persona. E in quel momento passerà davvero il dolore che hai dentro per lui che ti ha lasciata in questo modo.
Io continuo ogni giorno ad avere nuove e strabilianti rivelazioni.
Cose mai sentite.
Balle galattiche, cazzate strepitose.
Ma sapete cose tipo che fuori c’è il sole,tutti vedono che è una bella giornata, e lei invece dice che piove?
Questo x darvi un’idea.
Sono stata con una bugiarda, o semplicemente una pazza tanto da negare fatti e parole?
E non è che se dice di aver sbagliato tutto ciò mi possa rallegrare o rendere il boccone meno amaro.
Non riesco a concepire chi scrive “ti innamorerai di un’altra persona”,ma non perchè questa frase sia sbagliata.
Ma o ti capita un caso su un milione come è successo ad Ambrogio,oppure chi riesce a ributtarsi in un’altra storia?
Io non credo ci riuscirò proprio.
Io devo stare sola.
Principalmente perchè non mi fido più di nessuno.
Dopo aver ricevuto schifo dalla persona che più credevo logica e normale,cos’altro potrò ricevere in futuro?
E come potrò fidarmi ancora guardando negli occhi qualcuno e credere che dica e pensi il vero?
Se ti fidi sei stupida,se non ti fidi stai troppo sul chi va la e le persone pensano che soffri di manie di persecuzione.
vi propongo un monologo di giole dix
http://ilricordoperduto.wordpress.com/2009/09/16/quando-finisce-un-amore/
Ciao a tutti miei cari 🙂
AMBROGIO sei stato in Toscana? dove? Chianti, Maremma? ti è piaciuta? Io sono toscana e amo molto la mia terra 🙂
LUNA grazie le parole che hai scritto per MANU le ho lette e rilette perché valgono anche per me. Io sto chiudendo la mia storia perché non ne posso più, lui mi piace molto, forse lo amo non lo so, ma se continuo a stargli dietro mi autodistruggo. così, come dici tu, io mi sto spostando. proprio stasera (lui è all’estero per lavoro) mi ha scritto l’ennesima mail distaccata dicendo che il nostro non è amore ma il giusto compromesso tra libertà e piacere. un divertimento insomma. e per me queste parole sono macigni, già sapevo come la pensa ok ma sono macigni lo stesso. sono macigni in risposta alle mie mail sempre di complimenti, tenerezza e amore. sì, maledetto amore per lui che continua da anni. è vero lui nell’ultimo periodo è cambiato molto ma sono briciole, è elemosina. la realtà fa male ma devo guardarla in faccia e andare avanti. quel poco che è in grado di darmi (parole sue) è bello, appassionato, superlativo, toccante, emozionante. ma non mi basta, perché non è giusto e non va bene. non va bene per me.
sono stanca di stare ad aspettare i suoi umori, i suoi tempi, i suoi messaggi, i suoi desideri. sono stanca dei suoi silenzi, il suo dire e non dire, le sue assenze e le sue improvvise ricomparse, il suo sfuggire quando io mi avvicino e viceversa. il suo ricomparire proprio quando io sto andando avanti con la mia vita, quasi che lo avvertisse così da confondermi di nuovo. forse lui è il mio grande amore, forse non lo dimenticherò mai ma io non voglio più piangere per nessuno, neppure per lui. le storie si fanno in due e sono fatte di tutto non solo di notti di passione, non solo di esserci solo quando piace a lui. lui mi controlla in un certo senso, ad esempio se gli mando un sms dopo che ci siamo visti magari risponde sempre con i suoi muri o non risponde…ma se non glielo mando me lo manda lui dicendo “beh non mi dici niente?” per poi – dopo la mia risposta – scomparire di nuovo. ma è vita questa ragazzi? era già un po’ che scalpitavo dentro ma ora mi è crollato tutto addosso come un castello di carte. e mi chiedo come sia stata così stupida a stargli dietro così, a elemosinare, a capire, a perdonare, a ritornare, ad aspettare, a non avere mai risposte chiare, ad accontentarmi delle briciole, a dare, dare, dare senza mai avere lo stesso in cambio……
Cara MANU ti capisco molto bene ma credimi si soffre, si sta da cani, ma è la cosa migliore è tagliare, alzare i tacchi e andarsene per sempre. è la scelta migliore perché significa volersi bene, proteggersi e andare avanti con la propria vita. non starle più a sentire le sue balle, sparisci dalla sua vita e non cercarla più. lo so che sei innamorata ed è durissimo da fare, ma è l’unica soluzione possibile. non perché io ho la verità in bocca ma perché è la cosa che ti farà (e mi farà) stare meglio.
scusate lo sfogo 🙂 VVB
Manu: secondo me si sbaglia a non voler riprovare.
Le brutte esperienze devono servirci a fortifarci ed essere piu’ prudenti. Ma rimanere da soli no.
Se non provi non lo saprai mai. Di delusioni magari ce ne saranno tante o altre…nessuno puo’ saperlo…ma come non si puo’ sapere che magari trovi subito quello giusto…quello adatto a te. Io ci credo ancora in queste cose.
Non avrei mai pensato che un giorno io e mio marito ci saremmo lasciati..per me eravamo fatti uno per l’altro…pero’ a volte le cose cambiano. E ci ho sofferto davvero tanto…vivere sotto lo stesso tetto con una persona che ti fa capire che non ti vuole piu’…bruttissimo. Me ne sono andata per amorproprio… Vivere cosi’ ti distrugge dentro… A quelo punto li si che è meglio stare da soli. Ma sono pronta a ricominciare. Se ti chiudi avrai la certezza che non troverai mai la dolce meta’… Se invece ci riprovi non si puo’ sapere.
Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Prendilo a meta’…fidati ma con attenzione.
E comunque rimango sempre del parere che se hai dei dubbi sull’amore che l’altro prova per te è perchè non ti ama.
Ne sono straconvinta. Perchè quando una persona ti ama veramente te lo dimostra…e questi dubbi non ci vengono.
Poi sbagliero’ io non so. Ma penso sia giusto riprovarci e lasciare le porte aperte.
Ciao amici/amiche vecchi e nuovi.
Vi leggo sempre,dopotutto anche nella felicità c è sempre da imparare.
Mi dispiace molto per le nuove arrivate.Se penso a come stavo qualche mese fa stento a credere come sia potuto arrivare fin qui.Non sono la persona giusta per dare consigli…infondo io e la mia compagnia dopo 6 mesi di rottura ci siamo ritrovati.Il mio percorso di guarigione quindi ha preso un altra strada, non quella del ” dimentico , vado avanti e mi innamorerò di un altra persona”.Tuttavia sono d accordo con quelli che dicono Luna e le altre: se una persona ci fa star male,non ci rispetta , ci. Tradisce anche solo moralmente. Beh allontaniamoci subito… È dura, durissima,ci sono giorni in cui nn avremo voglia neanche di alzarci dal letto, di ridere di mangiare di vivere.Ma piano piano le cose cambiano…. Bisogna avere fiducia. Nel futuro….la vita può stupirci alle volte….un abbraccio.
P.s Valinda anche io son Toscana.E adoro questa terra!!!!
ciao, anche io sono Toscana…..
verissimo Valinda, quella e’ l’unica cosa che fa stare meglio. Delle briciole giusto i passerotti ne sono contenti. E’ difficile ma non impossibile, da quando ne facciamo chiarezza nella nostra testa e nel nostro cuore siamo già per la buona strada. Capiterà di voler tornare indietro, di voler riririritentare, ma e’ sicuramente l’inizio “della fine” di un calvario, lungo a volte davvero una vita.
Sembra facile parlarne con il senno del poi, non lo e’ altrettanto al momento in cui lo si vive. Credo che comunque qualcuno ci dimostri (Ambrogio…) quanto in realtà sia possibile, ritrovarsi, rinascere ed essere anche felici.
Io sono serena, non ho un compagno, per il momento non mi interessa, forse rimarrò sola (con i miei gattini…) o forse trovero l’amore, sono aperta a tutte le prospettive anche se non ne vado alla ricerca. Se capita bene, se non capita bene lo stesso.
Manu anche io non mi fidavo piu’ di nessuno, come te del resto, credo sia normale credo sia un percorso obbligato…adesso non e’ piu’ cosi’. Non tutte le persone sono uguali, io ad esempio non lo sono, non credo di essere l’unica in questo mondo…
Luna, verissimo si lotta in due, purtroppo io non me ne accorgevo, anzi non volevo accorgermene, e facevo tutto da sola…credevo che avrei avuto la forza di riuscirci…povera illusa. In fondo avevo altro che “fette di salame” negli occhi, ne avevo anche nelle orecchie..non volevo ne’ sentire ne’ vedere…allora adesso cosa deduco facendomi un profondo esame di coscienza.
Ho sbagliato strasbagliato ma spero mi serva da lezione!!!
ciao
VALINDA@ Ciao cara toscana, sono stato a Montaione, sopra Castelfiorentino, a visitare un casale ristrutturato dove comprero’ un appartamento.Poi ne ho approfittato per fare una capatina a Punta Ala, sempre bella e particolare.
Un abbraccio
@Cuoreeanima,dici cose giuste.
E sulla frase particolare che hai scritto,cioè se una persona ti ama non ti chiedi se ti ama perchè te lo dimostra,io posso risponderti che non mi sono mai fatta questa domanda,perchè i fatti parlavano da sè.
Oggi però vengo a scoprire che non sono stata lasciata prima perchè aveva paura di farmi male,perchè aveva capito che io avevo trovato la mia completezza,mentre lei no.
Che se non ci fosse stata la distanza,la storia sarebbe finita molto prima.
Che alla fine lei ha scelto la sua vita.
E io a tutte queste frasi buttate li dopo 5 mesi, mi sono resa conto di aver vissuto un inganno.
Oppure la persona con chi sono stata è una folle.
E’ stato come dire che con me è stata quasi 3 anni per pietà.
Detto con altre parole,ma il senso è questo.
Sono stata quasi 3 anni con la buona samaritana? Con una che faceva beneficenza di amore e sesso?
Possibile? Possibile non me ne sia mai accorta? Oppure la verità è tutto fuorchè questa,e viene offesa la mia intelligenza?
Non ho più parole.
Se non solo una,follia,follia e follia!
MANU
mettila così: a volte meglio tardi che mai.
Si dicono cose, che magari al momento nemmeno si pensano veramente, oppure si pensano e si dicono strampalate, giusto per il gusto di ferire.
Se fossi stata tu a lasciare, cosa sarebbe successo?
Quello che ora lei ti stà chiedendo, è di lasciarle un pò di respiro.
Forse riprenderete il discorso più in là, forse non lo riprenderete affatto e la storia finisce qui, ma continuare ad insistere non fai che peggiorare il tuo malessere.
Io ho avuto una relazione di 10 anni con una convivenza. Il giorno stesso che mi accorsi che così non poteva più andare, ho semplicemente messo le carte in tavola e cercato di parlare il più possibile prima di chiudere. Ma quando ti accorgi che stai parlando con un sordo che non vuole sentire ragioni, o che non vuole ammettere i propri torti, non fai altro che pensare: io le ho provate tutte….ma veramente tutte, e non mi sento in colpa se stò parlando ad uno che se ne era andato molto tempo prima, chiudendo la relazione anche se convivevamo. Si è più estranei, vedendosi ogni giorno, che, frequentandosi da morosi. Ed il perchè, ancora oggi non lo sò, credimi.
Ma c’è stato un tempo in cui, le prime volte da lontano, piangevo come un gorilla, metre lui era li, bello e pulito a farsi gli affari suoi. C’è stato anche un tempo in cui, ho chiuso e lasciato andare, consapevole che avrei buttato via 10 anni di vita, ma il problema non era mio. Capisci che intendo?
Eppure, sebben sola ancora oggi, dopo ben 7 anni di distanza l’ho rivisto, anzi mi cercò lui, ma ti dico che, le cose sono e rimarranno sospese in lui perchè non ha capito o non vuole capire (che è ben diverso) perchè me ne andai allora, come me ne andai oggi.
Ma non per questo mi sono chiusa, anzi. Da allora, ho preso tutto il mio tempo, impegno e rispetto verso me, per far si, che questo non accadesse più. Ho imparato che se le cose non devono andare con quella persona, non è detto che non devono andare con tutti. Ci sarà, in qualche parte del mondo, qualcuno in grado di parlare la mia lingua.
ELENA
mi hai praticamente letto nel pensiero. A me è accaduta praticamente la stessa identica cosa….
Anche io me ne sono andata di casa…ma in fondo lui mi aveva lasciato molto tempo prima anche se vivevamo sotto lo stesso tetto.
E ancora adesso mi chiama per dirmi che mi rivuole a casa…e che ancora non capisce la necessità di volermene andare.
Andare via di casa mi ha fatto soffrire…e anche a volte adesso ci penso e soffro ancora…ma soffro per i bei momenti passati insieme…non gli ultimi periodi dove sembravamo due estranei.
E da quando sono uscita di casa…mi sono riempita i polomoni di aria buona…perchè quando vivi con qualcuno che non sa farti star bene…piano piano anche tu muori dentro… ma te ne accorgi di più quando volti pagina.
@Elena,
grazie per il tuo punto di vista, sul quale concordo abbastanza.
Posso dirti che in vita mia mi è capitato di lasciare.
E anche se la personalità di ognuno di noi è differente e non si può sovrapporla a quella degli altri,ti dico che io ho sempre avuto motivazioni x finirla.
Non sono mai stata ossessionata od odiata,perchè io non mi sono mai limitata a dare segni di rottura.
Ho sempre esposto i miei disagi o situazioni che da una o entrambe le parti non andavano.
Ho chiuso con una persona per totale incompatibilità di carattere (ovvero le volte in cui andavamo d’accordo non si contavano perchè non c’erano,e a forza di essere trattata dalla fidanzata di turno come l’ultima delle mer..,ho detto stop,anche se ci tenevo ancora).
E’ stata dura,ma ho sempre saputo e lei aveva sempre saputo che non sarebbe durata.
Ce lo dicevamo.
Ne eravamo coscienti e consapevoli.
Con un’altra ho chiuso perchè non ci univa più nulla. Idem per lei. Nessuna novità per entrambe.
Per un pò siamo rimaste anche in amicizia perchè la cosa era possibile non avendo nessun interesse sentimentale.
Poi nel mezzo ci sono state simpatie,ma nessuna storia.
Arrivo ad oggi,con una ragazza con cui vivo bellissimi momenti,con cui c’è complicità,serenità,risate,momenti no nella norma,difficoltà superabili.
Tutto ciò non solo a mio modo di vedere le cose,ma anche a modo suo.
Confermato con gesti,parole,tutto.
Per poi arrivare a dire non ti amo più,al non ti ho mai amata,al non provavo emozioni e non volevo chiudere perchè tu eri troppo presa.
Io ero troppo presa? E tu?
Facevi la Madre Teresa di Calcutta della situazione?
Ok,sono stati “solo” 2 anni e mezzo,ma ci conoscevamo già da molto prima.E non posso credere di aver vissuto tutto nella mia testa.
E quando le dico che non posso essermi sognata tutto,ecco spuntare la frase da 2 soldi:
“Ero SOLO innamorata”.
Questo è sputare nel piatto dove si mangia,non come chi ha detto ciò di Ambrogio solo perchè ha ritrovato se stesso e una donna che ora tiene a lui,rendendosi sempre più conto che la ex,pur avendola amata,è stata la prima a sputargli addosso. Ma io? Sono stata completamente rinnegata,sminuita e sputazzata. Lasciare deve implicare ciò? Eppure ci sono persone che si lasciano riconoscendo che l’amore c’era. Invece ora vengo a scoprire di aver vissuto una storia nell’inganno e nell’illusione. Possibile? No,ci sono cose che non vanno. Non sono idiota.
CUOREEANIMA
capisco sai, quanta sofferenza c’è nel prendere una decisione che non è sola tua, ma anche dell’altro.
Perchè quando si è in due, si pensa per due. Anche se vedi che, dall’altra parte, non c’è ne per nessuno.
ok MANU
ho compreso il tuo punto di vista, ma permettimi di dirti ancora una volta, che purtroppo, ci sono persone che non riconoscono i loro sentimenti. In definitiva: non si ascoltano. E non sanno nemmeno cosa vogliono da una relazione.
Con questo, non ti stò dicendo che mentono, ma non lo sanno neppure loro. E’ come dire: ti amo, ma forse non lo sò nemmeno io, perchè non conosco cosa vuol dire questa parola, ma siccome tutti lo dicono, allora lo dico anch’io. Poi, se ti tiro due cartelle in faccia…. stai sicura che io ti amo e te lo giuro che questo è il mio modo di amarti….anche se sono manesco. Capisci che intendo? sono andata per estremi 🙂
Allora tu, che sei sempre stata dalla parte che ama veramente e vivi il tuo modo di relazionarsi in maniera differente, ti autoconvinci che sia vero e ti domandi spesso: si, lui mi ama e me lo dimostra in questa maniera.
Manca la funzionalità e la centralità del rapporto
IO non conosco te, non conosco lei, e non conosco il vostro rapporto quindi non vorrei sembrarti, un’intrusa.
Ma ciò che mi fà riflettere, sono le parole che scrivi.
C’è da mettere anche in conto, che si cresce, si cambia e modifichiamo il modo di rapportarci con gli altri, non solo in amore.
Se quello che ci stava bene anni fà, ora non lo sentiamo più come nostro vestito, non dobbiamo per questo chiuderci, ma cercare di capire quello che in questo momento ci fa più bene.
Ora, secondo me, avete troppa carne sul fuoco. Tu vuoi delle risposte, lei te le dice a seconda di come si alza la mattina….ma un pò di silenzio per ascoltarvi no?
Ti abbraccio
Quando leggo testimonianze come quella di LUNA, di LULU, di tanti altri mi rendo veramente conto di aver vissuto, per anni, in una bolla di falsità. Bugie che ho raccontato a me stessa e che ho sparso per “il mondo” involontariamente.
Anche io ho avuto una storia lunga.
17 anni.
Una storia in cui, per anni, ho creduto, in cui ho investito e per cui, a modo mio, con le armi in mia dotazione , ho combattuto.
Una parte di me era consapevole di essere da sola in questa lotta ma “l’insieme Lilly” non se ne voleva rendere conto, non lo accettava. Mi sono creata un sogno di coppia e, per un po’, mi ci sono cullata dentro.
Ero da sola ……………… Da sola perché io per prima, in questa storia, non ho mai creduto pur volendo crederci con tutte le mie forze.
Da sola perché lui, in questa storia, non hai mai creduto pur affermando il contrario.
Per 17 anni, una buona fetta di vita.
Poi, però, ci sono momenti in cui la vita frana addosso.
Crolli naturali, che non possono non esserci quando tutta la propria esistenza si basa su delle manovre di emergenza per arrivare al giorno dopo e garantire serenità a chiunque al costo di calpestare sé stessi.
Non per sola generosità, non per atteggiarsi a novelle Madre Teresa ma, spesso, per trovare una giustificazione al fatto di essere qui , in una vita in cui non si trova uno spazio in cui rifugiarsi e che sembra non avere un perché. Senti il bombardamento, cerchi il buco in cui nasconderti, non lo trovi. Non c’è. Non c’è per te. Non vorresti morire ma qualcuno si è dimenticato di darti la tua bottiglietta di vita quando sei nato e così, a mani vuote, entri in un limbo e cominci a stagnarci.
Vorresti quella bottiglietta di vita ma non ce l’hai.
Vorresti vivere ma non ci riesci.
Non vorresti morire ma non sai come evitarlo. E allora ti agiti, ti attacchi a tutto. Per lo più sbagliando.
C’è chi prova una sensazione di straniamento ed impara a stare con sé stesso passando attraverso mille difficoltà e chi, invece, si arena nelle proprie insicurezze , nelle proprie lacune, si sente un abusivo, un clandestino, un “errore di percorso” e si mette a disposizione del mondo affinché l’errore possa essere corretto in alternativa alla cancellazione.
Un crollo non può non esserci, prima o poi. E mentre sei lì, viva ma schiacciata dalle macerie, fai il conto di chi è rimasto e di chi è scappato dopo il crollo.
E, dopo ancora, fai il conto di chi è rimasto a curiosare o per rimanere inquadrato nella foto ricordo degli eroi e di chi è rimasto per starti accanto.
Il mio “compagno per 17 anni” era nella foto ricordo degli eroi, in prima linea, con elmetto, piccozza, sguardo fiero ma ben lontano da me che, intanto, stavo crepando soffocata dalla polvere.
Non ho perdonato il suo non esserci pur essendoci. E, in qualche modo, mi sono “vendicata” . Lo ammetto senza vantarmene. Semplicemente lo ammetto.
La storia ha proseguito la sua lenta e lunga agonia anche quando ho conosciuto il “ lui “che mi ha portato in questa lettera due anni fa. Lui era (probabilmente è ancora) un manipolatore incazzato con il mondo alla ricerca di una vittima. Ed io una preda invitante ma talmente insicura da rendergli il compito troppo facile. E così il manipolatore se n’è andato dopo avermi letteralmente affondata e resa più fragile della statuina di vetro soffiato che già ero…
Lo scorso anno ho messo a ferro e a fuoco la mia vita. Basta con le storie inutili. Basta con le storie inventate per soddisfare le proprie fantasie. Basta!
Quando ho pensato al suicidio, due anni fa, non è stato per i tanti anni di relazione inutile buttati nel cesso, non è stato per i giochi di prestigio psichici del manipolatore ma perchè di tutta una vita non avevo un giorno da salvare. Un giorno che non fosse intriso di bugie, di disillusioni, di speranze rimaste tali o tritate dalla realtà. Lavoro, affetti, portafogli. Tutto era stato intaccato dal marcio di troppi errori.
Non avevo nulla, mi sentivo le mani legate ed ero spaventosamente sola. Ed avevo paura di me stessa perché il grosso del marcio stava li. Dentro di me. Gli altri si limitavano a buttarci il loro marcio dentro.
Il senno del porta alla ribalta tutto ciò che avremmo dovuto ma non abbiamo voluto vedere e che avrebbe dovuto illuminarci sull’opportunità di mettere la parola fine ad una storia o a non cominciarla mai.
Ma il senno del poi, se si limita a portare congratularsi con sè stessi per essere ancora in carreggiata nonostante tutto, non serve a molto.
A volte le circostanze ingannano. Finire sotto le grinfie di un manipolatore, per esempio, può distogliere l’attenzione dal nucleo del problema. Si può cascare nel facile inganno di trovare nel manipolatore e nella propria sensibilità/ingenuità/caparbieria tutte le cause del proprio personalissimo tonfo. A volte, invece, il problema ha radici molto più lontane. Radici che possono saltare fuori dal terreno e far inciampare quando si crede che tutto vada per il meglio.
Ora non mi sono più sola a combattere contro le difficoltà e contro i mulini a vento che l’esistenza ci mette in mezzo ai piedi. Ora non mi sento più sola a dividere le gioie dell’esistenza. Ho incontrato la persona che cercavo, che fa per me. E non ho più bisogno di altro. Ma non ho messo una pietra sopra il passato. Scavo ancora in mezzo alle macerie per capire cos’è successo .
Perché non voglio che una stupida radice sottovalutata mi faccia, di nuovo, inciampare. Anche se so che, se inciampassi, avrei accanto chi mi sostiene.
LILLINA, ciao cara 🙂
capisco la cosa delle radici e penso che ognuno sente il suo tempo per smettere di guardare indietro per vedere se ha perso e come un pezzo di sè ecc o smettere di guardare a terra per essere certo di non inciampare su una propria radice o su una cacca di cane.
Forse non si smette anche mai, ma forse il punto è anche con quanta frequenza e con quanta intensità.
Cosa vuol dire mettere una pietra sopra il passato?
Non perdere la memoria. Forse anche come ci si confronta con la memoria, però? in fondo avere ricordi ci serve. ci serve quando qualcosa ci fa salire su una sensazione da petite madelaine, e ci ricordiamo che la nonna ci cucinava i biscotti, ma ci serve anche per un archivio che ci permette, attraverso l’esperienza, di integrare, in modo naturale (oltre che analitico, o in seguito) delle informazioni. Ti faccio un esempio banale. Ho una carissima amica che, pure lei, in questi anni ha affrontato delle battaglie e ha anche incontrato (in un caso ci abbiamo avuto a che fare contemporaneamente) dei, chiamiamoli, “fenomeni”, molesti. oltre ad una persona molto vicina, una sedicente amica (in realtà una specie di animale mutante che, non sto scherzando, si voleva ciucciare la sua identità e la sua vita quasi a poterne fare un vestitino da poter indossare) che si è comportata con lei con una trama e delle dinamiche degne di uno sceneggiatore di thrillers psicologici. Una cosa, questa, che a ripensarci ancora oggi dà i brividi, ti confesso, pure a me. L’istinto comunque c’è e in qualche modo anche si affina. Dico che l’istinto c’è perché all’epoca quando la mia amica viveva un periodo di crisi forte e pure io non scherzavo (e quindi eravamo anche abbastanza rincoglionite) “il mutante” sembrava maria goretti mentre la manipolava (e ancora non mi ero fatta una cultura, anche più… tecnica, sull’argomento… cioè, manco mi domandavo se la manipolazione avesse un nome)
ma un giorno mentre lei mi raccontava un’apparente mariagorettata di costei (chiedo scusa per l’utilizzo blasfemo del termine, ndr, ma per rendere l’idea dell’atteggiamento) anche se nulla in apparenza stonava mi suonò un campanello “qui c’è qualcosa che non va”. e tempo dopo, quando mai si sarebbe potuto credere che era lei, la tipa, l’artefice di una serie di orrori, lei, la mia amica, mi chiamò, con il cuore a mille e disse: “è lei”. E lo aveva capito vedendola dall’altra parte della strada, dal modo in cui l’aveva salutata. Giuro, non è una cazzata. Aveva raccolto istintivamente una serie di dati, senza rendersene conto, e quel giorno, in un incontro casuale, lei sentì.
a quel punto anch’io mi ricordai dei piccoli episodi, apparentemente banali, che chissà perché avevo registrato. perché, appunto, banali non erano, anche se razionalmente non li avevo interpretati in alcun modo. La cosa banale a cui mi riferivo, Lilly, però non è il thriller. E’ un episodio da niente di ieri che mi fa pensare però a quanto noi, anche con naturalezza, integriamo dei dati, e li usiamo, idem naturalezza. Ieri mi chiama e mi dice: senti, ho conosciuto tale Ginetta (nome di fantasia), la conosci? – Ed io: “…”. E lei: ok. ho avuto la stessa sensazione anch’io. – E da notare che io Ginetta la conosco da anni, e non mi piace perché ha avuto un paio di atteggiamenti… dejavù. Istintivamente io da Ginetta mi sposto. Ma con la mia amica non ne ho mai parlato. Io e la mia amica conosciamo un sacco di gente, e non è che tutti “…” ovviamente. Ma l’ha sgamata pure lei. istinto, non condizionamento alcuno. Ginetta non è il mostro di lokness, ma è una a cui non direi manco che ho il mal di denti e al massimo le parlerei del clima. Sempre se non andassi troppo di fretta…
Quello che voglio dire è viviamo nel presente, sempre, ma che il passato ci serve. Il passato non è solo qualcosa che ci ha triturato, ci ha fatto fare un giro su un ponte o in un lungo tunnel. Non è solo ciò che ci ha fatto sentire di merda quando ci siamo chiesti quali fossero i nostri nodi, al di là di quelli degli altri, e ci siamo fatti sangue alle mani per scioglierli, e scoprendo magari anche cose che avremmo preferito non ricordare. Il passato non è solo quello che a volte ti fa sentire tipo bruce willis con cicatrici, avviliti, incazzati o redivivi. Il passato è anche una cosa che puoi tenerti guardandolo con occhi interiori diversi. E che integri. Anche perché a volte rimuovere e basta significa toglierti anche ciò che invece vuoi tenere. Non so cosa vuol dire mettere una pietra sopra sul passato. So che sensazioni dà quando il passato ti tormenta davvero o è veramente irrisolto di domande al punto che te lo trovi il mattino nel caffé. E non tutti i giorni sono uguali. Però conosco un’altra sensazione rispetto al passato che non spiegare, ma che è naturale, e non è male. Quando c’è la senti. Anche se sei impegnato a viverti meglio la vita, e non la fermi, la sensazione, e passa e va.