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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 7726
    heidi -

    LEGENDA,
    già si deve avere la maturità, di dire : è stato bello finchè è durato!
    Ciao a tutti

  • 7727
    giorgio72 -

    “un problema cronico da parte di uno dei due… proprio modi diversi di tentare di
    risolvere i problemi… chi evitando di affrontare, chi cercando di affrontare, che è
    una differenza non da poco…”

    Cara Luna hai centrato in pieno uno dei fondamentali problemi della mia
    relazione… I problemi sono una costante nella vita di tutte le persone ed
    l’approccio ad essi deriva dall’educazione, dalle esperienze ma ancor più dal
    carattere di ogni individuo. Purtroppo o per fortuna sono avezzo a tentare di
    cercare una soluzione ad un problema nel momento in cui questo comincia ad
    imbrattare il mio orizzonte, senza aspettare di farmi travolgere. Lei per i motivi
    sopra elencati ma sopratutto per carattere non affronta i problemi ma quando si
    rende conto di averne cerca di non pensarci e preferisce la strada del “non ci
    penso e si risolverà da se”. Personalmente non credo sia il modo migliore di
    prendere la vita ma ovviamente rispetto tutti e “accetto” il loro modo di
    interpretare. Dico affrontare e metto le virgolette perchè alla fine quando poi
    veniva travolta dai problemi era a me che si rivolgeva per aver conforto ed aiuto.
    Ci sono sempre stato ma tutte le volte speravo fosse l’ultima in cui un problema
    doveva scatenare tutta la sua forza, prima di esser affrontato piuttosto che
    anticipare i tempi e scacciarlo quando ancora era piu facilmente superabile.
    Questo non è mai stato apprezzato anzi ero quello diverso, colui che si faceva
    troppi problemi e non viveva una vita serena… Puo darsi ma francamente non
    condivido molto. Oggi la nostra storia è finita, e finita miseramente in un attimo.
    C’è voluto davvero poco per dimenticare la persona che l’ha sempre aiutata, che
    le ha donato il cuore, l’anima e la propria vita. E’ riuscita a farlo a tempo record
    nonostante milantasse amore fino all’ultimo istante. MI chiedo come si possibile e
    come si riesca a fare uno switch cosi veloce. L’ho sempre reputata pura e sincera,
    ma sincera non credo o sia stata nel momento in cui ha deciso di lasciarmi.. Certi
    momenti va un po meglio ma altri va davvero troppo troppo male. Son troppo
    vuoto, non riesco a dare un senso alle mie giornate ed anche le cose più belle
    sono coperte da un velo opaco di tristezza e grigiore. Quasi non riesco più a
    vederle so che sono intorno a me, che mi circondano ma i miei occhi non son più
    capaci di vederle ed i miei sensi di sentirle. Non sento più nulla, sono
    anestetizzato, ma stavolta l’anestetico occulta il bello ed esalta il dolore…

  • 7728
    giorgio72 -

    lo esalta fino a farmi desistere. Mi sfianca cotanto dolore, è insopportabile, anche
    per una persona forte come me. E poi la rabbia… quanta rabbia che sento! Cavolo
    per 3 anni ho dovuto fare i conti con mille cose che non si potevan fare per i piu
    svariati motivi ed invece oggi le vedo tutte possibili. Non è giusto, non lo è per
    niente, credo sia una mancanza di rispetto incredibile. Se non le facevi perchè
    non ti andava di farle non dovevi accampare scuse ma dirmi chiaramente che i
    motivi erano altri. Ha preso, finchè le serviva, tutte le mie attenzioni ma appena
    ha avuto l’occasione di cambiare l’ha fatto. Sarò presuntuoso e so che non devo
    pensarlo ma son sicuro che non sarà facile riavere le sicurezze che le davo.
    Avrei altre mille cose da dire in questa tristissima serata d’agosto ma preferisco
    fermarmi e raccontarvi un’altra volta per evitare di tediarvi.

    Un abbraccio

  • 7729
    LUNA -

    GIORGIO: ovviamente non ci tedi, e scrivi quanto ti pare.
    Non ha il tono del rimprovero, ma per riflettere insieme:

    @son sicuro che non sarà facile riavere le sicurezze che le davo.

    e forse sarebbe anche ora. Perché probabilmente si nasconde anche dietro le sicurezze che gli altri le danno, e anche tu, che pure dici di averla amata molto, racconti comunque di avere provato frustrazione per questo, per la sua, forse, pigrizia costituzionale a prendersi delle responsabilità, per se stessa, e quindi nei confronti degli altri (anche se è più facile che tu riesca ad ammetterlo ora che durante la relazione, quando la tua bilancia pendeva dalla parte più positiva).

    Farò, perdonami, anche un’altra osservazione un po’ brutale, che, beninteso, non intende togliere nulla a te, e nemmeno al vissuto che c’è stato, che sicuramente è stato vero quando è stato:

    dici che non ha mai affrontato un problema… ti sembra strano che ora non affronti in maniera diversa il fatto di lasciarvi e quindi anche te?
    se la relazione, il fatto di lasciarsi, e tu rappresentate un problema (intesa come situazione di crisi) sta affrontando, probabilmente, questo problema come ha sempre affrontato tutti gli altri, cioè evitando di farlo…
    tu ci descrivi una persona (questa però è la mia percezione, di lettore, non è che debba essere per forza così, ovviamente) immatura, e poco incline a prendersi delle responsabilità…
    sai, c’è chi dice: che le cose si risolvano da sè con un atteggiamento… zen.
    cioè: invece di sbattere la testa su un problema, cercando la soluzione in modo eccessivamente razionale, lascio lo spazio dentro di me per trovare una soluzione attraverso l’intuizione, per esempio.

    Più che zen la tua ragazza sembra una che lasciava che i problemi… li risolvessero gli altri, pure che c’entrassero con lei o che riguardassero lei in prima persona.
    sembri parlarci di una persona che è sempre stata incline ad un certo egoismo, sia pure per proteggere un suo nucleo interno da chissà che… è difficile che diventi altruista nel momento in cui la relazione è finita se non aveva un’empatia sufficiente neanche prima…

    per quanto riguarda le relazioni in cui uno dei due assume per indole o accetta il ruolo di colui che dà le sicurezze, e risolve i guai, fa anche un po’ da padre (o madre, chiaro) succede spesso che finiscano male… o perché il “padre” avrebbe finalmente voglia di essere un marito, alla pari (magari di essere padre sul serio, per esempio, di un figlio) e si

  • 7730
    LUNA -

    stanca, o perché l’altra persona sembra avere quasi una… ribellione adolescenziale rispetto al compagno/padre o alla compagna/madre, e quindi cerca il suo spazio al di fuori della relazione… dando la colpa, tutta, a chi non ha fatto invece, comunque, che ballare una danza a due che aveva una serie di regole interne non scritte…
    (salvo casi estremi in cui effettivamente c’è un compagno o una compagna “padroni”…)
    in realtà molto spesso una persona molto dipendente, se non realizza le vere ragioni che l’hanno portata a scegliere una relazione con una persona che le risolvesse i guai ecc ecc tornerà a cercare un’altra situazione similare per stare in equilibrio, oppure effettivamente dirà che ha potuto liberare le proprie risorse grazie ad una persona diversa, quando è andata a cercarsi una persona diversa…
    non perché quella precedente fosse per forza “sbagliata”, ma perché il suo momento era diverso… non so se riesco a spiegarmi…
    è chiaro che le relazioni non sono così schematiche, che le variabili sono tantissime, perché esse funzionino o no, e che ci sono i sentimenti di mezzo, non è certo una cosa decisa a tavolino!
    però intendo dire che leggo così spesso di persone che dicono:
    facevo tutto per lei/lui, davo sicurezze ad una persona così insicura che, senza di me, sembrava incapace di muovere un passo, poi… il suo modo di guardare la vita ha travolto anche me, quando non sono stato più il “faro”, ma il rompiballe, o ha spostato il centro del suo interesse o dei suoi bisogni da un’altra parte.
    Tu, Giorgio, perdonami, ti sei chiesto perché ti sei scelto una persona così dipendente da te?
    Perché tu stesso ti sei messo in quella danza?
    Per amore, giusto, certo, lo ripeto che la cosa non è così razionale. Ma al di là delle misteriore alchimie per cui ci innamoriamo di una persona e la prendiamo per ciò che è, immagino che sia stato evidente abbastanza presto che questa persona era ciò che è, e quale fosse il suo modo di guardare se stessa e la vita, un modo che pare così in contrasto con il tuo… o così a perfetto incastro per farle da stampella, per sentirsi indispensabili… anche se ti credo quando dici che hai cercato di insegnarle un’indipendenza mentre lei si adagiava sul fatto che tu c’eri e sbuffava come un’adolescente…
    se parlo a vanvera scusami.
    buona giornata

  • 7731
    LUNA -

    sapete che vi dico?
    quando la vita viene travolta da un cambiamento che non abbiamo voluto, e il presente è diverso da come lo avevamo immaginato quando si chiamava ancora futuro, l’errore più grande è continuare a remare contro la vita…
    remare contro la vita continuando a ripetersi: non doveva andare così, io volevo delle circostanze diverse…
    io non la voglio una vita diversa da quella che avevo immaginato…
    però la tua vita è comunque una sola, e se ti fermi per strada, a continuare a dire così, va avanti lo stesso, anche senza di te…

    è solo con le carte del presente che si può giocare, con quello che è…
    quello che è nel senso di guardare la realtà, per prenderne atto, anche dei cambiamenti e dei sogni e dei progetti infranti, del fatto che la strada non è stata uguale a come ci si aspettava che fosse… ma anche per rendersi conto che la vita è più ampia di un sogno caduto… e che di strada non ce n’è una sola, che se finisce con un cartello di vicolo cieco sei fottuto, e devi per forza fermarti.
    Perché la mappa è molto più grande vista dall’alto, se non ti fermi a guardare soltanto il cartello di vicolo cieco…
    è così ampia che non lo sai quante strade ci sono, perché molte le scopri solo camminando.
    quando la vita ti fa un fallaccio, non c’è molto da fare, se non guardare la realtà con coraggio, soffrire, ma anche ricordarsi che la vita va avanti comunque e tanto vale cercare di viversi il meglio possibile, anche nel dolore e nelle difficoltà.
    In questo momento la mia vita per tanti versi è molto diversa da come l’avevo sognata e progettata quando il presente si chiamava ancora futuro. I problemi che ho da risolvere oggi un tempo mi sarebbero stati inimmaginabili. Ed è per questo che a volte mi spaventa l’idea che possa succedere di peggio, perché sono stanca. Ma al contempo so che posso solo prendere atto del presente, per quello che è, e cercare di risolvere le cose allo stato attuale. Cercando di essere sincera con me stessa, per risolverle in un modo che mi somigli veramente, il più possibile. Non possiamo controllare gli altri, i loro pensieri, il loro sentire, e il loro modo di concepire la vita, e quello che accade. Non possiamo farlo mai.
    Per noi, però, qualcosa possiamo fare. Cercare dentro di noi una chiarezza che gli altri non sono in grado di offrire o non vogliono offrire. Prenderci la responsabilità (in senso costruittivo) delle nostre scelte, per noi, per il significato che noi diamo alle nostre scelte,

  • 7732
    LUNA -

    scegliendo anche di non restare in balia dell’irresponsabilità degli altri, al caso.
    Possiamo fare più di quello che pensiamo. Forse non possiamo farlo nell’ambito in cui ci sentiamo in un vicolo cieco, ma nella mappa più ampia della vita sì.
    Forse anche lì possiamo fare poco, meno di quanto vorremmo, ma è comunque qualcosa di cui talvolta non sappiamo riconoscere le potenzialità, perché ci neghiamo le nostre.
    Oggi ho parlato con una mia carissima amica, e ho capito che sta continuando a sbattere la testa contro il muro di una relazione che non la rende felice, non necessariamente perché lui sia una brutta persona, ma perché la loro relazione viaggia su un binario fatto di insicurezze, gelosie, controllo esasperante e nocivo.
    Vivono in continua frustrazione, tensione, sono infelici perché prima sono stati infelici, altrove, e il terrore di poter esserlo nuovamente fa sì che si sentano sempre, almeno lei, come chi non riesce a godersi niente, per paura che se si distrae due minuti qualche pentola sul fuoco esploda. D’altra parte quando lei si rilassa due minuti lui ha il terrore che lei possa troppo bene anche senza di lui. Diventa geloso, inquieto. Quando lei è tesa, invece, è come se sentisse che ha più bisogno di lui.
    Lei ha appena rinunciato a partire per le sue ferie (dovevano farle separati per forza, per i tempi che non combaciano) per correre, ancora una volta, a controllare il fornello.
    – Non mi sarei rilassata comunque – mi ha detto.
    Ha rinunciato per rassicurare se stessa, non tanto lui, che pure le ha buttato l’ansia addosso.
    il problema è che lui comunque, poi, si farà le sue ferie. Lei avrà perso le sue ferie, tornerà a lavorare stanca, e mentre lei sarà tornata a lavorare lui si farà le sue. Così, per ansia da controllo, lei non avrà riposato prima, e ne aveva bisogno, avendo il coraggio di fare qualcosa per se stessa, e quando lui andrà in ferie lei comunque starà male perché si sentirà frustrata dal fatto che lui farà delle ferie separate. e probabilmente si sentiranno cento volte al giorno e litigheranno. Ma litigando, pur detestandolo, avranno la sensazione di stare più vicini, di essere di più nella vita l’una dell’altro. In realtà vivono la relazione a privazione, in un modo egoista verso l’altro, ma privo anche di benessere personale. Si chiudono in una bolla d’ansia, e ci nuotano insieme, sempre più lontani dalla pienezza della vita. Non la vivono per se stessi, nè insieme.

  • 7733
    GIORGIO72 -

    LUNa hai perfettamente ragione. la sua è una sorta di ribellione adolescenziale. Lei mi ha visto come punto di riferimento molto più dei proprio genitori che non si fanno sentire praticamente per nulla, o quantomeno non intervengono nelle situazioni che contano ma magari fanno storie per cazzate. All’inizio mi vedeva come un punto di riferimento, qausi un posto nel quale rifugiarsi quando si hanno dei problemi, poi nel tempo ha maturato la certezza che questo posto era sicuro si ma non troppo comodo. Io le volevo bene, cercavo di aiutarla ad andare avanti ma alla fine ho ottenuto l’effetto contrario. Adesso si diverte con chi non la fa pensare per niente ed è questo ciò che le serve adesso ma prima o poi le cose cambieranno…purtroppo per lei. Sicuramente adesso vedo le cose un po diversamente da prima che ero decisamente più coinvolto. In fondo credo che una persona senza il minimo equilibrio non possa avere una relazione con un’altra in quanto il suo stato di tranquillità dipenderebbe troppo dal partner e credetemi è un problema davvero grosso. Sono molto demotivato in questi giorni. Solitamente sono un vulcano di idee, pensieri, sentimenti ma ultimamente (avrete notato che ciò che scrivo è sempre poco attento e forse svogliato) non ho quasi voglia nemmeno di sentire. Sentire è proprio questo che mi manca. Partirò pre le vacanze e non saranno le solite spensierate e divertenti ma confido nella mia forza, nella consapevolezza che son tenace e nella fiducia in me stesso che ha ricuto s un bruttissimo colpo ma adesso comincia a rifarsi sentire. Lei ha ormai cambiato “partito” adesso è passata alla concorrenza e credo si diverta molto a fare le cose fanno le 16enni. Questa è la sua nuova veste, niente pensieri, niente responsabilità ma solo cazzate. Peccato che io la vedevo come una persona tranquilla, pacifica e serena ed invece ahimè ho proprio preso un granchio. eppure sono un osservatore, mi muovo con cautela e cerco di scorgere i segreti dell’altro ma evidentemente o i miei sensi mi hanno ingannato accecati dal calore del cuore oppure è stata brava a fare il suo gioco. Ringrazio tutti per la compagnia e vi rileggero con impegno e spero maggior entusiasmo al mio ritorno.

  • 7734
    Giusy -

    Ciao a tutti,
    ciao Luna , sai tra tutti i tuoi commenti che finora ho sempre letto e sui quali molte volte mi sono soffermata a riflettere quello di cui sopra credo che possa considerarsi l’ epilogo di un lungo cammino, di un lungo percorso che ha portato te e attraverso te molti di noi in questo “presente diverso da quello che avevamo immaginato quando si chiamava ancora futuro.”
    Mi ritrovo anch’ io in questa vita diversa da quella immaginata; ho remato contro di essa , contro la realtà per moltissimo tempo e cosa è cambiato??? Nulla.
    La vita va avanti, il mondo continua a ruotare benchè come tu sostieni noi rimaniamo immobili dinanzi a quel cartello di vicolo cieco.
    Perchè è così difficile giocare con queste carte del nostro presente??
    Forse perchè pensiamo che i Jolly non facciano più parte del mazzo e che le carte migliori le abbiano prese gli altri e noi ci ritroviamo con poche carte di seme diverso e non riusciamo a fare nemmeno una canasta??
    Grazie cara Luna per questi pensieri che in una sera di agosto incontrano la solitudine del mio cuore ma nello stesso tempo incontrano una Giusy che vive il presente seppur con quelle poche carte che erroneamente quella stupidina di donna crede di avere:)
    Un abbraccio a te dolce Luna e a voi tutti.

  • 7735
    Lorenzo -

    Scusate se mi intrometto pur avendo letto poco delle ultime vicende. Ho già scritto qui, un paio di settimane fa, Heidi si dovrebbe ricordare, sono quello che ha lasciato una donna sudamericana dopo aver fatto un sacco di sacrifici per lei e subìto per mesi, come ringraziamento, mille torture psicologiche. Non voglio fare commenti ma solo cercare di alleviare la rabbia scrivendo, forse funziona. Già, perché sebbene cerchi di giorno di pensarci più, di notte mi ritrovo a non potermi addormentare, perché “quella” mi torna in mente, con la sua faccia di ghiaccio (il culo era molto meglio), i suoi atteggiamenti da generalessa, i suoi modi villani con me e melliflui con gli altri, la mostruosa ingratitudine, i suoi meschini interessi e il suo lurido mestiere, nonostante il quale si sentiva in diritto di farmi prediche e darmi lezioni di spiritualità. Allora il cuore mi batte forte per la rabbia, e se l’avessi di fronte la stritolerei. E magari potessi, mi dispiace che si sia resa irreperibile! Ma se la becco è facile che le rompo il muso. E già, perché non lo sapeva lei, nè nessun altro prima d’ora, ma il problema è questo: non è stata una bagatella giovanile ma per questa bastarda mi sono bevuto la vita, rovinata a un punto tale che non guarisce più, e perfino passarla tutta in carcere ormai non mi sembra peggio che vivere libero ma fottuto. Cosa intendo dire? Che per lei non solo ho perso delle amiche che mi desideravano e con ua qualunque delle quali avrei potuto essere felice; per aiutarla mentre era malata ho trascurato il lavoro al punto di perderlo, e ora a 40 anni chi me ne dà un altro? E ho anche preso soldi che non mi appartenevano, di mio padre, per comprarle le medicine e pagarle le bollette mentre era in convalescenza e non poteva lavorare. Perfino il computer le ho comprato, mentre io vado avanti sempre col solito vecchio catorcio! Mi sono messo in mutande per lei… non per avere qualcosa in cambio, ma per amore, per aiutarla e poter continuare la nostra storia. E finché le sono servito, lei è stata un prodigio di bontà. Poi, quando è guarita e non ha avuto più bisogno di me, ha saputo bene come ricambiarmi. Col male! Ma non il male nel senso di violenza, inganno, tradimento. Un male a piccole dosi, ben distribuite giorno dopo giorno. Un male subdolo e astuto che prima non sapevo potesse esistere. Silenzi, rifiuto di ascoltare, rifiuto di capire, contraddizioni e capovolgimenti, una inesorabile tirannia quotidiana, continui gesti di disprezzo…

  • 7736
    Lorenzo -

    … insomma, tutte le tecniche di manipolazione e svilimento dell’altro così come vengono descritte nei manuali psicologia! E che nel mio candore, io non potevo conoscere né comprendere, perché in vita mia non mi era mai passato per la mente di usarle nei confronti di una donna. Le implicazioni erano chiare: l’alternativa era essere uno schiavo ubbidiente e disprezzato (questo era l’amore per lei), o andarmene. E me ne sono andato, ridotto in braghe di tela, senza recuperare niente di quel che le avevo dato. A gridare vendetta non è certo il valore materiale di tutte queste cose, sarà un migliaio di euro in tutto, ma il valore morale, l’atto d’amore che per me rappresentavano; ora che so che per lei erano qualcosa da ricevere con soddisfazione mista a segreto disprezzo. E soprattutto l’aver perso l’amor proprio, l’essermi ridotto in malora, senza più speranza nel domani. E bravo co......, proprio con quella hai giocato le tue carte più alte! Avevi 38 anni quando l’hai incontrata, e con tutta la tua esperienza ti sei comportato come uno sbarbino di 18. Questo penso! – e aumenta la mia rabbia. L’altra notte ho avuto un terribile incubo. Ero inseguito da un mostro gigantesco, nero come una nube, informe, che emetteva infernali latrati. E’ durato ore. Io non sono certo un cacasotto né un piangina, ma al risveglio sono rimasto terrorizzato e sconvolto per ore. Facile da interpretare, il mostro è la stessa carica di rabbia distruttiva che si è accumulata nel mio inconscio, e deve essere davvero pericolosa, se si considerano casi come quello del pugile ucraino che tutti abbiamo sentito in tv. Tra i ricordi, quello che mi esaspera fino al delirio, è proprio quello, di cento situazioni in cento salse eppure sempre identico, di come lei si sia sempre rifiutata di ascoltare, di comprendere quanto mi agitasse e mi umiliasse il suo comportamento gelido, il suo fastidio verso il fatto stesso che io avessi sentimenti per lei, il suo disgusto della tenerezza, il suo essere legnosa, rocciosa, tutta di sasso: l’amore per lei era starsene immobile e annoiata mentre io dovevo fare tutto secondo le sue istruzioni non scritte… servire fedelmente, ascoltare i suoi sproloqui, accettare i suoi programmi, obbedire e tacere: se sbagliavo in qualcosa dovevo solo sentirla urlare che ero un incapace, e senza protestare. Infine sborsare – per la comune causa. Bastasse piantare in asso certe persone per liberarsi di loro! L’influenza malefica che hanno non si interrompe per questo…

  • 7737
    LUNA -

    GIORGIO: grazie a te per la compagnia e… a proposito di
    @avrete notato che ciò che scrivo è sempre poco attento e forse svogliato

    da quello che scrivi traspare il tuo stato d’animo, anche perché sai descriverlo molto bene, in senso di trasmetterlo, intendo, e che tu ora sia un po’ svogliato, in generale, direi proprio che in questa fase di delusione, rielaborazione e ripresa ci sta…
    ma (anche se ovviamente tu conosci i tuoi “standard”) ti percepisco attento… nel senso che a volte il nostro stato d’animo, congiunto allo stato di stress, ci fa anche sentire… più “rinco” (scusa la parola poco fine… giuro non me ne veniva una migliore!) di quello che effettivamente siamo, o di come gli altri ci percepiscono.
    A me sembra che tu sia chiaro e attento, nello scrivere, nel parlare di te, ma anche per riuscire a raggiungere gli altri.
    Prenditi un po’ di riposo e relax 🙂
    che comunque ti fa bene

    ciao 🙂 un salutino a tutti

  • 7738
    Leggenda -

    Io ho perso la mia amata circa 5 mesi fa….lasciato senza alcun motivo valido se non il fatto che come diceva non mi amava più. Ci sono stati diversi riavvicinamenti si, questo fino a metà/fine Giugno.
    Sono stato bravo e uomo nell’ accettare tutto questo, anche perchè operativamente parlando c’ era poco da fare visto che lei praticamente ha boicottato qualsiasi mio tantitivo.
    Ho fatto sempre silenzio, ma non per farla tornare ma semplicemente perchè avevo capito che la mia strada era aimè lontana da me.
    Mi riteneva e mi ritiene ancora un ragazzo bellissimo, un grande uomo, pieno di valori, pieno di qualità…ma anche con alcuni difetti (nessuno determinante ai fini della separazione) ma tutto questo non è bastato, compreso il grande amore che “provava” per me a farla rimanere.
    Il bello è che nonostante lei abbia messo la parola fine, continua a cercarmi…ogni 7-10 giorni, talvolta uno si e tre no, con o senza sms, a volte anche con appostamenti sotto casa, telefonate, e si informa costantemente della mia vita neanche fosse innamorata più di quanto non lo fosse in passato.
    In tutto questo a partire da fine Maggio mi ha informato dell’ interesse per un altro. Preciso che fu lei ad informarmi, e che io non l’ ho mai cercata da Maggio in poi.
    Un 25 gg fa se ne usci addirittura che mi rivoleva, al tempo si appostò sotto casa mia….la cacciai via, poi mi chiese di ascoltare…lo feci per rispetto, e perchè volevo ascoltarla…
    Negli ultimi giorni, ho finalmente visto l’ ultima scena che un “lasciato” deve vedere….e cioè lei con un altro….
    Il giorno successivo mi ha detto che vedermi le ha causato un malore….e che tutto quello che avevo visto : lei infelice (apparentemente) ma mano nella mano con lui, era una mia invenzione, nel senso che la mano se la tenevano tanto per tenersela.
    Ovviamente non ho chiesto spiegazioni ma è stata lei a chiamarmi ad oltranza fino a quando credendo fosse un mio amico ho risposto, poi le ho chiuso il telefono in faccia e poi mi ha mandato un sms.
    Stanotte altre chiamate.

    Non so …forse non sta bene, ma mi preoccupa più la mia infelicità.

  • 7739
    Valinda -

    Ciao LUNA preziosa come sempre e ciao a tutti 😀
    eccomi qua a dirvi che la vita va avanti che ce la possiamo fare. io
    non piango più, non fumo più come un turco, ho ritrovato il piacere di
    mangiare e di dormire. faccio fatica certo ma mi sento meglio, più
    serena almeno. ogni tanto si affacciano ancora su di me i se e i ma,
    se avessi fatto o detto, se fossi stata più dolce e meno nervosa,
    se….ma che potevo fare con uno che si è comportato nel peggiore dei
    modi? che potevo fare io di più? proprio niente. io lo adoravo, mi
    piaceva molto, gli volevo veramente bene. lui no. ricordo che
    nell’ultimo periodo gli parlavo ma lui non mi seguiva…sembra che se
    ci sono o no per te è lo stesso gli dicevo. era vero! ora vedo chiare
    molte più cose, molti dettagli, i conti mi tornano. i miei nervosismi
    per il lavoro ecc sì ma anche perché non mi sentivo amata…e infatti
    non mi amava l’ha dimostrato ampiamente direi 🙂 io avrei capito,
    sistemato, scalato l’everest per lui e per noi. lui no, lui dopo due
    ore era con un’altra, lui si diverte, lui non si è più fatto sentire.
    è questa la differenza. eppure mi manca, ma mi manca quello che
    pensavo che fosse non questo qua. c’abbiamo provato, siamo stati bene?
    forse sì. ma io, come ha già scritto qualcuno, ora non riesco ad amare
    neanche il suo ricordo. e vedere lui e l’altra o i suoi amici per
    locali mi schianta il cuore. essere nella parte della cornuta e
    mazziata non piace a nessuno, neanche a me. ma è la vita e io – anche
    se le ferite fanno ancora male – sono fiera di quello che sono anche
    cornuta e mazziata perché ho amato con sincerità e profondità e ho
    sofferto perché i miei sentimenti erano autentici. il cammino è duro
    ma bisogna vivere il presente..solo questo. ora mi sento svuotata,
    anestetizzata a livello emotivo..mi sembra di aver dato tutto e di non
    aver più nulla dentro. mi sembra che tutte le mie storie siano
    destinate al fallimento e che i matrimoni, i bambini e la felicità
    siano solo per gli altri. è che sono stanca, sono stati mesi
    estenuanti per me…ma finalmente la luce riesce a entrare e mi sento
    di nuovo IO, io, io, io, io.. ho pensato troppo e solo a lui, alla
    fine non sapevo più dov’ero io in tutto questo casino. mi ero come
    appiattita ai suoi orari, al suo modo di essere e di fare. tiravo il
    carro solo io, mentre lui era già sceso e salito di corsa su un altro.
    fa male ma è bello averlo capito, avere il coraggio di dirlo a voce
    alta e a piccoli passi anche averlo accettato.

    un abbraccio a tutti

  • 7740
    LUNA -

    LEGGENDA: il non amare più, di per sè, è un motivo più che valido per chiudere una relazione, visto che l’amore dovrebbe essere il suo principale fondamento…
    lo dico nel senso che però prima di dire “non ti amo più” una persona dovrebbe essere parecchio sicura di ciò che sente e dice.
    Perché c’è una sostanziale differenza tra dire: sono in crisi mia, sono in crisi per certe cose che riguardano la relazione (sinceramente, ovviamente, non per fare dei fumogeni mentre invece la questione è un’altra) o dire non ti amo più, che ha un effetto devastante… e che fa pure deporre “le armi” se uno o una volesse combattere… quando si combatte lo stesso è perché si sente o valuta (o si vuole credere) che l’altra persona stia dicendo non ti amo più intendendo un’altra cosa, che lo dica per rabbia, esasperazione, ignoranza, pure, guarda…
    però forse è molto più sano lasciare all’altro la responsabilità del peso delle sue parole.
    perchè quando una persona ti dice che non ti ama più ti sta togliendo la relazione, il suo stesso fondamento, cambia le carte in tavola su una cosa troppo importante…
    ovviamente sai tu, nella tua storia, perché hai deciso di no, che potevi anche ascoltarla ma non “sentirla” più, e quanto ti abbia scaraventato addosso la sua crisi nei mesi passati (e cosa significhi che ha boicottato ogni tentativo). Posso comprendere che sentirsi dire: non ti amo più sia devastante.
    Sembra, da quel che dici, che lei stia facendo di tutto per riavvicinarsi, ma che tu comunque non vuoi più saperne, e appunto sai tu perché ti ha deluso, allontanato fino a questo punto. Forse anche e proprio per come ha messo giù la questione, sin dall’inizio.
    Forse anche per via di atteggiamenti nei tuoi confronti e di un’incoerenza sua precedente alla faccenda dell’interesse per l’altro.
    Se dici la tua felicità prima, e non vedi nel suo riavvicinamento la tua felicità, forse questa donna, che pure soffrirà magari davvero intensamente ora, che si sarà pentita, anche solo di avere usato le parole sbagliate, ti ha fatto soffrire più di quanto ti era ed è tollerabile.
    O forse non è il momento ora, comunque, di farla entrare. Perché hai la sensazione che sia uscita dalla porta, per tentare di rientrare dalla finestra, ma chi? chi è che sta bussando insistentemente alla finestra?
    Sai tu perché non vuoi, e perché ti fa stare più sereno non ascoltare una persona che hai comunque amato molto.
    Quello che hai visto forse non è la questione, ma punta dell’iceberg?
    ciao 🙂

  • 7741
    vale1022 -

    non puoi vivere per un’altra persona. vai avanti. devi vivere la tua vita.

  • 7742
    heidi -

    Non sto poi malissimo, ci si abitua anche al male, sapete?
    Il mio ex/ritornato con i paletti r tanti nuovi amici, cerca davvero di farmi star male………..
    Bugie,scuse non credibili, I N G A N N O,
    prima ero io la sicura, adesso mi mortifica pur sapendo che non sono sciocca.
    1000 dubbi, ma non può essere solo la patatina, e allora cosa? Sarà per il controllo? O cosa?
    Certo è che mi racconta bugie sfacciate.
    U M I L I A Z I O N E!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
    Non riesco a spostarmi come dice LUNA, (se mi spiegasse come fare………..)
    Sono stanca credetemi e qui qualcuno ha detto che lo strappo del dolore non si dimentica.
    Io vorrei un aiuto.
    Come posso fare a spostarmi?
    lo odio e lo amo, ma forse è solo paura della caduta di un sogno al quale si era creduto.
    Sto male mi racconta bugie, dice/ non dice e lo ammette anche.
    Ma secondo voi sta giocando? E che gioco assurdo e deleterio sarebbe?
    Esce con gli amici ed io lo scopro dopo, quando è gia con loro, ma perchè non dirlo per tempo?
    ma non si può dire stasero esco con i miei amici?
    Non mi chiama più, io non lo chiamo, mi rodo il fegato e vorrei uscire da questo incubo.

  • 7743
    kate -

    Ma chi è codesto uomo???????????

    Oggi mi unisco a voi per farvi sentire forse parte di qualcosa che è più frequente di quanto si creda….scrivo riportando cose che ho già scritto nero su bianco sul mio quadernone per ricordare in modo indelebile che l’amore non è tutto, e che le offese o i cattivi modi di fare non dipendono solo dal carattere di base che non si cambia ma anche dall’essere incattiviti e dire IO NON CAMBIO per principio…ma povero chi capita sotto le mani di queste persone incapaci di amare!

    Le cose dette in un anno e più, senza vergogna, con crudeltà, con scuse, con paura, ma pur sempre dette a chi diceva di voler bene!

    – ”Io non ti amo, ti voglio bene tanto tantissimo, ma non ti amo, non amerò più nessuno

    – C’è sempre e solo la mia ex

    – Se anche avessi un castello o lo avessero i tuoi non proverei mai i sentimenti belli di calore familiare che provavo da lei

    – L’anello te l’ho comprato perchè so che ti piaceva e mi faceva piacere, ma quando l’ho fatto a lei per la laurea era diverso io l’amavo

    – Il tuo corpo non è da urlo però facciamo bene sesso

    ….continua

  • 7744
    kate -


    – Se vuoi stare con me, devi accontentarti di uno che ti tratta male, che torna e cambia canale, che ti risponde o no secondo l’umore, che è sempre strano.

    – Gli ho fatto gli auguri per il suo compleanno con un bacio, lui si è girato dal lato opposto mentre dormiva, poi ha ricevuto un sms di auguri da un suo amico si è alzato e mi ha detto vedi tu manco te ne ricordi

    – Per il nostro anniversario volevo festeggiare soli invece mi chiama e dice che usciamo a cena con altri!

    – Che con me non farebbe un figlio, gli basta il suo, visto che io ne ho già uno mio, con la sua ex era diverso sarebbe stato loro e poi lei non ne aveva nessuno!

    – E’ meglio che la storia finisce perchè sto meglio da solo , non riesco ad abituarmi a qualcuno che modifica la mia solitudine e il mio stato da single.

    -Se mi lasci sei una stronza perchè mi hai fatto stare bene e rivivere ora mi lasci solo come hanno fatto tutte le altre, sei solo parole

    – Sembri una vecchia quando dormi e come ti vesti, detto anche con i miei genitori e con gli amici

    – NON CI SONO PAROLE, inutile che mi chiedi sempre le stesse cose

    – Sempre silenzi e mai risposte solo UHM!
    – Cattiverie gratuite, mai complimenti, mai coccole o parole carine
    …continua

  • 7745
    kate -


    – Davanti a mio figlio dice che sono un ubriacona perchè mi piace il liquore al cioccolato e quando mi arrabbio ci dice ANDATE VIA DA CASA MIA!

    -Ma hai mangiato anche questo?

    – Per fine anno ha criticato, tavola, cucina, casa, tutto, mi ha fatto fare i fuochi da sola e quasi manco il brindisi, non ha pensato che ero corsa a prenderlo sola a due ore di distanza sotto la pioggia con l’auto o che anche io potevo soffrire per i ricordi dell’anno prima di una storia finita.

    – Appena lasciati ha continuato senza mai chiedermi manco come sti a fare cavoli suoi e a comportarsi come se non fossi mai esistita.

    – Dormi sul divano, perchè mio figlio vuole dormire con me….anche dopo un anno!

    – Non ti dico cosa provo rare volte perchè poi chissà cosa ti aspetti.

    – Una volta che stavo al mare e l’ho raggiunto in albergo per stare insieme, ha chiamato il figlio e lui si è risistemato di corsa per scappare via come se non contasse nulla

    – Ancora qui queste camicie, ma che ca..o fai durante il giorno!

    – La pasta che compri fa schifo, almeno su questo potresti spendere di più!
    – L’olio non devi tenerlo nella bottiglia di plastica, mettilo in quella di vetro
    …continua

  • 7746
    kate -


    Beh qui mi fermo anche se ci sarebbe tanto e tanto di più!
    Il concetto è questo, se l’amore non c’è se non si è sullo stesso piano, se non si è disposti a mettere da parte le paure e l’essere incarogniti, tutto crolla e si feriscono le persone che ci amano, e si cade con quelle che se ne fregano solo perchè sanno parlare bene.
    Non c’è soluzione, inutile soffrire, anche se è difficile e lo capisco, io ho pianto mentre si comportava così…ma nessuno può calpestarci come uno zerbino se non ci sdraiamo ai loro piedi, nessuno può distruggere la nostra autostima se ne abbiamo una forte che non vacilla, nessuno può trattarci male se non lo permettiamo.
    Chi ci chiede perdono si può anche riprendere ma deve capire che gli errori fatti non si faranno più altrimenti uno da una parte e uno dall’altra, non c’è soluzione ne pianti che tengano a questo.
    Non piangete sul passato perchè il passato e la paura sono sentimenti e cose distruttive per tutto quello che di bello vi aspetta dietro la porta….

    Magari torno a scrivere intanto asciugate le lacrime e tornate a sorridere, perchè un mese un giorno un anno o 10 anni non vale la pena di piangerli se ora è finita, non torneranno per pietà non sarebbe manco bello e non servirebbe a nulla scapperebbero alla prima occasione!

    Un bacio kate
    Buon ferragosto

    P.S. So che leggerai questo commento e so che ne abbiamo già parlato ampiamente, quindi eccoti la tua visione completa allo specchio….questo sei tu, nella tua splendida facciata di uomo!
    Cerca di riprenderti perchè nessuno si circonda di persone così, almeno che non debba colmare vuoti o si accontenti di poco!

    ….Fine

  • 7747
    heidi -

    Ho già attuato una nuova strategia,
    oggi lo sto ignorando; gli ho anche detto che io mi ero innamorata di T*, che era una persona, dopo 1anno di tira e molla, e 6 mesi di assenza, ritorna un T* nuovo, diverso, che non conosco, ora devo imparare a conoscere il nuovo T* e stabilire se mi piace o no!
    Gliel’ho detto, molto serenamente, c’è rimasto male ha detto che non ha certo le caratteristiche del compagno che avevo prima di lui che era un putt* ere.
    beh, c’è rimasto male.
    So che mi vuole, ma non mi dà nè gioia , nè serenità, e invece l’amore è proprio quello.
    L’amore è sentirsi in pace col partner, non avere paura ogni sera che sia chissà dove, chissà con chi.
    amare non vuol dire notti in bianco , ansia, depressione.
    scusate lo sfogo, ma adesso non sono più disposta ad ingoiare rospi troppo grandi per me.
    Abbrax e buon ferragosto a tutti!

  • 7748
    heidi -

    KATE,
    quanto ti capisco.
    sono questi gli uomini Peter Pan.
    Ne è pieno il mondo e sono quelli incapaci di assumersi le loro responsabilità, che fanno di tutto e non si preoccupano delle conseguenze delle loro azioni, (della serie”ci penserò domani, adesso faccio o dico quello che piace”).
    Che dire? Nulla e nenche sperare che cambino, mai!
    I loro amici? uguali! Età mentale 17 anni.
    Non possiamo farci niente, sono profondamente egoisti e mai si chiederanno se e quanto male fanno, perchè sono proiettati solo su loro stessi, su quello che a loro piace e punto.
    Qui piove, sono sola e sembra inverno, fuori e dentro di me.
    Abbrax a tutti

  • 7749
    LUNA -

    HEIDI:
    dalle tue domande rispondo, scusami, in generale:

    @lo odio e lo amo, ma forse è solo paura della caduta di un sogno al quale si era creduto.

    è molto probabile, perché l’amore comunque è anche stima nei confronti dell’altro, viene alimentato da situazioni buone, va coltivato e lui ci butta invece su il veleno, non lo coltiva, ma lo mortifica. Quindi centra, in questo momento, molto più con la fissazione che con l’amore.

    @Sto male mi racconta bugie, dice/ non dice e lo ammette anche.
    Ma secondo voi sta giocando? E che gioco assurdo e deleterio sarebbe?

    Ha sicuramente gli effetti della violenza psicologica e della molestia morale.
    Qualsiasi sia la ragione per cui lo fa è meno importante degli effetti che ha su di te, di come ti senti tu rispetto a come lui tratta te e questa storia.

    Come fare a spostarsi?
    spostandosi fisicamente, intanto. no contact. cambiare numero di telefono se necessario, uscire dai giochi, togliersi dallo schema, non dare la possibilità di usare queste dinamiche. Chiedere aiuto ad una persona fidata, se possibile, affinché, pur lasciando il libero arbitrio, ti possa aiutare a non… andare a comprarti la droga, facendo altro, parlando d’altro, dando vita a situazioni di serenità. Se ciò non è possibile comunque fare questo per sè. Evitare di manifestare al partner molesto troppi pensieri, intenzioni, per evitare nuovi giochi di prestigio di silenzi, reazioni, parole. Meno sa di cosa passa per la testa, meglio è.
    Non ho mai detto che sia facile, è molto difficile, perché ci sono tutte le resistenze interne a spostarsi. pur sapendo che è la cosa giusta da fare.
    Ma si teme anche di mettere la persona su un piano diverso, di riuscire a spostarsi definitivamente. senza rendersi conto che dopo ci si riappropria, invece, della propria facoltà di scelta consapevole, per cui invece di sentirsi in balia quando si sarà lucidi e ci si sentirà al sicuro si potrà decidere cosa fare.
    Per questo aspetto, l’ansia, la confusione, la destabilizzazione, la sensazione di perdita di autostima e di sè, e di non riuscire più a capire cosa sta succedendo, il conseguente ” stato depressivo” chiedere aiuto specialistico se necessario, senza vergogna. Possibilmente mirato.
    Senza pensare che si tratti di un proprio handicap. Uscire da una relazione disfunzionale, nel presente, in modo mirato, è un passo avanti, mai un passo indietro. Stare nel presente. Non farsi spaventare dal concetto “MAI PIU”. Recuperare le proprie risorse e la propria

  • 7750
    LUNA -

    lucidità fa anzi sì che le strade siano aperte.
    Nel senso che un giorno se lui tornasse verrà accettato o rifiutato non in base all’ansia o alla confusione mentale ecc, ma in base ad una scelta consapevole.
    Lo dico perché molto spesso le persone non affrontano il problema perché temono che lo psicologo o le persone con cui si parla IMPONGANO di non vedere più una persona, di chiudere una storia.
    E’ un falso problema.
    Non è così.
    Non si tratta di imporre un bel niente, ma di ritrovare il proprio centro per scegliere sì o no in base al proprio reale benessere.
    Il senso quindi è riaquistare la propria libertà interiore, la propria visione di sè, non la propria libertà rispetto a, la propria visione di sè rispetto a.
    E non si tratta di etichettare la persona come un molestatore, cosa che per chi vive queste situazioni risulta pesantissimo, ma è ancora una volta in parte un falso problema, perché la prospettiva è diversa: è di prendere atto di cosa, per sè, risulta molesto, secondo la propria visione della vita, o sensibilità.
    Riappopriarsi della propria capacità di rifiutare, in modo funzionale, ciò che si percepisce come molesto.
    La persona che vive queste situazioni ne percepisce il disagio, percepisce il fastidio, percepisce il dolore, morale e fisico, ma ha la percezione di non riuscire ad avere la lucidità di tirarsi fuori dal problema in modo adeguato.
    Il fatto è che lo stato di destabilizzazione e queste sensazioni non nascono in un giorno, ma sono frutto di una serie di situazioni destabilizzanti e paralizzanti, a volte cominciate in modo più strisciante. Di un condizionamento che avviene nel tempo.
    Comunque sia, da queste sensazioni e percezioni di sè si guarisce, ma non stando dentro alla situazione. Diventa dunque un circolo vizioso cercare di uscirne standoci dentro, sperando che un lieto fine interno alla situazioe possa riparare anche i danni creati dalla situazione stessa e l’angoscia creata dalla situazione stessa.
    Le relazioni umane sono un qualcosa in cui, due persone, alla pari, scelgono, e hanno la sensazione di poter scegliere. Se così non è c’è qualcosa che non va.
    Preso atto che qualcosa non va è la PROPRIA bussola che si ha il diritto, sempre, di riconquistare.

    @sono questi gli uomini Peter Pan. NO, Heidi, Kate non ha descritto un uomo Peter Pan. Ha descritto un’altra cosa, direi.
    Una sistematica violenza psicologica. Segnalo, x chiarezza,se posso:Marie-France Hirigoyen, Molestie morali

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