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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2005

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Categorie: - Me Stesso

14.956 commenti

  • 10526
    silvia -

    Ciao Marina,ciao Jena,non è facile affrontare certe cose qui,cosi.Alle volte si entra in una”spirale perversa”(per dirla con le parole dell’unico medico che ha avuto la mia stima)dalla quale è difficile uscire(io lo sò per altri versi),difficile ma non impossibile.Io ho abbastanza paura dell’alcool,ho visto cosa può fare sulle persone ed è difficile.Quando una persona che è abituata a bere inizia a bere,se cerchi di fermarla spesso diventa (un pò?)aggressiva,oppure capita che t’invita a condividere bicchiere dopo bicchiere.Quando ha bevuto molto,ma non abbastanza da caderti a terra,non sai che fare,stai lì e l’unica certezza è che non capisce una sola parola di quello che gli stai dicendo.E il giorno dopo magari nemmeno si ricorda o ha un ricordo annebbiato di ciò che è realmente successo.E lì capisci che l’alcool oltre a non cancellare il passato impedisce di vivere il presente.L’alcool in piccole quantità ha un effetto stimolante,procura una sensazione di euforia e una sorta di strano benessere ti pervade,ma in realtà l’alcool ha sempre un effetto depressivo anche in quantità non elevatissima(il comune bicchierino di troppo)e te ne accorgi perchè una sensazione di intorpidimento prende il posto dell’euforia iniziale.E’ un forte depressore del sistema nervoso centrale,va ad agire proprio sulle sinapsi(collegamenti tra neuroni).Quantità elevate di alcool producono effetti sedativi e anche narcotizzanti.Ma oltre ai danni su corpo e mente di una persona l’alcool fa di peggio,può rendere una persona davvero irriconoscibile,può trasformarla a tal punto che inizi ad averne paura,paura anche di una persona che eri sicura mai ti avrebbe fatto del male.L’alcool purtroppo trasforma e trasforma in peggio.E’in grado di”uccidere”anche molto lentamente e spesso lo fa in maniera subdola. Ma.. ho conosciuto una persona che ne è uscita.E’ stato in clinica due volte,ha dovuto,non poteva restare nella famiglia e nella situazione che lo “portava”a bere.Non è italiano,nel suo paese s’inizia a bere giovanissimi,è un modo per stare in compagnia,per socializzare,chi non beve è quasi un emarginato o è considerato “uno diverso”.Poi ci si isola comunque perchè bere non è socializzare,e si continua a bere anche da soli per non pensare,al passato al futuro e a tutte le cose che non vanno nella propria vita presente.In certi paesi l’alcolismo è una vera piaga sociale.Quando è venuto in italia ricordo che ho fatto una torta,avevo messo 2 cucchiai di liquore tipo anice(è molto profumato e si usa spesso in pasticceria per aromatizzare un dolce),se n’è accorto alla prima fetta che c’era dell’alcool! Io non conoscevo questa parte del suo passato,se avessi saputo non ne avrei messo nemmeno una goccia.Lui ha lavorato anni in un laboratorio di pasticceria al suo paese,io volevo solo fare qualcosa di particolare all’altezza di un pasticcere diciamo cosi,e invece l’unica cosa particolare è stata questa scoperta.Adesso sò (davvero)che dietro ad un astemio può esserci un ex alcolista.

  • 10527
    silvia -

    Come ho detto all’inizio è davvero molto difficile affrontare certe cose qui,cosi. Ma se le parole servono ancora a qualcosa in questo cavolo di mondo marcio: ho visto che dalla dipendenza da alcool si può uscire, ho visto che dalla dipendenza da psicofarmaci si può uscire e questo sulla mia pelle (farmaci pesanti che non riuscivo ad orientarmi nè a ricordare l’anno in corso, ero ridotta peggio di mia nonna con l’alzheimer!). “Uscire”da altri problemi di personalità e dell’anima la cosa è un pò più complessa, ma da una dipendenza/abuso di sostanze (che sia alcool, psicofarmaci, ecc) si può uscire. E questo è il primo passo,credo. Poi piano piano verso il resto…si spera.

  • 10528
    marina -

    Condivido in pieno quello che hai scritto Silvia!Anche io ho conosciuto uno persona, che come dici tu ……….(non stò a ripetere ),lui era molto buono il classico anima gemella (ne ero innamorata) poi ho scoperto che beveva e beveva sempre di più,e quando era ubriaco …..era una belva ,mi picchiava e poi si pentiva ,mi scongiurava di perdonarlo e che non l’avrebbe fatto mai più.Era sempre la stessa storia ,ma non riuscivo a lasciarlo perchè mi minacciava ,mi avrebbe ammazzato!!! Poi sfortunatamente una malattia in famiglia a fatto si che io piano piano mi allontanassi da lui ,in quel periodo si è consolato con una romena e se ne andato MENO MALE!!! Per una serie di circostanze portatemi dalla mia vita sono caduta in depressione ,anche io (astemia )ho incominciato a bere in piccole quantità alccol che però mischiato a tutti gli antidepressivi che prendevo e senza mangiare ,mi hanno portata a cadere talmente in basso a diventare una larva umana da non capire più nulla e ci stavo bene così.Era quello che mi meritavo e era anche un modo per levarmi di torno ,era anche un modo finalmente per morire e stare in pace ,quella pace che non avevo mai avuto!Ma non era quella la strada ….. ora lo sò!! :-)e sai dove ho trovato la strada giusta per iniziare un nuovo percorso??? Quì !! nel lontano 2008 quando ho incominciato a scrivere per la prima volta ,allora ero molto arrabiata che litigavo con tutti …e proprio quì ho conosciuto una persona che mi ha preso per il collo e mi a tirato sù.Strano vero???è stato il mio ultimo tentativo di suicidio ,la disperazione un susseguirsi di cose (anche preghiere)che ho incominciato a dare ascolto ai mio psicologo psichiatra ,psicofarmaci puntuali niente alcool .Questa persona mi è stata vicino sempre virtualmente ,ricordo che lo chiavo in qualsiasi momento di disperazione ,ma finalmente ora posso dire di avercela fatta !!!:-) La mia pace ,la mia serenità l’ho conquistata è stata dura molto dura !!! E ti dirò di più è un piacere adesse bere un bicchier di vino in santa pace durante un pranzo o una festa ecc .. non era di quello che dovevo avere paura ,ma di me stessa ,ma ho vinto io ! scusa se mi sono prolungata trppo con il mio io . ciao DAvide dove sei???

  • 10529
    jena plissken -

    Marina se hai quel disturbo che mi hai detto bevi zero,rischi sennò la fase dissociativa,perdi ogni equilibrio ma non solo,spariscono il timore,la paura e la pura indifferenza e l’intorpedimento arrivano,quindi nuoti in un fiume di coccodrilli senza alcuna emozione.non bere.

  • 10530
    jena plissken -

    Però anche se non credete nell’Amore di Dio ed a volte è difficile crederci secondo me esiste una giustizia infinita,che agisce,io ho avuto momenti bellissimi e sono certo che torneranno,”ormai è finita”mai dirlo,mai fare troppa autoironia e compiangersi,poi Marina visto che sei in parte credente prova a spingersi sempre più nella fede,io ho visto dei miglioramenti in persone che pensavano di essere già sottoterra,miglioramenti incredibili.Quindi non bere,pazienza gli psicofarmaci,una persona che conosco epilettica sta costruendosi una nuova vita eppure tempo fa era ridotto male,come pessimismo,non vedeva vie d’uscita era umiliato ed adesso invece…Io in passato ho chiesto a Dio,e lui mi ha ascoltato,parecchie cose,anche se non le più importanti (il grande amore)…non dire mai,ormai.Tutto può accadere,anche nel bello.Il mondo lo vedi è quello che è e tutti noi dobbiamo morire prima o poi,ma niente ci può togliere la speranza,per me la certezza…Io per esempio presto inizierò il Krav Maga nuoterò un chilometro o due in mare,mi tufferò da 25 metri,forse mi sposerò,guarda ho conosciuto persone miracolate,dobbiamo credere.ciao

  • 10531
    marina -

    Jena ,io ne sono fuori ormai da 3anni ,stò benissimo ,sono serena e se ho scritto quelle cose e per essere di aiuto a qualcono se serve !!!! La mia vita era e dico era un disastro ora la mia vita (nonostante sia di merda) è tutta un scoprire di cose che prima non vedevo!!! Tu mi hai frainteso io non bevo ,ti verrei a dire a te di non bere ???? l’alcool ti uccide !!!!!!!!!!!!!!!!!Ora io voglio vivereeee quella poca vita che mi è rimasta!!! ciao Davide

  • 10532
    jena plissken -

    Ah scusami Marina non avevo capito,il pericolo maggiore dell’alcool è fermarsi ad un bar o più di uno e trincare,come ho fatto spesso,.Non avevo capito scusa,ora ho smesso con le sigarette,e penso anche con l’alcool,sto facendo grandi sforzi per il lavoro e per cercare un pò di gioia.grazie,ciao.L’alcool è un vero disastro sta crescendo sempre più.

  • 10533
    jena plissken -

    Ho smesso da più di un anno e mezzo di fare la boxe.sì faccio altre tecniche marziali,ma la boxe mi manca troppo.La paura arrivava un istante quando mi mettevo il casco ed il paradenti,in quel momento c’era un botto dentro di mè e guardavo l’altro che entrava sul ring.Quando poi sei nell’angolo e sta per suonare la campanella anche se scarso mi sentivo un treno,se hai paura in quel momento devi uscire e andare via.ma non è mai successo,botte da orbi,Cristo che tempi sentivo la mia parte nordica uscire e urlare battaglia.Tornerei a bossare,ma ho 41,mah si vedrà forse presto torno.Così niente alcol ne sigarette.Ho un tatuaggio che solo gli irish possono portare,un omino verde con la bombetta che sta in guardia.Saluti e baci a tutti

  • 10534
    jena plissken -

    Il discorso della parte “nordica”-“celtica è legata ad una leggenda quella del Banshee,ovviamente orgoglioso della parte italica che è in me,entrambe cattoliche.Se non ammiriamo i miti della natura,della storia,della lotta,cosa resta l’amore?Io non credo nell’amore,per esperienza personale,sì nell’affetto sì,nell’amicizia fraterna sì,ma l’amore lei venne da me promettendomi e chiedendomi amore eterno e poi dopo un pò…”Sai io devo pensarci un pò” e di lì sono stato sempre peggio,meno male che ancora c’era la boxe ed il mare.

  • 10535
    jena plissken -

    Suicidi solo suicidi è troppo tragico,spero di andarmene presto come il giocatore del Livorno.E’troppo tragico schiantare in un momento non voglio altro.Come sto vivendo,no,no basta se Dio mi vede e mi vuol bene mi faccia crepare anche stasera.

  • 10536
    Piergiorgio -

    Perchè non scrive più nessuno?

  • 10537
    roberto -

    ciao
    ho scritto già su questo forum 2 anni fa poi ho smesso, ma la mia situazione non è cambiata di molto, continuo a soffrire di lunghi periodi depressivi, durante i quali l’idea del suicidio diventa come un ossessione, non riesco a smettere di pensarci, immagino il modo, le cose da fare prima e persino le possibili reazioni del dopo, alla fine è sempre la paura che mi blocca, poi il periodo depressivo passa e mi sento quasi come un sopravvissuto, ma quando ci ricado ho l’impressione che sia sempre peggio della volta precedente e la mia paura diventa quella di trovare il coraggio per il gesto estremo. non so cosa fare, non riesco a parlarne con altre persone, solo di recente sono riuscito ad accennare a qualcuno del mio problema di depressione, ma l’argomento suicidio resta tabù, è più forte di me. solo in questa fora anonima riesco a condividere quello che provo con altre persone che suppongo abbiano il mio stesso problema. quindi se avete qualcosa da dirmi o suggerirmi vi ringrazio

  • 10538
    Antonio -

    Coraggio Roberto;
    La tua Paura finora ti ha salvato!
    Non credo che esistano motivi così forti per farti rinunciare di far sentire al mondo la tua voce.
    Temi sempre la morte come ultima soluzione al tuo problema e diffida da coloro che la inneggiano. Sforzati a trovare altre soluzioni per uscire dalla stanza in cui ti sei chiuso solo tu puoi avere la chiave.
    Qualche proposta che ti esorterà a trovare una strada diversa e corretta forse la troverai proprio in queste pagine.
    In bocca al lupo

  • 10539
    jena plissken -

    Penso che non devi pensarci perchè credo che sia vero che le cose buone accadono come quelle meno buone.La depressione si può guarire,devi farti coraggio,il “dramma del sopravvissuto”,alias PTSD è ben diverso,io non penso tu soffra di questo. Coraggio,la paura di morire come quella di vivere sono in equilibrio,quando abbiamo paura di vivere puo capitare la depressione e quando capita la depressione abbiamo paura di morire.Supera questo momento,magari chiedi aiuto,non credo sia possibile farcela da soli.Ciao Silvia scusate ho sclerato ero tutte le sere al bar e poi sul blog.sorry

  • 10540
    Ele -

    Ciao Piergiorgio, come va, come stai? Anch’io mi domandavo perchè non scrivesse più nessuno.. Ogni tanto davo un’occhiata e mi sentivo un pò più sola… Sono contenta di aver trovato il tuo post.
    Ciao Roberto, sono su questo forum da circa un anno e “parlare” con gli altri mi ha aiutato tanto, a non sentirmi diversa, a trovare la forza di tornare in terapia, a darmi una smossa. A fine ottobre però ho avuto un episodio brutto brutto… Mi hanno salvata, imiei porti sicuri insieme ai vigili del fuoco e al 118.. Qualche giorno di ospedale, poi la dimissione con la diagnosi: depressione reattiva e la prescrizione di prendere gli psicofarmaci. In effetti da sola non ce l’avrei fatta a gestire i picchi di disperazione. Adesso sono sedata quanto meno sugli effetti devastanti a volte dei miei momenti bui, sto lavorando invece sulle cause con la terapia, non è facile ma per la prima volta dopo tanto tempo trovo possibile una svolta. Poi certo arrivano degli episodi scoraggianti e mi sembra di dover ricominciare da capo, ma forse riparto sempre qualche da centimetro più in avanti..
    E voi come state? Buck, Dago 44, Eme, Marina, David, Silvia, Marquito?
    Un abbraccio.

  • 10541
    Eme -

    Presente :)! Un abbraccio Ele.

  • 10542
    Piergiorgio -

    Cara Ele a me le cose vanno abbastanza bene, ho qualche picco di solitudine ma tutto sommato sto bene. Sono contento che con coraggio continui a lottare per migliorare la tua situazione. Nella vita bisogna essere così, dei guerrieri che non si arrendono. Se hai bisogno di una parola sappi che io sono qui. Ci sentiamo su queste pagine. Ciao, un bacio.

  • 10543
    jena plissken -

    Cara Ele,non ti abbattere,non aver paura di non guarire,la tua è voglia di vivere di amare di incontrare e di aver fiducia in tutti.Se non sei credente parla cmq al Cielo,a qualcuno che ti ama,perchè la giustizia esiste,e la tua lotta per vivere e amare non resterà inascoltata,credi in ogni momento.ciao

  • 10544
    Marquito -

    Ciao Ele 🙂
    E’ già da qualche mese che mi sono allontanato dal forum e mi sono un tantino commosso quando ho letto che qualcuno si ricordavava ancora di me. Purtroppo, di tanto in tanto, piombano qui dentro degli esaltati ammalati di protagonismo, che trasformano il dibattito sul suicidio in un dibattito su loro stessi, sulle loro ossessioni, sulle loro idiosincrasie e sulle loro malattie … Io a un certo punto ne ho avuto veramente abbastanza, anche perché l’aggressività di certa gente era divenuta assolutamente insopportabile.
    Adesso spero che tutto sia tornato alla normalità. Sarebbe bello che questo forum tornasse ad essere un punto di aggregazione e di sostegno fra le persone sofferenti e le persone che hanno tanto sofferto.
    Un abbraccio.

  • 10545
    jena plissken -

    In effetti ho dovuto inviare nel mio cervello truppe speciali a sedare una rivolta di esagitati che creavano casini.L’alcool ha regnato per mesi e mesi,adesso regna la calma.saluto tutti e Buck,Eme,Silvia,Ele e Marina.ciao a tutti

  • 10546
    Marquito -

    Ciao Jena; mi fa piacere che ti senti meglio … Quando ho parlato del mio esilio volontario non mi stavo affatto riferendo a te.
    Buck; che fine hai fatto ? Come stai, Marina ?

  • 10547
    roberto -

    ciao
    per cominciare voglio ringraziarvi per aver risposto al mio commento, leggendo su questo forum ho potuto notare una conoscenza pregressa tra coloro che lo frequentano, ma ho notato con piacere che avete accettato di buon grado la mia intrusione
    tornando al nostro argomento di discussione credo di dovermi spiegare meglio il mio concetto di paura legata al suicidio. il mio timore non è legato al salto nel buio che la morte rappresenta, bensi all’eredità che lascerebbe un gesto suicida. credo infatti che nella morte le sofferenze maggiori siano per quelli che sopravvivono alle persone che amano, e il terrore che blocca l’impulso di lanciarmi dalla finestra che avverto quasi come una forza d’attrazione durante i miei momenti più bui è dato dal pensiero che questo mio gesto possa far piombare anche una sola delle persone a me care in un dolore simile, o addirittura peggiore, di quello che affligge la mia vita
    quello che dunque cerco di capire è come spezzare questo circolo vizioso che mi porta a perpetuare un esistenza che è solo fonte di dolore e frustrazione. ho 26 anni e non ce la faccio ad andare avanti cosi, ho un disperato bisogno di aiuto ma il massimo che sono riuscito a fare e scrivere qualche messaggio su questo forum!!!
    scusatemi se mi sono dilungato troppo grazie ancora per l’attenzione

  • 10548
    jena plissken -

    Grazie Marquito per avermelo detto,ero ansioso di dare consigli ma ero il primo ad averne bisogno.Roberto il suicidio mai,tutto quello che hai detto è giusto.Se la tua è depressione stai tranquillo ne sono uscito,poi tanto tempo dopo è tornato ma tutta un’altra cosa,il PTSD appunto.Io ti consiglio Pisa,devi trovare un aiuto medico,ma non pensare a cose brutte,la tua vita non è ancora cominciata,purtroppo nella sofferenza sì,però se ti aiuti troverai un aiuto,purtroppo la depressione è anche questo,anche umiliazione lo so.Non si deve mai parlare d’inferno ultraterreno(è deleterio,fa stare molto più male chi soffre,come schiacciato da due macigni)ma per chi resta hai ragione per chi ti ama,non si merita di perderti…La vita ha una certa armonia credo,starai meglio,e quando starai meglio e poi bene ti dirai,magari accanto al tuo amore,alla tua dolce metà,ti dirai che scemo sarei stato.Fidati,ancora un pò,io sono contento di vivere.In questi momenti dolorosi cerca di sognare cose belle spesso poi arrivano.

  • 10549
    Silvia -

    Ciao Roberto,
    purtroppo l’argomento suicidio è ancora una specie di “tabù”, tra la gente comune ma non solo. Ci son persone che pur avendo avuto familiari che hanno scelto di terminare la propria esistenza suicidandosi non ne parlano, è come se avessero cancellato insieme alle parole morto-suicida e suicidio anche la persona che lo ha realizzato (mio zio). Altri invece continuano a mostrare il loro profondo star male,e ogni giorno successivo al gesto estremo del loro caro lo passano a chiedere/si perché, a cercare un colpevole, la causa, il motivo di quella scelta. Credo che per molti il suicidio sia ancora un qualcosa di non comprensibile che fa paura: come chi lo ha compiuto, cosi chi ha tentato, chi ci pensa, chi ci ha pensato fa paura. A volte senti persone che commentano un’articolo di giornale, la cronaca di un morto suicida sembra attirare l’attenzione di alcuni, ma poi, spesso, i commenti che le orecchie si trovano ad udire sono…bla bla bla bla. Allora capita di avvertire davvero tanta distanza da quelle parole che sembrano solo sputate lì tanto per ammazzare il tempo.
    Ciò che potrei dirti io è di non stupirti quando ti capita di sentirti mentalmente solo fra la gente. Tra molti individui qualcuno diverso dalla massa e dotato di una sensibilità superiore c’è sicuramente, se ti capita d’incontrare tale individuo forse val la pena approfondire la conoscenza. Spesso é difficile parlare con altre persone di quello che si prova, figuriamoci condividere, ma se di base percepisci una sensibilità simile é un po’ più facile. In forma anonima, sì, all’inizio è più semplice, a volte va bene per un po’, ma non lasciare che sia la SOLA forma. Condividere certi pensieri e stati d’animo con una persona che sai chi è, come questa sa chi sei tu, ha un altro sapore, lascia sensazioni diverse, permette d’intravedere spiragli diversi.
    Io non conosco gli esatti motivi del tuo star male nella vita, ma capisco che c’è dolore. Se hai già accennato a qualcuno del tuo problema di depressione e se percepisci di poter andare oltre a rivelargli certi tuoi pensieri forse è giunto il momento. Non è detto che possa capirti, non è detto che possa aiutarti ma credo tu possa provare a parlargli. E se questo qualcuno dovesse dimostrarti di voler prendere le distanze da te, vai oltre, devi andare oltre. Non tutte le persone sono indifferenti al dolore altrui, anche se il mondo porta le persone ad indurirsi molto per sopravvivere, alcuni conservano una sorta di primordiale forma d’umanità che li spinge verso i propri simili in una maniera diversa dall’uso-consumo dell’altro.

    Se ti preoccupi del dolore che potresti causare nelle persone a te care, attorno a te c’è affetto, lo percepisci. Non lo buttare.

    Grazie a te, dei tuoi pensieri (espressi con una gentilezza non comune:) ).

  • 10550
    silvia -

    Ciao Jena, Eme, Ele, Marina… Un saluto e un grazie 🙂

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