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Il pensiero può essere reato?

di Suzanne

Titolo volutamente provocatorio, a cui occurre aggiungere una premessa: la seguente argomentazione vuole esulare dalle persone nello specifico, ma indagarne semplicemente il pensiero.

Spesso mi capita di leggere che le opinioni sono tutte rispettabili e ciascuno è liberissimo di esprimersi a piacimento su qualsivoglia argomento. Onestamente, non sono d’accordo su nessuna delle sopracitate affermazioni. Esiste in Italia un reato denominato “apologia del fascismo”, che dovrebbe sanzionare, anche pensantemente, tutti coloro i quali propagandano principi o metodi del fascismo. Allora mi domando: perché mai io dovrei rispettare tutte le espressioni di pensiero, anche le più abbiette, se addirittura la Costituzione ne sancisce determinate manifestazioni? Potrei al limite contenere il mio disappunto esponendolo con più diplomazia possibile, puntualizzando al contempo la mia inappellabile condanna. 

Visto che prevedo già eventuali obiezioni, specifico che qui non si vuole mettere in dubbio il rispetto nei confronti della persona, bensí l’assurda e un po’ ipocrita tendenza a far finta che ogni contenuto espresso debba essere accettato di buon grado.

Farò due esempi, estremi e provocatori per spiegarmi meglio. Un pedofilo non è condannabile per il suo pensiero, in quanto dettato da istinti ingovernabili e pulsioni sessuali del tutto irrazionali. Nessuno, a mio avviso, può essere moralmente riprorevole per qualcosa che non può scegliere. Egli diventerà perseguibile laddove non intervenga per porre argine ai suoi istinti arrecando danni, fisici o psicologici, a minori.

Altro caso invece per chi espone un sistema di pensiero razionale e lucido, che diviene moralmente deprecabile anche se non metterà mai in atto i propri principi. Se un individuo manifesta reiteratamente un’ opinione lesiva nei confronti di qualsivoglia categoria umana, anche se per codardia o mancanza di occasioni non porrà mai in atto i propri convincimenti, a mio avviso rimane ugualmente condannabile ( a livello morale ovviamente, perché il reato all’intenzione non esiste ancora).

Ovviamente questa mia posizione apre il secolare dibattito tra libertà ed uguaglianza, ma vuole anche ricordare come le grandi battaglie nella Storia siano state combattute prima a livello ideologico, e poi concretamente. Mi avvalgo quindi della facoltà di non “assolvere” qualsiasi opinione venga espressa.

Lettera pubblicata il 4 Marzo 2017. L'autore ha condiviso 16 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Riflessioni

La lettera ha ricevuto finora 53 commenti

Pagine: 1 2 3 6

  1. 1
    Piccolastella78 -

    Non ho letto niente, troppo noioso, ma il pensiero è reato in potenza, quando compromette il benessere psicofisico proprio e degli altri, in azione.

  2. 2
    Nicola -

    Le persone vivono insieme e si organizzano per raggiungere fini comuni, come lo stare bene e produrre tutto quello che serve.
    Per questo esistono innanzi tutto le norme di buona educazione, non offendere gli altri, non dire parolacce, non considerare gli altri inferiori perché di razza o religione diversa, rispettare le opinioni, seguire gli insegnamenti della religione. Tutto questo serve per favorire i risultati che si vogliono raggiungere insieme agli altri e che sono considerati utili per tutti. Idee, modi pensare, che si ritengono giusti e da cui si parte per decidere quali comportamenti avere, quali decisioni prendere.
    Premesso che il nostro ordinamento prevede il principio della materialità quindi, perché sia compiuto un reato occorre che venga commesso un fatto materiale, tuttavia chiunque comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione è punibile legalmente.
    L’interesse tutelato dalla norma e’ la reputazione della persona/categoria in rapporto all’opinione della societa’, per cui è ravvisabile l’illecito penale della diffamazione quando vi sia una distorsione della effettiva identità, o travisamento, offuscamento, contestazione del patrimonio intellettuale, politico, sociale, religioso, ideologico, professionale ed a tale lesione si pervenga mediante offesa alla reputazione.
    Ricorrono i presupposti della diffamazione anche quando l’addebito sia espresso in forma tale da suscitare il semplice dubbio sulla condotta disonorevole anche quando le frasi consistono in espressioni semplicemente insinuanti.
    A mio avviso rimane condannabile solo quello che rientra nel reato suddetto, per il resto l’unico consiglio che si può dare e’ che le battaglie debbono essere improntate alla lealtà e avere come obiettivo l’interesse della comunità e non quello personale e carrieristico sulla pelle degli altri..

  3. 3
    Itto Ogami -

    Suzanne,

    il fascismo è condannato nella nostra costituzione. Ma è un fatto unico, dovuto alla nostra storia.E’ fatto divieto di fare associazioni che promuovano o inneggino al fascismo. Ma vale solo per il fascismo, non per qualsiasi altro tipo di “unione di persone”.

    Salvo che l’espressione dell’umana persona non costituisca “apologia di reato”, cioè esaltare pubblicamente qualcosa che è vietato dalla legge, non esiste un limite, se con sconfina nel reato stesso.

    Quindi è vero che un pedofilo può fondare un gruppo associativo con lo scopo di “riunirsi per discutere tra pedofili”. Vero è altrettanto che non possono esaltare un reato, per cui non possono PROMUOVERE la violenza sessuale a minorenni. Così come non è possibile scrivere pubblicamente: “tutte le persone XYZ andrebbero fustigate”. La violenza è un reato, e scrivere che bisognerebbe commetterla è apologia di reato. Ma se una persona scrive un libro indicando quali sensazioni prova un killer uccidendo qualcuno, senza PROMUOVERE il reato stesso, cioè non esortando gli altri a commetterlo, allora è libera di esprimersi.
    Ci sono poi le censure, per le quali la “libera espressione” è vietata “nella diffusione” ad alcuni soggetti. Quindi un regista non potrà fare un film porno e farlo vedere a tutti, ma solo agli adulti. La stessa cosa vale per i club a sfondo sessuale ecc. La censura agisce nella tv pubblica differenziando i contenuti per minori e adulti, ma la censura NON blocca il pensiero, determina solo a chi NON debba essere distribuito.

    Il fatto che ci siano delle “morali” non condivise da tutti, non autorizza a tappare la bocca agli altri. Le femministe tapperebbero la bocca a chi vuole il patriarcato, i musulmani integralisti tapperebbero la bocca alle donne in quanto non devono parlare proprio ecc. Lo stato deve promuovere la LIBERTA’ di ESPRESSIONE, altrimenti non avresti potuto scrivere la tua lettera, perché io non sono d’accordo con quanto hai scritto.

  4. 4
    Yog -

    Non ho capito la provocatorietà del titolo. Sei nabba pure tu?

  5. 5
    Max -

    Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

    Articolo 19
    Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

    Ogni individuo ha diritto a non essere molestato per le proprie opinioni.

    Ogni individuo ha il diritto alla libertà di espressione; tale diritto comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee di ogni genere, senza riguardo a frontiere, oralmente, per iscritto, attraverso la stampa, in forma artistica o attraverso qualsiasi altro mezzo di sua scelta.

    L’esercizio delle libertà previste al paragrafo 2 del presente articolo comporta doveri e responsabilità speciali. Esso può essere pertanto sottoposto a talune restrizioni che però devono essere espressamente stabilite dalla legge ed essere necessarie:

    a) al rispetto dei diritti o della reputazione altrui;
    b) alla salvaguardia della sicurezza nazionale, dell’ordine pubblico, della sanità o della morale pubbliche.

    (estratto da Wikipedia)

  6. 6
    Sofia -

    È il solito discorso fritto e rifritto…

    Bisogna solo essere se stessi e dire sempre le cose come stanno! Brutte o belle che siano! Non nascondersi dietro falsi sorrisi o frasette già fatte…semplicemente bisogna solo essere se stessi e coerenti con le cose che si vogliono dire..non essere ipocriti per avere le simpatie delle persone..tutto qua!

    Se il pensiero e l’opinione poi non piace ..benissimo! Chissenefrega! Ognuno ha il diritto di crederci o non crederci alle cose dette..accettarle o non farle..seguirle o non seguirle! È libero di fare quello che di vuole con l’opinione degli altri..

  7. 7
    Itto Ogami -

    Ciao Nicola ti sottopongo il seguente PENSIERO, che dovrebbe essere reato secondo quando hai evidenziato:

    http://www.letterealdirettore.it/donne-infliggere-male-agli-uomini/comment-page-24/#comments

    Commento 238, autore Solnze:

    “italioti”, parola costituita da italiani + idioti = INGIURIA/OFFESA

    “i maschi italiani sono i primi a non aiutare dentro casa”, ATTRIBUZIONE DI FATTI NON VERI (la limitata esperienza dell’autrice non può costituire prova per ogni casa italiana, tanto è vero che la signora a casa mia a vedere che cosa faccio io, maschio, non è mai entrata).

    “Infatti solo quello si può fare con l’uomo italiano: fregargli i soldi dato che in questo paese maschilista solitamente guadagna di più” APOLOGIA DI REATO

    “Le donne slave NON devono mettersi con gli italiani. Devono fare figli slavi!”. PRIVAZIONE DELLA LIBERTA’ PERSONALE (sequestro). RIDUZIONE IN SCHIAVITU’.

    Commento 239, autore OLLA:

    “se si viaggia un po’ ci si rende conto che gli italiani sono un popolo MALATO! Gli uomini sono malati!!!! Nei rapporti interpersonali sono dannatamente malati…”

    ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA ed eventualmente DIFFUSIONE AL GRANDE PUBBLICO DI DATI SENSIBILI.

    * * *

    Ho volutamente scrivere qui perché la lettera scritta da una donna parla esplicitamente della pessima condotta di molte persone che hanno pensieri condannabili. A quanto vedo, le donne sono in prima linea …

  8. 8
    Pace per tutti -

    Itto, la prima parte del tuo post ha un senso logico ed è condivisibile, la fine no. Perché secondo me il pensiero di Suzanne non è ancora completo ed aspetto altri suoi post per vederlo completo e compiuto. Quindi per me non puoi essere in disaccordo a prescindere.

    Resta il fatto che Suzanne ha buttato un sasso su un argomento che merita di essere discusso ed approfondito. E sulla necessita di approfondimento ci metto anche un pensiero di Nicola sulla materialità del fatto.
    Ad esempio per me ci deve essere la libertà di essere fascista, razzista o cretino. Ma appena uno passa dal pensiero razzista ad atti si discriminazione passa al fatto di commettere un reato o all’apologia di esso. Mi piace il richiamo alla Costituzione di Itto, dove la prima parte, che ritengo immodificabile, delinea i principi di chi l’ha scritta che condivido in pieno. Molto meno condivido il potere della corte, fatta di uomini di parte che spesso agiscono non come “super partes” ma come “inter partes”. Un piccolo esempio, anzi due, la interpretazione dell’articolo 29 dove qualcuno ha letto controluce che c’è scritto che nel matrimonio c’è un maschio ed una femmina. Altre due corti latino americane di fronte allo stesso quesito non hanno guardato controluce e con una formulazione uguale e senza guardare la pagina controluce hanno stabilito che il matrimonio fra persone dello stesso sesso è legittimo. Poi la sentenza sul “porcellum” dove di fatto si sono sostituiti al legislativo e creato con taglia e cuci una legge che il legislativo non ha proposto o voluto.

  9. 9
    Golem -

    “Mi avvalgo quindi della facoltà di non “assolvere” qualsiasi opinione venga espressa.”

    Ma non sarebbe il caso neppure di spiegare il perchè. Lo facciamo tutti , automaticamente.

  10. 10
    Pace per tutti -

    Itto di solito sei attento e preciso seppur di parte.

    I dati sensibili sono dati personaii elencati dalla legge. Non riguardano un popolo o un aggregato di persone.

    Se dico gli italiani sono qui o sono là non pubblico dati sensibili. Nella maggior parte dei casi scrivo una cazzata, in quanto alcuni italiabi sono qui altri sono là.

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