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E’ giusto che sia andata così? o no?

di matteob

Buongiorno a tutti,

Mi presento mi chiamo Matteo ho 24 anni e questo è il mio primo post.
Ho trovato questo gruppo per caso e ho deciso di scrivere e sottoporvi la mia storia.

A giugno di quest’anno ho lasciato la mia ragazza dopo 2 anni e 6 mesi di relazione. Quando l’ho fatto è stato fatto in una maniera molto impulsivae netta perchè volevo voltare pagina ed ero convinto della mia scelta, frutto del ripetersi dell’ennesima situazione esasperante.
Ma andiamo con ordine (cercherò di essere il più obiettivo possibile).
Ci siamo conosciuti per casissimo su un treno di ritorno nel novembre del 2012 (grazie a trenitalia e ai suoi treni guasti), lei era li con suo fratello e col suo ragazzo di allora. Lei subito mi ha folgorato ma non volevo provarci (non mi piace seminare danni in una coppia per il mio tornaconto)però sentivo che qualcosa non andava. Circa una decina di giorni dopo la rincontro in metro e scopro che va alla facoltà vicino la mia. Ci scambiamo i contatti e iniziamo a scriverci e a vederci andando in università. Quando scopro nei primi di dicembre che aveva lasciato il suo ragazzo da qualche giorno e quindi mi butto e li è iniziato tutto.
Era fantastico perché era come se ci intuissimo al volo su molte cose e lei era comprensiva e dolce e bellissima. Avevo trovato la donna della mia vita.

Cosa succedeva però nonostante questa storia fosse così bella: più volte nel corso dei primi 2 anni il suo ex tornava più volte in maniera del tutto casuale (questo qui non è uno che ci stava completamente con la testa).
A volte perché lui insisteva è capitato che si vedessero e si baciassero. A volte perché lei è sempre stata molto insicura e fragile lo cercava durante alcuni dei suoi momenti di crisi personale. Io personalmente ero triste di ciò ma quando lei arrivava subito a scusarsi non mi importava, volevo essere superiore e aggiustare insieme.

Lei come ho detto è sempre stata una persona molto fragile e insicura. È rimasta profondamente ferita da questa relazione nella quale credeva molto. Perciò cercavo di capirla più che potevo. Come dicevo aveva questi suoi momenti ogni tanto che apparentemente non avevano una causa in cui, a detta sua, non si sentiva felice, appagata e non sapeva che cosa voleva o che cosa provava. Questo é capitato più volte. Tutte le donne, anzi tutte le persone hanno le loro giornate no…questo pensavo. Lei però alcune di queste crisi non voleva vedermi, ma non tanto momento no e non ti vedo. Proprio il pensiero di vedermi le dava quasi fastidio, quando aveva questi attacchi voleva fare tutto fuorché vedermi. Ma non sempre succedeva. Non si sentiva bella, quasi aveva paura di farsi vedere in costume da bagno anche per paura che io mi sarei messo a fare paragoni a preferire le altre a lei. Io cercavo di farle dei discorsi, a volte sereni a volte più forti per darle uno scossone, per farle capire che non doveva aver paura. Io odio i tradimenti. Se non voglio stare con una persona glielo dico non voglio mettere il piede in 2 scarpe. Secondo io, lo giuro su tutto ciò che ho di più sacro nell’universo, la adoravo dal punto di vista fisico. Era la creatura piu perfetta di questo universo per me, cercavo davvero in tuttii modi e anche nei momenti intimi per dimostrarglielo. Col tempo si calmava e passava la crisi ma dopo x tempo ritornava.

Lei è una persona che ha valori che alcuni potrebbero dire troppo antiquati, ma che io trovavo affascinanti. La sua passione per la mitologia e le lingue nordiche antiche, il fascino per il gotico e l’amore per gli oggetti antichi. Altre cose però le trovavo incomprensibili come il non voler passare a uno smartphone per refrattarietà verso la tecnologia. È sempre stata soprattutto attaccata ai ricordi, è convinta che se perderà il ricordo di qualcuno che vuole bene sarà una persona orribile. Cerca sempre di associare i ricordi a foto e oggetti delle persone per non perderli. Le identifica quasi in essi. Cercava sempre un oggetto, più in particolare un ciondolo che la identificasse che le desse stabilità che dicesse questa sono io e soprattutto questa è la mia relazione col mio ragazzo. Quasi come se la sua identità e la nostra relazione dipendessero da quell’oggetto. Perché lei non si sentiva un identità perché il momento prima era una, poi un’altra e poi un’altra ancora. Magari anche legati ai suoi interessi.
Ho provato ad assecondarla ma qualunque cosa dopo 2 giorni al massimo finiva nel cassetto, Io la prendevo e le parlavo e le dicevo, sempre : tu sei tu. Perfettamente imperfetta. Questo tuo essere con molteplici facce non ti rende nessuno, la tua identità è questa e i tuoi interessi sono tanti. Questo non ti rende un mostro ma ti da la capacità di adattarti e di saper apprezzare ogni aspetto della vita e di essere una persona fantastica. Ti rende unica. E soprattutto sei la mia ragazza sei la donna che ho aspettato da sempre.
Sempre parlandole in faccia in maniera aperta e sincera, a volte dolcemente a volte non con rabbia ma in maniera decisa, perché non volevo che si lasciasse dominare dalla paura. Doveva reagire e non lasciarsi schiacciare, goditi la vita le dicevo, non rimuginare. Lasciati andare. Vivi. Fregatene di tutti ma ascolta e accetta te stessa.
E Se qualcosa della tua vita proprio non va o non ti sta bene. Cambiala! Non chiuderti in te stessa aspettando che cambino da sole o rassegnandosi perché tutto più facile così. Per qualunque cosa io ero al suo fianco e lo credevo davvero.
Questo discorso sul voler cambiare le cose volevo che fosse sia sul suo aspetto fisico che sul suo carattere. Lei però mi ripeteva che non può cambiare da un giorno all’altro (cosa ovvia) perché per quanto glielo dicessero parenti, amici ed io nulla poteva cambiare secondo lei se non era se stessa ad accettarlo e se stessa non ci riusciva.

Poi c’è stato un fatto. A marzo del 2014 dovevo laurearmi, mentre scrivevo la tesi nell’ultima settimana prima della scadenza bloccato a casa con 40 di febbre. Lei in uno dei suoi momenti di crisi ha chiamato il suo ex e l’ha visto e baciato. Non voleva dirmi niente sapendo cosa stavo facendo. L’altro da buon rosicone non ha aspettato 2 minuti per farmelo sapere. Io sono uscito di casa in macchina (abitiamo ad un ora di distanza l’uno dall’altro) con la febbre drasticamente scesa per fortuna. Le parlo mi sfogo ma le dico che non mi importa supereremo anche questa perché l’amavo. Mi laureo momento stupendo perchè lei era la. Scopro che è tutta una finzione lei è ancora giu nella sua tempesta di crisi. Passiamo un paio di mesi tra litigi discussioni e pace. Pensavo che l’ennesima crisi era finita. Arriva la sua laurea, fiero come non mai di lei. Ancora non le è passata se la voleva tenere dentro e poi è esplosa. Dopo luglio che siamo andati in vacanza mi spiega che non sa che cosa succede: credeva di essere innamorata del suo relatore (università particolare dove la struttura è più simile ad un liceo e quindi si ha un rapporto più stretto coi prof) passiamo un mese separati. Lei era in vacanza coi suoi e si fa comprare un biglietto del treno per farmi una sorpresa e tornare prima da me. Ed io ero morto di felicità mi era mancata mostruosamente.
Volevo risolverla credevo che finalmente superata quella sarebbe andato tutto per il verso giusto.

Ora voglio chiarire una cosa. Io non ero l’essere perfetto. Io ho moooolti difetti. Sono testardo, impulsivo, ansioso e insicuro. Sicuramente durante la relazione potevo essere piu sciolto farmi meno problemi per pensare a dove andare fuori la sera nei week end o nel farmi problemi se comprarmi o comprarle qualcosa in regalo. Poi sono molto ansioso, durante la sua tesi mentre scriveva volevo aiutarla sapendo le difficoltà con i pc. E a volte mi proponevo di aiutarla in maniera molto attiva (non so bene che termine usare) e quindi trasmettevo un messaggio per dire tu non sai farlo ci penso io. E non volevo.
Anche altre volte io non rifletto prima di parlare, dicevo cose in un modo che poteva sembrare come se volessi controllarla come se la ritenessi un incapace. Ma non era vero! Io intendevo tutt’altro. Esempio una volta ha finito un esame in tempi rapidissimi, quando l’ho sentita al telefono le ho fatto i complimenti e le ho chiesto se aveva anche avuto il tempo di ricontrollare. Lei si è inbufalita ed io mi sono ritrovato spiazzato.
Quando mi arrabbiavo faccio la voce grossa.
Ed io mi rendevo conto da solo che avevo dei problemi e volevo risolverli e sto cercando tuttora di farlo. Le chiedevo sempre amore ho bisogno del tuo aiuto per correggere questo brutto comportamento. Non posso farlo da solo. Mi aiuti?
L’impressione che avevo soprattutto nell’ultimo periodo era un si ma aspetto che tu cambi da solo.

A questo vorrei spiegarvi un altro problema.
La comunicazione. C’erano grosse difficolta nel comunicare, dal mio lato sicuramente il mio solito buonismo mi impediva di aprirmi come volevo ma quando cercavo di parlarle e di confortarla nelle sue crisi trovavo un muro. Come ho detto prima io sono una persona ansiosa, d’accordo. Ma se quando vedi che la tua ragazza ha qualcosa che non va ma non vuole parlarti e continua a chiudersi in se, uno cosa dovrebbe fare voltarsi e fregarsene o cercare di farle capire che non c’è pericolo? se non me ne sono andato per tutto quello che è successo, figurarsi se lo faccio perché si apre. Per lei era un voler controllare, una minaccia. a me non importa di cosa faceva chiedevo solo un minimo di apertura, ci sta che non vuoi raccontarmi tutto ma non tenermi fuori se sai che qualcosa non va. E quando ottenevo delle risposte, con molta molta fatica era tramite sms o mezzi di comunicazione, mai detto a voce in faccia. Mi sentivo solo ripetere che non riuscivo a capirla che non ero come lei. Io piu volte gliel’ho detto che non abbiamo più 16 anni e in maniera anche ironica le ho detto “ma visto che vogliamo andare a vivere insieme, quando litighiamo cosa farai esci di casa x mandarmi un sms?”
Una volta lei aveva trovato un colloquio, ero felice e ho commentato in aggiunta: “non dirlo a casa mia, altrimenti passero per uno sfaticato”. Questo era dovuto dal fatto che in quel periodo non trovavo lavoro ed ero sempre in guerra a casa mia perché passavo per lo sfaticato che sta tutto il giorno al computer. Non l’avessi mai detto. Io l’ho supplicata in tutti i modi di perdonarmi e per quanto lo abbia fatto anche a distanza di un anno lei me lo ritirava fuori. Diceva che non voleva raccontarmi delle cose della sua giornata per paura che una mia parola potesse farle del male, anche detta a caso.
Non mi posso fidare di te…sentirmelo dire era la ferita peggiore che potesse farmi. Questo suo atteggiamento da non mi espongo e non faccio per paura e mancanza di fiducia è ciò che lentamente ha logorato il rapporto. Da parte mia.
Dopo 2 anni e 6 mesi, dopo tutte le volte che me ne potevo andare e non l’ho fatto, sentirmelo dire nuovamente “io non mi fido di te” mi ha fatto esplodere ho letteralmente perso il controllo. Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’avevo sentita ormai troppe volte. Ormai ero partito e non volevo fermarmi.
Il giorno in cui l’ho lasciata, dopo un mese e mezzo di rapporto sempre più distaccato e freddo in cui lei era in un altro dei suoi momenti di crisi e io mi sentivo sempre più triste. Una sera lei mi ha chiesto se non stavamo litigando troppo e se andava tutto bene. La serata era tranquilla e forse per paura di rovinare tutto ho risposto di si, poco dopo litighiamo e sulla via del ritorno inizio a dirle come mi sento, a spiegarle che questo suo atteggiamento di non fare/non dirti così non rischio che te ne vai sta portando sempre peggio, mi volto e vedo che lei dormiva (solo dopo che l’ho lasciata salta fuori che lei fingeva di dormire e mi ascoltava). Il giorno fatidico lei mi dice che vuole parlare e mi lascia un sms x dirmi di trovarsi nel luogo che so (un posto importante per noi) lei è li con un sorriso…io non riesco ne a piangere (cosa molto strana essendo una persona molto sensibile) ne a sorridere. Le dico come mi sento le dico che non sono felice e che non posso continuare lei è mogia non mi guarda ribadisce la sua posizione che ripete continuamente nelle sue crisi: non so cosa provo, mi sento soffocare, non sei Come me. Quando me ne vado, non mi ferma, e sono lontano, lei piange. la vedo ma lei non vede me. Non riuscivo proprio a piangere o ad andare da lei.
Mi scrive la sera ti amo via sms. Il giorno dopo mi raggiunge sulla strada del lavoro. Di notte ha scritto un quaderno con tutti i suoi pensieri, ma questo mi ha fatto arrabbiare di più. Leggere un intero quaderno con tutti i tuoi pensieri 5 min prima di entrare al lavoro non mi sembra una reazione matura. In quel momento Mi seguiva in silenzio, dietro di me, quasi come se mi voltassi e saltassi il lavoro. L’ho allontanata in quel momento, le ho detto stizzito di lasciarmi andare a lavorare. Ho riletto le parole sul quaderno, ma non riuscivo a vederle sincere in quel momento. Lei ha provato a dirmi che non voleva più vivere succube di questa paura che se la lasciavo sarebbe stato un duro colpo. Sembrava il solito atteggiamento non mi espongo troppo se no mi ferisco. Perché il giorno prima che ero li, davanti a te non mi hai fermato? Era come se sotto sotto le andasse bene così, lo sentivo come il grido di qualcuno che non voleva restare solo e non come qualcuno non vuole perdere l’amato.
Io dal mio lato sono statomolto, forse troppo precipitoso. Volevo voltare pagina volevo ributtarmi prima sugli amici e piu avanti reincontrare qualcuno. Le ho restituito alcune cose molto personali a lei dopo pochi giorni. La rabbia era sbollita ma ancora non volevo tornare indietro. Lei mi diceva restiamo così, prendiamoci un periodo di pausa. Ogni tanto mi scriveva sperando che tornassi che ci risistemassimo come abbiamo sempre fatto. Mi diceva “adesso andremo in vacanza insieme a luglio. Risistemeremo”. E dopo?
Alcuni amici in comune hanno tentato di dissuadermi, dicevano che lei era smarrita e aveva perso il suo punto di riferimento. Niente. A luglio siamo andati in vacanza con questi amici ma in alberghi diversi. Non sapevo bene come comportarmi, le voglio ancora bene ma non mi sentivo di correre da lei. L’ultima sera finalmente parliamo. Lei un po brilla mi dice che ancora non ha capito perchè l’ho lasciata, perchè ho interrotto di botto tutto… Io a ripetere tutto di nuovo. Tenta di baciarmi e io da solito bonaccione onesto la fermo.
Mi scrive un sms di notte per dirmi “tu ti fai la tua vita e io mi faccio la mia.” Io sempre al mare pensavo, non so anchio perchè, di chiedere ad un mio amico di presentarmi una ragazza. Lui mi prende da parte e mi dice “Matteo se vuoi lo faccio. Ma è davvero cio che vuoi?”. Aveva ragione, anche se non volevo tornare con lei forse era troppo presto era passato poco più di un mese. Non me la sentivo. Credevo di voltare pagina così come niente ma non sono io. Sono esploso in lacrime. (Tra l’altro lei aveva origliato la nostra conversazione).
Arriviamo a settembre, non so bene come sia successo ma era come una doccia fredda. Se fossi stato troppo precipitoso? Se c’era modo di riparare? Volevo riprovarci…ma ormai era tardi. Avevo avuto la notizia che era con un altro. Ho cercato di persuaderla in un ultimo gesto per convincerla a ricominciare da zero…ma lei ormai era in una relazione da quasi 2 mesi. Mi parla di questo tipo, mi dice cosa fa e cosa gli piace mi dice che è come lei. Fa fatica ad aprirsi e magari non si fa sentire spesso ma quando salta fuori fa il gesto eclatante, le porta un regalo, la presenta ai suoi amici. Mi dice che ha un carattere forte e che difficilmente si commuove o mostra i suoi sentimenti. In pratica il bello maledetto dei romanzi gotici, che lei adora. Poi lei aveva sempre avuto un debole per i ragazzi molto alti (io sono un metro e uno sputo). Ed io? Dopo un mese passato a piangere e a sfogarmi, sto cercando in tutti i modi di reagire. Il problema è che adesso io e lei avendo ormai amici in comune (coi quali tra l’altro mi sto legando molto) siamo nello stesso gruppo di whatsapp. All’inizio soprattutto per voler mantenere l’amicizia (o per meglio dire che m’illudevo di poter essere suo amico, ma diciamoci la verità era solo una scusa per non lasciarla andare) la sentivo e le rispondevo tramite questo gruppo. Ma ad un certo punto ho deciso di smettere di scrivere o rispondere continuamente ai suoi messaggi sul gruppo, altrimenti non sarei mai riuscito a dimenticarla. Cioe le voglio bene, non voglio che il gruppo si sfaldi in 2 perchè 2 persone non riescono a vedersi, ma non posso neanche fingere di comportarmi come qualunque altro amico. E mi trovo in questo vortice di rabbia e dubbi. A conti fatti e da quanto mi ha raccontato lei (ho preferito evitare di farne una scenata) questo ragazzo ha iniziato a frequentarlo dopo meno di un mese che ci eravamo lasciati. Sembra gia subito amore: sono andati anche in vacanza nello stesso posto dove ci siamo conosciuti. Tra l’altro quando le ho chiesto di tornare insieme lei è ancora convinta che io l’ho lasciata per il suo sclero, per il suo periodo negativo, che non ero come lei e che non l’amavo veramente altrimenti non l’avrei lasciata. Diceva che era come se tutti i ricordi che aveva erano una cosa ormai lontana. E poi mi dice che si sono imposti tra loro di non avere segreti. Mi rendo conto che forse non mi sono comportato bene, che forse sono stato davvero precipitoso nel modo. Secondo voi sono stato davvero un mostro a lasciarla? Chiedo alle amiche del forum: nei vostri periodi negativi reagite allo stesso modo? Chi ha già attraversato una cosa come la mia come ha fatto a superare la rabbia e il dubbio? A volte ho il timore di aver dato tutto per una sola persona in cui credevo. Tra l’altro questa domenica si stava organizzando una cosa nel gruppo di amici in comune, fino a qualche giorno fa ero contentissimo di cio; appena è saltata fuori lei a dire vengo anchio mi è passata la voglia di andarci. Probabilmente ci andrò perchè non mi va di rinunciare ad amicizie o ad attività perché c’è lei col nuovo moroso.
Insomma grazie per aver letto questo mio lungo sfogo. Datemi tutte le vostre opinioni che avete e siate anche brutali se dovete.

Lettera pubblicata il 21 Novembre 2015. L'autore ha condiviso 3 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Amore e relazioni

La lettera ha ricevuto finora 45 commenti

Pagine: 1 2 3 5

  1. 1
    Rossella -

    Sinceramente preferirei chiudere in tutti i sensi perché mi sembra un controsenso rallegrarsi per il fatto che un uomo non è andato fino in fondo. Detto questo penso che nel mondo di oggi sia difficile mettesi a spaccare il capello perché si vedono cose che per mio nonno sarebbero state una cosa dell’altro mondo. Che dire? E’ giusto essere anticonformisti a trecentosessanta gradi. Nel mio caso non riuscirei a convivere con le chiacchiere della gente perché ho potuto verificare che in più circostanze c’era un fondo di verità. Amo la trasparenza e sono consapevole del fatto che un matrimonio è fatto soprattutto di momenti difficili… affrontare una gravidanza e crescere un bambino con la prerogativa di educarlo significa essere meno presente come moglie e in quel momento occorre veramente tanta forza per evitare la crisi. Oggi 21 novembre 2015 alle ore 10:25 so già che una situazione che mi viene prospettata in un certo modo non mi consente di poter garantire la continuità di un progetto. Ecco che i miei progetti cambiano, ma non dò la colpa agli altri.

  2. 2
    Paxissimo -

    Mi sono fermato a “è capitato che si vedessero e si baciassero”.

    Non oso immaginare il resto.

  3. 3
    rossana -

    Matteob,
    non sono riuscita a terminare la lettura della lettera (troppi dettagli non fanno che danneggiare la chiarezza di sintesi). ciononostante, mi sembra di poterti considerare come un giovane molto preso, che non riesce a considerare l’altra e la loro relazione con la necessaria obiettività.

    forse succede di preferenza alle donne ma è ovvio che nemmeno i maschi ne sono immuni. mi è parso di capire che questa ragazza non è adatta a te, tanto più che, se siete entrambi insicuri, l’interscambio non può che essere sempre zoppicante.

  4. 4
    camy -

    Non è che si deve stare insieme per forza. Se tante cose non andavano per te e tante cose non andavano per lei, allora avete fatto bene a lasciarvi.

  5. 5
    Golem -

    Mentre ti attardavi a scrivere questo romanzo, succedeva la vita. E lei che pensa ad altro. Come dovresti fare tu.
    Intanto Scarlet ci comunica che se i suoi progetti cambiano non è colpa nostra. Meno male.

  6. 6
    Yog -

    Ho letto solo alla fine, quando ringrazi per la lettura. Non è il caso, te l’assicuro.

  7. 7
    Condor -

    anche io mi sono fermato a “è capitato che si vedessero e si baciassero”.
    è già sufficiente per dirti che da quel momento in poi andava solo usata per i propri comodi sessuali, o, se non interessato al servizio, mandata a ca.... in diretta, perché una femmina cosi, ti può portare solo guai.
    @Matteo hai 24 anni, quindi forse hai ancora poca esperienza, ma non credere di essere stato sfortunato ad incontrare una cosi.
    Al 90% sono tutte cosi! quindi preparati ad una dura selezione se vuoi sopravvivere!

  8. 8
    matteob -

    Mi scuso con tutti per la lunghezza ma non ho il dono della sintesi e francamente ho preferito riportavi la situazione al meglio per non dare un immagine parziale della situazione.

    @Rossella Sarò sincero ho fatto fatica a comprendere a pieno il tuo messaggio. Sono convinto anchio come te che una relazione e soprattutto un matrimonio sono fatti di tanti momenti difficili a maggior ragione se ci sono di mezzo i figli. Non avrei mai voluto fuggire, altrimenti se non l’amavo l’avrei lasciata molto prima. E con questo non voglio dire che io non abbia la mia buona dose di colpe in tutto ciò. Voglio trarne il meglio da cio per migliorarmi come uomo.

  9. 9
    alessandra -

    Cambia gruppo. Ha ragione Rossana secondo me.
    Ho avuto un’esperienza simile a 20 anni e non ha portato a nulla di buono.

  10. 10
    nevealsole -

    Ciao, abbiamo più o meno la stessa età e dalle tue parole colgo un amore totalizzante per questa ragazza, che evidentemente non ti ama. Di più: non colgo solo quell’amore maturo e stabile che si costruisce con il tempo, ma anche un forte innamoramento ancora vivo e disperato dentro di te, come solo da giovani credo si possa provare. Lei è una ragazza probabilmente depressa, te lo dico per esperienza diretta perché anch’io ho questi problemi e quando sto male scaravento via la mia vita e anche quelli che mi amano, o meglio lo facevo, adesso sto cercando di tenere a bada queste nefaste reazioni. Lei è insoddisfatta e non sa né cosa, né chi vuole dalla vita. Quasi certamente ci saranno stati momenti in cui ti sarai sentito amato come nessun’altra al mondo avrebbe potuto fare, e poco dopo ti sarai sentito così arrabbiato e deluso, da volerla picchiare (intendo una rabbia forte, non di certo violenza fisica). Ti avrà promesso mari e monti e il giorno dopo era già insicura, sarà stata super passionale un giorno e il giorno dopo non avrà voluto fare l’amore perché si sentiva brutta, forse non avrà voluto mangiare e altre volte si sarà strafogata di cibo. Avrai cercato di aiutarla con le buone e poi minacciando di lasciarla perché ti stava rovinando la vita. Ebbene queste persone così travolgenti sia nella gioia che nel dolore le conosco bene perché io sono stata una di loro e ancora dopo anni ci sono dentro. Non c’è soluzione per la coppia, lei adesso sta con quest’altro ma tranquillo che succederanno le stesse cose che sono successe con te. Hai fatto bene a salvarti come ha fatto il mio ex con me, lacerandomi l’anima nel lasciarmi, condannandomi alla realtà, consapevole che con la depressione l’amore non va d’accordo, perché il depresso non ama ma usa, sfrutta, strumentalizza. Hai fatto davvero la cosa giusta.

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