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È già tornato una volta, lo rifarà?

di joly08

Buongiorno a tutti. Dopo aver letto molte lettere che mi sono state di conforto, ho deciso di iscrivermi e chiedervi un parere sulla mia storia e confido in una vostra risposta poiché sto molto male.. Cercherò di riassumervi il tutto. Il prossimo agosto saranno 3 anni che lui è nella mia vita ed io nella sua. Lui è un ragazzo molto dolce, solare, galante, brillante. Tantissime storie alle spalle, solo una davvero importante ormai risalente a più di 10 anni fa. Una storia che lo ha fatto soffrire, chiudere in se stesso e che lo ha portato a non investire mai più di tanto nelle storie successive. Nessuna è mai più arrivata a varcare le soglie della sua casa, di arrivare in famiglia né di potersi aspettare qualcosa di importante.
Con me fu subito diverso, lo diceva lui, lo dicevano i suoi parenti ed amici. Lo vedevo io stessa. Mi corteggia ed io non ci metto molto a cadere nella rete. Dopo due mesi, gli dico di essermi innamorata. Crisi. Inizia a lasciarmi una settimana si ed una no finché a novembre 2011 mi lascia definitivamente. “Non ti amo e non ti amerò mai”. Ma era evidente che dell’amore sapesse poco e nulla. Una vita solo di lavoro e famiglia, amici visti poco, pigrizia, solitudine. L’unico amore vero che aveva conosciuto era quello dei suoi, una estranea che lo comprendesse, supportasse, consolasse ed aspettasse non poteva essere amore… “vuoi dire che non ho le basi per capire se sono innamorato? “Si, fu la mia risposta.
Sei mesi di silenzio, qualunque cosa facessi per riattirarlo lo colpiva sul momento, ma poi restava della sua idea. Ogni piccolissimo segnale lanciato dai suoi (che speravano fossi quella giusta) era vano, si alzava e se ne andava, oppure ribadiva la sua decisione. Mi arresi. In sei mesi non è mai uscito, ha solo lavorato tutto il giorno per poi tornare a casa dai suoi. Quando non gli arrivarono più mie notizie intensificò i suoi “controlli” su Facebook (ora non sono più iscritta) e le notizie su di me che non riusciva ad avere le chiedeva a sua madre, che a sua volta le aveva da sua nipote, molto amica mia.
A farla breve, dopo 6 mesi tornò. Su fb c’era un tipo che mi pubblicava canzoni e belle parole, io fingevo interesse e così, dopo aver lasciato qualche commento sulla mia bacheca (cosa mai fatta nemmeno quando eravamo insieme) una sera lo trovo sotto casa. Torniamo insieme il giorno dopo, stiamo insieme un anno. Lui stentava a credere Che lo avessi aspettato 6 mesi, era felice. Mi diceva che per sei mesi aveva cercato di non pensare a me, di convincersi di aver fatto la cosa giusta ma che era stato un errore perché il mio pensiero non sbiadiva e per quello che avevamo vissuto in quel poco tempo insieme era giusto almeno provare ad arrivare fino in fondo. Entro in famiglia, tutto sembra messo a posto. Ti amo, ti adoro, sei mia. Unico problema, la sua gelosia retroattiva, una mia vecchia storia che non mi ha mai perdonato (benché risalisse a prima dell’incontro con lui) ed il fatto che ci si vedesse molto poco perché lui vive per il suo lavoro. Ma passava da me ogni sera, anche se per pochi minuti e il sabato e la domenica erano tutti per noi. Così per un anno. Poi il lavoro inizia a girare male, la crisi, i problemi, le responsabilità… “ho bisogno di tempo, ora non vedo futuro… mi sento in una stanza buia e non trovo la porta. Hai aspettato tanto, concedimi questo tempo”. A conti fatti, erano due anni che aspettavo. 4 mesi di lascia e prendi, 6 di lontananza, un anno di incontri centellinati in attesa che potesse staccarsi un po’ dal lavoro… mi chiedeva troppo. Ho resistito una settimana, poi ho chiesto risposte. Ma tutto ciò che ha saputo dirmi è stato: “ti voglio un bene enorme, sei una persona eccezionale come si fa a non stare bene e con te, non mi hai fatto mai un torto. Ma siamo adulti, se stiamo insieme dobbiamo costruire qualcosa ed ora io non sento quel sentimento necessario per poterlo fare… ti rovino la vita e me la rovino io. Fa male, malissimo, ma è la cosa più giusta”.
Ed io: “e il tempo che volevi?, ora hai capito? Ti sei dimenticato che mi lasciasti con le stesse parole e poi sei tornato? “.
“Tu quel tempo non me lo hai dato e comunque, se siamo di nuovo a questo punto vuol dire che è così, abbiamo provato, ci siamo voluti bene… non roviniamo tutto. Più tempo passa e peggio è. Se dovessi capire di aver sbagliato e non trovarti più, lo capirò”.
Non mi convince, non mi rassegno. In queste tre settimane l’ho cercato via sms e l’ho trovato in lacrime, in preda alla mancanza di noi… ma… “ti prego cerca si stare serena, non è giusto stare con qualcuno a cui vuoi un bene enorme illudendoti ed illudendola che sia amore”. Gli chiedo se è certo che stavolta non tornerà, se è sicuro di non amarmi, ma con dolcezza svia la domanda, stai serena… è difficile anche per me”.
Si è tuffato nel lavoro peggio di prima, non parla con nessuno esce pochissimo solo con alcuni amici tutti sposati (quasi mai nel week end). Sta a casa, con i suoi (è figlio unico).
È il solito spiraglio che si lasciano tutti gli uomini o davvero può essere in crisi e volersi togliere, con un po’ di solitudine, tutti i dubbi che può prima di fare “il grande passo? “.
Lui ha 38 anni, io 32… e sono CERTA che quello che ho rappresentato io per lui, finora non ha precedenti… non desidero altro che di vederlo tornare, ho giurato che non lo cercherò ancora visto che in queste tre settimane l’ho fatto sempre e solo io. Facendolo, spesso ho sperato anche che non mi rispondesse o che lo facesse in modo da togliermi ogni speranza. Sentirlo in lacrime e sofferente mi ha destabilizzato ancora di più, invitarmi a stare serena. Addolcisce la pillola per il bene che mi vuole oppure c’è la volontà di non dire cose che poi renderebbero impossibile un ripensamento? Vi prego, aiutatemi a capire, rispondete… grazie a tutti e scusate se mi sono dilungata!

L'autore, joly08, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

30 commenti

  • 1
    joly08 -

    Non mi risponde nessuno? 🙁

  • 2
    bimba -

    non so se sbaglio ma secondo me lui ci tiene davvero a te e la sua è paura visto la precedente relazione che lo ha molto ferito. secondo me devi aspettarlo, un altro po’ sì, e pazienza, non credo passeranno anni, saranno alcuni mesi, il tempo di capire per lui, anzi di trovare il coraggio di buttarsi di nuovo con tutto il cuore.

  • 3
    occhio della mente -

    Ciao joly,grazie per il tuo commento di oggi sul mio caso,mi ha fatto molto piacere. Leggevo il tuo post e devo dire che a 38 anni che ha lui, che ancora si chiude in se stesso,capire cosa vuole e tanti altri fattori. Io ne ho 36,non chiedo la luna,ma sicuramente so cosa voglio. Secondo il mio parere dovresti lascir perdere e se torna,che questa volta abbia le idee chiare. Anche io come sai non sto’ passando un bel periodo,ma lavoro e esco nel pomeriggio.Ho conosciuto un’altra cerchia di amici,e mi ci vedo. Certo….il fine settimana sono solo e spesso giro per Roma in solitudine,ma esco.Lui da come hai detto,lavora,torna a casa e non esce piu’. Ascolta,abbiamo tutta la vita davanti e questo lo sai,aspettare una persona che ….forse,vediamo,ci devo pensare,poi ti faccio sapere…non mi sembra giusto. Non siamo dei burattini,vuoi stare solo? appunto stai solo e non mi cercare,poi se torni e ancora sono disponibile,ne parliamo,ma sul serio. Ma che si vuole fare monaco? dai joly. Senti ma in privato si puo’ parlare? un abbraccio. ciao

  • 4
    joly08 -

    Non so se si può parlare in privato, mi sono iscritta oggi. Spero di si perche sarebbe meglio. Intanto grazie per i vostri commenti anche se i.due pareri totalmente discordanti…ma in effetti, so bene di essere di fronte a un bivio impossibile. Un drammatico 50 e 50 dove tutto può essere…
    Cara Bimba io lo aspetterò, lo sto già aspettando…ma ho timore che stavolta ci vorranno più di sei mesi ed io sono già distrutta dopo 3 settimane! Senza contare poi che…se non lo fa? Ci muoio…e anche il ragionamento di Luca non fa una piega! Non ci posso credere, io sempre così chiara e decisa…totalmente appesa ad una flebilissima speranza…. 🙁

  • 5
    occhio della mente -

    ti lascio la mia email…ispettorenox@tiscali.it (occhio della mente)

  • 6
    Bluvito -

    Credo che sarebbe utile per te leggere qualche commento sugli effetti della gelosia retroattiva sul thread di questo blog: “sono un uomo infelice distrutto dalla gelosia retroattiva”, perchè il vero problema è quello, che appare però, per quanto che descrivi della vostra storia, solo come la punta di un iceberg, che contiene un’altra enorme montagna di problemi sotto il livello del mare.

    Non voglio scoraggiarti, ma un uomo affetto da quel disturbo sarà il cilicio della tua vita, oltre che della sua. Dipende da te se accettare o meno quella via crucis.
    Mi sembra comunque che lui ti tenga (più o meno consapevolmente) sul filo del rasoio, come nella più classica tradizione di questi problematici quanto affascinanti (a tanti occhi femminili) maschi, dove lui ti lascia intravedere uno spiraglio che non diventerà mai una finestra spalancata.
    In questo senso la trama è già chiara: lui indeciso a vita (per i suoi personali e forse irrisolvibili problemi) e tu che aspetti che si decida, mentre il tempo passa inesorabile come nella bellissima canzone di Mia Martini: Minuetto. Ma non ti ama, non può farlo, per via di tutti i problemi che ha con sè stesso e che tu non potrai MAI risolvergli se non lo fa da sè. Sappilo.
    Più che di te ha bisogno di un buon psicanalista. E’ in tempo per farlo data la giovane età. Aiutalo in quel modo, ma non diventarne la crocerossina: non faresti bene ne a lui ne a te
    In bocca al lupo.

    P.S. La CERTEZZA di quello che credi tu abbia rappresentato per lui nasce dalla TUA sincera convinzione dell’esserne innamorata, ma non devi essere così sicura che lui abbia questa percezione. Una persona in quelle condizioni è come un cieco a cui si parla di colori. Capisce che c’è qualcosa in più oltre quel buio, ma non sa come rappresentarlo. Non è colpa sua, ma neanche tua, ricordalo.

  • 7
    KATY -

    CIau
    PEr me, chi ti abbandona una volta lo rifarà.
    PResto/ tardi ma lo rifarà.

    Si,certamente torna,
    lo ha già fatto e da quel che scrivi lui è molto attaccato a te

    E starà bello e bravo per un po’
    dopodichè se ne andrà di nuovo
    CHI LO SA

    A me le lacrime fanno paura.
    A volte sono lacrime dei coccodrilli, dopo che han divorato i loro piccoli

    e piagnucolano.

    NON FIDARTI DELLE LACRIME: a volte è solo acqua che cola.

    In bocca al lupo,

    KATY

  • 8
    joly08 -

    Grazie per i vostri commenti, soprattutto a te Bluvito che mi hai veramente aperto un mondo nuovo. Avevo capito che la cosa non era esattamente da prendere sottogamba, che sarebbe stato sempre un problema, ma non credevo avesse tali risvolti patologici. Ho dato uno sguardo veloce al post che tu hai citato e quel ce ho visto mi è bastato anche se tornerò a leggere con calma. Per ora avevo voglia di rispondere a voi…
    Che dire, hai motivato sin troppo e sin troppo bene il tuo punto di vista e….è evidente che non mi lasci speranze. Anche senza fare la crocerossina mi fai un input per aiutarlo che comunque non potrò attuare se lui non torna e – mi pare di aver capito – non credo che secondo te possa tornare perché questo suo malessere glielo impedisce privandolo della libertà di amare qualcuno che porta “il peccato originale”. Ha 38 anni, se non lo supera non gli resta che fidanzarsi con una dodicenne (che di questi tempi forse ne ha fatte molte più di me!) .
    Che dire, sono atterrita…davvero, mi rendo conto solo oggi di aver sempre sono valutato ciò che mi ha condannato a morte. La cosa assurda è che ho avuto fidanzamenti veri, di anni, che per lui non contano mentre la mia ultima storia prima di lui di soli 8 mesi con uno che non mi ha mai amata ma soltanto usata approfittando del mio debole per lui è un tarlo che lo logora ed ora mangia anche me….vorrei non averlo mai fatto…finiró per odiarmi…:(

  • 9
    Luna -

    Ciao, una delle prime cose che ho pensato leggendo e’ cio’ che ti ha scritto anche Bluvito, sulla… tua percezione delle sue percezioni. Tu non sai cosa hai rappresentato e rappresenti per lui e leggere la cosa attraverso i tuoi filtri puo’ essere, scusa se puoi la mia franchezza, deleterio. Se lui leggesse la cosa come te stareste insieme e cmq e in ogni caso non puoi scegliere cosa vale o ha piu’ o meno peso per un altro. Bluvito ti indica la gelosia retroattiva ma saggiamente, mi pare, parla anche della punta di un iceberg. Non sai neanche se la gelosia retroattiva sia il centro e puo’ essere anche cmq per quanto non sia cio’ che provi tu che lui ti voglia un gran bene ma non ti ami, come in effetti dice. Non ti e’ mai successo di voler bene a qualcuno, stimarlo, aprezzarlo ma di non provare qlla spinta a essere fare sentire le cose che vorrebbe da te? – Vedi, Bluvito ti indica un topic e un argomento importante e di cui troppo poco si sa. Anche a me leggere quel topic e’ stato utile per identificare (non in me, anche se penso davvero che possa capitare a chiunque) delle dinamiche all’interno di un… “quadro” piu’ complesso… Credo possa essere utile anche per riflettere su quella metafora ciecita’/colori, anche piu’ in generale, e sul pisciare contro vento. E che quel topic o saperne di piu’ sia utile anche per chi si ritrova ad essere dall’altra parte e a copartecipare a quel problema (come ad altri) pero’ mi permetto, per esperienza personale, se puo: servire, di dirti che non sei lui e il problema non puoi risolverglielo tu, qualsiasi esso sia. E che anche tu hai un problema mentre ti vivi questo yo-yo e che contano per te anche le tue valenze e anche i tuoi possibili ‘auto inganni” che vengono dalle tue aspirazioni e speranze. Dal senso che ha per te dirti cio’ che… lui ha vissuto con te e il valore che “deve” attribuirvi. mi permetto (credimi con empatia) di non decentrarti troppo dal sentire di cosa hai bisogno tu per stare bene, al di la’ di lui e di cio’ che secondo te dovrebbe fargli bene. di centrarti sulla realta’ del rapporto e non sull’approvazione e la visione e il senso che vi vede sua madre. Forse non riesco a spiegarmi e comprendo il senso del tuo “non voglio abbandonarlo” ma con quanta lucidita’ vedi che e’ lui ad abbandonare te? e anche i suoi egoismi? Egoismi che per te sono tali e fuori luogo per cio’ che pensi sarebbe giusto dovrebbe darti e essere ma che per lui possono essere un suo modo di sentire, vedere, stare in equilibrio. Non puoi curare e guarire la depressione di un altro, i suoi piu’ vari meccanismi, la sua visione dei rapporti e della vita e di se’ che per lui (o lei) possono essere comunque i piu’ “funzionali”. non puoi decidere con CERTEZZA cosa rappresenti e che in base a cio’ “dovrebbe”. Neanche se fosse vero che sei stata la cosa piu’ luminosa capitata in una vita buia. Piu’ una dinamica e’ o appare contorta e piu’ si enfatizza cio’ (perdonami la banalizzazione per spiegare) la “giustificazione”

  • 10
    Luna -

    e si entra nell’astratto dei se e del non sa cio’ che dice rispetto a cio’ che prova realmente – quando e’ convinto e’ “vero” mentre quando non lo e’ “e’ in stato confusionale”, quando apprezza sa e quando no non sa… – dici che non ha mai vissuto niente di simile dal tuo punto di vista pero’ mi pare che nel tempo della vostra relazione ci siano stati molti ‘casini”… Chi ti parla e’ una persona convinta da sempre che i problemi si affrontano insieme ecc ecc. Ma c’e’ un ma. Non posso riassumerti il MA, il mio MA… cosa contiene, sono mie esperienze e riflessioni mie. Per aver vissuto accanto (quasi 20 anni…) con una persona che aveva il SUO modo di vedere la vita, me, noi qualunque sia stata la mia versione. Potrei dire anch’io e per molte ragioni che sono una delle cose piu’ belle che gli siano capitate nella vita, il che potrebbe sembrare supponente, ma non lo e’ nel senso in cui lo intendo, rispetto alla sua biografia, le nostre esperienze, il modo (anche) di porsi reciprocamente, tante piccole e grandi cose e peraltro quelle che riporto sono le sue parole… sue, non mie. Vere. Come vero e’ stato pero’ anche il suo MA, come vero e’ oggi il mio MA rispetto al fatto che non stiamo nelle ragioni degli altri… Oggi come oggi ti posso dire che di fronte a un “non so/non me la sento/andate e ritorni con il “botto” avrei un altro atteggiamento, interiore ancor prima che esteriore. E non si tratta di minore sana disponibilita’ verso l’altro. Al contempo poiche’ sono stata io stessa una persona “con le sue ragioni” e il suo sentire, indipendentemente dalla versione e aspettative altrui e cio’ che dicevo era (e’) comunque la mia verita’ (che fosse paura, percorso, priorita’…) penso che se qualcuno fosse stato certo di leggermi dentro piu’ di me attraverso le sue aspettative, sentimenti, bisogni e uno spirito da crocerossino avrebbe preso un granchione. “Non me la sento” e’ quello che e’. Poi puo’ starci dietro di tutto o solo “non me la sento” e si w il dialogo, l’empatia, il fatto che se amiamo qualcuno o se qualcuno ci ama e’ naturale porsi “verso”. Ma stare nel “quel che e'” (anche l’assenza, la distanza, la freddezza, l’incoerenza, l’egoismo…) tira fuori piu’ risorse di fronte alla realta’ contingente. se ti dice non me la sento, non c’e’, non condivide, non costruisce con te manco le cose piu’ “banali” prendine atto. prendi atto che dice che non ti ama abbastanza. non dimenticarti di essere e vivere e sentire edulcorando cio” che sarebbe se. Non significa non voler bene a qualcuno ma non dimenticare di volersi bene. Se gli vuoi bene non gli… spedirai mai energie negative manco se per sue ragioni ha messo al centro il lavoro. Ma se lui percepisce come un limite (lui, non tu per lui) delle sue paure, scelte, difficolta’, se per LUI e’ un limite non vivere le relazioni e la vostra in un certo modo sara’ lui a muovere il culo per superare dei suoi “limiti”. Senno’ considerera’ di non farlo. C’e’ una sostanziale differenza.

  • 11
    Bluvito -

    Buongiorno Joly. La situazione nella quale ti trovi temo sia una strada senza uscita. Quell’uomo NON è in grado di poter esprimere l’amore che vorresti, non perchè non ne abbia le potenzialità, ma per il semplice motivo che non è in equilibrio con sè stesso: ha troppo bisogno ancora di RICEVERE per poter DARE. Non sappiamo quale sia il suo retroterra affettivo, per tentare di comprendere la provenienza di quello squilibrio che si evidenzia dal racconto che hai fatto di lui, ma la cosa, anche ad un osservatore esterno, è fin troppo evidente.
    La gelosia retroattiva denuncia una grave insicurezza di fondo che richiede un analisi psicologica importante, che può condurre solo un professionista adeguato. Credo comprenda anche tu che quell’uomo è in una pesante condizione depressiva.
    E’ comprensibile e toccante la tua attenzione e il desiderio che lui torni, si comprende la tua voglia di aiutarlo sino al sacrificio personale, ma purtroppo ti anticipo che la tua dedizione non potrà mai bastare, perchè il tuo amore non potrà compensare quello che, probabilmente, gli è mancato in un determinato momento della sua crescita.
    Comunque, per cominciare un buon neurologo potrebbe consigliargli una cura a base di recettori della serotonina, che svolgono un importante ruolo nel riequilibrio di certi squilibri dell’umore come quelli che comprendono la GRA.
    IL fatto che si sia “fissato” su una storia piuttosto che su un’altra, è del tutto casuale. Una persona in preda alla GRA “cerca” solo un appiglio cui attaccarsi per manifestare il suo disagio interiore, inoltre capisci quanto sia “assurdo” e patologico che si logori e ti logori per qualcosa accaduto prima di lui. Per cui comincia a NON sentirti tu in colpa, perchè, e lo ripeto, il problema lui non l’ha con te, ma con sè stesso, e questo è ancora più grave che nel primo caso.
    Se la cosa può farti piacere, a mio parere ci sono tante possibilità che “torni” quanto che si chiuda ancora di più in se stesso. Non è previdibile il comportamento di una persona così alterata psicologicamente.

    Una domanda. Ma i suoi parenti, genitori o amici, se ne ha, sono consci del problema psicologico di quest’uomo? Sanno che ha urgente bisogno di qualche specialista?
    Un saluto

    P.S. I casi così clamorosi di GRA, mettono in evidenza una condizione di patologica insicurezza di chi ne soffre. Nel caso specifico, pur non rendendosene conto, lui prova una forma di “inadeguatezza” nei tuoi confronti, vale a dire che NON si sente alla tua altezza. Si accanisce nei tuoi confronti solo perchè, secondo la sua alterata percezione dei fatti, lo hai “costretto” a confrontarsi con uno che, per come si è comportato con te, appariva sicuro dei propri mezzi, accentuando così l’immagine svalutata che egli ha di sè stesso. Joly, non puoi cercare di capire con la “logica” chi ha questi squilibri. Prendine atto con serenità, altrimenti davvero finisci per impazzire, e non credo tu ne abbia bisogno. Ciao

  • 12
    joly08 -

    Ciao luna, ciao Bluvito e grazie di esserci in questo momento.
    Bluvito, lui ha molti parenti e la famiglia è anche abbastanza unita. Ma gli unicii che lo vivono veramente sono i suoi genitori che, a mio avviso, l’hanno sempre molto protetto e coccolato. Sono più o meno consapevoli del suo vivere “malsano” di non concedersi svaghi ne distrazioni e di vivere solo di casa e lavoro ma, per ciò che riguarda strettamente i rapporti affettivi, hanno dato per buono, ritenendolo a volte quasi un motivo di vanto, il suo essere stato sempre un uccel di bosco sciupafemmine. Tante, molte, quasi tutte storielle con donne che con lui volevano sistemarsi o divertirsi, ma anche altre con cui è durata di più e che forse davvero gli hanno voluto bene.
    Il suo passato non mi è mai stato raccontato con gli stessi dettagli con cui ha preteso di conoscere il mio che sono ben diversa – per SUA ammissione – e non per vaneggiare mio, da tutte le altre, anche e forse soprattutto per il mio passato non immacolato ma assolutamente pulito. Unica donna importante quella che vi ho detto, che lui ha amato e che lo ha fatto soffrire non dandogli sicurezze ma divertendosi a farlo continuamente ingelosire con il suo voler essere sempre la più bella e desiderata della serata, del posto di lavoro, della festa, di tutto…sempre.
    Amici, ne avrebbe molti ma in questo suo vivere non li frequenta, non li coltiva ed anche qui gli si vuol bene ugualmente, “lui è così, ormai si sa”.
    Altri amici che ved un po’ più spesso e che gli vogliono un gran bene sono preoccupato e consapevoli del vicolo cieco in cui si aggira ed anche per questo il rapporto con me è stato osannato e sbandierato. Io lo stavo cambiando, semplicemente trasmettendogli la mia innata voglia di vivere ogni momento con gioia e forza in base al caso, ed anche questo lo ha confessato lui per primo.
    Ora, tirando le somme, credo che molti suoi problemi interiori non siano stati adeguatamente recepiti, un po’ per troppa accondiscendenza, un po’ per comodità, un po’ per la sua chiusura che poco lascia trasparire sofferenze, un po’ perché forse – se un merito lo ho avuto – è stato proprio quello di averlo messo io per la prima vera volta davanti alla vita che ti capita di vivere mentre scappi dagli amici e ti blindi davanti ai tuoi genitori per non farli preoccupare. L’ho amato con dolcezza, con spontaneità, senza nulla sapere di tutto questo e questo gli è arrivato perché è molto sensibile e fragile. Ripeto, senza vaneggiare, ma riportando sue parole, essendo me stessa e senza scavare con malizia e doppi fini, l’ho messo a nudo e ho tirato fuori sto casino….che a quanto pare mi tocca patire più di quanto non faccia nè lui, nè chi gli vive costantemente vicino…

  • 13
    Luna -

    Non ti tocca patire, e questo mi sembra un punto centrale. Della ex non so se tu abbia la sua versione esagerata di un comportamento effettivamente cosi narcisista (nel senso che se soffre di insicurezza e gelosia patologica potresti sentire il “suo filtro”… ovvio che e’ quello che ti interessa, il suo punto di vista, pero’ alla fine non sai come realmente il loro rapporto…). Citi spesso genitori e amici (anche tesi a giustificarlo ecc), e – solo una riflessione – per la sua chiusura e anche per cio’ che non riesci a “sentire” direttamente nel rapporto sembra avere molta valenza il fatto che gli altri siano dei fans della vostra relazione o ti confermino delle cose… Ora, perdonami se ti faccio notare un meccanismo (e spero non impropriamente): pare che rispetto al fatto che lui sia in un certo modo, abbia un certo carattere e problematiche le persone intorno “si spostino” dai suoi lati piu’ problematici o dall’entrare in conflitto ponendo paletti o dimostrando esigenze proprie che possano creare collisione. E cio’, di fronte al fatto che solo lui puo’ intraprendere un percorso rispetto alle sue nevrosi se ne avverta la necessita’; puo’ non essere mero egoismo ma anche naturale salvavita di chi lo circonda. Non posso costringerlo a cambiare – della serie – e non vado ad intaccare i suoi equilibri. Al contempo salvaguardo i miei. Perche’ i suoi genitori e i suoi amici salvaguardano anche i loro, ognuno a suo modo, nel rapportarsi con lui e loro stessi. Arriva Joey e pare sia “il deus ex machina” o magari lo e’, dai. Dai che magari e’ la volta buona. Dai che magari lei lo cambia. Se non lo cambia o non funziona peccato ma alla fine da una certa distanza e nella salvaguardia dei propri equilibri anche nel rapporto con lui perche’ non vedere di buon occhio chi… potrebbe fare anche il “lavoro sporco”? e anche se sembra io abbia detto una cosa molto brutta in realta’ e’ anche umano. Umano pensare che magari o lui resta com’e” – ma sa per se’ – o magari cambia e cosi del risultato possibile tutti piu’ contenti. Ma il punto e’ che tu non sei il deus ex machina che deve o puo” cambiarlo e questa cosa, fossi in te, la terrei bene a mente. perche’ se e’ vero che le conferme che ricevi ti gratificano mi pare (mi pare) ti tolgano anche un po’ di lucidita’ e ti responsabilizzino un po’ troppo. anche perche’ e’ di un uomo che stiamo parlando e non di un ragazzino e che certi equilibri suoi se li e’ tenuti per delle sue ragioni e anche si e’ relazionato in un modo o in un altro e in un certo modo si relaziona anche con te. Non metto in dubbio che tu sia una bella persona e una brava ragazza ma l’espressione «passato pulito» ad esempio e` tua, sua o di chi? perche’ e’ un concetto di giudizio e di un certo tipo, pure se posto al positivo, ma sempre tale rimane. Lui ha i suoi problemi ma dopo varia “morchia” (esagero) e il fatto che nelle altre alla fine c’era qualcosa che non funzionava (in loro? sempre?) perche’ lui si e’ tenuto i suoi problemi e non sono

  • 14
    Luna -

    state in grado, quanto magari potresti tu (“non immacolata ma dal passato pulito”… le altre non abbastanza… rispetto a quale criterio nevrotico di giudizio?) di darli la spinta sufficiente per fare cio’ che non si e’ mai sognato di fare (e sostanzialmente manco ora)…. Joly, vorrei fosse chiaro che io non ce l’ho con questo signore, pero’ ti consiglio di stare attenta e di allargare lo sguardo. Di allargarlo rispetto alla tua “missione” e al punto di vista sia suo (che non appare molto “lucido” come nota anche Bluvito) sia dei suoi amici (che hanno appunto un loro punto di vista ma non sono direttamente coinvolti e, con tutto rispetto, anche perche’ non si fanno coinvolgere piu’ del dovuto o del possibile… e non e’ neanche sbagliato. E te lo dico non perche’ penso che non si aiuta o sostiene le persone a cui si vuol bene ma che c’e” modo e modo e anche una sana percezione del proprio limite. Io ho dei veri amici e loro hanno me come tale e nella vita ci si e’ sempre anche aiutati a vicenda, ma nessuno di noi puo’ ‘violentare’ gli equilibri altrui, fare lo psichiatra, scegliere per gli altri… ho un amico seguito da psichiatri e con cui ho un rapporto molto empatico e schietto. Ma non posso essere io il suo psichiatra anche se gli voglio bene). L’affetto, la dolcezza, la voglia di vivere, la spontaneita’ che hai donato sono cose tue e lo e’ anche il tuo percorso che forse pero’ non ti sarebbe venuto in mente di definire pulito o di dispiacertene se tu non ti fossi ritrovata a confrontarti con le nevrosi di un altro (ciascuno ha le sue) che non sono nate con te e che tu non hai il dovere ne’ l’oggettiva possibilita’ di guarire neanche se tu fossi uscita dritta da un convento e fossi piu’ solare del sole allo zenit. Tu stai facendo tue, temo, molte piu’ “percezioni” di quanto credi. e il fatto che le persone intorno a lui ti apprezzino puo’ diventare un problema, paradossalmente, se non guardi in effetti il vostro rapporto per quello che e’ e ti senti investita di una “missione”. anche perche’ ti posso dire una cosa: una mia amica visse qualcosa di simile, e lei era cio’ che mai prima, e lui ecc. Poi le capito’ di parlare con delle ex di lui, e fu un discorso tra persone che avevano in comune il fatto di volergli bene. Persone diverse o simili tra loro non importa. Ma ricorrenti erano certe dinamiche di lui. Joly, non sto sminuendo ne’ te ne’ cio’ che si e’ creato di positivo tra voi ma con affetto, credimi, ti lancio degli spunti, adeguati o no che siano al tuo caso, perche’ ti invito comunque a stare attenta. non tanto a lui in se’, perche’ lui comunque a suo modo gestisce i suoi equilibri-squilibri e i suoi perche’ (che non sono nati l’altroieri e a cui ha fatto anche il callo) ma al tuo senso del limite, realistico, e a certe enfasi tue e/o trasmesse. Anche perche: non so qto sei stata una “rivoluzione’ nella sua vita (di fatto non si mette realmente in discussione e va per la sua strada) ma le sue problematiche ecc nella TUA si. okkio!!

  • 15
    Bluvito -

    Buongiorno Joly. Mano a mano che descrivi la tua e la sua situazione, sembrano emergere alcune caratteristiche della personalità di quest’uomo e delle condizioni che probabilmente lo hanno portato allo stallo in cui si trova.
    Genitori iperprotettivi (è figlio unico?) che lo hanno probabilmente allevato sottolineandone “l’unicità” che loro intravedevano nel figliolo e poi il successo con le donne, benedetto da mamma e papà con l’orgoglio di avere un figlio maschio che onora la più bella tradizione italiana. Almeno sino al matrimonio con la brava ragazza.
    Questo tipo di carattere si forma attraverso quelle indicazioni da “predestinato al successo”, che tutte queste “attenzioni” lasciano nell’opinione che ognuno di noi ha di sè stesso, producendo la convinzione, nel soggetto in argomento, che il “resto della vita” sarà all’insegna di questo standard.
    Purtroppo la vità non è tenera con nessuno, e quando ci si accorge che il resto del mondo NON ti considera come mamma e papà, e i risultati a volte non confermano il “successo”, ecco che l’effetto depressivo in soggetti predisposti a tale epilogo non è infrequente.
    La reazione può essere proprio quella di “chiudersi al mondo” per evitare i confronti che incrinerebbero ulteriormente quell’immagine che si aveva di se stessi. La reazione da GR nei confronti del fantasma del “rivale” ne è un’ulteriore conferma cara Joly.
    Quest’uomo con le belle caratteristiche che hai descritto, e con una sensibilità certamente superiore alla media, si sta scontrando con una realtà che NON si aspettava, trovandosi sprovvisto delle dotazioni caratteriali che in una persona appaiono quando si è dovuta confrontare con la realtà VERA.

    Spesso, molti genitori fanno un errore gravissimo nel NON consentire che i figli comincino a “volare” con le loro ali, lasciando che il nido casalingo rimanga il rifugio nel quale si è sempre il “numero uno”.
    E’ una situazione molto frequente, riscontrabile in molti giovani uomini super coccolati in famiglia; non so se ci intravedi una possibile causa del malessere di quell’uomo, ma a me sembra plausibile.
    Se così fosse, e lui si trovasse in un conflitto di identità (.. ma sono quello che mi hanno fatto credere le persone che mi amano, o quello che sto “sentendo” dal rapporto col resto del mondo?) la terapia psicologica è necessaria, come pure quella farmacologica come impatto iniziale, altrimenti il rischio che entri in una spirale di crisi cronica è quasi certo.

    Non so che rapporto tu abbia con i suoi genitori, ma se fosse possibile parlargli, essendo ascoltata, dovresti tentare di farlo, al limite senza far sapere niente a lui, visto che sembra ribellarsi e rifiutare aiuti di qualunque genere (attenzione: qui si intravede una reazione infantile di autoprotezione, che attraverso il “rifiuto” e la chiusra cerca, invece, le stesse coccole e attenzioni di quando era piccolo).
    Joly, se vuoi aiutare quest’uomo che ami cosi “bene”, devi avere pazienza e lucidità. Sei tu quella forte, ricordalo
    Ciao

  • 16
    joly08 -

    Cara Luna, grazie per il tempo che mi dedichi e per i tuoi consigli. Il tuo modo di vedere è sacrosanto, ed una parte di me se ne rende conto. Il problema è quell’altra parte, ora dominante, che si ostina a non voler vedere tante cose…è giusto soprattutto il tuo pensare che le conferme avute da altri, amici o parenti, non possono sostituirsi alle conferme (alias certezze) che dovrebbe darmi lui e che non mi da perché non ne ha lui per primo. Le sue certezze sono lavoro e famiglia e, pur volendo ammettere che può averlo mandato in tilt il fatto che la certezza-lavoro stia venendo meno, questo dovrebbe a maggior ragione spingerlo a cercarle altrove. Magari nella sua donna, sempre pronta a sostenerlo, aiutarlo e se necessario lavorare per due. Il discorso è che le sue insicurezze vere sono davvero legate a questa gelosia retroattiva. Non la conoscevo ma Bluvito mi ha aperto un mondo. Ho letto tutti i post e anche altro in giro su internet e ho ritrovato noi in molte cose. E questa cosa, probabilmente, è stata all’origine anche del naufragio di tutti i suoi rapporti precedenti. Magari nel mio caso ha provato un po’ più a lungo a combaterla, perché comunque sia il suo sentimento c’era, c’è stato, questa non è solo una percezione mia, ma sta di fatto che alla fine non ci è riuscito a superarlo. Ecco perché lasciarmi, se non lo supero vuol dire che non la amo…ma, proprio perché il suo mondo me compresa – si é sempre adeguato al suo, non lo supera mai perché alla fine non sa nemmeno che questo problema esiste, non in questa forma patologica.
    Questa è la conclusione alla quale sono arrivata. Forse non é corretta, forse sono solo le ennesime supposizioni. Forse sarebbe più giusto prendere per buono il suo non amarmi punto e basta a prescindere dai motivi che tanto possono fare solo altro male. Quello che però non capisco è perché, a distanza di quasi un mese in cui è sparito, continua a rispondere ai miei pochi sms con i nostri nomignoli, con dolcezza e con un invito a stare serena ma mai con una telefonata fosse anche per essere lascisto in pace dicendo un deciso: rassegnati. Questo mi alimenta un clima di attesa. Poi penso anche: sei tu che alimenti l’attesa, dire stai serena significa dire rassegnati sei tu che non lo vuoi sentire. Ok, vero pure questo…e allora a farmi sentire appesa e a dirmi sottovoce che tra MOLTO tempo tornerà é solo la voce totalmente irrazionale del mio cuore, ed è quella che mi tormenta e che non mi fa andare più avanti perché la mia ragione non riesce a prevalere…

  • 17
    joly08 -

    Mamma mia Bluvito. Metti a segno un colpo dopo l’altro.
    Si. Lui è figlio unico. Rampollo in tutti i sensi immaginabili.
    Con la famiglia avevo rapporti normalissimi. Pranzi, feste, incontri sereni in occasioni semi comandate. Mi sentivo stimata, apprezzata…”la fidanzata di mio figlio” ma un rapporto vero, fatto di chiacchierate, complicità e amore indiretto, come una “figlia” (mia madre ha sempre considerato così le fidanzate di mio fratello) non direi proprio ci fosse. Il soggetto dominante è sua mamma, il padre non parla molto e temo che certi discorsi col figlio non li abbia mai presi…
    Lui cerca di andare via di casa da tanto e ogni volta rimanda, un po’ colpo di mamma che prende tempo un po’ sua che non si impone mai.
    Come dicevo anche il lavoro ora vacilla, inizia ad avvertire i primi malesseri a casa ed in più, avendo me, si è dovuto “riaprite” (pare che in un passato ormai lontano non fosse così) al mondo…fatto dei miei amici, che abbiamo frequentato regolarmente (ragazzi giovani che pur con una famiglia alle spalle hanno fatto le loro scelte di studio, lavoro e matrimonio, senza essere numeri uno…essendo solo in due), fatto di me (giovane, apparentemente più piccola della sua età ma decisa e già padrona della sua vita, con esperienze forti alle spalle ed una carriera in corso e fortemente voluta) fatto, in sostanza, di vita…problemi ma anche gioie, quotidianità in ogni senso ma comunque non solo dentro l’ufficio o in casa (i soli contesti in cui lui vive attesa la sporadicità delle sue uscite). Credo non occorra aggiungere molto altro. Vi direte, cosa ami di questo uomo? Che ci vuoi stare a fare con lui? È buono, dolcissimo, tenero, serio. Un grande lavoratore, un animo di seta fragile e sensibile. Premuroso…insomma, ormai lo amo che ci posso fare? E se è vero che tutto il quadro descritto dovrebbe farmi scappare io invece continuo a pensare che da parte sua l’amore ci sia per quanto lui voglia soffocarlo. C’è ma lui sa di farsi e farmi del male e preferisce stroncarlo…ma per me, che anche di fronte al cadavere di chi ho amato ho cercato qualcosa da fare, questa cosa è difficile da digerire…l’ho aspettato in sei mesi di silenzio, credere che ci sia anche una sola speranza potrebbe darmelo aspettare a vita… E so che non posso ne devo farlo. (Anche perché il mio ragionamento – che pero mi pare voi condividiate- potrebbe anche essere tutto sbagliato!!)
    Forse sul serio non c’è amore. E stop.

  • 18
    joly08 -

    Giusto per completare, scarto l’ipotesi di parlare con i genitori perché col padre non ho modo e con la madre sono certa sortirei effetti contrari. 1) a quasi un mese non mi ha mai chiamata manco per dire mi dispiace; 2) secondo me sa di aver fatto guai con il superfiglio, proprio lei, che è una superdonna. Può un’altra donna, letteralmente l’ultima arrivata, farle notare tutto questo? 3) lo direbbe a lui 30 secondi dopo, mettendomelo contro a vita. In un sms volutamente provocatorio che gli ho mandato una settimana dopo la rottura (ma non per questo meno denso di parole d’amore) ho un po’ evidenziato questo suo crogiolarsi in una dimensione irreale dove cmq non sta bene. Imbufalito, disse: “Cosa credi che io sia un cog….e come tutti quelli con cui sei stata? I miei problemi a lavoro e a casa li ho sempre avuti, non c’entrano. Qui si tratta di sentimenti miei, che non sono quelli che dovrebbero essere per vedere un futuro con te”. Ok,il giorno dopo ci vediamo e tra baci, abbracci e lacrime dice con un filo di voce, non è amore…io ti rovino la vita. Una settimana dopo, altri sms partiti da me ma da lui prontamente ricambiati. Mi dice: ti prego fermiamoci qui. Le lacrime me le bevo. Perché stai così male? Mi hai lasciato tu, non vedevi futuro, non ti sentì liberato?
    Solo negli ultimi sms è stato leggermente piu duro, se così si può dire. “È difficile, ma ti prego, cerca di stare serena….desidero tu trovi serenità, sei nei miei ricordi più belli”. Il tutto senza smettere mai di chiamarmi con tutti i i miei nomignoli…. :/
    Forse sono impazzita. Io non capisco più nulla.

    P.s: il giorno prima di lasciarmi aveva incontrato il mio “ex” (che è pure un parolone) e la sera che mi ha lasciato (per telefono) mi mandó delle sue foto (dove c ero anche io ma tra noi nn c era ancora nulla) recuperate dal profilo di una amica comune su Facebook. Sul quale io NON sono iscritta. Mi accusó anche di aver “scoperto” che alcuni dei nostri (miei) amici erano amici di lui su fb, cosa che io ovviamente non potevo sapere e che comunque non ha alcun riscontro con la vita vera dove nemmeno si salutano. Ma questo mi ha reso “poco sincera”. Perché è bastato per fargli pensare che la mia storia precedente fosse stata pubblicizzata e vissuta come la nostra mentre io gli avevo sempre detto (come di fatti è stato) che fu una storia sbagliata dal principio, trascinata per errore e comunque mai divenuta di dominio pubblico. “Ora non solo ho dubbi sul sentimento, ma anche su di te”. Mi arrabbiai per questo, si scusó. Ma indietro non è tornato. “Io ti avevo chiesto tempo PRIMA di scoprire le foto” (si, ma DOPO averlo incontrato)per ora ho bisogno di stare da solo, dammi tempo. Dopo una settimana, messo alle strette, il tempo non gli serviva più. Non è amore, te lo dico piangendo, ma te lo dico. Mah!
    Bene, ora uccidetemi.

  • 19
    Bluvito -

    Ciao Joly, ho poco tempo a disposizione, ma vedo che una delle cause che hanno portato quel ragazzo nelle condizioni in cui si trova, l’avevi intuita: la madre.
    I danni che può fare una madre di quel genere sono incalcolabili e soprattutto quasi indimostrabili, perhè “coperti” da un apparente sconfinato amore.
    In realtà si tratta di una malcelata forma di egoismo e possessività che si esprime attraverso un subdolo lavorio psicologico dove si induce il soggetto/figlio a ritenere, inconsciamente, che come la mamma non c’è nessun altra.
    Mia cara Joly, già tutti noi maschi italiani ci portiamo dietro l’angelicata immagine della mamma come riferimento femminile,ma quando qualcuno, con la delicata personalità di quel ragazzo, si ritrova quella “superdonna” di mamma che ne ha “condizionato” subdolamente la capacità critica, è la fine.

    Joly, tu dovresti rappresentare “quella donna” nella sua alterata visione dell’immagine femminile, ma sei stata “violata” da altri uomini/figli, secondo la sua nevrotica visione dell’amore, non sei SOLO per lui, come lo è stata questa Medea travestita da angelo del focolare. Intravedo una tragedia più terribile di quello che potessi immaginare nella vita di quest’uomo, e lo è ancora di più perchè leggo in te un amore raro da trovarsi. Lo si comprende da come ne hai descritto il vero carattere di questa persona, che vorrebbe potersi esprimere perchè sente, percepisce la tua sincerità, vede una luce vera in quel “buio” accecante che gli ha creato quell’egoismo travestito di affetto della madre, ma non sa come muoversi, perchè è stato “castrato” proprio da chi doveva dargli i mezzi per essere uomo.

    Ti assicuro che raramente sono rimasto colpito in questo modo da una storia letta su questi forum, ma questa ha veramente tutte le caratteristiche di una tragedia, per via del tuo amore sincero, il bisogno che ha lui di te o di una persona che lo AMI veramente e gli consenta di “volare, e la gabbia che invece gli ha creato la madre, nella quale è imprigionato, anche se “non ne riconosce le sbarre”.

    Francamente è angosciante persino per me intravedere una bella storia d’amore, una donna così appassionata e un uomo così sensibile e bisognoso d’amore, “sepolto” vivo.

    Se ci penso, non so se ti sto aiutando veramente a capire le cause del problema per poi lasciarti senza soluzioni, perchè, Joly, per quello che ho potuto capire è veramente difficile che quest’uomo possa comprendere in che situazione si trova e da cosa dipende la sua infelicità. Ma soprattutto ci sei tu, così lucidamente, sinceramente innamorata dell’uomo che hai visto dietro quella “prigione”, la chiave della quale ce l’ha un altra donna, che non potrà mai essere la sua donna, non lo farà mai sentire il suo uomo, non potrà mai darle un figlio e lo lascerà, prima o poi nella solitudine e angoscia più completa, per quell’egoismo travestito d’amore, come ho già detto, qundo ci sei tu che non aspetti altro che di amarlo. Assurdo. Dimmi se devo continuare il dialogo.

  • 20
    joly08 -

    Bluvito…si, continua. Io non credevo che solo a parole potessi esprimere il dolore che ho dentro, quello che ho visto al di la delle apparenze, quello che sento…quello che lascio. Invece lo hai colto, insieme a tutto il resto…sai, un mio precedente fidanzato morì di incidente stradale. So che si va avanti, si rinasce, si riparte…eppure non ci riesco stavolta perché alla storia che non mi ama io non ci credo. Mi sento che stiamo solo perdendo tempo prezioso per noi…e so anche che se volto pagina io è la fine perché più indietro non si torna più davvero.
    Ma se non tornasse nemmeno lui? Se mi sto illudendo inutilmente? A cosa serve questo dolore insopportabile che sto provando? Non aver paura di parlare, dammi tu lo schiaffo che mi serve per svegli armi. Potrò solo essere e grata….

  • 21
    Bluvito -

    Ciao Joly, vi sono situazioni per le quali le spiegazioni logiche non bastano. Se mi permetti, questa è una di quelle per quanto mi riguarda. Forse stesse esperienze portano ad avere simili sensibilità, o è una certa sensibilità che mostra gli eventi in certi termini, non so, il fatto è che il tuo sentimento “buca” lo schermo del monitor, e io posso “vederlo”,e sinceramente sino ad ora non avevo ancora percepito un’empatia così intensa.
    Anche io ho perso una fidanzata in un incidente stradale, molti anni fa, e a quel punto non potevo immaginare di trovare una persona con la quale “ricominciare”, invece è successo, quando non me lo aspettavo e solo tre mesi dopo la tragedia, ed oggi vivo felicemente con questa compagna, dalla quale ho avuto una figlia. Che dirti, sembra che la vita abbia già scritto il nostro copione e che noi si debba solo interpretarlo, nostro malgrado, e a volte sapendo che non ci sarà un happy ending che ci aspetta.
    Quando ho letto per la prima volta il tuo thread, ho pensato al solito caso di una lei innamorata del solito stronzo che se la dà a gambe dopo aver avuto quello che gli interessava. Ho sbagliato, come ho sbagliato a pensare che lui non ti amasse. Dopo aver letto quello che scrivi e aver provato l’angoscia che ti ho descritto, non solo TEMO che lui ti ami, ma che per questo stia soffrendo maledettamente.
    Joly, quell’uomo con te si è trovato di fronte ad un amore sincero, di quelli che fanno “crescere”, lo ha percepito diverso dagli altri (se ne accorge anche un estraneo, come sono io!) e inconsciamente questa ventata di vita lo ha messo di fronte alle sensazioni che gli provenivano dalla finzione egoistica della madre, che, come abbiamo accennato, col sorriso sulle labbra gli tagliava le “ali” mano a mano che crescevano, per non farlo uscire dal nido nel quale lei lo aveva messo come una “cosa sua”. Lui ha “SUBITO” questo imprinting, ma con te “sente”, forse per la prima volta, questa finzione, la confronta con il tuo sentimento, ne percepisce la diversità, forse anche i differenti scopi, ma non vuole accettare la terribile verità che si intravede, e perciò non ha la forza di contestare alla madre tutto lo “strumentale affetto” che questa gli ha riversato per anni. Sarebbe dover demolire le pareti della tomba dorata nella quale la donna che le ha dato la vita lo ha confinato. E’ dura, se riesci ad immaginarlo.
    Non servirà a niente dirti che quell’uomo è stato “dolcemente” violentato nel suo io più profondo, e il fatto che abbia un carattere di seta, come tu con un bellissimo termine lo hai definito, fa ancora più male sentirlo.
    Joly, l’ho già detto in precedenza: lui con te, forse per la prima volta, ha sentito una diversa sensazione nel cuore, la sua sensbilità non è rimasta indifferente al tuo sentimento, ma NON ha la forza di reagire, per non abbandonare e far dispiacere a sua madre, che lo vuole sempre lì, vicino a sè, anche se all’esterno sembra dimostrare di volere un altro futuro per il figlio.

    Segue

  • 22
    Bluvito -

    Continua
    Io sto ipotizzando una situazione che posso solo immaginare, ma che mi viene dimostrata da quanto mi hai descritto. Lui e’ talmente impoverito interiormente che si accorge che non ce la farebbe. Paradossalmente ti sta dando una incredibile dimostrazione d’amore e di stima dicendoti: “guarda Joly, so quanto vali, so quanto mi vuoi bene, e anch’io te ne voglio, ma io mi sento talmente NON all’altezza che l’unico modo che ho di amarti è NON stare con te”. E’ per questo che ieri ti ho scritto che questa storia è davvero una tragedia che non lascia indifferenti.
    Vorrei spiegarti meglio cosa potrebbe essere successo a quest’uomo raccontandoti una storia che mi riguarda.
    Da ragazzo, 22/24 anni, avevo una fidanzatina, non particolarmete avvenente secondo certi canoni correnti, ma molto determinata, intelligente e attiva. Io ero oggettivamente un bel ragazzo, molto atletico, non del tutto stupido e con una certa sensibilità, insomma: le facevo fare bella figura. Tuttavia non mi sentivo a mio agio con lei, ma non potevo “rimproverarle” nulla, perchè NON MI FACEVA MANCARE NIENTE, era sempre attenta, mi risolveva i problemi anche più banali, persino quello di andare a pagare una bolletta del gas.
    Fu proprio per una cosa del genere che ebbi l’illuminazione; di fronte alla necessità di andare in Posta, la prima cosa che mi venne in mente fu: ” massì, ci va Pinca…”. Subito dopo scattò qualcosa dentro di me per la quale mi dissi: ” ma ti rendi conto che non sei in grado neppure di andare a pagare una bolletta? Ti sei rincoglionito?” A quel punto mi fu TUTTO CHIARO, come se l’ultima tessera del puzzle mi avesse mostrato il “disegno” di quella ragazza nei miei confronti. La sua scarsa avvenenza confrontata con l’avere un fidanzato di tutt’altra specie che la riscattava forse da tante frustrazioni, la “obbligavano” a legarlo a sè. E? come pensava di riuscirci? Rendendosi “indispensabile”, con i piccoli e grandi interventi che mi impedissero di sperimentare, anche nelle banalità quotidiane, il mio valore come uomo in crescita. In questo modo, mettendomi in quella gabbia dorata di cui ho accennato, pensava di potermi “avere”. E sono sicuro che lo faceva in “buona fede”, pensava di amarmi, e che quello fosse l’unico modo per evitare che venissi irretito da altre donne che non mi avrebbero “amato come lei”. Quando decisi di lasciarla, lei piangendo mi disse: “non puoi farlo, tu hai BISOGNO DI ME”.

    Joly, se ti è chiaro l’esempio di questi amori malati, potrai capire quello che probabilmente è capitato a lui. Quanto sia difficile per quest’uomo dover rinfacciare un qualcosa quasi indimostrabile ad “una madre”, e percepire di scoprirsi dentro una trappola dalla quale non saprebbe come uscirne se non facendo soffrire qualcuno.
    Si sta sacrificando lui e lo sta facendo fare in parte a te, mentre sa quanto gli costerebbe divaricare quelle sbarre. Per assurdo è proprio la sua sensibilità di seta che lo condanna. E’ questa la sua vera tragedia.
    A presto.

  • 23
    joly08 -

    Ho atteso con ansia la tua risposta, Bluvito.
    Ho letto con avidità il tuo messaggio, più volte.
    Apprezzo molto la delicatezza con cui hai “rivisto” la tua posizione perché hai ritenuto di farlo in base a quello che hai percepito e non perché hai voluto darmi una pacca sulla spalla dicendomi quello che volevo sentirmi dire. Sei giunto anche tu, come me, alla conclusione che lui mi ami. E la cosa che mi ha colpito di più è che anche tu, come me, sei arrivato a dire quello che io penso e che mi distrugge: lasciandomi mi ha dimostrato il suo amore. E come se ne esce…non se ne esce. Perché quel percorso di crescita, ripreso quando tornò da me la prima volta e in tutte le volte successive in cui si è ricimentato dopo “piccole” crisi seguenti, ora lo ha interrotto per sempre.
    Parlando con una persona che lo conosce bene, che gli è vicina e che si è sempre mostrata obiettiva (pur senza poter arrivare a dire determinate cose per via del legame che ha con lui), abbiamo pensato che ora lui possa aver deciso di prendere in mano la situazione, di voler capire in che direzione andare, che voglia operare l’evasione dalla gabbia, e che voglia farlo da solo, per non far torto a nessuno. Ne ai suoi, che si sentirebbero traditi nel vederlo andar via “per un’altra”, ne a me che potrei comunque – alla fine di questo ipotetico percorso- non avere in posto assegnato. “Lascialo elaborare…se son rose…”
    E così, da quando mi ha lasciato quasi in mese fa, ieri é scoccata la prima settimana di mio silenzio assoluto (che peraltro avevo interrotto solo con qualche sms, per non “invadere” troppo). Gli ho scritto una lettera, molto accorata…una di quelle che in passato non lo hanno mai lasciato indifferente. E come può lasciare indifferente un GR leggere: “sai, ora vado avanti e chi verrà dopo di te sì, che dovrà essere geloso, perché ora nel mio passato ci sei tu. Ora, e solo ora, posso dirti, addio amore mio”.
    Ricambio il tuo amore ripagandolo con la stessa moneta: ti lascio andare, con un occhio al passato, un addio nel presente ed una sicura cicatrice per il futuro.
    Ma non gliel’ho mandata, forse non lo farò mai. Per non soffrire potrebbe non leggerla nemmeno, non rispondere e se non ricevessi un cenno di risposta ad un addio, allora si che rimarrei appesa a vita.
    Credo sia inutile dire che vorrei credere che lui possa superare tutto questo, maturare un allontanamento terapeutico dalla famiglia, dalla quale comunque mai lo avrei voluto separare. Vorrei sperare che di qui a qualche mese lui possa sentire ancora la mia presenza e il vuoto accanto a se del posto che era il mio. Poi penso che magari arriverà quella che sarà attirata da tutto il resto, non dal suo animi di seta che anzi calpesterà dettando regole che, basterà che lui rispetti, per non sentirsi inadeguato ad una donna che – amandolo per finta- riceverà amore vero. Come spesso succede. Ed allora…troppe cose vanno contro di me, aver capito cosa ci ha allontanati mi da certezza del fatto riavvicinerem

  • 24
    joly08 -

    ora, che altro dire?
    Mi dispiace averti emotivamente coinvolto in questa autentica tragedia greca, anche se da una parte mi fa “piacere” essere riuscita a trasmettere il reale contenuto delle mie parole. Sono felice che la mia storia non sia passata come una delle tante perché penso che davvero non lo sia fosse soltanto per quello che é il messaggio paradossale che manda, paradossale come solo la vita a volte può essere.
    Non so come faró a togliermelo dalla testa. A smettere di pensarci e soffrirne. A contenere e combattere la rabbia, la gelosia, la nostalgia e la paura. Ora so solo, ed è comunque un passo avanti, che lo devo fare. Che non devo aspettarlo perché sarebbe una attesa vana. Andrò avanti, ma solo perché non posso tornare indietro al momento in cui tornò ed io avrei dovuto respingerlo.
    Grazie a tutti, soprattutto a te Bluvito. Se vi andrà di rispondermi ancora, ogni consiglio sarà come un bicchiere d’acqua in una notte di incubi.

  • 25
    Andrea -

    Ciao Joly, rispondo basandomi sul contenuto della lettera. Sui commenti non mi esprimo perchè li ho letti dando uno sguardo veloce.
    La mia opinione è che tu sia caduta in un’ossessione e che tu voglia vedere solo quello che ti interessa, per alimentare una speranza.
    Ciò che ti ha detto e che hai riportato nella lettera, in realtà sono parole ben precise e definite e contengono già tutto quello che c’è da sapere.
    “ti prego cerca si stare serena, non è giusto stare con qualcuno a cui vuoi un bene enorme illudendoti ed illudendola che sia amore”
    Bhè, se un uomo a 38 anni arriva a dire una cosa del genere, qualche dubbio fossi in te mi verrebbe.
    Penso che lui davvero ti voglia molto bene, come dice, ma probabilmente non è mai stato innamorato di te e queste cose non si comandano a bacchetta. E’ stato innamorato e ha amato tanti anni fa, bene, e per molti è in effetti difficile riprovare le stesse sensazioni. A lui però dovrebbe essere scattato un altro meccanismo: ovvero sentirsi 38enne, trovare una ragazza con cui stare bene e costruire un rapporto. Tu avresti questi requisiti, ma in lui questo meccanismo non scatta, forse non scatta con te, forse non scatta in generale.
    Ma in primis tu devi aver chiaro quella che è la tua vita. Vuoi lui? Perfetto, gliel’hai detto, lo sa, ma se non contraccambia non puoi forzare gli eventi. Il mio consiglio è di farti la tua vita. Ora stai parlando da innamorata “ossessionata”, che insegue una cosa perchè le sfugge. E non sono nemmeno queste la basi giuste su cui tentare di costruire qualcosa.
    Mi pare di capire che tu sia appena all’inizio della strada della consapevolezza di sè, per cui sono sicuro che ancora ci batterai delle testate secche, ma prima riuscirai a vedere il tutto con altri occhi, meglio sarà per te e anche per lui.

  • 26
    joly08 -

    Ciao Andrea, grazie per il tuo commento anche se un po’ frettoloso. Non posso raccontare la mia vita in un post, ne spiegare se sono alle prime armi verso la consapevolezza di me o altro. Rispetto la tua opinione e potresti anche avere ragione, di una cosa sola sono certa. Non sono ossessionata né da lui nè da altro. Sono innamorata, ma ho una vita, una carriera, amici e tutto il resto. Andrò avanti, farò la mia vita stai pur certo. Ci sono però delle faccende nelle quali vale la pena cimentarsi ed io l’ho fatto. Con amore. Senza ossessioni. L’ho lasciato andare una volta, lo rifarò. Ciao.

  • 27
    Bluvito -

    “Sai, ora vado avanti e chi verrà dopo di te sì che dovrà essere geloso, perché ora nel mio passato ci sei tu. Ora, e solo ora, posso dirti, addio amore mio”.

    Ciao Joly, ho riportato la tua frase perchè ancora una volta le tue parole mi hanno emozionato.
    Quando si entra in contatto con i sentimenti veri, anche se provengono da persone sconosciute, non si può restare indifferenti. E’ per questo che mi sono sentito di dirti che lui ha avuto da te qualcosa che ha “fecondato ” il suo animo, facendone nascere una sensazione che, se pur non è ancora consapevolezza, lo sta certamente mettendo di fronte a delle scelte, che richiedono una rielaborazione di certi parametri pregressi che bisognano di uno sforzo immane di revisione.
    La vostra condizione è stata descritta in maniera straordinaria nel passo dantesco di Paolo e Francesca: “Amor c’ha nullo amato amar perdona…”. Cioè: non si può restare indifferenti al vero amore. Ed è quello che è successo a quell’uomo, mentre però constatava di NON sentirsi all’altezza di ricambiare adeguatamente.
    Io lo capisco Joly, perchè ho passato quei momenti, anch’io ho sofferto di GR e anch’io, col tempo, ho dovuto lottare per sconfiggere i fantasmi che mi perseguitavano, e non a 38 anni ma ben più avanti.
    La GR è una “scusa” che chi ne soffre utilizza per giustificare, (senza umiliare ulteriormente la già provata autostima) l’incapacità di condurre un rapporto alla pari. Si scarica la colpa sull’altro quando non si è in grado, per mille ragioni, di esprimere quell’amore con l’equilibrio necessario. Si fugge dal rischio, si cerca di evitare i dolori di un abbandono da parte dell’amata nel momento in cui questa si “accorgesse” della “pochezza” di cui ci si sente portatori. Rielaborare tutto questo e mettersi in carreggiata richiede sforzi e sofferenze che si debbono compiere da soli, anche se, come ho già sostenuto, sarebbe opportuno un tutore psicologico che certamente accellererebbe il processo di revisione.

    Cara Joly, il coinvolgimento nella la tua vicenda non mi ha disturbato affatto, anzi, scoprire che ci sono persone che sanno amare come fai tu, è consolante. Per questo ti dico che tu potrai fargli sapere che il tuo amore è presente, che potrà contarci, ma devi trovare il modo di volere bene anche a te stessa, cosa che saprai tu come realizzare, sia vivendo nell’attesa di un suo ritorno che lasciando aperto il tuo cuore ad un amore che possa corrispondere al tuo sentimento. “Sentirai” quale è la scelta che ti farà stare in pace con la tua anima, e qualunque questà sarà, accettarne la realtà ad essa collegata, anche se si trattasse di quell’ “attesa”. Qui nessuno potrà consigliarti su come agire, sarà il tuo cuore a suggerirtelo.
    Spero però tu non debba mai spegnere questa capacità di amare, comunque vadano le cose, e sentirti fortunata di averla.
    La “bellezza” che hai espresso raccontando la tua storia non passerà mai inosservata a chi ne saprà cogliere il valore, e già questo deve farti sentire “vera”
    Un saluto

  • 28
    joly08 -

    Caro Bluvito, grazie ancora per le tue parole.
    Mi sono presa qualche giorno prima di rispondere, ho riletto il tuo messaggio più volte, ho riflettuto. Le tue considerazioni sulla mia storia, le tue opinioni e le tue “diagnosi” su di lui restano ancora le più plausibili anche se, in questo lunghissimo mese di assordante silenzio da parte di lui sono arrivata a pensare davvero di tutto…e, come giustamente hai detto tu, qualunque sia la verità, comunque si voglia analizzare la situazione, la scelta sta a me.
    Mi sono ritrovata nella paradossale situazione di scoprire che c’è una persona che prova amore per me da mesi e che solo ora “che sono libera” si è dichiarata. È assurdo. Fai tanto per suscitare, spolverare, sbloccare i sentimenti di qualcuno e senza muovere un dito scopri di essere il centro del mondo di qualcun altro.
    Questo è stato uno dei motivi per cui ho rivisto un po’ tutto, senza grossi risvolti psicologici, ma solo con la lucidità di chi deve necessariamente far bruciare la ferita del “non ti amo” prima di vederla cicatrizzare…non sono in grado di prendere decisioni, il voler bene a me stessa sacrosanto, e di cui tu parli,passa attraverso la spirale del tempo che posso solo far passare cercando di soffrire il meno possibile. Senza escludere ritorni,senza contare i minuti come se fosse certo che ci saranno dato che non lo è affatto…è come se lui avesse il tempo ed io l’orologio. Misurare qualcosa che non hai ti porta solo alla pazzia. Cercherò di volermi bene, ho ripreso a uscire con gli amici, piango meno, evito di parlarne…elaboro il lutto, prendo atto del vuoto augurandomi che quando lo avrò fatto mio, magari allora lo avvertirà anche lui e lì (mi piace pensare) potrebbe anche tornare e magari non ritrovarmi più….

  • 29
    Bluvito -

    “Fai tanto per suscitare, spolverare, sbloccare i sentimenti di qualcuno e senza muovere un dito scopri di essere il centro del mondo di qualcun altro.”

    Cara Joly, con la tua frase che ho riportato nelle righe precedenti, hai messo il punto su uno dei grandi misteri dell’amore, che nella sua realizzazione sembra indirizzato più da una regia occulta che non dalla nostra volontà.
    Quello che hai citato è tutt’altro che un paradosso, perchè è più frequente di quello che si pensi. Mi sono interessato a questo fenomeno dell’amore non ricambiato, per amore di mia moglie, avendo scoperto che ne ha vissuto uno simile al tuo quanto a frustrazione, ma con un protagonista assolutamente meno qualificato del tuo, per intelligenza, classe e sensibilità. Non di meno, lei impazziva nel non poterlo avere, nonostante lui le desse continue dimostrazioni di inaffidabilità, dove il suo essere ondivago non dipendeva dai problemi che abbiamo scoperto avere il tuo amato, ma solo da immaturo opportunismo, che lei voleva vedere come una mancanza d’amore pregressa che voleva a tutti costi colmare. Era solo un bambino viziato e non un giovane uomo con lo strazio di sentirsi non all’altezza come il tuo. Tuttavia lei è arrivata ad umiliarsi pur di convincerlo a “farsi amare”, e si è dovuta rassegnare solo perchè il suo “sogno” stava trovando una soluzione nella droga, invece che affrontare la vita da uomo. E non le è bastato incontrare me per chiudere i contatti (anche se indiretti) col destino di quel soggetto. Questo per dirti che se ne trova di tutti i colori, e non “vividi” e solari come quelli che hai vissuto con il tuo lui.
    C’è un aforisma che cità così: “Non si è mai amato veramente se non si è amato senza essere ricambiati”. Perchè l’amore che si dà in cambio di niente è quello più puro secondo l’autore. Io non sono d’accordo, per me l’amore esiste quando si è in due a farlo.

    Come la terra vuole l’acqua per far germogliare la pianta, così e solo così un rapporto può trasformarsi in amore. Quello non ricambiato non è amore ma tentativo di amore, anche se l’emozione del desiderio che nasce dal sentimento è incontrollabile e struggente.
    L’amore è una costruzione, un progetto non lo è ancora e non lo sarà mai se non si trovano in sintonia gli operatori, dall’architetto al muratore.
    Ecco perchè i tuoi sforzi per “suscitare, spolverare, sbloccare i sentimenti di qualcuno”, suscitano, spolverano e smuovono solo i sentimenti di chi li produce.
    L’amore NON DEVE richiedere sforzi, deve nascere spontanemente. Quando “quel SEME” trova il terreno adatto e la giusta quantità di acqua, spunta senza fatica, anche sotto l’asfalto.
    Lo dico perchè tra me e la mia lei è stato così, naturale, semplice, senza complicazioni nè sforzi, come se ci conoscessimo da sempre. Entrambe abbiamo visto la differenza con quanto ci era accaduto prima, e imparato quanto non si possa nè si debba forzare gli eventi.

    Ti auguro che qualunque sarà la tua scelta, questa ti dia serenità.
    La felicità? Momenti

  • 30
    vsl -

    io mi trovo nella stessa situazione di lui,adesso. Sto morendo…

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