È già tornato una volta, lo rifarà?
di
joly08
Riferimento alla lettera:
Buongiorno a tutti. Dopo aver letto molte lettere che mi sono state di conforto, ho deciso di iscrivermi e chiedervi un parere sulla mia storia e confido in una vostra risposta poiché sto molto male.. Cercherò di riassumervi il tutto. Il prossimo agosto saranno 3 anni che lui è nella...
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Data di pubblicazione: 18 Giugno 2013 - Views: 1
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Categorie: - Amore e relazioni

Ciao Andrea, grazie per il tuo commento anche se un po’ frettoloso. Non posso raccontare la mia vita in un post, ne spiegare se sono alle prime armi verso la consapevolezza di me o altro. Rispetto la tua opinione e potresti anche avere ragione, di una cosa sola sono certa. Non sono ossessionata né da lui nè da altro. Sono innamorata, ma ho una vita, una carriera, amici e tutto il resto. Andrò avanti, farò la mia vita stai pur certo. Ci sono però delle faccende nelle quali vale la pena cimentarsi ed io l’ho fatto. Con amore. Senza ossessioni. L’ho lasciato andare una volta, lo rifarò. Ciao.
“Sai, ora vado avanti e chi verrà dopo di te sì che dovrà essere geloso, perché ora nel mio passato ci sei tu. Ora, e solo ora, posso dirti, addio amore mio”.
Ciao Joly, ho riportato la tua frase perchè ancora una volta le tue parole mi hanno emozionato.
Quando si entra in contatto con i sentimenti veri, anche se provengono da persone sconosciute, non si può restare indifferenti. E’ per questo che mi sono sentito di dirti che lui ha avuto da te qualcosa che ha “fecondato ” il suo animo, facendone nascere una sensazione che, se pur non è ancora consapevolezza, lo sta certamente mettendo di fronte a delle scelte, che richiedono una rielaborazione di certi parametri pregressi che bisognano di uno sforzo immane di revisione.
La vostra condizione è stata descritta in maniera straordinaria nel passo dantesco di Paolo e Francesca: “Amor c’ha nullo amato amar perdona…”. Cioè: non si può restare indifferenti al vero amore. Ed è quello che è successo a quell’uomo, mentre però constatava di NON sentirsi all’altezza di ricambiare adeguatamente.
Io lo capisco Joly, perchè ho passato quei momenti, anch’io ho sofferto di GR e anch’io, col tempo, ho dovuto lottare per sconfiggere i fantasmi che mi perseguitavano, e non a 38 anni ma ben più avanti.
La GR è una “scusa” che chi ne soffre utilizza per giustificare, (senza umiliare ulteriormente la già provata autostima) l’incapacità di condurre un rapporto alla pari. Si scarica la colpa sull’altro quando non si è in grado, per mille ragioni, di esprimere quell’amore con l’equilibrio necessario. Si fugge dal rischio, si cerca di evitare i dolori di un abbandono da parte dell’amata nel momento in cui questa si “accorgesse” della “pochezza” di cui ci si sente portatori. Rielaborare tutto questo e mettersi in carreggiata richiede sforzi e sofferenze che si debbono compiere da soli, anche se, come ho già sostenuto, sarebbe opportuno un tutore psicologico che certamente accellererebbe il processo di revisione.
Cara Joly, il coinvolgimento nella la tua vicenda non mi ha disturbato affatto, anzi, scoprire che ci sono persone che sanno amare come fai tu, è consolante. Per questo ti dico che tu potrai fargli sapere che il tuo amore è presente, che potrà contarci, ma devi trovare il modo di volere bene anche a te stessa, cosa che saprai tu come realizzare, sia vivendo nell’attesa di un suo ritorno che lasciando aperto il tuo cuore ad un amore che possa corrispondere al tuo sentimento. “Sentirai” quale è la scelta che ti farà stare in pace con la tua anima, e qualunque questà sarà, accettarne la realtà ad essa collegata, anche se si trattasse di quell’ “attesa”. Qui nessuno potrà consigliarti su come agire, sarà il tuo cuore a suggerirtelo.
Spero però tu non debba mai spegnere questa capacità di amare, comunque vadano le cose, e sentirti fortunata di averla.
La “bellezza” che hai espresso raccontando la tua storia non passerà mai inosservata a chi ne saprà cogliere il valore, e già questo deve farti sentire “vera”
Un saluto
Caro Bluvito, grazie ancora per le tue parole.
Mi sono presa qualche giorno prima di rispondere, ho riletto il tuo messaggio più volte, ho riflettuto. Le tue considerazioni sulla mia storia, le tue opinioni e le tue “diagnosi” su di lui restano ancora le più plausibili anche se, in questo lunghissimo mese di assordante silenzio da parte di lui sono arrivata a pensare davvero di tutto…e, come giustamente hai detto tu, qualunque sia la verità, comunque si voglia analizzare la situazione, la scelta sta a me.
Mi sono ritrovata nella paradossale situazione di scoprire che c’è una persona che prova amore per me da mesi e che solo ora “che sono libera” si è dichiarata. È assurdo. Fai tanto per suscitare, spolverare, sbloccare i sentimenti di qualcuno e senza muovere un dito scopri di essere il centro del mondo di qualcun altro.
Questo è stato uno dei motivi per cui ho rivisto un po’ tutto, senza grossi risvolti psicologici, ma solo con la lucidità di chi deve necessariamente far bruciare la ferita del “non ti amo” prima di vederla cicatrizzare…non sono in grado di prendere decisioni, il voler bene a me stessa sacrosanto, e di cui tu parli,passa attraverso la spirale del tempo che posso solo far passare cercando di soffrire il meno possibile. Senza escludere ritorni,senza contare i minuti come se fosse certo che ci saranno dato che non lo è affatto…è come se lui avesse il tempo ed io l’orologio. Misurare qualcosa che non hai ti porta solo alla pazzia. Cercherò di volermi bene, ho ripreso a uscire con gli amici, piango meno, evito di parlarne…elaboro il lutto, prendo atto del vuoto augurandomi che quando lo avrò fatto mio, magari allora lo avvertirà anche lui e lì (mi piace pensare) potrebbe anche tornare e magari non ritrovarmi più….
“Fai tanto per suscitare, spolverare, sbloccare i sentimenti di qualcuno e senza muovere un dito scopri di essere il centro del mondo di qualcun altro.”
Cara Joly, con la tua frase che ho riportato nelle righe precedenti, hai messo il punto su uno dei grandi misteri dell’amore, che nella sua realizzazione sembra indirizzato più da una regia occulta che non dalla nostra volontà.
Quello che hai citato è tutt’altro che un paradosso, perchè è più frequente di quello che si pensi. Mi sono interessato a questo fenomeno dell’amore non ricambiato, per amore di mia moglie, avendo scoperto che ne ha vissuto uno simile al tuo quanto a frustrazione, ma con un protagonista assolutamente meno qualificato del tuo, per intelligenza, classe e sensibilità. Non di meno, lei impazziva nel non poterlo avere, nonostante lui le desse continue dimostrazioni di inaffidabilità, dove il suo essere ondivago non dipendeva dai problemi che abbiamo scoperto avere il tuo amato, ma solo da immaturo opportunismo, che lei voleva vedere come una mancanza d’amore pregressa che voleva a tutti costi colmare. Era solo un bambino viziato e non un giovane uomo con lo strazio di sentirsi non all’altezza come il tuo. Tuttavia lei è arrivata ad umiliarsi pur di convincerlo a “farsi amare”, e si è dovuta rassegnare solo perchè il suo “sogno” stava trovando una soluzione nella droga, invece che affrontare la vita da uomo. E non le è bastato incontrare me per chiudere i contatti (anche se indiretti) col destino di quel soggetto. Questo per dirti che se ne trova di tutti i colori, e non “vividi” e solari come quelli che hai vissuto con il tuo lui.
C’è un aforisma che cità così: “Non si è mai amato veramente se non si è amato senza essere ricambiati”. Perchè l’amore che si dà in cambio di niente è quello più puro secondo l’autore. Io non sono d’accordo, per me l’amore esiste quando si è in due a farlo.
Come la terra vuole l’acqua per far germogliare la pianta, così e solo così un rapporto può trasformarsi in amore. Quello non ricambiato non è amore ma tentativo di amore, anche se l’emozione del desiderio che nasce dal sentimento è incontrollabile e struggente.
L’amore è una costruzione, un progetto non lo è ancora e non lo sarà mai se non si trovano in sintonia gli operatori, dall’architetto al muratore.
Ecco perchè i tuoi sforzi per “suscitare, spolverare, sbloccare i sentimenti di qualcuno”, suscitano, spolverano e smuovono solo i sentimenti di chi li produce.
L’amore NON DEVE richiedere sforzi, deve nascere spontanemente. Quando “quel SEME” trova il terreno adatto e la giusta quantità di acqua, spunta senza fatica, anche sotto l’asfalto.
Lo dico perchè tra me e la mia lei è stato così, naturale, semplice, senza complicazioni nè sforzi, come se ci conoscessimo da sempre. Entrambe abbiamo visto la differenza con quanto ci era accaduto prima, e imparato quanto non si possa nè si debba forzare gli eventi.
Ti auguro che qualunque sarà la tua scelta, questa ti dia serenità.
La felicità? Momenti
io mi trovo nella stessa situazione di lui,adesso. Sto morendo…