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Un gesto ignobile, la morte nel cuore

di sottecchi

Salve,

non è la prima volta che mi addentro in questo sito, ed oggi più che mai ho la necessita di scrivervi, augurandomi tante risposte e costruttivi consigli.

La mia storia con Alessia è stata una storia turbolenta, io ho 25 anni lei 19, è stata una storia molto estrema, piena di momenti splendidi e dolcissimi ma colma anche di vicende brutte e deplorevoli.
So da molto tempo che ormai le cose non vanno più bene, ho cercato di dirglielo ma lei si rifiuta di comprenderlo.. e probabilmente anch’ io mi rifiuto, poiché abbiamo comunque continuato la nostra relazione.

Lei è una ragazza dolce, non è molto brillante, ma mi ha senz’altro amato e voluto bene. Ed anch’ io ho imparato ad amarla e volerle bene.
Tuttavia arriva un punto in una storia d’amore in cui il male prende il sopravvento, non ci si rispetta più, non si fa più l’amore con passione, si fanno delle piccole cattiverie nei confronti dell’altro, si perdono i nervi facilmente ed è inevitabile pensare che quando tutto questo accade significa che la storia è arrivata ad una sorta di capolinea.

Ieri l’ennesima lite, una lite feroce, fatta di cattiverie e provocazioni, finché all’ennesima provocazione ho ceduto: le ho alzato le mani! Le ho fatto male dandole dei calci nella schiena.

Mi sento a pezzi, la vergogna e la miserabilità di un gesto simile non trovano pace dentro di me. So che è andata all’ospedale, ha degli ematomi, ed io qua a casa mia, solo come un cane, povero di sorriso, sprofondato nella vergogna.

Non mi erano mai successi episodi di violenza con le donne, tranne una volta: sempre con lei, accusandola di tradimento, mi ha spaccato un telecomando in un occhio ed io mi sono limitato a buttarla a terra facendola spaventare.
Ieri no!

Ieri sono stato efferato, deciso, esasperato e le ho fatto del male. Lei mi ha sempre amato, a modo suo per carità, ma mi ha amato, e per stare con me ha fatto fatiche disumane, tuttavia non essendo in grado di sorreggere tali fatiche, oggi è esasperata, siamo esasperati entrambi.

Io sono a pezzi, non mi ritenevo capace di un gesto simile, un gesto così ignobile, che mi condanna, mi umilia. Non vorrei perderla e non vi nego che vorrei riconquistarla ma so anche che l’unica cosa che posso fare è sparire dalla sua vita in punta di piedi.

Aspetto delle vostre risposte, e fatemi pure delle domande se vi và. Vi ringrazio a tutti

Francesco.

L'autore, sottecchi, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore - Me stesso

83 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    Alex -

    Ciao,

    l’unica cosa che puoi fare se davvero la ami è sparire. le hai tirato dei calci nella schiena e questo denota che non hai piu’ autocontrollo.

    hai ragione a dire di aver fatto una cosa ignobile e ne pagherai le cosenguenze.

    Personalmente non esiste lite che tenga, non dovevi permetterti di fare una cosa del genere.chiudi questa relazione ormai degenerata, prenditi del tempo per crescere e maturare e non fare mai piu’ una cosa del genere. hai fatto un errore molto grave, non cercare di riconquistarla. lasciala in pace.

  • 2
    rachele86 -

    Nella vita ci sono momenti in cui si prendono delle decisioni e non si può più tornare indietro…avvolte pentirsi non basta specialmente quando si compiono gesti cosi estremi.Lei probalbilmente in questo momento non pensa al dolore che prova fisicamente,ma quello nel cuore.Non sei tu che devi sentirti umiliato ma lei…se si ama veramente una persona non si arriva a questo,avresti potuto offederla in qualsiasi modo,usando una marea di parole,ma hai preferito prenderla a calci perchè questo era l’unico modo che hai trovato per difenderti.Mi dispiace ma a mio avviso non hai scusanti…esci dalla sua vita e smetttila di farla soffrire,per di più pensi che non sia neanche brillante e stai qui a pensare se lasciarla o meno,beh è lei che dovrebbe lasciare te.

  • 3
    rossana -

    non ho parole: dovresti vergognarti anche a provare vergogna.

    della tua morte nel cuore non mi importa un fico secco. credo, piuttosto, che tu tema le possibili conseguenze, visto che l’hai mandata addirittura all’ospedale!

    mi dispiace dirtelo, anche per tutte le donne che in futuro ti accadrà di frequentare, ma spesso, quando si passa questo confine una volta, non c’è verso di tornare indietro. lo dimostra anche la tua progressione: la prima volta la butti a terra e la seconda la prendi a calci nella schiena… cosa farai la prossima volta?

    se fosse stata grande, grossa e forte come te, ti assicuro che avresti saputo controllarti…

  • 4
    bimbatriste87 -

    anch’io sono stata vittima in passato di questi episodi di violenza da parte di un ragazzo che “diceva” di amarmi…LASCIALA IN PACE, ESCI DALLA SUA VITA E NON FARTI VEDERE MAI PIU’.

  • 5
    sottecchi -

    Non vi biasimo e leggo nelle vostre risposte una ratio condotta dall’importante solidarietà femminile che innatamente avete.

    Voglio dirti a te che mi dici: avresti potuto offenderla in qualsiasi modo: questo è il risultato di un immensa quantità di offese reciproche.

    Sono stato un individuo che ha lavorato per tutto il corso della relazione alla sua realizzazione personale, medesima che le sembrava irraggiungibile. Ho sempre cercato di farle capire che da me non doveva difendersi, ho sempre cercato con delicatezza di aiutarla a vedere la sua strada.

    Purtroppo la perfezione non è disegnata per l’umano, bensì per il divino ed io più di altri sbaglio. Una massima diceva: non basta far del bene , bisogna anche farlo bene.
    Ho provato in tutti i modi di farla sentire una persona importante e non mentivo, io la vedo cosi. La vedo importante, per le sue belle qualità emotive.
    Ho errato e mi condanno.
    Mi condanno perchè ho fatto del male a qualcuno che mi ama.
    Mi condanno per aver ceduto ad una , seppur infida e feroce, provocazione.
    Non mi dò pace per aver rovinato tutto e per non aver mantenuto la calma. Ma sò che per recuperare il primo passo da fare è comprendermi e perdonarmi.

  • 6
    glosstar -

    l tuo e’ un comportamento deprorevole che non puo’ ammettere alcuna giustificazione, concordo quindo con quanto scritto da altri.

    Quel che desidero aggiungere e’ che la come dice Rossana questa storia e’ ormai entrata in un pericoloso circolo violento dal quale difficilmente potra’ uscire. Come tu dici e’ sempre stata estrema, e sarebbe interessante capire in che senso, ma di sicuro ora sta degenerando.

    Se oggi siete a questo, il rispetto e la complicita intellettiva non e’ mai stato il collante della vostra unione che forse e’ centrata su qualcos’altro. L’intesa tra due amanti viaggia infatti su un livello differente, mi pare quindi evidente che neppure ai “bei tempi” ne avete mai avuta una.

    Credo sia una storia malata che e’ necessario troncare finche’ siete entrambi in tempo. Naturalmente, questo non vuol dire che tu non possa comunque uscirne con dignita’ scusandoti con la sincerita’ che stai dimostrando in queste righe.

    Potrete restare amici, mantenendo una “distanza emotiva” di sicurezza, ma storie cosi purtroppo finisco sempre male o peggio. Chiudetela qui.

    Comprendere i propri errori e’ un buon passo verso la soluzione, ma credo non siate fatti per stare insieme.

    Auguri, G.

  • 7
    rossana -

    bimbatriste87,
    mi dispiace che anche tu, come molte altre (e non solo quelle che subiscono violenze fisiche e psichiche reiterate fra le mura domestiche, magari pure contrabbandate come giuste modalità correttive), sia passata attraverso questa brutta esperienza, che non soltanto fa male al fisico e al cuore, come giustamente afferma Rachele, ma umilia profondamente e sgretola l’autostima.

    un abbraccio

  • 8
    wolverine -

    …”non vorrei perderla…..non vi nego che vorrei riconquistarla”…dopo averla massacrata di botte.Non ci sono scusanti per quello che hai fatto;tentare di recuperare il rapporto poi, è semplicemente assurdo.Cosa fare? semplice…toglierti dai piedi e dimenticarla per sempre.
    Dimenticavo…chi alza le mani una volta, tende a ripetere l'”esperienza” mettendoci sempre più violenza…la prima volta l’hai spinta, la seconda volta l’hai mandata all’ospedale e la terza volta ? la manderai all’obitorio?
    “… non è molto brillante…ho imparato ad amarla e volerle bene”…
    non era obbligatorio farlo…

  • 9
    rachele86 -

    Forse ancora non hai capito quanto il tuo gesto sia stato ignobile…pensi a scusarti,ti vergogni,sai di aver sbagliato e poi cerchi di giustificarti in tutti i modi,pensi anche di aver ragione…io non ho parole.Tutti questi commenti non sono solidarietà femminile,perchè chiunque con un po di cervello non ti direbbe che sono cose che capitano oppur che l’importante è pentirsi,quello che in realtà vorresti che di discesero.Si lo ribadisco potevi offenderla in qualsiasi modo,anche con l’indifferenza e quindi non venirmi a dire che questo è il risultato di un immensa quantità di offese reciproche,perchè non ci sono offese che tengono quando ci si comporta cosi.

  • 10
    rossana -

    sottecchi,
    mi sembra tu ti comprenda già abbastanza.

    a poco a poco, senza dubbio, comprendendoti, ti perdonerai e dimenticherai, ed è giusto che sia così.

    probabilmente ti perdonerà anche lei, con la differenza che lei difficilmente dimenticherà, per il resto dei suoi giorni…

  • 11
    brunetto87 -

    Sei solo un poveraccio!un’auomo che dà calci ad una ragazza non può essere altro che uno stronzo!scusa ma stè cose non c’è la faccio a sentirle!meglio che mi fermo qui e non scrivo più…POVERO MONDO!Non c’è la faccio più a stare in mezzo a zo...... e malati che uccidono le loro ex oppure picchiano le loro ragazze!
    c.... ma dove sono andati a finire i valori di una volta?Cristo scendi dalla croce e fai giustizia!

  • 12
    TiPrendoeTiPortoVia -

    Con tutto il rispetto verso quelle persone che INGIUSTAMENTE e ripeto INGIUSTAMENTE vengono picchiate e malmenate, persone che rispetto e sono SEMPRE dalla loro parte, ma, se una persona, UOMO o DONNA che sia, mi sommerge di insulti e provocazioni fino ad arrivare ad offendere gravemente la mia persona o mia madre, allora no, allora parto in quarta e lo/la disintegro!!!!!! Non me ne fott* nulla!è vero che c’è un limite alle reazioni ma voi tutti “cretinetti” che difendete a spada tratta, ricordate che c’è anche un limite ENORME nelle parole, LE PAROLE che talvolta offendono irreparabilmente, LE PAROLE che fanno piu male di un pugno nello stomaco, LE PAROLE che uccidono! Non giustificate la violenza ma giustificate le parole gravi??????Mi fate realmente pena con le vostre crociate! Imparate a leggere le mail prima di sparare cazz** preconfezionate e maturate!!! La maturità e la civiltà è il rispetto, sia FISICO ke VERBALE !!!!!! Siete ridicoli !
    “una infida e feroce, provocazione” in un animo cretinetto ed inutile (come in alcuni di voi) può facilmente essere superato dalla vs brillante razionalità ed intelletto mentre x le persone più attente al valore delle parole, e più irrazionali meno riflessive e magari più agitate nell’animo questo non è possibile, quindi, il mio non vuol essere un inno alla violenza,anzi, al contrario, un consiglio all’ATTENZIONE, a come si parla, a ciò che si dice, a come lo si dice…per evitare di arrivare a ciò che è spiacevole!
    CONDANNO la reazione di lui!
    CONDANNO la provocazione di lei!
    ESATTAMENTE sullo stesso livello!

  • 13
    TiPrendoeTiPortoVia -

    “Provate a ricordare che le parole, quelle giuste, quelle vere, possono avere lo stesso potere delle azioni.”
    (Raymond Carver)

  • 14
    rossana -

    TiPrendoeTiPortoVia,
    concordo che ci sono parole che fanno più male delle botte, e che dovrebbero essere evitate.

    il controllo, prima o poi, purtroppo, lo perdiamo tutti, indipendentemente dal sesso.

    resta una variante che per me non è indifferente: con la lingua si è tutti più o meno sulle stesse basi mentre con la forza fisica spesso c’è squilibrio fra uomo e donna.

    dimmi la verità: se tu fossi alto 1,50 e fossi insultato da un altro uomo alto almeno 2 metri e apparentemente molto più forte di te, ti controlleresti e te ne andresti via o lo prenderesti lo stesso per il collo?

    andarsene, magari sbattendo la porta, dovrebbe fare un uomo insultato quando si venisse a trovare di fronte a donna, che sia evidentemente più DEBOLE di lui. scusa ma a me la mancanza di controllo in questi casi pare una scusa bella e buona per conportarsi da… prepotente.

  • 15
    sottecchi -

    TiPrendoEtiPortoVia, il tuo commento assume senz’altro un carattere di alta rispettibilità e non perchè può apparire come un travestimento schierato dal mio lato, ma perchè effettivamente le parole hanno un potere disumano sulla mente e sul cuore. Noi siamo dotati di due cervelli quello della mente e quello del cuore. Quello del cuore se ferito, può ricevere danni anche molto gravi. La mia è una storia difficile, piena di dolori emotivi , provenienti dall’ambito familiare. Provengo da una famiglia molto agiata e di cultura ma piena anche di animi turbolenti e irrazionali. Mia madre circa 10 anni fà è stata invischiata in una storia di cocaina nei divani dell’alta società del cittadino. Dopo 15 minuti di tentativi verbali di natura dissacrante e diabolica controbbattuti da una mia forzatissima calma ha esordito con questa frase: tu lurido infame, sei solo il figlio di una cocainomane. Non devo niente a mia madre, il mio rapporto con lei è compromesso per sempre, poichè lei è priva del gene naturale che consente alle persone normali di amare un figlio, tuttavia è sempre mia madre e la saldezza del mio nervo si è frantumata facendomi scadere nell’atto violento proprio del perdente.

  • 16
    Alex -

    Tiprendoetiportovia,

    qualunque sia l’offesa verbale, anche detta 100 volte , non giustifica
    l’alzare le mani a una persona, tanto meno una donna.

    se tu equipari le due cose non posso che dissentire.

    Qui non siamo in televisione, non vi è la necessità di essere finti
    buonisti dato che non ci entrerebbe nulla in tasca nel fare questo. Ma
    credimi se davvero io arrivo al limite, se davvero gli insutli a
    raffica mi ferissero al punto da farmi esplodere totalmente la rabbia
    , forse spaccherei tutto quello che trovo, ma mai e poi mai prenderei
    A CALCI una donna, ma nemmeno se la trovo a letto cn 15 uomini. Non
    esiste punto e stop.

  • 17
    Alex -

    Dimenticavo,

    se maturare vuol dire iniziare a pensare che se una donna mi insulta ,
    insulta mia madre o altro, allora posso prenderla a calci nella schiena
    dato che se la sarebbe cercata e saremmo sullo stesso piano a livelo di
    colpevolezza allora credimi, preferisco non maturare mai per il resto
    della mia esistenza.

    Alessandro

  • 18
    bimbatriste87 -

    grazie rossana per l’abbraccio che mi hai inviato..si, le botte sgretolano l’autostima e feriscono più in profondità di un livido. brunetto87 non è la prima volta che leggo i tuoi post e credimi che la penso come te! è vero questo mondo fa schifo..ma cerco di consolarmi pensando che non posso essere l’unica pazza che crede ancora nei valori, nell’amore, nella famiglia..arriverà quello giusto. almeno spero..e anche per te! 😉

  • 19
    sottecchi -

    Alex,

    se non la pensavo come te, la natura del mio post ” gesto ignobile, la morte nel cuore” non avrebbe ragion d’essere.

    Inequiparabile è la posizione delle due azioni.

    Verbo infido e feroce Vs Punizione corporale su una donna

    è fuori discorso che il mio gesto sia stato sovraordinario rispetto al suo verbo. Sono tanto affezionato a lei, la chiamo la mia farfallina in onore di un peluche che mi ha regalato.
    Lei và matta per il cocktail di gamberi.. stavo pensando di prepararle un mega cocktail di gamberi in un bel vassoio d’argento e dentro di esso, al centro ,su foglie di rosa rossa farle trovare un bell’anello simbolo del mio amore per lei.

  • 20
    The Dreamer -

    Sinceramente non posso che concordare sul fatto che, diamine!, sì, questo ragazzo avrà anche sbagliato -anzi ha sbagliato senza dubbio-, ma si sta mangiando le mani!
    Anch’io sono pienamente dalla parte di chi subisce abusi e violenza. Però credo che bisognerebbe dare un peso un pò più equo alle cose. A me, a differenza di come dice qualcuno, sembra di leggere non tanto un buonismo gratuito, quanto un difendere a spada tratta la ragazza e a incolpare il ragazzo -lei gli ha pur sempre spaccato un telecomando in un occhio, questo non l’ha letto nessuno- (perchè? perchè per l’ennesima volta c’è il pregiudizio..e per chi si sofferma sul lato fisico..in fondo se la ragazza fosse alta 1,80 e pesasse 80 kg e il ragazzo 1.70 e ne pesasse 60 non si prende nemmeno lontanamente in considerazione! Anche se per me è comunque relativo!). Come dice TiPrendoETiPortoVia, il perdere il controllo esiste eccome. Tre anni fa succedeva anche a me e al mio ragazzo di perdere il controllo quando litigavamo e volava qualche sberla, reciprocamente. Abbiamo passato un periodo veramente estenuante, in seguito abbiamo trascorso un anno favoloso, poi siamo rientrati di nuovo in crisi, in modalità più sobrie. Capita, suvvia, non facciamo gli ipocriti. Non sto dicendo che il suo gesto vada giustificato, però credo che, anche se esserne pentiti non è sufficiente, comunque è da tenere in considerazione il fatto che ci sono caratteri diversi, e forse il suo è impetuoso ed è esploso in una situazione veramente estrema. Ora io non me la sento di etichettare questo ragazzo per “violento” perchè è accaduto due volte in distanza di anni, sarei disonesta a pensarlo, li ritengo dei casi isolati, ci può e deve lavorare su. Certo, che ci debba riflettere, è indubbio, che la prossima volta ci pensasse bene prima di alzare le mani certo, ma tutti sbagliamo. Secondariamente, secondo me è facile giudicare un gesto fisicamente violento come il peggiore, facile quanto mediocre, perché è quello che “è ovvio, è palese, lo vedono tutti”, ma quando si tratta di ferire non è sempre vero, anzi quasi mai per l’appunto, che faccia più male rispetto a tradimenti, frecciatine subdole, colpi sui punti deboli, parole vigliacche, cattive.
    Non vorrei dare l’idea di giustificare il gesto, sono la prima a disapprovarlo, anzi con me stessa e il mio ragazzo abbiamo fatto un mea culpa prima e un percorso per arrivare a sfogarci diversamente, però davvero, mi dispiace, ma ho letto troppa ipocrisia. E’ disumano non avere un pò di pietas, non essere in grado di immedesimarsi un pò, di non guardare oltre al proprio orticello e capire che là fuori ci sono persone che vivono situazioni che noi nemmeno possiamo immaginare, interiori prima che esplicite. A questo aggiungo che certe questioni non dovrebbero mai essere messe in piazza, perchè di mezzo ci sono delle dignità, e perchè credo sia doveroso dare una chanche anche a chi ha sbagliato. Non si tratta di religione, la mia è una convinzione umana.

  • 21
    rossana -

    sottecchi,
    mi dispiace per le tue vicissituni familiari e per l’offesa, effettivamente pesante, poichè diretta a colpire un affetto di solito molto profondo e radicato.

    qui, però, non si tratta soltanto di continuare a disquisire su di te, con riferimento al giudizio sul tuo gesto, nel vano tentativo di renderlo accettabile. non lo è!

    sinceramente, avrei preferito leggere qualcosa del tuo trasporti in lei, del provare a immaginare come si sente e del renderti conto di quanto e come le hai fatto male.

    vuoi soltanto essere assolto, avere qualcuno che ti consoli dicendoti “ti capisco”. io avrei voluto, invece, vedere il tuo pentimento nel cercare di comprendere come l’altra ha vissuto i tuoi calci… smettila di pensare solo a te!

    senza contare che, se vogliamo scendere nei dettagli, tu cosa le hai detto per provocare la sua risposta? è una domanda pleonastica… non serve che tu risponda…

  • 22
    TiPrendoETiPortoVia -

    La guerra è una tragedia che ancora oggi devasta molte nazioni.
    Con le guerre muoiono persone innocenti. La guerra è una forma di violenza
    inaudita, l’unico modo con il quale è possibile evitare tutte queste sofferenze è il
    dialogo…il dialogo ha un importanza abnorme… il dialogo dipende dalle parole, le
    parole importanti, le parole dette, le parole non dette, ed il modo in cui verranno
    usate sarà determinante, per arrivare alla pace o per iniziare una guerra…le
    parole sono armi disumane che cambiano i destini dei popoli in base a come
    vengono usate. Nonostante la ormai tristemente nota presunzione dell’essere
    umano di essere quasi perfetto e lontano anni luce dalla bestia che era, ci si
    scorda spesso che la lotta tra l’istinto e la ragione lascia prevalere a volte l’uno, a
    volte l’altra.

    Rossana
    vorrei porti questa domanda:
    dimmi la verità: se tu fossi alta 1,90 palestrata e fossi insultata da un altro uomo
    alto 1,50 peso 50 kg,e ti dicesse delle cose orrende su tua madre o che vorrebbe
    violentare tua sorella, ti controlleresti e te ne andresti via o lo prenderesti per il
    collo?
    Ti rispondo raccontandoti un episodio, di quando avevo 14 anni ed ero basso,
    magrissimo come un grissino ed un ragazzo grande e grosso di 18 anni (era alto
    quasi il doppio di me) mi derideva e scherniva perchè sembravo un bambino,
    finchè un giorno, mentre tornavo da scuola, prese ad insultare gravemente mia
    sorella…non ci vidi più dalla rabbia, era da troppo che stavo male, presi un badile
    che avevano lasciato gli addetti alla strada e lo rincorsi per centinaia di metri…poi
    pian piano, la calma e la razionalità prese il sopravvento, ritornai lentamente alla
    normalità, lui si voltò, si accorse di questo, smise di correre e mi gonfiò di
    botte…io subii in silenzio, ma, ancora oggi, a distanza di molti anni, quando
    ripenso a quell’episodio, non so davvero cosa sarebbe successo se l’avessi
    raggiunto mentre ero in preda all’ira.

    Sottecchi
    Ribadisco ciò che ho scritto nel mio primo commento:
    CONDANNO la tua reazione
    CONDANNO la sua provocazione
    ESATTAMENTE sullo stesso livello

    Alex
    Non stiamo parlando di semplici insulti, io non ho mai neppure sfiorato la mia ex
    quando l’ho trovata a letto con un altro e che aveva usato,visto che proveniva da
    una piccola città di provincia, me e la mia famiglia, per costruirsi un futuro nella
    mia città…ma il punto è che non siamo tutti uguali,
    Una domandina per te se me lo permetti:
    Ipotizziamo un tradimento della tua ragazza,
    1 Lei ti dice che ti ha tradito e che ha scop** con un’altro
    2 Li becchi a letto sul fatto

    Quale differenza trovi tra le due risposte, tra le parole da lei dette e l’atto?
    …io nessuna…

    Ciao a tutti ^_^

  • 23
    wolverine -

    @tiprendoetiportovia

    …sono daccordo con te che le parole possono far male, molto male…qualcuno disse che ferisce più la penna della spada.Tuttavia la lingua ce l’abbiamo tutti, “uomini” e donne, “grandi e grossi” e piccoletti…quindi, ad offesa verbale grave si reagisce VERBALMENTE, con altrettanta offesa.Venire alle mani, già di per sè deplorevole, è ripugnante quando l’obiettivo da “disintegrare” è una donna. Vorrei vedere la belligeranza di queste persone al cospetto di “uno” più grosso di loro(perchè queste sono le proporzioni, anche se generalmente i “picchiadonne” sono alquanto pacifici quando si tratta di “incrociare i guanti” con un loro pari).
    Se noi siamo ridicoli, TU che giustifichi questi comportamenti, cosa sei? stai attento perchè con la filosofia di vita che ti ritrovi, presto o tardi entrerai a far parte del club…
    Dimenticavo… non penso che Raymond Carver con quella citazione(…parla di parole giuste, vere…) volesse sdoganare la cosa…

  • 24
    rossana -

    TiPrendoETiPortoVia,
    ti rispondo volentieri: nell’ipotesi da te illustrata, forse piangerei di rabbia, forse urlerei insulti anch’io e quasi certamente me ne andrei e troncherei ogni rapporto con il piccoletto in questione, in quanto, essendo una femmina cresciuta qui, nella seconda parte del XX secolo, NON è nemmeno nelle mie possibità mentali l’idea di alzare le mani, se non in tentativi, più o meno riusciti, di difesa.

    ti faccio presente, inoltre, che se le donne fossero meno condizionate dalla mentalità maschile e riuscissero ad inserirsi almeno alla pari nelle stanze dei bottoni di tutti gli stati del mondo, ci sarebbero di certo meno guerre. la comunicazione è prerogativa femminile, e credo anche, per indole naturale, la soluzione pacifica dei conflitti.

    quanto all’episodio che ti riguarda, che hai descritto per spiegare la progressione di sopruso che conduce alla reazione violenta, senza tener più conto che finirai con il soccombere, quindi obnubilando la razionalità, nel caso di sottecchi, lui non è il più debole ma il più forte fisicamente. già questo imporrebbe da sè una maggiore necessità di controllo. inoltre, tu non potevi sfuggire alle derisioni e agli insulti mentre lui, da persona che agiva in regime di obiettività, avrebbe dovuto evitare di portare avanti una relazione che gli stava dando più malessere che gioia. è ragionevole prevenire gli eccessi, anche quando fa male per altri versi.

    puoi continuare a fare l’avvocato del diavolo all’infinito. non mi convincerai mai che la violenza nei confronti del più debole è giustificabile.

  • 25
    rossana -

    wolverine,
    hai perfettamente ragione: anch’io ho potuto constatare nel tempo che gli uomini che alzano le mani sulle donne, spesso non hanno nemmeno il coraggio di replicare a parole ad altri maschi che li criticano, magari pure amichevolmente.

    non sarà il caso di sottecchi, ma in generale è proprio così: si sfogano sui più deboli, per mantenere alta lo loro autostima di pusillanimi.

  • 26
    TiPrendoeTiPortovia -

    wolverine
    Io giustifico? Forse dovresti leggere più attentamente i miei posts ed anche quelli di sottecchi del quale, peraltro ho più volte espresso la mia CONDANNA per ciò che ha fatto! Scrivi ” non penso che Raymond Carver con quella citazione(…parla di parole giuste, vere…) volesse sdoganare la cosa…” La madre invischiata in problemi con la giustizia non sono parole vere? Non è la verità assoluta USATA nel modo più subdolo che si possa fare per ferire una persona? Un figlio. Mi dispiace che ti senti nel clan dei ridicoli, non volevo offendere nessuno.

  • 27
    TiPrendoETiPortoVia -

    Rossana
    “quasi certamente me ne andrei” mi lascia qualche dubbio, forse, magari, te ne andresti..oppure no…
    Io non voglio convincere nessuno che la violenza nei confronti del più debole è giustificabile, voglio convincere che La violenza ha molteplici facce, subìta dal più forte, subìta dal più debole, fisica o mentale, verbale, con minacce, con ricatti, con botte calci e pugni…sempre VIOLENZA rimane.
    Ed io lo stò dicendo dal mio primo post,
    NO alla violenza FISICA
    NO alla violenza VERBALE
    GRAVISSIME ENTRAMBE ALLO STESSO MODO
    …devo convincere qualcuno di questo?…

  • 28
    valerio -

    Avvocato TiPrendoETiPortoVia, tu che accusi chi dice GIUSTO, permettendoti di dare dei “cretinetti inutili” e di non saper leggere le righe di Sottecchi, forse non ti sei accorto che Sottecchi non parla di nessuna madre nella sua lettera, solo dopo racconta la sua storia. Chissà se TiPrendoETiPortoVia e Sottecchi non siano la stessa persona?! Sottecchi forse non sei stato brillante tu nel cogliere la brillantezza di questa donna.

    “10
    rossana – 8 luglio 2010/10:04
    sottecchi,
    mi sembra tu ti comprenda già abbastanza.

    a poco a poco, senza dubbio, comprendendoti, ti perdonerai e dimenticherai, ed è giusto che sia così.

    probabilmente ti perdonerà anche lei, con la differenza che lei difficilmente dimenticherà, per il resto dei suoi giorni…”

    Rossana mi piace cio che dici.

  • 29
    TiPrendoeTiPortoVia -

    Valerio
    Io non difendo nessuno, soprattutto Sottecchi che, come ho più volte sottolineato, è INDIFENDIBILE.
    Nel suo post numero 5 (Mi condanno per aver ceduto ad una , seppur infida e feroce, provocazione.) leggo tra le righe che deve avere ricevuto una offesa enorme, poteva essere riferita alla madre, al padre, alla sorella, al suo più caro amico…forse non sono io quello che nn sa leggere tra le righe 🙂
    Mi spiace deluderti (anche se credo poco ti importi) ma non sono Sottecchi, però potrei essere magari Valerio, se la mettiamo su questo piano ^_^

  • 30
    rossana -

    TiPrendoETiPortoVia,
    ho scritto “quasi certamente me ne andrei” perchè, pur conoscendomi abbastanza bene, non mi arrogo il diritto divino di sapere sempre cosa farei. comunque, ribadisco, dovrei aver perso del tutto il senno per alzare le mani su qualcuno più debole…

    non è nelle mie corde e non riesco nemmeno ad immaginarlo… ho fatto sempre un mare di fatica a dare scapaccioni o schiaffi a un figlio bambino o adolescente, quando pure li meritava ampiamente. sta di fatto che gliene ho dati troppo pochi…

    ho capito cosa vorresti affermare ma non posso accettare quanto proponi. la violenza verbale e la violenza fisica stanno su due piani diversi, come non solo io ho cercato di puntualizzare. sarebbe come combattere con un coltello contro qualcuno che, SE più debole, potrebbe difendersi solo con un temperino….

    valerio,
    grazie per l’apprezzamento.

  • 31
    glosstar -

    Caro Sottecchi,
    Ma tu qui cosa cerchi, comprensione, assoluzione, perdono, o una combinazione delle tre?

    La comprensione molti te l’hanno data me compreso. L’assoluzione quasi nessuno. Per il perdono è tutto un altro discorso. Il perdono si basa sull’analisi e il riconoscimento del male causato SENZA SE E SENZA MA. Non è gratis ma è un dono che costa IMMENSAMENTE a chi lo concede e proprio per questo non è un diritto ricevere.

    È vero che le parole possono essere pietre e fare molto male, ma la reazione violenza non è mai giustificabile. Non so se il quadretto familiare che descrivi, con genitori alquanto assenti e centrati su se stessi sia l’origine del tuo problema ovvero quello di non avere modelli di riferimento equilibrati al punto di sceglierti tu stesso una relazione turbolenta che nulla ha a che vedere con l’amore sano. Questa è un’analisi che dovrai fare tu.

    Come ti ho già spiegato, la vostra è una relazione malata della quale gli ultimi eventi sono soltanto l’evoluzione e non la casistica isolata. Lascia perdere i gamberetti in salsa, i vassoi d’argento e i petali di rosa, e magari spendi quei soldi con qualcuno che ti spieghi il perché non sei in grado di gestire la rabbia che hai dentro e che occasionalmente esplode trasformandosi in violenza.

    Al di la delle analisi evolute che utilizzi per spiegare e giustificare quel che è un gesto inqualificabile, entrambi siete persone emozionalmente immature e incapaci di gestire una relazione ad un livello che vada oltre la pancia. E vi siete scelti proprio per questo.

    Al consiglio che ti l’ho già dato, ovvero fatti da parte con dignità per il tuo e il suo benessere, aggiungo ora di iniziare un percorso dentro te stesso utile a comprendere l’origine delle tue dinamiche comportamentali, affinché tu le possa vedere, capire e controllare.

    A quanto pare sei di famiglia buona e i denari non ti mancano, spendili su te stesso in qualcosa che migliori la tua vita e quella della persona che un giorno sceglierai per compagna.

    Auguri. G.

  • 32
    wolverine -

    @TiPrendoeTiPortovia

    …tanto per concludere e mettere i puntini sulle “i”:
    1) “…ho più volte espresso la mia CONDANNA…” parole tue, però intanto “…se una persona, UOMO o DONNA che sia, mi sommerge di insulti e provocazioni fino ad arrivare ad offendere gravemente la mia persona o mia madre, allora no, allora parto in quarta e lo/la disintegro!!!!!!…”insomma, condanni o disintegri? secondo me disintegri.
    2)”…c’è anche un limite ENORME nelle parole, LE PAROLE che talvolta offendono irreparabilmente, LE PAROLE che fanno piu male di un pugno nello stomaco, LE PAROLE che uccidono!…” ergo le parole possono far male… “…Provate a ricordare che le parole, quelle giuste, quelle vere, possono avere lo stesso potere delle azioni.”(Raymond Carver) scusami se insisto, ma continuo ad essere dell’avviso che questa citazione non centri molto con il tuo discorso.
    3)Ho letto attentamente i tuoi post, e detto tra noi il messaggio che passa tende a giustificare le attività “manuali”…
    4)sottecchi in questo momento è fuori discussione
    5)Hai mai visto una donna dopo i postumi di un “trattamento di bellezza” che tu, in determinate circostanze sembri giustificare? io si, purtroppo…
    6)”…io non voglio convincere nessuno che la violenza nei confronti del più debole è giustificabile, voglio convincere che La violenza ha molteplici facce, subìta dal più forte, subìta dal più debole, fisica o mentale, verbale, con minacce, con ricatti, con botte calci e pugni…sempre VIOLENZA rimane…” questa è bella! quindi per te tra un pugno in faccia e un insulto non c’è differenza…
    7) “…dimmi la verità: se tu fossi alta 1,90 palestrata e fossi insultata da un altro uomo
    alto 1,50 peso 50 kg,e ti dicesse delle cose orrende su tua madre o che vorrebbe
    violentare tua sorella, ti controlleresti e te ne andresti via o lo prenderesti per il
    collo?…” e se l’uomo fosse 2 metri x 100 kg? un conto poi è rispondere ad una provocazione, un’altro è difendersi da una violenza, non ti pare?
    8)non mi hai offeso, mi hai fatto solo sorridere con le tue teorie…

    cara Rossana purtroppo è così… spesso poi sono persone così affabili, almeno in apparenza, da essere al di sopra di ogni sospetto…

  • 33
    wolverine -

    @TiPrendoeTiPortovia

    Chi è nell’errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza.
    Johann Wolfgang von Goethe

  • 34
    gio -

    francesco, il gesto che hai fatto nei confronti della tua compagna è un gesto di debolezza interiore dettata dall’ insicurezza e dalla paura che ti porti dentro, usare la violenza contro chi non ha difese deve farti pensare, scappare non è una soluzione,ma far capire alla persona che ami di esserne veramente pentiti è un modo onorevole di gettare a terra le armi e cominciare a vivere con rispetto.
    Volevo solo fare un appunto, che non è essere uomini usare la donna come un bidone della spazzatura dove gettiamo tutto quello che ci pare.
    E non è essere donne usare gli uomini come bancomat o animale da compagnia.

  • 35
    rossana -

    grazie wolverine,
    grazie gio,
    per aver sdrammatizzato con le vostre conclusioni, in modo quasi divertente!

  • 36
    TiPrendoeTiPortoVia -

    wolverine
    Carver, con quella frase voleva dire molto di più, la mente elastica legge tra le righe il significato della similitudine parola-azione.
    Sono molto felice di averti fatto sorridere con le mie teorie, non è facile sai “rubare” sorrisi alle persone 🙂 noto che non le hai comunque capite ma è importante ti abbiano fatto passare qualche secondo in allegria.
    Per concludere, anche tu mi hai fatto sorridere, anzi, direi ridere tantissimo quando hai citato Goethe, hai citato forse l’unico filosofo che non dovevi ed è evidente che non lo conosci per nulla perchè avresti dovuto sapere alcune cose: ” Secondo Eduard Hitschmann (medico ed allievo di Freud) le caratteristiche della relazioni amorose di Goethe erano VIOLENTE, BURRASCOSE nell’innamoramento, seguite da un’incertezza e tormento interiore e, infine, la FUGA dall’amata, seguita da rimproveri verso se stesso.”
    Ci stai dando un bell’esempio grazie davvero delle tue perle di saggezza (le mie fanno solo ridere lo so) ^_^
    Prova a rileggere con attenzione i principi ermetici di trismegisto (che probabilmente conoscerai a memoria) e forse magari riuscirai a capire le mie “ridicole” teorie.

  • 37
    Franco -

    Ciao Francesco, non è nel mio stile giudicare le persone, ma sei
    venuto qui a chiederlo e dunque scrivo quel che penso e, visto che lo
    chiedi espressamente, ti darò in calce un ‘costruttivo consiglio’. Ho
    letto e riletto con attenzione la tua lettera, gli interventi degli
    altri, ma soprattutto quelli di “TiPrendoeTiPortoVia” che, secondo me,
    sei tu.
    Trovo sconcertante e spudorato che tu sia venuto qui a chiedere
    comprensione e assoluzione per i ‘calci nella schiena’ che hai dato ad
    Alessia, mandandola all’ospedale. Probabilmente hai fatto sapere a
    questa ragazza di questa tua lettera nella speranza che lei possa
    leggere il tuo – a mio avviso, falso – pentimento e, può darsi anche,
    il commento di qualche lettore impietosito che ti schiodi dalla croce
    in cui ti sei messo. E penso che se lo hai fatto una volta la prossima
    sarà peggio. Semmai riuscirai a convincerla a tornare con te, penso
    che sarà uno dei più grandi errori della sua vita. Hai scritto una
    lettera che è, da una parte, la celebrazione di te stesso e
    dall’altra, pur di esaltare la tua persona e la tua ‘pseudo-morale’
    che vuoi far sembrare corretta, continui a disprezzarla con il tuo
    “non è molto brillante”. Tu non sembri affatto ‘brillante’ né nella
    lettera né nei commenti in cui così sfacciatamente continui ad auto-
    commiserarti, né nell’affermare che lei non lo sia. Questo è un altro
    calcio. Hai scritto: “…mi ha senz’altro amato e voluto bene. Ed anch’
    io ho imparato ad amarla e volerle bene”. Lei ti ha amato e voluto
    bene e tu hai ‘imparato’. Ma cosa ti fa pensare che hai imparato? Da
    come sono andate le cose non sembra che tu abbia imparato. Hai detto
    bene quando hai scritto che “in una storia d’amore in cui il male
    prende il sopravvento…”, ed infatti, tu hai preso il sopravvento non
    ‘rispettando’ un altro essere umano, e quando “si perdono i nervi
    facilmente” in questo modo bisogna cercare un aiuto appropriato. Nel
    commento 5 parli di ‘ratio’ (la tua sembra distorta), di “solidarietà
    femminile”: non ti nascondere dietro un dito, qui si parla di un
    essere umano mortificato nell’anima, nel cuore, che è finito
    all’ospedale per la tua animalesca prepotenza, poiché sei stato
    impotente nell’autocontrollo e non potendo competere con le parole hai
    usato la forza fisica. Ammetti i tuoi limiti! Nello stesso commento
    affermi: “Ho sempre cercato di farle capire che da me non doveva
    difendersi”. Sei ancora una volta spudorato, spregiudicato e questa
    volta anche vigliacco poiché, come vedi, doveva difendersi: eccome se
    non doveva! [continua 2 parte…]

  • 38
    Franco -

    [2 parte]
    Ed ancora; è preoccupante il fatto che tu possa solo pensare alla
    (tua) ‘perfezione’: “Purtroppo la perfezione non è disegnata per
    l’umano…”, e infatti mi chiedo cosa hai di umano in questo tuo modo di
    essere. Forse quando scrivi che “non basta far del bene…” ? (che cosa
    vuol dire per te fare del bene? Regalare un anello d’oro dentro i
    gamberi? Oppure prendere a calci una persona che ami?) o quando ti
    elevi sul palco del Giudice Sovrano quando ancora affermi, solo per il
    gusto sadico di sminuire lei per innalzare te sopra le parti, che “Lei
    mi ha sempre amato, a modo suo per carità”. A modo suo per carità!?
    Non ti confondere, ricorda che sei tu sul palco degli imputati, e non
    la tua (ex)ragazza, e per quanto mi riguarda lì devi rimanere. Questa
    tua continuata auto-celebrazione fa venire il voltastomaco. Anche se
    c’è molto altro da dire, mi fermo qui. Ma come ti ho scritto
    all’inizio di questo post ti lascio un consiglio. L’unica cosa gusta
    che puoi fare è sparire, lasciando perdere anche questi penosi
    stratagemmi. Ciao

  • 39
    rossana -

    Franco,
    ammiro l’impegno nell’inquadrare la personalità di sottecchi e il rigore nel puntualizzare e motivare le tue osservazioni.

    quasi tutte le svirgolature che hai sottolineato avevano urtato anche la mia sensibilità ma, essendo donna, non ho voluto essere troppo di parte. peraltro, devo ammettere che non avrei avuto nemmeno le tue capacità analitiche, nè la tua pazienza…

  • 40
    wolverine -

    @tiprendoetiportovia
    si… si… come no, hai ragione tu…

    @rossana
    non c’è di che… ; )

  • 41
    Eden -

    Ho letto la lettera, in cuor mio ti dico, Alessia non ti merita, tu
    sei il vero uomo che tutte le donne desiderano per tutta la vita e non
    lo incontrano, ahimè mai!
    Ahhh scusa, ma se dici di averla amata, come mai l’hai definita
    “Lei è una ragazza dolce, non è molto brillante”
    Scusami se sono stato sarcastico, ma il mio codice e penso anche
    quello del 99% degli uomini non ammette che si alzi un dito contro
    una donna, sarò all’antica ma mi piaccio cosi.
    Mi auguro che Alessia guarisca al più presto fisicamente, per quanto
    riguarda la guarigione psicologica, purtroppo avrà bisogno di molto
    più tempo.
    Se vuoi un mio consiglio, sottoponiti a terapia contro gli stati che
    ti affliggono, solo cosi, un domani potrai dire di essere un uomo se
    mai lo sei stato!

  • 42
    Barbara -

    Ho letto nelle tue parole tutto e il contrario di tutto, sei molto
    confuso e non ti rendi conto di ciò che hai scritto. Dici: “Lei è una
    ragazza dolce, non è molto brillante, ma mi ha senz’altro amato e
    voluto bene. Ed anch’ io ho imparato ad amarla e volerle bene…non si
    fa più l’amore con passione…” Tutte parole che evidenziano la tua
    mancanza di stima, rispetto e interesse vero per Alessia, ovviamente
    di amore non c’è neanche la minima traccia. Dici che non è molto
    brillante ponendoti così ad un livello mentale superiore, che hai
    imparato ad amarla e volerle bene come se lei non meritasse di essere
    amata per quello che è (ancora disprezzo per lei). Scrivi che non si
    fa più l’amore con passione, cosa che a maggior ragione alla vostra
    età è un segnale evidente di un rapporto trascinato e comunque indice
    del fatto che non la desideri davvero. Ci sono coppie che si
    desiderano per tutta la vita e tu a soli 25 anni hai difficoltà a
    desiderare una giovane di 19 anni!!! Scrivi ancora: “solo come un
    cane, povero di sorriso, sprofondato nella vergogna”. Mendichi
    compassione, sei solo come un cane perché ti sei comportato come un
    cane. Devi riconsiderare tutta la tua vita, perché se a 25 anni ti
    ritrovi così hai molta strada da percorrere. Vuoi giustificare la
    violenza, che è sintomo di vigliaccheria e pusillanimità, la vera
    forza sta nella capacità di autocontrollo e nella capacità di amare,
    che è evidente, che non sai nemmeno cosa voglia dire. Risparmiati i
    gamberi, il vassoio e l’anello, se fossi Alessia te li farei ingoiare
    sani e sono sicura che Alessia, se ha un minimo di dignità, non
    prenderà minimamente in considerazione l’idea di tornare con te.
    Sono una donna che ha vissuto per anni con un uomo violento a
    sprazzi, che poi si pentiva apparentemente ma che comunque continuava
    quotidianamente a esercitare su me una sottile violenza psicologica
    che fa male altrettanto di quella fisica, cosa che sono certa tu abbia
    fatto con la tua ragazza, a maggior ragione che l’hai definita poco
    brillante, e questo fa pensare che fosse psicologicamente dipendente
    da te. Spero che Alessia prenda coscienza di ciò e riprenda in mano le
    redini della sua vita, come è giusto che sia.
    Anche il mio ex si giustificava per le sue violenze, dicendo che con
    lui bisognava pesare le parole e dirgli le cose nel modo giusto e io
    lì sempre a perdonarlo, anche quando mi ha rotto il timpano durante la
    gravidanza, o mi ha puntato la pistola alla tempia perché si era
    innervosito… Ricostruisci la tua vita e fai in modo di non distruggere
    quella degli altri.Nei rapporti coi tuoi genitori ti inviterei a
    riflettere, perché secondo te, non ti amano? Non sarai forse stato
    violento, fisicamente o psicologicamente anche con loro?
    P.S. Il male che hai fatto alla schiena di Alessia forse passerà
    presto, ma, ricordati bene le mie parole, il male che hai fatto al suo
    cuore ha creato un solco così profondo che nessun perdono potrà mai
    colmare.
    Mi scuso con i tutti, ho scritto di getto. Barbara

  • 43
    sottecchi -

    I forum hanno come tutti i fatti tangibili della vita una immensa capacità di contenere pro e contro. Il pro e il contro per eccellenza destabilizzano le scelte e le decisioni, tuttavia vi dico con fermezza quanto segue. Non ho scritto su questo forum nè per essere assolto, nè per essere condannato o per essere capito. La natura della scrittura su questo forum ha proprietà confessionali che risiedono nella liberazione del problema esentandosi dalla richiesta dei giudizi di chi mi legge. La natura della mia scrittura risiede nell’ascoltare l’opinione del prossimo e posso dirvi che pochi di voi hanno l’ampiezza di risiedere nell’imparzialità, di risiedere nell’opinionare senza giudicare. Vi sono alcuni tipi di opinione che non stò qui ad elencarvi ma ve ne sono due che sono note anche allo stolto: il giudizio parziale che inficia le vicissitudini secondo i propri infingardi modi di vedere le cose, e i giudizi imparziali che operano attraverso le strutture caratteriali di ognuno di noi, col però che con freddezza restano estranei al fatto. Quanto al consiglio terapeutico forse lo seguirò, sono un uomo passsionale e la passione è a mio avviso una forma di debolezza. Quanto al ” non molto brillante” che condannate con dubbia ma imperativa fermezza sostiene quanto segue. Ognuno di noi, ambisce con la più totale idiocrazia di trovare la donna perfetta: la perfezione probabilmente risiede nell’intelligenza e nella bellezza accomunate entrambi in un unica persona. I più sinceri ammetteranno senz’altro che non si può avere entrambi, tranne i casi più fortunati. Io invece mi ritenevo fortunato, perchè avevo una donna molto molto bella, che sapeva prendersi cura di me, ma purtroppo non aveva doti intellettuali magnifiche, ed il mio processo di ammissione significa sincerità, significa buona capacità di giudizio imparziale, significa essere cosciente che nella vita bisogna scendere a dei compromessi. Quanto ai sarcastici, li rigetto di natura. Esiste un sarcasmo umoristico che ha natura piacevole ed allietante, nè esiste un altro: applicato a fattispecie di natura ” nera” che è senz’altro fuori luogo e inadatto, ed inoltre rispecchia il malanimo frustrato di chi si risveglia ed è molto arrabbiato. Non riavrò Alessia, non riavrò la mia storia a cui ero tanto legato, ma avrò senz’altro la possibilità di andare avanti e di ricominciare . Ho avuto tre storie molto importanti, questo è il fallimento della terza, procederò a testa alta, perchè pur sbagliando , ho sempre lavorato concretamente alla realizzazione e distinzione positiva delle mie partner. Prego ad alcuni di voi, di risparmiare giudizi con idiozia assoluta, pieni di saccenza e indi di mediocrità. Dicendo invece un grazie immenso a tutti coloro che hanno risposto con fermezza , sincerità e proprietà di se stessi.
    Saluti
    Sottecchi

  • 44
    Eden -

    Scusa mi sfugge qualcosa. Hai pubblicato la lettera, cercando di far
    capire ad Alessia che eri pentito?
    Hai risposto spacciandoti per un altro a difesa di te stesso!
    Rispondi alle critiche ribattendo passo dopo passo non ammettendo un ben
    minimo ravvedimento e/o pentimento, mi sembra scritta da un avvocato
    all’arringa conclusiva.
    Ma in una giornata quante volte cambi personalità?
    Mi fermo quà rendendomi conto di ever sprecato il mio tempo.

  • 45
    TiPrendoeTiPortoVia -

    Sottecchi
    Credo sia davvero inutile scrivere su un forum frequentato in larga parte da persone così mentalmente limitate (ora le stesse diranno “caspita invece menare una persona così debole non è essere limitati”). Non prendere atto della mediocrità che circonda questo forum, non fa che accelerare la discesa verso il baratro culturale in cui stiamo (stanno) morendo. Una mediocrità tronfia di sé stessa e della sua ottusa ignoranza, vuole insegnare, vuole essere un modello, un punto di riferimento per il divenire, come se il presente non fosse già sufficientemente corrotto (WS). Ti lascio mail se vuoi.
    Ciao a tutti

  • 46
    brunetto87 -

    X bimbatriste87 :sono felice che esistono ancora ragazze come te che abbiano veri valori,oggi giorno è difficile trovarle…..
    Se vuoi possiamo parlare in privato su msn sempre se ti và….rispondimi,ciao!

  • 47
    rossana -

    sottecchi,
    la tua ultima mail sembra essere stata scritta per porre i presupposti ad un’onorevole “ritirata”, che avrei potuto anche non commentare.

    la sola spina che mi impedisce di far questo è la superiorità che indirettamente contininui a millantare nei confronti di Alessia. ok, lei può anche non essere intelligente come te ma tu sei ALMENO bello quanto lei?

  • 48
    glosstar -

    Sono quello che analizzata la tua storia, non ha giudicato te. Sono quello che erroneamente ti riconosceva la “sincerità” del pentimento arrivando persino a farti gli auguri. Sono quello che come altri hai preso per il culo con la tua farcita prosa che lungi dall’essere un’ammissione di colpa è in realtà un esercizio di nauseante e vanitoso narcisismo che celebra te stesso e degrada la tua (grazie a dio) ex compagna.

    “…mi ritenevo fortunato, perché avevo una donna molto molto bella, che sapeva prendersi cura di me, ma purtroppo non aveva doti intellettuali magnifiche…”

    Da individuo tronfio e supponente, arrogante nell’anima, e sentimentalmente sterile spendi migliaia di parole per celebrare te stesso e solo 23 per definire la “stima” che provi per la donna che dici di amare. Chi non stima l’altro, difficilmente lo rispetta e la violenza è l’espressione degenere dell’intero concetto.

    La tua ultima ostentazione paroliera è l’infantile dimostrazione del VUOTO EMOZIONALE che ti affligge, di cui la rimozione del senso di responsabilità per le tue azioni è soltanto la manifestazione superficiale.

    Il tuo problema è serio e ha radici antiche che nulla hanno a che fare con l’immatura relazione tra fidanzatini della quale ti vai lagnando.

    Il mio consiglio è ora spassionato. Chiedi aiuto a uno specialista che sappia spegnere il vulcano che tu da solo non riesci a controllare perché la prossima eruzione potrebbe, questa volta, avere conseguenze tragiche.

    G.

  • 49
    invisibile -

    rossana

    mi farebbe piacere avere un tuo contatto…

  • 50
    rossana -

    ciao invisibile,
    non ricordo di aver letto tuoi post o tuoi commenti. c’è qualcosa qui sul forum o in qualche altro sito o blog?

    sono restia a mettere contatti in rete. pur non essendo molto esperta in informatica, so che c’è modo di essere rintracciati e non vorrei cattive sorprese o complicazioni…

    se vuoi mettere il tuo contatto, come già ha fatto un altro utente, valuterò ben volentieri l’opportunità di farmi viva con te.

Pagine: 1 2

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