Film romantici
Dopo aver visto l’ennesimo film romantico (peraltro molto bello e toccante) . I due si incontrano. Sono vicini di casa. Lei chiede a lui di abbassare il volume dello stereo che tiene in giardino (dopo una festa). Dopo qualche bisticcio i due iniziano a frequentarsi. Passano bei momenti assieme. Un piccolo screzio allontana i due ed è lui che va da lei per chiederle di sposarla. Dopo quattro o cinque no, acconsente. Lei poi ha un incidente d’auto e lui la veglia finché non si riprende. E vissero felici e contenti.
Questi film vedono l’uomo sempre e comunque che deve superare mille no, mille battaglie, mille imprevisti. Il contrario non accade mai. Anzi, se ciò accade la donna se ne va (non è l’uomo giusto).
Nella realtà si vive più o meno le stesse vicende quasi che l’amore debba essere solo unilaterale e dimostrato da uno solo (l’uomo).
Hanno sostituito l’amore con l’emotività a solo uso e consumo delle donne tanto che si vogliono rivivere i set cinematografici mantenendo comportamenti femminili poco espliciti e sempre del tipo: “conquistami”.
L’uso della cinematografia romantica ha comportato una cattiva abitudine del dover dimostrare a tutti i costi. Così non si dice no a nessuno, meglio averne tanti al seguito per poi scegliere quello “giusto”.
Il romanticismo sta diventando una scusa per affermare i propri bisogni (femminili) di sentirsi desiderate sempre e comunque con una inevitabile ritrosia del genere maschile ad esporsi in un gioco che è una commedia più che amore e sentimenti veri. Tanto che molti uomini (me compreso) evitano di esporsi per poi sentirsi dire magari che la scelta è stata su un altro, che cercano solo amicizia, ecc…
Il romanticismo ha perso il suo valore diventando solo un gioco che spesso lascia l’amaro in bocca, constatando che anche i sentimenti veri vengono calpestati per lasciar spazio a un ideale romantico che nulla ha a che vedere con l’amore autentico.
Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore - Riflessioni
74 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Secondo me non è necessario sforzarsi di cambiare più di tanto per amore perché a primo impatto colpisce lo stile. Nel medio-lungo periodo –da una parte o dall’altra- conta la virtù della perseveranza. Ci sono donne che hanno davvero bisogno di cimentarsi nella costruzione d’un amore che mette in crisi la struttura caratteriale un po’ rigida. Un uomo che all’apparenza non si pone come il capo da seguire, da lontano o da vicino, riesce a far vivere la loro anima. Quando non accade si manifestano dei dissidi all’interno della famiglia perché dove il materialismo impera c’è grande insoddisfazione. I dispetti andrebbero visti come un tentativo di superare il dolore che la condizione umana comporta. Da una parte grande ottimismo (che viene percepito come una manifestazione di falsità) e dall’atra piccole o grandi discordie, talvolta difficili da mandar giù. Non si riconosce il grido, perché la vita è già difficile di per sé. Questi equilibri fanno parte dell’ordine delle cose. Andrebbero vissuti in questo modo, perché non si possono razionalizzare. Quando si fa prevalere la saggezza si diventa superbi. Quel piccolo dolore che ti viene dal sentirti poco considerato ti fa capire che hai bisogno dell’amore; camminando su questa strada hai la possibilità di crescere in sapienza, ma non puoi pretendere di mettere d’accordo tutti, perché c’è stato un tempo in cui non avevi i lumi per comprendere quello che accadeva dentro e intorno a te. Bisogna essere umili. L’umiltà è una virtù difficile da imparare. Si cade sempre nella tentazione di voler trovare risposte umane, di voler emanare qualche bolla. Ma non siamo infallibili. Quando dalla tua hai una sensibilità più spiccata, mettiamola così, la persona che hai accanto conta quasi quanto l’uomo. Ti viene naturale scindere le due cose perché mediamente si tratta di uomini che non hanno grande successo nella vita pubblica perché sono molto orgogliosi e testardi. Parlare di uomo significa prendere atto del suo prestigio.
Punto di vista interessante.
Tempo fa ho scritto un commento nel quale indicavo la filmografia americana scandalosa, nella visualizzazione della famiglia.
In pratica c’è lei, la gran matrona di tutto, una mezza racchia, che prima ha il marito, poi per un motivo non ben definito lo ha mollato (anche se era Tom Cruise o Brad Pitt). Il marito anziché mandarla a ca...., piange dietro a lei come una merdina. Lei intanto giustamente si tiene i figli e ha un altro uomo in casa, che guardacaso fa lo stronzo con l’ex uomo (mai una volta che dicesse: “ma che gran tro.. sta donna”). Inoltre i figli sembrano piu’ contenti del nuovo uomo che del padre naturale. Infine sempre per un motivo non ben precisato l’uomo nuovo sparisce (o ammazzato o semplicemente buttato nel cesso) e quello di prima ritorna e dice ai figli: ma che grande mamma che avete, che donna meravigliosa, non posso stare senza di lei nemmeno un secondo di piu’. E i figli dicono: papa’ ti vogliamo bene anche se sei un povero co....... E chiedono alla mamma: “lo puoi riprendere mamma?” e lei dice “va bene…lo mettiamo in prova per qualche tempo”. E la famigliola ritorna unita felice e contenta.
Roba da vomito…
Beh, però anche l’assenza di romanticismo nuoce. Per esempio anche la mia vicina di casa aveva la pessima abitudine di tenere lo stereo vicino alla finestra aperta (con il solito unz unz che fa tanto impazzire i condomini). Un mio zio, ospite da me un paio di giorni e quindi non abituato alla città, glielo ha cortesemente spento a colpi di P38. Una soluzione diretta, concreta, rapida e affatto intrisa di romanticismo. Però non è che per questo i rapporti siano molto migliorati.
Viene definito con il termine male-bashing, rappresenta il pestaggio morale antimaschile diffusissimo nella televisione e più in generale nella società moderna occidentale.
Gli esempi e gli episodi di emarginazione e derisione del maschio e della sfera maschile che si possono citare sono innumerevoli, basta guardare le pubblicità che quotidianamente troviamo su giornali, riviste e tv, senza parlare di certi articoli e talk-show che finiscono inevitabilmente per influenzare il cosiddetto “popolo bue”. Il maschio, il padre, il compagno, sono tutte figure messe in evidenza come i “sottomessi” se non addirittura come i “cattivi” in innumerevoli fatti di cronaca.
Una vera e propria guerra culturale in una sorta di delirio dell’ Elite dominante che attecchisce sempre più e cerca di promuovere il concetto che la donna è superiore e può fare a meno del’uomo, sotto tutti i punti di vista (anche biologico, riproduttivo e familiare) e quindi va tutelata e riverita.
Basta guardare le ultime presidenziali americane e di come l’establishment abbia tirato fuori dal cappello un fuorionda sessista di Trump vecchio di 11 anni durante la campagna elettorale, e di come i poteri forti si siano schierati contro di lui, primi tra tutti la stampa e gli artisti di Hollywood.
Yo per capire qualcosa devo leggere le risposte di Yog.
Il resto mi toglie energie da dedicare al succhiamento del latte. Ciavo Golem! Es que tu intiende nosotros? 🙂
Io il romanticismo lo apprezzo solo con l’amore. Mi sembra pertinente come risposta, sì?!
Caro Nicola,
se anche tu hai visto questo, allora significa che forse non sono del tutto matto.
Secondo me distruggono la famiglia tradizionale, e la sostituiscono con un modello “allargato” con donna dominante e sicura, maschio imbecille e fragile. In piu’ aggiungono una forte componente di simpatia verso l’omosessualità, in cui in genere una figura di questo tipo è il deus ex-machina di molti aspetti del film, e in genere la persona piu’ simpatica. In alcuni film, addirittura viene esaltata la FEMMINIZZAZIONE (vedi Mrs. Doubtfire: un padre non riesce a governare la sua famiglia e l’unico modo per farlo è diventare una anziana signora).
Pat,
tema interessante, molto attuale e parecchio condivisibile.
ottimi i commenti. quelli di Itto, intrisi di un sottilissimo umorismo, mi hanno divertita (in particolare la frase che descrive il maschio che piange dietro la femmina come… una merdina) 🙂
la parità fra i sessi, tanto auspicata negli anni ’60-’70, a mio avviso ha semplicemente capovolto la predominanza nel rapporto, dando eccessivo potere alle donne. potere vaginale che di fatto hanno quasi sempre avuto ma che in precedenza era sia più arginato che meno sbandierato.
la solitudine emotiva è il prezzo da pagare per entrambi i generi. molto più amaro e pesante per i figli, che oggi sono spesso i più trascurati e i più sofferenti.
Ciavete raggione! Volete mettere con la la corazzata potemkin!
Non sono per nulla d’accordo. Il commento di Itto poi è penoso, ” aggiungono una forte componente di simpatia verso l’omosessualità”. Orrore!!! Inizio a pensare che il suo problema più grande non sia la gelosia retroattiva…
I film romantici si rivolgono in prevalenza ad un pubblico femminile, pertanto introducono tutti quegli elementi che una donna media si aspetta di trovare. Se si scelgono film polizieschi, o thriller, o moltissimi altri generi invece, i protagonisti saranno perlopiù maschi forzuti e sciupafemmine, senza la presenza fastidiosa dei gay citati da Itto.
Quindi? Basterebbe fruire di buon cinema, prodotto da registi e non da affaristi di Holliwood per risolvere la questione.
Il protagonista del mio fumetto preferito, Dylan Dog, è un investigatore super figo che si porta a letto una donna bellissima, sempre diversa, in ogni episodio. Io l’avrei preferito più sfigato e più umano, ma, ahimé, sono femmina!
E’ proprio vero. Apprezzabilissima la frase “Il romanticismo ha perso il suo valore diventando solo un gioco che spesso lascia l’amaro in bocca”. Io spero che invece che l’amaro ci lasci della narda, ma anche l’amaro non lo disprezzo.
Suzanne ha fatto giuste osservazioni. Se una cosa non piace basta non guardarla. Anche a me film d’ amore fanno ca...., e infatti preferisco optare sul genere horror, thriller, poliziesco, oppure sui film d’ azione o quelli a sfondo altamente erotico. Ma mica critico e giudico i gusti diversi dai miei. Così come i gay. Vi danno fastidio? Non frequentateli! Ma nessuno può negare loro il diritto di esistere. La coppia e la famiglia tradizionale, quando sono DAVVERO solide e indistruttibili, non si sciolgono certamente per qualche moda o qualche tendenza culturale. Se uno/una non riesce a quagliare ci sono altri problemi a monte che non il “mondo esterno”.
Per farmi un’idea dei pensieri “romantici” femminili ho letto diversi libri (fatti ad uso e consumo delle donne).
Sono evidentemente libri scritti per riuscìre a vendere.
E quali sono i protagonisti maschili?
Sono tutti belli e in carriera (medici, avvocati piuttosto che miliardari o star dello spettacolo).
Le donne delle storie invece sono quasi sempre impiegate, commesse, ecc…
Così ogni donna comune si può impersonare nella protagonista e soddisfare i propri bisogni con l’uomo ideale (bello e ricco).
L’amore diventa qualcosa di assai molto materiale e prevedibile.
E un uomo leggendo riesce a comprendere in modo molto chiaro la psicologia femminile (semplice e scontata).
Pat, non che gli uomini abbiano molta più fantasia neh!.. Il prototipo di donna desiderato dall’ uomo medio è sempre la stessa: bella, giovane, avvenente, possibilmente ingenua ed innocente ( anzi diciamo pure RINCOGLIONITA ) e incline a farsi “istruire” e guidare dal maschio-machista in tutto e per tutto. Insomma, nà vera palla!
Pat, ma questo succede pure nei film in bianco e nero! Le produzioni cinematografiche volte a fare incasso sono basate su personaggi monocolore e dinamiche stereotipate. Temo però che la psicologia femminile sia spesso piuttosto aderente al modello, quindi semplice e scontata, come affermi tu.
Cio’ che va fatto notare e’ che se i film attuali venissero trasposti al maschile, sarebbero cosi’ maschilisti che io stesso mi iscriverei ad una associazione femminista.
Utilizziamo l’esempio fatto da me in precedenza.
In questo caso l’uomo vive con i figli dopo aver buttato fuori di casa la donna che vive sotto un ponte. Poi si trova una super fi.. che sta in casa con lui. I figli amano lei e la
Vera madre bussa alla porta per vederli e loro rispondono: “per favore non abbiamo tempo dobbiamo andare a fare un picnic”. La vera madre comunque entra in casa e vede lui sul divano con la nuova donna seduta su di lui. E lui che dice: “muoviti a dirmi cio che vuoi perche’ sta gnocca ha voglia e io mica posso non soddisfarla”. E la vera madre che dice: oh si scusa volevo solo prendere un tuo fazzoletto per piangere pensandoti mentre sono sotto il ponte.
“bella, giovane, avvenente, possibilmente ingenua ed innocente”
In effetti è così.
Probabilmente anche per gli uomini certe caratteristiche femminili risultano più attraenti.
Come i film che vedono l’uomo come bello, ricco e pure in carriera.
Saranno stereotipi ma evidentemente vendono perché fanno sognare le persone una realtà che vorrebbero vivere.
Suzanne,
per i film d’autore, come per la lettura anche soltanto di romanzi, occorre un abc che, a quanto mi risulta, le nostre attuali scuole superiori non offrono quasi per niente. la maggior parte delle persone accede quindi a quanto è più facilmente disponibile sul mercato o subisce quanto le viene propinato dall’attuale sistema socio-economico. è la cosiddetta “cultura di massa” che finisce purtroppo con il fare tendenza.
sono quasi del tutto scomparsi i cinema d’essai a poco prezzo e non mi sembra che il biglietto delle normali sale cinematografiche sia accessibile di frequente a tutti.
non è più il tempo di Marco Ferreri e della sua denuncia a favore delle donne (anni ’70 o giù di lì, se non ricordo male). ho da poco appreso che in Italia sono 4 milioni i padri separati, di cui 800 mila sotto la soglia di povertà, in seguito allo smembramento della famiglia e al dovere di corrispondere alla madre dei loro figli gli assegni di mantenimento, dopo che questa li ha buttati fuori di casa e magari lì vive con il nuovo compagno.
non sono affatto coinvolta in prima persona da queste storie il più delle volte profondamente ingiuste, che creano un mare di sofferenza, ma non posso fare a meno di considerare che la maturità e la capacità soprattutto delle donne di usare con equilibrio la libertà di recente acquisita è ancora molto carente.
ci vorranno forse un paio di generazioni perché si rendano conto che tali comportamenti, così come quelli descritti in questa lettera, non potranno che essere penalizzanti dal più al meno per tutti.
Rossana, il discorso dei padri divorziati che vivono sotto a un ponte non mi è nuovo; sinceramente non ne sono molto informata e presumo, forse a torto, che siano vittime di un sistema legale da perfezionare. Personalmente la prima forma di libertà che ritengo indispensabile per una donna è proprio quella economica, tant’è vero che per diversi mesi sono stata io a mantenere il mio compagno, e mai il contrario. Lo rifarei altre mille volte, mentre accetterei con più difficoltà l’essere dipendente da qualcuno, sia materialmente, che psicologicamente. Comunque, se devo essere sincera, credo manchi piuttosto una serietà nella separazione, che necessita di due individui maturi e non di adolescenti cresciuti in preda a rabbia e ripicche. Ritornando al tema principale, è dovere di ciascuno sviluppare una capacità critica nei confonti dei prodotti di massa, per non diventare un semplice povero “babbo” ignaro della realtà che lo circonda.
Da una parte abbiamo i padri separati che patiscono, dall’ altra le donne vittime di femminicidio. Come la mettiamo ? Ah già dimenticavo… Rossana una volta ha asserito che certe donne vengono ammazzate perchè ” se lo meritano”… ALLUCINANTE! Gli stravolgimenti culturali che quest’ epoca sta portando con se ha le sue vittime DA AMBO LE PARTI ed è una cosa immensamente stupida fare a gara per stabilire chi abbia più potere o chi piuttosto abbia più bisogno di essere tutelato. Ci sono situazioni di ingiustizia vissute indipendentemente dal genere cui si appartiene, e certe madri “vecchio stampo”, che hanno la responsabilità di aver allevato dei mostri misogini, dovrebbero farsi un bell’ esame di coscienza invece di venir qui a scrivere fesserie intrise di retorica.
Te ne do atto Pat, ma allora è inutile prendersela con le donnine che vanno in brodo di giuggiole per Cristian Grey, quando i vostri stereotipi li avete anche voi uomini.
Tendo a non dar peso a certe mistificazioni e relative denigrazioni ma in questo caso non posso fare a meno di precisare che NON ho mai affermato che le donne vittime di femminicidio “se lo meritano”.
Deduzione puramente soggettiva.
È una constatazione “maria grazia”.
Non occorre prendersela (sia con gli uomini che con le donne).
Rossana, sfortunatamente per te ( e per altri ) non solo ho un’ ottima memoria, ma sono anche piuttosto bravina con le ricerche via web. Per cui, non mi è stato difficile ripescare rapidamente quel tuo commento con quella triste affermazione. Anche in questo caso, non dico altro. Lascio che chi legge si faccia un’ idea..
rif: http://www.letterealdirettore.it/astio-verso-le-donne/comment-page-5/
il commento in questione è il numero 50
Nessuna forma di violenza è mai giustificabile se non, in rari casi, certe forme di legittima difesa. Il fatto che la donna diventi complice, per debolezza o masochismo sentimentale, non assolve il carnefice.
Richiamo del post incriminato più che apprezzato.
“Se il giudice fosse giusto, forse il criminale non sarebbe colpevole”
(Dostoevskij)
Giusto o sbagliato che sia, questo è anche il mio Credo da sempre. E forse in parte da qui deriva il quasi costante rifiuto a giudicare o a colpevolizzare.
Pessima abitudine volersi immedesimare troppo NON nel più debole o nel più reietto ma nella SOFFERENZA di chi la esprime sul momento o la trascina stancamente nell’esistenza, anche quando, magari, non se ne lamenta a chiare lettere.
In caso di Femminicidio è necessario condannare in maniera rapida ed esemplare, subito in cella e via le chiavi!
In caso di Omicidio… beh, faremo gli accertamenti del caso, legittima difesa, infermità mentale, attenuanti… poi dai, magari era drogato e se lo sarà meritato…
Dostoevskij ha ragione. Specie quando il giudice è “popolare” e giudica da quello che “sembra”.
Rossana, mi considero un’idealista, ma in questo frangente mi ritrovo a citare l’imperativo categorico kantiano: è la nostra ragione pratica pura a dover determinare le nostre azioni. Il sistema di leggi è un prodotto di società necessariamente imperfette, pertanto non può e non deve essere deterrente alle nostre scelte morali. Capiterà a tutti nella vita di avere la possibilità di fare del male pur restando impuniti; in tali casi risiede il senso del libero arbitrio e dell’autodeterminazione umana.
Nessuna sofferenza, per me, giustifica l’infliggere deliberatamente patimenti al prossimo. Non voglio scadere nel “sensazionalismo” tanto caro ai media-spazzatura, ma sinceramente mi domando quale responsabilità possano mai aver avuto tutte quelle donne vittime di compagni, mariti, amanti, spasimanti respinti. Ciascuno di noi dovrebbe essere giudice della propria coscienza.
Aggiungo che i commenti postati dal tal Diego sono veramente imbarazzanti. Vabbé che siamo in anonimato, ma veramente c’è da farsi accapponare la pelle.
Anche Diego, come Itto, era un uomo a sua volta “particolare”. Molto particolare. Addirittura c’è chi pensa sia lo stesso soggetto. Ma quale casso di “dolore” potrebbe mai trascinarsi un mente malata del genere, trovare particolari e condividere anche solo una virgola di quello che dicono certi elementi? Cercare il “dolore” in certe figure grottesche, quello si che è bisogno di visibilità, di “sensazionalismo” ad ogni costo. Ma da hard discount però.
Abusare di chi è più debole fisicamente è la vera vigliaccheria. Sempre. Non merita nessuna giustificazione. E non c’è bisogno della filosofia per saperlo. È automatico.
Un vero samurai, per esempio, in quei casi utilizzerebbe la regola “ichi ban” prevista dal Bushido per quei momenti di ira. Quello di pestarsi i testicoli nel mortaio riducendoli ad una poltiglia sanguinolenta. Perchè è lì che risiedono quei “probblemi”. I veri samurai in quei casi fanno il “Harahira”. L'”ira” mortale verso la geisha svergognata scaricata sugli “hari”, i gioielli di famiglia.
Per gli antichi latini era la cosiddetta pratica dei “testiculis patefactis”, di cui parlava spesso Cicerone durante le sue arringhe al Senatus Populusque Romanus, quando si trattava dei molti casi di ecchimosi e fratture prodotti dalla consuetudine amorosa della “vis grata puellae”.
Suzanne,
per mia esperienza diretta, essendo stata picchiata da un uomo fra i più dolci e sensibili che abbia mai conosciuto nel momento in cui avevo deciso di allontanarmene, affermo senza timore di smentita che alcune parole possono ferire più di un coltello e che, se non si è all’asilo, si dovrebbe tener conto della superiorità fisica della persona con cui si sta interagendo e delle sue capacità di autocontrollo.
a volte l’uomo non è equilibrato, e se una donna se l’è comunque scelto, potrebbe darsi che anche lei abbia qualche instabilità esistenziale irrisolta, a cui in alcuni momenti è difficilissimo aderire. in altri casi può essere più o meno provocato a parole. alcuni si uccidono, dopo aver ucciso.
SECONDO ME, in linea generale è l’iniquità delle attuali leggi a fomentare giorno per giorno esplosioni incontrollabili. ottima la teoria del raziocinio ma, quando entrano in gioco sentimenti e frustrazioni profonde, bisogna tener conto anche della pratica. talvolta è la ripetuta sottile violenza di comportamento nella quotidianità, gestione arbitraria dei figli inclusa, a suscitarne di più devastante.
tengo semplicemente conto di tutte le infinite forme di violenza mute e continuate che esistono in ogni ambito, anche in quelli che dovrebbero essere SOLO permeati da amore o da affetti, e mi astengo dal giudicare casi di cui non conosco i più elementari dettagli.
credo di avere facoltà di farlo, dal momento che non mi interessa cercare la generale approvazione, come qualcuno spesso mi accusa di voler fare, né di convincere nessuno di essere nel vero o nel giusto.
come tutti, simpatizzo con chi mi pare, o meglio con chi sembra offrirmi una possibilità di crescita emotiva in aspetti di mio specifico interesse, come potrebbe essere l’approfondimento sul campo di principi morali o religiosi. devo rendere conto solo a me stessa delle mie scelte di pensiero e d’interazione. rispetto sempre comunque le visioni e le scelte altrui.
Walk,
dal mio punto di vista, la violenza fisica è appannaggio del maschio, quella psichica o verbale della femmina. non manca nulla a nessuno dei due.
in Sardegna due giovani sono in carcere, con vite rovinate, per le accuse di stupro, del tutto prive di prove, da parte di una ragazza che prima li ha circuiti in discoteca, proponendo loro un rapporto a tre, e poi li ha denunciati. episodio reso noto dalle Iene. nemmeno i testimoni a loro favore sono serviti a ristabilire le reciproche responsabilità.
non dico sia sempre così. PER ME è soltanto estremamente difficile considerare la vita in BIANCO e NERO. che ci posso fare se preferisco le infinite sfumature di GRIGIO-ROSA e una visione più ampia dell’insieme della realtà che mi è dato percepire, anche per averla spesso dovuta assaggiare di persona in più di un aspetto?
in passato le donne sono state stuprate e uccise dal più al meno come adesso, forse in numero persino maggiore. mancano le statistiche per il deplorevole generale disinteresse con cui questo avveniva. così come ci sono dati ancor più carenti sulla pedofilia e sulla violenza IN FAMIGLIA riservata ai bambini: CRIMINI BIANCHI ben peggiori, quasi MAI puniti, su esseri davvero DEL TUTTO innocenti. puoi immaginare quale devastazione lasciano per l’intera vita?
mi fa piacere che ci sia maggior attenzione su entrambi i temi ma non mi fiondo a occhi chiusi nel seguire soltanto il can-can mediatico che propina la TV, ANCHE per stornare l’opinione pubblica da altre problematiche.
all’inizio della crisi economica erano comunicati i suicidi di persone cadute in miseria ma, dopo i primi mesi, non lo si è fatto più, tornando a calcare sul male arrecato alla Donna e alla Mamma, qui SEMPRE sacre.
continuo a ritenermi femminista, ma NON a priori. anzi, ritengo che le autocritiche di genere dovrebbero essere considerate con minor livore, fermo restando che oguno ha diritto alla sua opinione e che ho apprezzato la tua.
Rossana, mi spiace ma devo contraddirti. Sono cresciuta con un padre che non mi ha mai sfiorata con un dito, ma ha perpetuato forme inconsapevoli di violenza psicologica, quindi non sempre vi è questa distinzione tra generi. Per mia natura, non accetterei da un uomo nessuna forma di violenza, neppure una porta sbattuta con troppa forza, perché in quel preciso momento decade ogni possibilità di rispetto reciproco. Non mi sono mai definita femminista, ma ho avuto la grande fortuna di incontrare sempre ragazzi rispettosi del prossimo, donna o uomo non fa differenza.
Il fatto che esistano altri crimini deplorevoli non rende la situazione della donna meno drammatica. Nel 2017 io non devo pormi il problema della prestanza fisica e della stabilità di un uomo per aprire bocca.
Io simpatizzo o meno con i pensieri espressi, tutto qui. Sai che ho stima di te ma su questo argomento non siamo per nulla sulla stessa lunghezza d’onda.
Concordo però sul fatto che una donna non sia tenuta a stare con un uomo senza autocontrollo, perché abbiamo innanzi tutto il dovere di preservarci, e non di correre ai ripari quando ormai è troppo tardi.
Parlare di femminicidio sarebbe un modo per distogliere l’attenzione da altro? Lo trovo piuttosto improbabile. Ogni caso di omicidio ovviamente ha una sua specificità, ma quanti sono quegli uomini senza coraggio che hanno fatto sparire la moglie per aprire la porta all’amante? Eppure mi pare esista il divorzio da parecchi anni e per non perdere i propri averi basta fare la separazione dei beni.
“a volte l’uomo non è equilibrato, e se una donna se l’è comunque scelto, potrebbe darsi che anche lei abbia qualche instabilità esistenziale irrisolta, a cui in alcuni momenti è difficilissimo aderire.”
Si, stai a vedere che adesso è colpa di certe donne se vengono maltrattate perchè “scelgono male”.. MA STIAMO SCHERZANDO??
Vorrei solo porre l’ attenzione sul fatto che i comportamenti violenti – da qualunque parte/genere provengano – non posso essere giustificati per nessuna ragione, per il semplice motivo che viviamo in uno Stato di Diritto ( perlomeno ufficialmente ) e che la nostra libertà finisce dove inizia la libertà degli altri. Io non sono un uomo, non sono sposata, non ho figli e rotture di palle varie, non devo mantenere nessuno/a se non me stessa. Ma ho anch’ io le mie belle gatte da pelare e francamente ci sarebbe una lista bella lunga di gente che mi infastidisce in vari modi e che non mi dispiacerebbe ammazzare. Che facciamo? Dovrei arrogarmi il diritto di stabilire della loro possibilità di continuare o meno a esistere e non subìre lesioni ? Nella mia stessa famiglia a volte si sono verificati episodi che mi hanno fatto davvero perdere le staffe. Da un punto di vista fisico avrei potuto aggredire chi avevo davanti e avere la meglio, ma ovviamente essendo io una persona RAZIONALE E CON UNA COSCIENZA, mi sono sempre fermata un attimo prima che avvenisse il peggio. Quindi, anche per esperienza personale e diretta essendo io un tipo piuttosto “fumantino”, ribadisco che non c’è nulla, MA PROPRIO NULLA, che possa giustificare la violenza di un essere umano contro un altro essere umano, sopratutto se quest’ ultimo è fisicamente inferiore a quell’ altro. E sinceramente mi fa anche un pò specie che in un momento storico come quello attuale, nel quale le ritorsioni maschili verso il genere femminile sono praticamente all’ ordine del giorno, ci siano donne che avvallano e giustificano certi comportamenti!..
..Qui poi non si tratta di seguire alcun tormentone mediatico ( io la tv nemmeno la guardo ) ma di constatare una REALTA’: il maschio in genere sta vivendo una crisi senza precedenti, e il suo disagio lo riversa e lo sfoga in maniera evidente, e di solito del tutto inopportuna, nei suoi rapporti con le donne. Le quali sono di solito colpevoli solo di una cosa: di non essere più disposte a tacere e ad essere le schiave di nessuno.
Comunque oggi una gattina girovaga si è introdotta senza permesso nella mia abitazione, e ha graffiettato uno specchio a cui tenevo molto. La mia reazione istintiva sarebbe stata quella di prenderla a scopettate, ma poi il mio raziocinio ha prevalso anche in questa occasione e si è evitato un turpe massacro. Uno scampato felino-femminicidio, per fortuna!
Vediamo di fare chiarezza, si sta mettendo sul tavolo troppe questioni diverse tra loro:
Stiamo parlando di femminicidio o di violenza in generale?
Perchè sono due cose molto diverse, se tutto si riduce alla differenza di massa muscolare allora anche tra uomo e uomo ci possono essere le stesse differenze… Se un uomo massacra di botte un altro uomo, mi vien da dire che chi le ha prese era nettamente inferiore fisicamente, quindi che differenza c’è tra uomo e donna?
Personalmete penso che sia sbagliato parlare di “femminicidio” perchè esisteva già la parola omocidio e tanto bastava.
Che differnza c’è tra una donna morta per mano di un marito violento e un uomo morto per mano di un mafioso violento?
Tutti e due morti e nessuno vorrebbe fare la stessa fine (uomo o donne che sia).
Non mi metto a fare ricerche sul web ma sono ragionevolmente sicuro che i decessi siano maggiori tra uomo per mano di uomo che tra donna per mano di uomo.
Poi Suzanne ti devo contraddire su una cosa, quando dici:”nel 2017 io non devo pormi il problema della presenza fisica e della stabilità di un uomo per aprire bocca”
Purtroppo invece è sempre buona norma valutare bene con chi si ha a che fare prima di aprir bocca, noi uomini lo sappiamo da sempre, lo sentiamo a livello istintivo che alle volte è meglio tacere per evitare una rissa, invece ho notato che le donne fanno molta più fatica a fare certe valutazioni… Forse è anche per questo motivo se si leggono tanti fatti di cronaca.
Suzanne,
ognuno ha diritto al suo pensiero e fa benissimo a esplicitarlo. ultimamente sono come magnetizzata dai buoni principi.
rispetto il tuo punto di vista, anche se si OPPONE al mio, che poi non è assoluto (come lo si vuole forzatamente intendere) ma relativo. non abbiamo tutti le stesse idee e le stesse esperienze di vita, dirette o indirette.
se il mio invito a ben considerare la situazione e il compagno prima di aprire bocca serve a mettere al riparo anche UNA SOLA donna dalla momentanea “carenza di raziocinio” di un uomo, il tempo dedicato alla questione sarà stato ben speso. forse preferibile all’istigarla a farsi valere nei momenti in cui è sola e del tutto indifesa.
in alcune circostanze di coppia non si ricade per caso ma ci si va a mettere. cerchiamo, almeno, di essere capaci ad uscirne con adeguata circospezione nei modi e nei tempi opportuni, senza troppi danni.
anch’io, prima di trovarmici, non avrei mai immaginato di dover fronteggiare come nemico l’uomo mite che si era dichiarato innamorato e con cui avevo condiviso al meglio delle nostre capacità affettive più di dieci anni…
non è che la testimonianza di una lezione appresa sulla propria pelle, da considerarsi come meglio si crede.
Suzy, sono certo che presto arriverà un accordo sulla questione che vi sta a cuore. Impossibile rinunciare a te.
E mentre si discute amabilmente, nel frattempo una madre di tre figli è stata uccisa in Sardegna e un’altra è scomparsa nel bresciano.
Walk, un neologismo nasce e si diffonde per definire un fenomeno specifico e rilevante per la collettività. L’omicidio è già spesso declinato in maniera più precisa in riferimento alla vittima: fratricidio, infanticidio… Col termine “femminicidio” si vuole dare un nome ad un particolare tipo di violenza, espressa da uomini nei confronti di donne e per motivazioni sentimentali, ma non solo. Quello che si vuole specificare è proprio il retaggio culturale sotteso a questi crimini, che rivela la presenza di una sovrastruttura ideologica, consapevole o meno, volta ad annientare psicologicamente e fisicamente la donna.
Sull’altro punto non mi sono espressa bene. Ovviamente mi riferivo ad aprire bocca all’interno del rapporto di coppia, non con sconosciuti incontrati per strada. Se devo addirittura temere le reazioni della persona che dovrebbe amarmi e proteggermi, allora che senso avrebbe stare insieme? Debbo ritenermi quindi fortunata se fino ad ora nessun compagno mi ha malmenata, visto che sicuramente non sono molto brava a tenere a freno la lingua.
Il mio unico esempio femminile è stato la mia adoratissima nonnina, che in innumerevoli circostanze ho visto sfidare un burberissimo e verbalmente violento marito. All’inizio temevo per lei, ma poi mi sono resa conto che è sempre stata indubbiamente la più forte. Anche ora, novantenne costretta a tenere a bada un figlio altrettanto aggressivo ma emotivamente dipendente da lei. Ecco, io spero di diventare così.
Walk, c’e’ invece molta differenza tra “una donna massacrata da un marito violento” e un “uomo massacrato da un mafioso”: nel primo caso infatti la violenza avviene all’ interno di un rapporto che inzialmente era di amore e di fiducia. Inoltre penso che l’uomo sia piu’ incline in generale a perdere il controllo e ad usare la violenza e l’istinto con le inevitabili e a volte drammatiche conseguenze, rispetto alla donna che tende, invece, ad attaccare con armi psicologiche e ad operare scelte razionali (che possono o sortire degli effetti sull’anima, ma non intaccano, certo, l’integrita’ fisica altrui). La tua argomentazione, Rossana, sull’evitare di dire quella parola di troppo che potrebbe scatenare il raptus vale fino ad un certo punto: una donna che subisce insulti ed offese continue DEVE ribellarsi, almeno a parole, per far valere la sua dignita’ (non si tratta di istigare , ma di difendere un proprio diritto inviolabile). Alcuni uomini dovrebbero misurare la propria capacita’ di autocontrollo e trovare dei sistemi alternativi per sfogare la propria rabbia e frustrazione (es. lanciando piatti sul muro, facendo sport o scrivendo su LaD) invece di prendersela con la propria compagna. E’ giusto che sia stato coniato il termine “femminicidio” perche’ questo problema esiste e spesso emerge solo quando avviene l’atto estremo: e’ ben noto, infatti, che i casi di violenza fisica e psicologica che avvengono e rimangono nascosti tra le mura domestiche sono ben piu’ numerosi rispetto a quelli denunciati o letti sul giornale.
Hai ragione Walk, bisognerebbe riflettere bene prima di aprire bocca. Ma nel tuo caso è per evitare di togliere certi dubbi.
Poi uno dice che non si deve incazzare quando si legge un post come quello di Walk.
Spero che risponda Suzy come merita. Io è meglio che mi trattenga. Ho già patito con MaErrekus, mo’ basta. Non saprei come fare per fargli capire che non ha capito una mazza. As usual.
Walk, torno diretto; “femminicidio” è un termine che “contiene” TUTTE le dinamiche psicologiche, istintuali, sociali, culturali ed economiche di un rapporto particolare come può esserlo solo uno “sentimentale”. Non ci arrivi ad afferrare le implicazioni particolari che contiene e come lo distingua da altri omicidi? No eh?
Questo è il prezzo della democrazia. Leggere certi commenti. Umberto Eco aveva visto giusto sul casino che avrebbe creato Internet permettendo di dare voce a tutti.
Per il “destro”, giù dalle scale a destra Walk.
State andando un pò fuori tema.
Si stava parlando di altro non di violenza sulle donne.
walk, guarda che sei stato tu per primo a tirare in ballo una questione che non centrava in questo caso ( la violenza generica tra uomo e uomo ) dal momento che si stava parlando esclusivamente di femminicidi e delle relative dinamiche!
Per quanto riguarda l’ istinto di conservazione e il “saper tenere la bocca chiusa” in certi casi, questo noi donne lo sappiamo già! Ma in una COPPIA ( dove si presume ci si debba voler bene e rispettare a vicenda ) certe cose dovrebbe essere inconcepibili.
“Che differnza c’è tra una donna morta per mano di un marito violento e un uomo morto per mano di un mafioso violento?”
UN’ ENORME DIFFERENZA. Il primo è un omicidio per mano di una persona che ti aveva giurato ( guarda un pò ) amore eterno, il secondo è ciò che viene definito “omicidio sistemico”, molto comune nella malavita e anche piuttosto prevedibile.
Ma no Suzanne, non è stata fortuna, mi dai l’impressione che sai valutare bene con che tipo di uomo intraprendere una relazione… L’ho capito da come bacchetti quel fanfarone di golem 😉
Comunque, ricapitolando… Leggendo i vari commenti comincio a capir qualcosa… Quindi ci sono violenze più garvi e violenze meno garvi, ah ok!
Se la violenza riguarda la sfera sentimentale va condannata, invece per altre violenze si condanna un po meno.
Peró allora è sbagliato dire che la violenza va SEMPRE e COMUNQUE condannata… insomma,il più debole in certi casi puó anche essere malmenato, quindi la teoria del Samurai è una minkiata!
Scusatemi se difendo più l’omicidio maschile piuttosto che il femminile, ma sapete com’è…
Sono d’ accordo con te Pat, si stava andando fuori tema. Infatti si era partiti con il parlare di film, e si era arrivati sul femminismo, sul mondo moderno che “non va” e su tutto questo presunto scempio che le idee liberali e i gay causerebbero alla sacra famiglia tradizionale.. c.... centra??
“Scusatemi se difendo più l’omicidio maschile piuttosto che il femminile, ma sapete com’è…”
No walk, non sappiamo com’è. A parer mio ogni omicidio è ASSOLUTAMENTE CONDANNABILE E NON GIUSTIFICABILE. Quello che proprio non entra nella tua testolina limitata è che il cosiddetto femminicidio ( così come l’ infanticidio, se vogliamo ) può essere generalmente considerato più “grave” rispetto ad altri crimini proprio per le dinamiche che lo contraddistinguono ( persona vittima – la donna o il bambino- ammazzata per mano di colui che è fisicamente più forte di lei, e di cui pergiunta ella si fidava ).
Il resto di quello che hai scritto non lo commento neanche. Il solito “flatus vocis” del solito tubo digerente. Gran brutta cosa l’ invidia, compresa quella di un uomo verso un altro uomo.
Le donne oggi sono violente al pari degli uomini (e talvolta anche di piu’).
Vorrei ricordare le due ragazze che ridevano e filmavano mentre l’amica veniva violentata … episodio di cronaca recente, che indica la totale depravazione di alcune donne “moderne”.
Quindi la punizione per una donna violenta deve essere parimenti durissima.
Non ci sono omicidi di serie A e quelli di serie B. E i colpevoli dello stesso crimine restano condannabili il egual maniera. Per questo secondo me se una donna tocca il culo ad un uomo sul bus, deve essere condannata per violenza sessuale. SENZA SE E SENZA MA. IN GALERA !!!
Itto nei tuoi deliri demenziali basta che una persona apra la bocca per essere denunciata! Ti è andata sempre bene la vita he si vede! Vivi nel tuo mondo di favolette!violenza sessuale per una toccata al culo??? Ma tu manco sai cosa sia la vera violenza sessuale! Ma in che mondo vivi?????? Vai dai carabinieri a denunciare una che sul bus ti ha toccato il culo…. vai.. gli farai ridere per due ore e diventerai la barzelletta del paese vai!impara a vivere itto perché si vede che non riesci a trovarti a tuo agio in sta vita e società! Ti fosse successo tutto quello che è capitato a me vivevi in tribunale! Impara a vivere che è meglio dai!
E cmq dire che al giorno d’oggi le donne sono violente al pari degli uomini è una enorme stronzata!!!!!
Mai come in questi ultimi 5 anni gli uomini sono diventati così violenti e folli contro le donne…. mai!!
Se c’è un episodio di violenza da parte di una donna ci sono 3000 casi di donne ammazzate dai compagni o ex mariti! Piantiamola li he!
Acqua,
non ho mai asserito che una donna non debba difendere a parole la sua dignità e i suoi diritti. era mia intenzione suggerire di non farlo con troppa veemenza quando si trova, da sola, indifesa, in aperto conflitto con il partner.
non si tratta di istigare (di certo mi sono espressa male nel post a cui hai fatto riferimento). si tratta di interrompere l’escalation dell’aggressività, se minimamente possibile, per evitarsi guai talvolta irreversibili, come potrebbe essere la banale sordità da un orecchio.
si può in seguito denunciare, allontanare l’uomo violento, ma non sempre si riacquista quanto è andato perso in un momento di rabbia e di carenza di autocontrollo.
sono convinta che se le leggi in ambito di coppia e di gestione dei figli fossero più eque, e le donne non se ne avvalessero spesso con arroganza, ALCUNI femminicidi potrebbero essere evitati. basterebbe un po’ più di equilibrio e di umana comprensione da ENTRAMBE le parti.
una cultura millenaria non si scardina in una manciata d’anni. ridurre un maschio all’impossibilità di far valere i suoi diritti di padre può indurlo a gesti inconsulti mentre più che deprecabile resta il bisogno d’imporre potere e possesso sul sesso fisicamente più debole.
la sola condanna non basta a cambiare i concetti e le attitudini. secondo me, si dovrebbe modificare a poco a poco, con ogni mezzo, forme mentali tendenti all’eccesso e, nel frattempo, se possibile, evitare l’evitabile.
Ripeto, questo non è un post sulla violenza sulle donne.
Basta che apriate un’altra discussione (se volete parlare di questo).
Ma visto che parliamo di questo allora esprimo la mia opinione.
Se un uomo fa violenza (fino ad arrivare all’omicidio) questo non dipende dal maschilismo ma da un problema psicologico di quell’uomo in questione.
Ci sono stati anche omicidi da parte di donne o violenza da parte di donne verso il proprio compagno.
Questo fa comprendere che non è tanto la forza fisica che conta quanto la psicologia della vittima e del carnefice (indipendente dal sesso).
In questo momento la stampa ha acceso un faro e portato in rilievo qualcosa che c’è sempre stato (purtroppo).
Sulla questione che le donne siano più soggette a tale violenza non è vero, perché quegli uomini che ne sono soggetti di solito non vanno a denunciare. Così come non vanno a denunciare se vengono toccati sul sedere o sono soggetti a stalking.
Il motivo è che verrebbero derisi in quanto definiti come soggetto forte.
Ma chi lavora nel campo psicologico sa che queste cose accadono, solo che la stampa non da peso a queste notizie.
Riprendo il commento di Sofia che fa riflettere indirettamente sulla prevalenza dei teorici su questo forum, ma non solo. Io sono sempre colpito di come ci siano soggetti che hanno una soluzione per ogni argomento, anche per quelli di cui si è solo sentito parlare, ma che elaborano con la loro vivace fantasia utilizzando i pochi ingredienti che provengono da spesso da luoghi comuni o semplice sentito dire.
Nello specifici mi viene da pensare che un uomo violento non ha bisogno di essere istigato dalla reazione della donna quando è carico di testosterone e frustrazione, anzi. Se lo trova da solo il motivo per attaccare quando ha bisogno di sfogare la rabbia di sentirsi un fallito. A proposito di certi ragionamenti che sostenevano che ogni “storia” è una storia a sè stante. Bah.