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Film romantici

Lettere scritte dall'autore  Pat79
La lettera è pubblicata a Pagina 1

L'autore ha scritto 4 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

74 commenti

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  1. 11
    Yog -

    E’ proprio vero. Apprezzabilissima la frase “Il romanticismo ha perso il suo valore diventando solo un gioco che spesso lascia l’amaro in bocca”. Io spero che invece che l’amaro ci lasci della narda, ma anche l’amaro non lo disprezzo.

  2. 12
    maria grazia -

    Suzanne ha fatto giuste osservazioni. Se una cosa non piace basta non guardarla. Anche a me film d’ amore fanno ca...., e infatti preferisco optare sul genere horror, thriller, poliziesco, oppure sui film d’ azione o quelli a sfondo altamente erotico. Ma mica critico e giudico i gusti diversi dai miei. Così come i gay. Vi danno fastidio? Non frequentateli! Ma nessuno può negare loro il diritto di esistere. La coppia e la famiglia tradizionale, quando sono DAVVERO solide e indistruttibili, non si sciolgono certamente per qualche moda o qualche tendenza culturale. Se uno/una non riesce a quagliare ci sono altri problemi a monte che non il “mondo esterno”.

  3. 13
    Pat -

    Per farmi un’idea dei pensieri “romantici” femminili ho letto diversi libri (fatti ad uso e consumo delle donne).
    Sono evidentemente libri scritti per riuscìre a vendere.
    E quali sono i protagonisti maschili?
    Sono tutti belli e in carriera (medici, avvocati piuttosto che miliardari o star dello spettacolo).
    Le donne delle storie invece sono quasi sempre impiegate, commesse, ecc…
    Così ogni donna comune si può impersonare nella protagonista e soddisfare i propri bisogni con l’uomo ideale (bello e ricco).
    L’amore diventa qualcosa di assai molto materiale e prevedibile.
    E un uomo leggendo riesce a comprendere in modo molto chiaro la psicologia femminile (semplice e scontata).

  4. 14
    maria grazia -

    Pat, non che gli uomini abbiano molta più fantasia neh!.. Il prototipo di donna desiderato dall’ uomo medio è sempre la stessa: bella, giovane, avvenente, possibilmente ingenua ed innocente ( anzi diciamo pure RINCOGLIONITA ) e incline a farsi “istruire” e guidare dal maschio-machista in tutto e per tutto. Insomma, nà vera palla!

  5. 15
    suzanne -

    Pat, ma questo succede pure nei film in bianco e nero! Le produzioni cinematografiche volte a fare incasso sono basate su personaggi monocolore e dinamiche stereotipate. Temo però che la psicologia femminile sia spesso piuttosto aderente al modello, quindi semplice e scontata, come affermi tu.

  6. 16
    Itto Ogami -

    Cio’ che va fatto notare e’ che se i film attuali venissero trasposti al maschile, sarebbero cosi’ maschilisti che io stesso mi iscriverei ad una associazione femminista.
    Utilizziamo l’esempio fatto da me in precedenza.
    In questo caso l’uomo vive con i figli dopo aver buttato fuori di casa la donna che vive sotto un ponte. Poi si trova una super fi.. che sta in casa con lui. I figli amano lei e la
    Vera madre bussa alla porta per vederli e loro rispondono: “per favore non abbiamo tempo dobbiamo andare a fare un picnic”. La vera madre comunque entra in casa e vede lui sul divano con la nuova donna seduta su di lui. E lui che dice: “muoviti a dirmi cio che vuoi perche’ sta gnocca ha voglia e io mica posso non soddisfarla”. E la vera madre che dice: oh si scusa volevo solo prendere un tuo fazzoletto per piangere pensandoti mentre sono sotto il ponte.

  7. 17
    Pat -

    “bella, giovane, avvenente, possibilmente ingenua ed innocente”

    In effetti è così.
    Probabilmente anche per gli uomini certe caratteristiche femminili risultano più attraenti.
    Come i film che vedono l’uomo come bello, ricco e pure in carriera.

    Saranno stereotipi ma evidentemente vendono perché fanno sognare le persone una realtà che vorrebbero vivere.

  8. 18
    rossana -

    Suzanne,
    per i film d’autore, come per la lettura anche soltanto di romanzi, occorre un abc che, a quanto mi risulta, le nostre attuali scuole superiori non offrono quasi per niente. la maggior parte delle persone accede quindi a quanto è più facilmente disponibile sul mercato o subisce quanto le viene propinato dall’attuale sistema socio-economico. è la cosiddetta “cultura di massa” che finisce purtroppo con il fare tendenza.

    sono quasi del tutto scomparsi i cinema d’essai a poco prezzo e non mi sembra che il biglietto delle normali sale cinematografiche sia accessibile di frequente a tutti.

    non è più il tempo di Marco Ferreri e della sua denuncia a favore delle donne (anni ’70 o giù di lì, se non ricordo male). ho da poco appreso che in Italia sono 4 milioni i padri separati, di cui 800 mila sotto la soglia di povertà, in seguito allo smembramento della famiglia e al dovere di corrispondere alla madre dei loro figli gli assegni di mantenimento, dopo che questa li ha buttati fuori di casa e magari lì vive con il nuovo compagno.

    non sono affatto coinvolta in prima persona da queste storie il più delle volte profondamente ingiuste, che creano un mare di sofferenza, ma non posso fare a meno di considerare che la maturità e la capacità soprattutto delle donne di usare con equilibrio la libertà di recente acquisita è ancora molto carente.

    ci vorranno forse un paio di generazioni perché si rendano conto che tali comportamenti, così come quelli descritti in questa lettera, non potranno che essere penalizzanti dal più al meno per tutti.

  9. 19
    suzanne -

    Rossana, il discorso dei padri divorziati che vivono sotto a un ponte non mi è nuovo; sinceramente non ne sono molto informata e presumo, forse a torto, che siano vittime di un sistema legale da perfezionare. Personalmente la prima forma di libertà che ritengo indispensabile per una donna è proprio quella economica, tant’è vero che per diversi mesi sono stata io a mantenere il mio compagno, e mai il contrario. Lo rifarei altre mille volte, mentre accetterei con più difficoltà l’essere dipendente da qualcuno, sia materialmente, che psicologicamente. Comunque, se devo essere sincera, credo manchi piuttosto una serietà nella separazione, che necessita di due individui maturi e non di adolescenti cresciuti in preda a rabbia e ripicche. Ritornando al tema principale, è dovere di ciascuno sviluppare una capacità critica nei confonti dei prodotti di massa, per non diventare un semplice povero “babbo” ignaro della realtà che lo circonda.

  10. 20
    maria grazia -

    Da una parte abbiamo i padri separati che patiscono, dall’ altra le donne vittime di femminicidio. Come la mettiamo ? Ah già dimenticavo… Rossana una volta ha asserito che certe donne vengono ammazzate perchè ” se lo meritano”… ALLUCINANTE! Gli stravolgimenti culturali che quest’ epoca sta portando con se ha le sue vittime DA AMBO LE PARTI ed è una cosa immensamente stupida fare a gara per stabilire chi abbia più potere o chi piuttosto abbia più bisogno di essere tutelato. Ci sono situazioni di ingiustizia vissute indipendentemente dal genere cui si appartiene, e certe madri “vecchio stampo”, che hanno la responsabilità di aver allevato dei mostri misogini, dovrebbero farsi un bell’ esame di coscienza invece di venir qui a scrivere fesserie intrise di retorica.

    Te ne do atto Pat, ma allora è inutile prendersela con le donnine che vanno in brodo di giuggiole per Cristian Grey, quando i vostri stereotipi li avete anche voi uomini.

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