Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI
Riferimento alla lettera:
Valinda, ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione. Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per...
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Data di pubblicazione: 17 Giugno 2015
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Categorie: - Amore
841 commenti
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In questo caso però entrambi gli amanti ne hanno sofferto di questo sogno non realizzato e se la sono proprio cercata. Soprattutto Francesca, perché lui in realtà voleva stare con lei in modo completo e,giustamente, si è esiliato quando ha capito che lei non avrebbe avuto il coraggio di vivere questo suo sogno “alternativo”. Ci vedo un po’di masochismo in questo: “perdersi è troppo doloroso per me” e anche di incapacità di comprendere che per un uomo la condizione di “amore platonico” non è concepibile o sostenibile a lungo.
Mmmh, non ne sono convinta. L’intensità di sentimento e attrazione verso una persona che si vede una volta l’anno non mi convince… troppo semplice mantenerle ad altissimi livelli, ma in questo caso anche a me suona più come illusione-evasione che profondità di legame. L’intimità di anime deve passare necessariamente dalla condivisione, conoscenza, compenetrazione di corpi e pensieri. Altrimenti si continua ad amare uno sconosciuto.
Acqua,
la storia di Francesca è stata qui una delle poche in cui una donna ha affermato di dare priorità ai figli, rispetto a se stessa.
se una madre lascia il loro il padre, creando sofferenza in famiglia, è criticabile. se resta, rinunciando a un sentimento, spesso è lo stesso riprovata, anche pesantemente. pare non sia proprio possibile essere compresi nella propria unicità, almeno in parte!
è ovvio che più di una condizione al contorno contribuisce alla scelta di una decisione. Francesca descriveva il marito come affidabile e amorevole; la loro situazione economica come stabile e rassicurante; i ragazzi in crescita, sereni. tali circostanze di base non aiutano di certo a mettere in atto concreti cambiamenti.
semmai, donne e uomini responsabili che, temporaneamente o in modo continuativo, percepiscono carente in qualche aspetto il legame di coppia, finiscono con il trovare l’equilibrio interiore più confacente per continuare a portare avanti al meglio la famiglia.
per la maggior parte dei coniugi sembra questa la realtà dei fatti!
Acqua,
mi fa piacere che nella storia di Francesca tu abbia colto sofferenza per entrambi gli amanti. Non credo se la siano propriamente cercata. Al di là di aspettative o speranze, quando si inizia una relazione o si mette al mondo un figlio, non si può prevedere quale sarà la futura concretizzazione dell’iniziativa.
C’è chi ama appassionatamente senza privilegiare la sessualità e chi non può concepire l’amore senza una forte attrazione fisica. Sentimenti che crescono mentre altri sfumano o si stabilizzano. Neanche queste oscillazioni sono prevedibili a priori. E’ certa solo l’impossibilità che una relazione amorosa mantenga immutata nel tempo l’euforia degli anni in cui predomina l’innamoramento.
C’è chi considera valido solo un legame che produce “frutti” visibili (figli o durata illimitata) e chi guarda invece al “viaggio” (autenticità o interiorità) senza obiettivi concreti.
Per me, in ambito di coppia, non ci sono regole condivise, né amori più genuini di altri.
Suzy “…Altrimenti si continua ad amare uno sconosciuto.”
A “credere” di amare.
Mi permetto di pensare che un rapporto amoroso può perdere l’euforia dell’innamoramento, ma può anche, e dovrebbe, sostituirlo lentamente con un altro di natura diversa, che nasce da una fusione dovuta alla crescita della coppia nel tempo. Crescita che tra le altre cose riconosca certe euforie come “esterne” al nostro “Io” e come innesco della natura a ben altri scopi che non quelli della durata del rapporto oltre i tempi ideali per il potenziale allevamento del figlio.
Esiste una differenza sostanziale tra essere inconsapevoli “strumenti” dell’istinto e agenti consapevoli della costruzione di un amore. E credo che la differenza tra i due momenti sia un indicatore inequivocabile del valore finale di quel sentimento. Se così non fosse non esisterebbero, sia pure relativamente rari, quei rapporti che durano una vita e mantengono in maniera soddisfacente quell’entusiasmo di cui si parla.
Mi sembra giusto ricordare questa minoranza, che a mio avviso ha capito come si “fa” l’amore, e non lo “subisce” solamente.
Suzanne,
“L’intimità di anime deve passare necessariamente dalla condivisione, conoscenza, compenetrazione di corpi e pensieri.” – condivisione di cosa?
nel pieno rispetto della tua visione del suo rapporto, la Francesca del sito ha conosciuto biblicamente Robert. ha passato del tempo con lui, scambiando pensieri ed emozioni.
come per chiunque altro, non posso affermare dall’esterno che abbia amato o continuato ad amare il suo amante ma di certo non si trattava, per lei, di uno sconosciuto, nè di un semplice diversivo. qualsiasi fosse l’intensità del suo sentimento, a mio avviso meritava rispetto.
un collega di lavoro per più di dieci anni si è accontentato d’incontrare un’ex fidanzata una volta all’anno, nello stesso giorno e nello stesso luogo, per poche ore. entrambi sposati, con figli, avevano deciso di comune accordo di far quadrare in quel modo i loro equilibri sentimentali.
forse, il comprensibile desiderio di Francesca non è stato accettato per la diversità dei suoi ruoli rispetto alla maggior libertà di Robert.
La scelta di Francesca è quella del 99 percento delle persone in situazioni simili:si tirano in ballo I figli per giustificare moralmente quella che è molto spesso solo la paura di un cambiamento così radicale. Paura legittima, umana, ma sempre e comunque per se stessi. A questo punto stimo maggiormente chi, in nome del proprio amore, va fino in fondo, prendendosi appieno la responsabilità del proprio sentire ( e agire).
Condivido in pieno la lettura di Suzy. Certi rapporti sono fatti di una montagna di bugie bianche, anche autoinflitte, che mostrano il loro volto nel momento in cui ci si “sveglia” alla realtà che ti chiama alle decisioni che potrebbero certificare il “vero” valore di quell’ammore.
Per quanto mi riguarda non vedo come potrei mai rinunciare a quello che sento essere l’amore della vita, sacrificandomi per amore dei figli e di un marito che EVIDENTEMENTE non amo. I figli potrebbero non capire al momento, ma se non voglio dare loro una educazione che li abitui alla finzione, non avrei scelta.
Siamo sempre alle solite, si tratta della solita soluzione ego-moralistica che solo un moralista vede come possibile, ma dove l’amore c’entra come i cavoli a merenda. Sia per il marito che per l’altro. Già il fatto che in sottofondo a quel rapporto si “senta” la colonna sonora del noto film nel quale i due protagonisti si identificano, ci fa capire in quale realtà questi si muovevano. I ponti restano quelli di Vergat on Member, non certo di Madison County.
E’ così Suzy. Difficile che qualcuno possa lasciare ciò che considera conosciuto e rassicurante per qualcuno che fondamentalmente rappresenta un’ incognita. Sopratutto se oltre al rapporto con i figli ( che è ovviamente una scusa in questi casi ) bisogna salvaguardare la facciata, le relazioni parentali, gli interessi pratici, ecc.. ecc… Sono rari gli amanti e le amanti che la spuntano sui coniugi ufficiali. E di solito hanno un’ estetica superlativa e una posizione socioeconomica invidiabile.
Rossana, Francesca si “è persa nei suoi sogni” e la descrizione aulica del suo quadretto familiare non è veritiera, altrimenti non avrebbe cercato altrove l’Amore. Da quello che ho capito lei e Robert si sono conosciuti su internet perche’ lei è andata a “cercarlo” in un momento di evasione. Ecco, a mio parere, per chi ha elevate”tendenze romantico-fantasiose” è decisamente imprudente intraprendere delle relazioni virtuali perché la possibilità di idealizzare “lo sconosciuto” cresce in modo esponenziale. Si tende infatti a trovare un “interlocutore” apparentemente “perfetto”che in quel momento sembra rispondere a tutte le nostre aspettative e, quel che è peggio, a credere che sia segno “del destino”. Questa suggestione di “piena sintonia’ tende a mantenersi nell’incontro reale con la persona se scatta anche l’attrazione chimica. Pochi incontri, anche se “biblici”e il mantenimento di una relazione “a distanza” non possono essere equiparati alla sperimentazione di una vita quotidiana reale e condivisa.
Francesca ha sofferto perché non si è accorta di quanto poteva essere coinvolta in questa loro storia d'”amore su misura”. Sono perplessa sul fatto che lei abbia veramente amato Robert perché è innegabile che lo abbia fatto soffrire molto: prima decidendo di non andare con lui, poi costringendolo all’ esilio e infine intrappolandolo in una situazione irrisolta e irrisolvibile .Il tutto soffrendo anche lei stessa.
Suzanne,
concordo con la tua visione, a cui aggiungo che una donna ha il coraggio di rompere una convivenza di molti anni SOLO se il rapporto di coppia è del tutto andato in pezzi. In caso contrario, quando è comunque accettabile, anche soltanto vivibile, e magari economicamente rassicurante, diventa quasi assurdo esporre i figli a sofferenza per un eccesso di amor proprio (di questo sempre si tratta).
So che non ami generalizzare ma a volte, per amor di chiarezza, è utile farlo. Secondo me, gli uomini scontenti del loro MATRIMONIO raramente lasciano la famiglia, per l’agevolazione di avervi quasi sempre sesso assicurato. Le donne nelle stesse condizioni vi rimangono abbastanza frequentemente, nella maggior parte dei casi per l’agevolazione di sapersi protette, con i figli, da una quotidianità stabile e agiata.
Al di là dei sentimenti, vincolati da scelte pregresse, gli interessati non possono che ricorrere a compromessi, per mantenere un buon equilibrio esistenziale.
Acqua,
pur avendo le mie opinioni, non metto mai la mano sul fuoco sui sentimenti di nessuno. Anche se può apparire limitato, penso si riesca abbastanza bene a sapere su di sè, spesso neppure in modo esaustivo, ma ritengo presuntuoso e arbitrario valutare il sentire altrui, soprattutto se in termini assoluti. Più facile per le situazioni, seppur nemmeno sempre…
Per me, ogni dolore e ogni sentimento, grandi o piccoli, giusti o sbagliati a seconda dei punti di vista, cercati o capitati, sono da rispettare, a condizione che sia rispettato anche il mio modo di amare.
Finché DURA, l’unione di coppia è di solito indorata da tutti. Una cosa è vederla rappresentata sulla scena sociale. Altro conoscerne le intime sfumature. Non credo ci siano famiglie senza scheletri nell’armadio. C’è chi ama lasciarseli alle spalle, per essere sfavillante in TUTTI i suoi successi, e chi, invece, evita i proclami (indici di vuoti da riempire) e rientra di buon grado nel genere umano, con limiti e compromessi.
Acqua è stata chiarissima, e credo che Suzy stia “capendo” il perchè di certe mie laddiane incazzature pregresse. Voler trovare scuse a tutti i costi per giustificare un amore che amore non è, ma solo una pezza che vorrebbe rattoppare una serie di errori nati da una visione quanto meno ingenua -e chiaramente illusoria- di quel sentimento, non serve a nessuno, nè ai protagonisti, nè a chi qui ne discute dovendo prendere come plausibili le tesi di chi vuole vederne il lato da innamoratini di Pèynet di mezz’età come l’aspetto che le giustifichi.
Suzy, “…il suo amante ma di certo non si trattava, per lei, di uno sconosciuto, nè di un semplice diversivo.”
“La scelta di Francesca è quella del 99 percento delle persone in situazioni simili:si tirano in ballo I figli per giustificare moralmente quella che è molto spesso solo la paura di un cambiamento così radicale”
“Suzanne,
concordo con la tua visione…Al di là dei sentimenti, vincolati da scelte pregresse, gli interessati non possono che ricorrere a compromessi,”
Non dubito sul fatto che Francesca ne abbia sofferto, poiché non riusciva a trovare quell’equilibrio tra la stabilità emotiva e rassicurante di quel bravo cristo del marito, e l’idillio passionale con l’amante. Ma questo equilibrio è possibile raggiungerlo solo quando si riesce a non perdere troppo il contatto con la realtà, come diceva giustamente Acqua. Quasi tutti rimangono in coppia per i motivi da te elencati, ma anche perché sanno che, una volta sconvolti i piani, non ci sarà più quella magia e quell’idea di perfezione che può rimanere intatta solo nella nostra testa.
in mancanza di amore autentico, ciò che tiene in piedi un matrimonio non è il collante del sesso ( in molti matrimoni datati questo è praticamente assente ) ma il quieto vivere. Si preferisce soffrire in silenzio e accettare passivamente una grigia esistenza, pur di non scontentare i propri congiunti rompendo gli schemi. Chiamasi anche VIGLIACCHERIA.
“pur avendo le mie opinioni, non metto mai la mano sul fuoco sui sentimenti di nessuno. Anche se può apparire limitato, penso si riesca abbastanza bene a sapere su di sè, spesso neppure in modo esaustivo, ma ritengo presuntuoso e arbitrario valutare il sentire altrui, soprattutto se in termini assoluti”.
Io non volevo certo essere presuntuosa ed arbitraria nel “valutare” il “sentire” di Francesca: semplicemente , leggendo quanto lei scrive e quanto da voi raccontato sulla sua vicenda, mi sono un po’ riconosciuta in lei ”per similitudine con alcune sue esperienze/ sensazioni” che credo di aver sperimentato ancj’io, seppur rimanendo molto piu’ in superficie di lei.
Premetto che sono d’accordo che in molti casi il compromesso sia inevitabile : non solo per quieto vivere o per mancanza di coraggio, ma anche per preservare la propria stabilita’ emotiva che viene meno nel momento in cui ,qualsiasi sia la decisione che si prende, si e’ coscienti che si fara’ soffrire persone amate(figli, marito, amante, ecc.). Ma prima di arrivare a questo punto, bisognerebbe ragionare sui motivi che ci hanno spinto in una direzione o in un’altra ed essere coerenti con noi stessi. Suzy ha correttamente osservato che probabilmente si rinuncia alla realizzazione di certi “sogni” perche’ in fondo, inconsciamente, si sa gia’in partenza che una volta realizzati pienamente perderebbero quel loro fascino “piacevol-doloroso”. Da qui la decisione se viverli fin dall’inizio volteggiando “leggermente” e con dei limiti protettivi precisi o se buttarsi giu’ a capofitto, consapevoli di farsi male.
“Quasi tutti rimangono in coppia per i motivi da te elencati, ma anche perché sanno che, una volta sconvolti i piani, non ci sarà più quella magia e quell’idea di perfezione che può rimanere intatta solo nella nostra testa.”
E non ci sarà perchè è ovviamente frutto di fantasie, cosa che profondamente si pecepisce ma si preferisce non “realizzare”, ingannandosi continuamente. Fantasie che preferiscono perdersi in costruzioni oniriche, molto meno faticose di quelle reali, che se invece affrontate potrebbero portare davvero a realizzare felicità concrete, e non fasulle e solo immagiate come quelle delle sognatrici compulsive che di fatto si “dormono” la vita. A volte per tutta la vita.
Acqua, dinnanzi ad un amore vero non c’è nessuna stabilità emotiva da dover preservare. Se una persona decide di lasciare il proprio amante al suo destino per rimanere accanto al legittimo coniuge, il motivo è uno solo: si è reso conto di amare il proprio coniuge e non l’ amante. O comunque non è davvero innamorato/a dell’ amante. Fine. Non c’è nient’ altro da capire. I figli, gli equilibri familiari, i compromessi, ecc.. sono tutti comodi paraventi dietro cui di solito ci si nasconde per non dover confessare all’ ALTRO/A una semplicissima quanto “brutale” verità. Così come è indubbio che se si tiene davvero a una persona e siamo convinti fino in fondo di voler stare con quella persona, non vediamo l’ora di concretizzare quel rapporto trasponendolo anche nella quotidianità condivisa, e non il contrario. Con buona pace del rischio di farsi male. Tutto il resto sono comode autosuggestioni.
MaryG questo discorso tu non lo puoi fare perché non hai avuto una storia ultra ventennale e non hai figli quindi non credo che tu possa “immedesimarti” e renderti conto del genere di legami intimi che si creano e che hanno eccome a che fare con la stabilità emotiva. Non è facile rinunciare ad un sogno, ma nemmeno scegliere di ferire brutalmente qualcuno a cui si vuole bene, il proprio compagno e i propri figli ,solo per egoismo o capriccio. Semplicemente bisognerebbe riflettere meglio sulla nostra capacità di gestire le emozioni prima di compiere azioni impridenti che potrebbero minare il nostro equilibrio interiore. E secondo me Francesca si è spinta troppo oltre la sua capacità di gestire il suo “amore platonico” col risultato di far soffrire sia Robert che lei stessa.
Acqua,
concordo pienamente con il post 798, benché, come ho già precisato, con i nuovi inizi, di qualsiasi genere, non è che si possa sapere fin da subito come andranno a finire, e non è una colpa agire per necessità interiori che si fanno sempre più pressanti.
“tu non lo puoi fare perché non hai avuto una storia ultra ventennale e non hai figli quindi non credo che tu possa “immedesimarti” e renderti conto del genere di legami intimi che si creano e che hanno eccome a che fare con la stabilità emotiva.” – vero, e non solo in questo contesto.
l’esperienza in molti rapporti amorosi di breve durata non può immedesimarsi in pochi ultra decennali, e diversi fra loro. avere figli, da proteggere dal dolore, e non averne, aver ufficializzato un matrimonio o convivere, cambiano drasticamente le carte in tavola.
è anche per questa oggettiva difficoltà che spesso non si può capire che una lunga relazione con un amante non ha niente da invidiare a un matrimonio di lunga durata.
Acqua, penso che tu mi abbia completamente frainteso. Io non ho parlato di mandare alle ortiche un matrimonio consolidato ( seppur “ingrigito” dalla quotidianità ) per una passioncella di poco conto. Ho parlato di mettere fine a un matrimonio che invece non ha più alcuna ragion d’ essere ( se non salvare la facciata ) per andarsi a ricostruire un amore VERO con un’ altra persona. Nella vita può capitare e non c’è nulla di male. E i figli ti assicuro che percepiscono il vivere nella finzione di un matrimonio tra persone che in realtà non si sopportano. Questo lo posso dire senza tema di smentita in quanto, se non sono mai stata moglie e madre, sono comunque stata figlia. Un genitore infelice non può mai essere un bravo genitore, in nessun caso. Mi pare inoltre che anche Golem – che a differenza di me è sposato da oltre vent’ anni ed è un genitore – ti abbia accennato alla necessità di spezzare unioni uficializzate ma ormai logore e stantìe se dall’ altra parte ci aspetta un..