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Esiste una soluzione?

Si ha sempre di meglio da fare piuttosto che scrivere di sé. “Devo studiare! “, “devo ancora scrivere a tizia”, “devo organizzare per la festa di caio”, “devo ancora andare in posta”. Sempre qualcosa di meglio.
Ma oggi, per me, no. E´ arrivato il momento di raccontarmi, di raccontare anche un po´ di me al mondo.
Ci ho provato altre volte, ma era sempre un abbozzo, una piccola parte di storia, perché si ha sempre paura. Paura costante. E non è la sensazione che spaventa, ma è tutto quello che la sensazione porta: mal di stomaco, disillusione, poca voglia di vivere e di fare anche le attività più banali.
Sono un ragazzo giovane, poco più di vent´anni. Da quando sono adolescente ho capito che la mia attrazione verso le ragazze non era come quella della maggior parte dei ragazzi che conoscevo. A me piacevano loro.
A me piaceva il ragazzo che giocava a calcio con me, quello con quegli occhi neri pazzeschi, mi piaceva l´animatore con le spalle larghe, che quando mi guardava mi rincoglioniva.
Ma non andava bene. No, non era giusto. La mia fede mi portava a pensare che non andasse bene. Ho respinto ogni pulsione, ogni istinto e ho fatto innamorare cuori che non potevo amare. Quanti, troppi.
Ragazze, sulla carta, perfette. Ma non per me. Eppure insistevo, tanto, troppo. Stavo male, non dormivo.
Ancora adesso mi succede. Ieri sera, ad esempio, dolori allo stomaco, poco sonno, troppi pensieri in testa. ´Perché´ è la parola che ha creato un solco nel mio pensiero: perché io? Non è giusto.
Leggendo su internet ho visto, una volta, un consiglio di uno psicologo: ´vivi con serenità la tua sessualità, il tuo istinto ti guiderà”. Una frase così corta, così semplice, ma non banale, che mi ha cambiato, almeno per due anni.
Ho imparato ad apprezzare la ragazza più bella e dolce che io abbia mai conosciuto. Andava tutto a gonfie vele. Finché non siamo arrivati al sesso. L´attrazione non è meccanica, ahimé. L´ho lasciata.
Ho trovato un altro pezzo del mio puzzle: una ragazza stupenda, mi tradisce con il mio migliore amico (un cliché così antico, ragazzi! ) , e io sto anche male. Ce l´ho fatta: ora anche io sono normale.
Conosco lei, favolosa, bella, più giovane. Colta, simpatica, profonda d´animo. Perfetta. Di nuovo.
Eppure qualcosa lotta dentro di me: io non sono felice.
La lascio e ci sto male. Sto male perché lei sta male. Perché io non potevo amarla, ma lei già amava me.
Gradualmente, piano piano, accetto la mia “bisessualità”.
La vivo normalmente, sempre in una dimensione più che personale, nessuno sospetterebbe mai di me.
Ma poi arriva febbraio.
A febbraio conosco lui. Lui che mi riempie di attenzioni. Che mi scrive cose così dolci. Che mi dice che vorrebbe essere nel letto con me, a stringermi.
E mi sento volare. Sento che, per una volta nella vita, anche io posso essere felice. Usciamo, restiamo abbracciati per ore. La notte più bella della mia vita.
Ci rivediamo, più volte. Ma lui è impegnato.
Sta per farsi prete.
Non voglio baciarlo. Mi piace, ma non sarebbe giusto.
Camera sua: il bacio arriva. Arriva la lingua. E andiamo molto più in là.
La prima esperienza per entrambi, non è successo quello che si potrebbe vedere nei peggio video porno, ma per noi è stato magico così. Era una storia finita in partenza.
Quello che non avevo messo in conto era di innamorarmi, per la prima volta nella mia vita. Gli ho scritto una poesia.
Ne ho fatto il centro della mia vita, sbagliando.
Ma è stato lo sbaglio più bello che potessi mai fare.
Abbiamo deciso di “rimanere amici”, ed è bellissimo anche così. Ma al contempo fa male. Fa male vederlo e sapere di non poterlo stringere perché lo amo, ma perché “gli voglio bene”. Fa male ricevere un bacio sulla guancia. Un buffetto, o un morso sul collo. Fa male vedere quelle labbra, quelle labbra che non saranno più mie. Quelle spalle.
Fa male non poterne parlare con nessuno. Fa male avere paura di farlo. Fa male provare a farlo con le persone che ami di più, i tuoi migliori amici, e sentire discorsi da mentalità più che chiusa. Fa male sentire uscire le parole “se tu fossi gay, noi non saremmo più amici” da una bocca familiare, con un sorrisino al fondo, sotto le risate degli altri. Fa male, ma non lo dai a vedere. Sorridi, anzi, ridi e tiri su il boccale di birra urlando “viva la figa”, per essere più macho.
Ma io so dove sta il mio cuore. E´ ancora fermo lì, a mesi fa, in cui lui era mio, ed io ero suo.
La mia bisessualità si è rivelata come quello che era: omosessualità.
Ma non si può, non è giusto. I miei genitori non accetterebbero, il resto della mia famiglia neanche, i miei amici nemmeno. Perderei rapporti, persone, credibilità. Con che faccia entrerei in Chiesa, pregando in un Dio in cui credo fermamente?
Ed io? Io come sto? Come mi sento?
Il mio Dio mi vuole felice. Dio, il Dio di tutti, ci vuole felici. Io voglio vivere sereno la mia sessualità con la mia religione. Vivrò nel peccato? Forse. Ma amo troppo Dio per abbandonarlo e lui mi ama troppo per impedirmi di esser felice.
Ed è lì che sta la mia felicità: nell´amare il prossimo.
L´amore è davvero così bello come tutti raccontavano. E´ davvero come è scritto nei libri, nelle canzoni, come è recitato a teatro. Davvero ci si strugge, davvero ci si sta male, davvero si tocca il cielo con un dito. Frasi fatte? No, frasi inflazionate. Uso parole di altri perché con le mie non sarei in grado di esprimere quali corde dell´arpa che è il mio cuore il mio lui è riuscito a suonare. Il suono più dolce mai udito.
E ci siamo sperimentati a vicenda, ci siamo visti, sentiti, assaporati, assaggiati, toccati, palpati, morsi.
Abbiamo giocato con noi, con i nostri corpi, abbiamo giocato con le nostre bocche e le nostre lingue.
Abbiamo nascosto tutto, a tutti. E´ stato il nostro grande segreto.
Ma ora non c´è più. Ora siamo due amici, due amici che si vogliono bene, tanto bene. Due amici che si abbracciano per ore, che si baciano sulla guancia. Eppure continuo a guardarlo volendolo mio. Continuo a chiedermi: perché? Perché darmi una carezza e poi un pugno? Non è giusto.
L´unica soluzione che vedo è fuggire, partire, andare via, farmi una vita. Sogno il principe azzuro, come tanti di noi. Ma non il principe azzurro bello, perfetto. Odio la perfezione e non mi ci avvicino neanche lontanamente. Voglio il principe azzurro, quello vero, non quello senza difetti, ma quello di cui i difetti, io, li so a memoria. Voglio il principe azzurro che mi sappia amare anche quando ho un esame difficile da preparare, anche quando il mio master d´inglese mi sta uccidendo, anche quando, di fianco a me, vedo solo facce sconosciute. Ma so che a casa trovo lui. Voglio quel principe azzurro che mi baci, perché mi desidera. Non perché desidera il mio corpo, ma desidera me. Il mio corpo, con la mia cultura, la mia tradizione, il mio amore per il cibo, la mia fissazione per questa pancetta che non se ne va, la mia macchia sulla spalla che forma una piccola ´T´, il mio bisogno fisiologico di caffé due volte al giorno, i miei pensieri, i miei film mentali, tutti i libri che leggo in tutte le lingue che conosco e che non conosco ma vorrei, tutti i corsi che voglio fare, tutte le cose che voglio vedere. Vorrei essere amato, genuinamente.
Come? Qui non si può: perché? E´ giusto? Non è giusto.
E´ questo che continuo a ripetermi: non è giusto.

Eppure, malgrado tutto, non riesco a non essere sereno.
Non riesco a guardare avanti con la speranza che un amore così tornerà nella mia vita. L´amore che ha sbloccato chi sono, che mi ha scoperto, che mi ha aperto alla vita. L´amore che è stato capace di farmi vedere che mondo c´è dentro di me.
Quell´amore che davvero ti dice ´Tu, per me, sei perfetto. Tu, per me, sei il primo´.
Ed essere il primo per qualcuno è così bello. Svegliarsi, volere quel messaggio del buongiorno, voltarsi, cercare quegli occhi tra la folla. Cercare quelle mani. Quei capelli, sempre un po´ arruffati, quel volto sempre un po´ perso, che si stende e trova pace quando incontra il tuo di sguardo.
Sono sereno.
Ma davvero la soluzione è quella di scappare? Di lasciare tutto e tutti? Di distruggere il mondo che ho costruito per cominciare da zero, SOLO?
Perché? Non è giusto.
Ma non vedo via d´uscita.
Per la prima volta ho trovato il coraggio di scrivere di me, ho trovato la forza di parlare di chi sono io e di qual è la mia esperienza. E´ un abbozzo di me, ma spero davvero che qualcuno di voi, con più esperienza, mi possa dare una mano.

Vi lascio un sorriso,
IN

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3 commenti

  1. 1
    si. -

    credo che buona parte degli omosessuali percorra strade simili. a partire da quel dubbio che si insinua e che con ostinazione si nega, dal tentativo di costruire storie “normali” eterosessuali, dai dubbi ancor più grandi che ti vengono quando ognuna di queste relazioni fallisce per motivi apparentemente poco chiari…finchè poi non incontri la verità.
    la soluzione esiste, puoi scegliere tu. c’è chi nega se stesso per una vita intera, finendo così per negarsi la felicità, chi nonostante tutto si sposa e ha dei figli, chi è latentemente gay ma fa battute orride sugli omosessuali. cosa che d’altra parte è comprensibile…denigrare le parti di noi che non si è in grado di accettare talvolta è un buon modo per esorcizzarle.
    e c’è chi combatte per se stesso, perchè convinto che una felicità sia possibile, che assecondare se stessi sia non solo giusto, ma doveroso.
    certo, pensare di affrontare mamma e papà, gli amici, il contesto sociale e lavorativo…beh, fa paura!!eccome se ne fa. talmente tanta da desiderare di essere normale, da vivere la propria sessualità come una sfiga, come un’anormalità che sarebbe stato meglio se non ci avesse toccati. e io con tutto questo combatto ancora adesso…oscillo ogni giorno tra il forte desiderio che non sia così,che prima o poi incontrerò un uomo e avrò dei figli e una vita normale…vorrei tanto che fosse così. ma poi mi trovo a camminare e guardare le ragazze,fantasticare e c’è sempre una ragazza di mezzo. e mi rendo conto che da se stessi non si scappa. mai.
    ho dei trascorsi simili ai tuoi. ho sempre avuto dei ragazzi fino a tre anni fa, quando ho conosciuto lei. è nato tutto per caso…ed è diventata l’unico amore che abbia mai avuto, l’unica mia ossessione, l’unica persona il cui destino mi interessasse veramente. l’unica.
    tra alti e bassi la storia è andata avanti un paio d’anni…finchè non ci siamo lasciate e lei si è messa con un ragazzo. si è giustificata dicendo che tutta questa anormalità, i sotterfugi, la finzione le davano fastidio, ma d’altra parte non aveva nessuna intenzione di affrontare le cose. quindi è ritornata sui suoi passi, raccontandosi che in fondo lei non era lesbica e una rondine non fa primavera. non so,magari ha ragione.
    dopo di lei ho pensato anch’io la stessa cosa…ho ripreso a uscire con dei ragazzi, mi sono raccontata ogni giorno che ero normale ed era tutto a posto.ma non è così…sto negando. tutti i miei amici sanno di questa storia e con tanta fatica l’ho raccontata anche a mia mamma.non posso dire che l’abbia presa bene, ci sono stati momenti di attrito profondo…ma poi le acque si sono placate. ho deciso che sono stanca di negare una verità ormai così ovvia. non credo sia necessario emigrare e rompere i contatti col tuo mondo. ci sarà chi capirà subito, chi non capirà mai e chi avrà bisogno di tempo. i tuoi amici e i tuoi faranno fatica, ma a un certo punto preferiranno accettarti piuttosto che perderti. suppongo che anche il tuo dio ti voglia felice. quindi assecondati!

  2. 2
    OverYou -

    Ho letto tutto d’ un fiato, e poi ho sospirato.
    Quante emozioni, quanti brandelli di vita, quanti sentimenti, dietro queste parole.
    Mi dispiace infinitamente tanto per quello che ti è successo. Magari queste mie parole possono sembrare banali, ma a volte ci accorgiamo che anche un sorriso, una semplice mano sulla spalla, o anche un semplice “mi dispiace” è tutto quello di cui abbiamo bisogno…
    Posso capirti, sai, anch’ io sono omosossuale. La mia fase di accettazione è stata molto simile alla tua…
    Innamorato di ragazze che non avrei mai potuto amare al 100%, promesse fatte e poi infrante,la consapevolezza della sofferenza che arrecavo a quelle persone… E’ stato terribile…
    Forse anche per il fatto di essere ateo, sono riuscito ad accettare la mia sessualità, e ad esserne fiero.
    Da come descrivi l’ amore, quello che è stato per te, oppure nella parte in cui parli di come vorresti il tuo “principe azzurro”, e da come scrivi in generale, traspare la persona meravigliosa che sono sicuro tu sia.
    Non smettere di credere nell’ amore, il mondo è così immenso, e saranno tanti i luoghi in cui cercare, tante le persone che dovrai conoscere, tante le sofferenze che dovrai patire, ma ne vale la pena, in fondo, non trovi?
    Esisterà da qualche parte quella persona speciale per te, forse in questo momento potrebbe essere sotto il tuo naso, e tu te la stai facendo sfuggire…

    Se ti andasse ti sfogarti con qualcuno, anche solo parlare, cercare un confronto, delle parole di comprensione, qualsiasi cosa, sarei ben lieto di darti una mano…
    Mi ricordi molto me stesso.. 🙂

  3. 3
    IN -

    possiamo sentirci, mi farebbe piacere…
    la mia mail è internationalnumber@libero.it

    IN

    p.s. GRAZIE per quello che avete scritto. GRAZIE GRAZIE GRAZIE.
    Mi accende.

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