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Esiste sempre una soluzione?

Cari utenti, sono venuta a conoscenza di questo sito da poco e ho deciso di raccontarmi anche io. Ho un’impellente bisogno di sfogarmi e, da un bel po’ di tempo a questa parte, nulla mi ha aiutato più della scrittura. Dall’alto dei miei diciotto anni ho avuto modo di imbattermi in più situazioni “molto particolari”. Fin da piccola mi sono sempre affiancata a persone disagiate, che presentavano una moltitudine di problemi di carattere psicologico o di altra natura. Stare in loro compagnia, in qualche modo, mi aiutava ad andare avanti e a stare in pace con me stessa. Insomma, per tanti anni la mia unica ragione di vita è stata prendermi cura degli altri, trascurando fortemente la mia persona.
Le uniche volte in cui mi sono concessa di innamorarmi, è stato di persone che non potevano vedermi, che erano lontane chilometri e chilometri. Ho avuto diverse relazioni a distanza (sempre con persone che gli altri definirebbero “particolari”, anzi forse l’etichetta migliore sarebbe “strane”), ma vorrei soffermarmi sull’ultima che ho avuto, quella che ha segnato in modo determinante la mia esistenza.
La persona in questione vive a 700 km di distanza da me, è cresciuta in una famiglia nella quale governa l’infedeltà e il disinteresse : Un padre perennemente incazzato, una madre troppo depressa a causa delle malefatte di questi e un fratello che nonostante la sua giovane età ha già problemi seri con la droga. Sono stata per tanto tempo la sua ancora di salvezza e sì, anche lui è stata la mia, in qualche modo.
Un dì rubò del denaro in casa sua e lo utilizzò per scappare di casa e raggiungermi. I suoi? Neanche si accorsero della sua assenza. Gli diedi una più che calorosa accoglienza e al mio fianco ha sperimentato per la prima volta quella fantastica sensazione di sentirsi davvero a casa. Ho lottato mille battaglie per mandare avanti questa storia e se cominciassi a raccontare, oltre a finire di scrivere domani mattina, non riuscirei a smettere di piangere per almeno un paio di giorni. Per un anno abbiamo vissuto una storia meravigliosa, all’insegna della passione e dell’impegno (più da parte mia che da parte sua, ma mi andava bene ugualmente). Ero innamorata di lui perdutamente e amavo prendermene cura. La mia indole da “crocerossina” era ampiamente appagata, ma per la prima volta anche io mi sono affidata alle cure di qualcuno. Per la prima volta mi sono accorta di esistere anche per me stessa, ma come potrete immaginare, non è stata una mossa molto intelligente affidarmi a qualcuno che già aveva altri cazzi per la testa. Ho cominciato ad ammalarmi seriamente, ad annullarmi per lui. Avevo totalmente perso il controllo. Non mi era mai capitato di perdere così tanto la testa per qualcuno e quando è finita (Non gli servivo più, aveva conosciuto qualcun altro) sono anche caduta in depressione. Ho incontrato dei disturbi alimentari e per cercare di andare avanti mi affiancavo a casi anche più gravi dei suoi. È stato in quel momento che ho realizzato che in me mancava qualcosa, che sentivo un vuoto da riempire e che dipendeva da lui soltanto relativamente. Fatto sta che da quando è finita con lui non sono più riuscita a guardare nessun altro. Non riesco più ad accogliere serenamente qualcuno nella mia vita, non riesco a fidarmi di chi mi dimostra di tenere a me seriamente e soprattutto non riesco a chiudere gli occhi senza vedere i suoi. L’ho amato più del dicibile e anche oggi, anche se ci siamo lasciati da una vita, quando sento pronunciare il suo nome un brivido mi percorre lungo la nuca e mi si chiude lo stomaco. Lui non ha mai smesso di cercarmi, non so per quale motivo lo faccia. Continua a comunicarmi i suoi malesseri, depreca il fatto che nessun altra gli riserva le premure che ha ricevuto dalla sottoscritta. Mi parla spesso di fidanzate infedeli, di ragazzine che non lo cagano di striscio, ma mai un “come stai?”.
La verità è che da quando è finita, qualcosa dentro di me ha cominciato a ribellarsi. Qualcosa, più forte delle mie consuetudini ha cominciato ad urlarmi “Esisti anche tu, comincia ad aiutare un po’ te stessa”, ma nonostante questo, non mi sento mai davvero felice se non aiuto qualcuno a risolvere i suoi problemi. I miei continuano a rimanere irrisolti e intanto il tempo continua a passare..
Odio autocommiserarmi e sono il tipo di persona che non si lamenta mai. Non voglio che gli altri percepiscano da me negatività, anche perché nessuno di loro potrebbe aiutarmi. Ma non potete immaginare quanto mi senta frustrata…
Sentiti ringraziamenti per chi ha letto fino all’ultima riga, Charlene.

L'autore ha scritto 5 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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14 commenti

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  1. 1
    piero74 -

    esatto carlene! esisti abche tu! e ora che inizi a prendere coscienza anche dei tuoi problemi; ascoltala quella vocina dentro di te che te lo ricorda.

  2. 2
    verdebottiglia -

    Attraverso la cura dell’altro, in realtà ti prendi cura anche di te stessa. Ma è facile perdere il controllo della situazione, come è accaduto a te.
    Sai mia cara, i sentimenti umani sono un grande mistero. Amiamo persone che razionalmente parlando non lo meritano. Proviamo forti legami per gente che in termini reali ci da poco o niente.
    Eppure…non è così. Questo ragazzo ha comunque portato a galla il vuoto che porti dentro, e te ne ha fatto prendere coscienza. Non è poco. A modo suo certamente ti vuol bene, ma un tipo come lui scansa i legami veri perchè non potrebbe reggerli.
    Dov’è allora la soluzione?
    Sei ancora molto giovane. Nella vita imparerai che è saggio non avere mai fretta, nemmeno se hai compiuto già i 50 e tutto ti sembra da rifare.
    Accetta il bene che vuoi a questo ragazzo. Non è negando il tuo amore che ne uscirai. Indirizza il tuo “spirito di sacrificio” verso persone bisognose, fai del volontariato. E considera di poter anche intraprendere degli studi che un giorno ti faranno lavorare nel sociale.
    Hai bisogno di donare amore. E’ una cosa bellissima, non una malattia!
    Nel frattempo cerca di scoprire cosa ti piace veramente. Leggere? Viaggiare? Cosa? E fallo, dedicati a quello che ti può far lentamente ritrovare il sorriso.
    Io credo tu sia destinata a distinguerti nella vita. A distinguerti per la qualità e quantità di sentimenti nobili che sei in grado di provare. E’ una strada in salita. Ma puoi farcela.
    Hai una grande forza che non vedi. Non sforzarti. Tutto verrà da sè a tempo debito.
    Ti abbraccio e ti faccio i miei più cari auguri.

  3. 3
    arturoboschi -

    sei sulla strada giusta se inizi a pensare che il problema non sono i tuoi casi persi, ma tu ! il vero caso perso sei tu ! una volta che troverai la giusta “cura”, che capirai quali sono le tue stranezze e le tue mancanze, riuscirai senz’altro a trovare una persona “normale” al tuo fianco !

  4. 4
    Maurizio -

    Peccato Charlene, sembri una ragazza cosi intelligente tanto quanto stupida, a 18 anni, dovresti avere il mondo in una mano sola, e ti imbatti già in storielle a 700km di distanza, il tuo istinto da crocerossina inspiegabile, un po di vita normale ti farebbe bene, un ragazzo della tua città x esempio, un tipo in gamba che magari ha voglia di vedere il mondo, voglia di avventure, fare l’amore qua e là ecc ecc. Se fossi in te, proverei a voltare pagina, se proprio non riesci a cambiare o perlomeno a soffocare la tua indole da buon samaritano, di posti pieni di disagiati ne è pieno il mondo, oppure se vuoi fare davvero qualcosa di importante, aiutare gli animali, quella sarebbe davvero una grandissima cosa, io lo fccio ogni giorno, ed è una cosa che mi gratifica tantissimo; e smettila di autocommiserarti che non serve a nulla……vivi la vita e non lasciare che la vita ti viva, potrebbe essere tardi un giorno. Tanti saluti

  5. 5
    piero74 -

    non puoi mai voltar pagina se continui a leggere il capitolo precedente: così recita un aforisma: quando ho detto di ascoltare quella vociìna interiore che ti dice di pensare solo a te non ho voluto dirti di essere egoista, penso che l’abbia capito no?gli altri ragazzi del forum mi hanno preceduto e verdebottiglia lo ha fatto alla grande! quello che volevo dirti è di ascoltare anche i tuoi hobby, ascoltare ciò che ti piace fare a te! tu puoi continuare a fare del bene, ma nello stesso tempo non trascurarti; ciao.

  6. 6
    Charlene -

    Ringrazio sinceramente ognuno di voi per avermi dato una risposta, in modo particolare “verdebottiglia”, che in qualche modo mi ha fatta sentire meglio..
    Prenderò seriamente in considerazione l’idea di andare a lavorare nel sociale, sperando di trovare qualcosina da fare anche durante l’estate..

    Maurizio, penso sia inutile reprimere ciò che sono. In un modo o in un altro, verrebbe fuori ineluttabilmente..

    Piero, ringrazio anche te per il consiglio 🙂

  7. 7
    Spompo -

    Il post è chiuso. L’autrice lavorerà nel sociale, dove si entra di solito per concorso. Quindi lavorerà tra molti anni o forse mai. La risposta al titolo è NO, spesso una soluzione non c’è.

  8. 8
    sherazade -

    Verdebottiglia,
    – “i sentimenti umani sono un grande mistero. Amiamo persone che razionalmente parlando non lo meritano. Proviamo forti legami per gente che in termini reali ci da poco o niente.”

    – “Hai bisogno di donare amore. E’ una cosa bellissima, non una malattia!”

    meno male che esistono persone che sono consapevoli che non tutto nei sentimenti è comprensibile e razionalizzabile.

    uomini e donne di questa levatura sono davvero rarissimi ma di tanto in tanto compaiono e rendono meno ostici tutti gli altri!

  9. 9
    rossana -

    Charlene,
    ho ripreso il primo post, per capire meglio la tua situazione d’insieme.

    l’esperienza amorosa che hai descritto ha messo in luce, come giustamente ha evidenziato Verdebottiglia, un vuoto, a mio avviso essenzialmente emotivo.

    chi porta in sé grandi sofferenze oppure ha patito, come te, torti insanabili, ha bisogno più di altri di essere “risarcito” o rassicurato con una maggior quantità d’amore, da dare e da ricevere in scambi possibilmente arricchenti. avevi centrato molto bene il nocciolo della questione quando hai affermato: “per tanti anni la mia unica ragione di vita è stata prendermi cura degli altri”, attitudine che Verdebottiglia ha ottimamente interpretato con:
    “Attraverso la cura dell’altro, in realtà ti prendi cura anche di te stessa.”, pur essendo scontato che non potrai mai guarire gli altri se prima non sarai riuscita a guarire la tua pena segreta, cosa in alcuni casi del tutto impossibile.

    premesso quanto sopra, ora l’abuso patito nell’infanzia è archiviato o per lo meno appianato? non hai più la tendenza ad andarti a cercare persone “strane”? sei meno fragile di un annetto fa? ti senti guarita nell’animo?

    fai un serio bilancio con te stessa, prima di buttarti a capofitto in un’impresa che potrebbe deluderti di nuovo, non tanto per quello che il tuo ragazzo potrebbe apportare alla relazione quanto per le tue difficoltà di affrontarla e viverla con serenità.

  10. 10
    Charlene -

    Cara Rossana,
    Ti ringrazio innanzitutto per aver letto entrambe le lettere. Alla tua domanda rispondo di sì, questo tempo è stato per me prezioso per risolvermi e per investire il mio tempo in altro. Come ho scritto nella mia ultima lettera, ho dato ampio spazio allo studio, ho messo da parte l’amore e ho sempre categoricamente rifiutato chiunque provasse ad avvicinarsi. Proprio per questo sono fermamente convinta di quello che provo per S. Mi ha dimostrato in ogni maniera possibile che il suo interesse verso di me è sincero. È un rapporto completo, perché entrambi ci impegniamo per prenderci cura l’uno dell’altra. Del resto cosa avrebbe potuto mai guadagnare stando insieme ad una persona dilaniata nel profondo e dalle umili origini? E anche i miei blocchi sessuali, da quando sono insieme a lui, non sono altro che un vecchio ricordo. Posso dire che mi abbia salvato la vita ed è per questo che per la prima volta sto pensando di fare un passo così importante. Lui è diventato per me un punto di riferimento, se anche scegliessi lo studio non riuscirei a dedicarmi ad esso con l’impegno che merita. Avevo bisogno però di confrontarmi con voi altri, perché se provassi a parlarne con le mie amiche risponderebbero non con il loro parere personale, ma come un pappagallo che riproduce una mentalità che è giusta a prescindere, senza nessun tipo di ragionamento.

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