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Eravamo felici nella semplicità, la disoccupazione ci distrugge

di Tecla

Stasera ho bisogno di sintonizzarmi con il cuore.
C’è un ragazzo che tanti anni fa quel cuore l’ha catturato in pochi giorni. Era un cuore sofferente, sfiduciato e selettivo. Quell’essere così buono, carico di dolcezza, pazienza e premura, l’ha rapito con tante parole e ancora più carezze. Il mio primo amore. L’ho amato di un amore intenso, profondo, l’ho amato di un amore forte e tenace, l’ho amato di un amore protettivo e quasi materno, l’ho amato di un amore bambino e tenero, l’ho amato di un amore possessivo e folle come forse solo la prima giovinezza regala. Perchè l’ho considerato un regalo. Lui altrettanto. Turbinii di brividi ci avvolgevano quando ci abbracciavamo forte, scosse di rabbia quando litigavamo, impetuosi nella nostra giovinezza. Ma poi fare la pace spazzava via tutto e si ritornava quella coppia giovane che proseguiva negli anni con le passeggiate mano nella mano.

Eravamo sempre insieme. Siamo stati felici. Lo posso affermare con serenità. Ci bastava poco, in fondo, e forse è proprio questo il segreto, essere riusciti ad assaporarci la semplicità e trarre da lei il piacere più genuino e un po’ ingenuo. Passeggiare nelle sere d’estate, riuscire a strappare il permesso ai genitori proibitivi per dormire insieme ogni tanto, addormentarci con i piedi intrecciati, fare colazione insieme il giorno dopo, qualche tuffo al mare, le domeniche pomeriggio a parlare del futuro.

Ci siamo amati tanto. Anche di questo sono sicura.
Abbiamo fatto già giovanissimi l’uno per l’altra scelte importanti, di quelle che ti condizionano e cambiano la vita, che per molti nostri coetanei erano improponibili. Non mi pento di nulla. Ci spingeva l’amore, ci muoveva la gioia di ricordarci quanto eravamo fortunati giorno per giorno, ci incoraggiava la fiducia nel futuro. Eravamo ragazzi e ci sentivamo vivi. Io studiavo, lui anche. Abitavamo vicini, ci vedevamo quasi tutti i giorni. E ci bastavamo. Nonostante i problemi.

Perchè al di là della rosea armonia che c’era tra di noi, di problemi, in realtà, ce ne erano diversi. La difficile situazione che vivevamo nelle nostre rispettive famiglie, la timidezza che mi caratterizzava non facilitava le amicizie, a scuola con i voti me la cavavo ma la vivevo con ansia, e la mia ipersensibilità hanno spesso portato quell’eterea figura che avevo accanto, così matura per la sua età, ad asciugarmi spesso le lacrime, a consolarmi. Lui d’altro canto per non farmi soffrire consegnava alla sua introversione il dispiacere nel vedermi spesso sconsolata, o i suoi problemi, ingoiava quel che poteva senza farmeli pesare mai.

Crescendo la nostra quotidianità è inevitabilmente cambiata. Altri ambienti, altri soggetti diventavano via via scenari e comparse nelle nostre vite. Abbiamo visto amici venire e andare, piccole aspettative disattese, ma noi eravamo sempre lì, con le nostre passeggiate mano nella mano. Di delusioni ne abbiamo avute tante e non potrei non scegliere il plurale, quando uno dei due soffriva, soffriva anche l’altro. Quando io piangevo sul suo volto si disegnava la disperazione dell’impotenza e quando i suoi occhi si appannavano facendosi lucidi mi sentivo il cuore strappare. Parlo al passato, ma tutto questo appartiene anche al presente. Perchè abbiamo resistito a tutto e a tutti e siamo ancora due persone che si guardano e si vogliono un gran bene. Non so se posso definirlo Amore, o se l’Amore altro non è che continuarsi a voler un gran bene anche passato il batticuore, certamente se questo fosse, oggi ha tutt’altra forma di quello dei primi anni. Ma quello che conta è che continuiamo, nonostante sbagli e litigate, a prenderci cura l’uno dell’altro con una tenerezza che supera tutto.

Tra tanti alti e bassi, siamo ancora qui, non vediamo l’ora di poterci parlare, riconoscere sul volto dell’altro l’espressione che già conoscevamo prima di iniziare i discorsi, che per tutto il giorno abbiamo immaginato e aspettato di ritrovare. Cerchiamo l’uno gli occhi, le orecchie, la bocca e le mani dell’altro quando succedono le poche cose belle, quando si susseguono quelle brutte.
Ci continuiamo a sentire fortunati nel prenderci ancora per mano, nel baciarcela e nel stringerci in abbracci disperati. Ma non siamo più felici. Perchè se ai problemi ci siamo abituati, se una volta passavano, spesso si rivelavano transitori, meno importanti di quello che sembravano, stavolta una via d’uscita non la vediamo.

La nostra serenità è impedita dai seri problemi pratici e reali che condizionano le nostre vite. Non riusciamo a crearci un futuro, a trovarci un lavoro, né uno nell’altra. E nonostante mille tentativi, dalla formazione, ai corsi, alle ricerche assidue di un’occupazione, alla flessibilità in qualsiasi mansione e agli orari, nonostante la buona volontà e la motivazione, la preoccupazione non riesce a lasciarci. Ci addormentiamo preoccupati e ci svegliamo preoccupati, non facciamo altro che pensarci. Gli anni, i mesi, si rincorrono l’un l’altro e la speranza cala, e con lei la capacità di reagire. Spesso finiamo per prendercela l’uno con l’altro, rendendocene conto e scusandoci poco dopo reciprocamente, ma il malumore e l’amarezza salgono. Ne parliamo praticamente tutti i giorni, e lo sconforto è alto. Siamo fortunati, per l’ennesima volta, perchè nonostante tutto, troviamo conforto l’uno nelle braccia dell’altro. Ma ci sentiamo tristi perchè costruire una famiglia era tutto quello che volevamo, che abbiamo sempre voluto, e che vogliamo. Eppure, non so se il destino esista, ma in tal caso sembra essere conto di noi. Abbiamo continui problemi, uno dopo l’altro, alcuni quotidiani e con un po’ di sforzo superabili ma aggiunti a quelli più gravi e invalidanti, ci chiediamo perchè questa situazione dovesse succedere proprio a noi. Questa situazione che, in parte personale, in parte socio-economica, sta rovinando l’unica cosa veramente bella che mi sia capitata nella mia esistenza, l’unica (e grandissima) fortuna che abbia avuto.

Tutti dicono “non mollare”, “pensa positivo”, “prova a fare / prova ad andare..”, “hai provato..?” e sì, ci abbiamo seriamente provato, mesi e mesi di “lavoro su noi stessi”, passati ad accogliere consigli e provare ad attuarli, con tanta e sincera buona volontà. Ci siamo candidati anche per le mansioni più umili, inutilmente. Siamo arrivati al punto, esausti, di non crederci più, di pensare che nulla cambierà e non sapere cosa fare. Non mi aspetto che questo discorso lo possa capire chi non ha mai provato situazioni simili o chi, dopo aver trovato una soluzione, non ricorda più l’amarezza, l’ansia, il senso di smarrimento, di rabbia e di paura, il sentirsi “falliti” (per quanto abbia ancora dei momenti di lucidità in cui personalmente lo considero un concetto deviato, che però in questa società mi sembra essere il metro di misura d’eccellenza). Ciò non toglie che un lavoro sia necessario.

Questo è uno sfogo scritto con un nodo in gola. Avevo bisogno di farlo, nella speranza di incontrare qualcuno che si trovi, o si è trovato, in una situazione simile, più che altro confidando in un supporto psicologico da parte di chi sa cosa significhi vivere questo dramma, perchè i brutti pensieri che mi girano in testa mi fanno paura. Sto attraversando un periodo emotivamente molto difficile, stavolta mi sembra di non scorgere neanche un tenue spiraglio di luce in fondo al tunnel.

Grazie.

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Categorie: - Amore - Lavoro

21 commenti

  • 1
    Angelo9 -

    Nel titolo hai detto tutto. Purtroppo i problemi pratici rischiano di rovinare l’equilibrio del rapporto. Non permettetelo ! L’Amore è la cosa più salda su cui potete contare ed è fatto anche di malumori e momenti di tensione. Non spaventatevi per questo, anzi continuate a vivere il vostro Amore con ancora maggiore intensità .

  • 2
    dreamer -

    Ciao,
    nella lettera non scrivi di dove siete,non so se sia stata una scelta o meno. Per quanto riguarda la definizione della parola amore, io comincio a credere che sia proprio questo,e che non si possa pretendere un continuo batticuore in gola che caratterizza la fase dell’innamoramento. Ritrovarsi e ricercarsi on continuazione. Nonostante tutto. Si,cogli cosi l’essenza dell’amore.
    Al momento non posso pienamente capirti,faccio parte di quella fetta che descrivi che hanno, per il momento,una qualche soluzione,almeno per temporeggiare e non smettere di crederci. Però ricordo l’amarezza, quel senso di vuoto e fallimento, quella paura e ansia che spesso ancora mi coglie date le situazioni attuali di entrambi,comunque non stabili.
    Quando ti sembra di non aver nulla da perdere è assolutamente più facile rischiare. Quando hai qualcosa,per quanto non sia quello che vuoi,non sia soddisfacente e neanche sufficiente, hai paura di perderlo. Anche le briciole,quando le hai,le tieni strette.
    Non so quanti anni voi abbiate,per cui non userò frasi fatte perché non è vero che non è mai troppo tardi per farsi una famiglia, ma i tempi non sono comunque cosi stretti. Non permettete alla situazione attuale di corrodere il vostro amore. I litigi sono molto facili quando si è tristi. Anche i più piccoli momenti di serenità,teneteli stretti. Godeteveli lasciando il resto alle spalle.
    Una frase fatta pero voglio usarla: progetta come se la tua vita fosse infinita,vivi come se dovesse finire domani. Non perdere la speranza nel progettare,provare strade diverse,anche le più assurde per gli altri se pensi possano appartenerti. Ma ritagliatevi del tempo per vivere da vero come fosse l’ultimo giorno. Chiudendo la preoccupazione, imponendovelo, solo per quel momento.
    Io immagino questa risposta non abbia un’utilità, la soluzione in tasca non la ho purtroppo,ma ricordo il vuoto, e rischio di riviverlo perché, come ti ripeto, sono attualmente precaria,molto. Se mi soffermassi a pensare a questo, non riuscirei a vivere nulla.

  • 3
    Katy -

    La prima qualità dell amore, a mio parere, è la forza. Forza d animo, forza interiore, disciplina interiore. A parte le vostre meravigliose passeggiate e l affetto, devi inserire progetti. Progetti duri da scalfire. Le parole sono stupende, ma non fanno che confondere le idee. Vi amate, bon. Tanto basta. Stringere i denti e auguri un abbraccio

  • 4
    Lana -

    Ciao tecla. É molto intensa e commovente la tua lettera ed é straordinario sapere che esistono amori veri come il tuo. Mi rendo anche conto di come la situazione di precarieta economica possa avvelenare quest amore e mettervi a dura prova. Peccato. Dalla tua parte, ti posso dire che questa situazione non sará eterna, c é sempre speranza e possibilita di trovare un impiego. Io conosco coppie che hanno ben altri impedimenti: malattia, infertilita o semplicemente non si amano davvero. E qui c é poco da fare. Lo so che in questo momento non vedi via d uscita, ma credimi per voi C’É !! stringete i denti. Ciao

  • 5
    maria grazia -

    ciao Tecla
    ti rivelerò una cosa, una cosa che tutti di solito ignorano: E CIOE’ CHE NON E’ OBBLIGATORIO DOVERSI “CREARE UN FUTURO”. si può anche vivere da “poveri” e sentirsi COMUNQUE FELICI. L’ importante è riuscire a mangiare tutti i giorni. Certamente venti/trent’anni fa la vita era più facile per le coppie e per le famiglie italiane: se si sceglieva un dato lavoro si aveva la possibilità di mantenerlo nel tempo, con quello che si guadagnava si poteva comprare una casa e mantenere una famiglia, si potevano fare tanti progetti a lungo termine. oggi è cambiato tutto, si vive alla giornata e quello che vale oggi domani non esiste più, perchè la precarietà della vita è ormai un fenomeno globale. ma non è detto che questi cambiamenti siano necessariamente un male. so che sarò impopolare ( come sempre ) dicendo le cose dal mio punto di vista, vorrei però che le persone riflettessero sul fatto che se il vecchio sistema capitalista sta crollando, evidentemente è perchè quel sistema non reggeva più, o aveva delle falle. quindi probabilmente questi cambiamenti che stanno avvenendo sono necessari, anche se dolorosi. e non pensare che dico così perchè la mia vita è senza problemi ! anch’ io come tutti sono stata colpita duramente dalla crisi. ora il punto secondo me è questo: se il vecchio sistema è crollato, noi non possiamo regolarci in base a logiche nate da quel sistema, ma dobbiamo invece adattarci ai nuovi cambiamenti e valutare opzioni alternative rispetto a quelle tradizionali. tu dici che con il tuo compagno CERCATE UN LAVORO… ma se questo benedetto lavoro nessuno ve lo da, perchè NON VE LO CREATE VOI ? non è necessario investire grandi capitali o indebitarsi per avviare un’ attività. ci sono anche soluzioni semplici che non richiedono impegni economici di vasta portata o procedimenti burocratici infiniti. c’è la possibilità ad esempio di avviare piccoli commerci ambulanti o piccole attività autonome con il solo permesso del comune, o al limite prendendo accordi con la guardia di finanza e gli enti locali facendo presente la vostra situazione, dicendo che le licenze vi servono assolutamente, o facendo domanda per ottenere agevolazioni fiscali. potete anche valutare l’ idea di lasciare l’ Italia se qui non avete sbocchi di nessun tipo, e di trovare un lavoro all’ estero magari nella stessa azienda, o di avviare direttamente un’ attività in proprio perchè all’estero in queste cose creano molti meno problemi.

  • 6
    maria grazia -

    Le soluzioni Tecla sono tante, io te ne ho dette solo alcune, ma ti assicuro che alla vostra situazione c’è rimedio ! basta cercarlo e valutare tutte le opzioni possibili e immaginabili ! se volete mettere da parte un pò di soldi, dovete anche valutare l’ idea ( se non lo avete già fatto ) di accettare di svolgere lavori fuori dal comune, se questi possono darvi un’ opportunità. c’è ad esempio gente che si guadagna da vivere leggendo i tarocchi, o facendo animazione nei locali e nei villaggi turistici, c’è chi si improvvisa pescatore o piadinaro e poi vende le sue leccornie nelle piazze in modo itinerante. c’è chi raccoglie soldi affittando locali per conto di altri in cui si organizzano feste e ricevimenti per la gente danarosa che vuole divertirsi, una specie di PR in versione extra-discoteca…non c’è nulla di male a fare questi lavori, se vengono svolti con serietà e onestà; dalle mie parti ( in veneto )la gente si inventa le più disparate mansioni in proprio, anche a domicilio, perchè ormai le aziende stanno chiudendo tutte e di lavoro non se ne trova più da nessuna parte se non sei la moglie di questo o l’ amico di quell’ altro. non entro nel merito della vostra situazione perchè non la conosco dal vivo, ma da quello che scrivi mi pare di capire che non le avete tentate proprio tutte… poi se ti va sarai tu a darmi una risposta… un grande saluto !

  • 7
    Tonyk182 -

    Ciao Tecla, la tua lettera è molto intensa e commovente, mi è piaciuta molto perchè mi ricorda la mia relazione più importante. Per tanti anni, quelli dell’Università, è stata proprio come l’hai descritta tu, e i problemi che hai riportato al termine degli studi, sono esattamente quelli che mi trovavo davanti io con la mia lei. Leggo la tua lettera con tanta speranza per te, per voi due. Nel mio caso gli stessi problemi che hai descritto, hanno portato inesorabilmente alla chiusura della storia. Voi invece no, state andando avanti con forza, e dovete continuare. Credimi, il vostro amore è solo appannato dai problemi, ma c’è ancora, e si percepisce chiaramente da come scrivi. Te lo dico perchè a distanza di anni, col senno di poi, penso lo stesso della mia storia, così simile alla tua e finita nel peggiore dei modi. Questa convinzione è per me talmente forte che nonostante il tanto tempo trascorso ancora mi addolora. Quindi, se il mio senno di poi può esserti di aiuto, ben venga, e per questo motivo spero che il mio “non mollare” ti sia almeno un pochino più di conforto degli altri.
    Vi auguro il meglio, rigorosamente insieme.

  • 8
    Tecla -

    Ciao a tutti.

    Tonyk182: leggendoti ho pianto, percepisco che sono parole sentite, volevo fartelo sapere d’impatto. Grazie di cuore.

    A tutti gli altri: vi ringrazio per le vostre parole, per essere passati di qui e avermi lasciato, ognuno a vostro modo, un sostegno. Oggi, scusatemi, è proprio una giornata nera. Conto però di rispondervi in modo più dettagliato quanto prima, quando mi è più facile concentrarmi in quello che scrivo. Grazie ancora.

  • 9
    Tecla -

    Angelo, ti ringrazio per le tue parole, sono molto belle, ma purtroppo la situazione non aiuta ad amarsi con maggiore intensità. Ci sono momenti di profonda comprensione e disperazione l’uno per l’altra, momenti quasi ..”spirituali” tanto ci si sente uniti in questo vicolo cieco, che probabilmente un benessere generico non permetterebbe. Questo sì. Ma continuare così è molto più dura delle belle parole, che tuttavia, apprezzo molto e ti ringrazio.

    Dreamer, quello che mi hai scritto è dolce. Mi sono sentita capita, mi è servito e mi serve tanto. Concordo su quello che dici, dalla facilità di litigare quando le cose vanno male, che sembrerà anche scontato ma a provarlo è tutt’altra storia, alla paura di perdere il poco che si ha. Ti auguro davvero che le cose vi vadano per il verso giusto. Vi sono vicina. Tanti cari auguri Dreamer!

    Katy, capisco il tuo punto di vista anche se non lo condivido. Per me amare qualcuno è più semplice ed immediato della “disciplina”. D’altro canto se non ci fosse un sentimento forte (che è appunto istintivo e non razionale) alla “disciplina” non ci sarebbe alcuna motivazione, ma questo è il mio modo di vivere un rapporto di coppia, tu hai giustamente il tuo. Credo che sia naturale che ci siano dei progetti in una coppia. Il problema è più pratico. Inoltre, andrò anche controcorrente, ma sto provando sulla mia pelle che la volontà non può tutto. Grazie comunque.

    Lana, ti ringrazio per il tuo messaggio. Grazie per l’incoraggiamento, per quanto non mi consoli sapere che ci sono persone che vivono situazioni terribili, apprezzo tanto il tuo tentativo di ricordarmi che c’è chi sta peggio. Semplicemente siamo esseri umani e ognuno sente il proprio malessere. Grazie ancora.

    Maria Grazia, non lo so se tu sia solita sentirti controcorrente, ma non solo ho apprezzato molto il tuo intervento, sono proprio d’accordo.
    Partendo dal discorso della “povertà”. Credo che tu intenda la “povertà” relativa, intesa come un’impostazione di vita più sobria, semplice, essenziale. Con “crearmi un futuro”, forse mi sono espressa male, intendevo questo. Non mi interessano chissà quali cose. Potermi rendere indipendente economicamente, poter avere un tetto sopra la testa, poter mangiare, vivere con il necessario, magari il più possibile fatto da noi, e qualche piccolo sfizio ogni tanto, tutto qui. Non ho mai avuto un legame con gli oggetti, o gli abiti, o i possessi in generale, non è questo che sogno. Mi manca tanto un pò…

  • 10
    Tecla -

    ..di serenità.
    Per quanto riguarda i tuoi utili suggerimenti, l’idea di creare un lavoro anziché cercarlo l’ho pensata tante volte. Forse complice la zona di provenienza (abito vicino a te, al nord), sono sempre stata parsimoniosa e ho sempre risparmiato tutto quello che potevo, quando ho lavorato ho accantonato quasi tutto, e anche il mio ragazzo. Ma è ugualmente troppo poco. Oltre alle iscrizioni a informagiovani, centri per l’impiego, agenzie, contemporaneamente a decine di cv inviate ogni giorno (ci siamo candidati per decine e decine di lavori diversi, dalle pulizie alle mansioni per cui abbiamo studiato, dai vendemmiatori ai dog-sitter, dagli annunci più stravaganti ai più “ambiziosi”) a corsi e a cercare tattiche per risparmiare, ho preso appuntamento 3 volte alla camera di commercio negli ultimi anni. La mia speranza erano dei progetti di finanziamento per i giovani, o per le donne (io rientrerei in entrambi). Ma tutte e tre le volte (2 con la responsabile del settore, una con un’altra dipendente), oltre ad essere stata scoraggiata ad avviare un’attività senza esperienza e senza risorse, è stato risposto che i finanziamenti erano da considerarsi come rimborsi. Ossia prima bisogna anticipare i soldi, e poi vengono rimborsati.
    Tra l’altro, neanche a farlo apposta, le mie diverse idee erano legate ad attività semplici, ambulanti o agricole.
    Ad esempio, Maria Grazia, io mi alzerei volentieri alle 4-5 del mattino, l’ho già fatto, e mi piaceva! Andrei volentieri anche a lavorare al mercato. Dalle mie parti noto che le bancarelle che ancora funzionano sono alimentari. E anche se dovessi acquistare un furgone, dovrei cercarlo refrigerato, e solo quello ha un suo costo che difficilmente riuscirei a coprire. Senza contare la merce, suppongo certificati, e forse corsi necessari, assicurazioni e quant’altro. Credimi, sarei contentissima, il sacrificio avrebbe senso non per arricchirsi ma per vedere almeno uno spiraglio di luce, per sentirsi di nuovo utili.
    Sto cercando da mesi in internet storie di persone che dal niente hanno rivalorizzato, ma per quasi tutte c’erano già delle basi (un terreno ad esempio) , ho sentito di molti progetti agricoli ad esempio, li ho trovati bellissimi. Se avessi un terreno già mi inventerei qualcosa, coltiverei frutta e verdura, ci metterei un bel cartello “produzione propria” e porterei un pò di volantini in giro. E credimi sarei tanto contenta! Ma così non so cosa inventarmi. Ci vorrebbe un pò di fantasia, e fortuna.

  • 11
    maria grazia -

    cara Tecla
    ti ringrazio per le tue belle parole rivolte ai miei commenti, perchè in effetti sono abituata più ai giudizi e alle critiche e a sentirmi, come hai detto tu, la pecora nera della situazione che esprime cose considerate “folli” dalla massa 🙂
    Devi tener presente ,come ti avevo già anticipato, che il nostro paese, l’ Italia, purtroppo non favorisce la libera iniziativa, e chi non parte avvantaggiato ( perchè magari ha già dei possedimenti o è di famiglia benestante ) si trova in serie difficoltà, proprio come te e il tuo ragazzo. devi inoltre considerare che il nostro paese è arretrato non solo in quanto a elargizioni finanziarie per progetti imprenditoriali, ma anche proprio a livello di valutazione e accettazione di NUOVE IDEE. io ad esempio una volta ho presentato il progetto per un oggetto portabile di uso femminile che sarebbe servito alle donne per fare pipì senza aver bisogno di sedersi, quando ad esempio ci si trova fuori casa e non si dispone di un gabinetto pubblico, o quando l’ igiene di quest’ ultimo è carente. l’ idea era stata accolta con un’ enorme diffidenza da parte di coloro a cui l’ avevo proposta, salvo molto tempo dopo scoprire che nel nord Europa questo prototipo è stato poi effettivamente fabbricato e messo sul mercato ! questo per dirti quanto la mentalità del nostro paese sia ancora troppo rigida e chiusa rispetto alle innovazioni, specie quelle tese a rivoluzionare e MIGLIORARE la vita delle donne. il mio consiglio è quello di guardare anche oltre frontiera, come già ti avevo suggerito, e di cercare una via d’ uscita anche e sopratutto per vie non convenzionali, perchè alla fine, PER I POVERI E COMUNI MORTALI COME NOI, si rivelano sempre le più percorribili ! se vuoi approfondiremo ulteriormente il discorso. facci sapere… un grande abbraccio !

  • 12
    dreamer -

    La ricerca di una vita semplice,senza troppe pretese. Mi viene in mente l’introduzione che e stata fatta ad un master sul settore no profit: tutti chiedono lavoro pochi propongono,progettano,offrono idee concrete. Forse siamo tutti troppo affranti e scoraggiati, c’e la crisi che ci divora e ci toglie anche la voglia di tentare,fatica sprecata,pensiamo. Pero sono d’accordo con la risposta di Maria grazia. Creare un lavoro. È il discorso di non aver nulla da perdere e poter mettere tutto in gioco. Siete in due,potete farcela restando uniti. Io posso dirti che il mio lavoro,precario,e quello del mio ragazzo,al momento ci permettono di arrivare a fine mese ma,non ci vediamo quasi più,pur vivendo sotto lo stesso tetto. E un continuo lavorare per sopravvivere e si finisce per vivere per lavorare. A volte penso di essere una bambina viziata quando penso di odiare questo lavoro,perché mi da da vivere ma,forse,esiste un modo diverso di vivere,qualcosa che sia più spazio noi,uno stile più slow. Forse sono solo parole campate in aria ma,sembra un circolo vizioso. Non si ha lavora e si soffre per questo,non si riesce a vivere, si entra nel mondo del lavoro e,soprattutto agli inizi,non si ha più tempo per vivere,ne energie. Ti danno qualche soldo e totolgono la linfa. Io poi vengo da una situazione strana,da piccola avevo una vita agiata,scuola privata,ambiente d’élite. Poi,crisi economica dei miei e all’improvviso mi sono trovata a dovermela cavare da sola e sostenere io loro. L’ambiente che avevo intorno mi è improvvisamente sembrato cosi ostile. Ma ti dico anche che,da quando fatico,sudo,mi ammazzo,mi sento più orgogliosa,più forte,e apprezzo ogni virgola. Guardo chi ha molto più di me,chi si è trovato incredibilmente avvantaggiato ma ho imparato una cosa: prima o poi per tutti può arrivare una resa di conti,un momento in cui bisogna raccogliere i cocci e ripartire dq zero,e in questo senso,chi è abituato ad avere meno,è più avvantaggiato perché sa sorridere di più anche senza la Tv. Non so se hai capito il senso….per intenderci,mia madre mi diceva sempre:” ti auguro di poterti permettere sempre una donna di servizio per non Dover stirare”…io a mia figlia,se mai l’avrò dirò :” ti auguro di imparare a stirare,cosi non avrai mai bisogno di una donna di servizio che stiri per te”. Lo capisci il senso? Io ci credo davvero,fra i dolori e i litigi,mi godo molto di più gli istanti di relax e i sorrisi.

  • 13
    Kid -

    Tecla , spero che intanto uno dei due abbia un pizzico di fortuna. Ma camminate insieme e non avere dubbi perché siete ancora bellissimi come un tempo . Per molti oggi è un rimettersi in discussione , si perdono conquiste fatte col sudore ed i sacrifici ed è dura andare avanti ogni giorno, e capisco quello che possiate provare quando si soffre per sé stessi e per l’altro! Ma almeno una cosa buona l’avete e non è facile che s’incontrino due persone parimenti altruiste verso l’altro come voi due , quindi tenete duro sentimentalmente parlando!

  • 14
    Tecla -

    Maria Grazia: anch’io avrei un paio di nuove idee, cioè partirebbero in realtà da idee già conosciute ma riviste. E mi piacerebbero tantissimo, anche se sono comunque idee che richiederebbero molto sacrificio, lo farei volentieri. Mi manca però la spinta di partenza. E credo anche un pò di coraggio. Non ho una cifra sufficiente e forse anche avendola pensandoci avrei paura, perchè nella vita non ho avuto fortuna, non credo molto in me, non ho nessun adulto di cui possa fidarmi che mi possa aiutare a capire come funzionano le cose, come comportarsi. Ho sempre fatto da me il più possibile, mi piace arrangiarmi, ma su certe cose, come l’avvio di un’attività, un supporto da parte dei genitori magari, soprattutto psicologico, mi servirebbe tanto. Mi sento come una formica (inteso come invisibile, insignificante, spaesata) tra gli elefanti (a dispetto dei dati della disoccupazione, non conosco nessuno nella nostra situazione, sembrano tutti occupati, felici, esperti, “capaci di vivere nel modo giusto”). E questo mi demoralizza, mi fa credere di essere l’unica incapace. E certo, sarei contenta di parlare con te, approfondire il discorso, volentieri, sì 🙂

    Dreamer: credo di aver capito a grandi linee il discorso. Correggimi se sbaglio, mi sembra che tu intenda che la struttura socio-economica-lavorativa porta le persone a cercare disperatamente un lavoro, a stare male non avendolo e una volta ottenuto in un certo senso è come firmare un patto con la libertà ed entrare in un circolo vizioso dove davvero l’unico (ma grande) aspetto positivo è riuscire ad apprezzare le piccole cose. Se non sono troppo indiscreta, posso chiederti che lavoro fai?

    Kid: grazie! Ci stiamo provando, credimi. Che carino che sei stato nello scrivere le tue righe, mi rincuorano le parole come le tue, sentirsi un pò compresi, sentirsi incoraggiati. Poi sono di lacrima facile, mi emoziono facilmente e così vi sono doppiamente grata! Grazie Kid, grazie davvero. Auguro sinceramente fortuna anche a te, su ciò che hai più a cuore.

  • 15
    maria grazia -

    “Non ho una cifra sufficiente e forse anche avendola pensandoci avrei paura, perchè nella vita non ho avuto fortuna, non credo molto in me, non ho nessun adulto di cui possa fidarmi che mi possa aiutare a capire come funzionano le cose, come comportarsi. Ho sempre fatto da me il più possibile, mi piace arrangiarmi, ma su certe cose, come l’avvio di un’attività, un supporto da parte dei genitori magari, soprattutto psicologico, mi servirebbe tanto.”

    ecco Tecla ! credo che il succo del problema stia qui ! tu probabilmente ti eri già resa conto da tempo che è giunta l’ ora di fare dei cambiamenti importanti nella tua vita. MA QUESTI CAMBIAMENTI TI FANNO PAURA. e sai perchè ti fanno paura ? perchè, più che dell’ esterno, DEVONO PARTIRE DA DENTRO DI TE ! non avendo nella vita chi ti supporta ( nè economicamente nè moralmente ) a maggior ragione sei cosciente di dover rivoluzionare i tuoi schemi mentali circa le tue convinzioni in campo economico e lavorativo. ma forse non sai da dove cominciare, o forse hai solo paura di fallire. però Tecla devi tener presente che se non fai tentativi concreti – nelle tue possibilità – per cambiare hai già fallito in partenza, e questo credimi è MOOOOLTO più grave che fallire DOPO AVERCI PROVATO. il trucco è molto più semplice di quanto sembra e si può riassumere in poche frasi: se nella tua vita vuoi eliminare certe cose, non adottare più i comportamenti e gli atteggiamenti che ti procurano QUELLE COSE. al contrario, se nella tua vita vuoi ottenere determinate cose, metti in atto I PENSIERI E LE AZIONI che ti permettono di ottenere queste cose, qualunque esse siano. non stare più a soffermarti sui pensieri negativi, non stare a pensare a quello che non hai, PENSA INVECE A QUELLO CHE VUOI OTTENERE E CONCENTRATI SU COME OTTENERLO. continuare a rimuginare su quello che ti manca è del tutto inutile, non ti porta nessun beneficio e ti toglie anche preziose energie ! so che tutto quello che ti sto dicendo ti suonerà un pò assurdo, starai pensando che la faccio troppo semplice. ma la realtà è questa ! tu non hai bisogno di nessun altro che creda in te, SE NON TE STESSA ! e prima cominci a credere che TU SEI IN GRADO DI REALIZZARE QUALCOSA, PRIMA COMINCERAI – anche inconsciamente – A STUDIARCI E A LAVORARCI.

  • 16
    maria grazia -

    @Tecla
    e non ti mettere in testa che dovrai ottenere risultati economici in tempi brevi. il lavoro – specie quello autonomo – richiede STUDIO, ORGANIZZAZIONE, PREPARAZIONE, VALUTAZIONE DEI PRO E DEI CONTRO, COMPETENZA. scegli qualcosa che ti piaccia veramente fare, che senti TUO, al di là delle prospettive di guadagno. e quando quel qualcosa lo avrai trovato, dedicatici con amore, buttatici anima e corpo. con impegno quotidiano costante, con un preciso piano giornaliero di azione, con perseveranza e con metodo. e, lo ripeto, se qui in Italia ti rendono le cose difficili, insieme al tuo uomo create il vostro progetto o i vostri progetti all’ estero. alla fine è importanti essere CONTENTI E NON DOVE SI VIVE ! Dimentica di essere una “disoccupata in mezzo agli occupati ” ( tieni presente che molte persone non sono così sistemate e felici come appaiono ), dimentica la paura, la sfiducia, la titubanza. sono i peggiori nemici del successo ( si successo ! gridiamolo forte che vogliamo anche un pò di successo ! non è una parolaccia… ). e tieni sempre a mente che tu, come tutte le persone, hai qualche dote incredibile e meravigliosa che aspetta solo di essere scoperta ( o messa in risalto )!

  • 17
    Kid -

    Tecla

    Grazie a te , la tua storia come l’hai scritta mi ha fatto rivivere qualche ricordo ma soprattutto un desiderio che fino ad oggi non ha avuto miglior sorte . Ma spero che un giorno succederà anche a me di incontrare un stella luminosa come te!
    Due mesi fa ero sotto un treno , tutto andava per il peggio ed era l’apice di un lungo periodo molto difficile e distruttivo interiormente ed ero completamente smarrito . Poi , da pochi giorni mi si è aperta una opportunità che se andasse in porto comporterebbe non un semplice miglioramento ma il raggiungimento del successo, in tutti i sensi , e la conferma della validità delle mie scelte , che non solo mi sono state criticate ma hanno anche portato le donne che ho avuto più vicine in questi ultimi anni ad abbandonarmi non credendo in me .
    Non è bello essere e sentirsi soli nelle tante difficoltà della vita ma ormai ho imparato a contare solo su me stesso! Pazienza , questo ha voluto per me il destino!
    Spero anche per voi che si aprirà uno spiraglio per quanto desiderate , perché ve lo meritate davvero,sia per la vostra purezza d’animo , sia per il vostro valore come persone! Dovreste essere un esempio per tanti che alle prime difficoltà , invece che aiutarsi , si pugnalano alle spalle in nome della ricerca egoistica della propria realizzazione personale . Incrocio le dita per voi , non mollate e spero di trasmettervi un pizzico della fortuna che dopo tanto tempo sembra avermi strizzato l’occhio ! Un bacio.

    Se hai o avete bisogno di supporto, non già per le informazioni per aprire una attività , che te le potrebbe dare un qualsiasi caf o commercialista , ma per una valutazione della tipologia di attività sono a vostra disposizione , ma di agricoltura non me ne intendo molto , sorry!
    Ma di molte altre cose penso proprio di sì , quindi se ne può parlare!

  • 18
    dreamer -

    Ciao tecla,
    io lavoro nel settore dei trasporti,non so ancora per quanto. In parte hai colto il significato di quello che volevo dire,ma c’e dell’altro che non ho saputo esprimere. Avevo grandi sogni e grande voglia di progettare prima di questo lavoro. Passioni che volevo trasformare,creare. In cui volevo investire il mio tempo. Quando sapevo di avere le spalle coperte. E anche quando mi sono trovata in mezzo alla crisi dei miei,con un cambio radicale di vita che e stato difficile da accettare,speravo di portare avanti i sogni e farli fruttare. Con impegno,dedizione e sacrificio,come diceva Tecla. Poi è arrivato questo lavoro. Uno stipendio certo almeno per un Po. Che serviva ai miei,a me,alla mia coppia. Non potevo certo rinunciare nella speranza di concretizzare un sogno. Ed eccomi,da tre anni la mia vita e dedicata esclusivamente a questo lavoro,la mia vita di coppia,sebbene co sia qualche soldo in più è peggiorata,il mio umore anche,i miei sembrano non riprendersi comunque e anzi,vedo il mio lavoro costantemente prosciugato senza che vi sia un miglioramento di vita. In compenso ora sento ” il peso di questo lavoro”, nel senso che mi sentirei una folle a lasciarlo per altro,sento che i miei fanno affidamento anche su questo ora,e mi sento un animale in gabbia. Vivevo male,prima di questo lavoro,non avevo neanche quei soldi che ho ora,ma per quanto male,riuscivo a sopravvivere,con continue lamentele generali della mancanza di soldi. Ora ho un lavoro che non amo,prendo qualche soldo ma le lamentele son sempre le stesse. E in più mi manca il tempo per vivere e sento il peso di responsabilità più grandi di me. Quello che intendo e che non è sempre oro quel che luccica, quando si hanno i soldi comunque non bastano mai,ci si dimentica della vita per lavorare e i sogni diventano rimpianti. Per quanto possa sembrarti assurdo,partire da zero e un ottimo punto di partenza perché vuol dire che quella situazione di zero di partenza la conosci,hai imparato a viverci.nonostante tutto,nonostante i litigi e le difficoltà. Non sarai fra quelle che si lamenteranno perché non hanno il collegamento a internet super veloce, perché non riusciranno ad andare in vacanza,perché non hanno il vestito di lusso. Purtroppo io,come molti,essendo abituati a standard alti,mi sono letteralmente rovinata la vita all’inizio,non apprezzando nulla di quello che avevo,vedendo solo quello che non riuscivo ad avere più. Ho perso 5 anni della mia vita cosi. Non fare quest’errore.

  • 19
    Tecla -

    Ciao di nuovo!

    Maria Grazia: quello che mi dici è sensato, credo che me lo direbbero un pò tutti. E’ probabile, io non lo so, che quand’è la fine i tuoi ultimi post riassumano un pò la “formula”, cioè che vaghiamo tanto, soffriamo, per poi renderci conto che tutto stava nel cambiare pensieri e modi d’azione. Potrebbe essere che è esattamente come dici. Sai cosa? Io penso che, nel bene e nel male, cioè nei momenti belli e in quelli brutti, passando da uno all’altro nell’altalena della sorte, una cosa attiri l’altra. Nel senso che se, in un momento sereno, magari accade qualcosa di doloroso, qualcosa che magari si fatica ad assorbire, si iniziano a concatenare quasi di conseguenza altri avvenimenti tristi, o dolorosi, o difficili. E anche nel bene, sono uscita da altri periodi brutti senza accorgermene, se non a ritroso, grazie ad una buona notizia in mezzo alla negatività, una rosa nel deserto. E non dico che queste cose piovano dal cielo, o che non dipendano in alcun modo dalla volontà. Però, permettimi di pensare che un pò di destino, un pò di “fatti indipendenti dal proprio potere” influiscano sulle nostre esistenze. Come ripeto, questo non è un discorso per dire che non mi voglio impegnare, solo che tra le continue avversità forse mi servirebbe anche solo una cosa bella che apra le danze ad un nuovo inizio, che mi restituisca energia ed entusiasmo verso la vita, fiducia nel prossimo, in me, in noi, nel futuro. Non so se hai mai fatto qualche lavoretto manuale a maglia, ma per farti un esempio, se non c’è il primo punto, non puoi iniziare la catena degli intrecci del filo. Intendo più o meno questo! Grazie per il tuo sostegno, per avermi ascoltata e avermi raccontato un pò delle tue esperienze.

    Kid: sei molto gentile. Vorrei sentirmi “una bella persona” come ci vedi tu, ma la tensione di queste ultime settimane sta tirando fuori il peggio di noi. Però sì, se c’è qualcosa di cui siamo sicuri è che nonostante tutto, non so nemmeno io come, dopo litigate irruente e anche cattive, toccato l’apice della disperazione, appena gli animi si placano un pò, torniamo a metterci l’un l’altro al primo posto rispetto noi stessi. Credo che questo sia il nostro “miracolo”, inteso nel senso profano e laico del significato, un meccanismo “magico” che posso supporre non appartenga singolarmente né a me né a lui, quanto al “noi”.
    Per la tua disponibilità: wow!!! In effetti, non so di cosa tu ti occupi, però una domanda, su come tu ti muoveresti,

  • 20
    Tecla -

    e se secondo te potrebbe essere un’idea fattibile e non troppo strana, insomma, un punto di vista, un parere, ce l’avrei per te, posso fartela qui?
    Ad ogni modo, ti ringrazio ancora. E mi fa davvero piacere venire a sapere che tu ti stia un pò riscattando dopo tante difficoltà. Mi fa piacere per te in particolare, e mi viene da sorridere, e avere più speranza, quando sento arrivare una ricompensa a chi ne ha passate tante. A volte, se ‘è qualcosa al di sopra di noi, sembra funzionare finalmente nel senso giusto!

    Dreamer: adesso con le delucidazioni ho compreso meglio il discorso. C’è una frase, sarà anche fatta, ma la trovo corrispondente alla realtà, che cita, più o meno, che più in alto sei, più quando cadi ti fai male. Poi, certo, dipenderà anche da tanti altri fattori, però vivere uno sconvolgimento è già spiazzante quando si passa da una situazione sfavorevole ad una improvvisamente migliore, posso immaginare che al contrario sia dura.
    Dal mio canto, posso considerarmi fortunata. Sono nata in una famiglia “povera”, e ancora una volta intendo una povertà relativa. Intendendo che ho sempre avuto un tetto sopra la testa e del cibo sul piatto, ma ho sempre condotto uno stile di vita semplice, di estrazione contadina/operaia, anche da piccola, quando andavo a scuola notavo che il mio standard di vita era un pò più basso dei miei compagni, da me si arrivava a fine mese per un soffio, portavo i vestitini del mercato e non sempre potevo andare in gita. Nonostante abbia vissuto ancora negli anni fiorenti del boom economico, della lira generosa, anche quando magari la mia famiglia si poteva permettere qualcosa (poco però) in più, in realtà si sono sempre orientati al risparmio e alla sobrietà. E la ritengo una fortuna. Perchè in realtà la trovo una “dolce dimensione” quella in cui hai il sufficiente per soddisfare i bisogni primari, qualche piccolo capriccio, qualche risparmio per affrontare gli imprevisti ma senza l’ossessione dell’arricchirsi. E questo mi è stato trasmesso, ed io sogno. Forse sarà una visione semplicistica e limitata, forse sembrerò anche sciocca, ma questo è quello che vorrei, magari riallacciando un pò i contatti con la ruralità. Ne sono stata influenzata e nei momenti in cui lavoravamo sia io che lui, abbiamo messo da parte qualcosa. Non vedendoci mai, come sta succedendo a te e al tuo ragazzo. Ricordo quelle sensazioni, capisco quello che racconti (mi dispiace, continuerei il discorso, ma mi sta finendo lo spazio a disposizione)..

  • 21
    maria grazia -

    Tecla
    non ho mai lavorato a maglia, non ci sono proprio portata 🙂 ma capisco bene cosa vuoi dire e credimi è un pensiero condiviso da tutti noi ! è un pò come quando giochi a biliardo e la vittoria arriva più facilmente dopo che riesci a buttare in buca la prima palla, perchè poi ti senti più “tranquillo” e la vittoria ti sembra più vicina… ecco, penso che nella vita il concetto sia un pò lo stesso: cominci dalla PRIMA COSA, magari la più ostica, e quando la risolvi cominci, anche senza rendertene conto, A PREDISPORTI MENTALMENTE perchè ci sia un successivo concatenarsi di avvenimenti positivi. ma finchè questo “salto” non lo fai, finchè non muovi il primo passo, anche di fronte a una situazione che fosse oggettivamente disastrosa, purtroppo non può succedere nulla ! i pensieri positivi producono energie di alto livello intorno a noi, e queste energie – assolutamente sottovalutate perchè non le vediamo e non le tocchiamo – IN REALTA’ ESISTONO e hanno effetti potentissimi sull’ evolversi degli eventi. ecco perchè è importante non alimentare intorno a noi blocchi invisibili, pensieri negativi.
    intanto, abbandonando un attimo le astrazioni, ti do subito due dritte pratiche che spero ti possano essere utili: in Spagna c’è un tizio che offre a titolo gratuito i locali e le merci per svolgere determinate attività commerciali autonome, in cambio – credo – di una compartecipazione. mentre in Albania, il governo albanese, in accordo con una certa fazione politica italiana, fornisce a titolo gratuito ( senza dover sborsare alcun investimento in denaro ) le terre e i locali per svolgere attività di produzione e vendita di alimentari. questi due sono solo un paio dei tantissimi progetti in atto per favorire la libera iniziativa di persone che, come te e il tuo ragazzo, in Italia non trovano nessuna opportunità. se ti interessa avere informazioni dettagliate in merito, ti lascio la mia mail, con la quale potrai contattarmi in privato: lapecoraneram@libero.it
    ricordati di essere anche tu a non tralasciare di informarti costantemente su questo tipo di iniziative, anche tramite la rete.
    un abbraccio

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