L’elogio della morte
Ahhhh che grande cosa è la morte!
Pochi ne parlano, tutti la temono, molti la desiderano o l’hanno desiderata almeno una volta…
Quando siamo felici, viviamo tutti come se la morte non ci riguardasse…
Come se la nostra vita durasse in eterno e non dovesse mai finire.
Quando invece siamo tristi, tutti ci pensiamo e spesso arriviamo a desiderarla, anche se pochi hanno il coraggio di confessarlo. Pochi fanno il passo decisivo, perché alla fine vari motivi ci fermano: l’istinto di sopravvivenza, la paura del dolore, l’incertezza del nulla…
Al giorno d’oggi questo argomento, nella nostra società, è un tabù anche più del sesso.
Quasi come se parlare della morte e delle sue conseguenze, sia di per sé equivalente alla morte stessa.
E per questo pochi ci riflettono realmente, e ancora meno persone prendono in considerazione il fatto che prima o poi dovranno esse stesse morire.
Basta guardarsi un po’ attorno per capire quanti illusi ci sono a questo mondo…
Tutti presi nelle loro vite frenetiche, nei loro doveri, nei loro sogni…
Pare che non riescano neanche a rendersi conto che cose come potere, denaro, fama nulla possono contro di essa.
Persino l’amore deve cedere il passo alla morte e chinarsi di fronte ad essa. Nulla possono le lacrime e i lamenti a resuscitare la persona amata. Lacrime e lamenti che cederanno il passo ad un nuovo amore, rivolto ad un altro individuo. Ehhh sì… la morte è anche più forte dell’amore…
Se un giorno i morti dovessero tornare alla vita, chissà quanti di essi troverebbero il loro consorte insieme ad un altro/a… Non c’è niente che il tempo e la morte non riescano ad annientare.
Ma alla fine sarà solo la morte la nostra vera amica, la nostra unica compagna, l’unica nostra speranza di giustizia, pietà e pace, laddove la vita è ingiusta, crudele e opprimente.
Spesso tacciamo la morte di crudeltà, senza renderci conto che ad essere crudele non è la morte, bensì la vita. È nella vita che soffriamo e piangiamo… è nella vita che proviamo la delusione… e è alla fine la vita stessa che ci fa desiderare la morte con le sue sofferenze e i suoi dolori.
Ma alla fine è solamente la morte che terge le nostre lacrime, che placa il nostro cuore… che ci dona, alla fine, quella quiete e quella serenità che in vita non abbiamo mai provato, se non superficialmente…
Niente ha senso all’infuori di essa…
Solo essa infatti dà senso alla vita…
oracolo85@gmail. com
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Categorie: - Riflessioni
36 commenti
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Mi auguro che sia così, ma resta sempre il dubbio che la morte sia solo un passaggio ad altra (e forse ancora dolorosa) ”vita”…
sono perfettamente d’accordo . complimenti
Un elogio alla morte Mio Dio che leggi queste idiozie poveri noi!
E ci si impegna anche a darle un valore piu’ della vita attraverso arzigogolati ragionamenti sul fatto che la vita ha senso in virtu’ della morte!!!
Ha senso in virtu’ della morte ma non sotto la tua ottica malsana e insoddisfatta e direi anche ingrata!
I poveri illusi con la loro vita frenetica e i loro sogni…quando non sanno che solo la morte reca loro serenita’ e pace e calma il cuore???
Tu sarai di certo colui che non e’ in grado di trovarla dentro di se’ la pace , di vivere la sua vita rendendosi conto di essere fortunato perche’ una vita ce l’ha… bella o brutta che sia e’ un dono>!!!
E te la ridi mentre la tua anima piange di sicuro perche’ impotente a se stessa!!
E cerchi di trovare e rendere noto a noi poveri illusi che non abbiamo capito nulla ????
Ma cosa farfugli???
E tu cosa hai compreso che e’ la vita ad essere ingiusta??
Hai mai pensato vermente quel che scrivi …io spero e sono sicura di no!
Solo perche’ veniamo delusi , solo perche’ veniamo feriti , solo perche’ una donna o un uomo ci feriscono noi dobbiamo vedere nella morte il sollievo e la sua grandezza rispetto alla VITAAAAAA!!!!
Il mondo ormai e’ pieno di uomini e donne che non apprezzano nulla quando ogni secondo e’ veramente da assaporare e immortalare rendendo grazie a chi sopra di Noi ce ne ha fatto regalo!!!
Non pensi a coloro che soffrono davvero perche’ hanno i minuti contati, a quante piccole creature muoiono e non sente sollievo nessuno quando muiono , anzi, tu forse non sai manco di cosa parli… afflitto da stupidaggini nelle quali ti culli per non reagire….!!!
La morte , o la probabile morte danno valore alla vita quando non hai la possibilita’ di poterla vivere o quando sai che ti verra’ tolta senza un senso , ma non il contrario….
Per terrona78:
1) La vita bella o brutta che sia NON è un dono. Un DONO è tale quando viene dato ad una persona e accettato dalla stessa. La vita non è un DONO, ma una IMPOSIZIONE. Mi domando infatti chi accetterebbe il “dono” di nascere malformato e povero in un paese del 3° mondo e soffire tutta la vita, senza che gli sia imposto con la forza…
2) Quando dici (in una grammatica alquanto incerta debbo dire…): “Non pensi a coloro che soffrono davvero perche’ hanno i minuti contati, a quante piccole creature muoiono e non sente sollievo nessuno quando muiono” non ti rendi conto che è proprio a loro che è rivolta la mia lettera.
Tu fai il classico ragionamento EGOISTICO ed INFANTILE: “Sìì felice perchè al mondo c’è gente che sta peggio di te!”
Però sappi che così ragionano le bestie. Un essere umano degno di tal titolo si dovrebbe interrogare sul perchè a lui è dato gioire della sua vita, mentre ad altri questo non è permesso.
E io questo ho fatto e mi dispiace che tu non lo abbia capito…
Il resto del tuo commento denota un discreto infantilismo ed una enorme superficialità, dato che dai giudizi anche sulla mia persona senza neanche sapere come mi chiamo, chi sono e cosa faccio nella vita… Pertanto un mio ulteriore commento non è necessario dato che si commenta pienamente da sè.
Oracolo
Voglio inoltre ricordare a tutti i gentili lettori ed eventuali commentatori, che lo scopo di questa lettera non è solo quella di far riflettere, ma anche di riflettere io in prima persona.
Pertanto se volete condividere direttamente con me il vostro pensiero, ovviamente nei limiti della decenza e della correttezza, e avere delucidazioni, fatelo pure con la mail che ho messo nella lettera.
Leggerò con attenzione e estremo interesse tutto ciò che vorrete dirmi.
Grazie per la vostra gentile attenzione.
Oracolo
Dalla mail leggo 0racolo85. E’ la tua età? Per ora preferisco scrivere
sul blog. Potrebbe scaturire un argomento interessante, diverso dai
soliti cuori infranti. Passo a raccontarti la mia storia.
30 di felicità con mia moglie, 25 di matrimonio con due figlie, nel 2005, mia moglie improvvisamente diventa gialla. Andiamo in ospedale
le fanno la gastroscopia. Impiantano un rgb per far defluire la bile.
Il gastroentrologo mi fa vedere delle foto che ha fatto con la sonda,
scuote la testa, io gli chiedo di essere chiaro, l’intuito mi aveva suggerito che avesse qualche dubbio. Mi guarda negli occhi e si decide a farmi capire il forte dubbio, ingrandendo la foto si vede qualcosa che ostruisce le vie biliari. Mi spiega che in quel posto normalmente non c’è niente… noi comuni mortali che aborriamo ingenuamente citare certe cose…ma dal suo silenzio prolungato, mi
viene di chiedere direttamente: Lei pensa possa essere un tumore? La mia franchezza lo colse di sorpresa, mi guardò e fece un cenno con la testa per dire si.
Andammo al Policlinico Gemelli. Inutile elencare tutte le analisi particolari cui venne sottoposta, si decise di operare dopo 20 giorni di ricovero.Ho conosciuto una struttura composta da medici di prim’ordine, dimostrandomi disinvolto,dissi al primario che volevo sapere la verità su tutto, e sono stato accontentato. L’operazione serviva solo a prendere dei campioni su cui avrebbero studiato, speranze di vita zero. Infatti il chirurgo uscì dalla sala operatoria
mentre gli oncologi e i ricercatori facevano il loro lavoro. Gli chiesi quanto tempo avrebbe vissuto, eravamo ad agosto del 2005, rispose che non sarebbe arrivata a Natale. Rientrò in sala operatoria
e io trovai una stanza aperta e mi chiusi dentro,volevo essere solo.
Lei non sapeva niente e i medici mi consigliarono di non dirle niente per il momento, ma intanto avevano già preparato l’elenco delle chemio
ma se no servono a niente, chiesi al medico, perchè…? Quando il paziente SEGUE
non sa, o non accetta, si aggrappa a tutto, e anche se sappiamo che non serve, si fa tutto quello che è possibile. Poi con questo aiutiamo
con antidolorifici a sopportare i dolori che verranno. Dopo una decina di giorni siamo tornati al sud, e lei comincia dopo un mese le
chemio. Mia figlia di 24 anni all’epoca, sospetta qualcosa e pretende di sapere la verità. Gli dico tutto, mi giocavo la reputazione di padre. Lei diceva che cominciava a sentirsi meglio ed era fiduciosa. E
in me scendeva una lama affilata nel cuore al suo gaio ottimismo.
Non l’ho lasciata sola un attimo fino alla fine, inutile descrivere i
mesi che seguirono, il 25 novembre si spense.
Solo, con due figlie, la più piccola aveva 17 anni, dovevo prendermi cura di loro. A volte ho pensato che avrei preferito fosse toccato a me,avevo 7 anni più di lei, sono fatalista per natura…lei invece era attaccatissima alla vita. E’ stato un grande amore, mai esaurito
da parte mia, non ho mai pensato di trovare un’altra compagna. Perchè
la porto ancora nel cuore, per me non è andata via, la sento al mio fianco e durerà fino alla fine dei miei giorni. Poi ho le nostre figlie, chi si sarebbe presa cura di loro?
Vedi, io penso che tu non hai nessun legame su questa terra, ho colto la profondità del tuo pensiero, ma se avessi una figlia, penseresti di abbandonarla da sola in questo mondo?
Guarda che io vivo anche per Lei, per il suo attaccamento alla vita, e
a volte trovo il suo sguardo negli occhi di un bambino,in un’alba magica, in tutte le cose belle, la sento vicino a me,non ho cambiato niente a casa,mia figlia più piccola ha appeso il suo orologio nel posto dove lo metteva lei quando tornava da scuola. Era maestra elementare, ed è stata anche la mia maestra di semplicità e umiltà,
amava la vita, il lavoro che faceva, aveva un rapporto speciale coi bambini… non sono triste, ho le mie convinzioni sulla vita, che ora
non scrivo, stanno finendo i caratteri.
Caro Oracolo,
Nonostante le tue precisazioni con una grammatica certa “debbo” dire , dico che resto senza conoscerti e senza sapere il tuo nome delle mie infantili convinzioni!
Le tue deduzioni semplicistiche e non correte perche’ io non ho detto ““Sìì felice perchè al mondo c’è gente che sta peggio di te!”, ne tantomeno fatto capire da cio’ che ho scritto denotano semplicemente il fatto che non sei disposto a interagire se non con chi ti scrive compliementi , hai ragione, concordo …
Ho visto persone care soffrire, ho visto persone morire..ed ogni giorno leggo di persone che invocano la morte , che desiderano morire…e tu ne scrivi un inno ..beh spero che qui coloro che scriveranno saranno meno immaturi di me ..la vita resta un dono per me ..anche se sofferente per cui c’e’ da riflettere davvero!
Sono un essere umano degno di questo nome…di questo non farti cruccio attraverso i tuoi messaggi sublinimali offensivi!
Se la tua lettera era rivolta a persone che non possno gioire della loro esistenza sappi che non si comprende cosi facilmente….inizi la tua lettere con una risata, sottile , ironica, alquanto triste per me.. !
Dio attraverso le sofferenze che a volte sembrano inflitte senza motivo pota i suoi uomini , non si comprende perche’ a me si e magari ad altri no!
Ma Dio sa’ che colui che viene potato sara’ forte tanto da portare questo enorme peso che e’ la sofferenza.
In grado di andare avanti , in grado di accogliere un dolore che un altro non sarebbe stato in grado di sopportare!
Ho visto uomini essere forti anche nella sofferenza e dare forza a persone molto piu’ fortunate di loro..
Assurdo vero?
Ma Dio e’ grande anche in questo…
Per toroseduto
Voglio dire innanzitutto che ho letto con grande attenzione e con enorme commozione il tuo commento e mi dispiace enormemente per tutto quello che ti è capitato.
So cosa si prova quando si perde una persona cara e sò anche che si patiscono le pene dell’inferno quando la si perde improvvisamente…
Posso immaginare quello che hai provato e voglio farti sapere che ti sono molto vicino…
La vita infatti sa spesso essere così crudele e ingiusta…
E d è per questo che ho scritto questa lettera…
Non è di fatto solo un elogio alla morte, bensì anche una profonda critica alla vita di per sé e alle sue enormi ingiustizie.
Trovo infatti profondamente ingiusto che ad alcune persone sia dato godere pienamente della vita, mentre ad altre questo sia completamente negato.
Perché, ad esempio, ad un bambino che nasce in Africa, ha come unico destino quello di patire la fame, le malattie e di morire prima di potersi fare una famiglia e avere dei figli, mentre a noi (uomini della parte del industrializzata del mondo) è dato invece avere la possibilità di avere un buon lavoro, una famiglia e una vita felice.
Un bambino che nasce in Africa o in un paese del terzo mondo è forse diverso da un bambino nato ad esempio in Europa o in America? Perché al primo è dato morire a circa 10 anni per una mina, una malattia o fame, mentre al secondo è dato vivere fino a 70 anni dopo una vita soddisfacente? Non è forse questo profondamente ingiusto?
Analogo discorso vale per i bambini che nascono con handicap.
Hai ragione quando dici che “io non ho nessun legame con questa terra”. L’ho già perso già da alcuni anni e più che passa il tempo e più che mi rendo conto che ho fatto bene a tagliare questo legame, nonostante la mia relativamente giovane età (sono nato il 1985).
Tuttavia con questo non voglio dire che l’alternativa debba essere necessariamente la morte.
La vita vale la pena, sia nel mio che nel tuo caso, di essere vissuta, perché alla fine
(nonostante tutte le sofferenze che ci fa passare) la vita ci ha donato anche cose positive.
Ma come si fa però ad accettare il fatto che ci sono persone al mondo che non hanno neanche questo?
Che muoiono senza che nessuno se ne curi?
Ma a questo pochi pensano, perché alla fine ci si accorge (e qui faccio un “mea culpa” e mi ci metto pure io) del dolore degli altri solo quando ci capita in prima persona, e avvolte neanche a quel punto iniziamo a riflettere veramente sul dolore degli altri e su cosa sia realmente la vita o la morte.
Viviamo purtroppo in una società che non riflette, o riflette molto poco, accentuando le già gravi ingiustizie che la vita ci obbliga ad accettare…
Con grande affetto e solidarietà
Oracolo
Come ammettere l’esistenza di una giustizia divina quando gli uni nascono in una condizione che fatalmente comporta miseria e umiliazione, mentre altri nascono fortunati e vivono felici? Se, invece, noi abbiamo effettivamente vissuto altre vite e altre ne vivremo dopo la morte; se su tutte queste esistenze regna la legge della ricorrenza e della conseguenza, allora le diversità di anime, di condizioni, di destini non saranno che il risultato delle esistenze antecedenti e delle applicazioni multiple di quella legge. Le differenze di condizione sono effetto di un diseguale uso della libertà nelle vite antecedenti; e le differenze intellettuali nascono dal fatto che gli uomini i quali, in un determinato secolo, compiono il loro cammino terreno, provengono da livelli evolutivi estremamente diversi che vanno dal semi-abbrutimento delle razze povere in regresso, ai livelli angelici dei santi, fino alla divina regalità dei geni celesti. In effetti, la terra è simile a una nave e noi tutti che ci troviamo a bordo siamo viaggiatori provenienti da paesi lontani che, una tappa dopo l’altra, si disperdono in tutti i punti dell’orizzonte. La dottrina della reincarnazione dà una ragion d’essere, secondo la giustizia e la legge eterna, ai mali più atroci come alle felicità più invidiate. Il demente ci apparirà comprensibile se pensiamo che la sua demenza, di cui egli è parzialmente cosciente e per la quale soffre, è la punizione per l’uso criminale che del suo intelletto egli ha fatto in un’altra vita. Tutte le sfumature delle sofferenze fisiche o morali, della gioia e del dolore, nella loro gamma infinita, ci appariranno come il germoglio naturale e sapientemente graduato che nasce da istinti e azioni, da colpe e virtù, di un lontano passato; poiché l’anima, nelle sue profondità recondite, conserva tutto quanto ha accumulato nel corso delle varie esistenze. SEGUE
Però Oracolo ti contraddici. Prima dici che la vita non è dono ma imposizione, poi sembri intristito dal fatto che i bimbi africani non possano crescere per farsi una famiglia. Se procreare non lo vedi come un bene, non ti auspichi allo stesso tempo che nascano sempre meno persone?
Stento poi a credere che tu sia convinto del fatto che solo perchè abbiamo la possibilità di creare famiglie e vivere fino a 70 anni e oltre siamo più felici e soddisfatti. La sofferenza ahimè, colpisce in innumerevoli e drammatici modi, e credo tu lo sappia…
Sul fatto che alla fine la vita ci doni anche cose positive sono d’accordo, purtroppo però se metti sulla bilancia il buono e il brutto di un’esistenza, quasi sempre quest’ultimo peserà molto più del primo…
A seconda dell’ora e degli influssi, gli antichi strati riappaiono e scompaiono; e il destino, vale a dire gli spiriti chela governano, la fanno reincarnare a seconda dei suoi livelli e della sua qualità. Nei suoi Versi Aurei, Liside esprime velatamente questa verità:
Vedrai come i mali che divorano l’uomo / sono frutti della sua scelta; e il misero cerca lungi da sé quel bene che in lui stesso ha fonte.
Lungi dall’indebolire il sentimento di fraternità e solidarietà umana, tale dottrina lo rinvigorisce. A tutti dobbiamo aiuto, comprensione e carità; poiché tutti siamo della stessa stirpe, anche se giunti a livelli diversi. Ogni sofferenza è sacra; poiché il dolore è il crogiuolo delle anime. Ogni comprensione è divina, poiché come un’onda magnetica essa ci fa sentire la catena invisibile che lega un mondo agli altri. La virtù del dolore è la ragione del genio. Sapienti e santi, profeti e creature divine, tutti risplendono di più toccante bellezza agli occhi di coloro i quali sanno di essere anch’essi frutto dell’evoluzione universale.
– Ho ripreso un brano di SHURE dal libro “I GRANDI INIZIATI” Dal capitolo in cui parla di Pitagora. Non so se sei daccordo, ma questo libro ha aperto la mia mente su molte cose. Tanto da spingermi a rivedere antiche convinzioni. La conferma di molte affermazioni di Pitagora, hanno trovato riscontro nei libri che stà scrivendo Brian Weiss, lo scopritore della “regressione” sotto ipnosi, questo psichiatra si trovò quasi per caso con una paziente emotivamente disturbata,che ad un certo punto cominciò a parlare di esperienze vissute in altre vite. Siccome sono avanti su questo argomento, ho tutti i libri che ha scritto. Ho anche trovato un sito italiano che gestito da un imitatore, svilisce la profondità della ricerca di Weiss, si tratta della solita “cover” tradotta in italiano! Non so se hai letto qualcosa di Weiss, ti consiglierei un approccio con il libro “chiave” MOLTE VITE UN SOLO AMORE. Fai attenzione agli imitatori!
toro seduto: vorrei tenderti la mano in segno di conforto ,so perfettamente cosa significhi vedere una persona che ami spegnersi lentamente e con grande sofferenza.Mio fratello è morto un anno e mezzo fa , un tumore allo stomaco se l’è portato via.. ho visto mentre esalava l’ultimo respiro… è stato terribile. un ragazzo pieno di vita e tanta voglia di combattere… ma purtroppo non cel’ha fatta.
Mio marito stava male da tempo , dopo cinque mesi dalla scomparsa di mio fratello , ha deciso di togliersi la vita…
Nonostante avesse visto con quanta determinazione mio fratello cercava di reagire…nonostante gli abbia dato non solo a lui ma a tutti noi una grande lezione di vita ,compie questo gesto estremo .
oltre al dolore ho tanta rabbia dentro…ha sputato in faccia alla vita e a chi in questa vita voleva esserci e non ha potuto…
Avevamo tanti problemi da affrontare , come tutti non ne eravamo immuni… ha deciso di porre fine alle sue sofferenze,lasciandomi con tanti sensi di colpa , (purtroppo è inevitabile che ci siano) abbandonando nostro figlio di 10 anni.
Ora mi chiedo : come si può in questi casi elogiare la morte??
Spiegatemelo perchè io sinceramente non riesco a capire…
Finchè avrò la possibilità di stare in questo mondo ,finchè dio mi permetterà di farlo ,della morte non ne farò un inno… con tutte le sofferenze e le gioie che la vita avrà da darmi ,io ci starò per me e per mio figlio….
Per minurta
Ottimo commento minurta, in effetti mi sono espresso male, dato che tendo sempre a sintetizzare ciò che dico. D’altronde opero in ambienti scientifici e tendo sempre a sintetizzare il più possibile e a usare stereotipi per rendere meglio il concetto:
“Però Oracolo ti contraddici. Prima dici che la vita non è dono ma imposizione, poi sembri intristito dal fatto che i bimbi africani non possano crescere per farsi una famiglia. Se procreare non lo vedi come un bene, non ti auspichi allo stesso tempo che nascano sempre meno persone?”
Famiglia intesa come coppia: niente procreazione, solo amore. Non vedo la contraddizione, l’ho detto solo per dare enfasi al senso di felicità che intendevo: amore e benessere.
La mia affermazione sui bimbi africani era solo una constatazione di quanto la vita sia ingiusta e di fatto ogni procreazione sfocia inevitabilmente in sofferenza, da qui l’allusione ai bimbi africani. Altra ragione in più per tessere le lodi della morte a scapito della vita.
“Stento poi a credere che tu sia convinto del fatto che solo perchè abbiamo la possibilità di creare famiglie e vivere fino a 70 anni e oltre siamo più felici e soddisfatti. La sofferenza ahimè, colpisce in innumerevoli e drammatici modi, e credo tu lo sappia…”
Sì lo so, infatti l’ho usato solo come stereotipo per dare enfasi al discorso.
“Sul fatto che alla fine la vita ci doni anche cose positive sono d’accordo, purtroppo però se metti sulla bilancia il buono e il brutto di un’esistenza, quasi sempre quest’ultimo peserà molto più del primo…”
Sì sono d’accordo con te. Tuttavia le poche cose buone che ci dona la vita spesso sono sufficienti, anche se minori rispetto alle cattive, a farcela sopportare…
Ma NON E’ SOLO il “rapporto cose buone/cattive” estremamente basso a rendere la vita ingiusta, bensì il fatto che ad alcuni è dato avere un rapporto alto mentre ad altri avere un rapporto basso. Questo lo trovo fortemente ingiusto e penoso.
Ed è qui la grande
giustizia della dolce signora con la falce: dare sofferenza e disperazione a chi ha avuto tale rapporto alto e dare invece pace e sollievo a chi invece lo ha avuto estremamente basso, se non addirittura nullo.
Qui stà la vera grandezza della morte.
Grazie per il commento minurta, mi ha permesso di esprimere meglio ciò che intendevo.
Oracolo
la prossima volta che attraversi la strada fallo in autostrada nell’ora di punta, con dei bei camion grossi a tutta velocità con sorpassi a fantasia…wow deve essere una figata per te…dopo se vuoi ti andiamo a recuperare nel fossato a fianco ci dividiamo in due gruppi, uno esplora il fossato a destra, l’altro quello a sinistra ma ovviamente tutti ansiosi di fare la tua esperienza
vai avanti tu però, che sei più bravo
e comunque volevo anche tranquillizzarti che non chiameremo l’ambulanza se per caso ti vediamo ancora intero respirare ancora…tanto per farti assaporare meglio l’esperienza del trapasso
mili73 Se alle 21,30 hai sentito un calore alla mano,era la mia mano che stringeva la tua in un blando tentativo di lenire il tuo dolore.
Io ho smesso di pormi delle domande a cui non si riesce in alcun modo a dare una risposta. Perchè tanti giovani fuggono dalla vita nel modo
più incosciente, sia alle bravate del sabato sera, sia alle debolezze
e alle frustrazioni? E chi vuol vivere in un modo sano, positivo e pulito subisce quest’atroce condanna della malattia?
Non struggerti per la scelta di tuo marito, stava male, forse depresso
e non ce l’ha fatta a sopportare oltre. Se aveva questo disturbo, è crollato. Io se non avessi avuto le 2 figlie, probabilmente sarei crollato, ora vado avanti per rispettare l’impegno che ho assunto con
mia moglie quando ci siamo sposati,spingendomi oltre, non ci sarà mai più una donna al mio fianco, ho lei fino all’ultimo istante sempre presente in me. Io non farò mai un elogio alla morte. Sono per la vita
da vivere amando gli altri, tutti gli altri, se c’è odio e disparità
di prospettive, è il pittore che ha fatto il quadro che dovrebbe mettere le cose a posto, anche se noi fragili fuscelli diventassimo solide querce, Lui può farci con il tronco marcio! Allora è solo presunzione fare delle proprie idee un Credo. Io Credo nell’uomo sano,
che ama la vita e invece di filosofeggiare agisce. Ho fatto per molti
anni volontariato nei centri di igiene mentale, con i ragazzi tossici,
tirandone fuori molti. Purtroppo da quando lei non c’è più, ho abbandonato, e mi pesa. Tu puoi capirmi, quando se ne va una persona amata, si porta con se qualcosa di te, a volte ti senti a metà, giusto quello che resta per i figli. Devono crescere e bisogna sopperire alle loro esigenze, sperando che riesca sempre a trovare la forza da qualche parte e fare in modo che almeno loro, abbiano un sorriso e valori sani. In questo credo, quindi non porti domande su di me. Dal dolore si esce più forti o sconfitti, non c’è via di mezzo
io sono più forte!
Per toroseduto
Grazie per il commento, l’ho letto con estrema attenzione…
Debbo dire che è una teoria molto interessante, non ho mai letto i libri Brian Weiss, ma credo che lo faro, sono curioso…
Tuttavia tutto il tuo discorso regge sul fatto che ci sia vita dopo la morte. Detto in termini estremamente semplicistici sul fatto che il male che abbiamo fatto in una vita passata si ritorce inevitabilmente su quella attuale.
Il fatto è che nessuno sa se esiste vita dopo la morte.
Ho studiato l’ipnosi e la regressione ipnotica (benché non sia il mio ramo scientifico ho letto molto libri sull’argomento) per morbosa curiosità personale, e in tutti i testi (dai meno rigorosi ai più scientifici) trovi sempre che le cose dette sotto ipnosi siano attinenti a cose realmente accadute, anzi spessissimo sono suggestioni e cose crete dalla mente del paziente.
Il fatto che la persona ricordi cose di una “vita antecedente” non implica di fatto che tale persona abbia realmente vissuto in un tempo passato, bensì può essere causato da una rielaborazione del suo passato personale e attuale.
Discorso analogo per le esperienze post mortem.
Non si può essere certi sia dell’esistenza della vita dopo la morte, sia del suo esatto contrario.
Questo argomento è (e rimarrà a parer mio) solamente un mistero.
Come ho detto anche a minurta, io opero in ambito scientifico, pertanto le mie considerazioni sono strettamente frutto di una accurata osservazione, e della conseguente riflessione attinente la realtà delle cose.
La tua filosofia tuttavia, benché puramente ipotetica, mi affascina… non ne avevo mai sentito parlare…
Continuerò ad informarmi sull’argomento.
Oracolo
Per mili73
Mi dispiace molto per quanto ti è capitato…
La tua storia, tuttavia, non fa che darmi ragione.
Con te la vita è stata ingiusta, con altri no e con altri ancora invece è stata anche più ingiusta. Di per sé questo getta onta sulla vita, rendendola ulteriormente esecrabile.
Inoltre sono i vivi a soffrire e provare dolore, NON i morti. E’ dalla vita, non dalla morte, che nasce il vero dolore e la vera sofferenza.
Inoltre è spesso paradossalmente ed ironicamente la stessa vita a dare la morte.
Io ho sofferto le pene dell’inferno per 2 lutti avuti in famiglia. Uno di essi in modo particolare…
L’ho visto morire in maniera lenta e terribile e alla fine la morte è arrivata dando pace finalmente a quella esistenza piena di dolore e sofferenza.
E devo essere sincero… la cosa veramente straziante per me non è stata vederlo morire, bensì vederlo agonizzante in un letto, incapace di parlare, mangiare e addirittura bere. Completamente sofferente dalla mattina alla sera !
Come può essere giusta una vita che ti mette al mondo per subire tali (e anche più gravi rispetto alle mie) sofferenze?
Sono io ora che ti chiedo in quale ottica si possa elogiare la vita di fronte a tutto questo…
Oracolo
@ Oracolo
Allora hai urgente bisogno di leggere Brian Weiss, nell’ambito scientifico, sono crollati molte antiche convinzioni. Ho accostato le riflessioni di Pitagora alla recente esperienza di Weiss.
Tutto quello che è stato scritto prima sulla regressione, è obsoleto.
Ora stanno tutti imitando, dopo lo scetticismo iniziale, il metodo
venuto fuori per caso tra laltro, di B. Weiss, dato che fornisce una prospettiva completamente nuova, e tu da studioso sai con quanta fatica si fanno strada le nuove conoscenze, lo scetticismo di chi è ancorato agli schemi abitudinari, è stato sconfitto dalla caparbietà
e la convinzione che Weiss ha dimostrato dal vivo ai scettici le sue
scoperte. Ha pubblicato 5 libri, ti consiglio di cominciare dal primo
“MOLTE VITE UN SOLO AMORE” perchè in questo scopre nell’analisi di una paziente il fatto che lei era in una vita precedente, e descriveva anche la sua morte, cosa che si è ritpetuta centinaia di volte, con altri pazienti. Sono nati molti imitatori, sono stato su un sito italiano, il titolare ha pubblicato un libro, ha copiato anche la copertina dei libri di Weiss! squallido…l’ho cancellato, preferisco l’originale. Insisto molto sul fatto che devi leggerlo, il
gioco delle vite, diventa più chiaro. poi stiamo parlando di uno studioso, mica dei romanzi di BROWN! toroseduto
si è vero che è terribile vedere una persona sofrire così, capisco ciò che intendi… ma per colui o colei non ci sono speranze e allora in quel caso la morte diventa una liberazione.
Nel caso di mio fratello lui non voleva perdere la speranza, e tutti noi gli davamo man forte affinchè fino all’ultimo ce ne fosse un briciolo.Ma i casi sono tutti diversi… coloro che non vogliono morire… devono…perchè non hanno scelta.
Adesso io cosa dovrei fare? dovrei spararmi con tutto quello che mi è successo…
la sofferenza fa parte della vita… è così non c’è un perchè nè una ragione… dobbiamo accettarla.. non può sempre andare tutto bene..
Vedi oracolo io non sono sola , devo essere un sostegno per mio figlio . quello che lui ha vissuto ,(la vicenda del padre) , non è un buon esempio. Devo fargli capire che ciò che è successo non rientra nella normalità… devo essere forte per lui ,fargli capire che nella vita ci sono anche gioie non solo dolori … e non sarà facile… solo lo scorrere del tempo mi darà ragione… lo scorrere della vita.
La vita è chiaramente ”un luogo” di passaggio doloroso, una sorta di purgatorio a quanto pare inevitabile. L’istinto fortissimo instillato in noi fa si che la vita venga elargita in qualunque condizione, in maniera inoppugnabile. La presenza di piccole gioie serve a rendere si la vita sopportabile (la vita può essere solo sopportata, non certo amata, ciò che chi dice di amare la vita ama è il lato luminoso della stessa, sfido chiunque a dichiarare di amare l’amaro di cui la vita è fatta, in questo senso infatti solo il santo ama veramente la vita, intesa in ogni suo aspetto) ma anche a fondare su queste ogni speranza che si accompagna alla trasmissione della vita stessa. Se procreare venisse fatto dopo un’attenta e razionale valutazione di tutto ciò che nascere e vivere comporta, credo che il numero di presenze su questo pianeta sarebbe sensibilmente ridotto.
Credo che se si usasse più testa e meno istinto ed emotività, se si valutassero tutti i rischi che la vita porta con sé, si arriverebbe a comprendere come, in queste attuali condizioni (non so se la vita umana possa mai evolvere verso uno stadio meno doloroso) nascere e vivere non sia minimamente auspicabile. E questo perché nonostante ogni bene, ogni gioia o destino poco duro o addirittura favorevole, alla fine dell’esistenza ci si ritrova comunque sconfitti (deboli, malati, privati, soli, e comunque costretti ad abbandonarla) in quanto mai veramente e completamente padroni di scelta.
@ minurta
Spero che tu sia molto giovane, così magari se t’impegni a dare uno sguardo al di là delle cose che affermi, potresti acquisire una visione completamente diversa. Se non l’hai fatto, leggi il mio post 11 e 13. Non ti serviranno granchè, sono solo un piccolo assaggio, per avere una visione più ampia, dovresti leggere almeno I GRANDI INIZIATI di EDOARDO SHURE, particolarmente il capitolo su Pitagora, di cui ho messo uno stalcio.
Da quello che hai scritto, hai una visione (che rispetto comunque) sconfortante. Vedi, io ho avuto le maggiori sofferenze nell’infanzia,
ho sempre amato leggere, non ho mai avuto nessuna religione, mi sono fidato del mio istinto.Verso i 30 anni cominciai un cammino non ancora interrotto, di lettura e studio senza metodo, “sentivo” cosa mi sarebbe servito. Ho citato Shure e Weiss nei miei post, ma in mezzo ci sono centinaia di libri, sono un lettore da 40-50 libri all’anno, non ho trascurato niente, filosofia, psicologia,religione, non lo dico per vantarmi di qualcosa, ma tutto questo mi è servito a crescere nello spirito e a creare un sano distacco dalle apprensioni
umane, ho raggiunto uno stadio che mi permette di affermare che non c’è ingiustizia nella somma delle vite, sì, credo nella compensazione
nelle diverse vite precedenti e future che spettano a tutti noi, ed in quest’ottica sorrido anche alle cose brutte che mi sono capitate,
perchè mi hanno fornito l’energia di credere che c’è sempre qualcosa di peggio. Mi rendo conto che sembro una specie di marziano, ma di quello che ho assimilato, ho avuto le prove! Tangibili e da toccare.
Mi stò misurando attualmente con alcuni libri difficili, i pensieri Gnostici,roba di 2500,3000 anni fa. Ritrovati in una caverna nei pressi del mar morto e che gli studiosi di tutto il mondo stanno traducendo. Gnosi = conoscenza, in parte l’ho trovata, ma il cammino è ancora lungo. sono un eterno studente, ma soddisfatto di quello che ho assimilato. Tu ti sei già arresa…Peccato! toroseduto
x toroseduto
Non sono poi così giovane, la mia è una visione delle cose data dall’esperienza e dall’osservazione dei fatti, che non credo potrà cambiare visto che mancano i presupposti.
Ti ringrazio x i suggerimenti letterari, amo leggere molto anch’io e devo dirti che non scarterei del tutto la teoria della reincarnazione, potrebbe essere appunto una spiegazione alle migliaia di differenze di destino che abbiamo intorno. Il fatto è che, reincarnazione o meno, aldilà felice o ”ricompensatorio”, causa ed effetto a parte, è la dolorosità dell’esistenza che non me la fa accettare serenamente, perchè qualunque possa essere l’eventuale ”ricompensa” finale, è comunque attraverso un cammino (se parliamo di reincarnazione addirittura di millenni o più!!) doloroso che bisogna giungerci, per questo, potendo utopisticamente scegliere, preferirei non nascere e far nascere affatto, al di là di ogni ”happy end” a cui si potrebbe giungere, semplicemente perchè, personalmente, preferisco il non essere all’essere in simili condizioni (MOLTO teoricamente, visto che credo il non essere solo ipotizzabile, non credo cioè sia possibile non essere). Può sembrare contraddittorio, ma è proprio una questione di difficoltà di accettazione.
Concordo anche sulla questione della crescita, della maturazione e dell’eventuale evoluzione spirituale attraverso le esperienze e la ricerca, ma ripeto, troppo doloroso il cammino per non sentire un moto di avversione per il tutto e una simpatia per il nulla.
Cari saluti
@ minurta
Sono stato molto indeciso se era il caso di aggiungere qualcosa.
Quando Oracolo ha proposto di scrivere personalmente a lui, ho scelto di continuare qui sul blog, ritenedo che potesse nascere un qualchecosa di interessante nel confrontarci.
Io mi sono aperto abbastanza, ho pensato che il tema era valido,
dal mio punto di vista.
Dalle nostre esperienze possiamo comunicare qualcosa ad altri.
tu avrai senz’altro i tuoi motivi nel dire ciò che pensi.
Anche se mi sfiora il pensiero che possa esserci contraddizione
tra il tuo modo di inquadrare la vita, e allo stesso tempo scrivere
su un blog. Non ti chiedo niente, rispetto il tuo “sentire un moto di avversione per il tutto e una simpatia per il nulla”.
Nel pensiero comune vivere sulla terra è normale e rassicurante mentre “essere morto” è una scarogna, anche se inevitabile, molto poco salutare ed assolutamente anormale. I “morti” sono piuttosto oggetto di compassione dato che non vivono sulla terra. Questo modo di pensare pone l`accento principalmente sulla vita terrena e sul corpo fisico dell`uomo dato che solo al momento della morte ci rendiamo conto di averne uno anche spirituale nonostante sia sempre esistito. L intero processo dell`abbondono della terra( ovvero del morire) è una cosa perfettamente normale ma viviamo nell`ignoranza di cosa sia l`aldilà putroppo e l`ignoranza ( o la mancanza di conoscenza) si traducono in paura.
ciao a tutti, volevo iniziare rivolgendomi a toroseduto perchè commentando un suo post ho fatto un riferimento ai malati terminali, ma ora che leggo qui delle sue esperienze passate mi sono reso conto della mia mancanza di tatto e che avrei potuto evitare un riferimento così diretto ed esplicito.
magari non si è offeso, ma non conoscendola potrei aver toccato un punto sensible e aver ferito la sua sensibilità, per cui in ogni caso mi sento di chiederle scusa. (ma visto che scrivo a distanza di anni probabilmente non lo leggerà nemmeno)
passando all’argomento di questo post, secondo me esaltare o sminuire non ha senso perchè la morte non esiste. non esiste in sè e per sè, come concetto “a parte”…è una parola che viene usata per sintetizzare il concetto di “fine della vita”. perchè al mondo ci sono: l’inizio della vita, il corso della vita e la fine della vita. non c’è la morte; e infatti non ha nè inizio e nè fine. no? la fine della vita non è l’inizio della morte e l’inizio della vita non ne è la fine. dove finisce la vita inizia il nulla…forse “consola” sapere che finita la vita del corpo inizia quella dello spirito nella morte ma non si sa se è così…anzi secondo me non è così.
però credo rassereni di più pensare che non esistono spiriti o entità oscure che vengono a strapparti qualcosa che altrimenti sarebbe tuo per sempre ma che esiste semplicemente qualcosa, la vita, che esattamente come il mondo che la ospita ha un inizio e una fine, deve averli se vuole esistere; non si sa come nè quando ma è scritto che debba finire un po’ come la benzina in un serbatoio.. è nella natura delle cose; e anche se trovo intriganti le notizie sull’ipnosi, faccio fatica a credere nell’aldilà e soprattutto nella reincarnazione. il pensiero che le sofferenze di oggi siano la
“giusta(??!?)” conseguenza o punizione di brutte azioni nelle vite precedenti mi sembra un’altra delle tante invenzioni per annebbiare la propria mente e darsi una speranza consolatoria di una seconda possibilità. per allontanare il pensiero che devi darti da fare perchè purtroppo per te hai solo questa vita, per dare un perchè alle buone azioni, e per placare la paura e la disperazione di sbagliare e sprecare la propria vita (o di averla buttata nel cesso come il sottoscritto).
permette anche di lavarsi le mani delle sofferenze altrui: “se soffre è perchè se lo merita. avrà fatto qualcosa di male nella sua vita precedente, quindi non vedo perchè dovrei aiutarlo…”. ma poi questi esseri superiori sanno solo giudicare e premiare/punire? il perdono e la comprensione per esseri che non hanno la scienza infusa o la palla di vetro, e quindi necessariamente sbagliaranno qualcosa?
ma il post mi sembra che fosse più centrato verso le ingiustizie della vita che su tutte queste cose…perchè nascere in africa debba comportare una vita ingrata e una morte precoce? perchè secondo me le persone hanno quello che gli capita, non quello che si meritano.
anzi, hanno un mix delle due cose. se il rapporto è 50 e 50 o sbilanciato verso una delle due non so, sono indeciso, ma di sicuro ci sono entrambe, non è solo una questione di merito o “giustizia”.
anzi adesso dirò una cosa politicamente scorretta forse ma, se ci pensi, loro che sono nati in quel posto hanno la consolazione (che dà serenità) di potersi dire che non è stata colpa loro in fondo, che gli è capitato e non potevano farci nulla. un po’ come quei bambini che non ricevono amore perchè orfani…loro possono dirsi che se non sono stati amati non è stato per colpa loro ma per via della sfortuna che li ha privati dei genitori, hanno almeno questa consolazione ecosì hanno la possibilità di star bene con se stessi e non odiarsi; ma quelli che i genitori li hanno? e magari vivono anche in un paese del primo mondo? come si spiegano le loro sofferenze e le loro mancanze se sono nati in un posto dove “avevavo tutto”?? se non possono giustificare le proprie sofferenze con la sfortuna gli resta solo da dire “è stata colpa mia, me lo sono meritito”…e non si vive bene. finchè riesci a respingere questi pensieri rimani in salute e non hai problemi, ma appena uno di questi riesce ad attaccarsi alle tue spalle a quell’uno iniziano ad aggrapparsi decine di altri…e alla fine ti ritrovi sommerso con un peso enorme sulla schiena.
funziona un po’ come il cemento. finchè il cemento è liscio e pulito si staglia in tutta la sua forza e la sua solidità, ma appena ci si forma una muffa… sopra a quella muffa inizierà a crescerci del muschio, magari dopo un po’ su quel muschio spunterà dell’erba, dei fiori e poi arriveranno anche le radici degli alberi e in non molto tempo il cemento si sarà spaccato.
è questa la cosa politicamente scorretta: essere orfani o nascere in un paese del terzo mondo può essere una fortuna; e te ne accorgi se consideri la questione da aspetti non legati esclusivamente alla materialità quali soldi, successo, cibo di prima scelta, sesso…
cmq su una cosa sono molto d’accordo: la morte è sottovalutata. in realtà pensare che la vita avrà fine ti rilassa,fa perdere di valore a un sacco di cose che per via della loro “importanza” ti tengono prigioniero, pensare che ogni giorno è quello giusto per morire ti convince che è meglio vivere intensamente ogni momento, ti permette di vivere la vita per quello che è: qualcosa senza scopo, da godere e basta.
se ci riesci…
Nessun problema,zxcv, tranne il tuo nick, sono le lettere consecutive sulla tastiera partendo dalla z. Comunque sono maschietto, forse non hai letto attentamente.
Vengo da una lunga pausa, con questo sito ogni tanto ci vuole una vacanza. Presumo che tu ci sia arrivato da poco. E come tutti noi che abbiamo cominciato a scrivere in un momento di debolezza o smarrimento
ti mantieni molto nel vago, mi dai la sensaziome che tu lo faccia senza aspettarti una risposta.
Azzardo che devi essere molto “ammaccato” da qualche esperienza negativa sentimentale, non voglio assolutamente intrufolarmi nelle tue cose, penso che lo scrivere su questo blog in alcuni casi sia un blando tentativo di ribellarsi alle avversioni che la vita ci offre.
Le riflessioni nascono dall’empatia per chi si nasconde un po’ come fai tu. Non è una critica, sia ben chiaro! Fa parte della mia indole e dal mio avvicinarmi a qualsiasi cosa agita una sofferenza.
Il tuo pessimismo, da qualsiasi cosa sia generato, mi fa capire che sei nel labirinto e non vuoi uscirne.
A questo punto, cosa dirti… ci sono stato anche io, e ci ricasco tante volte ancora, poi mi imbatto in qualche buon libro e aggiungo un paletto su un’altra certezza. E così il tempo passa e raggiungo la meta, provvisoria, ma riesco ad essere felice quando assorbo e mi ritrovo con persone che accettano il dialogo e mi prendono sul serio.
Nella vita reale naturalmente, questo sito è un lacrimatoio immenso, e a volte mi sono chiesto se è valsa la pena di aggiungere un commento
… è molto nocivo spremersi le meningi per niente.
Mi diverto di più a comporre musica, lo faccio da 50 anni e gran parte
della mia vita è scandita da qualche felice ispirazione, molto spesso arrivano solo scarabocchi, come dicevo ad un ragazzo su questo sito.
ti “passo” una mia riflessione. La musica di Mozart, Beethoven è immortale, quindi hanno solo lasciato un corpo su questa terra, la loro musica vivrà per l’eternità…quindi, nel nostro piccolo, noi persone banali, abbiamo una chanche per l’immortalità… cercare di lasciare qualcosa agli altri, fosse anche uno sparuto gruppo di amici,
vale la pena di provarci, non siamo noi a doverci arrendere, e il provare e riprovare che da un certo senso al tutto.
Ciao zxcv, TS
Ciao TS,
mi sono imbattuta + volte nei tuoi post e sono rimasta affascinata dalla serenità e saggezza che traspare.
Sembri una persona molto positiva che interviene mai fuori luogo e con osservazioni per niente scontate.
Mi piace leggere persone come te…. che nn si piangono addosso ma cercano una soluzione ad un problema senza abbandonarsi a facili lamenti. Ce ne fossero di persone come te…..
Complimenti! Magari saranno state le tante esperienze vissute a renderti così saggio o la tua spiccata sensibilità…. o entrambi, ad ogni modo continuerò a leggerti … perchè si ha sempre bisogno di una buona parola… quella che magari in quella giornata così grigia ci fa vedere il bicchiere mezzo pieno anzichè mezzo vuoto!!!
Ciao Zoe.
Rispondo quasi per dovere. Sono un’ uomo di altri tempi, e come rispondere ad un saluto. La mia generazione ha ancora questo vezzo, salutare e rispondere sempre con un sorriso al saluto. Non certo per le belle cose che hai scritto di me.
Che dire…ho tante di quelle ammaccature che ormai ho preso il vezzo di esibirle come fossero medaglie al merito.
Ricordo un’episodio di Anna Magnani. Era avanti con gli anni e si trovava sul set per girare; arrivarono i truccatori e lei subito disse : Mi raccomando, non nascondete neppure una ruga! Ho penato tanto per farmele venire!
Bè, diciamo che io sono sulla stessa strada! E se impari a guardare bene, ti accorgerai che ci sono moltissime persone che mi sovrastano, ti cito solo un nome Dominique Lapierre, se non lo conosci, colma subito questa lacuna leggendo il libro MILLE SOLI così farai anche della beneficenza! Ciao TS
Grazie TS,
stasera appena esco dal lavoro vado a comprarlo… in questo periodo ho bisogno di positività e penso che il libro che mi hai consigliato, e che non conosco, potrà essere una lettura interessante!!
Colmerò la lacuna 😉
Buona giornata
ps
continua a scrivere su lettere al direttore……
Zoe bellissimo nome,non so credo sia greco.è un bel nome
Sentirsi morti è spesso una patologia,non è una frase da filmetto di Holliwood,si può trattare di una disconnessione dissociativa e cioè compiere atti nei quali sia facile morire.Sentirsi morti può significare rimanere legato ad un evento traumatico del passato,dal quale non sei riuscito a “tornare”,purtroppo spesso porta al suicidio.Decine di migliaia di reduci della guerra del vietnam si sono suicidati.Di loro si è parlato come “i tornati,mai tornati dal Vietnam”.Si può arrivare ad un punto in cui gli eventi più traumatici si ripetono continuamente di giorno e di notte,causandoti un vero e proprio distacco dalla realtà.
Si esatto david è un bellissimo nome di origine greca che significa vita…… e qui invece si elogia la morte!!!!!!!