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L’elogio della morte

di Oracolo

Riferimento alla lettera: Ahhhh che grande cosa è la morte! Pochi ne parlano, tutti la temono, molti la desiderano o l’hanno desiderata almeno una volta… Quando siamo felici, viviamo tutti come se la morte non ci riguardasse… Come se la nostra vita durasse in eterno e non dovesse mai finire. Quando invece siamo...
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Data di pubblicazione: 4 Novembre 2009.

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Oracolo.

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Categorie: - Riflessioni

36 commenti

Pagine: 1 2

  • 26
    toroseduto -

    @ minurta

    Sono stato molto indeciso se era il caso di aggiungere qualcosa.
    Quando Oracolo ha proposto di scrivere personalmente a lui, ho scelto di continuare qui sul blog, ritenedo che potesse nascere un qualchecosa di interessante nel confrontarci.
    Io mi sono aperto abbastanza, ho pensato che il tema era valido,
    dal mio punto di vista.
    Dalle nostre esperienze possiamo comunicare qualcosa ad altri.
    tu avrai senz’altro i tuoi motivi nel dire ciò che pensi.

    Anche se mi sfiora il pensiero che possa esserci contraddizione
    tra il tuo modo di inquadrare la vita, e allo stesso tempo scrivere
    su un blog. Non ti chiedo niente, rispetto il tuo “sentire un moto di avversione per il tutto e una simpatia per il nulla”.

  • 27
    tracy -

    Nel pensiero comune vivere sulla terra è normale e rassicurante mentre “essere morto” è una scarogna, anche se inevitabile, molto poco salutare ed assolutamente anormale. I “morti” sono piuttosto oggetto di compassione dato che non vivono sulla terra. Questo modo di pensare pone l`accento principalmente sulla vita terrena e sul corpo fisico dell`uomo dato che solo al momento della morte ci rendiamo conto di averne uno anche spirituale nonostante sia sempre esistito. L intero processo dell`abbondono della terra( ovvero del morire) è una cosa perfettamente normale ma viviamo nell`ignoranza di cosa sia l`aldilà putroppo e l`ignoranza ( o la mancanza di conoscenza) si traducono in paura.

  • 28
    zxcv -

    ciao a tutti, volevo iniziare rivolgendomi a toroseduto perchè commentando un suo post ho fatto un riferimento ai malati terminali, ma ora che leggo qui delle sue esperienze passate mi sono reso conto della mia mancanza di tatto e che avrei potuto evitare un riferimento così diretto ed esplicito.
    magari non si è offeso, ma non conoscendola potrei aver toccato un punto sensible e aver ferito la sua sensibilità, per cui in ogni caso mi sento di chiederle scusa. (ma visto che scrivo a distanza di anni probabilmente non lo leggerà nemmeno)
    passando all’argomento di questo post, secondo me esaltare o sminuire non ha senso perchè la morte non esiste. non esiste in sè e per sè, come concetto “a parte”…è una parola che viene usata per sintetizzare il concetto di “fine della vita”. perchè al mondo ci sono: l’inizio della vita, il corso della vita e la fine della vita. non c’è la morte; e infatti non ha nè inizio e nè fine. no? la fine della vita non è l’inizio della morte e l’inizio della vita non ne è la fine. dove finisce la vita inizia il nulla…forse “consola” sapere che finita la vita del corpo inizia quella dello spirito nella morte ma non si sa se è così…anzi secondo me non è così.
    però credo rassereni di più pensare che non esistono spiriti o entità oscure che vengono a strapparti qualcosa che altrimenti sarebbe tuo per sempre ma che esiste semplicemente qualcosa, la vita, che esattamente come il mondo che la ospita ha un inizio e una fine, deve averli se vuole esistere; non si sa come nè quando ma è scritto che debba finire un po’ come la benzina in un serbatoio.. è nella natura delle cose; e anche se trovo intriganti le notizie sull’ipnosi, faccio fatica a credere nell’aldilà e soprattutto nella reincarnazione. il pensiero che le sofferenze di oggi siano la
    “giusta(??!?)” conseguenza o punizione di brutte azioni nelle vite precedenti mi sembra un’altra delle tante invenzioni per annebbiare la propria mente e darsi una speranza consolatoria di una seconda possibilità. per allontanare il pensiero che devi darti da fare perchè purtroppo per te hai solo questa vita, per dare un perchè alle buone azioni, e per placare la paura e la disperazione di sbagliare e sprecare la propria vita (o di averla buttata nel cesso come il sottoscritto).
    permette anche di lavarsi le mani delle sofferenze altrui: “se soffre è perchè se lo merita. avrà fatto qualcosa di male nella sua vita precedente, quindi non vedo perchè dovrei aiutarlo…”. ma poi questi esseri superiori sanno solo giudicare e premiare/punire? il perdono e la comprensione per esseri che non hanno la scienza infusa o la palla di vetro, e quindi necessariamente sbagliaranno qualcosa?
    ma il post mi sembra che fosse più centrato verso le ingiustizie della vita che su tutte queste cose…perchè nascere in africa debba comportare una vita ingrata e una morte precoce? perchè secondo me le persone hanno quello che gli capita, non quello che si meritano.

  • 29
    zxcv -

    anzi, hanno un mix delle due cose. se il rapporto è 50 e 50 o sbilanciato verso una delle due non so, sono indeciso, ma di sicuro ci sono entrambe, non è solo una questione di merito o “giustizia”.
    anzi adesso dirò una cosa politicamente scorretta forse ma, se ci pensi, loro che sono nati in quel posto hanno la consolazione (che dà serenità) di potersi dire che non è stata colpa loro in fondo, che gli è capitato e non potevano farci nulla. un po’ come quei bambini che non ricevono amore perchè orfani…loro possono dirsi che se non sono stati amati non è stato per colpa loro ma per via della sfortuna che li ha privati dei genitori, hanno almeno questa consolazione ecosì hanno la possibilità di star bene con se stessi e non odiarsi; ma quelli che i genitori li hanno? e magari vivono anche in un paese del primo mondo? come si spiegano le loro sofferenze e le loro mancanze se sono nati in un posto dove “avevavo tutto”?? se non possono giustificare le proprie sofferenze con la sfortuna gli resta solo da dire “è stata colpa mia, me lo sono meritito”…e non si vive bene. finchè riesci a respingere questi pensieri rimani in salute e non hai problemi, ma appena uno di questi riesce ad attaccarsi alle tue spalle a quell’uno iniziano ad aggrapparsi decine di altri…e alla fine ti ritrovi sommerso con un peso enorme sulla schiena.
    funziona un po’ come il cemento. finchè il cemento è liscio e pulito si staglia in tutta la sua forza e la sua solidità, ma appena ci si forma una muffa… sopra a quella muffa inizierà a crescerci del muschio, magari dopo un po’ su quel muschio spunterà dell’erba, dei fiori e poi arriveranno anche le radici degli alberi e in non molto tempo il cemento si sarà spaccato.
    è questa la cosa politicamente scorretta: essere orfani o nascere in un paese del terzo mondo può essere una fortuna; e te ne accorgi se consideri la questione da aspetti non legati esclusivamente alla materialità quali soldi, successo, cibo di prima scelta, sesso…
    cmq su una cosa sono molto d’accordo: la morte è sottovalutata. in realtà pensare che la vita avrà fine ti rilassa,fa perdere di valore a un sacco di cose che per via della loro “importanza” ti tengono prigioniero, pensare che ogni giorno è quello giusto per morire ti convince che è meglio vivere intensamente ogni momento, ti permette di vivere la vita per quello che è: qualcosa senza scopo, da godere e basta.
    se ci riesci…

  • 30
    toroseduto -

    Nessun problema,zxcv, tranne il tuo nick, sono le lettere consecutive sulla tastiera partendo dalla z. Comunque sono maschietto, forse non hai letto attentamente.
    Vengo da una lunga pausa, con questo sito ogni tanto ci vuole una vacanza. Presumo che tu ci sia arrivato da poco. E come tutti noi che abbiamo cominciato a scrivere in un momento di debolezza o smarrimento
    ti mantieni molto nel vago, mi dai la sensaziome che tu lo faccia senza aspettarti una risposta.
    Azzardo che devi essere molto “ammaccato” da qualche esperienza negativa sentimentale, non voglio assolutamente intrufolarmi nelle tue cose, penso che lo scrivere su questo blog in alcuni casi sia un blando tentativo di ribellarsi alle avversioni che la vita ci offre.
    Le riflessioni nascono dall’empatia per chi si nasconde un po’ come fai tu. Non è una critica, sia ben chiaro! Fa parte della mia indole e dal mio avvicinarmi a qualsiasi cosa agita una sofferenza.
    Il tuo pessimismo, da qualsiasi cosa sia generato, mi fa capire che sei nel labirinto e non vuoi uscirne.
    A questo punto, cosa dirti… ci sono stato anche io, e ci ricasco tante volte ancora, poi mi imbatto in qualche buon libro e aggiungo un paletto su un’altra certezza. E così il tempo passa e raggiungo la meta, provvisoria, ma riesco ad essere felice quando assorbo e mi ritrovo con persone che accettano il dialogo e mi prendono sul serio.
    Nella vita reale naturalmente, questo sito è un lacrimatoio immenso, e a volte mi sono chiesto se è valsa la pena di aggiungere un commento
    … è molto nocivo spremersi le meningi per niente.
    Mi diverto di più a comporre musica, lo faccio da 50 anni e gran parte
    della mia vita è scandita da qualche felice ispirazione, molto spesso arrivano solo scarabocchi, come dicevo ad un ragazzo su questo sito.
    ti “passo” una mia riflessione. La musica di Mozart, Beethoven è immortale, quindi hanno solo lasciato un corpo su questa terra, la loro musica vivrà per l’eternità…quindi, nel nostro piccolo, noi persone banali, abbiamo una chanche per l’immortalità… cercare di lasciare qualcosa agli altri, fosse anche uno sparuto gruppo di amici,
    vale la pena di provarci, non siamo noi a doverci arrendere, e il provare e riprovare che da un certo senso al tutto.
    Ciao zxcv, TS

  • 31
    Zoe -

    Ciao TS,
    mi sono imbattuta + volte nei tuoi post e sono rimasta affascinata dalla serenità e saggezza che traspare.
    Sembri una persona molto positiva che interviene mai fuori luogo e con osservazioni per niente scontate.
    Mi piace leggere persone come te…. che nn si piangono addosso ma cercano una soluzione ad un problema senza abbandonarsi a facili lamenti. Ce ne fossero di persone come te…..
    Complimenti! Magari saranno state le tante esperienze vissute a renderti così saggio o la tua spiccata sensibilità…. o entrambi, ad ogni modo continuerò a leggerti … perchè si ha sempre bisogno di una buona parola… quella che magari in quella giornata così grigia ci fa vedere il bicchiere mezzo pieno anzichè mezzo vuoto!!!

  • 32
    toroseduto -

    Ciao Zoe.
    Rispondo quasi per dovere. Sono un’ uomo di altri tempi, e come rispondere ad un saluto. La mia generazione ha ancora questo vezzo, salutare e rispondere sempre con un sorriso al saluto. Non certo per le belle cose che hai scritto di me.
    Che dire…ho tante di quelle ammaccature che ormai ho preso il vezzo di esibirle come fossero medaglie al merito.
    Ricordo un’episodio di Anna Magnani. Era avanti con gli anni e si trovava sul set per girare; arrivarono i truccatori e lei subito disse : Mi raccomando, non nascondete neppure una ruga! Ho penato tanto per farmele venire!
    Bè, diciamo che io sono sulla stessa strada! E se impari a guardare bene, ti accorgerai che ci sono moltissime persone che mi sovrastano, ti cito solo un nome Dominique Lapierre, se non lo conosci, colma subito questa lacuna leggendo il libro MILLE SOLI così farai anche della beneficenza! Ciao TS

  • 33
    Zoe -

    Grazie TS,
    stasera appena esco dal lavoro vado a comprarlo… in questo periodo ho bisogno di positività e penso che il libro che mi hai consigliato, e che non conosco, potrà essere una lettura interessante!!
    Colmerò la lacuna 😉
    Buona giornata

    ps
    continua a scrivere su lettere al direttore……

  • 34
    david -

    Zoe bellissimo nome,non so credo sia greco.è un bel nome

  • 35
    david -

    Sentirsi morti è spesso una patologia,non è una frase da filmetto di Holliwood,si può trattare di una disconnessione dissociativa e cioè compiere atti nei quali sia facile morire.Sentirsi morti può significare rimanere legato ad un evento traumatico del passato,dal quale non sei riuscito a “tornare”,purtroppo spesso porta al suicidio.Decine di migliaia di reduci della guerra del vietnam si sono suicidati.Di loro si è parlato come “i tornati,mai tornati dal Vietnam”.Si può arrivare ad un punto in cui gli eventi più traumatici si ripetono continuamente di giorno e di notte,causandoti un vero e proprio distacco dalla realtà.

  • 36
    Zoe -

    Si esatto david è un bellissimo nome di origine greca che significa vita…… e qui invece si elogia la morte!!!!!!!

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