Salta i links e vai al contenuto

Le donne (lavoratrici) che conoscete a che età hanno figli?

di kylie10

Prendo spunto da una lettera a cui rispondevo, e vi chiedo l’età delle donne lavoratrici che vedete avere figli, se possibile anche che lavoro fanno.

Io purtroppo ho una cerchia di conoscenze molto ristretta, posso solo riferirmi a quelli tra i 18-28 che a volte se fanno i figli è per errore, infatti di solito le famiglie si impegnano a crescerli mentre i “neo-genitori” continuano a formarsi e impegnarsi per trovare lavoro.

Per strada vedo bimbi piccoli e di solito i genitori o sono anziani, o sono famiglie culturalmente arretrate in cui ancora l’uomo va a lavorare e la donna accudisce la famiglia.

In realtà mi riferisco ad una fascia di donne ben precise, quelle che lavorano, possibilmente che sono laureate. Che lavoro fanno e a che età hanno deciso – non per errore quindi – di fare figli? Proviamo a fare questa statistica…grazie! 

L'autore ha condiviso 12 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore kylie10.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Famiglia - Lavoro - Riflessioni

37 commenti

  • 1
    chiara_ -

    Io ancora non ho figli, ma ti riporto l’esempio di mia madre. Mio fratello maggiore è nato prima che si laureasse in giurisprudenza, per scelta. Poi non ha potuto fare l’avvocato perché ha dovuto gestire il ristorante di mio nonno che non lo poteva più fare. Nel frattempo ha avuto altri tre figli di cui io sono la più piccola. Mio padre lavora nell’industria di ceramiche di famiglia, noi 4 siamo cresciuti a casa con una tata ed è stato bruttissimo, nei miei ricordi d’infanzia non c’è mai una vacanza, mai un’uscita. Mi ricordo solo la tata che ci faceva giocare in giardino e ci preparava le crostate a merenda. I figli occupano tempo e anche la carriera, non sono due cose che possono essere coinciliate senza attaccarsi a nonni o tate e ti assicuro che i bambini soffrono nello stare con i genitori poche ore al giorno, se va bene

  • 2
    Rossella -

    L’età media in cui si sceglie di fare un progetto di coppia si aggira intorno ai trent’anni. Mi riferisco alle persone che conosco, non sono un istituto di ricerca. Dal canto mio penso che chi è cresciuto nelle aree più industrializzate del paese riesce ad essere più pragmatico quando si parla di famiglia perché da generazioni è abituato all’idea che prima di fare un progetto di questo tipo è necessario raggiungere una stabilità che passa dal posto di lavoro. Invece io che sono stata in piazza tantissimi anni conosco il valore della giornata. Generazioni di donne e di uomini si svegliavano di buon ora per “andare a mettere le giornate”. Non lavoravano sempre. Mai sentito parlare di calamità? La disoccupazione se ne andava per fare investimenti per la famiglia. Questa era la vita. Questa è ancora la vita di tante famiglie. Day by day. Chi studiava veniva chiamato e cominciava ad insegnare. Quindi si sposava. Capito cosa intendo? Molti fatti e poche parole a dispetto della nostra tradizione teatrale e forse anche della nostra teatralità. Ci sono differenze abissali tra il settore industriale e manifatturiero e quello dell’agricoltura e dell’allevamento. Apposta si chiamano settori. Il punto è questo. La tradizione di Milano e diversa da quella di Rimini o di Cosenza. Sempre di tradizione si tratta. Dunque non abbiamo valori diversi ma tendiamo a disilluderci in modi e tempi differenti. Penso che negli anni le cose cambieranno perché la vita è fatta così. Man mano che si prende coscienza del senso della vita si ricomincia a vivere alla giornata e ad avere fiducia nel progresso.

  • 3
    maria grazia -

    chiara, io invece ho avuto una madre che non ha mai lavorato fuori casa. apparentemente, avevo tutto ciò che una bambina potesse desiderare: la mamma vicina a tutte le ore del giorno, l’ armadio colmo di giocattoli e bei vestiti, lunghe vacanze al mare in villeggiatura tutti gli anni. ma io già allora percepivo e sentivo tutta l’ infelicità e la frustrazione di mia madre in quanto si era presto pentita della sua scelta di fare la moglie, la madre e la casalinga a tempo pieno. ci diceva sempre che era depressa, che si sentiva sopraffatta, che avrebbe voluto una vita diversa e che era nient’ altro che una serva. Io ne ho sofferto moltissimo perchè come figlia mi sentivo più un “impiastro” che altro. avrei mille volte preferito vederla impegnata nel lavoro, indipendente, sbarazzina, poco presente in casa MA CONTENTA, APPAGATA, REALIZZATA, e con il sorriso sulle labbra ( come probabilmente era tua madre ). che vuoi che ti dica, si vede che l’ esistenza può assumere varie angolazioni.. ciao.

  • 4
    chiara_ -

    Maria Grazia, mi hai fatto notare un aspetto che non avevo mai considerato. Io vedevo pochissimo mia madre e me la ricordo sempre di corsa e avrei voluto avere una madre casalinga. Ora che mi ci fai pensare però nemmeno avere una mamma a tempo pieno tiene lontane le emozioni negative dei bambini.
    A te sembrerà scontato, ma non avevo mai pensato in questi termini. Grazie!

  • 5
    Sofia -

    Questa tua lettera ragazza la trovo totalmente inutile…non avevi qualcosa di più intelligente da scrivere?

  • 6
    Anna -

    Anche mia madre mi ha avuta dopo essersi laureata in giurisprudenza, sognava di fare l’avvocato ma poi si è data all’insegnamento….proprio per avere un lavoro che le consentisse di essere indipendente economicamente, lavorare, però stare anche con me (gli insegnanti fanno orari ovviamente diversi rispetto a un dipendente).
    ma io non l’ho vista frustrata anzi… è sempre stata molto soddisfatta della sua vita anche se sognava di diventare un avvocato.

    quanto alla domanda l’età media si aggira intorno ai 30/33 anni… e conosco anche gente laureata che ha avuto figli…. effettivamente….che domanda è? kilye10 come mai ti è sorto questo dubbio?

  • 7
    maria grazia -

    chiara, se ti ho aiutato veramente a vedere le cose da un altro punto di vista ne sono davvero contenta. ciao.

  • 8
    rossana -

    Kylie,
    di recente sono venuta a conoscenza di una donna che ha voluto un figlio intorno ai 40 anni, avendo prima privilegiato la carriera.

    da un lato, immagino che quel bimbo sia fortunato nel trovarsi fra le braccia di chi l’ha veramente desiderato, ed è quindi in grado di dargli grandi attenzioni e tanto affetto. dall’altro, invece, temo che intorno ai 15-20 anni questo ragazzo non troverà facilmente comprensione in sua madre. troppa differenza d’età a volte rende i figli vecchi già nell’adolescenza!

  • 9
    xleby -

    Tutte le casalinghe sono così (depresse). Ma la domanda che bisogna farsi è se un bambino può crescere senza una madre. La mia risposta è no: potremmo dire che la donna è nata per stare vicino ai figli, vedi che per natura li gdnera infatti il padre è una figura più distaccata. Un padre in nove mesi può generare tanti figli ma una donna nello stesso tempo solo 1. La donna è VISCERALMENTE legata alle sue creature. La domanda che poni è divuta alla mutata situazione econonomica che ti porta a trovare (chissà quando una stabilità)… ti rispondo: varia da persona a persona. Ci sono ancora ragazze che si sposano presto e solo il maschio lavora e sono più di qurlle che pensi.

  • 10
    maria grazia -

    xleby, non credo che cercare di realizzarsi anche come lavoratrici e come persone debba necessariamente significare far crescere i propri figli senza una madre, così come credo che il ruolo genitoriale debba essere parimenti ripartito tra padre e madre, perchè i propri figli crescano in maniera realmente equilibrata. La convinzione che la donna debba stare solo in cucina e accudire i pargoli tutto il santo giorno, è solo una proiezione della cultura patriarcale ma non un assunto scientificamente dimostrato! tutto questo non significa che TUTTE le donne sposate e con figli debbano NECESSARIAMENTE lavorare fuori casa. Significa semplicemente che le donne che vogliono e possono farlo, non devono essere ostacolate nelle loro scelte e inclinazioni.

    Del resto, se moltissime casalinghe si dichiarano insoddisfatte della loro condizione, ci sarà un motivo!
    Non credo nemmeno che sia una questione di differenza di età tra genitori e figli, ma di AFFINITA’. i miei genitori, avendomi avuta intorno ai 25 anni, non erano TROPPO più grandi di me. però con loro non mi ci sono mai capita.

  • 11
    Confusa30 -

    Per strada vedo bimbi piccoli e di solito i genitori o sono anziani, o sono famiglie culturalmente arretrate in cui ancora l’uomo va a lavorare e la donna accudisce la famiglia.

    CULTURALMENTE ARRETRATE? MA STAI BENE PER CASO… L’UOMO LAVORA LA DONNA A CASA E QUINDI PER QUESTO ARRETRATE? ARRETRATO CI SARAI TE !
    IDIOTA

  • 12
    kylie10 -

    Scusatemi se la domanda è stata mal posta o comunque se è risultata inutile! Bè io tra tre anni non avrò un figlio, e probabilmente nemmeno tra 5 di sicuro. 30/33 mi sembra un’età veramente giovane, vuol dire che ancora i figli si fanno normalmente. Piuttosto ho amiche a 31 anni che non hanno nemmeno il fidanzato, però magari le loro parenti non hanno studiato e si sono sposate giovani. Sono punti di vista effettivamente.
    Io desidero prima realizzarmi come persona ad ogni modo…

  • 13
    Anna -

    30/33 anni ti sembrano un età giovane???
    kylie10 posso chiederti quanti anni hai?
    la donna dopo i 35 biologicamente parlando diventa vecchia per avere dei figli quindi 30/33 anni mi sembrano un età decisamente ragionevole…

  • 14
    Diego -

    Tranquilli, adesso con la fecondazione post-menopausa, le nonne potranno finalmente essere madri dopo aver fatto carriera, vissuto pienamente la loro sessualità con ogni esperienza ed aver raggiunto la pensione.

    I tempi cambiano, dovete adattarvi alla nuova società civile.

  • 15
    Angwhy -

    Ma perche vi preoccupate,a far figli ci pensa gia chi non ha di che vivere e poi qualcuno ci penserà,e che sarà mai

  • 16
    maria grazia -

    Angwhy, io infatti avrei volentieri adottato dei bambini in difficoltà, più che stare a partorirne altri. Ma lo Stato italiano non concede adozioni a donne single, e perdippiù senza un reddito stabile.

  • 17
    Anna -

    hai detto niente maria grazia! è una tragedia!

  • 18
    Yog -

    Adottate dei gatti, sono più puliti dei bambini e non gli devi pagare l’Università. Dato che campano una ventina d’anni, se ne avete già 60 (anni, non gatti) lasciate perdere anche i gatti e adottate un nonno, al limite dopo qualche anno non avete più il problema, o crepa lui o crepate voi.

  • 19
    maria grazia -

    Si Anna sono d’ accordo con te che sarebbe una situazione oggettivamente “rischiosa”, però se pensiamo ai milioni di bambini bisognosi che già popolano il mondo, che vivono in condizioni pietose e che avrebbero disperatamente bisogno di trovare una collocazione e un nido accogliente e affettuoso, è sciocco ed egoistico preoccuparci di dover a tutti i costi partorire figli nostri. Quello in fondo, se ci pensi, è solo l’ istinto, insito in tutti noi, teso al proseguimento della nostra stirpe. E poi parliamoci chiaro: un tempo un bambino lo si cresceva anche con qualche vestito, un pò di cibo, e un ripario dalle intemperie. E’ la “civiltà” moderna che ci ha indotto a pensare che solo vivendo negli stralussi possiamo diventare genitori.

  • 20
    xleby -

    Un po’ di equilibrio non fa mai male… squallido il marito sul divano a guardare la partita e la moglie a cucinare… ma lì non è una questione di ruolo della donna ma di amore che non c’è. Se poi ci sono dei figli ancora più grave è che l’uomo non se ne curi…

  • 21
    Yog -

    @Xleby
    Le alternative sarebbero:
    1) moglie sul divano a guardare la partita e lui a cucinare: una tortura per ambedue, lei divorzierebbe poco dopo.

    2) tutti e due a guardare la partita: nessuno si occupa della cena, la morte per inedia arriva dopo venti giorni di sofferenze inenarrabili.

    3) tutti e due a cucinare: un casino totale e un costo insostenibile, salvo non aprano un ristorante.

    Trai le tue conclusioni.

  • 22
    walk -

    @xleby
    ormai la questione “donna ai fornelli” non ha più motivo di esistere, se vai al supermercato ci sono tantissimi cibi precotti e preconditi e quindi non c’è più bisogno di cucinare, probabilmente gli imprenditori del cibo hanno capito che la cucina era diventato un luogo di “punizione” per la donna e ha avuto l’intuizione giusta: evitare che qualcuno in famiglia sia costretto a cucinare!
    ed ecco saltar fuori una miriade di cibi pronti, di tutte le tipologie, ho visto anche una confezione con l’arancia già sbucciata!
    Che sia un bene o un male (anche a livello di salute) non lo so,ma sicuramente si è superato l’annoso problema di chi deve cucinare in famiglia.

  • 23
    Diego -

    Hai dimenticato la quarta opzione:

    La colf in cucina, il marito servito a puntino in tutti sensi e la moglie a cena di lavoro con l’amante.

    Quella più in voga.

  • 24
    rossana -

    Walk,
    constatazione molto centrata: ormai si trova di tutto già pronto, a tutti i prezzi!

    e ne sono felicissima, dato che odio cucinare. mio malgrado, sono stata obbligata a farlo per anni, per un figlio, non sempre, invece, in modo continuativo, né per un marito né per un amante! 🙂

    ognuno dà quello che ha, oppure quello che preferisce, senza troppi vincoli di ruolo.

  • 25
    Golem -

    Oggi risotto coi carciofi al profumo di timo e un vermentino sardo. Cucinare e mangiare il proprio cibo con chi ami è un piacere impagabile. È gioia di vivere.

  • 26
    kylie10 -

    Comunque secondo me il problema maggiore resta la disoccupazione. E il fatto che la vita sia troppo cara. E’ una fortuna trovare un impiego, e poi comunque pure con due stipendi statali non si riesce a vivere, a volte anche se c’è la casa di proprietà. E’ questo il vero problema dei tempi.

  • 27
    kylie10 -

    Le donne vogliono continuare a fare figli così come anche gli uomini lo vogliono, ma adesso gli uomini sono costretti a far quadrare il bilancio economico a fine mese con lo stipendio della moglie, ma per una donna che lavora bisogna aspettare decadi, per cui i figli poi come vengono? E’ un caos.

  • 28
    Diego -

    Adesso vi faccio un’analisi ancora più profonda:

    Zione ama molto guadagnare, ha già testato la deficienza umana attraverso i Mcdonald e ha visto che centinaia di milioni di suicidi amano la comodità, nonostante i malanni che comporta, così tra un po’, se il fenomeno si allarga grazie come sempre alle “liberate” donne, dirà ai suoi politici di fare una legge che vieta la cucina domestica, con la scusa della sicurezza e dell’igiene condominiale, e così sarete costretti a mangiarvi le sue magiche pozioni avvelenate a prezzi da capogiro. Lavorate schiavi!

    In tal modo oltre a spennarvi come polli farà lavorare di più tutte le sue già radicate industrie farmaceutiche, i medici e naturalmente anche i becchini con i prezzolati preti, grazie ai tanti funerali anticipati. Come sempre la massa rende. :))

  • 29
    Golem -

    La Massa rende sí. Pensa che moltiplicata per la velocità della luce al quadrato fornisce energia. Pulita tra l’altro. Ma solo con la fusione fredda però. Questo lo sanno i sionisti, anche perchè l’ha scoperto uno di loro.

  • 30
    rossana -

    Diego,
    parecchio tempo fa era stata ventilata l’idea di aggiudicare un salario alle “casalinghe per scelta”, non ricordo bene se a spese dello stato o a carico di prelievi percentuali sullo stipendio degli uomini di famiglia titolari di reddito da lavoro. questo avrebbe permesso alle donne totale libertà di optare per l’attività preferita nei diversi loro momenti esistenziali, con un minimo di dignitosa autonomia, anche perché il compenso ricevuto poteva essere accantonato per qualsiasi imprevisto di coppia potesse presentarsi. cosa ne pensi?

    quanto al discorso sull’individualità portata all’eccesso, sfondi una porta aperta. anche l’idea che in ogni condominio esistesse un servizio di lavaggio e stiratura dei panni centralizzato, un servizio di cucina su richiesta (gestito a livello famigliare, come nelle mense di alcune azienda all’avanguardia)e un asilo nido per un numero minimo di bambini, non ha avuto alcun successo. eppure avrebbe consentito grandi risparmi in tutti i sensi, una vita più “leggera” per tutti e il piacere di poter scegliere senza eccessivi condizionamenti.

    secondo me, le attuali giovani donne avrebbero dovuto sostenere entrambe le proposte, che avrebbero potuto evitare buona parte dell’attuale deriva sociale.

  • 31
    rossana -

    inoltre… sembra che i figli generati da genitori giovani siano più belli e più forti. nell’età avanzata della madre la gravidanza ha un costo oneroso per la frequente difficoltà di restare incinta in modo naturale, così come, nelle primipare, non è infrequente che si renda necessario l’intervento chirurgico di un parto cesareo.

    non mi sembra che tutto questo porti bene alla società nel suo complesso.

  • 32
    maria grazia -

    hai ragione kylie, è un caos. basterebbe che i nostri governanti e i grandi manager, invece che intascarsi a man bassa i milioni di euro versati dai cittadini, mettessero a disposizione delle madri che lavorano appositi servizi di supporto alla maternità. Ma viviamo in un paese corrotto e nel quale non prevale la logica del bene comune, di conseguenza versiamo nella situazione in cui versiamo. e a mio avviso, con ben poche speranze di cambiamento in positivo.

  • 33
    Diego -

    30
    rossana – 10 aprile 2016 12:21

    Il salario alle casalinghe era solo un pretesto per estorcervi tributi, ci hanno provato anche senza darvelo, mirando pure ai disoccupati, ma fortunatamente nessuno ci è cascato a versare contributi previdenziali volontari.

    In Israele il reddito di cittadinanza sopperisce perfettamente alla necessità delle casalinghe e dei disoccupati, scelta sensata in quanto l’economia si regge anche sul volume dei consumi interni, e un gran numero di persone che non batte cassa in Italia è stata esclusa dalla circolazione dei flussi monetari, riducendo l’economia, creando così malaffare e depressione per emarginazione dalle normali spese. Si, ti do ragione, ma in tal caso toglierebbero sicuramente i soldi ancora ai poveracci.

    In quanto alla vita condominiale comune, è roba d’altri tempi, la gente moderna ormai tende alla privacy totale e all’allargamento dei margini operativi, infatti si vergogna delle proprie condizioni di vita modeste e farebbe carte false per fregare più soldi pur di far vedere che può pagare profumatamente altrove, (sindrome del pezzente spendaccione).

    E’ certo che i figli di genitori giovani sono più sani e forti, ma anche più compresi da genitori e nonni, i figli orfani a 25 anni a causa di genitori anziani nemmeno hanno avuto i nonni, pensa. 🙂

  • 34
    rossana -

    Diego,
    grazie per il riscontro.

  • 35
    kylie10 -

    Molto utile il tuo commento, Diego. Io credo che in generale si dovrebbero rivedere i ruoli uomo-donna nella nostra società occidentale, perché la disparità e i cattivi rapporti costringono le donne a ritardare la maternità con tutto ciò che comporta (meno figli per tutti, magari salute più compromessa, maggior costi etc).
    Non vorrei fare un commento qualunquista ma devo dire che dalla Germania in su la questione femminile è affrontata in modo molto più semplice e le donne sono lavoratrici e hanno molti più figli che da noi. Anche gli uomini sono più soddisfatti, dal momento che gli si riconosce il diritto di stare a casa con i figli e se escono con poppanti dispongono di tutte le utilità necessarie per cambiare loro il pannolino anche nei bagni pubblici maschili.

  • 36
    Solnze -

    Io l’ho avuto a 26 con impiego part-time. Ora, lasciando da parte il discorso costi che è ridicolo ( dipende da cosa vuoi fare, se sei disposta a ricorrere all’usato, se ti occorre il nido o meno, ecc.), vi dico che condurre una gravidanza e partorire giovani è meglio. La sera prima di partorire ho fatto una camminata di 4 km, mi sentivo pesante ma da Dio. La sera dopo ero in travaglio. Un male cane ovviamente, ma me la sono cavata senza punti in 11 ore. La 35enne accanto a me, primipara, s’è beccata 20 punti. Un’altra di 37 si è fatta 30 ore di travaglio e poi cesareo d’urgenza e il primo feto lo aveva perso al 3° mese. Alle visite i medici sentivano la mia età e tiravano un sospiro di sollievo. L’età della madre è importante. Intorno ai 30-32 vorrei il secondo, ma dopo chiuso, il terzo a 37 se ci scappa.
    I figli costano? Sì, ma il quanto dipende da noi. Sicuramente fra una cosa e un’altra senza nido su un 150€ mensili se ne vanno. Se sommiamo costi di battesimo, compleanno, ecc. il primo anno molti di più, ma il secondo credo si recuperi.

  • 37
    Solnze -

    Aggiungo, avere i figli NON È FACILE. Contate levate notturne per almeno un anno. I primi mesi è necessario nutrire e cambiare il bambino anche 3 volte a notte (ammesso che vi capiti quello che dorme di notte), ogni notte per mesi. I primi mesi, inoltre, non si fa in tempo a finire di nutrire il bambino che fa la cacca e ha di nuovo fame oppure piange per le coliche. Il tutto con un fisico ancora provato dal parto (a me tiravano i muscoli dell’inguine per circa 4 mesi, forse me lo sono strappata, ma nel dolore del parto manco me ne sono accorta) e le lochiazioni (ossia abbondanti perdite di sangue che durano anche due mesi dopo il parto, portando ad una carenza di ferro). Ragazze, fate i figli giovani!! Io sono già morta così, sto iniziando a resuscitare adesso. E la mia gravidanza è stata ok (tranne 3 mesi di nausee costanti H24), idem il parto.
    Però, se potessi, ne farei altri due.

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili