La discriminazione delle donne senza figli
Si sente sempre parlare della discriminazione delle donne, soprattutto nel mondo del lavoro, che decidono di diventare madri, ma nessuno mai parla della discriminazione non solo lavorativa ma anche sociale delle donne che non possono o non vogliono avere figli.
Io faccio parte della seconda categoria, sono una di quelle donne che ha scelto di non avere un bambino, e per questo, più di una volta, sono stata etichettata come strana, egoista, immatura, o peggio ancora compatita perché sicuramente qualcosa che non mi funzione nella testa ci deve essere per forza.
A livello lavorativo forse è anche peggio: nessuno ti giudica o ti sprona ad avere figli, per carità, però non è contemplato che tu abbia una vita fuori dall’ufficio.
Io non ho goduto del congedo di maternità, io non ho goduto di un orario ridotto per l’allattamento, io non ricevo comprensione se devo prendere un permesso o chiedere un giorno di ferie.
E poco importa se sono figlia unica di due genitori anziani che, andando avanti con l’età, hanno sempre più bisogno di me.
La mamma ha il diritto di correre dal proprio figlio, fosse anche per portarlo a giocare a calcio.
La figlia anche ha il diritto di prendere un permesso per i propri genitori anziani, ma che sia uno o due al mese, non di più, perché poi esageri, perché forse è il caso che tu ti faccia aiutare da una badante, dai servizi sociali……
Se oltre ai genitori anziani, a non volere figli, hai anche un animale domestico che ami con tutto il cuore apriti cielo!!
Sei così tanto legata al tuo cane o al tuo gatto solo perché non hai figli, perché se avessi figli li faresti morire di stenti o di malattia fregandotene altamente.
Queste sono le discriminazioni subdole che vivo ogni giorno.
Questa è la voce di una donna che ha fatto una scelta impopolare e poco o tanto la paga.
Perciò, se al mare, al ristornate, al supermercato, in un negozio, i vostri bambini piantano una bizza di proporzioni titaniche e vedete una tizia molto infastidita potrei essere io, che come voi mamme sono discriminata, ma senza la comprensione di nessuno…….
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Categorie: - Lavoro - Riflessioni
119 commenti
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Difficile essere se stessi in una società che propende per ciò che è normativo.
Le persone hanno il vizio di paragonare e giudicare gli altri, per mettere in risalto le carenze, l’errore, ciò che non rientra nella norma.
Ma lo fanno con tutti, per qualsiasi cosa, perciò non devi proprio preoccuparti.
Oggi con te, domani con un altro.
Ti capisco benissimo (anche se non sono una donna). La “mancata presa di responsabilità” è una scelta più responsabile del “prendersi una responsabilità che non si può/non si vuole mantenere”.
Diversamente da coloro che si sposano e fanno figli alla ca**o, per poi scoppiare dopo un anno e sbolognare i pargoli a destra e a manca, manco fossero delle palline da ping pong.
Credo inoltre che il concetto di maternità sia mal gestito ab origine. Intanto dalle donne stesse che la prendono più come un dovere sociale o un’ansia biologica che come un desiderio naturale. E questo fa precipitare la qualità della maternità stessa.
E poi dalla società, dove poi si diffonde un malcontento in base al quale sembra che:
-lo stato non faccia nulla;
-le aziende siano dei lager nazisti;
-i “non genitori” siano un’ammasso di bamboccioni che non vogliono responsabilità;
-le neo mamme siano sottoposte a chissà quali torture e sevizie: ma chi glielo ha ordinato di fare figli???? Il medico???
Quelli che discriminano le donne che non vogliono avere figli, dovrebbero guardare questo video:
https://m.youtube.com/watch?v=WO8ImSgFAyE
E che la gente incominciasse farsi i caxxi suoi!
E no, io questi sbotti non li sopporto. Una donna che fa 1-2-3 o più figli (e anche un uomo) stanno crescendo di fatto i cittadini di domani. Per crescerli si compiono tantissimi sacrifici sia in ordine di tempo personale sia di soldi sia di energie e persino di salute (chiedi a quante mamme dopo il parto è rimasto un qualche acciacco fisico). Penso che sia più che LEGITTIMO riconoscere a queste persone qualche diritto in più degli scapoli.
Sono d’accordo con Solnze.
Per accudire i genitori anziani, esiste la legge 104: tre giorni al mese, cioè 36 giorni all’anno con retribuzione piena. Invece per i figli c’è il congedo parentale, dieci mesi in dodici anni divisi per i due genitori (uno in più se il padre chiede almeno cinque mesi), ma non sono tutti retribuiti: solo trenta giorni pagati al 100%, poi al 30%, infine allo 0%. Il preavviso per chiedere il congedo parentale va dato almeno cinque giorni prima, a differenza della legge 104.
Non è previsto nessuna tipologia di assenza dal lavoro per accudire il gatto, ma le esigenze per un gatto non sono le stesse di un bambino, perciò vediamo di non essere ridicoli facendo discorsi stupidi. Io sono molto affezionato al mio gatto, le mie vacanze non durano più di tre-quattro giorni per non stare lontano da lui, ma sinceramente non sento l’esigenza di un istituto che preveda il congedo per fare compagnia al gatto. Ma quali discriminazioni, ci credo che infastidisci il tuo…
datore di lavoro, ma per altri motivi.
Volevi la maternità senza fare figli?
Hai bisogno di comprensione?
Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo?
Forse al tuo datore di lavoro dà fastidio che i dipendenti prendano i giorni di 104 sempre casualmente nei giorni attaccati al fine settimana o alle ferie.
“Perciò, se al mare, (…)i vostri bambini piantano una bizza (…) e vedete una tizia molto infastidita potrei essere io, che come voi mamme sono discriminata, ma senza la comprensione di nessuno”
Poverina, la signorina non ha comprensione da nessuno! Sei commovente!
Se al tuo datore di lavoro è infastidito con te è un problema tuo. Non puoi sfogare le tue frustrazioni sugli altri.
White, ma tu sei un imprenditore o un dipendente? Vorresti meno tutele per il lavoratore. Ho protestato molto per ottenere i diritti civili.
Tommy, si ha un figlio anche adottandolo.
“E che la gente incominciasse farsi i caxxi suoi!”
A cominciare dall’autrice della lettera
Bravo, Trader. I genitori quanto spendono del loro stipendio per comprare pannolini, libri, vestiti per crescere futuri cittadini? Questa che sta crescendo? Un gatto? Un cane? Per i genitori anziani mi dispiace, ma lo ha detto lei stessa che ci sono gli assistenti sociali per dare una mano. E in più mi pare che lo Stato dia anche generosi contributi economici per assumere una badante. E, infine, ci sono ricoveri per anziani poveri. Insomma, gli anziani non sono abbandonati a loro stessi.
Infine, mi permetto un tocco di acidità: se avesse fatto dei figli, oggi questi anziani genitori avrebbero pure dei nipoti a rallegrare le loro giornate.
Meglio una donna senza figli che una donna che gli ha e poi gli maltratta e se ne frega di loro.
Ah, non sapevo che uno del PD va a protestare per i diritti civili, questa mi è nuova.
Edizione straordinaria.. 😀
Restando in tema, mi sorge spontanea una domanda rivolta a te che hai pubblicato la tua lettera: Ma tu vai a sbandierare ai quattro venti i cavoli tuoi al tuo capo?
Se la mia ipotesi sarà confermata allora mi spiace dirti che te le vai proprio a cercare, scusa eh… Un consiglio, se permetti, quando vai sul posto di lavoro non dimenticarti mai a casa la riservatezza.
Perché qui è una cosa, dato che siamo coperti dall’anonimato, mentre sul posto di lavoro dove hai a che fare con capi e colleghi, quella è un’altra cosa.
D’accordo con Hit.
@Sono la hit dell’estate
Hai ragione. Certe donne fanno i figli solo perche la societa’ glielo impone.
Io che non li maltratterei e non li trascurerei non riesco ad averne uno.
@Ana, perché no?
Puoi sempre adottarne uno, se vuoi.
Ciao Trader…
Non posso dirti cosa sono per ragioni di privacy, posso solo dirti che mi pongo più o meno a metà tra le due categorie.
Viva le tutele dei lavoratori, ma trovo che in questo paese ce ne siano troppe.
Bella cosa la maternità, ma non è nè un diritto, nè un obbligo, nè un atto di eroismo verso la patria: è una libera scelta individuale generata da aspirazioni/motivazioni individuali. E altrettanto individuali devono esserne la responsabilità e il costo.
Qualche agevolazione ci sta, ma non l’immunità diplomatica diamine…
Grazie Solnze.
Ciao White knight.
I bambini di oggi sono quelli che un domani ti pagheranno la pensione, perciò interessa anche a te che si incentivi la natalità ed è giusto che i costi del loro mantenimento ricadano su tutta la società, anche sugli individui che non hanno figli. Non esiste nessuna “immunità diplomatica”, si tratta solo di qualche mese di congedo parentale, molti dei quali senza stipendio.
Io sono un trader, lavoro per conto mio e quindi non usufruisco di congedi parentali, eppure sono favorevole a queste tutele. Le tutele per i lavoratori, come i congedi parentali, rappresentano un costo del lavoro che grava sui profitti delle aziende su cui investo, quindi questo sistema per me significa guadagni inferiori, ma, ripeto, sono favorevole affinché queste tutele siano riconosciute.
“Meglio una donna senza figli che una donna che gli ha e poi gli maltratta e se ne frega di loro”
Però! Che osservazione profonda, per niente banale, eh.
Onore al tuo lavoro di trader, Trader, soprattutto in questo periodo di estrema incertezza/volatilità su tutti i mercati.
Però mi permetto di farti notare che nella c.d.”economia reale” (quella dove hai impianti, macchinari, costi fissi, operai sindacalizzati, ecc.) l’incidenza dell’assenteismo (più o meno giustificato) dei dipendenti impatta molto di più, subito e in maniera tangibile che sui suoi derivati come la finanza (nulla togliendo a quest’ultima).
Per quanto riguarda il discorso pensioni, sapevo che lo avresti tirato fuori: non ti preoccupare, quel sistema è già saltato. La “piramide generazionale” è già invertita, con la base di giovani sempre più risicata. Temo che bisognerà arrangiarsi.
Infine, anche in Nord Europa hanno il problema delle nascite, meno che qui da noi, ma comunque ce l’hanno e questo a fronte di politiche spaziali maternità-friendly. Quindi privilegiare (come fanno lì) a go go le poche che ancora fanno figli potrebbe non avere tutto questo senso…
Ho letto di una gattara morta collassata che è stata mangiata dai suoi 20 gattini
Devi fregartene di quello che dice la gente…. l’invidia è una brutta bestia…io presepio che non voglio sposarmi o avere figli vengo preso in giro in quanto omosessuale e non solo da sconosciuti o colleghi ma perfino da mia sorella. Prima mi offendevo un sacco ma poi ho capito che è solo gelosia in quanto lei è depressa perché non riesce a stare da sola mentre io sono felice e contento soprattutto da solo….il punto è che se sei felice attiri l invidia delle persone anche quelle a te care
Il mondo attuale ha un problema di sovrappopolamento e non il contrario, quindi le donne che fanno figli non contribuiscono in nessun modo, in termini concreti, al benessere dell’attuale umanità. Mettono anzi al mondo altre bocche da sfamare ( che tolgono spazio alla natura per case e coltivazioni ) e probabili futuri disoccupati indebitati.
Semmai anzi sono le donne che non fanno figli che stanno dando un valido contributo alla società, evitando così di infoltirla ulteriormente e inutilmente.
Bisognerebbe piuttosto cercare di cambiare tutto il sistema per migliorare le condizioni dei singoli individui, ma evidentemente richiede troppo impegno.
Detto ciò, nessuno dovrebbe essere discriminato a questo mondo, indipendentemente dalle sue inclinazioni e dalle sue scelte. Chi discrimina e giudica è sempre un ignorante.
Io ho perso 3 bambini e non riesco piu a concepire dopo una gravidanza ectopica e 2 aborti spontanei.
Sono distrutta. A volte penso che era meglio se mio marito avesse avuto figli con la ex moglie thailandese. Lui dice no, altrimenti non finivo piu di pagare alimenti. Alcune persone stronze mi dicevano che siccome sono autistica e ADHD e mio marito e’ dislessico e ADHD e’ meglio che non faccio figli perche’ senno’ sono un altro peso per la societa’, me li prenderebbero in giro, non gli darebbero un lavoro anche se avessero gli occhi turchesi e gli zigomi definiti come mio marito. Hitler levati proprio! I vicini di casa di Roma chiedono a mia mamma perche’ non faccio figli e pensano che voglio divertirmi. Londra e’ carissima e mio marito sta cercando di aprire un business con un suo amico. Due entrate non sono sufficienti. Anche una delle mie migliori amiche non vuole figli e se gli dicono qualcosa li manda a ca.....
Io mi sono già espresso in altre sedi sulla questione figli. Anzitutto credo che il farli o meno sia una scelta insidacabile, che spetta a ciascuna persona o a ciascuna coppia, in base a ragioni che nessuno dall’esterno può sindacare. Se vogliamo vedere la cosa dal punto di vista generale, essa ha, come ogni altra, due, aspetti ambivalenti. Non fare figli può essere un merito, perché viviamo in un mondo già sovrappopolato e vede le proprie risorse sfruttate fino all’inverosimile da noi esseri umani. Peraltro, gli anziani, soprattutto nei nostri Paesi cosiddetti sviluppati sono davvero tanti e se non c’è gente giovane e in salute in grado di lavorare, chi può occuparsi di loro? Chi può mantenerli? Chi può pagare le loro pensioni? Coloro che vengono dagli altri Paesi non li vogliamo, perché compromettono la nostra identità (quale?) e dobbiamo, secondo alcuni, contrapporre alla loro prolificità una prolificità nostrana, in una gara a chi fa più figli. Ma allora come se ne esce?
Io voglio un bene incommensurabile alle mie due figlie, che ora hanno 12 anni, ma prima di averle ho avuto molte esitazioni dovute: 1. Al timore di trasmettere loro il mio problema di cecità, dato che io stesso l’ho ereditato da mio padre e 2. Al fatto che mia moglie aveva anche lei problemi di salute e non godevamo di aiuti esterni, per cui mi sembrava che allevare figli per la nostra coppia sarebbe stato un impegno superiore rispetto alle nostre possibilità fisiche. Alla fine abbiamo deciso comunque di averne, ma nel mentre che eravamo nel travaglio dei pro e dei contro in merito a questa decisione, non potete immaginare quanto mi facessero girare i cosiddetti tutte quelle persone che non sapevano nulla dei nostri problemi e che continuavano: Dunque ragazzi, figli niente? E al nostro rispondere: È una cosa da valutare attentamente, loro a insistere: Eddài, che ci sarà mai da valutare? Una volta persi la pazienza e li gratificai con un bel: Ma farvi un po’ i fatti vostri no?
Beh Max, la gente chiede non per cattiveria, ma perché avere figli è una cosa bella. Sono d’accordo che non è una domanda che si dovrebbe fare salvo essere amici intimi vicini alla coppia.
Per quanto riguarda il sovrappopolamento tranquilli, qualche guerra e si sfoltisce. Inoltre si è già calcolato che a fine secolo dovrebbe iniziare la curva in discesa della popolazione mondiale, in quanto un po’ dappertutto le donne fanno meno figli di un tempo. Persino in Asia, man mano che avanza il femminismo e la cultura occidentale, le donne si sterilizzano. Le coreane, le giapponesi e le cinesi hanno un tasso di fertilità bassissimo.
In India è ancora alto ma in diminuzione. Ciò che invece avverrà fra pochi decenni sarà che i nigeriani diventeranno la terza popolazione più grande al mondo.
Ma a noi italiani che frega? Noi siamo verso l’estinzione.
Solnze, le tue analisi sociologiche e demografiche sono sicuramente sensate ma, trattandosi di cose piuttosto complesse, non mi attento a discuterne, perché rischierei di dire delle sciocchezze convinto di dire cose molto intelligenti. Quanto a casi analoghi al mio personale, ovviamente non eccepisco sul fatto che le persone facciano domande, anche private, ma se uno risponde in modo evasivo si dovrebbe rispettare il suo riserbo e non insistere. Lì si va nell’indiscrezione e nell’indelicatezza.
Max, sinceramente non credo che il problema di chi si occuperà degli anziani debba ricadere sulle giovani generazioni, anche perché i potenti della Terra, da soli, hanno tanto di quel denaro da poter costruire intere città quindi potrebbero essere loro a contribuire al welfare senza necessariamente scomodare i nuovi nati. Comunque meno nascituri ci sono oggi e meno anziani ci saranno in futuro bisognosi di accudimento e pensioni. Il nostro sistema non può più dare lavoro a un’ enorme massa di persone non qualificate.
L’identità di un popolo sono la sua cultura, le sue tradizioni, la sua storia come paese. Penso siano cose da preservare e da difendere e penso che l’ immigrazione clandestina e incontrollata non sia la giusta risposta alla povertà o comunque al desiderio di cambiare vita di tante persone nate in luoghi più sfortunati.
Hai pienamente ragione: la gente dovrebbe imparare un po’ di più a farsi i fatti propri.
Solnze, Ah quindi secondo te è meglio una guerra per ridurre la popolazione? Non è meglio evitare direttamente di concepire bambini che poi faranno una brutta fine? No, chiedo.
Le cose belle sono quelle che uno desidera per se stesso. Non tutti desiderano avere figli. Si deve rispettare chi ha deciso che non vuole averne perché non ha nessuna colpa, è semplicemente un suo diritto.
Anche gli altri popoli del mondo faranno sempre meno figli perché si adattano allo stile di vita occidentale e non il contrario.
Maria Grazia, lascia stare solnze.
Bisogna rispettare chi ha deciso di non fare figli? Perché, chi non fa figli non viene rispettato?
“Non è meglio evitare direttamente di concepire bambini che poi faranno una brutta fine?”
Quale brutta fine? Prevedi il futuro?
Trader, anche se ti sei rivolto a Maria Grazia, provo a risponderti io. Le persone che non hanno figli sono giudicate, a prescindere, come egoiste e insensibili, senza tener conto del fatto che per effettuare una simile scelta possono aver dei motivi piuttosto delicati che non si sentono di compartecipare all’universo mondo. Quanto alla tua seconda domanda: i figli possono essere destinati a una vita infelice nel caso in cui le famiglie non siano in grado, per qualche motivo, di allevarli o non li abbiano desiderati davvero ma li abbiano concepiti a seguito di pressioni familiari e sociali che le hanno condizionate. Inoltre, pur non potendosi prevedere con certezza il futuro, esso ci riserva ampie ragioni per preoccuparcene: il cambiamento climatico, che è innegabile; gli sconvolgimenti sociopolitici, che potrebbero portare per molti a prospettive di peggioramento rispetto alla vita delle generazioni precedent; e la penuria di risorse di ogni genere,
penuria di risorse che, come dicevo, rischia di essere sempre più avvertibile con l’aumento della popolazione. Quindi, chi si sente, in modo più o meno giustificato e fondato, in ansia per queste prospettive, credo sia pienamente legittimato se nutre dei dubbi rispetto all’opportunità di mettere al mondo una vita che, non avendo chiesto di essere messa in questo agone, è una responsabilità di chi decide di procrearla. Con il che non voglio dire che i figli non bisogna farli: chi se la sente ed è spinto da questo impulso più che legittimo è nel pieno diritto di farlo, ma non bisogna, io credo, formulare giudizi affrettati su chi compie una scelta diversa, perché non si possono conoscere a pieno le situazioni e le motivazioni che stanno alla base di tale scelta.
Carissimo Max, non credo che la società giudichi male le coppie che non fanno figli. Conosco molte coppie che non li hanno e altre che li hanno, ma non ho mai, dico mai, sentito critiche nei confronti delle persone che non hanno avuto figli. Hai ragione, una coppia potrebbe non riuscire ad avere figli perché la natura non glielo consente. Inoltre è meglio se le coppie di scapestrati non mettano al mondo creature che crescerebbero male.
Certo che una coppia non deve fare figli per soddisfare la pressione sociale, ma, ripeto, il giudizio morale poteva esistere nel 1800, ma oggi non lo percepisco. Forse esiste ancora in qualche paesino della Sicilia, ma in Italia le coppie senza figli sono talmente numerose da essere una situazione normale, che non desta stupore e quindi maledicenze. Io non ci penso neppure a giudicare male chi non ha prole. La lettera si intitola “la discriminazione delle donne senza figli”. Ma quale discriminazione!
Max, il problema è che quando si parte da premesse sacrosante ma si utilizzano argomentazioni farlocche, d’istinto viene voglia di contrastare tutto l’insieme del discorso. Credo che in parte le donne subiscano ancora pressioni sulla maternità, in misura proporzionata a quanto ciascuna è sensibile all’argomento, e inutile ribadire come sia veramente sgradevole sentirsi relegate a un ruolo che va scelto consapevolmente. Detto ciò, il discorso sul sovrappopolamento non ha alcun senso, tantomeno quello sui potenti che non avrebbero bisogno di giovani. Uno Stato con natalità zero è uno Stato morto, un grande ospizio in attesa del trapasso. Non solo da un punto di vista economico, ma soprattutto sociale, in quanto i giovani sono il vero motore di ogni progresso in tutti i campi, sono l’apertura al futuro senza i quali si vivrebbe uno sterile, perpetuo presente…
Il cervello umano inizia a perdere neuroni dai 30 anni, e non a caso le piú importanti scoperte o le creazioni piú potenti in campo artistico vengono fatte in giovane età. La spinta al miglioramento, il desiderio di creare un mondo migliore, decresce pian pian che ci si avvicina alla mezza età, motivo per cui un governo dovrebbe essere composto principalmente da giovani con la voglia di fare, disfare e rischiare. Personalmente, gli occhi di mio figlio sono le finestre spalancate su un mondo meraviglioso di cui non sospettavo nemmeno l’esistenza. Ma, anche se non avessi preso questa ultra ponderata decisione, mai vorrei vivere in un mondo senza la linfa vitale di nuove generazioni che ti mettono costantemente di fronte ai tuoi limiti, se decidi di rimanere con la mente e il cuore libero. Quindi, ben vengano anche tutti quei bimbi africani nel nostro Stato decrepito, e se in fututo saranno tutti neri, beh sicuramente avremo migliorato la genetica e le prestazioni fisiche.
Che poi, la menata della razza fa ridere chi sa quanto siamo incrociati.
Forse ho già scritto che lo scorso Natale ci siamo “regalati” un test del DNA (di facile reperimento su Internet) per scoprire da dove arriviamo.
Bè, il sottoscritto è “fatto” di DNA “greco-italiano del sud”; “italiano”, “ebreo askenazita” (gli ebrei europei per intenderci, quelli tedeschi, polacchi ecc. E vorrei vedere: sono un Golem non a caso, e da prima di conoscere certi dati), e il resto… arabo!!. Come casso potrei essere razzista quando sono anche “ebreo e arabo” nello stesso tempo.
Non parliamo di mia moglie: inglese, scozzese, lituano/lettone e…italiana per il 3%. Come mai? Merito dei Romani, che hanno molestato duemila anni fa le sue antenatesse. E in più mia figlia mostra, oltre al resto, tratti genetici ispanici e slavi, avendo avuto da me la bisnonna materna di lontane origini aragonesi e il bisnonno paterno di più lontane origini serbo croate.
Roba che se li mettessimo seduti sembrerebbe una seduta dell’ONU.
È l’ignoranza il vero, grande problema di questo pianeta
Max, ti ringrazio per il tuo intervento. Come sempre hai fatto giuste osservazioni. Per quanto riguarda gli ultimi commenti, abbiamo visto in questi ultimi tre anni cosa sono in grado di fare i CCIOVANI al Parlamento, e sinceramente io non vorrei altre dimostrazioni in tal senso. Il nostro paese poi è ben lungi dall’essere un ospizio a cielo aperto, lo dimostra l’ altissimo tasso di disoccupazione giovanile e i tantissimi figlioli nostrani che a malincuore lasciano la loro terra per cercare fortuna all’ estero. Quindi non è certo di più immigrati che abbiamo bisogno, ma di riformare tutto il sistema interno ripulendolo delle sue storture, come ad esempio togliere le tasse esagerate sulle assunzioni e sulla produzione industriale.
Per quanto riguarda il funzionamento del cervello, non ha niente a che vedere con l’ età. Ci sono persone mature che ragionano benissimo, così come ci sono giovani del tutto apatici o fuori di testa.
L’attività neuronale è direttamente collegata, oltre che a fattori organici e genetici, alle abitudini e allo stile di vita, alla pratica dello studio, dell’analisi e della riflessione ( intesa come capacità elastica di problem solving ); l’ età anagrafica influisce solo in minima parte. Tra l’ altro non vedo in nessun giovane che conosco la stessa attitudine al rischio e al cambiamento che ho io o altri miei coetanei di cui ho notizia.
Un paese si svecchia in virtù di un cambio culturale e di mentalità, non certo perché si sfornano figli random.
La discriminazione delle persone single senza figli ( sia uomini che donne ) esiste eccome, in ogni luogo e a tutti i livelli. Chi non vive direttamente questa condizione ovviamente non lo può capire.
Per quanto mi riguarda non ho avuto figli perché la mia situazione esistenziale ed economica ( giovane donna senza un compagno fisso e affidabile, senza un lavoro stabile e con genitori disfunzionali ) non me lo permetteva.
Altri decideranno per se stessi.
Infatti Golem, siamo tutti dei bastardelli e per fortuna! Si sa che il mescolamento genetico rinforza la specie. Le razze umane non esistono, come spiegato ampiamente dai biologi. Esiste però la razza degli scimmiunniti, un incrocio tra scimmioni e umani scemi. Sempre in abbondanza.
Golem ma per piacere! Io ho sempre avuto amicizie provenienti da ogni latitudine, e se ben ricordi nel 2012 convivevo con un ragazzo rumeno ( tra parentesi, pagavo io l’affitto e tutte le spese ). Dire che sono razzista e ignorante è un ossimoro. io non ne faccio una questione di razza. Se ritengo che l’ immigrazione di oggi vada regolamentata ci sono ragioni ben precise legate a questioni di buon senso, come ho già illustrato nei commenti precedenti. In tutte le nazioni europee le condizioni degli abitanti autoctoni sono sensibilmente peggiorate da quando approdano ogni giorno disperati da ogni parte del mondo e non è un caso. È una mossa studiata dal potere per impoverirci e indebolirci e non il contrario. Se avessimo così bisogno di questa gente la situazione non sarebbe questa. Non paragoniamo l’ emigrazione del secolo scorso con quella di oggi perché sono cose completamente diverse.
Be’, è evidente che qui non è in discussione la difesa di una razza intesa come patrimonio genetico, bensì di un modo di vivere e di alcune cose fondamentali che hanno caratterizzato la nostra società la quale, pur con i suoi limiti, non è poi così male. Accogliere gli immigrati non significa mettersi a completa disposizione delle loro abitudini o paturnie. Non è accettabile, per esempio, che uno che è arrivato ieri, senza né arte né parte, si rifiuti di imparare la nostra lingua, protesti perché nelle nostre scuole c’è il crocifisso e se proviamo a punirlo perché infibula sua figlia o la ammazza perché vuole sposare uno di noi, ci dice che non dobbiamo intervenire perché dobbiamo rispettare la sua cultura. Nossignori, certe tradizioni del luogo in cui si va vanno rispettate e certe regole che afferiscono ai diritti e al rispetto della persona umana, vanno seguite, indipendentemente dal luogo da cui si proviene. Ma per ottenere questo è inutile contrapporsi facendo più figli noi,
bisogna saper educare, persuadere e, là ove necessario, colpire con sanzioni certe. Peraltro, il mito della razza pura è smentito, ad esempio, da un personaggio come Frank Sinatra, che si è presentato ed è da tutti stato visto come l’americano duro e puro, eppure era figlio di italiani (peraltro, non della stessa città, poiché il padre era siciliano e la mamma genovese). Ma quella società ha saputo assimilarlo e farlo sentire parte di essa (anche negli aspetti più discutibili, come il contatto con i gangsters, ma questo aspetto è durato solo per un certo periodo).
Senza contare poi che io sono stata una giovane ragazza che ha vissuto a Milano in pieno periodo leghista, e che da figlia di meridionali ha vissuto sulla sua pelle la discriminazione a scuola, ai colloqui di lavoro e nella società in generale.
Max ma dai per favore, sta storia del crocifisso non si può sentire. Sono gli italiani atei che richiedono una scuola laica in uno Stato laico. Non ho mai sentito lamentele di genitori musulmani su recite di Natale o tradizioni cattoliche. Questa è retorica populista che poco attiene alla realtà. Poi, ovvio che i diritti fondamentali dell’uomo (e della donna) che il nostro Stato riconosce non vengono certo scontati a individui provenienti da altre culture. La legge è legge, quindi non capisco il senso del tuo discorso onestamente. Le tradizioni sono una cosa, i diritti fondamentali un’altra. Per me ad esempio le tradizioni legate alla religione cattolica possono tranquillamente essere relegate alle chiese e agli oratori. Dio, patria e famiglia anche no, please.
Max, analisi impeccabile. Se io ad esempio vado in un altro paese, prima di tutto cerco di creare già prima di partire i presupposti perché io ci possa restare senza gravare su quella nazione, e in secondo luogo cerco di adeguarmi alle norme e alle consuetudini di quel paese, non pretendo che gli abitanti di quel posto si adeguino a me e soprattutto non mi aspetto che mi sia tutto dovuto.
Meno male che c’è anche chi, come te, si sa confrontare con razionalità e con rispetto invece di lanciare invettive senza costrutto, dettate solo dall’ emotività e da astio personale. Oltre che da tentativi viscidi e provocatori per farmi fare passi falsi. Tempo sprecato per costoro/costei. La sottoscritta non abbocca.
MG, io parlo in termini assoluti, e sai da quanto tempo parlo delle difficoltà di dialogo tra diverse culture, e non solo di quelle “locali”, quanto soprattutto di quelle personali, e quando entrambi non comunicano i guai non mancheranno. Io col mio egiziano ne so qualcosa, eppure pensa che l’ho reincontrato, e senza risentimento, per quanto so che proprio per quella cultura non poteva comportarsi diversamente. Ma la Storia non la fermi, e noi “italiani”, siamo già di nostro
un cocktail di “razze” per le stesse ragioni per le quali tra mille anni lo saranno i discendenti degli immigrati che bussano ai nostri confini. Ma noi siamo vecchi, e quello che dice Suzy è inequivocabilmente vero: se non c’è ricambio una società si estingue, e l’unica possibilità perchè non succeda è accoglierli “cum grano salis”. Perché la vera sfida è questa, e con la,qualità politica che abbiamo sembra una sfida persa in partenza. Ma se va bene non potremo che trarne giovamento. Perchè come diceva Leonardo,”non abbi genio sanza ibridazione”
Suzie, personalmente anch’io sono molto tiepido nei confronti degli aspetti di derivazione meramente religiosa che allignano nella nostra società (ad esempio il crocifisso), ma se noi, come società, abbiamo ritenuto di rispettare certi equilibri di rapporto fra Stato e Chiesa, siamo noi a dover eventualmente decidere se e come modificare tali equilibri e non deve essere qualcuno che viene da fuori a dircelo: e mi dispiace, ma ciò pè avvenuto in casi come questo
https://lanuovabq.it/it/adel-smith-lislamico-che-odiava-i-crocefissi
Di Dio Patria e Famiglia intesi in un certo senso, ne faccio volentieri a meno ma anche in questo caso, non accetto lezioni da chi proviene da luoghi dove c’è ancora molta strada da fare verso il raggiungimento della parità di rapporti uomo-donna ecc. Che le leggi siano leggi e vengano fatte rispettare, davvero lo spero e mi parrebbe il minimo che ci si possa aspettare. Accogliere è sì sacrosanto, ma pretendendo in cambio rispetto e civile convivenza.
Viscide sono le tue numerose dichiarazioni da neo nazi simpatizzante Casa Pound che mi fanno ritorcere lo stomaco. I passi falsi li fai da sola con i tuoi sproloqui.
Il melting pot culturale nella storia ha sempre smussato tradizioni forti da un lato e dall’altro. Nell’era del mondo globalizzato questo discorso del “devono adattarsi LORO a casa NOSTRA” non ha alcun senso. Ci sarà sempre piú mescolanza fino ad arrivare ad un ibrido di nuove tradizioni e nuovo orizzonte culturale. Cosí procede la storia, nonostante il terrore della contaminazione razziale e altre cavolate da subumanoidi.
È vero, il melting pot è stata la formula vincente di Paesi come gli Stati Uniti d’America e di realtà più piccole come il nostro Altoadige, dal quale, peraltro, io provengo. Ma si è trattato di situazioni in cui la fusione è avvenuta per osmosi, non perché qualcuno l’abbia imposta. Infatti in Altoadige, durante il Fascismo, che tentava, appunto, un’italianizzazione coatta, gli scontri ci sono stati, ma nel dopoguerra, grazie alla sapiente opera della DC e di De Gasperi in particolare, appunto si è aiutato le diverse parti in causa a trovare un accordo di convivenza, con reciproci diritti e doveri, e questo ha contribuito, appunto, a smussare le asperità di ciascuna cultura. Questo, e non altro, è ciò che io auspico.
Golem, io non cerco polemiche, ma se uno risponde sotto ai miei post accennando all’ ignoranza, è ovvio che ce l’ avesse ANCHE con me. Comunque ho voluto solo puntualizzare certi concetti, francamente non è che mi interessa molto l’ apprezzamento di chi considera “saputa” una come Suzanne. Scusa ma è così.
Sul discorso figli, secondo me tu parli sull’ onda dell’ emozionalità, perché vorresti tanto diventare nonno. Un desiderio legittimo, ci mancherebbe. Ma se analizziamo oggettivamente i fatti, direi che siamo molto lontani dall’ estinguerci. Ti porto l’ esempio della mia famiglia: mia madre e mio padre si sono voluti privare del loro appartamento a Milano per darlo in dote a mio fratello e a mia cognata e ai loro due pargoletti. Io stravedo per i miei nipotini, intendiamoci, ma è anche vero che, in termini prettamente pratici, se mio fratello avesse fatto la mia stessa scelta, cioè quella di non sposarsi e di non riprodursi, oggi avremmo una casa in più, staremmo tutti più comodi e
con meno problemi finanziari e logistici e magari potremmo anche affittare il nostro immobile milanese a lavoratori o studenti che vivono sul posto.
Il mondo può andare avanti benissimo senza necessariamente che ci mettiamo tutti a fare figli, i quali – devo ricordarlo – andranno curati, nutriti, vestiti e istruiti ( almeno fino alla laurea al giorno d’oggi ). Non è più come quando li si generava appositamente per mandarli a lavorare nei campi o nelle fabbriche.
Se fossi vecchia mi darebbero la pensione. E invece no, me tocca lavora’. Quindi tanto vecchia non sono, evidentemente.
Suzy mi spiace deluderti ma:
1. CasaPound è accogliente, inclusiva e aperta al confronto, ben lontana dall’ essere come tu la descrivi.
2. Tutti i popoli del mondo tengono alla loro identità e alle loro tradizioni, il mondo ibrido che tu sogni non si realizzerà se non forse tra alcuni secoli.
Datti pace.
Sì, MG, è un discorso molto complesso che non si conclude con il fare o non fare figli, ma coinvolge una società sempre più allargata, che solo mezzo secolo fa si fermava alla propria provincia, tanto per dire.
Io sono sicuro che se le mie nonne avessero potuto scegliere, invece di 6/8 figli, forse ne avrebbero fatti due, forse tre. Ma all’epoca i figli non costavano “niente”, anzi in molti casi erano forza lavoro gratuita. Oggi, cambiati usi, costumi e stili di vita sociali e personali, costano una fortuna già prima di nascere, ed è naturale che le famiglie si “trattengano”. Insomma, ragioni che si sono ripetute migliaia di volte quando si parla di questi argomenti, e che nessun incentivo statale farà cambiare in senso opposto.
Si potrebbero scrivere tomi sull’argomento, e notare come tutte le società “opulente” alla fine si sono estinte proprio a causa di quell’opulenza.
C’è chi obietterà sulla nostra “opulenza”, e lo capisco, ma per un sub sahariano che vive con due dollari al mese siamo dei nababbi, e se emigra lo fa in quella direzione.
“Solnze, Ah quindi secondo te è meglio una guerra per ridurre la popolazione?”
Tanto a crepare sono sopratutto uomini, che problema vuoi che sia per solnze? Per lei è giusto che i maschi si sacrifichino per le femmine, così si fa ulteriore selezione
” Esiste però la razza degli scimmiunniti, un incrocio tra scimmioni e umani scemi. Sempre in abbondanza.”
LOL. La Littizzetto ti fa un baffo
Golem sei massone?
No: interista.