Donne che amano troppo
di
maria grazia
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti,mi sono decisa a scrivere questa lettera in risposta alla diatriba violenta, in corso ormai da tempo su questo sito, circa la questione del "concetto di AMORE VERO" che per alcuni assume contorni diversi che per altri. voglio chiarire una volta per tutte la mia posizione nel merito,...
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Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2016 - Views: 1
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Riflessioni

L’amore è come una scala che si percorre a gradini. Se non sali sul primo piolo, non puoi nemmeno sognare di raggiungere la cima!
Occorre necessariamente passare attraverso l’amore egoistico per imparare ad amare sempre meglio!
Come il bimbo che reclama la mamma tutta per sé strillando e puntando i piedi per poi rendersi indipendente, crescendo.
D’altronde se tu stessa non ti fossi auto sabotata non avresti potuto oggi discernere ciò che è meglio per te.
L’amore vero :)))) è un cammino infinito che nessuno di noi, qui, conosce del tutto, visto che siamo esseri finiti.
Possiamo conoscere l’amore che è meglio per noi (per te e la moglie di Golem in questo caso) in questo momento della nostra vita ma spacciarlo per verità assoluta buona per tutti, mi pare un po’ da superbi 🙂
Per chi deve ancora salire il primo piolo, della vostra ricetta di AMORE VERO 🙂 non saprebbe proprio che farsene, non potrebbe né apprezzare né capire e non avrebbe nessuna utilità.
Come accadde a te che delle verità (in minuscolo) altrui, non sapevi proprio che fartene finché non hai sperimentato con la tua stessa vita, la tua VERITA’.
Per questo spesso chiedo se avete figli… e temo che non ne abbiate né tu né Golem, perché con i figli si impara presto questo meccanismo.
Se i figli si amano davvero, dopo aver spiegato loro il tuo pensiero di genitore ed educatore, li si lascia sperimentare.
Sperimentare, per me madre, non significa sbagliare.
Perché così i figli crescono e si fortificano, maturano.
Dio, se esiste, non fa allo stesso modo? Ci lascia nella merda, a pagare le nostre stesse azioni, senza intervenire nemmeno ora che siamo vicini all’autodistuzione.
Amore è lasciare andare, non trattenere. E’ permettere all’amato di fare esperienza su sé, di crescere.
Voi dite esattamente il contrario: LA REGOLA E’ QUESTA, IO SO perché ho sperimentato.
Tu sai ciò che è meglio per te e questo puoi trasmettere, ma ciò che è meglio per l’altro lo sa solo l’altro.
Noi siamo i migliori maestri di noi stessi.
Probabilmente vi si fa notare questa pecca, semplicemente: prendete tutto troppo sul serio!
Cassandra, se l’ amore è una scala a gradini, non può però essere una faticosa arrampicata con la fune, perchè in quel caso non è più “Amore”. Non ho affatto detto che bisogna sapere fin dall’ inizio cosa è meglio per noi, o che bisogna imporre agli altri ( o all’ altro ) la nostra visione. Come ho già spiegato in altri thread, il mio attuale modo di vedere le cose in fatto di “Amore”, è un qualcosa a cui sono giunta in base alla MIA esperienza e in base alle MIE motivazioni. Ma ne mi aspetto nè pretendo di imporlo agli altri! Qui non si tratta di non riconoscere di essermi autosabotata accanto all’ uomo sbagliato, e infatti io l’ ho riconosciuto e ne ho preso coscienza. E questa è stata la mia fortuna, perchè mi ha permesso di uscire da un meccanismo che giorno dopo giorno mi stava distruggendo. ma se altre, al contrario di me, non ritengono di dover considerare allo stesso modo le loro esperienze amorose passate per quanto insoddisfacenti, io non ho nulla da obiettare su questo. Io ho parlato del MIO percorso, della MIA evoluzione. Ma certamente non posso parlare a nome di tutte. Pretenderlo sarebbe assurdo, ma è chiaro che se qualcuna invece si sente tirata in causa dalle mie parole, è perchè evidentemente sono andata a toccare qualche nervo scoperto.. ma di questo io non ho colpa, come non ce l’ ha Golem quando a lui succede la stessa cosa.
Tu dici bene: l’ amore non è egoismo, ma è libertà, è “lasciar andare”. Se però la “libertà” dell’ altro diventa un pretesto per abusare di me e per farmi deliberatamente del male, attraverso atteggiamenti e comportamenti opportunistici ( come quegli uomini che nella tua vita vanno e vengono e non si prendono mai un impegno serio ) comprenderai anche tu che, se sei in cerca del VERO amore, una situazione come quella è automaticamente da escludersi. perchè l’ amore vero presuppone progettualità e condivisione, non barriere, paura e divisione.
Penso che il mio discorso possa essere facilmente comprensibile, per chi è in buona fede.
Cassandra,
concordo con il tuo post, parola per parola.
ogni tanto capita qualche utente che in amore ha dal più al meno le mie idee e non esita a esprimerle, in controtendenza con la massa. non può che farmi piacere unire il mio infantilismo e la mia immaturità emotiva a quelli di altre/i con cui mi sento in sintonia.
una cosa è l’ordine sociale e l’arrecare danno al prossimo; altro, vivere in libertà, ma con CONSAPEVOLEZZA, le proprie scelte, in qualunque campo e in qualunque momento queste abbiano a concretizzarsi. se si è consapevoli di quello che si fa e del perché lo si fa, è difficile che si possa in seguito rinnegarlo. amare non è mai né una colpa né una perdita!
un abbraccio.
comunque no, non ho figli. se dieci o quindici anni anni fa ( quando avevo l’ età più adeguata per partorire ) avessi messo al mondo dei bambini, vista la mia situazione esistenziale ( senza un compagno fisso, senza un lavoro stabile, senza una famiglia equilibrata alle spalle su cui poter contare, con dei debiti da saldare e avvezza alle sbandate e agli “amori” sofferti ) avrei dato loro solo infelicità. quindi, quella di non diventare madre – nel mio caso – è stata una decisione altruistica e non il contrario! come invece qualcuno potrebbe pensare. Risparmiando ai miei ipotetici figli un’ esistenza di dolore, priva delle cose di cui ogni bambino avrebbe diritto e priva della presenza di un padre premuroso e amorevole, ho fatto loro il più grande dono che una madre possa fare!
ciao.
L’amore invece ha regole semplici, la prima è quella di viverlo senza illusioni. La seconda è quella di essere ricambiati e la terza è un progetto comune da perseguire, chi lo ha conosciuto mi capisce. Quando ci sono queste premesse le cose vengono da sè. Il resto sono solo innumerevoli tentativi di imitazione, come dichiara la Settimana Enigmistica sul suo frontespizio. Tentativi di chi cerca di immaginare come può essere qualcosa che non ha mai vissuto realmente, e che mai vivrà continuando ad ignorare, o meglio, ad “aggirare” le regole delle “parole INcrociate a schema libero” di un rapportò tra due persone.
Golem, ma è proprio perchè il VERO AMORE è SEMPLICE, che quasi nessuno lo vive! La gente ama complicarsi l’ esistenza. 🙂
@maria grazia, se amare fosse semplice, sarebbe semplice crescere un figlio o amare un anziano pesante e palloso.
Ma non lo è affatto.
Amare è uno sforzo quotidiano, una conquista, una comprensione di sé continua.
Se speri di amare senza fatica, aspetta e spera.
@rossana
amare non è mai una colpa o una perdita, è vero!!!
è vero per me e per chi, come noi, riesce a trarre beneficio dall’amare.
Non è vero per chi fa conti da partita doppia ed ha precise aspettative.
Tu hai figli rossana?
I figli li ami imparando a non proiettare su di loro le tue aspettative. Li ami anche se scelgono di non continuare gli studi come vorresti o se intrecciano relazioni sbagliate.
Io credo che l’amore materno maturo ed indipendente sia un buon esempio di meta da raggiungere, in questo sentimento.
Penso ai padri di alcuni omicidi, che continuano ad amare i loro figli, pur riconoscendo le loro colpe.
Mi viene in mente Erika e suo padre che ha avuto la forza di guardare avanti e di perdonare.
@Golem tu sei cristiano?
posso dire che mia madre non mi ha mai amata, forse non mi ha voluta o comunque non era portata per la maternità. Mia madre era aggressiva e violenta, incapace di donare amore e di capire il male che ci faceva.
Ma… mi sono presa cura di lei negli ultimi anni di malattia, alzheimer
13 lunghi anni senza che lei mi ricambiasse
eppure ho sentito di non averli sprecati, ho sentito il suo riconoscimento sebbene non si esprimesse ed anche dopo la sua morte ho ricevuto, in sogno, i suoi GRAZIE
Grazie illusori, è vero, semplici sogni, niente di tangibile. Ma che bello poter sentire dentro di sé di aver ricucito un rapporto ferito, malato!
Che bello poter chiudere il circolo vizioso di rancori e paure tramandati di generazione in generazione facendo continue vittime!
Io sento che la FORZA di amare che ho avuto ha chiuso una delle tante piaghe che infettano il genere umano.
Piaghe che non si vedono, che non si leggono ma che si riconoscono dalla PAURA di amare perché chi ama lo fa per sempre, anche se non viene corrisposto.
Altrimenti si tratta di convenienza.
Ecco, noi non conosceremo la tua regola da partita doppia ma tu non conosci questa libertà.
Cassandra, non mescoliamo le cose. Si stava parlando di amore tra partner sessuali. Quell’amore che nasce da spinte istintuali che dovrebbero essere reciproche.
L’attaccamento morboso a uno stronzo che ti maltratta è dovuto a una spinta istintuale alterata da una bassa considerazione di sè, e in fondo siamo paradossalmente nell’ambito dell’egoismo, e non dell’amore.
La dedizione a un figlio o a un genitore come tua madre attiene a ragioni istintuali, etiche e morali nel primo caso, e solo etiche e morali nel secondo.
Io mi riferiferivo chiaramente a un certo tipo di rapporto interpersonale completamente diverso dove l’etica e la morale non sono incluse, ma solo l’opinione che si ha di sè, e in quel caso se esistono le tre condizioni di cui accennato non può che essere “facile” amare ed essere amati.
L’ho già detto, troppo spesso il termine “amore” viene usato come contenitore multiuso per riporvi “oggetti” che col vero significato della parola non hanno niente a che fare.
Sono “cristiano” di cultura non pratica. Ma la “coscienza” di chi è normalmente a fuoco sui tempi che vive, e con un minimo di intelligenza, non ha bisogno di dettami per sapere cosa fare e come comportarsi correttamente.
L’attaccamento morboso è sempre uno squilibrio.
Ma in termini generali, l’amore, per me, non possiede aspettative.
C’è differenza tra masochismo ed amore incondizionato, eh!
Cassandra, se ritieni che il vero amore è solo quello che fa ansimare e fa soffrire, penso proprio che tu – come qualcun’ altra qui dentro – sia rimasta ad una concezione adolescenziale e infantile del sentimento di coppia. tu mi parli di dedicarsi svisceratamente a qualcuno anche senza trarne in cambio rispetto e considerazione per noi stesse e per quello che proviamo, ma questo non è “amare”, è FARSI DEL MALE. e il farsi del male attiene a un conflitto dentro noi stessi, probabilmente per traumi o eventi non superati, ma che con l’ Amore degno di definirsi tale non ha niente a che vedere. E’ un tranello in cui cadiamo tutte, prima o poi. Poi certo c’è chi CRESCE, si evolve e ne prende coscienza, e chi rimane nel suo limbo di false convinzioni. E infatti poi nella vita vive solo relazioni pessime, prive di riscontro, di un VERO legame e prive di qualità.
Cassandra…condivido il tuo commento n 57…tranne che il padre di erika ha avuto la forza di guardare avanti e perdonare…ho sempre odiato con odio allo stato puro quei genitori di merda falliti che dopo una settimana che il figlio ha commesso un omicidio loro confessano di averlo perdonato!
No cassy…quello non è amore!
Un genitore VERO non puo’continuare ad amare un demone come in questo caso si è rivelata essere erika insieme a quell’altro demone del suo fidanzatino!Se la difende è perdona è perché o è correo all’omicidio o un demente totale incapace di intendere e volere che non riesce a rendersi conto di nulla!
Solo in questi due casi un genitore puo’perdonare certi orrori dei figli!
Il padre di erika non amava ne suo figlio ne sua moglie e ho sempre pensato che avesse partecipato anche lui all’omicidio! e lo penso ancora!
Cmq non mi interessa di parlare di genitori di merda come questi qui..quello che volevo dirty cassy è che condivido il tuo pensiero sull’amore e mi spiace molto per la madre che hai avuto,davvero,quando una madre è totalmente incapace sia di crescere e amare i figli come la tua,una volta arrivata nell’aldila’be…non andra’subito in dimensioni tanto luminose.
C’è ne’vorra’un po prima…dovra’capire tante cose e crescere molto…sicuramente l’hanno aiutata!anche se nella sua prossima vita dovra’ subire cmq tutto quello che ha fatto a voi… Solo così la legge del karma funziona…e non l’ho fatta io!
Tu nonostante tutto sei stata una brava figlia ed è ammirevole che te ne sia presa cmq cura fino alla fine!
È venuta a trovarti in sogno e ringraziarti proprio perché una volta di là si prende consapevolezza della vita e di tutti gli errori fatti! Ecco perché è venuta!
È un grande passo se sei riuscita a perdonarla dentro di te ed ad accettare quello che è stata!
Anche se incosciamente il non aver avuto una madre te lo porterai sempre dietro…
La sua malattia non è stato un caso….era già l’inizio del karma che doveva scontare per essere ciò che è stata!
Sei stata forte cassy e in questo caso ti ammiro molto!
@maria grazia, io sono contro il masochismo, l’ho scritto perfino in alcune lettere. Forse devi leggere meglio, senza aver la foga di ribattere.
Pensa e respira.
@Sofia mi ritengo fortunata di avere avuto una madre così, perché da giovane io ero timidissima e la sua pura cattiveria mi ha sbattuto in faccia le due possibilità che consigliavo io stessa ad un u-tonto dei nostri: soccombere o reagire.
Io ho reagito in tenera età e questa, per me, è stata davvero una benedizione.
Sì, sono passata attraverso alti e bassi, tentativi di suicidio e psicanalisi ma infine più che perdonata io l’ho compresa.
Il perdono non può esistere senza comprensione, senza uno sforzo personale attivo.
Ho compreso da dove derivavano le sue fragilità e le sue mancanze ed ho compreso che se io non avessi chiuso questo percorso, avrei riversato sui miei figli le medesime cose.
Per uscire dal masochismo inculcatoci dalla religione cattolica non basta FINGERE DI NON VEDERE, non basta tenere lontano i pericoli con la PAURA, occorre affrontare e riuscire a superare.
Il padre di Erika, per me, ha compreso i disagi psicologici di sua figlia e sta cercando di darle una mano, probabilmente in questo modo dà anche una mano a se stesso.
E’ una bella cosa… io lo ammiro.
Il padre di Erika fa del bene a se stesso, oltre che a sua figlia perché condivide un percorso di crescita che lo mette in discussione come genitore.
Ecco, secondo me la chiave di tutto sta qui: chi riesce a mettersi in discussione può utilizzare il sentimento d’amore per crescere.
Viceversa, chi ha regole e paletti, paure e chiusure… beh… affari suoi!
:))))
Magari se torna in sogno, con una punta di sano egoismo da primo piolo, spiegale che non esistono solo i ‘grazie’, ma anche le quaterne e le cinquine… se a te non interessano me le puoi sempre passare che me le gioco sulla ruota di Venezia che se vinco mi passa il mal del simioto che affligge anche me quando leggo certi post.
Karma, non precipitiamo. È ovvio che le carenze identitarie nascono nella famiglia di origine. La mancanza di un “riconoscimento” in età infantile porta inevitabilmente ad una alterata visione del “SÈ”. Non ci vuole una laurea in psicologia comportamentale per capire che un individuo che in età adulta tende a “idolatrare” un altro individuo ne sta cercando (inutilmente) il riconoscimento, proiettando le proprie carenze nelle presunte “superiorità” dell’altro, che “accettandole” eliminerebbe il continuo dubbio di non valere o di essere “inferiore” per le ragioni accennate prima. Sforzo inutile e deleterio, a maggior ragione se si tratta del frequente fesso qualunque, che si sente investito di un “potere” che non ha, ma che a causa di quella “dipendenza” altrui PENSA di possedere, con quali aberrazioni del rapporto che si possono immaginare. Se questo comportamento è contenuto psicologicamente entro i limiti del fenomeno antropologico, quando è rivolto a figure carismatiche prodotte dallo show business e dalla religione, è grottesco quando lo è verso l’oggetto del nostro “amore”, proprio per l’alterazione di visuale che nasce da uno “squilibrio” emotivo. Condizione perfetta per commettere errori di valutazione. Per esempio, mia moglie, a suo tempo innamorata “ormonalnente” di uno scioperato che imbrattava delle tele con segni che uno scimpanzé con una pennellessa in mano e tre barattoli di colore avrebbe fatto allo stesso modo, “voleva” vederci un artista che non c’era, ma che “essendoci” le avrebbe confermato che si era “innamorata” di un essere “superiore” la cui attenzione ne avrebbe “elevato” la scarsa opinione che aveva di sè in quei momenti. Questo per accontentare anche la sua etica ed educazione che la obbligavano a volere un riscontro “socialmente” riconosciuto per giustificare senza “vergogna” la voglia di sco.... con chi inspiegabilmente (cioè istintivamente, quindi indipendentemente dalla volontà) le faceva “sangue”, sangue che a vent’anni reclamava i suoi bisogni naturali. A circa 45 finalmente ha “capito” cosa le facesse vedere il nuovo Basquiat in un povero imbianchino. Cosa che poi la vita ha confermato.
Quanto ai sogni e alla oniromanzia lascio a chi ci crede le considerazioni del caso. Io credo solo che certe cose che cento anni fa sembravano provenienti da altre dimensioni, oggi sono pacificamente spiegate dalla scienza. E questo è sempre successo nella storia dell’uomo.
Quindi Karma e gesso con le credenze, buffet e controbbuffet.
Non ho numeri da darti, caro Yog, e comunque il mal del simioto non si cura col denaro.
Tienti stretta la boccia, sentiammè!
“Forse devi leggere meglio, senza aver la foga di ribattere.
Pensa e respira.”
Rimando questo consiglio al mittente, che secondo me ne ha molto più bisogno di me. Come d’ altra parte, molte altre donne che intervengono in questo sito e molte altre che incontro nella vita…
in certe cose mi sento sempre più “un maschio”, anzi un UOMO. devo ammetterlo.
per il resto, non ho il tempo materiale ( e francamente nemmeno la voglia ) di andarmi a rileggere tutte le passate discussioni. mi limito a commentare quello che vedo scritto nei commenti attuali.
spero mi scuserai. ciao.
Cassandra,
ho un figlio adulto, che né io né suo padre siamo stati in grado di proteggere adeguatamente nell’infanzia. ne ha riportato gravissimi danni, che mi arrecano costante sofferenza.
non mi sono mai aspettata niente da lui, e forse questo eccesso di libertà, come tutti gli eccessi, non ha giocato a suo favore.
anch’io apprezzo molto le persone come il padre di Erika, che sanno amare anche nel dolore, senza venir meno per nessuna ragione ai loro affetti.
Rossana…(discorso a parte sui genitori come il padre di erika che amano i demoni perché sono correi e per me non sono da apprezzare anzi mi fanno venire il vomito!)
…
Io non so nulla di te…della tua vita e sinceramente mi spiace molto per ciò che è successo a tuo figlio!
Ora ti ripeto..non so nulla di cosa sia successo ma mi spiace che abbia avuto dei problemi e che tu stia soffrendo!
È incredibile…ognuno di noi qua ha sofferenze e cicatrici dentro..altre già rimarginate…altre non si chiuderanno mai più… Eppure siamo qua e consigliamo..aiutiamo e sosteniamo …
Molto bello questo..
Un abbraccio sincero Ross.
cara Sofia,
ti ringrazio MOLTO per la partecipazione, al di là di sensazioni divergenti su altri temi. non possiamo essere tutti omologati.
NON ho mai scritto qui per avere supporto, e ciononostante, quando in una specifica circostanza ho precisato le ragioni di un costante dolore, sono stata definita “la piangente”. COME TE, a modo mio, ho cercato e cerco di dare un aiuto o un incoraggiamento quando mi sento di farlo. alla mia età non ci sono più molte occasioni di dare qualcosa a qualcuno (il più delle volte si ha sempre più bisogno degli altri, per incombenze pratiche) e mi fa piacere immaginare di poter essere ancora minimamente utile, soprattutto dopo aver provato sulla mia pelle, a suo tempo, l’importanza di un’attenzione.
è scontato che quasi chiunque si affacci qui ha un suo problema, piccolo o grande, superabile o meno… anche chi si illude di esserselo lasciato alle spalle.
abbraccio ricambiato (TUTTI i miei abbracci sono sinceri!)
“è scontato che quasi chiunque si affacci qui ha un suo problema, piccolo o grande, superabile o meno… anche chi si illude di esserselo lasciato alle spalle.”
fare improbabili allusioni serve a poco. è invece acclarato che il trovare compiacimento nei mali altrui ( veri o presunti che siano ) per molti è l’ unica consolazione nè più nè meno di quanto non lo siano gli amori illusori.
Una delle mie più grandi fortune è stata quella di scoprire e di capire cosa si cela veramente dietro i discorsi di tanti “benpensanti”.
sul fatto di essere utili agli altri scrivendo qui dentro, meglio non farsi troppe illusioni. chi viene qui lo fa quasi esclusivamente PER SE STESSO. inclinazione che qui troviamo in abbondanza.
Perdonatemi l’ignoranza…. ma chi decide che l’amore dev’essere assolutamente condiviso?
Chi può decidere che una persona non deve innamorarsi di un’altra/o che frequenta, che stima, che appoggia, anche se dall’altra parte non c’è lo stesso sentimento?
Forse Golem e Mariagrazia sapranno rispondermi.
Ciao Rossana,
mi spiace per la storia di tuo figlio..ma penso che tu non debba fartene una colpa, nessun genitore può dirsi perfetto e tutti commettono inevitabilmente qualche sbaglio! consideriamo anche che – in passato – si diventava genitori in giovane età con meno consapevolezza e anche meno mezzi di oggi. e certamente essere adulti significa anche prendersi la responsabilità dei propri sbagli e delle proprie mancanze senza addossare tutta la colpa ai propri genitori come si tende spesso a fare anche per autoassolversi.
una mia conoscente che ha problemi relazionali è in cura da uno psicologo che in pratica ha dato la maggior parte della colpa di tutto ciò ai suoi genitori! certo sicuramente loro hanno fatto i loro errori e non saranno stati un modello esemplare ma niente di particolarmente grave. Per esempio non l’hanno mai rimproverata o sgridata troppo e non le sono mai stati addosso criticandola come fanno tanti altri..! in questo anzi, lei è stata anche piuttosto viziata..perché per non farla dispiacere i suoi non si sono mai posti in maniera negativa o aggressiva! e questa è certamente una qualità. la verità è che questa mia conoscente ha sempre avuto un pessimo carattere che le ha impedito di avere amicizie e relazioni soddisfacenti..non si può dare certo la colpa ai suoi gentitori che non sono stati migliori o peggiori di tanti altri.
questo per dirti che non devi rammaricarti troppo per l’educazione che hai dato a tuo figlio, sono sicura che hai fatto del tuo meglio per lui!
un caro saluto 🙂
Cicci, ti rispondo con un’ altra domanda ( spero che mi perdonerai .. )
come pensi si possa AMARE qualcuno che:
– non ci considera
– non ci rispetta
– non vuole stare con noi
– non è attratto da noi
– non riconosce le nostre buone qualità
– non ha la nostra stessa visione della situazione
– si limita e usarci quando gli fa comodo
???
ecco, spero che coloro che intervengono qui per difendere strenuamente l’ “amore idealizzato”, possano darmi un chiarimento in questo senso.
Nessuno lo decide Cicci. Se tu sei contenta di “amare” in quel modo ne hai facoltà.
Ci si può innamorare anche di una staccionata. Succede sai? E vai a dire alla “fence lover” che il suo non è vero amore, si offende. Ovviamente per me non lo è, sia che si tratti della staccionata che per uno che non ti vuole. Anzi, ha quasi più senso la prima, perché è innocente. Verniciata di blu, il mio colore preferito. Così elegante.
Rossana cos’è successo a tuo figlio? sono rientrata da poco nel forum e non ho letto tutto, ho cambiato email e non mi sono arrivate tutte le notifiche.
Cicci