Non sono riuscita a dirgli della figlia
di
PenelopePentita
Riferimento alla lettera:
Gli ho mentito. Mi aveva lasciata e gli ho mentito. O meglio ho omesso che ero rimasta incinta. Una volta era già successo, ma il bambino lo avevo perso. Anche in quel caso ci eravamo lasciati, ed io glielo avevo confessato quando avevo abortito spontaneamente. Piangevo come una disperata, strillavo,...
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Data di pubblicazione: 16 Settembre 2011 - Views: 0
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Categorie: - Amore e relazioni

non pretendo di convincere ndessuno, si tratta solo di scambiare punti di vista.
Tuttavia per me (jenny, rossana e Penelope), la donna non ha il diritto di bollare come “futuro cattivo padre” una persona che nemmeno sa di esserlo. Intanto chi sei, donna, per dirlo ? Chi ti dice che sei una “buona madre”, tanto buona da poterti prendere questo diritto ? Portare in grembo un bimbo non fa di una donna una buona madre, così come , per carità, un’ora di sano piacere (va beh, cinque minuti..) non fanno un buon padre. Anzi, per me già partire negando ad un bimbo una figura paterna che, ricordiamolo, ci sarebbe stata se solo fosse stata al corrente della verità, non mi pare il massimo. Io sono di quelli che pensano che se il buon Dio (o dite voi la Natura) ha fatto le cose in modo che un bimbo possa nascere solo da una unione uomo con donna, vuol dire che in seguito il bimbo , per il suo equilibrio , ha bisogno delle due figure.
A quest’uomo è stata negata la paternità , mentre forse sarebbe stato un buon padre, e la figlia ne ha bisogno di un padre. Chi lo dice che non sarebbe stato un buon padre ? Non avete mai visto gente cambiare molto una volta diventata genitore ? Io sì.
E per jenny in particolare: una scelta difficile non è per forza la scelta giusta. La differenza è sostanziale. E il coraggio sta nel perseguire la giustizia, non nel complicarsi la vita, mi spiego ?
immagino che gli uomini che intervengono a favore del padre di Angelica abbiano un forte senso paterno, e li ammiro, così come ammiro Sisley, sempre capace di avere una sua personale opinione anche quando è diversa da altre, espresse da donne come lei.
ci sta che Penelope, avvilita e ancora sofferente per la fine di una relazione durata ben otto anni, possa aver deciso di non informare direttamente l’uomo in questione perchè, come qualcuno ha giustamente puntualizzato, “non lo ama più”. in realtà, mi sa che è lui a non amarla più e ad essersi rivelato a fine rapporto, come spesso succede, molto diverso da come lei l’aveva immaginato o da come si era dimostrato durante gli anni trascorsi insieme.
è vero che avrebbe avuto il dovere di informarlo sulla gravidanza ma è anche vero che pure lui, uscito rassicurato dal fatto che mentendo lei gli ha detto di non essere incinta, avrebbe potuto accertarsene in qualche modo. farsi vivo, almeno a scopo di verifica.
un uomo che di fronte a una donna che piange come una disperata per un aborto spontaneo dimostra freddezza e se ne sbatte di lei e di come sta, non mi sembra che dimostri sensibilità e che sia adatto ad assumersi responsabilità. poi, per carità, potrebbe anche verificarsi un’immediata maturazione che lo renda un ottimo padre, anche se personalmente non sono propensa a crederlo. se avesse avuto questa inclinazione interiore alla paternità si sarebbe per lo meno dispiaciuto dell’aborto per cui la donna stava soffrendo.
nell’esprimere un’opinione è innegabile che esista un riferimento diretto alla propria esperienza. la mia è di due uomini in famiglia del tutto incapaci di essere padri, per indole e per carenza di maturità. non hanno fatto che danni nella vita dei loro figli. ed è questo che mi fa dire: meglio orfani che con genitori distruttivi.
tornando a Penelope, si deve tener conto che anche in alcune donne esiste l’orgoglio di non mendicare amore nè per sè nè per la figlia. assumersi l’onere di crescerla da sola non è poca cosa. potrebbe anche darsi che Penelope non se la senta di aggiungervi anche il carico di interagire in contemporanea con un uomo che ancora la fa star male. senza contare che dovrebbe essere lei ad insegnare alla figlia ad amarlo. cosa che ho fatto con mio figlio, per sentirmi dire quando è diventato adulto: “mamma, non avresti dovuto ingannarmi così. sei stata scorretta con me e ora non so più chi è mio padre. di certo non l’uomo che mi hai indotto ad amare. d’ora innanzi non potrò più avere piena fiducia nemmeno in te”.
a mio avviso, pur non essendo infallibile, solo Penelope è in grado di valutare quanto il padre di Angelica potrebbe essere un buon padre e quanto la sua presenza a fianco della figlia potrebbe o meno essere positiva per lei. non può di certo prevedere il futuro ma ha il dovere di fronteggiare al meglio delle sue capacità e possibilità il presente.
Jenny,
l’infanzia di mio figlio si è ridotta per me ad un paio di mesi alla sua nascita e a una sola estate. pur consapevole di non aver avuto possibilità di scelta, rimpiango amaramente di non aver potuto vivere la maternità come avrei desiderato e come per il mio bambino sarebbe stato importantissimo che potessi fare.
per la crescita serena dei figli non bastano le sere in cui si rientra stanche e i fine settimana o le vacanze assorbiti da mille incombenze familiari, pure indispensabili. bisognerebbe poter dedicare loro almeno i primi tre anni. se ti è minimamente possibile, fallo. la dedizione piena che puoi donare, se offerta senza remore e con slancio, sarà la migliore e più solida eredità che potrai lasciare per il loro futuro.
un abbraccio.
@Rossana…che belle cose che dici, e come le dici bene le verità! 🙂
Comunque è chiaro per tutti che lui non mi amava più, ed io ancora ci stavo sotto.
Comunque, riflettendo ancora un pò, ho capito che LUI aveva capito. Non ha avuto la certezza matematica, ma è scappato come fa sempre nella vita, una corsa ad ostacoli che ingaggia puntalmente con i problemi.
L’ultima volta che ci siamo visti era agosto del 2010. Io avevo una pancetta minima ed un vestito bianco larghetto. Ci eravamo visti perchè aveva inisistito lui, dopo le mie “bugie” che gli avevano fatto intuire qualcosa. Era dolcissimo come non mai, insomma atteggiamento stile: puoi dirmi tutto amore, sono qui, ora puoi dirmi la verità.
Abbiamo passeggiato a lungo al mare, lui mi scrutava. Faceva caldo e andavo piano. Mi ha chiesto se mi poteva dare un bacio. E’ stato il nostro solito, incredibile, passionale e stravolgente ed io lì ho detto: è il mometo glielo dico. Ma prima gli ho chiesto: sei tornato per restare? E lui ha detto: No, assolutamente.
Quale migliore momento per usare Angelica?
Sono rimasta impietrita. E l’ho lasciato lì.
Da allora mille input glieli ho dati, e lui li ha lasciati cadere nel vuoto, pensando ed illudendosi che fosse un giochino che facevo per tenerlo a me.
Lo ha capito, cazzarola, ora lo so, mentre lo scrivo….lo ha capito ma non ha voluto sincerarsene per paura di dover poi fare una cosa che non voleva.
Un genitore pessimo fa + danni di uno assente, e lui sarebbe pessimo ed assente insieme.
@Colam’s: cosa significa essere genitore per te? Fare le notti, svegliarsi dopo aver dormito due ore, preparare colazione pranzo e cena la mattina in un’ora, accompagnare all’asilo la piccola, andarla a prendere, cambiarla, lòavarla, vaccinarla, pulirla, non avere tempo neppure di andare a farsi una tinta ai capelli…??? oppure venirla a prendere il sabato e portarla a Zoomarine….? Sarebbe quella la vita da genitore del mio ex, scannato economicamente, smidollato ed ancora con la voglia di giocherellare con gli amici….
Il tuo ex compagno sarà sicuramente quello che dici e non si è comportato bene con te…se dici così sarà vero. E mi ci metto nei tuoi panni.
Ma credimi che, purtroppo, non puoi scegliere a posteriori chi deve essere il padre.
Puoi estrometterlo dal tuo futuro ma non da quello della piccola.
Non puoi.
E sul meritare la paternità beh…non la merita nessuno. Purtroppo tante persone che vorrebbero avere figli non ci riescono e fanno milioni di tentativi tristi e frustranti. E poi invece tanti ci si ritrovano e non sanno nemmeno che significa.
E’ la vita questa…e le regole son queste.
Non devi pensare che avresti potuto usare tua figlia per far spendere un sacco di soldi al tuo ex…vedi, è proprio questo modo di pensare che può aver fatto allontanarlo. Per lui sarebbe stato magari bellissimo fare i suoi doveri…e tu hai voluto escluderlo. Io la penso così. Non dico che con te si sia comportato bene…dico che i fatti vostri li sapete solo voi.
Però non farci entrare tua figlia…ricorda che i nodi vengono al pettine prima o poi. Quindi trova il modo migliore e preparati ad essere paziente…ma purtroppo farglielo sapere è un dovere. Da fare al più presto.
Io la vedo così.
Penso che non dirglielo sia dipeso da tutte le ragioni fra voi due, non per l’educazione e il futuro di angy.
E penso che sia stato sicuramente difficile fare tutto da sola…non più facile in quel senso.
Più facile però fare finta di niente ed escluderlo da una cosa dove non puoi escluderlo.
Ti stai portando questo peso addosso…costituito dal non aver fatto cuò che dovevi: dire la verità. E non credere che pèassando il tempo il peso diminuirà.
Jenny.
Tu non puoi sapere e prevedere il futuro. E ci sono figli che nonostante tutto ce l’hanno con i genitori. Come può odiare e via dicendo? Di figli che non si parlano con i genitori ce ne sono tanti. E non puoi saperlo come la prenderà sua figlia, una volta arrivata a 20 anni, il fatto che la mdre gli ha nascosto di avere un padre.
Potrà raccontargli le sue versioni e farla crescere con la concezione di un padre malvagio e orso…
…ma chi lo sa poi come andrà a finire?!
Non lo sa nessuno. Quindi è meglio avere la coscienza pulita, credimi.
Colam’s,
hai perfettamente ragione ponendo la domanda: “Non avete mai visto gente cambiare molto una volta diventata genitore ?”. sì, le eccezioni non si possono mai escludere del tutto. se soltanto tu potessi immaginare quanto ci ho sperato anch’io, per ben due volte!
dal mio punto di vista, qui si tratta di considerare la situazione che si è venuta a creare sotto due diversi aspetti.
in quello legale, ha senza ombra di dubbio ragione il padre, a cui credo nessuno possa negare il diritto di essere informato sulla sua paternità.
in quello pratico-emotivo, solo Penelope sa come se la potrebbe cavare sul momento a crescere la bambina se nel contempo dovesse fronteggiare quella che potrebbe essere l’indifferenza o, all’opposto, l’ingerenza di un simile uomo nella loro vita.
la parte maschile dei partecipanti al forum rivendica il giusto diritto per l’uomo di essere coinvolto in una questione di così grande importanza.
la parte femminile riconosce invece a Penelope, emotivamente, il diritto di difendere se stessa e (perchè no?) anche il suo futuro di donna, oltre a quella che lei immagina la serenità che in tal modo potrebbe essere in grado di assicurare alla figlia.
già è un grande impegno crescere una creatura da sola, soprattutto nei primissimi anni. perchè mettersi volontariamente anche in condizioni di farlo in modo disagiato?
poi, magari… chissà… se dopo un anno dalla nascita della bambina Penelope è riuscita a riprendere il confronto con se stessa su questa sua prima decisione, chi può escludere che fra qualche tempo ancora non possa decidere di cambiare orientamento, sentendosi più forte? ha ancora del tempo davanti a sè: la bambina è molto piccola…
certe scelte devono essere ponderate a lungo prima di essere sicuri di fare quella più sensata, che tenga conto dei diritti di tutti, specialmente se questi sono in conflitto. per ora ha salvaguardato, in buona fede, i diritti di un nucleo formato da affetti di cui è sicura, evitando di immettervi ingestioni che teme fortemente negative (almeno, così mi è parso di capire).
in ultimo, aggiungo che, per come la penso io, ogni nostro atto pregiudica, nel bene e nel male il futuro. se quest’uomo fosse stato anche soltanto un briciolino più umano, non sarebbe stato di certo accantonato così…
xPeneloppe…….scusami se quello che sto per dirti ti possa ferire, ma nn e’ la mia attenzione…tu dici sempre io, io…lui e’ cattivo, crudele eccetera. ma tu sei peggio di lui….lui ti ha lasciato la scelta….se nn volevi lui come padre di tua figlia , se lui e’ cosi stronzo potevi abortire e fare un figlio con uno che degno di te…ma nel momento che tu hai scelto di tenere questo bambino lui ha tutti i diritti di sapere..poi lui decidera se vuole fare padre o meno ma nn sarai tu a decidere! tu sei una ricatatrice e per questo lui si levato le gambe….dalle donne come te meglio stare lontani….se tu fosse una donna seria e onesta ora nn ti trovavi in quella situazione. hai gia deciso tutto tu, ma guarda come sei brava!!! e allora che vuoi da noi? che consiglio vuoi? vuoi sentirsi dire poverina e lui e’ stronzo? ti arrangi con la tua coscienza e vedrai un giorno sarai punita per quello che fai dalla tua figlia che ora stai levando da lei suo padre!!!i conti tornano stai tranquilla..un giorno per tutti!!
@luigi,Per quanto riguarda il discorso di penelope,sono d’accordo su tutto con quello che ha detto rossana,in ogni punto. Anche se insisto con il fatto che e’ vero che non si ha la certezza che la tua scelta sia stata davvero la migliore,ma dall’altra parte un uomo cosi fraddo(vedi il tuo aborto)difficilmente ti avreBbe dato il sostegno necessario e difficilmente sareBbe oggi un buon padre.ma e’ anche vero che un figlio ti cambia la vita ma solo ed esclusiva$ente se il soggetto e’ disposto a farsela cambiare.ma io rimango della mia idea. @rossana, capisco molto bene il tuo ragionamento anche se nonostante l’amore per le mie gemelle,metterlo in pratica mi risulta difficile.ora mi spiego meglio;senza pero’ soffermarmi troppo sui dettagli. Sono stata fidanzata dall’eta’ di 14 anni fino all’eta’ di 25 con la persona di cui ero certa essere la persona della mia vita e il papa’ dei miei figli.ma cosi nn e’ stato proprio xk quando ho perso il bambino lui si e’ rilevato iNdifferente ed essendo per me fonte di grande dolore non l’ho perdonato.mi sn buttata sul lavoro e sulla carriera…fino a quando nn ho incontrato simone e sn rimasta in cinta.mi sono sposata e sn nate le bambine.beh inutile ripetere che loro 3 sono la mia vita ma per questo mi risulta difficile assentarmi dal mio lavoro anche se per una giusta causa…comunque ti ringrazio per i consigli che mi hai dato e ti abbraccio forte:)
@Sisley: accetto il tuo minaccioso punto di vista. Credo che chi scriva qui abbia bisogno semplicemente di sfogarsi e non vada alla ricerca di assoluzioni o soluzioni.
Io ovviamente ho scritto perchè sono combattuta, perchè questa situazione non mi fa star bene e dico sempre io, io, io, semplicemente perchè sono IO che mi guardo allo specchio ogni mattina. Mia figlia è ancora piccola ed il mio ex un latitante.
Affidare la bimba ad un estraneo mi pare davvero strano, ora come ora. Comunque penserò a quello che tutti mi avete detto e vi ringrazio per l’ascolto.
Un abbraccio.
ehhh Penelope, io so bene che essere un genitore è “fare le notti, svegliarsi dopo aver dormito due ore, preparare colazione pranzo e cena la mattina in un’ora, accompagnare all’asilo la piccola, andarla a prendere, cambiarla, lòavarla, vaccinarla, pulirla, non avere tempo neppure di andare a farsi una tinta ai capelli”…
Lo conosci meglio tu, ma ripeto se lui ti ha chiesto se eri incinta, facendo capire chiaramente che sarebbe rimasto se lo eri, vuol dire che per lui aveva un’importanza enorme. E’ perciò probabile che si sarebbe preso le sue responsabilità, visto che non mi sembra che te lo ha chiesto per risponderti “ah va beh, se lo sei allora abortisci e chissenefrega”. Perciò che tu lo tacci di “sicuramente sarebbe stato un padre immaturo”, ma lui intanto, questo si può dire, se avesse saputo di essere padre sarebbe rimasto con te per prendersi le sue responsabilità. E guarda che rimanere con una moglie “antipatica” per il bene della figlia è una delle caratteristiche dei padri che si prendono le proprie responsabilità, non dei padri “zoomarine”…
Insisto, c’è qualcosa di non logico nel tuo agire…
Il problema Colam’s è che io non volevo che rimanesse per la bimba, ma per me. Avere uno in casa che ti considera antipatica, pesante, un fardello, fa sì che la durata del rapporto sia uguale allo zero. La prima ragazzetta smorfiosa in grado di fare delle moine l’avrebbe fatto capitolare miseramente (ah sì, perchè tra le altre cose, all’inizio della nostra storia io per lui lasciai il mio ex decennale, e lui mi tradì dopo due mesi….)….
Comunque ragazzi, ieri un mio amico gli ha mandato a suo nome una mail scritta da me, in cui gli dice che ho una bambina, che potrebbe essere sua.
Risultato: per ora il nulla.
E rimarrà così. Adesso per lui è “sconveniente” prendersi delle responsabilità che ha sempre rifuggito….figuriamoci solo un intralcio…staremo a vedere. L’ho fatto perchè ho letto in voi sincerità e probabilmente la mia versione dei fatti è distorta dalla delusione.
Aspetterò. Ma sono sicura che non ci sarà nulla da aspettare.
l’accento messo da Colam’s nell’ultimo post non è da sottovalutare, anzi. in presenza d’un figlio, lui sarebbe rimasto!
è sempre Penelope quella che deve ipotizzare come. magari saprebbe assumersi le sue responsabilità, magari, invece, per Penelope potrebbe diventare un carico in più, sia dal punto di vista organizzativo che psichico.
non sono ancora molti gli uomini che aiutano in casa. se poi non ha lavoro, Penelope lo dovrebbe pure sostenere economicamente… bisogna essere eroici o innamorati persi per imbarcarsi in una simile avventura. fra l’altro, se non si è capaci di acquisire un equilibrio anche soltanto formale nella convivenza, fra genitori in perenne conflitto, chi ci rimette sono i bambini…
Penelope,
quanto dolore e quanto amore in questa tua storia!
ti auguro di tutto cuore che ti sia possibile trovare la strada giusta per la serenità, soprattutto tua e di Angelica.
facci sapere… ti sono molto vicina.
un grande abbraccio.
Grazie Rossana. Ho sofferto molto perchè ho molto amato, e le due cose molto spesso vanno di pari passo.
Non si è fatto sentire nessuno, nessun sms, nessuna mail. Conoscendolo si starà interrogando sul da farsi, per poi decidere di non fare niente, far finta di niente, continuare a campare dicendosi: ma sì, probabilmente non il mio.
Farò finta di aspettare ancora un pò. Dopodiche, con molta fatica, tornerò a fare finta che sia morto. Questa volta definitivamente.
E’ inutile…io ci rinuncio!
Rassegnati: lui non ti ama! E sono proprio i tuoi labirinti mentali indecifrabili ad averlo fatto scappare.
Email dell’amico…parla con il legale…poveraccio ma cosa vuole capire sto disgraziato!?
Non parlare di responsabilità, tu sei la prima che scappa dalle responsiblità…e puoi andare d’accordo solo con chi ti dice che hai ragione e fai bene a fare quello che fai.
Non gli hai detto che ha una figlia. E continui con questi pretesti che vogliono solo servire a giustificarti…il coraggio di affrontare le situazioni è assente in certe persone.
Solo egoismo…mascherato dall’assurdo motivo “tanto non è buon padre…mia figlia merita di meglio”.
Io vedo solo egoismo. Povera bimba…è proprio vero che certa gente non merita la paternità. Ma è vero anche che tante non meritano la maternità.
Rossana, convincila che sta facendo bene. E’ quello che vuole sentire.
@Luigi, veramente ho tentato quest’ultimo approccio proprio per le tue parole. E specificamente quando hai detto che questo “fardello”, inteso come segreto, si ingigantirebbe con il tempo che passa.
Non voglio essere convinta di stare facendo la cosa giusta, non mi sento egoista, nè tantomeno una donna che non merita la maternità. Quanto ho sofferto con la perdita del primo figlio lo sa solo Dio, e mi dispiace che qualcuno possa, anche solo in maniera superficiale, credere che io sia una persona infima e squallida, che fa i giochini per ottenere quello che vuole.
Dopo due anni, non è facile (se non impossibile, almeno per me) alzare il telefono e dire: a proposito, sai sei padre di una bimba che si chiama Angelica. E’ il fardello di cui parlavi proprio tu Luigi, quello che mi sta schiacciando, e quello che mi sta cercando di far fare le cose meglio che posso.
So che ha bloccato la mia email, il mio profilo facebook, so che ha cambiato numero di telefono: il tutto pur di non avere + nulla a che fare con me.
Sono sicura che qualcuno dirà che ha fatto bene. Probabile.
La mail del mio amico mi sembrava un aggancio discreto, un modo perchè anche una persona demente possa capire che dietro ci sono io.
Non sono paurosa, ho affrontato un parto da sola con la mano di un infermiere sconosciuto che teneva la mia, e non perchè non avrei voluto accanto a me il mio uomo, ma solo perchè per lui ormai non esistevo +, ero morta.
Mi posso sentire immatura, ma egoista no. Ho sempre pensato sempre agli altri, ho giustificato in ogni modo comportamenti ai limiti della disumanità, ho accettato scuse e ho voluto credere ed investire sul mio futuro.
Non cerco appoggio, soluzioni, accetto ogni critica, perchè so che dall’esterno gli occhi vedono meglio dei miei. Accetto i giudizi di tutti, ma non quelli che mi tacciano di essere quella che non sono.
hai ragione, Luigi, ho capito anch’io (seppure in ritardo e nonostante il Pentita che faceva parte del nick) che è quello che Penelope avrebbe voluto sentirsi dire.
è indubbio che un comportamento lineare è sempre il meglio per tutti. anche Sisley, che ha molto buon senso, l’ha suggerito.
personalmente, però, quando mi è possibile, affronto le situazioni difficili solo quando sono in grado di farlo (da almeno una diecina d’anni ne sto rimandando una per incapacità psichica a misurarmici).
prima che Penelope ci informasse della sua mossa trasversale, (a cui non sarei mai arrivata ma che è comunque un passo in avanti per sbrogliare definitivamente la matassa), stavo riflettendo sui diritti-doveri dei genitori non legati da matrimonio visti dalla parte dei figli.
un figlio ha diritto:
– a due genitori, perchè così vuole la natura, per il suo miglior equilibrio di crescita (e questo non sempre è possibile);
– a un vero cognome e a conoscere sia il padre che la madre (grave errore non dire a un figlio chi è suo padre quando questi lo chiede, e prima o poi questa domanda verrà fatta);
– a un riconoscimento ufficiale a livello sociale, con relativo contributo economico per gli anni previsti dalla legge quando i genitori non convivono (la prima parte può essere abbastanza facilmente ottenuta – quando non si tratta di rampolli di casati ricchi e famosi – mentre la seconda, nell’eventualità appunto di gente comune, non è altrettanto facile da aversi);
– all’effetto e alla tenerezza di entrambi i genitori (cosa che reputo fondamentale, molto più di tutto il resto del pacchetto messo insieme).
l’ultimo requisito, però, è in molti casi il più difficile da ottenere perchè prevede che i genitori siano persone CIVILI e agiscano entrambi esclusivamente per il benessere fisico e psichico del figlio. a volte civili lo sono pure, in linea di massima, ma fortemente disturbati nella loro relazione da problemi esistenziali e caratteriali che non è stato possibile superare.
come si può fare a renderli malleabili entrambi e ad evitare che sbranino a vicenda sulla testa e nel cuore di un figlio?
se se la sente, Penelope fa benissimo ad andare a fondo a questa situazione, in modo ufficiale ed essendo affiancata da un buon avvocato. almeno si toglierà il pensiero una volta per tutte, pronta però a riparare Angelica da sofferenze, se minimamente evitabili.
che garanzie può avere in merito? temo soprattutto per lei, che ancora ama quest’uomo!
Penelope dovresti tu stessa a dirlo a lui che ha una figlia e nn amico! e dovresti chiedere scuse visto che hai nascosto il fatto cosi importante….vedrai che tornera da sua figlia!!! da te nn credo. perche hai deluso e nn so se potra mai fidarsi di te. buona fortuna a te alla vostra piccola.
Ribadisco un concetto forse non chiaro: io non sono una sprovveduta, e so che quello che ho fatto è stato pesante.
Credo di essere stata molto innamorata di questo uomo, al di sopra di tutto e tutto, ma adesso non credo davvero. Mi manca, ripeto, quello che eravamo, ma che ovviamente non potrà più essere.
Mi manca la possibilità di creare una famiglia, famiglia che sarebbe potuto esistere solo nella mia immaginazione, visto che due persone che non si amano più non devono stare insieme, per nessun compromesso.
Guardare negli occhi Angy e vederci quelli del padre non è facile, e quella decisione che credevo giustissima e l’unica -inizialmente- (perchè colpita nel mio ego, ferita dall’indifferenza) ora non mi sembra + tale, e proprio perchè la rabbia è sbollita e non rimane altro che mia figlia.
Sono stata una penelope, ho aspettato che tornasse, e quando ho visto che l’attesa era vana sono rimasta inebetita, incredula se volete….mi pareva assurdo che G. avesse capito e non avesse fatto nulla (perchè HA capito, ma ha fatto finta di non capire).
Ho iniziato in questi giorni anche ad uscire con un’altra persona, che conosce abbastanza la mia situazione e mi è stata davvero vicina nei momenti più disperati, e credo che mia stia tornando anche la voglia di riniziare a vivere.
Sto provando a fare la cosa giusta, che purtroppo ancora non coincide perfettamente con ciò che vorrei realmente, cioè chiudere baracca e burattini e fottermene, ricominciando un’esistenza senza teste di….
Ma sento che faccio fatica.
Per quello cercavo una mano.
Non mi interessa essere compatita, o sentire cose che vorrei. Vorrei solo due o + occhi esterni che mi faccianoc apire la cosa GIUSTA, che ho idea non sarà mai + la cosa giusta per me, ma per Angy.
so che sto per dire una bestialità, che mi attirerà disapprovazione, ma lo faccio lo stesso.
come ha diritto una donna di abortire se non si sente pronta per la maternità, perchè non si può accettare che un uomo non se la senta di assumersi questo tipo di responsabilità?
l’amore, che è la cosa più importante per un bambino, non si inventa e non si può ottenere con la legge…
Infatti Rossana per me la donna non dovrebbe aver il diritto di abortire specialmente per stupidaggini come “non mi sento pronta” , cosa che in realtà non sarebbe prevista dalla legge 196, la quale ammette l’aborto solo per cause gravi. Perciò allo stesso modo un uomo non dovrebbe potersi prendere il diritto di fuggire dalle proprie responsabilità . non e’ utopia, fino agli anni 70 l’aborto come il tradimento erano reati, e la pressione sociale portava alla gogna pubblica chi non si comportava con criterio.
E’ semplice, questa bimba ha un padre. Punto. Il resto son chiacchiere , secondo me.
La cosa giusta sarebbe che lui sapesse, possibilmente non per via facebook o simili, di essere padre.
Questo è sacrosanto, devo ripetermi.
E’ soltanto questa la cosa giusta. E mi rendo conto che è difficile dopo due anni…ma lo sarà ancora di più tra tre o quattro o dieci anni.
Più passa il tempo più crescono i tuoi sensi di colpa e la difficoltà nel cercare di mettere rimedio.
Così è.
Rossana. Ma cosa c’entra l’aborto? L’aborto si conclude con la morte…qui per fortuna la situazione è diametralmente opposta.
E poi lui ignora di avere una figlia. Non sceglie di disinteressarsene. Il che è leggermente diverso.
L’amore può darsi che lui poteva darglielo almeno alla figlia. Può darsi che non gliel’avrebbe comunque dato. Però lui non l’ha mai saputo e quindi non si può incolparlo di non aver amato sua figlia.
E’ una situazione complicata. E spero tanto in un futuro migliore per te, per lui e soprattutto per angelica.
ciao
Colam’s, Luigi,
so che sto andando leggermente fuori tema e che esprimo concetti difficili anche soltanto da prendere in considerazione.
come figlia indesiderata, che ha avuto una vita disastrosa soprattutto per carenza d’attenzione e d’amore, mi arrogo comunque il diritto di affermare che a un figlio non basta essere nutrito, vestito e alloggiato.
se una donna o un uomo non sono maturi per mettere al mondo dei figli, sarebbe bene che non si assumessero questa responsabilità, neanche dopo una “svista”. al di là della legge e della morale, non c’è costrizione materiale che possa indurre ad amare, e senza amore nell’infanzia, è come essere morti dentro per l’intera vita.
per Angelica è preferibile sapere che il padre l’ha rifiutata oppure essere informata che è stata concepita nell’amore, anche se poi questo si è volatilizzato e le strade dei suoi genitori si sono divise? al limite, se dovrà essere esposta ad un rifiuto, a mio avviso sarebbe meglio che questo avvenisse quando la ragazza avesse compiuto la maggiore età e fosse in grado, grazie all’amore di sua madre, di comprendere il temperamento e le possibilità affettive del padre.
ragionamenti ed esperienze soggettive a parte, Penelope sa cosa fare, come farlo e quando farlo…
Io penso di non farcela. Parlare di tutta questa situazione mi fa sognare il mio ex quasi ogni notte, mentre ero riuscita a trovare un equilibrio, che serve soprattutto ad Angelica.
Non posso, non ora. Ci ho provato, capisco blandamente, ma ho provato a tendere un minimo la mano, anche solo il mignolo, ma questa “attesa” mi snerva e mi innervosisce.
Se glielo dicessi, significherebbe riaffrontare lui, la sua violenza psicologica che dentro fa ancora male, il sentirmi accusata, mi innervosirebbe lui, il suo modo di fare e di non fare….
No per ora no. Ho deciso.
Forse, anche se ho 39 anni, mi amo ancora troppo per anteporre il reale bene di Angelica al mio, ma dal momento che dipende solo da me, mi chiedo: posso ripiombare in un inferno mentale per lei?
EH ma Rossana, appunto, ora tu sei qui ! E visto che mi sembri una persona carica di vita, lo vedi che i tuoi hanno fatto bene, per non dire benissimo, a non abortirti ? La risposta più eloquente alle tue idee sui “figli non abbastanza amati” la vedi ogni mattina allo specchio: non sei stata abbastanza amata dai tuoi, e forse nemmeno io. Ma intanto ci siamo, e con la nostra vita abbiamo fatto anche cose positive, e tanto basta secondo me.
Penelope: ecco ora la cosa ha una logica, ed è rispettabilissima. “mi amo ancora troppo per anteporre il reale bene di Angelica al mio, dal momento che dipende solo da me”. Da qui in poi non posso dare un giudizio, tu sola sai…