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Cosa è giusto accettare per amore?

di tabatha2

Riferimento alla lettera: Il mio ragazzo, molto dolce, quando si arrabbia arriva a insultarmi pesantemente dandomi della donna di strada...Gli ho detto che mi fa stare male, ma noto che non la smette... Mi chiedo un giorno, davanti ai bambini, se saprà contenersi..! A volte è arrivato a spingermi e a cacciarmi da...
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Categorie: - Amore

135 commenti

Pagine: 1 2 3

  • 101
    Luna -

    Tabatha: meglio, e continua il suo percorso 😉 🙂

  • 102
    tabatha2 -

    AIUTO! Sono in forte crisi. Oggi non faccio che piangere e gli occhi mi bruciano. Non avrei mai pensato di ridurmi cosi. Mi sentivo cosi bene. E bastato che la mia amica ieri l altro mi scrivesse di averlo visto in citta con degli amici. Questa sua frase mi ha scombussolata talmente..perche me lo immaginavo con la sua solita giacca verde camminare per la strada.. non sono riuscita a non rispondergli. Sono ricaduta. Mi vergogno quasi a confessarlo ma e cosi. Oggi non sono nemmeno andata a scuola. Ho vomitato. Vedo un uomo alla televisione e mi sembra gli somigli. Vedo un uomo nella metro e mi sembra di vedere lui. E in ogni angolo. Cosa mi sta succedendo? Era troppo bello essere solo felice e determinata. Ho bevuto tutte le sue frasi e le ho scolpite nella mia mente quasi fossero parole sacre. E mi chiedo..e tutto l aiuto che ho ricevuto? Perche basta che arrivi lui e tutto il resto passa in secondo piano? Perche non mi ricordo piu il sostegno e i discorsi che mi hanno fatto le altre persone? E soprattutto perche non ascolto me stessa? E continuo a colpevolizzarmi. Ma allora..se arrivasse qui davanti a me, oppure qui in internet qualcuno mi dicesse che al mio posto ci starebbe assieme, sopporterebbe, lotterebbe in nome dell amore..io lo prenderei in seria considerazione e comincerei a pensare di dover agire veramente in questo senso? Sono cosi fragile, insicura. E vero. Luna. Io ho chiesto a tante persone cosa farebbero al mio posto. Ma alla fine cosa importa? (A parte che nessuno mi ha mai detto di continuare con lui) Se qualcuno mi dicesse ” no dai tenta ancora se lo ami..forse e colpa tua” io cadrei come un salame! Ti rendi conto in che condizioni sono?
    Ma..e vero che in una coppia gli errori si commettono da entrambe le parti. Infatti, come ha sostenuto la mia amica, io non sono sempre stata zitta, buona e dolce. Io non sono sempre stata comprensiva e attenta e rispettosa. Mi sono arrabbiata nel vederlo ubriaco. Mi sono arrabbiata una volta perche aveva invitato di sabato sera un amico senza chiedermi che ne pensavo ed io invece volevo stare sola con lui. La serata ha preso una brutta piega. Li ho lasciati soli e sono uscita a farmi un giro. Quando sono tornata mi ha detto che non dovevo rompere le scatole – perche aveva li il suo amico ed io..che abitavo li con lui non contavo piu in qual momento – quindi gli ho risposto con un insulto grave. gli ho detto che era un..co...... e lui giustamente mi ha dato due ceffoni fortissimi davanti al suo amico..perche gli avevo fatto fare una brutta figura.. Come ho potuto essere cosi volgare e offenderlo cosi? Insomma io non sono stata brava a gestire i conflitti. Vorrei tanto chiedergli scusa per quella volta.
    E ora, lui mi scrive che non trova lavoro ma che visto che io sono sparito chissa dove e chissa quante corna ormai gli ho fatto, non vuole piu vedermi, sono morta per lui. e in effetti queste frasi mi hanno ammazzata.

  • 103
    tabatha2 -

    Ha inoltre aggiunto che non ha piu amici. Ha solo il cugino. Con l amico con cui aveva forse preso qualcosa..ha litigato e mi ha scritto di averlo pestato da mandarlo in ospedale. e il motivo del litigio ero io!

  • 104
    Luna -

    Tabatha: se tu fossi guarita del tutto saresti una miracolata.
    Cose così non guariscono in un battito di ciglia.
    Direi un due paroline, comunque, pur se con educazione, alla tua amica che ti dice di averlo visto. Anche se tu glielo hai chiesto, c’è una cosa che si chiama: evita di girare il coltello nella piaga.
    Adesso ti dico una cosa, e vediamo se riesco a spiegarmi: il mondo delle molestie morali e fisiche è un mondo a sè. E’ un mondo in cui le regole sono sovvertite. In cui una frase (corretta) come: “la responsabilità sta da entrambe le parti” ha un significato particolare. Che va guardato sotto un punto di vista diverso, fuori dai luoghi comuni.
    E’ un mondo difficile da spiegare, alle volte, a persone che, pur in buonissima fede, possono non capire fino in fondo sensazioni, emozioni, motivazioni interiori, adattamenti, confusioni.
    E fragilità, molta, che viene a crearsi nel soggetto coinvolto.

    Che non hai saputo gestire i conflitti è vero. Ma nel senso che se una mi dice che lui ha fatto bene a darle due schiaffoni forse deve imparare che nessuno fa bene a dare schiaffoni a nessuno.
    La tua ricaduta non mi sembra fantascientifica.

    E’ vero che ti sono state dette tante cose, Tabatha. E una di queste è:
    può essere che per uscirne tu abbia bisogno di qualcuno, al di fuori dalla cerchia degli amici, al di fuori dei forum, dei blog, delle pagine di un libro, che, da una posizione neutrale e insieme “specializzata”, possa aiutarti ad uscire da questa angoscia, dai pensieri in tilt, dal tuo cercare di dipanare una matassa quando ti mancano degli strumenti che, obiettivamente, è anche naturale che tu in questo momento non possa avere.

    Come, se non erro, ti ha detto anche Tina, nel momento in cui comincerai a capire SUL SERIO cos’è successo, quali sono le dinamiche e le responsabilità (che non è sinonimo di colpa, concetto con cui ti stai massacrando e che non ti serve a un bel niente) capirai che una volta capito questo tu sarai in grado di scegliere se stare con lui o no senza farti i dilemmi che ti stai facendo adesso.
    Perché scegliere una vita senza violenza sarà una conseguenza naturale delle cose che avrai capito, e sentito, guardando finalmente le cose da un punto di vista diverso.

    Scusa la mia franchezza, ma a te non serve qualcuno che ti dica: provaci ancora, Tabatha, perché chi ama davvero tenta e ritenta e si fa anche passare sopra come un rullo, nè, alla fin fine, una volta passata la prima fase, qualcuno che ti dica: mollalo!
    Perché una cosa è costringersi a mollare qualcuno, un’altra è capire, davvero, perché si sta scegliendo di vivere una vita diversa, che non sia fonte di continue e molteplici frustrazioni.

    A te serve capire, sì, ma non da sola, perché non puoi, non fino in fondo, almeno, e ti si fonde il cervello perché parti comunque dai presupposti distorti offerti dall’adattamento alla relazione insana che hai vissuto. Ti serve entrare nella cosa da un’altra porta. Che apparentemente è secondaria, ma invece è quella principale.

    Non è questione di vergognarsi di una ricaduta, perché le ricadute fanno assolutamente parte di quanto ti sta succedendo.

  • 105
    Luna -

    “Ha inoltre aggiunto che non ha piu amici. Ha solo il cugino. Con l amico con cui aveva forse preso qualcosa..ha litigato e mi ha scritto di averlo pestato da mandarlo in ospedale. e il motivo del litigio ero io!”.

    Bene… se domani tu non avessi più amici probabilmente ti chiederesti il perché, qual è la tua responsabilità (anzi, tu ti chiederesti quale colpa, probabilmente) nel fatto che la tua vita sociale sta andando in vacca…

    Se tu non trovassi lavoro probabilmente, pure nello sconforto, continueresti a cercarlo.

    cosa dovrei pensare io, Luna, persona qualunque, leggendo che lui ha mandato all’ospedale un altro e il motivo del litigio eri tu?
    che lui è un eroe perché litiga per te mandando all’ospedale la gente?
    o forse che magari esistono altre vie che mandare la gente in ospedale per “dirimere” i conflitti?!?

    indipendentemente dal motivo del conflitto.

    Il motivo eri tu? in che senso? che sarebbe colpa tua? o che è eroico che mandi all’ospedale la gente in nome tuo?
    il motivo eri tu? e sei in un altro paese?
    bhe, caspita, Tabatha, certo che tu hai poteri eccezionali.
    Se stasera mi rubano il parcheggio do un pugno sul naso a chi me l’ha rubato, e poi gli dico “Mi manda Tabatha”.

  • 106
    tabatha2 -

    grazie Luna questa tua ultima frase mi ha fatto ridere di gusto e ne avevo bisogno!
    Si effettivamente non ha spiegato il motivo del litigio, la dinamica, ma ..chissa..forse l amico ha parlato male di me..e lui mi ha difesa…oppure voleva farmi sentire in colpa anche di questa cosa…alla fine non ha importanza, ha importanza il fatto che lo abbia pestato..Crede di fare bella figura facendomelo sapere? Piu passa il tempo, e piu si comprende che queste modalita fanno parte di lui e ne e’ altamente convinto..si sente nel giusto..Da un lato ho piacere che si sia reso conto che forse non valeva la pena mettere gli amici sul podio e lasciarmi in secondo piano, visto come sono andate le cose..
    Oggi non ho pianto tanto come ieri, e sono andata a scuola. La mia amica non avrebbe dovuto informarmi di averlo visto..e vero..del resto anche lei..sta con un ragazzo napoletano..hanno una bambina di due anni..stanno assieme da 3 anni..e poco tempo fa ha ricevuto la seconda sberla..Per caritä, questo ragazzo non si e mai drogato ne ha fatto risse ne si e mai ubriacato..pero chi dice che non potrebbe arrivare la terza sberla? Quindi vedi, la mia amica lo ha giusticato dicendo che lei usa un linguaggio forte con lui..e naturalmente ha incolpato me per aver risposto male a lui..dicendo che le sberle era “giusto” che me le tirasse..visto che per di piu c era un amico presente..Ed io sono caduta…sprofondata sempre di piu…tra i pensieri di quell episodio accaduto nel settembre 2007…senza tenere a mente che poi non ho piu usato certe parole..anzi..che avevo scelto di non rispondere piu…
    Si, sbaglio ingresso dei miei pensieri .. ma ho solo questo modo..e questa ragazza che io reputo un amica..non mi fa sempre del bene…Oppure, mi dico che io dovrei essere piu forte e sicura di me stessa..basta cosi poco..mi sento di pastafrolla…potrei crollare da un momento all altro..

  • 107
    Luna -

    Tabatha cara, guarda che rafforzarsi non significa riuscire a far entrare qualsiasi cosa senza esserne scombussolati, ma molto spesso, piuttosto, imparare a scegliere, a priori, cosa è bene far entrare e cosa no.

    Confesso che, non per superpoteri 😉 ma a logica, ho pensato anche che la tua amica potesse essere una che, a sua volta, subisse molestie morali o fisiche, di qualunque grandezza siano.
    E’ chiaro che se, per stare “in equilibrio” – o adattamento, meglio – nella sua relazione ha attivato tutta una serie di giustificazioni e punti di vista, è quelli che può proporti, perché, detto in parole spicciole, quello è il modo in cui si orienta nel suo mondo. Con le sue ragioni per starci, in quel mondo, che sono le sue, non le tue. E questa non è una sfumatura.
    Lei sceglie di stare con il suo compagno per determinate ragioni, e mette sulla sua bilancia interna le sue giustificazioni da dare a lui.
    Ma quella è la sua storia, non è la tua.
    E’ chiaro che esiste anche chi predica bene e razzola male, e quindi avrebbe potuto, paradossalmente, dirti il contrario di quello che lei fa nella sua relazione (perché a volte si fa per gli altri ciò che non si riesce a fare per se stessi), ma tendenzialmente si dice ciò che si conosce. E lei ti porta il funzionamento del suo mondo.
    Riesco a spiegarmi?
    Non so se ti ho già detto questa cosa, scusa non me lo ricordo, forse mi ripeterò:
    comunque, una mia amica soffre da diversi anni di bulimia. Ci ha messo un sacco di tempo per ammettere di soffrire di bulimia, per confessarlo a qualcuno e per decidere finalmente di andare da uno psicologo per capire perché mai ogni volta che è sotto stress si mette un dito in gola. E quindi uscire dal circolo vizioso del suo disturbo.
    Un giorno, mentre sta seriamente pensando di prendere un appuntamento, parla con un’altra ragazza bulimica, la quale le dice:
    “Lo psicologo non serve a niente, se ne esce da soli”.
    Ok, opinioni, però ci sono dei però.
    Il primo però è che la ragazza con cui ha parlato è una che è ancora bulimica, e non si sta curando. Quindi una persona perfettamente in grado di capire che lei si mette un dito in gola, e di farla sentire compresa nelle manifestazioni e nelle sensazioni del disagio comune…
    però poi la mia amica si è resa conto di una cosa. e cioè che se parli con qualcuno che ha una forma di dipendenza è diverso dal parlare con chi ha avuto quella forma di dipendenza – e quindi può capirne i meccanismi a posteriori – ma ne è uscito o ne sta uscendo.
    Intendo dire che se fumi un pacchetto al giorno e stai pensando di smettere se parli con chi non ha mai fumato ti senti alien, se parli con chi ne fuma 20 o 40 troverai qualcuno che capisce benissimo cosa significa fumare e le giustificazioni che ti dai, ma che magari tenderà anche in buona fede (è il suo mondo) a sciorinarti tutte le motivazioni perché lui sta continuando a fumare e non smette.
    Diverso è parlare con qualcuno che fumava, ma sta smettendo – davvero – o ha smesso.

  • 108
    Luna -

    Ciò te lo dico con cognizione di causa, perché io fumo (non 20 o 40 sigarette, ma fumo). Quando le persone che conosco smettono sono contenta per loro, e sicuramente non offro loro sigarette tentatrici. Anzi, cerco di non fumare loro davanti. Però se qualcuno di loro mi chiedesse: perché fumi? io direi: perché mi piace, perché è il rito del dopo caffé, perché a volte mi viene voglia di fumare e altre no, perché… le mie giustificazioni, insomma.
    Se la tua amica vuole restare in quella relazione, e tu le parli del fatto che stai cercando di uscire da dinamiche che ti hanno fatto male, e che fanno male anche a lei (ma lei ha le sue giustificazioni per dire di no, o per dire che una ragione c’è se ti becchi due schiaffoni…), come vuoi, umanamente, che lei possa non andare in difesa? e dirti: ti capisco, però…

    dici: @e questa ragazza che io reputo un amica..non mi fa sempre del bene…

    che tu ti sia resa conto di questo mi sembra molto sano. Nn perché la tua amica non sia veramente tua amica, ma perché in lei forse non trovi ciò di cui hai bisogno adesso.
    E forse anche lei sentendoti dire che la violenza è sbagliata, o sentendoti mettere in discussione il sistema con il quale ti adattavi prima ad una situazione di disagio, sente – anche inconsciamente – messo in discussione il suo sistema. E quindi lo difende. Perché è una sua scelta restare nel suo sistema, e non è pronta nè vuole (forse non vorrà mai) metterlo in discussione da un altro punto di vista.
    Ovviamente io sto parlando di una persona che non conosco, e il mio è un discorso assolutamente generale. La sua storia è la sua storia, la conosce lei, la tua storia è la tua storia, e la conosci tu, ecc. Magari a loro va bene usare un linguaggio forte, magari lei sa che davvero quando lui le ha tirato una sberla lei gli aveva tirato in testa due vasi di fiori, ma quella è la loro storia, non è la tua. E in questo momento forse qsti paralellismi non ti fanno bene. Perché ti misuri sul metro altrui, mentre è dentro di te che devi stare, nelle tue sensazioni.
    Detta brutalmente: se lei ha preso due sberle e forse arriverà la terza, ma non si sa, sono affari suoi. Pensa a te. (che non vuol dire non aiutarla se un giorno avrà bisogno di te, ma: non cercare nei parametri altrui i tuoi parametri, cerca i tuoi, quelli nuovi, rispetto a quelli che, ti sei accorta sulla tua pelle, quando erano travolti non hanno funzionato nel farti stare bene, che è la prima cosa. E parlo di malessere interiore, non di strategie più o meno valide che avresti dovuto proporre per controllare una relazione incontrollabile).

    @Da un lato ho piacere che si sia reso conto che forse non valeva la pena mettere gli amici sul podio e lasciarmi in secondo piano, visto come sono andate le cose..

    Capisco quello che intendi dire. Però il punto non è mettere prima sul podio uno e poi tirarlo giù, magari a cazzotti, invertendo le priorità, ma è che in una socialità sana ci sono rapporti di tipo diverso che hanno uguale dignità, nella loro natura diversa. Si possono amare compagni, amici e parenti. senza togliere nulla a nessuno.

  • 109
    tina -

    Tabatha NON MOLLARE!
    anche in quest’ultimo post si notano i tuoi passetti in avanti. hai scritto: “questa ragazza che io reputo mia amica..non mi fa sempre del bene”. hai perfettamente ragione, cara. ti fa, secondo me e in base alla mia esperienza, solamente del male. io fossi in te l’allontanerei, almeno fin quando non sarai così forte da poterle essere tu d’aiuto in qualche modo. ma adesso proprio non è il momento più adatto per pensare agli altri. hai bisogno di raccogliere tutte le tue forze per aiutare te stessa. e lo stai facendo, ma sono d’accordo con luna. da soli non si può. e ti assicuro che poter parlare con qualcuno che ti sa ascoltare e ti sa aiutare (uno completamente diverso dalla tua “amica”) perchè ha gli strumenti giusti per farlo (la professionalità, intendo) è qualcosa che ti aiuta tantissimo. ma non perchè ti fornisce la soluzione ai tuoi problemi. solo perchè ti aiuta a cercarla dentro di te, dove risiede già. che poi non è una vera “soluzione”, ma semplicemente la giusta forma mentis con cui affrontare i problemi, le difficoltà che sempre incontriamo. la capacità di farlo entrando dalla porta giusta!
    mi fai tanta tenerezza quando ti rimetti sempre in discussione cercando in qualche modo di attenuare le colpe che sono solo ed esclusivamente altrui. ma cara tabatha così non fai del bene a nessuno, credimi. nè a te nè a lui.
    visto che sei ancora così sensibile nei suoi confronti perchè non cerchi di adoperare qualche “accorgimento” pratico che ti aiuti a tenerlo fuori dalla tua vita? tipo cambiare numero di cell. o dire a chi ti sta accanto che non vuoi sentir più nulla al suo riguardo?
    a volte bisogna essere scaltri ed aiutarsi a non ricadere. ti può sembrare una sciocchezza ma io, ad esempio, per non cedere alla tentazione di chiamare l’amica di mio marito e finire poi col litigarci mordendomi le mani per averlo fatto, cancellai tutti i suoi contatti. quando succedeva qualcosa e mi veniva la voglia di dirgliene 4, mi passava nel frattempo che cercavo in qualche modo di recuperare i suoi numeri!! e sì lo sò…un pò infantile come sistema ma grazie a Dio ha funzionato in più di un’occasione 🙂
    poi sono diventata pian piano più forte e ora non mi fa niente nemmeno incontrarla.
    tieni duro cara tabatha. un abbraccio.
    ps. anch’io ho riso a crepapelle per la chiusura del post, luna 🙂 🙂 🙂 un abbraccio anche te.

  • 110
    tabatha2 -

    grazie siete eccezionali.
    Credo proprio che allontanerö la mia amica per un po di tempo..pensate che anche stamattina mi ha scritto di averlo visto in citta..sembra lo faccia apposta…io non le ho risposto..
    Domani torno in Italia. La famiglia va alle terme per tutto il week end ed io ho pensato di tornare a casa visto che la mia unica nonna non sta molto bene..Ho deciso oggi. L idea di rimanere da sola inoltre, pensando a come sono stata e sto ancora male durante questa settimana, mi ha creato un angoscia tale..mi sembrava di essere senza fiato..Da un lato so che saro vicina a lui..
    Ragazze mi sento in balia degli eventi, come se non riuscissi a comandare la mia vita. Aiutooo!!
    Dunque, domani pomeriggio andro a trovare mia nonna, sabato andro dalla zia..domenica riprendo il treno e torno qui..devo stare tranquilla…
    Allora, vi confesso una cosa. Quando ho deciso di partire, ho pensato che fosse una scelta sana..per il mio futuro lavorativo..ma anche per tutelarmi..infatti, con la crisi che ho avuto l altro giorno, sapete cosa avrei fatto? Avrei preso la macchina, e nel giro di dieci minuti mi sarei fatta trovare sotto casa sua..o ci saremmo visti fuori..Come e’ sempre successo del resto..Sono sempre tornata io! Sempre!! Anche dopo le sberle. E sapete come mi sono sentita ogni volta e come mi sarei sentita nuovamente? Doppia. Una parte di me con il cuore pieno e felice perche ha di nuovo l amore e tutto va bene, ok andiamo al cinema, mangiamo la pizza, ridiamo, siamo una bella coppia..l altra parte, quella che e troppo piccola perche ho sempre soffocato..male, a disagio, strana..e’ difficile da spiegare..male perche in fondo accetto certe condizioni, accetto che lui mi dica che devo fare la brava, so che staro di nuovo male prima o poi per qualcosa che lui mi dira, o saro in apprensione per lui..e perche tutto l ho portato avanti di nascosto dalla mia famiglia..per diversi mesi..non ho piu voluto coinvolgerli, per cui immaginate la mia paura di incontrarli, il mio stato d animo..il mio non vedere un futuro…Allora mi dicevo che se con lui sarebbe andata avanti bene per diversi mesi, avrei potuto cominciare a informare la mia famiglia di averlo rivisto eccetera…Cosi avevo pensato..ma diversi mesi non sono passati. Perche proprio quando mi stavo dicendo che era tutto ok..ecco che cucino la carne sbagliata e mi dice che sono una mongoloide di merda..dopo un po di tempo ecco che sono uno schifo di persona perche non lo aiuto abbastanza economicamente..ed ecco che io torno sempre con la coda tra le gambe, gli faccio la ricarica telefonica, cerco di essere ancora piu gentile e di appianare tutto..
    Non sono adatta a lui. Deve trovare un altra persona, piu brava di me, piu in gamba di me, piu capace di comprenderlo, piu vicina al suo modo di essere, di fare, di parlare. Mi dispiace, io ci ho provato.
    Mia zia dice che mi ha usata per diversi motivi, che non e in grado di amare perche ha il cervello cotto da tutti gli allucinogeni che si e

  • 111
    tabatha2 -

    preso anni fa..che pensa solo a trovare un appoggio..e che dove la trova un altra che fa tanto per lui? Forse..Ecco perche insiste per rivolermi..per possedermi..ma ora scrive che non puo piu stare con me perche sicuramente ho avuto diversi uomini..Lui non pensa che forse non mi va piu per il suo comportamento, lui attribuisce tutto questo al fatto che io abbia un altro, o altri..e mi chiedo..ma allora non mi ha mai conosciuta??

  • 112
    Luna -

    Se può rassicurarti quello che definisci “difficile da spiegare”, quella sensazione di “doppio”, di due parti di te, l’abbiamo capita benissimo. Sì, mi permetto, mi scusino gli altri, di parlare al plurale.
    Ma mi sembra importante dirti che stai descrivendo delle sensazioni con lucidità, e che non sei così in balia come credi.
    Di passi ne hai fatti diversi, e importanti.
    E di tutto cuore spero che questa visita a casa serva a rafforzare quei passi.
    Ma è veramente importante che tu non ceda al ricatto morale – perché questo è, Tabatha, mi dispiace – di andare da lui a spiegargli perché si sta sbagliando sul tuo conto, e di andare a chiedergli di capire chi sei.
    Non voglio ridurre delle sensazioni ad uno schema, spiegarmi scrivendo non è sempre facile, Tabatha. Però la verità è che in queste dinamiche degli schemi, purtroppo, ci sono, e la domanda:
    “allora non mi ha mai conosciuta?”, che risulta da un certo tipo, preciso, di provocazione, è una domanda che mille altre donne e mille altri uomini si sono fatti al tuo posto.
    Con tutte le sensazioni che questa domanda porta con sè, e che certamente non serve che io scriva, perché le provi e quindi le conosci benissimo. Perché le vivi.
    Forse no, non ti ha mai conosciuta, non fino in fondo, di sicuro. Terribile da dire e da sentire, lo so. Ma d’altra parte per poter conoscere gli altri bisogna saperli guardare, sentire e ascoltare.
    Tina una volta ha detto una frase importantissima: ha detto che non è un modo di fare, ma di essere.
    Del modo di essere fa parte anche il modo in cui guardiamo il mondo e gli altri.
    Ci sono persone che non riescono ad accettare il bello e lo distruggono, Tabatha. E’ brutto dirlo, ma è vero. Spesso anzi il fatto di essere amati, o di vedere dei pregi negli altri, irrita queste persone.
    Tu ami qualcuno di più, perché intuisci che al centro di quella distruzione c’è un malessere, ma quella persona ti odia proprio perché la stai amando. Ti odia quando sbagli, ma anche quando riesci, perché riuscendo sembra che tu dica (anche se non lo dici): io sono più sano di te, io so costruire, tu no.

    Ecco perché non c’è niente da fare.
    Perché ciò che normalmente è fonte di serenità e vicinanza per chi è così diventa comunque fonte di casino, problemi, in ogni caso.

    Chi, in queste relazioni insane, si sente dire che è sbagliata dalla mattina alla sera, chi sente di muoversi comunque con una buona fede ma si sente dire sempre che è in cattiva fede, o non abbastanza qualcosa, e si sente dire che è una mongoloide di merda ancora di più sente anche un bisogno di giustizia, che l’altra persona capisca che sta parlando a vanvera, che si tolga la benda sugli occhi, che veda le cose che sono solo normali (si può anche cucinare la bistecca sbagliata e non casca il mondo. non succede proprio niente) e quelle belle, che non sono scontate…
    ma non funziona Tabatha,

  • 113
    Luna -

    sperare che queste persone si tolgano la benda dagli occhi (a meno che non vadano da un buon dottore, come si dice, a fare un percorso di cura serio e con una sincera motivazione) non funziona mai. Perché queste persone, purtroppo, amano più la loro benda che chi hanno davanti.
    Perché si sentono feriti quando una cucina la bistecca sbagliata, ed esplodono, ma non sono in grado di sentire, sul serio, gli altri, e quanto male arrecano agli altri dicendo mongoloide di merda o tirando sberle.
    Alcuni trovano mirabolanti giustificazioni per cui la parolaccia o la sberla ci stava.
    Altri si rendono anche conto che bello non è, perché non si dovrebbe fare, alcuni si pentono, ma poi tornano a farlo, perché in fondo una giustificazione c’è sempre. Che sia colpa degli altri o colpa di un malessere, una rabbia interiore, un’incapacità di gestire le relazioni che, però, è come un dato di fatto, sul quale non intendono intervenire in alcun modo.
    Oscillano tra fare le vittime e colpevolizzare violentemente gli altri.
    Per proteggerlo da se stesso, perché si togliesse la benda, tu hai vissuto nell’angoscia (il doppio), hai perso il contatto con te stessa, hai mentito probabilmente agli amici, ai parenti, hai vissuto il privato lontano dalla luce del sole, e quindi tu stessa hai vissuto in ombra. E non è servito a niente.
    E anche adesso stai male perché “allora lui non ti ha mai conosciuta” perché ti accusa di una colpa che non esiste. Generata dalla sua mente diventa un tuo problema, come la tragedia di una bistecca sbagliata.
    Non sei stanca di lottare tu con i suoi fantasmi? Con i suoi mostri che proietta su di te.
    Io credo di sì. Io credo che tu sia stufa di non essere chi sei, ma una specie di maxischermo su cui lui proietta i suoi film.
    E credo che tu abbia più forza dentro di te di quella che credi per dire basta.
    Lo so che ti sembra pazzesco, ma che lui non ti abbia mai conosciuta probabilmente è vero, perché non avrebbe mai potuto conoscere quello che c’è davvero dentro di te, ma con il tempo, anche se ora ti sembra impossibile, ti renderai conto che non è così importante. Quando uscirai dal doppio, e ti sentirai tutta intera.
    E si può.
    L’ansia nasce dal contatto perso con se stessi. Ma si può ritrovare. Ma non perché qualcuno ti dice “ora va bene” quando sai che bene non è. Se così fosse non ti saresti sentita doppia quando tornavi indietro.

    Dicendoti che tu te la stai spassando con altri uomini sta cercando di esercitare un controllo su di te, come quella storia del marito che picchia la moglie quando torna a casa, anche se non sa perché, perché certamente lei avrà combinato qualcosa e lei lo sa.

    In realtà se anche tu ti stessi vedendo con qualcuno, visto che non siete insieme, e vi siete lasciati, tra l’altro per la sua violenza, non saresti una peccatrice. Saresti una donna normale che ha conosciuto qualcuno. E sarebbero affari tuoi. Ma buttandola sulla colpa, sul vittimismo, dandoti della persona superficiale, che non sa amare perché dimentica in fretta (tutte cose che non sei) lui esercita un controllo a distanza. Perché sa dove andare a colpire. E’ uno specialista non dell’amore, ma del martello sul chiodo giusto. Perchè ecco cosa conosce molto bene di te: dove colpire. Vedi, alla fine ti ha conosciuta. La parte che voleva lui.
    Così mentre tu ti sveni pensando a lui, oltre che al tuo recupero, lui ti snerva dicendoti che te la stai spassando. Ma non sei stufa?

    Ti abbraccio.

  • 114
    tabatha2 -

    Cara Luna, si sono stufa. Tanto. Ma e’ sempre stata piu forte di me probabilmente quella sensazione di vuoto e di angoscia che mi invade totalmente e che mi fa dire “riprenditi tutto, tutto deve essere come prima, tutto deve essere ok”.
    Fortunatamente lui mi ha scritto..per dirmi che si trova a napoli..quindi non ho avuto timore di incontrarlo a casa..Sono gia tornata e devo dire e’ stato bello fare una scappata e vedere la mia famiglia..
    Lui ha scritto dapprima che non sarebbe mai piu tornato perche io mi sono permessa di andarmene lontana da lui quando invece avrei dovuto chiedere il suo consenso..che la sua donna deve rimanere a casa..gia e’ tanto se va a lavorare…deve fare solo la calzetta…!!!! Allucinante questo messaggio! Il giorno dopo ha voluto dirmi la verita..che non restera a vivere dai suoi ma che tornera al nord..si trasferira in paese vicino – in un bed & breackfast per ora – e la sera iniziera un corso per operatore socio sanitario che il padre gli ha pagato per dargli uno sbocco lavorativo..Inoltre si e’ preso la macchina nuova..E potrebbe anche chiudere un occhio sul fatto che sono partita..ma che devo tornare al piu presto altrimenti lui non ce la fa..e mi da due settimane di tempo per pensare bene..Sottolineando il fatto di avere eliminato gli amici..spiegandomi che due in particolare li ha presi a pugni e sbattuti fuori di casa….e poi e poi…una verita..-insomma ha voluto dare una svolta alla situazione – ha ammesso che quella famosa sera si e fatto delle canne..ecco perche era strano..Quindi..avevo ragione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E lui mi ha chiamata visionaria pazza…
    Mi sento meglio.

  • 115
    Luna -

    Ciao, sono contenta che stai meglio :))))

    e capisco che effetto positivo può farti sapere che la tua percezione era corretta..
    il punto è che te l’ha menata per mesi sul fatto della pazza visionaria, fino a metterti in dubbio con te stessa…
    tanto da aver bisogno di sentire confermare le tue percezioni dall’esterno per poter dare loro valore fino in fondo
    (non solo in questo caso specifico, ma più in generale).

    mai più, ah, Tabatha? 😉

    Baci baci

  • 116
    tabatha2 -

    si, quanti pensieri, quanti discorsi mi sono fatta…questo ragazzo mi porta alla pazzia!
    Comunque…cosa faccio?

  • 117
    tina -

    Salvati, lasciandolo per sempre fuori dalla tua vita.
    Non c’è altra soluzione, credimi.
    Con lui accanto tu sei in pericolo fisicamente (moltissimo cara Tabatha) ma ancor di più lo sei psicologicamente.
    Te lo ripeto come se fossi mia sorella: chiudi per sempre ogni rapporto con lui.
    Con affetto, tina.

  • 118
    Ant062 -

    Ti chidei ancora “cosa faccio”?
    “Lui mi ha chiamata visionaria pazza…..E potrebbe anche chiudere un occhio sul fatto che sono partita”

    Staccati da questa persona “malata”.
    Reagisci..Reagisci contro te stessa..
    Fa che Tabatha convinca Tabatha che non merita altra sofferenza e dolore. Falle capire che ha già sacrificato troppo, sofferto più del dovuto.
    Lascia che la nuova Tabatha cresca e guardi serena al futuro.

    Non so se questa massima possa servire a qualcosa…
    Quando vivi intensamente, capisci presto che la cosa più facile, più normale, è il fallimento.
    Però solo dai fallimenti ricavi una lezione.
    La nostra generazione è segnata dai fallimenti.
    Eppure si potrebbe dire che procede di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale.

    Luis Sepulveda

  • 119
    Luna -

    Stai con te, riavvicinati a te, scopri i tuoi desideri, i tuoi parametri (quelli che ti fanno sentire bene), scopri i tuoi paletti – quelli che bisogna saper mettere agli altri quando cercano di entrare con violenza – datti tempo, perché uscire da un condizionamento così forte come quello che hai vissuto tu (che non ti fa capire dove inizi e finisci tu, quali sono le tue sensazioni, perché vengono messe continuamente in discussione) non è una cosa che si fa in cinque minuti. C’è voluto del tempo perché tu finissi così nel fosso dei pensieri ecc ecc, non puoi pretendere di uscirne in 5 minuti.
    Sarebbe bello, ma non si può.
    E’ una conquista che richiede tempo, ma che guadagna un passetto al giorno.
    Io ti dico, mano sul cuore, che, per come ti leggo io, di passi tu ne hai fatti tantissimi 🙂
    ma ce ne sono ancora altri da fare, perché balle non te le racconto 🙂
    Ma tieni lo sguardo rivolto in avanti, e non pensare alla strada che ti manca, sii fiera di quella che hai compiuto.
    E se in certi momenti ricadi, fa’ come fanno i bambini, che piangono, ma poi si rialzano, e continuano ad andare avanti.
    Da bambini ci siamo sbucciati le ginocchia tremila volte, e non pensavamo ogni volta che non avremmo camminato più.
    O che eravamo dei deboli perché ogni tanto si inciampa.
    Da adulti, a volte, si inciampa negli altri, e anche in se stessi, ma non vuol dire che si di nuovo a terra. Si è a terra in quel momento, e basta.

    Ti dirò una cosa che sembrerà folle, magari, ma comincia davvero da te. Dalle cose minime. Comincia a guardarti, persino a guardare le dita delle tue mani, le tue ginocchia, mentre ti fai la doccia (meglio un bagno, più relax!) comincia dalla percezione fisica e dai confini fisici, tra te e il mondo circostante.
    Comincia ad ascoltare la tua voce, mentre magari canti, sotto quella doccia. Comincia a sentire i tuoi piedi che toccano il terreno quando vai a fare una passeggiata, l’aria che entra nel naso. Quando i pensieri sono troppi, ed è merda dei pensieri, a raffica, bisogna ripartire dalle radici. Non nel senso di andare a cercare ricordi, analisi, ma proprio le radici fisiche, non so se riesco a spiegarmi. Le cose che appartengono a te, e che nessuno può sindacare.
    Poi, magari, arriveranno anche dei flash, delle illuminazioni, ma saranno illuminazioni che riescono a entrare perché hai fatto quiete e silenzio. Avrai fatto spazio.
    Non dico che sia facile. Ma scopriti, innamorati un po’ di te.
    Anche delle tue piccole imperfezioni.

    Vaneggio? Giuro no 😀

  • 120
    tabatha2 -

    Grazie ragazze, vi confesso che appena sono arrivata qui mi sentivo piu motivata e piu forte..ora sono sempre un altalena..prima potevano passare giorni interi senza vacillare..ora succede a ore alterne tutti i giorni.. Cerco di assaporare ogni cosa, anche la piu piccola, e questa favolosa neve che sta cadendo tutti i giorni e quando guardo fuori dalla finistre mi sembra di vedere un quadretto naiff che si anima..ma poi torno con i piedi per terra..e mi ricordo che la mia realta e’ in Italia, dove li c e lui..che chissa perche non ha deciso di tornare al sud dai suoi…ma di rimanere nei paraggi…e’ strano visto che ha sempre criticato tutti e tutto..dalla mentalita al modo di fare..sottolineando che io ero l unico motivo che lo teneva li fermo…davvero strano..anche questo corso di oss..pagato dal padre..lo so che lo vedro prima o poi…lo scrive anche lui..che mi aspetta..che sono l unica…che non ci saranno altre donne..lo so ragazze che saro debole quando tornero.

  • 121
    Luna -

    e allora se lo sai con tanta certezza, e non intendi far nulla per cambiare le cose, non vedo perché ne stiamo parlando.

    Il problema sai qual è?
    è che tu sei con i piedi per terra quando guardi fuori dalla finestra, perché sei nel presente.
    E quando ti fai quelle domande e ti dai quelle risposte che non sei con i piedi per terra.
    Quando dici che la tua realtà è in italia (che ne sai? potrebbe essere anche in francia, in argentina, o chissà dove… non lo sai quale sarà la tua realtà di domani, semplicemente perché non puoi sapere cosa sceglierai domani).
    Ma serve dirtelo? No.
    E non perché sei debole, ma perché non ascolti.
    In qualche modo sei anche affezionata a quel tappo di cerume nelle orecchie che ti impedisce di ascoltare.
    Io direi che in fondo hai le tue risposte, dunque perché continuare a parlarne? Lui dice che ti aspetterà, tu sai già che tornerai. Sai già tutto. Sapete già tutto.
    Il copione è già scritto.
    Guarda, si potrebbe persino dire: beati voi.
    Al mondo nessuno sa cosa accadrà domani, tutti devono compiere scelte, minuto per minuto, giorno per giorno, ma tu sai cosa accadrà…
    lui pure.
    C’è chi vive nell’ansia dell’incertezza. Tu hai quella della certezza. Io so…

    Io dico una cosa, Tabatha: ci si salva sempre da sè. Sempre.
    Incontrare una persona o un’altra fa certamente la differenza, ascoltare delle parole o altre.
    Essere picchiati o essere acarezzati, certo che fa la differenza.
    Il problema è che a volte si è disposti a fare tutta la fatica del mondo per restare nella merda, per riuscire tenere la testa abbastanza fuori da respirare ogni tanto, quel tanto che basta per sopravvivere (e ce ne vogliono di energie per vivere nella merda), ma non si è disposti a fare la fatica che comporta uscire dalla merda.
    E non è una colpa, sai? non è che piace stare nella merda. Non è che si è masochisti. Ma non si capisce che bisogna imparare a trovare dentro la forza per salvarsi da sè.
    “Non dire non riesco, se non provi davvero”, diceva la mia maestra.
    Era una gran rompipalle, ma su questo aveva ragione.

    Onestamente mi sento fuori luogo ad intromettermi in un amore bello come il vostro.
    Non si fa.
    E poi tutto è già scritto, dunque perché parlarne, no?

    Vedi, io alzo la voce, ma ti rispetto.
    Rispetto il fatto che tu abbia già scelto.

    Un abbraccio.

  • 122
    Ant062 -

    Ehm..non sono una ragazza, ma rispondo lo stesso. ;-D

    Ma chi ti costringe a rivederlo quando tornerai, cara Tabatha?
    Ascolta: invece di continuare a pensare a lui, al suo corso, al fatto che voleva stare al sud… MA CHE TE NE FREGA!!!!
    (scusate, ma quando ci vuole ci vuole).

    Inizia a pensre a te.
    A quello che farai, che sarai.
    Tu al centro della tua vita e non lui. TU!
    La tua realtà è l’Italia dove ci sarai TU!

    Abbraxx!

  • 123
    Luna -

    Ecco perché ci vuole un uomo 😉
    perché gli uomini in poche parole dicono tutto, mica come me, eheheheheh…

    Forse, di tutta la mia filippica, bastava questo:

    è che tu sei con i piedi per terra quando guardi fuori dalla finestra, perché sei nel presente.
    E quando ti fai quelle domande e ti dai quelle risposte che non sei con i piedi per terra.

    Spero con tutto il cuore che le parole di Anto riescano a entrare.

    Baci 😀

  • 124
    tabatha2 -

    Voi mi avete dato tanta forza interiore.
    E’ come quando ascolti una canzone che ti da energia e dentro di te cresce la positivita..ma quando finisce ti accorgi che sei come prima, che quella energia ti viene a mancare automaticamente. Che devi imparare a generarla dal tuo di dentro..con voi e’ cosi..per dirla tutta, visto che non so se riesco a spiegarmi bene, vorrei quasi avere uno di voi affianco a me, sempre, che mi guidi, e che continui a parlarmi. Invece sono sola, con me stessa e basta.

  • 125
    Luna -

    Si è sempre, e innanzitutto, soli con se stessi e basta.
    Tutti.
    Lo siamo tu, Tina, Anto e io.
    Ciascuno è solo, innanzitutto.
    Ed è per questo che bisogna imparare a centrarsi su se stessi. Tu mi dici che vorresti averci lì che ti parliamo nelle orecchie, tipo in cuffietta. Ma la vita non è un palcoscenico in cui puoi muoverti con le cuffiette che, dalla regia, ti dicono cosa fare. Sul palcoscenico della vita, innanzittutto, ci si muove sempre da soli. Perché, alla fine, le decisioni che prenderai per te saranno sempre le tue. E le conseguenze, che saranno positive o negative, saranno sempre, per te, innanzitutto tue.
    Gli altri possono provare con te gioia e dolore, possono sentire la tua sofferenza e dispiacersene, possono sbattersi a dirti cose su cose, possono avere l’empatia a mille, svenire persino se tu stai male. Possono accoglierti, quando qualcunaltro invece, ti chiude un portono in faccia. E fa la differenza, ma la protagonista della tua vita sei tu.
    Stiamo dicendo la stessa cosa?
    Sì, ma tu la dici in chiave “drammatica” e io te la dico in chiave realistica e attiva.
    Le cose stanno così, e quindi è appunto da lì che si deve partire.

    Non è detto che quello che ti ho detto in questi mesi io sia giusto.
    Dici che quello che ti diciamo ti fa sentire energia e benessere, bene. Però è anche vero che non fai entrare davvero le cose. E’ come un ritornello, ma che sta sotto, ho capito. Non ti sto dicendo che devi far entrare le mie parole, però tu mi stai dicendo, tu, che non le hai fatte entrare veramente.
    C’è una cosa che ti ho detto e sulla quale, ho l’impressione (solo un’impressione) tu hai sempre glissato:
    farti aiutare da chi, per la modalità di intervento, lo psicologo, potrebbe entrare davvero e aiutarti a essere tu la regista di te stessa. Tirando fuori i tuoi strumenti.
    Sono resistenze anche normali, quando, in fondo, si teme che cambiando si chiuderà una porta che non si vuole chiudere veramente, per tutte le ragioni che i tuoi pensieri ancora a palla, o la sensazione di vuoto ti rimandano. Ma non sono ragioni, sono fumo.
    La verità è che andando da uno psicologo tu potresti capire quanto puoi scegliere, per te, e forse hai paura di farlo.
    Che in regia, per te, puoi esserci solo tu. Anche quando scegli, inconsapevolmente, di lasciare il posto a qualcun altro, a lui, che sceglieva per te. Glielo lasciavi fare. E puoi capire perché, e riprenderti il tuo posto in te.
    In realtà ti farebbe solo bene capire quanto puoi scegliere. E che si sceglie sempre, anche quando apparentemente si lascia scegliere un altro per noi. Solo che sono non scelte inconsapevoli che pesano, che si pagano.

    Per dirtela tutta io ho non sto vivendo un periodo facile. Per dirtela tutta so bene perché ti dico che ciascuno è innanzitutto solo.

  • 126
    Luna -

    E non perché io non abbia persone intorno che mi parlano, che mi aiutano, che mi stanno vicine, ma perché so quanto, alle volte, loro comunque mi sembrano soltanto canzoni che sento, ma che non riescono ad entrare.
    A volte entrano, altre no.
    A volte sono così presa dalla mia sofferenza, dai miei pensieri a palla (brevemente: un post-lutto, vicino, che ha suo inevitabile corso, e altri problemi che si sono inseriti su questo stato di fragilità/confusione inevitabile e fisiologico) che non li faccio entrare veramente. Perché non posso/non voglio farli entrare. Anche perché sono proprio troppo stanca per sentire.
    A volte, quando la nebbia si dirada, mi viene in mente qualcosa che qualcuno, che mi vuole bene, mi ha detto ore, persino giorni prima. E allora solo in quel momento entra.
    A volte ci sono anche cose che mi vengono dette che non c’entrano una beata fava con quello che sento, anzi, mi fanno male e basta, ma giustamente non è che gli altri possono sempre capire tutto di quello che proviamo, delle nostre motivazioni. Perché, appunto, dentro di noi ci siamo noi, non Pina, Gino o Pinturicchio. E quindi mi tocca comunque dirigere il traffico in entrata, e mettere in atto le mie difese, anche se sarebbe bello che tutti dicessero solo le cose giuste, perché io sono stanca… Ma le persone sbagliano anche in buona fede, così come possono fare cose meravigliose per te quando stai “svenendo”. E meno male.
    Intendo dire che da un lato sono così stanca che mi rendo conto di essere rinco e che quindi, talvolta, meno male che c’è chi mi illumina, ma a volte mi tocca spiegare agli altri che purtroppo non possiamo essere sullo stesso piano perché io ho davvero – metaforicamente – una caviglia slogata adesso. E quindi anche se vorrei correre a perdifiato non posso proprio. E pensa che scatole per me, che adoro correre a perdifiato 🙂
    E invece no, mi devo proprio occupare della mia caviglia slogata, con cura, amore. Non posso fare altrimenti.
    Perché è la mia. E perché innanzitutto si è soli.

    E anche se in un caso come questo più che mai viene una voglia matta, anche inconscia, di essere “dipendenti”, in senso di accudimento, da qualcunaltro, perché quando si sta male si torna sempre anche un po’ bambini 🙂 la verità è che sempre la guarigione parte da dentro di sè. Perché è bello farsi anche coccolare, farsi anche proteggere, farsi anche togliere dei pesi, ma è ancora più importante coccolarsi, sapersi proteggere, scegliere che impegni togliersi e quali aggiungere. Perché è quando ci si dà il sano (e ripeto sano) calcio in culo per mettersi in moto, per se stessi, rendendosi positivamente conto che si è comunque anche soli con se stessi e che la regia è la propria, che si guarisce, e con soddisfazione. E le energie circolano 🙂

    quindi, datti ‘sto calcio in culo, positivo, invece di cercare la via della dipendenza. Anche da noi.

    Baci baci :DDDDDDD

  • 127
    tina -

    Ehi piccola, come va?
    Un abbraccio caloroso a te e uno anche a Luna & Anto62.
    A Luna anche grazie per i suoi post che mi fanno sempre un gran bene 😉 anche quando sono indirizzati ad altri!
    Buona settimana a tutti.

  • 128
    tabatha2 -

    sei brava ad aiutare gli altri scrivendo qui, quando tu stessa stai vivendo un dramma. Io francamente non avrei la mente aperta, invece tu sei in grado di dare forza e coraggio. Credo che, per quello che ho potuto leggere, tu sia veramente una persona in gamba.
    Mi dispiace per il lutto. Anch io ho vissuto un fatto analogo nel 2000 e ricordo che non sono andata a lavorare per sei mesi, quindi ho perso il lavoro. Allora avevo 23 anni e non era mai morto nessuno della mia famiglia, tanto meno un giovane di 36 anni. Ho iniziato a temere la morte, non la mia, ma di altre persone care. Ed in piu pensavo, e a distanza di anni mi viene ancora in mente, a tutte le cose che avrei potuto dire o fare con mio zio..a quel “ti voglio bene” che sono riuscita a dirgli solo quando l ho trovato al pronto soccorso, ormai senza vita. Ma i nostri amici (frequentavo la sua compagnia), mi dicevano che lo sapeva che gli volevo bene.. Ma vedi, non basta mai..Solo il tempo cicatrizza questa ferita, che appunto, non se ne va mai..impari a conviverci..ricominci a sorridere e vai avanti portandoti il suo ricordo nel cuore.
    Per quanto riguarda lo psicologo, non e’ che io abbia voluto glissare..e’ che finche mi trovo qui non ho la possibilita di andarci, ma ti assicuro che ci sto pensando per quando ritornero in Italia. Be, mi sono affezionata a te Luna in particolare…e mi piace tutto quello che scrivi..
    Lui..ha trovato una casa in condivisione e ha iniziato il corso per oss..scrive che e’ il piu bravo ma che quando e’ solo in casa continua a piangere per me.. Pensi che dovrei rispondere qualcosa?

  • 129
    Luna -

    Cara Tabatha,
    in un periodo come il mio è necessaria anche una istintiva, oculata, gestione delle energie. Sarei bugiarda se non ti dicessi che mi devo anche proteggere, perché sento tutto più forte in questo periodo e perché il mio carburante mi serve 🙂
    E’ naturale che sia così.
    Dunque dipende anche con chi, su cosa e per cosa interagisco.
    Dici che sono aperta e che infondo coraggio.
    Sono sicuramente la prima persona, io stessa, a cui mi capita di dover infondere coraggio, dunque questo si spiega facilmente.
    In secondo luogo restare aperti è molto importante, guai sennò, quanto è importante, però, anche saper chiudere le porte quando è necessario prendersi un po’ di tempo solo per sè.
    Capire quando aprire, capire quando chiudere…
    non è sempre così semplice. Ma torniamo al discorso del fatto che comunque in cabina di regia abbiamo sempre, per primi, noi stessi.
    E se sbagliamo “i tempi”, alle volte, cercheremo di non sbagliarli la volta dopo.
    Funziona così, per tutti 🙂

    Ed è necessario anche chiudere le porte a ciò che ci fa male.
    Questo vale sempre e comunque. Ma in particolare quando si è più vulnerabili e… in “lavori in corso” 😉

    detto ciò, riguardo alla tua ultima domanda in chiusura, alla luce di questi ultimi mesi in cui hai detto e ascoltato tante cose, in cui hai riflettuto su tante cose, in cui hai capito tante cose, quale potrebbe essere la scelta TUA migliore per il TUO percorso?
    Rispondere o non rispondere?

    Risponditi tu, e poi ti dirò quello che penso io.

  • 130
    Luna -

    Tina: ciao cara 🙂 anche i tuoi post mi fanno sempre un gran bene, anche quando sono indirizzati ad altri ;);););););)

    un super abbraccione megagigante ad personam e globale 🙂

    baci baci baci

  • 131
    tabatha2 -

    la mia risposta e’ no..non ho risposto e non intendo farlo.
    Grazie per tutto quello che hai-avete scritto.
    Ogni tanto rileggo volentieri i vostri commenti.
    Luna la tua amica sta proseguendo per la sua strada?

  • 132
    Luna -

    :DDDDDD

    sì, sta continuando sulla sua strada 🙂

  • 133
    Ant062 -

    Cara Tina, ricambio di cuore l’abbraccio.

    Vai così Tabatha 🙂 …Luna è così saggia….

    Abbraxx!

  • 134
    Luna -

    Ma che saggia! 😀

    bacini a tutti 🙂

  • 135
    Luna -

    Buona domenica, baci baci :DDDDD

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