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Cosa è giusto accettare per amore?

di tabatha2

Riferimento alla lettera: Il mio ragazzo, molto dolce, quando si arrabbia arriva a insultarmi pesantemente dandomi della donna di strada...Gli ho detto che mi fa stare male, ma noto che non la smette... Mi chiedo un giorno, davanti ai bambini, se saprà contenersi..! A volte è arrivato a spingermi e a cacciarmi da...
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Categorie: - Amore

135 commenti

Pagine: 1 2 3

  • 51
    Luna -

    Anche se tu avessi accusato qualcuno per niente comunque non si capisce perché non avreste potuto discutere in maniera civile invece di arrivare agli insulti, alle botte, a cacciarti di casa.
    L’accusa era pesante?
    Ok. Però se sei arrivata a chiederti se lui si era drogato forse un motivo c’era.
    Che fosse anche legato solo al fatto che non sentivi di poterti fidare completamente di lui.
    O del fatto che un suo amico non potesse influenzarlo negativamente.
    Perché eri arrivata a pensare ciò?
    capisco che sapere se la tua accusa era fondata o meno per te possa fare la differenza, però riguardo il fatto che lui abbia reagito violentemente non credo faccia differenza.
    Ci sono mille modi per reagire, e quello è il suo.
    “scusa non volevo deluderti” scrivi.
    Chi sono perché tu mi deluda?
    E soprattutto perché io dovrei essere delusa dalle scelte di un’altra persona, scelte che neppure mi coinvolgono personalmente, soprattutto?
    io non ho mica puntato su di te delle aspettative. non ho mica puntato di te come su un cavallo vincente, che deve fare quello che voglio io, che deve pensarla come voglio io, altrimenti se prenderà delle scelte diverse in qualche modo disconfermerà me.

    Il problema non sussiste. Ma se ti ho detto queste cose (nelle righe precedenti a queste due, riguardo alla non delusione) è perché forse c’è chi invece ti ha fatto o ti fa sentire così?
    responsabile di non deludere gli altri?
    importante è sempre anche non deludere se stessi, prima di tutto. Non deludere te.
    Fai ciò che veramente rende serena te.
    è anche dolce che tu ti preoccupi di avermi delusa, ma posso rassicurarti su una cosa:
    sei assolutamente libera di scegliere, in generale.
    Tanto più nei confronti di una sconosciuta che ti risponde attraverso lo schermo di un computer.
    che sicuramente ha a cuore quello che scrivi, ma non in senso che mi devi qualcosa perché io ti ascolti.
    E’ vero, sono stata un po’ dura con te quando ho letto il tuo ultimo post. Ma non lo sono stata perché tu mi avresti delusa se fossi corsa da lui, o perché io premo perché tu non lo faccia per dimostrare qualcosa a me. Posso dirlo, Tabatha? neanche a te stessa.
    Il punto non è che devi dimostrare qualcosa a te stessa, ma scegliere ciò che ti fa stare veramente bene, in pace con te e con gli altri.
    con chi è capace di stare in pace con gli altri a sua volta, però.

    Sicuramente è vero che io sono sensibile al tema della violenza, e che se leggo che una persona sta male mi dispiace, e che se leggo che sta bene sono contenta.
    che se posso aiutare qualcuno, per quello che so, a capire come funzionano certi meccanismi lo faccio. Ma ciascuno ha la sua vita, e le sue scelte.

    che bella questa cosa della tua esperienza all’estero 🙂 mi sa che è una cosa che può darti tanto 🙂 la famiglia gentile poi mi pare un’ottima partenza 🙂 la lingua straniera? tra un po’ ingranerai, e che ti fermerà più 🙂 🙂 bella cosa, tabatha, davvero. A me sembra che tu abbia avuto un’idea molto produttiva e intelligente:D

  • 52
    tabatha2 -

    Grazie.
    Sono contenta di stare qui e sto imparando parole e frasi nuove ogni giorno. Le bambine sono adorabili, la casa sembra quella delle bambole. I miei non mi mancano e non credo questo sara un problema, una volta ogni mese e mezzo li andro a trovare..(la famiglia vorrebbe che rimanessi fino a luglio – ovvio che se qualcuno mi chiama prima per lavorare in Italia vado via). Quando pero leggo un messaggio di lui penso tutto il contrario, penso che dovrei tornare a casa..mi scrive che vuole vedermi assolutamente e che non ha intenzione di aspettarmi troppo (gli ho detto che non sono in Italia)..altrimenti se ne ritorna dai suoi a napoli..Insomma sarei molto piu serena se non avessi questo unico pensiero che e come un macigno..un peso sullo stomaco che non mi fa vivere rilassata.. Cosa faresti al mio posto? Dovrei vederlo in febbraio quando tornero a casa per il week end? E se vederlo fosse peggio?
    Sai cosa mi ha scritto ieri sera?? Che ogni volta abbiamo sempre fatto pace e non capisce perche stavolta questa cosa vada avanti tanto..a parte che lui non ha fatto nulla per quasi due mesi!! Io credo che si sia divertito e poi che durante le feste natalizie i suoi genitori e parenti gli abbiano fatto dei discorsi… Devi sapere che i suoi genitori mi adorano!! Perche quando lui e con me loro sono tranquilli..me l hanno detto apertamente.. La scorsa estate io avevo dei problemi di salute e non potevo andare in vacanza, lui e andato al mare da loro..ma hanno insistito parecchio con me al telefono in quanto sostenevano che se fossi andata anch io avrebbero dormito e riposato serenamente..perche “sai le amicizie..le cattive compagnie..” Cosi mi hanno detto… Io da un lato ero meravigliata..insomma stavamo parlando di un uomo di 30 anni!! Eppure lui ne ha combinate tante prima di conoscermi (droga..e anche spaccio – ecco perche i miei sospetti..io sono ansiosa di mio..ma sono sempre stata all erta -; furti.. – lui sminuisce queste cose dicendo che in fondo non e grave se vivi a napoli -; risse – una l ha fatta lo scorso maggio in un pub, era ubriaco..ci eravamo appena lasciati..il giorno dopo mi rivoleva al suo fianco, tutto viola dalle botte e distrutto psicologicamente diceva che voleva uccidersi..poi che non sarebbe mai piu uscito con nessuno ma solo con me..ovviamente e una cosa impossibile!! ma io ci credevo..
    Ora, lui credeva che sarei tornata io come sempre..del resto, a maggio sono tornata dopo 4 sberle..perche non sarei dovuto tornare dopo una misera spinta e due parolacce? Questo e il suo ragionamento..Ora e incredulo..e sostiene di non avermi mai tradita…mah….

  • 53
    Luna -

    Fino a febbraio c’è ancora del tempo. Inutile comunque prendere decisioni affrettate, o stressarti a pensarci adesso, quando comunque mi pare che ogni giorno ti porti delle cose che entrano positivamente (e lasciare aperta la porta a esperienze e sensazioni positive e rilassarti e respirare un po’ grazie alla distanza può comunque offrirti una visione più ampia e fare la differenza. La sensazione di benessere, quando manca da tanto, e si è abituati a stare in tensione costante, come probabilmente hai vissuto a lungo, fatica un po’ ad entrare, ma quando entra diventa parte di te, e fa la differenza, perché senti molto di più “qui e adesso sto bene, in questa circostanza” e “qui e adesso sto male, in questa circostanza”, ecc. Far entrare il benessere alza le difese, e aumenta la lucidità nel riconoscee le proprie sensazioni).
    In linea di massima vederlo potrebbe farti stare peggio, sì, perché dipende molto anche da cosa vuoi tu.
    Una parte di te vuole lui – ma un lui diverso – una parte di te, penso, è scioccata per quello di cui si è resa conto, e perché capisce che in realtà non riesce a sostenere una relazione violenta, mi pare.
    Tu dirai: chi la vuole una relazione violenta?
    Nessuno, di base, ovviamente. Però quando si sta in mezzo al ciclone di dinamiche tese e violente, per quell’adattamento che si diceva, si tende anche ad alzare la soglia di tolleranza. A razionalizzare e a negare le sensazioni di malessere. Ad aggrapparsi ai ragionamenti dell’altro per convincersi che “il sogno” può continuare. La relativizzazione del malessere e delle situazioni, il sentirsi in colpa, il vedersi girare la frittata, idee come “nella buona e nella cattiva sorte”, la colpevolizzazione, ecc ecc, fanno sì che quello che di base non si vuole possa diventare quello che in effetti si sta comunque vivendo. E che lo scontro tra voglio lui/ma non lo voglio così sia una cosa da perderci la testa e il contatto con se stessi.

    “una misera spinta e due parolacce” non è il punto. Il punto è tutto quello che sta dietro e intorno.

    E il problema non è il passato di un uomo, ma come questa persona ha lavorato dentro se stessa e nei suoi rapporti e nella sua visione della vita e delle relazioni perché il passato sia appunto passato.

    Che i suoi ti adorino e abbiano stima di te è sicuramente una bella cosa, però il punto è anche che nessuno può impedire ad un altro di essere ciò che è, nessuno può fare da balia ad un altro, tanto meno ad un uomo di 30 anni.
    Al momento l’idea di essere chi può contenere dei comportamenti errati, chi può limitare il lato aggressivo o le abitudini o le tendenze negative di un altra persona fa sentire indispensabili, importanti, la luce guida dell’altro se dovesse cadere o ricaderci… ma la verità è che se è vero che in una coppia il sostegno può essere importantissimo in un processo di reale e consapevole cambiamento,

  • 54
    Luna -

    quel genere di “balia” è in realtà sinonimo di “dipendenza”.
    Di interdipendenza. Il forte chi è? chi ha bisogno di essere controllato, come fosse un bambino, ma è violento? o chi controlla, perché apparentemente ha più la testa sulle spalle e una visione più lucida, ma si fa aggredire e prendere a sberle?
    Apparentemente chi è il lato buono della coppia rappresenta il lato forte, il lato lucido, il sostegno, chi deve mostrare all’altro cosa è bene e cosa è male…
    ma prima di tutto non stiamo parlando di una persona, l’altra, lui in questo caso, che non è capace di scegliere, di intendere e di volere, ma che se ricade nelle proprie dipendenze (che siano esse le droghe, l’aggressività, le cattive compagnie ecc ecc) è perché non ha lavorato, da solo, sulle proprie dipendenze. Molto spesso in chi non lavora per ammettere e vincere le proprie dipendenze (ripeto,non si tratta solo di alcool e di droghe, ma anche di un certo modo di concepire la vita) l’atteggiamento di chi ha accanto di controllo-rimprovero-recupero in circostante di “deriva”-perdono non è assolutamente un incentivo a lavorare per guarire e cambiare, ma bensì a restare esattamente come prima.
    In secondo luogo molto spesso chi è chiamato a fare “da faro” si sente da un lato chiamato a dover assumere sempre questa funzione, ma al contempo diviene oggetto di aggressività, perché il dipendente non tollera che gli vengano tolte le sue dipendenze. Chiede da un lato di essere salvato (o lo chiedono i suoi parenti per lui), ma al contempo non sopporta di essere controllato.

    Però, attenzione, perché anche chi si è messo nella posizione di fare da balia a una persona che ha l’età per essere autosufficiente dal punto di vista economico, morale, di scegliere di non alzare le mani e di condurre la propria vita in modo “regolare” dal punto di vista anche emotivo, dovrebbe rendersi conto di questo aspetto. E cioè che ha sopportato che l’altro andasse troppo oltre, e ha giustificato che un adulto si nascondesse dietro alle sue spalle (o al suo portafoglio) o all’eccessiva tolleranza di un’altra persona per non prendersi le sue responsabilità di adulto.

    Non è questione di fare grandi analisi o tormentarsi, ma di rendersi conto che se la relazione fosse con una persona autosufficiente, non violenta, ecc ecc, certe dinamiche di relazione e certe tensioni e certe questioni già di base non verrebbero a verificarsi.

    alla fine la verità, per quanto possa sembrare troppo semplicistico, è capire cosa si vuole, nel presente come nel lungo termine.
    Si può dire: io voglio lui, mi manca lui.
    Ma nel presente e nel lungo termine cosa si vuole veramente?
    un compagno con cui condividere la vita senza dover vivere nella tensione e nella paura? un uomo con cui mettere al mondo dei figli in un clima di serenità?
    una persona con cui sia possibile confrontarsi alla pari?
    una persona con cui poter ragionare senza aver bisogno di mettere una distanza fisica ogni volta che si supera un limite?

  • 55
    tabatha2 -

    si voglio questo. Che ci siano almeno queste premesse per costruire qualcosa assieme, altrimenti potro solo dire che la colpa sara mia di un tale disastro in casa con i figli.. Tu parli di lavoro con se stesso..innanzitutto verissimo il fatto che uno puo aver sbagliato nella vita (a meno che non si tratti di omicidio o stupro), si danno altre possibilita perche siamo qui per capire gli errori e migliorarci..quindi io quando ho saputo queste cose sono stata a vedere..ovviamente con una certa ansia..perche all inizio della nostra storia ha rubato un paio di occhiali – e un esempio – e..ora non fa piu queste cose…ma non perche ha capito di avere dei principi morali ma perche..”non ho piu la mano lesta”..
    La moglie di suo cugino una volta mi avverti del fatto che lui e stato in prigione…io gliene parlai con tranquillita e lui nego tutto e perfino i suoi genitori mi vennero a dire che quella era solo invidiosa e di lasciarla perdere..ma poi ho scoperto che e tutto vero..
    Quando ho raccontato a sua madre l anno scorso che ero dovuta scappare di casa perche se non era per un amico che teneva fermo suo figlio io non sapevo che fine avrei fatto e che era ubriaco e aveva tentato di tirarmi un cartone di non so che bevanda addosso..lei si e preoccupata per lui e mi ha chiesto di tornare a vedere come stava.. Io non credo si tratti di stima..io mi sento presa in giro, usata da questi signori che dicono di volermi bene ma se ne fregano se in fondo io corro dei rischi..Suo padre minimizzava sempre..mi incitava a fare la pace..a sopportare perche lui e fatto cosi, e un po nervoso e devo capirlo..ma chi capisce le mie lune e i miei nervosismi?? no, non potevo essere me stessa, e se avevo una qualsiasi reazione ecco che per il mio ex ero una pazza da psicologo (ci sono stata tra l altro, per una consulenza)..Insomma da questo ragazzo mi sono presa una quindicina di sberle, tre spinte..vari insulti e minacce di cambiarmi i connotati..offese alla mia famiglia…ma poi lui ritratta..dice che era uno sfogo, che non pensava realmente cosi..che in fondo io sono nervosa e rispondo male o sono sospettosa..ed io che ora mentre scrivo sto piangendo..sono molto arrabbiata con me stessa..perche mi sento cosi stupida e vorrei chiudere la porta e respirare liberamente e non riesco a concedermelo..ho un buon padre..ho buoni amici..il padre di questa famiglie e cosi rispettoso e attento alle bambine, aiuta in casa..litigano..ma normalmente..sto facendo dei confronti con le situazioni che si creano qui..come reagirebbe lui se ecc….e la cosa mi aiuta… Come fa lui Luna a modificarsi se anche quando sono tornata dopo che mi ha dato 4 sberle sosteneva di avere ragione perche io avevo risposto male dicendogli che non ero una puttana ma che lo era sua madre? (Dopo tante volte gli ho pure risposto! Forse un altra l avrebbe mandato a quel paese subito..io sono quella delle tante possibilita..vedi dove si arriva? A farsi ancora piu male) Diceva che dovevo fare la brava e che

  • 56
    tabatha2 -

    non dovevo piu farlo arrabbiare.. Come fa a cambiare se l unico riferimento alla sua famiglia d origine e un cugino che vive accanto a lui nella nostra citta e questo ragazzo picchia la moglie e le da della ignorante..picchia i figli con sonori ceffoni..e se le prende uno le prende anche l altra..Che esempi ha? Sarebbe dovuto venire qui a 15 o 18 anni e avere esempi diversi vivendo nella mia famiglia o tra i miei amici..ma non e cosi..voglio sempre pensare che lui sara diverso..che lui sara come i mariti delle mie amiche..C e una mia amica che sta per lasciare suo marito, un pezzo di pane che pero e imbranato con i figli, la trascura perche lavora tanto..Mi sono meravigliata..le ho chiesto subito se l abbia mai picchiata o offesa gravemente..lei mi ha risposto assolutamente no! Insomma trovo veramente futili i motivi che mi ha elencato..sara imbranato ma e un pezzo di pane! C e chi lascia per molto meno..vedi Luna..io ho qualcosa che non va..veramente..

  • 57
    Luna -

    Tabatha, io non la metterei sui confronti e sui motivi più o meno validi, più o meno futili.
    Non dico così nel senso che non capisco cosa intendi dire, ma che il centro non sta nei confronti, fuori, ma dentro di te.

    Le cose che racconti sono terribili, sì.
    E te ne rendi conto anche tu.
    E vedi cosa combinano questi meccanismi?
    la questione non è, per esempio, che lui ti ha offesa e tu lo hai offesa a tua volta, nel senso che alla base di questa cosa, più che stare là a dire chi ha offeso di più, e perché, c’è la tensione che c’è sempre stata in una relazione che non ti ha resa felice.
    La mia amica di cui ti dicevo, verso la fine della sua storia, era diventata anche lei più aggressiva. attenzione, non nel senso che aggrediva il suo compagno, ma diceva che aveva imparato a mettersi una corazza ogni mattina.
    Era quindi, principalmente, aggressiva con se stessa.
    Perché, per via dell’adattamento, se vivi in una relazione in cui il volume è sempre alto, volano parole grosse, eccetera, e ci sono certe dinamiche di relazione, le cose vanno così (ora riassumo molto semplicisticamente):
    o anche l’altra persona alza il volume e usa parole grosse, e si adatta al linguaggio (anche inconsapevolmente cambia i propri parametri di reazione).
    o anche l’altra persona si adatta indossando una corazza per non farsi travolgere dalle parole ecc
    e spesso, ovviamente, queste due modalità possono anche convivere. Di fronte all’aggressività, quando non se ne può intimamente più, anche se non se ne è completamente consapevoli, si crede di avere fatto uno scatto, per dire, quando ad un pugno si risponde con un pugno, quando ad una parolaccia si risponde con una parolaccia uguale o più forte.
    “Non mi faccio più ferire, non subisco più passivamente!”, “Tu mi ferisci? e io allora ferisco te! Credi che io non ne sia capace?” oppure “Tu mi ferisci, ma guarda, non sono mica più quella di ieri, anche se mi dici cose orribili io mica muoio… guarda come sono diventata brava a stare qua senza farmi ammazzare davvero dalla tue parole”.
    Ma, come ti renderai conto anche tu, viviamo allora in pieno adattamento con parametri sballati.
    Perché una relazione sana dovrebbe (tu stessa dici che hai visto persone che hanno una relazione sana litigare, ma dipende come si litiga, si discute, quali sono i limiti…) essere un qualcosa che si basa sul “io sostengo te, su sostieni me”, “io ti faccio stare bene, tu fai stare bene me”, o meglio ancora, di base:
    “io sto bene con me stessa, tu stai bene con te stesso, e quindi stiamo bene insieme”. E non, appunto, “tu mi ferisci, ma io sono abbastanza forte da resistere” o “tu mi ferisci, ma, guarda un po’, pure io sono capace di ferire te. Adesso, con il tuo stesso linguaggio, ti mostro quanto male fa… o ti mostro che non puoi farlo, facendolo a mia volta…”

  • 58
    Luna -

    La terza, più semplice forma, e più sana, per dire a qualcuno che non accettiamo la sua modalità violenta, aggressiva, la sua concezione della vita, che, in fondo, a noi sembra dell’altro mondo, è la cosa che molto poche delle persone che vivono queste relazioni, mentre ci stanno dentro, hanno intenzione di fare:
    dire no andandosene.
    perché andarsene significa smetterla di restare nella posizione “resisto purché tu cambi”, “resisto perché speso che tu decida di cambiare”, “resisto perché in fondo non è colpa tua se sei così… basta guardare le circostanze in cui sei cresciuto…”, ecc.
    “resisto perché ti amo, e se anche tu mi ami io devo darti tutto il tempo per capire che se mi ami me lo devi dimostrare cambiando…”.
    :O

    Una modalità vissuta come una cosa dell’altro mondo, dicevo, anche se ad averla è una persona che ci piace. ma, cosa, realmente ci piace di questa persona, se ci fa stare male tre giorni su quattro, e anche se fosse un giorno su cento, se in quel giorno fa delle cose pazzesche, o ci si ritrova in dinamiche pazzesche, dolorose, quel giorno è sintomatico di una relazione malata, comunque.
    Perché sei poi ascolti realmente le storie di chi dice che in fondo non è così grave, è un giorno su cento, poi ti rendi conto che il giorno su cento è quello in cui la violenza esplode, in modo eclatante, ma negli altri 99 giorni è strisciante, comunque, all’interno del rapporto.

    La verità cara Tabatha è che comunque che lui funziona in un certo modo, i suoi funzionano in un certo modo, e tu non condividi questi modi di funzionare. Perché la percezione che hai è che i loro modi di funzionare ledono te. Ma il punto nodale è che tu non puoi cambiare i loro modi di funzionare, se loro funzionano in un certo modo hanno tutta una serie di motivazioni che si danno per funzionare a modo loro…
    dunque la sola che puoi fare è scegliere qualcuno che abbia un modo di funzionare e un modo di vedere la vita più compatibile con il tuo.
    Passare la vita sperando che le persone cambino, capiscano, ma allo stesso tempo senza avere, in primis, dentro di sè il rispetto per la propria visione della vita è una grande fatica, oltre che una missione a perdere.
    perché nessuno è uguale ad un altro, e spesso le differenze arricchiscono ecc ecc, ma non è questo il caso di una storia improntata sulla violenza.
    Tu sei una ragazza intelligente, e infatti ti rendi conto che il problema non è solo del tuo lui, o dei suoi genitori, ecc, ma è anche tuo.
    Ti rendi conto che è anche tuo, penso, perché ti rendi conto che non hai lavorato sulla tua visione della vita, dentro di te, sulla tua visione della felicità e sulla concreta realizzazione di quella felicità (non cercando di cambiare gli altri, ma facendo delle scelte personali, tue, diverse).
    Però vedi la buona notizia è che tu su te stessa puoi lavorare, per stare meglio, bene.
    E lo psicologo non è per i matti, tranquilla. Lo dice chi preferisce soffrire e far soffrire che lavorare per un migliore equilibrio.

  • 59
    tabatha2 -

    Ciao Luna, scusa il ritardo nel risponderti ma ho avuto una brutta influenza. Ora tutto ok. Ho letto come sempre volentieri quello che hai scritto. Il problema e come lavorare su me stessa. Leggendo forse? Vivendo qui e osservando questa bella famiglia giovane alle prese con due bimbe? Pregando? La psicologa dalla quale sono stata per un consulto mi scrive ogni tanto delle mail..ma e ovvio che forse dovrei intraprendere un percorso con lei una volta tornata in Italia..Fondamentalmente tutti mi dicono la stessa cosa ma io sono incapace di mettermi il cuore in pace. Quindi e un problema mio per forza. Sono io che continuo a leggere i suoi messaggi. Sono io che glielo permetto. Io so di avere una bassa autostima. Una volta non ero cosi.
    Per quanto riguarda l aggressivita..e vero..io all inizio rispondevo.. (ma non mi piacevo ovviamente)..ho anche reagito fisicamente..convivevamo da due mesi circa e mi ha dato una sberla sulla bocca a mano rovescia mentre guidava..io gliel ho tornata subito..prima che arrivasse a darmene tre di fila come aveva fatto tre mesi prima facendomi gonfiare il labbro..Un altra volta lui e venuto verso di me con aria minacciosa dicendomi di volermi picchiare ed io l ho preceduto dandogli una spinta..Ovviamente queste mie reazioni sono state viste da lui come atti osceni..lo ha raccontato ai suoi..ed io mi sono tanto vergognata di essere cosi, sono arrivata a farmi ancora piu schifo e a chiedergli scusa per tutto.
    Cosi l unico modo era quello di non rispondere agli insulti, nemmeno a quelli gravi, non reagire mai.. Chissa magari sarebbe andata meglio.. E invece no..proprio perche l ultima volta mi ha tirato addosso un catalogo, mi ha spinta e insultata..e io non reagivo..non e servito a nulla…parlavo solo…senza alzare la voce..ma forse non dovevo nemmeno parlare piu…nemmeno pensare..che dici? Eppure tu non hai idea di che infinita dolcezza possa esser capace di tirare fuori..e quello che mi ha sempre confusa..la sua dolcezza, le sue premure, il suo modo di parlare con tanti nomignoli, il suo essere coccolone..e bisognoso di tanto affetto, della mia vicinanza fisica quasi costante..non capisco

  • 60
    Luna -

    Non capisci, dici?
    In realtà non è così complicato dipanare un po’ il tuo dilemma, forse…
    Una persona problematica non è una persona che non ha bisogno di affetto, spesso è una persona che ne ha eccome, pure troppo, mal gestito, ma che non sa gestire le proprie emozioni, la propria parte nera, e se, come me e te, ha bisogno di affetto e dà affetto, a ciò si aggiungono però problematiche che vanno in senso totalmente opposto.
    E la sua vita di relazione va male non perché ha bisogno di affetto (se una persona sa esprimere questo bisogno in modo sano i suoi rapporti sono ricchi e sani), ma perché ha delle problematiche che lo portano a distruggere la sua vita di relazione.

    Il fatto che abbia bisogno di te costante mostra anche e soprattutto la sua fragilità dipendenza (chi ama ma non è dipendente gradisce la presenza, sente la mancanza, ma non è ossessionato dalla presenza/assenza di una persona), ma ora ti dico una cosa:
    una persona gelosa che urla al partner tutti i giorni non è forse una persona insicura che ha costantemente bisogno di affetto, conferme, che vive in dipendenza del fatto che l’altro lo rassicuri continuamente?
    Non è forse una persona fragile?
    Ma se per la mia fragilità-sensibilità imparo a chiedere con un sorriso, a dare con un sorriso e mi costruisco un nido in cui realizzare la vita che sogno per sentirmi più amato e amare è ben diverso dal fatto di, per la mia fragilità-ipersensibilità (autoreferenziale), urlare, tirare pugni e prendermela sempre con chi ho davanti… (o accettare che qualcuno mi tratti male, e mi picchi, pensando che, se sono degno di amore veramente, lui un giorno me lo confermerà cambiando, e non avendo più la pulsione a tirarmi pugni, ma solo carezze)
    Il bisogno di affetto, il fatto di chiederlo, il fatto di saper anche essere dolce fanno parte di lui come la sua parte che ti picchia ecc.
    Non è che una prova il fatto che l’altra non esiste.
    Tu sei confusa perché ti muovi costantemente, forse, tra i due poli:
    lui è buono di base, ma mi picchia…
    e
    lui mi picchia, ma è buono di base…

    Non puoi credere che le due parti convivano.Ma è così. Tutti noi siamo fatti di molte parti. Siamo quelli che si commuovono per qualcosa, pieni di amore, sentimento e quelli che si incazzano se ci rubano il parcheggio.
    Ma dipende anche se queste due parti sono equilibrate o estreme.
    Se quando amiamo fagocitiamo l’altro e per opposto quando siamo frustrati, anche per il parcheggio, ci vien voglia di picchiare tutti.
    Le persone come il tuo uomo, o ex che sia, hanno una gestione della frustrazione inesistente. Che sia per una stupidaggine, o che sia perché in un dato momento non si sentono amati, confermati, o perché si sentono giudicati, o perché si sentono pressati da troppe responsabilità…
    ho usato volutamente “si sentono” perchè oltre, e spesso più dei fatti contano le sensazioni, la nostra percezione.

  • 61
    tabatha2 -

    si e vero, siamo fatti di tanti lati. Io stessa ho le mie fragilita, la gelosia di cui scrivi mi coinvolge direttamente..
    Riguardo lui, pensavo che una persona cosi aggressiva, anche solo a parole, non avesse un lato dolce talmente estremo, tutto qui.
    Venerdi mi ha scritto che siccome vede che io non torno da lui, e attualmente non trova lavoro, se ne tornera a vivere a napoli dai suoi e mi ha scritto un bell addio.
    Poi pero ha aggiunto che io ho fatto un gran caos per niente, e che lui non mi ha mai lasciata. Ma scusa Luna, mi ha cacciata di casa il 7 novembre scorso, e solo alla fine di dicembre ha mandato dei messaggi di richiesta di ripristinare la situazione in quanto, per la maggior parte del tempo, e specie all inizio scriveva ogni 8 giorni circa frasi tipo “si vede quanto mi tieni in considerazione- comunque l hai fatta troppo grossa- non ti perdono- non ce la faccio piu con te”. E ora dice che non mi ha mai lasciata? Ma se ci teneva veramente tornava a farsi vivo, e non attraverso il telefono! Capisco che un arrabbiatura possa durare dei giorni ma quasi due mesi cosa ti fa pensare? Perche deve appendersi a questi ragionamenti? Vuole scaricare su di me la responsabilita anche della fine della storia? Vuole colpevolizzarmi e farmi pesare tutto?
    Io ho fatto un caos. E lui ora e depresso e sta male e non vive bene. Ma cosa vuole da me? Vuole che risalga le scale del suo palazzo e che gli porti la cena come facevo? Che gli sbrighi le faccende? Che gli impresti i soldi? O vuole una che gli faccia le coccole perche non ha trovato una ragazza fissa ma solo avventuriere? COSA VUOLE DA ME? non dirmi che questo e amore..se fosse stato amore mi avrebbe raggiunta, si sarebbe spiegato..uno non fa passare due mesi accusando sporadicamente e aspettandosi sotto sotto che torni io come avevo sempre fatto..per questo non mi riconosce piu..scrive che abbiamo sempre litigato e poi abbiamo sempre fatto pace..lui la fa facile..lui minimizza…ma intanto io non so niente di quel che ha fatto veramente con quell amico..pretende che ci metta una pietra sopra..poi scrive addio..insomma le prova tutte? lui e molto carino, non avra problemi a trovarsene altre..anzi..Io sto molto bene qui, certo, non e la mia vita, e la vita di questa famiglia di cui io ne sto facendo parte per un po di tempo..ma sto bene..se solo non avessi questo pensiero luna..Eppure quando mi guardo indietro e penso a quanto ho sofferto inutilmente per certe cose invece di godere del presente, mi dico che sono stata una stupida..ma non riesco a essere diversa..Mi pare di sentire la voce di mia madre che mi dice “io ci metto una croce sopra e non ci penso piu..tu ci fili troppo dietro”..magari fossi come lei..piu ottimista ed energica..
    So solo che vorrei sentire la voce di Dio

  • 62
    Luna -

    Ciao, la tua chiusa mi ha commosso…
    probabilmente la stai già sentendo la voce di Dio. O di quella dimensione spirituale, di contatto con noi stessi e con il tutto (vogliamo chiamarla armonia?), solo che adesso c’è anche tanto casino, ci sono troppi fruscii.

    Questa voce arriva, forse, nel momento in cui riusciamo a fare un po’ di silenzio dentro di noi. Se le lasciamo un po’ di spazio.
    Se pensiamo un po’ meno…
    Ti fai tante domande, ma tra tante domande ci sono anche le tue risposte, quando scrivi…
    germogli di risposte, o risposte proprio, ma con l’audio troppo basso rispetto a tante domande.

    Un giorno sono andata, per dare una mano ad un’amica che faceva un corso da estetista, a fare da cavia per un trattamento viso. Insomma, mi fanno una maschera di bellezza che ad alcuni fa… paura (non a chi la vede, eheheh, a chi la “indossa”), perché per tipo venti minuti sei tutto bardato da una cosa che non ti fa vedere un tubo, e si irrigidisce sempre più. Insomma, per farla breve, quando l’insegnante fa:
    se ti farà sentire troppo chiusa e oppressa facci un cenno… e ti liberiamo.
    Le premesse non erano delle migliori :O
    ma insomma, alla fine me la sono fatta fare… il mio timore era semmai non poterne più dalla noia. Ma per evitare ho cominciato ad ascoltare le voci e i rumori intorno… c’era una voce che veniva da destra, una più vicina, una più lontana… c’erano toni diversi…
    tanti piani di ascolto…
    lo facciamo normalmente, siamo abituati a sentire su vari piani di ascolto, ma quando sei là che non puoi altro che quello, e giochi con la cosa, ti accorgi che… prodigio sia concentrarsi su un piano o un altro.
    Tu mi dirai: cosa c’entra?
    Mi è venuta in mente questa cosa quando hai detto che vorresti sentire la voce di dio, per trovare, se ho capito bene, la pace, o le risposte…
    alle volte è anche una questione di audio e di piani di ascolto.
    Spesso tu ti metti lì a concentrarti sull’esterno, su di lui, invece che su di te, ed è lì che perdi l’audio tuo.
    Prova a giocare un po’ con l’equalizzatore.

    E non fissarti sulle etichette: io sono così, lo dimostra come ho agito-reagito con lui.
    siamo tutti in evoluzione.
    siamo come la natura che, nella sua coerenza, sa comunque cambiare, anche quando sembra ferma.

  • 63
    Luna -

    @Eppure quando mi guardo indietro e penso a quanto ho sofferto inutilmente per certe cose invece di godere del presente, mi dico che sono stata una stupida..ma non riesco a essere diversa.

    Del presente puoi godere ora, e lo fai ogni volta che dici, per esempio: qui sto bene.
    Per chi ha sofferto e ha vissuto una relazione travagliata è già moltissimo, credimi.
    Significa che il contatto con se stessi si sta aprendo o riaprendo.
    Quando dico che un aiuto psicologico in questi casi può essere molto utile c’è chi mi salta alla giugulare.
    La verità è che ciascuno sa, per sè, quanto gli pesi dirsi, continuamente, “io non riesco a essere diverso”, e sentirsi ingabbiato nelle etichette, o nel tentativo, stressante, di trovare una logica in un rapporto travagliato, che, di per sè, logico non è.
    Ti ho “letto” fare moltissimi passi da quando scrivi qui, e può darsi che di uno psicologo tu non abbia bisogno. Però se ti senti poco in contatto con le tue risorse, se non ti senti forte, probabilmente è perché non sei consapevole di come funzioni nè dei tuoi mezzi (funzioni non significa: io faccio così, io faccio colà, e viceversa, ma capire dove nasce il meccanismo, e che certi meccanismi sono nodi che si possono sciogliere, automatisti con i quali ci confondiamo, pensando di essere quegli automatismi e basta, mentre non è così).
    se ti senti ingabbiata in dinamiche passate, e temi di reiterarle in futuro qualcuno potrebbe aiutarti a capire delle cose che potrebbero essere importanti per te, e farti recuperare la fiducia in te stessa.
    Dove fiducia in se stessa significa anche:
    io posso fidarmi di me, delle mie risorse, della mia capacità di riconoscere ciò che è bene per me, e di portare avanti i miei desideri sani.

  • 64
    tina -

    ciao tabatha2. anche se è un pò che non scrivo post qui, leggo sempre la tua lettera. con affetto nei tuoi confronti, con un pò di apprensione in quanto mi rivedo in te, nella tua fragilità, nel tuo amore che cerca di superare ongi limite, anche quelli che francamente nessuno di noi dovrebbe superare mai, nemmeno per amore. e con gratitudine nei confronti di luna che ha sempre una parola-amica per chi ha orecchie per ascoltare 🙂 (una mò….migliaia, per fortuna!) hi!hi!hi!
    Sulla lavagna della mia cucina ho un pezzetto di un messalino domenicale che risale al 16 dicembre 2007, un anno prima dell’inizio della mia odissea. è ingiallito e stropicciato ma mi ha fatto compagnia in tutti questi mesi. quasi l’avessi saputo che un giorno mi sarebbe servito quando l’ho appeso. ti riporto quello che c’è scritto sperando di donarti almeno un pò di speranza.

    Nei giorni del dubbio,
    dello scoraggiamento,
    della prova,
    rispondici, Signore:
    aiutaci a riconoscere la tua presenza
    che consola, che guarisce, che salva.
    Nei giorni della sicurezza,
    della serenità,
    della fiducia
    ricordaci che ci sei tu, Signore,
    la fonte della nostra gioia,
    della pace che rallegra il cuore.
    Beati noi, se sapremo portare agli altri
    la forza che tu ci doni.
    Madì Drello.

    ps. poche settimane fa mia sorella sbirciava tra le scartoffie appese sulla mia lavagna. ad un certo punto andò a prendere il portafoglio nella sua borsa e tirò fuori un foglietto ritagliato e stropicciato + del mio: era la stessa preghiera, presa dal medesimo messalino! una coincidenza che mi scaldò il cuore. speriamo che la preghiera… scaldi un pò anche il tuo 🙂
    un abbraccio.
    tina.

  • 65
    Luna -

    TINA: 🙂 grazie! di sicuro fa bene anche a me!!! 😉 Per quanto riguarda la questione-cucina: la cosa mi è venuta serenamente naturale, stai tranquilla 😉 Nessun mestolo in lavastoviglie 🙂
    Direi che il cuoco è assolutamente alle prese con una sua maionese.

    Baci 🙂

  • 66
    tabatha2 -

    Grazie infinite per la bellissima preghiera Tina, me la sono scritta sul primo pezzo di carta che ho trovato per averla e rileggerla.
    Grazie, non pensavo di trovare aiuto tramite un sito internet! Qui procede tutto bene e mi fa piacere Luna che tu scriva che secondo te ho fatto dei passi in avanti perche io non li noto..Mi sento sempre ingarbugliata con i pensieri..e forse e meglio quando ho talmente tante cose da fare da non riuscire a fermarmi..perche vorrei davvero fermarmi a pensare!! e comunque, anche quando riesco a farlo..magari nel week end, non sono mai soddisfatta, non arrivo mai da nessuna parte..Anzi, giorni fa ho risposto a una sua chiamata!! mi ha chiamata con un numero nuovo ed e stato molto strano sentirlo, quasi non lo riconoscevo..ormai, in balia della situazione, ho lasciato che parlasse e a dire il vero non avevo scelta di replica visto che sembrava un fiume in piena..finche la comunicazione e caduta..infatti essendo in Austria pago anch io..e mi sono mangiata tutto il credito con la sua chiamata..E riuscito a inviarmi un sms.. Ovviamente voleva sapere dove fossi visto che a casa mia non ci sono e ha aspettato piu volte che uscissi..pensa che abbia un altro, che mi sia trasferita..gli ho risposto che sto semplicemente studiando in vista di un lavoro perche non ne posso piu di queste insinuazioni sul fatto che io lo abbia gia sostituito! Mi ha detto che l ho abbandonato, che per lui e difficile vivere e non trova lavoro..deve cambiare casa e ha bisogno dei miei consigli..ha inoltre aggiunto che siamo in una fase di stallo, che non ci siamo lasciati..ma che non mi avrebbe mai permessa di andarmene per studiare chissa dove se fossi rimasta accanto a lui (ovvio, io non sarei partita)..quindi lui non capisce perche io mi sia allontanata visto che quest ultimo era un litigio come un altro..poi ha elencato un sacco di scuse plausibili sul perche si sia comportato in quel modo.. che non si deve scusare di niente ma solo di avermi dato della puttana (ormai so che continuerebbe a dirmelo ogni volta nei momenti di rabbia perche e cosi da gennaio 2008) e di avermi spinta..
    Poi stavo cercando di replicare al fatto che mi ha detto che non sta facendo nulla di male, che non ha avuto nessuna donna e che si fuma soltanto le canne assieme agli amici..ma e caduta la linea…SOLTANTO?? Beh, lascio commentare te questa frase, io non so se si debba ritenere normale tutto cio, se allora devo pensare proprio che quella volta abbia preso qualcosa..e/o se anche adesso sta facendo uso di qualcosa oltre alle canne…

  • 67
    Luna -

    Capisco ovviamente perché per te sia importante la cosa delle canne, però come ti ho già detto io credo che (io credo, è una mia opinione) che il problema stia nella dinamica generale della relazione, non in quell’aspetto specifico.

    @non mi avrebbe mai permessa di andarmene per studiare chissa dove se fossi rimasta accanto a lui (ovvio, io non sarei partita)…

    posso farti una domanda? perché è ovvio che non saresti partita?

    non voglio farne una questione semplicistica, perché è chiaro che una persona può avere più piacere a stare tutti i giorni con chi ama piuttosto che andare all’estero a studiare (per la mancanza della quotidianità ecc), che in una scala di priorità avresti messo probabilmente la relazione prima dell’interesse di un soggiorno all’estero, che il fatto del soggiorno all’estero è stata un’opzione che è scaturita anche dal fatto, se ho capito bene, che i progetti che avevi fatto con lui sono caduti, una sorta di “alternativa” al momento attuale se ho capito bene, ed è chiaro che in una coppia si valutano e decidono insieme le cose… perché un percorso all’estero non è come bere un bicchier d’acqua per due persone…

    e che il tuo “ovvio” probabilmente è di carattere emotivo (tipo, se ho capito bene – se – che mi sarebbe importato di andare in Austria se le cose con lui avessero funzionato),

    ma ci sono anche relazioni sane in cui le persone sono comunque libere di scegliere serenamente se fare un’esperienza all’estero oppure no, in cui non è che uno “permette” o meno di fare una scelta, perché una scelta che può essere utile per il proprio percorso professionale o culturale non è vista come una cosa che lede la coppia, o qualcosa che ruba qualcosa alla relazione, ma come un qualcosa che può arricchire la persona che si ama…

  • 68
    Luna -

    Per quanto riguarda il fermarti a pensare, secondo me non si tratta tanto di stare là con il ping-pong tra sempre gli stessi pensieri (io penso – ma lui dice/ io penso-dico/ma lui non capisce) quanto davvero di tentare di… fare un bel respiro, e di lasciarti un po’ di spazio.
    Io mi rendo conto che le mie sembrano parole “strane”, facili da dire, perché è ovvio che in un momento come quello che stai vivendo si rielaborano le cose che stai rielaborando tu, anche tremila volte al giorno. Che è in queste cose che si cercano le risposte, e tutte le cose che stai provando tu sono normali.
    Adesso stai probabilmente cominciando a capire le cose che non vuoi, prendi consapevolezza più chiara di cosa ti fa male, di cosa non vedi simile a te, alla tua idea di vita serena, piena e piacevole. Alla tua idea di amore.
    e anche questo è importante. Perché non è una consapevolezza così immediata. Anzi!
    Pian piano sarebbe bello se dentro di te cominciassi a sentire la voce del:
    “io voglio” invece del “non voglio”.
    può sembrare una sottigliezza, ma non lo è.
    ampliare i confini del tuoi desideri, conoscerli significa anche ampliare la percezione di te.
    e mettere in moto la costruzione di una vita che senti più affine a te.
    Questo intendo anche dicendo “darti spazio”.
    Non autolimitarti con delle false idee che ti riguardano.
    O anche riconoscere sì dei “difetti” e dei limiti che in questo momento ti attribuisci, a cui hai fatto cenno, che ti attribuisci anche per esperienza, magari, ma non per questo pensare che siano cose scritte sulla pietra, immutabili, e invece lavorarci su, in positivo.
    E’ vero che è importante accettarsi per come si è, ma spesso la verità è che non si sa bene chi si è. Nel senso che spesso si passa una parte della vita a confondersi da soli con etichette limitanti, invece di capire chi si è sul serio, e quali sono le proprie potenzialità.
    Detto con una metafora, non è che tutti possano diventare dei campioni olimpionici di corsa ad ostacoli, e volersi bene comunque se non si è dei campioni, e si hanno altri talenti rispetto alla corsa, è amarsi per quel che si è, accettarsi per quel che si è, con le proprie peculiarità. Però a volte ci si fissa sul fatto di non essere dei campioni di corsa, e non ci si lascia lo spazio per vedere i propri altri talenti.
    O si dà per scontato di non poter correre veloci perché si è caduti tre volte di fila. Mentre magari il terreno era una schifezza, quel giorno si era stanchi, e chissà quante variabili…
    Forse ho usato troppe metafore 😉
    ma insomma quello che voglio dire è:
    chissà quante cose meravigliose puoi scoprire di te.
    Baci

  • 69
    tabatha2 -

    no, non credo che sarei partita. Questa era una cosa che desideravo fare da tempo. Mi sono ritrovata tutto ad un tratto senza lavoro e senza di lui. E il pensiero e arrivato spontaneo. Non mi sarei mai allontanata perche nemmeno io avrei accettato che lui facesse una esperienza all estero in quanto non mi fido purtroppo. Lui si che potrebbe fidarsi di me. Ma io so cosa ha fatto in passato (droga, sesso libero, liti), e anche se lui mi ha sempre detto di essere cambiato e di aver chiuso con certi atteggiamenti..beh..io ho notato in lui delle ricadute..tipo qualche ubriacatura..una rissa in maggio che si portera dietro per chissa quanto tempo dovendo andare in tribunale..infinite corna alla sua povera ex (l unica ragazza di cui non sono mai stata gelosa!!).. All inizio della nostra storia mi diceva che non mi avrebbe mai cornificata perche non voleva assolutamente prima di tutto farmi contrarre qualche malattia sessuale!!! Poi, dopo vari mesi ho scoperto che voleva farsi il test dell hiv (ogni tanto gli venivano queste paure e ha fatto passare anche a me dei brutti momenti!) in quanto era andato con varie donne senza precauzioni..e poi tornava a casa dalla sua ragazza come niente fosse..Ma come si puo essere cosi sprovveduti? E pure queste donne?? Va be, comunque..tanto per farti capire chissa quante bugie mi ha detto..Io poi, scopro sempre tutto e ricordo tutto!
    Tornando alla mia esperienza quindi, avrei capito bene il suo disappunto, infatti al telefono era alterato.. Lo so che un rapporto sano al 100% dovrebbe lasciar spazio a tutto cio che riguarda la crescita personale dell individuo..ma non sempre nella pratica si puo fare.
    Io cara Luna, mi faccio sempre tanti sensi di colpa, mi chiedo in continuazione dove abbia sbagliato. Ripasso mentalmente le varie scene, le varie litigate, non solo quest ultima, e provo a chiedermi come avrebbe reagito lui se io fossi stata diversa nel modo di pormi, di parlare, di fare..questa e una costante..
    Io non sono facile, sono complicata, sono sospettosa, pero non sono una che urla, sbraita..ma cerco conferme da altri..e in quest ultimo caso ho chiamato il suo amico per saperne di piu..in passato chiamavo suo cugino o i suoi genitori..perche con lui non era possibile litigare..sentivo una forte pressione e la voglia di scappare..questa cosa mi succede ovunque ora..anche con i miei, se si alterano con me, avverto una strana sensazione allo stomaco, non sono piu in grado di mangiare ad esempio se sono a tavola..e il mio istinto e quello di fuggire..Ora qui e difficile che succeda ma in italia mi ero resa conto di questo..Insomma, scusa mi dilungo troppo..volevo solo farti capire che di sbagli ne facciamo tutti..ecco perche ho perdonato lui per degli schiaffi o per gli insulti..o per una ubriacatura..l importante e pentirsi e volersi migliorare giusto? Io penso questo, lo dico spesso, l ho detto anche a lui..Migliorarsi per essere sempre piu vicini a Dio..

  • 70
    Luna -

    Cara Tabatha, da quello che ho letto mi nascono delle riflessioni, che come dico sempre, però, possono non c’entrare una cippa lessa con te e con ciò che vivi e racconti.
    ok?

    Molto spesso non ci fidiamo degli altri perché in realtà non ci fidiamo di noi. Non nel senso che ci crediamo capaci di fare male, ma per esempio, magari, non ci fidiamo della nostra capacità di proteggerci. Quindi sappiamo che le scelte degli altri possono farci molto male, e viviamo in tensione pensando che “comportandosi male” gli altri possono buttare per aria il nostro equilibrio.
    D’altra parte è anche vero che non stai raccontando la storia di una ragazza che vive in tensione ossessionata all’idea che un ragazzo che è trasparente come un ruscello di montagna e ha un curriculum da beato faccia delle cazzate, ma che una persona che le ha raccontato di averne fatte molte e molte di cazzate possa farle un’altra volta.
    Dunque la tua tensione nasce sicuramente anche da fuori. Però la domanda che sorge spontanea è:
    perché una persona che sente (credo, di te) un grande bisogno di poter fidarsi degli altri, per non stare in tensione, sceglie di stare con una persona che ha un passato che la mette in tensione tutti i giorni?
    In fondo ho l’impressione che lui non abbia finto di essere diverso da quello che è.
    Ti ha comunicato, ho l’impressione, molto presto che sarebbe stato per te una fonte di frustrazione.

    Ci sono persone gelose che scelgono partner che fanno i cretini con tutte, così come ci sono persone gelose che stanno con uomini che non li tradirebbero mai eppure vedono pericoli dappertutto.
    In entrambi i casi la persona che vive la gelosia (uso un esempio di stato d’animo a caso) vive in uno stato di frustrazione.
    Alla fine la cosa pazzesca è che nello stato d’animo della prima categoria di persone o della seconda non cambia molto. Frustrazione, tensione.
    E’ chiaro che nel primo caso la persona che è gelosa di uno che si comporta male sta male perché l’altra persona ha dei comportamenti scorretti, è chiaro che nel secondo caso il problema nasce invece a monte…
    eppure… eppure siamo certi che anche nel primo caso a volte non nasca comunque a monte?
    Se pinca pallina sta con una persona, e ha una relazione normale, sana, in cui si sente al sicuro, e poi il partner si mette a fare il cretino con una davanti a lei, o ha l’impressione che qualcosa non vada, è chiaro che la sensazione di pericolo-gelosia sarà sano istinto giustificato. Ci sono anche situazioni ed emozioni che ti rovinano addosso, di colpo, e che devi gestire nel momento in cui si verificano. E a quel punto scegliere: restare e combattere, andarsene, ecc, varie ovviamente sono le variabili.
    Ma se pinca pallina si mette con uno che le ha praticamente messo nero su bianco il fatto che non è uno che dà delle sicurezze, per pinca la normalità è la tensione. La scelta primaria, la condizione normale non è il senso di sicurezza, ma il senso di insicurezza.

  • 71
    Luna -

    Con questo voglio dire che nelle tue lettere, in cui peraltro fai un’analisi molto lucida dei tuoi stati d’animo, ricorrono spesso le parole:
    giusto/sbagliato, chi ha sbagliato di più, chi ha sbagliato di meno, sbagli da ricordare, perdonare, migliorare, e le parole senso di colpa.

    Ti sei incagliata in concetti come questi, in frasi come “tutti sbagliano, e l’importante è migliorare” e “l’ho perdonato, perché tutti sbagliano”.
    E’ vero, errare è umano, tutti sbagliano, tutti possono tentare di rimediare, nessuno è perfetto, io vengo incontro a te e tu vieni incontro a me…

    Sono concetti che condivido assolutamente.
    Però uno dei grossi problemi della relazione che racconti, al di là dei fatti, elencati uno per uno, al di là degli sbagli di uno o dell’altra, messi su una bilancia, sono la TENSIONE e la FRUSTRAZIONE.

    Ma il fatto è che uno psicologo, probabilmente, molto molto molto molto meglio di me, potrebbe farti capire perché un approccio di questo tipo:

    @mi faccio sempre tanti sensi di colpa, mi chiedo in continuazione dove abbia sbagliato. Ripasso mentalmente le varie scene, le varie litigate, non solo quest ultima, e provo a chiedermi come avrebbe reagito lui se io fossi stata diversa nel modo di pormi, di parlare, di fare..questa e una costante..

    è logorante e sterile.
    Parlando con qualcuno che sa, potresti capire delle cose che ti farebbero pensare di meno, e sentire di più.
    Potresti affrontare questa relazione, che tu voglia continuarla oppure no (fidati, è un passo successivo) con degli strumenti diversi da quelli che hai adesso.
    I fatti non cambierebbero, ma tu saresti più serena nell’osservarli e comprenderli, senza analizzarli continuamente con una specie di bilancia interna che veramente ti logora.
    Senza questo ping pong con cui ti massacri.
    Ti posso dire cosa vedo sinceramente in quello che racconti?
    due persone che stanno male.
    indipendentemente da chi ha cominciato, da chi ha sbagliato di più, il solo dato incontrovertibile mi sembra questo: state male.
    E ognuno può partire solo da sè. Tu puoi partire da te, dal tuo malessere, dalle tue domande che ti fai. Perché prima che fuori stanno dentro di te.
    C’è qualcosa che non torna, non funziona in questa storia.
    E se foste capaci di venirne fuori da soli, attraverso l’analisi logica, non saresti qui a parlarne.

    Ora mi rendo anche conto, come ti ho già detto, che in questo momento tutti i tuoi pensieri e le tue sensazioni sono normali.
    Ma la domanda che mi faccio – nella mia ignoranza, Tabatha, nella mia ignoranza – è:
    ma davvero qualcuno, che sa, non io, non potrebbe aiutare Tabatha a trovare una chiave che adesso non ha per usare la sua intelligenza e la sua sensibilità, che trasuda da ogni tua parola, a leggere queste emozioni, e questa fase della sua vita, in un modo più costruttivo e sereno?

    Non conosco nessuno che l’abbia fatto e se ne sia pentito.
    Non conosco tutti, ma per chi conosco è stato così.

  • 72
    tina -

    Vado di fretta ma voglio prima di tutto lasciarvi un saluto e augurarvi buon w.e. e poi segnalare a tabatha un link
    http://www.maldamore.it/Donne_che_amano_troppo.htm
    Io ci sono approdata quando cercavo un aiuto per poter risalire dal baratro in cui non mi rendevo nemmeno perfettamente conto di essere. ne avevo la percezione ma non la assoluta consapevolezza. queste letture, come quella del libro della Norwood di cui trovi appunto alcuni passaggi anche sul sito maldamore, mi hanno aiutato molto. a non sentirmi sola, a non sentirmi io quella sbagliata, e a recuperare (grazie anche all’aiuto di un sostegno psicologico oltre che del mio confessore) la fiducia e soprattutto la stima di me stessa.
    tabatha tu sei una ragazza molto speciale, con un cuore immenso. saresti la gioia di tanti bravi ragazzi che devi solo aver la pazienza e la fiducia di incontrare sul tuo cammino. ma prima di tutto, prima di trovare una persona che ti meriti e ti voglia davvero bene, che non sarà di sicuro perfetta come non lo è nessuno di noi, ma che ti rispetterà e ti stimerà come fa chi ama in modo sano, devi volerti bene tu stessa. e non scambiare il vuoto che inevitabilmente la sua assenza crea in te per amore. è vero che tutti sbagliamo, tutti possiamo pentirci e migliorare. ma questo lui non deve farlo a tue spese, cara. è un percorso che riguarda solo lui, tu non devi essere la sua stampella nè il suo punging-ball. lui ha bisogno di fare molta strada, ma da solo. come tu hai bisogno di continuare il viaggio alla riconquista di te stessa da sola.
    anche se il tuo amore per lui è talmente immenso da voler passare sopra tutte le cattiverie che ti ha fatto, anche se il tuo desiderio più profondo è tornare da lui, proprio per questo non devi farlo, soprattutto non adesso. non fin quando non dirai con fortezza e convinzione: io merito (come tutti) il tuo rispetto e tu non hai nessuna, e dico nessuna, giustificazione per maltrattarmi in nessun modo. nè fisicamente, nè psicologicamente.
    e sono sicura che quando ci riuscirai non avrai più tanta voglia di tornare, mia cara amica.
    beh…sono in ritardo!
    scappo. un abbraccio.

  • 73
    Luna -

    Ciao, cara Tina 🙂
    grazie per la tua testimonianza e per aver segnalato il link.
    Anch’io vado di fretta adesso, ma ho letto la prima pagina del sito e credo che esprima, in modo molto diretto, cose che non sono assolutamente scontate.
    Conosco i libri della Norwood, ne conosco altri, interessanti perché affrontano un tema tanto diffuso quanto, purtroppo, non abbastanza conosciuto. Soprattutto, spesso, dalle persone coinvolte in prima persona. E trovo che quelle parole scritte sul sito, già solo in quella prima pagina, possano rappresentare una prima, importante, presa di coscienza, che nasce anche dal fondamentale fatto di riconoscere i sintomi di un disagio che, per la varietà delle sue espressioni, per la confusione che crea, per quell’adattamento a cui ho più volte fatto riferimento, non è così facilmente individuabile, in modo chiaro, da chi lo sta vivendo.
    Tabatha, leggendo quella prima pagina forse potrai anche renderti conto del perché dico che alcuni passi tu, interiormente, li hai già fatti.
    Innanzitutto hai chiesto aiuto, e hai capito l’esistenza di un disagio.

    Un bacio a tutte e due 🙂

  • 74
    tabatha2 -

    Grazie Tina per quello che mi hai scritto. Visitero con calma quel sito, magari nel fine settimana.
    Rispondo a te Luna, riguardo al fatto che mi hai scritto che sapevo a quello che andavo incontro..si da un lato e vero perche all inizio soprattutto non si comportava affatto bene..non era certo carino e in fase di conquista..una volta si e ubriacato e mi ha detto che ero una brava ragazza, che non avrei dovuto stargli accanto..ed io invece gli ho risposto che in lui vedevo della sensibilita e che se ci fossimo voluti bene avremmo affrontato ogni cosa assieme. Quella e stata l unica volta in cui si e espresso in quel modo. Poi l ho conosciuto meglio, ho notato di avere tante cose in comune con lui e vari interessi. Ma bastava un giorno su 100, come hai detto tu, per azzerare tutto cio che di bello c era stato. E poi sai, e vero che lui mi ha raccontato le sue bravate..anche se molte cose le ho scoperte da sole tramite l aiuto di un mio parente che ha fatto delle indagini…ma ha ripetuto sempre che aveva 30 anni e che era finita l epoca delle cavolate, che ne aveva fatte anche troppe e che voleva cambiare vita. Lo diceva con tanta convinzione e sai, io pendevo dalle sue labbra..Mia zia mi chiama credulona..si e vero, ho tutt ora difficolta a realizzare che lui mi abbia mentito e che ora, pensando a tante cose, potrei mettere in dubbio le sue frasi..Ma ci credevo fermamente, altrimenti perche parlare di progetti futuri, voler addirittura smettere di fumare.. Forse lui ha tentato. Ha tentato di essere diverso, ma credo che gli manchino regole interiori perche fondamentalmente non gli sono mai state date ed io, come sosteneva mia zia, sono un appoggio, uno che lo tiene in riga..ma fino ad un certo punto..non e amore questo..
    Sai era da molto che non leggevo un suo sms..ma stasera ha scritto cose assurde..ha iniziato dicendo che non sono la santa che credevo, che non si aspettava che sarei andata a letto col primo che capita..??????? Poi ha scritto una frase talmente confusa che ho dovuto rileggerla cinque o sei volte..io non credo che stia bene..mah…ha scritto che ha visto i miei occhi..che fara di tutto per dimenticarmi e che lo devo fare anch io..non so cosa pensare

  • 75
    Luna -

    Non pensare troppo e vai a vedere quel link.
    Sì, probabilmente sta male, come stava male anche prima. Ma non è una cosa che puoi risolvere tu.
    se uno ha il mal di denti nessuno può andare dal dentista per lui.
    E ciò vale sia per lui che per te.
    Non stai bene neanche tu.
    Comincia da te, che non sbagli.
    E dai un’occhiata a quel link.
    Per vedere la prima pagina, se riesci a scrivere qui, non ti serve un fine settimana.
    Forza, un bel respiro, Tabatha, e linka quella pagina.

    Un bacio.

  • 76
    tabatha2 -

    Ciao, ho letto il link, e sicuramente non e stato facile. Tra l altro le testimonianze sono dure e riguardo al mio passato, non posso affermare assolutamente di avere avuto un infanzia infelice o di essermi sentita poco amata dalla mia famiglia. Anzi, forse troppo protetta, questo si. Ma e stata una bellissima infanzia. L unico cosa che posso dire perche me l ha raccontato mia madre e che quando sono nata sono stata un mese intero in ospedale in quanto avevo dei problemi ai polmoni e allora..nel 77..non facevano entrare i genitori, loro mi vedevano da lontano attraverso un vetro..Poi, alle elementari, un cugino di mia madre ogni volta che lo salutavo mi ficcava la lingua in bocca e ricordo che non volevo mai andare verso di lui ma nello stesso tempo non ho mai avuto il coraggio di dirlo ai miei. Non credo che questi siano traumi, ne episodi da collegare al fatto che io sia diventata una dipendente affettiva e che cerchi di salvare l altro e che quindi scelga persone sbagliate. Non sono in grado di trovare la causa. Anche l altro ragazzo che avevo, non era affatto adatto a me, era di un egoismo sfrenato, io dovevo solo seguire le sue attivita ma le mie non contavano nulla sicche col tempo le ho perse in quando non si sarebbe mai interessato alle mie cose. Io dovevo essere li a fargli compagnia quando lavava la macchina (e ci metteva ben 4 ore) e fare molta attenzione a non perdere capelli o a lasciare tracce..(diceva che la mia pelle in estate macchiava il suo sedile)..Praticamente era maniaco della pulizia, tant e vero che ci sono cascata anch io e questa cosa mi e durata per un bel po..ora per fortuna sono rientrata nella normalita..Tutto doveva essere passato con l alcool e disinfettato..a casa sua la madre era uguale..guai a toccare le maniglie delle porte dei locali..lo faceva con un dito..guai a fargli cadere per sbaglio la giacca in macchina!! Era contaminata..Ma non mi ha mai insultata gravemente, e se litigavamo si chiudeva in se stesso..non parlava (beh nemmeno questo va bene ma non si puo pretendere..). Quando e finita? Quando lui ha trovato un altra che ballava latino americano come lui..(io non avevo questa passione) ed e riuscito a farsi un gruppo di amici (in quanto appena mi ha conosciuta era arrivato da Roma e non conosceva nessuno), quindi io non servivo piu..Ed ho sofferto molto ma molto di piu di ora. Le mie amiche ricordano quello che ho fatto loro passare..!! Sembrava avessi perso una miniera d oro!! Ora francamente, che viva qui o a Roma o al polo sud..che abbia nessuno o dieci figli..non mi interessa proprio!!!
    Con quest ultimo ragazzo piu o meno sono successe le stesse dinamiche..anche lui era appena arrivato da Napoli e non conosceva nessuno..io gli ho offerto da mangiare per diverso tempo all inizio in quando non aveva ne soldi ne lavoro..poi ci siamo trovati un appartamento…pero in questo caso ho vissuto le sue ubriacature, le sue violenze, le sue minacce, i suoi insulti..ed e stato molto peggio..infatti non sento

  • 77
    tabatha2 -

    di soffrire in maniera struggente per lui..lo so bene che se torno si riprende tutta la mia energia, lo so bene che lui ha bisogno di me per tanti motivi..il suo e comodo, il suo e appoggio, e lo scambia per amore..forse..Sicuramente gli piaccio, sicuramente, come dicono i miei parenti, mi cerchera sempre..dove la trova una come me che ha sopportato e perdonato tanto? Che nonostante gli insulti alla fine lo aiutava sempre..?? Ma per lui solo sua madre era perfetta..perche nonostante il male e le offese che lui le ha fatto, era sempre pronta col cibo in tavola e a preoccuparsi di lui..santa donna…si e chiesto piu volte come facesse a non adirarsi mai con lui? Una volta e andato in crisi, ha pianto lungamente rivangando tutte le follie che ha fatto subire ai suoi genitori..eppure lo hanno sempre protetto e hanno sempre risolto i suoi guai..Ma io non so, posso solo immaginare cosa abbia combinato..
    Non preoccuparti, mi sto staccando ogni giorno sempre di piu e la scelta di venire qui e stata ottima. Cammino in mezzo alla neve, tra queste casette in legno..vado a prendere la bambina all asilo..e mi sento felice!

  • 78
    Luna -

    Cara Tabatha, la chiusura del tuo post mi ha commossa 🙂 perché mi sono vista la neve, le casette in legno e ho sentito la bella energia delle tue parole, e il tuo sorriso.

    Quel link Tina non te l’ha dato – specifico, anche se non serve 🙂 🙂 🙂 penso che Tina capisca quello che voglio dire 🙂 – perché tu ti torturassi ulteriormente cercando da te delle cause, ma credo perché tu capissi che non sei sola, non sei la sola, e perché ritrovando certi tuoi pensieri nero su bianco potessi renderti conto che quei pensieri – e certe sensazioni di confusione – sono assolutamente normali quando si vivono determinate situazioni. Che sì, sono situazioni limite, è vero. E capirlo è importante.
    Sì, ti ho detto di fare un bel respiro perché immaginavo che potesse essere pesante leggere, ma infine anche liberatorio. Pian piano tutto si fa, cara Tabatha 🙂

    Il consiglio che posso darti è davvero di camminare sulla neve, respirare a pieni polmoni quella sensazione di libertà, serenità che hai descritto. Quella ha davvero tanto da insegnarti, perché parte dalla pancia, dall’istinto. Dal senso di equilibrio, con noi stessi e il circostante, che c’è in tutti noi, anche se a volte il contatto con quella parte di noi pare offuscata. Quella sensazione è sempre una partenza migliore che il darsi addosso 🙂 anche quando il darsi addosso nasce da un’analisi che, attraverso la propria intelligenza e sensibilità, ha lo scopo di trovare delle risposte.

    Ma se davvero ti riconosci nella dipendenza affettiva, se davvero un giorno avrai la sensazione di voler affrontare la cosa, di rileggere il tuo passato, il mio consiglio è di posare quel fardello, quello delle domande e delle analisi, davanti a chi sa, perché lo divida con te, cioè a chi si occupa di queste cose e ha imparato a dipanare queste matasse, ad aiutare le persone a trovare gli strumenti giusti per farlo, ad allegerire il carico di chi, altrimenti, rischia di caricarsi ulteriormente “leggendosi” con troppa severità, o confusione.
    Mentre, per queste cose, cara Tabatha, la via è la dolcezza. Una dolcezza verso se stessi.
    Anche nella giusta forza, e caparbietà nel guardare in faccia ciò che desideriamo capire, o cambiare, di noi stessi.

    Spero si capisca ciò che sto cercando di dirti, di cuore, davvero.
    Ti mando un grande abbraccio.
    🙂

  • 79
    tina -

    Uè!!! e che fine ha fatto il mio post?? deve essere colpa della mia leggendaria ‘mbranataggine!
    ora provo a riscriverlo. cominciava come quello di luna (si…insomma…più o meno ;))
    a me la chiusura del tuo post ha fatto la sensazione del raggio di sole che illumina una stanza semibuia, quando fino ad un momento prima le nubi oscuravano il sole e poi si spostano e…wow! la luce ti sorprende e ti ricarica…
    quoto tutto ciò che ha scritto luna. in più devo dirti cara tabatha che ank’io in un primo momento, leggendo il libro della W., ho avuto un attimo di perplessità. perchè anch’io, come te, ho una famiglia meravigliosa che mi ama immensamente. non ho subito traumi particolarmente significativi o comuinque tali da poter essere considerati causa del mio stato di dipendenza. il punto è che all’inizio desideravo trovare in quel libro o da qualsiasi altra parte una storia identinca alla mia per vedere…come si era evoluta e quale potesse essere la soluzione ai miei problemi!! poi ho capito che, nonostante le apparenze, nonostante le mille peculiarità di ogni storia, c’è sempre il comun denominatore rappresentato dalla dip. affett. e dalla scarsa, o addirittura inesistente, autostima.
    il motivo per cui ti ho segnalato il link è perchè io ne ho tratto giovamento e perchè volevo, ancora una volta, dirti “dài tabatha, tu vali molto di più di quanto pensi e vali indipendentemente dagli altri, da quello che vorresti poter fare per loro e che non puoi fare”. volevo farti vedere come tante altre persone, di spessore, con una sensibilità toccante, con un cuore immenso, si trovano, per un motivo o nell’altro nella situazione che noi conosciamo fin troppo bene. volevo sottolineare che quel senso di impotenza che a volte ti assale, quei sensi di colpa, i mille dubbi sull’opportunità di dare ancora una volta un’altra possibilità a chi sappiamo averne date fin troppe, sono sensazioni tanto forti che potebbero indurci a fare scelte sbagliate. che non sei la sola brava persona a vivere questi tormenti ma che, come tante altre persone, puoi anzi devi farcela. devi riuscire a focalizzare la tua attenzione, le tue energie, il tuo amore verso te stessa.come leggo, con immensa gioia, che stai facendo tra quei meravigliosi paesaggi.
    le mie pesti mi reclamano! un abbraccio affettuoso a tutt’e due.

  • 80
    Ant062 -

    Cara Tabatha, in Luna a Tina hai trovao due persone fantastiche.
    Posso solo dirti di seguire i loro preziosi consigli.
    E, se ti va, di leggere questo libro:
    Come Smettere di Fare la Vittima e non Diventare Carnefice

    Un abbraccio grande.
    E un abbraccio speciale ai 3 che, da seduti, non toccano terra. 😉

  • 81
    tina -

    Ciao Anto62! sei tanto caro, come al solito :).
    un abbraccio speciale anche a te e al tuo giovanotto. chissà se quando tutti toccheremo con i piedi a terra l’avremo mangiata quella famosa pizza!!

  • 82
    tabatha2 -

    grazie di cuore per i vostri meravigliosi consigli e per le spiegazioni!! Mi chiedo come mai io meriti cosi tanto la vostra attenzione e il vostro aiuto!
    Prima di partire, avevo gia pianificato quali sarebbero stati i week end da trascorrere in Italia..ma ora..rimando sempre e penso di tornare 10 giorni in aprile, per il periodo pasquale..Si, e importante che io continui cosi ma e altrettanto importante che lui non si metta piu in contatto con me perche in questo non mi sento cosi forte da non leggere i suoi messaggi..

  • 83
    tabatha2 -

    riguardo al link..leggendo quelle storie mi ci sono ritrovata molto per certi aspetti..solo che quelle donne riconducevano una spiegazione alla loro infanzia e sapevano da dove partiva tutto quanto. Io no..tutto qui..Io non lo so. Ma ho anch io una bassa autostima..ho timore di ferire gli altri..mi sento sempre in piu..non voglio dare fastidio..e talvolta mangio cosi tanto cioccolato per sentirmi meglio con me stessa…Posso solo dire che sono sempre stata troppo timida e chiusa anche per dire a mia madre che in realta quello che aveva cucinato non mi piaceva..tutt oggi mi capita di arrossire per un nonnulla..e quando mi succede mi sento cosi imbranata e stupida…da adolescente era cosi frequente questo fenomeno che a volte rinunciavo ad uscire di casa..Forse si tratta di dna?? E puo questo far si che da grandi si sviluppi una dipendenza affettiva? In effetti, anch io sentivo spesso un vuoto interiore, ecco perche tornavo da lui anche dopo aver ricevuto delle sberle..non riuscivo a resistere da sola..nella mia camera..il mio cuore era sempre alterato e non dormivo ne mangiavo..andavo da lui…(quando in realta dopo delle sberle sarebbe dovuto venire lui..)..mi “inginocchiavo” e lo imploravo di tornare e ricominciare e lui faceva il sostenuto..diceva che era colpa mia..che se non avessi detto o fatto…non avrebbe alzato un dito..ragionamenti sbagliati ma che accettavo pur di tornare a quell apparenza di normalita e a sentire di nuovo il mio cuore leggero..

  • 84
    Luna -

    Anto: mi ha fatto molto piacere che tu sia passato di qua 🙂 per la persona che sei, per quello che sai e per la sensibilità con cui puoi leggere e commentare l’argomento di cui si chiacchiera qui 🙂

    Tabatha: @Mi chiedo come mai io meriti cosi tanto la vostra attenzione e il vostro aiuto!

    ti chiedi questo? in mezzo a tante domande pure questa? ecco, guarda che bello, ora prendiamo un bel foglietto simbolico e questa la depenniamo subito subito, perché non ha proprio ragione d’essere, ok? 🙂 🙂 🙂 🙂
    in questo momento ci siamo scelti e va bene così. Non è bello?
    E se un giorno ci saluteremo non sarà perché qualcuno avrà smesso di meritare qualcuno, reciprocamente.
    dunque, tra le domande: fuori una!!! 😀
    e già si è un po’ più leggeri 🙂 🙂

    Passando al resto, e sperando di non sbagliare, ti dico come sempre di “panza” quello che mi viene…

    dici:
    @leggendo quelle storie mi ci sono ritrovata molto per certi aspetti..solo che quelle donne riconducevano una spiegazione alla loro infanzia e sapevano da dove partiva tutto quanto. Io no..tutto qui..Io non lo so.

    lo sapevano? può darsi. Per alcune può darsi, perché ci sono eventi a volte così eclatanti che una effettivamente può saperlo. Ma molto spesso coloro che sanno ti dicono cosa hanno scoperto più avanti, non nel punto in cui adesso ti trovi tu.
    Adesso è anche piuttosto naturale che tu abbia la sensazione di non saperlo.
    Com’è naturale che tu leggendo quelle storie abbia cercato delle analogie, e che tu abbia cercato delle “spiegazioni” a monte, scandagliandoti. Tra le varie ragioni c’è, magari, anche questa (dico magari): se trovo dove sta la partenza magari capisco tutto.
    In realtà tutti noi, però, ci siamo “costruiti” nel tempo passando attraverso varie esperienze, e quelle esperienze non importa che siano state eclatanti oppure no.
    Siamo quello che siamo. E molto molto più di ciò che crediamo. Banale?
    Il senso è che siamo talmente costruiti di tante cose che cercare una ragione univoca di quello che siamo ha molto molto molto meno senso, fidati, di capire come funzioniamo. E potremmo funzionare.
    Ci sono eventi che per noi rivestono un’importanza particolare, anche belli, intendo, ma lo sono per la valenza emotiva che hanno avuto per noi.
    Per te, per esempio, la camminata nella neve dell’altro giorno, che descrivevi, con la sensazione che ti dava, è stato un momento importante, credo.
    Così l’ho percepito io quando l’ho letto.
    Voglio dire che il valore delle esperienze, delle cose che ci colpiscono di più o di meno sta dentro di noi, non in una scala prestampata.
    Ovvio, ma neppure tanto.
    Quello che voglio comunicarti è che la cosa importante, ora, è che tu abbia individuato il fatto che certe sensazioni che provavi non sono una cosa aliena, che hai inventato tu, ma cose di questo mondo.
    Sapere di avere l’influenza è un’altra cosa rispetto a chiedersi, per tutto il giorno, perché si sente caldo, si ha male alle ossa, si suda come un caprone, si ha il naso che gocciola… esempio un po’ scemo, concordo: si capisce cosa intendo dire?

  • 85
    Luna -

    @Forse si tratta di dna?? E puo questo far si che da grandi si sviluppi una dipendenza affettiva?

    A questa domanda ti rispondo così, come posso:
    le persone che hanno avuto relazioni non sane, che hanno avuto problemi di dipendenza affettiva, che hanno subito molestie fisiche e morali quando parlano tra loro si capiscono, spesso anche senza bisogno di dirsi grandi cose.
    Sono spesso persone molto diverse, c’è chi ha un passato da timido, chi da campione della squadra della scuola, chi si chiudeva in casa da adolescente e chi non si perdeva una festa (vado volutamente tra degli estremi, per farti capire, ma ovviamente ci sono mille e mille sfumature in mezzo), chi si sentiva l’ultimo della fila e chi era un leader, chi ha avuto venti storie brutte di fila, chi ne ha avuta una sola, orribile, in mezzo ad altre sane, chi ne ha avuta una sola, per anni ed anni e ad un certo punto si è sentito crollare il mondo in testa…
    e il fatto che provengano da luoghi diverse, da esperienze infantili diverse, da dna diversi, non importa. Non importa perché è vero che ci sono tratti comuni nel passato di ciascuno, magari, ma i tratti comuni sono spesso e soprattutto: siamo stati male, ma non in grado di capire quanto, non siamo stati felici ma abbiamo pensato che esisteva un’infelicità ben peggiore, non siamo stati soddisfatti della vita che vivevamo, ma abbiamo avuto paura di essere abbandonati, ci siamo sentiti in colpa anche quando erano gli altri a farci male, abbiamo avuto la sensazione di non saperci difendere e che le nostre azioni, però, potessero fare un enorme male agli altri, anche quando erano piccole… ci siamo resi conto, quando qualcuno ci faceva male, che avrebbe dovuto chiederci scusa, ma il fatto che non ci chiedesse scusa era così insopportabile, ci faceva sentire così sbagliati anche quando sapevamo di essere nel giusto (ma ci sentivamo soli in quel “giusto”) che ci sentivamo spinti a perdonare, comunque, e a chiedere quello che non arrivava…
    avevamo sempre la sensazione che toccasse a noi riparare, sopportare, cambiare…

    quello che sta dietro, se ce n’è bisogno, quello che non funziona, non ha funzionato nel meccanismo di difesa, di consapevolezza, cara Tabatha, secondo me (e ripeto, secondo me, perché questa è la mia esperienza) si scopre strada facendo. Arriva a poco a poco mentre stai guarendo, non è un’illuminazione che devi cercare per guarire.
    Lo so, forse quello che sto cercando di dire non si capisce.
    La consapevolezza è un qualcosa che si raggiunge lungo il cammino, quando ci si è messi sulla strada giusta, quella della “guarigione”. allora i tasselli, uno ad uno, sembrano andare finalmente a posto.
    Si comincia dal presente e poi si va indietro, Tabatha, semmai. Non si comincia indietro.

    Ma la verità è che, secondo me, se tu andassi da chi può aiutarti sul serio, da chi ha studiato per questo, tutto ciò ti sembrerebbe più chiaro. Ti darebbe una bussola per orientarti 🙂

  • 86
    tabatha2 -

    ..infatti cara Luna io ho raccontato la storia con quel ragazzo di Roma per farti capire che..piu o meno ho ripetuto gli stessi sbagli..mi sono fatta male da sola in quanto potevo avere il controllo della mia vita ponendo la parola fine alla relazione, senza aspettare e trascinare.. Dopo circa una anno dalla fine di quella storia (se non mi avesse lasciata lui..chissa), ho iniziato a capire quanto fossi stata determinata a perseguire un progetto che in realta non c era..volevo credere che ci fosse..ma non c era un bel niente..Ho iniziato a riprendermi e mi sono detta piu volte “mai piu lascero me stessa e i miei bisogni per un uomo..mai piu!!!” E invece..anche se avevo capito..ci sono ricascata..e ora..chi me lo fa fare a ricominciare?? L amore? Dicevo..meglio di no..e come prendere una malattia..eppure quando capita ci sei dentro e il tuo io non e piu integro..e aggrovigliato a quello dell altro..

  • 87
    Luna -

    TINA: …niente, avevo voglia di mandarti un abbraccio 🙂 🙂 🙂

  • 88
    Ant062 -

    L’amore non è una malattia. E’ la cura, una medicina!

    Da iniziare a prendere in piccole dosi…

    Aumentandole di giorno in giorno… 😉

    Abbraxx!

  • 89
    Luna -

    Tabatha: appunto, cara, ed è questo di cui parliamo, no? del fatto che si può fare qualcosa perché non si debba pensare più all’amore come qualcosa di cui pensare “meglio di no..e come prendere una malattia”.

    Perché no, l’amore non è una malattia 🙂

    Tu sei molto intelligente, e anche “presente” nel sentire cose come “eppure quando capita ci sei dentro e il tuo io non e piu integro..e aggrovigliato a quello dell altro…” e “mi sono fatta male da sola in quanto potevo avere il controllo (non è più bello dire: “essere al volante”? :), ndr) della mia vita ponendo la parola fine alla relazione, senza aspettare e trascinare”.

    Adesso però puoi fare qualcosa perché tu non debba più sentirti così 🙂
    e a questo puoi guardare con fiducia, Tabatha 🙂
    non con paura.

  • 90
    Luna -

    Anto: trikketrakke tocca verde 😉

    (o come si usa dalle tue parti quando si dice una cosa insieme 😉

    al quadrato, anzi al cubo (mi permetto di parlare anche per Tina, facendomi una delega da sola… ;P):

    l’amore non è una malattia!!! :DDDD

  • 91
    tina -

    Ciao a tutti!
    sono contenta anche io di questa presenza maschile nell’ormai “nostra” lettera (nel senso che ormai io e luna la… “condividiamo” con tabatha con affetto (luna in questo caso sono io ad…autodelegarmi 😉
    soprattutto perchè è quella di un amico sensibile e saggio come Anto62.
    ho veramente pochi minuti ma voglio ringraziarvi perchè ultimamente mi fate compagnia anche quando non posso navigare. inoltre, cara luna, comincio a pensare che tu abbia davvero poteri speciali: il tuo abbraccio mi è arrivato nell’esatto momento in cui ho chiesto al Signore di aiutarmi a superare l’ennesimo ostacolo. purtoppo avevo lasciato le chiavi vicino alla fuciliera e durante l’ennesima discussione ho…sparato il caricatore. ma non ne potevo più di sentirmi dire frasi del tipo “io sto cercando di comprenderti come non hai fatto tu” “anche se ci sono tante cose che non mi stanno bene non dico niente””sei tu quella che vuole mettere fine al nostro matrimonio”. Eh??? e mò basta! poi ho seguito i consigli di mia suocera (!!) e gli ho detto chiaramente che non deve pensare di farmi un favore contribuendo ad accudire i bambini ora che ho (finalmente!!!!) trovato un lavoretto tutto mio. sono impegni che ha in quanto padre e quindi non facesse il martire…che il mio lavoro vale quanto il suo e non voglio che lo consideri un’uscita di piacere (anche se lo è ;)!!!!)
    scusami tabatha per quet’intrusione-sfogo.
    ma qui ho la sensazione di essere tra amiche. anzi…tra amici!
    un abbraccio a tutti.

  • 92
    Luna -

    TINA: sono molto contenta che hai trovato lavoro 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
    sono cose che fanno la differenza, nell’anima e nella pancia oltre che nel portafoglio 🙂 🙂 🙂
    che sia anche un’uscita di piacere, poi, mi sembra bellissimo 🙂 🙂 🙂
    e non è sicuramente un difetto, bensì un valore aggiunto 😀
    spesso chi vive situazioni complicate e tese nel privato si rigenera cambiando ambiente e “mappa mentale” per alcune ore 🙂 🙂 al giorno.

    Non sono poteri speciali 🙂 sarà l’affetto che circola 🙂 sono i… vasi comunicanti 🙂 è tutta energia in circolo 🙂 🙂 🙂
    anche tu, e Anto e anche Tabatha senza saperlo avete avuto spesso dei tempismi perfetti ;):)

    Scusarti di che, poi? se una lettera fa l’effetto di sedersi a bere una tazza di the insieme, per dire, è solo una bella cosa 🙂

    Anzi, oggi è il mio compleanno e mi dispiace non poter offrirvi qualcosa da bere per davvero 🙂

    baci baci

  • 93
    tina -

    cara luna…tanti auguuuuri a teeeeeeeee!
    tanti auguuuuuri a teeeeeeeee!
    tanti auguuuuuuuri cara luuuuuuuna, tanti auguuuuuuri a teeeeeeeee!!!
    chiaramente il sottofondo musicale devi aggiungerlo tu!!:) 🙂 🙂
    che peccato che siete così lontani… 🙁
    tabatha come va?
    un abbraccio a tutti.

  • 94
    Ant062 -

    Un fiore virtuale per il tuo compleanno, Luna e….tantissimi auguri!

    Abbraxx!

  • 95
    tabatha2 -

    Ciao a tutti, sono contenta di leggere tutti i vostri messaggi.
    Vi penso spesso. Oggi ho riletto tutte le pagine!! Luna mi hai dato tanto coraggio e hai avuto la capacita di farmi vedere le cose da un lato diverso, di aprire la mia mente. Sto abbastanza bene, credo davvero che lui ora non mi scrivera piu e andra per la sua strada. Ieri sera ha scritto nuovamente che ha la certezza che io lo abbia tradito, che l ha saputo. – Ma e matto??????????? Che non riuscirebbe piu a stare con me per questa cosa grave che non si sarebbe mai aspettato..che non sono una ragazza seria..e quindi mi dimentichera sul serio..
    Non scrivera piu..boh..me lo sento..
    Forse voleva una mia reazione. In effetti sentirmi accusare di una cosa che non sta ne in cielo ne in terra (gli uomini sono l ultimo pensiero in assoluto!!), mi ha urtata parecchio e d istinto gli avrei risposto..ma ho tenuto duro. Ha voluto rigirare la frittata. Ha voluto chiudere colpevolizzandomi. Che tristezza. Mi sento molto triste per tutto questo.

  • 96
    Ant062 -

    Tabatha, invece dovresti sentirti orgogliosa per quello che NON hai fatto.
    Lui ha cercato di farti nuovamente “capitolare” con false accuse.
    Aspettava di certo una tua chiamata, sicuro di averti “stuzzicata”
    Era lì pronto, come un ragno che aspetta la farfalla…e invece tu…hai semplicemente volato oltre la sua ragnatela.

    Abbraxx!

    p.s.
    Comeun asino ho dimeticanto di fare gli auguri a Tina per il suo lavoro. In bocca al lupo!

  • 97
    Agata R -

    “Passavo per caso” in qs lettera i cui commenti leggerò con calma, intanto mando un caro saluto a Tina, Anto e sinceri auguri a Luna… il 5 è anche il giorno di Sant’Agata, un nome che mi piace molto, che ho scelto per scrivere in qs forum..
    Un caro abbraccio da un’amica virtuale ancora in fase di guarigione

  • 98
    Luna -

    Ciao ragazzi 🙂 e grazie per gli auguri 🙂 🙂 🙂
    Agata, benvenuta 😀 sono contenta di “sentirti” 🙂

    Tabatha: quoto assolutamente quello che ti ha scritto Anto 🙂 🙂 🙂
    Quello che dice a te, non il fatto che si dà dell’asino, eheheheeh

    I messaggi che hai ricevuto sono un “classico” di queste dinamiche. Lo so, non suona bene, ma sarebbe strano se fossero diversi. Quindi anche se capisco il tuo stato d’animo cerca di guardarli così, con un certo distacco.
    Tieni duro.

    Baci baci

  • 99
    tabatha2 -

    Luna come sta invece la tua amica?

  • 100
    Ant062 -

    Ciao Agata 😉
    Un immenso augurio alla tua amica virtuale.

    E un abbraxx al resto della combriccola! ;D

Pagine: 1 2 3

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