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Cosa è giusto accettare per amore?

di tabatha2

Il mio ragazzo, molto dolce, quando si arrabbia arriva a insultarmi pesantemente dandomi della donna di strada…Gli ho detto che mi fa stare male, ma noto che non la smette…
Mi chiedo un giorno, davanti ai bambini, se saprà contenersi..! A volte è arrivato a spingermi e a cacciarmi da casa sua… Una volta ho ricevuto due schiaffoni….
Stiamo assieme da quasi due anni. Ma queste cose mi fanno pensare.. non so se farmi un futuro con lui… anche se è di aspetto molto bello!!

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Categorie: - Amore

135 commenti

Pagine: 1 2 3

  • 1
    Piccoletta21 -

    Beh credo che per amore tante cose si possono tollerare….ma arrivare a questo no!
    Sarà di bell’aspetto, sarà dolce..ma tu così fai in modo che con l’andare avanti del tempo il suo carattere diventi ancora più pesante, aggressivo e violento visto che ora tu non reagisci!!
    E’ vero 2 anni sono tanti, ma finchè sei in tempo con tutte le forze che puoi riprenditi la tua vita…Un uomo che ti tratta così non ti merita.

  • 2
    Gaetano -

    Ma mandalo a quel paese, non riesco proprio a comprendere come tu possa accettare di farti trattare così, il rispetto è alla base di ogni relazione.
    Ma potrebbe forse essere che tu sei quel tipo di partner che si annulla per l’altro, nel senso che lui sembrerebbe dare per scontato che non lo lasceresti mai, ebbene, mi sembra proprio il caso di fargli mancare qualche certezza e vedi come reagisce.
    Se non ti cerca o non combatte, penso proprio che è meglio troncare adesso che vivere una vita con uno che non ti rispetta e ti fa soffrire.

  • 3
    Ari -

    Ma se è così carino sopportalo!
    Cosa vuoi che siano un paio di schiaffoni ogni tanto, almeno hai un bel ragazzo da sfoggiare con le tue amiche!
    Anzi, guarda, se ti piacciono le botte vieni qua che ti gonfio. Tutta salute.

  • 4
    Math -

    Le parole si possono pure tollerare e passarci sopra, ma arrivare alle mani addosso quello no, non si accetta!

  • 5
    royroy70 -

    ciao tabatha…sai per amore si è disposti a tutto è vero…pero secondo il mio parere quando un uomo alza le mani su di una donna non è piu un uomo..e non penso che non lo fara piu, anzi avendolo fatto e visto che tu pendi dalle tue labbra stanne pur certa che lo rifara..
    tu dici che è molto dolce ..mah ho i miei dubbi
    ha una cosi grande mancanza di rispetto nei tuoi confronti che tu neanche te ne rendi conto perche sei accecata dal fatto che è bello..a questo punto penso davvero che l amore sia cieco e senza offesa per te , rende anche molto stupidi..se dai un occhiata alla mia storia vedrai che stupido lo sono stato anche io…mi associo alle parole conclusive dell amico gaetano..ciao auguri

  • 6
    scalamir -

    ciao, premetto che sono contrario all’uso delle mani in generale e sbaja il tuo boy quando lo fa, ma quale uomo o donna non ha mai mollato uno schiaffo al proprio compagno/a? Poi ti scrivono tutti di lasciarlo perdere, ma vedi la maggioranza di noi che scrive qui, esce, o sta uscendo da storie amorose, e toppe volte si perde l’obbiettivita, e si tende a personalizzare in base alle proprie esperienze il tutto. Io ti consiglio di parlarne con calma con lui, del perche’ in quei momenti perde la calma in quel modo. 2 anni sono tanti e importanti. Coraggio che si risolvera’ tutto!

  • 7
    minurta -

    Questa lettera mi sembra assurda…io l’avrei mandato a c….e alla prima parolaccia. Ci sono tutti i presupposti per l’ennesimo caso di cronaca nera.

  • 8
    tabatha2 -

    grazie per le vostre risposte. Credo che la dolcezza protratta per 3 mesi possa gettare confusione in confronto a un episodio che accade ogni tanto..
    E riguardo alle parole sulle quali ci si può passar sopra..non so…sentirmi dare della prostituta o mongoloide o o dirmi di chiudere il “cesso”…fa male… Non riesco nemmeno a tollerare che mi si dica “guarda che ti picchio..guarda che ti do una sberla”…perchè mi frena e non posso litigare…non è che ho accettato…ma ho paura che se vado oltre lui faccia di peggio..Io gli ho parlato…ma pare non capire. Una volta dall’esasperazione gli ho risposto che prostituta lo era sua madre..e lui mi ha lasciata dicendo che gli ero “scaduta” come persona e che non poteva più amarmi..sicchè ho dovuto chiedere scusa..Per il resto mi ha sempre detto cose belle

  • 9
    Math -

    Parlatene e cercate di risolvere tutto. Mi pare di capire che sei una persona molto seria e posata. Lui è un pò ricattatore e nervoso, sai questo può anche essere nel carattere ma deve cercare di migliorare. Cmq lo ami si vede, probabilmente è anche amore vero visto che accetti tutto di lui e non lo lasci, (non come le solite bambine che lasciano alla prime difficoltà)

  • 10
    miriam -

    faresi bene se lo lasci tu dicendoli che ti e “scaduto” e che non puoi più amarlo… e poi chiedergli anche perché sta insieme a te se ti considera una prostituta o mongoloide o addirittura “un cesso”? i piacciono le prostitute?? Tutto quello che merita e un cesso????
    mandalo a ca…re!!!!! meriti qualcosa di più della vita!!!

  • 11
    ragazzosperanzoso -

    io ero come lui, insultavo e qualche volta alzavo le mani alla mia ex ragazza…se non mi avesse lasciato non avrei mai capito tutto il male che le facevo, adesso sono tornato quello che ero un tempo, le donne non si toccano, lascialo solo per fargli capire che deve cambiare, ma sul serio. Io sono cambiato ma ormai la mia ex sta con un altro, io sono felice per lei, la amo ancora ma non voglio mettermi in mezzo a loro perchè so che rovinerei la sua felicità.

  • 12
    Gaetano -

    Beh guarda, alle volte la paura di restare soli è un
    grande deterrente per prendere decisioni importanti come quella di lasciare. La soluzione di parlargli, come tu stessa riporti, non ha sortito in lui almeno il dubbio di mettere in discussione e rivedere il suo modo di interagire con te.
    Noi, ovviamente, non lo conosciamo e ci basiamo su quanto ci dici, ma anche riconoscendo che la persona più buona, bella, ecc.. può avere i suoi cinque minuti di rabbia per qualsivoglia motivo, non trovo giustificabili gli eccessi che lui ha mostrato nei tuoi riguardi. Io penso che l’uomo sia un animale adattivo, nel senso che si adegua sempre ai contesti in cui si trova, ma è proprio in questi momenti (rabbia, paura, dolore, sotto pressione, ecc) che scende la maschera ed affiora il suo io più naturale, insomma si agisce d’istinto. Tutto questo dovrebbe suggerirti che nella sua anima c’è una parte aggressiva che ogni tanto viene a galla e non si può più dialogare con lui. E’ vero che col tempo si cambia, ma lo si deve volere autonomamente e se non se lo impone lui tu non potrai cambiarlo. Se ti ho suggerito di allontanarti da lui non è perchè ho un gratuito gusto sadico nel vedere gli altri stare male, ma è solo per fare scattare in lui un senso critico sulle sue azioni che sembra non avere.
    Con affetto
    Gaetano

  • 13
    Ari -

    Come ti permetti di dirgli che “prostituta” è sua madre?
    Se lui lo ha detto a te vuol dire che te lo meriti.
    Come ti meriti le sberle.
    Tieniti caro un ragazzo che ci tiene così tanto alla tua rieducazione.

  • 14
    tabatha2 -

    Io l’ho sempre perdonato, ma secondo il suo punto di vista era lui a perdonare me..
    Luglio 07: torna a casa ubriaco e ferito, gli guardo il cellulare per capire con chi e dove fosse stato, lui mi vede telefonare a qualcuno e mi da una serie di sberle finchè scappo di casa..
    Settembre 07: litighiamo e mi da due sberle davanti a un suo amico
    Ottobre 07: era talmente ubriaco ed io talmente arrabbiata nel vederlo cosi che voleva picchiarmi ma per fortuna un suo amico lo teneva fermo ed io sono fuggita
    Marzo 08: litighiamo e mi getta letteralmente fuori di casa
    Maggio 08: mi da quattro sberle perchè non me ne volevo andare da casa sua in quanto aveva appuntamento di nascosto con degli amici sotto casa..inoltre mi strattona dentro il bagno..
    Per lui ero comunque una bambina perchè avevo raccontato il secondo episodio ai miei genitori..poi ho nascosto..Non sono tanti episodi per quasi due anni di storia ma non sono nemmeno stati semplici litigi (non ho mai tradito in vita mia – i litigi sono scaturiti dalla mia gelosia o dal fatto che lo controllassi perchè avevo il timore che combinasse qualcosa in quanto, prima di mettersi con me, beveva facilmente..poi grazie a me è successo poche volte)
    L’ultimo litigio..un sabato sera l’ho visto strano..infatti durante il giorno era andato nei pressi della stazione con un nuovo amico..non vi era nulla di eclatante ma percepivo qualcosa..e poi le sue pupille erano piccole..era loquace poi tendeva ad addormentarsi dentro il cinema e mi ha chiesto una cosa che avrebbe dovuto sapere..non ho voluto fare la paranoica ma il giorno dopo ho trovato un messaggio proprio di quell’amico che diceva “ehy la prossima volta ne prendiamo due”..Due cosa secondo voi? Per non accusarlo inutilmente gli ho detto che il suo amico non mi piace, che secondo me usa sostanze e di stare attento..ma lui mi ha detto che invece io era una “prostituta” e mi ha spinta..finchè mi ha cacciata di casa..Ora lui scrive che sono una pazza visionaria e che non mi perdona nemmeno se torno in ginocchio.

  • 15
    AtomicGarden -

    No ma tu non sei normale veramente fatti curare…

  • 16
    Math -

    Spero si renda conto che sta insieme a una donna stupenda, sei un Angelo fattelo dire, il tuo perdono non ha confini =)

  • 17
    Ari -

    Cara, sono esterrefatta.
    Temo che non ti sia accorta che i miei precedenti commenti erano pesantemente ironici.
    Adesso ti dico quello che penso davvero:
    se resti con questo tipo a queste condizioni non puoi incolpare nessuno, se non te stessa, del disastro che certamente sarà la tua vita.
    Non devi permettere a nessuno di picchiarti o di insultarti.
    Procurati una bella padella di ghisa diametro 30 cm.
    La prossima volta che il tuo amico ti dà una sberla, tu mantieni la calma, apri lo sportello, prendi la padella e sbattigliela con forza in mezzo alla faccia, poi scappa a gambe levate e non tornare mai più.
    Gli romperai soltanto il setto nasale, gli farà molto male ma non avrà conseguenze.
    Se non hai coraggio di fare questo vai a denunciarlo alla polizia, in un modo o nell’altro saprà che non si deve più azzardare a metterti le mani addosso.
    In alternativa, non ce l’hai un fratello grande e grosso che gli dia una bella ripassata per fargli passare la voglia di fare l’energumeno?

  • 18
    tabatha2 -

    ma vedi c’è chi mi ha detto che le botte sono “calci e pugni” e che le sberle non lasciano segni..c’è chi mi dice che sono nervosa..che dovrei lasciarlo tranquillo e di essere paziente(questo me lo hanno detto i suoi genitori che sono molto contenti di me). E poi è migliorato nel tempo. Ma il mio dubbio è…riuscirà a togliersi questi modi di fare? Perchè noto che non si penta ma incolpa me e sole me

  • 19
    tina -

    Cara tabatha2 lascialo perdere. Il fatto stesso che non si pente la dice lunga. già chi lo fa non è detto che non alzi di nuovo le mani. immagina chi te ne da pure la colpa!
    Tu saresti nervosa e dovresti avere pazienza? Ma non scherziamo! Ma chi te le dice queste sciocchezze?
    A me lo sai che disse il mio confessore quando gli raccontai la mia “disavventura”? Vai dai carabinieri. E io sono sposata. Sarebbe stato quasi comprensibile che un uomo di chiesa mi dicesse “abbi pazienza, può darsi che è capitato, forse è stato un episodio isolato, c’è un matrimonio in ballo” ecc. E invece non c’è NIENTE di più importante di te stessa, del rispetto per la tua persona. Lui ha bisogno di crescere ma non permettergli di farlo su di te, cara. Di ai suoi genitori di stargli vicino ma tu fuggi più lontano che puoi: il suo non è un modo di fare ma un modo di essere.
    se aspetti ancora arriveranno anche calci e pugni (che io vorrei dare sui denti a chi ti dice che ci sono diversi tipi di botte alcuni dei quali si dovrebbero sopportare! e, chiaramente, è un modo di dire…)
    cmq, i miei lividi sul volto (da sberle) sono durati una settimana.
    i miei lividi sul cuore (da parole) non spariranno mai.
    come vedi non è la forma che conta, quanto piuttosto il contenuto.
    la violenza fisica e psicologica (che per certi versi è ancora peggiore) non hanno niente a che fare con l’amore.
    Cara tabatha2, abbi il coraggio di amare te stessa e riprenditi la tua vita.
    un abbraccio cara.

    un abbraccio.

  • 20
    guerrirero -

    ecco la classica donna che sta ancora dietro ad un animale, è tipico

  • 21
    okkiopinokkio -

    Ma che fesserie che gli dite lei lo ama è bello e fico perchè dovrebbe lasciarlo.
    Si iscrive a pugilato ed è tutto risolto.
    Cosi finalmente potranno comunicare.
    Viva l’ammmmmmmore!!!!

  • 22
    Monk -

    «[…] anche se è di aspetto molto bello!!».

    Siete due persone vuote, TU e LUI.

    Un consiglio? Parli di bambini… Non li mettete al mondo, perché non siete proprio persone che possono fare i genitori.

  • 23
    Luna -

    Ciao Tabatha,
    Tina ti ha detto molte cose importanti, e una di queste è senza dubbio:

    “il suo non è un modo di fare, ma un modo di essere”.

    E penso che già da sola puoi renderti conto che dover pensare:
    “un giorno davanti ai bambini saprà contenersi?” è ben diverso da immaginare un futuro positivo con una persona, è già, invece, chiedersi su che livello di tensione e paura e frustrazione potrà muoversi quel futuro, che, per fortuna, puoi scegliere di non sperimentare.

    In poche righe hai descritto un inferno, non un amore. Un qualcosa che, nel tempo, potrà trascinarti solo più a fondo.
    Perché, nel momento in cui si comincia a razionalizzare e minimizzare la violenza (fisica e verbale), smettendo di capire che la violenza è violenza e basta, e facendosi invece uno schema mentale per sopportarla, in cui un pugno vale cento punti, uno spintone solo dieci, una sberla cinquanta, credimi, si è già all’inferno. Solo che, per sopportare le fiamme, ci si inventa una specie di tuta d’amianto, fatta di sopportazione, negazione, di sensi di colpa.
    Per sopportare un mondo al contrario bisogna mettersi con la testa al contrario. Pensa che bello girare ogni giorno con la testa storta. Lo faresti? eppure è quello che stai già facendo tu, quando, per sopportare, minimizzi il fatto che uno ti chiami pu…, ti cacci di casa se quello che dici non gli va a genio,
    e per giustificarlo (o non dire che sbaglia e basta, senza appello, e quindi lasciarlo) cerchi di trovare dei tuoi errori abbastanza grandi da giustificare il suo comportamento ingiustificabile.
    Ora ti spiego come può andare:
    difficilmente lui cambierà, anzi, peggiorerà sempre più, perché per sopportare alzerai il tuo livello di tolleranza, ti adatterai (perché in questi casi o una si adatta, perdendo se stessa, pezzo dopo pezzo, insieme alla propria dignità, o se ne va, e ricomincia a vivere in un mondo che non sia al contrario, non ci sono molte opzioni) e lui non avrà nessuna ragione per comportarsi meglio, semmai peggio. Perchè, come dice Tina, non è un modo di fare, ma di essere.
    Nel frattempo il problema sarà che sempre più tu non sarai consapevole di quanto la violenza entri più di quanto te ne rendi conto. Non sarà solo quella delle sberle, o degli spintoni ecc, o delle parole, ma di tutto un sistema sbagliato che ti toglierà non solo la dignità, ma proprio la lucidità. Per sopportare tutto ciò il tuo sistema interno andrà in tilt.
    Sarai così tesa e ansiosa da non renderti neppure conto di quanto tu sia tesa e ansiosa. soprattutto se passerai il tempo a fingere con terze persone che tutto vada meglio di quanto pare, o ad aggrapparti ai mesi buoni per sopportare quel giorno storto che ti procura più stress di un incidente d’auto, in termini proprio di energie prosciugate e, mi ripeto, di adattamento allo stress.

    se non ti fermi la capacità di adattamento che hanno gli esseri umani per sopportare le situazioni più pazzesche, e che di base è un dono, sarà la tua più grande fregatura.

  • 24
    tabatha2 -

    grazie a tutti, e specialmente alla persona che mi ha scritto questo ultimo messaggio. Forse ho bisogno di un sostegno psicologico per rafforzarmi..Da sola mi perdo..con mille pensieri e ..sensi di colpa…Lui continua a scrivere tramite sms che non ha fatto e detto niente, che io sono pazza perchè quando mi ha cacciata di casa ho inveito nei suoi confronti e i vicini avranno sentito..che gli ho fatto fare brutta figura e che siccome non voglio cambiare non mi vuole piu. Lo fa apposta o è veramente convinto di essere una vittima? Quando gli faccio presente che è stato lui a dirmi che sono una prostituta e che mi ha spinta e cacciata via…quindi non avrei urlato fuori dalla porta…lui risponde che voglio fare la furba..che voglio fare la vittima…

  • 25
    Luna -

    “Lo fa apposta o è veramente convinto di essere una vittima?”
    per questa sua dinamica non puoi fare nulla.

    E’ per la tua che puoi. Per quell’adattamento, già in corso, che ti fa dire:
    Da sola mi perdo..con mille pensieri e ..sensi di colpa…
    che ti fa rimuginare pericolosamente su:
    Lui continua a scrivere tramite sms che non ha fatto e detto niente, che io sono pazza perchè quando mi ha cacciata di casa ho inveito nei suoi confronti e i vicini avranno sentito…

    che ti fa perdere, è vero, tra “lui dice che voglio fare la vittima” quando, se ci hai scritto, è perché questa situazione ti fa SENTIRE male. E questo è un dato incontrovertibile, indipendentemente da quello che lui scrive, dice, dalla sua versione della realtà che non combacia con la tua.
    Ciò che senti rimane.
    Senti che stai male.
    Senti che sei confusa (ed è importante che tu te ne sia resa conto, e che tu dica che forse ti serve un aiuto per dipanare la matassa dentro di te e rafforzarti, perché questa è una prova sana di amore verso te stessa).
    Senti che vuoi rafforzarti anche perché non riesci ad affrontare una violenza, senza farti travolgere. E con questo hai già una delle risposte che ti servono:
    la violenza effettivamente c’è.
    E in questo suo di comunicare con te, se ti fa sentire così, c’è qualcosa che non torna.

    se tu parlassi con persone che hanno vissuto situazioni come le tue e queste persone ti riportassero parti di dialoghi, discussioni, sms ti renderesti conto di come le frasi in questi rapporti in cui a farla da padrona è la violenza, e la destabilizzazione che la violenza comporta, le frasi si somigliano tutte. Perché i copioni si somigliano tutti.
    Ho un’amica che da un mese si è lasciata con un uomo violento, finalmente. Cacciata di casa per l’ultima volta. Lei ha scelto il no contact totale, unico modo per riprendersi a poco a poco, adesso che vive da un’altra parte ed è rientrata finalmente nel mondo (perché relazioni come queste sono prigioni senza pareti). Lui, lui che l’ha cacciata di casa, dandole una sberla, le scrive che lei non sa amare, che lui è la vittima. Che lei può provare a raccontare balle a tutti, ma tanto tutti scopriranno che la pazza è lei.
    Lei non risponde. Adesso sta anche cominciando a non leggere più. Ogni messaggio che riceve le fa capire dove ha vissuto, mentre l’adattamento alla situazione le offuscava la vista, le percezioni e i parametri.

  • 26
    tabatha2 -

    Forse dovrei fare come quella ragazza. Non dovrei più leggere nulla. Ma sono fragile. Mi dico che non avrei dovuto reagire così non avrebbe potuto appendersi a nulla. Dovevo farmi sbattere fuori senza inveire e senza chiamare il suo amico. Questo week end mi ha scritto che tutto sommato, siccome io ho guardato il suo cellulare mentre lui mi stava preparando il ragù con tanto amore e poi ho urlato fuori di casa eccetera..il suo comportamento è stato giusto..che non mi ha spinta in modo violento ma meritavo di essere cacciata per le cose assurde che dicevo..Vorrei tanto avere le risposte giuste, sapere se lui invece ha fatto veramente qualcosa e che significato ha quel messaggio che ho letto..in fondo è vero, ho avuto la tendenza a cotrollarlo perchè non mi fidavo, ma ultimamente non lo facevo piu perchè volevo stare piu tranquilla..purtroppo quel sabato era strano..mi ha chiesto anche una cosa che avrebbe dovuto sapere..sicchè ho guardato nel suo cellulare..In fondo lui non mi ha ancora dato una spiegazione, dice solo che sono una visionaria e che ho mal interpretato il messaggio..che dirmi puttana per lui non è grave perchè rientra nel suo gergo napoletano ed io essendo del nord mi dovrei abituare ed invece la faccio piu grande di quella che è….

  • 27
    Luna -

    Tabatha: passo di qua per farti tanti auguri di Buon Natale :DDD

    fatti un bel regalo, non solo oggi, sempre: stare bene con te stessa, con persone che ti facciano sentire bene, insegui i tuoi sogni e la tua felicità 🙂
    ognuno può avere il suo modo di essere e parlare, e può pensare che per lui (o lei) sia giusto, ma se non ti fa stare bene, vuol dire che quello non è un modo che fa per te.
    impara a dire di no a quello che ti fa stare male, a cambiare strada quando quella che percorri ti arreca dolore e disagio.
    trova le energie dentro di te, perché ci sono.
    Questo è il mio augurio per te, di cuore,

    un abbraccio 🙂

  • 28
    tabatha2 -

    Grazie Luna, auguri anche a te!
    A Natale ho tentato di non pensarci..solo che la sera, è arrivato un sms da parte di lui..ha scritto che siccome lui è una persona di cuore, mi fa gli auguri..a differenza di me che sono gelida come il nord in cui vivo….. Credo che se li aspettasse…ma se è finita male..non è giusto fare una “pausa” a Natale per gli auguri..

  • 29
    tina -

    Brava tabatha2! Non ha senso fare gli auguri a chi, solo perchè non glieli hai fatti, non perde occasione per offenderti di nuovo. Non avrebbero avuto nessun valore, credimi. L’augurio che puoi fargli davvero è pregare che il Signore l’aiuti. E questo non è neccessario farglielo sapere!
    Ti auguro di continuare ad avere la forza di andare avanti per la tua strada e sono sicura che, se terrai duro, fra un pò di tempo scriverai di nuovo per condividere con noi cose belle e ringraziandolo questa volta il Signore per averti aperto gli occhi…
    un abbraccio e buona fortuna.
    tina.

  • 30
    Luna -

    …è chiaro che, per quanto riguarda gli auguri forse dipenderà anche dalle circostanze (anche se trovo che la tua coerenza non faccia una piega, come ragionamento), ma posso dirti un’impressione? io, da quello che hai raccontato, in generale, ho l’impressione che davvero lui abbia sempre con te questa tendenza colpevolizzante, e stile “io bravo, tu non brava, io buono, tu cattiva, io giustificato, tu no…” ecc.
    Si dà sempre un po’ la medaglia, e per contro critica te anche per non prendersi le sue responsabilità? per non mettersi mai in discussione, ma mettere sempre in discussione te?

    Mi dispiace fare queste osservazioni durante le Feste, però hai tirato fuori l’argomento e posso dirti che, in generale, questo suo atteggiamento fa parte della dinamica che si diceva. Del modo di essere.

    Per quanto riguarda il gergo che per lui non è grave, dubito che potremmo trovare, in qualsiasi parte del Paese, qualcuno che apprezzi sentirsi apostrofare in quel modo.
    Peraltro esiste certamente anche un gergo di coppia, per cui se a due piace chiamarsi cretini a vicenda tutto il giorno, ed entrambi sono d’accordo è un’altra storia. Ma non mi sembra il vostro caso…
    In generale credo possiamo senz’altro affermare che nessuno si deve abituare a ricevere delle offese. Anzi, se si abitua è solo grave.
    E non conosco nessuno, tra i miei amici napoletani, che chiami put la propria donna, così, per gergo.
    Ma per favore…

    Tu cerca di rilassarti, e di ritrovare i parametri del sacrosanto rispetto e del benessere, e queste giustificazioni pietose di un comportamento ingiustificabile lasciale fuori dalla porta.

    Un bacione

  • 31
    tabatha2 -

    E’ vero, ha questa tendenza a colpevolizzare…sai, credo che non sia il tipo di persona che crea complicità nel rapporto di coppia..un esempio banale ma significativo..quando faceva lui le pulizie di casa..erano sempre fatte in modo migliore, lui era l’unico a pulire così bene la cucina eccetera…si faceva i complimenti da se e sminuiva il mio lavoro…Io sorridevo, non volevo certo creare discussioni..accettavo e basta..ma capivo che non eravamo una squadra per lui…e questo mi rattristava molto. Si metteva in competizione con me, ma non era affatto quello che volevo…
    Inoltre faceva frasi tipo “se un giorno mi darai un figlio gay ti ammazzerò” oppure nei momenti di alta tensione “va a pulire il cesso stronza put…” Per lui c’è una netta differenza tra uomo e donna, e ovviamente quest’ultima è di gran lunga inferiore… Credo che non si tratti di un modo di rapportarsi verso di me. Credo che lo sarebbe con tutte. Con quelle che glielo permettono ovviamente, perchè le ragazze di un certo tipo…quello “forti”..vanno bene per una notte e via..- parole sue
    Per quanto riguarda il gergo..sua madre più di una volta mi ha sottolineato il fatto che suo marito non si è mai permesso di dirle un’offesa tanto grave!!

  • 32
    Luna -

    Tabatha: direi, da quello che racconti (e immagino sia solo una parte della parte della parte della parte della parte…), che è certo che non è capace di dare vita ad un rapporto paritario e men che meno ad un lavoro di squadra. E sì, sarebbe così con tutte penso, tranne con le donne che se ne vanno.
    Ed è importante che tu ti sia resa conto di questo.
    Perché a volte, nella rete della colpevolizzazione, della razionalizzazione per compensare la tensione costante, una può anche rischiare di non rendersene conto. come già si diceva.
    Mi sembra, sempre più, un insicuro aggressivo. E gli insicuri aggressivi, con una tendenza alla violenza, che sia fisica, verbale o entrambe le cose (molto e troppo spesso vanno insieme… anche perché violenza fisica non è solo un pugno in faccia, ma anche lo spostarti in malo modo mentre magari stai pulendo il lavello… faccio un esempio anche stupido, ma per dire…) non sono aiutabili dall’esterno. Semplicisticamente, incapaci di gestire e contenere la loro tensione interna, (e privi della capacità e/o della volontà di riconoscere essa stessa come un problema reale sul quale intervenire, da affrontare, un problema che invalida la loro capacità di relazione e crea sofferenza a loro in primis e in chi hanno accanto) chiedono costantemente che il mondo fuori sia perfetto (e a parte che è impossibile, hanno anche dei parametri tutti loro, che contengono spesso anche tutto e il suo esatto contrario, il che è ulteriormente destabilizzante sia per loro che per chi è vicino), chiedono, ad una persona che vive in costante tensione per la loro aggressività eccetera, di non avere mai un cedimento, mai una dimostrazione di nervosismo, di debolezza, ma, paradossalmente, anche di forza, poiché, semplicemente, non reggono nessun tipo di scossa. Ma non si parla di scosse sismiche (quelle che loro, spesso, creano, anche solo chiamando puttana… e scusatemi se NON E’ poco!!!, e che l’altra persona è chiamata a reggere tipo il piccolo budda, che non fa una piega, altrimento qualsiasi reazione viene tacciata di “isteria”, per esempio), ma di scosse che per una persona equilibrata sarebbero magari fastidiose, ma entrerebbero nella quotidianità. Perché il mondo non è perfetto.

  • 33
    Luna -

    Quello che posso dirti è che la mia amica, di cui ti parlavo, è andata via da quella casa e da quella relazione – così simile alla tua, per ciò che racconti, in diverse dinamiche e comportamenti di lui – da più di un mese, e con il distacco, osservando – non ribattendo però, e quindi non cadendo nel gioco – i comportamenti di lui – ciò che lui dice agli amici comuni, ciò che lui le scrive via sms – si rende sempre più conto di come le dinamiche di lui siano indipendenti da lei, da quelle che lui chiamava “provocazioni”, “inadeguatezze”, isterie di lei, incapacità di lei di stare al mondo, in coppia (c’era anche l’aspetto dei lavori casa, per esempio) eccetera eccetera…
    da parte di lui non c’è mai un accenno di reale introspezione più approfondita, di analisi dei suoi – di lui – comportamenti (per intenderci lui, la sera che lei se n’è andata, l’ha messa alla porta alzando le mani e urlando per banali motivi, ma mai in tutto questo tempo lui ha detto qualcosa a questo proposito…)…
    da un lato tenta di fare finta di niente (chiedendole di vedersi), dall’altro continua a tentare di farle i dispetti (in cose pratiche ancora aperte), di colpevolizzarla, incensandosi a distanza facendo la vittima, dall’altro ancora ricatta dicendo cose tipo: così facendo mi perderai, io senza di te sto da dio, dall’altro ancora e ancora usa ancora le stesse tecniche (che siano consapevoli o meno poco importa, importa l’effetto, la modalità) per metterla in crisi, puntando sul fatto che quella sbagliata è lei, che senza di lui dove andrà e cosa farà, lei che non è capace di questo e quest’altro, usando l’aggressivo grimaldello entrando in quelli che sa o pensa siano i punti deboli di lei…
    per inciso lei è una persona molto in gamba, e forte (lo dimostra anche il fatto che sia riuscita a staccarsi da lui), che per molto tempo è stata esposta alle critiche, aggressive, a volte mirate (inghigantite a dismisura, però, fino a perdere senso di realtà), a volte campate assolutamente in aria, e ad un condizionamento negativo.
    Penso di averti già consigliato il libro “molestie morali” (trovi i riferimenti in internet). se non l’ho ancora fatto te lo consiglio. Nel libro si parla anche di come non è vero che certe relazioni “colpiscano” solo persone deboli, tutt’altro.
    Anzi, spesso colpiscono persone che hanno molta energia. solo che, a forza di vivere un certo tipo di pressione costante, quella energia finisce con l’implodere, o venire impiegata per tenere in equilibrio se stessi, una relazione, una persona che fa del proprio squilibrio la sua forza apparente.
    La violenza non è forza. E’ debolezza che si fa aggressione.
    se una persona tenta di mangiarti viva attraverso la sua costante aggressione il tuo “far finta di niente” mi fa venire in mente la mimetizzazione. X non creare scompensi laddove però lo scompenso è… strutturale e impossibile da non creare. Mentre si cerca di non creare scompenso si è in realtà costantemente scompensati.

  • 34
    Luna -

    Torno su questo schermo 🙂 per farti i miei sinceri auguri per un 2009 sereno, ma non solo sereno, anche ricco, finalmente, di emozioni positive.
    Che la lancetta delle emozioni si muova, finalmente, per te, nella direzione della gioia, del fruttuoso impiego emotivo delle energie.
    Che quest’anno ti porti tutto l’amore che ti meriti, da dare e da ricevere.

    Un grande abbraccio,

    😀

  • 35
    tabatha2 -

    Grazie, quello che scrivi mi aiuta molto. Hai pienamente ragione, lui (e tutti quelli come lui) non ammetteva da parte mia una dimostrazione di nervosismo ne di cedimento..infatti qualsiasi reazione io avessi alle sue provocazioni o offese, non era accettabile. Si appendeva alla mia risposta, al mio modo di fare..sottolineando che avevo sbagliato..Non so sinceramente se sia un gioco perverso consapevole, oppure se queste dinamiche siano del tutto involontarie. Ieri sera mi ha scritto un sms sconcertante..”non so come tu faccia a far finta che non ci siamo mai conosciuti, che strano modo di agire..” Ma cosa vuole? E’ un modo per riallacciare con me? Un mese fa mi ha scritto che nemmeno se torno in ginocchio mi perdona..e ora scrive questo..Forse è sicuro del fatto che prima o poi mi riprende..(lui ora è a Napoli per le vacanze di Natale).ma non sa che il 5 gennaio partirò per l’Austria per qualche mese..Mi destabilizza ogni volta che scrive..il cuore batte all’impazzata..perchè mi sento abbastanza forte se allontano il pensiero “buono” di lui..e so tra l’altro che in questi giorni non rischio di vederlo in città…ma appena mi lancia un segnale qualcosa vacilla dentro di me…Sono instabile..vado a giorni..o a momenti..prima, pensando a quel messaggio me lo sono immaginato in uno dei nostri bei momenti sul divano a ridere e scherzare e mi sono scese le lacrime..ma poi una voce dentro di me mi ha detto “ehy sveglia!! se si arrabbia ti da della put…ti spinge…ti umilia..ti caccia di casa!!” e allora mi sono ridimensionata..Qualcuno mi ha detto che è facile che voglia tornare da me, visto che gli davo tutta me stessa e ogni tanto gli pagavo pure le bollette.. Non oso immaginare la mia reazione se mi scrivesse “ti amo, perdonami..” Diciamo che va bene cosi, che continui a colpevolizzarmi…
    Grazie per il tuo supporto, auguro anche a te di passare un bel capodanno stasera…e un felicissimo 2009…un abbraccio.

  • 36
    Luna -

    Cara Tabatha, questa altalena che senti è assolutamente normale.
    la mia amica nella tua stessa situazione (mi sembra davvero di sentir parlare/scrivere lei) la chiama: la sensazione di essere forte, nella mia decisione, e nella mia consapevolezza, ma anche, ancora, per certi versi, di gelatina…
    Ma attenzione, perché le sensazioni che senti non sono solo figlie dello scombussolamento per la fine di una relazione (per la componente emotiva che fa piangere e sentire disorientati per il distacco), ma anche figlie dell’essere stata veramente in trincea ogni giorno.
    Dopo tanta trincea, dopo tante battaglie (dopo una guerra dichiarata da un’altra persona a cui ci si è dovuti adattare, per non perire stando sul campo), dopo tanta tensione, ci vuole tempo anche per imparare ad assaporare fino in fondo la tranquillità e una vita dove non ci sia qualcuno che, metaforicamente, ti sbuca da dietro un angolo facendoti “BUH!” nel momento in cui ti stai rilassando. Nel momento in cui dici: bene, adesso posso deporre lo scudo.
    E’ anche per questo che il cuore ti batte all’impazzata.
    Con i suoi messaggi lui continua a fare “BUH!” dietro l’angolo.
    E tu ora sei convalescente.
    Prenditi cura di te, datti tempo.
    E non cedere, per favore, perché sei sulla strada giusta.
    E più passerà il tempo, più ti “riconquisterai” totalmente, più i parametri torneranno ad essere tarati sulla vita e non su un campo di battaglia, e più te ne accorgerai.
    anche alla mia amica il cuore, quando lui scrive, batte all’impazzata.
    anche lei ha paura di incontrarlo. Paura anche della sua aggressività, non solo del suo lato “buono” che potrebbe aprirsi un varco in un allontanamento sacrosanto e consapevole (nel profondo come lo è l’istinto di conservazione).
    Paura di non riuscire a tenergli testa se si trovasse a faccia a faccia con lui e lui cominciasse a fare i suoi giochi perversi (consapevoli o meno, ripeto, nulla importa. Importa il loro deleterio effetto. E il fatto che, lo sai anche tu, lo sa anche lei, opporsi in modo sano a quei giochetti insani è impossibile… se non rifiutandoli, e l’unico modo sano per rifiutarli è andarsene).

    Buon anno, Tabatha.
    Di cuore.

  • 37
    tabatha2 -

    Grazie Luna, buon anno anche a te!
    Si, riflettendoci, poco importa che il suo modo di fare sia consapevole o meno.. Sai, l’ultimo dell’anno non so cosa avesse..mi ha inviato tre messaggi..in uno mi chiede “chi ha lasciato chi..”, in un altro mi dice che è giusto quello che ha fatto nei miei confronti visto che io gli controllavo il cellulare, soprattutto mentre lui con tanto amore mi preparava da mangiare..sottolinea il fatto che lui non ha mai lasciato..che la responsabilità è mia..e mi augura un buon anno nuovo assieme al mio nuovo “bello”…Sono sconcertata…

  • 38
    tabatha2 -

    Aggiungo che circa un’ora fa mi ha scritto che mi ama ancora…ma cosa me ne faccio se continua a darsi ragione? Cosa vuole da me?

  • 39
    Luna -

    …cara Tabatha…
    che dire? la tua domanda contiene già la risposta?
    mi sa di sì.
    Ci sono persone che anche quando e se amano, se sono convinte di amare, facendolo a modo loro amano male. Generano sofferenza. Il punto è che cosa queste persone chiamano con la parola amore.
    Dice che ti ama. E ti confonde, certamente.
    Ma cos’è l’amore per lui?
    E cos’è l’amore per te?
    Non è quello che hai vissuto, non è quello che hai subìto. Altrimenti non saremmo qui a parlarne.
    Ti avrà preparato da mangiare e tu gli avrai controllato il cellulare. Ma l’amore non è somme e sottrazioni, bonus persi e guadagnati, tipo: se io ti faccio da mangiare guadagno venticinquemila punti, se tu mi controlli il cellulare ne perdi duecentomila, quindi vinco io…
    se io ti chiamo pu… è perché sono abituato così.
    se tu sei abituata colì sbagli, perché devi sempre adeguarti a me.
    non credo che il punto sia che tu gli abbia controllato il cellulare. Nè che lui ti abbia fatto da mangiare.
    Altrimenti, ripeto, non saremmo qui a parlarne.
    Sì, lo dici anche tu, continua a darsi ragione.
    E il motivo per cui ti cerca, forse, è anche che il tuo allontanamento è, per lui, una disconferma inaccettabile nei suoi confronti.
    In fondo, probabilmente, è sempre andato avanti con il suo schema. Il tuo silenzio, il tuo allontamento, rompe lo schema. Hai detto no alle sue regole. Se tu avessi continuato a chiedere piangengo, a guardare il cellulare, a andare in crisi avresti fatto il suo gioco. Perché sarebbe stata colpa tua.
    Adesso il suo gioco è dirti che la responsabilità è comunque tua perché tu te ne sei andata, tu hai lasciato, mica lui.
    No, Tabatha, da come racconti non è cambiato niente.
    Se non il fatto che tu te ne sei andata, e così vedi che il gioco non cambia.
    il suo, intendo.

  • 40
    Luna -

    Cosa vuole da te? probabilmente che tutto torni esattamente come prima. Che tu accetti le regole poste da una persona che non sa e non vuole fare i conti, in modo lucido, con la propria aggressività. Che si nasconde dietro alle cose buone di cui è capace (e meno male, quella però dovrebbe essere la normalità, non una medaglia da appuntarsi al petto) per non ammettere le brutture di cui è altrettanto capace.
    Che enfatizza una cena cucinata, ma razionalizza la sua aggressività (incluso il gergo ecc) per crearsi una versione dei fatti dall’equilibrio PER LUI accettabile. Potremmo parlarne per ore, Tabatha, ma il punto è che quella versione non è fonte di alcun equilibrio per te, tuttaltro.
    L’amore non è violenza. Punto.
    Un aspetto perverso di queste dinamiche è, spesso, anche questo:
    da un lato si ha la sensazione di non essere mai al volante della propria vita in seno alla relazione, perché chi fa, impone, le regole si mette sempre al volante, con un concetto tipo:
    guido io, perché tu non sai guidare.
    guido io, perché tu sei inadeguata.
    guido io, perché tu non sai amare.
    guido io, perché tu non sai dove vai, e ci fai sbattere contro un palo.
    guido io, perché tu sei sfasata e quindi tipo in perenne stato di ebbrezza…

    ma, d’altra parte, la perversa dinamica vuole che, di fatto, ci si senta invece perennemente responsabili:
    del restare, sentendosi dire che la colpa è sempre propria, e anche nell’andarsene, perché tu fai qualcosa all’altra persona (di male, s’intende). Questa è la visione perversa che gli egocentrici aggressivi impongono.
    Sei tu che te ne sei andata…
    (te ne sarai mica andata per uno o duecento motivi? starai mica male per uno o più motivi? macché…).

    La sua versione la conosci. L’hai sentita ripetere duecento mila volte. La versione dei fatti, intendo. di chi sbagliava, di chi aveva ragione. La sua ti è chiara, mi pare.
    Ma la tua?
    Non è il tempo di andare dentro di te, con una bella lampadina, e ascoltare la versione di Tabatha, sul serio?
    lo stai già facendo, mi pare.
    Però poi arriva un sms, con la versione sua.
    ma la versione sua la conosci già. In fondo è sempre la stessa, mi pare.

  • 41
    tabatha2 -

    si, tu hai ragione, appena arriva un suo sms ecco che mi destabilizzo e mi rimetto in discussione. Per dire la verità di sms ne ha mandati una valanga, inizia alle dieci di sera e finisce all’una di notte..faccio finta di sorridere davanti ai miei amici, cerco di non farmi rovinare la serata, ma sento il bisogno impellente di chiudermi in bagno e pensare..pensare…non riesco nemmeno a godermi un film. Penso a tutte le cose belle di lui, penso a quanto mi piaceva..penso a quando emergeva il lato dolcissimo…mi lascio trasportare da queste visioni come dentro a un vortice..ora, che sono in procinto di partire, e lui non lo sa..Forse il mio progetto è stato attuato con la consapevolezza inconscia che avrei potuto cedere…la mia partenza è come una scappatoia..Lui non lo sa..non so se dirglielo..magari smetterebbe con i messaggi..mi ha scritto che gli manco, che era solo arrabbiato ma ora gli è passata, che vuole tornare con me..poi mi ha chiesto con chi sono stata a capodanno, se ho un altro, se l’ho tradito..dice che lui non mi ha mai tradita..ma che vuole sapere se deve ritenersi single, perchè in questo caso si lascerebbe consolare da altre donne… (io credo che lui lo abbia già fatto..sa che tengo molto al fattore fedeltà…e forse è un modo per mettermi alle strette..conosce i miei punti deboli)..siccome non rispondevo mi scriveva “chi tace acconsente..”..poi riprendeva dopo qualche minuto..nell’ultimo sms mi ha avvisata del fatto che torna qui al nord il 6 gennaio, e che se lo voglio devo andare a casa sua…altrimenti per lui è finita..Ma che razza di insolente! Ma chi si crede di essere!!!! Ha aggiunto che siccome me la tiro, dopo tutti gli sbagli che ho fatto, posso andarmene a quel paese…
    Continuo a sentirmi un burattino nelle sue mani.. Ora a lui è passata l’arrabbiatura, o io non ho fatto ciò che lui si aspettava da me…e cambia registro cercandomi..ma non accenna a una scusa, a un suo comportamento sbagliato..quindi semplicemente io dovrei tornare da lui perchè cosi ha deciso..ma fondamentalmente non è cambiato niente.. E’ incredibile…

  • 42
    Luna -

    No cara Tabatha, non è incredibile per niente…
    Certo, è incredibile il fatto che non si metta in discussione, capisco cosa intendi dire… è incredibile se andiamo avanti con i se…
    se lui capisse, se lui fosse, se lui diventasse…
    guardalo per quello che è.
    Non entrare nel vortice di ciò che era anche…
    sarà stato anche altro, certo, ma è anche questo.
    Ed è “questo” il problema, il disagio, il malessere, la fine, mica il resto.
    Se… se… se…
    una relazione non si fa con i se.
    E mi pare che tu abbia avuto tutto il tempo per renderti conto di chi è lui.
    I miracoli succedono?
    in queste cose i cambiamenti possono anche accadere, ma bisogna che una persona guardi davvero in faccia i suoi problemi. E più i suoi problemi di relazione sono grossi come meloni, e più ci vuole un grande scatto di consapevolezza, e un lavoro profondo su di sè.
    Ma una persona che ha questo genere di problemi difficilmente cambia, te lo dico subito. E se cambia non cambia certamente perché attorno le persone gli permettono di restare uguale.
    al momento attuale, da quel che mi dici (è chiaro, io su quello mi baso… ma posso anche dirti che di dinamiche come queste conosco il copione, e dunque non ho dubbi sulle cose che riporti, nè, purtroppo, mi sorprendo) non vedo niente di incredibile.
    è assolutamente coerente con se stesso.
    chi si crede di essere? se stesso.
    e ogni sua parola, persino quelle in cui ti dice che vuole tornare con te, rispondono a quel copione fatto di ricatto, del creare ansia e instabilità…

    perché vuoi dirgli che parti?
    perché pensi che smetterebbe di scrivere?
    hai preso una decisione autonoma, e vuoi riportarla a qualcuno che (lo sai benissimo in fondo) non accetterà mai in modo assertivo una tua decisione autonoma.
    Fai attenzione al fatto che dirgli che parti non sia un sintomo di dipendenza.

    Ora ti dico una cosa: la mia amica, quando ancora stava con il suo lui, ma dentro di lei una certa consapevolezza di disagio si stava facendo via via più forte, ha preso una decisione autonoma. Quasi inconscia, come dici tu, della tua partenza.
    Le era capitato altre volte che lui la cacciasse di casa. Magari per qualche ora, ma comunque sia lei provava una fortissima angoscia per questo.
    Insomma, ad un certo punto prima di andarsene, quando ancora comunque sperava che lui potesse cambiare, si è tenuta aperta una porta, un appartamento in cui andare a vivere (da sola, ndr, nessunissimo altro uomo di mezzo…).
    La differenza con altre volte è stata che lei non glielo ha detto. Era una cosa sua, di lei.
    Non era niente che volesse dimostrare qualcosa a lui (e dimostrare qualcosa a qualcuno, informare per ricevere approvazione o per provare qualcosa, in casi come questi, è dipendere comunque da quella persona, che volutamente – inconsciamente o meno non importa – ha sempre marciato moltissimo su un rapporto di dipendenza emotiva)

  • 43
    Luna -

    Lei ora sta rimettendo in sesto la sua salute e la sua vita. Non c’è nessun altro con cui se la spassa, non gliene può fregar di meno. Spesso piange per ore, presa dal vortice simile a quello di cui parli tu. Sente il bisogno di stare da sola, a pensare, a riflettere, in modo sano su quanto è accaduto. Sente il bisogno di recuperare la sua autostima. Di costruirsi un nido dove riposare, raccogliere le idee. Capire quali sono le cose che sente e desidera davvero. Sente il bisogno di vedere gli amici, quelli che non chiedono, non commentano, ma sanno essere presenti. Quelli che sanno anche essere “assenti”. A volte sta lì a chiedersi com’è possibile che quell’uomo, anche capace di dolcezza, con cui ha vissuto sia lo stesso che l’ha presa a sberle, le ha detto cose allucinanti, l’ha fatta dubitare di se stessa, dalle cose banali alle cose importanti della vita, inclusa la sua femminilità intesa come forza generatrice, capacità di accudimento.
    Lei rimette insieme i cocci, si affranca da una relazione malata. Dice: se lui capisse… e in alcuni momenti ci spera. Che un giorno chissà… Poi arrivano gli sms di lui. Tipo quelli che arrivano a te. E lei capisce che quell’ansia che sente, quando arrivano quei messaggi, è istinto.
    Messaggi in cui lui non si mette mai in discussione. Neanche quando la chiama con un nomignolo, e fa l’agnello. Riesce ad essere aggressivo, colpevolizzante, in fondo, anche in quei messaggi. Che sono sempre e comunque, in realtà, autoreferenziali. Ed ecco che sbucano gli altri: in cui lui le dice aggressivamente che visto che lei sicuramente se la spassa con qualcuno anche lui farà la stessa cosa. Che lui non ha fatto niente di sbagliato, lei tutto, ma che potrebbe essere ancora (ma tipo ultimatum, ndr) così magnanimo da darle un’ultima chance…
    ma che stia attenta, perché sta tirando la corda.giorni fa le ha scritto una frase in cui diceva di stare male… lei allora ha risposto, perché si è preoccupata. Lui non ha risposto più, per tenere alta l’angoscia. Quando ha risposto di nuovo si capiva che la faccenda del malessere era stato un pretesto per riportarla nei soliti discorsi, nella solita modalità.
    Lei dice che quando arrivano quegli sms e li legge si sente (sì, ha usato la tua stessa espressione) ancora un burattino nelle mani di lui. Perché capisce che è così, solo così, che lui sa concepire un rapporto tra loro due. Non esistono due persone, per lui, ne esiste una sola: lui e la sua percezione della realtà. Lui e come si sente lui. Lui e quel che vuole lui.
    Per non leggere quei messaggi tiene spento il telefono. Ma ciò è un disagio. E si sente emotivamente braccata comunque. Dice che forse è vero che deve cambiare numero di telefono. Rendersi realmente irreperibile. Che quello sarà un passo importante di “guarigione”. Una scelta fatta.

  • 44
    tabatha2 -

    E’ incredibile quanto si somiglino la mia storia e quella della tua amica. Pensavo che tutto ciò potesse accadere solo a me, mi guardo intorno e vedo solo coppie felici…ma in realtà non è affatto così evidentemente.
    Anche lui mi diceva che mi dava l’ultima chance, che non dovevo più sbagliare, che dovevo fare la brava. Lo sta dicendo anche adesso del resto, però mi vuole… Forse è difficile che trovi un’altra persona. Lui è molto affascinante, certamente non ha problemi a trovare delle donne..ma il difficile è creare qualcosa di stabile.. Oppure, visto che in un sms mi ha chiesto se sto lavorando..desidera anche l’aiuto economico che prima gli offrivo..e non era comunque abbastanza..diceva che cenavo da lui e usavo il gas, a volte facevo la doccia.. quindi era giusto che io pagassi delle bollette, e l’ho fatto per carità..ma la cena la compravo spesso io, il fine settimana abbiamo solo ed esclusivamente usato la mia auto..gli ho pagato spesso cinema e pizza senza mai fargli pesare che anch’io non navigavo certo nell’oro..ma una sera mi ha detto che non ero più meritevole di tenere le chiavi di casa per entrare e uscire a mio piacimento perchè non lo aiutavo e non lo facevo stare bene..(lui fa il collaboratore scolastico ed è rimasto disoccupato nei mesi estivi)..mi ha urlato che ero una sporca, che gli facevo schifo per la mia tirchieria in quanto avrei dovuto lasciarli qualche banconota da 100 sul tavolo..soldi in contanti..non gli interessava che comprassi il cibo…Beh sai, mi sono chiesta per tanto tempo se avrei dovuto dargli di più..perchè come diceva lui..tra fidanzati ci si aiuta e posso capire la difficoltà che ha una persona sola di pagare l’affitto.. Sinceramente, ho sbagliato?? Quali sono i confini giusti?

  • 45
    Luna -

    Tabatha: in giro ci sono molte coppie felici, e anche tante storie simili alle tue. E’ che tante sono “sommerse”. Anche perché non sempre chi le vive è pienamente consapevole di starci in mezzo. Molto spesso persone che vivono situazioni come le tue, nella fase di non consapevolezza, potrebbero dire, pure con la macchina della verità accesa, che le cose non vanno poi così male. Perché i loro compagni (o le loro compagne, perché succede anche agli uomini) sono considerati “affascinanti”, un po’ perché le persone che vivono loro accanto desiderano ardentemente che la storia funzioni e quindi avvalorano ogni cosa positiva che possa dimostrare che il sogno in cui hanno creduto non è finito o non si è persino tramutato in un incubo, un po’ perché quando vivi in un’atmosfera perennemente tesa e frustrante anche la semplice normalità, l’assenza di scontro, una parola gentile, un modo educato e civile pare idillio… E poi per la continua percezione della realtà messa in discussione. Lo stare male ma sentirsi dire in continuazione che si è causa di quel male perché non si fa, non si è, eccetera, abbastanza.
    Mi chiedi, sinceramente, se hai dato troppo o troppo poco in termini economici?
    La questione economica può essere delicata anche nelle migliori famiglie, a volte c’è bisogno comunque di parlare chiaro in modo da dividere in modo equo (in proporzione anche) il peso del bilancio famigliare, a volte può capitare che uno dei due attraversi un periodo cupo economicamente e che l’altro debba essere di sostegno…
    però ancora una volta la questione, cara Tabatha, non mi pare quella.
    Fosse solo quella, ancora una volta mi ripeto, non staremmo qui a parlarne, e tu non avresti la tachicardia quando lui chiama, e non ci sarebbero tutte le dinamiche di contorno che semplice contorno non sono.
    se può esserti d’aiuto ti dirò un’altra cosa, visto che parliamo anche di analogie, e mi sembra che la cosa ti aiuti a riflettere, a capire che non sei una mosca bianca, e anche a relativizzare le tue responsabilità di un certo tipo:
    anche la mia amica si è sentita fare storie di tipo economico, molto molto simili alle tue (“è casa mia”, “non contribuisci realmente”, “sei tirchia”, “ti tolgo le chiavi di casa perché non te le meriti”, “comodo, ah, stare qua e consumare!”) e nota bene che nessuno dei due aveva problemi economici, e nota bene che per quanto ne so lei ha sempre contribuito.
    Ma non era mai abbastanza, neanche se comprava gli elettrodomestici. Se comprava qualcosa per la casa invadeva il territorio con le sue scelte, se non comprava cose per la casa era accusata di tirchieria ed indifferenza.
    E ad ulteriore dimostrazione del fatto che certe dinamiche, forse, hanno caratteristiche che vanno, in qualche modo, a grappoli, il tuo discorso sui soldi mi ha fatto venire in mente la storia, successa anni fa, ad un’altra ragazza che conosco

  • 46
    Luna -

    lui un tipo apparentemente super affascinante, affabile, spiritoso, anche con una carriera in ascesa (quindi la scusa della frustrazione professionale neanche c’era), lei una ragazza molto intelligente, indipendente (anche se fragile sotto certi aspetti) che aveva sempre lavorato all’estero (guadagnando bene) ma che desiderava comunque, in quel periodo, tornare a stare stabilmente in città.
    Si incontrano. Sembra la situazione perfetta: lui le dice che in effetti sarebbe ora che la smettesse di andare in giro per il mondo, costruiranno il loro “nido” insieme, a casa di lui. Lui ce l’ha già la casa, quindi tutto a posto, no?
    No. Lei è anche felice di stare in città, anche se il lavoro che trova qui è più precario e meno pagato di quello che potrebbe avere all’estero. Una prova anche d’amore, no? Ma a lui questo non basta. Lui ha un’arma adesso. Da un lato le dice (tanto per essere sicuro, no?) che in fondo lei è sempre andata in giro per il mondo per scappare da se stessa e dalle responsabilità (nb: ha sempre avuto lavori di alta responsabilità), e riesce a girare il coltello nella piaga e a trovare un punto debole, perché in effetti lei è andata via di casa giovane anche perché a casa dei suoi la situazione era insostenibile (ma cosa avrebbe dovuto fare? ha fatto una scelta emotivamente sana, anche se ora lui le dice che in realtà è fredda e cinica, bambina, e la sua “fuga” lo dimostra). Dall’altro non manca giorno che la accusi di avere trovato un lavoretto da niente, mentre lui lavora sul serio, e di adagiarsi sul fatto che lui ha una casa, ora di essere tirchia, ora di non guadagnare abbastanza. E poi, dice, parlerà anche quattro lingue, sarà stata considerata brava al lavoro, ma come donna di casa è una schifezza. Possibile che con tutto il tempo che ha la casa sia sempre in disordine? possibile che non sappia cucinare con amore? (e ti assicuro che cucina benissimo, ndr) Accidenti, ma non si rende conto che non è una donna degna di tale nome?! Qd lei scopre che lui chatta con le altre lui le dice che si faccia lei un’esame di coscienza, forse è lei che non sa tenersi un uomo. Se si cura un po’ di più è vanitosa, frivola, va a caccia, se è semplice è una sciattona. Lei da quando aveva 20 anni ha una malattia cronica che non le ha impedito di andare a lavorare dall’altra parte del mondo,e non ha mai leso la sua indipendenza, ma lui la fa sentire una che con uno starnuto si spezza in due, tanto fragile quanto irresponsabile ed egoista. L’incubo che sta vivendo, Tabatha, esce fuori un giorno in cui questa ragazza (che ci ha sempre elogiato lui) seduta sul divano a casa di un’altra amica, scoppia in lacrime all’improvviso, ancora un po’ ci chiede scusa di esistere, e comincia a elencarci (seria) tutti i motivi per cui lei è una fallita e per cui non riesce a fare felici gli altri. Noi, le altre, la guardiamo allibita. Siamo senza parole. Chi è la persona che abbiamo di fronte? Che dice cose di sè che a noi sembrano ai confini della realtà??? Cosa diavolo è successo negli ultimi sei mesi?????? Alla fine, tempo dopo, lei lo ha lasciato. Solo in seguito ha scoperto che la ex di lui aveva vissuto la stessa identica storia. Ancora oggi, pare, lui va a dire in giro che lei è un mostro senza cuore che l’ha lasciato, perché lei non sa amare. Lei dice che per fortuna ci ha passato solo dei mesi. Pure troppi.

  • 47
    tabatha2 -

    Grazie per il tuo incoraggiamento.
    Chissa perche le persone fragili si attirano spesso qualcuno disposto a schiaccirle ancora di piu. (Scusa se scrivo senza accenti ma sono in Austria e la tastiera non la conosco bene)..Ho paura che non riusciro a rimanere qui come pensavo..sono gia in crisi..volevo studiare e lavorare..la famiglia che mi ospita e gentilissima ma lui mi manda messaggi continuamente la notte. Scrive che gli manco che non dorme piu,
    mi ha chiesto perdono, ha capito che sono la cosa piu importante per lui e vuole ricominciare e riabbracciarmi. Forse sono stanca per il viaggio, spaesata..e ho il morale a terra..e questi messaggi mi farebbero tornare volentieri da lui..mi sto chiedendo che cavolo abbia combinato..forse Luna, lui ha capito, non mi dirä piu che sono una puttana, non mi spingera piu ne mi dara sberle..avra piu rispetto perche ha capito..

  • 48
    Luna -

    Lui ti manda messaggi la notte perché tu vuoi riceverli. Se tu non volessi riceverli avresti già spento il cellulare e cambiato numero.
    Lui dice che ha capito, chiede perdono, e trova una porta aperta.
    Perché tu vuoi lasciargli una porta aperta.
    E nessuno può dirti che ciò sia sbagliato.
    Nessuno può dirti di non fare ciò che senti.
    Una sola cosa mi chiedo:
    sei in crisi perché lui ti manda messaggi la notte e vuole riabbracciarti?
    Non ho capito se questa decisione di andare in austria sia precendente a quello che è accaduto tra voi, ma se veramente lui ha capito, e tu decidi di proseguire la relazione, e lui è più aperto, e non è più prepotente, a maggior ragione dovresti avere il cuore più leggero e sereno per poter stare in austria, lavorare e studiare, portare a termine un progetto a cui apparentemente tenevi.
    Altrimenti perché avresti deciso di andare in Austria?
    O forse sono io che non ho capito.
    Ma poiché hai detto “volevo lavorare e studiare” mi pareva di aver capito così.
    Non so che dirti, Tabatha.
    Non conosco lui, non conosco te. So solo quello che hai scritto tu, qui. Per la prima volta oggi mi sono chiesta se questa lettera è vera. Non offenderti. Poi ho pensato che sì, probabilmente è vera, e che quello che hai scritto in fondo, cioè che è bastata una sua virata in senso più positivo (dopo giorni di aggressività tramite sms) per farti pensare che sia cambiato e che abbia avuto un’illuminazione, fa parte del gioco di queste dinamiche. Del fatto che, in fondo, hai sempre lasciato quella porta aperta perché speravi che lui ti dicesse questo. Perché non sei arrabbiata con lui per quello che ti ha fatto. Sei arrabbiata con lui perché così facendo lui rende difficile, a volte impossibile, amarlo totalmente come vorresti tu.
    Ancora e ancora.
    Allora sarebbe fin troppo facile dirti:
    perché una persona deve arrivare a fare tanto male, a comportarsi per mesi e anni in un certo modo, convinto che quello sia il modo giusto, se poi basta poco per rendersi conto di avere sempre sbagliato?
    E’ così facile?
    I miracoli esistono, esistono le illuminazioni, esistono dolori dovuti all’allontamento così violenti che una persona può davvero mettersi in discussione?
    Sì, le “conversioni esistono”.
    Però esistono cose anche così radicate che è molto difficile credere che una persone che si è comportata in un certo modo, che è strutturata in un certo modo, che guarda la vita, le persone in un certo modo, che vive le relazioni in un certo modo, che ha un temperamento violento, accusatorio possa cambiare così, puff…
    Non voglio smontarti. Può essere davvero che lui abbia capito, e che da domani sarà un uomo diverso. Che non avrà nemmeno bisogno di andare a fondo nelle sue dinamiche per capire dove sta l’errore e correggerlo.
    Chi può dirti che non sia così?
    Nessuno.

  • 49
    Luna -

    Scrivi: “chissà perché le persone fragili si attirano spesso qualcuno disposto a schiacciarle ancora di più…”.

    Le risposte sono tante. Ognuno, ogni persona fragile, ha il suo percorso, le sue ferite, i suoi buchi neri, le sue sofferenze irrisolte.

    Sul “chissà perché” sono stati spesi fiumi di inchiostro.
    “Donne che amano troppo”, “Lettere di donne che amano troppo”, “Molestie morali”, “Calci nel cuore”, “La principessa che credeva nelle favole”, eccetera.

    Mille sono le ragioni per cui una persona sottoposta a violenza non la riconosce immediatamente, rimane esposta a quella violenza, non se ne va, va e poi ritorna.

    Interessante è un libro come “Molestie morali” che mostra come il procedimento che porta alla resa di fronte alla violenza sia più sistematico e progressivo di quello che si pensi. Perché una persona priva di tendenze masochiste possa ritrovarsi, disarmata, in una situazione violenta. Perché possa perdere i parametri.
    Perché non è vero che sono tutte masochiste le persone che si mettono con persone narcisiste e ciniche, aggressive o persino sadiche. Non è un’equazione perfetta. Molto spesso il masochismo non c’entra assolutamente nulla. A volte queste cose capitano a chi ha avuto relazioni sane,e potrà avere altre relazioni sane.
    A volte a cadere nella rete è una persona che crede, per sua esperienza, di essere abbastanza forte da reggere la fragilità di un altro. Mentre il cosidetto fragile è in realtà un prepotente narcistista, e in nome dell’amore, e di un concetto di sostegno-complicità-empatia fuorviante l’altra persona si fa mangiare viva…

    Di certo una volta caduti nella rete di una relazione malata uscirne non è così semplice.

    Ti ho già consigliato “Molestie morali”.
    Le soluzioni non si trovano nei libri, ma a volte i libri aiutano a riflettere, forniscono un punto di vista diverso, fanno leggere nero su bianco cose sintomi di cui non si è consapevoli… Fanno venir voglia di conoscersi di più.

    Non lo so perché le persone fragili spesso finiscono nella rete di persone che le schiacciano.
    Ciascuno ha la sua storia.
    Quello che so è che, oltre a dire “ho incontrato un mostro” merita chiedersi: “perché ho permesso ad un mostro di entrare?”. “vediamo di focalizzare dov’è che ho perso la direzione…” e “se mai dovesse ricapitarmi di entrare in contatto con la violenza, stavolta la riconoscerò subito e saprò dire: no grazie, non fa per me!”.
    Merita diventare più forti. Non più duri, ma saper amarsi tenendo dei confini che impediscano a chichessia, anche se vestito da principe azzurro e a cavallo di un bianco cavallo, di entrare dentro il nostro mondo con una mazza da baseball. Di offendere. Di prevaricare.
    Perché la violenza è violenza.Non esiste violenza più giusta
    Che a compierla sia un uomo bello, capace di dolcezza, che dice di amarci, o che a compierla sia uno sconosciuto con un mantello nero che tira sputi a chi passa, sempre violenza è.
    I confini, da questo punto di vista, dovrebbero essere uguali per tutti.

  • 50
    tabatha2 -

    scusa non volevo deluderti. Mi sei tanto di aiuto.. Sono in Austria perche mi sono ritrovata senza lavoro e avevo da molto il desiderio di partire per studiare il tedesco e magari mantenermi con un lavoro di baby sitter, infatti vivo presso una gentile famiglia. Ho preso la palla al balzo, e visto quel che era successo con lui il 6 novembre..in dicembre ho deciso..senza di lui!! Forse sono scappata..forse come dici tu..ho tenuto la porta aperta..ma non voglio piu farlo entrare..e la lontanaza aiuta..Forse devo ambientarmi..ho difficoltä con la lingua..e questione di tempo..Lo sapevo che se avesse cambiato modalitä ci sarei “cascata” perche conosco la mia fragilitä..infatti ecco..non so se hai letto tutto quello che ho scritto qui fin dall inizio..l ultimo episodio riguarda il fatto che era molto strano, che avevo notato le pupille piccole, una certa loquacita, serenita, distacco nel parlare dei problemi, e poi la tendenza ad addormentarsi..ho temuto che avesse preso della droga assieme a un suo nuovo amico cosi ho guardato nel cellulare e ho trovato appunto un sms che mi ha fatta tremare! l amico gli ha scritto “la prossima volta ne prendiamo due..”..Siccome gli ho detto, senza essere diretta, che quel suo amico non mi piaceva..che secondo me faceva uso di sostanze..di stare attento..lui mi ha cacciata di casa in malo modo, chiamandomi puttana e spingendomi addosso alla porta..ora lui mi ha chiesto scusa..ma dopo due mesi di accuse e baste..mi ha dato della pazza visionaria..(io poi ho chiamato l amico che non ha saputo darmi una spiegazione di quel messaggio..mi ha risposto che erano cose loro)..lui ha scoperto..per questo ha continuato a sostenere di aver fatto bene a trattarmi cosi, visto il mio modo viscido di fare..mentre lui con tanto amore mi preparava il ragu…ma io ero troppo preoccupata per non cercare degli indizi..sai luna, ho la quasi certezza di non essermi sbagliata tra l altro..se solo sapessi la veritä, mi metterei il cuore in pace..non avrei accusato nessuno per niente capisci?? lui ora scrive cose belle, fa finta di nulla e mi chiede di mettere un pietra sopra quell episodio, ma se lo scorda..troppo facile.. Se mi dicesse la verita..comunque grazie sei preziosa!

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