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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Categorie: - Amore - Famiglia - Me stesso

1.662 commenti

Pagine: 1 5 6 7 8 9 34

  • 301
    aleba -

    (segue) Da qui è nato il conflitto. Lui mi disprezza, io pensavo avesse ragione,poi ho cominciato a chiedere perchè a pretendere risposte e ne ho ricevuto un disprezzo maggiore. Piano piano mi sono accorta che era proprio lui che creava disagio in me, perchè in realtà quando lui non era presente io mi rendevo conto che non ero poi così incapace. Sul lavoro e a casa, ho sempre saputo gestire tutto in modo molto al di sopra della media, anche se non perfetto. L’unica cosa che non sapevo gestire era il mio rapporto con lui. Come potevo gestire un rapporto a due in modo unilaterale, con la controparte che sabotava di continuo ogni mia mossa positiva? Fuori dal Coro, ne ho da raccontare di cose sulle quali ho aperto gli occhi, solo che sono troppo personali. Ho aperto gli occhi, ma non volevo aprirli! non volevo perchè aprendoli avrei dovuto riconoscere di aver amato in modo sbagliato, di non essere stata in grado di fargli pervenire il messaggio IO TI AMO. Ero in crisi totale, sentimenti contrastanti su tutto, persino su mia figlia che aveva tolto, suo malgrado, parte delle attenzioni che io dedicavo a lui perchè aveva bisogno di essere accudita da me. Lui mi rinfacciava di “non truccarmi più” quando con la bimba in braccio tutto il giorno non mi “concedeva” neppure 10 minuti per fare la doccia. Tua moglie ha sopportato questo? Certo, una persona affetta da gastroenterite infettiva che vomita ogni cosa che ingerisce e che deve correre in bagno ogni cinque minuti per un paio di giorni, può dire di aver avuto dei giorni orrendi da dimenticare e maledire il virus che gli ha fatto saltare tutti gli appuntamenti. Ma non direbbe questo se avesse appena sconfitto il cancro. Sorriderebbe all’idea del virus, perchè saprebbe cosa vuol dire essere ammalati…veramente.
    Lei non ti ama, Fuori dal Coro, non ti ha mai neppure amato come l’amavi e l’ami tu. Lei si compiaceva di essere amata da un uomo come te, ne sono certa e sicuramente era innamorata. Ma forse, e dico forse, era un amore di bambina che ancora non sa cosa vorrà fare da grande, anzi è spensierata e pensa che la vita sarà un’eterna fanciullezza. Però non è così e crescendo si cambia (non sei d’accordo lo so) si matura e si sviluppano interessi nuovi. La questione figlio ha bussato e l’orologio biologico scandiva i suoi minuti. Lei non si è più occupata del vostro matrimonio, ha cominciato a vivere solo nel pensiero “e se poi mi pento di non aver avuto un figlio??” ha lavorato molto male sulla questione, considerato il fatto che non ha coinvolto l’uomo che avrebbe dovuto farlo con lei quel figlio, in modo chiaro e determinato. Il risultato è che adesso sei tu a pentirti amaramente di non aver fatto un figlio con lei. Fuori dal Coro se non è successo forse è perchè l’universo intero ha pensato che sarebbe stato meglio non avere figli con lei. Un figlio ti sta aspettando nel ventre di un’altra donna, probabilmente. A volte bisogna lasciarsi trascinare per non affogare, è la vita che lo chiede. Baci

  • 302
    LUNA -

    Ciao ragazzi.
    Sono d’accordo con Aleba.
    E pur non avendo visto la fiction penso anche, Fuori dal Coro, che tu pur di adossarti tutte le responsabilità sia arrivato anche ad un eccesso di identificazione con una personaggio di fantasia che pure, ovviamente, mette in luce determinati aspetti della vita di relazione.
    Non fraintendermi, è chiaro che l’essere umano da sempre produce arte e opere creative in varia forma, è chiaro che da sempre l’essere umano si riconosce nelle produzioni artistiche, proprio perché vengono da altri esseri umani, e perché è dotato anche di sensibilità. Le fiction in genere, peraltro, sono costruite – almeno quelle più efficaci-, quelle che mettono in scena la vita, proprio per risvegliare un certo tipo di comunicazione empatica/riconoscimento e per veicolare determinati messaggi.
    Mi trovo a disagio, confesso, a fare queste riflessioni parlando di un prodotto televisivo che non ho visto personalmente. Avrei preferito vederlo a mia volta e parlarne con te.
    Mi trovo a disagio anche ad intrometterti nelle tue emozioni e riflessioni che vedere una vita rappresentata in televisione ha prodotto in te.
    Peraltro posso dirti che l’altro giorno è capitato a me di vedere un film e piangere, perché su 100 minuti di film certe cose comunque potevano risvegliare emozioni con un certo distacco, ma sempre si parlava di vita, umane emozioni, ma nella parte in cui si parlava di una determinata malattia che ho avuto in famiglia ovviamente la “catarsi” è stata maggiore. Allora perché ti rompo le scatole con la faccenda di Beppe Fiorello?
    Perché ci stanno le emozioni, ci sta tutto, le riflessioni ecc, anche la tua identificazione. Tuttavia non ti hanno raccontato la tua vita, non ti hanno dato le tue risposte, non ti hanno detto chi sei, non ti hanno detto chi è tua moglie. Non ti hanno svelato cosa è successo a te e quanto tu sia responsabile di quanto è successo.
    Beppe, il regista, gli sceneggiatori possono averti fatto riflettere, averti fatto sentire una vicinanza, una partecipazione, ma non hanno messo in scena LA TUA VITA, nè hanno lanciato a te un atto accusatorio. e se tu leggi in Beppe un atto accusatorio e responsabilizzante nei tuoi confronti, quando già ti ammazzi ti pippe mentali in tal senso, allora no…
    E questo credo te lo direi anche se avessi visto tutte le puntate.
    Peraltro mi pare che la fiction tendesse a mettere in luce la situazione dei padri separati e l’importanza di essere genitori sempre, comunque, anche nel momento in cui una storia finisce. Immagino – posso sbagliare, perché non ho visto – che sia nata anche dal bisogno di far capire che oggi esiste una cosa chiamata se non erro affido condiviso, che non viene facilmente rispettato sul serio.
    Infatti tantissime persone in italia, uomini e donne, si battono, anche insieme, pur stando in teoria su fronti diversi, perché l’affido condiviso lo sia davvero, perché un genitore non escluda l’altro, perché un genitore non latiti dimenticando che è sempre

  • 303
    LUNA -

    genitore, che pure non sia più marito/moglie/compagno/compagna.
    Insomma, la fiction era probabilmente una di quelle fiction di valore sociale.
    Scusa se mi sono dilungata su questo e ripeto non volevo intromettermi nelle tue emozioni, riflessioni, catarsi, identificazioni.
    Però una cosa, anche se non ne ho il diritto, mi viene da dirtela, Fuori dal Coro: tu soffri per la fine del tuo matrimonio, e cerchi le tue risposte, fai un tuo percorso e tu sai quale e perché e quali sono le tue ragioni.
    Tuttavia, anche da donna, oltre che individuo, posso dire che mi colpisce questo, il fatto che tu parli di questa paternità mancata e delle tue “colpe” con un’enfati autoaccusatoria tale che pare che questo figlio esistesse già. cioè, parli di te stesso quasi come se tu avessi chiesto a tua moglie di abortire, o se tu avessi trascurato i tuoi doveri di marito e di padre di fronte ad una situazione reale.
    E una differenza invece c’è, per quanto tua moglie abbia caricato quella situazione di un’enfasi pazzesca e di accuse di mancanza rivolte a te.
    Io, bada, non sto dicendo che lei non possa aver sofferto perché tu eri tentennante (anche se torno a dirti per l’ennesima volta che io da donna di fronte ad un uomo che mi dicesse “voglio un figlio ora perché ho paura di pentirmene in seguito” forse anche a livello inconscio se non proprio conscio alcune domande me le farei…), ma veramente il centro della questione, proprio per l’enfasi e la mancanza di chiarimento, anche per la mancanza della possibilità di affrontare insieme un percorso anche per giungere allo sciogliersi delle tue perplessità, sembra più la punta di un iceberg – fosse pure di una sua personale crisi o riflessione personale sull’esistenza – che il vero motivo. Non mi sembra una causa quanto la miccia.
    Peraltro una persona afferma di essersi annullata per te e tu affermi di non essere una persona che ha mai preteso questo. Allora o lei ti ha scaricato addosso delle sue frustrazioni personali, perché dopo la malattia si è domandata, lei, se non avrebbe dovuto fare delle scelte diverse pur avendole comunque fatte, o lei si è ribellata ad una situazione di protezione accusandoti di averle causato una dipendenza (dopo essere stata però in equilibrio nella protezione finché non ha avuto lei dei suoi personali rimpianti), o tu sei stato un despota, o semplicemente, anche se la cosa non ti piace, la questione figlio è stata ciò che ha evidenziato una più profonda incompatibilità di carattere (che sarebbe emersa anche se tu le avessi detto sì), una sua crisi personale (idem come sopra, perché dubito che una gravidanza di per sè guarisca una crisi esistenziale generale se non affrontata realmente) e le cose che più volte sono state dette su queste pagine.

  • 304
    Fuori dal Coro -

    ALEBA:
    Ciao Aleba. Permettimi di diri una cosa. Onestamente al tuo posto se avessi avuto una moglie che mi trattava nel modo in cui ti trattava il tuo ex compagno non credo che avrei resistito nemmeno sei mesi. Forse avrò un concetto diverso dell’amore. Ma io non riesco ad amare una persona che ti disprezza e ti dice tutte quelle cose che mi hai scritto nei tuoi post. Ok in un momento di rabbia. Ok durante in una discussione/litigata in cui a volte si dicono cose che non si pensano. Ma che in qualsiasi momento debba sentirmi dire frasi offensive, scatti “da matto” o cose simile. Bè no. Io non sopporterei una cosa del genere. E onestamente non capisco come tu abbia potuto farlo. Forse inconsciamente avevi paura di perderlo ? Non lo so. So solo che non capisco come tu possa essere riuscita a sopportare così a lungo una persona del genere. Si ok volevi aiutarlo. Ma se voglio aiutare una persona devo anche avere la consapevolezza che l’altra persona voglia essere aiutata. Mi hai scritto tanti, troppi post in cui hai evidenziato un comportamento a dir poco anormale da parte sua. No se avessi avuto una donna così io non avrei resistito a lungo. Io ho un concetto di tranquillità riguardo la vita di coppia. Nonci devono essere continui conflitti, offese o cose simili. Si ok può capitare che ci si arrabi, che si dicano parole fuori posto. Ma tutto deve finire li. La classica eccezione che conferma la regola. La tua è una classica “soffrenza evidente”. Non te la stai inventando. E’ evidente. Se racconti achiunque il comportamento del tuo ex compagno nessuno potrebbe dargli un minimo di comprensione o appoggio. Quindi la domanda che mi faccio è come hai fatto a sopportarlo. Ma ripeto evidentemente ho un concetto diverso dell’amore. Amore è una cosa “bella, piacevole” non “brutta e spiacevole”
    Per quanto riguarda mia moglie cara Aleba come faccio a dire che non mi ha mai amato ? No non posso davvero. Altrimenti guarda chiudo bottega e non credo più a nulla. Neanche al sole che sorge la mattina. Forse è vero quello che dici tu: l’orologio biologico scandiva i suoi minuti e ha cominciato a pensare sul fatto di pentirsi di non aver fatto un figlio. Ed è altrettanto vero che adesso sono io a pentirmi amaramente di non aver fatto un figlio con lei. Si Aleba forse è proprio così. Solo che per come sono fatto io un figlio mi aspetterà invano nel ventre di un’altra donna. Come potrei ? Come potrei Aleba, con quale angoscia dentro potrei aspettare mio figlio da un’altra donna quando l’ho negato a quella che era la mia donna, a colei che mi ha amato a colei che amavo. Sai quante volte ho pensato a questa ipotesi. E il tormento che mi sono sentito dentro ? Sapessi quanto è brutto Aleba vivere continuamente con un tormento che ti mangia lo stomaco. Con questo pensiero fisso. Mia moglie, mio figlio, una famiglia con lei che non ho voluto. Da giovedi scorso sto passando dei momenti infernali. Non so se siano i più brutti di questi due anni. So solo che sono tremendi…

  • 305
    Fuori dal Coro -

    ALEBA…segue

    …so solo che mi sento solo nella mia angoscia. Perchè nessuno può condividere con me questa sensazione terribile che sto provando. Sarà anche il Natale. Saranno tante cose. So solo che non è l’Universo che ha deciso. Ho deciso io. E forse anche lei non dandomi una possibilità. Perchè io ero cambiato Aleba. Stavo cambiando anche in seguito al percorso interno che stavo facendo. Un percorso che dovevo accelerare di più se solo avessi saputo cosa stesse succedendo. Ma anche qui Aleba per me l’Amore è una cosa diversa. L’Amore è anche perdono. Ma lei il perdono…dov’è ? Eppure quanto mi sta facendo soffrire in questi due anni ? Quale dolore può avermi dato solo per avermi abbandonato ? Per avermi rinfacciato cose che neanche sapevo avessi fatto. Eppure sono qui. Certo che se lei bussasse alla mia porta o solo mi telefonasse e mi dicesse “Sono qui” io scapperei di corsa pieno di gioia. E’ qui che non capisco il senso dell’Amore. Ma cos’è l’Amore. Non è sofferenza, quella che anch’io sto patendo. Allora mi dirai: ma se stai patendo così per colpa sua perchè non la lasci stare come mi ha i detto che avresti fatto al mio posto nei confronti del mio ex compagno ? Perchè semplicemente cara Aleba so quello che ho vissuto con lei. Quanti anni sereni. Ed il mio pensiero è sempre rivolto al fatto che lei non è questa di oggi. Non può essere. Non è possibile. E’ inconcepibile che una persona non riesca a perdonare una persona che ha commesso un errore. Ripeto. Sarà che io ho un concetto diverso dell’Amore. Che forse non è incondizionato come il tuo. Ma ricalca un’immagine di serenità di coppia che io e mia moglie avevamo. E quindi perchè distruggerla per un malinteso, perchè su una cosa non ci siamo capiti o semplicemente perchè non siamo arrivati insieme per una volta a pensare alla stessa maniera. Caspita Aleba. Tu me lo insegni. Un matrimonio è irto di ostacoli. Non si può pensare di scavalcarli tutti senza problemi. Forse in qualcuno si inciampa e si cade. Ma perchè abbandonare la corsa ? Rialziamoci e continuiamo. A meno che come nel tuo caso non ci sia qualcuno che non ti permetta di farlo. Perchè nel momento in cui tu vuoi rialzarti c’è qualcuno che continua a spingerti a terra per impedirti di rimetterti in piedi. Non lo so Aleba. Non capisco. Ormai non la sto cercando da un bel pezzo. Lei non mi cerca. Eppure sto soffrendo da matti perchè vorrei sentirla. Sapere come sta. Sentire la sua voce. Ma ho paura che mi tratti di nuovo male. Causandomi ancora maggiore sofferenza. Parlavo con mia madre in questi giorni. Quasi come un bambino le ho detto quello che ti ho scritto nel mio precedente post: “Ma perchè non mi avete avvertito che nel matrimonio bisognava stare attenti a tante cose, che non bastava essere se stessi, essere sinceri e leali, ma che bisognava prestare attenzione anche a ciò che mia moglie non diceva ?” Mi sono sentito rispondere con altrettanta ingenuità che neanche lei sapeva questo….(continua)

  • 306
    aleba -

    Fuori dal Coro rileggi ciò che hai scritto: “L’Amore è anche perdono. Ma lei il perdono…dov’è ? Eppure quanto mi sta facendo soffrire in questi due anni ? Quale dolore può avermi dato solo per avermi abbandonato ? Per avermi rinfacciato cose che neanche sapevo avessi fatto.” Fuori dal Coro, tu ami di un amore maturo, pieno, consapevole, equilibrato coronato da un ottimo livello di introspezione e di autoanalisi che ti avrebbe consentito di superare qualsiasi spina nel tuo matrimonio. Infatti, è facile annusare deliziati le rose in due, ma quando ci si trova a dover affrontare le spine anche allora bisogna essere in due! Da quanto hai scritto secondo me emerge chiaramente che tua moglie ti ha amato tanto, tantissimo certo, ma di un amore più immaturo, meno consapevole di quanto possa essere complicato a volte recidere le spine per non ferirsi. Penso al fatto che abbia acconsentito a non avere figli, o meglio abbia aderito alla tua posizione senza neppure avere gli elementi per avere un proprio punto di vista in merito. Lei ha accettato per amore, ma con troppa leggerezza. Solo la signorina Rottelmeir avrebbe potuto scegliere spontaneamente di non diventare madre. Descrivi tua moglie come una donna dolce, premurosa, speciale…come avrebbe mai potuto una donna del genere non confrontarsi con il desiderio di maternità. Lei non aveva piena coscienza di sè, ha aderito alla vita a DUE senza conoscere pienamente la donna che era e che sarebbe diventata. Amore vuol dire perdono, e lei non ti perdona…credo in realtà che non riesca a perdonare sè stessa perchè non ha il coraggio di guardare in faccia il suo errore di valutazione di tanto tempo fa. Un errore che ha seppellito involontariamente nel corso di ogni giorno felice che ha avuto con te, fino all’operazione. Quell’operazione che, pur essendo semplice da come ne parli, riguardava un tumore e questo le ha fatto stilare un bilancio. A questo punto il tempo stringeva in modo spaventoso. Avrà pensato “Come è possibile che proprio io abbia accettato di non diventare MAI mamma per vivere con lui??” .. capisci Fuori dal Coro? Già in quel momento lei ha visto in te il motivo della sua assurda fede nella vita matrimoniale senza figli. Ormai era diventata una fede assurda, perchè lei non riusciva più a ragionare in quel senso, tutto in lei è stato avvolto nel dubbio atroce: se mi pento di non essere diventata madre? Ancora una volta un pensiero immaturo e non ragionato. Non ha maturato pienamente il desiderio di diventare mamma, di accrescere la famiglia e impegnarsi con tutta sè stessa nell’assunzione di responsabilità più elevata che un essere umano possa immaginare, quella che ti vede come punto di riferimento insostituibile per un altro essere umano, un bambino. Tu Fuori dal Coro avevi ben chiari in mente i motivi che ti hanno condotto a dichiare che preferivi vivere la vita matrimoniale in due, lei no! Ma non aveva neppure chiaro in mente cosa comporta essere madre. Era ferma nel dubbio…

  • 307
    Fuori da Coro -

    ALEBA…segue
    …che neanche lei immaginava una cosa del genere. Ma loro sono di un’altra generazione. Non concepiscono nemmeno l’idea della separzione (nenache io a dir la verità) e pensano sempre che le cose se ci si vuole davvero bene si possano risolvere.

    LUNA: Bè riguardo al film di Fiorello la ia identificazione riguarda l’eventuale comportamento del protagonista del film raccontato nella prima parte. La sua “distrazione”, la sua mancanza di “attenzioni” verso la moglie verso la quale comunque nutriva un sentimento vero e profondo. Si non è la mia storia. Ma gli elementi ci sono tutti. Lui innamorato della moglie e lei che lo rimprovera per non avrle mai detto “come stai, sei felice ?”. Le stesse cose che mi ha rimproverato mia moglie. La sua crisi, la crisi di lei, della moglie del protagonista. E la crisi di mia moglie. Entrambe donne in crisi con se stesse. Noi, io è il protagonista del film non eravamo in crisi. Erano loro, le donne ad essere in crisi con se stesse.
    Infatti è la prima parte del film che interessa la mia vicenda. la seconda affronta quella dei padri separati che non è la mia.
    Per quanto riguarda il fatto che il discorso del figlio per mia moglie sia stata la miccia e non la causa. Non so che dirti. Onestamente mia moglie non è chiara. Mi spiace dirlo nonostante io la ami. Ma lei non è chiara. Se veramente voleva un figlio dal marito e amava suo marito avrebbe dovuto anche lei fare un passo indietro così come l’ho fatto io. Probabilmente c’è dell’altro. Anche se mi duole ammetterlo. Perchè ho conosciuto mia moglie come una donna piena di valori. Probabilmente non stava più bene con me. O forse c’è l’esistenza di una terza persona. Una cosa è certa. Io mi autoaccuso, mi flagello come dite giustamente tu e Aleba. Però io ho agito con sincerità e lealtà. Lei comunque no. Lei ha agito in maniera “subdola”. E lo dico con la morte nel cuore. Lei non ha espresso il suo malessere, figlio o non figlio. Lei ha continuato a vivere la sua vita insieme a me in maniera tranquilla. Magari tramando dentro e aspettando il momento giusto per abbandonarmi. Mettendo come scusa la questione del figlio per uscirne con le mani pulite. Io non ero un despota. Non pretendevo situazioni come il marito di Aleba. Per questo ho citato Beppe Fiorello. Sono più vicino al personaggio da lui interpretato perchè è un uomo normale. Che può commettere errori dovuti a distrazione più che a comportamenti da despota. Non credo ci sia un rapporto dove la coppia viva in un armonia perfetta. Soprattutto con la vita di oggi.
    Io so soltanto una cosa. Mi sembra solo tutto un incubo. E magari vorrei lo fosse. Ho vissuto la mia vita non facendo davvero male a nessuno. Non pensavo davvero di arrivare alla soglia dei 50 anni in questa situazione. A questo punto non so pià nulla. Oggi vorrei davvero un figlio, così come due anni fa. Ma la paura fa 90. Soprattutto dopo la mia esperienza come fai a fidarti di un’altra donna ? Con rispetto per te e Aleba….

  • 308
    Fuori dal Coro -

    LUNA…segue

    …è veramente difficile. Sai io amo ancora mia moglie. E sai perchè ? Perchè ho sentimento. E il sentimento se è vero non sparisce. Ma per come si è comportata in questi due anni non mi sarei mai potuto innamorare di lei. Perchè ha avuto un comportamento non corretto. Lei mi ha abbandonato senza un valido motivo. Lei se ne è andata dalla mattina alla sera senza che ci fossero state situazioni per le quali poteva succedere una cosa del genere. Lei se ne è andata per situazioni che aveva nella sua testa. E a questo punto dopo tanti post e dopo, giustamente, anche le vostre supposizioni perchè probabilmente aveva altro per la testa. Se ci sono problemi nella coppia si discute. Così come faceva Aleba e tu Luna. Io non ho mai avuto discussioni con mia moglie. Tranne l’ormai famosissimo discorso del figli. Discussione che poi non erano tali. Figuriamoci se ci fossero state discussioni con tanto di musi lunghi per giorni come sarebbero potute andare le cose. E’ chiaro che si sarebbe preso l’argomento di petto. E si sarebbe giunti ad una soluzione. Qui invece la soluzione se l’è trovata lei da sola. Ha fatto come un gioc a quiz: domanda…risposta…risposta sbagliata. Hai perso…me ne vado. E magari prima di decidere ha trovato qualcosa ho qualcuno che l’accompagnasse nel suo percorso. Dopodichè arrivederci e grazie.
    Alla luce di tutto non potrebbe essere semplicemente questa la soluzione all’enigma ? Probabilmente si. Ma questo è o no giocare con i sentimenti altrui ? Lei ha fatto i conti senza l’oste. Non ha calcolato l’amore del marito che è rimasto invariato nel corso degli anni. L’amore di un marito che dopo due anni sta ancora a pensare a lei. Che si sta distruggendo la vita per analizzarsi, per chiedersi dove ha sbagliato nella speranza di poter ricominciare. Mentre lei magari, anzi sicuramente se ne sta “fregando” di tutto questo. Certo come dicevo ad Aleba non è questo l’Amore vero. Perchè l’Amore non deve dare sofferenza bensì gioia. Ma a me gli anni con lei hanno dato gioia e serenità. Anni spezzati da una crisi o da un problema che potevano risolversi. A meno che…a meno che ci sia dell’altro. Giusto Luna ?
    Un bacione a te e ad Aleba

  • 309
    aleba -

    (segue) In quel dubbio l’unica certezza che ha preso forma, forse complice l’altro uomo, è stata che il suo amore per TE l’aveva condotta a rinunciare a priori a qualcosa di importantissimo. Non ne ha parlato con te, ulteriore dimostrazione di mancanza di intime fondamenta solide nella persona. Ho la sensazione che lei sia allo sbando, che vaghi senza una meta precisa e nell’incertezza si fermi nella posizione: Lui mi ha portata a negare a priori la maternità e chiude quella famosa porta. Questa è la mia sensazione, perchè vedo in giro troppe persone che pur di non riconoscere le proprie responsabilità, che siano esse minime o pesanti, si inventa di tutto, magari anche inconsciamente, ma perde il collegamento con la realtà. Da qui capisco la tua disperazione, hai tutte le tue carte in mano ma mancano le sue e non ti capaciti di come sia possibile che lei le carte non te le vuole dare, non quelle vere! Fuori dal Coro, penso che lei neppure sappia quali siano le carte vere, quelle vive e quali siano quelle solo immaginate. Penso che una buona consulenza di coppia vi avrebbe fatto molto bene all’epoca, ma lei ha saltato anche questa eventualità.
    Riguardo a me, quello che scrivi è vero e io sono sicura di essere precipitata in uno stato di impnosi per anni. Per assurdo avrebbe dovuto essere lui ad aver paura di perdermi, invece non ha mai neppure lontanamente pensato che io avrei potuto staccarmi da lui. Non per l’amore che io nutrivo, ma per il fatto che era convinto, nella sua testa, di avermi incatenata in una dipendenza economico/sociale da lui. Io non avevo amici, non avevo interessi, persino il lavoro dovevo tenere “sottotono”, tutto troncato a poco a poco per non destabilizzare lui. Eppure io mi alzavo e lo obbligavo a confrontarsi, venendo puntualmente messa da parte. Proprio qualche giorno fa sono venuta a sapere, da una comune amica, che negli anni lui mi ha accusata diverse volte di volerlo sovrastare, di volerlo umiliare e di sentirmi superiore. Sono rimasta allibita, perchè io sono una persona anche troppo accomodante soprattutto quando voglio bene e sono certa di aver sempre accuratamente evitato di umiliarlo. Eppure questo è proprio nel suo stile, fantasticare sul fatto di avere per compagna una megera, falsa, sfruttatrice e senza cuore, al punto di crederci…pur senza fatti alla mano. Infatti la mia amica non otteneva mai, da parte sua, spiegazioni concrete su quando io lo avessi umiliato. Ultimamente certo non mi preoccupavo più di evitare certi argomenti che lo facevano scendere bruscamente dal suo piedistallo di diamanti. Ad esempio quando si gonfiava pronunciando le parole “questa casa l’ho fatta io, è mia e comando io” Io gli rispondevo che la casa c’era solo grazie ai soldi che a valanga gli sono piovuti addosso e che con la sua paga mai in vita avrebbe potuto realizzare una casa così, quindi era inutile che si sentisse tanto superiore a me che di quei soldi non ho toccato un centesimo.
    Sono triste, chissà perchè. Baci Aleba

  • 310
    aleba -

    Anzi, so perché sono triste! Mi rattristo ogni volta che penso che ho mollato, lo penso come in uno scompartimento stagno completamente isolato dalle umiliazioni, dal disprezzo dall’arroganza, dalla violenza psicologica. Quel maledetto scompartimento dove ragionavo solo in base al fatto che l’amore vince sempre e che lui mi avrebbe amata come meritavo…prima o poi. Io meritavo di essere amata, non lo dico per mancanza di umiltà o perché mi ritengo superiore…faccio persino fatica a dirlo che meritavo di essere amata.

    Fuori dal Coro, permettimi… Scrivi:”Qui invece la soluzione se l’è trovata lei da sola. Ha fatto come un gioc a quiz: domanda…risposta…risposta sbagliata. Hai perso…me ne vado. E magari prima di decidere ha trovato qualcosa ho qualcuno che l’accompagnasse nel suo percorso. Dopodichè arrivederci e grazie.” e giustamente dici che non ti saresti mai innamorato di lei se l’avessi conosciuta in questi atteggiamenti. Questo la dice lunga…Tu rimani ancorato ad un passato felice, in base alla tua analisi la felicità era a 360gradi per te, mentre per lei era quasi un recitare il ruolo di moglie perfetta. Scusami se sono così diretta. Fuori dal Coro, sai volte che io ho affrontato il mio ex pretendendo delle risposte? Troppe volte! e troppe volte sono stata calpestata. Lui era un rullo compressore con me e io l’ho sempre fatto presente, ho sempre detto “Guarda che io non sono felice, guarda che io non sono qua per la casa smettila con questa storia, io voglio un rapporto con te non con le tue proprietà” Lui non mi ha mai chiesto se ero felice, MAI…ero io mese dopo mese a dirglielo e a sottolineare punto per punto. Raramente mi dava la possibilità di finire i discorsi, ma io non rinunciavo…fino a quando ho vacillato io stessa…continuare fino alla morte o mollare? affannarmi contro corrente ben sapendo che l’intensità della corrente era decisa da lui, o gettare la spugna, uscire dal vortice e ricominciare da me nuda e cruda con una concezione di amore stravolta, tutta da rivedere.

    Fuori dal Coro, te lo avranno detto in tanti prima fra tutte tua mamma….lo so che le tue orecchie sono chiuse nel dolore e che le ferite sanguinano ancora…ma te lo voglio dire comunque, io Aleba che credimi sono in panne come te in molti momenti: alla soglia dei 50 è un’età meravigliosa, proprio giusta. Sei un Uomo Vero, Fuori dal Coro, e mi auguro di cuore che tu riesca a trovare una ragione per lasciare andare il passato, e che scelga di NON rinunciare a vivere i prossimi 50 anni.

  • 311
    Fuori dal Coro -

    ALEBA

    Aleba Forse mia moglie, come molte donne, ha pensato di cambiarmi. Tanto poi lo cambio. Questo è il pensiero che credo si sia fatto nella mente quanto io dicevo che non volevo figli.
    E fin qui tutto può avere un senso. Ciò che non torna Aleba è il fatto che comunque io ho fatto un passo indietro. Mi sono cioè detto disposto a fare un figlio con lei. E non per accontentarla, ma perchè avevo capito l’importanza di avere un figlio, perchè ho capito quello che prima non riuscivo a capire. Ho cominciato a vedere la parte positiva di avere un figlio e non solo quella negativa. E poi fatto importante ho compreso che l’equilibrio si poteva rompere anche senza figli.
    Quindi, perchè non darmi una possibilità ? C’è comunque di fondo una sua “falsità”. Lei secondo te si è fatta la domanda dopo l’intervento chirurgico dicendo: “ma come è possibile che io abbia rinunciato alla maternità per vivere con lui ?”. Io rispondo come è possibile che io invece amavo mia moglie senza un bambino, con un bambino e dopo che mi ha fatto soffrire ?
    Perchè io sono disposto a perdonare tutti i suoi “casini mentali” e il suop “probabile tradimento” ? Mentre lei non è in grado di perdonare un’idea che io avevo e che non le ho mai nascosto.
    Allora non era vero Amore quello che provava per me. ma solo infatuazione. Finche mi va bene ok. Nel momento in cui vedo le brutte non lotto me ne cerco un altro (che forse già c’era e me ne vado). E io “povero imbecille” che ho fatto tutto per amore, sempre e comunque ? Me la prendo in quel posto. Tanto lei ha tutto dalla sua parte. Io ero quello che non voleva figli. Sono io “l’anormale”. Non la persona seria che non bluffava. Anzi sono il mostro che l’ho costretta a rinunciare alla maternità. E quindi il fatto di essersene trovato un altro avvalora l’ipotesi. Bè visto che lui non ne voleva, ho trovato qualcuno che me ne darà. Allora chu è il vero egoista ? Io o lei ?
    Io mi sto dannando alla ricerca dell’Amore vero per mia moglie, dell’ammissione di una colpa, della possibilità di rimediare. Di tutte queste pippe mentali che poi pippe mentali non sono. E magari lei si è fatta tutti i suoi conti, sbagliati e non per poi decidere di farsi gli affari suoi ? Alla faccia mia. Abbandonandomi senza scrupoli ? E se così fosse. Cosa dovrei pensare ?
    Ciao Aleba Baci

  • 312
    LUNA -

    Fuori dal coro, ciao. Tu dici ad Aleba che puoi aiutare una persona nel momento in cui te lo permette, se non erro le parole erano queste. Comprendo che non capisci come si faccia a sopportare delle situazioni così pesanti, tuttavia tornando a quella frase, in fondo, anche tu eri disposto ad aiutare, e saresti, hai amato (come dici tu anche nella crisi venuta a galla di colpo e proseguita in un clima di chiusura da parte sua e di autoaccusa molto forte da parte tua) ma non ti viene data la possibilità.
    Dici: mi ha rinfacciato di non averle mai chiesto se era felice.
    Io ti dico: lei ti ha mai detto che non lo era?
    Perché, sai, una differenza sostanziale credo che ci sia tra il pensare che una persona sia felice perché sorride, domandarle come stai (e non ci credo che per anni non lo hai mai fatto) e sentirsi dire:
    bene
    e se ha il viso un po’ ombroso, ammesso che lo abbia, sentirsi dire comunque bene o sentirsi dire “ho il mal di testa” o “sono stanco/a” o sentirsi dire: no, sai, non sto bene, e c’è una cosa di cui vorrei parlare con te.
    Inoltre tu stai lì a tormentarti per aver negato un figlio alla donna che amavi. Ok. I tuoi tempi non hanno perfettamente conciso con i suoi.
    Ma in seguito? In seguito lei non ha negato un figlio a te quando tu eri disposto ad averlo? Quando tu piangi per i passeggini?
    Perché questo bambino lo hai negato solo tu a qualcuno?
    Perché lei è rimasta così scioccata dalla tua risposta non immediata da andare in crisi. Quindi la sua volontà di non avere un figlio è rispettabile.
    Invece quando tu hai avuto dei tempi diversi dai suoi no.

  • 313
    LUNA -

    Io non sto dicendo che la sua ferita non possa essere vera, la sua crisi, le sue considerazioni. Il fatto è però che appunto tu non le hai mentito dicendole che avreste avuto un figlio un giorno o sei stato possibilista.
    Mi pare che tu le abbia sempre detto che non volevi un figlio.
    E lei, mi dici, ti ha fatto credere che non fosse un problema.
    Allora o non è stata onesta con te prima, o non lo è stata mentre stava maturando una diversa presa di coscienza e posizione fino ad esplodere (ma parlo di tempi lunghi… e un cambio di idea su una cosa così importante non è qualcosa che una persona deve/può intuire… tanto meno se non ne è stata consapevole manco lei se il processo è stato più lungo. Come può uno da fuori intuire una cosa così se non la capisci manco tu?) o veramente la cosa è stata legata alla malattia, ad una sua crisi… e tu puoi non essere stato pronto a gestire nell’immediato una rinegoziazione di una posizione così importante… ma, mi permetto di dire, rimane sempre il fatto che si trattava di una rinegoziazione non da poco visto che per anni e anni le posizioni di entrambi sembravano coincidere.

  • 314
    LUNA -

    Io sono stata 17 anni con una persona e non abbiamo mai parlato di figli. Può sembrare una cosa pazzesca e forse chissà vuol dire anche qualcosa, però neppure oggi io mi sento di dare a lui una colpa per una mia mancata maternità durante la nostra storia. Anch’io evidentemente avevo un mio percorso da fare, dentro di me, con naturalezza, anche per rispondere a delle mie domande, idee.
    Non ho mai escluso la maternità dalla mia vita come concetto, ma non ho neppure passato la vita a dire che era una mia priorità o a sentirla come una priorità. E non sono una persona egoista, non sono una persona priva di valori nè che ha uno scarso senso dei sentimenti e della famiglia. Anzi. Se vuoi saperlo uno dei miei freni può essere stato piuttosto l’idea che volevo offrire a un figlio una me più risolta, anche se certamente mai perfetta, e il timore forse di non saper gestire l’idea che una creatura tanto vicina a me potesse soffrire nella vita senza che io potessi fare abbastanza o di compiere errori. Te lo dico oggi, che ho risolto anche dei miei “dilemmi” riguardo il mio rapporto con i miei genitori e me stessa.
    Se fosse stata una mia priorità probabilmente mi sarei messa con qualcuno che stava con me, sin dai primi anni, a guardare le stelle immaginando i nomi dei nostri figli o come li avremmo educati.
    Invece non è stato così. Ma non ho dato solo del tempo a lui, l’ho dato anche a me, e con spontaneità, anche senza rendermene conto.
    Per il resto in lui (perché al di là di quei sette anni orrendi può sembrare pazzesco ma è vero) per 10 anni ho visto una serie di valori che mi piacevano, che erano assolutamente condivisi, per cui comunque lui, per quei valori, era colui con cui, avrei potuto avere ed educare un figlio. Paradosso? No, perché anche se oggi mi faccio sicuramente delle domande su altri valori io ho comunque per 10 anni una brava persona. Una persona però che ha delle paure (anche per le sofferenze patite da lui da bambino) e una sua scarsa soglia di resistenza alla frustrazione e un suo terrore dell’abbandono e altre cose per cui non si concede la paternità. Non se la concede però penso proprio perché conosce alcuni suoi limiti e lo spaventano.
    Comunque sia, siamo andati a convivere a ho pensato che avevamo fatto, come altri passi, un passo importante nella nostra vita che non era fatta di schemi ma di cose sentite. Forse non riesco a spiegarti il concetto, che era in realtà di apertura. Poi sono successi una serie di casini che ci hanno letteralmente bloccati nella crescita personale e di coppia per 7 anni. Molto probabilmente se così non fosse stato (ma è stato) ad un certo punto in modo naturale ci saremmo anche sposati o avremmo avuto un figlio. O forse no. Lui mi ha messa in discussione su molte cose, e ciò può aver inciso su un mio percorso, ma non è detto. Intendo dire che senza quelle messe in discussione comunque io non posso affermare che avrei detto prima che volevo un figlio. Perché, ripeto, il percorso mio è stato comunque

  • 315
    LUNA -

    anche personale in tal senso. E’ possibile che se noi avessimo costruito davvero un nido sereno ci saremmo guardati negli occhi e avremmo detto: facciamo un bambino?
    quel nido sereno non c’è stato e quindi questo non lo so.
    è possibile che in un nido sereno io avrei maturato quel desiderio, perché comunque ci sono stati dei passaggi nella MIA vita che ho sentito. E che non hanno nulla a che vedere però con l’orologio biologico o il fatto “temo di pentirmene se non lo faccio ora”.
    Semmai è stato perché io ho conosciuto parti nuove di me, attraverso delle esperienze come l’insegnare a dei ragazzini, la malattia e la morte di mia nonna…
    ma oggi comunque non mi sento di dire che sono stata con una persona che ha castrato un mio desiderio di maternità. posso accusarlo di avermi fatto perdere del tempo per delle sue dinamiche, posso accusarlo di avermi/ci comunque bloccato e avvelenato degli anni in cui la vita può regalare moltissime cose, anche attraverso le piccole scoperte e gioie di ogni giorno. E quegli anni hanno coinciso troppo con i miei enta. Tuttavia questo discorso, sul fatto che non valga la pena di avvelenarsi, avvelenare la vita varrebbe anche per gli enti, anta e ento. Posso dire che se non mi fossi trovata in quel casino, di colpo, e a lungo, avrei fatto alcune scelte che non ho fatto perché il fatto di vivere in una situazione di tensione mi impediva di fare dei programmi a lungo termine riguardo il lavoro e lo studio. Posso dire che mi è mancato un nido sereno, comunque. Posso dire che ha detto un sacco di cazzate sulla mia personalità. Però credo che se io avessi desiderato un figlio, veramente, visceralmente, per come sono fatta, me ne sarei andata molto prima, e gliene avrei parlato molto prima. E diretto. Perché comunque io le ho sempre dette le cose, e non ho pensato che dovesse intuirle.
    Io non ho mai pensato che le persone si “convincono” a fare passi come il matrimonio e i figli. Anche perché nessuno avrebbe potuto “convincere” me in base ad uno schema su queste cose.
    Quindi io non sono andata a vivere con lui pensando: è fatto così, ma lo cambierò, non su questi punti. Ho pensato una cosa diversa, ho pensato che lui si sarebbe liberato di certe paure, di certi pessimismi ma per il fatto che in 10 anni lo avevo visto fare veramente dei passi, e io avevo fatto i miei. Li avevamo fatti insieme. Poi è scoppiata la bomba, anche “grazie” all’ingerenza di sua madre, che è guarda caso la persona per cui lui prova insieme amore, paura, rabbia, fastidio, tenerezza, consapevolezza di proteggersi, voglia di essere accettato e accudito, rancore. Non è mai stato un mammone per 10 anni, e neanche in seguito. Ma come ha iniziato a liberarsi di certe paure lei ha stretto le maglie. Il senso di colpa è potentissimo, e credo che lui ne abbia molto. Insieme a molta rabbia. Che lo fa sentire in colpa. E non ne esce. E tanto terrore sia della vicinanza che dell’abbandono. E’ più complicato di così, ma nel suo caso è anche così.

  • 316
    aleba -

    @LUNA sono pietrificata, potremmo parlarne per ore…o capirci senza parlare.

    FUORI DAL CORO, scrivi: “Se racconti achiunque il comportamento del tuo ex compagno nessuno potrebbe dargli un minimo di comprensione o appoggio.” Difficilmente chi non ci si trova impantanato fino alle orecchie riesce a capire ciò che ho vissuto io e difficilmente qualcuno potrebbe capire dai racconti. Passo per stupida io che ho sopportato e me ne rendo conto pienamente. Però io non sono stupida.
    Poi scrivi: “Quindi la domanda che mi faccio è come hai fatto a sopportarlo.” Sopportarlo? Non so, ho cercato di capirlo, di entrare nella sua anima, ho cercato invano la lunghezza d’onda sulla quale ragionava. Ho vagato per anni provando e riprovando a creare un contatto con lui. A volte credevo pure di esserci riuscita e il rapporto filava liscio senza aggressioni da parte sua per qualche mese, poi improvvisamente esplodeva per questioni stupide come ad esempio un parcheggio introvabile e allora dovevo ricominciare tutto daccapo. Chiedere spiegazioni su spiegazioni e ottenere solo porte in faccia.
    Poi dici: ” Ma ripeto evidentemente ho un concetto diverso dell’amore. Amore è una cosa “bella, piacevole” non “brutta e spiacevole” ” AMORE io penso debba essere bello l’amore. L’amore ti fa stare vicino a chi ami nel bene e nel male, nella ricchezza e nella povertà. Si vede che non era amore, no. Forse è nato come un germoglio d’amore, ma crescendo è diventato qualcosa di aberrante per tutto il nutrimento inquinato che gli è stato fornito. Inquinato da odio, rancore, rabbia per fatti accaduti quando io ancora non ero neppure nella sua città. Un mix esplosivo che lui non ha mai affrontato a viso aperto e che lo ha portato ad avere comportamenti e pensieri psicotici che hanno pesantemente influenzato in modo negativo il suo rapportarsi con l’amore e con me.

    Ciao

  • 317
    LUNA -

    ALEBA: bacino 🙂

    FUORI DAL CORO E ALEBA: sì, è vero, da fuori sembrano cose assurde e peraltro lo sono. Ma sembra proprio assurdo il concetto di essere stati dentro quelle cose, non essere scappati a gambe levate alla prima avvisaglia, aver accettato la prima parola cattiva o il primo spintone, la prima ingiustizia, il primo senso di inadeguatezza…
    Posso dirti, FdC, che sì, colgo l’assurdità che può generare anche solo un millesimo della visione della storia quando viene raccontata.
    Al contempo, ti parlo per me, posso assicurarti che il senso di assurdo lo provo anch’io.
    E al contempo come Aleba forse, anche quando mi dico: che stupida, avrei dovuto fare così e non colà, avrei dovuto dire così o cosà sono anche perfettamente consapevole di non essere una persona stupida.
    Non lo dico per dire “guarda quanto sono intelligente”.
    Però so di non essere stupida. Peraltro, poiché oggi sappiamo che le intelligenze sono tante, e anche per questo spesso i bimbi che crescono meglio sono quelli che possono seguire le inclinazioni della loro prevalente intelligenza, non posso neanche dirti che possiedo un’intelligenza matematica (zero, a dire il vero :P) ma ho sempre diffettato dalla più tenera età di un’intelligenza emotiva o sociale.
    Inoltre non sono masochista.
    Quindi è anche per questo che, pur considerando che sia assolutamente necessario andare a cercare i propri perché (senza violentarsi però, i propri perché vanno cercati per farsi del bene, non del male… e non sono i propri perché che ti chiedi e ti rispondi quando sei nell’occhio del ciclone), e la propria responsabilità (sempre in senso sano, costruttivo per se stessi, non passivo intendo, pure se queste situazioni sono all’insegna di una grande passività…) non posso affermare in senso assoluto che queste cose non accadano anche ai masochisti, a quelli che se la cercano proprio, non posso in senso assoluto, ma poiché mi conosco e conosco altre persone a cui queste situazioni sono capitate nella vita, per breve o lungo periodo, posso affermare che non capitano solo ai masochisti, a persone con scarsissima stima di sè, persone per forza dipendenti dal rapporto di coppia o che pensano che i rapporti di coppia siano belli sono se sono litigaroni o che il massimo della vita sia mettere le dita nella presa della corrente…
    no.

    Il senso di assurdo, in realtà, parlo per me, una persona ce l’ha anche mentre le vive queste cose.
    Ed è paradossalmente anche e proprio il senso di assurdo che può tenerti lì invece di farti andare. C’è un libro che cito spesso, Molestie morali, che spiega molto bene le varie fasi. Anche quella di “paralizzazione”.
    Non so cosa sia capitato ad altri, ma non è che il molestatore morale si presenta tirandoti una padella in testa, offendendoti e mancandoti di rispetto. Cioè, per carità, può pure accadere, ma di solito le persone non girano con un cartellone. Tuttavia, se guardi indietro, qualche stonatura, con il senno di poi, puoi anche coglierla.
    Ma due sono le

  • 318
    LUNA -

    ragioni per esempio possibili per cui puoi non cogliere dei segnali:
    1) nessuna famigliarità con la molestia morale (dunque il sottovalutare determinati aspetti, ripeto, in fase non eclatante. Se ami qualcuno ami i suoi difetti. Puoi non cogliere quanto quei difetti siano il micro di un macro… poi quando cominci a vedere che qualcosa non torna ti sembra impossibile… inoltre il molestatore morale ti disorienta… anche se vedi hai le traveggole, se ti arrabbi sei tu l’isterico. Inoltre se sei una persona portata a metterti in discussione di fronte ad una persona normonevrotica magari ci si mette in discussione in due e nasce un bel dialogo costruttivo… se si mette in discussione solo A e B mette in discussione solo A, sempre di A di tratta…
    2) una famigliarità con la molestia morale, senza aver avuto modo però di identificarla. Cioè, anche tuo padre, tua madre, il tuo patrigno o tua zia Pina si comportavano in un certo modo. Nessuno ti ha mai detto cosa fosse. Hai imparato a sentirti in colpa e al contempo a nasconderti, o schivare, comunque a convivere già con certe dinamiche (male, perché con queste dinamiche bene non si vive), hai imparato però magari che la cosa in ambito famigliare fosse costantemente accettata, non vista, negata, o hai imparato a fare da risolutore o da caprio espiatorio. La zia Pina non si è incazzata perché è fatta lei così, ma perché se tu sposti il tostapane o vai male a scuola o piove è chiaro che la zia Pina non può che scoppiare. Allora neanche ti accorgi che eviti di toccare il tostapane o che speri che non piova mai. Magari fuori da casa, poi, respiri. O pensi che arriveranno tempi migliori, o prendi sempre 10 e lode per cercare di riequilibrare, un malessere tuo o famigliare, o vai in giro tutto il giorno perché a casa così non si può studiare o perché l’autostima vacilla o buh o che…
    comunque sia un giorno magari incontri lui o lei.
    se ha delle caratteristiche della zia Pina non le vedi proprio per quanto ti sono famigliari, le hai respirate già.
    oppure lui è lei ti piace ma è anche un animo fragile e insieme tormentato. Azzo, tu sai cosa vuol dire sentirsi così.
    Meno male che adesso in due si potrà avere una vita migliore…
    Oppure cerchi di aiutarlo/la perché hai sempre sognato quando stavi male tu che qualcuno lo facesse per te, che qualcuno capisse che eri fragile e tormentato, senza giudicarti. Ecco, tu infatti non giudichi, tu accogli, tu dai una possibilità…

    quello che voglio dire è che non serve essere particolarmente fuori di capoccia per non riconoscere, più ancora che per andarsi a cercare, qualcuno che potrà rivelarsi un grosso guaio. Con ciò non voglio dire che possa capitare a tutti tutti nè che non ci sia veramente modo di difendersi. tra l’altro una persona che conosce la molestia morale, che l’ha riconosciuta, non dimentica i segnali, stavolta no. Il problema è che per un certo periodo può avere bisogno di ritarare il suo sistema di difesa. Prima non è bastato un missile sparato

  • 319
    LUNA -

    quando il mondo sembrava solo il posto in cui si possono mangiare anche le fragole per azionare del tutto un sistema di allarme (e le ragioni, mi ripeto, sono molteplici), poi se uno alza la voce o ha certi atteggiamenti il sistema di allarme scatta eccome. prima mi difendo e poi penso se è il caso. Mentre prima era: prima penso se è il caso, mi domando se è colpa mia o ho le traveggole, e poi mi difendo (forse…se riesco a realizzare che veramente mi devo difendere da una persona che amo o che ho amato… e non è bello pensarlo…).
    Questa fase passa ed è probabilmente anche necessaria. Necessaria al trauma (se dici carciofo io mi ricordo una piantagione di carciofi o di melanzane… non è che sono pazzo, è che solo la parola carciofo mi può scatenare una reazione di stress fisico…) e necessaria a ritatare le difese. Il problema è che non è facile far capire perché una persona non è “matta” se scatta per un carciofo. Prova a chiudere un cane dentro uno sgabuzzino per 10 anni… poi prova a tentare di farlo entrare in una porta che non sa a cosa conduce…
    lo dico perché un giorno ho trovato un cane. Si fidava di me in quella notte che abbiamo passato insieme, anche se tutti e due dormivamo con un occhio aperto. D’altra parte io ero un’umana sconosciuta e lui era un cane che con un morso poteva staccarmi una mano. Al mattino io sono andata in bagno e lui era stressatissimo all’idea che io lo stessi abbandonando. Quando sono uscita dal bagno gli ho fatto vedere che quello era solo un bagno, non una porta che mi avrebbe portata via lasciandolo solo. Allora ha mosso la coda, e ho potuto aprire e chiudere le porte senza che avesse timore.
    Ecco, a chi ha subito certe cose a volte bisogna mostrare cosa c’è dietro la porta e non dire: ma daaaaai, è solo una porta!
    che pare:
    sei fuori?
    sei scemo?
    sei così scassato?

    No. Ho le mie, ma se mi mostri che dietro la porta non c’è un mostro io ti dirò con sollievo: che bello, è solo una porta.
    E passerò ad uno step successivo probabilmente. Probabilmente non dimenticherò mai più che dietro una porta c’era solo una porta e che una persona ha capito e mi ha mostrato cosa c’era.
    Sono cose che una persona fa da sola, intendiamoci.
    Passa un periodo ad aprire le porte, tipo quelli dei film polizieschi quando vanno a vedere se dietro c’è la banda di mafiosi… è faticoso, ma lo fa. E non perché sia paranoico, ma perché ha voglia, una voglia immensa che le porte siano solo porte.
    Però intendevo dire che, se qualcuno vuole starti vicino in questa fase dell’avventura, deve anche rispettare il fatto che c’è una ragione per cui puoi farti domande che, prima, non ti saresti mai fatto. E’ importantissima l’autonomia, secondo me. Cioè non cadere nella cosa del: ho bisogno che tu mi dica che, perché sennò io non so dirmelo da solo.
    Ma riconoscere la vera gentilezza di qualcuno può far bene.
    Lo scambio, equo, di per sè non è dipendenza.
    Mentre mi rafforzo, mi trovo, comunque sia anch’io mi rendo conto anche

  • 320
    LUNA -

    delle mie risorse e di ciò che io posso dare agli altri. In modo diverso. Non più quello di prima, ma non in senso negativo. Intendo dire più equo e reciproco.
    L’esperienza della violenza psicologica è talmente devastante che di solito chi l’ha conosciuta/riconosciuta cerca la strada per liberarsene davvero. Dentro di sè, da un terapeuta (e quindi comunque dentro di sè), modificando delle proprie false idee, che fossero congenite o nate e strutturatesi durante la violenza psicologica o una relazione non funzionale. Dare fuori tutta la responsabilità e cercare il principe sul cavallo bianco che verrà a rimettere tutto a posto invece può essere pericoloso. “Ridammi il valore che mi è stato negato/tolto” è diverso da “io ho valore, tu hai valore, partendo da questo presupposto, con rispetto, ci possiamo interfacciare”. Lo dico perché se non mi preoccupo quando leggo che chi ha avuto un’esperienza di violenza per un po’ non ce la fa e non vuole proprio saperne di relazioni, mi preoccupa di più quando leggo di un bisogno esterno per ridarsi valore. E’ chiaro che l’esperienza di una frequentazione positiva può fare bene, è chiaro che rientrare nel mondo è fondamentale, risperimentarsi in una normale anche banale quotidianità, restituirsi il negato e rinnegato, restituirsi della parti di sè… ma se c’è una cosa che penso sempre più è che nessuno salva nessuno… ognuno si salva da sè… che non è l’equivalente di “nessuno caga gli altri”, bensì è una cosa positiva, la scintilla che scatta dentro x cui comunque riesci a riconoscere il bene, ti concedi il bene. Allora anche il consiglio, lo sprone, il sorriso sincero, l’esperienza positiva entrano. E’ chiaro che sei sei steso su un letto e non ce la fai ad alzarti qualcuno che ti dica alzati, dai, fuori c’è il sole è utile… ma sei tu che ti alzi, e tu che decidi di andare a vedere se c’è il sole, anche se pensi “chissenefrega”. Esserne consapevoli secondo me è importante.
    Consapevoli di ogni traguardo, e indulgenti con le ricadute. E’ un lungo viaggio.
    Tu dici assurdo e io comprendo. Eppure tu stesso (e credimi non lo dico tipo gnegnegnè pensa per te!!!) sei divorato da sensi di colpa, tenerezza e delusione, disorientamento e senso di irrealtà, timori anche che prendere delle consapevolezze possa far crollare TE non veramente l’immagine che ti sei fatto di un’altra persona. Se tu non sei ciò che credevo tu fossi, se mi sono sbagliato/a così tanto ecc allora che ne è delle mie certezze?
    Sono incrollabili certezze usate male, insieme all’empatia, anche (ho detto anche, non solo) a far restare in quelle assurdità. E il dolore devastante di dire: ho davvero amato qualcuno che mi era nemico?
    devo davvero sostituire l’amore con l’odio? Sembra facile da fuori dire: beh, ora sai, non fai una festa? Anche. Ma c’è una fase durissima.
    Sorrido per 1 mio lapsus che non posso modificare:
    @ho sempre diffettato dalla più tenera età di un’intelligenza emotiva e sociale
    so e volevo scrivere il contrario, però…

  • 321
    Fuori dl Coro -

    LUNA, ALEBA

    A volte quando leggo i vostri scritti cerco di trovare delle analogie con me e con la mia storia. In certi momenti le trovo anche. In certi altri invece noto come i vostri rapporti di coppia e il vostro modo di compartarvi in essi siano un po’ diversi dal mio.
    Io mi sono trovato a conoscere una donna con la quale non ho mai avuto quei conflitti che descrivete voi. Quelle lotte, quelle molestie di cui scrivete. Noi ci siamo incontrati, ci siamo piaciuti e abbiamo cercato di star bene insieme nel modo più naturale possibile. Io venivo da decine di storie con altre donne. Storie senza un costrutto, senza una minima impostazione futuribile. Quando ho conosciuto mia moglie l’ho fatto proponendomi di farmi conoscere per quello che ero, con tutto ciò che di bene o male avevo. Mi sono presentato a lei dicendo: questo sono io: parlo così, cammino così, la penso così ecc ecc.
    Ci siamo trovati, almeno così ho sempre pensato. Non ho mai nascosto nulla di nulla. E così pure lei a me. Non è stata sin dal primo giorno semplice attrazione fisica. C’era di più. C’era la voglia di stare bene con una persona dell’altro sesso. Cercare di capire se queste due persone che chiaramente “si piacevano come uomo e come donna” avessero in comune tante altre cose. E così è stato. Eravamo sereni. Pur se nella quotidianità di tutti i giorni, perchè anche da fidanzati ci vedevamo tutti i giorni o quasi, ci poteva essere il giorno che uno o l’altro era più pensieroso, aveva o meno voglia di parlare. Ma niente di più. Non c’erano conflitti. Solo voglia di condividere. E così è stato anche nel matrimonio. Dove io ammetto di aver mostrato quella titubanza tipicamente “maschile” ad abbandonare il ruolo di “celibe”.
    Ora, cosa sia successo durante la convivenza che ha portato alla rottura, ancora sto qui a chiedermelo. Ieri ero nella casa dove abbiamo vissuto. Non ci entravo da quattro mesi. L’emozione fortissima come sempre. La grossa difficiltà a non piangere a dirotto. Mi giravo, guardavo ogni angolo, tutte le cose appese ai muri, tutti i nostri ricordi, le piantine. Vedevo solo “Amore”. Non sono riuscito a vedere in ogni centimetro quadrato un qualcosa che potesse far ricordare qualcosa di brutto di negativo. Le foto, quelle ch scorrono sulle cornici. Le foto sono attimi. Ne ho visionate tantissime e vedendole noti si solo l’attimo in cui viene scattata la foto. Ma se fai mente locale vai a ricordarti cosa è successo prima e dopo quello scatto. E io vedevo solo situazioni di serenità. Erano foto che coiprivano tutti gli anni del nostro matrimonio e non solo.
    A questo punto mi attacco al discorso di Luna. Alla “castrazione” della maternità. Si è sentita “castrata” e dentro di lei è successo un subbuglio emotivo pazzesco ? L’unica spiegazione plausibile e veramente valida. Ma visto che ero un “muro di gomma” sul quale rimbalzavano le sue richieste perchè non mettersi “a tavolino” e discutere in maniera “seria, concisa, decisa, reale, incazzata” riguardo questo….

  • 322
    Fuori dal Coro -

    LUNA, ALEBA…(segue)

    …fatto ? Perchè non mettere in chiaro le proprie necessità. Le proprie “frustrazioni” ? Eravamo due persone senza altri conflitti. Parlavamo di tutto. Io avevo le mie idee ma non facevo valere le tue. Perchè far diventare una cosa “normale” una cosa “anormale” ? Ok, io ti negavo una cosa che sentivi. Io non “vedevo” non “capivo” che le stavo facendo “inconscaiemente” del male. Perchè tu che mi conosci da anni. sai che sono un “distratto”, uno che non fa le cose “con cattiveria”. Perchè nonostante i miei “no” e le mie “ragioni” non esponi con decisione le tue e mi dici chiaramente che in questo modo non può più andare avanti ? Non stavo lì col bastone. Avevo solo la parola, pur con voce bassa, eventualmente a controbattere le sue richieste. Non mi sentivo pronto, non ne avevo voglia, volevo continuare a vivere quel tipo di vita. Ok tutto quel che si vuole. Ma non c’era null’altro da capire. Io ero piuttosto chiaro: non mi andava, non me la sentivo, avevo paura di cambiare vita, forse un po’ di egoismo, magari paura del mondo che vedo sempre più pericoloso per i giovani. Ok. Tutto questo. Ma non c’era nulla da analizzare. Ero chiaro. Non c’erano conflitti interni. Se non quelli che ho descritto poco sopra. E allora perchè ? Perchè covare dentro un malessere con la speranza che questo malessere venga riconosciuto da sensazioni ? O perchè nascondere eventuali altri malesseri venuti fuori forse in conseguenza del malessere principale ?
    Io per primo, pur non avendo mai convissuto, sapevo benissimo che la convivenza era un terno al lotto. Perchè si incontravano due mondi, due essenze che mai avevano vissuto insieme prima. Ma proprio per questo io soprattutto non ho mai nascosto i miei modi di essere, fare e pensare. Onestamente non ho mai visto in questi anni di matrimonio una sua insofferenza al mio modo di fare. Nè io l’ho vista in lei. Luna. Aleba, vi giuro. Sono due anni che ho un pensiero fisso, costante nella mia mente. Che non mi fa dormire, che mi fa svegliare di soprassalto, che non mi permette di concentrarmi al lavoro. Che non mi fa vivere. Il perchè sia successo quello che è successo in una coppia come noi. Glielo ho detto più volte in questi due anni: “Ma se manifestavi con decisione il tuo malessere, se ti incazzavi, se facevi capire che così non riuscivi più ad andare avanti, ma cosa credevi che potesse succedere, che ti avrei lasciato ? Ma dove, quando e perchè ?” Intelligente come è. Perchè continuo a ripetere che mia moglie è una donna “speciale” avrebbe dovuto capire che al massimo avremmo potuto stare qualche tempo per conto nostro a pensare. A riflettere. Avrei chiesto aiuto a qualcuno, a qualche mio amico, ai miei genitori. Avrei potuto anche essere preso da ansia per carità. Ma ho talmente tante persone che mi vogliono bene che in molti si sarebbero prodigati per farmi riflettere. Si trattava di un figlio non di andare sulla luna. Ma perchè quando lei ha deciso di “riflettere” io sono immediatamente….

  • 323
    Fuori dal Coro -

    LUNA. ALEBA….(segue)

    …tornato sui miei passi ? Le ho detto “Ma se il problema di tutto è il figlio…lo facciamo”. Ma caspita, cosa pensava ? Che avessi giocato sulla vita di un bambino ? Che se fosse successo qualcosa glielo avrei rinfacciato ? Due anni dietro a dirle le stesse cose. E lei due anni dietro a dirmi che l’avevo ferita. Io non capisco. Mi ci sto ammalando me ne rendo conto. Ma lei adesso mi tratta e mi vede come se fossi il diavolo. Vuole solol chiudere la mia storia con me. Quasi non fossi mai esistito. Luna e Aleba. Io vi giuro su quello che ho di più caro non ho fatto nulla di diverso da quello che ho scritto e vi sto scrivendo. La mia passione per il calcio, per la fotografia, per la tecnologia. Io non so care Luna e Aleba se faccia parte della vita, del gioco “stancarsi” della stessa persona. Io non mi sono mai stancato di lei. E mai mi sarei stancato. Eppure avevo le mie “tentazioni”. Ma non me ne importava nulla. Io credo che stando a contatto tutti i giorni per anni forse certi difetti che già conoscevi magari danno più fastidio e forse fai fatica a sopportarli.
    So solo che lei, per quanto possa sforzarmi di ricordare, non mi ha mai fatto notare un difetto che la infastidiva oltremodo. Io capisco che l’amore “va alimentato” come una piantina. Altrimenti “muore”. Però a questo punto mi chiedo cosa vuol dire “alimentare l’amore”. Io non so come era il vostro “quotidiano” care Aleba e Luna. Voi avete scritto molto sui “conflitti” che esistevano con i vostri compagni. Per cui mi pare alquanto superfluo sapere cosa succedeva nelle normali giornate. Io so solo che le nostre giornate non vivenao nella routine del “non far niente”. Si lavorava 5 giorni alla settimana. Si viaggiava in macchina anche più di 2 ore al giorno. Si parlava in macchina, si scherzava, si ascoltava la musica, la radio. Poi si lavorava. E dopo spesa, passeggiate, o visite ai genitori, o magari cinema. Insomma spesso si andava via alle 9 e si tornava alle 20 od oltre, magari con cena in qualche pizzeria. Non ho ricordi di domeniche passati a vedere la tv. A parte la mia partita di calcio. Se non si usciva i sabati o le domeniche erano contemplate davanti al camino dove sia a pranzo che a cena mi ero cimentato in cotture alla brace che non credo siano prerogative di molti di noi.
    A volte ho la netta sensazione che la nostra rottura sia dovuta quasi esclusivamente alla presenza di “una terza persona” che sia intervenuta a colmare il “vuoto emotivo” dovuto alla mancata gravidanza. Perchè onestamente per quanto mi possa sforzare non riesco a vedere situazioni in grado da giustificare un allontamento per altri motivi.
    Luna, Alema, credetemi io ci sto male. Ma tanto male. Perchè tranne la situazione legata al figlio non riesco davvero a vedere null’altro.
    Pochi giorni fa dopo tanto tempo ho tentato di parlarle telefonicamente. E’ stata una telefonata “abbastanza tranquilla”. Votata dal mio punto di vista alla ripresa di un discorso. A cercare di capire…

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    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro, ciao luna.
    Fuori dal Coro, non c’è una spiegazione valida che districhi i nodi dove ti trovi impigliato. La tua storia d’amore è bella e rimarrà sempre una delle esperienze di vita più importanti che hai avuto occasione di vivere, la ragione per la quale si è bloccato tutto ad un certo punto e lei abbia cambiato strada la devi cercare proprio nel fatto che la vita non è un salotto dove una volta arrivati ci si siede e si resta fino alla morte. La vita è una camminata, a volte serena e leggiadra in mezzo a prati fioriti, a volte nella nebbia, a volte nel buio più totale, a volte le sabbie mobili che se non c’è qualcuno che passa a tenderti la mano, vai giù senza speranze, a volte è una salita faticosa e piena di pericoli, a volte è essere in cima alla vetta e ammirare rapiti panorami mozzafiato. A volte c’è qualcuno che cammina con noi, ma bisogna stare attenti ai bivi e tenersi sempre per mano. Interrogarsi reciprocamente sulla strada che si sta percorrendo e prestare ascolto a cuore aperto, perchè è un attimo sciogliere l’intreccio e trovarsi lontani mille miglia senza più memoria di come fosse la via che si stava percorrendo. Fuori dal Coro, io ti credo in base a ciò che scrivi. Tu hai seguito con grande maturità e attenzione la strada che stavi percorrendo. Sapevi dei pericoli e hai pensato che li conoscesse anche tua moglie. Lei del resto non ti ha mai detto che ci fossero passaggi che la spaventavano profondamente, non ha mai manifestato disagi camminando con te. Non in maniera chiara e decisa. Però ad un certo punto ha tolto la mano e, senza girarci troppo intorno, ha preso la mano di un altra persona che l’ha allontanata da te. Non ci sono persone paragonabili al mio ex, e a quello di Luna…non le incontri tutti i giorni. Anche io ho guardato le fotografie questo fine settimana, come scrivi tu si tratta di attimi colti e fermati. Che bello, ho un ricordo di quel giorno, pensi tra te e te…ma quando io ripenso a cosa era successo prima e dopo lo scatto della foto, mi rendo conto di quanto misera fosse la mia vita. Ti dico solo questo: mia figlia ha quasi sei anni, ho scattato migliaia di foto io, e ricordo che il più delle volte lui mi rimproverava perchè avevo sempre la macchinetta in mano. Ho immortalato la bambina con suo papà tantissime volte….mentre le foto mie con la bambina sono tutte frutto di autoscatto. Già, lui in sei anni mi avrà scattato 10 foto. Se non avessi fatto da sola io avrei solo 10 foto in 6 anni con mia figlia. Che triste questa cosa. Poi ci sono foto che hanno immortalato proprio l’atmosfera cupa e depressa che aleggiava sempre intorno a noi, la rabbia serpeggiante per questioni stupide in giorni che dovevano essere solo di gioia. Le sabbie mobili, quelle di cui ho scritto sopra. Lui ha le gambe incastrate nelle sabbie mobili e non ha mai cercato di uscirne, il suo pensiero fisso era che io mi ci incastrassi con lui e che andassi a fondo per prima. Fuori dal Coro, se lei si fosse seduta a ..

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    aleba -

    ..a tavolino con te e avesse parlato chiaro, ora avreste un bimbo ne sono certa. Non ti conosco, ma ho la sensazione che sia un uomo del quale ci si fossa fidare a parlare di cose importanti. Non sei uno che glissa, sfugge oppure prende a pugni in faccia quando non gli piace l’argomento. Ha sbagliato lei, lei ha perso di vista l’importanza di ciò che avevate non ha pensato neppure per un minuto che insieme ce l’avreste fatta. Ha tratto le sue conclusioni e questo mi dice che non ti amava, non dell’amore quello con la A. Il suo era un amore di bambina, quanti uomini ha avuto prima di te? Tu dici che hai avuto decine di storie, questo ti ha creato la base per capire cosa volevi dalla vita. Lei te lo ha dato, ma ha vissuto per questo e ha persino rinunciato a priori alla maternità, pur di stare con te. Ti amava, ma non in modo adulto. Inoltre crescendo e rendendosi conto che un figlio forse lo avrebbe voluto, ha mancato gravemente non coinvolgendoti nella questione. Fuori dal Coro, HA SBAGLIATO io non avrei mai ragionato da sola su una cosa così importante, pur alla fine dovendo accettare la sua decisione perchè lui E’ IL PADRONE, io ho sempre scavato in ogni modo per esporre i miei disagi. Sono sempre stata sola a parlare e quando i toni si facevano accesi dovevo avere paura. Io si dovevo avere paura, non credo che tua moglie dovesse aver paura di parlare. Paura di trovarsi con la casa in frantumi, sui mobili della casa del mio ex ci sono i segni dei suoi attacchi d’ira perchè IO VOLEVO PARLARE. Mi sento triste ogni volta quando ti leggo. Se un giorno un uomo camminerà ancora al mio fianco, dovrà essere un uomo che cammina davvero con me, non uno che devo trascinare o dal quale trovarmi trascinata. Una persona matura, che sappia che nella vita l’unica cosa alla quale non c’è rimedio è la morte, perchè il resto si supera e si supera sempre grazie all’amore per sè stessi e per la propria famiglia.
    Baci

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    Fuori dal Coro -

    LUNA, ALEBA…segue

    …cosa ci sia stato di così insanabile. Ma lei..niente. E’ ferma sulle sue decisioni. Non ha niente da dire. E’ riuscita a rinfacciarmi cose assurde addirittura risalenti ai tempi del fidanzamento. A volte resto attonito. Ma più che attonito continuo a star male. Ho letto da qualche parte su questo sito che a volte le donne, anche le più innamorate, nel momento in cui hanno qualcosa per cui sentirsi in colpa, tipo un’altra persona colpiscono duramente l’uomo sotto il profilo emotivo. Lei non sta facendo altro se non colpirmi sempre sotto lo stato emotivo. Sembra quasi una “vendetta”. Ma vendetta di che ? Come può una persona che hai sposato per amore, con la quale hai condiviso ogni cosa risultarti così “nemica”. Mi sfugge. Sfugge al mio cervello. Al mio modo di capire. Sembra quasi che durante i nostri anni non ci sia stato niente di bello. Sembra che lei abbia solo “sofferto e penato” insieme a me. Eppure vi giuro, e continuo a dirvi vi giuro, tranne quella questione non so cosa possa aver scaturito questa rabbia nei miei confronti. Anche la gente che ci parla rimane allibita. Pensa a cosa posso aver fatto io per avere scatenato in lei una simile reazione. Il problema però ormai è il mio. Quando vi leggo noto in voi come una consapevolezza che in pratica “non era cosa”. Io no. Non ho pace. Io scrivo qui. Ma quando mi stacco dal computer non è che riesco a trovare pace. da qui fino alla sera, alla notte, iol mio cervello non stacca mai da questa cosa. Io ho solo le immagine di tanti anni di vita serena. Le luci di Natale che vedo in giro non fanno altro che riportarmi indietro agli anni in cui, insieme, addobbavamo la nostra casa. Quando appena alzati, andavamo subito ad accendere, luci albero e presepe. Quando darei per poter davvero capire cosa c’è nella sua mente. Se davvero quel ragazzo che ha conosciuto tanti anni fa e che è diventato suo marito sia davvero sparito dalla sua mente e dal suo cuore. Se si vorrei sapere il vero motivo. Di gente in giro ce nìè tanta. Gente falsa, gente perbene, gente cattiva, gente onesta. Mia moglie faceva parte della gente perbene e onesta. E sono sicura che lo è. Guarda avanti mi dicono tutti. Il passato è passato. Come si fa ? Io se mi lego ad una persona, a un amico, a una moglie, ci metto una catena con seimila lucchetti. Ogni lucchetto e marchiato “S”…Sentimento. Non sono un uomo finto, un uomo falso. Un uomo che sbaglia senz’altro, che può fare piccoli errori quotidiani. Si dice sbaglia anche il prete sull’altare. Mi spiegate voi come può fare un uomo come me a provare Amore per un’altra donna quando il suo cuore è stretto da decine e decine di quei lucchetti ? Luna e Aleba. Io credo di essere una persona normale, come tante altre. Ma sono uno che non bluffa. Mai. E si attacca ad una persona quando ci crede. Figuriamoci se crede ciecamente nella propria moglie. Ma quanto soffre nel momento in cui gli succedono cose come queste. Tutto il resto perde importanza.
    Scusatemi. Baci

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    LUNA -

    FUORI DAL CORO, non hai niente di cui scusarti, e io capisco i tuoi stati d’animo più di quanto credi. Però credo che stiamo parlando di due cose diverse, e non perché il mio ex sia stato (anche) un molestatore morale, ma perché non stiamo parlando di quanto si stava bene o male prima (anche se certo una differenza lo fa), ma comunque di cosa succede quando un amore finisce, o sembra finire da una parte.
    E poiché per essere in coppia bisogna essere in due, amarsi in due e dirselo e anche per combattere insieme contro le avversità, di qualsiasi natura siano, bisogna essere in due, e per incontrarsi a metà strada o fosse pure a tre quarti o un quarto è comunque così allora se la mettiamo su questo piano in questo momento, anche se comprendo il tuo stato d’animo e tutto quello che dici anche sui lucchetti, e credimi e così, è la realtà con la quale tu ti confronti. Orribile realtà, ma è questa.
    Poi, se tua moglie ti telefona domani o accetta di parlare con te VERAMENTE, se ti/vi dà una possibilità il discorso cambia. Ma non lo sta facendo da due anni e potrebbe non farlo mai più.
    Mi dici – non posso e non voglio parlare per Aleba, parlo per me – che io sono riuscita a dirmi: NON E’ COSA.
    Ci ho messo SETTE ANNI per dirlo.
    SETTE ANNI, mi segui? Vuoi dunque che io non capisca la cosa dei lucchetti e tutto il resto?
    E se ci ho messo sette anni non è perché ero una scema (non ho detto che tu pensi che io sia scema eh!) che non si rendeva conto che lui si comportava male con me, ma perché, poiché avevo vissuto dieci anni precedenti veri, belli, importanti, intensi avevo ragione (o s-ragione) di credere che le cose potessero tornare a funzionare. Che un grande amore non muore così. Che se ci sono problemi si risolvono e che i NOSTRI problemi non erano gravi. Ora, certo che i nostri problemi erano gravi visto come abbiamo vissuto quei sette anni. Ma i problemi su cui lui puntava l’attenzione non erano gravi dal mio punto di vista, come tu pensi quando analizzi ciò che avevate e non avevate e ciò che avevate supera di grandissima lunga il possibile negativo che sia pure una crisi da superare o un malinteso da chiarire o una questione importante da rinegoziare.
    Anche a me è successo che all’improvviso, sottolineo all’improvviso veramente, la persona con cui stavo da dieci anni mi ha detto: non ti amo più e è sembrato manifestare di colpo tutto un suo mondo di elucubrazioni di cui mi mostrava solo lo scontrino finale. E neanche tutto. Il suo scontrino era talmente incazzato, deluso, frustrato o che ne so dal suo punto di vista che non me lo diceva nemmeno del tutto perché era arrivato alle sue conclusioni e perché me lo stava dicendo con quella freddezza, stranezza, rancore. Quando io dico che dall’oggi al domani mi sono trovata di fronte un alieno io ti dico la verità e penso che tu possa capirmi. Solo che tua moglie se n’è proprio andata mentre lui è rimasto. Lui era come tua moglie, solo che, poiché la colpa era mia (come nel tuo caso) e chiarire non si

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    LUNA -

    poteva mai veramente (come nel tuo caso) in maniera assertiva, e poiché la ferita più grande era comunque e sempre la sua (come lei, mi pare, comunica a te) era colpa mia in ogni caso. Quando c’ero ero la persona che lui aveva tanto amato e per cui si era tanto sacrificato ma che gli aveva fatto così male che ero diventata chi andava tenuta lontana e che, attraverso una serie di atteggiamenti, anche ferita e punita. Quando andavo via, fisicamente via, ero colei che lo stava abbandonando e allora lui era quello ferito. Questa è l’incoerenza spaventosa che ha aggiunto al mio senso di colpa per ciò che IO avevo sbagliato e al senso di disperazione e irrealtà perché sentivo perso, lontano, cambiato il mio grande amore e perché le cose che parevano enormi (non le molestie morali, non la crisi successiva, ma le ragioni per cui lui fosse andato così in crisi contro di me) tanta più confusione e disperazione. Immagina come se io fossi te, ma in più tua moglie oltre a chiudere la porta desse a te anche la colpa di andartene. Come se non solo tu ti trovassi nella disperazione di sentirti dire: non ti amo più, non è cosa dall’altra parte, ma anche con la disperazione di sentirti dire che sei comunque tu, ancora, che stai facendo andare male le cose. Almeno (so che è terribile quello che ti dico dal tuo punto di vista) tu sai che sei stato lasciato, è già un punto. Io sono stata quella che era lasciata e quella che lasciava. Quella che non era amata ma che non amava. Tu mi hai chiesto se era depresso. Beh, io posso dirti che ho pensato che fosse: depresso, esaurito e comunque preda di una crisi.
    E non perché mi aveva detto “Non ti amo più”, perché non è che uno deve andare fuori di testa per non amarti più. Ma perché appunto in 24 ore mi aveva prospettato il risultato di un suo percorso in cui indubbiamente aveva anche sofferto, ma il punto è che se si era sentito così solo e così incazzato era anche perché non le aveva dette le cose. non aveva fatto capire nè quanto delle cose le vedesse gravi, mentre sembrava andasse tutto bene, nè mi aveva reso partecipe di un suo dubbio che non era reale, non aveva la realtà e la consistenza che lui ha dato alle cose, ed è diventato un mostro con ottatacinque teste che lo ha e ci ha divorato.
    Lui dopo 5 anni è riuscito a dirmi: il mio trauma è stato questo. Il suo trauma è stato che lui ha creduto che io fossi innamorata di un’altra persona e che avessi scelto di restare con lui non si sa bene perché. Ma talmente lui si era convinto di questa cosa, e non mi ha chiesto: scusa, ma tu sei innamorata di quella persona? che lui si è sentito tradito senza esserlo, si è sentito abbandonato senza esserlo, si è sentito scelto per comodità (?) e non per amore ecc ecc ecc.
    Bastava che lui me lo chiedesse, che io sapessi che cacchio gli era passato per la testa e io gli avrei potuto dire: NO. e spiegare punto per punto dove si era perso pensando che A è uguale a C e D è uguale a F. Ma lui questo NON LO HA FATTO, come non lo ha

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    LUNA -

    fatto tua moglie. E se mi dici che è folle che lui ha fatto questo percorso introverso di distruzione e autodistruzione in solitaria e non ci credi io ti dico che però tua moglie ha fatto la stessa cosa. O ha coperto con un pretesto altre frustrazioni e altri suoi problemi, o ha coperto con un pretesto il fatto che non voleva più la vita che aveva, o si è chiusa in una sua crisi e dà la colpa a te, oppure si è fatta un SUO film in cui il fatto che una persona ti dice: non me la sento ora fa diventare quella persona un mostro di insensibilità. Oppure tutte queste cose insieme. Come forse ha fatto anche lui. Ma la cosa sicura è che CI HANNO LASCIATO FUORI, accusandoci di essere noi dei mostri che non hanno saputo amare, dare, capire, essere, arrivare al momento giusto quando uno stato d’animo prendeva una certa piega, ma senza che sapessimo che stava prendendo una certa piega. Io ho rivisto il film dei 10 anni precedenti 299809392020930230290 volte, per anni e anni. io non vengo a dirti che la mia storia era perfetta, ammesso che le storie perfette esistano. Ti ho detto che all’inizio c’erano stati dei problemi (non all’inizio inizissimo, un anno dopo) ma li avevamo superati. Certo, li avevamo superati anche perché io avevo due palle così e perché mi ero resa conto che se avessi ceduto io lo avrei perso. Ma ti posso dire che in seguito è successo anche il contrario. Ti ho detto che lui era particolare in certe cose e che non mi piaceva il fatto che non riuscisse a discutere e scappasse via, ma non scappava via perché non gli fregava di chiarire, ma perché si sentiva male. Io insistevo per chiarire perché a me faceva male il contrario, e quindi veniva fuori un casino. Ma alla fine ci incontravamo sempre a metà strada. Se tu mi dici: ti faceva male il fatto che non sapesse chiarire subito una cosa? Ti rispondo di sì. Ma al contempo posso dirti anche che nella globalità di cosa eravamo quella era una cosa importante ma lo erano anche tutte le altre, quelle buone. Perché lui mi è stato vicino nei momenti importanti della vita, perché lui si è anche preso cura di me come io di lui, perché avevamo rispetto l’una dell’altra, perché alla fine quando parlavamo noi parlavamo veramente di tutto, perché ci chiedevamo/davamo consigli, perché guardavamo il mondo insieme, perché dopo anni e anni non c’era giorno che non lo passassimo insieme, da soli o anche nella vita sociale, perché non ci annoiavamo mai, perché adoravo il fatto che magari uscivamo per stare fuori poco e poi facevamo le sei del mattino perché invece la serata aveva preso una piega diversa, perché ci eravamo inventati pure un nostro linguaggio buffo, perché ci facevamo gli auguri di mesiversario e dopo anni e anni

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    LUNA -

    avevamo passione, risate, anche un po’ di scene da “casa vianello” ma con simpatia. Quando ancora non avevamo una casa facevamo di tutto per poter stare insieme ogni giorno potendo stare vicinivicinivicini, vicini a scambiarsi anche i pensieri. Sì, lui mi ha fatto anche soffrire all’inizio della nostra storia e qui, tu mi dirai, è diverso perché voi due invece avete avuto l’idillio da subito. Ma lui non mi ha fatto soffrire perché andava a donne, o perché mi trascurava, o perché se ne fregava o perché mi insultava. POI sono arrivati gli insulti e il farmi sentire sola. Perché LUI si era sentito abbandonato. Allora io dovevo capire cosa vuol dire, forse è anche questo. Io ti ho detto che lui ha pensato che io mi fossi innamorata e volessi lasciarlo, ma la ragione è questa: io non ho mai capito quanto lui si sentisse insicuro nei miei confronti, non l’ho mai capito non perché lo davo per scontato, ma per quanto io lo stimassi, e a ragione. Non ho mai capito che lui pensava che io fossi più avanti di lui o che lui non mi bastasse. Non ho mai pensato che lui potesse credere che io potessi preferirgli un altro, perché io incontravo mille persone al giorno ma nessuno per me era migliore di lui. Non ho mai capito che temeva che il mio lavoro potesse portarmi lontano perché io non sarei mai andata lontano senza di lui. Non ho mai capito quanto lui avesse il terrore che io potessi lasciarlo perché avevo incontrato lui quando una storia precedente era in crisi. Non ho mai capito quanto lui fosse insicuro in queste cose, perché per me, conoscendomi, era al sicuro. Non pensavo che lui fosse in soggezione di avere una donna che aveva studiato più di lui perché io queste cose non le penso e perché lui sapeva tante cose che io non so e mi è sempre piaciuto com’era. Lui è rimasto destabilizzato quando il mio lavoro mi ha aperto una vita sociale e dei ritmi diversi e nuovi entusiasmi, ma io non l’ho capito perché l’ho sempre coinvolto. Non ho capito che odiava che la gente dicesse, pensando di fargli uno scherzoso complimento, che lui “era un santo”, cioè che io ero un vulcano creativo pazzerello e lui il compagno dolce, buono e serio. Lui ci leggeva: sei il principe consorte scemo. Lui un giorno mi ha detto: forse io sono il tuo freno a mano. E io sono caduta dalle nuvole perché lui era il mio amore e semmai io ero così creativa proprio anche grazie al nostro amore e non vedevo l’ora di mettermi in ciabatte o ridere insieme a lui. Qdo una persona che faceva il mio lavoro ad alti livelli mi ha detto: “dovresti partire per darti un’occasione di crescere” io ho detto no. Ma lui si è messo in competizione. Ecco, è arrivato qualcuno che ama di lei ciò che io amo di lei, ma con cui lei starebbe meglio che con me… Ma è stato un SUO film… Io non sono partita perché per me avevo già tutto quello che c’era di più importante e sarei partita solo se lui fosse venuto con me. Io non ho immaginato le sue paure proprio perché lo amavo. Ti rendi conto del paradosso? Così è.

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    aleba -

    Io credo che i 17 anni tutti quanti, che tutta quella vita sia stata solo un SUO film. Io ero un’attrice inconsapevole, pensavo di vivere vita vera invece lui aveva un copione che seguiva con cura, si preparava bene ogni mossa, ogni parola. Era tutto studiato, non posso credere che non lo fosse. Questo suo film non finirà mai, io non ne sono fuori perchè abbiamo una figlia e anche il fatto che io lo lasciassi fa parte del suo film. Ci sono due cose che non riesce a far avverare, che non riesce a portare “in sala”. 1) io non gli ho portato via la casa e non gli ho portato via neppure un euro…questo faceva parte del film che aveva in testa e io non reciterò mai quella parte che non mi appartiene. 2) Io non gli impedisco di vedere nostra figlia e non metterò mai in atto il subdolo piano che lui mi attribuisce di mettergliela contro.
    Sono stanca di questa cosa e mi rendo conto che quando mi guardo intorno mi domando quale parte stiano recitando le persone che mi circondano. Che piano segreto stanno svolgendo piano piano mentre parlano e ridono e fanno finta di essere chi in realtà non sono.
    Farò una fatica enorme a riprendere contatto con le persone in modo genuino, forse per questo scrivo qui anche. Ci sono giorni che prenderei l’auto e andrei di nuovo di fronte a lui a chiedergli perchè, per l’ennesima volta gli chiederei cosa volesse da me, visto che gli ho dato anche l’anima e non è servito a niente. Ancora questo maledetto bisogno di sapere da lui perchè pensa che io non valga niente, perchè non ha mai riconosciuto l’amore che avevo per lui e soprattutto come facesse a dirmi IO TI AMO e dopo qualche ora TU NON SEI NESSUNO E NON MI HAI PORTATO NIENTE.
    Mi siedo e penso a tutte le volte che gli ho fatto quelle domande, anche oggi avrei le stesse risposte…con la differenza che oggi lui avrebbe ragione sul punto che io l’ho lasciato. Sapete cosa vi dico? io ho lasciato 17 anni della mia vita, gli anni che dovrebbero essere quelli dove ti costruisci, vivi pienamente e affronti tutto ciò che c’è da affrontare per avere giorni sereni da ricordare. Io ho tranciato via tutto, ho sprecato in una affannosa corsa sul tapis roulant al contrario, immersa nella nebbia con lui solo davanti a dirmi che non facevo abbastanza. Abbastanza per cosa?? per meritare amore? per aver diritto al rispetto? perchè la mia vita avesse un valore esprimibile in euro? E’ inutile che io stia qui a domandarmi queste cose, la sua posizione la conosco bene e ho capito (razionalmente) i motivi del suo comportamento psicotico. Ciò non toglie che ci sono momenti in cui vorrei provare ancora a pretendere delle risposte. Quindi, Fuori dal Coro, ti capisco in questa tua disperata ricerca. La vita è una serie di errori, anche io come Luna ho impiegato anni a inquadrare i miei errori e a staccarli dal Sentimento, posso capire che anche tu sia in quella fase in cui il Sentimento ti tiene ancorato e non vuoi accettare l’errore come tale.
    Baci

  • 332
    maria -

    per aleba
    nelle palore che tu scrivi, si legge ancora molto bene che tu lo ami ancora, e non smetterai mai di amarlo, potrai odiarlo, per far in modo che tu riesca adistaccarti un po, da lui, ma poi l’amore riemerge sempre.
    peccato che loro non riescano a comprendere il linguaggio dell’amore e soltanto quello della rabbia e dell’invedia e del rancore, peccato, non sanno che potrebbero vivere meglio, e sarebbero anche meno stressati,meno nervosi,meno ansiosi, meno malvagi.
    noi amiamo e loro ci odiano solo perche’ siamo meglio di loro.
    peccato, e il bello della situazione sai qual’e’? che non possiamo nemmeno farci vedere che vogliamo delle spiegazioni, e non possiamo nemmeno farci vedere deboli perche’ seno’ ci pestano ancora di piu,e se abbiamo paura di loro ci annullano ancora di piu. e noi dpo tutto continuiamo ad amare e propio un bel casino la vita.
    aleba, non riesci a trovare una persona che ti stia accanto e che non voglia assolutissimamente nulla che non sia altro che amore?
    si, lo so , non e’ affatto semplice, ce un mondo in giro… e quando credi di aver trovato qualcuno che fa al caso tuo, invece di dimenticare il passato che ci fa solo soffrire, devi stare attenta a non cadere dinuovo nella rete.
    sai che cosa sto imparando con il tempo? a non fare affidamento su nessuno,lascio che siano gli altri a cercare me,e quando vedo che non lo fanno, allora mi dico: tanto, meglio prima che dopo, ma se avessi cercato prima io, poi se fosse andata male, mi sarei fatta venire i sensi di colpa perche’ mi ero comportata in un modo che non avrei dovuto. dicono che isolarsi non va bene, ma per ricevere pugnalate, e’ meglio evitare, e meglio stare da soli che male accompagnati.
    siamo sempre qui a consolarci tra di noi, ma questa e’ una valvola di sfogo, ci aiuta aconfrontarci,a non sentirci soli, a come se venissi aprendere un caffe’ a casa tua Aleba, ma poi li , non riusciremmo ad essere sincere l’una con l’altra, ed poi io quando sono giu, come oggi, mi matterei a piangere, e non sarei di aiuto a nessuno.
    ho voluto scattacare per un po’ per realizzare quanto detto, ma tu aleba, mi sei sempre nel cuore, perche’ riesco a capirti, e capisco ancora quanto dentro di te , voglia delle risposte, anche se non e’ semplice, ma le risposte arriveranno, ma ci vorra’ molto tempo, e le risposte non le avrai mai da lui,ma le capirai da sola, perche’ loro amano le sfide, non si piegano, perche’ riescono a fregarsese senza pensare a te che invece stai li a farti venire il cancro perche’ stai male.a volte invidio io il loro modo di fregarsene perche’ non stanno mai male per il male che gratuitamente ci danno, invidio solo questo di loro il resto se lo possono tenere.
    solo il tempo ci porta consiglio,noi dobbiamo cercare di vivere piu’ serenamente possibile concentrarci su di noi. io ne ho fatta di strada solo grazire a voi.

  • 333
    maria -

    Per aleba-
    ma perche’ devi pensare e soprastutto vuoi spiegazioni da lui sul fatto che lui pensa che tu per lui non vali nulla?
    lui ha un disturbo della personalita.lui deve dire a te che ti ama, ma non lo pensa, perche’ non sa che cosa vuole dire, perche’ nessuno glielo ha mai dimostrato in tenere eta’ ma ce la mette tutta, cerca,di attaccarsi ai modelli di persone, che gli parlano dell’amore, ma che in cuor suo non sente, ma ci prova. ( in quel momento che ti dice ti amo cerca di essere cio’ che non e’), ma poi dopo pochi minuti, non si controlla ed esce fuori quello che e’ in realta’ e ti sputa fuori tutto il suo odio, odio verso di te che sa, che vali, vali, tu vali aleba, questo lui odia di te, tu sei migliore di lui, renditene conto! Anche per me, era cosi’ da un lato mi adorava aveva stima di me,mi diceva( tu vali molto piu di quanto credi) e dall’altro mi diceva( ma chi c.... sei, ma tu non sai con chi stai parlando, mi devi portare rispetto), ed io fessa, ci credevo. Io mi ero svuotata di quello che ero io, della mia essenza,svuotata di energia mia, pulita, per essere diabolicamente sostituita della sua personalita’, io ero diventata lui e lui me, quando ritornavo in me per poco tempo che mi dava tregua che non si faceva sentire, io capivo che non era normale che mi sentissi cosi, e come un drago gli sputavo addosso chi era, e lui si rivoltava, si sentiva una merda, quello che lui cercava di non far uscire, perche’ seno’ sarebbe uscito fuori tutto il suo gioco malefico, architettato contro di me, rubandomi la mia persosalita’
    La mia fragilita’ era la sua forza.
    io mi stavo ammalando sempre piu, ed ero diventata terreno fertile per le sue manovre, ero ormai isolata da tutti, mi parlava male di tutti per mettermeli contro.
    un bel gioco perverso il suo, ce ne sarebbe da raccontare, quallo che mi ha aiutato moltissimo a me sono stati tutti i libri che mi sono acquistata sulle manipolazioni.nel giro di 5 mesi ho capito a grandi linee con chi avevo a che fare, ma non avevo capito ancora se lui amava oppure no. E la risposta era no.
    rubano la personalita’ ad altri, ne ho sentite sul suo conto….
    Se lui si trova a perlare con me, ti faccio un’esempio–mettiamo che siamo all’inizio della conoscenza, e vede in me qualche cosa che le piace, come la presenza,la posizione sociale,lui si fa gia’ tutti i suoi films nella sua testa.( premetto che entrambi siamo sposati, ma a lui non importa, se puo’ migliorare, lascia anche la moglie). Quello che ci siamo detti io e lui, diventa argomento fertile da fare con un’altra persona di turno due ore dpo il dialogo fatto con me.es- se io le ho raccontato che ho fatto un viaggio con mio marito in russia, e le racconto tutti gli spostamenti e le avventure fatte, lui, che dopo si trova aparlare cion un’altra persona, dice che lo ha fatto lui quel viaggio con sua moglie, la mia vita diventa la sua, questo fa parte di uno che non e’ tanto apposto, ma il bello e che e’ credibile agli occhi degli altri.

  • 334
    aleba -

    Ciao Maria, penso che farò molta fatica a mettere in un cassetto il Bene che gli ho voluto. Nel senso che il sentimento è sicuramente ancora vivo, solo che è sciolto dalla mente e dal cuore. Lo guardo con tristezza, quel sentimento, e mi viene da piangere per la commozione. Tanto amore, tanta voglia di amare di costruire in modo positivo e di vivere l’amore quotidianamente, non sono serviti né a curare le sue ferite nè a metterci in comunicazione comunque in modo da poter mediare. Lui ha fatto del disprezzo della mia persona, la base del suo piedistallo. Avrei fatto di tutto per lui ed è qui che ho sbagliato. Ho progressivamente alzato il livello di tolleranza, ho spostato i confini che delimitavano la zona inviolabile dell’anima ed ho lasciato che prendesse tutto ciò che voleva. Quanti, così a freddo, sarebbero disposti a dare un’altra possibilità ad una persona che gli dice “tu sei niente, sei fuori dal mercato, non sei nessuno e non sai vivere” Quante? Nessuna credo. Eppure, quando ci sei dentro con ogni fibra del tuo corpo cerchi un senso, e questa ricerca ti porta a riprovare. Lui valuta tutti in base alle “disponibilità” finanziarie. Io non ho proprietà. Ho la mia busta paga che ho messo per 17 anni nelle sue mani. Ma non bastava. Il senso non esiste, hai ragione Maria.
    Vorrei un uomo che camminasse al mio fianco. Uno che avesse anche un sacco di difetti, ma che mi dimostrasse di essere disposto a camminare parlandomi e ascoltandomi. Non è un dramma stare sola, serve per porsi domande e ascoltare le risposte in silenzio. La solitudine è guaritrice.
    Grazie Maria delle tue parole, serve molto anche a me leggere e scrivere per capire. Mi ci vorrà molto, lo so, ma confido in quella luce alla fine del tunnel!!!

  • 335
    LUNA -

    ALEBA e MARIA: capisco quando Aleba dice che guarda con commozione a quel sentimento e ai desideri e sogni, non realizzati, che vi sono stati connessi. Sogni non impossibili, quotidiani, che diventano, si dimostrano impossibili dando vita finché non si esce dal meccanismo un perpetuarsi di un’impossibilità. come se il desiderio e l’impossibilità camminassero sempre insieme. E non è strano allora che, a parte per le molestie morali stesse, che sono poca cosa (e per le violenze, come quelle economiche che possono manifestarsi in varie forme) una persona stia male, come se avesse una continua produzione di energia che però non può realmente sfociare da nessuna parte, anzi torna indietro come un boomerang di disincanto, impossibilità, violenza.

    Io non lo so se si ama per sempre chi si è comportato così.
    Non lo so davvero. Chi vive queste vicende fa davvero fatica a distinguere il bene dal male ad un certo punto (molto presto di solito), anche perché combatte continuamente forse un’interiore lotta tra il bene e il male, nel senso però di: ti voglio bene ma mi fai male. Ma poiché ti voglio bene accetto anche il male. Poiché sto male alzo la valenza del bene, che sia pure quello che io ti porto, quello che io vorrei vedere realizzato. ecc ecc.
    E’ vero ciò che dice Aleba sull’alzare la soglia di tolleranza e le ragioni, come abbiamo detto tante volte, sono molteplici.

    Al fatto che una sana solitudine possa essere purificatrice credo anch’io, come dice Aleba. In fondo c’è anche un bel po’ di roba da “drenare via” alla fine di storie come queste, anche proprie sensazioni da ricollocare in un proprio archivio, magari sotto titoli diversi rispetto a quelli che prima sembravano scontati. Energie da recuperare, anche da scoprire piano piano recuperate, anche quelle ricollocabili. E non per forza in una storia, ma persino nelle piccolissime cose. Tanta è la centralità che i problemi di cui parliamo richiedono che spesso è davvero anche il più banale del quotidiano a cui non si riesce a dedicare energie e attenzioni.
    Risentire la propria voce, poi, senza che un’altra persona si metta sempre in mezzo, ma come un armadio a 56 ante, anche tra percezioni minime, sensazioni, emozioni, considerazioni, gusti, opinioni è anche un’esperienza che si riscopre piano piano.

    A me piace comunque questa frase:

    La saggezza è solitudine, ma un percorso solitario non conduce alla saggezza. L’isolamento è morte, e la saggezza non la si trova nel ritrarsi dalla vita. KRISHNAMURTI.

    Ogni forma di intossicazione è un male, non importa se sia di alcool, morfina o idealismo. (Jung).

    A me piacciono entrambe le frasi, che forse avevo anche già postato. Nella prima riconosco un concetto di saggia solitudine da coltivare, quella per cui ci si concede del tempo per ascoltare la propria voce, le proprie sensazioni, il proprio istinto, il proprio concetto di piacere (anche delle piccole cose)… la ricentratura, la chiamerei io, che può essere anche una pratica quotidiana, anche

  • 336
    LUNA -

    senza rinunciare alla socialità. So che dentro di me ho un rifugio, so che ho il diritto di trascorrere del tempo con me, mi piace ascoltare la mia voce, senza rumore, provo piacere a stare con me e a sorridere con me e a togliere l’audio per sentire le mie domande e le mie risposte in un modo che sento armonico, per me.

    Per chi neanche in casa aveva un angolo, e mai forse la percezione di poter ascoltarsi diventa ancora più importante coltivare quei momenti di positiva, rilassata solitudine. Anche pensierosa, inquietata, confusa solitudine, tra la domanda e la risposta, propria, tra la scelta e la rielaborazione.

    L’isolamento è un’altra cosa. Spesso paradossalmente è proprio la scoperta di una sana dimensione di solutidine a scongiurare o guarire il pericolo dell’isolamento.

    La frase di Jung mi sembra parli da sè.

    Super sonno stasera, buone nanne, bacio

  • 337
    aleba -

    Ciao Luna, cara.
    Hai ragione, è bello riuscire a isolarsi dentro sè stesse, tappare le orecchie e ascoltarsi. Senza rinunciare a incontrare gente.
    Ci sono tante cose che devo ancora pensare, tanti punti che ho bisogno di focalizzare. Una cosa l’ho capita…è inutile e dannoso abbuffarsi di vita quando si è stari troppo in carestia. Un pò per volta, riacquisterò concretezza, per ora mi do tempo.
    Baci

  • 338
    Fuori dal Coro -

    LUNA – ALEBA – MARIA

    Ciao a tutte ragazze. Leggo e rileggo i vostri post e leggo tanta, tanta insoddisfazione nel vostro trascorso affettivo con i vostri compagni. Ansia, malessere. Insomma molto ma molto di negativo. Ho riflettuto come faccio sempre quando vi leggo e ho pensato a cosa scriverebbe mia moglie se si trovasse a scrivere così come fate voi. Vorrei tanto poter leggere nel suo pensiero e…capire. Capire se nella sua testa vede me come il “mostro” che le ha rovinato la vita o…cosa.
    E’ davvero impossibile capire come ci possano essere due persone che abbiano pensieri totalmente diversi sul loro rapporto. Io sto soffrendo in maniera pazzesca. Io posso dire di aver vissuto insiem a lei gli anni più belli della mia vita. Io posso dire che per il periido passato insieme lei si è dimostrata come una donna “speciale”, come se ne trovano poche. Posso dire di aver vissuto insieme a lei le piccole cose, le grandi cose. Posso dire di essere stato sereno, felice. E i miei occhi hanno visto anche lei serena e anche felice. Poi cosa possa aver scatenato nella sua mente il mio rifiuto di avere un figlio non lo so. Non lo so davvero. Se è vero che è ciò che l’ha ferita nell’anima vorrei sapere che tipo di ferita le ho inferto. Soprattutto considerando il fatto che ero pronto a tornare indietro con convinzione. Per me, per lei, per noi, per formare una famiglia, per iniziare una nuova avventura, perchè la amo. Io credo e sostengo che in ogni coppia, in ogni famiglia possano sorgere dei problemi, piccoli o grandi. Non credo, anzi sono sicuro che in nessuna coppia o famiglia tutto fili liscio. Non si può essere al 100% tutti i giorni. Nessuno di noi è perfetto. Ognuno di noi commette degli errori quotidianamente. Parlo di persone “normali”. Di persone, cioè, che non spaccano la casa, che non prendono a parolacce il proprio partner, che non hanno crisi isteriche, che non hanno gravi problemi di natura psicologica. Parlo di persone normali.
    Posso portare un esempio banale come metafore, come paragone. Io guido la macchina da tanti anni. Ho percorso centinaia di migliaia di km. Non ho mai creato incidenti, ho sempre mantenuto la distanza di sicurezza, non guido a folle velocità, se ho sonno mi fermo, rispetto i segnali stradali, non passo con il semaforo rosso. Però mi sarà capitato di mettere qualche volta la macchina in doppia fila per comperare un medicinale in farmacia o quant’altro. Questo per dire che per quanto si possa essere bravi, si può sbagliare comunque. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
    Io credo che se c’è sentimento. Vero sentimento, qualsiasi problema può essere risolto. Non credo esistanto problemi irrisolvibili se ci si vuole bene veramente. A meno che ci si ami anche ma alla fine l’incompatibilità caratteriale sia talmente grave da rendfere impossibile l’eventuale convivenza.
    Io sto qui ancora a capire. Mia moglie si è disamorata di me perchè non volevo un figlio ? A me sembra strano. Lo sapeva da sempre. E se…

  • 339
    Fuori dal Coro -

    LUNA – ALEBA – MARIA (segue)

    ..c’era questo rischio doveva parlarmene con decisione. Leggendo i vostri post avverto proprio il disagio che voi avevate nei confronti dei vostri compagni. Sensi di rivalsa da parte loro, conflitti, accuse, mancanze di rispetto, crisi interiori, a volte cattiveria.
    Tra me e mia moglie tutto questo non c’era. Qualche giorno fa sono rientrato nella nostra casa dopo un bel po’ di tempo. E’ struggente. Io guardo e vedo attorno ricordi di una vita di coppia passata in serenità. Non vedo conflitti. E di contro non riesco a pensare come una persona, in questo caso mia moglie, possa aver portato “una maschera” per anni mostrando un viso sereno, parlando con calma, scherzando e ridendo con il “mostro”. No, non può essere. Non può neanche essere che tante cose che per una vita ti sono andate bene ti vengono di punto in bianco “rinfacciate” mentre tu eri convinto che non stessi facendo nulla di male. Perchè io, nonostante questi continui “rinfacci”, queste continue accuse, queste continue frasi sul “non ho più lo stesso sentimento di prima” invece che darmi rabbia, mi tormentano ancora di più ? Perchè continuo a vedere la donna con cui ho condiviso tutto come una persona che oggi è “fuori fase” ? Come può un essere umano a cui tu hai confidato ogni cosa, le tue paure, le tue ansie, le tue emozioni, i tuoi sentimenti, la tua sincerità capovolgere completamente il suo modo di fare, parlare ed essere nei tuoi confronti ? Cosa scatta nella mente di una persona “sana di mente” ? Nella mente di una persona sorridente. Che aveva nel sorriso la sua “arma” più bella. Come può una sola idea diversa cambiare il tutto ? Mi ha incolpato di aver sofferto la mia personalità. Ma io non imponevo nulla…parlavo, dicevo la mia e se c’era da discutere discutevo, ragionavo pur mantenendo eventualmente il mio punto di vista. Non aggredivo nessuno. Mai fatto nella mia vita con nessuno. Che male c’è a manifestare le proprie idee ? A mostrarsi sicure nell’esprimere le proprie opinioni. Non ti ho mica detto che devi accettarle per forza. Io dico la mia. Poi se tu hai un’idea diversa non è mica la fine del mondo. Quanti amici ho che la pensano in maniera diversa su tante cose. Eppure sono amici veri che farebbero qualsiasi cosa se tu fossi in difficoltà. Come si fa a cancellare con un colpo di spugna anni della tua vita in cui hai fatto di tutto e soprattutto tanto tanto di bello ? Maria dice di Aleba che nonostante tutto Aleba ama ancora il proprio compagno. Anch’io sono della sua stessa opinione. Anche a mio parere Aleba ama ancora, anche se ferita, il suo ex compagno. Eppure quanto ha sofferto Aleba ? Ma il sentimento vince. Sono certo che lei pensi ogni giorno a lui. Io credo che il mondo, la vita, noi stessi soprattutto abbiamo bisogno di certezze. Ma oggi queste certezze vacillano. Si vive con l’idea del cambiamento. Tutto stanca. Per me purtroppo o per fortuna non è così, Credo di saper distinguere le cose che mi piacciono e le cose….

  • 340
    maria -

    Ciao fuori dal coro-
    quante cose ci siamo detti e quanti insulti ci siamo fatti per vedere se riuscivamo a cavare un ragno dal buco, abbiamo cercato di aiutarci a vicenda per capire che cosa non andava nei vari rapporti,io da voi ho imparato molto, ed ora mi sento come divisa in tre parti, come la vedevo io come te, e come aleba, nei suoi panni piu disperati che mai.ma sono triste anche per te fuori- perche’ non sono,( non siamo) riusciti a capire d’avvero chi avevi difronte, e’ d’avvero un mistero, e questo strazia ancora di piu, ed il tempo pero’ diventa ancora piu lungo quando non riesci a colmare quell’insoddisfazione che hai dentro.

    Vorrei poterti aiutare di piu, vorrei poter avere un confronto con quell’essere che si tiene dentro cio’ che ti fa stare male, quello che ti distrugge l’anima, per capire che c.... di testa si ritrova.

    quello che posso dirti, e che devi cercare di reagire, devi vivere la tua vita, e devi riprendere sopratutto ad avere fiducia in te stesso perche’ tu sei ok cosi come sei, e non devi cambiare nulla di cio’ che e’ stato e di cio’ che sara’, devi solo accettare le cose come ormai sono andate, un giono senza che tu te lo aspetti la verita’ saltera’ fuori, magari poi alla fine non ti uccidera’ nemmeno,
    Perche’ il tuo cuore si e’ rasserenato gia’ con un’altro amore.

    Cerca di dare il tuo cuore a qualcuno, che ti sappia amare per cio’ che sei veramente, se lei non lo ha capito, non ha importanza, lo capira’ poi con il tempo.

    Ma ora e’ giunto il momento di fare qualche cosa per te, lei sta gia’ vivendo la sua vita, ora riprenditi in mano le redini, e dirigila da solo la tua di vita non lasciarti andare, perche’ questo non ti porta da nessuna parte, solo a farsi si, che il tuo amore non venga liberato, e se non lo lasci fluire con un’altra persona,”lui” continuera’ a scoppiarti dentro finche’ non esplodera’.
    Fai, qualche cosa per te, regalati la gioia, di poter amare dinuovo, ascoltati, impara a riconoscere cio’ che vuole il tuo corpo, tu ti sei fossilizzato su di lei, ma non e’ cosi’, tu sai amare e sai dare anche molto, devi distrarti, devi scaricare tutta la tua energia repressa e non incanalata nel modo giusto dentro di te. Se fai sport scarichi energia negativa accumulata dentro di te,devi reagire, non hai amici, fatti un viaggio, una passeggita, frequenta solo persone che ti possano ravvivare la giornata, i depressi lasciali stare non ne hai bisogno.lascia stare tutto, cancella tutto quelo che ti possa ricordare lei, fai un bello scatolone di roba da mettere in solaio, ben sigillato con tutto cio’ che riguarda lei.
    E’ finita fuori dal coro, e’ finita.
    Devi seppellire tutto, tutto.

    Fuori- promettimi che a piccoli passi cerci di fare cio’ che ti ho detto.
    devi farlo esclusivamente per te stesso, sei tu ora il tuo unico punto di riferimento, tu sei la cosa piu importante, devi venire prima di tutto il tuo benessere totale.
    Fidaci, ci sono passata, e ti assicuro che per me e’ stata la stessa c

  • 341
    maria -

    Segue per fuori dal coro-
    Stessa cosa.
    Solo io posso decidere di me stessa, solo tu puoi decidere di te stesso.
    cose’ che ti spaventa?
    Sai che cosa spaventava me? I sensi di colpa.
    ora non ne ho piu, ho cercato aiuto, da chi mi ha saputo leggere dentro, da qualcuno che mi ha fatto andare via tutti i miei fantasmi mentali, io, come te, ero bloccata da un’incantesimo mentale, che mi teneva legata a alui, ma ora l’incantesimo se ne’ e’ andato, mi sono ripresa in mano la vita personalita’, certo non ne sono fuori del tutto, ma mi sto volendo piu bene, e non faccio nulla che possa nuocermi dentro, accetto i consigli degli altri, li elaboro, mi provocano un gran casino dentro, perche’ non riesco a capirli, allora sai che faccio, non ci penso piu, e con il tempo vengono fuori da soli, e con la risposta.

    Vedi, sto’ imparando a conoscermi, mi sto dando tutto il tempo che mi serve senza chiedermi nulla, senza aspettarmi nulla,ma nel farttempo non posso stare ad apettare con le mani nelle mani aspettando che venga domani( come cantava cocciante), devi allentare il dolore, e quindi devo fare sport, rilassamento, maditazione, devo dare la possibilita’ al mnio corpo di respirare aria pura, e devo farsi’ che le mie cellule si riproducano.
    ciao fuori a presto
    e promettimi che ci penserai, anzi comincia da subito, c’e l’hai una bici?
    maria

  • 342
    aleba -

    Ciao Fuori dal Coro. Posso dire che mi mancavi?
    Io non amo il mio ex, o meglio, ho capito che devo andare oltre, staccarmi da quel sentimento. Mi sono arresa, l’amore di coppia ha senso se è reciproco, se è coltivabile altrimenti è un veleno mortale che uccide lentamente ma con sofferenze atroci. Il mio amore per lui avrebbe uno sbocco concreto, pulito, limpido e praticabile solo se lui non fosse più lui. Ma che assurdità! Quell’amore mi ha portata a vedere la morte come unica via di uscita. Per andarmene senza abbandonarlo. E’ difficile comprendere, ho faticato molto anche io per capire cosa fosse successo negli anni alla mia relazione. Amare vuol dire denudarsi, amare veramente comporta l’abbassamento di tutte le difese perché chi ti ama non ha intenzione di farti male e amando si espone il proprio lato più fragile, quello che proteggiamo di fronte al mondo. Per me l’amore vuol dire “sono qui, per te. Ho braccia forti e gambe buone, il mio cuore è aperto per te, entra siediti e parliamo di noi” Chi viene invitato ad entrare in un cuore che sta coltivando l’amore, deve farlo con passo felpato, con delicatezza e stando attento a non calpestare i germogli. Deve, se ama a sua volta, aver cura dell’ordine e della pulizia, deve parlare piano e soprattutto non deve tenere chiuso il proprio di cuore. Ecco, io a lui l’ho fatto entrare. Fa come fossi a casa tua, gli ho detto e lui ha estirpato ogni radice buona, ha buttato acqua avvelenata, ha preso i frutti e non ha più sparso semi. Ha portato il caos e tutto ha cominciato a deperire. Per contro il suo cuore non ha mai liberato l’ingresso. Off limits per me. Anche le volte che pensavo di essere riuscita a entrare, venivo presa per i vestiti e sbattuta fuori. Nessuno può capire la disperazione, forse Luna, anche se ogni storia è a sé stante. No, no, io non posso amarlo, per questo ogni giorno rileggo ciò che ho scritto nei mesi…per mantenere vivo il ricordo e lucidi gli intenti. FUORI DAL CORO scrivi: “Io credo che se c’è sentimento. Vero sentimento, qualsiasi problema può essere risolto. Non credo esistanto problemi irrisolvibili se ci si vuole bene veramente.” Sono convinta che le cose stiano proprio così. Ogni volta che lui ha avuto delle difficoltà, non gli ho mai fatto mancare il mio appoggio. Lui NON ha fatto lo stesso con me. Io non dovevo avere problemi e se ne avevo dovevo arrangiarmi perché dipendeva solo dal fatto che sono donna, incapace. Eppure lui mi ha sempre accusata di lasciarlo. Io mi avvicinavo, lui mi allontanava stizzito (non sia mai che debba ringraziare Aleba!), io rimanevo vicino e facevo da air-bag, ma nella sua testa lui era solo me lo rinfacciava pieno di rancore e io mi sentivo mortificata per non essere stata all’altezza. Un circolo vizioso. L’ho interrotto spostandomi. Non sono guarita, ho bisogno di tempo per mettere ordine.
    Fuori dal Coro, io posso capirti più di quanto credi. Rimani aggrappato a quei giorni felici, attonito di fronte alla donna che lei manifesta …

  • 343
    aleba -

    (segue) essere oggi. Rifiuti di vedere la realtà e guardi indietro e affermi che lei è speciale.Io mi sono condannata per anni, mi sono data della stupida, mi sono punita per ogni sua recriminazione dovuta ad una mia mancanza. Ho esaminato i miei comportamenti,le mie parole da mille angolazioni diverse. Ho cercato e scavato per capire dove sbagliavo, cosa non funzionasse in me.Come poteva odiarmi tanto? Proprio io che avevo una cura meticolosa per non farlo star male,per portargli benessere?Le domande erano sbagliate,ovvio che non ci fossero risposte.Dovevo smettere di incamerare tutto il brutto in attesa di quella goccia di bello che ogni tanto,se gli faceva piacere,elargiva.Le mancanze che mi ha rinfacciato, gli errori che mi ha attribuito negli anni erano assurdi oppure ridicoli.Ad esempio, un mio cllega ebbe un infarto e dopo 10 giorni di rianimazione andai a trovarlo assieme a tutti gli altri colleghi,lui mi disse che non ero una brava compagna perché mostravo preoccupazione per “quello” che lavorava con me da 15 anni mentre avrei dovuto rientrare a casa e stare vicino a lui,visto che lui era depresso.Quello l’infarto l’ha avuto e basta,non ha scelto apposta di fare l’infarto mentre tu eri depresso,e trovo molto,molto sbagliato dire che andare a trovarlo per 10 minuti di visita provoca un conflitto con il fatto che io sia la compagna del mio uomo.Scrivi “Io credo che il mondo,la vita, noi stessi soprattutto abbiamo bisogno di certezze.Ma oggi queste certezze vacillano.Si vive con l’idea del cambiamento.Tutto stanca”.Qui torniamo all’inizio.Purtroppo la nostra società moderna occidentale pretende l’adeguamento veloce ai tempi e alle tendenze e avvantaggia chi non si fa scrupoli,chi lavora in superficie ignorando l’anima.Questo è un discorso molto vasto,piuttosto preferisco parlare di noi.Tu e tua moglie potevate superare la crisi se ve ne foste dati la possibilità.Lei ha chiuso i ponti e si è rifiutata di indossare il giubbotto di salvataggio,non ha voluto la mano che hai teso per le. In base a quanto scrivi di te e del tuo matrimonio,lei non ha vissuto ciò che ho passato io,non ha ubito violenze e manipolazioni ed è stata una sua libera scelta quella di“adattarsi”con il sorriso a circostanze che magari non le calzavano a pennello.Ma di sciocchezze si tratta.Con la questione figlio,macigno!Però lei non si rivolge a te,lascia affondare la nave,ha una scialuppa che l’attende e tu?Tu vai giù senza capire cosa sia successo e perché lei non si sia adoperata con te per riparare la falla, per chiamare aiuto.E’andata via.Non era un amore maturo,te l’ho già detto.Non credi che lei avrebbe dovuto addentrarsi con te in quel macigno?Non pensi che avrebbe dovuto fidarsi di suo marito,di quell’uomo che era un libro aperto per lei?Non credi che avrebbe dovuto invitarti a leggere anche il suo libro e FIDARSI del vostro amore?Fuori dal Coro,se il mio ex fosse stato come te avremmo superato qualsiasi crisi. Pensi che io abbia mollato troppo presto?

  • 344
    Fuori dal Coro -

    LUNA – ALEBA – MARIA (segue)…

    …che non mi piacciono. Sto vivendo male questa mia situazione e chissà ancora per quanto altro tempo la vivrò così proprio perchè vivo le cose in maniera stabile. Nel senso che se mi piace una cosa, ma mi piace veramente, non mi passa neanche per l’anticamera del cervello l’idea di cambiarla. E cio’ vale anche per l’amore. Ti innamori, una storia può finire perchè ci sono incompatibilità, manca l’attrazione ci sono troppe discordanze. E ok mi sta bene può succedere. Ma quando ti innamori, la storia va avanti si arriva al matrimonio, ci si ama…come si fa a disinnamorarsi ?
    Ok può esserci qualcosa che non va, che va chiarita, che va affrontata. Ma se ami davvero, se vuoi bene, come puoi allontanare dalla tua vita quella persona ? Io non potrei. Anzi non posso. Poi non so voi ma io adesso sono più sensibile alle frasi d’amore. Quelle semplici. Quelle con su scritto “Ti voglio bene”. Mi il colpisce il fatto di pensare a quanto ci siamo amati a quanto ci siamo voluti bene e a come una cosa del genere possa finire in questo modo. Senza possibilità di appello. Ripeto quel che ho scritto all’inizio: quanto vorrei essere nel suo cervello per sapere cosa pensa, cosa le dice la testa. Come si può dimenticare una vita vissuta insieme in questo modo. Io capisco quando le situazioni sono insostenibili ma non in un caso come il mio. Quello che lei non vuole ammettere è che si comportava in maniera normale. Adesso io ammetto che forse avrei dovuto essere più attento. A dirle più spesso “ti amo”, “ti voglio bene”. Ma quanti uomini fanno come me ? Certo con il senno di poi lo avrei fatto in maniera più spontanea. Però non capisco perchè per me risultava importante anche solo il fatto di prendere il caffè insieme dopo mangiato. Pur se non le dicevo “ti amo”. Magari adesso penso che per lei era vitale il fatto di sentirselo dire. Ma Santo Iddio, quanto leggo di Aleba che nonostante le “ingiurie” del marito ancora lo ama non so cosa pensare. Fatto sta che io mi trovo in una situazione di sofferenza inaudita. Non riesco a staccare dal pensiero di lei. Quasi fosse un’ossessione. Ma un’osssessione data dal voler bene a una persona. Non di possederla nel senso di possesso. Vivere le cose insieme. Le cose della vita. Ecco questo. Non c’è in me sentimento di rivalsa o conflitti vari. Solo il desiderio di stare con una persona a cui si vuol bene, che si ama. Tante cose di quelle che avete scritto voi per me risultano difficile da capire da interpretare. Io sto nella condizione che non ho bisogno di stare solo per capire. Non devo capire nulla. Almeno per ciò che concerne me. Quello che non capisco è come le altre persone riescano a dire con tanta facilità “si cambia nella vita” e “cambiano i sentimenti”. No a me non riesce di pensare ad una cosa del genere. Ok i sentimenti possono cambiare si. Ma quando non si è mai stati sicuri dei propri. Quando è sempre mancato qualcosa. Allora si. Non c’è sicurezza, non c’è certezza…

  • 345
    Fuori dal Coro -

    LUNA – ALEBA – MARIA (segue)

    ….non c’è nulla. Io a volte mi rispecchio in Aleba. E vorrei dire a tanti che dicono “nella vita si cambia”. Ecco ok parlate con Aleba e spiegate un po’ a lei come nella vita si cambia. Certo Aleba è stata “costretta” ad andarsene. Onestamente, obiettivamente non poteva farcela più. Era stanca, offesa, delusa, ma non disinnamoarata. Forse piena di rabbia di come, avendo dato tanto amore non sia riuscita ad ottenere dall’altra parte “semplicemente un uomo normale”. Non uno che la odiasse, che la facesse sentire inferiore, che le dicesse tutto e il contrario di tutto. Aleba, non è vero che tu non ami più il tuo ex compagno. Tu non ce l’hai fatta più. E’ diverso. Perchè io sono sicuro che se tu avessi la certezza che il tuo ex compagno fosse cambiato davvero. Fosse diventato unn uomo normale non credo non lo riaccetteresti. Ok, faresti fatica, ma lo riaccetteresti e pian piano torneresti ad amarlo. Magari non più ad annientarti per lui ma ad amarlo in modo “normale” di quell’ Amore vero reale che non è sofferenza è semplicemente Amore. Amore e basta.
    Proprio oggi leggevo in un post di una delle ultime lettere in questo sito di un uomo la cui donna gli ha detto di punto in bianco che non prova più quello che provava prima. Si trattava di una relazione di qualche anno però ci vuole poco a capire che non si tratta di vero amore. Il vero Amore non finisce. Vuol dire che non è mai stato così forte. Io ho sempre pensato che per far durare un Amore bastasse una forte attrazione fisica, sentimento e interessi in comune. Ma forse non ho calcolato quella componente di irrazionalità che dovrebbe esserci. Ma perchè non era il mio caso. Non c’era irrazionalità tra noi. Abbiamo sempre saputo perchè ci amavamo. E siamo rimasti sempre gli stessi. Almeno io. Forse lei è cambiata pur rimanendo esteriormente la stessa persona. O forse è vero che il frequentarsi ogni giorno distrugge l’Amore la sorpresa ? Boh. Questo è ciò che pensavo da ragazzo. Infatti il matrimonio era per me una cosa tabù. Proprio perchè faceva scendere le emozioni. Trasformare tutto in routine. Eppure io ho fatto in modo che insieme a lei questo non accadesse. Ho sempre cercato di non scivolare nella routine. Anche se per forza di cose per quanto vuoi mostrarti diverso ogni giorno sempre le stesse cose devi fare. E non è facile preparare le sorprese quando hai qualche problema anche tu. Ma forse io l’avevo calcolato questo. Per cui per me anche sedersi a tavola a mangiare non era un gesto abituale. Ma un gesto che mi faceva star bene. Senza per questo darmi delle emozioni “pazzesche” come la prima volta che fai l’amore con la tua donna. Io la passione non l’ho mai persa. Anzi adoravo la fantasia, il fare sempre cose nuove anche sotto il profilo sessuale. Però non è bastato. Se è vero che il problema è il figlio, ciò a preso il sopravvento su tutto. Dovrei scrivere ancora tantissimo per descrivere le emozioni che sento dentro di me nel ricordare ogni piccola cosa.

  • 346
    Fuori dal Coro -

    MARIA – ALEBA

    E’ tradi sono al lavoro devo andare via. Non posso rispondervi come dovrei. Domani non ci sono dopodomani nemmeno. Spero di rispondervi sabato o domenica.
    Scusatemi e grazie
    Un bacio ad entrambe

  • 347
    LUNA -

    FUORI DAL CORO: invece, vedi, io non lo so se Aleba se lo riprenderebbe.
    Naturalmente non sto parlando per lei, perché quello che lei ha dentro io non lo so, però questa certezza che tu dici di avere, perché l’amore vince su tutto, e perché è diverso cambiare o essere costretti a cambiare, io non ce l’ho. E, ti posso dire, se da un lato è chiaro che per me perdere alcune certezze è stato devastante posso dirti che certi concetti di certezza, senza sfumature, possono rivelarsi anche molto molto pericolosi.
    E’ che forse non riesco a spiegarmi bene… quando una persona vive una situazione in crisi da un lato vive di un’immensità di sfumature, perché i parametri sono sconvolti… (e non serve che l’altro o l’altra siano dei mostri, FUORI DAL CORO, è sufficiente che l’altro o l’altra siano persone normali, come dici tu, ma in crisi o che abbiano fatto delle loro considerazioni, tratto delle proprie conclusioni, presa un’altra strada)… allora persino un silenzio può avere dieci interpretazioni, si possono trovare all’interno di un silenzio, o di un gesto a seconda del modo in cui viene fatto o in uno sguardo a seconda che sia più o meno diretto aspettative… o anche nel passato… poiché mancano
    delle chiarezze semplici, in un clima di grande incertezza, vengono sostituite dalle certezze ideali, come “L’amore vince su tutto”, “chi ama davvero non cambia”… e con queste certezze ci si può anche ossessionare, e perdere di vista le proprie sensazioni, che non sono solo idee e pensiero. E anche perdere il senso di realtà. L’amore vince su tutto… ok… bisogna essere in due innanzitutto a allora forse potremmo sostituire questo concetto ideale con: se due persone si amano e guardano nella stessa direzione in due possono sicuramente impegnarsi di più a cercare una strada per arrivare o tentare di arrivare ad un risultato a cui entrambi tendono. di qualsiasi cosa si stia parlando.
    Se due persone hanno il sogno di aprire un ristorante ed entrambe mettono via ogni giorno dei soldi e degli intenti in un salvadanaio e prendono il sacrificio come qualcosa che vale e si autocompensa per arrivare a realizzare un sogno saranno unite verso la meta. Se due persone non riescono a stare separate è probabile che cercheranno un modo perché ciò non avvenga. Ma entrano in gioco altre cose oltre all’amore, e non serve neanche che siano patologiche. Entra in gioco, a parte il fatto di a che punto sta ciascuno, con se stesso, in quel momento del cammino della vita, anche qualcosa che si chiama carattere. Entra in gioco anche qualcosa che si chiama: autocritica, mettersi in discussione, coraggio, paura, ottimismo, pessimismo, pazienza, impazienza, dipendenza o desiderio di indipendenza, e tanto altro. Entra in gioco anche il concetto di amore e di coppia che ciascuno ha dentro di sé.
    Banale quello che dico? però vedi, F. dal Coro, io temo che tu ti stia perdendo negli ideali. Ma io ti dico che alla fine la ragione per cui una persona non ama più o si è ritrovata a

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    a riconsiderare un proprio punto di vista su se stesso, l’altra persona, una relazione ad un certo punto smette di essere così rilevante. o meglio, più rilevante è il suo stato d’animo di quel momento, nel presente. E da qualunque punto di partenza e ideale si sia partiti è il punto in cui ci trova nel presente quello che conta, che sia di apertura o di chiusura, o di mezza apertura o mezza chiusura. NO… forse non mi spiego bene, ma quello che voglio dirti è che anche Aleba, pur avendo amato moltissimo e con una certa idea dell’amore e una certa idea della persona, pur “essendo stata costretta a decidere di andarsene” potrebbe non riaccogliere una persona neanche con tanto di certificato. Non dico oggi, non dico domani, ma potrebbe benissimo dire di no, sentire di dire di no, non avere nessuna voglia e spinta a dire di sì, non dare un’altra occasione. E questo non significherebbe che in passato non abbia amato davvero, o che sia cambiata lei.
    Tu ti riempi la testa di cosa dovrebbe essere l’amore e di com’è chi ama davvero. E io li capisco i tuoi ragionamenti. Ma vedi io credo che amare davvero, in un momento presente (che è un continuo divenire) anche se ognuno può avere la sua idea, certo significa disponibilità, sostegno, appoggio, voglia di metterci del proprio per superare i problemi, voglia di avere vicino l’altra persona, e tante altre cose, tra cui considerare una persona speciale tra tutte le altre. ma al contempo mi ritrovo anche a dirti per esperienza personale che nel momento in cui si rimane rinchiusi nel proprio “amare davvero” e “l’amore vince su tutto”, “chi ama non lascia mai” ecc ecc al punto da non vedere più l’altro per quello che è, non è, e fa o non fa, ed esprime o non esprime, e la relazione per quello che è non è ecc… beh, allora anche se si sta mettendo su un piedistallo una persona o una relazione in realtà quel grande amore comincia paradossalmente a diventare qualcosa di talmente lontano da quel concetto di amore che sembra il motore della resistenza e della caparbietà sino ad entrare nel paradosso. Perché perché tutte queste belle cose che dicevamo possano diventare non idea di un singolo ma progetto di coppia, in un continuo divenire che è la vita, devono continuare ad essere condivise. Tu puoi dirmi che sa amare chi non molla, e io posso dirti però che si può anche non mollare oltre che perché si vorrebbe tanto condividere delle cose e continuare a condividerle con una specifica speciale persona, che si può continuare a picchiare la testa contro il muro di elementi completamente diversi anche perché si è schiavi di una propria eccessiva testardaggine e caparbietà. Ti piace tua moglie per quella che è oggi, Fuori dal coro? Ti piace questa persona che si sta comportando in questo modo con te? Ti piace quello che ti ha detto e non detto? Ti piace il fatto che non stia facendo nulla per mantenere, coltivare il vostro rapporto innanzitutto tra due persone prima ancora che come marito e moglie?

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    Probabilmente no. Soffri la mancanza di lei in maniera devastante, i ricordi che hai ti bruciano al punto da riempire tutte le tue giornate, scaleresti l’everest per avere un’altra possibilità di recuperare il rapporto, rimpiangi le puntate successive, le evoluzioni che a volte pensi di avervi negato a volte valuti che lei vi/ti abbia negato, ma questa persona con cui ti confronti (non puoi confrontarti oggi) non ti piace. E allora, ammesso che tu dica che non ti piaccia, cosa cambia?
    Cambia che anche il tuo amore può cambiare, finire, con gli elementi che continuamente ti vengono proposti. Anche tu ti puoi scazzare, stufare. Solo che tu non vuoi neppure considerare che chi ama, anche chi ama molto e con le migliori intenzioni, possa smettere di amare se si trova di fronte un muro o colate di lava o una separazione senza appello che va avanti per anni. Che può nausearsi dei comportamenti dell’altro. E tanto più, visto che parli di cosa dovrebbe essere la coppia per te, se quello che vedi dall’altra parte da due anni non c’entra una cippa con quello che, secondo te, è la coppia. giusto o sbagliato che sia, ma secondo la tua idea. Il fatto è che però se io ti dico questo probabilmente ora tu lo leggi in questa prospettiva: così lei potrebbe essersi nauseata di me, pur avendomi amato?
    Ma io ti sto parlando di TE.
    Non fai che dire che noi abbiamo avuto a che fare con dei molestatori, mentre tu non lo sei stato.
    E io ti chiedo: valuti che LEI abbia avuto un comportamento molesto nei TUOI confronti nel momento in cui ti ha posto di fronte al fatto compiuto, le sue considerazioni e il suo andarsene, senza darti la possibilità di dire, fare, dialogare? Mentre valuti in continuazione se tu puoi essere stato o non stato molesto agendo in un certo modo, quanto consideri il fatto che, che lei abbia voluto essere molesta o no, che valuti di essere stata o esserti molesta o no, ti abbia dato delle sensazioni negative, un dolore, uno spaesamento che hai vissuto e vivi come molesto? quanto ti risulta molesto startene a pregare o analizzare 24 ore su 24 le cose dietro una porta chiusa? quanto ti risulta molesto il fatto che secondo te lei ha tradito, per il suo modo di essere e pensare, nel momento in cui un suo certo modo di essere e pensare si è fatto azione e prolungata azione in una certa direzione, la tua idea e le tue aspettative di cosa dovrebbe essere un rapporto tra due persone che si confrontano in modo chiaro e alla pari? Dividere il mondo tra patologici che fanno certe cose e persone “normali” che non le fanno non ti serve ad un bel niente, secondo me. Non devi scrivere un manuale su patologia o normalità. La persona con cui sono stata è stata normale, ha “funzionato male” secondo i parametri a me compatibili e secondo la mia visione della vita, ha avuto degli atteggiamenti ossessivi e degli incastri che possono anche essere considerati patologici ma che probabilmente una buona terapia sarebbe in grado di sciogliere se non fosse che lui non è intere

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    interessato in questo momento della sua vita a farlo, in primo luogo per se stesso. E sicuramente io sono stata ferita da certi suoi incastri e modalità e sicuramente non mi hanno fatto bene e sicuramente non mi piacciono, mentre altre cose di lui mi piacevano moltissimo, finché ci sono state. E ci sono state anche durante il casino degli ultimi anni, peraltro, delle cose buone. Ma ci sono state altre cose in cui lui funzionava a modo suo per cui era diventato impossibile vivere una quotidianità serena e progettuale. Alla sofferenza di una crisi e della fine di un amore, o perlomeno della continuazione di una relazione che scorreva su binari cossidetti normali si sono aggiunte una serie di cose molto sgradevoli e si è aggiunta la pessima sensazione di avere a che fare con una crisi personale contro la quale neanche l’amore (e neppure il suo, di lui, se c’era) poteva bastare a creare conciliazione.
    Tu dici: loro erano patologici, io no.
    lei era stupenda, era normale.
    Ok. Quindi? quindi ora è patologica?
    o è normale ma non è normale secondo i criteri che dovrebbe seguire una persona normale?
    anche le persone normali, per come tu intendi la differenza, mi pare, tra normale e patologico, hanno difetti, sbagliano, prendono decisioni secondo la loro volontà che a noi possono non piacere affatto e che secondo noi sono assurde.
    Io potrei dirti che a me sembra patologico che una donna invece di ammettere di essere in crisi con il marito indipendentemente dalla vita che sta conducendo con il marito e indipendentemente se sia svegliata in crisi anni o mesi o settimane prima gli chieda di fare un figlio, e poi quando le viene detto di no sciorini una rabbia retroattiva.
    O potrei dirti che questa persona non è patologica, è normonevrotica, ma ha ragionato secondo i suoi criteri e questo è quello che pensa.
    Che non ha amato più o non ha amato più come prima e invece di dirlo ha messo giù le cose come se fosse solo colpa tua.
    O che ha messo giù le cose come le vede e basta, ma che poiché tu non vuoi accettare che il vostro matrimonio sia finito devi per forza cercare una colpa, fosse pure in te stesso.
    Io questo non lo so, ma quello che mi sembra di leggere, Fuori dal Coro, è che stare a parlare di cosa e come dovrebbe essere l’amore adesso come adesso non ti serve. O meglio, è importante per noi sapere cosa secondo noi è più o meno funzionale nella vita, cosa ci è più o meno affine, ma se non ti confronti con quello che ora NON E’, e da due anni, non ne esci. Tu continui a dirti al contempo, mi pare: è assurdo che il nostro matrimonio sia finito per questo motivo e se solo avessi detto di sì le cose sarebbero andate diversamente. due cose in antitesi. Dire di sì non avrebbe risolto una crisi preesistente. E non ti avrebbe dato una moglie meno in crisi rispetto ad una vita che lei, qualunque sia stata, in quel momento rileggeva in un altro modo. Comunque l’avesse vissuta prima.

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