Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via
Riferimento alla lettera:
Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011
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Tutto si riconduce alla vogli a di mettersi in discussione, di capire e alla disponibilità a spiegarsi bene. Aver paura di parlare, non mettersi in condizione di ascoltare creano distacco tra i partner. Fino a quando tutto gira bene, forse si può andare avanti anche anni a vivere così pensando che sia una vita serena, magari felice. Ma se capita un intoppo, un problema di quelli pesanti come può esserlo un tumore, o il bisogno estremo di comprensione da parte di uno dei due partner, allora si rivelano le ammaccature, i pensieri autonomi che hanno portato ad imboccare strade diverse.
Aleba – Luna
Ciao Luna, Ciao Aleba. Stavolta scrivo una lettera unica. Oggi credo sia il mio ultimo giorno di lavoro e dove andrò non credo che avrò la possibilità di connettermi ad Internet. Ma questo lo dico adesso. Non so se partirò. Purtroppo non l’ho mai detto nei miei post ma credo che in quest’ultimo periodo (un mese circa) credo stia attraversando una fase davvero critica. Non so se può chiamarsi depressione o qualcosa di simile. So solo che non sto bene. Non sono quello di prima. Lo shock dei primi mesi, il pianto, la determinazione che ho avuto nel cercare con tutti i mezzi di riconquistarla, gkli sforzi mentali che ho fatto per farle capire che adesso quel figlio lo volevo anch’io, che ero pronto ad aiutarla dove e come avrebbe voluto, la rabbia per il suo tradimento. Bene tutto questo si è trasformato in angoscia, in nervosismo, in insicurezza, in paura di fare tutto, in un pensiero continuo al mio amore per lei, a ciò che avevo e che sapevo di avere, e soprattutto all’incredulità di fronte ad un cambiamento (almeno nei miei confronti) di una persona in cui ho creduto fortemente e che era diventata sullo stesso piano dei miei genitori.
Tutto questo mi ha portato ad una condizione per la quale mi sento perso nel mondo. In un mondo nel quale non mi sono mai trovato bene perchè non amo questo tipo di società fondata su falsi valori su ideologie sbagliate e falsità.
Io comunque, con tutti gli errori che un uomo può commettere in buona fede, sono un uomo pulito, sincero. Ma soprattutto un uomo leale. La lealtà mi vanto di sbandierarla come mio pregio. Sono e mi ritengo un uomo leale. Un uomo che ha sempre saputo quali fossero le due o tre cose che avrebbero potuto buttarlo giù: un lutto, una malattia, una forte delusione dalle persone in cui credi ciecamente.
Ecco nella mia vita non sono mai contati i soldi, la carriera o quant’altro. Ma quelle tre cose. Su di un lutto prima o poi interviene la rassegnazione. E’ dura, durissima ma sai che è una cosa che avverrà. La malattia magari non te l’aspetti. Penso tra le tre sia la cosa più brutta. Ma se sei attaccato alla vita puoi lottare per tentare di sconfiggerla. Sulla terza non puoi fare nulla. Un amico una donna per la quale fino a ieri eri tutto il mondo e alla quale credevi ciecamente dandole la fiducia massimale ti si rivolta contro. Magari anche con delle ragioni. Ti accusa, ti attacca, ti guarda con rabbia e con odio, ti tradisce. E’ terribile per chi crede in certi valori.
La persona sulla quale fino a ieri ti sei appoggiato e sulla quale facevi sentire il tuo appoggio. Questa persona che non ti considera più per il quale sei diventato il niente. Questa cosa ti uccide. A me uccide dentro.
Ho provato in questi due anni a parlarle con calma. Nonostante lei mi parlasse con rabbia e mi guardasse con odio urlandomi che era colpa mia se era successo tutto questo. Le ho chiesto scusa su qualunque cosa potessi aver sbagliato. Ho fatto di tutto anche sbagliando….
Aleba – Luna….(segue)
…a volte urlando la mia rabbia. Io che non ho mai urlato. Io che non ho mai manifestato rabbia. Sempre calmo e pacifico. Ho chiesto una possibilità, una chance per farle vedere che era tutto un equivoco. Che non era vero che non credevo alla famiglia e che non avrei amato mio figlio. Non me la sentivo e basta. Vivevo una vita a mio parere fantastica con mia moglie e…mi bastava lei per vivere felice. Non sentivo il desiderio, il bisogno di un figlio, anche se a volte ci pensavo. Ma pensavo che un figlio avrebbe creato problemi. Che ci avrebbe impedito di fare quel tipo di vita che ci eravamo prefissata e che credevo anche lei volesse fare con me. Nonostante le sue richieste cara Luna (Aleba già lo sa), non ho mai avuto la sensazione che mia moglie desiderasse così tanto un figlio. Una volta mi disse questa frase: “vorrei averlo perchè ho paura di pentirmene”. Questa frase mi è sembrata equivoca. Una frase detta da qualcuno che forse vuole una cosa perchè “si deve fare”. Non ho capito il deisderio.
Ma oggi care Luna e Aleba sono in un tunnel senza via d’uscita perchè ho capito che probabilmente un figlio lo negassi a me stesso proprio per paura. Una paura camuffata dal desiderio di vivere una vita senza ansie. Mi manca mia moglie. Mi manca la vita con mia moglie. Mi manca un figlio che vorrei da mia moglie.
Io sono una persona tranquilla. Mi sono sposato con l’intento di fare le cose per bene. Non comandando nessuno. Cercando di non dire mai parole fuori luogo. Cercando di vivere serenamente. Rispettando genitori suoceri e parenti. Ma soprattutto cercando di essere felici. Non ho mai pensato care Aleba e Luna che il matrimonio fosse un percorso così difficile. I cambiamenti, gli umori. No. La mia mente non contemplava ciò. Ci eravamo conosciuti troppo bene. Sapevamo tutto uno dell’altra. Ci siamo detti tutto. Io le ho detto tutto. Ho sempre cercato di evidenziarle i miei difetti. Per farglieli capire. Per dirle: “questo è il mio massimo del male, oltre non posso fare”. Lei stessa diceva che la cattiveria non esisteva in me. Mi difendeva davanti a tutti. Oggi mi attacca davanti a tutti.
Ma io sono qui ancora a cercare di capire perchè. Io la sogno di notte. Sogno i nostri dialoghi. Tutto.
Luna, Aleba. A te Luna ti ho letto poco, Aleba molto di più. Siete entrambe bravissime a scrivere e a far capire i concetti. Leggendovi capisco alla mia età quando sia difficile oggi “sopravvivere” ad un matrimonio. Onestamente credevo fosse più semplice. Per me la base fondamentale era il Sentimento. E sul sentimento doveva girare tutto. Oggi però sembra che i sentimenti vadano e vangano. A mio parere si da importanza a troppe cose e tutto diventa complicato così come è complicata qualsiasi cosa della nostra vita. Basta girarsi attorno e guardare come le cose semplici siano dibentate complicate.
Aleba faceva l’esempio delle due macchine in garage. Ma come si può arrivare ad urlare per una cosa simile ?
Ciao a entrambi 🙂
Fuori dal coro: io capisco il tuo stato d’animo. E ti dico sinceramente che quando una persona si rende conto di avere un malessere come quello che tu dici di provare, e ha l’intelligenza e la sensibilità e la consapevolezza per rendersi conto che così non va, non solo non c’è nulla di male nel chiedere aiuto, ma è un atto di intelligenza e amore verso se stessi, in primo luogo. Se non ci si ama più è importante tornare ad amare se stessi, se si ha l’impressione di non riuscire ad amare se stessi e la vita come prima idem. Tanto più se idee che cominciano a sembrare “ossessive” girano in testa 24 ore al giorno.
Tu sei sconvolto e io lo capisco. Capisco anche che in questo momento tu non riesci a credere che mai potrai stare meglio di così. Potrai invece, perché in questo forum ci sono tante persone che hanno purtroppo attraversato tempeste emotive e personali ed esistenziali come la tua. Non sto banalizzando e minimizzando la tua, nè ti dico che ORA tu dovresti stare bene come un fiore, che sia strano che tu ti senti come dici di sentirti. Sei scioccato, è naturale.
La frase che lei ha detto e che riporti: paura di pentirmene, riguarda chiaramente un SUO percorso personale, in cui lei faceva i conti forse comunque anche con delle contraddizioni dentro di sè.
Perché, hai ragione tu, è diverso dire: “sento di desiderare un figlio ora” o “ho paura che in futuro potrei pentirmi di non averci pensato ora”.
Per quanto riguarda le tue paura, Fuori dal coro, erano le tue paure.
Puoi darti addosso quanto vuoi per averle avute, ma in fondo confrontavate due ansie futuribili oltre che due diversi desideri in quel momento.
Lei temeva di pentirsi domani e di non saper gestire in futuro guardare indietro e non aver avuto un figlio.
Tu temevi di pentirti domani di averlo voluto un figlio, e di non riuscire a gestire una vita diversa.
certo, non tutto si riassume in una frase, però è comprensibile, per il tuo modo di essere che quella frase ti abbia colpito. Avrebbe colpito anche me.
Perché neanch’io sono una schematizzata ma se una persona mi dicesse: “desidero un figlio da te ora, perché ti amo” e percepissi entusiasmo e gioia la prenderei diversamente che se una persona mi trasmettesse ansia dicendomi: “credo che dovrei avere un figlio ora, perché sennò un domani potrei pentirmene”.
io non sto giudicando lei, perché i suoi pensieri sono comprensibili.
D’altra parte forse lei ha visto in se stessa una questione emotiva (quindi più “valida”) e in te una questione “pratica” (voglio vivere esattamente come adesso, voglio stare in pace, non cambio idea). Sulla carta l’una può sembrare meno egoista dell’altra. Ma anche se è verissimo che esiste l’egoismo, e in entrambi i sensi, rimane il fatto che tu parli di paura. Tu avevi paura di cambiare vita. Tu avevi paura di scuotere un equilibrio?
Perché?
Tu Fuori dal coro mi sembra (posso ovviamente sbagliarmi) forse avevi bene chiaro in mente cosa dovrebbe essere il matrimonio felice.
Ciao Fuori dal Coro. Si percepisce chiaramente quanto tu sia emotivamente distrutto, angosciato; quanto l’amore per tua moglie stia diventando come un pensiero ossessivo che intacca ogni aspetto della tua giornata. I sentimenti sono tutto nella vita, almeno questo credevo. Sono convinta che la natura del tuo sentimento sia pura, assolutamente limpida e non equivoca. Sulla base di cosa pensi di dovermi dire che avresti amato tuo figlio? Amare un figlio, soprattutto quando si ama il proprio partner, è assolutamente naturale. Certo, come dicevamo qualche tempo fa, i papà a volte realizzano l’immensità dell’amore per i figlio quando se li ritrovano tra le braccia. Tu sapevi che avresti amato un eventuale figlio, però giustamente ti rapportavi con la vita vissuta fino a quel momento, nella quale un figlio non era previsto. La frase di tua moglie, quella sul “probabile pentimento futuro” per me è la conferma della confusione enorme che regnava dentro il suo animo, e che penso vi regni ancora. Non ha affrontato l’argomento sotto ogni possibile aspetto, nè con sè stessa e neppure con te. Il figlio è rimasto un concetto aleatorio, sospeso in un limbo nell’incertezza se poterlo desiderare o meno. Questa sua incapacità di mettere le carte in tavola, ha inevitabilmente compromesso anche la tua possibilità di mettere le carte in tavola. Se ad un certo punto le condizioni cambiano unilateralmente ma la controparte non ne viene debitamente informata, allora si può parlare di truffa, colposa o dolosa…ma sempre di truffa si tratta. Tu conducevi la vita di sempre, non percependo minimamente quanto stava accadendo in realtà. Il fatto che lei aggredisca te e ti consideri l’unico colpevole della fine del vostro matrimonio, questo dimostra che non è cosciente dei suoi errori, o meglio…probabilmente li conosce bene ma pensa di poterli arginare nascondendoli sotto il tappeto. Purtroppo non ci sono vie di uscita, nessuno può essere costretto ad esaminare con chiarezza la propria vita, se non ha la volontà di farlo. Io so quali sono le mie colpe, e stanno tutte nella mia assurda disponibilità a fare da zerbino a lui. Già, nonostante io esprimessi continuamente il mio disagio nella posizione zerbinale, non mi sono spostata per anni concedendogli di fatto di pulirsi le scarpe a piacere. Quando una posizione crea malessere, è giusto verso sè stessi cambiare posizione e allontanarsi il più possibile se necessario. Tua moglie ha vissuto un malessere profondo e confuso che ha preferito tenere per sè, tu non avevi modo di capire. Mi auguro che tu vada via,Fuori dal Coro, che cerchi qualche occasione per rilassarti e per raccogliere i pezzi. Vorrei poterti dire che continuando a coltivare il tuo amore per lei, un giorno ne verrai a capo e sarete di nuovo felici insieme.Forse un tempo ti avrei parlato così,oggi penso che sia indispensabile riconoscere che nei rapporti tra esseri umani,difficilmente lo scambio sia semplice e diretto come dovrebbe essere soprattutto in famiglia
In questo senso anche tu sei stato “conforme”, conforme con quella che era la tua idea di relazione.
Non è una critica, voglio dire che anche le persone che si definiscono “anticonformiste” hanno un’idea di cosa sia la vita in modo conforme al loro modo di essere.
Di per sè nè il conformismo nè l’anticonformismo ci tutelano da non soffrire nella vita o non scontrarci con dei conflitti o delle delusioni. Lo sa chi ha seguito uno schema preciso fidanzamento-matrimonio-figli pensando che questo bastasse di per sè a tutelarlo dagli scossoni della vita ed è rimasto sconvolto nel momento in cui si è accorto che comunque e invece sempre le relazioni sono dinamiche.
Lo sa chi, come me (e come te, probabilmente) invece poiché ha pensato di scegliere di cuore ma in modo libero, spontaneo senza forzature, senza “questo deve succedere perché così dev’essere” ha visto che neppure questo di per sè tutela dal fatto che le relazioni sono fatte da persone e sono dinamiche.
@Leggendovi capisco alla mia età quando sia difficile oggi “sopravvivere” ad un matrimonio.
Fuori dal coro, io di anni ne ho 37 e anche se non mi sono mai sposata davanti ad un prete o il sindaco, quello è stato il mio matrimonio, ed è comunque durato 17 anni, in cui per dieci anni mi sono sentita come te nei tuoi 15, anche con tutti gli idealismi che dici, e nei seguenti mi sono sentita come te in questi due. E in particolare mi sono sentita come te nel momento in cui a questi problemi si sono aggiunti un lutto vicino e uno di un amico, dei problemi di salute di un famigliare e miei. E mi sono sentita non solo come se la mia storia e il mio amore mi mandassero in tilt e disgregassero tutte le mie certezze (non su una persona, ma anche su cosa io avevo sempre pensato della vita) ma in generale in un buco nero. Quindi nulla del tuo stato d’animo mi stupisce, solo che quello che vorrei dirti è che questo stato d’animo che hai non ti deriva solo dal male d’amore o dal fatto che non puoi vivere senza di lei, ma anche dalla botta che hai preso e dal fatto che per due anni interi ti sei mangiato la testa e il fegato ripercorrendo come se tu guardassi un film, fermando ogni frame, quello che è stato, non solo per rimpianto ma anche in autocolpevolizzazione. In questi due anni tu hai fatto di tutto per rimediare, e da solo, ma di fatto per te sei ancora sposato con lei, sei ancora al primo giorno in cui lei se n’è andata, solo con un carico di stress e frustrazione lungo due anni in più. Non è che non guarisci, è che non hai ancora mai cominciato a rielaborare veramente il lutto mi sa. La mia non è una critica, spero si capisca. Inoltre ti sei fissato sulla questione del figlio perché anche lei ha contribuito a fissarti lì. Ma le relazioni non esplodono mai per una cosa sola
il più delle volte qualcosa macina sotto la facciata. Magari in maniera inconscia, magari ereditata dai modelli ricevuti da piccoli, però è sempre un qualcosa che, se non affrontato e risolto, potrebbe danneggiare il rapporto. Non voglio dire che assolutamente tutti hanno dei tarli interiori, qualcuno è perfettamente integro, qualche altro è completamente marcio. Per come ho vissuto io con il mio ex, posso dire che con il tempo è peggiorato tantissimo, certo ha contribuito la sicurezza che gli dava il fatto che io fossi sempre li al suo fianco, nonostante tutto, ma la botta peggiore è arrivata con la famosa eredità. L’avidità di potere, il circolo vizioso denaro/potere è la rovina della nostra società. Sembra che l’immediatezza e la semplicità di un sentimento possa essere calpestata solo perchè intangibile. Io non so cosa voglia dire avere a fianco qualcuno che si occupa di me, non so come ci si senta a non essere trasparenti, a ricevere risposta alle domande, potrei raccontare decine di episodi, negli anni, che farebbero accapponare la pelle alle persone “normali”. Nel trasloco ho ritrovato le lettere che gli ho scritto nel corso degli anni. Alcune avevano un tono talmente disperato che mi chiedo proprio cosa mi abbia trattenuto così a lungo vicino a lui, alla sua portata! Lettere scritte con tutto il cuore, parole bagnate da lacrime imploranti che non hanno portato a niente, anzi penso che il fatto che io gli scrivessi abbia peggiorato la sua opinione su di me. Lui odia chi scrive, lui odia chi legge. I miei libri sono volati fuori dalla finestra più di una volta.
Tornando a te, Fuori dal Coro, probabilmente stai attraversando la fase più brutta, sei nel tunnel e ancora non vedi la luce che indica l’uscita. E’ la presa di consapevolezza, è la dichiarazione in tutta onestà verso te stesso, che prendi atto di come sono andate le cose. Riconosci i tuoi errori e sei quasi pronto a dichiarare che non avresti potuto fare di meglio. Anche lei, non avrebbe potuto fare di meglio, capirai anche questo. Il tunnel è lungo, sembra interminabile e ti servirà tempo e tanta tanta energia. Fare passi, piccoli passi ogni giorno. Anche scrivere qui è un passo!
A presto
Aleba
con questo non ti invito ancora di più a scandagliare istante per istante dove tu o lei potete aver sbagliato. Ti dico una cosa invece (e ricorda per piacere che te lo dice una persona che sa cosa provi) che forse ti suonerà ora inaccettabile, ma che io credo, per me, che abbia un senso, e vedo se riesco a spiegartela, perché è una cosa che dentro di me sento ma che forse non so dire bene a parole: non fissarti su un equilibrio che tu definisci perfetto e che si è rotto, pensa che la natura fa emergere gli squilibri e cerca nuovi equilibri. Che magari in un primo momento noi non sappiamo accogliere, perché crediamo di sapere che ne esisteva solo uno perfetto. E pensa che non esistono equilibri perfetti, ma solo equilibri che in quel momento funzionano.
Non esiste relazione che ogni giorno non si confronti con il concetto di equilibrio, secondo me. Anche il rapporto con gli amici, il lattaio, i colleghi di lavoro. E si partecipa sempre in due, persino quando uno dice sempre di sì all’altro e invece cova frustrazione ma non lo dice (e poi rinfaccia di aver sempre detto sì… ma ha detto sempre sì anche perché in quel momento, funzionale o no che fosse, sentiva un “vantaggio” funzionale a dire sempre sì, fosse pure tacere il terrore invece di scappare), si partecipa sempre in due anche quando uno è un manipolatore e l’altro la vittima (la vittima può essere anche inconsapevole, ma al contempo nella sua reazione o inazione – non parlo di colpe, nb, parlo di gioco delle parti, partecipa), persino quando si è manipolatori in due, o in due ci si fa da salvagente a vicenda.
E’ chiaro che nelle relazioni positive questo si avverte molto meno, mentre tanto più una relazione è disfunzionale tanto più il meccanismo da fuori può saltare agli occhi. Con questo voglio dire che c’è stato un preciso momento della sua vita in cui tua moglie ha scelto un uomo che aveva determinate caratteristiche e che nel corso del tempo ha deciso di tenerselo e ad un certo punto ha deciso di lasciarlo. E ogni giorno ha comunque rinnovato la sua scelta, in base a com’era la persona di fronte, in base al proprio stato d’animo, in base ai propri schemi, in base a vari fattori. Lo stesso vale per me nei confronti del mio ex e per Aleba e per loro nei nostri confronti. Forse non mi spiego. Comunque non sto proponendo affatto una visione poco romantica o meccanica e utilitaristica dell’amore. Dico che la tua ex aveva il diritto di evolversi con nuove esigenze, aveva il diritto/dovere di manifestarle, aveva il diritto di desiderare che tu le accogliessi, ma che, al contempo, tu eri chi eri, non chi voleva che tu fossi, e l’uomo che lei aveva scelto, pure con i tuoi difetti, con le tue modalità, con le tue paure. Questo non significa che non possa dire: ciò o cioaltro mi ha fatto del male. E ha il diritto di operare una scelta di distacco. Però tu non devi farti carico di essere stato il solo coreografo di un paso doble durato 15 anni, nel bene e nel male. Nè io e Aleba.
Mi scuso per la lungaggine, e concludo:
a te fa male, Fuori dal coro, anche forse il fatto di sentirti costretto a rivedere le tue idee e il tuo modo di essere, cioè, nel senso che è come se per un lungo periodo della tua vita tu ti fossi sentito in equilibrio con la tua identità, con il tuo modo di vedere i sentimenti e l’unione, con il tuo modo di usare e gestire il tempo, con il tuo modo di guardare il presente e il futuro, e avessi trovato in questa relazione proprio ciò che sembrava far collimare tutte queste cose in un’evidenza di essere sulla strada giusta. Poi arriva qualcosa, una tranvata micidiale, che di colpo è come se ti svegliasse a bastonate e ti dicesse o 1) era sbagliato tutto ciò in cui tu credevi 2) mentre eri disattento e pensavi di stare in armonia in realtà non era così 3) tutto quello in cui tu avevi fede (non l’altra persona, il tuo modo di essere, pensare, valutare, vivere) era un’illusione 4) tutto quello che ecc ecc non potrai esserlo mai più.
Forse non è così, forse lo dico perché penso a me. A come mi sono sentita la sera in cui di colpo, mentre dicevo “cosa facciamo domenica?” una persona mi ha fatto crollare il mondo in testa. mi sembra ancora di sentirlo lo sgregolarsi del mondo. Mi ricordo che il mattino dopo sono andata a lavorare e che TUTTO mi sembrava diverso. ero sotto shock. E io sino a poco prima pensavo di essere “al sicuro”. Non al sicuro grazie a lui, non al sicuro grazie ad una relazione, ma al sicuro per il modo in cui guardavo il mondo e in cui avevo gestito la mia vita sino a quel momento. io ero fiera della mia relazione, e non in base ad uno schema per cui a quell’età era meglio stare con qualcuno che stare soli o chissà che. Ma io ero fiera e contenta del mio mondo. Ero appena uscita da un periodo duro, in cui avevo passato ogni giorno in ospedale per una persona cara ammalata, che si era salvata per miracolo. Pensavo: ora mi rilasso, vivo, persino più di prima il valore di tutto quello che ho, e a cui già prima davo valore, perché ho visto il mio cuore rigirato come un calzino da un dolore vero. Invece…
per anni, e tanto più mentre attraversavo situazioni che me prima erano state inimaginabili, mi sono sempre detta: MAI io sarò come prima di quella sera in cui dicevo: cosa facciamo domenica?
MAI E POI MAI. Ed era anche questo a sconvolgermi. Perché vedevo il mio mondo interiore irrimediabilmente connesso con il fatto che lui ne facesse parte e vedesse noi stessi e il mondo come io lo avevo sempre visto. Quindi poiché lui era andato in tilt anke il mondo, anche in modo retroattivo e futuro, era irrimediabilmente stato solo illusione ecc. Così come la dolcezza che io avevo sempre saputo trovare nella vita. In realtà il mio mondo interiore è nato e si è formato anche prima di lui. E’ chiaro che il mio è stato un lungo percorso e lo è. Ma oggi riesco a dirmi più spesso del contrario e più ad alta voce: qlla famosa sera è crollato un mondo, non il mondo e non il MIO mondo. e una differenza la fa
Aleba – Luna
Vi chiederete perché oggi sono ancora qua e vi sto scrivendo mentre dovrei essere altrove. Bè sarei dovuto partire ieri ma non ce l’ho fatta. Non so spiegarvelo. Ma mi è presa come una paura, un terrore di dover partire. Avevo un appuntamento con un mio amico stamani per partire. Ma ho avuto una sorta di “attacco di ansia” che mi ha impedito di farlo. Gli ho telefonato dicendogli “non sto bene non me la sento di partire domani”. Non ho mai avuto questi problemi. Sono andato fino in capo al mondo senza paura di niente e di nessuno. Qualche forma di ansia credo che più o meno capiti a tutti. Ma ciò che mi è capitato tutto non credo sia normale. Almeno per me. Mai successa una cosa simile. Ho dovuto soccombere. Spero di poter superare la cosa e raggiungere il mio amico domani o dopodomani. Non lo so lo spero. I miei genitori mi hanno visto in una situazione in cui non mi avevano mai visto prima. Glielo ho detto. Ho paura. Paura di tutto. Una paura razionale da una parte e irrazionale dall’altra. Forse sto toccando il fondo. Forse il mio fisico si sta esaurendo a questo stato di tensione che mi accompagna da quasi due anni. Due anni di lotta per la riconquista, due anni di delusioni. Due anni in cui mi colpevolizzo e non mi perdono. Non sto in pace con me stesso e non riesco a far pace con me stesso. La mia vita, il mio modo di pensare sono stati sempre improntati alla logica alla semplicità. Oggi mi trovo a confrontarmi contro i pensieri della mente. Quando vi leggo lo faccio nel modo più attento possibile. Scrivete meravigliosamente bene. Non so esprimere bene i concetti così come li esprimete voi. Quando vi leggo, ogni giorno che passa rimango sempre più colpito da ciò che avete elaborato. Ripeto quel che ho scritto qualche post fa: non credevo che il matrimonio fosse così complicato. Non pensavo che in un rapporto di coppia la mente di due persone potesse arrivare a determinati contrasti. Ho sempre pensato che la semplicità, la parola fossero due elementi basilari per risolvere qualsiasi conflitto. Nel mio caso non pensavo ci potessero essere così tanti conflitti interiori in questo caso nella mente di mia moglie. Io con tutta onestà mi ritengo essere stato la chiarezza fatta persona. Non ho mai cambiato il mio modo di essere nei suoi confronti. Mi sono comportato così come lei mi ha conosciuto. Lei conosciuto i miei amici ultraquarantennali che le hanno confermato nei discorsi che si facevano la mia semplicità del mio modo di essere.
La mia mente purtroppo non contempla i cambiamenti radicali. Quelli si ci possono essere. Ma quando si è giovani. Poi non credo ci si possa modificare più di tanto.
Vorrei raccontarvi una “favoletta” che a mio modo di vedere “racconta” la mia storia: Io e mia moglie abbiamo seguito una strada: Via della Coppia. L’abbiamo percorsa insieme felicemente per 8 anni durante il fidanzamento. Poi durante questo percorso abbiamo incontrato un negozio, si chiamava Negozio del Matrimonio. Ci siamo….
Aleba – Luna….segue
….fermati e abbiamo deciso di comperarlo, continuando a percorrere la Via della Coppia dialogando durante il percorso e sostenendo che l’avremmo continuata a percorrerla per sempre. Ad un certo punto lei si è accorta che la Via della Coppia era parallela alla Via della Famiglia. C’era un bivio, lei si è fermata, dicendo che le sarebbe piaciuto cambiare strada e percorrere la Via della Famiglia. Io che durante tutti i km di percorrenza avevo sostenuto insieme a lei che la Via da percorrere era quella Coppia non mi trovavo d’accordo. “Ma come ?” Pensavo. “Per migliaia di km abbiamo parlato più volte che era la via adatta a noi, che ci stava dando la felicità e ora tu vuoi cambiarla ? Si, anche la Via della Famiglia è incantevole ma comporta cambiare abbigliamento, scarpe, modo di camminare e difficilmente potremmo fermarci a nostro piacimento così come abbiamo fatto finora e non potremo godere dello stesso panorama che c’è nella Via della Vita di Coppia poiché la Via della Vita di Famiglia non ha un bel panorama e comunque non avresti tempo per ammirarlo, perché saresti presa da altre cose. Belle anch’esse ma completamente diverse da quelle che ci sono nell’altra via. E’ una Via diversa Amore mio.”
Abbiamo continuato per la Via della Coppia. Passeggiando serenamente come sempre e fermandoci sempre ad ammirare tutti gli splendidi panorami che la Via ci proponeva. Senonchè un mattino mi sveglio e non trovo più mia moglie. Sta tornando indietro, verso la Via della Famiglia (forse). “Ma dove vai ?” le urlo. “Verso la Via della Famiglia ? Vengo anch’io con te. A me piaceva questa Via. Mi piaceva percorrerla con te. Ma se a te questa non piace più vengo con te e percorriamo insieme la Via della Famiglia. Sono sicuro che nonostante aspirassi a percorrere la Vita della Coppia insieme a te mi piacerà percorrere anche l’altra insieme a te. Perché non vuoi ?”
Lei non vuole più.
Bella la “favoletta” Aleba e Luna ?. Un modo molto semplice per spiegare quello che mi è successo. Ma voi pensate che se davanti al primo bivio lei si fosse fermata e mi avesse detto: “Amore mio, la Via della Coppia percorsa insieme a te è stata bellissima. Io stessa ti ho giurato che avrei voluto percorrerla fino alla fine. Ma ora sento il desiderio di percorrere quest’altra insieme a te. Non credevo di volerla percorrere prima. Ma adesso vorrei tanto percorrerla insieme a te. Lo so che tu non vuoi ma io ho paura di non riuscire più a percorrere la Via della Coppia. Fermiamoci. Riprendiamo fiato. Magari riflettiamo un po’ da soli. Schiariamoci bene le idee dopo aver dormito bene e poi riparliamone e decidiamo”
Di cosa aveva paura mia moglie facendomi un discorso come questo ? Che l’avessi persa ? Che l’avessi abbandonata ? Forse sarei rimasto male. Può darsi pure che avrei chiesto del tempo per rimanere da solo per riflettere. Magari chiedendo consiglio alle persone più care. O solo ascoltando il mio cuore. Ma sono certo che non l’avrei mai…
Ciao Fuori dal Coro, chissà perchè immaginavo di trovarti qui. Capisco lo stato di ansia, la paura irrazionale ed è proprio dovuto ad un crollo psicofisico. Quando tutto sembra insensato, quando ti sforzi per trovare una sola ragione al mondo per proseguire comunque, allora vuol dire che è giusto fermarsi un pò. La ragione per proseguire la trovi dentro di te, fai il viaggio, raggiungi il tuo amico! Hai paura di fare un passo che potrebbe rendere più facile la risalita, già perchè tu stai toccando il fondo e quando si arriva in fondo si è sempre soli. Risalire significa ammettere che puoi accettare la fine del tuo matrimonio, del matrimonio per come lo hai vissuto negli anni. Restare adagiati sul fondo, invece, è come aver paura di dire che la vita va avanti anche nel bel mezzo di un drastico cambiamento, che c’è una parte di te, la più arcaica e istintuale che lotta per la sopravvivenza. L’autoconservazione prescinde dall’avere qualcuno accanto, la paura è un meccanismo che il cervello mette in atto liberando una serie di ormoni che mettono in guardia. Se ciò che ti spaventa non è ben evidente, allora la paura dilaga nell’ansia e ci si trova congelati nelle idee e nel fisico. Meno male che a contrastare il tutto, se la tua natura istintuale non è proprio spenta, il corpo reagisce, il cervello scova da qualche parte anche un piccolo apparentemente insignificante motivo per andare avanti. Allora ti alzi e riprendi il cammino.
La favola delle due strade, con il bivio e tua moglie che torna sui suoi passi senza di te, inquadra perfettamente ciò che hai esposto fino ad ora. Certo tua moglie avrebbe dovuto parlare con te, esattamente nei termini che hai scritto tu. Purtroppo nella sua mente la scelta era immersa nelle ombre, non ha saputo discernere e non ha avuto il coraggio di chiedere aiuto se non in un uomo al di fuori, che tra l’altro era innamorato di lei da anni. Penso abbia visto l’alternativa, penso abbia inconsciamente inibito il bisogno di parlarne con te, probabilmente aveva paura anche solo di mettersi in gioco, nella vostra vita, sotto un punto di vista totalmente diverso da quello al quale eri abituato tu. Certo, anche se conosco bene la sensazione di avere mille pensieri contrastanti in testa, che cercano di mettersi a tacere l’uno con l’altro; anche se capisco il senso di vuoto e la perdita di speranza per il futuro che ad un certo punto si impossessano di tutti i neuoroni, che ti portano a non trovare la via di uscita. Anche se capisco la disperazione nel non trovare un accesso alla mente e al cuore del partner, io non posso dirti perchè lei non ne abbia parlato con te. In base a ciò che scrivi di te, credo che avrebbe dovuto sentirsi libera di esprimersi e sicura di essere ascoltata. Magari avrebbe dovuto prenderti di petto, ma è così che si fa per le questioni importanti, ci si espone! soprattutto quando si tratta di tuo marito. Svegliarsi un bel giorno, dopo un paio di mesi dall’acquisto della casa nuova, e allontanarsi con…
…la scusa di qualche giorno di riflessione, non è stato un comportamento corretto..non da moglie. Io faticato tanto per raggiungere la consapevolezza del fallimento della mia relazione. Ho persino implorato lui di provarci con me a salvare la nostra storia. Ti ho già scritto come reagiva lui alle mie richieste, nonostante tutto ho continuato a cogliere ogni occasione per affrontare l’argomento. Il disprezzo nei suoi occhi, lo ricordo bene e fa ancora male. Sono precipitata talmente in basso che non trovavo appigli per non sprofondare, o forse non volevo assolutamente appigliarmi a qualcosa che mi aiutasse a uscirne, proprio per non dover dire davanti alla comunità intere “Questa non è casa mia, Questo non è mio marito, Questo non è neppure mai stato il mio compagno, Questa non era la mia vita, Tutto è finito, il sipario si chiude su questi 17 anni di commedia melodrammatica!” Non volevo accettarlo, come tu non riesci ad accettare adesso. Per anni ho impedito deliberatamente a me stessa di ferire lui, mentre lui mi feriva e mi disprezzava quotidianamente. Non mi passava neppure per l’anticamera del cervello dirgli delle cose vere, che però sapevo avrebbero danneggiato il suo amor proprio (oggi dico EGO di megalomane). Ad esempio la megavillona superconfortevole. Quanto si è vantato di fronte a tutti, prima fra tutti di fronte a me. Gonfio come un pavone con la ruota multicolore fiero e orgoglioso della casa che è riuscito a costruirsi, mentre io non ero neppure in grado di mantenerla adeguatamente pulita. E io sempre a sentirmi inferiore, ospite nella casa dove avevo la residenza, sempre a mortificarmi per ogni granello di polvere. Io che occupavo tutto il mio tempo libero per lucidare la sua casa, mi sentivo talmente incapace!! Mia figlia, mi ha aperto gli occhi mi ha costretta a guardare chiaramente come conducevo la vita con lui. Un giorno mi telefonò in ufficio dicendomi “tua figlia mi ha appena detto che, se io non stessi sempre sul divano ma ti dessi una mano tu saresti meno nervosa, cosa c.... gli vai a dire alla bambina?” Io?? Io non gli ho mai detto una parola negativa su di te, lei vede con i suoi occhi e sente con le sue orecchie. Io ero davvero sul punto di andare sul classico ponte e fare il salto. Non capivo più il senso della mia presenza al suo fianco. Io si mi sono sgolata con lui, ho scritto lettere su lettere, ho pianto e mi sono arrabbiata. Ho chiesto alla mia dottoressa il valium, per sopire il cervello in casa. Non potevo ricorrere ai superalcolici, mi avrebbero rovinata. No, la dottoressa non ha voluto darmelo..mi ha detto di trovare la fonte, di capire perchè. Era l’unico sistema. Io il perchè l’ho capito, e lo voglio tenere bene a mente, per non ricadere nella trappola della compassione per chi piange…io compassione non ne ho mai ricevuta, io non sono mai stata la sua donna da tenere sul palmo di mano, come era lui per me. Non volevo capire che la fine era inevitabilmente vicina e che per forza avrei dovuto vivere…
vivere nonostante avessi lasciato la mia vita in quella casa non mia. Ho lasciato soldi, tantissimi, ma soprattutto ho lasciato anima. L’anima di chi si impegna convinta che sia fino alla morte, la dedizione di chi vorrebbe non dover mai dire “scusami non ci sono riuscita”. Ho lasciato il mio amore, quello puro e semplice per il mio cagnolino. Il mio cuore piange ogni giorno per quei dolci occhi che non rivedrò più. Io ho perso tutto, ho dovuto perdere tutto per smettere di camminare sulla strada sbagliata. Cercare aiuto per guardare la realtà dritta negli occhi, per non nascondersi più nella penombra ma alzare la testa e pretendere che venisse accesa la luce è stato un passo estremamente pesante. Ho chiuso, ho stampato il mio necrologio e per lui sono morta. Non voglio chiarimenti, come vorresti tu adesso, quelli li ho cercati invano scavando e scavando. Ho ricevuto insulti, offese, maltrattamenti di ogni tipo per andare avanti nella mia ricerca di un perchè, perchè non mi amasse di un amore sano. Ho rinunciato, non voglio chiarezza, io la mia luce l’ho accesa e ho cominciato a dare un nome e un volto ad ogni mostro che ha interferito nella mia coppia per tutti questi anni. Sono mostri antichi e molto potenti, altri sono arrivati con il tempo, ma la base della sua vita è piena di mostri suoi, e quelli è compito SUO imparare a conoscerli per imparare a proteggersi dalla loro azione distruttiva. Suo padre era un alcolizzato, un violento. Che genere di esempio di famiglia può aver ricevuto? Io non voglio una famiglia così, no! a costo di dover essere considerata morta, io voglio vivere, passerò attraverso l’inferno, ma ne uscirò. Non mi fermo sul fondo ad aspettare che lui sia disposto a dirmi “Sono un idiota, avrei dovuto occuparmi di sanare le mie ferite risalenti all’infanzia, avrei dovuto capire che stavo riproponendo un modello sbagliato di marito/padre, non ti ho ascoltata, perdonami, ora mi voglio curare, voglio guarire, ci riuscirò per amore della vita, per amore di mia figlia e per amore di una donna, che forse potresti essere tu”, NO io non aspetto più, nessun essere umano che non accetta l’aiuto, può essere effettivamente aiutato. Un eroinomane può essere forzatamente disintossicato in ospedale a seguito di una overdose, per la quale è stato soccorso in stato di incoscienza dall’ambulanza, ma uno che viene visto mentre si buca da un medico, non può essere portato in ospedale per essere curato. La cura deve richiederla, deve iscriversi ai programmi di disintossicazione volontariamente. Dai perfavore, io penso alla mia salute fisica, mentale e sentimentale. Cosa sia l’amore in realtà io non lo so, non so neppure se mi vi di scoprirlo!! Se fossi rimasta, se tua moglie fosse rimasta, nonostante avesse anche solo immaginato di desiderare di deviare, di imboccare la strada della famiglia, certamente in futuro si sarebbe riversato tutto su di te lo stesso. Magari a tua insaputa, ma in lei sarebbe sorto comunque il rancore.
Vado ora, baci Aleba
Restare intrappolati in una storia sbagliata è veramente terribile. Ti senti soffocare, vorresti fuggire via e magari non trovi subito il coraggio per farlo … Intanto l’ansia e la frustrazione aumentano, ti rendi conto che proseguendo su quella strada ti condanneresti all’infelicità perpetua, diventi sempre più insofferente … Cominci a non dormire più la notte, a somatizzare il tuo malessere psicologico, a sentirti veramente come un topo in gabbia… Alla fine quello che ti può salvare è soltanto il coraggio. E di coraggio ce ne vuole tanto, perché la maggior parte della gente condanna “a prescindere” il partner che se n’è andato. Tutte le responsabilità ricadono improvvisamente su di lui. Il partner abbandonato diventa improvvisamente la vittima dell’universo. E pensare che interrompendo un rapporto fallimentare si è salvata la pelle anche a lui …
Molto spesso mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se non avessi avuto il coraggio e la correttezza necessari per porre fine a una relazione sbagliata. Probabilmente mi troverei in uno stato di depressione profonda e sicuramente, a causa della mia frustrazione, renderei infelice anche la mia ex. Adesso sono un uomo felice, ho incontrato la donna che avevo sempre sognato e in quanto alla mia ex … bé; anche lei è libera di rifarsi una vita con una persona adatta alle sue caratteristiche. Io sicuramente non ero la persona giusta per lei; così come lei non lo era per me. Il fatto che lei mi abbia mentito, ingannato e derubato, paradossalmente, ha un’importanza molto relativa. Il fatto veramente importante è che non eravamo fatti l’uno per l’altra. Fra di noi non c’è mai stato neanche vero Amore. Il nostro è stato semplicemente l’incontro di due solitudini. Lei è sparita dalla circolazione dopo avermi dipinto come una specie di mostro e nel frattempo si è portata via tutti i soldi che le avevo prestato (dio mio che tristezza …). Adesso, probabilmente, sarà lì che farnetica su un Amore inesistente, un Amore che esisteva soltanto nella sua fantasia e nel suo cervello bacato … Io ripenso a tutte le sue bugie, al suo squallido tentativo di plagiarmi, alle frasi odiose che mi ripeteva continuamente per convincermi che non potevo fare a meno di lei (“Tu sei una persona fragile; io sono più forte di te …). Ha sempre cercato di farmi sentire in colpa, ha sempre cercato di farmi sentire inferiore … E tutto questo lei lo chiama Amore …
Hai ragione Marquito, alla fine non era neppure amore vero, ma una trappola. Nel mio caso penso fosse proprio una tranello, un piano criminale che ha attuato a livello inconscio per avere la conferma della sua opinione sulle donne. Per poter trovare il modo di ripudiare la sua mammina (inallontanabile per quanto lui la tratti quotidianamente come una pezza da piedi) attraverso la distruzione di una donna qualunque. Io ci sono cascata, il mio errore è stato il non aprire gli occhi, non porre paletti. Sai com’è,io ero convinta che in amore ci si dovesse donare completamente, senza riserve e senza la via di fuga pronta. Invece mi sarebbe servito, avrei dovuto conservare qualcosa per me stessa invece ho lasciato che lui si appropriasse di tutto, svuotandomi completamente. Ci vuole coraggio, davvero! E’ una sofferenza atroce tirare le somme e riconoscere di non essere neppure lontanamente felici. Inoltre penso che tu abbia ragione anche sul fatto che chiudendo una storia fallimentare, si rende la libertà anche a chi sembra subire la chiusura.
@ aleba:
Otto anni fui abbandonato da una donna di cui ero profondamente innamorato. Sul momento pensai che si trattasse di una decisione assurda, completamente insensata e del tutto immotivata. Ma una volta superato lo sconforto iniziale, e ritrovata la mia lucidità, mi resi conto che di segnali ce n’erano stati tanti e che quella donna aveva avuto dei validi motivi per interrompere la nostra relazione. Non entro nei dettagli perché mi ci vorrebbero diecimila post, ma tutto il contesto, se analizzato in modo razionale, rendeva prevedibile e forse inevitabile quella soluzione. Io sicuramente non l’ho mai colpevolizzata. Ho compreso le ragioni del suo comportamento e anche se non approvo le modalità dell’abbandono non le ho mai portato né odio né rancore. So che mi ha voluto molto bene e che dal suo punto di vista ha fatto la cosa giusta, sia per sé che per me.
Prima di condannare chi se n’è andato sarebbe bene farsi un bell’esame di coscienza e contestualizzare quello che è accaduto con un minimo di obiettività. Le colpe, secondo me, non stanno mai da una parte sola. Anche nel caso che il nostro partner si fosse rivelato una persona fatua, superficiale e inaffidabile, resterebbe ancora da capire come abbiamo fatto a prendere un abbaglio così clamoroso.
A me è capitato 10 anni fa. Lei se né andata ed io non lo mai odiata. Perché spero che lei un un giorno torna. Non la dimenticherò mai. La aspettero’ per sempre. Nessuno prendera’ mai il suo posto.
Le colpe non stanno mai da una parte sola! L’abbaglio, il famoso abbaglio iniziale che ci introduce nella relazione sbagliata, poi le dinamiche assurde che ci trattengono all’interno. Io ho indagato sulle mie responsabilità e sono consapevole di aver ripetutamente sbagliato nei confronti di me stessa e anche nei confronti di lui. Il mio amore per lui era profondo e alimentato dalla romantica convinzione (che mi era innata) che l’amore vince sempre. Questo mi ha portata a perseverare per anni nella speranza di assistere alla vittoria del sentimento. Avrei dovuto arrendermi prima? Mi sono arresa, ho cambiato strada quando ho capito che solo la morte mi avrebbe liberata dall’ossessione di amare lui e di essere riconosciuta come la sua donna. Lui non ha mai amato me, ha costruito dentro sè stesso un ideale di donna perfetta con la quale io dovevo competere quotidianamente. Non avrei mai vinto quella gara, perchè lui non mi vedeva, non mi ascoltava, non mi tastava. Io ero lì, nella sua casa, nel suo letto ma lui non mi ha mai conosciuta veramente. Il mio ex è un misogino patologico che però ha bisogno della donna in casa perchè un uomo deve avere una donna totalmente devota (quando dico totalmente, intendo proprio totalmente!) Le parole di disprezzo volte a sminuire la mia persona: “voi donne siete tutte puttane” “voi donne sapete solo sfruttare l’uomo” “voi donne siete stupide” “voi donne non sapete vivere” “voi donne non sapete cosa voglia dire essere responsabili” “voi che avete studiato siete parassiti” “voi donne che avete un titolo di studio, vi credete superiori ma siete delle puttane ignoranti che l’hanno data a tutti per arrivare dove sono arrivate”…potrei continuare..il punto è che i fatti dimostravano l’esatto contrario riguardo a me, il punto è che, nei chiarmenti che l’ho obbligato a darmi in merito al suo modo di trattarmi, nonostante a tratti dichiarasse di amarmi, non ha mai trovato un solo fatto grave che potesse rispecchiare la sua opinione meschina sulle donne. Il punto è che in realtà aveva trovato in me proprio la sua donna ideale, nel senso che io gli volevo bene e mi preoccupavo continuamente di farlo sentire accudito e accolto, e nel frattempo ho trascurato di voler bene a me stessa. Ho rasentato la depressione più nera, non trovavo spiegazioni valide al suo comportamento nei miei confronti. Certo, io l’avevo abituato bene, ma non ho mai sorvolato, ho sempre chiesto a lui perchè non mi vedesse..ma lui era sordo, la sua barriera di cacca era impenetrabile. Non ha mai accettato di razionalizzare, di guardare oggettivamente il nostro modo di vivere, la nostra famiglia. Era convinto di essere concreto, lui, di badare ai fatti! ma la bilancia che usava per pesare me era falsata, non avrebbe mai e non peserebbe mai in modo corretto. Per questo per lui sono morta, adesso che l’ho lasciato. A volte ho l’impulso di prenderlo per le spalle, scrollarlo e urlare “Sono viva! esisto e sono la madre di tua figlia, scopriti gli occhi…
..e guardami! Guardami per quella che sono”
Ma sono morta, per lui. Questo comporta ripercussioni pesanti su nostra figlia, ma per lui sono morta comunque.
@Rocco. Io lo odio, invece. Tutto il bene che ho consumato per lui, ha lasciato un vuoto enorme che ora si sta riempiendo di odio. Che brutta cosa. Ogni volta che penso a lui, a noi e a come sono andate le cose provo rabbia verso me stessa per aver amato in modo così malsano, e provo odio nei suoi confronti. Lo odio perchè mi ha portato via tutto, mi defraudata di anni, sentimenti, emozioni, soldi, energie. Eppure l’ha fatto con totale indifferenza, non curante di essere colto sul fatto, impassibile di fronte all’evidenza delle prove schiaccianti che dimostrano il furto. Colto con le mani ricolme di pezzi di anima mia, affermava di avere le mani vuote.
Lo odio per non ammettere neppure una piccolissima responsabilità propria per il fallimento del nostro rapporto. Niente, quella sbagliata che non doveva proprio nascere sono io. Lo odio per non avere a cuore il bene di sua figlia, per il fatto che filtra anche la relazione con la bambina attraverso preconcetti, parametri di cacca inventati da lui. OK è patologico, e lo sono stata anche io per questo ho intrapreso la cura. Lo odio perchè non ammette la sua patologia e rifiuta di accettare cure.
Ho bisogno di smaltirlo, questo odio. E’ deleterio per il corpo e per lo spirito. Ancora non ci riesco a smettere di odiarlo, anzi ci sono momenti in cui lo odio ancora di più, ed è quando penso a che bella vita avremmo potuto avere se solo lui si fosse messo un pò in discussione, se avesse saputo controllare il suo ego, se non fosse stato così avido di potere. Con i se non si va da nessuna parte, e la strada è ancora molto lunga. Sono cosciente del fatto che sia inutile rimuginare sulla vita che si sarebbe potuta avere, sulla vita che è morta, ma fa male, fa ancora troppo male e questa sofferenza mi porta a odiarlo. Spero di riuscire a perdonarlo, un giorno, a tramutare l’odio in compassione.
aleba- l’importante e che ti sei liberata di lui, poi anche a pane e acua tu vivi lostesso, perche tu ti devi riequilibrare, e ti devi mettere in forma per tua figlia.
ignoralo completamente, fai come lui stesso si comporta con te.
lui non AMA SE STESSO COME CREDI CHE SAPPIA AMARE TE O LA BAMBINA?
lui non vuole curarsi. cosa credi che e’ recuperabile una non-persona cosi?se non accetta le cure ed il recupero del rapporto, e perche’ ormai lui e’ arrivato alla deriva, anche se non ammettera’ mai di essere con un problema. i soldi, le ingiustizie che ha tolto a te e alla tua piccola, cosa credi, che se li godera’? tutto quello che ognuno di noi l’ha fatto con ingiustizia e slealta’, non si gode nulla, capisco che i sacrifici erano anche i tuoi, ma a lui non gliene fotte un cavolo, se tu te ne sei andata dui casa, anzi le hai fatto solo un favore, anzi e stato proprio lui, con la sua mente malsana a ridurti proprio come lui stesso era; una nullita’, pieno di egoismo e odio, lui ha ridotto te, esattamente comne tu ora ti senti. lui sa, che tu, sei migliore di lui, e siccome lui e’ morto dentro, vuole la tua morte, vuole toglierti tutto, anche la piccola se potesse, ma con la sua patologia non va lontano, non glielo permetterebbero, ma stai attenta, tu di lui anche se un tempo lo hai amato, ora di devi sganciare. il solo fatto che hai preso coscienza che per te, era un rapporto malato, e gia’ un buon punto di coraggi a voltare pagina. perche’ tu sei diversa da lui,lui non ti appartiene, etu non appartieni a lui. si sganciano le coppi con un’amore sano, che non c’e piu l’amore figuriamoci se non ti puoi sgangiare tu.
lo so ti senti legata, come se fossi in gabbia perche’ il nostro inconscio somatizza tutto, anche cio’ che non e’ visibile, figuriamoci in tutti questi anni di vita non- matrimoniale, ma vita con un0 psicopatico, fobico, perverso come lui.
di un po tanto qui nessuno ti conosce, a livello sessuale come era??
aveva dei problemi anche li?
saluti maria
Maria, ho dovuto interrompere la lettura del tuo post perchè la vista era annebbiata dalle lacrime. E’ vero mi devo sganciare e prego che il tempo faccia il suo minuzioso lavoro di smantellamento. Non voglio dimenticare i torti, voglio dimenticare di averlo amato davvero e solo tenendo bene a mente ciò che ho subito, per mia stessa negligenza nel concedere sempre un’altra chance, riuscirò a evitare che il bene vero che desideravo per lui mi faccia vacillare ancora. Sono nella mia vita adesso, anche a pane e acqua vivo comunque.
Per quel che riguarda il sesso per lui era una necessità fisiologica. La maggior parte delle volte prendeva e basta e secondo lui io avrei dovuto fare sesso con lui anche poche ore dopo che mi aveva rinfacciato la mia nullità. Si dedicava al mio piacere poche volte e comunque a cominciato a farlo dopo anni che gli ripetevo che non era fare l’amore ciò che faceva lui. Io ci mettevo l’anima, credo non se ne sia mai reso conto. Si lamentava del fatto che avessimo poco tempo per farlo da dopo che era nata la bambina. Ma i bambini mica funzionano con il telecomando, li spegni quando vuoi libertà. Bisogna essere complici, uniti, affiatati e parlare tanto del proprio rapporto per potersi ritagliare spazi anche per fare l’amore. Quanta voglia di stare tra le sue braccia potevo avere io se mi sentivo trattata come una persona inutile?
Quando vivi certe storie che ti prendono tutto testa e corpo, non ne esci mai.
Per questo non riesco ad odiare. Continuo a amare. Anche per anni. Anche per tutta la vita e dopo.
Poi magari mi racconto una fandogna e dico che mi piace un altra. Ma non è vero. Ho sempre l’altra nella testa. E non passa mai.
Io ho una nuova storia e lei mi piace. Le voglio bene. Ma se l’altra torna io non ci penso due volte. Io torno da lei. dal mio unico amore.
Ci sono occasioni che capitano uuna volta sola. Le altre sono donne che ti prendi solo perchè non cè lei.
Io la sogno sempre. Io voglio lei. Ma lei non cè più. Che tristezza.
Per rocco–
Ho capito che lei ti manca e che torneresti insieme anche solo per un giorno, un’ora, un minuto, ma se esiste un’amore, alla fine anche quello ti basta per andare avanti, perche ti senti vivo, ti senti amato, ti senti rivivere. Ma rocco, il tuo che tipo di amore e’? Non e’ certo un’amore come quello di aleba o come quello che ho incontrato io, giusto???
Se lei ritorna, perche’ lo fa? Ha bisogno di te,oppure ti usa soltanto?
e se tornasse solo per usarti e pensare a se stessa, tu come ti sentiresti? Svuotato, usato, manipolato a suo piacimento,oggi ci sono domani ciao????? E questo che vuoi essere, un oggetto da usare e poi da rimettere in un casseto e ripreso poi????
di un po’ ,ti sei mai sentito cosi?
Perche se e’ successo, guarda che questo non e’ amore.
E se tu sei fatto di una basta diversa da lei , che prende solo( come quello di aleba),e non sa dare, perche’ nessuno glielo ha insegnato, perche gia qualcuno non le ha dato quello che cercava, insomma non sa amare, e noi pretentiamo quello che loro non sanno dare. Perche continuare a farsi del male, e come dici tu, alla fine anche se poi stai con un’altra ora e sei felice, perche prenderla in giro??? Vuoi diventare esattamente come la tua ex, che poi alla fine non sai nemmeno tu amare, e ti ritroverai solo ad u s a r e.
Pensaci! Ritrova te stesso prima di ragionare in un determinato modo.
Questo atteggiamento non va.
Impara a metterti in gioco, ed avere le palle, per essere un’uomo maturo, e di vivere con il dovuto rispetto, a rispettare inizialmente te stesso per quello che tu sei, ed a rispettare anche la persona che al momento ti sta accanto, perche’ a lei ci hai pensato? No! Tu a priori hai pensato prima di tutto a te stesso e hai tuoi piaceri.
Rispettiamo prima di tutto. Qui si sta parlando di valori, quelli che si sono persi.
Per aleba-
La tua storia fa rabbrividire, proprio come un film dell’orrore, io lo capisco al volo il tuo stato d’animo, tu hai dovuto interrompere quando leggi me che ti scrivo, ma storie come la tua e come la mia ti fanno girare il sangue quello di sotto sopra, ti svuotano dentro del tuo essere e ti trapiantano dentro il loro dna, tu sei come uno zombi che cammini comandata dal tuo carnefice.
L’amore non esiste per queste persone, loro sono stati cresciuti con genitori che molto probabilmente gia’ a loro volta amore non ne hanno avuto. Questo ragionamento porta a un discorso ,che ha noi che siamo sensibili ci puo’ commuovere, e loro sapemdo che noi ci sappiamo commuovere, tentano di capirci ma non ci riescono,perche la loro indole non sa leggere questo sentimento, e paradossale, ma questa e’ la pura realta’. Quante volte mi sono scervellata a capire se mi amava, non avendo avuto esperienza tra comprendere la differenza tra sesso e amore, per me eì stato un duro lavoro comprendere le mie emozioni e le sue( che tentava di capirmi e non ci riusciva) , frasi bellissime mi diceva ma poi alla fine nemmeno lui sapeva il significato, come siamo diversi io e te, mi diceva( lui la differenza la sentiva, ma non riusciva a codificare il mio carattere,( hai suoi occhi io ero un sogno che al risveglio, sarebbe svanito tutto). Entrare nella sua testa non si poteva , perche’ lui di se, raccontava poco, mi chiedevo, pensavo fosse una persona chiusa, ma non era cosi, perche lui con me teneva una maschera, quella che secondo lui a me poteva piacere.
un mistero era lui, e la cosa mi eccitava, mi dava uno sbalzo in piu per capire la sua indole, ero irruenta ,io inesperta, vulnerabile, questa diversita’ tra me e lui mi incuriosiva sempre piu ed io incuriosivo lui, era tutto un gran casino di emozioni, per questo mi sono innamorata gia’ da subito di lui, quello per me fu amore subito , e lui l’ha capito si che l’ha capito.
Un giono quando meno me lo aspettassi, quella maschera che aveva tenuto tutto quel tempo e’ scesa improvvisamente e mi ha devastato la vita, ancora ora non ne sono uscita, ma ho preso consapevolezza che il mio cucciolo non era cosi tenero come pensavo, ed e’ diventato un mostro, quello che e’ lui in realta’,
Come credi che mi possa essere sentita, tutto il mondo e’ crollato e sono iniziate le violemze psicologiche, lui ha cominciato ad odiarmi, perche’ io avevo scoperto chi era in realta’, sono diventata il suo bersaglio, ed io non capivo come mai prima cucciolo e poi mostro. Non capivo! Avrei spaccato il mondo per capire che cavolo avevo combinato di cosi tragico per che’ si rivolgesse a me cosi,
Alla fine diventi solo piu un’oggetto da eliminare per lui ,perche’ tutto non sara’ mai piu come prima, ti ritrovi con un’amore che non sai piu che farne. Non puoi piu salvare nulla.
E li in quella fase che tu inizi ad ammalarti, sempre piu, perche ti ritrovi ad essere sempre piu sola, ed isolata da tutti, perche’ lui nel frattempo che tu stai