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Il coraggio di chiudere, la colpa di chi va via

di aleba

Riferimento alla lettera: Scrivo perchè ho bisogno di ricomporre il puzzle, per farlo devo cercare tutti i pezzi! La mia vita è esplosa, una bomba nucleare ha spazzato via ogni mia convinzione sulla coppia e sulla vita. Miliardi di piccolissime scheggie sono sparpagliate ovunque e penso di averne irrimediabilmente perse molte. Ho in...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2011

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Categorie: - Amore - Famiglia - Me Stesso

1.662 commenti

  • 1301
    Eme -

    LUNINA, sto cercando di convertirmi alla sigaretta elettronica.
    E’ il quarto tipo che cambio ma, questa volta, sono incappata in un una che fa un fumo bestiale e riesco a tirare senza richiare di risucchiare tutto l’impianto nello sforzo di sentire qualcosa.
    E’ un modello un pò ingombrante ma qualcosa fa 🙂
    Ciao.

  • 1302
    Myskin -

    Ciao Luna,

    invece del connubio rifletti-fuma per me c’era la trilogia Caffe-Riflessione-Sigaretta…. se poi esageravo entro le 10 del mattino, la giostra girava ancora piu’ forte, ed ero piu’ e piu’ appannato col passare delle ore… dai che riesci a sostituire con footing-rifletti 🙂
    Tra l’altro immergermi nella natura mi ha sempre dato quello stimolo in piu’ per estranearmi ed essere meno soggettivo

  • 1303
    LUNA -

    myskyn, anche a me 🙂 anni fa però ad un certo punto, dopo tanti anni che cmq fumavo, ho avuto un loop, tra troppi dolori, stress etc insonniamegafumogalattico. Io posso fumare ‘poco’ ma all’epoca andai oltre le 40 sigarette. Fumate tot di fila, montagna fuori dall’auto. Poi non ho smesso, ma tornata discretamente a standard sì, tranne quando il filtrocorto (non della cicca, il mio tra stimolo-reazione) faceva scattare una momentanea compulsione. Era da tempo però che non ri-ero in quel tunnel. Da alcuni giorni sì. Di giorno no. Ora sto finendo un pacchetto comprato due ore fa. E’ sofferenza ‘fisica’ looppante, non riflessione. E’ associazione d’idee troppo veloce, unidirezionale. Un po’ come fa fdc, ma a me si concentra in poche ore. Ma batto sempre lì. Perché mi si è riaperta una ferita, mia. Per inciso son consapevole. Ieri ho letto il libro che si usa per smettere. Non mi ha fatto una cippa. A parte farmi venir voglia di fumare :p mentre ne stavo fumando quasi zero. Non mi serve perché questa è compulsione pura. L’altra volta l’ho fermata. Io. Ci son andata dentro e stop. Dico davvero. Questa settimana son partita. Forse son due. Non importa. In realtà mi son ‘spaventata’ io per questa reazione

  • 1304
    LUNA -

    anche se so ‘tutto’. So anche perché soffro. Perché in modo acuto. Ciò che mi spaventa è questa ‘incoscienza’, eppure c’è sempre un motivo. Dovevo ‘svenire’, è che un modo del cavolo. Perché ovviamente poi durante il giorno mi sento da schifo, a parte perché ho il catrame che mi esce dalle orecchie, anche per il danno economico e per la stupidità di tutto ciò. Mi sto prendendo a calci in culo, io. Non sono autolesionista, ma in questi giorni ho rabbia e ci sono implosa. In una mia ‘desolazione’. Dolori vari, ansia. La verità è che non mi son rimessa in asse perché avevo bisogno di ‘urlare’ e di perderla. Però non va bene. Non va bene perché fa male. Era meglio se mangiavo come un maiale, almeno becco qualche chilo :p io bevo solo caffè deca, poi però mi sveglio come un toro con la nicotina? Un genio :p era meglio se prendevo a pugni un sacco. EME, secondo me se fumo ora una sigaretta elettronica fa fa scintille :p e se mi metto in bocca una lampadina si accende :ppp ma funzia anche con la compulsione la cicca elettronica? Secondo me se fumassi cartoline arrotolate sarebbe uguale. E’ il gesto.

  • 1305
    Myskin -

    Luna, verissimo, ci sono momenti in cui si e’ assolutamente elettrici !
    Mi spiace sapere che questi siano giorno no, ma e’ bello vedere che non hai perso autoironia e voglia di sorridere , elementi che nel mio caso, nei momenti piu’ bui, mi hanno aiutato molto per non andare troppo in la : quasi una rete di sicurezza.
    Quoto tutto quanto dici sul fumare, e’ compulsione e si: su tutto conta il gesto. Aggiungo allo svegliarsi come un toro con la nicotina, l’hangover mattutino da troppe sigarette ancor piu’ nocivo di quello da alcol…

    Concordo, anche sulle “non riflessioni” ma bensi associazioni d’idee troppo veloci e unidirezionali… mi ha sempre aiutato esternarle (che sia parlandone con un amico o scrivendo su un forum) in un certo senso e’ come parlare a se stessi, si riesce a dare piu’ forma e contorni alle idee.

  • 1306
    LUNA -

    myskyn: verissima la faccenda dell’hangover, non so se sia peggiore, ma c’è. Forse pure più subdolo. Malumore, nervosismo, minor concentrazione e energia, senso di pesantezza fisica, ‘incatramamento’, minore reattività positiva allo stress, peggiore alimentazione. Molto molto più connesso, tutto ciò, allo stress ‘fisiologico’ mentale e fisico di quanto si pensi. Aggiungiamo il brivido di sapere di aver assunto veleno e non per due giorni… Uno strapazzo inutile e realmente dannoso. Mi fa ‘ansia’ quando ci penso (e magari fumo per l’ansia. A proposito: una mia amica ha visto drasticamente diminuire l’ansia smettendo). Non sto facendo una campagna antifumo. A parte che io fumo! i non fumatori rompimaroni ottengono sempre l’effetto contrario, anche per il lato fortemente oppositivo insito nella dipendenza. Inoltre il fumatore a sentirsi bombardare si innervosisce e… Fuma. Quindi se io facessi la campagna a me mi romperei solo le balle. E ti dirò anche che se fossi rimasta nei ‘limiti’ forse non avrei mai riflettuto. Ma io ho la sfiga di poter fumare quantità di cicche che farebbero venire la nausea e un hangover ultra a molta gente. Io con 60, credo, mi sento come alcuni dopo 30 o 20. Non credo di aver mai fumato 60, ma 40 sì. Per carità, c’è chi ne fuma 40 die per anni. Io no. Io ne ho fumate 40 nei miei dark days. La schiavitù ‘tabaccaio’ solo a quel punto mostrava la sua potenza. L’altra volta ho cambiato auto e ho detto ‘da oggi in auto non fumo più’. Non era banale. L’auto era connessa a mi fermo, apro il finestrino, perdo la cognizione del tempo etc guidando anche e fumo fumo fumo e consumo benzina per girare come una trottola o mi fermo e looppo. E mi estraneo e non scendo. Guidare mi è sempre piaciuto, scaricare, relax, ciò che dici tu anche del movimento e della natura. Ha sempre funzionato e stare ferma in auto poteva pure essere la positiva stanza per sè. Soggettività, ricentratura. Ad un certo punto però sta cosa mi si è rivoltata contro, non perché fosse di per sè negativa, ma perché aveva oltrepassato un limite. Dunque osservare e dire non fumo più in auto fu una presa di coscienza ben più che un atto di volontà. Fu una liberazione. Non ci credeva nessuno che non avrei fumato in auto. Ma siamo noi i primi a liberarci delle etichette con cui ci identifichiamo. Ho fumato in auto solo tanto tanto tanto tempo dopo. Quando stava morendo una persona cara. Ma non ho mai ripreso a fumare in auto veramente. Quando me ne accendevo una scattava comunque un salvavita. Idem il vagare in auto, troppo. Quando avevo i dark days avevo anche problemi di salute e economici, peggiorati dalle mie “soluzioni” compulsive. Che mi toglievano anche, in realtà, fiducia in me stessa.

  • 1307
    LUNA -

    e poiché c’era già chi mi giocava contro ero passata io alla squadra nemica. Il mio cervello va veloce, una fortuna. Utile. Non quando però la velocità la giri contro. Allora diventa difficile anche centrare quella soggettività-oggettività che dici. Io credo (mi permetto di ipotizzare) che ciò possa essere un problema anche di eme e fdc, quando all’ “ansia” e le sue associazioni si unisce la velocità di pensiero. Quando l’introspezione, antica saggezza, diventa un randello o non ti dà più il navigatore per uscire dal labirinto. Anzi. Sembra darti indicazioni-sgambetto e magari tu non lo sai. O hai il dubbio, però ti ‘affezioni’ ad un dato di partenza sbagliato. Io non sapevo in cosa ero, già prima, quindi ciò mi confondeva. Rispetto ad un attacco sul lavoro o di un ‘amico’ entravano in gioco valenze emotive ben diverse. Lì cascava anche l’asino della mia intelligenza. Però, anche se non sempre avevo adeguatamente posto le difese all’attacco e se il 95 per cento di eme è assai vero, ed è anche in parte una ‘fisiologica’ risposta (normalmente l’empatia etc sono un in più no un in meno, così come ‘farci un quadro’ della situazione) io non mi remavo contro. Fu quando altri dolori mi colsero, quando mi travolsero, che, tempo dopo, scivolai realmente nei MIEI dark days. Fu lì che ciò che facevo per darmi la mia stanza per me fu chiudermi in prigione, dentro me stessa, a mia volta. E’ chiaro che a chi mi voleva male la cosa andava benone. Eccola qua la compulsiva depressa. Ecco angelina jolie, non in senso estetico :p ecco la ragazza interrotta. Si chiamava dolore. Quando mi son resa conto ho ripreso le mie redini. Allora mi son detta: erano le sigarette a fumarsi te. Era come (con le dovute proporzioni e in metafora) pensare di non avere più niente, neanche l”autoradio per ascoltare musica ma poi vendersela per procurarsi ‘la roba’. Un rivoltare le proporzioni. E, che a loro andasse bene o fossero andati a cercarlo di proposito, era la prima, vera volta in vita mia che ero io a dare loro ragione. Non per dare loro ragione, ma perché io stavo male. E certo non mi dicevano ‘capita anche a quelli ‘normali’ e anche a quelli coi controcaxxi, può capitare a chiunque. In queste cose viviamo in democrazia’. Quando era arrivato il dolore, quello vero, stressata ero già. Ma la mia ‘saggezza’ interiore per quanto un’onda mi portasse anche giù e a compiere errori, che oggi mi riconosco, funzionava ancora. Ma non c’era empatia per me. Non c’era chi, quando sei più di cristallo, facesse per me non quel 95 per cento, almeno il 5. Anzi. A parte LUNA. Ma LUNA faceva ingenuamente anche cose sbagliate per sè, perché quel dolore era ignoto. Per cose sbagliate non intendo ancora le cicche etc. Intendo anche mancanza di protezione. Intendo non avere mai avuto la necessità all’esterno di dire ‘no, scusa, ma del tuo dolore non posso sentir parlare, perché non ho filtro. Lo vivrò come se ampliasse il mio’. E intanto me ne succedevano altre. E ogni cosa aveva una ‘nuova’ più potente valenza. Ad un certo punto ho rigirato le proporzioni. Ma c’erano tutti i danni collaterali. Potevano essercene tanti tanti di più. Ma quelli che c’erano erano perché mi ero ‘distratta’ io. Io avevo perso il senso di orientamento. E a prova di quanto fosse fisiologico ben più che autolesionista lo perdevo a piedi. Micro ischemie, pare. Da stress. O solo stanchezza. Che dire? Tutto insegna.

  • 1308
    Myskin -

    Ciao Luna,
    ” il fumatore a sentirsi bombardare si innervosice e… Fuma” :-)) sulla carta un controsenso ma quanto e’ vero !! Tra l’altro io ero e (ahime) sono un tabagista…
    Ho sorriso sul tuo aneddoto dell’auto nuova : ho fatto la stessa promessa a me stesso, tant’e’ che ho persino non voluto il posacenere al momento dell’acquisto: morale, qualche mese in cui ho mantenuto i miei buoni propositivi, ma e’ bastata una sola prima sigaretta (in teoria doveva essere l’eccezzione) ed eccomi ritornato a fumare in auto, ed ora e’ ormai un paio d’anni che giro con la tappezzeria del sedile bucata:-)

    Concordo, sulla mente “nemico “, sulla velocita di pensiero e l’introspezione, normalmente preziosi alleati, che pero’ possono davvero farci lo sgambetto nei nostri dark days.
    In questi giorni rileggievo i post piu’ vecchi di questa lettera e sono rimasto colpito nel leggere che, pur se a tratti e immersi in mille altre riflessioni, c’erano delle frasi di Fdc in cui (almeno secondo me, ) lui riusciva a dare una chiave di lettura chiara e limpida di alcuni episodi avvenuti. Ma forse il pensiero viaggiava troppo rapidamente per dargli il giusto peso, e l’assenza del navigatore (mi piace questo tuo paragone) faceva il resto… cosi indietro alla casa di partenza del nostro labirinto…….

  • 1309
    Myskin -

    Un ultima considerazione fumosa:-)
    trovo interessante quanto dici “fossi rimasta nei limiti forse non avrei mai riflettuto”
    Pur danneggiandosi con il fumo ogni giorno, e’ solo quando tocchiamo veramente il fondo (le 40 sigarette al giorno) e i segni di malessere sono cosi forti e continuativi nel tempo che qualcosa scatta dentro e riusciamo a reagire, magari solo dopo settimane o mesi, ma prima o poi il salvavita scatta e ci si muove.
    Pero’ vedi Luna, io ho ridotto il numero di sigarette, e i miglioramenti li ho visti e ne vado felice, ma ne sono davvero uscito ? La a risposta e’ no, perche come hai ben spiegato nel discorso “filtro ” possono passare mesi sereni, ma quanto il quotidiano diventa pesante, la mancanza di filtro mi ritrascina a fumare moltissimo. E questo succede solo perche’ ,anche se in maniera apparentemente indolore nel quotidiano, io alla sigaretta ci sono rimasto legato, quasi fosse per me una stampella.

    E allora mi chiedo, ma sono i nostri dark days ad aver ridotto il filtro, oppure il problema non e’ filtro si/ filtro no… ma risiede altrove:
    al fatto che, come per la sigaretta, pur avendo reagito ed avendo ristabilito un apperente equilibrio, la verita e’ che completamente disintossicato dal tunnel non sono?!

  • 1310
    Eme -

    Non so se è un loop o che cos’è. So che mi sento, e probabilmente sono, l’inutilità fatta persona.
    Non sono servita nè a me stessa nè agli altri. Una presenza senza un perchè. Il puro frutto di una sco.... malgestita.
    Non so da dove vengo, dove sono, dove andrò. Ho solo la forte sensazione che finirò nel posto sbagliato.
    Vorrei avere il coraggio di chiudere. E sono certa che non avrei colpa. Sistemerei le cose, questo si. Riparerei ad una svista di 40 anni fa.

  • 1311
    LUNA -

    EMINA, a dire il vero tu già per me hai fatto moltissimo in questi anni. (e per inciso son andata a info sulla cicca elettronica. E veramente il tuo post papersera me lo tengo in mente). Non sono invadente, e questi pensieri che hai scritto possono durare un attimo, o più, ma ti dico onestamente che se sapessi dove sei adesso vorrei guardarti in faccia. Perché te la stai raccontando ORA una bugia, e mi auguro che non ci implodi dentro, perché quella sì che sarebbe la più grossa e ingiusta caxxata. Son giorni ‘acuti’, ho capito, per quel che posso, perché son giorni acuti tuoi. Ma ho avuto tanti tanti tanti tanti giorni acuti di fila e so quanto siano faticosi e quanto ci si spaventa se sembrano tornare perché pare di non esserne usciti mai. Anche quando non è vero. Mi pareva che tu ti fossi ripromessa di avere una MIGLIORE cura di te, non di pigliarti ancora più a calci in culo, al cuore e in faccia. Onestamente io ci credo che si può, bisogna trovare come. Non così. Rispetto te e i tuoi dark days, le tue verità e le tue bugie, anche una vaffanculo e un tuo silenzio. Da parte mia posso dirti, per quanto non mi aspetto nulla da te tanto più se nei dark days tuoi, che ti ringrazio di essere qui, di avermi scritto quel post, come ringrazio myskyn. Sarà una goccia nel mare, ma per quanto mi riguarda non vedo un errore nel fatto di 40anni fa. Poi ciascuno conosce le sue fatiche e i suoi tormenti, lo so. E’ pesante, lo so. Non ti dirò la vita è bella perché quando si sta male non è bello un caxxo. Neanche incontrarsi per forza. A se stessi, intendo. Però per me le bugie, almeno una parte, te le dici ora, quando ti pigli a calci nel culo, ma comunque dal verso sbagliato. E non perché sei sbagliata. Ci son calci in culo e calci in culo. Questi davvero non ti servono, mi sa, stelin. A parte a urlare rabbia e disperazione? Beh, su quello non metto bocca perché magari ti fa pure bene. Ma non farti troppo male. Ha da passa’ nuttata. Scusa l’invadenza. Ma io egoisticamente son contenta che ci sei. Sul pianeta, che sei nel forum è una conseguenza. Che ti chiami eme o come caxxo. Ti abbraccio. Bau.

  • 1312
    Fuori dal Coro -

    Salve a tutti voi: Luna, Myskin e Eme
    Non ho scritto in questi giorni. Ho solo letto i vostri post cercando di comprendere i vostri stati d’animo. Ammetto di essermi perso a volte. Ma è colpa mia non vostra. Da un po’ di tempo sono in totale confusione. Mi sento un po’ come scrive Eme nel post n. 1310. E intanto chiedo a Myskin in quali post secondo lui ho dato una lettura chiara e limpida degli episodi avvenuti.
    Ormai non mi sento più come nei primi due anni, quando pur sotto shock per la situazione riuscivo a combattere per cercare di riconquistare quanto perduto. Ora sono proprio nel pieno del loop dal quale non riesco ad uscire. Leggo i post di Luna ed Eme. E comprendo Luna quando giustamente mi fa notare che in una relazione si è in due. Un po’ meno comprendo Eme quando mi dice che io in questa situazione mi ci trovo bene. Così come comprendo poco Luna quando dice che sono pieno di luoghi comuni. Va bè è un tuo punto di vista…lo rispetto. Ormai sono in confusione/depressione/nervosismo. Vado avanti, non fumo sigarette. Non ho mai fumato non mi è mai piaciuto. Neanche mi affogo nell’alcool nè prendo psicofarmaci per aiutarmi. Forse mi servirebbero ma non credo molto in questi ritrovati. Credo che alla fine ti rovinino più di quanto sto rovinandomi in questo momento. Sto andando avanti. Esco con gli amici, con le amiche, vado spesso a mangiare pure e sto anche bene per un po’, seguo il calcio, e gli eventi sempre più ridicoli della nostra nazione. Ma sento un gran vuoto dentro. Rifletto molto su tante frasi di Luna: “ma lei dov’era quando tu soffrivi ?”. Pochi giorni fa una mia amica mi ha detto: “ma tu non vuoi bene a te stesso”. Grande verità. Io infatti mi odio in questo momento. Come dice Luna e Myskin non do il giusto peso neanche al tradimento. Vedo solo la mia immane cazzata. No non è un luogo comune fare figli. Se ci si ama è la cosa più importante da fare. Fare un figlio, anche due se si può. E’ la vita, funziona così. Non ce ne è un’altra. Ed io non posso volere bene a me stesso. No. Mi odio e non mi perdono. A prescindere dall’eventuale immaturità di mia moglie. A prescindere di cosa sarebbe successo dopo. Forse nulla o forse le stesse cose così come dice Luna. Non ha importanza. Però avrei fatto il mio. Il giusto, che non è un luogo comune. E forse invece non sarebbe successo nulla perché entrambi non avremmo avuto rabbia nessuno nei confronti dell’altro. Ma solo un pensiero: far star bene i nostri figli. Così come hanno fatto i nostri genitori. Fino a qualche anno fa non mi sentivo superiore a nessuno. Ma nemmeno inferiore. Oggi mi sento inferiore a chiunque. Soprattutto mentalmente. Vedo gente più giovane di me che tiene in braccio un bambino. Voi mi direte: non basta fare figli per essere dei buoni genitori. Vero. Però vedo tanti giovani padri, fino a poco fa degli emeriti deficienti, che oggi sono maturati. Sono diventati uomini. Mentre io che deficiente non lo sono mai stato ed avevo tutte le carte in regola per essere…

  • 1313
    Fuori dal Coro -

    …un padre maturo trovarmi adesso a dire: ma che c….zo ho combinato ? Cosa avevo al posto della testa uno scaldabagno ? E poco importa se Lei non si assume un minimo di responsabilità per il fallimento del nostro matrimonio. Io ho da fare i conti con me stesso. Anche se la gente, gli amici, mi spronano ad andare avanti perché la vita continua. Eme non vengo qui a sbandierare quanto ami mia moglie, perdonami se ti faccio notare questo. Non te lo dico con tono alterato ci mancherebbe. Io le voglio bene nonostante mi stia trattando come probabilmente non merito. Le voglio bene davvero, di quel bene che poi è Amore Vero. Non vengo qui a sbandierare questo. Non è importante. Perché è normale Amare una persona che si è scelta come moglie. Altrimenti che senso ha fare un passo del genere ?
    Eppure penso a gente che ogni giorno lotta per non morire. Che darebbe chissà cosa per stare come me. Per essere vivo. Per poter ancora provare a dare. A far tesoro degli errori commessi. Ci provo. Penso a chi non ha un lavoro e a chi lo ha perso in questo mondo che non guarda più in faccia alle persone ma solo agli interessi economici di banche, politici e speculatori. A mio padre che non c’è più. A mia madre che vorrei vivesse per sempre. Ma poi mi butto di nuovo pensando a mio figlio che non c’è per colpa mia.
    Scusate.

  • 1314
    LUNA -

    (EMINA, hai visto quante censure tra le mie X e i … nel mio post precedente, per le mie espressioni colorite? 😛 Un florilegio! Bacin! Ti penso…!!! Dicevano che la vita comincia a 40anni in tempi in cui a 40anni si era ben più “anzianotti” di adesso. Sei una pupetta, stellin. Ne hai di tempo, per sbagliare ancora, magari, diversamente, pure, come tutti, ma soprattutto per “registrare” meglio la tua vita, stare meglio, dare un senso alle cose, trovare nuove direzioni… Anch’io a volte non mi son sentita i miei vicini ai 40, neanche quando ne avevo più 30 di adesso, ma circa 3550… faticosi 3550… A volte capita ancora… ma non son di parte perché ne ho 38, eh… 😉 😛 –

    MYSKYN: beh, dipende… consideriamo una cosa… e cioè (non me ne voglia anche la tabagista che c’è in me e non me ne vogliano i tabagisti tutti) che di per sè il tabagismo è una dipendenza… non raccontiamoci palle, o raccontiamocele, ma comunque lo è… o comunque un punto debole che può scattare in punte maggiori, soprattutto se in passato è già stato associato ad un concetto di “sfogo”… è una dipendenza, a meno che non si sia di quelli che affermano che fumano, ma fumano una sigaretta a giugno e una a dicembre, così, se capita… (e scroccano pure le tue… bastardi :PPPPP scherzo…) o tipo una che oggi mi diceva che fuma anche cinque giorni di fila e poi niente, così, come le gira… non so come fa e chissà se è vero… io così fumavo 20 anni fa… essendo una dipendenza, se parliamo di quella precisamente, no, non ne esci finché stai fumando ancora. E come il giocatore che in qualche modo si tiene su una linea, ma ha comunque una dimestichezza quotidiana o piuttosto “abitudinaria” con il gioco, maggiore anche di quanto si confessa, e una sera esagera se è sotto stress, o il partner o il lavoro lo fanno incazzare o che…
    o i mangiatori di crema di cioccolato o che… insomma, se una cosa è una nostra debolezza/dipendenza/sfogo di frustrazione, anche a livello accettabile o abitudinario, non mi pare così fantascientifico ciò che dici…
    Io non sono una dipendente dal gioco, anche se ho avuto, molti anni fa, una dimestichezza con il gioco. Blanda, non una dipendenza, però una grande consuetudine, perché stavo con chi giocava. Non mi è mai costata grandi somme, ci andavo con gli stessi soldi con cui potevo andare al cinema… se avevo “chiappe” vincevo, altrimento ciao.
    Conosco i giocatori, e non serve essere persone che si mangiano lo stipendio (anche se ho conosciuto anche chi l’ha fatto, e peggio…), anche lì esistono livelli. Per il gioco si può arrivare a mentire, per difendere la propria dipendenza e portarla avanti o perché diventa più importante di tutto il resto. “Gioco qualche volta, ma perché mi piace…” spesso tipo la storia del fumatore che non ammette mai veramente, forse anche a se stesso, soprattutto a se stesso, quanto fuma davvero, quando fuma troppo.
    Ci sono persone che non sanno manco dove sta il casinò, altre che quando

  • 1315
    LUNA -

    vanno in vacanza hanno in mente la geografia di dove si può giocare. Non è detto che vadano per forza dove si gioca, ma la geografia che hanno in testa ha le bandierine su dove si gioca, anche in città. Io non so dove sono le sale da gioco, ma so dove stanno i tabaccai e le macchinette notturne. Non sono così ferrata su dove stanno i salumai… se avessi una dipendenza dal prosciutto probabilmente sì 😉
    Mi è capitato, recentemente, di entrare in contatto con giocatori a vari livelli. I lori discorsi, e non se ne rendevano nemmeno conto, cadevano sempre lì, i soldi per giocare non avevano la stessa valuta di quella per comprare il prosciutto (come per noi con le sigarette…), il loro umore cambiava a seconda che avessero vinto o perso… comunque erano condizionati perché nel loro mondo il gioco prendeva più spazio di quanto essi stessi si rendessero conto… pensavo a coloro che manco ci pensano al gioco, come i non fumatori, semplicemente, non pensano alle sigarette… Non sto parlando di giocatori incalliti, ma sto parlando comunque di persone che, certo, saranno andate in loop nel gioco nei loro dark days o la possibilità è forte. Può succedere anche ad un non giocatore in un giorno di m… se suo cugino Filippo lo porta davanti ad una macchinetta? Sì, credo di sì. Non è detto,ma può essere.
    Non sono veramente predisposta a diventare dipendente dal gioco, evidentemente, perché al gioco sono stata molto vicina e mi sono pure divertita, e per qualche anno, non giorni, anche se non mi è mancato per nulla quando è uscito dalla mia vita per due decenni. Ma vedo troppo anche tutto quello che non mi piace del gioco, lo vedo in modo preponderante, anche se so perché ci si può cascare dentro… Meglio non andarmela propria a cercare sedendo davanti ad una slot o ad un tavolo o a comprarmi una serpentina di schedine “magiche” nei miei dark days. Hai ragione delle tue soddisfazioni rispetto alla limitazione, ne hai ben donde rispetto all’alto livello. Non c’è l’hangover. Ma spero di essere riuscita a spiegare ciò che voglio dire. Una mia amica ha smesso tre anni fa, prima di avere una serie di casini. E non ha ricominciato. Mi diceva: grazie al cielo ho smesso prima, almeno non sono diventata una ciminiera, mi mancava solo quello. Dal tunnel della sigaretta di per sè, se fumi, non sei uscito, e manco io.

  • 1316
    LUNA -

    Concludo, scusa, perché mi ha pubblicato, mi sa, prima che finissi di scrivere: io quando parlo di filtro corto parlo di una certa rapidità di reazione interna a determinati stimoli, o pensieri, o associazioni, parlo di specifiche ansie (che riconosco) conseguenti a determinate questioni e situazioni vissute. Mentre riavvio e riaggiorno il navigatore, certe cose possono toccare il “cantiere in corso”, altre no, e neanche il mio nervosismo è generico, per quanto io non abbia smaltito del tutto una grande quantità di stress e non sia a pienissimo regime di energie e socialità e mi riconosca dei… ritardi e dei punti deboli da risanare (ma anche da rispettare) rispetto ai miei standard di un tempo. Diciamo che il fumo sicuramente è un qualcosa che comunque bene non mi fa, ma anche per il suo stesso rubare energie, anche di tempo e concentrazione. Poi c’è anche il confine, certo, con il fatto che da qualche parte finiamo con il riversare lo stress. Anche uscire ogni sera mettendo tacchi 15 (…finirei in ortopedica dopo tre metri, ndr) e girare a tutta forza per le “balere” (l’ho detto apposta, mi pareva vintage :P) potrebbe essere uno sfogo temporaneo utile come essere una compulsione o un sintomo di depressione, non diversi da vestirmi invece con un sacco di iuta e uscire in ciabatte anche per fare la spesa e guardare una crepa sul muro così tanto da pensare che si sia spostata. O andare a sollevare pesi sette su sette in palestra e convertirmi a mangiare solo merluzzo per ottenere una specifica massa muscolare, dicendomi che sto facendo sport che mi fa tanto bene… Diciamo che quando mi è capitato di cantare a squarciagola mi ha fatto meglio che fumare 40 sigarette, cheché ne possano dire i vicini.
    Occhei, non ho fatto un discorso molto chiaro e lineare mi sa… chissà se si è capito? Boh. Ciao 🙂

    FDC: ti ho letto ora, mi dispiace che tu stia male. Ne riparleremo con più calma, anche dei luoghi comuni, non perché non voglio risponderti ora, ma perché in questo momento sono stanca e vorrei risponderti meglio. Anche se in fondo, probabilmente, ti direi le solite cose. Penso, sinceramente, che Myskyn, possa risponderti meglio di me. Tu ti sei fissato con questa storia del figlio credimi, ti sei ossessionato anche con il leggerla in un certo modo, riguardo te stesso, ma anche quando ti guardi intorno. Stai leggendo la realtà non attraverso una colpa, ma attraverso un’ossessione compulsiva. Anche se in modo diverso, inverso, perché il tuo è lesivo verso te stesso, come chi è stato bocciato e vede solo gente promossa senza merito. Mi dirai che non c’entra e invece c’entra, perché sei ossessionato, parziale, poco obiettivo nel tuo darti addosso, allo stesso modo di chi se la prende con tutti gli altri in certi casi tu te la prendi con te. E questo è dovuto non ai tuoi valori, che pure hai, ma anche alla violenza con cui lei ti ha messo giù la questione, rispetto al tuo no. In un modo che ti ha traumatizzato. Sta parlando il tuo trauma, non la tua colp

  • 1317
    LUNA -

    FDC, esempio di luogo comune (anche se non inerente ai soliti temi esistenziali): hai messo accanto al fumo e all’alcool (viste come debolezze o difetti) l’uso degli psicofarmaci. Sarà casuale, ma te ne accorgi? Neanch’io non ne ho mai presi, ma ciò non vuol dire nè che prendendone mi avrebbero fatto peggio o che ne sarei divenuta schiava nè che non facendomi vedere da un medico quando stavo peggio io sia stata più furba di chi c’è andato. Magari avrei ristretto i tempi di looppaggio, chi lo sa? Magari mi avrebbe prescritto per 8 giorni un ritrovato alla gramigna o trovato uno scompenso chimico da stress e dopo una breve cura avrei ragionato pure meglio. Perché non ero scema, prima, ma perché un eccesso d’ansia e una risposta fisiologica, ma andata in over, mi toglievano fluidità di pensiero ben più di una pastiglia. Io – io – ho il problema che ciò che fa dormire gli altri a me dà un effetto paradosso. Quando ho preso, caso estremo, una dose da cavalletta, non da cavallo, di una cosa per dormire (che per altri è acqua) il giorno dopo stavo peggio, ma io sono un caso raro. E comunque credo nella validità di certi tipi di specifica terapia breve per i disturbi post traumatici. Tanto è vero che, poiché sto meglio e so dove sono i nuclei su cui potrei lavorare, e proprio perché stanno sotto i loop (e li ho circoscritti looppando meno e per niente) appena avrò i soldi (magari smettendo di fumare, anche) se vedrò ancora che c’è da lavorarci su vedo l’andare a farmi 5 sedute specifiche come un bel regalo che mi farò. Perché posso vivere anche così o andare avanti col mio fai da te, ma non vedo perché non farmi un favore. E non ci andrei per capire cos’è passato o passa nella testa degli altri (ho già dato – e pure tu) ma per me. E neanche per me per loppare a pagamento, nè per ripercorrere le origini della specie (mia, e anche in quello ho già dato, anche soldi, e mi è pure servito) ma per andare alla radice dei traumi e delle sensazioni connesse. Nei miei peggiori darkdays io non avevo alcun supporto, perché non avevo la possibilità di sedermi su quella sedia sulla quale avevo speso soldi più per capire lui che per stare bene io. Anche se io non volevo stare male e quindi lavorare su me stando su quella sedia cmq mi è servito ad avere più strumenti anche quando negli anni peggiori ho dovuto arrangiarmi. Però tu la possibilità di andare per avere un sostegno PER TE ce l’hai e non vuoi saperne. Poiché uno striz non può restituirti lei meglio looppare e distruggerti dandoti della mer… da mane a sera, perché stai male, ma è giusto, perché è colpa tua.

  • 1318
    Myskin -

    Ciao a tutti,

    Mi scuso se scrivero’ un po di fretta :

    @ Fdc, ti cito giusto una tua frase come esempio , cerca di estranearti per un secondo e vedrai che qui, tu stesso per una volta eri riuscito a a non iconizzare tua moglie.. e a interrogarti sul fatto che al di la’ del figlio vi era dell’altro…

    ”
    Onestamente mia moglie non è chiara. Mi spiace dirlo nonostante io la ami. Ma lei non è chiara. Se veramente voleva un figlio dal marito e amava suo marito avrebbe dovuto anche lei fare un passo indietro così come l’ho fatto io. Probabilmente c’è dell’altro. Anche se mi duole ammetterlo. Perchè ho conosciuto mia moglie come una donna piena di valori. Probabilmente non stava più bene con me. O forse c’è l’esistenza di una terza persona. Una cosa è certa. Io mi autoaccuso, mi flagello come dite giustamente tu e Aleba. Però io ho agito con sincerità e lealtà. Lei comunque no. Lei ha agito in maniera “subdola”. E lo dico con la morte nel cuore. Lei non ha espresso il suo malessere, figlio o non figlio. Lei ha continuato a vivere la sua vita insieme a me in maniera tranquilla. Magari tramando dentro e aspettando il momento giusto per abbandonarmi. Mettendo come scusa la questione del figlio per uscirne con le mani pulite. Io non ero un despota. Non pretendevo situazioni come il marito di Aleba….”

    Un altro esempio diverso (scusami se per la fretta potro risultare troppo diretto) in uno dei primi post (7 ottobre 2011) rigettavi l’idea che tua moglie potesse aver avuto un altro (ancora una volta l’icona vince sulla realta) :

    “Certo l’ho pensato anch’io. Sei un uomo. Anch’io avrei avutolo stesso dubbio se avessi letto la stessa cosa di un’altra persona.
    Però a volte le cose non potrebbero essere così ovvie. Io in poche righe ho dovuto riassumere tante cose. Lei mia moglie, una donna speciale, quasi perfetta oserei dire. Piena di valori e principi.
    Certo il mondo oggi va in un certo modo. Ma mi riesce difficile pensare a una cosa del genere d parte di lei.”

    Mi chiedo perche’ una volta scoperto che (nel caso specifico del tradimento) la realta era diversa non hai fatto il passo successivo : far scendere finalmente tua moglie dal piedistallo dove l’hai messa. Per inciso, non giudico lei, ma l’immagine che tu hai di lei (ne parli come di un essere quasi divino)

  • 1319
    Myskin -

    Un’ultima considerazione Fdc, quanto successo ti ha fatto radicalmente cambiare visione sulla vita, ora per te’ la centralita’ di una coppia e’ fare un figlio, scrivi “Se ci si ama è la cosa più importante da fare “.
    Non condivido (secondo me la nascita di un figlio e’ un dono bellissimo ed un evento cosi speciale da essere quasi magico pero’ non e’ la realizzazione massima e il fine ultimo di una relazione a due) ma anche se dovessi concordare in toto non capisco il tuo percoso mentale.

    Vedi e’ frutto di inteliggenza durante la vita, interrogarsi, crescere, mettere in dubbio le proprie convinzioni.. Si : si puo’ cambiare idea radicalmente, ma perche’ ragionare come se fosse o tutto bianco o tutto nero ? Non volendo un figlio, non eri uno stupido in passato, semplicemente eri una persona diversa, poi il tuo cammino ti ha portato a cambiare idea ma non dovresti rinnegare il tuo passato : fa parte di te’.

    @Luna, bello l’esempio del giocatore (tra l’altro da amante di dostoevskij l’ho ancor piu’ gradito) e in generale concordo con te. Probabilmente non e’ il caso e mi sbaglio ma quando hai scritto di ferita riaperta mi sono chiesto :

    Se una ferita si e’ riaperta vuol dire che pur essendosi rimarginata, e pur avendo la sensazione di essere passati oltre in realta la ferita e’ ancora li.. si e’ rimarginata, abbiamo una crosta che la copre e nasconde ma la nuova pelle non e’ ancora riscresiuta.

    Insomma a volte e’ difficile avere la consapevolezza se il problema e’ solo che la nuova pella c’e’ gia ed ha bisogno di tempo per diventare piu’ forte di prima ( e quindi il filtro in questo periodo e’ sottilissimo) o se invece sovrastimiamo il punto di guarigione in cui siamo.

    @EME pur non avendo mai interagito con te , piu’ volte ho apprezzato nei tuoi post, acume , intelligenza, sensibilita e una bellissima ironia/autoironia, mi permetto solo di dire che il mondo e’ piu colorato con persone come te.

    Piccola nota, Nelle prossime settimane non saro in linea (finalmente e’ tempo di vacanze, e al ritorno saro’ rigurgitato dal lavoro) allora approfitto ora per inviare un grosso abbraccio

  • 1320
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna
    Il fumo e l’alcool non le ho viste in quanto debolezze o difetti, ma più semplicemente come qualcosa che può darti un certo sollievo. Non conosco a dir la verità l’effetto di una sigaretta, ma è certo che un buon bicchiere di vino in certe situazioni può aiutare. Per quuesto motivo l’ho messo accanto agli psicofarmaci: in quanto portatori di sollievo. Anche se in effetti solo gli psicofarmaci possono essere considerati una cura.
    Dici bene il mio è un trauma. Un grosso trauma. Riguardo il figlio non è che sono ossessionato, nè vedo gli altri come persone non meritevoli di essere padre. E’ solo una constatazione di fatto: non mi sono mai ritenuto un cretino nè un superintelligente, semplicemente una persona che aveva tutte le carte in regola per essere un buon genitore. E invece ho commesso un errore da cretino, da immaturo. Semplicemente non mi do pace per aver commesso un errore così grande ma allo stesso tempo così banale.
    I miei “giorni neri” lo sono un po’ tutti in questo periodo. Ho perso la serenità, sono triste. Sento che qualsiasi cosa faccio, anche quella che più amo fare non solo non mi rende felice ma non mi rende neanche un minimo di tranquillità.
    E’ ovvio che ora più che mai sono preoccupato. Sono preoccupato perchè mi rendo conto che così non riesco ad andare avanti. E’ un continuo stress, una continua tensione emotiva che mi impedisce di vivere la vita come si dovrebbe.
    Ho sempre pensato che in casi come questi la soluzione è “rimuovere la causa”. Ma la causa in questo caso come la rimuovo ?
    Ciao

  • 1321
    LUNA -

    FDC, lavorando sul trauma, centrando il problema reale, la tua ferita emotiva e come il tuo ‘sistema’ ha reagito e sta reagendo alla ferita (quella dell’abbandono, ma anche come la questione ti è stata posta, in modo colpevolizzante e univoco), come TU hai interiorizzato la questione, reagendo in un certo modo. Tu ti stai usando a tua volta come capro espiatorio e ti sei incastrato non solo sulla fine della relazione, ma su un altro aspetto. Credi di ragionare su un aspetto che non può che generarti angoscia, mentre in realtà è proprio l’angoscia stessa che è una risposta al trauma che è partita per la tangente. MYSKYN: forse manca un tuo post? Bene per le ferie 🙂 – se la domanda ‘ferita – sovrastimare’ la fai a te stesso ovviamente la risposta ce l’hai solo tu. Per quanto riguarda me io so di avere ferite non ancora guarite e in via di guarigione e/o cose da rielaborare ancora in ballo accanto ad altre cose e parti ‘ripristinate’ e quindi no, non credo di sovrastimare il check-up, anche se ovviamente posso sbagliarmi. Per me i dark days sono stati un trauma stesso, perché ho vissuto anche una serie di rocamboleschi problemi e ho provato sensazioni molto forti, pesanti.

  • 1322
    LUNA -

    anche che realmente non vi fosse modo di rimettere la mia vita in asse. E non era solo una sensazione ‘depressiva’, semmai i problemi, altri problemi tutti insieme, mi costringevano realmente a dover stressarmi, perché, anche laddove avrei saputo e potuto agire in modo più centrato e diretto risolvendo altre questioni avevo veramente le mani legate. E comunque, pur essendo stanca e ‘in sofferenza’ non potevo assolutamente permettermelo davvero, dovendo comunque… essere ‘molto presente’, ma non per ‘analizzare’ il prossimo, ma per ‘vedere’ me, pure nei dark days, con una certa lucidità e vedere sempre ciò che mi stava attorno. Cosa che capita a tutti quotidianamente. Ma per varie ragioni, reali, la cosa era giocoforza enfatizzata al massimo. Lungo da spiegare. Non ha senso. Comunque sia, so che il navigatore in realtà “ha tenuto”, di base sempre, in mezzo al diluvio universale, però è anche naturale che per certi versi io giri ancora con l’ombrello (in realtà non lo faccio mai :p quando piove davvero, dico :p) e mi stia ancora togliendo delle alghe tra i capelli. Ah, ora l’ho visto l’altro post. Spero che FDC riesca a rileggersi davvero. Per lui è molto difficile accettare di vedere gli errori di sua moglie e che la relazione potesse finire. Facendo di lei un’icona di perfezione tenta in realtà di proteggere se stesso, credo, da una serie di cose che lo terrorizzano emotivamente e lo spaesano. Tanto più avendo un altro dolore (dal quale forse anche si sposta centrandosi su lei e il figlio. Forse). Ma poiché il cambiamento di rotta è avvenuto e gli è arrivato addosso un ‘colpevole’ deve esserci per forza. Tanto colpevole quanto è grande per lui l’entità del senso di abbandono. Se fosse lei fdc pensa forse che dovrebbe mettere in dubbio 20anni, cosa insostenibile. Se è lui salva i ricordi, almeno, e centra tutto su se stesso. Era tutto vero il suo mondo, c’era, ci sarebbe stato. Una realtà immutabile se lui non fosse stato un terrorista. Fdc, tu la ami, ma l’idea di mettere in discussione la relazione, e cosa lei rappresentava per te anche al di là dell’amore, per ragioni tue, ti spaventa, angoscia molto di più che usarti da capro espiatorio e farti del male così. Ovviamente posso sbagliarmi, ma tu stai cercando di difendere, malissimo, te difendendo lei. Se tu riuscissi a sbloccarti prima o poi riavresti i tuoi ricordi, anche senza dover gettare del tutto 20anni di vita. Ma non lo farai mai finché usi il figlio, in modo autolesionista, per spiegare ‘tutto’ e per scappare dalla realtà. Quale? Non lo so. Ma così di certo neanche tu. E potrebbe essere meno spaventosa di quanto credi, più accettabile per te, anche una fine di un amore. Ma finché non la affronti lo sarà sempre.

  • 1323
    Fuori dal Coro -

    Ciao Myskin
    Si ricordo quelle parole. Mi chiedi perchè dopo quello che è successo non ho fatto scendere mia moglie dal piedistallo. Bella domanda Myskin. Forse e dico forse perchè in cuo mio non ho mai voluto credere a ciò che è successo. Forse perchè ho commesso quell’errore di fondo riguardo il figlio. Posso dirti però che se fosse successa la stessa cosa avendo un figlio non avrei reagito allo stesso modo.
    Non volendo un figlio forse non ero stupido ma certamente un immaturo. Comunque a prescindere dalla stupidità o dall’immaturità non ho fatto una semplice considerazione: la donna nasce per essere madre e l’amore tra un uomo e una donna non è altro che uno “scopo” per procreare. Inutile che continuo ad illudermi e a credere nell’Amore Eterno. Tutto è finalizzato alla procreazione. Ed i passi successivi sono destinati unicamente alla crescita dei figli.
    Ho sbagliato in questo. A credere cioè che bastassimo noi due. Ho sbagliato in toto.
    In fondo non è che rinneghi il mio passato. Rinnego il fatto che ad un certo punto dovevo agire con intelligenza. Sono stato ingenuo a non capire che in quel modo inconsciamente tiravo la corda. Poi che Lei non mi abbia detto chiaramente che stavo tirando la corda è un altro discorso. Quello fa parte di Lei e del suo modo di pensare.
    Però non riesco a perdonarmi per non aver capito una cosa tanto semplice.
    Poi voglio dire una cosa che forse non ho mai detto: il tradimento credo sia la cosa peggiore che possa accadere in una coppia. Ma ciò che in realtà mi ha fatto più male è stato il suo modo di cancellare i nostri anni d’Amore. Se il tradimento è stata una coltellata il cancellare il nostro Amore è stato un farmi a pezzi.
    Fondamentalmente io rinnego un errore del passato Lei forse….rinnega il passato.
    Ciao

  • 1324
    Fuori dal Coro -

    Ciao Luna (post 1321 e 1322)
    Si certo Luna per me è molto difficile accettare che la relazione potesse finire. C’erano tutti i presupposti per non farla finire. Non capisco però cosa intendi quando dici che io tento di difendere (malissimo) me difendendo Lei. Da che cosa devo difendermi se non faccio altro che colpevolizzarmi.
    Stamattina parlavo con un mio carissimo amico che mi ha chiesto come stavo e che mi ha detto di fare attenzione perchè stavo entrando in una brutta situazione dalla quale poi è difficile uscire.
    Mi sono confidato. Lo conosco da tanti anni ed è anche abbastanza esperto riguardo situazioni emotive e psicologiche.
    Gli ho raccontato alcuni episodi significativi della nostra vita che qui su queste righe sarebbe difficile riportare. E da buon psicologo mi ha fatto intendere che certe cose forse hanno innescato in Lei un meccanismo che l’ha fatta allontanare da me. Mi ha detto che non si può mettere certi paletti in una relazione, come ad esempio il no ad un concepimento. Una donna non lo accetta. E lui che mi conosce da anni ha sostenuto quello che a volte scrivo su questi post: sto pagando troppo per quello che ho commesso. Mi ha fatto un serie di discorsi che non fanno una piega. Difficile attuare soluzioni comunque per quanto mi riguarda. Come dici tu Luna Lei alla fine nonostante tutto è ancora sul piedistallo. Ma sul piedistallo del passato. Oggi non lo è. Sul presente non è sul piedistallo. Perchè alla fine non è chiara. Nel senso che non mi concede un dialogo vero nel quale con serenità si discuta su ciò che è realmente accaduto. A mio parere a volte travisa la realtà. O forse vuole travisarla. E’ questo il mio dilemma. Qualcosa è successo nella sua testa. Ma qualcosa di grosso che ha cambiato il suo modo di ragionare. E per il mio modo di vedere anche l’intervento di una terza persona non può cambiarti il modo di ragionare. Non lo so. sarà che io non mi lascio mai influenzare da personalità altrui. Posso condividere o no un loro pensiero ma non lasciarmi ifluenzare o condizionare neanche se ne sono innamorato appunto.
    Ciao

  • 1325
    LUNA -

    FDC: @Comunque a prescindere dalla stupidità o dall’immaturità non ho fatto una semplice considerazione: la donna nasce per essere madre e l’amore tra un uomo e una donna non è altro che uno “scopo” per procreare. Inutile che continuo ad illudermi e a credere nell’Amore Eterno. Tutto è finalizzato alla procreazione. Ed i passi successivi sono destinati unicamente alla crescita dei figli@

    FDC è questo che ti ha messo in testa tua moglie? O te lo sei messo in testa da solo? E poi mi dici che non sei imbottito come un panino di luoghi comuni???????
    Io non sono assolutamente d’accordo. In vita mia non mi sono innamorata di un uomo allo scopo di procreare e tanto meno SOLO allo scopo di procreare. E non sono nata allo scopo di procreare, anche se un giorno avrò dei figli. Se non li avrò non è che il fatto che io sia passata su questo pianeta non avrà avuto senso.
    Ma ti rendi conto di quello che dici?
    Offendendo l’amore di persone che si amano realmente nonostante il fatto di non avere figli, indipendentemente perché?
    Persone che non sparano in faccia al loro compagno o alla loro compagna solo perché non sono distributori automatici di ovuli o spermatozooi?
    Persone che sono persone validissime e non immature anche se per loro ragioni possono avere anche la libertà di scegliere di non avere dei figli?
    O che possono cambiare idea?
    L’altro giorno parlavo con una coppia, che si è conosciuta prima che a lei fosse diagnosticata una malattia. Si sono sposati sapendo che lei ce l’ha e che non avranno mai dei figli. Dunque? Dunque loro si amano per finta?
    Ah, no… scusa, non vale… non vale perché tu potevi avere dei figli (almeno in teoria) e lei anche (almeno in teoria) ma hai detto di no…
    Eh no, caro FDC, perché la tua frase è talmente lapidaria che non esistono deroghe:

    @la donna nasce per essere madre e l’amore tra un uomo e una donna non è altro che uno “scopo” per procreare. Inutile che continuo ad illudermi e a credere nell’Amore Eterno. Tutto è finalizzato alla procreazione. Ed i passi successivi sono destinati unicamente alla crescita dei figli.

    Dunque se una donna non può essere madre faccia harakiri, non si innamori mai, perché tanto è per finta, o si tenga un compagno tanto per, visto che mancano i presupposti centrali per cui la gente si mette insieme. E se invece può avere figli ma lui non vuole o non può (è uguale… comunque TUTTO è FINALIZZATO ecc ecc, quindi…) gli metta il curaro nella minestra, se lo tolga dalle balle e vada a cercarsi un altro, perché così va il mondo, così è scritto e la selezione naturale fa sì che chi non può/non vuole avere figli venga accoppato…

    Dunque colui o colei che magari si mettono con una persona che figli ne hanno già in realtà non amano la persona con cui stanno, e in realtà pensano che quei marmocchi sono dei gran rompipalle, sempre, non essendo figli naturali…

    No, hai ragione: questa non è una visione da luoghi comuni forse, perché è talmente estrema che non è neanche comune…è quasi NAZI

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